Bologna. Al museo civico Archeologico la conferenza “Il perduto tempio di Iside a Benevento: da Champollion alle nuove ricerche” con Rosanna Pirelli, università di Napoli L’Orientale

Sabato 7 novembre 2026, alle 17, al museo civico Archeologico di Bologna, il primo incontro del mese porta contestualmente in Campania e in Egitto, con Rosanna Pirelli, università di Napoli L’Orientale, in “Il perduto tempio di Iside a Benevento: da Champollion alle nuove ricerche”. Ingresso libero, fino ad esaurimento posti disponibili. Nell’ambito del progetto ministeriale “Intervento di adeguamento del Museo del Sannio e di rifunzionalizzazione degli spazi museali”, promosso e coordinato dal MiC – Direzione Generale Musei, è in corso un nuovo studio complessivo delle sculture dell’Iseo di Benevento, finalizzato al loro riallestimento, a oltre cinquant’anni dalla fondamentale pubblicazione di Hans W. Müller. Sebbene nessun edificio antico finora individuato possa essere identificato con l’Iseo, la presenza del santuario è confermata da un gruppo di circa 50 sculture, iscrizioni ed elementi architettonici rinvenuti in diversi punti della città antica. Si tratta di un insieme particolarmente ricco e vario: numerose statue raffigurano “faraoni”, sia in forma umana sia come sfingi; accanto a esse compaiono divinità antropomorfe, figure sacerdotali e rappresentazioni di animali sacri, tra cui falchi, babbuini e tori Apis, uno dei quali è scolpito in altorilievo su un elemento architettonico. In assenza del contesto archeologico originario del santuario, la ricerca metterà a confronto le caratteristiche morfologiche e stilistiche delle sculture con le testimonianze iconografiche offerte da pitture coeve, documentate soprattutto, ma non esclusivamente, nell’area vesuviana. Il confronto permetterà di individuare possibili relazioni tra le diverse opere e di formulare nuove ipotesi sulla loro collocazione all’interno dell’Iseo di età imperiale. I risultati della ricerca contribuiranno così alla progettazione del nuovo allestimento del Museo del Sannio, con l’obiettivo di restituire, pur in assenza dell’edificio e del contesto archeologico originari, un’immagine plausibile dello spazio del santuario e di rendere più comprensibile al pubblico il significato e la funzione delle sculture che ne facevano parte.
Commenti recenti