Vetulonia (Gr). Per la serata conclusiva delle Notti dell’Archeologia il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” propone in piazza Vatluna l’incontro “La fine del volto. Tre artisti d’avanguardia contro l’identità” con Mauro Papa, direttore del polo culturale Le Clarisse di Grosseto

In occasione della serata conclusiva delle Notti dell’Archeologia 2026, mercoledì 22 luglio 2026, alle 21, in piazza Vatluna a Vetulonia (Gr), per la prima volta al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” sarà ospite Mauro Papa, direttore del polo culturale Le Clarisse di Grosseto, che parlerà de “La fine del volto. Tre artisti d’avanguardia contro l’identità”. “Per quasi tremila anni gli artisti hanno cercato di dare un volto all’uomo”, scrive Mauro Papa. “Gli Etruschi, i Greci, i Romani, il Rinascimento, il Barocco. Poi, all’inizio del Novecento, accade qualcosa di inatteso: alcuni artisti cominciano a fare esattamente il contrario. Non cercano più il volto. Lo smontano, lo moltiplicano, lo cancellano. È la storia che raccontano le tre opere oggi riunite a Vetulonia: il Giano Bifronte di Severini, Gli Archeologi di De Chirico e le Forme uniche della continuità nello spazio di Boccioni”. Evento gratuito. Info: 0564 927245, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it
I parchi archeologici di Paestum e Velia aprono i propri spazi a un percorso di Pilates Autentico immerso nella straordinaria cornice dei due siti: al via “Il Respiro dei Templi – Pilates e Armonia Classica”. Ecco il programma

Per la prima volta, i parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) aprono i propri spazi a un progetto dedicato al benessere della persona, trasformando il patrimonio culturale in un luogo di incontro tra archeologia, storia e cura della salute. Nasce “Il Respiro dei Templi – Pilates e Armonia Classica”, un percorso di Pilates Autentico immerso nella straordinaria cornice dei siti di Paestum e Velia, pensato per promuovere una nuova forma di fruizione del patrimonio: lenta, consapevole e orientata al benessere psicofisico. Con questa iniziativa, i Parchi archeologici di Paestum e Velia riscoprono simbolicamente una delle loro funzioni originarie: essere luoghi di vita, di pensiero e di benessere per la comunità. Un progetto che unisce passato e futuro, mettendo il patrimonio culturale al servizio della qualità della vita delle persone.
Le lezioni saranno condotte da Nicoletta Ciardo, insegnante di Pilates Autentico con un percorso di formazione d’élite, che ha conseguito diverse certificazioni internazionali studiando con i più grandi maestri del settore, tra cui Inelia Garcia, portavoce e referente mondiale del Metodo Pilates Autentico. Appuntamento a Paestum, dalle 18 alle 19, il 22 luglio, 29 luglio, 5 agosto, 19 agosto, 26 agosto, 2 settembre; appuntamento a Velia, dalle 9 alle 10, il 24 luglio, 21 agosto, 11 settembre. Il tappetino necessario allo svolgimento dell’attività sarà a carico dei partecipanti. Costo della singola lezione di pilates 5 euro (dai 18 anni in poi), in aggiunta al regolare biglietto d’ingresso o all’abbonamento. Il biglietto per la lezione può essere acquistato direttamente alle biglietterie dei Parchi archeologici di Paestum e Velia oppure online sul sito di Vivaticket. Capienza massima per ogni lezione: 20 persone. Appuntamento presso le biglietterie dei Parchi. La prenotazione non è obbligatoria.

L’iniziativa rientra nel progetto dei parchi archeologici di Paestum e Velia, denominato “Il benessere è un’opera d’arte” e si inserisce nell’ambito delle attività di Welfare Culturale previste dal Protocollo d’Intesa sottoscritto tra il ministero della Cultura e il ministero della Salute che prevede l’integrazione delle attività culturali e motorie nei percorsi di prevenzione sanitaria, valorizzando i luoghi d’arte come veri e propri presidi per il benessere psico-fisico della comunità. Il progetto parte dall’idea che un sito archeologico non sia soltanto un luogo da visitare e osservare, ma anche un ambiente capace di generare benefici per la salute, favorendo la connessione tra corpo, mente e paesaggio culturale. In questo contesto, la pratica del Pilates diventa uno strumento per riscoprire il rapporto tra movimento, equilibrio e armonia, valori che affondano le proprie radici nella cultura del mondo antico. Sebbene sviluppato nel Novecento da Joseph Pilates, il metodo richiama principi profondamente legati alla tradizione greco-romana: il controllo consapevole del corpo attraverso la mente, la ricerca dell’equilibrio proporzionale e l’importanza del respiro come elemento vitale. Praticare pilates tra i maestosi templi dorici di Paestum o tra i monumenti di Velia, significa confrontarsi con la stessa idea di armonia che caratterizza l’architettura classica, mentre il respiro diventa un ponte simbolico tra la dimensione interiore e il paesaggio circostante.

Il progetto si pone molteplici obiettivi. Da un lato valorizza il patrimonio archeologico attraverso esperienze innovative e partecipative; dall’altro promuove la salute e la prevenzione, contribuendo a migliorare postura, mobilità articolare, flessibilità, forza e capacità respiratoria. Centrale è anche la dimensione inclusiva dell’iniziativa, che mira a rendere i Parchi uno spazio accogliente e accessibile a pubblici diversi. Le attività sono infatti progettate per coinvolgere persone di tutte le età e condizioni fisiche. Particolare attenzione sarà dedicata alla terza età, con programmi orientati al mantenimento della mobilità e dell’equilibrio, e alle categorie più fragili, attraverso esercizi adattati e modalità di partecipazione inclusive. Le lezioni saranno inoltre aperte a cittadini, visitatori e turisti, favorendo la costruzione di una comunità che vive il patrimonio culturale come esperienza condivisa. La scelta dei luoghi e delle modalità organizzative risponde a criteri di sostenibilità e rispetto della tutela. Le lezioni si svolgeranno negli spazi verdi limitrofi ai monumenti, senza alcun impatto sull’integrità delle strutture archeologiche e con l’utilizzo di attrezzature leggere ed ecosostenibili. Gli appuntamenti saranno programmati nelle ore dell’alba o del tramonto, quando la luce naturale valorizza il paesaggio e consente di vivere il sito in una dimensione particolarmente suggestiva.
Bresega di Ponso (Pd). Al teatro l’incontro “Il santuario di Bresega. I primi dati dallo scavo” con il racconto dello scavo e gli sviluppi futuri. Il santuario venetico, emerso durante i lavori nell’area interessata dalla SR10, era già attivo in età preromana, con una funzione significativa anche in età romana

Lunedì 20 luglio 2026, alle 21, in Sala Teatro di Bresega di Ponso (Pd) l’incontro “Il santuario di Bresega. I primi dati dallo scavo” con il racconto dello scavo e gli sviluppi futuri. Il ritrovamento del santuario venetico a Bresega di Ponso, emerso durante i lavori nell’area interessata dalla SR10, solleva infatti la necessità di trovare soluzioni tecniche e condivise per preservare il sito senza cancellare la sua fruibilità per la comunità. Secondo gli specialisti, che si rifanno esperienze internazionali di tutela e trasferimento di monumenti, esistono alternative alla semplice copertura o sigillatura dell’area. La scelta di procedere in modo trasparente e partecipato è importante per assicurare alla collettività il diritto alla memoria storica. Intervengono, per conto della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province Padova Treviso e Belluno, la funzionaria archeologa Carla Pirazzini e la funzionaria restauratrice Federica Santinon; Anna Marinetti, dell’università Ca’ Foscari; Alberto Manicardi e Simone Melato per la SAP Soc. Archeologica; Luca Rinaldi, di Geoarcheologi Associati; Gabriella Manginelli e Alberto Cuogo di Veneto Strade.

L’eccezionale rinvenimento archeologico, in corso di indagine sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province Padova Treviso e Belluno, risale a maggio 2026 a Bresega di Ponso (Pd) durante i lavori di Veneto Strade per la realizzazione del 1° lotto funzionale della Nuova Strada Regionale 10 “Padana Inferiore” da Borgo Veneto a Carceri: si tratta di un’area di carattere culturale, già attiva in età preromana, con una funzione significativa anche in età romana.

I primi rinvenimenti sono stati effettuati durante le operazioni di bonifica bellica e hanno comportato l’avvio di alcuni sondaggi stratigrafici di approfondimento. Si tratta di elementi lapidei recanti iscrizioni in caratteri latini e, in misura nettamente maggiore, venetici. Molti di questi, preliminarmente databili al V-IV sec. a.C., risultano reimpiegati in un lastricato pavimentale dalla funzione ancora incerta, mentre alcuni risultano ancora in posto. Il lastricato sarebbe stato realizzato durante il I sec. d.C., come suggeriscono alcune evidenze attualmente in fase di studio.

Le iscrizioni, alcune delle quali incise su tre facce dei cippi, grazie ai dati epigrafici riscontrati al momento, presentano carattere votivo. Con il proseguire delle operazioni di scavo sono emerse nuove ampie strutture a pianta rettangolare a livello di fondazione identificabili come templi, una delle quali presenta le caratteristiche del periptero, circondato da una fila di colonne attorno ai lati.

Le evidenze messe in luce, obliterate successivamente da una potente alluvione del vicino corso del fiume Adige (che al tempo scorreva in questa zona), indicano quindi la presenza di un’area con frequentazione di carattere cultuale, attiva già in età preromana, ma con successive fasi di utilizzo in età romana. Nel loro insieme, i dati finora acquisiti suggeriscono una continuità di frequentazione del luogo con trasformazioni nel tempo, piuttosto che un semplice abbandono. Il sito sembra infatti conservare una funzione significativa anche in età romana, pur con modalità e linguaggi diversi rispetto alla fase precedente. Le indagini in corso consentiranno di definire con maggiore precisione l’organizzazione dell’area e le diverse fasi di utilizzo.
Grosseto. Al giardino dell’archeologia la V edizione di Maremma Archeofilm si è chiusa con l’assegna del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

Si è chiusa la V edizione di Maremma Archeofilm, dal 16 al 18 luglio al giardino dell’archeologia di Grosseto, organizzata da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura.

Il pubblico ha decretato vincitore il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Itaia 2025, 52’) al quale è andato il premio Maremma Archeofilm 2026. Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.
Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico al film “Trame di patrimonio” e della giuria al film “Il mondo perduto dei giardini pensili”

Dopo tre giorni di proiezioni e incontri, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, venerdì 17 luglio 2026, si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico e della giuria. Dopo Palermo Licata Realmonte, il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, ad Agrigento la quarta e ultima tappa. Davanti ad un numeroso pubblico si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad un uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è un grande viaggio – sia fisico che mentale – tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.

Il premio della giuria è andato al film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Menzione speciale al film “Le città d’oro: il grande malinteso / Les cités d’Or: le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani.

Premio del pubblico al film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine.
Torino. Al museo Egizio il concerto “Riflessi d’incanto”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio”. Al termine visita gratuita alla sezione “Materia. Forma del Tempo”

Domenica 19 luglio 2026, alle 11, al museo Egizio di Torino, il concerto “Riflessi d’incanto”, nuovo appuntamento con “ONDE: le matinée al museo Egizio” con l’orchestra Filarmonica di Torino, conservatorio statale di musica “Giuseppe Verdi” di Torino e Fondazione Merz. Eleonora Savio e Giorgia Alice Arneodo accompagnano in un viaggio in un viaggio attraverso eleganza e leggerezza, dove il flauto e l’arpa si intrecciano in un dialogo delicato e raffinato. Il Conservatorio Statale di musica Giuseppe Verdi di Torino ci porta in un viaggio che attraversa l’eleganza nostalgica del valzer, la grazia di una serenata e il fascino senza tempo dell’Arcadia. Il concerto si terrà in Sala Conferenze (con ingresso da via Maria Vittoria 3M) e i partecipanti potranno visitare gratuitamente “Materia. Forma del Tempo” alla fine dello spettacolo.
Tarquinia (Vt). “Sotto i nostri piedi: Etruschi e Romani raccontano il territorio”: visite guidate alla scoperta delle Tombe Etrusche del Gallo, dei Pigmei, dei Festoni e Maggi e dell’area del nuovo ritrovamento archeologico di Gravisca. Ecco il programma

Domenica 19 luglio (alle 9.30: Tombe del Gallo e dei Pigmei), sabato 25 luglio (alle 18, nuovo settore di Gravisca), e sabato 8 agosto 2026 (alle 17.30, Tombe dei Festoni e Maggi), a Tarquinia (Vt), “Sotto i nostri piedi: Etruschi e Romani raccontano il territorio”: visite guidate alla scoperta delle Tombe Etrusche del Gallo, dei Pigmei, dei Festoni e Maggi e dell’area del nuovo ritrovamento archeologico di Gravisca. Nell’ambito delle aperture straordinarie promosse dal ministero della Cultura, la soprintendenza Abap per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale promuove un calendario di appuntamenti che accompagnerà il pubblico alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio archeologico del territorio. È possibile così partecipare a visite guidate straordinarie dedicate alle Tombe Etrusche del Gallo, dei Pigmei, dei Festoni e Maggi, normalmente non accessibili al pubblico. Uno degli appuntamenti è dedicato all’area del nuovo ritrovamento di Gravisca, dove le recenti attività di ricerca archeologica stanno restituendo nuove e importanti testimonianze. Informazioni: visite gratuite, prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail: sabap-vt-em.tarquinia@cultura.gov.it, fino ad esaurimento posti; abbigliamento comodo e scarpe chiuse; al momento della prenotazione sarà inviata una liberatoria di responsabilità e le indicazioni relative al luogo dell’appuntamento.
Gubbio (Pg). Al via, nell’ex monastero di San Benedetto, “Geo-logica” dal titolo “Le montagne di San Francesco”: due giorni di incontri con lezioni divulgative con geologi, fisici, speleologi, paleontologi e naturalisti

Al via a Gubbio (Pg), negli spazi dell’ex monastero di San Benedetto, Geo-logica, dal titolo “Le montagne di San Francesco”, un grande appuntamento culturale che utilizza la storia della Terra come lente d’ingrandimento per affrontare la crisi climatica e la perdita di biodiversità contemporanee. Due giorni di incontri, il 18 e il 19 luglio 2026, con al centro della manifestazione una serie di lezioni divulgative con geologi, fisici, speleologi, paleontologi e naturalisti dimostreranno come lo studio del passato profondo offra i modelli per interpretare i mutamenti climatici in corso e gli scenari futuri della vita sulla Terra.
Programma sabato 18 luglio 2026. Alle 17, Marco Menichetti su “Leggere le rocce”; 17.40, Tullio Bernabei su “Universo buio: viaggio nelle grotte del mondo”. Ingresso gratuito. Quindi “La notte delle stelle”: dalle 19 il Parco del Monastero di San Benedetto ospita una serata speciale dedicata allo spazio e alle vibrazioni della musica. Dai giovani talenti musicali del polo Al Fondino, alle nuove frontiere dell’esplorazione spaziale con l’astrofisico Luca Perri e il giornalista Emilio Cozzi, che guideranno il pubblico in un viaggio visionario e documentato sull’avventura umana tra le stelle. A chiudere la serata il concerto del cantautore umbro Paolo Tassi e la Tassisti Band. Dalle 18 la terrazza gastronomica del ristorante San Bendetto, all’interno del Parco, offrirà la possibilità di fermarsi per una pausa conviviale con proposte street food.
Programma domenica 19 luglio 2026. Alle 11, Antonio Brunori su “Come le foreste hanno plasmato il pianeta Terra”; 11.40, Angelica Baldanza su “Grand Tour del Quaternario”; 12.20, Jacopo Angelini su “L’Appennino e le aquile: un legame antichissimo”; 16, Fernanda Faramelli Clementi su “Memorie eugubine dal Bottaccione”; 16.30, Simone Maganuco su “Dinosauri italiani”; 17.10, Stefano Tosti su “Aspetti geologici della Gola del Bottaccione”. Ingresso gratuito.
Paestum (Sa). Con “Otium” al via la rassegna “I racconti della luna” i parchi archeologici di Paestum e Velia, passeggiate tematiche dopo il tramonto. Ecco il programma

Quando cala la sera, Paestum e Velia raccontano una nuova storia. Con la rassegna “I racconti della luna” i parchi archeologici di Paestum e Velia aprono una nuova stagione di serate in cui l’archeologia si lascia attraversare dalla luce della notte e diventa racconto con il primo appuntamento ” OTIUM”, sabato 18 luglio 2026, alle 20. Per la prima volta, l’intera area archeologica di Paestum si accende dopo il tramonto: templi, strade e spazi della città antica riemergono nella luce serale, permettendo di attraversare i luoghi in cui l’otium prendeva forma. Un’esperienza tra visite a cura del direttore dei Parchi Tiziana D’Angelo e degli archeologi, performance e degustazioni di vino, in un paesaggio che si fa soglia e sospende il tempo. L’appuntamento si svolgerà il 18 luglio 2026, dalle 20 alle 24, con ultimo ingresso consentito alle 23.15. La prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata indicando il turno di visita prescelto tra quelli disponibili, fissati alle 20.30, 21.15 e 21.30. La partecipazione è a numero chiuso, con un massimo di 50 partecipanti per ciascun turno.

“I Racconti della Luna” è la nuova rassegna estiva che, per la prima volta, apre al pubblico i Parchi archeologici in una dimensione notturna, tra luce, silenzio e suggestioni senza tempo. Quattro appuntamenti per attraversare luoghi millenari accompagnati dal racconto degli archeologi, vivere la magia del paesaggio sotto il cielo stellato, condividere un calice di vino e lasciarsi coinvolgere da performance artistiche create per ogni serata. 18 luglio 2026, “Otium” a Paestum; 13 agosto 2026, “Mito” a Paestum; 22 agosto 2026, “Potere” a Paestum; 28 agosto 2026, “Uomini di Mare” a Velia. Per partecipare all’iniziativa, la prenotazione è obbligatoria e dovrà essere effettuata scrivendo a pa-paeve.promozione@cultura.gov.it indicando il turno di visita prescelto tra quelli disponibili, fissati alle 20.30, 21.15 e 21.30. Apertura delle aree archeologiche di Paestum (area del Tempio di Nettuno e della Basilica) e di Velia (parte basa della città) dalle 20 fino a mezzanotte con ultimo ingresso alle 23.15.



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