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Il museo Archeologico nazionale di Napoli lancia la seconda edizione di archeocineMANN in streaming gratuito dal 2 al 5 dicembre, e on demand dal 6 al 10. Film e interviste per capire tutto sul nostro passato più antico. Al termine il “Premio MANN” e il “Premio Scuole”

L’emergenza sanitaria non ferma la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni.

Dietro le quinte: le riprese per il docu-film “Agalma” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Il Mann come un portale dell’archeologia internazionale”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori. Avevamo immaginato la seconda edizione di archeocineMANN come una festa nel nuovo auditorium. Abbiamo deciso di confermare le date annunciate e diffondere il grande cinema archeologico internazionale in streaming gratuito, perché crediamo nell’importante valenza culturale di questo appuntamento organizzato con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. E lo facciamo anche con un particolare impegno per la didattica a distanza, offrendo materiali di altissima qualità che possono essere di supporto agli insegnanti e sicuramente affascineranno spettatori di ogni età. Tra il Mann e il cinema, come è noto, il rapporto è strettissimo: nelle nostre sale sono stati girati film celebri (da ‘Cadaveri eccellenti’ a ‘Napoli velata’), videoclip d’autore, documentari, ma non solo. Il Museo è anche produttore di audiovisivi per il web, a partire dal progetto Obvia e dall’incontro con il mondo dell’animazione napoletana, fino a opere per il grande schermo, dai corti ‘Antico Presente’  ad ‘Agalma’, che ci ha portato all’ultimo Festival di Venezia. La nostra proposta è, quindi, quella di scoprire sempre più il cinema archeologico, che affida la divulgazione scientifica alla forza dell’immagine e alla suggestione del racconto. Vi aspettiamo numerosi nella nostra sala virtuale”.

“Al Mann presentiamo le migliori opere cinematografiche prodotte di recente a livello mondiale e ancora mai proposte al grande pubblico”, dice Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. “Sono opere che documentano le ricerche più aggiornate sul rapporto fra l’uomo e il pianeta dalle origini della specie fino alle civiltà storiche. Si tratta di un rapporto molto controverso, soprattutto quando si parla di coabitazione e condivisone delle risorse, che dobbiamo tenere ben presente, perché può insegnarci tante cose utili in questa fase critica per tutta l’umanità, apparentemente disorientata riguardo a un futuro che si annuncia preoccupante. Ancora una volta non possiamo capire dove vogliamo andare se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo”.

Frame del film “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre
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Frame del film “Mesopotamia in memoria” di Alberto Castellani

Tante le anteprime che accompagneranno il pubblico a spasso nel tempo, viaggiando alla volta dei luoghi più remoti del pianeta: si potrà entrare, così, nei cunicoli della Piramide di Cheope, dove una missione internazionale condurrà gli spettatori alla scoperta di una nuova misteriosa cavità; ancora, nel documentario ‘Apud Cannas’, in animazione su base 3D, saranno svelati gli aspetti inediti della celebre Battaglia di Canne. La storia millenaria della città di Olimpia starà tutta nel film girato laddove nacquero i più prestigiosi giochi dell’antichità, che ancora portano il nome di quel luogo famoso: le Olimpiadi, appunto. È invece di un italiano, Alberto Castellani, ‘Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi imperi’: nel documentario, l’indagine archeologica si accompagnerà all’analisi dell’attuale stato dei siti iracheni, dopo i danni operati dall’Isis (e non solo).

Frame del film “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith
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Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Spazio, poi, al Medioevo, “rivisto e corretto” con grande ironia, nel film che vede nei panni di Matilde di Canossa l’ex “turista per caso” Syusy Blady (alias Maurizia Giusti). E ancora, lontano dalle fantasiose narrazioni hollywoodiane, ecco il (vero) mondo dei gladiatori, in un’anticipazione ideale della grande mostra che il Mann ospiterà nel marzo 2021. Non mancheranno novità sul sito megalitico più famoso di tutti i tempi, Stonehenge, identificato dal team dell’archeologo Mike Parker Pearson con un grande cimitero, così come un focus sulle ultime ore di Pompei, attraverso le scoperte recenti di un’equipe di studiosi francesi. Per gli appassionati di folclore e tradizioni millenarie, spazio di approfondimento su draghi e mostri nell’immaginario dei popoli del passato; da non perdere, infine, il film capolavoro dedicato alla grande capitale achemenide Persepoli.

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Arricchiranno il programma le più apprezzate produzioni cinematografiche del Mann: sarà possibile vedere il documentario ‘Agalma’ della giovane regista Doriana Monaco, che racconta, con le voci di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, la vita “dietro le quinte” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il film, selezionato per la 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77, è stato prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il Mann. Ancora, in streaming, saranno presentati i cortometraggi de “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie in quattro video” e il trailer del documentario “Thalassa. Il racconto”.

Pierfrancesco Callieri co-direttore a Tol-e Ajori (Persepoli, Iran) con Alireza Askari Chaverdi

Non solo film, ma anche racconti ed esperienze vissute: gli spettatori virtuali avranno l’opportunità di conoscere da vicino i grandi nomi della ricerca e divulgazione archeologica con interviste a Patrizia Piacentini (egittologa, direttrice della Missione di scavo ad Assuan), Pierfrancesco Callieri (direttore degli scavi italiani a Persepoli), Giuliano Volpe (archeologo e scrittore), Syusy Blady (attrice e conduttrice televisiva).

Frame del film “Apud Cannas” di Francesco Gabellone

Dopo la conclusione dello streaming e l’assegnazione del “Premio MANN” al film scelto dalla giuria di esperti della rassegna, archeocineMANN continuerà on demand dal 6 al 10 dicembre 2020: un’occasione importante, rivolta anche a professori e studenti per intrecciare contenuti e temi, tra archeologia, arte e cinema. Il Festival si proporrà, così, come una vera e propria “piattaforma” di approfondimento per le scuole superiori: il MANN metterà a disposizione gratuitamente  i film, tra cui quattro anteprime nazionali, corti, interviste e contenuti extra. Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Moby Dick, sarà assegnato il “Premio Scuole” al miglior film, selezionato da una giuria composta da oltre 200 allievi degli istituti superiori napoletani.​

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la conversazione di Giuliano Volpe, archeologo, professore ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica all’università di Bari, con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Focus sulla figura, il ruolo, il mestiere dell’archeologo oggi

Tutto esaurito nelle piazze di Aquileia per l’11.ma edizione dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

Giuliano Volpe, archeologo, docente all’università di Bari, intervistato da Piero Pruneti all’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

La figura, il ruolo, il mestiere dell’archeologo al centro della conversazione del 29 luglio 2020, terza giornata dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonista Giuliano Volpe, archeologo, professore ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica all’università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A poco più di un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

Perché un giovane decide di fare l’archeologo? Cosa significa fare l’archeologo oggi? Che senso ha passare una vita con la testa rivolta al passato? Domande, provocazioni, curiosità cui ha cercato di dare una risposta Giuliano Volpe, trasmettendo al pubblico presente non solo motivazioni, ma anche entusiasmo, competenze, aspettative. Diceva Vere Gordon Childe: “Mi occupo di persone che sono vissute millenni fa, ma facendo questo non mi preoccupo solo di conoscere il passato ma di capire meglio il presente e quindi dare un contributo alla società nella quale vivo per fare in modo che sia possibile pensare in maniera più umana”. Per Volpe è fondamentale conoscere il passato, anche remoto, che è possibile conoscere quasi esclusivamente attraverso la documentazione materiale: la storia dell’umanità è ricostruibile per il 99 per cento esclusivamente sulla base della documentazione materiale, perché la scrittura è arrivata tardi e non ha riguardato tutte le civiltà del mondo. Quindi la stragrande maggioranza di quello che siamo oggi e di come siamo arrivati a essere oggi noi possiamo ricostruirlo con il metodo archeologico. E c’è un ulteriore elemento che rende il mestiere dell’archeologo ancor più affascinante: gli archeologi sono praticamente gli unici studiosi a continuare a produrre fonti per la conoscenza del passato, poiché le fonti letterarie ormai sono quelle che sono senza molte possibilità di ampliamento, mentre la documentazione archeologica continua a essere sempre più ricca. E oggi il concetto di reperto si è ampliato arrivando a comprendere i “reperti” dell’ambiente, e perciò la ricerca archeologica è diventata multidisciplinare. Elemento fondamentale nel lavoro dell’archeologo è la curiosità e la voglia di conoscenza., e poi si arriva alla parte creativa della professione che è l’interpretazione. Nuovo concetto, che Volpe ha descritto in un suo recente libro “Archeologia pubblica” (Carocci Editore), è quello dell’archeologia pubblica: l’archeologo deve avere sempre più un ruolo sociale. Il lavoro di ricerca è inutile se non c’è la comunicazione dei dati: alla comunità scientifica, innanzitutto, ma anche ai cittadini. È un dovere etico quello di restituire il risultato del proprio lavoro con linguaggi accessibili senza banalizzare per permettere a tutti di conoscere e quindi di possedere il patrimonio culturale. E questa è anche la maniera migliore per tutelare il patrimonio culturale perché un cittadino cosciente del patrimonio culturale è il primo a proteggerlo. Finalmente oggi la divulgazione comincia a essere considerata parte integrante dell’attività di un archeologo. Il problema è che spesso i nostri musei non sono stati pensati per la divulgazione al grande pubblico, ma realizzati dagli specialisti per gli specialisti con un linguaggio spesso incomprensibile. Invece l’archeologo non deve mai dimenticare che svolge un servizio pubblico. Purtroppo in Italia c’è ancora molto precariato, che rappresenta una componente molto importante dell’attività archeologica. Fa riflettere che solo dal 2014, con una legge specifica, è stata introdotta nel Codice dei Beni culturali la figura professionale dell’archeologo, dello storico dell’arte, del bibliotecario, dell’archivista, del restauratore. Per fortuna per l’archeologo oggi si apre un ventaglio di opportunità di lavoro qualificato al di là dello scavo tradizionale o la schedatura di reperti, dalla comunicazione ai servizi ai social media alla didattica. Ma in Italia c’è anche un dissidio molto forte tra i professionisti e i volontari. Bisogna superare il conflitto e fare una grande alleanza perché il volontariato è una risorsa straordinaria, è una voglia di partecipazione e di impegno. Ovviamente il volontariato non deve sostituire il lavoro ma deve essere di supporto.

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la conversazione di Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Da Cortona a Napoli, l’esperienza di un giovane direttore che ha cambiato l’approccio al più grande museo archeologico d’Italia e la sua connessione con la città e il mondo

Tutto esaurito nelle piazze di Aquileia per l’edizione 11 dell’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

Paolo Giulierini, direttore del Mann, intervistato da Piero Pruneti all’Aquileia Film Festival (foto fondazione Aquileia)

È stata la conversazione del 29 luglio 2020, seconda giornata dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonista Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli,  intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A poco più di un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

Paolo Giulierini racconta la sua esperienza a Napoli, direttore del più importante museo archeologico d’Italia e tra i più importanti al mondo, lui cortonese, etruscologo, partito dall’esperienza di direttore del museo dell’Accademia etrusca di Cortona, una realtà decisamente più piccola ma aperta al mondo e alle collaborazioni con le più grandi e prestigiose istituzioni mondiali, dall’Ermitage di San Pietroburgo al Louvre di Parigi al British museum di Londra. Proprio questa “apertura” e questa esperienza sono stati fondamentali nella nuova avventura napoletana portando in breve tempo il museo Archeologico nazionale di Napoli a essere protagonista attivo sulla scena culturale di Napoli, della Campania, dell’Italia e del mondo. L’incontro aquileiese è stata l’occasione per parlare degli etruschi in generale e degli etruschi del Sud in particolare, una presenza poco nota ma estremamente importante per capire i rapporti delle popolazioni italiche prima di Roma. E ovviamente non si poteva non parlare della grande mostra “Etruschi al Mann”, che si può visitare fino al maggio 2021) risultato di anni di ricerca nei depositi del museo dove sono stati trovati migliaia di reperti etruschi provenienti dalla Campania, frutto di scavi ottocenteschi e novecenteschi, e di acquisizioni del museo. Dalla tradizione all’innovazione nella comunicazione e nell’approccio al museo. Ecco dunque il video game prodotto dal Mann “Father and son”, scaricato già da 5 milioni di utenti nel mondo, che offre un modo diverso per conoscere un grande museo. E poi il cinema, con la produzione di un film, “Agalma”, in anteprima alla mostra del cinema Venezia 77, che non è un documentario storico, ma una finestra sulla vita quotidiana di un museo, con i dietro le quinte e il pubblico. Perché, come conclude Giulierini, un museo “deve tornare a regalare emozioni”.

11.ma edizione di Aquileia Film Festival: è on line la prima conversazione del presidente Antonio Zanardi Landi e della direttrice dell’Ara Pacis Orietta Rossini con Piero Pruneti. Excursus sulla Aquileia romana, patriarcale, fino all’austro-ungarica e alla Grande Guerra. Anticipazioni sulla nuova mostra

L’edizione 2020 di Aquileia Film Festival è stato articolato sulle due piazze antistanti la basilica: piazza Patriarcato e piazza Capitolo

Piero Pruneti (a sinistra) intervista Antonio Zanardi Landi e Orietta Rossini

È stata la conversazione di apertura dell’11.ma edizione di Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm, e il patrocino del Comune di Aquileia e il sostegno di Vini Jermann (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2020/07/27/al-via-l11-ma-edizione-di-aquileia-film-festival-2020-ma-attenzione-e-obbligatoria-la-prenotazione-gratuita-on-line-del-posto-ecco-tutto-il-programma-delle-cinque-serate/). Protagonisti Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis, che conversano con Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. A un mese di distanza dall’evento, la Fondazione Aquileia mette a disposizione la registrazione dell’incontro così da dare la possibilità a quanti non erano presenti ad Aquileia o non lo hanno seguito in streaming di “partecipare” alla conversazione.

La fondazione di Aquileia, il rapporto con Roma, la sua posizione strategica, il controllo del Norico; e poi la peste Antonina, nota anche come peste di Galeno, dal medico Galeno che la descrisse, una pandemia di vaiolo, o morbillo, o meno probabilmente tifo, propagata entro i confini dell’impero romano dai soldati dell’esercito di ritorno dalle campagne militari contro i Parti. Aquileia è tornata importante sotto il patriarcato ed è tornata ad avere una posizione strategica nella Grande Guerra. Non è un caso che davanti alla basilica troneggi la copia della Lupa capitolina, forse fusa con i cannoni della Grande Guerra, donata dal Comune di Roma a ringraziamento e riconoscimento del ruolo avuto dalla comunità aquileiese nel primo conflitto mondiale. E non è un caso che proprio nella basilica patriarcale sia stata “scelta” la salma del Milite ignoto che, partita proprio da Aquileia, sarà trasportata a Roma con un treno che attraverserà l’Italia. L’anno prossimo sarà il centenario del doloroso viaggio del Milite ignoto che Aquileia celebrerà con una mostra storica realizzata dalla Fondazione Aquileia con la curatela proprio di Orietta Rossini che, dopo aver seguito “con entusiasmo e partecipazione” (parole del presidente Antonio Zanardi Landi) la mostra “Aquileia 2.200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente” nei prestigiosi spazi dell’Ara Pacis a Roma (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/11/09/al-museo-dellara-pacis-di-roma-la-mostra-aquileia-2-200-porta-di-roma-verso-i-balcani-e-loriente-celebra-lanniversario-della-fondazione-della-colonia-roma/) di cui è direttore, ora, nel ruolo di responsabile dell’Archivio storico Capitolino, seguirà questo importante anniversario.

Al via la seconda edizione del Roselle Archeofilm: ecco tutto il programma serale a Roselle, e quello pomeridiano a Grosseto

L’anfiteatro romano di Roselle (Gr) ospita la seconda edizione del Roselle ArcheoFilmFestival

Al via la seconda edizione del Festival di cinema archeologico di Roselle. Premio “O. Fioravanti” dal 21 al 23 agosto 2020. Tre serate (alle 21.15) nella celebre area archeologica e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo Culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Di Roselle Archeofilm il direttore artistico è Dario Di Blasi, responsabile organizzativo Lorenzo Luzzetti, direttore editoriale Giuditta Pruneti, responsabile della comunicazione Giulia Pruneti, direttore di Archeologia Viva Piero Pruneti che cura le conversazioni. Ingresso libero e gratuito, prenotazione consigliata: per le proiezioni serali: maremmaarte@gmail.com, per le proiezioni pomeridiane: accoglienzamaam@gmail.com. Ogni sera degustazione di vini offerta da “I Lecci” e “La Selva”.

Il film “A la Dècouverte du Temple d’Amenhophis III / Alla scoperta del tempio di Amenhophis III” di Antoine Chènè

Maria Angela Turchetti

Ecco il ricco programma. Iniziamo con il programma serale nell’area archeologica di Roselle. Venerdì 21 agosto 2020, alle 21:15, apre il film “Alla scoperta del tempio di Amenophis III” di Antoine Chéné (Francia, 52’). A Luxor, i colossi di Memnone, segnano l’ingresso del maestoso tempio di Amenophis III. A partire dall’inizio degli anni 2000, una équipe internazionale ha ridato vita a questo tempio, di cui, a parte i due colossi, ben poco era rimasto visibile. Seguiamo, insieme a tutta la squadra di archeologi, le grandi tappe di questa impresa, filmata a partire dal 2004, e prendiamo dunque consapevolezza del carattere grandioso di questo tempio, costruito da un faraone durante il suo regno pacifico e prospero. Segue il film “Le acque segrete di Palermo” di Stefania Casini (Italia, 52’). Palermo cela nelle sue viscere un affascinante segreto: i qanat. Canali sotterranei scavati dall’uomo che raccolgono acque sorgive: le acque segrete di Palermo. Un sorprendente incrocio di culture aveva fatto di Palermo la capitale del Mediterraneo, dove l’acqua era la grande ricchezza, di cui restano le tracce visibili nelle architetture, nella toponomastica, nell’organizzazione urbanistica e nelle tecniche di ripartizione e gestione. Cosa è rimasto di questa cultura che sapeva incanalare, ridistribuire, celebrare l’acqua anche come valore estetico? Andiamo alla ricerca di queste testimonianze attraverso un affascinante viaggio dove l’acqua è la vera protagonista. Il documentario svela fra storia, scienza e leggenda le vie segrete dell’acqua. Attraverso il suo percorso costituito dalle opere dell’uomo che l’hanno scovata, incanalata e recapitata, vogliamo scoprire gli itinerari inconsueti che ci consegnano la testimonianza della ricchezza di scambi culturali fra le civiltà romana, araba e normanna. Chiude la serata la conversazione con Maria Angela Turchetti, direttore Area Archeologica Nazionale di Roselle.

Il prof. Pierfrancesco Callieri sul sito di Tol-e Ajori, a tre chilometri e mezzo da Persepoli

Sabato 22 agosto 2020, alle 21:15. Apre il film “Pavlopetri – Un tuffo nel passato” di Paul Olding (Inghilterra, 50’). Appena al largo della costa meridionale della Grecia continentale si trova la più antica città sommersa del mondo. Ha prosperato per duemila anni, il tempo che ha visto la nascita della civiltà occidentale. Un team di esperti utilizza tecnologie all’avanguardia per scoprire i secolari segreti del complesso di strade ed edifici in pietra che si trovano a meno di cinque metri sott’acqua. Segue il film “Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia e Raphaël Licandro (Francia, 26’). Sugli altopiani iraniani si trova la culla di una delle più grandi civiltà di costruttori dell’antichità: i Persiani. Qui hanno edificato un capolavoro di architettura: Persepoli. Fino a oggi si pensava che il sito si limitasse alla sua terrazza imponente, utilizzata dai re persiani solo qualche mese all’anno. Ma le recenti scoperte dell’archeologo italiano Pierfrancesco Callieri rivelano uno scenario completamente diverso, quello di una città tra le più ricche del mondo antico: un Eden tra le montagne persiane. Chiude la serata la conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Domenica 23 agosto 2020, alle 21:15. Apre in prima nazionale il film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier (Italia, Germania, 52’). Per la prima volta un documentario racconta gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.: un intervento di protezione civile voluto e sostenuto dall’imperatore Tito per soccorrere le popolazioni colpite dal disastro naturale e rilanciare le attività, la produzione e il commercio, la vita nella regione vesuviana. Segue l’assegnazione del Premio “O. Fioravanti” 2020. Quindi il film fuori concorso “Achille nell’isola di Skyros” di J.L. Gomez Merino (Spagna, 5’). Dalle raffigurazioni presenti nella ceramica greca a un’animazione realizzata con i più recenti programmi di grafica: cinque minuti per raccontare l’avventura di Achille nell’isola di Skyros, nascosto tra le figlie del re per evitare il suo destino di guerra e di morte, e poi scoperto e smascherato dall’astuto Ulisse. Per diventare infine l’eroe della guerra di Troia che tutti conosciamo. Chiude la conversazione con Giuliano Volpe, archeologo e scrittore, docente all’università di Bari.

Il film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan

Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 21 agosto 2020, alle 18:15, al polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27) di Grosseto. Il film “Sotto la sabbia” di Domingo Mancheño Sagrario (Spagna, 50’). La scoperta di alcuni disegni sulle pareti di una caverna vicino allo Stretto di Gibilterra ci parla di antiche colonizzazioni e della più importante città fenicia d’Occidente: Gadir. “Sotto la sabbia” riguarda alcune di queste scoperte, soprattutto il ritrovamento sorprendente dei sarcofagi fenici di Sidone. Gli archeologi ci parlano dei reperti riemersi dopo tremila anni, delle circostanze dei ritrovamenti, delle curiosità e della loro importanza storica. Sabato 22 agosto 2020, alle 18:15, al museo di Storia Naturale (str. Corsini 5) di Grosseto. Il film “Iceman Reborn” di Bonnie Brennan (Usa, 53’). Assassinato più di cinquemila anni fa, Otzi, la più antica mummia umana sulla Terra, è portata alla vita e preservata con la modellazione 3D. Adesso recentissime scoperte fanno luce non solo su questo misterioso uomo antico, ma sugli albori della civiltà in Europa.

Al via l’11.ma edizione di Aquileia Film Festival 2020: ma attenzione, è obbligatoria la prenotazione gratuita on line del posto. Ecco tutto il programma delle cinque serate

Per l’edizione 2020 di Aquileia Film Festival sarà artciolato sulel due piazze antistanti la basilica: piazza Patriarcato e piazza Capitolo

L’undicesima edizione di Aquileia Film Festival 2020 è ai nastri di partenza: la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia è in programma per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio e lunedì 3 agosto 2020, arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia che potranno ospitare 500 spettatori ciascuna: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ma per partecipare all’Aquileia Film Festival è obbligatoria la prenotazione gratuita del posto al link
https://www.fondazioneaquileia.it/it/aquileia-film-festival-2020-prenotazioni, compilando il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Ecco il programma.

Il film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia

Martedì 28 luglio 2020, alle 21. “Le tre vite di Aquileia”, film fuori concorso, di Giovanni Piscaglia (Italia, 60′, 2019, 3D Produzioni per Fondazione Aquileia). Un film che restituisce la complessità dell’eredità storica di Aquileia e la vitalità della grande città cosmopolita che fu nei secoli passati. Non solo storia anti­ca, la città viene raccontata fino ai giorni nostri indagando il modo in cui la storia è diventata oggetto di studio, scavo, musealizzazione e tutela. A guidarci nel viaggio gli interventi degli esperti e di chi quotidianamente lavora per valorizzare il suo patrimonio. Segue la conversazione con Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia, e Orietta Rossini, direttrice del Museo dell’Ara Pacis, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Mercoledì 29 luglio 2020, alle 21. “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier (Italia, Germania, 52’, 2019, produzione: Massimo My, consulenza scientifica: Ersilia D’Ambrosio. Per la prima volta un documentario racconta gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un intervento di protezione civile voluto e sostenuto dall’imperatore Tito per soccorrere le popolazioni colpite dal disastro naturale e rilanciare le attività, la produzione e il commercio, la vita. Segue la conversazione con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “Antico Presente” di Lucio Fiorentino (Italia, 19’, 2018, responsabile scientifico: Ludovico Solima, produzione: museo Archeologico nazionale di Napoli, produzione esecutiva: Transitans Film SRL. Una storia, uno o due personaggi a noi contemporanei, un sentimento universale, un capolavoro del museo. Un’opera della collezione del Mann “rivela” ad un personaggio il sentimento profondo che lo muove. L’arte del passato ritorna alla vita creando un ponte tra l’uomo dell’antichità e l’uomo del presente.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21. “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” (Italia viaggio nella bellezza) di Eugenio Farioli Vecchioli, Agostino Pozzi, Stefano Stefanelli (Italia, 52’, 2019, consulenza scientifica: Luca Peyronel, produzione: Rai Cultura. Un viaggio nell’archeologia italiana in Grecia, con il racconto degli scavi antichi e presenti, e delle sensazionali scoperte effettuate nell’isola di Creta e di Lemno. Una produzione che ripercorre oltre un secolo di vita della Scuola Archeologica Italiana di Atene in occasione dei 110 anni dalla sua nascita. Segue la conversazione con Giuliano Volpe, archeologo, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari, a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata “La storia dimenticata degli Swahili / L’histoire oubliée des Swahilis” di Raphael Licandro, Agnès Molia (Francia, 26’, 2018, consulenza scientifica: Peter Eeckhout, produzione: Tournez S’il Vous Plait Productions, lingua: italiano. Lungo la costa orientale dell’Africa, il popolo degli Swahili a lungo ha intrigato gli scienziati. Divennero musulmani molto prima dell’islamizzazione dell’Africa, e la loro lingua, lo swahili, è infusa con l’arabo. Si ritiene che in questa zona, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Venerdì 31 luglio 2020, alle 21. “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia, 53’, 2018, produzione: Sequana Media, lingua: italiano. Nel 1954 l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari. Alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o addirittura New York. Segue la conversazione con Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR, divulgatore scientifico, conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3 a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

Lunedì 3 agosto 2020, alle 21. “AQUILEIA MATER – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia”,
fuori concorso, a cura di: Maurizio Buora e Francesca Snidero  (Italia, coordinamento: Paola Treppo, 60’, 2019, produzione: Telefriuli per conto della Società Friulana di Archeologia. Un documentario arricchito da interviste a esperti e studiosi italiani, ma anche provenienti da Slovenia, Austria e Germania per comprendere la storia della antica città di Aquileia e la varietà delle relazioni con il mondo mediterraneo e continentale. Segue “Il Porto scomparso” di Luigi Zannini (Italia, 13’, 2020, autori: Pietro Spirito e Luigi Zannini, produzione: Rai FVG. Sulle tracce dell’antico porto tra Grado e Aquileia e della strada che collegava le due città.

Aquileia Film Festival: ecco il programma delle cinque serate, tutti i film e gli ospiti intervistati da Piero Pruneti. Ma attenzione: per accedere alle due piazze (Capitolo e Patriarcato) dove si tengono le proiezioni è obbligatoria la prenotazione on-line del posto a sedere

L’Aquileia Film Festival ha richiamato negli anni in piazza Patriarcato migliaia di appassionati

Piero Pruneti intervista Alberto Angela all’Aquileia Film Festival

Mancano due settimane, sarà martedì 28 luglio 2020, al via dell’undicesima edizione dell’Aquileia Film festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm e il patrocinio del Comune di Aquileia. Ma attenzione: quest’anno, nel rispetto delle normative previste dal Governo per gli spettacoli pubblici, sarà obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. La formula dell’Aquileia Film Festival è quella ormai rodata –  cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per cinque serate da martedì 28 a venerdì 31 luglio 2020 e lunedì 3 agosto 2020 –  arricchita di alcune novità per garantire la fruizione in piena sicurezza e nel rigoroso rispetto della normativa anti COVID-19 all’ampia platea di appassionati. Per la prima volta l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia, le quali potranno ospitare 500 spettatori per ogni piazza. Le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto –  di piazza Patriarcato. Ospiti delle serate e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma (28 luglio); Paolo Giulierini, direttore del Mann (29 luglio); Giuliano Volpe (30 luglio), ordinario di Metodologia della Ricerca archeologica; e per la serata conclusiva Mario Tozzi (31 luglio), conduttore di “Sapiens, un solo pianeta” su RAI3, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico. Tutte le serate, tranne lunedì 3 agosto, saranno trasmesse anche in streaming sul sito http://www.fondazioneaquileia.it

Antonio Zanardi Landi,
presidente della Fondazione Aquileia

Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma

Il Festival si apre martedì 28 luglio 2020 alle 21 con la proiezione di “Le tre vite di Aquileia”, il docu-film voluto dalla Fondazione Aquileia per far conoscere al  grande pubblico la storia millenaria della città divenuta patrimonio Unesco nel 1998 e realizzato da 3D Produzioni in collaborazione con Sky Arte e Istituto Luce Cinecittà, con la regia di Giovanni Piscaglia.  Piero Pruneti intervisterà Antonio Zanardi Landi, presidente della Fondazione Aquileia e Orietta Rossini, direttrice del museo dell’Ara Pacis di Roma, che aveva ospitato la prima nazionale del film in occasione della mostra “Aquileia 2200. Porta di Roma verso i Balcani e l’Oriente”.

Frame del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Pompei e il museo Archeologico nazionale di Napoli saranno i protagonisti della serata del 29 luglio 2020: alle 21 si parte con la proiezione del film “Pompei, dopo il disastro” di Sabine Bier , dove per la prima volta si raccontano gli avvenimenti immediatamente successivi all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.  A seguire la conversazione-intervista con Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, archeologo ed esperto di politiche per i beni culturali e in chiusura il cortometraggio “Antico Presente” di Lucio Fiorentino che mette in scena un dialogo emozionale tra alcuni visitatori e i capolavori del Mann.

Frame del film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Bari

Giovedì 30 luglio 2020, alle 21, il film “La Scuola Archeologica Italiana di Atene” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli ci porterà sull’isola di Creta e di Lemno  con il racconto degli scavi antichi e presenti. Ospite della serata Giuliano Volpe, archeologo, accademico italiano, ordinario di Metodologia della ricerca archeologica all’università di Bari e consigliere del ministro per i Beni e le Attività culturali. In chiusura il cortometraggio “La storia dimenticata degli Swahili” di Raphael Licandro ci porterà lungo la costa orientale dell’Africa dove si ritiene che, tra il X e il XV secolo, gli Swahili avessero costruito dozzine di opulente città in pietra.

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Mario Tozzi, primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico

Venerdì 31 luglio, alle 21, il docu-film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre ci trasporterà nel 1954 quando l’annuncio della costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari che furono smantellati in fretta e trasferiti. Protagonista della serata Mario Tozzi: dal 2019 conduce “Sapiens, un solo pianeta” su Rai Tre. Ha condotto “Fuori Luogo” su Rai1 (2014-2017), dopo aver condotto “Atlantide”, “Allarme Italia” (2011-2012) e “La Gaia Scienza” (con il Trio Medusa, 2009-2010) su La7. Primo ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, attualmente scrive su La Stampa di Torino, su Qui Touring e su Le Frecce. Ha collaborato con National Geographic, Newton, Natura, Oasis e Consumatori Coop.

Film Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero

La serata di lunedì 3 agosto 2020 sarà invece dedicata alle produzioni del Friuli Venezia Giulia con la proiezione alle 21 del documentario prodotto da Telefriuli per la Società friulana di Archeologia “Aquileia Mater – 2200 anni dalla fondazione di Aquileia” curato da Maurizio Buora e Francesco Snidero e a seguire del cortometraggio della Sede Rai FVG “Il porto scomparso” di Pietro Spirito e Luigi Zannini.

Firenze. A Tourisma la cerimonia di consegna del Premio Francovich: il pubblico ha indicato il museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno, i soci Sami l’area archeologica di Sant’Eulalia a Cagliari. Omaggio al regista italiano Edoardo Carlo Winspeare Guicciardi

Sul palco di Tourisma il presidente di Sami, Paul Arthur, e l’intera commissione: da sinistra, Pruneti, Visser, Degli Innocenti, Morandini, Pagano e Volpe (foto Graziano Tavan)

Un museo marchigiano, un’area archeologica sarda, un regista salentino d’adozione: sono loro i destinatari del Premio Francovich, il prestigioso riconoscimento che la SAMI (Società Archeologi Medievisti Italiani) conferisce al museo, parco o complesso archeologico che si sia distinto nelle modalità di comunicazione al grande pubblico dei propri contenuti. La cerimonia di proclamazione sabato 22 febbraio 2020 all’auditorium del centro congressi di Firenze, nell’ambito di Tourisma, il salone dell’archeologia e del turismo culturale. A rendere noti i vincitori è stato il presidente di Sami, Paul Arthur, docente Archeologia medievale all’università del Salento, che prima ha voluto rievocare la figura del grande medievista, Roberto Francovich. “Ricordo con nostalgia”, ha esordito il presidente, con una voce visibilmente emozionata, “quando, negli anni ’70, venni in Italia per iniziare a scavare nella villa romana di Settefinestre, fra Capalbio e Orbetello in Toscana, databile all’età tardorepubblicana, vicino a Cosa, una colonia romana fondata nel 273 a.C. Allora il mio direttore era Andrea Carandini. Ma già si parlava che lì vicino scavava un altro archeologo, medievalista, tal Roberto Francovich, che investigava le tracce medioevali sulle colline. C’erano dunque presenti a poca distanza tra loro due linee di lavoro in qualche modo parallele (per i metodi rigorosi adottati da entrambi) e su campi di studio cronologicamente legati tra loro, essendo uno il prosieguo dell’altro. Volli conoscerlo. E abbandonai l’archeologia classica per abbracciare l’archeologia medioevale che si può ben dire, se lo si è visto al lavoro, sia stato proprio Francovich a crearla sia a livello scientifico (adottando tutte quelle nuove tecnologie che potevano essere a supporto della ricerca) sia a livello conoscitivo, cercando fin da subito di rendere partecipe il pubblico dei risultati delle sue ricerche”.

Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami

Il Premio Francovich è nato nel 2013, e viene assegnato annualmente dalla SAMI per ricordare l’archeologo medievista Riccardo Francovich (1946-2007), fondatore della rivista Archeologia Medievale e ritenuto il principale esponente del gruppo di studiosi che in Italia hanno contribuito alla nascita di questa disciplina. Oltre al presidente Paul Arthur, fanno parte della Commissione giudicatrice del Premio Francovich: Eva Degl’Innocenti (direttrice museo Archeologico nazionale di Taranto), Francesca Morandini (responsabile Servizio collezioni e aree archeologiche dei musei civici d’Arte e Storia di Brescia), Fabio Pagano (direttore Parco archeologico dei Campi Flegrei), Piero Pruneti (direttore Archeologia Viva), Giuliano Volpe (docente Archeologia medievale all’università di Bari, già presidente SAMI), Anna Maria Visser (docente Museologia all’università di Ferrara). Una volta salita sul palco tutta la commissione, chiamata dal presidente Arthur, si è proceduto alla proclamazione dei vincitori.

La consegna del Premio Francovich a Tourisma: da sinistra, Andrea Staffa, Paul Arthur e Donatella Ferretti (foto Graziano Tavan)

Il premio del pubblico, su una rosa scelta e proposta dalla commissione giudicatrice, è andato al museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno (col 42,48 per cento delle preferenze dei 7580 votanti), come recita la motivazione, “per le innovative soluzioni espositive e comunicative adottate per favorire la conoscenza dello straordinario cimitero longobardo di Castel Trosino e di altri siti tardo antichi e altomedievali per sostenere lo sviluppo del territorio marchigiano attraverso la cultura”. A ricevere la targa dalle mani del presidente l’assessore alla Cultura di Ascoli Piceno, Donatella Ferretti, con fascia tricolore, che ha portato a Tourisma anche il Gonfalone della città. “Grazie per aver acceso con questo premio una luce su un territorio come il nostro ricchissimo di arte e storia, ma porta ancora le ferite del sisma del 2016”, ha commentato mostrando l’orgoglio di tutta la sua città. “Oggi questo premio ci stimola ulteriormente a valorizzare il nostro museo che è uno strumento di crescita”. E Andrea Staffa, archeologo e progettista dell’allestimento del museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno, con voce a tratti rotta dalla commozione, ha voluto ricordare “due persone che hanno dato tanto per questa istituzione e che ora non ci sono più: Lidia Paroli, storica direttrice del museo, e Giuliano De Marinis che ha contribuito alla riorganizzazione della rete museale marchigiana”.

Il museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno

Il museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno è composto principalmente dai corredi in oro di due delle circa 260 tombe longobarde scoperte nel 1893 presso la necropoli di Castel Trosino, in territorio ascolano. Sono esposti inoltre gli oggetti ritrovati nell’ultimo scavo. Oltre alle due tombe nel Museo sono esposti in alcune vetrine perimetrali gli oggetti ritrovati nell’ultimo scavo effettuato dalla Soprintendenza per i beni Archeologici delle Marche nel 2001. Tra questi uno splendido anello d’oro massiccio con incastonata una pietra azzurra raffigurante una coppia di buoi in bassorilievo.

A Tourisma la delegazione di Sant’Eulalia e la commissione Sami del premio Francovich (foto Graziano Tavan)

La consegno del premio Francovic all’area archeologica di Sant’Eulalia: don Marco sorregge la targa (foto Graziano Tavan)

Il premio dei soci Sami è stato conferito all’Area archeologica di Santa Eulalia, nel quartiere storico della Marina di Cagliari, che “consente un viaggio nella storia stratificata, eccellente esempio di collaborazione tra istituzioni e di fusione tra ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e sviluppo locale”. A ritirare il premio don Marco Lai, parroco di Sant’Eulalia, insieme a Giovanna Pietra, responsabile tutela archeologica della Sabap per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Don Marco ha ricordato “il contributo del vecchio parroco, don Mario Cucusi, e la preziosa collaborazione con la soprintendenza e l’università di Cagliari, che hanno permesso la scoperta e il recupero di un pezzo importante della città di Cagliari testimone dai punici al medioevo”. Accorato e partecipato l’intervento di Giovanna Pietra: “Noi archeologi della soprintendenza amiamo il proprio lavoro, contro ogni difficoltà o problema. E quando poi ci sono eventi come quello che stiamo vivendo oggi con il riconoscimento del premio Francovich, ci sentiamo ripagati per tutte le nostre fatiche e i nostri sacrifici. Ik premio ci gratifica e ci dice che siamo sulla strada giusta. Oggi il quartiere della Marina a Cagliari è uno di quelli più multietnici della città: lo scavi di Sant’Eulalia ci conferma che lo è sempre stato”.

L’area archeologica di Sant’Eulalia a Cagliari

L’area archeologica di Sant’Eulalia, situata sotto il rilievo su cui sorge la chiesa, gode di una stratificazione architettonica di epoche che vanno dall’età punica e romana repubblicana, passando per il medioevo, fino ai giorni nostri. I reperti archeologici vennero scoperti nel 1990 proprio grazie a lavori di restauro eseguiti nella chiesa. Il complesso archeologico gode di una stratificazione architettonica di epoche che vanno dall’età punica e romana repubblicana, passando per il medioevo, fino ai giorni nostri. Il sito archeologico di Sant’Eulalia è uno scorcio dal quale sono visibili molti elementi caratterizzanti la civiltà Romana nella città di Cagliari, illustrando l’estrazione della materia prima per l’edilizia, l’efficienza della loro rete idrica e fognaria, il loro culto religioso, con il tempietto ed i tesori che erano custoditi al suo interno, la rete stradale e l’abitazione privata, casa e rifugio. Di un periodo storico più tardo, presumibilmente altomedievale, sono le mura che percorrono l’antica strada, probabilmente erette a difesa dalle continue scorribande vandaliche, e successivamente saracene, che coinvolsero l’isola durante la caduta dell’impero romano. Sempre medievali anche degli ambienti in cui sono conservate delle vasche abbeveratoi per animali. Di periodo più tardo è la cripta della stessa chiesa risalente presumibilmente al XVIII secolo.

Il direttore di fotografia Paolo Carnera riceve il premio Francovich per conto del regista Edoardo Carlo Winspeare Guicciardi (foto Graziano Tavan)

Infine la giuria del Premio “Francovich” ha assegnato un riconoscimento speciale al regista italiano Edoardo Carlo Winspeare Guicciardi per la sua opera di divulgazione delle tradizioni medievali (in particolare con i film Pizzicata e Filia Solis) e per il suo attivismo a favore della cultura e del paesaggio. Il premio è stato ritirato dal direttore della fotografia Paolo Carnera, perché il regista ha dovuto rientrare urgentemente per motivi di famiglia.

A Firenze al via TourismA, il salone di Archeologia e Turismo culturale: in 3 giorni 350 relatori e oltre 30 convegni. Ecco alcuni appuntamenti da non perdere

L’auditorium stracolmo di appassionati per TourismA (foto Giuseppe Cabras)

Il conto alla rovescia sta per scadere. Venerdì 21 febbraio 2020, alle 9, all’auditorium del Centro congressi di Firenze, con l’intervento di Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi, al convegno Save Art dedicato al cinquecentenario di Raffaello, apre come da tradizione TourismA 2020, dal 21 al 23 febbraio 2020, l’evento espositivo e congressuale dell’anno a firma Archeologia Viva dedicato ai beni culturali: E come da tradizione sarò anche quest’anno Alberto Angela, domenica 23 febbraio pomeriggio, a concludere il grande evento fieristico. In tre giorni circa 350 relatori interverranno in oltre 30 convegni su temi che spaziano dalle grandi scoperte archeologiche alle proposte di valorizzazione di musei, monumenti e parchi, dall’arte all’ambiente, dalle città murate ai siti Unesco, ai nuovi itinerari, alle tecnologie d’avanguardia, al cinema. Tanti gli ospiti particolari di cui è confermata la partecipazione: Andrea Carandini, Louis Godart, Giuliano Volpe, Pupi Avati, Mario Tozzi, Edoardo Winspeare, Giorgio Ieranò, Eva Cantarella, Philippe Daverio, gen. Roberto Riccardi, Valerio Massimo Manfredi, Vittorio Sgarbi…

Il salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze ospita l’anteprima di TourismA (foto Valerio Ricciardi)

Anteprima, che è un po’ inaugurazione un po’ presentazione, nel Salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze, Giovedì 20 febbraio 2020, alle 20. Interverranno: Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Firenze; Giuliano Volpe, del Consiglio Superiore per i Beni culturali e paesaggistici del MiBACT; Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e TourismA. Maria Angela Turchetti, etruscologo, della direzione regionale Musei della Toscana, parlerà di “Benvenuti in Toscana, terra degli Etruschi”. Ingresso libero (senza prenotazione). Palazzo Vecchio sarà aperto dalle 19.30 (entrata lato via dei Gondi). L’ambiente monumentale non è riscaldato. Durata dell’evento: un’ora circa.

La locandina della mostra “Raffaello” alle Scuderie del Quirinale dal 5 marzo al 2 giugno 2020

Il programma. Venerdì 21 febbraio 2020. In Auditorium (9-13.15), “SAVE ART 2020” Che bellezza. Raffaello, l’armonia e i suoi contrari, a cura di Art e Dossier in collaborazione con Giunti T.V.P. Editori. Nel quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio (1483-1520) ¬– il pittore più frequentemente associato ai concetti di grazia, armonia e bellezza – Save Art propone una riflessione su alcune questioni connesse al tema: il canone e l’accademia come modelli imprescindibili, il piacere di prescindere da quei modelli, il disinteresse per ogni possibile canone, e infine… brutto è bello? Introduce Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e “tourismA”, coordina Claudio Pescio direttore editoriale Art e Dossier.

Foto di gruppo della missione di scavo italo-egiziana EIMAWA 2019 (foto università di Milano)

Sempre venerdì 21 febbraio, ma in Sala Onice (9.30-12.45), “ITER” Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero, a cura di Ettore Janulardo, della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’Università di Firenze. Alle 9.30, i saluti di Piero Pruneti e l’introduzione di Ettore Janulardo; 10, Livio Zerbini, missione archeologica dell’università di Ferrara in Georgia e Romania, “Dalla Colchide alla Dacia di Traiano”; 10.20, Lorenza Manfredi, missione archeologica del Cnr in Marocco-Algeria, “Fabulosissimum Atlantem: presente e futuro delle ricerche sulle miniere e gli itinerari antichi nel Maghreb”; 10.40, Daniele Morandi Bonacossi, missione archeologica dell’università di Udine nel Kurdistan iracheno, “La Mesopotamia del nord fra impero assiro e Alessandro Magno. Ricerche nel Kurdistan iracheno”; 11, pausa; 11.50, Oliva Menozzi, Eugenio Di Valerio, Maria Giorgia Di Antonio, Luca Cherstich, missione archeologica dell’università di Chieti a Cipro, in Egitto e Libia, “Archeologia a rischio, monitoraggio e sostenibilità”; 12.10, Giovanni Salmeri e Anna Lucia D’Agata, missione archeologica dell’università di Pisa e del Cnr in Turchia, “Archeologia di una città di frontiera tra Anatolia e Siria: Misis (antica Mopsouhestia) in Turchia sud-orientale”; 12.30, pausa; 14:15 (in Auditorium), Patrizia Piacentini Missione archeologica italo-egiziana dell’università di Milano in Egitto, “Ultime dall’Egitto. Le mummie di Assuan: l’anello mancante”. E poi venerdì, si apre un articolato capitolo sugli Etruschi. In Sala 4 (9-14): VIE ETRUSCHE IN TOSCANA, presentazione di percorsi culturali e turistici del costituendo Prodotto Turistico Omogeneo regionale “Toscana Terra Etrusca” – Convegno e Workshop, a cura di Toscana Terra Etrusca(34 Comuni toscani già all’interno del Distretto Etruria Meridionale – capofila Comune della Città di Chiusi), contributi e collaborazioni: Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Comitato Scientifico TTE, Direzione regionale Musei della Toscana; in sala 9 (9.30-13): MARE ETRUSCO, La Corsica nel contesto del Tirreno antico, a cura di Jean Castela, direttore INEACEM – Corsica, e Simona Rafanelli, direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia; in Sala 9 (14-15.30): ARCHEOLOGIA GROSSETANA, Excursus fotografico dall’archivio della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena Grosseto Arezzo.

Il prof. Giuliano Volpe dell’università di Foggia

Seconda giornata, sabato 22 febbraio 2020. All’Auditorium (8.30-12.20), ARCHEOLOGIA AL FUTURO, esperienze di Archeologia Pubblica in Italia, a cura di Giuliano Volpe dell’università di Foggia, responsabile del Progetto di rilevante interesse nazionale “Archeologia al futuro”. Alle 8.30, i saluti di Piero Pruneti (Archeologia Viva), e introduzione di Giuliano Volpe; 9, Guido Vannini, Michele Nucciotti (università di Firenze), “Archeologia pubblica e territorio. Tra Toscana e Giordania”; 9.20, Daniele Manacorda, Valeria Di Cola (università di Roma Tre), “Alla scoperta del primo miglio della via Appia”; 9.40, Alexandra Chavarria, Gian Pietro Brogiolo, Francesca Benetti, Clemente Santacroce (università di Padova), “Ritorno al futuro: per un’archeologia partecipata, democratica e sostenibile”; 10, Marco Milanese, Pier Giorgio Spanu, Fabio Pinna (università di Sassari e università di Cagliari), “L’isola dell’archeologia. Dalla Sardegna un impegno contro lo spopolamento e la crisi”; 10.20, Enrico Zanini, Franco Cambi, Marco Valenti (università di Siena), “Non petrolio ma energia rinnovabile. Come l’Archeologia Pubblica promuove lo sviluppo”; 10.40, pausa; 11.30, Mario Tozzi CNR, presidente Parco regionale dell’Appia antica, conduttore televisivo, “Raccontare la ricerca annoia? Come stimolare la partecipazione”; 11.50, Andrea Carandini, presidente nazionale FAI e Daniele Manacorda, università di Roma Tre, dialogano con Giuliano Volpe autore del libro “Archeologia pubblica. Metodi, tecniche, esperienze” (Carocci 2020). Segue, sempre in Auditorium (12.20-13.15), proclamazione del PREMIO “RICCARDO FRANCOVICH, a cura della Sami (Società archeologi medievisti italiani), presiede Paul Arthur presidente Sami e docente all’università del Salento: premiazione musei-siti vincitori 2020: Museo dell’Alto Medioevo di Ascoli Piceno e Complesso archeologico di Sant’Eulalia a Cagliari; premio speciale al regista Edoardo Winspeare per la divulgazione delle tradizioni medievali tramite il cinema (Pizzicata, Filia Solis) e per il suo attivismo a favore di cultura e paesaggio. Omaggio all’antica danza popolare della Terra d’Otranto.

Il cosiddetto Tesoro, uno dei simboli di Petra, che per primo si svela alla vista dei turisti

La magia del parco archeologico dell’Antico Porto di Classe (Ravenna) al calar del sole

I resti dell’anfiteatro romano di Burnum in Croazia

Tra archeologia e turismo l’appuntamento in Sala Onice (10-17), VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA, rassegna di itinerari turistico-culturali, a cura di TRAVELMARK – Comunicazione per il turismo: alle 10.20, FRANCIA E SPAGNA, a cura di Kailas, Elisa Bianchi e Andrea De Pascale archeologi, “In viaggio con l’archeologo tra Francia e Spagna: dalle grotte preistoriche ai castelli”; 11.10, THAILANDIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “L’antico Regno del Siam”; 12, PAKISTAN E GIORDANIA, a cura di Azalai Travel Design, Chiara Marcotulli archeologa, “Dalla Via della Seta alla Via dell’Incenso: in Pakistan e Giordania con l’archeologa”; 12.50, pausa; 13.40, ROMAGNA, a cura di Visit Romagna, Chiara Astolfi direttore Visit Romagna, Sergio Fioravanti direttore Fondazione RavennAntica – Parco Archeologico di Classe, Giacomo Costantini assessore al Turismo Comune di Ravenna, Riccardo Pattuelli assessore al Turismo Comune di Comacchio; 14.30, CROAZIA, a cura di Parco Nazionale del Krka (Croazia), Joško Zaninović direttore Museo Archeologico di Puljane, Alessandro Campedelli ricercatore DiSCI – Università di Bologna, “L’anfiteatro romano di Burnum: dall’archeologia alla ricostruzione virtuale”; 15.20, TURCHIA, a cura di I Viaggi di Maurizio Levi, Dante Bartoli archeologo, “Turchia Orientale: in Anatolia tra siti classici e islamici, armeni e siriaci”; 16.10, ALGERIA, EGITTO, a cura di Agenzia Viaggi Rallo / I Viaggi di Archeologia Viva, Roberta Petrilli archeologa, “Algeria: dalle città romane alla pentapoli mozabita. Egitto: sulle orme di Belzoni”.

Il manifesto dell’edizione 2020 di Firenze Archeofilm

XVI incontro di Archeologia Viva (sempre in auditorium). Prima parte venerdì pomeriggio (14-18): si inizia alle 14.15, con Patrizia Piacentini (che chiude anche la sezione di Iter sulle missioni italiane all’estero); 14.45, Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’università di Trento, “Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia antica”; 15.15, Ghjuvan-Guido Talamoni, presidente Assemblea della Corsica, “Un saluto dalla Corsica etrusca”; 15.30, pausa; 16.30, Dario Di Blasi, direttore artistico di FIRENZE ARCHEOLFILM, Giuditta Pruneti direttore editoriale, presentazione Festival internazionale del cinema di Archeologia Arte Ambiente 2020; 16.45, Jacopo Tabolli, funzionario archeologo Soprintendenza ABAP di Siena, “HINTHIAL. Un nuovo luogo sacro all’ombra di San Gimignano”; 17.15, Andro Krstulovic-Opara, sindaco di Spalato, “Spalato 1700 anni: dal palazzo di Diocleziano alla città”, introduce Miljenko Domijan presidente Consiglio Nazionale per i Beni culturali della Croazia.

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi (foto Graziano Tavan)

L’archeologo accademico Louis Godart (foto Graziano Tavan)

XVI incontro di Archeologia Viva, sabato 22 febbraio 2020, seconda parte (14-18). Si inizia alle 14, Giorgio Murru, coordinatore scientifico Museo Zapata di Barumini e direttore Museo dei Menhir di Laconi, “Spiriti e Dei nella statuaria preistorica della Sardegna”, apertura e chiusura al suono delle launeddas del maestro Luigi Lai; 14.30, Vittorio Sgarbi presidente MART, “Il fenomeno “arte” nella vicenda umana. Dedicato a Sebastiano Tusa”; 15, Eva Cantarella scrittrice, “Gli inganni di Pandora: l’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica”; 15.30, pausa; 16.10, Donato Coppola, museo Civiltà preclassiche Murgia meridionale – Ostuni (Br), “La grotta di Santa Maria di Agnano a Ostuni nella sua storia millenaria”; 16.30, Louis Godart accademico dei Lincei, “Viaggio nel Mediterraneo antico: da Minosse a Omero”; 17, Eugenio Giani storico e presidente Consiglio Regionale della Toscana, “Magnus Dux Etruriae: gli Etruschi e Cosimo I de’ Medici”; 17.30, Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore, “Malta: viaggio nell’Isola dei Giganti”.

L’auditorium del Palacongressi di Firenze stracolmo per Tourisma, il salone di Archeologia e Turismo culturale (foto Graziano Tavan)

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Graziano Tavan)

Alberto Angela accolto tra gli applausi al Palazzo dei Congressi (foto Giuseppe Cabras)

XVI incontro di Archeologia Viva, domenica 23 febbraio 2020, terza parte (8.45-18). Si inizia con tre film a cura di Rai Cultura (8.45-10.30): “La falsa bellezza: Rai Storia racconta la storia del falso”, proiezione estratto del ciclo di Rai Storia dedicato al falso in arte e in archeologia “La vera storia del falso”. Introduce Giuseppe Giannotti vicedirettore Rai Storia. Interviene: Marcello Barbanera docente di Archeologia alla Sapienza Università di Roma. “1909-2019: 110 anni di archeologia italiana in Grecia. Rai Storia racconta la Scuola Archeologica Italiana di Atene”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “A scuola di archeologia. 110 anni di ricerca italiana in Grecia” di Eugenio Farioli Vecchioli, regia Agostino Pozzi e Stefano Stefanelli, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Eugenio Farioli Vecchioli, autore e capo progetto Rai Cultura. Interviene: Emanuele Papi, direttore Scuola Archeologica Italiana di Atene. “Gli italiani a Abu Simbel: da Belzoni a Gazzola. Rai Storia racconta l’Egittologia italiana”, proiezione estratto dal documentario di Rai Storia “Nella terra dei Faraoni. L’avventura dell’egittologia italiana” di Marta Saviane, consulenza scientifica Luca Peyronel. Introduce Luca Peyronel, docente di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino oriente Antico all’Università degli Studi di Milano. Infine: Rai Storia e i nuovi progetti 2020 sul patrimonio culturale archeologico- Alle 10.30, Lorenzo Nigro, direttore Missione Archeologica in Palestina & Giordania, “Gerico. La rivoluzione della preistoria”; 11, pausa; 11.45, Paolo Giulierini, direttore MANN, “Preistorici, Etruschi e Romani: il MANN si fa in tre…”; 12.15, Pupi Avati regista, “Su Dante e per Dante: il film che mancava…”, interviene Dario Nardella sindaco di Firenze; 13, pausa; 14.30, Roberto Pisoni direttore Sky Arte, “Sky porta l’arte al cinema”: “Botticelli e Firenze. La nascita della bellezza”, “Raffaello”, “Pompei. Eros e mito”; 14.45, presentazione e proiezione di “Le tre vite di Aquileia” realizzato da Sky Arte – 3D Produzioni e Istituto Luce-Cinecittà, regia Giovanni Piscaglia. Introduce Antonio Zanardi Landi presidente Fondazione Aquileia; 16, pausa; 16.30, Alberto Angela, divulgatore scientifico e scrittore. Intervista “a tutto campo” a cura di Piero Pruneti.

A quarant’anni dalla prima esperienza, torna a Verona il grande cinema archeologico grazie ad Archeologia Viva con Verona Archeofilm: nove titoli e l’incontro con Francesca Ghedini

L’affaccio del museo archeologico di Verona a strapiombo sul teatro romano (foto Graziano Tavan)

La presentazione di Verona Archeofilm: da sinistra, il direttore artistico Dario Di Blasi, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, e il direttore artistico di Schermi d’Amore Paolo Romano (foto Graziano Tavan)

Trentatré anni dopo l’ultima edizione (patrocinata dalla Regione Veneto) e quarantaquattro anni dopo la prima edizione (a cadenza biennale) partita quasi in sordina al teatro Romano di Verona, torna nella città di Giulietta il grande cinema archeologico con il Verona Archeofilm, che si è concretizzato grazie ad Archeologia Viva / Firenze Archeofilm, che ha fornito il supporto scientifico, e al Comune di Verona / Area Cultura e Turismo, che ha garantito il supporto tecnico-logistico. Il risultato è – per quest’anno – un mini-festival cinematografico di Archeologia, Arte e Ambiente con nove titoli per una giornata tra passato e presente. E con un impegno, ribadito dal direttore artistico Dario Di Blasi, dall’assessore alla Cultura e Turismo Francesca Briani, e da Margherita Bolla direttore del museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, che a questa prima edizione – una sorta di anteprima-assaggio – già dall’anno prossimo avrà una durata più consona a un festival cinematografico – almeno tre giorni – e una location prestigiosa, cioè quel teatro Romano che questo festival l’ha visto nascere quasi mezzo secolo fa. E così il Verona Archeofilm si viene a inserire a pieno titolo nella Città di Verona, “il cui tessuto archeologico”, sottolinea l’assessore Briani, “è il principale scenario urbano e rappresenta da sempre la sua più forte attrattiva culturale e turistica. Il nuovo e prestigioso appuntamento – continua – va ad aggiungersi ai due Festival storici di Verona dedicati al cinema, e cioè Schermi d’Amore, che ha riaperto i battenti proprio quest’anno dopo otto anni di assenza, e Corti per Piccoli, che tra pochi mesi festeggerà i primi vent’anni di attività”. Sull’opportunità di proporre il Verona Archeofilm in una location prestigiosa e più attinente ai contenuti proposti interviene anche il direttore artistico di Schermi d’Amore, Paolo Romano: “Ricordo ancora le prime edizioni al teatro Romano: c’era un’atmosfera speciale”.

La locandina della prima edizione di Verona Archeofilm al teatro Ristori di Verona

Il teatro Ristori di Verona

Tutto in una giornata: nove film e un incontro speciale. Appuntamento al teatro Ristori di Verona martedì 22 ottobre 2019, con due sezioni: una pomeridiana, dalle 16.30; l’altra serale, dalle 21. Ingresso libero. “Sono particolarmente contento poter riportare a Verona il grande cinema archeologico che proprio da questa città ha mosso i primi passi”, spiega il direttore artistico Dario Di Blasi. “La rassegna veronese alla fine degli anni ’70 del secolo scorso fu tra le prime del genere a livello europeo: solo Parigi era partita un anno prima. E poteva contare, tra gli organizzatori, personaggi come Valerio Massimo Manfredi e Giuseppe Orefici, archeologi e comunicatori che negli anni sarebbero diventati famosi mostrando tutto il loro valore”. La formula scelta per Verona Archeofilm è quella classica di Firenze Archeofilm, dal cui archivio Dario Di Blasi ha scelto i film a carattere storico-archeologico tra i migliori a livello mondiale presentati alla rassegna internazionale fiorentina che fa da capofila al festival diffuso per la valorizzazione dei territori locali. “L’antica Pompei, i misteri di Tutankhamon, il labirinto del Minotauro, i secoli bui del Medioevo, la battaglia di Canne, i segreti di Verona sotterranea”, riassume Di Blasi, “sono alcuni dei grandi temi che sfileranno sullo schermo del teatro Ristori”. E nel tardo pomeriggio, all’interno della programmazione filmica, ci sarà l’incontro speciale con l’archeologa classica Francesca Ghedini, professore emerito dell’università di Padova, che parlerà di “Verona e non solo: architettura e potere nel mondo romano” intervistata da Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva.

Il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas

Francesca Ghedini (università di Padova)

Visita guidata all’area archeologica di Corte Sgarzerie a Verona

Il programma di martedì 22 ottobre 2019. Sezione del pomeriggio, dalle 16.30 alle 19. Apre il film “Malagne gallo-romana” di Philippe Axell (Belgio, 18′). L’Archeopark di Malagne è sorto intorno ai resti di un’imponente villa gallo-romana ed è impegnato nella rievocazione del passato. Ecco come dopo anni di studio, le terme di Malagne sono state ricostruite e “restituite” dal computer. Segue “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero / Toutankhamon, les secrets du pharaon: un roi guerrier” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50′). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e più studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte inestimabile di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero per gli archeologi. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o venne ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Alle 18, incontro/intervista con Francesca Ghedini, professore emerito di Archeologia all’università di Padova, su “Verona e non solo: architettura e potere nel mondo romano”. Segue il film “Alla scoperta di Verona sotterranea. Il sito archeologico di Corte Sgarzerie” di Davide Borra (Italia, 15′). I resti romani dell’imponente Capitolium di Verona vengono descritti grazie al racconto in prima persona di Scipione Maffei in costume d’epoca. La descrizione dell’area archeologica di Corte Sgarzerie passa attraverso una complessa stratificazione architettonica. Il video è frutto di un grande lavoro di computer grafica e ricostruzioni virtuali. Quindi “Apud Cannas”, regia e supervisione 3D di Francesco Gabellone (Italia, 16′). La battaglia di Canne, la “battaglia per eccellenza”, studiata dai militari di ogni tempo per una strategia bellica che ha fatto scuola, viene da molti descritta con notevoli differenze di vedute. In questo film animato, su base 3D, lo studio diretto delle fonti viene coniugato con l’uso delle tecnologie per la rappresentazione e la comunicazione di quegli eventi, i protagonisti, le condizioni politiche e sociali di contesto. Chiude il pomeriggio il film “Vivere tra le rovine / Living amid the ruins” di Isılay Gürsu (Turchia, 14′). Il film esamina la complessa relazione tra archeologia e società contemporanea, concentrandosi su come le comunità che abitano vicino ai siti archeologici siano influenzate dal contesto in cui vivono. Il cortometraggio conduce lo spettatore nell’antica regione della Pisidia, sulla catena montuosa del Tauro nel sud-ovest della Turchia.

Una scena del film “Creta, il mito del Labirinto / Crète, le mythe du Labyrinthe” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia

Il programma della sera, dalle 21 alle 23. Apre il film “Creta, il mito del Labirinto / Crète, le mythe du Labyrinthe” di Mikael Lefrançois, Agnès Molia (Francia, 26′). Creta, tra il 3000 e il 1400 a.C., fu la culla della prima grande civiltà del mondo greco: i minoici. Primo popolo europeo a padroneggiare la scrittura, hanno costruito sontuosi edifici dall’architettura complessa e monumentale. I miti greci sono stati a lungo sfruttati per spiegare queste strutture, fino ai recenti scavi che hanno infine portato alla decodificazione di questi edifici. Segue il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52′). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Quindi il film “Alla ricerca dei secoli bui / W poszukiwaniu Sredniowiecza” di Jakub Stepnik (Polonia, 8′). Il film è la storia del lavoro degli archeologi che hanno scavato la fortezza medievale di Kłodnica, nella Polonia orientale. Un’opportunità per narrare la bellezza della professione dell’archeologo e l’intimità del contatto con i reperti che tornano fra le mani dopo mille anni. Chiude la prima edizione di Verona Archeofilm “La casa di Giulio Polibio a Pompei” di Alessandro Furlan (Italia, 12′). La casa di Giulio Polibio rivive oggi grazie alla messa in video di un grande studio interdisciplinare coordinato dal Laboratorio di Ricerche Applicate della Soprintendenza Archeologica di Pompei sulla base dei diari di scavo della casa, stilati negli anni ’70, e di altri dati analitici e sperimentali.