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Reggio Calabria. Con la “Domenica al museo” si attiva il progetto “Ti porto al Museo” (sperimentale fino a giugno): con i mezzi dell’Atam dalle periferie si raggiunge facilmente il museo Archeologico nazionale per la visita gratuita

reggio-calabria_archeologico_domenica-gratis-e-sinergie-ATAM_locandinaAndare al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dalle periferie della città senza problemi nel giorno di ingresso gratuito grazie al progetto “Ti porto al Museo”. Domenica 5 febbraio 2023 torna l’iniziativa “Domenica al museo” con ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Gli amanti dell’arte e dell’archeologia potranno ammirare le meraviglie della Calabria antica, i Bronzi di Riace e di Porticello e le mostre temporanee allestite in Museo. Ma tornerà anche il secondo appuntamento con “Ti porto al Museo”, l’iniziativa nata dalla sinergia tra il MArRC e ATAM Reggio Calabria. Un progetto sperimentale di inclusione, con l’obiettivo di stimolare la fruizione dei luoghi culturali, in particolare da parte dei cittadini che abitano in periferia. Un contributo simbolico ma concreto al riequilibrio territoriale, che dal 1° gennaio 2023 al 4 giugno 2023 accompagnerà ogni prima domenica del mese i reggini al museo Archeologico. “Un connubio perfetto per consentire ai cittadini di raggiungerci anche dalle zone periferiche”, dichiara il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino. “È una sperimentazione che può diventare modello di riferimento per tutta la città, pensando alla cultura come strumento di riconnessione del tessuto territoriale. Visitare il MArRC la prima domenica del mese è diventato per i reggini un vero e proprio appuntamento fisso. Grazie alla solida sinergia con l’ATAM, adesso sarà ancora più agevole trascorrere una giornata alla scoperta della bellezza della Calabria e delle proprie radici culturali”. Con il servizio di bus (di andata e ritorno) verrà consentito agli abitanti delle periferie di Reggio Calabria di raggiungere agevolmente il MArRC, in occasione della campagna del ministero della Cultura #domenicalmuseo con ingresso gratuito per tutti, in programma il 5 febbraio 2023. “Avvicinare le periferie al centro città è uno dei servizi sui quali ATAM investe di più, nell’ottica di ridurre le distanze spazio culturali”, dichiara l’amministratore delegato di ATAM, Giuseppe Basile. “La domenica, senza tempi scanditi dal lavoro o dalla scuola, viaggiare sui nostri mezzi sarà un’esperienza nuova per le famiglie, esperienza che, siamo sicuri, potrà essere utile per scoprire la comodità del viaggiare sui mezzi pubblici- conclude”. Le linee interessate saranno: #320 (Cardeto), #319 (Gambarie), #124 (Podargoni), #122 (Trunca), #118 (Armo), #117 (Mosorrofa), #116(Vinco), #115 (Lazzaro), #108 (Pettogallico), #107 (Diminniti), #103 (Catona Bolano), #102 (Catona Concessa), #101(Arghillà), Linea A (Arghillà). Maggiori dettagli sulle corse saranno disponibili sul sito ufficiale ATAM. Le linee effettueranno le corse come fossero giorni feriali.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale chiusa la mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia” con un grande successo di pubblico: oltre 120mila visitatori

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Una sala espositiva della mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

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La locandina della mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal museo nazionale Jatta di Ruvo di Puglia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 12 maggio 2022 al 23 gennaio 2023

“Un successo, con decine di migliaia di visitatori”: per la cronaca, sono stati oltre 120mila ad ammirare le decine di grandi e piccoli vasi figurati e “raffigurati” esposti al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria nella grande mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia” che si è chiusa nei giorni scorsi dopo 8 mesi di apertura. Inserita nella programmazione per celebrare il Cinquantesimo anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, l’esposizione è nata dalla collaborazione con la direzione regionale Musei Puglia, guidata da Luca Mercuri, e con il museo Archeologico nazionale Jatta di Ruvo di Puglia, diretto da Claudia Lucchese. La mostra ha riscosso uno straordinario successo, sia in termini di affluenza che di interesse da parte del pubblico. Il tema dell’esposizione è stato quello della rappresentazione e del significato dell’immagine delle varie forme vascolari nelle scene dipinte sui vasi. Il percorso espositivo ha guidato i visitatori in un viaggio alla scoperta delle più iconiche forme vascolari antiche, attraverso temi fondamentali come il consumo del vino, il gineceo e i rituali funerari. Un’attenzione speciale è stata rivolta alla Peucezia, in particolare agli usi e ai costumi di quelle comunità.

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Un momento dell’inaugurazione della mostra “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria con Claudia Lucchese e Carmelo Malacrino (foto marrc)

“Abbiamo esposto quasi 50 reperti del museo nazionale Jatta”, dichiara Luca Mercuri, “accostati fra loro in una sequenza del tutto originale e inedita, capace di raccontare un aspetto dell’iconografia e della funzione della ceramica a figure rosse solitamente poco affrontato nelle sale museali e del tutto assente nel consueto percorso di visita del museo nazionale Jatta. Nel contempo, l’esposizione ha offerto ai visitatori la possibilità di conoscere una classe di materiali non molto rappresentata nella Calabria meridionale”.  E Claudia Lucchese: “I vasi figurati, soprattutto quelli apuli, erano perlopiù destinati a far parte di ricchi corredi tombali appartenenti a coloni greci e a capi indigeni. Per loro il contenitore deteneva un forte significato simbolico, mediato dalle scene dipinte ma anche dalla forma vascolare prescelta. Il vaso, infatti, pur essendo supporto di immagini, conservava sempre il ricordo della sua funzione originaria che, quando connessa al mondo femminile o maschile, poteva aggiungere un’interessante connotazione al recipiente stesso”.

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Attività didattiche per i bambini al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto marrc)

Anche i piccoli visitatori hanno potuto apprezzare i reperti in esposizione in maniera accessibile grazie, ad esempio, ai pannelli didattici sulle varie forme vascolari antiche. La mostra, poi, si concludeva con un’area tutte dedicata ai bambini, dove era possibile colorare e personalizzare i disegni dei vasi, imparando divertendosi. “Accessibilità, meraviglia, sinergia e bellezza sono state le parole chiave di questa esposizione, che ha affascinato migliaia di visitatori in un anno così significativo, quale è quello del Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace”, conclude il direttore Malacrino. “Ringrazio gli amici Luca Mercuri e Claudia Lucchese per l’entusiasmo, nonché per l’impegno profuso nella realizzazione di questa mostra, che ha arricchito l’offerta espositiva del MArRC. Così come ringrazio tutto il personale che ha lavorato al progetto, dagli architetti agli archeologi, dal personale amministrativo ai restauratori, fino al personale di vigilanza che ha accolto e agevolato la fruizione del pubblico. Una bellissima esperienza che ha visto la Puglia e la Calabria unite nella valorizzazione di un eccezionale patrimonio archeologico”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale tavola rotonda su “Benedetto Croce. A 70 anni dalla morte” promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria

reggio-calabria_archeologico_Conferenza CIS_4 gennaio_locandinaNuovo appuntamento del “Natale al Museo” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Mercoledì 4 gennaio 2023, in sala conferenze, alle 17, si parlerà di “Benedetto Croce. A 70 anni dalla morte”, nell’incontro promosso dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria. Dopo i saluti della presidente del CIS Calabria, Loreley Rosita Borruto e del direttore del museo, Carmelo Malacrino, il pubblico potrà partecipare alla tavola rotonda presieduta dal prof. Giuseppe Gembillo, con interventi della prof.ssa Annamaria Anselmo, della prof.ssa Paola Radici Colace e del prof. Giuseppe Giordano, direttore del dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’università di Messina. “Particolarmente entusiasmante”, dichiara la presidente Borruto, “è stata nel 2022 l’attività svolta dal Centro internazionale Scrittori della Calabria nella prestigiosa sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, con una programmazione che è ruotata intorno al grande evento del cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Il coinvolgimento nelle attività che si sono svolte in tutti i locali del museo, dal suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi alla mitica terrazza, è stata una esperienza che rimarrà incancellabile nella memoria storica del CIS. Abbiamo partecipato a una avventura che ha collocato i Bronzi al centro di una nuova narrazione della Calabria contemporanea, che attraverso di loro si è raccontata all’Italia e al mondo. Per noi che da sei anni partecipiamo alle attività del Museo – conclude Borruto – è stato motivo particolare di orgoglio vedere questa istituzione proiettata al massimo splendore con manifestazioni memorabili”. E il direttore Malacrino: “Il 2022 sarà ricordato per il Cinquantesimo anniversario dalla scoperta delle due statue che rendono il MArRC famoso in tutto il mondo: una grande opportunità di promozione e valorizzazione dell’intero patrimonio culturale calabrese. Su questa scia si colloca l’anno appena iniziato, certi che le sinergie attuate con enti e associazioni non verranno meno nell’obiettivo di continuare a fare conoscere la straordinaria ricchezza della nostra regione. Un grazie doveroso va al personale del Museo che ha svolto in questi mesi un lavoro encomiabile e continua a spendersi con energia e impegno”.

Firenze. Alla Galleria dell’Accademia apre la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, con sedici immagini di Luigi Spina dedicate ai due “eroi venuti dal mare”

firenze_galleria-dell-accademia_i-bronzi-di-riace-un-percorso-per-immagini_locandinaQuest’estate al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è stata una delle mostre inserite nel ricco programma di celebrazioni per i cinquant’anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, nel 1972. Ora la mostra la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, tutta dedicata ai due “Eroi venuti dal mare”, curata dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, e da Luigi Spina, riconosciuto da Artribune quale miglior fotografo italiano del 2020, si sposta Firenze, altra città fondamentale nella storia dei Bronzi, perché è in riva all’Arno che le due statue furono restaurate. Le due sculture furono infatti trasportate a Firenze nel gennaio del 1975 e furono affidate alle cure dei restauratori Renzo Giachetti ed Edilberto Formigli e nell’autunno del 1980 al termine dei lavori furono esposte a Firenze accompagnate dall’illustrazione delle varie fasi di restauro. E quella fu, in Italia, la prima grande mostra archeologica che divenne un fatto di costume con una straordinaria risposta dal grande pubblico (vedi Firenze. All’Archeologico per “Incontri al museo” conferenza del direttore Mario Iozzo “I Bronzi di Riace a Firenze: storia di un’emozione collettiva” proprio nell’anniversario dell’inaugurazione della prima esposizione dei due guerrieri dopo il lungo restauro | archeologiavocidalpassato).

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Bronzi di Riace: guerriero B, dettaglio (foto luigi spina)

 

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Bronzi di Riace: guerriero A, dettaglio (foto luigi spina)

La mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” sarà ospitata nella Galleria dell’Accademia di Firenze dal 20 dicembre 2022 al 12 marzo 2023. L’esposizione illustra, grazie a sedici spettacolari immagini di Luigi Spina in grande formato (90×134 cm), la potenza e il vigore tuttora emanati dai due guerrieri: sarà anche l’occasione per comparare le meraviglie in bronzo del mondo greco con la superba creazione di Michelangelo, il David, che “celebra” i suoi 140 anni nella Tribuna del museo fiorentino. Accompagna la mostra il libro fotografico “Bronzi di Riace”, quarto volume della collana “Tesori Nascosti” di 5 Continents Editions, nel quale i testi di Carmelo Malacrino e Riccardo Di Cesare dialogano con la ricerca fotografica di Luigi Spina. Le fotografie di Luigi Spina sono suddivise in due sequenze: otto immagini sono dedicate alla statua A, al cosiddetto Giovane, e altre otto sono dedicate alla statua B, il Vecchio. “L’epidermide bronzea, diversa per ciascun soggetto”, spiega Spina, “prende forma, densità e lucentezza, e il chiaroscurale dei corpi si tinge dello spettro multiforme del bronzo che, al variare della luce, mostra superfici corporee che dialogano con l’occhio”.

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale conferenza “Opere d’arte che vanno per mare – dal II secolo a.C. al IV secolo d.C.” con Paola Radici Colace e Maria Caccamo Caltabiano dell’università di Messina, e laboratori esperienziali creativi per bambini

reggio-calabria_archeologico_incontri al MArRC_10 dicembreDoppio appuntamento con la cultura, per adulti e bambini al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Sabato 10 dicembre 2022, in sala conferenze, alle 17, conferenza sulle “Opere d’arte che vanno per mare – dal II secolo a.C. al IV secolo d.C.” a cura di Paola Radici Colace, già ordinario di Filologia classica dell’UniMe, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS e di Maria Caccamo Caltabiano, già ordinario di Numismatica greca e romana dell’UniMe, e componente del comitato scientifico del Cis. Ingresso gratuito, posti limitati. Le relatrici, introdotte da Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis, e dal direttore Carmelo Malacrino, affronteranno il tema del collezionismo privato romano della prima e della seconda ondata attraverso la lettura di brani e video proiezione. “Il fenomeno dello spostamento e della collezione delle opere d’arte si manifestò nel mondo occidentale per la prima volta in epoca ellenistica e poi a Roma dal II sec. a. C. al IV sec. d.C., quando si sviluppò un’arte profana, priva cioè di dirette finalità religiose o meramente decorative, che riconosceva il valore del manufatto nelle sue intrinseche qualità e non per i valori simbolici che poteva rappresentare. Nella conferenza – spiegano, a due voci, le relatrici – si discuterà dell’importazione delle opere d’arte greche, che, in riflessioni posteriori, riguardò anche un dibattito sulle modalità di acquisizione delle prede belliche. Questo fenomeno fu posto come data di inizio della corruzione dei Romani, rimproverati di aver abbandonato i principi di semplicità per imitare i gusti dei vinti”.

reggio-calabria_archeologico_incontri al MArRC_11 dicembreDomenica 11 dicembre 2022, invece, sempre in sala conferenze, dalle 11 alle 12.30, per i giovani visitatori di età compresa tra gli 8 e i 12 anni ritorna un’iniziativa che ha riscosso grande successo: “Aspettando Babbo Natale al Museo”, i laboratori esperienziali creativi a cura della dott.ssa Palma Buda. Attraverso la lavorazione di materiali come il DAS e la terracotta, i piccoli apprendisti, potranno ricreare forme di vasi divertendosi e imparando la storia dell’artigianato antico. I laboratori, per un massimo di 20 bambini, potranno essere prenotati inviando un’e-mail all’indirizzo: man.rc-biglietteria@cultura.gov.it

 

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale la conferenza on line “I Bronzi di Riace e il grande pubblico” chiude il ciclo per il Cinquantesimo della scoperta. Segue l’apertura della nuova sezione “Depositi in mostra”    

reggio-calabria_archeologico_50-bronzi_i-bronzi-e-il-grande-pubblico_locandinaDoppio appuntamento martedì 6 dicembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, il primo dei quali si inserisce nell’ambito delle attività istituite per il Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace. Alle 17, infatti, ultima conferenza del ciclo di incontri online promosso dal museo Archeologico nazionale in collaborazione con il Dipartimento di Studi umanistici dell’università Roma Tre e coordinato dalla prof.ssa Giuliana Calcani. Ospiti dell’incontro saranno i professori Monica Salvadori e Luca Scalco, del Dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, che proporranno il tema “I Bronzi di Riace e il grande pubblico. Tra didattica e percezione dell’antico”. Ecco il link per seguire on line l’evento sui canali social del Museo: https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZjBmNDJlZTItYTRiMC00MTVhLWJhOTMtYjZmNmZmZDhjMTJl%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%22ffb4df68-f464-458c-a546-00fb3af66f6a%22%2c%22Oid%22%3a%223d77d297-5a27-4734-bfc0-9208713f0d1b%22%7d. “A differenza degli incontri precedenti, che ci hanno permesso di esplorare particolari aspetti della ricerca archeologica”, commenta la prof.ssa Calcani, “questa conferenza metterà in evidenza il punto di vista del pubblico più ampio sui Bronzi di Riace. Un’apertura di visione essenziale non solo per comprendere l’impatto delle opere sulla contemporaneità, ma anche per ricordarci che il senso dell’arte non è mai univoco e che oggi, come tanto tempo fa, l’immagine dei Bronzi di Riace sollecita in varie direzioni l’immaginario di chi li contempla”.

reggio-calabria_archeologico_mostra-depositi-in-mostra_locandinaSempre il 6 dicembre, alle 17.30, sarà inaugurata una nuova sezione del Museo, dedicata al tema dei “Depositi in mostra”, curata dal direttore Carmelo Malacrino e dal funzionario archeologo Daniela Costanzo. Tre vetrine saranno dedicate all’esposizione di reperti normalmente conservati nei depositi, creando nuove opportunità di valorizzazione delle collezioni, non solo archeologiche. “L’idea è quella di proporre ai visitatori una selezione di reperti che normalmente non sono inseriti nel percorso espositivo, in un dialogo che integri e richiami le grandi tematiche storico-archeologiche presentate nelle sale del MArRC”, dichiara Costanzo. “Si tratta altresì dell’occasione per raccontare il quotidiano lavoro di riordino, studio e documentazione delle collezioni, un’attività che avviene “dietro le quinte” di un museo, pur costituendone la principale attività ai fini della tutela e valorizzazione dei beni”. Tra le opere in mostra vi sarà il bellissimo cratere a figure rosse, databile al IV secolo a.C. e appartenuto alla collezione ottocentesca di Diego Vitrioli. Insieme a esso ci saranno reperti provenienti dalle necropoli di Locri e di S. Stefano di Grotteria, alcuni dei quali esposti per la prima volta. “Da anni proseguiamo nell’impegno di valorizzare le collezioni conservate nei depositi, per decenni rimaste sconosciute”, aggiunge Malacrino. “Le continue attività di riordino, documentazione e restauro hanno permesso di far apprezzare al grande pubblico centinaia di reperti, anche grazie all’allestimento di numerose mostre temporanee. Con questa piccola sezione vogliamo creare uno spazio dedicato, nel quale far scoprire, mese dopo mese, oggetti sempre diversi e normalmente conservati nei depositi. Un motivo in più per tornare sempre più spesso al MArRC”.

 

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Incontri d’Autunno” la conferenza della prof.ssa Angela Misiano su “Marte in opposizione: la sua guerra con Keplero” apre il ricco programma per le Festività. Predisposte anche le aperture                                                       

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Palazzo Piacentini, sede del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

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Il logo per il Cinquantesimo dei Bronzi di Riace 1972-2022

L’appuntamento degli “Incontri d’Autunno” del 1° dicembre 2022 al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria apre il ricco programma predisposto per le Festività. Si respira infatti già aria di Natale al MArRC, pronto ad accogliere turisti e calabresi. Dopo il successo della grande mostra “L’età degli eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”, il suggestivo spazio di piazza Paolo Orsi tornerà ad accogliere tante iniziative culturali e le piccole “mostre d’accoglienza”, che tanto hanno caratterizzato la programmazione del MArRC negli scorsi anni. “Dopo gli ultimi mesi trascorsi con gli Incontri d’Autunno”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino, “siamo felici di salutare il Natale con una offerta culturale suggestiva e variegata. In un anno tutto dedicato al Cinquantesimo anniversario della scoperta dei Bronzi di Riace, questa volta abbiamo deciso di rendere protagonisti i bambini, che rappresentano il futuro di ogni società. Dagli incontri con Babbo Natale ai laboratori didattici, fino alle giornate accompagnate dalle note natalizie, tanti saranno i momenti in cui le famiglie potranno portare i loro piccoli al Museo, per vivere insieme momenti in allegria all’insegna della cultura. Non mancheranno – continua il direttore – nuove esposizioni e gli incontri promossi dalle associazioni che collaborano con il Museo, sempre più inclusivo per tutto il territorio. Voglio ringraziare il funzionario Giuseppina Cassalia per aver coordinato questa straordinaria programmazione”. il Museo ha già predisposto anche il calendario delle aperture per le imminenti festività natalizie: il MArRC sarà aperto l’8 dicembre 2022, giorno dell’Immacolata, per proseguire poi il 24, il 26, il 31 dicembre 2022 e il 2 gennaio 2023. Grande festa a Capodanno con l’apertura straordinaria e l’ingresso gratuito per tutti, grazie all’iniziativa del ministero della Cultura #domenicalmuseo. Un’occasione per brindare insieme al 2023. Il MArRC resterà chiuso il 25 dicembre 2022 e il 3 gennaio 2023.

reggio-calabria_archeologico_incontri-d-autunno_1-dicembre_locandinaMentre si abbellisce il maestoso albero natalizio del Museo, il calendario delle manifestazioni avrà inizio con un riferimento alle stelle, elemento immancabile nelle festività invernali. Giovedì 1° dicembre 2022, alle 17, nella sala conferenze, si terrà l’incontro promosso dal Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria. Relatrice d’eccezione sarà la prof.ssa Angela Misiano, responsabile del Planetario metropolitano, sul tema “Marte in opposizione: la sua guerra con Keplero”. “L’8 dicembre 2022”, spiega la prof.ssa Misiano, “si verificherà l’ultima delle opposizioni planetarie del 2022: Marte brillerà in tutto il suo splendore nella costellazione del Toro. Partendo da questa configurazione astronomica ripercorreremo la storia delle osservazioni del pianeta Marte e lo sforzo, ancor più difficile, di Keplero per giungere, dopo otto lunghi anni di tentativi, di ipotesi, di “guerra” con il pianeta, alla formulazione delle prime sue due leggi sul moto dei pianeti. Keplero ebbe la grande fortuna di essere chiamato, come assistente dell’astronomo danese Tycho Brahe. Quest’ultimo aveva progettato e perfezionato una serie di strumenti che, a quel tempo, potevano essere definiti all’avanguardia e Keplero aveva a disposizione una mole consistente di dati osservativi sul moto di Marte che presentava un’orbita di difficile interpretazione. È stato, proprio, grazie all’orbita di Marte, notevolmente più eccentrica rispetto a quella degli altri pianeti, che Keplero pose le basi per una nuova interpretazione della meccanica celeste”, conclude la professoressa.

Reggio Calabria. Ultimi due “Incontri d’Autunno” per il mese di novembre tra astronomia, poesia e cultura: appuntamento con l’astronomo Giovanni Palamara e il Premio Mondiale di Poesia Nosside

reggio-calabria_archeologico_incontri-d-autunno_24-novembre_locandinaFine settimana da trascorrere al MArRC tra astronomia, poesia e cultura. Ultimi due appuntamenti del mese di novembre, prima dell’inizio della programmazione natalizia, con gli “Incontri d’Autunno” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Si inizia giovedì 24 novembre 2022, alle 17, con l’evento tutto dedicato alle stelle, che tornano a essere protagoniste al Museo grazie alla proficua collaborazione con il Planetario “Pythagoras” di Reggio Calabria. A introdurre la serata sarà la responsabile del Planetario, prof.ssa Angela Misiano, che introduce il relatore prof. Giovanni Palamara, astronomo esperto del Planetario metropolitano, sul tema “Speranze di sopravvivenza per la Terra: la missione DART (Double Asteroid Redirect Test)”. Attraverso un excursus su questa missione, effettuata dalla Nasa il 26 settembre scorso, ci si soffermerà sui rischi per il nostro pianeta e i conseguenti studi e monitoraggi costanti. “Tra i membri del Sistema Solare, gli asteroidi rappresentano la popolazione più numerosa”, dichiara la prof.ssa Misiano. “Il numero di quelli conosciuti è circa 5mila, ma molti ancora sono ignoti, perché troppo piccoli o non ancora catalogati. Sappiamo che siamo bombardati quotidianamente da materiale proveniente dal cosmo che viene “fermato” dalla nostra atmosfera, talvolta dando luogo a fenomeni di grande impatto emotivo, come i bolidi o le stelle cadenti. Si tratta di piccoli corpi da cui la nostra atmosfera è in grado di proteggerci. Anche la maggior parte degli asteroidi vicini alla Terra, scoperti finora e chiamati NEA (Near Earth Asteroids), sono di piccole dimensioni e nel caso di un impatto si distruggerebbero nell’atmosfera. Ma se in futuro dovessimo scoprirne uno che ponesse un rischio significativo per il nostro pianeta, quali soluzioni avremmo? Da qui il monitoraggio costante e gli studi. Esiste per questo un “comitato di sorveglianza” – conclude la responsabile del Planetario – che controlla l’arrivo di potenziali pericoli e minacce alla Terra provenienti dal cielo”.

reggio-calabria_premio-mondiale-poesia-nosside_logoIl secondo appuntamento sarà venerdì 25 novembre 2022, alle 17, con la cerimonia di premiazione della XXXVII edizione del Premio Mondiale di Poesia Nosside 2022, fondato dal prof. Pasquale Amato, che ha come missione la valorizzazione di tutte le lingue del mondo e lo scambio di saperi. “Anche nel 2022 il Premio Nosside non si è smentito”, dichiara il fondatore del Premio. “Si è mosso nel solco della sua storia di progetto senza confini, caratterizzato da un impegno coerente e costante per la difesa delle identità linguistiche e culturali di ogni parte del pianeta Terra mediante l’immaginario poetico espresso in qualsiasi forma, scritta, in video o in musica. Sarà ancora una volta la magnifica terrazza panoramica del nostro splendido Museo, casa dei Bronzi, ad ospitare l’evento finale di premiazione. Il progetto – prosegue il prof. Amato – è nato a Reggio Calabria, sulla riva continentale del mitico “Stretto di Scilla e Cariddi”, il luogo più ricco di miti del mondo che ha ispirato per millenni artisti di ogni parte del pianeta. Esso ha stimolato la dimensione di respiro universale del Nosside e la sua missione, protesa a creare ponti tra le lingue e le culture di tutti i popoli, superando i muri degli odi etnici e religiosi e qualsiasi forma di discriminazione”. E il direttore Malacrino: “Il Museo conferma la sua natura di “luogo di comunità”. Nell’immaginario comune è ormai svanita l’immagine di luogo polveroso nel quale sono conservati oggetti del passato, sostituita da quella dinamica di spazio inclusivo e vitale per tutto il territorio. Ringrazio il Planetario “Pythagoras” e l’infaticabile prof.ssa Misiano per la continua collaborazione nel promuovere il connubio Arte e Stelle. E ringrazio anche il fondatore del Premio Nosside, Pasquale Amato, che continua a scegliere il MArRC quale sede prestigiosa per la cerimonia conclusiva, che vede la partecipazione di poeti da ogni parte del mondo”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’incontro di studio “Gli Etruschi e i Bronzi di Riace. Archeologia, letteratura, arte”: nel cinquantesimo della scoperta dei Bronzi, una risposta all’ipotesi che ci sia un artista etrusco dietro i due capolavori

roma_villa-giulia_convegno-gli-etruschi-e-i-bronzi-di-riace_locandinaParagoni audaci o solide realtà? La chiave per scoprire l’identità dei Bronzi di Riace è nascosta in uno dei capolavori etruschi del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia come ha ipotizzato oltre 20 anni fa Paolo Moreno? Come si interpreta un capolavoro e cosa lo rende tale? Per conoscere le risposte a queste e molte altre domande si può seguire l’incontro di studi “Gli Etruschi e i Bronzi di Riace. Archeologia, letteratura, arte”, giovedì 24 novembre 2022, dalle 9 alle 13.30, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, realizzato in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’università di Roma Tre e con la partecipazione del liceo “Ugo Foscolo” di Albano. L’incontro di studi celebra i cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace. Ingresso gratuito in sala della Fortuna. Posti limitati. Prenotazioni all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. L’incontro potrà essere seguito in diretta sul canale Yt Etruschannel al link: https://youtu.be/HhPSRcEgyzo.

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Una statua in bronzo riemersa dallo scavo del Bagno Grande del santuario etrusco-romano a San Casciano dei Bagni (Si) (foto mic)

“La recente scoperta di un nucleo di bronzi etrusco-romani rinvenuti intatti nel loro contesto santuariale a San Casciano dei Bagni”, spiegano i promotori, “ha generato nelle scorse settimane un confronto con un ritrovamento altrettanto eccezionale, quello dei Bronzi di Riace, da sempre al centro dell’attenzione internazionale sin dal 1972. L’audace parallelismo ha suscitato commenti, discussioni e critiche in merito all’efficacia qualitativa del paragone o alla sua pertinenza. In pochi sanno, tuttavia, che proprio all’arte e al genio degli Etruschi si deve una delle ipotesi interpretative più convincenti in merito all’identità dei due bronzi, grazie a uno dei loro più importanti capolavori”. Nell’incontro del 24 novembre 2022 si potrà vedere come gli strumenti conoscitivi dell’archeologia, della storia dell’arte antica, della letteratura greca, del restauro, delle indagini diagnostiche, possono farci seguire un paradigma indiziario che dalla Grecia all’Etruria arriva fino a noi, oggi.

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Frontone del Tempio A di Pyrgi conservato al museo nazionale di Villa Giulia a Roma (foto etru)

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Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria: il volto del bronzo A (foto MArRC)

Nell’anno in cui si celebrano i cinquant’anni della scoperta dei Bronzi di Riace, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, giovedì 24 novembre 2022, propone dunque un incontro di studio, animato anche da momenti performativi, che dimostra l’eccezionale importanza di questo popolo dell’Italia antica. La loro adozione di temi e schemi narrativi della cultura greca nell’arte visiva fu tale che proprio nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia l’ipotesi identificativa dei Bronzi di Riace come due degli eroi protagonisti della saga dei ‘Sette contro Tebe’, Tideo (bronzo A) e Anfiarao (bronzo B), proposta più di vent’anni fa da Paolo Moreno, ha trovato un punto fondamentale di riferimento. Questa ipotesi, che sembra reggere alla prova del tempo in quanto non sono emersi fino ad oggi elementi oggettivi di superamento, nasce da una precedente identificazione di Giovanni Colonna che riconobbe un episodio dei ‘Sette contro Tebe’ nell’altorilievo in terracotta policroma dal frontone del Tempio A di Pyrgi (470-460 a.C.) per la figura di Tideo, con i suoi denti ben visibili mentre morde il cranio di Melanippo. Poiché questo dettaglio connotativo della ferocia del personaggio caratterizza anche il Bronzo A di Riace, mentre non si ritrova mai in altre rappresentazioni antiche con questa stessa enfasi, dobbiamo accettare che la soluzione di un problema interpretativo per un’opera d’arte classica venga dalla decorazione plasmata da un Etrusco, che si era ispirato ai miti greci selezionando una versione del mito che la critica è concorde nel ricondurre all’inventiva del poeta siceliota Stesicoro di Imera, vissuto nel secolo precedente?

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Agosto 1972: il ritrovamento dei Bronzi di Riace da parte del sub Stefano Mariottini

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I tecnici, dopo i lunghi restauri, hanno riscontrato nei Bronzi microfratture che li rendono estremamente fragili

Dal 16 agosto 1972, quando le due sculture in bronzo furono recuperate dal mare antistante Riace, in Calabria, sono sorti molti interrogativi. Come e quando sono finiti in fondo al mare in quel tratto di costa, dove era diretta la nave il cui relitto non si è ancora trovato, dove sono finite le armi che li completavano, c’erano altre statue in quel trasporto ignoto? Mentre la datazione, la produzione greca e il fatto che rappresentino due personaggi armati di uno stesso gruppo, mette d’accordo la maggior parte degli studiosi, molte ipotesi sono sorte per tentare di dare un’identità più specifica ai due personaggi raffigurati. Se per Ranuccio Bianchi Bandinelli erano da considerare due opere “di altissimo artigianato”, considerando la diffusione di statue in bronzo negli spazi pubblici – civili e religiosi – del mondo classico, la storia degli studi sui Bronzi di Riace ha fatto scendere in campo i nomi degli artisti più prestigiosi dell’antichità, celebrati anche dai posteri: Mirone, Policleto, Fidia, solo per ricordarne alcuni. Per il soggetto le ipotesi hanno spaziato tra eroi del mito, personaggi storici, atleti, strateghi. Prima di essere caricati sulla nave, dai due Bronzi sono stati tolti tutti gli elementi aggettanti rispetto al volume dei corpi, per evitare che si danneggiassero. Per noi sarebbero stati elementi preziosi per la comprensione dei soggetti, ma questa rimozione, insieme al fatto che sotto i piedi erano visibili i tenoni che li ancoravano alla base (o alle basi) nella collocazione originale, testimonia la cura con la quale le due opere furono trattate. Non si trattava di bronzi strappati dalla loro collocazione e portati via solo per fame di metallo, di materia prima, ma opere a cui evidentemente si riconosceva un valore artistico e forse anche didascalico, per la tipologia dei personaggi rappresentati.

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Ipotesi di ricostruzione dell’area santuariale di Pyrgi con i templi A e B (foto sabap vt)

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Visitatori nella sala che ospita i Bronzi di Riace nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto federico neri)

PROGRAMMA DELLA GIORNATA. Modera Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle collezioni del museo. Incontro di studi con momenti performativi con gli studenti del liceo “Ugo Foscolo” di Albano, a cura della prof.ssa Marcella Petrucci. Alle 9, indirizzi di saluto; 9.30, Tebe dalle Sette Porte: il canto (primo momento performativo); 9.45, Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, su “I Bronzi di Riace: dalla scoperta alla musealizzazione”; 10.15, Valentino Nizzo, direttore dal museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, su “L’altorilievo del tempio A di Pyrgi”; 10.45, Tebe dalle Sette Porte: la hybris (secondo momento performativo); 11.15, Laura Michetti, Sapienza università di Roma, su “I sette a Tebe e Pyrgi: il porto e il grande santuario marittimo della città etrusca di Caere”; 11.45, Alexia Latini, università Roma Tre, su “Pyrgi, Argo, Riace: per un’ipotesi di lettura”; 12.15, Ettore Cingano, università di Venezia Ca’ Foscari, su “Edipo, i 7 a Tebe, gli Epigoni tra mito e iconografia”; 12.45, Adele Teresa Cozzoli, università Roma Tre, su “Il mito dei Sette a Tebe tra Argo e Atene. L’elogio dell’oplita e l’ideologia della città”; 13.15, Tebe dalle Sette Porte: il dramma (terzo e ultimo momento performativo).

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per gli “Incontri d’Autunno al MArRC”: “Il mito di Prometeo” e “la moneta di Esculapio”, due appuntamenti promossi dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria e dall’Associazione amici del Museo

reggio-calabria_archeologico_incontri al MArRC_17 novembreAl museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria torna il ciclo degli “Incontri d’Autunno al MArRC” con due appuntamenti promossi dal Centro internazionale Scrittori della Calabria e dall’Associazione amici del Museo: “Il mito di Prometeo” e “La moneta di Esculapio”. Giovedì 17 ottobre 2022, alle 17, la conferenza “Prometeo incatenato di Eschilo. Il titano punito per il dono all’uomo della speranza e del futuro”, promossa dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria e moderata da Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS Calabria. La prof.ssa Paola Radici Colace, ordinario di Filologia classica all’università di Messina, nonché presidente onorario e direttore scientifico del CIS Calabria, guiderà il pubblico alla scoperta di una delle più importanti tragedie di Eschilo dedicata al titano Prometeo. “Il mito di Prometeo”, dichiara Radici Colace, “si intreccia nell’epoca moderna con i pericoli della rivoluzione tecnologica e delle scoperte scientifiche, che ci fanno domandare se non sia il caso di porre uno stop e fermarsi prima che sia troppo tardi. E la cronaca sembra dare ragione del pericolo insito nell’eccessiva esuberanza di una intelligenza poietica: è il caso della bomba atomica; è il caso dell’algoritmo così potente da essere capace di creare fake news o spam assolutamente credibili, tanto da indurre chi lo ha creato, Open Ai, a non rilasciarlo nell’infosfera”, conclude.

reggio-calabria_archeologico_incontri al MArRC_18 novembreSi prosegue venerdì 18 ottobre 2022, in sala conferenze, alle 17, con l’incontro “La moneta di Esculapio e le acque termali reggine” a cura dell’Associazione Amici del Museo. A introdurre l’incontro sarà Francesco Arillotta, presidente dell’Associazione, che alternerà la discussione sull’iconografia di Esculapio e sulle acque termali con il prof. Benedetto Carroccio, docente in numismatica all’università della Calabria. “Gli Incontri d’Autunno sono un’ottima iniziativa per mettere in contatto e in sinergia associazioni ed istituzioni operanti sul territorio”, dichiara il direttore del Museo, Carmelo Malacrino. “Ringrazio il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e l’Associazione Amici del Museo per le solide collaborazioni attuate nel corso degli anni con il Museo e che continuano ancora con interessanti attività”.

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Locandina della mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini” al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria dal 10 agosto al 23 ottobre 2022, prorogata al 20 novembre 2022

Ci sarà tempo fino a domenica 20 novembre 2022 per visitare la mostra “L’età degli Eroi. La Magna Grecia e i Bronzi di Riace”; prorogate anche le esposizioni “Il vaso sui vasi. Capolavori dal Museo Jatta di Ruvo di Puglia” e “Oltre l’emergenza. Attività e restauri dopo l’alluvione del 2018”, al livello E del MArRC. Lungo la monumentale scalinata progettata da Marcello Piacentini sarà anche possibile ammirare la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, con foto di Luigi Spina.