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Taranto. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa” che intreccia moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile

Dal 19 marzo 2026 (vernice alle 18) e fino al 12 luglio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto la mostra “Forme senza tempo. Roberto Capucci dialoga con il MArTa”, realizzata grazie alla collaborazione tra il MArTA, la Fondazione Roberto Capucci e Civita Sicilia. Un percorso espositivo originale che mette in relazione il genio di Roberto Capucci con il patrimonio del museo Archeologico nazionale di Taranto, intrecciando moda, arte antica e rappresentazioni del mondo femminile. Bozzetti creativi e venti abiti di alta sartoria, vere e proprie sculture tessili che hanno segnato la storia della moda italiana nel mondo, entrano in dialogo con mosaici, ori, sculture e pitture vascolari, all’interno del percorso permanente e negli spazi dedicati alle mostre temporanee. Un confronto suggestivo tra forme, materia e ispirazioni, che restituisce tutta la forza di una visione artistica capace di attraversare il tempo.

 

Firenze. L’archeologia sarda, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni sull’uomo Sapiens, le pitture rupestri dell’Amazzonia hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”. Ecco tutti i film premiati, le menzioni, e le motivazioni

Firenze Archeofilm 2026: un momento della cerimonia di premiazione (foto AV)

Il fascino dell’archeologia sarda, le pitture rupestri dell’Amazzonia, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni di Bruno Bozzetto sull’uomo “Sapiens” hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze. In 5 giorni (dall’11 al 15 marzo 2026) sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime. Domenica 15 marzo 2026, nel pomeriggio, le premiazioni.

Vincitore del Premio “Firenze Archeofilm”, al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare, è il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia, soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni, consulenza scientifica di Giorgio Murru (Italia 2024-2025, 45’). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il film conduce lo spettatore in un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeo logico è intriso di aneddoti, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e immagini storiche d’archivio.

Frame del film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia

“Sono onorato che il nostro documentario abbia ricevuto questo prestigioso premio”, ha dichiarato il regista Castangia. “Mi onora soprattutto il fatto di aver potuto lavorare con Carlo Tronchetti, uno dei padri dell’archeologia sarda e di aver avuto al mio fianco figure autorevoli come Anthony Muroni e Giorgio Murru. A Anthony Muroni va in particolare il merito di aver ideato questo progetto, che ci ha consentito di ascoltare dalla viva voce del protagonista Carlo Tronchetti alcune fasi importanti dell’archeologia sarda del XX secolo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, a tutto il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione del nostro documentario e all’impeccabile organizzazione della rassegna Firenze Archeofilm”.

Il Premio “Studenti Unfi” per il miglior cortometraggio assegnato da una giuria di 100 studentesse e studenti dell’università di Firenze è andato al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’i dea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.

Il Premio “Università di Firenze” attribuito dai docenti dell’Ateneo fiorentino è stato assegnato al film prodotto da Rai Cultura “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Questa la motivazione: “Mescolando sapientemente memoria d’archivio e girato contemporaneo, Nella mente degli uomini racconta l’impegno transnazionale dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale in zone di guerra. L’opera sottolinea con forza non solo il fondamentale operato di questa agenzia, ma soprattutto come i beni archeologici siano pilastri insostituibili dell’identità di un popolo, e che proteggerli o ricostruirli non sia solo un dovere conservativo, ma uno strumento fondamentale di riconciliazione e diplomazia universale”.

Due le menzioni: al film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52’). Motivazione: “Una città imperiale dimenticata, riportata alla luce nella Cina centro-orientale grazie alla tenacia di un giovane archeologo. Con una narrazione innovativa che mescola diversi linguaggi e che rifugge ogni retorica, Fengyang ci svela la storia di una grande impresa di ricerca archeologica in una regione del mondo per noi lontana e ancora poco valorizzata dalla pratica documentaristica contemporanea”. E al film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Motivazione: “Vitrum racconta con sensibilità e precisione la nascita di una materia che accompagna da millenni la vita dell’uomo, unendo arte, tecnica e quotidianità. La trasparenza del vetro porta luce attraverso le finestre e dà forma a oggetti, contenitori e gioielli, fondendo natura e cultura, bellezza e ingegno umano. Il ritrovamento del relitto da parte di Guido Gay nelle acque italiane al largo della Corsica, dà il via alla ricostruzione di un percorso di scoperta di un materiale antico proiettato verso la contemporaneità”.

Infine il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” è stato assegnato all’unanimità, dalla giuria composta da Fabio Martini, Maddalena Chelini e Massimo Tarassi, al film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia, Colombia 2025, 55’). Nel sud-est della Colombia, all’interno del Parco Nazionale di Chiribiquete, la foresta pluviale amazzonica custodisce un tesoro archeologico che gli scienziati stanno appena iniziando a esplorare. Enigmatiche pitture rupestri si estendono su centinaia di metri quadrati di parete rocciosa, nascoste alla vista per decenni. Per i ricercatori colombiani, è finalmente giunto il momento di decifrare questa storia dipinta o incisa, per raccontare meglio le vicende dei popoli amazzonici che un tempo vivevano qui.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano

Motivazione: “Il film narra l’avvio delle ricerche e degli studi nella foresta pluviale amazzonica all’interno del Parco nazionale di Chiribiquete. Il focus è posto sulle numerosissime pitture parietali. Ignote sino a pochi anni orsono, le figurazioni rappresentano personaggi enigmatici, faune, scene di comunità la cui cronologia di dettaglio deve ancora essere definita ma che risalgono probabilmente a più fasi del più antico popolamento umano dell’America meridionale. Il tema viene trattato con prudenza e grande delicatezza, il film trasmette emozione e mostra una notevole capacità empatica che coinvolge lo spettatore, mettendo in secondo piano la pur corretta impostazione scientifica. La sapienza tecnica del regista si fonde con la narrazione sciolta ed essenziale”.

Menzione speciale al film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya” (Perù) di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 22’). Motivazione: “Anche in questo notevole film il tema concerne una cultura precolombiana, la cultura Chachapoya, che ha lasciato all’interno del Parco nazionale di Rio Abiseo una importante documentazione architettonica e figurativa. Il film si caratterizza per il rigore narrativo, la correttezza scientifica, la naturalezza e l’immediatezza della comunicazione”.

 

Firenze. A tourismA 2026 la Fondazione Sebastiano Tusa ha conferito il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” a Louis Godart, insigne grecista e filologo, che ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B. Ecco la motivazione

Il prof. Louis Godart tra Valeria Li Vigni e Massimo Cultraro, con Piero Pruneti sul palco dell’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze per tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” è andato a Louis Godart ed è stato consegnato domenica 1° marzo 2026 a tourismA 2026 nell’ambito del XXII incontro nazionale di Archeologia Viva, a cura di Piero Pruneti direttore Archeologia Viva, in programma nell’auditorium del Centro congressi di Firenze. Louis Godart, già docente di Filologia micenea all’università “Federico II” di Napoli, introdotto da Massimo Cultraro, docente dell’università di Palermo, all’incontro nazionale di Archeologia Viva, era presente per parlare di “Antichi poteri nel Mediterraneo: regalità minoica, micenea e ittita”.

Il prof. Louis Godart (al centro) con i rappresentati della Fondazione Sebastiano Tusa a tourismA 2026 (foto graziano tavan)

Al termine la consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha presentato la Rassegna del Mare Sebastiano Tusa – Nel cuore del Mediterraneo fra Pantelleria e Favignana. Quindi Valeria Li Vigni ha proceduto alla lettura della motivazione e alla consegna del premio.

Valeia Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, consegna il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo al prof. Louis Godart (foto graziano tavan)

La Fondazione Sebastiano Tusa – recita la motivazione – conferisce il Premio Thalassa 2026 a Louis Godart, insigne studioso delle civiltà egee e tra le più autorevoli voci della cultura europea contemporanea, la cui opera scientifica e attività divulgativa hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza delle radici più antiche del Mediterraneo. Grecista di formazione e filologo di straordinario rigore, è stato docente presso l’università di Napoli Federico II e consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica, Louis Godart ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B, restituendo voce a un mondo che costituisce il fondamento stesso della civiltà mediterranea. Le sue ricerche, riconosciute a livello internazionale, non solo hanno ampliato in modo significativo il campo degli studi micenologici, ma hanno saputo trasmettere al grande pubblico il senso profondo di una memoria condivisa, patrimonio vivo della nostra identità culturale. Il suo impegno scientifico si inscrive in una visione del Mediterraneo quale spazio di incontro, di scambio e di costruzione di civiltà, una visione che trova profonde consonanze con il pensiero e l’opera di Sebastiano Tusa. Come Sebastiano Tusa, egli ha saputo riconoscere nel “Grande Verde” non un confine, ma un orizzonte comune, teatro di relazioni, conflitti e dialoghi che hanno plasmato la storia dell’uomo. In questa prospettiva, il suo lavoro rappresenta un contributo essenziale alla comprensione di quei processi culturali che ancora oggi definiscono il volto del Mediterraneo. Nel conferire a Louis Godart il Premio Thalassa, la Fondazione intende rendere omaggio non solo all’altissimo valore della sua produzione scientifica, ma anche alla sua costante opera di trasmissione del sapere, svolta con passione, chiarezza e profondo senso delle responsabilità civili della cultura. Il suo percorso testimonia, nel modo più autentico, come la ricerca possa farsi ponte tra passato e presente e come la conoscenza del Mediterraneo continui a rappresentare, nel solco tracciato da Sebastiano Tusa, uno strumento indispensabile di consapevolezza, dialogo e civiltà”.

 

 

Bova Marina (RC). Il museo Archeologico nazionale chiude per i lavori del PNRR, rimane aperto il parco con cantiere mobile

Il museo Archeologico nazionale di Bova Marina (RC) (foto drm-cal)

La direzione regionale Musei nazionali della Calabria comunica che nell’ottica dei lavori che si stanno effettuando grazie ai finanziamenti derivanti dalla Misura 1.2 e 1.3 del PNRR (che riguarderanno anche l’impiantistica e l’allestimento del Museo), a partire dal 16 marzo 2026 il museo Archeologico nazionale di Bova Marina (RC) rimarrà chiuso al pubblico. Si potrà comunque visitare il parco archeologico, nei settori ove non siano previsti interventi strutturali. La direzione si scusa per il disagio: “Vista la variabilità dei servizi culturali, vi preghiamo di contattarci preventivamente per verificare la disponibilità del servizio (tramite email all’indirizzo drm-cal.archeoderi@cultura.gov.it o al numero 3346561714)”.

Firenze. Al cinema La Compagnia ultime due giornate di proiezioni del Firenze Archeofilm 2026 tra Etruschi inediti, le scoperte a Roma per la Metro C, la regina Nefertari e il battaglione sacro di Tebe. Si chiude con i premi e il film-evento “Nemos”

Arriva il week end di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al cinema La Compagnia. Sabato 14 marzo 2026 tra le anteprime da non perdere: il film che attraverso la vita quotidiana degli archeologi racconta lo scavo di un sito etrusco rimasto nascosto per 2500 anni nel Valdarno Superiore e – cambiando scenario – l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza medievale del temibile capo samurai Oda Nobunaga oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”. E ancora – sempre sabato 14 – le storie riscoperte nel sottosuolo di Roma durante la costruzione della nuova linea metropolitana, la vicenda storica e umana della Regina Nefertari, l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, composto da 150 coppie di amanti maschi, ora riscoperto attraverso prove archeologiche.

Frame del film “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”

Domenica saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; Premio “Università di Firenze”; Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica. Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.

PROGRAMMA SABATO 14 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima nazionale, il film “Pink pottery / Ceramica rosa” di Christine Banna (Stati Uniti 2023, 4’); seguono: il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’); il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey”  di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’); in prima assoluta il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes ( Italia, Francia, Canada 2025, 52’); in prima assoluta il film “Etruschi di Confine: un sito etrusco nel Valdarno Superiore” di Ermanno Betti (Italia 2025, 28’).

SABATO 14 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 15, in prima assoluta il film “Il castello perduto di Azuchi Un’indagine al tempo dei samurai / Le chateau perdu d’Azuchi Enquête au temps des samouraïs”  di Marc Jampolsky (Francia 2026, 52’); seguono: in prima assoluta il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto /
Nefertari: the great queen of ancient Egypt”
di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’); il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′); il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′); in prima cinematografica il film “Aphrodisia” di Michele Iodice (Italia 2023, 7’); il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’).

PROGRAMMA DOMENICA 15 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima assoluta il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’); in prima assoluta il film “Vulci. Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′); il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi, Marino Rossi (Italia 2025, 60’).

DOMENICA 15 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 16, Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”. Chiude il Firenze Archeofilm 2026 il FILM EVENTO “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto” di Marco Antonio Pani (Italia 2025, 110’).

 

 

Capo Colonna (Kr). Riapre il museo Archeologico nazionale con un allestimento inedito

Il nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Capo Colonna (Kr) (foto drm-cal)

L’attesa è finita. L’11 marzo 2026 riapre al pubblico il museo Archeologico nazionale di Capo Colonna, con un allestimento inedito che segna l’inizio di una nuova fase per la fruizione del patrimonio culturale del territorio. Non una semplice riapertura, ma un progetto di rinnovamento che integra ricerca scientifica, accessibilità e dialogo con il paesaggio, restituendo alla comunità un luogo simbolo della memoria storica della costa ionica. Il museo si presenta oggi con spazi ripensati, nuovi apparati informativi e didattici, sistemi potenziati di comunicazione e mediazione culturale, maggiore attenzione all’accessibilità fisica e cognitiva, alla sicurezza e alla qualità della visita. L’intervento rientra nel più ampio percorso di valorizzazione dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, realizzato secondo le più recenti linee di indirizzo del ministero della Cultura in tema di inclusione e sostenibilità, grazie a significativi investimenti pubblici, tra cui le risorse del PNRR. L’11 marzo 2026 il museo apre straordinariamente al pubblico dalle 16.30 alle 22, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire il nuovo percorso espositivo in una fascia oraria serale dedicata. La mattina, alle 12, è prevista invece la presentazione del nuovo allestimento riservata alla stampa. Con la riapertura viene così restituito al territorio un museo più accessibile e pienamente integrato con il paesaggio e con il Parco archeologico, rafforzando il dialogo tra ricerca, tutela e comunità e consolidando il ruolo del museo come spazio vivo di conoscenza e partecipazione.

 

Firenze. Al cinema La Compagnia al via l’ottava edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente: 80 film in concorso, oltre la metà anteprime, per quattro premi, in cinque giorni di proiezioni non stop. Ecco il programma della prima giornata

Siamo davvero “Sapiens?” Il punto interrogativo nel titolo del film (di Bruno Bozzetto) che inaugura l’edizione 2026 di Firenze Archeofilm, esprime al meglio la grande capacità del cinema di porci davanti a interrogativi e ragionamenti critici. Se poi le tematiche sono quelle della riscoperta delle nostre radici a cavallo tra ciò che siamo e ciò che saremo, la sfida è ancora più avvincente. Parte da questa riflessione la scelta degli 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per l’edizione 2026, l’ottava, di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore), in collaborazione con università di Firenze, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e Fondazione Sistema Toscana. Durante la cinque giorni di proiezioni non stop, mattina e pomeriggio, dall’11 al 15 marzo 2026, con ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum e dibattiti in sala, si “danno appuntamento” al cinema La Compagnia di Firenze le più importanti produzioni mondiali su archeologia, arte, ambiente ed etnografia. Tutto come sempre a ingresso libero e gratuito.

In programma 80 film, che arrivano da Italia, Usa, Brasile, Francia, Portogallo, Serbia, Croazia, Grecia, Turchia, Regno Unito, Spagna, Polonia, Messico, Perù, Colombia, Cina, Egitto, Austria, Indonesia. Al termine della manifestazione saranno assegnati il Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; il Premio “Università di Firenze”; il Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

L’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze (foto AV)

Molti i film di quest’anno che riguardano da vicino la storia più antica del Granducato. Tra questi: il resoconto dell’ultima campagna di scavo del Santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), l’affascinante “traslocamento” del David di Michelangelo da piazza della Signora all’Accademia nella notte del 1873, il cortometraggio di sensibilizzazione/appello per il restauro delle Gualchiere di Remole (mulino idraulico trecentesco che serviva alla laniera fiorentina), il film omaggio sull’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze scomparso in un tragico incidente vent’anni fa mentre conduceva gli scavi del sito di Tell Barri, l’antica città di Kahat, in Siria. E ancora il docufilm dedicato agli ottant’anni di Unesco con il racconto della distruzione in Ucraina e il ruolo dell’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi a capo della task force Unesco per la messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio culturale nel paese, il ricordo della scoperta e degli scavi di alcuni dei siti archeologici più spettacolari della Sardegna dell’archeologo pisano Carlo Tronchetti, la vita quotidiana (da archeologo) sullo scavo di un sito etrusco nel Valdarno Superiore, le riprese nel 1955 dell’antropologo e paletnologo dell’università di Firenze Paolo Graziosi effettuate tra i popoli dell’Himalaya con scene di vita quotidiana e paesaggi fuori dal tempo.

Frame del film “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”

Rivive (in anteprima mondiale) il castello del videogame “Assassin’s Creed Shadows”. In prima mondiale sabato 14 marzo 2026, alle 15, al Firenze Archeofilm arriva “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”. La pellicola racconta l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza colossale e sontuosa fatta costruire dal temibile capo samurai Oda Nobunaga nel XVI secolo oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”.

Frame del film “Army of Lovers”

Amori, amanti e morti dimenticate oltre i cliché… Sempre nel pomeriggio di sabato 14 marzo 2026 un viaggio nella storia più intima dell’umanità per dare voce a tutte quelli/e che ieri come oggi lottano ancora per avere il diritto a essere amato/a e amare o sui perseguitati/e e uccisi/e perché non rientranti in un orientamento sessuale binario come racconta “Io non dimentico”. Riflette sul tema, anche se da una prospettiva diversa, anche il film “Army of Lovers” che racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico.

Frame del film “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”

Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.

PROGRAMMA MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026. MATTINO Inizio proiezioni alle 10: film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2024, 22’). Prima nazionale, film “La storia di Medusa / The tale of Medusa” di Yael Reisfeld (Stati Uniti 2024, 5’). Film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56′). Prima assoluta, film “Roma 64. La notte che cambiò l’Impero” di Luigi Giannattasio (Italia 2025, 15’). Prima cinematografica, film “L’Agro Cerite e le sue acque” di Domenico Parisse (Italia 2025, 36’). Prima cinematografica, film “Castrum Novum” di Violeta Montoya (Italia 2025, 4’). Film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’).

POMERIGGIO. Alle 14:30, CRITOFILM AL CINEMA, introduce: Paolo Bolpagni direttore della F Fondazione Ragghianti. Quindi il film “Urne etrusche di Volterra” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1957, 12’). Film “Pompei urbanistica” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 11’). “Pompei città della pittura” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 13’). Film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Prima assoluta, film “Le Terme Romane di Campo Valdés / Las Termas Romanas de Campo Valdés” di David Salaices (Spagna 2025, 7’). Film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Film “Hoy’ri” di Marcio Pimenta (Brasile 2024, 14’). Alle 17.15, CINEMA tra Comunicazione e Archeologia: proiezione di corti e dibattito. Evento in collaborazione con università di Firenze, a cura di Sara Casoli, docente di Storia dei linguaggi della narrazione televisiva; Domenico Lo Vetro, docente di Archeologia preistorica; Silvia Pezzoli, docente di Sociologia della Comunicazione. Alle 18.15, film “Il David in viaggio. 1873-2023” di Massimo Becattini (Italia 2023, 10’). Prima nazionale, film “Delfi, l’ombelico del mondo / Delphes, le nombril du monde” di Thibaud Marchand (Francia 2025, 52’). Prima cinematografica, film “Tra i popoli dell’Himalaya, 1955” di Guido Melis (Italia 2018, 14’).

Regione Siciliana, 10 marzo: Giornata dei Beni culturali siciliani in memoria di Sebastiano Tusa: accesso gratuito a musei, parchi archeologici e luoghi della cultura regionali. E molte iniziative: eccone alcune

La Regione Siciliana, dal 2020, dedica il 10 marzo al patrimonio culturale dell’Isola. La giornata, che coincide con l’anniversario della scomparsa dell’archeologo Sebastiano Tusa, si trasforma in un momento di partecipazione collettiva. Per l’occasione, l’accesso ai musei, ai parchi archeologici e ai luoghi della cultura regionali è gratuito, accompagnato da appuntamenti e iniziative speciali pensate per coinvolgere cittadini, famiglie e studenti. “La figura di Tusa, studioso di fama internazionale e servitore delle istituzioni”, commenta l’assessore ai Beni culturali e Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “continua a rappresentare un punto di riferimento per una politica culturale fondata su ricerca, tutela e valorizzazione. Questa giornata non è soltanto un ricordo, ma un impegno concreto. Vogliamo che il patrimonio siciliano sia sempre più accessibile e protagonista di un progetto di crescita che parta dalle nostre radici per costruire nuove opportunità”. 

La Fondazione Sebastiano Tusa rinnova, anche quest’anno, il proprio impegno nel custodirne e diffonderne l’eredità scientifica e culturale, affinché la sua visione continui a promuovere il patrimonio della Sicilia nel mondo. Il 10 marzo 2026, nella sala Mattarella dell’Assemblea Regionale Siciliana in piazza del Parlamento 1 a Palermo, presentazione della rivista Sicilia Archeologica n° 116. L’ingresso è consentito esclusivamente su invito e previa iscrizione in lista nominativa: presidente@fondazionesebastianotusa.org. Nello stesso giorno, a Palazzo d’Aumale di Terrasini (Palermo) — sede del museo regionale di Storia naturale e della mostra permanente del Carretto siciliano — si terrà una cerimonia in memoria di Sebastiano Tusa: sarà svelata una targa commemorativa e gli verrà intitolata la sezione Archeologia del museo. L’appuntamento è per le 16. 

Parco archeologico di Siracusa: ‘Musei di notte’, apertura straordinaria del museo Archeologico regionale ‘Paolo Orsi’ e dell’esposizione open air del parco di villa Landolina, dalle 19 alle 23 (con ultimo accesso alle 22.30).

Museo Archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo: visita didattica gratuita alle collezioni del museo organizzata da CoopCulture alle 11. Il percorso guiderà alla scoperta della storia del sito, custode di prestigiose collezioni e opere uniche provenienti da alcuni dei più celebri siti archeologici della Sicilia.

Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato: Visita guidata, alle 9, delle scuole del territorio ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 11, al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi; alle 15, ai depositi dell’Antiquarium Minissi; alle 16.30, al Tempio della Vittoria e museo Pirro Marconi.

Parco archeologico di Segesta: appuntamento a partire dalle 9 con il progetto “Cum grano salis” che metterà insieme la ricerca delle antiche colture con l’arte contemporanea. Le comunità locali parteciperanno alla semina di 5 ettari di terra all’interno del Parco. Il grano diventerà farina e poi pasta con il marchio Helimos in ricordo degli antichi popoli originari del luogo. Il campo avrà una terrazza che ospiterà opere d’arte dedicate ai culti dell’abbondanza. Sebastiano Tusa amava ripetere che senza il grano e l’uva mancherebbe un pezzo della storia degli uomini e non ci sarebbe stata archeologia.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento: visita didattica, alle 16, organizzata dagli archeologi di Coopculture al quartiere ellenistico-romano di Agrigento e alle sale dedicate presso il museo Griffo. La visita ha la durata di 90 minuti al costo di 5 euro, per un totale di 30 posti disponibili, mentre l’accesso al museo e al quartiere ellenistico romano è gratuito in occasione della giornata celebrativa istituita in memoria dell’archeologo.

Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria: visita guidata, alle 10.30, “L’archeologo racconta: i segreti dei templi di Selinunte” condotta dagli esperti di Coopculture tra i resti monumentali sulla collina orientale. L’esperienza sarà anche un’occasione per scoprire i segreti che si celano dietro la costruzione di questi edifici di culto. Durante il percorso, infatti, sarà possibile apprendere le diverse fasi della costruzione, dalla cava fino alla messa in opera dei blocchi lapidei, il trasporto, i macchinari, i sistemi di elevazione e di misurazione; alle 12, auditorium “Falcone e Borsellino”, presso il baglio Florio, all’interno del parco archeologico di Selinunte, proiezione del docufilm di Folco Quilici “Un’isola nel tempo”. Contemporaneamente lo stesso film sarà proiettato nella sala del Consiglio comunale di Pantelleria.

Parco Lilibeo di Marsala: a partire dalle 17 conversazione “Giornata per i beni culturali siciliani in memoria di Sebastiano Tusa”. Il museo Lillibeo racconta il suo impegno per ricordare l’attività profusa dal celebre archeologo nella ricerca resa tangibile dai rinvenimenti marini che si trovano nel museo come la nave tardo romana “Marausa 1” e il rostro “Egadi 13”.

Parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci: apertura straordinaria al mattino del Portico dell’Atleta (sito ipogeo in via Crociferi) dalle 9 alle 13.

Parco Archeologico di Tindari: Antiquarium di Tindari, mostra delle monete di Tindari donazione dell’avvocato Giovanni Sciacca; area archeologica di Patti Marina, restauro a porte aperte del mosaico pavimentale di Dioniso; area archeologica di Tusa, cantiere aperto allo scavo archeologico del teatro Ellenistico; visite guidate alla scoperta dei siti archeologici di Milazzo, Tindari, Patti, Capo d’Orlando, un programma di lettura e approfondimento dei mosaici.

Soprintendenza dei beni culturali e ambientali di Caltanissetta: visita guidata dalle 10 alle 12 al cantiere di Orto Fontanelle a Gela con la collaborazione del Comune di Gela. Saranno illustrati i risultati dello scavo di archeologia preventiva, tuttora in corso, nel cantiere di “Orto Fontanelle” dove il Comune sta realizzando il Palazzo della Cultura. La visita sarà condotta dall’archeologo Gianluca Calà.

Vibo Valentia. Giornata della Donna al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”

Per “Pomeriggi al museo”, domenica 8 marzo 2026, Giornata internazionale della Donna, alle 17, al museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, appuntamento che unisce archeologia, storia e attualità, con l’incontro–dibattito “Le donne nella disciplina archeologica. Storie di straordinaria normalità”, dedicato al ruolo delle donne nell’archeologia, tra ricerca, impegno scientifico e narrazione del passato. Un momento di riflessione e confronto per raccontare le storie di tante donne che, con passione e competenza, hanno contribuito alla conoscenza del mondo antico e alla tutela del nostro patrimonio culturale. Dopo i saluti di Michele Mazza, direttore del museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, intervengono Maria D’Andrea, archeologa e ricercatrice, Maria Maddalena Sica, direttrice del museo nazionale di Mileto, e Lionella Morano, docente e storica, con un intervento tematico su “Storie di donne nell’antichità: Penelope e le altre”. Coordina Antonella Furci, giornalista. Letture a cura di Gianni Colarusso.

Giornata internazionale della Donna al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz): percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”

Domenica 8 marzo 2026, in occasione della Giornata internazionale della Donna, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), diretto da Rosanna Calabrese, alle 17.30, il percorso di visita guidato “Donne e lavoro nell’antica Venusia”, dedicato alle donne della colonia latina di Venusia, con ingresso gratuito alle donne. L’itinerario tra epigrafi, reperti archeologici e fonti letterarie restituisce voce alle donne venusine e riconosce il loro contributo, spesso silenzioso ma fondamentale, alla vita economica e sociale della città. Occasione per riflettere sul ruolo femminile nell’antichità e valorizzare storie di autonomia e partecipazione attiva alla vita della comunità. Dietro i nomi femminili incisi nella pietra emerge una comunità viva e dinamica: donne impegnate nel lavoro, inserite in reti di relazioni umane e professionali, protagoniste di attività produttive e imprenditoriali. Tra le testimonianze: la lanipendia Catallage, addetta alla distribuzione della lana, esempio di competenze specializzate in un sistema organizzato; Minatia e Babullia, attive nella produzione laterizia, figure riconoscibili come imprenditrici autonome nell’Italia romana. Uno sguardo alle fonti letterarie, a partire da Orazio, che restituisce profili significativi di donne e del loro lavoro. Prenotazione allo 097236095.