Cabras (Or). Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna vince il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, chiuso con la consegna del premio “Archeociak. Raccontami la storia” e del premio “Firenze Archeofilm 2026”

Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” del regista Antonio Sanna (Italia, 49’) ha vinto il premio del pubblico del Sardegna Archeofilm Festival, manifestazione organizzata dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva – Giunti Editore. Dal 30 giugno al 5 luglio 2026, il Sardegna Archeofilm Festival ha trasformato il nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” in una sala cinematografica sotto le stelle, proponendo documentari italiani e internazionali, incontri con registi, archeologi e studiosi e approfondimenti dedicati al rapporto tra ricerca, cinema, memoria e territorio. Dalla preistoria europea alle grandi città dell’antica Cina, dalle civiltà dell’America meridionale alle tradizioni popolari italiane, fino alle storie dell’archeologia e del patrimonio della Sardegna, le opere presentate hanno mostrato la capacità del cinema documentario di rendere accessibili temi complessi senza rinunciare al rigore scientifico. Con la premiazione dei giovani partecipanti ad Archeociak, il riconoscimento dedicato a Carlo Tronchetti, il voto del pubblico e il racconto del viaggio internazionale dei Giganti, la serata conclusiva ha riassunto le diverse anime della manifestazione: divulgazione, formazione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio.
Il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna, dedicato a una figura fondamentale dell’archeologia a lungo rimasta lontana dai riflettori, restituisce visibilità e riconoscimento a un protagonista della storia della Sardegna, autore fin da giovanissimo di importanti scoperte. Tra queste spicca il ritrovamento, nel 1962, del Tofet di Monte Sirai, avvenuto quando Zara aveva appena sedici anni. Nel corso della sua attività come assistente tecnico della Soprintendenza partecipò inoltre a numerose campagne di scavo, dal Pozzo Sacro di Santa Cristina al rinvenimento del celebre bronzetto del cosiddetto “Sardus Pater” a Fluminimaggiore, sviluppando una straordinaria capacità di leggere il territorio e riconoscere le tracce del passato.
Al secondo posto si è classificato il film francese “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” del regista Alexis de Favitski (Francia, 52’), al terzo posto il documentario “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” con la regia di Stéphane Bégoin (Francia-Cina, 52’).

Il Premio “Archeociak. Raccontami la storia”. L’ultima serata ha riunito cinema, ricerca scientifica, formazione e partecipazione del pubblico. Ad aprire, l’atto conclusivo della rassegna è stata la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, promosso in collaborazione con l’Associazione Culturale Babel e rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della Sardegna. Il premio è stato assegnato a “Il Signore del Sale”, con una sceneggiatura dedicata a Luigi Benvenuto Dol, il pioniere francese delle saline sarde. Il progetto cinematografico è stato realizzato dalle classi 5A e 5E della scuola primaria dell’istituto Comprensivo di Sinnai. Il concorso di scrittura cinematografica è dedicato alla valorizzazione dell’archeologia e della storia della Sardegna. “Il Signore del Sale” riporta alla luce una figura straordinaria e quasi dimenticata della Sardegna dell’Ottocento: Monsieur Luigi Benvenuto Dol, imprenditore originario di Martigues, erede di storiche saline francesi, che nel 1854 scelse la Sardegna come terra della propria vita e delle proprie imprese. La premiazione si è svolta alla presenza di Paolo Carboni, direttore artistico dell’associazione Babel e della docente della scuola di Sinnai Valeria Zedda. A seguire la proiezione del cortometraggio “La pietra del tempo”, realizzato dagli alunni della classe 5E della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo di Uta con il coordinamento di Simona Rotella, vincitore del premio Archeociak nel 2025.

Il Premio “Firenze Archeofilm 2026” a Nicola Castangia e Carlo Tronchetti. La serata è proseguita con la consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, diretto da Nicola Castangia e risultato vincitore del premio del pubblico nell’edizione fiorentina della rassegna. Alla cerimonia hanno partecipato l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, in un incontro condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Il documentario, con soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni e consulenza scientifica di Giorgio Murru, ripercorre attraverso la voce dello stesso Tronchetti una lunga stagione della ricerca archeologica in Sardegna. Dagli scavi condotti a partire dal 1977 nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros, emerge il racconto umano e professionale di uno dei protagonisti dell’archeologia isolana. Immagini storiche d’archivio, riprese aeree e ricostruzioni virtuali accompagnano un racconto nel quale il rigore della ricerca si intreccia con ricordi, incontri e aneddoti personali. Il riconoscimento ricevuto a Firenze e consegnato simbolicamente a Cabras conferma la capacità del documentario di portare la storia dell’archeologia sarda oltre i confini dell’Isola e di raggiungere un pubblico ampio attraverso il linguaggio del cinema.

“Il viaggio dei Giganti” chiude la quinta edizione. A concludere il programma è stata la proiezione fuori concorso di “Il viaggio dei Giganti”, documentario diretto da Fabio Ortu e Andrea Marras che racconta il viaggio delle statue di Mont’e Prama dalla scoperta e dal recupero dei frammenti fino alla loro affermazione come ambasciatori della civiltà nuragica nel mondo. Il cuore dell’opera è il trasferimento di una parte delle sculture di Mont’e Prama dal museo archeologico di Cagliari al Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras. Un viaggio concreto, seguito nelle sue diverse fasi, ma anche un ritorno dal forte valore culturale e simbolico: i Giganti lasciano il luogo nel quale erano stati custoditi ed esposti per ricongiungersi agli altri elementi del complesso statuario nel territorio in cui furono scoperti. Il documentario è una testimonianza corale di tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per il raggiungimento di un risultato straordinario, a partire da tutto il team della Fondazione Mont’e Prama che ha voluto raccontare l’emozione della riunificazione del complesso statuario nella casa di Cabras. Un itinerario materiale e simbolico che attraversa ricerca, restauro, tutela, valorizzazione e promozione internazionale, mostrando come le sculture rinvenute nel Sinis siano diventate un riferimento dell’identità culturale della Sardegna e uno strumento di dialogo con pubblici e istituzioni di altri Paesi. La proiezione, che ha strappato un lungo applauso, ha rappresentato una conclusione coerente con il percorso costruito dal Festival: partire dall’archeologia e dalle testimonianze del passato per interrogarsi sul loro significato contemporaneo e sulle nuove forme attraverso le quali possono essere conosciute e condivise.
Cabras (Or). Al via al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” del Sardegna Archeofilm Festival: cinque serate dedicate al cinema e all’archeologia, sette film in concorso, proiezioni speciali, incontri con registi e studiosi e il premio assegnato dal pubblico

Le civiltà scomparse del Perù, le più antiche manifestazioni artistiche dell’umanità, una capitale imperiale dimenticata nel cuore della Cina, le tradizioni precristiane sopravvissute nell’Italia contemporanea e il patrimonio archeologico della Sardegna, da Tuvixeddu alle Domus de Janas, fino ai Giganti di Mont’e Prama. Sono alcuni dei temi affrontati dalla quinta edizione del Sardegna Archeofilm Festival, organizzato dalla Fondazione Mont’e Prama in collaborazione con Firenze Archeofilm e Archeologia Viva (Giunti Editore), in programma dal 30 giugno al 5 luglio 2026, al nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or). Cinque serate nelle quali il cinema diventa uno strumento per viaggiare nel tempo e nello spazio, raccontare le nuove frontiere della ricerca archeologica e avvicinare il grande pubblico ai luoghi, alle comunità e alle storie custodite dal patrimonio culturale.

Il programma riunisce documentari provenienti da Italia, Francia, Perù e Cina, opere selezionate nelle edizioni 2025 e 2026 di Firenze Archeofilm, produzioni dedicate al patrimonio sardo e incontri con archeologi, registi, autori e interpreti. Accanto ai sette film in concorso, il Festival propone proiezioni fuori concorso, talk introduttivi, anticipazioni cinematografiche e momenti di approfondimento. “La stretta collaborazione tra Fondazione Mont’e Prama e Firenze Archeofilm – espressione della rivista Archeologia Viva nel settore cinema – sta dando risultati straordinari sul piano della partecipazione popolare al grande festival internazionale di Cabras, quest’anno organizzato sullo sfondo “congeniale” del museo G. Marongiu”, dichiara Piero Pruneti, direttore della rivista Archeologia Viva. “Il programma 2026 di Sardegna Archeofilm Festival è di particolare livello qualitativo con presentazione di opere di assoluta spettacolarità rivolte al grande pubblico e ospiti d’eccezione”. A chiudere la manifestazione sarà, domenica 5 luglio 2026, l’assegnazione del Premio Sardegna Archeofilm 2026, attribuito al film più apprezzato dal pubblico, insieme alla consegna del Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026: il cinema incontra l’arte. Il Festival si apre martedì 30 giugno 2026, alle 21, con una serata introduttiva dedicata al rapporto tra cinema, arte, paesaggio e costruzione dello sguardo. Il regista Peter Marcias e la storica e critica d’arte Chiara Gatti saranno protagonisti del talk “Cinema e arte”, presentato da Alessandro Pisu con proiezione fuori concorso del film “Looking for Nivola / cercando Nivola” di Peter Marcias (Italia, 80’). Una conversazione sulla capacità del linguaggio cinematografico di interpretare le opere, i luoghi e i processi creativi, trasformando l’immagine in uno strumento di conoscenza e scoperta. A seguire la proiezione fuori concorso del film “Lo sguardo esterno” di Peter Marcias (Italia, 22′), girato interamente in Sardegna, tra le località di San Salvatore di Sinis, San Giovanni di Sinis, Bosa, Posada, San Giovanni di Posada, Cagliari, Alghero, l’isola di Tavolara, Siliqua e Parco Naturale Molentargius Saline. Un itinerario visivo dedicato al viaggio, all’arte, all’osservazione e al rapporto tra l’essere umano e il paesaggio. Un’opera che riflette sul viaggio, lo sguardo, l’arte e la scoperta.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2026: dalla civiltà Chachapoya alle contraddizioni dell’Homo sapiens. La cerimonia inaugurale è in programma giovedì 2 luglio 2026, alle 20.30, con i saluti istituzionali dei rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione Mont’e Prama e gli interventi di esperti di archeologia e cinema. La serata sarà presentata da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Le proiezioni in concorso prenderanno il via subito dopo con il film “Abiseo, la foresta culturale di Chachapoya”, di Rosemarie Lerner (Perù, 22′). Nel cuore del Parco Nazionale Río Abiseo in Perù, un team interdisciplinare del World Monuments Fund Perù intraprende un viaggio senza precedenti nella Zona Storico-Culturale del parco. La loro missione: indagare, documentare e proteggere il Gran Pajatén, una delle più belle eredità della cultura Chachapoya, rivelando le sue strutture circolari in pietra ornate da straordinari fregi, testimoni di una civiltà che prosperava in armonia con la foresta.
Seguirà il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società. La prima serata di concorso si concluderà con il film “Antonio Zara. L’uomo che amava scavare” di Antonio Sanna (Italia, 49′). A seguire Intervengono Antonio Sanna (regista), Carlo Tronchetti (archeologo), Giovanni Ugas (archeologo). Presenta Alessandro Pisu.

PROGRAMMA DI VENERDÌ 3 LUGLIO 2026: Tuvixeddu, l’arte paleolitica e i riti di una comunità. La serata di venerdì 3 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con il talk “Cinema e Sardegna. Introduzione a Sui tetti di chi dorme”. Il regista Antonello Pisano Murgia dialogherà con gli interpreti e autori Fabio Marceddu, Lia Careddu e Rossella Faa, in un incontro presentato da Giulia Pruneti. Seguirà la proiezione in concorso del film “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Pisano Murgia (Italia, 15′). Tuvixeddu è la più grande necropoli punica del Mediterraneo. Ciò che rimane della necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo, della storia e dei costruttori. Un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma tra sussurri e grida di fugacità.
Quindi, alle 22, il Festival si sposterà nel cuore della preistoria europea con il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski (Francia, 52′). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Ospiti d’onore della serata saranno l’archeologo preistorico Fabio Martini e il regista e produttore Nicolò Bongiorno, che presenterà per la prima volta in Sardegna il teaser del suo nuovo film dedicato alla Grotta dei Cervi di Porto Badisco, nel Salento. L’opera, attualmente in lavorazione, condurrà il pubblico all’interno di un sito archeologico di eccezionale valore, fragile e difficilmente accessibile, che non potrà essere aperto alle visite. Il progetto cinematografico offrirà quindi la possibilità di esplorarne gli spazi più remoti, le pitture e i segni lasciati dalle comunità preistoriche. Il teaser sarà presentato nell’ambito dell’incontro con Fabio Martini e Nicolò Bongiorno, condotto da Piero Pruneti.
La terza proiezione della serata, alle 23, sarà il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco e Gianni Nunno (Italia, 30′). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI SABATO 4 LUGLIO 2026: la capitale dimenticata della Cina e il mondo delle Domus de Janas. Il programma di sabato 4 luglio 2026 inizierà alle 20.45 con il film “Fengyang. La capitale dimenticata dell’antica Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto.
Quindi, alle 22, il Festival tornerà in Sardegna con la tavola rotonda “Archeologia e leggenda. Domus de Janas, tra storia e leggenda”, alla quale parteciperanno l’archeologo Alberto Moravetti, il regista Nicola Castangia, il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni e il giornalista e scrittore Tonino Oppes. Presenta Tore Cubeddu. A seguire, alle 22.20, sarà proiettato fuori concorso il film “Domus de Janas, tra storia e leggenda” di Nicola Castangia (Italia, 50′). L’opera racconta le antiche sepolture ipogeiche della Sardegna attraverso un percorso nel quale la ricerca archeologica incontra le tradizioni popolari e le narrazioni tramandate dalle comunità. Le Domus de Janas emergono così non soltanto come testimonianze della preistoria dell’isola, ma anche come luoghi capaci di generare racconti, credenze e immaginari ancora vivi.

PROGRAMMA DI DOMENICA 5 LUGLIO 2026: i premi del pubblico e il viaggio dei Giganti. La serata conclusiva di domenica 5 luglio 2026 si aprirà alle 20.45 con la premiazione del concorso “Archeociak. Raccontami la storia”, edizione 2025. Il progetto, rivolto alle scuole primarie e secondarie della Sardegna, avvicina gli studenti al patrimonio culturale attraverso l’ideazione e la realizzazione di opere audiovisive. Durante la serata saranno proiettati e premiati i lavori selezionati. Presenta Paolo Carboni. Subito dopo sarà consegnato il Premio Firenze Archeofilm 2026 al documentario “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica”, vincitore del premio del pubblico dell’edizione fiorentina. Parteciperanno l’archeologo Carlo Tronchetti, il regista Nicola Castangia e Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. L’incontro sarà condotto da Giulia Pruneti e Tore Cubeddu. Nella parte centrale della serata, alle 22, sarà proclamato il vincitore del Premio Sardegna Archeofilm 2026, assegnato al film in concorso più gradito dal pubblico di Cabras. La quinta edizione si concluderà con un’opera dedicata al patrimonio simbolo del Sinis. I registi Fabio Ortu e Andrea Marras presenteranno il film “Il viaggio dei Giganti” (Italia, 48′) in dialogo con Giulia Pruneti. La proiezione fuori concorso, ripercorre la vicenda delle statue di Mont’e Prama: dalla scoperta e dal lungo lavoro di studio e restauro fino al loro ruolo contemporaneo di ambasciatrici della civiltà nuragica e del patrimonio archeologico della Sardegna nel mondo.
Firenze. L’archeologia sarda, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni sull’uomo Sapiens, le pitture rupestri dell’Amazzonia hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”. Ecco tutti i film premiati, le menzioni, e le motivazioni
Il fascino dell’archeologia sarda, le pitture rupestri dell’Amazzonia, il patrimonio distrutto dalle guerre, le riflessioni di Bruno Bozzetto sull’uomo “Sapiens” hanno conquistato il pubblico e le giurie dell’VIII edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival di Archeologia Arte e Ambiente organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al Cinema La Compagnia di Firenze. In 5 giorni (dall’11 al 15 marzo 2026) sono stati proposti al pubblico 80 film da tutto il mondo di cui oltre la metà anteprime. Domenica 15 marzo 2026, nel pomeriggio, le premiazioni.
Vincitore del Premio “Firenze Archeofilm”, al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare, è il film “Carlo Tronchetti. La mia Sardegna archeologica” di Nicola Castangia, soggetto e sceneggiatura di Anthony Muroni, consulenza scientifica di Giorgio Murru (Italia 2024-2025, 45’). L’archeologo Carlo Tronchetti racconta l’avventura degli scavi da lui diretti in Sardegna dal 1977 in poi nei siti di Nora, Mont’e Prama, Sant’Antioco e Tharros. Il film conduce lo spettatore in un viaggio, narrato dallo stesso protagonista, che si rivela ricco di suggestione, dove il dato scientifico dello scavo archeo logico è intriso di aneddoti, accompagnato da suggestive riprese aeree, ricostruzioni virtuali e immagini storiche d’archivio.
“Sono onorato che il nostro documentario abbia ricevuto questo prestigioso premio”, ha dichiarato il regista Castangia. “Mi onora soprattutto il fatto di aver potuto lavorare con Carlo Tronchetti, uno dei padri dell’archeologia sarda e di aver avuto al mio fianco figure autorevoli come Anthony Muroni e Giorgio Murru. A Anthony Muroni va in particolare il merito di aver ideato questo progetto, che ci ha consentito di ascoltare dalla viva voce del protagonista Carlo Tronchetti alcune fasi importanti dell’archeologia sarda del XX secolo. Rivolgo un sincero ringraziamento ai collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del progetto, a tutto il pubblico che ha accolto con grande entusiasmo la proiezione del nostro documentario e all’impeccabile organizzazione della rassegna Firenze Archeofilm”.
Il Premio “Studenti Unfi” per il miglior cortometraggio assegnato da una giuria di 100 studentesse e studenti dell’università di Firenze è andato al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’i dea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Il Premio “Università di Firenze” attribuito dai docenti dell’Ateneo fiorentino è stato assegnato al film prodotto da Rai Cultura “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo
Questa la motivazione: “Mescolando sapientemente memoria d’archivio e girato contemporaneo, Nella mente degli uomini racconta l’impegno transnazionale dell’UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale in zone di guerra. L’opera sottolinea con forza non solo il fondamentale operato di questa agenzia, ma soprattutto come i beni archeologici siano pilastri insostituibili dell’identità di un popolo, e che proteggerli o ricostruirli non sia solo un dovere conservativo, ma uno strumento fondamentale di riconciliazione e diplomazia universale”.
Due le menzioni: al film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52’). Motivazione: “Una città imperiale dimenticata, riportata alla luce nella Cina centro-orientale grazie alla tenacia di un giovane archeologo. Con una narrazione innovativa che mescola diversi linguaggi e che rifugge ogni retorica, Fengyang ci svela la storia di una grande impresa di ricerca archeologica in una regione del mondo per noi lontana e ancora poco valorizzata dalla pratica documentaristica contemporanea”. E al film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Motivazione: “Vitrum racconta con sensibilità e precisione la nascita di una materia che accompagna da millenni la vita dell’uomo, unendo arte, tecnica e quotidianità. La trasparenza del vetro porta luce attraverso le finestre e dà forma a oggetti, contenitori e gioielli, fondendo natura e cultura, bellezza e ingegno umano. Il ritrovamento del relitto da parte di Guido Gay nelle acque italiane al largo della Corsica, dà il via alla ricostruzione di un percorso di scoperta di un materiale antico proiettato verso la contemporaneità”.
Infine il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” è stato assegnato all’unanimità, dalla giuria composta da Fabio Martini, Maddalena Chelini e Massimo Tarassi, al film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia, Colombia 2025, 55’). Nel sud-est della Colombia, all’interno del Parco Nazionale di Chiribiquete, la foresta pluviale amazzonica custodisce un tesoro archeologico che gli scienziati stanno appena iniziando a esplorare. Enigmatiche pitture rupestri si estendono su centinaia di metri quadrati di parete rocciosa, nascoste alla vista per decenni. Per i ricercatori colombiani, è finalmente giunto il momento di decifrare questa storia dipinta o incisa, per raccontare meglio le vicende dei popoli amazzonici che un tempo vivevano qui.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti dipinti dell’Amazzonia” di Juan José Lozano
Motivazione: “Il film narra l’avvio delle ricerche e degli studi nella foresta pluviale amazzonica all’interno del Parco nazionale di Chiribiquete. Il focus è posto sulle numerosissime pitture parietali. Ignote sino a pochi anni orsono, le figurazioni rappresentano personaggi enigmatici, faune, scene di comunità la cui cronologia di dettaglio deve ancora essere definita ma che risalgono probabilmente a più fasi del più antico popolamento umano dell’America meridionale. Il tema viene trattato con prudenza e grande delicatezza, il film trasmette emozione e mostra una notevole capacità empatica che coinvolge lo spettatore, mettendo in secondo piano la pur corretta impostazione scientifica. La sapienza tecnica del regista si fonde con la narrazione sciolta ed essenziale”.
Menzione speciale al film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya” (Perù) di Rosemarie Lerner (Perù 2025, 22’). Motivazione: “Anche in questo notevole film il tema concerne una cultura precolombiana, la cultura Chachapoya, che ha lasciato all’interno del Parco nazionale di Rio Abiseo una importante documentazione architettonica e figurativa. Il film si caratterizza per il rigore narrativo, la correttezza scientifica, la naturalezza e l’immediatezza della comunicazione”.
Firenze. Al cinema La Compagnia ultime due giornate di proiezioni del Firenze Archeofilm 2026 tra Etruschi inediti, le scoperte a Roma per la Metro C, la regina Nefertari e il battaglione sacro di Tebe. Si chiude con i premi e il film-evento “Nemos”
Arriva il week end di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) al cinema La Compagnia. Sabato 14 marzo 2026 tra le anteprime da non perdere: il film che attraverso la vita quotidiana degli archeologi racconta lo scavo di un sito etrusco rimasto nascosto per 2500 anni nel Valdarno Superiore e – cambiando scenario – l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza medievale del temibile capo samurai Oda Nobunaga oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”. E ancora – sempre sabato 14 – le storie riscoperte nel sottosuolo di Roma durante la costruzione della nuova linea metropolitana, la vicenda storica e umana della Regina Nefertari, l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, composto da 150 coppie di amanti maschi, ora riscoperto attraverso prove archeologiche.
Domenica saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; Premio “Università di Firenze”; Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica. Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.
PROGRAMMA SABATO 14 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima nazionale, il film “Pink pottery / Ceramica rosa” di Christine Banna (Stati Uniti 2023, 4’); seguono: il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’); il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’); in prima assoluta il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes ( Italia, Francia, Canada 2025, 52’); in prima assoluta il film “Etruschi di Confine: un sito etrusco nel Valdarno Superiore” di Ermanno Betti (Italia 2025, 28’).
SABATO 14 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 15, in prima assoluta il film “Il castello perduto di Azuchi Un’indagine al tempo dei samurai / Le chateau perdu d’Azuchi Enquête au temps des samouraïs” di Marc Jampolsky (Francia 2026, 52’); seguono: in prima assoluta il film “Nefertari: la grande regina dell’antico Egitto /
Nefertari: the great queen of ancient Egypt” di Curtis Ryan Woodside (Italia/Egitto 2025, 52’); il film “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13′); il film “Army of Lovers” di Lefteris Charitos (Grecia, Austria 2025, 53′); in prima cinematografica il film “Aphrodisia” di Michele Iodice (Italia 2023, 7’); il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’).
PROGRAMMA DOMENICA 15 MARZO 2026 – MATTINA. Alle 10, in prima assoluta il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’); in prima assoluta il film “Vulci. Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’); il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30′); il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi, Marino Rossi (Italia 2025, 60’).
DOMENICA 15 MARZO 2026 – POMERIGGIO. Alle 16, Cerimonia di Premiazione: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Studenti UniFi”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria”. Chiude il Firenze Archeofilm 2026 il FILM EVENTO “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto” di Marco Antonio Pani (Italia 2025, 110’).
Firenze. Al cinema La Compagnia al via l’ottava edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente: 80 film in concorso, oltre la metà anteprime, per quattro premi, in cinque giorni di proiezioni non stop. Ecco il programma della prima giornata
Siamo davvero “Sapiens?” Il punto interrogativo nel titolo del film (di Bruno Bozzetto) che inaugura l’edizione 2026 di Firenze Archeofilm, esprime al meglio la grande capacità del cinema di porci davanti a interrogativi e ragionamenti critici. Se poi le tematiche sono quelle della riscoperta delle nostre radici a cavallo tra ciò che siamo e ciò che saremo, la sfida è ancora più avvincente. Parte da questa riflessione la scelta degli 80 film in concorso tra cui 50 anteprime per l’edizione 2026, l’ottava, di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte e Ambiente – organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore), in collaborazione con università di Firenze, Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria e Fondazione Sistema Toscana. Durante la cinque giorni di proiezioni non stop, mattina e pomeriggio, dall’11 al 15 marzo 2026, con ospiti internazionali, incontri con i registi, cineforum e dibattiti in sala, si “danno appuntamento” al cinema La Compagnia di Firenze le più importanti produzioni mondiali su archeologia, arte, ambiente ed etnografia. Tutto come sempre a ingresso libero e gratuito.
In programma 80 film, che arrivano da Italia, Usa, Brasile, Francia, Portogallo, Serbia, Croazia, Grecia, Turchia, Regno Unito, Spagna, Polonia, Messico, Perù, Colombia, Cina, Egitto, Austria, Indonesia. Al termine della manifestazione saranno assegnati il Premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico in qualità di giuria popolare; il Premio “Università di Firenze”; il Premio “Studenti UniFi” al miglior corto cinematografico; il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica.

L’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze (foto AV)
Molti i film di quest’anno che riguardano da vicino la storia più antica del Granducato. Tra questi: il resoconto dell’ultima campagna di scavo del Santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (Si), l’affascinante “traslocamento” del David di Michelangelo da piazza della Signora all’Accademia nella notte del 1873, il cortometraggio di sensibilizzazione/appello per il restauro delle Gualchiere di Remole (mulino idraulico trecentesco che serviva alla laniera fiorentina), il film omaggio sull’archeologo Paolo Emilio Pecorella, docente di Archeologia del Vicino Oriente dal 1984 al 2005 all’università di Firenze scomparso in un tragico incidente vent’anni fa mentre conduceva gli scavi del sito di Tell Barri, l’antica città di Kahat, in Siria. E ancora il docufilm dedicato agli ottant’anni di Unesco con il racconto della distruzione in Ucraina e il ruolo dell’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi a capo della task force Unesco per la messa in sicurezza e ricostruzione del patrimonio culturale nel paese, il ricordo della scoperta e degli scavi di alcuni dei siti archeologici più spettacolari della Sardegna dell’archeologo pisano Carlo Tronchetti, la vita quotidiana (da archeologo) sullo scavo di un sito etrusco nel Valdarno Superiore, le riprese nel 1955 dell’antropologo e paletnologo dell’università di Firenze Paolo Graziosi effettuate tra i popoli dell’Himalaya con scene di vita quotidiana e paesaggi fuori dal tempo.
Rivive (in anteprima mondiale) il castello del videogame “Assassin’s Creed Shadows”. In prima mondiale sabato 14 marzo 2026, alle 15, al Firenze Archeofilm arriva “Il castello perduto di Azuchi. Un’indagine al tempo samurai”. La pellicola racconta l’indagine sul Castello di Azuchi, residenza colossale e sontuosa fatta costruire dal temibile capo samurai Oda Nobunaga nel XVI secolo oggi riportato in vita dal videogioco “Assassin’s Creed Shadows”.
Amori, amanti e morti dimenticate oltre i cliché… Sempre nel pomeriggio di sabato 14 marzo 2026 un viaggio nella storia più intima dell’umanità per dare voce a tutte quelli/e che ieri come oggi lottano ancora per avere il diritto a essere amato/a e amare o sui perseguitati/e e uccisi/e perché non rientranti in un orientamento sessuale binario come racconta “Io non dimentico”. Riflette sul tema, anche se da una prospettiva diversa, anche il film “Army of Lovers” che racconta l’epica saga del Battaglione Sacro di Tebe, un esercito composto da 150 coppie di amanti maschi che divennero i più formidabili guerrieri del mondo antico.
Chiude il festival domenica 15 marzo 2026, alle 16.45, il film evento “Némos andando per mare. Odissea di un pastore di capre inabile al nuoto”. Recitato interamente in sardo (con sottotitoli in italiano) da attori non professionisti il film è una rilettura in chiave favolistica dell’Odissea, ambientata in Sardegna, un’isola dalle radici profonde, ben piantate al centro del Mediterraneo. Saranno presenti il regista Marco Antonio Pani e l’attore (Ulisse) Giovanni Masia.
PROGRAMMA MERCOLEDÌ 11 MARZO 2026. MATTINO Inizio proiezioni alle 10: film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2024, 22’). Prima nazionale, film “La storia di Medusa / The tale of Medusa” di Yael Reisfeld (Stati Uniti 2024, 5’). Film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56′). Prima assoluta, film “Roma 64. La notte che cambiò l’Impero” di Luigi Giannattasio (Italia 2025, 15’). Prima cinematografica, film “L’Agro Cerite e le sue acque” di Domenico Parisse (Italia 2025, 36’). Prima cinematografica, film “Castrum Novum” di Violeta Montoya (Italia 2025, 4’). Film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’).
POMERIGGIO. Alle 14:30, CRITOFILM AL CINEMA, introduce: Paolo Bolpagni direttore della F Fondazione Ragghianti. Quindi il film “Urne etrusche di Volterra” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1957, 12’). Film “Pompei urbanistica” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 11’). “Pompei città della pittura” di Carlo Ludovico Ragghianti (Italia 1958, 13’). Film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Prima assoluta, film “Le Terme Romane di Campo Valdés / Las Termas Romanas de Campo Valdés” di David Salaices (Spagna 2025, 7’). Film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Film “Hoy’ri” di Marcio Pimenta (Brasile 2024, 14’). Alle 17.15, CINEMA tra Comunicazione e Archeologia: proiezione di corti e dibattito. Evento in collaborazione con università di Firenze, a cura di Sara Casoli, docente di Storia dei linguaggi della narrazione televisiva; Domenico Lo Vetro, docente di Archeologia preistorica; Silvia Pezzoli, docente di Sociologia della Comunicazione. Alle 18.15, film “Il David in viaggio. 1873-2023” di Massimo Becattini (Italia 2023, 10’). Prima nazionale, film “Delfi, l’ombelico del mondo / Delphes, le nombril du monde” di Thibaud Marchand (Francia 2025, 52’). Prima cinematografica, film “Tra i popoli dell’Himalaya, 1955” di Guido Melis (Italia 2018, 14’).
Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la dodicesima edizione di tourismA, Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva. Tre giorni di incontri e confronti, stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri: 50 convegni, 250 relatori
Ci siamo. Mancano poco più di 48 ore a tourismA 2026, dodicesima edizione del Salone dell’Archeologia e Turismo Culturale organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) aperto a tutti: dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, al Palazzo dei Congressi di Firenze, dalle 9 alle 18 con ingresso libero e gratuito, tre giorni di esposizione, divulgazione e confronto di tutte le iniziative legate alla comunicazione del mondo antico e alla valorizzazione delle sue testimonianze: 50 convegni, 250 relatori. Stand, archeo-degustazioni, film, mostre, laboratori didattici, realtà virtuali, tavole rotonde, presentazioni libri. E ancora lo stato dell’arte del turismo sostenibile, i dati sulle mete predilette dai “viaggiatori culturali”, la comunicazione archeologica, le scoperte che fanno la storia, gli ultimi scavi, il dialogo tra civiltà. Tra i big Luciano Canfora, Mario Tozzi, Cristoforo Gorno, Franco Cardini, Alberto Angela (padrino della manifestazione). Vediamo qualche appuntamento del ricco programma. Info: www.tourisma.it
“PROGETTO ETRUSCHI VERSO IL FUTURO” è il titolo del convegno che apre la XII edizione di tourismA curato da assessorato Cultura e Turismo culturale della Regione Toscana. Un grande momento di incontro – venerdì 27 mattina – per fare il punto sulla valorizzazione e promozione dell’enorme “lascito culturale” di questa mitica affascinante civiltà.
URNA… A COLORI. Quest’anno, in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, il museo Archeologico nazionale presenterà in anteprima assoluta a tourismA la bellissima Urna del Bottarone, uno dei capolavori etruschi rimasti nel fango del ’66, ora restaurata grazie al sostegno dell’Ufficio federale della cultura svizzero. A distanza di sessant’anni, i colori dell’urna di alabastro sono tornati a risplendere regalando nuova vita alla coppia di sposi etruschi che vi compaiono uniti in un abbraccio affettuoso da 2400 anni. La mostra resterà visitabile per tutti i giorni della manifestazione.
PATRIMONIO SOTTO LE BOMBE IN UCRAINA. Da Firenze a Kiev: domenica 1° marzo mattina l’archeologa fiorentina Chiara Dezzi Bardeschi responsabile Ufficio UNESCO in Ucraina presenterà le misure in atto per la difesa del patrimonio culturale ucraino mentre la guerra è ancora in corso. Nell’occasione verranno propositi al pubblico alcuni passaggi del film di Rai Cultura “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025” di Brigida Gullo ed Eugenio Farioli Vecchioli dove la Dezzi Bardeschi è una delle protagoniste.
ARCHEOVINO – LA STRANA COPPIA. Per la prima volta in assoluto sbarca a tourismA un incontro ad hoc fra archeologi e produttori del settore viti-vinicolo. Un momento di incontro per presentare il panorama delle aziende agricole e cantine che hanno sviluppato connessioni tra le loro produzioni e i siti archeologici. Fra i siti interessati saranno presenti Pompei, Isola d’Elba, San Gimignano, il colle del Palatino, la Valpolicella, Aquileia. Chiude la carrellata di interventi il professor Attilio Scienza, uno dei massimi esperti internazionale di viticultura che parlerà della vigna di Leonardo da Vinci a Milano.
ARCHEOLOG- IA. Come l’intelligenza artificiale può essere utile al mondo dell’archeologia e come sta trasformando metodi, strumenti e prospettive della ricerca sul passato? Il tema – attualissimo – sbarca a tourismA con un confronto tra i massimi esperti della materia.
SGUARDO SUL MONDO. Il patrimonio culturale dell’Iraq, quello dell’Azerbaigian, Turchia, Marocco, Oman, Siria… sotto la lente delle missioni di scavo italiane all’estero che attraverso le testimonianze dirette degli archeologi raccontano appunto la loro “missione”.
PREMIO GIORNALISTICO. Sarà ancora tourismA a ospitare la prossima edizione del premio GIST ACTA – Archeological & Cultural Tourism Award. Il prestigioso Premio ACTA, giunto alla terza edizione, viene attribuito dal Gruppo Italiano Stampa Turistica a chi, persona fisica o istituzione, favorisce il rispetto, la valorizzazione, la fruizione e la comunicazione dei beni culturali.
SPAZIO LIBRI. Nei tre giorni di “tourismA 26” (27 febbraio – 1° marzo) in Sala 6 presentazioni di libri del settore archeologico-storico-artistico a cura di Massimo Cultraro (Università di Palermo). Sono in programma 42 presentazioni con la partecipazione degli autori e curatori.
OPERATORI TURISTICI INTERNAZIONALI. Torna, venerdì 27 febbraio Buy Cultural Tourism, il 9° workshop B2B del turismo culturale organizzato da Mark PR che ospita un centinaio tra destinazioni, enti del turismo, tour operator, strutture ricettive e agenzie di viaggi specializzate in viaggi culturali. Per la prima volta presenti anche buyer internazionali grazie alla collaborazione con Toscana promozione Turistica e la Fondazione Destination Florence in qualità di Host Destination Partner.
REPORT SUL TURISMO CULTURALE. Vengono presentati in anteprima venerdì 27 febbraio a tourismA i dati del “Report Turismo culturale in Italia 2026 “di The Data Appeal Company, parte del Gruppo Almawave. L’analisi si basa sull’elaborazione di circa 8,6 milioni di contenuti digitali sul turismo culturale in Italia nel 2025 e, per la prima volta, con l’IA integrata nella piattaforma di Data Appeal, capace di leggere e interpretare in tempo reale le recensioni su destinazioni e punti di interesse culturali, individuando temi e sfumature con estrema precisione.
ARCHEO-DIVERTIMENTO. Simulare uno scavo armati di pennello e cazzuola, incidere un cartiglio egizio, realizzare un mosaico romano, scheggiare la pietra o accendere il fuoco come i primitivi, tessere come gli etruschi. È tutto possibile (e gratuito) a tourismA, all’interno dei laboratori pensati per famiglie e bambini.
ALBERTO ANGELA E IL “SUO” CESARE. Chiude la kermesse domenica 1° marzo, alle 16, il noto scrittore e divulgatore televisivo che – nel grande auditorium del Palacongressi – racconterà la sua ultima fatica editoriale: “Cesare. La conquista dell’eternità” (Mondadori). Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Cuneo. Alla terza edizione del Cuneo Archeofilm il pubblico ha premiato il film “Artemide. Il tempio perduto” del regista svizzero Sébastien Reichenbach, e il gradimento delle scuole è andato al corto “Tulsa” del regista iraniano Parviz Shojaei

I premi assegnati nella terza edizione del Cuneo Archeofilm: da sinistra, il Premio Cuneo Archeofilm 2025 e il Premio Cune Archeofilm Scuole (foto AV)
Con l’assegnazione del premio del pubblico “Cuneo archeofilm 2025” e delle Scuole si è chiusa sabato 4 ottobre 2025 la terza edizione del Cuneo Archeofilm, nona tappa del festival diffuso di Firenze Archeofilm in tutta Italia, organizzato dal museo civico del Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm /Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo e con il sostegno di Fondazione CRC.

Cristina Clerico, assessore alla Cultura del Comune di Cuneo col premio Cuneo Archeofilm 2025″. A sinistra Giulia Pruneti e al centro Michela Ferrero, direttrice dei Musei Civici Cuneo (foto AV)
Il Premio “Cuneo Archeofilm 2025”, assegnato alla pellicola più votata dal pubblico è andato al film “Artemide. Il tempio perduto / Artemis. Le temple perdu” del regista svizzero Sébastien Reichenbach (Svizzera, 52’). L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è rimasta a lungo uno dei grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Da cinquant’anni l’archeologo Denis Knoepfler si è appassionato a questo tempio perduto. Grazie alle sue ricerche e alla tenacia di un team internazionale di archeologi, il mistero è stato finalmente svelato. Il film ripercorre questa epopea collettiva, ricca di colpi di scena descrivendo le fasi cruciali di un’indagine che ha affascinato, e continua ad affascinare, diverse generazioni di archeologi.

Michela Ferrero, direttrice dei Musei Civici Cuneo, col premio Cuneo Archeofilm 2025 – Scuole, tra Giulia Pruneti – a sinistra – e Cristina Clerico, assessore alla Cultura del Comune di Cuneo (foto AV)
“Il Premio degli Studenti al miglior corto 2025” è stato assegnato dalla giuria studentesca al corto “Tulsa” del regista iraniano Parviz Shojaei (Iran, 7’) selezionandolo tra i 13 film capolavoro proposti alle scuole venerdì mattina. La pellicola racconta in maniera asciutta, ma al tempo stesso struggente, uno degli eventi più tragici della storia della discriminazione razziale in America: il “massacro di Tulsa” nel 1921, durante il quale furono uccisi oltre 300 afroamericani e distrutte 126 abitazioni.

Il regista Stefano zampini alla presentazione del suo film “L’uomo di Val Rosna” al Cuneo Archeofilm (foto AV)
Grande apprezzamento anche per il film “L’uomo di Val Rosna” (Italia, 19’) che nella serata di venerdì 3 ottobre è stato presentato dallo stesso regista Stefano Zampini. La pellicola ricostruisce le ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale.
Cuneo. Al via la terza edizione del Cuneo Archeofilm” con la nuova formula dell’orario preserale: aperitivo conviviale nel chiostro del Complesso durante l’intervallo tra le proiezioni. I film concorrono per il premio “Cuneo Archeofilm” e il premio “Cuneo Archeofilm – Scuole”
Giovedì 2 ottobre 2025, alle 18.30, al Complesso Monumentale di San Francesco in via Santa Maria 10, a Cuneo, prende il via la terza edizione del “Cuneo Archeofilm”. Con la nuova formula dell’orario preserale, il Festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente quest’anno offre agli spettatori un aperitivo conviviale nel chiostro del Complesso durante l’intervallo tra le proiezioni. Due i film in programma giovedì 2 ottobre e tre quelli di venerdì 3 ottobre, mentre sabato 4, dopo la proiezione dell’ultimo docufilm in concorso vengono assegnati i premi “Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico e “Cuneo Archeofilm – Scuole” al più apprezzato dai ragazzi. La serata finale si chiude con la proiezione di un film fuori concorso e del cortometraggio premiato dagli studenti. La mattinata di venerdì 3 ottobre 2025 è dedicata alle scuole secondarie di I e II grado, con la proiezione di documentari realizzati ad hoc per i ragazzi di quell’età. Nei pomeriggi di giovedì, venerdì e sabato, dalle 16 alle 18, il museo civico di Cuneo propone alle famiglie con bambini tra i 3 e gli 8 anni attività laboratoriali gratuite a tema archeologico. L’ingresso a tutti gli appuntamenti è gratuito. Il Festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente è organizzato dal museo civico e dal Comune di Cuneo, in collaborazione con Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore) e soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo e con il sostegno di Fondazione CRC.
GIOVEDÌ 2 OTTOBRE 2025. Alle 18.30, apre il film “La tomba della Sciamana / Das Grab der Schamanin” di Christian Stiefenhofer (Germania, 52’). Il film è il racconto di uno dei casi più spettacolari dell’archeologia europea: la tomba della sciamana di Bad Dürrenberg vicino ad Halle in Germania, risalente a 9000 anni fa. Una scoperta chiave dell’ultimo gruppo di cacciatori-raccoglitori dell’Europa centrale. Quindi il film “Maasai Eunoto” di Kire Godal (Kenya, 34’). Gli indigeni Masai lottano ancora oggi per mantenere vive le loro tradizioni. Attraverso le voci di guerrieri e anziani durante il loro emotivo rito di passaggio nel 2022, Maasai Eunoto segue il passaggio del guerriero Masai allo stadio di anziano, rivelando il passato e il presente nascosti di una delle cerimonie di iniziazione culturale più importanti dell’Africa.

Frame del film “Notre-Dame: i tesori sepolti / Enquête sur les trésors enfouis de Notre-Dame” di Florence Tran
VENERDÌ 3 OTTOBRE 2025. Alle 18.30, apre il film “Notre-Dame: i tesori sepolti / Enquête sur les trésors enfouis de Notre-Dame” di Florence Tran (Francia, 52’). In seguito all’incendio che ha devastato Notre-Dame de Paris, straordinari scavi archeologici hanno rivelato inaspettati tesori che erano stati nascosti per secoli sotto la cattedrale: due sarcofagi in piombo e frammenti dell’ex paravento, distrutto nel XVIII secolo. Un’affascinante indagine storica e scientifica durante la quale molti esperti cercheranno di decifrarne i segreti. Quindi il film “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia, 19’). Un viaggio nelle ultime giornate dell’Uomo di Val Rosna, cacciatore paleolitico vissuto 14.000 anni fa. Il cortometraggio ne racconta la vita quotidiana, tra caccia, rituali di gruppo e momenti unici: il più antico intervento dentistico conosciuto, la trapanazione di una carie su un dente del giudizio. In un crepuscolo di luce e silenzio, il suo viaggio termina con una sepoltura onorata da una pietra dipinta, simbolo di rispetto e memoria ancestrale. Chiude il film “Restauro dell’altare della Sindone del Duomo di Torino” di Marco Iozzo (Italia, 15’). Per celebrare il completamento dei lavori di restauro della Cappella della Sacra Sindone, il Consorzio San Luca ha creato un progetto di “storytelling” dedicato a Torino e a tutte le persone che hanno sostenuto e reso possibile un progetto iniziato 24 anni fa. Il Consorzio San Luca si è occupato del restauro dell’altare di Bertola, l’ultimo “pezzo” che ancora ricordava l’incendio, impiegando diversi mesi per comprendere, agire e documentare un evento davvero unico.
SABATO 4 OTTOBRE 2024. Alle 18.30 apre il film “Artemide. Il tempio perduto / Artemis. Le temple perdu” di Sébastien Reichenbach (Svizzera, 52’). L’ubicazione del santuario di Artemide ad Amarynthos è rimasta a lungo uno dei grandi enigmi archeologici dell’antichità greca. Da cinquant’anni l’archeologo Denis Knoepfler si è appassionato a questo tempio perduto. Grazie alle sue ricerche e alla tenacia di un team internazionale di archeologi, il mistero è stato finalmente svelato. Il film ripercorre questa epopea collettiva, ricca di colpi di scena descrivendo le fasi cruciali di un’indagine che ha affascinato, e continua ad affascinare, diverse generazioni di archeologi. Quindi la Cerimonia di premiazione: attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm” al film più votato dal pubblico; e attribuzione del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole” al cortometraggio più votato dagli studenti. Segue il film “La religione dei Longobardi” di Simone Vrech e Sandra Lopez Cabrera (Italia, 20’). Il docufilm analizza la questione della religione nel popolo longobardo attraverso il suo passaggio dalla fase pagana a quella cristiana. Viene analizzato il periodo pagano attraverso la tribalità e le saghe di questo popolo fino alla conversione nel periodo del regno nella penisola italica. Il pubblico avrà la possibilità di approfondire l’argomento grazie agli interventi di storici e archeologi e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi. Chiude la serata e il festival la proiezione del cortometraggio vincitore del “Premio Cuneo Archeofilm – Scuole”.

































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