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Taranto. “Capolavori dietro le quinte” è il tema della XVIII giornata FIDAM al museo Archeologico nazionale: le decine di migliaia di oggetti conservati nei depositi possono divenire una risorsa per coinvolgere i fruitori in esperienze creative ed educative

Locandina della XVIII Giornata nazionale Amici dei Musei al museo Archeologico nazionale di Taranto

Il dibattito sul patrimonio artistico e sulle nuove strategie di rigenerazione sociale in un’ottica democratica ed inclusiva trova anche quest’anno una ulteriore occasione di collaborazione tra il MArTA e l’Associazione Amici dei Musei di Taranto per un approfondimento nella XVIII giornata FIDAM (Federazione Italiana Amici dei Musei), che si terrà al Circolo Ufficiali della Marina Militare domenica 3 ottobre 2021, alle 10. Il tema della giornata, “Capolavori dietro le quinte”, invita a riflettere sulla realtà dei depositi museali, oggi non più considerati semplici luoghi di custodia, ma spazi di studio e di ricerca, presìdi attivi di tutela. Il deposito, che nell’immaginario collettivo è un luogo polveroso e inaccessibile, in cui i musei “nascondono” i loro tesori, sta diventando un nodo cruciale della prassi museale che guarda al pubblico in un’ottica interattiva e partecipativa. I milioni di oggetti conservati nei depositi possono divenire una risorsa per coinvolgere i fruitori in esperienze creative ed educative. Molti musei americani e del Nord Europa stanno già sperimentando la formula del visible storage o dell’open storage, con risultati straordinari. In Italia le iniziative sono ancora limitate ed il MArTA è tra i protagonisti di un percorso virtuoso, che segue peraltro le raccomandazioni di ICOM Italia in merito ai depositi museali, redatte in occasione della giornata di studi sul tema, tenutasi a Matera nel 2019.

La ricostruzione in scala 1:1 del tumulo etrusco di Poggio Pelliccia nella mostra “Taras e Vatl” al MArTa (foto MArTa)

Nel museo tarantino è infatti in corso un imponente lavoro di digitalizzazione in 2D e 3D di oltre 33mila reperti conservati nei depositi, per renderli accessibili a tutti. Già dal 2016, inoltre, alcuni reperti conservati nei depositi del MArTA vengono periodicamente presentati al pubblico con l’ausilio di restauratori ed archeologi del museo, grazie al progetto “Tesori mai visti del MArTA”. Anche la mostra temporanea “Taras e Vatl”, visitabile fino a gennaio 2022, costituisce una ulteriore occasione per far conoscere al pubblico alcuni materiali provenienti dai depositi, utili a delineare il rapporto culturale tra due importanti centri.

La locandina dell’evento “Tesori mai visti. Dal deposito al restauro” al MArTa

L’appuntamento tarantino è in programma domenica 3 ottobre 2021, alle 10, nella sala conferenze del Circolo Ufficiali di Taranto. Nell’ambito della XVIII Giornata Nazionale dei Musei, la FIDAM (Federazione italiana degli Amici dei Musei), l’associazione Amici dei Musei di Taranto, la soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo e il museo Archeologico nazionale di Taranto, presentano una giornata di studi dedicata proprio all’esperienza del MArTA. Dopo i saluti introduttivi dei Patrizia De Luca, presidente dell’associazione Amici dei Musei di Taranto, relazioneranno la direttrice del MArTA, Eva Degl’Innocenti su “Tesori dai depositi del MArTA. Dall’oblio alla pubblica fruizione”, e poi il funzionario archeologo del Museo di Taranto, Lorenzo Mancini su “Taras incontra Vatl. Connessioni mediterranee in mostra al MArTA”. Prenotazioni obbligatorie telefonando a Rosanna Dellorusso 349.4463087.

Reggio Calabria. Le aperture serali del giovedì e del sabato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria prorogate per tutto il mese di ottobre. Lo annuncia il direttore Malacrino: “Risposta all’apprezzamento dimostrata dal pubblico”

Doccioni a protome leonina dal tempio della Passoliera di Kaulon, tra i capolavori da ammirare al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Le aperture serali del giovedì e del sabato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria continueranno per tutto il mese di ottobre 2021. Ad annunciarlo il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino: “Le temperature ancora miti dell’autunno calabrese ci hanno convinti a proseguire l’orario continuato fino alle 23 in questi due giorni della settimana e ad offrire ai nostri ospiti la possibilità di conoscere le nostre sale espositive nella suggestiva visita dopo il tramonto. Il Museo è luogo di cultura e di divulgazione della storia antica della regione – continua -. La programmazione dei mesi estivi ci ha premiati con migliaia di ingressi in occasione delle iniziative previste per “Notti d’estate”. È un risultato che premia le sinergie con le istituzioni e le associazioni che si sono spese per la realizzazione degli eventi, complice lo splendido scenario dello Stretto di Messina, ma che è indicatore significativo dell’apprezzamento del pubblico verso i reperti e le collezioni del Museo”. Resterà fuori dalla promo serale l’accesso alla terrazza panoramica, che costituisce uno tra i catalizzatori più significativi della bella stagione.  Ma, promettono al MArRC, sono in programmazione altre attività che certamente riscuoteranno l’interesse della comunità. “Un ringraziamento speciale è doveroso nei confronti del personale del Museo – conclude il direttore Malacrino – per l’impegno profuso nell’accoglienza dei visitatori e negli sforzi fatti per garantire la massima sicurezza in tempi di pandemia”. Restano invariate le disposizioni di accesso al museo, con Green Pass obbligatorio, mascherina e distanziamento. Nei giorni di apertura serale, dalle 20, il biglietto costerà 3 euro.

Taranto. Nel chiostro del museo Archeologico nazionale il Teatro delle Forche porta in scena “Oedipus Rex” nell’ambito del progetto “Custodiamo la cultura” della Regione Puglia

Evento nel chiostro del museo Archeologico nazionale di Taranto: il Teatro delle Forche porta in scena “Oedipus Rex” (foto MArTa)

La complessità dell’essere umano, il dramma della colpa, le varie sfaccettature della psiche andranno in scena al museo Archeologico azionale di Taranto nell’Oedipus Rex del Teatro delle Forche venerdì 1° ottobre alle 17.30. Nell’ambito del progetto “Custodiamo la cultura”, finanziato dalla Regione Puglia, il Teatro delle Forche di Massafra porta in scena infatti “Oedipus Rex”, l’Edipo Re che Sofocle utilizzò per raccontare la tragedia di un uomo, il re, prima idolatrato e rispettato, e poi considerato l’ultimo degli uomini. “È il dramma della colpa”, scrive il regista Carlo Formigoni, “ma si è colpevoli se la colpa è involontaria? Siamo noi responsabili delle colpe dei padri? Possiamo sfuggire ad un destino avverso? Oedipus chi rappresenta? Che sia come dice il poeta visionario Eliot Non può avere futuro chi ha ucciso il passato. Tante domande alle quali Sofocle suggerisce altrettante risposte”. Così il maestro Carlo Formigoni, che ha dedicato tutta la sua vita al teatro, diventando anche un esempio da seguire in tutta Europa, nonché Premio ANCT alla Carriera 2013, porta al Museo uno dei classici del teatro greco attraverso un percorso che è quasi di autoanalisi per gli spettatori. “Questo lo richiedono i classici greci”, dice, “come la moderna psicanalisi invitandoci a scoprire l’Oedipus nascosto in noi”. In scena nel Chiostro del Museo ci saranno Giancarlo Luce, Vito Latorre, Salvatore Laghezza, Antonio D’Andria, Onofrio Fortunato. Scenografia di Mariella Putignano. Regia di Carlo Formigoni. Ticket: intero 8 euro, ridotto 2 euro per i 18-25 anni, gratuito under 18 anni. Prenotazione obbligatoria gestita dal Teatro delle Forche telefonando al tel. 0998801932 oppure inviando una e-mail a info@teatrodelleforche.com. L’ingresso al Museo, per assistere allo spettacolo teatrale, sarà quello su corso Umberto.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTa” al museo Archeologico nazionale si inaugura il Festival di Storia tarantina. Primo appuntamento: giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling”

Ritaglio di giornale con la notizia di “Importanti scoperte presso l’Arsenale” di Taranto antica (foto MArTa)

taranto_festival-storia-tarantina_logo“Mercoledì” speciale quello del 29 settembre 2021 al museo Archeologico nazionale di Taranto. Alle 9 si inaugura il primo Festival di Storia tarantina. Ingresso gratuito e fino ad esaurimento posti (come da normativa anti-Covid) con prenotazione obbligatoria su https://museotaranto.beniculturali.it/…/festival-di…/. Dopo i saluti istituzionali  si entrerà nel vivo, alle 9.30, con la giornata di studio dal titolo “Dalla ricerca storica all’History Telling”. “Si tratta di una idea interessante sviluppata da Mina Chirico, presidente dell’associazione Orizzonte Cultura 2.0”, spiega la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, “che ci consente di riannodare la trama di racconti che sono la base culturale, ma anche socio-politica ed economica, di una città da sempre attraversata da grandi e importanti cambiamenti. Anche il MArTA partecipa a questo progetto sulla public history, insieme ad altre importanti istituzioni culturali del territorio”.

Locandina della giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling” al museo Archeologico nazionale di Taranto

Ecco il programma degli eventi ospitati e promossi all’interno del museo Archeologico nazionale di Taranto. Alle 9, nella sala incontri del MArTa, inaugurazione del Festival di Storia tarantina. Saluti istituzionali: Fabiano Marti, assessore alla Cultura Comune di Taranto; Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto; Barbara Davidde, soprintendente della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo; Mina Chirico, presidente dell’associazione Orizzonte Cultura 2.0. Alle 9.30, giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling” a cura di Orizzonte Cultura 2.0: raccontare la Storia oggi, riflettendo sul suo insegnamento e sulla conservazione nella memoria collettiva di un tempo, come il nostro, in cui tutto sta cambiando troppo velocemente. Buone pratiche, nuove visioni e prospettive future. Intervengono: Simonetta Buttò, direttrice dell’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche del ministero della Cultura, su “Mostre virtuali: uno strumento per raccontare la storia”; Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, su “Il museo: memoria, identità e innovazione”; Valentina Esposto, direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto , su “Gli Archivi (si) raccontano in tempo di pandemia”; Annalisa Rossi, soprintendente della soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, su “La trama d’archivio e la sua comunicazione : la tutela come dispositivo di valorizzazione”; Claudia Villani, università di Bari, su “Ricerca storica e pratiche della memoria nella nuova global public sphere. Problemi e prospettive”. Alle 13, nel chiostro del museo Archeologico nazionale di Taranto: degustazione di antiche ricette a cura dell’Istituto Alberghiero “Mediterraneo”. Percorso di approfondimento assaporando sapori antichi legati alla tradizione gastronomica marinara, attraverso lo studio e la riproposizione di antiche ricette locali.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale per le Giornate europee del Patrimonio uno scrigno di opportunità, fatto di incontri, visite guidate e spettacoli: tutto su prenotazione al costo solo di un euro

Il 25 e 26 settembre 2021 sarà un week end di festa al MArTA. Gli ultimi sabato e domenica di settembre, infatti, saranno sotto l’egida delle Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. Tema di quest’anno è “Tutti inclusi!”, un richiamo forte a quell’Heritage: all inclusive scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso da tutti i paesi aderenti alla manifestazione. È un appello alla partecipazione culturale che deve riguardare tutti i cittadini includendo ogni fascia d’età, gruppi etnici, minoranze o persone con disabilità di vario genere. Ma l’all inclusive prende in considerazione anche il fattore economico. Per questa ragione in quelle giornate sarà possibile fruire del nostro importante patrimonio culturale a prezzi simbolici. Il programma del MArTA per sabato 25 e domenica 26 settembre sarà così uno scrigno di opportunità, fatto di incontri, visite guidate e spettacoli che opportunamente prenotati sulla piattaforma www.shopmuseomarta.it, costeranno solo un euro. Questo il programma nel dettaglio.

Gli Ori di Taranto sono la collezione più famosa del Marta (foto MArTa)

Sabato 25 settembre. “TESORI per TUTTI!”. Orari: 16.30 e 20.30. I “Tesori mai visti” saranno accessibili a tutti, con traduzione simultanea in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Taranto ed esperienza tattile con stampe 3D dei reperti, a cura del curatore Funzionario Archeologo del MArTA Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “I CAPOLAVORI DEL MArTA”. Orari: 16, 18 e 20.30. Visita guidata alle collezioni a cura dello staff del MArTA. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “ARTISTI AL MArTA!”. Orario: 18. Laboratorio di disegno al tratto nelle sale espositive per imparare a riprodurre i capolavori del MArTA, a cura dello staff del Museo, Dino Tursi e Marisa Vuozzo. Luogo di svolgimento: II Piano Sala I, I Piano Sale IX-XII. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. taranto_MArTa_artisti-al-MArTa_foto-MArTa“TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”. Orari: 18, 20 e 22.30. Visita guidata alla mostra con accompagnamento del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala mostre del MArTA (piano terra). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “KOMMOTIKÈ TECHNE. Moda, cosmesi e cura del corpo nella Taranto greca e romana”. Orari: 17 e 21. Visita guidata tematica e multisensoriale a cura dello staff del Museo, Giovanni Pietro Marinò, Vita Negro e Francesco Villani. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

taranto_MArTa_per-primo-amore_locandina“IL LABORATORIO DI RESTAURO INCONTRA IL PUBBLICO”. Orari: 17-23. A cura dell’operatore di restauro Mario Pazzano del Laboratorio di Restauro del MArTA e del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “PER PRIMO AMORE”. Lettere sull’amore: spettacolo teatrale di Teatro Koreja nel chiostro del MArTA. Orari: 20 e 21.15. Durata: 45 minuti. Luogo di svolgimento: chiostro del MArTA. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. Arianna, Enone, Fillide e Medea: donne innamorate, abbandonate o tradite accompagneranno lo spettatore in un viaggio nel tempo attraverso la tragedia antica e il mito. Un lavoro ricco di desiderio, passione e dolcezza.

Visite guidate alla scoperta dei capolavori del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

Domenica 26 settembre 2021. “TESORI per TUTTI!”. Orario: 16.30. I “Tesori mai visti” saranno accessibili a tutti, con traduzione simultanea in Lingua dei Segni Italiana (LIS) a cura dell’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Taranto ed esperienza tattile con stampe 3D dei reperti, a cura del curatore Funzionario Archeologo del MArTA Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “I CAPOLAVORI DEL MArTA”. Orario: 16.30 e 18. Visita guidata alle collezioni a cura dello staff del MArTA. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

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Locandina della mostra “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” fino al 9 gennaio 2022 al MArTa

“ARTISTI AL MArTA!”. Orario: 18. Laboratorio di disegno al tratto nelle sale espositive per imparare a riprodurre i capolavori del MArTA, a cura dello staff del Museo, Dino Tursi e Marisa Vuozzo. Luogo di svolgimento: II Piano Sala I, I Piano Sale IX-XII. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “TARAS e VATL. Protagonisti del Mediterraneo a confronto”. Orari: 18 e 19. Visita guidata alla mostra con accompagnamento del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Durata: 30 minuti. Luogo di svolgimento: sala mostre del MArTA (piano terra). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

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Visite guidate nel laboratorio di restauro del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)

“KOMMOTIKÈ TECHNE. Moda, cosmesi e cura del corpo nella Taranto greca e romana”. Orario: 17. Visita guidata tematica e multisensoriale a cura dello staff del Museo, Giovanni Pietro Marinò, Vita Negro e Francesco Villani. Durata: 2 ore. Luogo di svolgimento: sale espositive del MArTA, I e II piano. Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo. “IL LABORATORIO DI RESTAURO INCONTRA IL PUBBLICO”. Orario: 17-20. A cura dell’operatore del restauro Mario Pazzano del Laboratorio di Restauro del MArTA e del curatore Funzionario Archeologo Lorenzo Mancini. Luogo di svolgimento: sala multimediale del MArTA (II piano). Attività inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo.

Giornate europee del Patrimonio 2021: visite guidate, spettacoli ed eventi speciali nei musei e parchi archeologici della direzione regionale Musei della Calabria

Filippo Demma

Filippo Demma, direttore regionale dei Musei della Calabria

Sabato 25 e domenica 26 settembre 2021, dopo l’anno di sospensione dovuto alla pandemia da Covid-19, ritornano le Giornate del Patrimonio, nate per volontà del Consiglio d’Europa e della Commissione Europea al fine di potenziare e favorire il dialogo e lo scambio culturale tra le nazioni. Nell’occasione, la Direzione regionale Musei della Calabria guidata da Filippo Demma propone una serie di interessanti iniziative. Nell’occasione vengono proposte visite guidate, spettacoli ed eventi speciali. Sabato 25 settembre, inoltre, sono previste aperture straordinarie serali con biglietto di ingresso al costo simbolico di 1 euro, fermo restando le gratuità attualmente in vigore.

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La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia “Vito Capialbi”

Museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia. Apertura straordinaria ed evento digitale trasmesso nelle sale del Museo e pubblicato sulla pagina Facebook al link: https://www.facebook.com/museoarcheologicovv/. Attraverso un video verrà proposto un exursus cronologico di storia e leggenda, patrimonio culturale immateriale di una lunga vicenda storica che nel Museo, ubicato all’interno del castello trova il suo custode naturale. Le leggende presentate saranno illustrate con opere del maestro Antonio La Gamba. Nell’occasione il museo “Vito Capialbi” rimarrà aperto al pubblico, sabato 25 dalle 20 alle 23 e domenica 26 dalle 9 alle 13.

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Una sala espositiva del museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme (foto pm-cal)

Museo Archeologico Lametino. In collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Ambrosia” sabato 25 settembre sarà presentato l’evento “Il diadema del Tesoro di Terina: dal 3D al tattile”. Programma: 17-17.30: visita guidata a misura di bambino (max 15 bambini età 6-8 anni) a cura della diagnosta e tecnico di restauro Felicia Villella; 17.30-18.30: laboratorio di diagnostica junior: “Com’è fatto il diadema?” (max 15 bambini età 6-8 anni) a cura di Felicia Villella; 19.30-21: seminario, che dopo l’introduzione della direttrice Simona Bruni prevede gli interventi di: Francesco La Trofa su “Il tema dell’inclusività nel settore dei Beni Culturali”, Felicia Villella su “L’importanza della comunicazione nel patrimonio culturale” e Gabriele Simonetta su “Dal 3D al tattile, il caso studio del diadema del Tesoro di Terina”. Dalle 17.30 e alle 18.30, previa prenotazione obbligatoria, sarà possibile prendere parte a due visite guidate a cura dell’archeologo Antonio Vescio. Prenotazioni al numero telefonico: 3207984594 o alla e-mail: drm-cal.lametino@beniculturali.it.

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La sede del museo Archeologico nazionale di Locri

Parco archeologico nazionale di Locri – Complesso museale del Casino Macrì. Sabato 25 settembre: 17, “Inclusione è partecipazione!”, con introduzione della direttrice del Parco Elena Trunfio e narrazione guidata a cura dell’archeologa Margherita Milanesio; 18.30, performance reading “Le voci delle donne di Omero”, di e con Katia Colica (testi e voce) e Antonio Aprile (basso elettrico e synth). L’evento viene realizzato nell’ambito della terza edizione del “Balenando in burrasca reading festival”, promosso dall’Associazione Adexo con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Museo del territorio di Palazzo Nieddu. Apertura straordinaria: 20-23. Agli eventi delle 17 e delle 18.30 si potrà accedere previa prenotazione telefonica al numero 334.6126386 e al solo costo del biglietto di ingresso.

Museo Archeologico nazionale di Crotone. Sabato 25 settembre: apertura straordinaria, 20-23. Domenica 26 settembre: 10-13, attività didattiche per bambini e famiglie.

Museo Archeologico nazionale di Capocolonna. Sabato 25 settembre: 19.30-22.30, apertura straordinaria con visita alla mostra fotografica temporanea “Navigando nella storia”.

Reggio Calabria. Col diciottesimo incontro di “Notti d’Estate del MArRC” inserita nelle GEP 2021 si chiude la programmazione estiva del museo Archeologico nazionale. Il Planetario propone “La scienza incontra la storia”. Inoltre visite guidate alla sala dei Bronzi e alla collezione dei pinakes. Accesso al museo col Green Pass

Il diciottesimo, e ultimo, appuntamento “Notti d’estate del MArRC”, la fortunata serie di eventi svolti dopo il tramonto nel suggestivo scenario dello Stretto di Messina, sabato 25 settembre 2021 si inserisce negli eventi delle Giornate europee del Patrimonio 2021 con l’obiettivo di offrire attività rivolte alla comunità del territorio, aumentando anche il livello di coinvolgimento digitale e social del pubblico. Particolare attenzione sarà dedicata all’accessibilità. 

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Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: il volto del bronzo A (foto MArRC)

Sabato 25 settembre il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria sarà aperto al pubblico fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30), con il costo simbolico del biglietto di solo 1 euro. Il museo proporrà visite guidate alla sala dei Bronzi e alla collezione dei pinakes, guidate da Palma Buda e con partenza da piazza Paolo Orsi, nell’atrio del MArRC. La prima iniziativa, dal titolo “Aspettando il 50° anniversario… I Bronzi di Riace capolavori dell’arte antica”, avrà inizio alle 21 e durerà circa 20 minuti. La seconda visita tematica, dedicata a “Storie d’argilla. La collezione di pinakes del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria”, prenderà il via alle  22. Ancora sabato 25 settembre, alle 21, sulla magnifica terrazza affacciata sullo Stretto, si svolgerà l’incontro “La scienza incontra la storia”, promosso nell’ambito del Festival della Scienza “Cosmos” e in collaborazione con il Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria. Saranno presenti, insieme alla prof.ssa Angela Misiano, responsabile del Planetario, il prof. Daniele Castrizio, docente dell’università di Messina e già componente del Comitato Scientifico del MArRC, e il prof. Elio Di Antonello, astronomo all’osservatorio di Brera. L’evento nasce dalla sinergia tra il MIUR, il ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Società Astronomica Italiana. “Siamo lieti di partecipare anche quest’anno alle Giornate europee del Patrimonio, la prestigiosa iniziativa promossa dal ministero della Cultura”, commenta il direttore del museo, Carmelo Malacrino.  reggio-calabria_festival-della-scienza-cosmos_locandina“Un progetto importante che abbraccia temi, quali quelli dell’inclusione e dell’apertura alla comunità, molto cari al Museo. Torneranno i percorsi di visita tematici, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, e sulla terrazza si terranno le conferenze organizzate nell’ambito del Festival della Scienza “Cosmos”, che proprio in questi giorni si celebrerà in città anche con altri eventi. Con la serata di sabato – prosegue il direttore – si conclude la programmazione estiva delle Notti d’Estate, che ha riscosso grande successo di pubblico. Voglio ringraziare tutte le istituzioni, gli enti e le associazioni che hanno collaborato per fare del Museo un “luogo della cultura” inclusivo e dinamico. La mia gratitudine – conclude Malacrino – va, in particolare, a tutto lo staff del Museo che, con impegno ed entusiasmo, durante la stagione estiva ha affrontato le difficoltà legate alla continua evoluzione dei protocolli di sicurezza anti Covid, offrendo al pubblico un servizio accogliente ed efficiente”.

Cassano all’Ionio (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide le Giornate europee del patrimonio si vivono all’insegna del dialogo con il pubblico: incontro col direttore su “Il museo dietro le quinte” per raccogliere impressioni, suggestioni, critiche, commenti

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide (foto drm-calabria)
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Filippo Demma è il nuovo direttore del parco archeologico di Sibari (foto da http://www.lanuovacalabria.it)

Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, a Cassano all’Ionio (Cs), le Giornate europee del patrimonio si vivono all’insegna dello slogan dell’edizione 2021: “Patrimonio culturale: TUTTI INCLUSI!”. “Quando arrivammo al museo della Sibaritide, lo scorso febbraio”, dichiara il direttore Filippo Demma, “questo racconto ci parve sfilacciato e poco chiaro. Da allora stiamo lavorando per migliorarlo, giorno dopo giorno, secondo una visione precisa, ma procedendo con la ponderazione necessaria a chi si appresta a semplificare la complessità, senza banalizzarla”. Il museo della Sibaritide ha origine negli anni Novanta del secolo scorso e racconta le storie di tre città che, proprio nel territorio dove oggi sorge il Museo, si avvicendarono tra l’VIII secolo a.C. e il VII secolo d.C.: la Sibari arcaica, la classica Turi, la romana Copia. Le vicende che riguardano le tre città sono complesse e si intrecciano con quelle degli altri centri coevi, dei popoli italici, dei greci colonizzatori prima, più tardi dei romani. Nel Museo, il racconto di queste vicende passa attraverso gli oggetti, testimonianza della cultura materiale delle persone che vissero o che frequentarono in tempi diversi le tre città. L’allestimento è lo strumento attraverso il quale gli archeologi, interpreti della complessità storica, cercano di offrire un racconto comprensibile e coinvolgente per ogni persona che varchi la soglia del Museo.

 

Museo nazionale Archeologico della Sibaritide: post-it e avvisi sull’allestimento provvisorio (foto drm-calabria)

Le modifiche e la provvisorietà della proposta sono tracciate con annotazioni scritte sulle vetrine, manifesti nuovi che integrano i vecchi pannelli, post-it con appunti di lavoro. Continua Demma: “Cerchiamo ora il dialogo con le persone a cui il Museo è destinato, vorremmo raccogliere impressioni, suggestioni, critiche, commenti”. E le Giornate Europee del Patrimonio saranno dedicate proprio a questo confronto. Sabato 25 settembre 2021, prima e dopo il dialogo con il direttore, lo staff responsabile dell’allestimento sarà a disposizione nelle sale del Museo; nel pomeriggio di domenica 26 settembre 2021, oltre allo staff, sarà presente nelle sale anche il direttore Demma. La sera del 25, il Museo resterà aperto fino alle 22.30 con ingresso a 1 euro.

La vetrina del Guerriero di Carati al museo nazionale Archeologico della Sibaritide: allestimento provvisorio (foto drm-calabria)

Il programma. Sabato 25 settembre 2021, alle 15.30, accoglienza e visita libera al Museo alla presenza dello staff responsabile dell’allestimento; alle 17, “Il Museo dietro le quinte”, in dialogo con il direttore Filippo Demma. Prenotazione obbligatoria: per prenotare, telefonare allo 0981.79391 dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Dalle 18 alle 19.30, visita libera al Museo alla presenza dello staff responsabile dell’allestimento; dalle 19.30 alle 22.30, apertura straordinaria serale del Museo con ingresso a 1 euro, fatte salve le gratuità previste per legge. Le iniziative pomeridiane sono accessibili con il biglietto d’ingresso al Museo, che dà diritto anche alla visita all’area archeologica Parco del Cavallo. Costo: intero 5 euro; 18 – 25 anni: 2 euro; gratuito per i minori di 18 anni e altre gratuità previste per legge. Domenica 26 settembre 2021, dalle 15.30 alle 19.30, visita libera al Museo alla presenza del direttore Filippo Demma e dello staff responsabile dell’allestimento.

Reggio Calabria. Per il diciassettesimo incontro di “Notti d’Estate del MArRC” il Planetario propone “Salutando l’estate sotto le stelle”: l’Equinozio d’Autunno e il mito di Ade e Persefone. Accesso al museo col Green Pass

Il Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria conclude con le stelle l’ultima settimana di programmazione estiva sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Giovedì 23 settembre 2021, alle 21, per il diciassettesimo appuntamento con “Notti d’estate del MArRC”, la fortunata serie di eventi svolti dopo il tramonto nel suggestivo scenario dello Stretto di Messina, conferenza della professoressa Angela Misiano, responsabile scientifico del Planetario, dal titolo “Salutando l’estate sotto le stelle”. “È stata un’estate ricca di eventi, nata dalla collaborazione con tante istituzioni, con gli enti e con le associazioni”, dichiara il direttore Carmelo Malacrino. “Un successo testimoniato dal pubblico presente, che ha potuto godere di serate culturali sulla magnifica terrazza affacciata sullo Stretto. Il MArRC si conferma quale luogo inclusivo e aperto al territorio. Un museo vivo e dinamico, che negli anni è riuscito a creare un legame sempre più forte con la comunità”. Questa settimana sarà dunque tutta dedicata alle stelle. “L’Equinozio d’Autunno”, spiega la professoressa Misiano, “è un momento particolare dal punto di vista astronomico per il nostro pianeta. Segna il punto di passaggio al periodo di maggiore oscurità, dalla luminosità che è andata in crescendo dalla Primavera all’Estate, all’oscurità che aumenta fino a raggiungere il suo culmine nel Solstizio d’Inverno. In questo momento dell’anno, nel mondo antico, corrispondevano molte attività agricolo-pastorali di “riposo” e altrettanti miti, tra cui quello più noto di Ade e Persefone. Con questa conferenza – conclude Misiano – cercheremo di spiegare questi temi, intrecciando gli aspetti scientifici con quelli legati alla mitologia alla società e al costume”. Per l’occasione sarà anche possibile osservare il cielo con gli strumenti messi a disposizione dallo staff del Planetario: grandi protagonisti saranno i giganti gassosi Giove e Saturno. Ancora per tutto il mese di settembre, ogni giovedì e sabato il museo sarà aperto di fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30) e, a partire dalle 20, il biglietto costerà solo 3 euro. I protocolli di sicurezza impongono ai visitatori il distanziamento e l’uso del gel disinfettante e della mascherina negli spazi chiusi, nonché il possesso del Green Pass. I protocolli di sicurezza impongono ai visitatori il distanziamento e l’uso del gel disinfettante e della mascherina negli spazi chiusi, nonché il possesso del Green Pass.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” che restituisce la figura dello scopritore di Troia ma anche il suo profondo legame con la città partenopea e i siti vesuviani

La locandina della presentazione del libro al museo Archeologico nazionale di Napoli

Tutti conoscono il nome di Heinrich Schliemann, il mitico scopritore di Troia e poi di Micene, Tirinto e Orcomeno. Al pensiero di Micene i nostri ricordi vanno alla “maschera d’oro di Agamennone”, raffigurata nel libro di storia della terza elementare. Meno noto è il suo legame con Napoli, dove morì nel 1890. Di quest’ultimo aspetto, soprattutto, si parla nel libro “Heinrich Schliemann a Napoli” (Francesco D’Amato Editore) con saggi di Umberto Pappalardo, Sybille Galka, Amedeo Maiuri, Carlo Knight, Lucia Borrelli, Massimo Cultraro, e una nota di Paolo Giulierini. Il libro “Heinrich Schliemann a Napoli” sarà presentato mercoledì 22 settembre 2021, alle 17, nel Giardino delle Fontane del museo Archeologico nazionale di Napoli. Interverranno Paolo Giulierini (direttore del Mann), Umberto Pappalardo (direttore del Centro Internazionale di Studi Pompeiani), Massimo Cultraro (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e Lucia Borrelli (Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’università Federico II). Il giornalista Carlo Avvisati de “Il Mattino” modererà il dibattito. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione inviando una mail a info@damatoeditore.it.

Affresco da Pompei con la scena del cavallo di Troia e Ulisse conservato al Mann (foto Luigi Spina)
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Heinrich Schliemann con gli scavatori riportano alla luce l’antica Troia sulla collina di Hisarlik in Turchia

Il nome di Troia ci riporta invece al liceo, all’Iliade e alll’Odissea, alla questione omerica, dove ci si domandava: ma Omero sarà mai esistito? E come era possibile che un cantore della fine dell’VIII secolo (la scrittura fu introdotta intorno al 750 a.C.) potesse descrivere con tanti dettagli una città messa a ferro e fuoco intorno al 1250 a.C., ovvero 500 anni dopo? Tanti interrogativi Schliemann non se li pose, guidato dalla fede assoluta nella veridicità di Omero e bene armato di zappa e pala (come lui stesso scrive), scavò sulla collina di Hissarlik, in Turchia, e trovò Troia. Ma Schliemann è stato anche lo scopritore della “civiltà micenea”, restituendo all’umanità ben mille anni di storia dei quali, prima di lui, non si conoscevano – al di fuori dei racconti omerici – le testimonianze concrete.

Maschera funeraria conosciuta come la “maschera di Agamennone”. Maschera d’oro del XVI secolo a.C. trovata da Schliemann nella tomba V a Micene nel 1876 e conservato al Museo archeologico nazionale di Atene
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Copertina del libro “Heinrich Schliemann a Napoli”

Questo valore di Schliemann quale “artefice” o “restitutor” della storia è ben delineato nel primo saggio di Sybille Galka, cuore e anima della Società e del Museo “Heinrich Schliemann” di Ankerhagen, che fu la città dove egli trascorse la sua prima infanzia. Seguono un saggio del celebre archeologo Amedeo Maiuri, che fu soprintendente di Pompei ed Ercolano (e non solo) e direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli e uno di Umberto Pappalardo sulla sua intensa attività di viaggiatore: infatti Schliemann fece scorrerie per il mondo immaginabili per un uomo di quell’epoca, giungendo in America (dove prese la cittadinanza), Africa, India, Cina e Giappone.

Terracotta raffigurante Enea, Anchise e il piccolo Ascanio in fuga da Troia, da Pompei, I sec. d.C. (foto Patrizio Lamagna, Mann)
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Heinrich Schliemann, morto a Napoli nel 1890

Venne anche almeno dieci volte a Napoli, non solo perché da qui prendeva la nave per raggiungere la sua casa ad Atene, ma anche perché amava questa città. Nonostante Napoli non fosse più la splendida capitale europea del secolo XVIII ma fosse divenuta nell’Ottocento socialmente molto problematica, c’erano tante cose da vedere: Pompei, Ercolano, il Museo Archeologico, il Teatro San Carlo e poi il Vesuvio, Sorrento, Capri e tanto altro ancora! Non è quindi un caso che morì proprio a Napoli, a Natale del 1890, prima di imbarcarsi per Atene… voleva ancora rivedere le nuove scoperte di Pompei e le nuove acquisizioni del museo Archeologico nazionale. In Italia aveva conosciuto dapprima a Pompei il giovane ispettore Giuseppe Fiorelli, che avrebbe poi rivisto a Napoli come direttore del Museo Nazionale e nuovamente a Roma in qualità di direttore generale delle Antichità del nuovo Regno d’Italia. Con Fiorelli ebbe dunque un lungo sodalizio, testimoniato da un frequente scambio epistolare. Carlo Knight spiega perché alcune di queste lettere, proprio alcune fra le più importanti, non ci sono pervenute. Possedute dal napoletano Domenico Bassi, che nel 1927 le pubblicò nell’ormai raro libro “Il carteggio” di Giuseppe Fiorelli. In Italia ne sono custoditi solo due esemplari, uno a Milano e uno a Venezia, qui riprodotto in appendice insieme alle trascrizioni dei diari di viaggio napoletani, i cui originali sono custoditi oggi presso l’American Academy di Atene.