#domenicalmuseo. Nella prima domenica di febbraio Roma conquista tutto il podio della classifica assoluta: al primo posto il Colosseo (14.120 ingressi), al secondo il Pantheon (12.423 ingressi) e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi)
Sono stati 220mila gli ingressi domenica 1° febbraio 2026, giornata di apertura gratuita in occasione della #domenicalmuseo di febbraio, l’iniziativa del ministero della Cultura che prevede l’accesso libero nei luoghi della cultura statali nella prima domenica del mese. A gennaio il podio della classifica è monopolizzato da Roma: al primo posto il Colosseo con 14.120 ingressi; al secondo posto troviamo il Pantheon (12.423 ingressi), e al terzo Foro Romano e Palatino (12.409 ingressi).
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 14.120 ingressi; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 12.423; Foro Romano e Palatino 12.409; Area archeologica di Pompei 8.177; Terme di Diocleziano 3.651; museo Archeologico nazionale di Napoli 3.600; Terme di Caracalla 3.007; Palazzo Massimo 2.204; Villa Adriana 1.825; museo e area archeologica di Paestum 1.724; museo nazionale etrusco di Villa Giulia 1.682; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.504; parco archeologico di Ercolano 1.470; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.052; museo Archeologico nazionale di Taranto 917; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 860; museo nazionale di Archeologia subacquea dell’Alto Adriatico Grado 732; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 594; museo Archeologico nazionale di Firenze 592; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 551; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 547; parco archeologico di Cuma 541; Anfiteatro campano – Santa Maria Capua Vetere 450.
Verona. Nella #domenicalmuseo il museo Archeologico nazionale “Scavo in Museo”: un’esperienza di un vero scavo archeologico… all’interno degli spazi museali
Domenica 1° febbraio 2026, in occasione della prima domenica del mese, il museo Archeologico nazionale di Verona, alle 15, offre al visitatore più curioso “Scavo in Museo”: un’esperienza di un vero scavo archeologico… all’interno degli spazi museali. Dopo una breve passeggiata nel tempo i partecipanti scopriranno quali strategie gli archeologi usano per individuare giacimenti antichi e qual è la vita dei reperti prima di essere esposti. Con le mani nella terra si vivrà un’esperienza unica! Attività per tutte le età. Costo 10 euro a persona (comprensivo di visita guidata e attività didattica). Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: SAP – Società Archeologica, 3465033652; museovr@archeologica.it.
Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un Tè al Museo” conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità con la direttrice Maria Letizia Pulcini. E inaugurazione del percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina
Come si allenavano e come si prendevano cura del corpo le società del passato? Se ne parla domenica 1° febbraio 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) nel nuovo incontro del ciclo “Un Tè al Museo” che coniuga il piacere di un momento conviviale con l’approfondimento di temi legati all’archeologia e alla storia antica. Il nuovo appuntamento, “Conversazioni sullo “sport” e la cura del corpo nell’Antichità”, offre al pubblico l’occasione di esplorare il modo in cui le società del passato concepivano il benessere fisico, la preparazione all’attività fisica e le pratiche di cura del corpo. A guidare l’incontro sarà Maria Letizia Pulcini, direttrice del museo, che accompagnerà i partecipanti in un percorso di riflessione tra fonti letterarie e iconografiche e reperti archeologici. Come di consueto, “Un Tè al Museo” si svolgerà in un clima informale e accogliente: una tazza di tè accompagnerà il dialogo tra la direttrice e il pubblico, favorendo la condivisione e il confronto su temi che uniscono archeologia e attualità. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel. 0425668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it) fino a esaurimento posti. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza!
In armonia con l’inverno: natura, sport e salute. Il corpo e la sua cura nell’età del Bronzo: percorso tematico al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dal 1° al 28 febbraio 2026. L’evento, inoltre, inaugura il percorso tematico dedicato alla cura del corpo nell’età del Bronzo, proposto dal museo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e incluso nel programma dell’Olimpiade Culturale della Fondazione Milano Cortina 2026. Gli oggetti esposti raccontano le pratiche di cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo finale che abitavano l’area dell’antico fiume Po. Gesti quotidiani apparentemente semplici, carichi invece di significati simbolici e sociali, che trovano sorprendenti punti di contatto con i valori dello sport contemporaneo e con l’attenzione al corpo propria del mondo olimpico e paralimpico. Il percorso tematico propone una rilettura di oggetti legati alla cura del corpo, selezionati sia dal percorso espositivo permanente sia dai depositi del Museo. Strumenti per la toilette, ornamenti personali e oggetti connessi alla sfera del benessere fisico raccontano gesti quotidiani che, oltre alla funzione pratica, rivestivano un forte valore simbolico, identitario e sociale. Attraverso i reperti selezionati, il visitatore sarà invitato a riflettere sul significato della cura del corpo nelle comunità dell’età del Bronzo: un insieme di pratiche legate all’igiene, all’aspetto esteriore, allo status e alle relazioni sociali, che trovano un inaspettato punto di contatto con i temi Olimpici contemporanei, dove il corpo è al centro di disciplina, preparazione e rappresentazione. Il percorso tematico offre così una narrazione nuova e mirata, capace di valorizzare una piccola selezione di reperti, inserendoli in un dialogo più ampio che unisce archeologia, storia culturale e attualità, nel segno delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
Al termine dell’incontro, la direttrice del museo accompagnerà i partecipanti in una visita guidata ai reperti esposti, tra cui alcuni presentati al pubblico per la prima volta.
#domenicalmuseo: il 1° febbraio ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali
Domenica 1° febbraio 2026 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso con prenotazione consigliata o obbligatoria, dove richiesta. La scorsa #domenicalmuseo, 4 gennaio 2026, ha registrato 223.018 ingressi.
Grotte di Pertosa-Auletta (Sa). Al via la nuova campagna di scavi archeologici: focus sulla palafitta protostorica e su evidenze ellenistico-romane
Al via nei prossimi giorni una nuova campagna di scavi archeologici nelle Grotte di Pertosa-Auletta in provincia di Salerno, dopo le importanti scoperte emerse nel corso delle indagini condotte a novembre 2025. Le ricerche si svolgeranno lungo l’alveo del fiume sotterraneo che attraversa la cavità e riemerge all’esterno confluendo nel fiume Tanagro.
Le operazioni di scavo sono rese possibili dallo svuotamento temporaneo di un bacino idrico artificiale posto in prossimità dell’ingresso della grotta, condizione che consente agli archeologi di operare in un contesto normalmente sommerso. Le ricerche sono svolte in regime di concessione ministeriale e sono affidate dal ministero della Cultura alla Fondazione MIdA – Musei Integrati dell’Ambiente (2025–2027), in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino. Al progetto scientifico collaborano il Centro di ricerca speleo-archeologica “Enzo dei Medici” e l’Istituto Centrale per l’Archeologia – MIC. Le indagini godono inoltre del sostegno economico e tecnico del Gruppo IREN, l’azienda che gestisce gli impianti idroelettrici a valle delle grotte.
L’obiettivo della nuova campagna è proseguire l’esplorazione del deposito archeologico situato a circa 40 metri dall’imbocco della cavità, un’area che conserva preziose testimonianze di diverse fasi di frequentazione umana. I dati finora raccolti indicano una presenza che si articola in più periodi, in particolare dall’età del Bronzo medio-finale fino all’epoca ellenistico-romana. L’area oggetto di indagine è di particolare interesse perché concentra il maggior numero di palificazioni verticali legate alla palafitta protostorica, scoperta già alla fine dell’Ottocento. Questo straordinario insediamento rappresenta, allo stato attuale delle conoscenze, un unicum a livello europeo, sia per la sua collocazione in ambiente sotterraneo sia per la capacità delle comunità preistoriche di bonificare un’area umida soggetta a periodiche inondazioni.
Oltre alle strutture palafitticole, gli archeologi stanno indagando anche evidenze di età ellenistico-romana, probabilmente riconducibili a pratiche cultuali legate alle divinità venerate nella grotta e alle acque che scorrono nel sottosuolo.
Padova. All’Orto Botanico il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, a 100 anni dall’acquisizione da parte dell’università di Padova dell’intera collezione con reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. Ecco il programma
Al teatro Botanico all’Orto botanico di Padova, lunedì 26 gennaio 2026, dalle 9.30 alle 18, il convegno “Neumann 100. 1925-2025: dal collezionismo alla ricerca”, organizzato da Centro di Ateneo per i Musei, dipartimento dei Beni culturali, dipartimento di Geoscienze, dipartimento di Biologia, museo della Natura e dell’Uomo, museo di Scienze archeologiche e d’Arte. La partecipazione è gratuita, previa registrazione al form di prenotazione. Il convegno è dedicato a Eugenio Neumann (1847-1928), commerciante triestino, che nel corso della sua vita raccolse una straordinaria collezione con decine di migliaia di beni. In contatto anche con antiquari toscani, collezionisti francesi, studiosi tedeschi e di altri ambiti internazionali, partecipò in prima persona a numerose indagini nelle grotte del Carso, raccogliendo presso la sua abitazione di Trieste molti reperti di interesse antropologico, paletnologico, archeologico, geologico, paleontologico e mineralogico. A cento anni dall’acquisizione dell’intera collezione da parte dell’università di Padova, avvenuta nel 1925, il convegno intende riportare l’attenzione sulle diverse anime di questa raccolta, confluita poi nei vari musei scientifici ora riuniti nel museo della Natura e dell’Uomo e anche nel museo di Scienze Archeologiche e d’Arte. Agli interventi del convegno seguono due visite guidate: al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte di Palazzo Liviano, e alle collezioni di Antropologia e di Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.
PROGRAMMA. Teatro Botanico Orto Botanico, 9.30-13: saluti dei direttori dei seguenti Dipartimenti: Beni Culturali; Biologia e Geoscienze; e del presidente del CAM. Interventi: Menegazzi A. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Cercando Neumann nel Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte: dall’acquisizione del 1925 all’identificazione delle serie archeologiche”; Molinari S. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Nalesso D. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “La riscoperta della mineralogia di Neumann: collezione di mineralizzazioni rare e georisorse di difficile identificazione”; Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), Tasca G. (museo civico “Federico De Rocco” di San Vito al Tagliamento, Pordenone), Carrara N. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nelle collezioni di Antropologia del MNU: tra reperti, carte e cartoni”; Pizzato F.A. (dipartimento Culture e Civiltà, università di Verona e IAUB – Institut d’Arqueologia de la Universitat de Barcelona), “La preistoria dal salotto all’università: Eugenio Neumann e la cultura materiale della scienza dilettante del suo tempo”; Cupitò M. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Il ripostiglio di “Trieste – Corso Greinitz” al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università di Padova: un’acquisizione Neumann?”; Zara A. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Faresin E. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), Mantovani V. (Independent Researcher), Mazzocchin S. (dipartimento dei Beni culturali, università di Padova), “Eugenio Neumann al Museo del Liviano: studio multidisciplinare di due reperti di età romana”; Moser S. (Institute of Mediterranean and Oriental Cultures, Polish Academy of Sciences, Varsavia), “Non solo Padova: reperti dalle collezioni Neumann nei Musei Civici di Trieste”; Vinazza M. (dipartimento di Archeologia, università di Lubiana), Dalla Longa E. (Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del Consiglio Nazionale delle Ricerche), “Le ramificazioni della storia delle ricerche. Il territorio di Škocjan (San Canziano del Timavo, Slovenia orientale) dalle ricerche Neumann ad oggi”; 13-14.30, pausa pranzo libera. Pomeriggio, 14.30-16, Arbulla D. (funzionario direttivo, conservatore del museo civico di Storia naturale di Trieste), “Caverna Pocala: un secolo di scavi, collezioni e scoperte da Neumann ad oggi”; Fornasiero M. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), Del Favero L. (Centro di Ateneo per i Musei, università di Padova), “Cercando Neumann nella collezione paleontologica del MNU tra dubbi e certezze”; discussione e dibattito. Dalle 16 alle 18, visite guidate al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte e alle collezioni di Antropologia, Geologia e Paleontologia del museo della Natura e dell’Uomo.
Capodimonte (Vt). Riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: visite guidate con la direttrice Giuliana Galli
Domenica 25 gennaio 2026 a Capodimonte (Vt) riapre il museo della Navigazione nelle Acque interne e torna “Mai dire Mnai”: due turni di visite guidate, 11.30–12.30 e 15.30–16.30, accompagnati dalla direttrice Giuliana Galli. Il percorso di questa apertura porta i partecipanti dentro la vita del lago in età protostorica: imbarcazioni antiche, collegamenti fluviali, pesca, e quel filo continuo tra comunità, acqua e paesaggio che racconta Capodimonte meglio di mille slogan. In più c’è anche la mostra fotografica di Rosanna Tarantello, dedicata ai paesaggi bolsenesi e al mondo della pesca. Ingresso gratuito, senza prenotazione.
Parma. Al via all’auditorium dei Voltoni del complesso monumentale della Pilotta le “Conferenze di Arkheoparma”: sette incontri. Inizia Matteo Riccò con “L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano”
Tornano le conferenze di Arkheoparma dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Dal 22 gennaio al 7 maggio 2026, sette incontri, alle 17, all’Auditorium del Complesso monumentale della Pilotta a Parma. Tutti gli incontri sono gratuiti fino ad esaurimento dei posti (100 persone). Per informazioni arkheoparma@gmail.com.
Si inizia giovedì 22 gennaio 2026, L’anno 1204 e la seconda morte dell’impero romano, con Matteo Riccò. Quindi giovedì 12 febbraio 2026, Annibale Bentivoglio in fuga dal Castello di Varano, con Ubaldo Delsante; giovedì 5 marzo 2026, Iside. Una dea vicino a noi, con Florio Lami; giovedì 26 marzo 2026, L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens, con Davide Delpiano; giovedì 16 aprile 2026, Parma Antica: uno sguardo sulla città attraverso la riscoperta dei monumenti perduti, con Francesco Francesconi; giovedì 7 maggio 2026, Archeologia del paesaggio. Come si sviluppa e cambia il concetto di urbanizzazione nella storia, Antonia Cozzi.















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