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Aquileia (Ud). Il film “L’Impero Assiro. La storia rivelata” di Luis Miranda vince il premio Aquileia del XVII Aquileia Film Festival. E ora due giorni con INCinema – Outside, con film di Hitchcock e Wilder. Ecco il programma

Aquileia Film festival 2026: la proclamazione del film vincitore del premio Aquileia. da sinistra, Erica Zanon, Giulia Pruneti, Cristiano Tiussi, Piero Pruneti, Emanuele Zorino e Roberto Corciulo (foto n. oleotto)

Con una media voti di 4,57 il pubblico ha assegnato il premio Aquileia della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, al film “L’Impero Assiro. La storia rivelata” di Luis Miranda (Francia 2026, 90’), una co-produzione BambooDoc e France Televisions, presentato in prima mondiale: un documentario mozzafiato che ha raccontato un’indagine archeologica senza precedenti per svelare i misteri dell’Impero Assiro. Il film racconta infatti il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del territorio friulano, la missione italiana dell’università di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. La classifica dell’Aquileia Film festival 2026 prosegue al secondo posto con il film “Roma sotterranea. Una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia, Francia, Canada 2025, 52’), con una media di 4,42; al terzo il film “il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville (Francia 2025, 54’), con una media di 4,37.

Un momento della proiezione in piazza Capitolo ad Aquileia del film “L’impero assiro” di Luis Miranda (foto n. oleotto)

La serata di venerdì 31 luglio 2026 seguita da una piazza Capitolo ad Aquileia (Ud) gremita con tutti i posti a sedere esauriti, ha confermato il grande successo dell’Aquileia Film Festival, che nelle prime quattro serate ha raggiunto anche oltre 6mila spettatori in streaming dall’Italia, da numerosi Paesi europei, dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Argentina. A fine serata è stato consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno si presenta in una veste rinnovata e raddoppia il suo valore simbolico: accanto al tradizionale mosaico realizzato dagli allievi della Scuola Mosaicisti del Friuli, è stata conferita anche una preziosa coppetta in vetro, realizzata dai maestri muranesi nel forno vetrario di Aquileia, l’unico forno in Italia ricostruito secondo le tecniche romane e alimentato a legna.

Il Festival non finisce qui. Sabato 1° e domenica 2 agosto 2026 Aquileia Film Festival ospita in piazza Capitolo INCinema-Outside, la versione estiva di “INCinema – il festival per tutti”: una rassegna di cinema accessibile all’aperto che porta proiezioni inclusive in spazi urbani e luoghi di aggregazione, rendendo l’esperienza cinematografica fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali. Prodotto dall’Associazione Libero Accesso + Sub-ti Access Srl, il progetto ha vinto la XIII edizione 2025-2026 del “PREMIO CULTURA + IMPRESA” nella categoria sponsorizzazioni e partnership culturali. Queste due serate, che si svolgeranno in Piazza Capitolo, saranno ad ingresso gratuito senza prenotazione. 

Frame del film “REAR WINDOW (La finestra sul cortile)” di Alfred Hitchcock (foto fondazione aquileia)

Sabato 1° agosto 2026, alle 21, proiezione del film “REAR WINDOW (La finestra sul cortile)” di Alfred Hitchcock (USA 1954, 112’), versione originale con sottotitoli in italiano. Un fotoreporter costretto all’immobilità da una gamba ingessata trasforma il cortile di casa in un set involontario, dove ogni finestra accesa diventa un piccolo film. Uno dei capolavori assoluti di Alfred Hitchcock, un thriller perfetto che trasforma l’atto di osservare in un’indagine avvincente. Ambientato quasi interamente all’interno di un cortile, il film – con James Stewart e Grace Kelly al culmine della loro carriera – riflette con straordinaria modernità sul voyeurismo, la curiosità e il confine sottile tra realtà e immaginazione. Un classico senza tempo, capace ancora oggi di tenere il pubblico inchiodato alla sedia, proprio come il suo protagonista. La proiezione è accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, con sottotitoli sull’immagine e audiodescrizione via smartphone ascoltabile con l’app Earcatch (iOS e Android).

Frame del film “THE SEVEN YEAR ITCH (Quando la moglie è in vacanza)” di Billy Wilder (foto fondazione aquileia)

Domenica 2 agosto 2026, alle 21, proiezione del film “THE SEVEN YEAR ITCH (Quando la moglie è in vacanza)” di Billy Wilder (USA 1955, 105’), versione originale con sottotitoli in italiano. Rimasto solo in città mentre moglie e figlio sono in vacanza, Richard cerca di affrontare la torrida estate newyorkese. Quando al piano di sopra si trasferisce una giovane vicina affascinante e irresistibile, la sua routine viene sconvolta da fantasie, tentazioni e situazioni esilaranti. Il film che ha consacrato Marilyn Monroe all’immortalità. Con l’ironia raffinata di Billy Wilder, racconta le fragilità, i desideri e le contraddizioni dell’uomo comune, tra comicità e irresistibile leggerezza.  Marilyn è qui nella sua incarnazione più iconica, protagonista della celeberrima scena della gonna bianca sollevata dal vento della metropolitana, entrata per sempre nell’immaginario collettivo. Una delle commedie più celebri della storia del cinema, il film estivo per eccellenza. La proiezione è accessibile anche alle persone con disabilità sensoriali, con sottotitoli sull’immagine e audiodescrizione via smartphone ascoltabile con l’app Earcatch (iOS e Android).

Aquileia (Ud). Nella quarta giornata dell’Aquileia Film Festival il film in prima mondiale “L’Impero assiro” con la conversazione “Dal Friuli al Kurdistan iracheno” con Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi. Quindi la consegna del Premio Aquileia

Quarta giornata venerdì 31 luglio 2026 della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm.

Alle 21, in piazza Capitolo di Aquileia (Ud), apre la serata la proiezione in prima mondiale del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda (Francia 2026, 90’). Due équipe conducono un’indagine archeologica senza precedenti per svelare i misteri dell’Impero Assiro: una tedesca riporta alla luce i resti di una città dimenticata nel cuore dell’antica Assiria, una italiana ricostruisce una straordinaria rete di canali, costruita in pieno deserto dai re Assiri quasi 3.000 anni fa. La testimonianza del prof. Morandi Bonacossi, direttore della missione condotta dall’Università degli Studi di Udine ci ricorda che la tutela del patrimonio è oggi una delle frontiere concrete della difesa della memoria e della pace.

Il prof. Daniele Morandi Bonacossi (università di Udine)
Francesca Simi, ricercatrice dell’università di Udine

Segue la conversazione “Dal Friuli al Kurdistan iracheno: una ricerca che parla al mondo” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva con Daniele Morandi Bonacossi, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente antico all’Università di Udine. Ha condotto campagne di scavo in Siria, Iraq, Oman e Yemen e dal 2012 dirige la Missione Archeologica Italiana Land of Niniveh Archaeological Project, nel Kurdistan iracheno. Dal 2013 è responsabile del progetto di formazione di personale iracheno specializzato nella conservazione e gestione del patrimonio archeologico. Parte del suo lavoro è dedicata alla documentazione e protezione del patrimonio culturale minacciato dai conflitti in Siria e Iraq. E con Francesca Simi, ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine, ha preso parte a molti progetti sul campo, partecipando a scavi e ricognizioni archeologiche in Siria, Iraq, Turchia e Italia. Il suo lavoro sul campo attualmente si concentra nella Regione del Kurdistan iracheno: è vicedirettrice del Progetto Archeologico Terra di Ninive e del Kurdistan-Italian Faida Archaeological Project. I suoi interessi di ricerca includono anche l’Archeologia Pubblica e la protezione del patrimonio culturale minacciato.

Chiude la serata la consegna del Premio Aquileia al film più votato dal pubblico.

Aquileia (Ud). Nella terza giornata dell’Aquileia Film Festival un film sulle misteriose figure geometriche come aquiloni tra Arabia Saudita e Giordania, e uno sul relitto romano carico di vetro grezzo, mentre con Evelina Christillin si parla del nuovo volto dei grandi musei

Terza giornata giovedì 30 luglio 2026 della XVII edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna internazionale di cinema archeologico organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm.

Alle 21, in piazza Capitolo di Aquileia (Ud), apre la serata la proiezione del film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville (Francia 2025, 54’). Nel nord dell’Arabia Saudita e nel sud della Giordania si trovano migliaia di misteriose strutture geometriche, la cui forma, vista dal cielo, ricorda quella di enormi aquiloni. Il più antico di questi giganteschi allineamenti di pietre fu creato intorno al 7000 a.C. Questo li rende più antichi di oltre 4000 anni rispetto alle piramidi d’Egitto e agli allineamenti di Stonehenge. Chi li ha costruiti? E perché? Un team internazionale di archeologi, sta tentando di risolvere l’enigma…

Segue la conversazione “Oltre le collezioni: il nuovo volto dei grandi musei” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, con Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie. Laureata in Storia e Demografia Storica, ha da sempre rivestito importanti incarichi in diversi ambiti inerenti lo sport e la cultura. Già presidente di eccellenze quali ENIT, Teatro Stabile di Torino, Comitato promotore Torino 2006, ha partecipato alla Giunta Nazionale del CONI e nel 2023 ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana.

Chiude la serata la proiezione del film “Vitrum – il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Aquileia (Ud). L’Aquileia Film Festival entra nel vivo con un film sulla missione dell’Unesco e il patrimonio culturale distrutto dalle guerre, e uno sul patrimonio archeologico rivelato dalla metro di Roma, mentre con Simone Quilici e Alfonsina Russo si parla di tutela e innovazione

La 17ma edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Firenze entra nel vivo mercoledì 29 luglio 2026 con la tre giorni di film e incontri proponendo un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea.

Alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre le proiezioni il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025. Italia viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 60’). “Poiché la guerra ha inizio nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace”. Le parole nel 1945 pronunciate nel preambolo della costituzione dell’UNESCO risuonano di drammatica attualità. Dal ponte di Mostar ai Buddha di Bamiyan, dalla città vecchia di Mosul, ai monumenti dell’Ucraina, ricostruire il patrimonio culturale distrutto dalla furia delle guerre, continua a essere una delle principali missioni dell’UNESCO.

Segue la conversazione “Dalla tutela all’innovazione: la sfida del futuro” a cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva con Simone Quilici, architetto e paesaggista, dottore di ricerca in Progettazione urbana, territoriale e ambientale all’Università di Firenze. Dal 2019 al 2025 ha diretto il parco archeologico dell’Appia Antica, guidando tra l’altro il processo che ha portato all’iscrizione della Via Appia nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Da ottobre 2025 è direttore del parco archeologico del Colosseo, uno dei siti più visitati al mondo. E con Alfonsina Russo, archeologa e dirigente del ministero della Cultura, ha ricoperto incarichi di soprintendenza in Basilicata, Molise e per l’Etruria Meridionale, prima di diventare — dal 2017 al 2025 — direttrice del parco archeologico del Colosseo. Oggi è a capo del dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale del ministero della Cultura, con competenze che spaziano dall’accessibilità dei siti alla cooperazione internazionale.

Chiude la serata il film “Roma sotterranea, una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Quello di Roma è il sottosuolo archeologico più complesso al mondo profondo oltre 15 metri. Come fare dunque a costruire una linea metropolitana che attraversi il cuore del centro storico della città? Il film è un viaggio inedito nella città eterna raccontato attraverso scoperte sensazionali che hanno costretto gli esperti a riscrivere la Storia di ieri e oggi. 

Aquileia (Ud). Al via in piazza Capitolo il 17mo Aquileia Film Festival intitolato “Raccontare l‘invisibile” otto serate tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Aprono l’incontro con Giada Messetti e il film “Orcolat” sul 50mo del terremoto del Friuli

Piazza Capitolo ad Aquileia animata per l’Aquileia Film Festival 2026 – AFF (foto n. oleotto / fondazione aquileia)

Al via domani martedì 28 luglio 2026, alle 21, la diciasettesima edizione dell’Aquileia Film Festival intitolata “Raccontare l‘invisibile”: in piazza Capitolo otto serate – dal 28 luglio al 4 agosto 2026 – tra storia e archeologia accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo. Tutte le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Inoltre tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Aquileia Film Festival 2026 – AFF: tutti i documentari sono fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia, Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”.

Copertina del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti (Mondadori)

Il festival si apre martedì 28 luglio 2026 con una serata speciale, presentata da Giulia Pruneti, giornalista di Archeologia Viva, dedicata al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976. In programma la presentazione del libro “Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto” di Giada Messetti, giornalista e sinologa che verrà intervistata dalla giornalista e scrittrice Elena Commessatti. Giada Messetti, nata a Gemona del Friuli, dopo la laurea in Lingue orientali a Ca’ Foscari, ha vissuto a Pechino dal 2005 al 2011 lavorando per Rai e Corriere della Sera. Rientrata in Italia è diventata autrice televisiva per Rai3, dove collabora a CartaBianca, e cura una rubrica sulla Cina per Rai Radio1. Ha pubblicato con Mondadori “Nella testa del Dragone” (2020) e “La Cina è già qui” (2022).

A seguire la proiezione del film “Orcolat” di Federico Savonitto (Italia 2025, 92’), prodotto da Kublai Film e RAI Cinema. Narrato dalla voce inconfondibile di Bruno Pizzul, Orcolat è un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a quasi cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi — tra cui Dino Zoff, Manuela Di Centa, Fabio Capello, Paolo Rumiz, Ester Kinsky, Davide Toffolo, Tullio Avoledo e molti altri — il film restituisce un mosaico emotivo e collettivo di quel momento storico che ha segnato in modo indelebile il territorio e la sua gente. Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Con le musiche di Tre Allegri Ragazzi Morti ed Elisa, il film diventa un viaggio nella memoria e nella resilienza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

Frame del film “Nella mente degli uomini. Unesco 1945-2025” di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo

Nelle serate successive, presentate da Giulia Pruneti, giornalista e responsabile PR di Archeologia Viva, il pubblico entrerà nel vivo del Festival e intraprenderà un viaggio attraverso il cinema tra alcuni dei temi più affascinanti dell’archeologia contemporanea: dalla missione dell’UNESCO nella difesa del patrimonio culturale alle sorprendenti scoperte nel sottosuolo di Roma durante i lavori di costruzione della metro C  attraverso i documentari che verranno proiettati mercoledì 29 luglio 2026 il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo, e il film “Roma sotterranea, una metro nella storia”di Laurent Portes.Dagli enigmatici “aquiloni del deserto” tra Arabia Saudita e Giordania ai preziosi vetri romani recuperati nei fondali del Mediterraneo che scopriremo giovedì 30 luglio 2026 attraverso il film “Il mistero degli aquiloni del deserto” di Nathalie Laville e il film “Vitrum – il vetro dei Romani”  di Marcello Adamo; fino alla prima mondiale di venerdì 31 luglio 2026 del film “L’Impero Assiro – La storia rivelata” di Luis Miranda che racconta il lavoro di una missione archeologica tedesca e l’articolato programma di ricerca di un’eccellenza del nostro territorio, la missione italiana dell’Università degli Studi di Udine diretta dal professore Daniele Morandi Bonacossi impegnata da anni nella salvaguardia di un patrimonio minacciato dai conflitti in Kurdistan iracheno. Il legame tra Aquileia e il suo territorio trova espressione anche nella proiezione del documentario “Aquileia e i cristianesimi perduti” di Massimo Garlatti Costa (lunedì 3 agosto 2026) e nella serata conclusiva (martedì 4 agosto 2026) con il documentario “Quello che resta” di Marco D’Agostini, dedicato alle ritualità ancora vive del Friuli Venezia Giulia.

Daniele Morandi Bonacossi, direttore della missione dell’università di Udine, davanti al rilievo 4 scoperto a Faida, nel Kurdistan iracheno (foto Alberto Savioli / LoNAP)

Accanto alle proiezioni, il festival ospiterà autorevoli ospiti del mondo della cultura e della ricerca, che verranno intervistatida Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, su temi che attraversano la conservazione del patrimonio, la memoria, il paesaggio e il ruolo dell’archeologia nella società contemporanea. Mercoledì 29 luglio 2026 saranno ospiti Alfonsina Russo, capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura e Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo; giovedì 30 luglio 2026 interverrà Evelina Christillin, presidente della Fondazione Museo delle Antichità Egizie e venerdì 31 luglio 2026 saranno protagonisti Daniele Morandi Bonacossi e Francesca Simi, rispettivamente professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente e ricercatrice in Archeologia del Vicino Oriente all’Università di Udine. In qualità di direttore e vicedirettrice, guidano la missione archeologica italiana Land of Niniveh Archaeological Project in Kurdistan iracheno. La serata finale di martedì 4 agosto 2026 sarà moderata da Paolo Mosanghini, giornalista e condirettore del Messaggero Veneto che intervisterà Elena Commessatti autrice del romanzo “Il tempo delle viole” edito da Newton Compton in cui narra le vite di tre ragazze che si intrecciano in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. 

Il programma si arricchisce inoltre della collaborazione con INCinema – Festival del Cinema Inclusivo, che sabato 1° e domenica 2 agosto porterà sul palco di Aquileia due grandi classici della storia del cinema, Rear Window (La finestra sul cortile) di Alfred Hitchcock e The Seven Year Itch (Quando la moglie è in vacanza) di Billy Wilder, in versioni in lingua originale con sottotitoli in italiano e completamente accessibili, a ingresso libero.

Grosseto. Al giardino dell’archeologia la V edizione di Maremma Archeofilm si è chiusa con l’assegna del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

Il Maremma Archeofilm al giardino dell’archeologia a Grosseto (foto archeologia viva)

Si è chiusa la V edizione di Maremma Archeofilm, dal 16 al 18 luglio al giardino dell’archeologia di Grosseto, organizzata da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

Il pubblico ha decretato vincitore il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Itaia 2025, 52’) al quale è andato il premio Maremma Archeofilm 2026. Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Grosseto. Nel giardino dell’Archeologia al via la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico: tre serate con film da Italia, Francia, Cina e Indonesia in concorso per il premio del pubblico, e incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Ecco il programma

Al via giovedì 16 luglio 2026, nel giardino dell’Archeologia a Grosseto, la quinta edizione del Maremma Archeofilm, festival internazionale del cinema archeologico, organizzato da Firenze Archeofilm, Archeologia Viva (Giunti Editore), Associazione M.Arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma e Comune di Grosseto, con il sostegno di Fondazione CR Firenze, Visit Tuscany, in collaborazione con Fondazione Grosseto Cultura: dal 16 al 18 luglio 2026 in programma film provenienti da Italia, Francia, Cina e Indonesia, accompagnati da incontri con studiosi, esperti e protagonisti del mondo della cultura. Come da tradizione, il pubblico sarà chiamato a votare il proprio film preferito, contribuendo all’assegnazione del “Premio Maremma Archeofilm 2026”. Ogni appuntamento sarà accompagnato da una degustazione di vini offerta da La Selva, per unire il piacere della scoperta culturale alla valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Ingresso libero e gratuito. Informazioni: museo Archeologico e d’Arte della Maremma, tel. 0564 488752. In caso di maltempo il festival si svolgerà al museo di Storia naturale in strada Corsini 5 a Grosseto.

Frame del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (foto mediateca digitale della maremma)

PROGRAMMA GIOVEDÌ 16 LUGLIO 2026. Alle 21.15, in collaborazione con Mediateca Digitale della Maremma proiezione del film “Roselle” di Enzo Micheli, Enrico Bernazzani (Italia 1960, 16’). Immagini del museo Archeologico di Grosseto, la macchina da presa inquadra i reperti di Roselle. Un furgoncino si dirige verso gli scavi etruschi ed arriva ad un podere dove si riconosce Morbello Vergari che viene intervistato sulla necropoli etrusca. Le immagini riprendono gli scavi, l’anfiteatro, le bellezze di Roselle finché non cala il sole e il furgoncino riparte. Segue la conversazione con Simone Rusci, presidente del parco della Maremma, e Luca Bernazzani, ricercatore universitario. Chiude la serata il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.

Frame del film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard

PROGRAMMA VENERDÌ 17 LUGLIO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vegetariani, la grande odissea / Vegetarians, the great odyssey” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’). Il vegetarianismo sembra essere un fenomeno contemporaneo. Ma, al contrario, ha una storia lunga e trascurata. Dai giainisti indiani agli hippy, dai filosofi romani alla prima Società Vegetariana, fondata a Londra nel 1847, il film offre un’avventura umana incarnata da figure universali che, attraverso le loro scelte alimentari, sollevano interrogativi sul posto dell’umanità nel mondo. Segue la conversazione con Leonardo Romanelli critico enogastronomico. Chiude la serata il film “Ngaben – il lungo sonno / Ngaben – the long sleep” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 31’). A Bali la morte è un passaggio sacro. Ngaben segue Kadek durante il rito funebre per il padre: un mese di preparativi, offerte, processioni, cremazione e dispersione delle ceneri nel mare, fino al ritorno dell’anima al tempio di famiglia. Il film esplora la simbologia del rito, le costruzioni sacre e il ruolo del banjar, rivelando una cosmologia in cui fuoco, acqua e comunità guidano trasformazione e rinascita.

Frame del film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi

PROGRAMMA SABATO 18 LUGLIO 2026. Alle 21.15 apre il film “Gargano Sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28’). Seguiamo il viaggio a piedi del regista Lorenzo Scaraggi, attraverso l’intero promontorio del Gargano, in Puglia, percorrendo 120 chilometri da Rignano Garganico a Vieste. Il film esplora un paesaggio di forti contrasti, fra boschi secolari, eremi scavati nella roccia e abbazie millenarie affacciate sull’Adriatico. Mostra come la memoria di queste terre possa offrire una rilettura del presente, invitando a sostare e ad ascoltare i ritmi più profondi della Puglia garganica. Segue la conversazione con Chiara Valdambrini, direttrice Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala di Siena. Quindi il film “Fengyang. L’antica capitale dimenticata della Cina / Fengyang. Ancient China’s forgotten capital” di Stéphane Bégoin (Francia, Cina 2025, 52′). Cina centro-orientale. Gli archeologi sono al lavoro. I primi scavi dell’antica città imperiale di Fengyang rivelano una città gigantesca, persino più imponente della Città Imperiale di Pechino. Quando e come fu costruita, e perché fu distrutta in circostanze oscure? I ricercatori si stanno immergendo nel cuore di questi misteri per svelare i segreti di questa città dimenticata, testimone di un passato imperiale perduto. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Maremma Archeofilm 2026” al film più votato dal pubblico.

Aquileia (Ud). Aperte le prenotazioni all’Aquileia Film Festival 2026 – Raccontare l’invisibile: otto serate accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere

Al via martedì 14 luglio 2026 su www.fondazioneaquileia.it le prenotazioni all’Aquileia Film Festival 2026 – Raccontare l’invisibile che dal 28 luglio al 4 agosto 2026 porta ad Aquileia il grande cinema dell’archeologia, della storia e del patrimonio culturale. Otto serate accessibili a tutto il pubblico tra documentari, incontri con studiosi, anteprime per guardare oltre ciò che gli occhi possono vedere. Organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm in collaborazione con ministero della Cultura, Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Aquileia e Basilica di Aquileia e con il sostegno di PromoTurismoFVG,  il festival dedicato al cinema archeologico e culturale propone un programma che intreccia grandi documentari, prime visioni, incontri con archeologi, storici, giornalisti e protagonisti della ricerca, trasformando il cinema in uno strumento di conoscenza e dialogo.

Piazza Capitolo, ad Aquileia, che ospita l’Aquileia Film Festival (foto fondazione aquileia)

“L’edizione 2026”, spiega il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo, “invita il pubblico a guardare oltre la superficie. L’invisibile è ciò che l’archeologia riporta alla luce, ma anche ciò che il cinema riesce a raccontare: le storie nascoste nei luoghi, le connessioni tra passato e presente, le persone che dedicano la propria vita alla tutela del patrimonio, le memorie collettive che continuano a costruire l’identità delle comunità. Inoltre – aggiunge – anche quest’anno l’Aquileia Film Festival rinnova il proprio impegno per una cultura realmente accessibile. Tutti i documentari saranno infatti fruibili con sottotitoli per persone sorde e ipoacusiche e audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti attraverso l’app Earcatch, mentre le conversazioni saranno accompagnate da un servizio di trascrizione dedicato”. Le proiezioni iniziano ogni sera alle 21. L’ingresso è gratuito con prenotazione online obbligatoria (a partire dal 14 luglio 2026 su www.fondazioneaquileia.it), ad eccezione delle due serate INCinema OUTSIDE (1-2 agosto), a ingresso libero. Nelle serate del 29-30-31 luglio 2026 inoltre il pubblico potrà votare il film preferito e nella serata di venerdì 31 luglio 2026 verrà consegnato il Premio Aquileia, che quest’anno raddoppia, affiancando al mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli un prezioso manufatto in vetro soffiato nel forno vetrario di Aquileia.

Cividate Camuno (Bs). Alla seconda edizione del Civitas Camunnorum Archeofilm il pubblico assegna il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Premio “Civitas Camunnorum Archeofilm”: il regista Massimo D’Alessandro tra, da sinistra, Diego Zarneri (Assocamuna) e Maffeo Damioli, assessore alla Cultura di Cividate Camuno (foto lara mersi / assocamuna)

Il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro si è aggiudicato il premio “Civitas Camunnorum Archeofilm” per il film più votato dal pubblico al termine delle tre serate della seconda edizione di Civitas Camunnorum Archeofilm, organizzata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno e Assocamuna: film, talk e anche uno spettacolo teatrale in una location d’eccezione come il Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs).

Serena Solano, direttrice del Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno, intervistata da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Tra gli ospiti d’onore Serena Solano, direttrice del Parco che ospita l’evento e funzionaria archeologa della soprintendenza ABAP Bergamo e Brescia che ha annunciato l’assegnazione dell’European Heritage Award 2026 al progetto Intorno a Minerva riconoscendone il valore nell’ambito delle iniziative culturali e rapporti interculturali tra fedi diverse.

Umberto Tecchiati (università di Milano) intervistato da Piero Pruneti al Civitas Camunnorum Archeofilm (foto lara mersi / assocamuna)

Ad aprire la manifestazione Umberto Tecchiati docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi che ha parlato alla platea del rapporto tra l’uomo e l’ambiente nella Preistoria e nel mondo attuale. Mentre la serata finale ha visto sbarcare al Parco archeologico anche il teatro con la famosa “Batracomiomachia: la battaglia dei topi e delle rane” applaudita a scena aperta dal pubblico. In scena Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni.

Frame del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

Il premio della giuria popolare è andato dunque al film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Il film guida il pubblico nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto dove si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni.

Cividate Camuno (Bs). Al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro il Civitas Camunnorum Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico

Dal 9 all’11 luglio 2026, alle 20.45, al parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (Bs) il Civitas Camunnorum Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, organizzato da soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Comune di Cividate Camuno, Assocamuna; con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Comunità Montana di Valle Camonica, MiC – Direzione Regionale Musei Nazionali Lombardia, museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, Comune di Breno, Consorzio Turistico Thermae & Ski – Vallecamonica, Valle Camonica la Valle dei Segni. Ingresso libero e gratuito. Info: 0364.534580, segreteria@assocamuna.it. In caso di maltempo il festival si svolgerà all’auditorium parrocchiale “San Giovanni Bosco”, in via Port Castello 1 a Cividate Camuno.

Frame del film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski

GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apertura festival. Apre le proiezioni il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni… Segue la conversazione con Umberto Tecchiati, docente di Preistoria ed Ecologia preistorica – UniMi. Chiude la serata il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.

Frame del film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro

VENERDÌ 10 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apre il film “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si cela Campo della Fiera, un luogo dove sacralità e storia s’intrecciano da oltre duemila anni. Santuario federale degli Etruschi, poi centro spirituale dei Romani e infine dimora dei Francescani, questo sito è testimone di un’eredità millenaria. Grazie a decenni di scavi archeologici affiorano reperti straordinari: ceramiche pregiate, antichi templi e un pozzo misterioso che racchiude tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni emozionanti, interviste agli archeologi e riprese spettacolari, il documentario svela la vita, il declino e la rinascita di un luogo unico. Interviene il regista Massimo D’Alessandro. Segue la conversazione con Serena Solano, soprintendenza ABAP BG BS e direttore parchi archeologici Valle Camonica romana. Chiude la serata il film “Abiseo, la foresta culturale del Chachapoya / Abiseo, el bosque cultural de los Chachapoya” di Rosemarie Lerner (Lúcida Media) (Perú 2025, 22’). Nel cuore del Parco Nazionale Río Abiseo in Perù, un team interdisciplinare del World Monuments Fund Perù intraprende un viaggio senza precedenti nella Zona Storico-Culturale del parco. La loro missione: indagare, documentare e proteggere il Gran Pajatén, una delle più belle eredità della cultura Chachapoya, rivelando le sue strutture circolari in pietra ornate da straordinari fregi, testimoni di una civiltà che prosperava in armonia con la foresta.

Frame del film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre

SABATO 11 LUGLIO 2026. Alle 20.45, apre il film “Philae, il santuario sommerso / Philae, the sunken sanctuary” di Olivier Lemaitre / Coautore: Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 52′). L’isola di Philae affascina i viaggiatori da secoli. Su questa roccia che sorge dal Nilo, potenti sovrani fecero costruire santuari monumentali. Per salvare i preziosi resti dall’innalzamento del livello dell’acqua dopo la costruzione delle dighe, una campagna internazionale si è posta l’obiettivo di smantellare i monumenti pietra dopo pietra per ricostruirli su un’isola vicina. Il film incrocia le interviste degli ex soccorritori con gli egittologi di oggi che ancora esplorano le rovine. Segue lo spettacolo teatrale “Batracomiomachia: la battaglia dei topo e delle rane” con Andrea Macaluso, live sound design Marco Mantovani, musiche Nicola Pedroni. Chiude la cerimonia di premiazione con l’attribuzione del “Premio Civitas Camunnorum Archeofilm” al film più votato dal pubblico. Le conversazioni sono condotte da Piero Pruneti direttore di “Archeologia Viva”