Grumento Nova (Pz). Chiude per lavori programmati il parco archeologico di Grumentum, ma rimane aperto il museo Archeologico nazionale della Val d’Agri

A partire da mercoledì 28 ottobre 2026, e fino a nuova comunicazione, il parco archeologico di Grumentum a Grumento Nova (Pz) sarà temporaneamente chiuso al pubblico. La chiusura si rende necessaria per consentire lo svolgimento di interventi programmati di manutenzione e restauro, finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico e al miglioramento e ampliamento delle modalità di fruizione del sito. La scoperta della storia però continua. Il museo Archeologico nazionale dell’Alta Val d’Agri, che resterà regolarmente aperto secondo i consueti orari: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30. La direzione si scusa per il temporaneo disagio: “Ci prendiamo cura del passato per offrirvi nuove esperienze di scoperta”.
Roma. All’Istituto Archeologico Germanico, due giornate di incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis. Ecco il programma

Il 28 e 29 ottobre 2026, all’Istituto Archeologico Germanico in via Sardegna a Roma, l’incontro di studi in ricordo di Enzo Lippolis.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 28 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, saluti: Ortwin Dally, Luigi M. Caliò, Stella Falzone. Alle 9.45, Ellenismo e romanizzazione: Francesco Maria Ferrara, “La Macedonia e oltre: produzione di modelli di rappresentatività sociale nel Mondo Ellenistico”; Chiara Portale, “Ellenismo e romanizzazione: uno sguardo dalla Sicilia”; Gian Michele Gerogiannis, “Tra Tessaglia ed Epiro: forme di ellenismo tra centro e periferia”; 10.45, pausa caffè. Alle 11.15, Città e territorio: Aldo Borlenghi, “Il tempio a due celle del santuario repubblicano di Montenero Sabino (Rieti)”; Elisabetta Interdonato – Federico Giletti, “Città e territorio: dinamiche insediative e strutture del sacro tra Grecia, Magna Grecia e Roma”; Alessandro M. Jaia, “Il contributo della Topografia storica per l’analisi dei paesaggi antichi risemantizzati: il caso delle Termopili”. Alle 12.15, Architettura: Monica Livadiotti, “La “prassi negata” e i suoi confini insulari: un’estensione della teoria del riuso rituale di Enzo Lippolis all’Egeo orientale”; Nicolò Masturzo, “Il Calcidico augusteo di Leptis Magna: iscrizione dedicatoria e architettura”; Alessandro D’Alessio, “Asimmetrie dello stile e simultaneità del non contemporaneo: il caso del tempio in località San Leucio a Canosa”; 13.15, pausa pranzo. Alle 14.15, Cultura materiale: Marina Albertocchi, “Significato e iconografia di una statuetta fittile dall’acropoli di Gela”; Chiara Tarditi, “La produzione di vasellame in metallo a Taranto nel periodo ellenistico: proposte, dubbi, influenze”; Chiara Giatti, “La materia dei Misteri. Testimonianze eleusine a Roma tra tarda Repubblica e Impero”. Alle 15.15, Archeologia del culto: Massimo Nafissi, “Zeus Eleutherios e la memoria di Platea nell’agorà di Atene”; Valeria Parisi, “Lucera, in Magna Grecia. Culto e cultura materiale oltre i confini (disciplinari)”; 16, pausa caffè. Alle 16.30, Apulia: Ortwin Dally, “L’archeologia della Puglia come archeologia mediterranea”; Antonietta Dell’Aglio, “Gli impianti produttivi di Taranto: aggiornamenti e conferme topografiche”; 18, conferenza serale, Massimo Osanna, “Orione a Pompei. Nuove ricerche su due enigmatici ellenistici”.
PROGRAMMA GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026. Alle 9.30, Museo di Taranto: Stella Falzone, “Ricomporre, riordinare, e comunicare. L’eredità di Enzo Lippolis nel Museo archeologico nazionale di Taranto”; Laura Masiello, “Archeologia come progetto. L’attività di Enzo Lippolis per il Museo di Taranto”; R. Belli Pasqua – G. Rocco, “Architettura funeraria tarantina. I risultati preliminare del PRIN Taras (2022)”; Amelia D’Amicis, “La ceramica sovradipinta di “Gnathia” a Taranto. Un percorso di conoscenza”. Alle 10.45, Magna Grecia: Carlo Rescigno, “La forma di Crotone: dati dei nuovi scavi”; 11.15, pausa caffè. Alle 11.45, Etruria: Marina Micozzi, “Tra architettura e sepoltura. Una tomba di età imperiale dalla necropoli etrusca di Monte Abatone a Cerveteri”. Alle 12.15, Grecia: Rita Sassu, “L’archeologia del culto nelle poleis doriche. Il caso di Sparta”; Nicola Cucuzza, “Rovine dell’Età del Bronzo e religiosità greca a Creta”; 13, pausa pranzo. Alla 14, Creta/Gortina: Luigi M. Caliò, “La fine delle città: Gortina e Agrigento”; Gilberto Montali, “Edifici da spettacolo a Gortina”; Giulio Vallarino, “Il pritaneo di Gortina”; 15, pausa caffè. Alle 15.30, Tavola Rotonda: Francesca Romana Stasolla, Pier Giovanni Guzzo, Patrizio Pensabene, Pietro Vannicelli.
Padova. All’università il seminario “Archeologia quo vadis” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe: l’autore dialoga con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto

Martedì 27 ottobre 2026, alle 16.30, nell’aula 9 del Complesso Beato Pellegrino, in via Beato Pellegrino 28 a Padova, nell’ambito dell’insegnamento di “Metodologia della ricerca archeologica” (docente: Margarita Gleba) del corso di laurea triennale in “Archeologia” del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, il seminario “Archeologia quo vadis?” con presentazione del libro “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” di Giuliano Volpe (Laterza): nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità. Interviene: Giuliano Volpe, università di Bari “Aldo Moro”, in dialogo con Margarita Gleba e Jacopo Bonetto, università di Padova. Ingresso libero.
Conegliano (Tv). Nella sede della Dama Castellana la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto” con il Lgt (ris.) Roberto Lai

Martedì 27 ottobre 2026, alle 18, nella sede della Dama Castellana in viale Spellanzon a Conegliano (Tv) la conferenza “Storie di arte trafugata, dalla Triade Capitolina all’Arciere Sulcitano. Il viaggio investigativo dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale tra scavi clandestini, traffici internazionali, recuperi e divulgazione attraverso il fumetto”. Relatore il Lgt (ris.) Roberto Lai, presidente nazionale Associazione Nazionale Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, già detective del reparto operativo dell’Arma dei Carabinieri. Interverranno: il Ten. Col. Gianluca Muscatello, comandante Compagnia Carabinieri Conegliano; il Mar.Ca. (cong.) Guido Antoniazzi, presidente associazione Collezione Antoniazzi e curatore museo Carabinieri Reali di Conegliano. L’incontro propone un racconto diretto e coinvolgente dedicato ad alcuni dei più significativi casi di recupero del patrimonio archeologico italiano trafugato e disperso nel mercato clandestino internazionale. Attraverso immagini, documenti investigativi e testimonianze operative, la conferenza ripercorre il lavoro svolto nella tutela dei beni culturali: dagli scavi clandestini ai traffici internazionali, fino al recupero e alla restituzione delle opere alla collettività. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’attività divulgativa realizzata attraverso i fumetti ANC Tutela Patrimonio Culturale, strumento innovativo pensato per avvicinare giovani e cittadini ai temi della legalità, della memoria e della difesa del patrimonio culturale italiano. Perché recuperare un’opera d’arte non significa soltanto restituire un oggetto, ma riportare alla collettività un frammento della propria storia e della propria identità. Ingresso libero.
Spalato. Alla Cinemateca Golden Gate al via la nona edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF): tre giorni con 27 documentari (cinque di produzione italiana dei registi Lorenzo Mercurio, Sandra Lopez Cabbrera, Lorenzo Daniele, Lorenzo Scaraggi, Vanni Gandolfo). Ecco il programma

Dal 26 al 28 ottobre 2026 Split torna a essere un punto d’incontro tra archeologia e arte cinematografica con la nona edizione del Festival Internazionale del Cinema Archeologico (MFAF) diretto da Laura Lada, in programma quest’anno alla Cinemateca Golden Gate di Spalato (Croazia): tre giorni con 27 documentari (cinque di produzione italiana dei registi Lorenzo Mercurio, Sandra Lopez Cabrera, Lorenzo Daniele, Lorenzo Scaraggi, Vanni Gandolfo) che raccontano storie affascinanti sul passato, il patrimonio culturale e la ricerca archeologica nel mondo. Dalle più antiche espressioni artistiche dell’umanità e templi antichi perduti alle misteriose sepolture e ai documenti climatici nascosti nel ghiaccio, il programma di quest’anno mostra quanto il passato abbia ancora da raccontare. L’ingresso è gratuito.
Il festival sarà ufficialmente inaugurato lunedì 26 ottobre 2026, alle 17, alla Cinemateca Golden Gate. Il primo giorno del festival si apre con il film croato Skull C di Laura Sinovčić, seguito da film internazionali come Da Cambridge con amore, Kuro-Arak Culture of the Early Bronze Age e Artemis – The Lost Temple. Quest’ultimo titolo ci porta alla ricerca di tracce di una delle divinità più famose del mondo antico, mentre il film sulla cultura Kuro-Arak apre uno sguardo alle comunità che hanno plasmato la storia della più ampia regione del Caucaso durante l’Età del Bronzo Antico. In programma, alle 19.05, anche il primo film italiano, Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’), un racconto delle meraviglie del Duomo di Monreale, attraverso il filo conduttore della leggenda del sogno di Guglielmo II, secondo cui il sovrano avrebbe avuto in visione la Madonna che lo avvisava dell’esistenza di un grandioso tesoro.
Il programma martedì 27 ottobre 2026, dalle 16, con film che portano gli spettatori dalle grotte preistoriche dipinte ai siti antichi e medievali. Tra i titoli, spicca la Grotta di Chauvet: il primo capolavoro dell’umanità, dedicato a una delle più importanti grotte dipinte al mondo, i cui disegni di animali furono realizzati più di 30.000 anni fa. La Gallia sul Limes ci porta sulle orme dei confini dell’Impero Romano, mentre il film La risposta dalla Groenlandia porta uno sguardo al lontano nord, ricordandoci che tracce del passato umano si possono trovare anche negli angoli più remoti del mondo. Sono ben tre i film italiani in cartellone. Alle 19.49, Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano di Sandra Lopez Cabrera (Italia, 52′). Il docufilm racconta la vita di Grimoaldo, nobile discendente della stirpe di Alboino nato a Cividale intorno al 600 d.C., che nel corso di una lunga vita ricca di avvenimenti riuscirà a diventare il primo re longobardo di stirpe friulana. Attraverso il racconto della vita dei nostri avi avremo modo anche di raccontare le vicende storiche della Penisola e del Friuli nel VII secolo.
Alle 18.56, Il fiume e Nina / The river and Nina di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 5’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa”, raccontano le vicende storiche di un territorio della Sicilia orientale, quello di Augusta, dai primi insediamenti umani in epoca preistorica, all’estrazione del sale in epoca moderna con la creazione delle saline, passando per le due Guerre Mondiali e la successiva industrializzazione che ha portato ricchezza, ma anche inquinamento. Il messaggio finale, tuttavia, è di grande speranza.
Alle 19.08, Approdi di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′). Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti.

L’ultimo giorno del festival, mercoledì 28 ottobre 2026, il pubblico potrà aspettarsi i film Replica del mosaico della Basilica Paleocristiana di Novalja, Voltaire – La ricerca del corpo perduto e L’esercito degli amanti – La Santa Squadra della Grecia Antica, tra molti altri film. Per l’Italia, alle 16.18, il film Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.
Chiude il programma del festival un momento speciale: alle 19.25 lezione del prof. associato Silvia Bekavac dell’università di Zara su L’Archeologia del Ghiaccio, che solleva una domanda intrigante: cosa può rivelarci un pezzo di ghiaccio vecchio di più di mille anni? La conferenza sarà seguita dalla proiezione del film Secrets of Biokovo Tumuli and Icicles di Rade Popadić, che avvicina ulteriormente questo legame unico tra archeologia, natura e storia umana. Alle 20.05, l’annuncio dei film premiati.
Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae, a Villa Arbusto (Lacco Ameno) “Donum dedit: Apollo e le Ninfe a Nitrodi”: due visite guidate con Mariangela Catuogno alla scoperta del rilievo votivo di Nitrodi esposto fino a fine novembre

Domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre 2026, alle 11, “Donum dedit: Apollo e le Ninfe a Nitrodi”, visite guidate gratuite al museo Archeologico di Pithecusae, a Villa Arbusto, alla scoperta del rilievo votivo di Nitrodi con prenotazione obbligatoria. L’obiettivo è far conoscere il patrimonio archeologico dell’isola d’Ischia, avvicinare il pubblico alla sua storia e offrire un’occasione per riscoprire le radici culturali del territorio. Dal 16 ottobre 2026 (vedi Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto di Lacco Ameno la mostra “Da Pithekoussai a Parthenope: storia e mito” con il rilievo votivo delle Ninfe Nitrodi, custodito al Mann e proveniente dal complesso di rilievi marmorei rinvenuti nel 1757 presso la sorgente di Nitrodi – archeologiavocidalpassato) il rilievo votivo delle Ninfe di Nitrodi è esposto al museo Archeologico di Pithecusae, a Villa Arbusto, nel Comune di Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na). Per l’occasione l’amministrazione comunale promuove due visite guidate, in programma domenica 25 ottobre e domenica 1° novembre 2026, entrambe alle 11, a cura di Mariangela Catuogno. L’iniziativa nasce dalla volontà del Comune di Lacco Ameno di rendere il reperto accessibile a una platea sempre più ampia, offrendo a residenti e visitatori l’opportunità di conoscere da vicino una testimonianza significativa della storia antica dell’isola. Il rilievo votivo racconta il legame tra le comunità del passato, il culto delle acque e le risorse naturali del territorio. La sua esposizione costituisce, pertanto, un’occasione per approfondire la conoscenza del patrimonio archeologico isolano e comprendere il valore della sua tutela e valorizzazione.

L’arrivo dell’opera al museo Archeologico di Pithecusae è stato reso possibile dalla collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Napoli (Mann), che ha concesso il prestito del reperto, nell’ambito di un percorso di collaborazione istituzionale che coinvolge anche la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli. Le visite guidate si inseriscono in questo percorso di valorizzazione culturale e intendono trasformare il museo in un luogo di conoscenza e partecipazione, capace di mettere in relazione la storia antica con la comunità contemporanea. L’esposizione del rilievo votivo è prevista fino al 30 novembre 2026. Con “Donum dedit: Apollo e Ninfe a Nitrodi”, il Comune di Lacco Ameno rinnova il proprio impegno nella promozione della conoscenza e della fruizione del patrimonio culturale, affinché una testimonianza preziosa del passato possa essere riscoperta e condivisa dal maggior numero possibile di persone. Le visite guidate sono gratuite, previo pagamento del biglietto d’ingresso al Museo Archeologico di Pithecusae, secondo le tariffe previste. La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata scrivendo all’indirizzo e-mail: museo@comunelaccoameno.it
Taranto. Al museo Archeologico nazionale ultimi due approfondimenti sulle nuove ricerche in corso dedicati alla Tomba dell’Atleta di Taranto

Domenica 25 ottobre 2026, alle 10.30 e 12, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone gli ultimi due approfondimenti sulle nuove ricerche in corso dedicati alla Tomba dell’Atleta di Taranto, uno dei reperti più affascinanti del Museo. Nel corso degli incontri saranno presentati i risultati delle analisi sulla policromia del sarcofago e le nuove indagini scientifiche condotte sui resti scheletrici dell’Atleta di Taranto. Grazie allo studio del DNA estratto da un dente, la ricerca sta facendo emergere aspetti finora sconosciuti della sua storia personale: dal gruppo sanguigno alle caratteristiche genetiche, fino ad alcune informazioni sulla salute, sulle capacità fisiche e sull’alimentazione. Attività su prenotazione, fino a esaurimento posti, al numero 099 4532112, indicando nome e cognome, email, recapito telefonico e numero di partecipanti.
Agropoli (Sa). Al museo Archeologico il doppio incontro “La Pompei della protostoria” con Claude Albore Livadie (CNRS) e “Dalla Sicilia alla Campania. Agropoli nelle rotte del Mediterraneo nell’età del Bronzo” con Anna Russolillo e Anna Abbate (RoMeB)

Sabato 24 ottobre 2026, alle a 17, Palazzo Civico delle Arti, sede del museo Archeologico di Agropoli, in via C. Pisacane 11 ad Agropoli (Sa), per il ciclo delle conferenze del museo Archeologico di Agropoli, il doppio incontro “La Pompei della protostoria” e “Le nuove rotte dell’Età del Bronzo” che affronta appunto due temi: il sito protostorico di Croce del Papa, giunto a noi in straordinarie condizioni di conservazione, e l’intensa rete di scambi, incontri e relazioni tra comunità del Mediterraneo durante l’Età del Bronzo. Dopo i saluti istituzionali di Roberto Antonio Mutalipassi, sindaco di Agropoli; Francesco Crispino, consigliere delegato alla Cultura; Fabio Astone, coordinatore CTS museo Archeologico di Agropoli; introduce Flaminia Arcuri, membro CTS museo Archeologico di Agropoli. Claude Albore Livadie, archeologa di fama internazionale del CNRS e tra le più autorevoli studiose della protostoria dell’Italia meridionale, racconterà di come la cosiddetta Pompei della Protostoria abbia ampliato la nostra conoscenza delle comunità antiche e dei loro rapporti con il Mediterraneo in un’età tanto remota. Ad arricchire un quadro di dinamismo internazionale tanto inaspettato quanto sempre più archeologicamente attestato, gli interventi di Anna Russolillo e Anna Abbate, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione Rotte del Mediterraneo nell’Età del Bronzo su “Dalla Sicilia alla Campania. Agropoli nelle rotte del Mediterraneo nell’età del Bronzo”, incentrati sul ruolo di Agropoli nella navigazione di tanti secoli fa.
Olbia (OT). Al museo Archeologico l’incontro “MARE NOSTRUM. Difesa e tutela dei beni culturali sommersi” promosso dalla soprintendenza nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo

Sabato 24 ottobre 2026, dalle 17.30 alle 20.30, in sala conferenze del museo Archeologico di Olbia (Gallura Nord-Est Sardegna), l’incontro “MARE NOSTRUM. Difesa e tutela dei beni culturali sommersi” promosso dalla soprintendenza nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo nell’ambito del Piano di Valorizzazione 2026 del ministero della Cultura, con l’obiettivo di coinvolgere la cittadinanza in un percorso di iniziative mirate alla sensibilizzazione e alla divulgazione di temi vertenti la tutela e la fruizione dei beni culturali. Alle 17.30, salutii istitutzionali; 17.45, Mariarita Foti su “L’ossidiana nel Mediterraneo. Significato, tecniche di lavorazione e commercio”; 18.45, Angelo Michele Raguso su “Dagli abissi alla luce. Il recupero del carico del relitto corinzio del canale d’Otranto”; 19.45, discussione finale. L’incontro rappresenta un’occasione di incontro e divulgazione aperta a tutti, in linea con quelle precedentemente svolte, per riscoprire come il mare – Mare Nostrum per eccellenza – abbia modellato la storia, l’identità e il paesaggio culturale del nostro territorio.





Commenti recenti