Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”: in vetrina oltre 150 reperti trafugati o destinati al mercato clandestino

Hydria a figure rosse, del IV secolo a.C., recuperata dai carabinieri con l’operazione “Purgatorio” del 2011 (foto MArRC)
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Il direttore Carmelo Malacrino con i carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza all’inaugurazione della mostra “Salvati dall’oblio” (foto MArRC)

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La locandina della mostra “Salvati dall’oblio” al MArRC fino al 9 gennaio 2022

In vetrina possiamo ammirare una lekythos sovradipinta del IV sec. a.C., una splendida oinochoe a vernice nera del IV sec. a.C., o una tazza daunia del VI sec. a.C., tutti capolavori sequestrati dai carabinieri nel 2010 nell’ambito dell’operazione “Brettii”. E ancora una hydria a figure rosse, del IV secolo a.C., recuperata con l’operazione “Purgatorio” del 2011. Sono solo alcuni degli oltre 150 preziosi reperti archeologici rinvenuti illecitamente o pronti per essere venduti sul mercato clandestino, recuperati dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, e ora esposti in tre sezioni nella mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, curata dal direttore Carmelo Malacrino; dal capitano Bartolo Taglietti, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza; e dall’archeologo Maurizio Cannatà. L’esposizione si avvale anche della collaborazione del dipartimento di Culture, Educazione e Società dell’università della Calabria e della Direzione Regionale Musei della Calabria. La mostra, allestita nel suggestivo spazio della Piazza Paolo Orsi, sarà visitabile fino al prossimo 9 gennaio 2022.

Lekythos sovradipinta del IV sec. a.C. recuperata dai carabinieri nell’operazione “Brettii” del 2010 (foto MArRC)
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L’ingresso del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con lo striscione della mostra “Salvati dall’oblio” (foto MArRC)

“Siamo onorati di poter ospitare in Museo questi manufatti”, commenta il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, “non soltanto per il contributo archeologico e di ricerca, ma soprattutto per il valore civile che essi testimoniano nei confronti della collettività per la tutela dello straordinario patrimonio culturale italiano e calabrese in particolare. L’obiettivo della mostra non è soltanto quello di esporre reperti archeologici che, diversamente, sarebbero rimasti sconosciuti in qualche vetrina di collezionisti privati, ma anche quello di descrivere e comunicare al pubblico l’eccezionale azione di contrasto alle attività illecite e ai reati contro il Patrimonio Culturale condotta con orgoglio dai Carabinieri in sinergia con il ministero della Cultura e con le sue diramazioni regionali. Ringrazio quindi l’Arma per le sinergie proficue messe in campo per la realizzazione di questa esposizione. Una mostra che vede la luce dopo i mesi di chiusura al pubblico determinati dalla pandemia e della cui realizzazione siamo fieri. Sono certo – conclude Malacrino – che essa rappresenterà un valore aggiunto alla collezione permanente del Museo, entusiasmando gli animi e la vista dei calabresi e dei turisti che attendiamo numerosi”.

Tazza daunia del VI sec. a.C. recuperata dai carabinieri nell’operazione “Brettii” del 2010 (foto MArRC)
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Splendida oinochoe a vernice nera del IV sec. a.C. recuperata dai carabinieri nell’operazione “Brettii” del 2010 (foto MArRC)

Tre le sezioni della mostra “Salvato dall’oblio”. “La prima sezione tematica della mostra evidenzia il valore identitario che il patrimonio culturale riveste per l’intera collettività, l’importanza della sua tutela e della sua valorizzazione come valori fondamentali della nostra Nazione, così come sanciti dall’art. 9 della nostra Costituzione”, spiega il funzionario archeologo Cannatà. “L’allestimento prosegue rimarcando il rapporto tra la Costituzione repubblicana e la moderna legislazione contenuta nel Codice dei Beni Culturali e del paesaggio, sottolineandone la lunga tradizione derivante dalla normativa vigente negli stati preunitari. Nella seconda sezione della mostra sono descritti i compiti, le funzioni, le attività operative del Comando TPC e del suo Nucleo calabrese, che hanno permesso di salvare dalla distruzione numerosi siti di interesse culturale e paesaggistico, nonché di recuperare migliaia di opere d’arte trafugate illecitamente. Una volta conclusi i procedimenti giudiziari scaturiti dalle attività investigative, il patrimonio culturale di proprietà statale recuperato dai Carabinieri TPC viene affidato al ministero della Cultura. La terza sezione – conclude Cannatà – descrive l’intensa attività dei tecnici del Ministero, Archeologi, Architetti, Storici dell’Arte e Restauratori, finalizzata a recuperare il valore culturale e storico dei beni”.

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Una risposta a “Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la mostra “Salvati dall’oblio. Tesori d’archeologia recuperati dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale”: in vetrina oltre 150 reperti trafugati o destinati al mercato clandestino”

  1. Italina Bacciga dice :

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