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Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi. Al museo Archeologico nazionale tre incontri sui restauri e le ricerche scientifiche sulle collezioni del museo. Si inizia con le terrecotte del tempio arcaico di Marasà. E poi un incontro con Adele Canale, una carriera per i beni archeologici calabresi

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Claudia Lucchese, direttrice del museo Jatta, e Carmelo Malacrino, direttore del MArRC, illustrano al pubblico la mostra “Il vaso sui vasi” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Dopo il successo della Notte dei Musei che al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha offerto un primo assaggio delle aperture serali estive, richiamando più di 330 persone, che hanno potuto coniugare la bellezza dei Bronzi di Riace e di Porticello con la possibilità di osservare il cielo attraverso i telescopi del Planetario reggino, guidato dalla prof.ssa Angela Misiano, ora si apre una settimana fitta di appuntamenti dedicata alle esperienze del Museo, con incontri incentrati anche sui restauri e le ricerche scientifiche, nell’ambito delle celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Saranno tre gli appuntamenti curati dal funzionario restauratore Barbara Fazzari, previsti per il 17, il 19 e il 20 maggio 2022, nella sala conferenze a partire dalle 10. “Ringrazio la dott.ssa Fazzari, che coordina il nostro Laboratorio di Restauro, per queste iniziative, promosse in collaborazione con alcuni enti di ricerca e con le ditte di restauro impegnate in questi anni nella conservazione delle collezioni archeologiche del MArRC”, interviene il direttore Carmelo Malacrino. “Un ciclo di incontri per far conoscere al pubblico anche il dietro le quinte del Museo”.

reggio-calabria_archeologico_cinquantesimo_Conferenze sui restauri_terrecotte-marasa_locandinaMartedì 17 saranno presenti Rosa Ponterio, Francesco Armetta e Virgilio Vecchio, che presenteranno “Lo studio diagnostico delle terrecotte del tempio arcaico di Marasà”, nell’incontro organizzato in collaborazione con l’Istituto per i Processi Chimico Fisici del CNR di Messina e il dipartimento STEBICEF dell’università di Palermo. “Partendo dall’analisi delle tecniche di esecuzione”, spiega la Fazzari, “la conferenza affronterà tematiche di conservazione e restauro, offrendo utili spunti di approfondimento grazie ai risultati diagnostici ottenuti da una campagna di indagini effettuata di recente sui manufatti”. L’incontro si concluderà con una breve visita guidata ai reperti provenienti dal tempio locrese presenti al Livello B del Museo. Giovedì 19 maggio sarà la volta di Antonio Adduci, della ditta Adduci Restauri, che presenterà “Il restauro di alcuni corredi delle necropoli locresi di Canale Ianchina e Patarriti”, eseguito su manufatti vari, di cui la maggioranza in bronzo. Il racconto dell’intervento sarà preceduto da un approfondimento sulle tecniche esecutive e i fenomeni di degrado tipici degli oggetti in lega metallica. Al termine della conferenza verrà offerta un’esperienza didattica che permetterà ai partecipanti di osservare dal vivo alcuni strumenti scientifici, nonché dei prototipi realizzati per lo studio della tecnica esecutiva. Ultimo appuntamento venerdì 20 maggio, con la conferenza di Maria Labriola e Alessandra Milea, che parleranno dell’intervento conservativo eseguito dal Consorzio Pragma su uno dei mosaici provenienti dalla Villa dell’Annunziata di Reggio Calabria. “Si partirà da un’analisi della tecnica esecutiva degli apparati musivi e delle problematiche conservative ad essi connesse”, continua ancora la Fazzari, “per concludere con la descrizione del restauro effettuato”. Seguirà una breve visita guidata agli altri lacerti musivi provenienti dallo stesso contesto archeologico e conservati presso il Museo. “Queste conferenze”, conclude il direttore Malacrino, “vogliono dare spazio e visibilità ad alcuni importanti progetti di restauro, esponendo i risultati ottenuti, che spesso rimangono appannaggio dei soli addetti ai lavori. Capita infatti che i dati scientifici vengano pubblicati in riviste specialistiche, senza che gli stessi possano essere condivisi con la comunità locale. Con questi incontri il Museo offrirà un’importante esperienza didattico-culturale e insieme conoscitiva rivolta al grande pubblico, al fine di sviluppare nei visitatori l’interesse per le tematiche legate alla tutela e alla conservazione dei beni culturali”.

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L’architetto della soprintendenza Adele Canale (foto da heliosmag.it)

Inoltre martedì 17 maggio 2022, alle 17, in sala conferenze, si terrà l’incontro “Adele Canale. Una carriera per i beni archeologici calabresi”, curato dai funzionari architetti del Museo, Elena Nicolò e Claudia Ventura. Sarà presente l’arch. Canale, già funzionario architetto della Soprintendenza e del Museo, per raccontare e ripercorrere in grandi linee la sua carriera professionale e artistica. “Un lavoro stimolante, ricco e importante”, dichiara la Canale, “che mi ha permesso di conoscere tesori archeologici, paesaggistici e culturali della nostra terra. Stimoli, emozioni ed esperienze che ho sempre cercato di trasmettere ai miei collaboratori. Gruppi di lavoro, fatti di rapporti umani, di stima reciproca, di incontri con giovani capaci, motivati, entusiasti che mi hanno consentito di portare avanti i vari lavori. Onorata per questo riconoscimento attribuitomi dal direttore Malacrino, che ringrazio. Non poteva esserci gratificazione più grande a conclusione di un percorso di vita e di una affascinante carriera”. La serata, durante la quale saranno proiettate foto e immagini dei lavori svolti, vedrà il dialogo fra due generazioni di funzionari architetti del ministero della Cultura. “Il percorso professionale dell’architetto Adele Canale si intreccia con il suo percorso artistico”, commenta la Nicolò. “Nel corso dell’incontro avremo modo di ripercorrere alcune delle esperienze più significative della sua carriera, che hanno caratterizzato anche la storia dei beni archeologici calabresi e del nostro museo Archeologico”.

Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Apre al museo Archeologico nazionale la grande mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori del Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”, frutto della sinergia fra il MArRC e la Direzione regionale Musei Puglia. Ogni immagine dei vasi in mostra illustra il momento di un rito o di una cerimonia, i cui protagonisti utilizzano proprio vasi e recipienti

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La locandina della mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 12 maggio all’11 settembre 2022

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Grande cratere a figure rosse conservato al museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia (foto MArRC)

“Il vaso sui vasi. Capolavori del Museo Nazionale Jatta di Ruvo di Puglia”: nuova grande mostra al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Ormai è tutto pronto. L’inaugurazione è prevista giovedì 12 maggio 2022, alle 17. L’esposizione, frutto della sinergia fra il MArRC e la Direzione regionale Musei Puglia, si inserisce nella programmazione per celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, nell’ottica di una partecipazione allargata a tutta la Magna Grecia. Ci sono i rytha, i celebri bicchieri a testa di animale, e i preziosi crateri a figure rosse. E ancora coppe, grandi anfore, lekythoi e brocche. Tanti vasi recanti altrettante scene ritratte sulle loro superfici, con un unico tratto in comune, scelto come tema della mostra: ogni immagine illustra il momento di un rito o di una cerimonia, i cui protagonisti utilizzano proprio vasi e recipienti. “I vasi attici e apuli a figure rosse della Collezione Jatta sono noti in tutto il mondo e continuano a rivelare curiosità e approfondimenti ad ogni sguardo”, commenta Claudia Lucchese, direttrice del museo nazionale Jatta. In questa mostra si vuole raccontare un aspetto meno noto della ceramica antica, quale quello del reale impiego di questi contenitori”.

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Rython: bicchiere a testa di animale conservato nel museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia (foto MArRC)

“Questa mostra ci riempie di entusiasmo”, dichiara il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino. “Finalmente, dopo due anni di chiusura dovuta alla pandemia, abbiamo la possibilità di offrire nuovamente al pubblico il Livello E del Museo, dedicato alle esposizioni temporanee. E lo faremo con un progetto ricco di oltre 40 capolavori vascolari, giunti appositamente dal bellissimo museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia, grazie alla proficua sinergia con la Direzione regionale Musei Puglia, diretta da Luca Mercuri. Un elegante allestimento, curato dal nostro funzionario architetto Claudia Ventura, accompagnerà i visitatori tra le mille suggestioni delle iconografie vascolari, qui presentate tematicamente da Claudia Lucchese, direttrice del museo nazionale Jatta. Entreremo così nel vivo della programmazione in onore dei Bronzi di Riace – conclude Malacrino –, in attesa di un nuovo progetto espositivo che inaugureremo a luglio, coinvolgendo tutta la Magna Grecia”.

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Kylix: grande coppa biansata con lungo piede conservata al museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia (foto MArRC)

Percorrendo le quattro sezioni della mostra – “Il rito del vino”, “I guerrieri della Peucezia”, “I vasi delle donne” e “Offerte per i defunti” – e osservando i piccoli dettagli, i visitatori potranno apprendere dalle figure dipinte interessanti informazioni circa la funzione di questi recipienti e il loro utilizzo, per approfondire gli aspetti del culto e del rito che caratterizzarono la vita sociale nelle comunità indigene della Puglia tra il V e il IV secolo a.C. “Siamo orgogliosi di questa collaborazione tra la Direzione regionale Musei Puglia e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, tra i più prestigiosi d’Italia”, conclude Luca Mercuri. “Un’occasione unica, che consolida la relazione e il dialogo tra territori, promuovendo la diffusione di culture. Viaggiare con le opere è sempre una grande emozione e consente di farle conoscere e apprezzare ad un pubblico sempre più vasto”.

Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi. Quali armi avevano di due guerrieri? Conferenza on line del prof. Rebaudo (università di Udine): “Le armi dell’eroe. Riflessioni sull’aspetto originale dei Bronzi di Riace”

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La locandina con il fitto programma di eventi culturali promossi a maggio 2022 dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria

Per il ciclo di appuntamenti scientifici promosso dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e dall’università Roma Tre, in collaborazione con altri atenei d’Italia, in occasione del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, venerdì 6 maggio 2022, alle 17.00, sulla piattaforma Microsoft Team conferenza on line del prof. Ludovico Rebaudo dell’università di Udine su “Le armi dell’eroe. Riflessioni sull’aspetto originale dei Bronzi di Riace”. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria ha infatti ripreso la programmazione delle iniziative culturali volte a celebrare il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Seppur in carenza di organico, il MArRC per tutto il mese di maggio offrirà una ricca serie di eventi, tra conferenze, seminari scientifici, mostre, convegni e attività didattiche, sia in presenza che su piattaforme digitali. “Nonostante una drammatica mancanza di personale, non può essere questo il momento di tirare i remi in barca”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “È una fase cruciale per cogliere l’opportunità di promuovere lo straordinario patrimonio culturale calabrese nel segno dei Bronzi di Riace, in stretta sinergia con la Regione, la Città Metropolitana, i Comuni di Reggio e Riace, la Camera di Commercio, gli altri musei calabresi e tutti gli altri partner che si stanno impegnando nella condivisione di questo percorso. Tutto lo staff del MArRC – prosegue il direttore – vuole farsi forza per superare le difficoltà, a servizio della cultura e del turismo del territorio. Il successo della prima domenica del mese, con oltre 1800 ingressi, ci incoraggia e ci fa comprendere quanto sia importante trovare sempre entusiasmo, anche nei momenti più difficili. Voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini che lavorano al Museo per il loro continuo impegno, ma anche gli enti e le associazioni che collaborano nelle varie iniziative culturali”.

reggio-calabria_archeologico_conferenza-le-armi-dell'eroe_locandina“Le armi dell’eroe. Riflessioni sull’aspetto originale dei Bronzi di Riace”. L’incontro affronterà uno degli aspetti più discussi, e d’altra parte più importanti, per l’interpretazione dei Bronzi di Riace: quali erano in origine le loro armi? “Le due sculture, com’è noto, sono state recuperate dal fondale marino prive dell’armamento che pure le doveva completare”, afferma il prof. Rebaudo. “Già nell’antichità, prima del loro spostamento sulla nave che ne ha causato il naufragio, è molto probabile che le armi fossero state tolte. Eppure tali elementi sono stati inseriti nelle copie che determinano, nell’immaginario comune, l’aspetto dei Bronzi di Riace, a partire da quelle realizzate dalla Städtische Galerie Liebieghaus di Francoforte, che presto arriveranno in Italia. Le copie possono essere uno strumento importante di sperimentazione e di studio dell’iconografia degli originali, ma sono ricostruzioni corrette?”, conclude Rebaudo. “Valorizzazione e ricerca scientifica rappresentano un binomio indissolubile, anche nell’ottica della promozione culturale”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Il MArRC in questi anni ha investito molte energie nel coinvolgimento di Università ed Enti di ricerca per lo studio dello straordinario patrimonio archeologico esposto o conservato nei depositi. Questo ciclo di incontri, curato dalla prof.ssa Giuliana Calcani dell’università di Roma Tre e componente del CdA del Museo, sta riscuotendo grande successo, anche per l’ampia partecipazione ottenuta con l’uso delle piattaforme digitali. Ringrazio la prof.ssa Calcani per questa importante iniziativa, volta alla conoscenza scientifica dei Bronzi di Riace, e il prof. Rebaudo per aver risposto con entusiasmo al nostro invito”. Per collegarsi alla conferenza: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_MGI5YWE1NWEtYTAyMS00OTI0LTg0MmQtNTNlYTg2YjA3NzBi%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22ffb4df68-f464-458c-a546-00fb3af66f6a%22%2c%22Oid%22%3a%223d77d297-5a27-4734-bfc0-9208713f0d1b%22%7d.

Reggio Calabria. Cinquantesimo dei Bronzi di Riace. Presentato il logo e il programma: sette mesi di iniziative, tra mostre, convegni, incontri, con il coinvolgimento del territorio. Occasione per valorizzare e promuovere l’immagine della Calabria nel mondo. E un obiettivo: candidatura dei Bronzi di Riace a patrimonio dell’Unesco

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Il volto del guerriero B, uno dei due Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Sette mesi di iniziative, tra mostre, convegni, incontri, coinvolgimento del territorio. Il tutto “raccolto” in un logo: 1972-2022. Tutto questo per il Cinquantesimo della scoperta dei Bronzi di Riace: una straordinaria occasione per valorizzare e promuovere a livello regionale, nazionale e estero l’immagine della Calabria; accendere i riflettori verso il patrimonio culturale regionale e principalmente verso i Bronzi e le testimonianze della Magna Graecia; creare un legame identitario tra i Bronzi e la Calabria basato sui concetti di bellezza, forza, fascino, ma anche di sostenibilità e innovazione. Con un obiettivo: candidatura dei Bronzi di Riace a patrimonio dell’Unesco.

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Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

Reggio Calabria, e non solo, si prepara dunque alla grande ad accogliere sullo Stretto le migliaia di ospiti che verranno ad ammirare i due guerrieri da sempre considerati gli ambasciatori della Calabria nel mondo. È stato costituito un Comitato di coordinamento inter-istituzionale, una vera task force, composto da presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto; vice presidente della Giunta regionale, Giusi Princi; presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso; assessore a Sviluppo economico e attrattori culturali, Rosario Varì; assessore a Turismo, marketing territoriale e mobilità, Fausto Orsomarso; sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria, Carmelo Versace; sindaco della Città di Reggio Calabria, Paolo Brunetti; sindaco del Comune di Riace, Antonio Trifoli; dirigente generale del Segretariato regionale del ministero della Cultura, Salvatore Patamia; soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio di Reggio Calabria, Fabrizio Sudano; direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, Carmelo Malacrino; direttore regionale Musei della Calabria, Filippo Demma; presidente Camera di commercio Reggio Calabria, Antonino Tramontana; rettore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Marcello Zimbone; direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria, Antonella Iunti.

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Il comitato promotore dei Bronzi 50 nella sala che ospita i Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto filippo toscano e graziella pensabene / MArRC)

Il programma delle manifestazioni per celebrare il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace e il logo del Cinquantesimo sono stati presentati al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal direttore Carmelo Malacrino, con il vicepresidente della Regione Calabria, Giusy Princi, il sindaco della Città Metropolitana Carmelo Versace, il sindaco della città di Reggio Paolo Brunetti, il sindaco di Riace, Antonio Trifoli e il presidente della Camera di Commercio, Antonino Tramontana. “A livello locale, sono previste attività culturali e scientifiche, nonché di promozione e accoglienza rivolte a visitatori e turisti e finalizzate a rendere il territorio più accogliente e a dare visibilità alle eccellenze territoriali, attraverso eventi che vedranno il territorio protagonista. A livello nazionale e internazionale è in programma una intensa attività di eventi, marketing e comunicazione finalizzata ad accrescere la notorietà della Calabria turistica e culturale, con particolare riferimento ai Bronzi di Riace e alla Magna Graecia, in un’ottica di crescita dei flussi turistici”. E allora vediamo a grandi linee cosa ha in mente il Comitato per il Cinquantesimo dei Bronzi.

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Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

Mostre ed eventi a cura del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Solo a scorrere i titoli delle mostre si può apprezzare la ricchezza e la varietà dell’offerta culturale: “Salvati dall’oblio tesori d’archeologia recuperati dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale”; “Gli eroi e la Magna Grecia insieme per i Bronzi di Riace”; “I Bronzi di Riace, cinquanta anni di storia”; “Tra Oriente e Occidente gli ebrei e la Calabria”; “Oltre l’emergenza: attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”; “Per gli dei e per gli uomini musica e danza nell’antichità”; “Gli iberi: arte e cultura nel Mediterraneo occidentale”; “Il vaso sui vasi, capolavori del museo Jatta di Ruvo”; “L’altra isola. La Sardegna tra antichità e medioevo”. E poi ci sono gli eventi: “Itinerari culturali del consiglio di Europa in Italia: un patrimonio europeo”; mostra fotografica a cura del Touring club italiano; “Naked” nel piazzale Orsi del MArRC, mostra fotografica di Oliviero Toscani su proposta del Comitato Paralimpico.

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La locandina della mostra dell’artista Obey “Make art not war” a cura della Metamorfosi Eventi, al Palazzo della Cultura: la prima ad essere inaugurata nel programma Bronzi 50

Mostre ed eventi nel territorio della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Mostra dell’artista Obey “Make art not war” a cura della Metamorfosi Eventi, al Palazzo della Cultura dal 15 aprile al 5 giugno 2022; mostra “I Bronzi di Riace e i miti della Magna Grecia” a cura del maestro Raffaele De Rosa, al Palazzo della Cultura dal 13 giugno al 5 settembre 2022; mostra collettiva “Mediterraneo” a cura del direttore artistico Giammarco Puntelli, al Palazzo della Cultura dal 10 settembre al 10 novembre 2022; mostra arazzo “Ananias e Saphira”, a cura della Diocesi di Locri Gerace, mostra itinerante di una arazzo di Raffaello, al MArRC dal 6 settembre al 6 ottobre 2022; “Tragedie greche” con il coinvolgimento delle associazioni culturali del territorio; animazione territoriale dedicata ai Bronzi nel corso degli eventi già programmati dalla Città Metropolitana: Feste Mariane, Roccella Jazz, Caulonia tarantella festival, Varia di Palmi, Concorso Metropolitano Francesco Cilea, I Tesori del Mediterraneo, Traversata dello Stretto, Raduno nazionale Vespa Club, Premio letterario Reghium Julii; promozione di eventi culturali e scientifici ludici e artistici che interesseranno particolarmente i comuni di Reggio Calabria e Riace, per il 16 agosto in occasione del giorno del ritrovamento dei Bronzi.

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Palazzo Piacentini sede del MarRC, realizzato negli anni Trenta de Novecento dall’architetto Piacentini per ospitare le ricche collezioni magnogreche

Convegni, seminari, pubblicazioni, campagne di scavo. Mostra Reghion Kiosk. La Piazza, il Museo, la Città” a cura dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, ottobre 2022; convegno di studi “Nel segno dei Bronzi”, settembre 2022, a Riace e Reggio Calabria; convegno internazionale “I Bronzi di Riace, 50 anni di studi e ricerche”, settembre 2022; seminario internazionale su “Architettura/ Archeologia: Il progetto di tutela e valorizzazione del patrimonio storico”, settembre 2022 a Riace e Reggio Calabria; volume illustrato “Bronzi di Riace. 50 anni” a cura di Comune di Reggio Calabria e Città Metropolitana, in collaborazione con il Touring Editore e il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Data di consegna prevista: 30 giugno 2022. campagna di scavi in piazza Garibaldi con cantiere didattico e di studio scientifico.

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I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Servizi per visitatori e turisti. Il Comune di Reggio Calabria attiverà i seguenti servizi: video mapping animato effetto 3D su palazzi istituzionali presenti nella città; intensificazione delle corse del bus cabrio; servizi di informazione, accoglienza ed assistenza turistica nella città; progetto Sunoicheo, animazione del circuito delle aree archeologiche con visite guidate. La Città Metropolitana promuoverà la brandizzazione dei bus cittadini e metropolitani, acquisizione video del territorio con focus su siti culturali e sul MArRC. La Camera di Commercio di Reggio Calabria ha coordinato i lavori dei club di prodotto per la costruzione di pacchetti turistici dedicati ai Bronzi. Sono 20 gli itinerari di varia durata, resi già disponibili, dedicati ai Bronzi di Riace e finalizzati a far conoscere le grandi ricchezze culturali, naturalistiche ed enogastronomiche del territorio reggino. La Camera di Commercio promuoverà inoltre, in collaborazione con associazioni di categoria, consorzi di tutela, consorzi di associazioni tra produttori di beni identitari del territorio metropolitano di Reggio Calabria. L’intento è quello di rendere il territorio, e in particolar modo le Città di Reggio Calabria e Riace, una cassa di risonanza capace di amplificare l’effetto promozionale del logo celebrativo dei Bronzi di Riace. Le attività ristorative saranno invitate a promuovere anche la somministrazione di preparazioni enogastronomiche identitarie del territorio, dedicate all’evento.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza on line di Mario Micheli (RomaTre) su “I Bronzi di Riace tra restauro e metallurgia della grande statuaria in bronzo” apre il ciclo di incontri dedicati ai Bronzi in sinergia con l’università di Roma Tre nel Cinquantesimo della scoperta

Si parlerà de “I Bronzi di Riace tra restauro e metallurgia della grande statuaria in bronzo” nella conferenza on line che apre il ciclo curato dal Dipartimento di Studi umanistici – RomaTre per celebrare con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Appuntamento venerdì 8 aprile 2022, alle 17, con il professor Mario Micheli del Dipartimento di Studi umanistici dell’università di Roma Tre, alle 17, sulla piattaforma digitale Microsoft Teams. Ecco il Link per il collegamento: urly.it/3m_43. “È il primo appuntamento del ciclo di incontri organizzato dall’ateneo romano in collaborazione con il museo Archeologico nazionale”, commenta il direttore Carmelo Malacrino, “nell’ambito delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Il professor Micheli, docente di storia e tecnica di restauro nei corsi magistrali di Archeologia e di Storia dell’Arte, ci condurrà alla scoperta delle tecniche metallurgiche antiche che, proprio in occasione dei restauri effettuati sui Bronzi, si è arricchita di nuovi elementi. Attraverso le parole di uno dei protagonisti degli interventi eseguiti dall’Istituto Centrale per il Restauro e la visione di filmati d’epoca, il pubblico sarà condotto alla scoperta delle tecniche di creazione dei grandi capolavori dell’arte greca. Sarà un’occasione straordinaria per continuare quel percorso di approfondimento e di offerta culturale al grande pubblico che rientra nella nostra mission. Un obiettivo – conclude Malacrino – al quale non intendiamo venire meno, nonostante la drammatica carenza di personale negli uffici e negli spazi espositivi, che ci ha visti costretti a sospendere le attività in presenza per tutto il mese di aprile. Ringrazio la professoressa Giuliana Calcani, componente del consiglio di amministrazione del MArRC per essersi fatta promotrice di questo ciclo di incontri altamente scientifici”.

I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Alle celebrazioni per i Cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace parteciperanno anche Università ed enti culturali del centro e del nord d’Italia: dall’università degli Studi Roma Tre, agli atenei di Padova e di Udine, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, a dimostrazione dell’interesse esteso ad ampio raggio sui due capolavori dell’arte greca, esposti al MArRC”, afferma Giuliana Calcani, dell’università Roma Tre e membro del Comitato organizzativo delle celebrazioni.  Avere la possibilità di riflettere su opere così complesse dal punto di vista tecnico, formale, attributivo, è un’occasione preziosa non solo per approfondire la conoscenza dell’arte antica, ma anche per valutarne il potenziale di relazione che hanno con la società attuale”. Per il professor Mario Micheli: “Il recupero dei Bronzi nel mare di Riace il 16 agosto 1972 ha aperto una fase straordinaria di ricerca sulle procedure della fusione artistica greca. Era necessario avere due capolavori che potessero fare da cassa di risonanza per una tipologia numericamente poco attestata, rispetto alla statuaria in marmo, per concentrare risorse conoscitive a tutto campo anche sulla metallurgia antica”.

Carenza di organico al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Malacrino: “Stop alle attività programmate al MArRC”. Anche il direttore tra il personale di vigilanza per #domenicalmuseo del 3 aprile

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Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, già in drammatica carenza di organico, perde un’altra unità di personale. Il funzionario archeologo responsabile dell’Ufficio prestiti e mostre, nonché dei Servizi didattici e dei rapporti con le scuole, lascia il MArRC per prendere servizio alla Direzione Regionale Musei. E il direttore Carmelo Malacrino è costretto a sospendere le attività programmate del museo. È un momento particolarmente difficile per il MArRC, gravato da carenze di organico anche nel settore della fruizione, accoglienza e vigilanza nelle sale espositive. E questo in un momento che dovrebbe essere di festa, per il superamento dell’emergenza Covid-19 e la ripresa delle domeniche con ingresso gratuito, la cui prima giornata sarà quella del prossimo 3 aprile 2022. E da venerdì, 1° aprile 2022, ai sensi dell’ultimo decreto ministeriale, la certificazione verde Covid-19 non sarà più necessaria per entrare in Museo, ma basterà indossare la mascherina chirurgica. “Auguro al nostro funzionario i migliori successi per il proseguo di una brillante carriera”, dichiara Malacrino, “e lo ringrazio per l’impegno profuso in questi anni al museo di Reggio. Non posso, tuttavia, non segnalare un’ulteriore contrazione dell’organico museale, che mette a rischio tutte le attività che avevamo programmato per la primavera e l’estate. Anche e soprattutto in vista delle celebrazioni per il Cinquantesimo anniversario dei Bronzi di Riace. Restano ora scoperte funzioni nevralgiche, quali quelle relative alle mostre e alle procedure di prestito di opere, sia in entrata che in uscita, ma anche la didattica e i progetti con scuole e università. Con sofferenza mi trovo obbligato a sospendere le manifestazioni già programmate per il mese di aprile, auspicando la rapida assegnazione di nuovo personale. Ridurre le attività culturali è una sconfitta non solo per il Museo, ma per l’intera comunità del territorio. Mi scuso con i tanti partner e le associazioni con cui avevamo costruito una ricca programmazione, ringraziandoli per la continua collaborazione che in questi anni ha trasformato il MArRC in un luogo della cultura inclusivo e dinamico”. E aggiunge: “Stiamo già ricevendo molte richieste da parte delle scuole e più in generale da un pubblico che vuole riappropriarsi della propria quotidianità, anche culturale, dopo la pandemia. In queste condizioni, la gestione di una visita in sicurezza all’interno del museo diventa estremamente complessa. Per questa ragione domenica 3 aprile 2022, in concomitanza con la ripresa dell’iniziativa #domenicalmuseo, ci sarò anch’io tra le sale per supportare in prima persona il personale di vigilanza”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale “Magnagrecàntico sui Bronzi di Riace”, momento di riflessione culturale sulle due statue col prof. Daniele Castrizio, con l’accompagnamento di canzoni e narrazioni del musicantore Fulvio Cama e un filmato del grafico Saverio Autellitano

I Bronzi di Riace esposti in una speciale sala del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Un’occasione straordinaria per approfondire la conoscenza sui guerrieri che tutto il mondo ci invidia e trascorrere un momento piacevole di narrazione culturale che non si ferma al dato scientifico, ma abbraccia i saperi musicali e artistici per coinvolgere a 360 gradi gli ospiti del Museo”: Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria che ringrazia i protagonisti di “Magnagrecàntico sui Bronzi di Riace”, “un viaggio nell’antichità, certo che il pubblico del MArRC non perderà l’occasione di partecipare”. Appuntamento martedì 29 marzo 2022, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, per un momento di riflessione culturale sulle due statue a cura del prof. Daniele Castrizio, con l’accompagnamento di canzoni e narrazioni del musicantore Fulvio Cama e un filmato, prodotto dal grafico Saverio Autellitano, quale sottofondo visivo e come spiegazione per immagini le teorie scientifiche, le narrazioni e i canti. L’incontro è promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria, presieduto da Rosita Loreley Borruto. L’evento si inserisce all’interno della più ampia programmazione di marzo per le celebrazioni del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. “Si tratta di una sorta di archeologia educativa avente come caratteristica la gestione in prima persona degli stessi archeologi degli obiettivi educativi, sociali e culturali”, spiega l’archeologo Castrizio. “In contrasto con una valorizzazione dei beni archeologici e culturali in genere legata alla mera fruizione visiva, con schede tecniche che “parlano” solo agli addetti ai lavori, la nuova “archeologia pubblica” intende fornire una nuova narrazione della Storia e dell’Archeologia, che, utilizzando tutti gli strumenti che la mente può immaginare, dalla computer grafica alla musica, dall’enogastronomia alla danza, dai fumetti ai film, dai documentari alle arti visive tradizionali, permettano di rendere fruibili e comprensibili i beni culturali di ciascun territorio, rispondendo così ai nuovi bisogni sociali di inclusione e di partecipazione culturale. In ultima analisi – conclude il professore – il fine ultimo che ci propone è quello di affermare il valore del patrimonio storico e culturale, legandolo alla possibilità di crescita civile ed economiche delle popolazioni che lo posseggono e lo custodiscono per i figli e i nipoti”. La partecipazione è gratuita fino a disponibilità dei posti.

Reggio Calabria. Nuove indagini diagnostiche sul Kouros in marmo pario uno dei reperti più suggestivi e straordinari del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, grazie all’accordo con l’università di Messina

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Il Kouros in marmo pario conservato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Nuove indagini diagnostiche su uno dei reperti più suggestivi e straordinari del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: il Kouros in marmo pario, esposto al Livello D. Per questo progetto il MArRC e il dipartimento di Scienze matematiche e informatiche, Scienze fisiche e Scienze della terra (Dipartimento MIFT) dell’università di Messina hanno attivato un accordo di collaborazione per attività di studi, ricerca scientifica, formazione e valorizzazione. “Si tratta di sinergie proficue che suggellano e fortificano i rapporti tra il sapere scientifico delle nostre università e il Museo”, spiega il direttore Carmelo Malacrino. “Il MArRC non deve essere solo attrattore culturale, ma anche luogo in cui le testimonianze del passato possano offrire dati inediti e di forte valenza scientifica grazie a importanti progetti multidisciplinari e interistituzionali”. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria non è solo spazi espositivi, ma continua ad affermarsi anche come luogo di studio e ricerca. Gli approcci adottati per la valorizzazione delle ricche collezioni archeologiche continuano a puntare su conoscenza e conservazione, anche grazie alla collaborazione con università e centri di ricerca italiani e stranieri.

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Barbara Fazzari, funzionario restauratore che guida anche il laboratorio di restauro del MArRC (foto MArRC)

“L’accordo siglato dal nostro direttore e dal direttore del dipartimento MIFT Domenico Majolino”, interviene Barbara Fazzari, funzionario restauratore che guida anche il laboratorio di restauro del MArRC, “si inserisce nell’ambito di una serie di collaborazioni avviate con numerosi istituti di ricerca. Così il MArRC intende approfondire lo studio delle opere conservate all’interno del Museo, con particolare attenzione per gli aspetti scientifici legati alla conoscenza delle tecniche esecutive e dei fenomeni di degrado”. E la prof.ssa Valentina Venuti, referente della convenzione per il dipartimento MIFT: “Il progetto, condiviso dai due istituti culturali, è sfociato in una sinergia nata sul campo tra le diverse professionalità. In particolare, il lavoro condotto dalla dott.ssa Fazzari e dal funzionario archeologo Daniela Costanzo è andato integrandosi con le attività del team scientifico con il quale condivido numerosi progetti di ricerca nell’ambito dei beni culturali, composto oltre che dal prof. Majolino e dalla sottoscritta, dalla prof.ssa Vincenza Crupi, dal prof. Francesco Caridi, dal dott. Giuseppe Paladini e dal dott. Sebastiano Ettore Spoto”.

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Il Kouros di Reggio Calabria sottoposto a indagini non invasive mediante Micro Raman portatile (foto MArRC)

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Il Kouros di Reggio Calabria sottoposto a indagini non invasive mediante Micro Raman portatile (foto MArRC)

Nell’ambito di questo accordo lo scorso febbraio al Museo è stata effettuata una campagna di indagini di tipo non invasivo sul Kouros. La statua, databile intorno al 500 a.C., è stata recentemente restaurata dalla ditta Sante Guido. Restauro di opere d’arte, nell’ambito del grande progetto “Restituzioni” di Intesa Sanpaolo. Già durante l’intervento conservativo la statua era stata sottoposta a indagini mediante spettroscopia XRF e Raman portatile eseguite dal team messinese. “Per ulteriori approfondimenti scientifici”, continua Venuti, “si è scelto di effettuare indagini puntuali tramite uno spettrometro Micro Raman portatile; una strumentazione che, a differenza del tradizionale sistema Raman, permette l’analisi molecolare di aree molto ridotte, focalizzando il laser, tramite un microscopio, su regioni di dimensioni nell’ordine di qualche micron, con la garanzia di risultati importanti per lo studio dell’opera”.

Reggio Calabria. Accordo del museo Archeologico nazionale con l’École Française de Rome per progetti congiunti di studio, ricerca, valorizzazione, promozione e comunicazione culturale. Primo risultato la fotomodellazione delle terrecotte dell’antica Medma (oggi Rosarno) scoperte da Orsi nel 1913 confluita nella mostra a Roma “Le korai di Medma tra noi”                                                         

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La locandina della mostra “Le korai di Medma tra di noi. Gli ex voto di un santuario greco restituiti tramite fotomodellazione” allestita fino al 9 aprile 2022 nelle sedi dell’École Française de Rome e dell’Accademia d’Ungheria a Roma

La classe più nota dei reperti archeologici rinvenuti nel territorio dell’antica Medma, l’odierna Rosarno, è senz’altro quella delle statuette di terracotta, presentate al mondo scientifico in termini professionali per la prima volta da Paolo Orsi, nel 1914. Testimoni di un gusto plastico originale e nello stesso tempo strettamente legato alla cultura visiva greca del tardo arcaismo e del periodo classico, le statuette, grandi busti e protomi, hanno conquistato i musei del mondo con la loro varietà e coerenza stilistica. Manca però tuttora uno studio basato sulla documentazione esaustiva dei complessi archeologici che ne rappresentano il contesto. Proprio le terrecotte figurate della “Grande Favissa” scavata da Paolo Orsi nel 1913, la più importante classe di reperti votivi che testimoniano le attività rituali nell’area sacra di “Contrada Calderazzo” dell’antica Medma, sono le protagoniste della mostra “Le korai di Medma tra di noi. Gli ex voto di un santuario greco restituiti tramite fotomodellazione” allestita fino al 9 aprile 2022 nelle prestigiose sedi dell’École Française de Rome e dell’Accademia d’Ungheria, e organizzata dalle due importanti istituzioni scientifiche internazionali in collaborazione con l’università Mediterranea di Reggio Calabria – dipartimento Patrimonio Architettura Urbanistica e dall’università Cattolica Péter Pázmány di Budapest, e con la soprintendenza ABAP Reggio Calabria-Vibo Valentia, il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, l’Accademia nazionale dei Lincei, e il CeRCoLoc – Centro di Ricerche sulle Colonie Locresi. La mostra è curata dall’archeologa Ágnes Bencze, professore associato dell’università Cattolica Péter Pázmány di Budapest e responsabile scientifica del centro di ricerca CeRCoLoc, e dall’architetto Franco Prampolini, professore associato di Rilievo dell’Architettura, fondatore e responsabile scientifico del laboratorio di Modellazione multiscala dell’Architettura e Archeologia (SuMMA Lab.) del dipartimento PAU dell’università Mediterranea di Reggio Calabria. Membro del Comitato Scientifico del CerCoLoc all’università Cattolica Péter Pázmány. Il progetto, di cui sono illustrati in questa mostra alcuni aspetti metodologici legati alla digitalizzazione, porterà anche alla creazione di una banca dati illustrata con riproduzioni virtuali 3D dei reperti, grazie anche alla collaborazione degli sponsor NET – Natura Energia e Territorio (Polo d’innovazione ambiente e rischi naturali della Calabria) e PoliArt.

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Teste di statuette femminili (korai) dall’antica Medma (attuale Rosarno) esposte al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

La mostra è un primo risultato della collaborazione tra il MArRC e l’École Française de Rome. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria prosegue infatti l’apertura alle grandi istituzioni internazionali in cui rientra l’accordo firmato dal direttore Carmelo Malacrino di collaborazione con Brigitte Marin, direttrice dell’École Française de Rome, volto all’ideazione e alla realizzazione di progetti congiunti di studio, ricerca, valorizzazione, promozione e comunicazione culturale. Una prospettiva che vede anche la partecipazione di Agnes Bencze, professoressa alla Pázmány Péter Catholic University di Budapest, da anni impegnata nello studio delle terrecotte figurate prodotte a Medma, l’attuale Rosarno. “L’attività di ricerca”, dichiara Malacrino, “è fondamentale per ogni luogo della cultura e, in particolare, per un museo archeologico. La collaborazione con prestigiose istituzioni internazionali, quali l’École Française de Rome e l’Accademia di Ungheria di Roma, consolida la missione del MArRC di accogliere studiosi da tutto il mondo per valorizzare, anche attraverso l’attività scientifica, le ricche collezioni archeologiche esposte o conservate nei depositi. L’attività di restauro svolta in questi anni – prosegue il direttore del Museo – è senza precedenti; ora migliaia di reperti provenienti da tutta la Calabria sono pronti per essere studiati e presentati al pubblico. Ringrazio la direttrice Marin e la prof.ssa Bencze per aver voluto potenziare con questo accordo le prospettive di ricerca avviate in questi anni”.

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L’attività di modellazione tridimensionale ad altissima risoluzione delle terrecotte da Medma svolta al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

“Nell’ambito di questo accordo tra l’École Française de Rome e il MArRC”, spiega la prof.ssa Bencze, “per la ricerca sulla coroplastica medmea condotta dal Centro per la Ricerca sulle Colonie Locresi (CeRCoLoc), l’8 febbraio 2022 si è svolta una campagna di riprese fotogrammetriche di alcuni reperti provenienti dagli scavi condotti da Paolo Orsi nel 1913 nell’area sacra di contrada Calderazzo a Rosarno”. L’attività si è concentrata sulla modellazione tridimensionale ad altissima risoluzione di una selezione di terrecotte di età greca, sotto la supervisione del funzionario archeologo del Museo, Daniela Costanzo. “L’intervento”, dichiara il prof. Prampolini, “è stato effettuato presso il gabinetto fotografico del MArRC dal gruppo di lavoro del Laboratorio SuMMA del Dipartimento PAU, che coordino all’università Mediterranea. Alcune elaborazioni, alle quali ha collaborato il PhD Cons. Antonio Gambino, sono presentate nell’ambito della mostra che abbiamo inaugurato a Roma la settimana scorsa”.

Cinquantesimo Bronzi di Riace, la Regione Calabria stanzia 3 milioni. Il direttore Malacrino: “Straordinario investimento che darà un respiro internazionale alle celebrazioni”

I Bronzi di Riace su piedistalli antisismici al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

Cinquantesimo dei Bronzi di Riace: la Regione Calabria, presieduta da Roberto Occhiuto, stanzia 3 milioni finanziamento di tre milioni di euro della Regione Calabria, presieduta da Roberto Occhiuto, per la valorizzazione e la promozione delle manifestazioni promosse dalla Regione intorno ai Bronzi di Riace: attività che saranno coordinate dalla vicepresidente Giusi Princi. “Si entra finalmente nel vivo della programmazione per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace”, plaude Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, “un evento che da tempo il MArRC sta pianificando per trasformare un anniversario in una eccezionale opportunità di promozione e valorizzazione per tutto il territorio. Ringrazio il presidente Occhiuto e tutta la giunta per questo investimento – dichiara Malacrino – e per aver creduto sulla valenza internazionale di questa ricorrenza per tutta la Calabria. Sono grato, in particolare, alla vicepresidente Princi, con la quale in queste settimane si sono svolti proficui incontri. Il Museo, per mettere insieme tutte le forze del territorio, già l’anno scorso aveva istituito un apposito comitato, passato negli ultimi mesi al coordinamento della Città Metropolitana, che molto sta facendo in proposito. Adesso, con questo finanziamento, la Calabria potrà rilanciare uno dei suoi più potenti attrattori – i Bronzi di Riace – a livello internazionale. Ho già avuto occasione di avanzare qualche proposta per promuovere l’immagine dei Bronzi e della Calabria nelle città italiane ed europee. Per la nostra regione sarà un’occasione irripetibile per valorizzare le bellezze del territorio: dall’archeologia ai borghi, dalle tradizioni artigianali alle peculiarità linguistiche, dal paesaggio costiero e montano alle specialità eno-gastronomiche. Il tutto nel segno dei Bronzi, uno dei simboli della Calabria nel mondo. Ora bisogna correre – conclude il direttore del Museo –, lavorando tutti insieme e facendo rete per raggiungere elevati livelli di qualità, anche nel campo dell’offerta turistica”.