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2 giugno, Festa della Repubblica: musei aperti gratuitamente

Martedì 2 giugno 2026, in occasione della Festa della Repubblica, i musei e i parchi archeologici statali sono aperti gratuitamente.

Taormina (Me). Al via la stagione estiva 2026: aperture serali al Teatro Antico. Ecco le date

Al via la stagione estiva 2026 del Teatro Antico di Taormina (Me) con il calendario delle aperture serali annunciato dal parco archeologico Naxos Taormina che consente una fruizione ampliata e suggestiva del proprio patrimonio monumentale, dal mese di giugno a settembre 2026. Ecco le date: 1, 2, 3, 4, 5, 23 e 28 giugno 2026; 1, 2 e 13 luglio 2026; 3, 14, 15, 16, 17, 23 e 31 agosto 2026; 20, 27 e 28 settembre 2026. In questi giorni il sito archeologico rimarrà accessibile al pubblico con orario continuato dalle 9 alle 24. E per garantire un’ottimale gestione dei flussi dei visitatori, l’ultimo ingresso sarà alle 23.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale il concerto “Le avventure di Pinocchio: sentieri alternativi in una favola immortale” con Amanda Sandrelli, Fabio Battistelli e l’Orchestra della Magna Grecia, ottavo appuntamento dell’anno della rassegna “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, promossa dal MArTa con l’orchestra della Magna Grecia e L.A. Chorus

Domenica 31 maggio 2026 al museo Archeologico nazionale di Taranto ottavo appuntamento della stagione 2026 di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto, musica e aperitivo”, la rassegna di musica e archeologia organizzata in collaborazione con l’Orchestra ICO della Magna Grecia e L.A. Chorus, con la direzione artistica del maestro Maurizio Lomartire. Appuntamento col concerto “Le avventure di Pinocchio: sentieri alternativi in una favola immortale” con Amanda Sandrelli: narratore; Fabio Battistelli: clarinetto; Ensemble dell’Orchestra della Magna Grecia. Musiche originali di Maurizio Lomartire. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio alle 10.30. L’accesso al concerto sarà dalle 11, con inizio alle 11.15. A seguire, l’aperitivo nel chiostro del Museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili presso Orchestra ICO della Magna Grecia, in via Giovinazzi 28 a Taranto, oppure su VIVATICKET:  https://www.vivaticket.com/…/le-avventure-di…/294518.

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale il laboratorio di ceramica “Kéramos” dedicato a “Il mare e i pesci” alla scoperta del nuovo allestimento presto aperto al pubblico

Domenica 31 maggio 2026, al museo Archeologico nazionale di Paestum (Sa), alle 11, torna l’appuntamento mensile con i laboratori di ceramica “Kéramos”, organizzati dai parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con l’associazione Pandora Artiste Ceramiste. Il tema scelto per l’incontro è “Il mare e i pesci”: i partecipanti faranno un viaggio creativo tra arte, mare e archeologia, ispirato ai meravigliosi piatti da pesce della tradizione pestana esposti nel nuovo allestimento del museo Archeologico nazionale di Paestum, presto aperto al pubblico, e realizzeranno poi dei manufatti in argilla ispirati al mondo marino. Un’esperienza coinvolgente che unirà manualità, fantasia e patrimonio culturale, per riscoprire attraverso la ceramica, il profondo legame tra il mare e la storia di Paestum. Biglietto per la partecipazione al laboratorio 2 euro (dai 6 anni in poi) che si aggiunge al costo del biglietto di ingresso ai Parchi (ove previsto) e all’abbonamento Paestum&Velia e che può essere acquistato presso le biglietterie dei Parchi oppure online: https://www.vivaticket.com/it/ticket/keramos-laboratori-di-ceramica/304047.

Velia (Sa). Al parco archeologico la terza edizione de “I Gelsi a Velia – Giornata di valorizzazione del gelso”, appuntamento dedicato a uno dei frutti più antichi e simbolici del territorio

Un’occasione per vivere Velia (Sa) attraverso un percorso che intreccia patrimonio, natura e memoria, riscoprendo il legame profondo tra paesaggio, tradizioni e comunità locale. Sabato 30 maggio 2026, alle 10, al parco archeologico di Velia, torna “I Gelsi a Velia – Giornata di valorizzazione del gelso”, un appuntamento dedicato a uno dei frutti più antichi e simbolici del territorio, giunto alla sua terza edizione. Attraverso passeggiate, laboratori e momenti di approfondimento, l’iniziativa promuove una fruizione consapevole del sito archeologico e il dialogo tra patrimonio, paesaggio e comunità locale, in linea con le strategie di valorizzazione integrate dei Parchi archeologici di Paestum e Velia. 

Programma: alle 10, appuntamento in biglietteria; 10.30, “Le trasformazioni del gelso: storia, uso e tradizione”, percorso tematico tra gli alberi di Velia; dalle 12 alle 13, “L’impronta del gelso”, laboratorio creativo con l’argilla. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

Matera. Visita guidata itinerante “DEE E DONNE – Eros e femminile dall’Antichità al Novecento” da Palazzo Lanfranchi all’ex Ospedale San Rocco con apericena e degustazioni

Venerdì 29 maggio 2026, alle 17.45, “DEE E DONNE – Eros e femminile dall’Antichità al Novecento”: visita guidata itinerante da Palazzo Lanfranchi all’ex Ospedale San Rocco di Matera a cura di Funzionaria Archeologa dei musei. Dalle antiche dee ai simboli del desiderio, della maternità, della forza e dell’identità femminile: una visita immersiva tra reperti, racconti e suggestioni senza tempo. Un focus speciale dedicato alle dee del grano, ultimo approfondimento tematico prima della conclusione del percorso espositivo prevista il 7 giugno 2026. La serata si conclude alle 19 con apericena, show cooking e degustazione di prodotti del grano nella corte dell’ex Ospedale San Rocco. Visita itinerante e degustazione inclusa nel biglietto di Palazzo Lanfranchi. I biglietti acquistati al museo ex Ospedale San Rocco danno diritto alla sola degustazione. Per info e prenotazioni al link https://forms.gle/CFyDmxGGUzzhzNMH9.

Venosa (Pz). Al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana

Martedì 26 maggio 2026, alle 17.15, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (Pz), la conferenza “Il viaggio dell’Askòs Catarinella. Storia, ritualità e identità”, dedicato al ritorno nella collezione museale venosina di uno dei più importanti esemplari della ceramica listata canosina di età ellenistico-romana. Il ritorno e la valorizzazione dell’Askòs Catarinella, straordinaria testimonianza della civiltà daunia e delle sue pratiche rituali legate al culto dei defunti e alla concezione dell’aldilà, rappresenta un momento di grande rilievo culturale e simbolico per la città di Venosa e per il patrimonio archeologico della Basilicata.

Ad aprire l’incontro sarà Rosanna Calabrese, direttrice del museo Archeologico nazionale di Venosa, seguita dai saluti istituzionali del sindaco di Venosa Francesco Mollica. Interverranno studiosi italiani e internazionali: Christian Heitz – università di Innsbruck, Matthias Hoernes – università di Salisburgo, su “Lusso, rituali e potere: l’Askòs Catarinella e le élite della Daunia nell’età ellenistico-romana”; Maria Teresa Imbriani – università della Basilicata, su “Figlio mio che sogno lungo che ti fai: morte e pianto rituale nella Lucania di Scotellaro”. Le conclusioni saranno affidate a Tommaso Serafini, direttore dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa.

L’Askòs Catarinella, straordinaria testimonianza della civiltà daunia e delle sue pratiche rituali legate al culto dei defunti e alla concezione dell’aldilà, al museo Archeologico nazionale “Mario Torelli” di Venosa (foto drm-basilicata)

A seguire, il pubblico assisterà allo svelamento della nuova teca espositiva che accoglierà l’Askòs Catarinella all’interno del percorso museale permanente. Il reperto, un grande vaso destinato a contenere e versare liquidi potori era verosimilmente parte del corredo funerario di un personaggio appartenente all’élite daunia. Scoperto intorno agli anni Venti del Novecento in seguito a scavi clandestini, l’Askòs costituisce un eccezionale esempio di produzione tarda della ceramica listata canosina, decorata con bande geometriche e motivi naturalistici stilizzati. Di straordinario interesse è il ricco apparato figurativo che si sviluppa sotto le bocche del vaso: un lungo corteo funerario animato da offerenti, musicisti e prèfiche con le braccia alzate in segno di lutto che assiste il defunto verso il passaggio nell’oltretomba. La scena culmina attorno a un catafalco funerario e a una struttura interpretata come ingresso della tomba a camera, mentre grandi figure femminili ornate di gioielli evocano divinità ctonie protettrici dei momenti di transizione tra vita e morte. L’intero immaginario decorativo rimanda a credenze salvifiche e a simboli di rinascita, tra cui galli, elementi floreali e il cipresso, in una narrazione visiva di eccezionale potenza simbolica e spirituale. Il ritorno dell’Askòs Catarinella al museo archeologico nazionale di Venosa rappresenta la restituzione alla comunità di una memoria identitaria profondamente legata alla storia antica del territorio.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale riapre, dopo il restauro e il riallestimento, la sezione Numismatica, oltre seimila monete cui si aggiungono centotrenta gioielli e quattro rarissimi tessuti aurei. Il direttore Francesco Sirano: “Raccontiamo un viaggio nel tempo e nello spazio dall’antica Grecia alle grandi corti rinascimentali”

La sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Al museo Archeologico nazionale di Napoli c’è un museo nel museo: la sezione Numismatica. Curata da Renata Cantilena e Floriana Miele, con la collaborazione scientifica di Lucia Amalia Scatozza per la sezione dedicata alle antiche gioiellerie, la Numismatica riapre al pubblico il 25 maggio 2026, alle 11.30, dopo un lungo intervento di restauro e riallestimento, grazie a un finanziamento straordinario del ministero della Cultura (PON Cultura e Sviluppo 2014-2020, integrato da fondi ordinari 2024 e 2025): oltre seimila monete, medaglie, coni e punzoni, insieme a tanti altri materiali archeologici conducono il visitatore alla scoperta dell’economia nel mondo greco, romano, medievale, rinascimentale e moderno, aprendo uno spaccato su temi ancora attuali, come gli interessi sui prestiti e l’inflazione. In vista della riapertura, si è lavorato anche al risanamento degli arredi storici e alla pulitura e restauro di tutti gli esemplari esposti, così come all’aggiornamento dell’illuminazione e del sistema di videosorveglianza nelle vetrine.

Il direttore del Mann, Francesco Sirano, nella sezione Numismatica (foto mann)
La sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

“La riapertura della sezione Numismatica corona le rigorose attività di studio e ricerca nel ricchissimo Medagliere del museo Archeologico nazionale di Napoli, collezione eccezionale non solo per il numero di esemplari conservati (circa 160mila), ma anche per l’estensione temporale e la varietà delle zecche emittenti”, commenta il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Francesco Sirano. “Quella che raccontiamo non è una semplice raccolta di monete, ma un vero e proprio viaggio sorprendente per la sua multiformità, un viaggio nel tempo e nello spazio che ci porta dall’antica Grecia all’Italia e alle altre regioni dell’Impero romano, dai mercati popolari alle grandi corti rinascimentali. Un viaggio, infine, anche nella storia stessa del Museo: non a caso l’allestimento è aperto simbolicamente dal busto di Giuseppe Fiorelli, principale ordinatore della sezione numismatica dell’Istituto. Presentiamo una collezione rinnovata e più accessibile, con apparati bilingue, resa ancora più affascinante dall’approfondimento sugli antichi gioielli, che restituiscono uno spaccato di estremo interesse sul gusto e sul design del passato. E, a conclusione del percorso, ci aspettano i tessuti d’oro dall’area sepolta dal Vesuvio nel 79 d.C. che lasciano senza parole per la loro rarità. La riapertura della Numismatica segna un ulteriore tassello nella strategia di valorizzazione per incrementare l’offerta culturale destinata ai cittadini e a tutti i visitatori”.

Gioielli esposti nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Tessuti aurei nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

L’ampliamento più significativo della sezione riguarda centotrenta gioielli in oro, metalli preziosi e gemme, esposti nuovamente dopo cinquant’anni: i raffinati esemplari (greci, italici, magno-greci, etruschi, romani e tardo-antichi), sono presentati in un percorso diacronico e, ove possibile, per contesti di ritrovamento; i gioielli testimoniano manifatture dall’alto valore artistico e socioculturale. Di eccezionale rilevanza i rarissimi tessuti aurei provenienti dagli scavi nell’area seppellita dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: si ripresentano al pubblico dopo un meticoloso restauro, realizzato in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Gli studi effettuati hanno messo in evidenza l’altissimo livello delle lavorazioni, con trame che intrecciano fili d’oro e seta selvatica; sono innovative anche le modalità di conservazione e presentazione al pubblico di queste testimonianze uniche di stoffe preziose di età imperiale.Tra le novità espositive, oltre i gioielli, figurano un prezioso ripostiglio di monete dalla Caupona di Salvius a Pompei e un’importante iscrizione funeraria di un nummularius (una sorta di cambiavalute in ambito romano).

Il direttore del Mann, Francesco Sirano, nella sezione Numismatica (foto mann)
Un aureo romano esposto nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

La moneta rappresenta per tutti unità di valore, status symbol e mezzo di scambio per acquistare beni di prima necessità o durevoli e di lusso, fare investimenti e sognare acquistando un biglietto di lotteria o compilando una schedina. Benché oggi sia sempre più smaterializzata, la moneta ricopre ancora un ruolo che va ben oltre la sfera economica: si pensi all’Euro e al suo valore simbolico nella prospettiva dell’UE. La moneta ha una lunghissima storia fatta di tecnologia, controlli da parte di un’autorità, sistemi di cambio, scale di valore, simboli e immagini che diventano in alcuni casi capolavori d’arte. La moneta è sempre stata, inoltre, un vero e proprio mass medium ante litteram, di enorme importanza già prima dell’affermarsi dei moderni sistemi di comunicazione. Dal 25 maggio 2026 il luogo dove andare per conoscere il mondo della moneta dall’antichità greca fino alle collezioni rinascimentali e agli studi dell’età moderna è la sezione Numismatica del Mann.

Monete rinascimentali esposte nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Monete antiche esposte nella sezione Numismatica del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Il “Medagliere” conserva monete, singole e associate in ripostigli, prodotte da zecche antiche greche, magno-greche, italiche, etrusche e romane, nonché dei Goti e Bizantini, di epoca longobarda e carolingia, normanna, angioina e aragonese, e ancora pertinenti alle dominazioni austro-spagnola e borbonica, e infine coniate da varie zecche estere, compresa quella pontifica. Nel loro complesso esse documentano la circolazione monetale nel Mezzogiorno d’Italia per un arco cronologico di oltre due millenni e mezzo di storia. Alle unità propriamente monetali si aggiungono, inoltre, medaglie e contorniati, sigilli, tessere e piombi dell’antichità e di epoche successive, nonché coni e punzoni della zecca reale dei Borbone. Conservata dal Cinquecento a Roma e poi a Parma, la famosa raccolta pervenne nella prima metà del Settecento nella capitale partenopea grazie a Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese e sovrano del Regno di Napoli dal 1734 al 1759. Questo originario fondo collezionistico fu ulteriormente accresciuto dalla dinastia borbonica, tra la seconda metà del Settecento e la prima metà dell’Ottocento, in seguito agli straordinari rinvenimenti avvenuti nel corso degli scavi condotti nei territori del Regno: nelle aree vesuviana e flegrea, nel Sannio e in Campania, nell’Italia meridionale, nonché in Sicilia. Alle già cospicue raccolte borboniche si aggiunsero nel tempo altri nuclei derivanti da acquisti operati già nell’Ottocento di importanti collezioni numismatiche: quella del Duca Carafa di Noja, quella della famiglia Borgia, quella di Francesco I di Borbone, oltre al Medagliere del monastero di Monteoliveto; nonché donazioni avvenute nel Novecento delle collezioni di Emilio Stevens e di Giustino Fortunato. Notevole importanza per entità, rarità e varietà dei suoi esemplari riveste anche il fondo di monete, sigilli, tessere e medaglie, composto di oltre 35.000 unità, appartenute alla collezione Santangelo, la più grande raccolta privata costituita a Napoli tra il Settecento e l’Ottocento dal giureconsulto Francesco, incrementata dalla sua autorevole famiglia, in particolare dal figlio Nicola, Ministro dell’Interno sotto Ferdinando II, e infine ceduta nel 1864 da suo fratello, Michele, ultimo erede e appassionato numismatico, al Comune di Napoli grazie alla mediazione di Giuseppe Fiorelli, primo Direttore del Museo Nazionale di Napoli dal 1863 al 1875. Questi riuscì, con apposito Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione nel 1865, a fare affidare la custodia permanente dell’intera collezione all’Istituto partenopeo, esponendola nel 1867 in tre sale separate al primo piano dell’edificio.

Aci Castello (Ct). Il museo civico diventa digitale e interattivo con “Castellum” nell’ambito del progetto SAMOTHRACE (Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center) dell’università di Catania con Meridionale Impianti e Xenia Progetti

Lunedì 25 maggio 2026, alle 10, al museo civico di Aci Castello (Ct), si inaugura “Castellum – Museo digitale e interattivo”, risultato degli oltre tre anni di ricerca e sperimentazione condotte sul sito, trasformato in Living Lab, in seno alla linea Cultural Heritage del progetto SAMOTHRACE (Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – PNRR Missione 4 – componente 2 – Ecosistemi dell’innovazione), con Meridionale Impianti e Xenia Progetti. Dopo i saluti istituzionali di Carmelo Scandurra, sindaco di Aci Castello; Enrico Foti, rettore dell’università di Catania; Maurizio Auteri, soprintendente Beni culturali e ambientali di Catania; Salvatore Baglio, presidente fondazione SAMOTHRACE; presentazione delle attività SAMOTHRACE, a cura di università di Catania, Meridionale Impianti e Xenia Progetti. Alle 10.30, taglio del nastro e visita guidata.

Il tavolo touch del progetto “Castellum – Museo digitale e interattivo” al museo civico di Aci Castello (foto unict)

Una teca olografica, un tavolo touch, un totem, sei visori per VR e RA e diverse stampe 3D dei reperti esposti nelle vetrine, diventano parte integrante dell’allestimento museale, contribuendo alla messa a terra di quella catena concettuale “ricerca-conservazione-valorizzazione” che vede nelle tecnologie innovative un elemento infrastrutturale e migliorativo del sistema, utili a trasformare le aree di interesse culturale in luoghi digitali di apprendimento continuo, capaci di accelerare e perfezionare la raccolta e l’elaborazione dei dati e di offrire modelli di fruizione alternativi e inclusivi.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma

Sabato 23 maggio 2026, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, presentazione del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles (Sellerio editore Palermo), secondo appuntamento con il nuovo circolo di lettura Storie d’Acqua, in collaborazione con Il Talento di Roma aps, che sceglie l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un libro che attraversa il mare non soltanto come scenario, ma come matrice simbolica capace di generare narrazioni, metafore, strutture di pensiero. Uno degli elementi più suggestivi è l’idea che non siano gli scrittori a raccontare il mare, ma il mare a parlare attraverso di loro. Una prospettiva che ribalta il punto di vista e restituisce alla natura una centralità narrativa, trasformandola in voce, in presenza attiva. “Storie d’Acqua” è dunque il nuovo circolo di lettura che trattiene l’acqua come elemento narrativo, simbolico e politico. Un filo conduttore capace di attraversare epoche e linguaggi, mettendo in relazione testi anche molto distanti tra loro, ma accomunati da tensioni universali: il viaggio, il confine, il passaggio, lo scontro. L’acqua diventa così presenza costante e mutevole, elemento vitale e al tempo stesso spazio di trasformazione, rifugio e oblio, origine e approdo. E a Villa Giulia l’acqua è di casa. Ancora oggi il Ninfeo, complesso architettonico opera di Bartolomeo Ammannati, è il cuore pulsante della Villa con le sue ricche decorazioni architettoniche e le grandiose fontane. E non è un’acqua qualunque ma quella purissima dell’acquedotto Vergine che rende il Ninfeo un luogo simbolico di continuità tra passato e presente. L’incontro, in Sala della Fortuna, a ingresso gratuito, rientra nella Festa della lettura, la manifestazione letteraria diffusa organizzata da Il Talento di Roma APS con il sostegno del Municipio II di Roma Capitale.

Copertina del libro “Le parole del mare” di Piero Dorfles

Le parole del mare. Letteratura e navigazione. Una straordinaria ricognizione personale sui libri che parlano di navigazione. La letteratura marinara è sterminata, Piero Dorfles, che ci ha sempre spinto a “vivere la lettura come un’avventura dello spirito, un’esperienza della vita, un passaggio di maturazione”, ci guida attraverso i fondali marini seguendo un itinerario, una rotta che è fatta di avventure, sì, ma anche di considerazioni sul carattere degli uomini, riflessioni sul progresso, sui fallimenti. La navigazione, sostiene l’autore, è la più naturale metafora della vita, basti pensare alle similitudini che usiamo di continuo: issare le vele, arrivare in porto, perdere la bussola, siamo tutti sulla stessa barca; “questa larga coincidenza dei termini che usiamo per descrivere quello che esce dalla normalità della vita quotidiana con la lingua del mare, significa che quello che accade nella navigazione non è una metafora della banalità del vivere, ma un’allegoria della sua complessità, della imprevedibilità e della drammaticità del destino di noi viventi”. Una volta salpati vengono attraversati momenti fondamentali delle spedizioni per mare: la bonaccia, che ha in sé qualcosa di misterioso e di minaccioso; la burrasca, che spesso prelude al naufragio; ma situazioni da affrontare sono ammutinamenti e incontri con grandi pesci, fino a giungere al sicuro in porto. Per ogni tappa Dorfles ci guida tra i libri, innumerevoli, inaspettati talvolta, in un itinerario mai scontato, con continue incursioni sul presente. Tra le pagine trova largo spazio l’Odissea, ma incontriamo Dante e Melville, Stevenson e Conrad, il paladino Orlando e Padron ‘Ntoni, Lucrezio, Magellano e Gabriel García Márquez, e tante altre storie di mare che sono anche storie di lacerazioni e di sconfitte e si intrecciano con vita e destini degli uomini.