Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” la conferenza “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, secondo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”
Secondo appuntamento al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or) con i “Venerdì al Museo”: venerdì 24 aprile 2026, alle 18, nella sala conferenze del museo civico di Cabras, l’incontro “Le prospezioni nello stagno di Cabras e lo scavo del nuraghe Cannevadosu” con le archeologhe della Fondazione Mont’e Prama, Nicoletta Camedda e Maria Mureddu, che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle attività di ricerca e scavo della Fondazione Mont’e Prama: dalle prospezioni nello stagno di Cabras fino allo scavo del Nuraghe Cannevadosu. Un’occasione per approfondire il lavoro sul campo e le nuove ricerche sul territorio. “Il nuraghe Cannevadosu è il primo ad essere indagato nel Sinis, e le prospezioni nello stagno danno conto del cambiamento della morfologia della laguna negli anni, grazie all’uso di tecnologie moderne”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “L’indagine non è solo un atto di recupero monumentale, ma una ricerca volta a comprendere la vita quotidiana e le strutture sociali in età nuragica. Desideriamo che la comunità sia coinvolta sugli sviluppi delle nostre ricerche scientifiche, sempre con l’obiettivo di fornire una maggiore consapevolezza del patrimonio culturale di questo territorio”. Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/le-ricerche-della-fondazione-monte-prama-tickets-1987902484845?aff=ebemoffollowpublishemail&ref=eemail&utm_campaign=following_published_event&utm_content=follow_notification&utm_medium=email&utm_source=eventbrite
Pozzuoli (Na). A Palazzo Toledo “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway: per due giorni Pozzuoli diventa un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Ecco il programma
Il Mediterraneo non è solo un mare: è una trama viva di rotte, incontri e tensioni che ha modellato culture, economie e paesaggi. In questa ambivalenza tra connessione e conflitto prende forma “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway. L’iniziativa che il 22 e 23 aprile 2026 trasforma Pozzuoli in un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Promossa dall’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterrano nell’età Bronzo” è realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana (assessorato regionale dei Beni culturali e I.S.), Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Quarto, Città Metropolitana di Napoli, università Suor Orsola Benincasa, e con il sostegno del parco archeologico di Himera Solunto e Iato, accademia dei Campi Flegrei, gruppo archeologico Kyme e Villaggio Letterario.

Annullo filatelico dell’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterraneo nell’età Bronzo” (foto le rotte del bronzo)
L’appuntamento si apre giovedì 22 aprile 2026, alle 10, a Palazzo Toledo con un incontro di studi introdotto da Maria Luisa Tardugno, Anne Studholme Holloway, Margherita di Niola e con i saluti istituzionali dei rappresentanti di Pozzuoli, Bacoli e Quarto. Moderano Gianni Ambrosino, Marco Martone e Gea Palumbo. La giornata propone interventi di alto profilo scientifico, tra gli altri Domenico Targia, Massimiliano Marazzi, Federica Bertino, Carla Pepe, Maria Clara Martinelli, Pierfrancesco Talamo e Teodoro Scarano, che ricostruiranno le reti di scambio del Mediterraneo antico e il loro valore come anticipazione di dinamiche globali. Il pomeriggio vede contributi di Anna Russolillo, Maurizio Cattani, Franco Foresta Martin, Sandro de Vita, Anna Abbate e Massimo Cultraro, con riflessioni su vulnerabilità ambientali, trasformazioni climatiche e nuove sfide metodologiche per l’archeologia. La manifestazione, ideata da Anna Russolillo e curata insieme ad Anna Abbate e Annapia Ferrara è dedicata a Robert Ross Holloway per il suo fondamentale contributo allo studio del Mediterraneo antico. Il progetto, nato in Sicilia e trasferitosi in Campania, non si limita alla ricostruzione storica ma apre una riflessione critica e progettuale sul Mediterraneo contemporaneo e sulle opportunità di valorizzazione culturale e turistica. Alle 17 il vernissage di “Visions of Bronze” una mostra di arte contemporanea e fotografie inedite dagli archivi e dai depositi museali: opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio e Vittorio Sciosia offriranno un percorso visivo che dialoga con i temi dell’iniziativa.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)
Venerdì 23 aprile 2026 l’attenzione si concentra sulle prospettive operative con una tavola rotonda sui percorsi turistici culturali e sulla certificazione del Consiglio d’Europa, introdotta dalle istituzioni con interventi di Annapia Ferrara, Francesca Gentile, Saverio Giulio Malatesta, Anna Ruggiero, Francesca Diana e Vittorio Palumbo, proporrà scenari concreti per la promozione del patrimonio mediterraneo. La due giorni si chiude con una visita guidata al museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Katalin Visky (foto le rotte del bronzo)
PROGRAMMA 22 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, incontro di studi, modera Gianni Ambrosino, giornalista. Saluti: Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli; Lucio d’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Maria Luisa Tardugno, soprintendenza ABAP Area Metropolitana di Napoli; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Vincenzo Cirillo, consigliere Città Metropolitana di Napoli; Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli; Antonio Sabino, sindaco di Quarto; Nicola Scotto di Carlo, direttore museo “Tusa” di Procida; Mariasole La Rana, assessore alla cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida; Mauro Cucco, assessore alla Cultura di Bacoli; Raffaella De Vivo, assessore alla Cultura di Quarto. Conclude Anne Holloway, avvocato figlia dell’archeologo R.R. Holloway; 11.10, pausa caffè. SESSIONE I: 11.30, Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana, “Il ruolo degli itinerari culturali Europei nell’attualità svolta per lo sviluppo economico dei territori”; 11.50, Massimiliano Marazzi, università Suor Orsola Benincasa di Napoli (online), “Le rotte del Mediterraneo. Introduzione”; 12.10, Federica Bertino, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Il nuovo catalogo delle ceramiche egee da Vivara”; 12.20, Carla Pepe, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Procida – Vivara nell’età del Bronzo”. SESSIONE II: modera Marco Martone, giornalista; 12.40, Maria Clara Martinelli, parco archeologico delle Isole Eolie, “Segni, contrassegni e simboli sulla ceramica di capo graziano (Isole Eolie)”; 13, Pierfrancesco Talamo, archeologo, “L’età del Bronzo in Campania tra aree interne e costiere”; 13.20, Teodoro Scarano, università del Salento, “Roca Vecchia e la Puglia meridionale nell’età del Bronzo”; 13.40, pranzo a buffet. SESSIONE III: modera Gea Palumbo, università Roma Tre; 15, Anna Russolillo, parco archeologico di Himera Solunto e Iato, “Il villaggio fortificato dei Faraglioni (Ustica), recenti ricerche”; 15.20, Maurizio Cattani, università di Bologna, “L’abitato dell’età del Bronzo di Mursia (Pantelleria) nelle reti di connessione del Mediterraneo”; 15.40, Franco Foresta Martin, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Palermo, “Il clima e il collasso dell’età del Bronzo. Un caso studio: l’abbandono del villaggio di Ustica”; 16, Sandro de Vita, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Napoli, “Il caso della statuina di divinità femminile rinvenuta da R.R. Holloway nel villaggio preistorico di Ustica: possono i moderni strumenti analitici aiutare ad accertare l’autenticità del reperto?”; 16.20, Anna Abbate, gruppo archeologico Kyme, “L’insediamento fortificato sulla collina del Castiglione (Casamicciola)”; 16.40, Massimo Cultraro, CNR – università di Palermo (online), “I primi contatti elladico-micenei nel Mediterraneo centrale: Sicilia e isole flegree a confronto”. MOSTRA: alle 17, inaugurazione mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”. Opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio. Fotografie di Vittorio Sciosia, Archivi Missioni Archeologiche e Museali. Esposizione dal 22 aprile al 30 aprile 2026.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Pina Testa, “Mondo di Bronzo” (foto le rotte del bronzo)
PROGRAMMA 23 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, tavola rotonda “Percorsi turistici culturali e Certificazione europea”. Saluti: Mariasole La Rana, assessore alla Cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla Cultura di Procida; Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana. Introducono Annapia Ferrara, università di Pisa; Francesca Gentile, direttore tecnico Agenzia di Viaggi; Saverio Giulio Malatesta, cultural project manager responsabile Archeo&Arte3D DigiLab università La Sapienza; Anna Ruggiero, consulente Crowdinvesting; Vittorio Palumbo, presidente Aliseo. Intervengono i membri del Cts delle Rotte del Bronzo; 12, museo Archeologico dei Campi Flegrei. Visita guidata.
Verona. Al museo di Storia naturale la conferenza “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi” con Zita Laffranchi (università di Cordoba) e Marco Milella (università di Pisa), quindicesimo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026
Martedì 21 aprile 2026, alle 17, nella sala “Sandro Ruffo” del museo di Storia naturale di Verona, 15mo appuntamento con le conferenze dei Musei Civici 2025 – 2026 dal titolo “Mobilità e differenziazione sociale tra le popolazioni celtiche dell’età del Ferro sui due versanti delle Alpi”: relatori Zita Laffranchi dell’università di Cordoba, e Marco Milella dell’università di Pisa. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. La tarda età del Ferro (IV-I sec. a.C.) rappresenta un periodo cruciale caratterizzato da intensi scambi di persone, oggetti e idee tra le Alpi e le pianure. Questo intervento propone un viaggio che collega il territorio svizzero alla provincia di Verona, evidenziando come un approccio integrato, che combina analisi chimiche, antropologiche e archeologiche, possa arricchire la nostra comprensione di questi flussi migratori, rivelando sorprese inaspettate. Particolare attenzione viene riservata ad alcuni contesti veronesi, che offrono uno spaccato privilegiato delle interazioni tra origini diverse e tradizioni locali. Le evidenze archeologiche e isotopiche hanno permesso infatti di esplorare come individui con storie distinte potessero inserirsi nei rituali comunitari, mentre alcuni oggetti e segnali chimici rinviano a memorie di luoghi e percorsi di vita differenti. L’intervento invita a considerare la mobilità non solo come semplice spostamento, ma come una dinamica sociale complessa e creativa. Questa prospettiva è fondamentale per comprendere come le comunità della tarda età del Ferro costruissero identità condivise e gestissero la diversità in un contesto di trasformazione continua.
Villanova di Castenaso (Bo). Al museo della Civiltà villanoviana visita guidata gratuita dedicata all’archeologia del territorio
Domenica 19 aprile 2026, alle 16.30, al museo della Civiltà villanoviana in via Tosarelli 191 a Villanova di Castenaso (Bo), visita guidata gratuita dedicata all’archeologia del territorio ed in particolare alla civiltà Villanoviana. L’esposizione permanente dedicata alla necropoli di Marano di Castenaso permetterà ai partecipanti di scoprire il rituale funerario del periodo orientalizzante; mentre la ricostruzione della capanna villanoviana rivelerà affascinanti aspetti della vita quotidiana nell’età del Ferro. Biglietti di ingresso: 5 euro intero, 3 euro ridotto, gratuito per gli aventi diritto. Informazioni: 051-780021 oppure muv@comune.castenaso.bo.it. Prenotazione su apposito modulo: https://forms.gle/fhjtbgLgJ38z8oME9.
Cabras (Or). Al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”
Venerdì 17 aprile 2026, alle 18, nella Sala del Paesaggio del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or), la conferenza “Mont’e Prama: Una narrazione in divenire (campagne di scavo 2020-2024)” con gli archeologi Silvia Vidili e Alessandro Usai, funzionario della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, primo incontro del nuovo ciclo dei “Venerdì al Museo”, conferenze e approfondimenti culturali a scopo divulgativo, con incontri dedicati all’archeologia, e non solo. “Il nostro obiettivo è rendere il Museo un luogo vivo e accogliente, in cui il pubblico possa ritrovarsi e attivare uno scambio culturale sui temi dell’archeologia, ma non solo”, sostiene Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Con questo primo appuntamento creiamo l’occasione per restituire alla comunità risultati provenienti dai lavori più recenti, perché siano sempre più consapevoli della realtà che circonda il territorio di Cabras e del Sinis”. Ad aprire la rassegna di incontri, saranno due archeologi: Alessandro Usai, funzionario archeologo soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio della città Metropolitana di Cagliari Oristano e Sud Sardegna, e Silvia Vidili, archeologa che ha partecipato a diverse campagne di scavo a Mont’e Prama. Al centro del convegno, dal titolo Mont’e Prama: una narrazione in divenire – Campagne di scavo 2020-2024, il racconto degli ultimi cinque anni di indagini sul campo. Sarà l’occasione per immergersi ed esplorare il lavoro condotto durante gli anni, con dati emersi dalle recenti attività di scavo, che continuano a scrivere pagine di storia del complesso archeologico del Sinis. I “Venerdì al Museo” proseguiranno per tutta la stagione primaverile con una serie di appuntamenti che ospiteranno esperti e studiosi, con un ampio ventaglio di tematiche dedicate. Per info e prenotazioni, cliccare sul seguente link: https://www.eventbrite.it/e/i-venerdi-al-museo-tickets-1987118807846?aff=ebdsoporgprofile.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il secondo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”
Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, il secondo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato” a cura dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ingresso libero. In programma il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di regia di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.
Ponte di Pasqua e Pasquetta (con #domenicalmuseo): 750mila ingressi in musei, parchi archeologici e altri luoghi della cultura statali (+9% rispetto al 2025). Sul podio della classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi)
Sono stati circa 750mila gli ingressi registrati nei musei, nei parchi archeologici e negli altri luoghi della cultura statali nel fine settimana di Pasqua e Pasquetta 2026. Nei tre giorni di aperture – sabato 4, domenica 5 e lunedì 6 aprile 2026 – si contano 57mila visitatori in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento complessivo di circa il 9%. Nella classifica assoluta al primo posto il Colosseo (con 81.841 ingressi), seguito dal Foro Romano e Palatino (68.136 ingressi) e dall’area archeologica di Pompei (52.812 ingressi) che torna sul podio.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Colosseo. Anfiteatro Flavio 81.841; Foro Romano e Palatino 68.136; area archeologica di Pompei 52.812; Pantheon – Basilica di Santa Maria ad Martyres 49.393; parco archeologico di Ercolano 8.479; museo e area archeologica di Paestum 7.987; museo Archeologico nazionale di Napoli 7.928; Terme di Caracalla 7.028; Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione 6.651; Villa Adriana 6.253; area archeologica di Ostia antica 4.995; museo Archeologico di Venezia 4.419; Terme di Diocleziano 3.305; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 3.042; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 3.026; Palazzo Massimo 1.928; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 1.711; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” e Castello svevo di Melfi 1.579; museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” e parco archeologico di Venosa 1.572; Palazzo Altemps 1.547; anfiteatro e teatro romano di Lecce 1.454; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 1.284; museo d’Arte Orientale Venezia 1.283; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e villa di Tiberio 1.271; museo Archeologico nazionale di Aquileia 1.262; Castello Scaligero di Sirmione 1.120; musei nazionali di Cagliari 1.105; museo di Palazzo Grimani 1.097; Basilica di Sant’Apollinare in Classe 1.044; Castello Giulio II 1.041; Villa dei Quintili e Santa Maria Nova 1.036.
Roma-Eur. Al museo delle Civiltà “Parliamo di Neanderthal!”: un pomeriggio tra i reperti di Grotta Guattari con le antropologhe e archeo-zoologhe del Muciv
“Parliamo di Neanderthal!” Un pomeriggio tra i reperti di Grotta Guattari con le antropologhe e archeo-zoologhe del museo delle Civiltà: appuntamento martedì 14 aprile 2026, dalle 15 alle 18, al Palazzo delle Scienze a Roma-Eur. Durante il pomeriggio le funzionarie del Servizio di Bioarcheologia del Muciv incontrano il pubblico lungo il percorso espositivo “LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari”. L’esposizione racconta una pagina straordinaria della paleoantropologia europea: le ultime scoperte effettuate a Grotta Guattari al Monte Circeo hanno restituito infatti numerosi nuovi resti di Neanderthal, insieme a faune, testimonianze del loro modo di vita e del loro ambiente. Attraverso reperti originali, ricostruzioni, supporti multimediali e strumenti di ricerca, sarà possibile conoscere più da vicino chi erano i Neanderthal, il loro comportamento e perché rappresentano un capitolo fondamentale della storia evolutiva umana. I partecipanti si potranno confrontare con le funzionarie, diventare parte del dialogo, portare tutte le domande che vorranno e scoprire di più sui metodi e sui risultati delle ricerche. Attività gratuita. Prenotazione consigliata. Ingresso al Museo con biglietto ordinario, salvo riduzioni di legge.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma
Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.
Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.
Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.
Ferrara. A Palazzo Turchi di Bagno apre la mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta”, a cura di Ursula Thun Hohenstein, Chiara Parisi, Lavinia Caffarelli, Ornella De Curtis, Carlo Peretto, che celebra i 60 anni del museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara
Per celebrare i 60 anni del museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara martedì 7 aprile 2026, alle 12.30, nel Salone delle mostre temporanee di Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara verrà inaugurata la mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta”, a cura di Ursula Thun Hohenstein, Chiara Parisi, Lavinia Caffarelli, Ornella De Curtis, Carlo Peretto, promossa e organizzata dal Sistema Museale di Ateneo, e patrocinata dal Comune di Ferrara, dalla Società Paleontologica Italiana e dall’Istituto Italiano di Paleontologia e Preistoria, visitabile gratuitamente e a ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 18, fino al 31 luglio 2026. All’inaugurazione saranno presenti il professor Stefano Manfredini, prorettore vicario dell’università di Ferrara per i saluti istituzionali; la professoressa Ursula Thun Hohenstein, presidente del Sistema Museale di Ateneo e le famiglie Leonardi e Spezzamonte, eredi del professor Leonardi.
La mostra nasce dalla volontà di ripercorrere la vita, le ricerche e l’opera di uno studioso poliedrico, la cui visione ha dato origine al museo di Paleontologia e Preistoria dell’università di Ferrara. Attraverso una selezione dei reperti più significativi custoditi nel museo e raccolti da Piero Leonardi, si raccontano il suo percorso professionale, la nascita e lo sviluppo di un’istituzione che ancora oggi custodisce e valorizza un patrimonio unico. Un percorso che restituisce lo sguardo appassionato di Leonardi sulle origini dei pianeti, della Terra e dell’umanità e che invita il pubblico a riscoprire il museo non solo come luogo di conservazione, ma anche come uno spazio vivo, dove ricerca scientifica, educazione e curiosità si intrecciano nel racconto della nostra storia più antica.

Allestimento della mostra “L’eredità di Piero Leonardi. Il Museo (si) racconta” a Palazzo Turchi di Bagno a Ferrara (foto unife)
Il percorso espositivo è corredato dai prodotti digitali realizzati grazie al progetto CHAMELEON, finanziato dal PNRR – CHANGES – Spoke 4 “Virtual Technologies for Museums and Art Collections”. Nel corso dei mesi la mostra sarà animata da conferenze, da una giornata studi dedicata alla figura del professor Piero Leonardi e da laboratori didattici specifici per le scuole, curati dall’associazione studentesca PreHistorica, in collaborazione con le volontarie e i volontari del Servizio Civile Universale – Progetto BIMUD. L’obiettivo è tradurre la complessità delle collezioni in un linguaggio accessibile e attuale, capace di stimolare l’interesse delle nuove generazioni verso la ricerca scientifica.















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