Cividate Camuno (Bs). Alla seconda edizione del Civitas Camunnorum Archeofilm il pubblico assegna il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Premio “Civitas Camunnorum Archeofilm”: il regista Massimo D’Alessandro tra, da sinistra, Diego Zarneri (Assocamuna) e Maffeo Damioli, assessore alla Cultura di Cividate Camuno (foto lara mersi / assocamuna)

Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro si è aggiudicato il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” per il film più votato dal pubblico al termine delle tre serate della seconda edizione di Civitas Camunnorum Archeofilm, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno e Assocamuna: film, talk e anche uno spettacolo teatrale in una location d’eccezione come il Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs).

Serena Solano, direttrice del Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno, intervistata da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Tra gli ospiti d’onore Serena Solano, direttrice del Parco che ospita l’evento e funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP Bergamo e Brescia che ha annunciato l’assegnazione dell’European Heritage Award 2026 al progetto Intorno a Minerva riconoscendone il valore nell’ambito delle iniziative culturali e rapporti interculturali tra fedi diverse.

Umberto Tecchiati (università di Milano) intervistato da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Ad aprire la manifestazione Umberto Tecchiati docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi che ha parlato alla platea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente nella Preistoria e nel mondo attuale. Mentre la serata finale ha visto sbarcare al Parco archeologico anche il teatro con la famosa “Batracomiomachia: la battaglia dei topi e delle rane” applaudita a scena aperta dal pubblico. In scena Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni.

Frame del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Il premio della giuria popolare è andato dunque al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Il film guida il pubblico nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto dove si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni.

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