Capodanno a Roma con l’archeologia: aperture straordinarie delle Terme di caracalla, villa di Livia, Arco di Malborghetto e santuario Siriaco

Capodanno a Roma con l’archeologia. Apertura straordinaria di alcuni siti della soprintendenza speciale Archeologia Belle arti e Paesaggio di Roma che aderiscono all’iniziativa del ministero della Cultura “Buone feste al Museo”.
Alle Terme di Caracalla sarà possibile visitare la mostra “Narciso. Fotografia allo Specchio”. Il 1° gennaio 2025 è attivo, con le sue fontane e le sue nebulizzazioni, lo Specchio d’acqua. Ingresso con biglietto ordinario. Orario: 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
I siti archeologici della via Flaminia sono il simbolo di due momenti fondamentali della storia romana: la Villa di Livia era il rifugio dove Augusto e sua moglie Livia Drusilla trovavano riposo dagli impegni pubblici del fondatore dell’impero. Ingresso libero, via Villa di Livia 187 (all’interno del parco comunale di Prima Porta). Orario: 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
L’Arco di Malborghetto, immerso nel verde e nella natura, è il luogo dove Costantino passò la notte prima della battaglia di Ponte Milvio. Ingresso libero, via Barlassina 1. Orario 9 – 16.30, ultimo ingresso 15.30
Alle pendici di Villa Sciarra, sul Gianicolo, il Santuario Siriaco è la testimonianza dei culti misterici di origine orientale dell’epoca tardo antica, un luogo pieno di fascino da poco riaperto dopo un restauro conservativo. Ingresso libero, via Dandolo 47. Orario 9.30 – 13, ultimo ingresso 12.15
Parco dell’Appia Antica (Roma). Al complesso di Capo di Bove un’installazione immersiva permette di viaggiare sulla Regina Viarum da Roma a Brindisi. Ecco gli orari del parco nella prima settimana dell’anno
Installazione immersiva a Capo di Bove (parco archeologico dell’Appia Antica) sul percorso della Via Appia da Roma a Brindisi (foto parco appia antica)
Da Roma a brindisi lungo la via Appia. Per chi è in vacanza a Roma c’è l’occasione di viaggiare lungo la Regina Viarum senza muoversi dalla città eterna: basta andare al Complesso di Capo di Bove sulla via Appia Antica 222, nel parco archeologico dell’Appia Antica, dove una straordinaria installazione immersiva ripercorre il viaggio del fotografo Andrea Frazzetta lungo l’Appia dando vita alle storie che popolano la regina viarum. Ingresso 8 euro con biglietto ordinario che permette l’ingresso anche al Mausoleo di Cecilia Metella, a Villa dei Quintili e all’Antiquarium di Lucrezia Romana nell’arco della stessa giornata. Visite dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 16.30. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Ecco gli orari della prima settimana del 2025 per iniziare il nuovo anno nel parco archeologico dell’Appia Antica. Martedì 31 dicembre 2024, apertura di tutti i siti dalle 9 alle 16.30. I siti di Tombe della via Latina e Villa di Sette Bassi resteranno chiusi. Mercoledì 1° gennaio 2025, apertura di tutti i siti dalle 9.30 alle 16.30. I siti di Tombe della via Latina e Villa di Sette Bassi resteranno chiusi. Domenica 5 gennaio 2025, apertura gratuita di tutti i siti in occasione della “Domenica al Museo” dalle 9 alle 16.30. Il sito di Tombe della via Latina sarà visitabile alle 11 e alle 15. Il sito di Villa di Sette Bassi sarà visitabile alle 11 e alle 14.30. Lunedì 6 gennaio 2025, apertura di tutti i siti dalle 9 alle 16.30. Il sito di Villa di Sette Bassi sarà aperto con visite guidate alle 11.30 e alle 14.30. Il sito di Tombe della via Latina sarà visitabile alle 11. Mercoledì 8 gennaio 2025, tutti i siti saranno chiusi per riposo settimanale. Ultimo ingresso alle 15.30 a Villa dei Quintili e alle 16 in tutti gli altri siti.
Bova Marina (RC). Al museo Archeologico si tiene la Chanukkà, la “festa delle luci”, che celebra il rinnovamento dei popoli, prevede l’accensione del candelabro rituale ebraico, la Hanukkiót
Nella splendida cornice del museo e parco archeologico di Bova Marina (RC), sede di una delle più antiche sinagoghe del mondo occidentale, il 29 dicembre 2024, dalle 16, si tiene la Chanukkà, la “festa delle luci”, manifestazione che celebra il rinnovamento dei popoli, e prevede (alle 17.30) l’accensione del candelabro rituale ebraico, la Hanukkiót. L’evento, gratuito e senza prenotazione, è promosso dalla direzione del parco e dalla sezione calabrese della Comunità ebraica, con la collaborazione del Comune di Bova Marina e della soprintendenza ABAP per le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia. Introduce e coordina Elena Trunfio, direttrice del parco e museo di Bova Marina. Insieme al dirigente delegato della direzione regionale Musei Calabria Fabrizio Sudano, e all’archeologo Andrea Maria Gennaro della soprintendenza ABAP di Reggio Calabria e Vibo Valentia, alla cerimonia prenderanno parte i rappresentanti delle tre principali religioni monoteiste: oltre Roque Pugliese, referente per la Comunità Ebraica, saranno inoltre presenti l’Imam Ahmed Berraou, referente Ucoli in Calabria, e l’Arcivescovo della Diocesi Reggio Calabria-Bova Fortunato Morrone. Tale partecipazione è significativa per lanciare un messaggio di fratellanza, pace e di ripudio della guerra. “Il museo di Bova Marina è la testimonianza più significativa del sincretismo religioso della Calabria, un luogo che dimostra la felice convivenza di popoli con culture differenti nei nostri territori”, ha commentato la direttrice del museo Elena Trunfio. “Alla luce del contesto internazionale è fondamentale continuare a promuovere la tolleranza e i Musei devono farsi carico di creare occasioni di condivisione e conoscenza tra le diverse culture”.
Pompei. Nuove scoperte fuori dalla città antica: nel cantiere del parcheggio sotterraneo dell’EAV in via Fucci ritrovata una tanagrina con tracce di doratura e una sepoltura integra di infante: una finestra sulle pratiche funerarie dell’antica Pompei

Sepoltura di infante ritrovata integra nel cantiere in via Fucci a Pompei per la realizzazione del parcheggio sotterraneo dell’EAV (foto sabap-na)
Ad agosto 2024 il soprintendente di Napoli, Mariano Nuzzo, era stato chiaro: “Visti gli eccezionali rinvenimenti, è necessario proseguire ed ampliare ulteriormente l’area di indagine per completare il quadro conoscitivo della necropoli e delineare la fisionomia del paesaggio antico che caratterizzava il suburbio orientale di Pompei, di cui ancora poco si conosce. Grazie all’archeologia preventiva e all’azione sinergica tra Soprintendenza, Comune ed EAV, che ha consentito di condividere procedure ed obiettivi, si stanno raggiungendo risultati importanti nell’ambito della tutela e valorizzazione di un territorio di rilevanza cruciale dal punto di vista storico ed archeologico. Contiamo di condividere a breve nuovi dati dal prosieguo degli scavi” (vedi Pompei. Nuove scoperte fuori dalla città antica: nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato annesso alla stazione della Circumvesuviana, emergono campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana (già 35 sepolture). Il soprintendente Nuzzo: “Si deve proseguire e ampliare l’indagine archeologica” | archeologiavocidalpassato). Cosa era successo? Appena fuori la città antica di Pompei, nel cantiere per la realizzazione di un parcheggio interrato annesso alla stazione della Circumvesuviana, in via Fucci, erano emersi campi arati (dove si coltivavano gli ortaggi che rifornivano i mercati di Pompei) e una necropoli preromana (già 35 sepolture).

Tanagrina con tracce di doratura ritrovata nel cantiere in via Fucci a Pompei per la realizzazione del parcheggio sotterraneo dell’EAV (foto sabap-na)
Il soprintendente aveva ragione. Nei giorni scorsi, a distanza di pochi mesi, in via Fucci durante i lavori presso il parcheggio interrato Eav, sono emersi importanti reperti archeologici che ci permettono di riscoprire frammenti preziosi della nostra storia. Tra questi spicca una tanagrina con straordinarie tracce di doratura, testimonianza unica dell’arte e del gusto raffinato dell’antichità. Le tanagrine, celebri statuette votive in terracotta, sono spesso associate al culto e alla devozione, offrendo uno spaccato della vita quotidiana e delle credenze religiose delle epoche passate. “Questa scoperta sottolinea ancora una volta l’importanza di preservare e valorizzare il nostro patrimonio, nascosto anche nei luoghi più inaspettati”.

Il ritrovamento in via Fucci a Pompei di una sepoltura integra di infante (foto sabap-na)

Corredo nella tomba di infante scoperta in via Fucci a Pompei (foto sabap-na)
Ma non è finita qui. In via Fucci un altro ritrovamento straordinario che arricchisce la storia di Pompei. È stata portata infatti alla luce una sepoltura integra di un infante, caratterizzata da un corredo unico. Tra gli oggetti rinvenuti spiccano una raffinata coppa in vernice nera e preziosi vaghi di collana in pasta vitrea, testimoni di un passato ricco di tradizioni e cultura. “Questo ritrovamento rappresenta una finestra sulle pratiche funerarie dell’antica Pompei, svelando nuovi dettagli sulle vite dei suoi abitanti nel territorio estero alla nota città antica”.
Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Lettere d’amore dalla Via Appia” di Rita Paris (Gangemi editore), che ha integralmente trascritto il contenuto dell’intero carteggio

Copertina del libro “Lettere d’amore dalla Via Appia” di Rita Paris (Gangemi editore)
È uscito il libro “Lettere d’amore dalla Via Appia” di Rita Paris (Gangemi editore), che ha integralmente trascritto il contenuto dell’intero carteggio, accompagnandolo con accurate ricerche d’archivio e utili inquadramenti storici. “Se potesse misurare la dolce commozione, l’incanto, la bellezza dell’istante in cui le mie mani stringono i suoi scritti, in cui il mio cuore si prepara, con indicibile ansia, ad ascoltare le sue più desiderate parole…” Le lettere sono state trovate sulla Via Appia nel corso di lavori di scavo e restauro di uno dei monumenti funerari che fiancheggiano la strada, secondo le sistemazioni realizzate durante il governo pontificio. Si tratta di una storia d’amore sublime vissuta con sentimento intenso e tormentato, tra il 1926 e il 1928, che possiamo ricostruire attraverso le lettere del personaggio maschile, perfettamente conservate. La cura del protagonista per questo scambio epistolare e soprattutto la scelta del posto a cui consegnarne la conservazione, aggiungono un interesse speciale a questi documenti poiché la Via Appia è stata percepita come luogo dell’anima a cui affidare qualcosa di molto caro con la certezza che non sarebbe stato perso per sempre. Le lettere sono state trascritte con cura e le ricerche negli archivi hanno fornito elementi concreti alla conoscenza della storia. Non si tratta di un romanzo, ma di un racconto onesto, rispettoso e doveroso nei confronti della attenzione suscitata da questa scoperta e, forse, anche del personaggio.

L’archeologa Rita Paris (foto parco appia antica)
Rita Paris, archeologa, presidente dell’associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, è stata direttore del parco archeologico dell’Appia Antica da marzo 2017 a dicembre 2018. Ha curato scavi, restauri, nuove acquisizioni per il recupero del patrimonio culturale dell’Appia e ha aperto al pubblico monumenti e siti tra i quali la Villa dei Quintili. Ha diretto la sede del museo nazionale Romano di Palazzo Massimo alle Terme, curando nuovi allestimenti e mostre temporanee. Curatrice di cataloghi, monografie e articoli, in particolare sulle collezioni del museo e monumenti e scoperte dell’Appia, ha partecipato a conferenze e convegni in Italia e all’estero su diversi temi e sulla tutela archeologica.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale c’è Saturnalia Napoletani”, una visita performativa che celebra le antiche festività romane dedicate a Saturno e le tradizioni natalizie napoletane, a cura di CoopCulture
L’appuntamento è sabato 28 dicembre 2024, alle 17, alla biglietteria del museo Archeologico nazionale di Napoli per un viaggio tra passato e presente con “Saturnalia Napoletani”, una visita performativa che celebra le antiche festività romane dedicate a Saturno e le tradizioni natalizie napoletane, a cura di CoopCulture che ripropone l’esperienza che unisce passato e presente in modo originale e coinvolgente già presentata il 21 dicembre 2024: reinterpretazione contemporanea di quella festa antica, ricollegandola alle tradizioni natalizie di oggi. Prenotazione al link https://www.coopculture.it/…/pro…/saturnalia-napoletani/. Durante le feste natalizie è tradizione dedicarsi a giochi da tavolo o di gruppo. I momenti conviviali vissuti in famiglia o con amici, sono occasione per vincere o perdere qualche spicciolo e rappresentano un modo per condividere allegria e rafforzare i legami. Questa abitudine trova un curioso parallelo con i Saturnalia, l’antica festività romana dedicata al dio Saturno. Durante quei giorni, altrimenti proibiti, si permettevano i giochi con scommesse, inaugurando un periodo di sovvertimento delle regole e delle gerarchie: gli schiavi diventavano padroni e viceversa, in un’atmosfera di libertà e spensieratezza. Questa tradizione romana riecheggia ancora oggi nelle celebrazioni natalizie, in particolare nella tradizione napoletana, dove emerge la celebre “tombola scostumata”.
Libri sotto l’albero. È uscito il libro “Leonesse. Le guerriere del Rinascimento” di David Salomoni (Editori Laterza)

Copertina del libro “Leonesse. Le guerriere del Rinascimento” di David Salomoni (Editori Laterza)
È uscito il libro di David Salomoni “Leonesse. Le guerriere del Rinascimento” (Editori Laterza). C’è stato un tempo di donne in grado di guidare eserciti e di condurli in battaglia. Un tempo in cui, dall’alto delle mura di città circondate dai nemici, erano voci femminili a dare ordini e incitare gli uomini. Era il tempo delle leonesse, le donne cavaliere del Rinascimento. Chi l’ha detto che le donne del Rinascimento erano destinate unicamente a indossare splendidi abiti come Monna Lisa? O a passare la vita tra seduzione, inganni e trame come Lucrezia Borgia? In realtà in Italia è esistita una tradizione importante di donne dedite all’arte della guerra: feudatarie, capitane di ventura, donne cavaliere e anche popolane. Se Matilde di Canossa è la prima, e forse la più conosciuta, altre sono state all’epoca capaci di suscitare sconcerto e terrore per l’audacia delle proprie imprese: da Caterina Sforza a Cia Ordelaffi, da Orsina Visconti a Bona Lombardi – la Giovanna d’Arco italiana. Donne al comando di eserciti in difesa dei propri castelli, è il caso di Donella Rossi, e battaglioni interamente femminili, come quelli che combatterono a protezione di Siena e della sua indipendenza durante l’assedio dei fiorentini nel 1555. Quello che emerge da queste storie avventurose e che oggi appaiono quasi leggendarie, è un tema trascurato dagli storici: quello di una vera e propria educazione militare impartita alle donne dai padri e più spesso dalle madri o dalle nonne, che hanno dato vita a una via femminile alla guerra. Per secoli è stato facile idealizzare queste donne combattenti, imbalsamandole nel ruolo di figure eccezionali e irripetibili, quasi letterarie, addomesticandone la portata rivoluzionaria. Oggi, finalmente, possiamo provare a restituire a queste donne la loro verità di soggetti attivi, anche nella violenza estrema della guerra.

David Salomoni dell’università per Stranieri di Siena
David Salomoni è docente all’università per Stranieri di Siena. Ha lavorato nel dipartimento di Storia e Filosofia della scienza dell’università di Lisbona nell’ambito del progetto ERC Rutter: Making the Earth Global e nel 2022 è stato Berenson Fellow all’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies a Villa I Tatti. Tra le sue più recenti pubblicazioni, Scuola, maestri e scolari nelle comunità degli stati gonzagheschi e estensi (Anicia 2017) e Educating the Catholic People: Religious Orders and Their Schools in Early Modern Italy (1500-1800) (Brill 2021). Per Laterza è autore di Magellano. Il primo viaggio intorno al mondo (2022) e Francis Drake. Il corsaro che sfidò un impero (2023).











“Sacrifici umani nelle società umane antiche e premoderne. I miti tenebrosi, il pregiudizio e la storia” è il tema di grande fascino storico del 6° convegno internazionale di studi in programma a Ragusa il 28 e il 29 dicembre 2024. Diretto come i precedenti da Carlo Ruta, storico e direttore scientifico del Laboratorio degli Annali di storia, il convegno nasce dal partenariato scientifico con l’università Sorbona di Parigi, il Centre National de la Recherche Scientifique francese, l’università di Genova, l’università di Bari, l’università di Siena, Unitelma-Sapienza università di Roma e il Laboratorio di studi marittimi e navali Ferdinand Braudel dell’università di Genova. “L’obiettivo del convegni è di fare chiarezza su fenomeni storici di difficile interpretazione”, spiega il prof. Ruta, “e, più in particolare, di fornire contributi che aiutino a superare limiti interpretativi che persistono sulla materia dei “sacrifici umani”, sotto il profilo storico-archeologico e antropologico. Si tratta di fare chiarezza, in sostanza, su condotte sociali ancora controverse, che passano tuttavia come provate e certificate, la cui realtà resta invece tutta da dimostrare e le cui interpretazioni risentono troppo da etnocentrismi, stereotipi e rigidità di lettura. Vanno sottolineate inoltre le influenze esercitate sul lavoro storico-antropologico da letterature antiche e moderne che appaiono a conti fatti ben poco rispondenti all’oggettività. Il caso di Salammbò di Flaubert, con riferimento ai presunti sacrifici umani dell’antica Cartagine, potrebbe essere al riguardo emblematico”.



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