Cividate Camuno (Bs). Alla seconda edizione del Civitas Camunnorum Archeofilm il pubblico assegna il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro si è aggiudicato il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” per il film più votato dal pubblico al termine delle tre serate della seconda edizione di Civitas Camunnorum Archeofilm, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno e Assocamuna: film, talk e anche uno spettacolo teatrale in una location d’eccezione come il Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs).

Tra gli ospiti d’onore Serena Solano, direttrice del Parco che ospita l’evento e funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP Bergamo e Brescia che ha annunciato l’assegnazione dell’European Heritage Award 2026 al progetto Intorno a Minerva riconoscendone il valore nell’ambito delle iniziative culturali e rapporti interculturali tra fedi diverse.

Ad aprire la manifestazione Umberto Tecchiati docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi che ha parlato alla platea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente nella Preistoria e nel mondo attuale. Mentre la serata finale ha visto sbarcare al Parco archeologico anche il teatro con la famosa “Batracomiomachia: la battaglia dei topi e delle rane” applaudita a scena aperta dal pubblico. In scena Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni.

Il premio della giuria popolare è andato dunque al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Il film guida il pubblico nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto dove si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni.
Parre (Bg). All’Antiquarium apre “Orobia” con il convegno “Abitare in montagna nell’età del Ferro. Le case alpine tra ricerca e valorizzazione”, dedicato a Raffaella Poggiani Keller, figura cardine nelle ricerche dell’Oppidum degli Orobi. Ecco il programma
Sabato 30 agosto 2025, alle 10, all’Antiquarium di Parre (Bg), in piazza San Rocco, la settimana edizione di “Orobia” apre con il convegno “Abitare in montagna nell’età del Ferro. Le case alpine tra ricerca e valorizzazione”, dedicato alla dott.ssa Raffaella Poggiani Keller, figura cardine nelle ricerche dell’Oppidum degli Orobi e nella sua valorizzazione. Il convegno ripercorrerà la storia di queste particolari abitazioni attraverso esempi dalla Lombardia, dal Trentino Alto Adige e dal Veneto, con novità dagli scavi archeologici, risultati delle ricerche e ricostruzioni per finalità didattiche ed educative rivolte ai diversi tipi di pubblico. Il programma. Dopo i saluti istituzionali, intervengono: Maria Gioia Migliavacca (università di Verona) su “La casa alpina: caratteristiche funzionali e convenzioni culturali”; Umberto Tecchiati (università di Milano) su “La Casa delle Botti e delle Ruote: scavo di un edificio incendiato del V sec. a.C. nella piana di Rosslauf a Bressanone (Bz)”; Cinzia Bettineschi (università telematica Pegaso), Luigi Mognini (università Ca’ Foscari Venezia) su “Spazi abitati, spazi vissuti: la casa al Bostel tra quotidianità, identità e costruzione sociale”; Serena Solano (Sabap di Bergamo e Brescia) su “Di pietra e di legno: abitare in Valcamonicatra età del Ferro e romanizzazione”; Riccardo Mantoan e Mattia Pizzighello (Nea Archeologia soc. coop.) su “La casa alpina: la ricostruzione della struttura C2 del Bostel di Rotzo (Vi)”.
Cividate Camuno (Bs). Al museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, nell’apertura serale, presentazione del libro e del progetto “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” (Sap libri)
Venerdì 1° settembre 2023, il museo Archeologico nazionale della Valle Camonica di Cividate Camuno (Bs) sarà aperto dalle 19 alle 23. In occasione di questa apertura straordinaria del Museo alle 20.30 si terrà l’evento “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” (Sap libri). La presentazione del libro e del progetto saranno a cura di Carlo Cominelli (Coop. Soc. K. Pax Breno) e di Serena Solano (soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia).

Copertina del libro (e progetto) “Intorno a Minerva” (Sap libri)
Il libro “Intorno a Minerva”, disponibile in open access sul sito www.saplibri.it, raccoglie i contributi del convegno “Intorno a Minerva. Il contatto culturale fra mondo antico e contemporaneità” tenutosi a Breno (BS) il 16 ottobre 2021 per celebrare la ricorrenza dei 35 anni della scoperta del santuario di Minerva svoltosi in coincidenza con i 10 anni della firma ufficiale del progetto pubblico e locale di micro accoglienza diffusa per i profughi dell’Emergenza Nord Africa in Valle Camonica. Al di là della contingenza cronologica delle due ricorrenze, diversi sono i fattori che hanno ispirato una particolare esperienza di collaborazione fra enti apparentemente molto distanti: da una parte la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia che si occupa della tutela del patrimonio culturale e archeologico nel territorio, dall’altra la Cooperativa Sociale K-Pax con il suo ruolo di gestore del Sistema di Accoglienza e Integrazione per il Comune di Breno in collaborazione con altre municipalità della Valle Camonica. Sul territorio di Breno è dal 2007 aperto al pubblico il parco archeologico del Santuario di Minerva in località Spinera. Un bene di straordinaria rilevanza archeologica, collocato in un suggestivo e unico contesto paesaggistico. Non solo una propaggine della Civitas Camunnorum più a Valle, ma anche un luogo dove si coglie in maniera esemplare il contatto tra la cultura camuna e quella romana durante le fasi di romanizzazione delle terre alpine. Sotto il segno della splendida statua di Minerva, fortuitamente scoperta 35 anni fa, si sviluppa una narrazione di grande importanza sull’incontro tra culture in antico. Culture diverse che si incontrano, dialogano, forse confliggono ed infine proseguono nel tempo la loro storia avvicinandosi sempre di più. Un moto dal respiro storico e dalle tempistiche doverosamente distribuite negli anni e nei secoli. Un percorso che a questo punto entra nel vivo nei temi della contemporaneità: nel Comune di Breno la Cooperativa Sociale K-Pax che cerca strumenti nel mondo di oggi per promuovere l’incontro tra culture diverse, capirne i tempi, i ruoli degli attori impegnati, i rischi e le opportunità. Incontro di culture, che in questa sede viene focalizzato in un suo particolare aspetto: il contatto.









Una giornata di studi sugli edifici di spettacolo degli antichi romani. Appuntamento giovedì 27 ottobre 2022, dalle 9 alle 17.30, al Palazzo della Gran Guardia in piazza Bra a Verona, con “L’ARENA E GLI ALTRI. Teatri e anfiteatri romani tra ricerca tutela e valorizzazione”. L’evento, promosso da Comune di Verona e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona, è aperto alla partecipazione in presenza senza prenotazione o si può seguire in streaming sul canale YouTube de I MUV – I Musei di Verona 











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