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Ercolano. Dopo il sold out de “Gli Ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno” in presenza,  la rassegna diventa “Gli Ozi di Ercole on line”, una nuova serie di appuntamenti settimanali sui social del parco archeologico

Il manifesto de “Gli Ozi di Ercole” all’ingresso del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

Grande successo per la rassegna “Gli Ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”. fortemente voluta dal direttore del parco archeologico di Ercolano Francesco Sirano e curata nella direzione da Gennaro Carillo: sold out per tutti i 10 incontri con 13 straordinari relatori. La rassegna è stata realizzata grazie al Piano di valorizzazione del MIC e con il supporto della Regione Campania. Dopo il sold out, grazie alle richieste della community dal 27 ottobre 2021 le lezioni-spettacolo si spostano sul web e diventano una nuova serie di appuntamenti sui canali social del Parco, dove incontrarsi per scambiare idee sui temi trattati ogni settimana. Gli Ozi di Ercole, dunque, diventano una nuova serie social, gli “Ozi di Ercole on line”, che con appuntamenti settimanali sui canali social ufficiali del parco archeologico di Ercolano (https://www.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano) appunto dal 27 ottobre 2021 estenderanno alla community online la fruizione degli incontri tenutisi presso l’area archeologica consentendo a chi ci è stato di riviverli, approfondirli, ricordarli, e a tanti nuovi utenti la possibilità di confrontarsi con un ciclo di eventi che ha segnato un nuovo successo nell’offerta culturale del Parco. “La condivisione degli incontri sul web”, spiega il direttore Francesco Sirano, “è un’opportunità che permetterà di ampliare ulteriormente il nostro pubblico social ma anche la possibilità di riproporre l’offerta agli appassionati del Parco, potremo assaporare nuovamente le tematiche affrontate per prepararci al meglio per il ciclo di Ozi del prossimo anno”.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, in un incontro de “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

“Protagonista è stato innanzitutto il pubblico”, ha dichiarato Sirano nell’incontro conclusivo, con Alfonso Iaccarino e Marino Niola,  “che ha partecipato con costanza e straordinaria partecipazione per un mese e mezzo. Abbiamo fatto tutti insieme un viaggio alla scoperta di valori culturali che maieuticamente sono venuti alla nostra consapevolezza. Il successo ci conforta per annunciare il secondo ciclo della rassegna. Si è trattato di un’opera corale dove anche tutto lo staff del parco ha fatto la sua parte. Abbiamo nutrito gli occhi, lo spirito, la mente – conclude Sirano –, il nostro obiettivo è creare comunità e allargarla il più possibile”.

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli Ozi di Ercole” (foto paerco)

“Il risultato più lusinghiero è stata la coerenza tematica”, continua il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “È come se un grande prisma fosse stato scomposto in dieci facce, ognuna delle quali dialogante con l’altra. Il salto di qualità è stato il ruolo assunto dal Parco archeologico di Ercolano quale ‘produttore’ e co-artefice del progetto. Il che rende auspicabile la continuità del ciclo, magari prevedendo un ampliamento ulteriore della platea”. Un bilancio estremamente positivo, che fa giustizia di troppi luoghi comuni sulla diseducazione del pubblico, per cui il ciclo ha evidenziato che la domanda di una proposta culturale alta e al tempo stesso fascinosa e non tediosa è fortissima. “Il successo del ciclo dimostra che si può arrischiare una proposta rigorosa, problematica e problematizzante, si possono mettere in discussione stereotipi o risalire alle origini della loro formazione, e insieme incontrare il favore del pubblico sempre molto partecipe e caloroso, mai passivo. Mi ha molto commosso, per esempio, che Edoardo Camurri, al suo arrivo, sia stato ringraziato da molti spettatori per aver alleviato, con le sue trasmissioni e il suo entusiasmo contagioso, i giorni più bui dell’emergenza pandemica. Ecco, tutto quanto significa riconoscenza e riconoscimento, da parte del Parco – termina Carillo -, nei confronti di un comparto, quello dello spettacolo, che è stato fra i più penalizzati e meno tutelati durante l’emergenza. Un piccolo segno, il nostro, che tuttavia rivendichiamo con orgoglio”.

Noceto (Pr). Ci siamo: con l’inaugurazione del museo della Vasca Votiva si compie l’atto finale di un cammino durato, tra scavo, restauro e ricostruzione, 15 anni. Al pubblico si offre un’esperienza immersiva, multisensoriale e multimediale, nella pianura padana terramaricola di 3500 anni fa

Ebbene ci siamo! Venerdì 8 ottobre 2021, alle 10.30, verrà inaugurato il museo della Vasca Votiva di Noceto in provincia di Parma. La Vasca rappresenta, per dimensioni, caratteristiche, significato e grado di conservazione, un “unicum” a livello europeo, tale da innovare profondamente le conoscenze scientifiche sull’ Età del Bronzo. Si tratta infatti di un monumento senza confronti fra le strutture lignee datate a questo periodo.

Il trasporto dei pesanti vetri per l’allestimento delle vetrine del museo della Vasca Votiva a Noceto (Pr) (foto mic-ero)
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L’assemblaggio dei legni che costituivano la vasca votiva per l’allestimento del museo della Vasca Votiva a Noceto (Pr) (foto mic-ero)

Fervono gli ultimi preparativi per completare il museo entro il taglio del nastro. “I contenuti delle vetrine sono al loro posto”, raccontano i tecnici al lavoro in queste ore: “le prove fatte, seppure con supporti di fortuna, hanno facilitato il lavoro e in diversi casi si è riusciti a mettere anche qualche reperto in più rispetto a quanto ipotizzato. Il momento più difficile per le vetrine non è stato dunque l’allestimento dei reperti, bensì quello della messa in posto dei vetri. Alcuni di essi, particolarmente grandi, rischiavano addirittura di non passare dalla porta di ingresso! Ben sei persone sono state necessarie per movimentarli e, con estrema attenzione, indicazioni di manovra nonché qualche brivido, anche questi hanno varcato la fatidica porta. Davanti alla vetrina di destinazione sono stati puliti fuori e dentro, poi montati: questo era l’altro momento delicatissimo, perché i vetri così grandi e con i bordi molati in obliquo a 45 ° (per meglio far combaciare gli angoli delle diverse lastre) rischiano, per un colpo anche piccolo, di creparsi. Contemporaneamente altri professionisti hanno messo in funzione i dispositivi multimediali (per la verità non tanti), altre persone hanno sistemati un po’ di posti a sedere; poi è toccato alla vasca, riemersa dai teli un po’ impolverata ma senza aver perso nulla del suo fascino. Un po’ di maquillage a anche lei è a posto!”.

Con l’apertura del museo si compie l’atto finale di un cammino durato, tra scavo, restauro e ricostruzione, 15 anni, che ha visto collaborare in totale unità di intenti tutte le Istituzioni coinvolte. Oltre al Comune di Noceto, il progetto, infatti, ha interessato, sia in termini di finanziamento, sia in termini di collaborazione scientifica, il ministero della Cultura nonché l’università di Milano con il Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” (professori Mauro Cremaschi prima, e Andrea Zerboni poi). Fondamentali sono stati anche gli ulteriori finanziamenti che l’Amministrazione Comunale ha ottenuto da parte della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Cariparma.

Locandina per l’inaugurazione del museo Archeologico Vasca votiva di Noceto (Pr)

Programma della giornata. Alle 10.30, inaugurazione e saluti istituzionali: Fabio Fecci, sindaco del Comune di Noceto; Corrado Azzollini, segretario regionale del ministero della cultura per l’Emilia-Romagna; Cristina Ambrosini, direttrice del Servizio Patrimonio Culturale dell’Emilia-Romagna; Marco Masetti, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio”; Franco Magnani, presidente della Fondazione della Cassa di risparmio di Parma; Andrea Corsini, assessore al Turismo della Regione Emilia-Romagna. Alle 11.10, intervengono: Maria Bernabò Brea su “La Vasca di Noceto nel contesto dell’Età del Bronzo”; Mauro Cremaschi, docente dell’università di Milano, su “La struttura della Vasca: dallo scavo al museo”; Angela Mutti, funzionaria archeologa del MiC su “Il contenuto della Vasca: dallo scavo al museo”; Guillaume Pacetti, architetto “Il progetto del museo”.

La sistemazione nel museo della Vasca votiva di Noceto (Pr) dei reperti dell’Età del Bronzo da contesto terramaricolo (foto mic-ero)

Il percorso museale e l’organizzazione degli spazi, risultato di un accurato progetto architettonico, offriranno al visitatore un’esperienza immersiva, multisensoriale e multimediale. Oltre alla Vasca Votiva, elemento centrale di potente capacità attrattiva, nel museo saranno esposti un numero sorprendente di oggetti caratteristici della cultura terramaricola che caratterizzava circa 3500 anni fa, la quasi totalità della pianura Padana e la cui storia viene raccontata attraverso testi, immagini, ricostruzioni, video e dispositivi interattivi. Nella giornata di venerdì 8 ottobre 2021 a partire dalle 15 sarà possibile effettuare un breve tour all’interno del museo con ingressi ogni mezz’ora circa su prenotazione al numero 340 1939057. Da sabato 9 ottobre 2021 il museo sarà aperto dal giovedì alla domenica con i seguenti orari: 10-13 e 15-18 fino al 31 ottobre, poi 10-13 e 14-18.

Rovereto. La Rassegna del cinema archeologico diventa Festival e si apre alla città. Gli interventi di Giovanni Laezza, Alessandra Cattoi e Claudia Beretta per archeologiavocidalpassato.com

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RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Cultura; Alessandra Cattoi, direttrice Fmcr; e Giovani Laezza, presidente della Fondazione museo civico di Rovereto (foto graziano tavan)

Il conto alla rovescia è cominciato. Mancano solo sette giorni alla prima edizione di RAM FILM FESTIVAL Rovereto, in calendario da mercoledì 13 ottobre a domenica 17 ottobre 2021 al teatro Zandonai di Rovereto, e in molti altri spazi di rilievo culturale della città trentina. Il festival, nato 32 anni fa come rassegna del documentario archeologico, cambia nome e si rinnova nella veste, allargando l’orizzonte alla più ampia tematica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Il RAM film festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, con il sostegno del Comune di Rovereto, della Provincia Autonoma di Trento e della Fondazione Caritro, con il patrocinio del ministero della Cultura e del ministero degli Esteri (vedi Rovereto. Presentato il programma della prima edizione di RAM Film Festival Rovereto-Archeologia-Memorie, un festival diffuso che si espande a coinvolgere la città e il territorio con un programma ricco e articolato: al teatro Zandonai e on-line, una sessantina di film con 16 prime italiane, 10 prime assolute e 2 prime internazionali; all’Alfio Ghezzi Bistrot gli incontri culturali; al museo della Città la mostra “C’era una volta la peste: Venezia e Rovereto”. Molti gli eventi speciali | archeologiavocidalpassato).

“Sono particolarmente soddisfatto del cambio di passo operato quest’anno dal Festival”, dichiara Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico, “e dello sforzo per aprirsi nei confronti della città e di un pubblico vasto, con un’offerta, oltre che del palinsesto cinematografico, anche di svariate opportunità in città in collaborazione con APT e Distretto San Marco. Grazie a preziose collaborazioni, sono molte le occasioni culturali, per riflettere, per incontrare i numerosi ospiti, protagoniste e protagonisti del nostro tempo, per usufruire di corsi di formazione e di masterclass”. E l’assessore alla Cultura Micol Cossali: “Oggi la Rassegna del Cinema archeologico diventa Festival e si presenta in un nuovo formato, una naturale evoluzione di un percorso lungo più di tre decenni che l’ha vista crescere e trasformarsi, uscire dai teatri e connettersi con la città. Con l’auspicio che RAM film festival possa raggiungere sempre più persone e ampliare ancora di più il suo pubblico e coinvolgere le giovani generazioni, non solo all’interno della sala cinematografica, ma nei tanti eventi collaterali che arricchiscono il panorama culturale roveretano”.

Il programma del festival è previsto su 5 giornate, durante le quali alle proiezioni dei documentari in concorso si aggiungeranno incontri quotidiani con esperti, conferenze, visite, presentazioni di libri, aperitivi, masterclass, una mostra e un concerto di musica per il cinema. Sono 62 i film, tra documentari, docufiction e animazioni in concorso, selezionati su oltre 1400 iscritti a livello nazionale e internazionale. Immagini spettacolari, luoghi e siti straordinari e popoli poco conosciuti, storie e narrazioni che fanno parte dei tesori culturali del mondo. I documentari provengono da 25 diverse nazioni, con 34 luoghi del mondo rappresentati, con il loro patrimonio materiale e immateriale. 26 première, di cui 10 prime assolute, 2 prime internazionali e 14 prime italiane. Tutti i film saranno visibili anche online attraverso una piattaforma digitale.

Quattro sezioni per i film in concorso con altrettanti premi: “premio Paolo Orsi per il cinema archeologico” (sezione principale): film archeologici dedicati alla tematica della tutela e valorizzazione patrimonio tangibile; “L’Italia si racconta”, sezione dedicata a opere cinematografiche sull’Italia che parlano di patrimonio culturale immateriale come, tradizioni, storia, antiche comunità; “Cultura Animata”: animazioni italiane e straniere dedicate ad archeologia, popoli, culture; “Sguardi dal mondo”, sezione dedicata a opere cinematografiche provenienti da ogni paese del mondo che parlano di patrimonio intangibile, tradizioni, cultura, antiche comunità. A completamento di un programma basato in gran parte sulla proposta di film e documentari, il Festival propone contemporaneamente alle proiezioni: conferenze e momenti di approfondimento con esperti del settore; un concerto dedicato alla musica nel cinema; una serata sul documentario tra Storia e Sport; aperitivi al bistrot sui temi del Festival; laboratori e presentazioni di libri a cura delle librerie della città; visite guidate sul territorio; visite guidate alla mostra “C’era una volta la Peste” allestita al Museo della Città che si terrà in concomitanza con il festival; corsi di approfondimento e aggiornamento professionale (per studenti, giornalisti ed operatori); menù a tema e iniziative varie in collaborazione con gli esercizi commerciali del distretto San Marco nel centro storico cittadino. Prestigiosi gli ospiti di questa edizione, impegnati sia in serate a teatro che in spazi alternativi, sui temi del Festival. Incontri a teatro, giovedì 14 ottobre 2021, alle 20.45, Federico Buffa, su “1936: L’Olimpiade che ha cambiato il cinema”. Storie di uomini e di sport si intrecciano attraverso gli “sguardi” della regista Leni Riefenstahl. Sabato 16 ottobre 2021, alle 20.45, Leandro Piccioni e Quartetto Pessoa in concerto per pianoforte e quartetto d’archi “Musica per il cinema. Omaggio a Ennio Morricone”; domenica 17 ottobre 2021, alle 16.30, Nicolò Bongiorno su “Raccontando l’India: Il Ladakh”. Incontri al bistrot: tre aperitivi a tu per tu con l’esperto alle 17 nel Bistrot dello chef stellato Alfio Ghezzi. Giovedì 14 ottobre 2021, “Il lungo viaggio dell’archeologia”, con Andrea Augenti, archeologo; venerdì 15 ottobre 2021, “Nôtre Dame: tecnologie e progetti per il restauro del secolo”, con Tiziano Straffelini, esperto di restauro di monumenti; sabato 16 ottobre 2021, “Il fumetto tra storia e fiction: Martin Mystère a Venezia”, con Andrea Artusi, disegnatore.

L’EAA European Association of Archaeologists ha assegnato al SITAR, il Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma della Soprintendenza Speciale di Roma il prestigioso Premio per il patrimonio archeologico europeo per il 2021

Il SITAR, il Sistema Informativo Territoriale Archeologico di Roma della Soprintendenza Speciale di Roma, ha conquistato il Premio per il patrimonio archeologico europeo per il 2021, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla EAA European Association of Archaeologists, una delle più importanti istituzioni internazionali dedicate allo studio dell’antichità riconosciuta dal Consiglio d’Europa, nell’ambito della conferenza annuale della EAA svoltosi a Kiel dal 6 all’11 settembre 2021. Fondata nel 1994, l’Associazione Europea degli Archeologi ha istituito lo European Archaeological Heritage Prize nel 1999. Un comitato indipendente assegna ogni anno il Premio per l’eccezionale contributo alla conoscenza del patrimonio archeologico europeo e alla sua diffusione, protezione e valorizzazione. “È un premio importante”, dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini,  “che dimostra la qualità e il livello di eccellenza raggiunto dalle nostre strutture poste a tutela e valorizzazione dello sterminato patrimonio archeologico romano”. “Un riconoscimento che ci rende orgogliosi”, afferma Daniela Porro soprintendente Speciale di Roma, “perché illumina il lavoro fatto dalla Soprintendenza per rinnovare e rendere accessibile a tutti l’inesauribile patrimonio archeologico della città di Roma. Il Sitar ne è una delle principali risorse, divenuta nel tempo un vero e proprio “mediatore culturale” tra la Pubblica Amministrazione e l’utenza privata, promuovendo la sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza culturale della conservazione degli spazi e dei contesti urbani ed extraurbani. Ma il premio ci spinge a fare sempre di più nel campo della tecnologia e della condivisione”.

Dal 2007 il Sitar è un sistema informativo georeferenziato in cui la Soprintendenza immette in rete i dati e le informazioni sui ritrovamenti e i reperti archeologici rinvenuti nel territorio romano. Un progetto open data di archeologia pubblica partecipato, in grado di coinvolgere attraverso internet la cittadinanza e utenti anche di altri paesi. Proprio il carattere innovativo del progetto e la continua implementazione, che ha visto la creazione di un nuovo sito nel 2020, sono alla base del Premio che la EAA ha voluto assegnare quest’anno al Sitar. Dal 2020 Sitar è consultabile attraverso un nuovo sito web più completo e multilingue (www.archeositarproject.it) ricco di risorse, strumenti e tutorial dettagliati per entrare in ogni sezione del progetto, al fine di facilitare le diverse interazioni tra gli utenti, chiamati a dare il loro contributo, e la Soprintendenza. Obiettivo principale è la continua implementazione di un archivio digitale condiviso e di una struttura di elaborazione di big data per il patrimonio archeologico di Roma. Su www.archeositarproject.it è possibile individuare su una mappa i ritrovamenti archeologici del passato e recenti sul territorio romano, corredati da immagini e informazioni. Inoltre il sito offre la mappatura dei vincoli archeologici che facilitano la gestione della tutela, della valorizzazione e delle caratteristiche archeologiche della Capitale. La digitalizzazione degli archivi garantisce inoltre la conservazione nel tempo di Sitar, a oggi il principale deposito archeologico digitale dedicato al patrimonio di Roma, di libero accesso e consultazione. “Il premio della EAA è un importante riconoscimento per la Soprintendenza Speciale di Roma e per il Ministero della Cultura. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza un affiatato gruppo di lavoro”, spiega Mirella Serlorenzi, alla guida del Sitar fin dalla sua nascita. “Un premio che ci identifica come uno strumento al servizio della collettività, in grado di offrire liberamente i contenuti e la conoscenza archeologica, ma soprattutto fondamentale per attuare quelle politiche di condivisione e partecipazione sociale sui temi della tutela e conservazione del patrimonio”.

Al parco archeologico di Pompei al via “Black Med, POMPEII” di Invernomuto, progetto aperto al pubblico con due interventi sonori nella Casa degli Amorini Dorati (per arredare gli spazi ed espandere alcune simbologie presenti nella Casa) e in Via Marina/Foro (richiamo al raccoglimento)

Maschera di marmo nella Casa degli Amorini Dorati a Pompei: “Black Med, POMPEII, 2021” di Invernomuto (foto archivio Black Med)

“Black Med, POMPEII” è il nuovo progetto aperto al pubblico dall’1° ottobre al 3 novembre 2021. “Black Med, POMPEII” di Invernomuto, risultato tra i progetti vincitori del bando Italian Council (VII edizione, 2019, si compone di due interventi sonori all’interno dell’area archeologica di Pompei – nella Casa degli Amorini Dorati e in Via Marina/Foro. Accessibile con i seguenti orari: installazione in Via Marina/Foro: attiva ogni ora, dalle 10 alle 15, durata 10 minuti; installazione presso la Casa degli Amorini Dorati: aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 16.30. L’opera – realizzata grazie al sostegno di Italian Council (VII edizione, 2019), progetto della direzione generale Creatività Contemporanea del ministero della Cultura, su presentazione di Fondazione Morra Greco (Napoli) con donazione al parco archeologico di Pompei – entra a far parte della nuova collezione d’arte contemporanea (Collectio) del Parco all’interno del programma Pompeii Commitment. Materie archeologiche.

Ammanati’s Neptune Fountain in mid-January, Florence, di invernomuto , image from Black Med archive,

“Black Med, POMPEII” rappresenta il culmine della ricerca del duo di artisti italiani Simone Bertuzzi e Simone Trabucchi intorno alle riflessioni teoriche sul Black Mediterranean (“Mediterraneo nero”), in riferimento alle ricerche di Alessandra Di Maio (Università di Palermo) che ha utilizzato questa definizione nell’ambito degli studi postcoloniali, migratori, transnazionali e della diaspora nel campo dell’africanistica contemporanea. L’opera rientra nel più ampio processo di ricerca in corso di Invernomuto intitolato “Black Med”, il cui fulcro è la piattaforma web blackmed.invernomuto.info e che si articola, oltre che in un ciclo di opere che ne condividono i risultati provvisori, come accadrà a Pompei, anche in una pubblicazione cartacea che espande il progetto attraverso una serie di contributi teorici (Humboldt Books, Milano) e un programma di presentazioni performative e listening sessions che si sono succedute durante la lavorazione del progetto presso varie istituzioni, tra cui le due istituzioni internazionali partner del progetto: The Green Parrot (Barcellona) e Centre d’Art Contemporain Genève (Ginevra).

Affreschi parietali della Casa degli Amorini dorati (foto parco archeologico di pompei)

L’intervento nella Casa degli Amorini Dorati si basa su una sezione dell’archivio di Black Med chiamata SEASCAPE. In essa sono raccolti brani di varie epoche e generi, accomunati da ampie texture sonore; l’intervento – diffuso attraverso 4 speaker flessibili (Anakonda) – mira ad arredare gli spazi e ad espandere alcune simbologie presenti nella Casa: i riferimenti egittologici ed in particolare il culto di Iside.

Le colonne nel foro di Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

L’intervento in Via Marina/Foro diffonde invece l’output della piattaforma blackmed.invernomuto.info per sei volte al giorno, per una durata di 10 minuti, come fosse un richiamo al raccoglimento, un modo per scandire il tempo e prenderne coscienza.

La casa degli Amorini Dorati a Pompei (foto parco archeologico di Pompei)

Casa degli Amorini Dorati. Riportata alla luce agli inizi del novecento, la casa – in età imperiale sicuramente tra le abitazioni più eleganti della città – deve il suo nome agli Amorini incisi su laminette d’oro, ora conservati a Napoli, che ornavano uno degli ambienti che si affacciano sul peristilio, nel quale è forse da riconoscere la stanza da letto dei padroni di casa. Ampliata e modificata in varie fasi, fino a raggiungere l’attuale disposizione, si articola attorno al grande peristilio in cui la presenza di un giardino di tipo rodio – con il colonnato del lato occidentale più alto rispetto a quello presente sugli altri tre e sormontato da un frontone. Tale caratteristica indica la volontà dei proprietari di conferire a tutto l’insieme una particolare sacralità, confermata dalla presenza, nel peristilio stesso di ben due larari: in apparente contraddizione, sono in realtà, espressione della naturalezza con cui i romani creavano un proprio pantheon, mescolando alle divinità tradizionali quelle del Vicino Oriente.

Specchio in ossidiana nella Casa degli Amorini dorati a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il primo larario, in muratura, nella classica forma a tempietto, collocato lungo il lato settentrionale del peristilio, ospitava le divinità tradizionali dei romani: accanto alla triade capitolina, culto “politico” per eccellenza, trovano spazio i Lari, protettori della famiglia, e Mercurio, dio dei commerci ma anche “accompagnatore” delle anime nell’aldilà. Il secondo larario, dipinto nell’angolo sud-orientale del peristilio era invece dedicato alle divinità egizie: su di un alto zoccolo che accoglie due serpenti benauguranti – che convergono verso due altari su cui uova sono appoggiate come offerta – è raffigurata la famiglia divina isiaca, costituita da Iside, Serapide ed Arpocrate, a cui è affiancato Anubi, il dio dei morti, dalla testa di sciacallo, che rege un caduceo a rimarcare l’avvenuta assimilazione con Mercurio. Accanto sono raffigurati gli oggetti del culto di Iside, che rimandano ad una pratica devozionale anche domestica; si riconoscono un sistro, strumento musicale utilizzato per evocare la dea; una cista; un secchio d’argento a forma di mammella destinata a contenere il latte sacro; un piatto, anch’esso d’argento. A loro guardia si erge l’uraeus, il cobra sacro.

“Mediterranean Sea Water, Not Suitable for Drinking” di Invernomuto (courtesy of the artists and Pinksummer, Genova)

Invernomuto prova a intercettare le traiettorie sonore che attraversano la complessa e stratificata area del Mediterraneo registrandone i continui movimenti e assecondando l’intreccio dei suoi accadimenti e delle sue narrazioni. Black Med naviga quindi senza seguire una cartografia regolare e categorica ma, al contrario, si lascia attraversare dalle rotte e identità multiple di cui ascolta e archivia i ritmi e le sonorità. Le traiettorie seguite da Black Med valicano l’area perimetrale del Mediterraneo in senso propriamente geografico, per prendere in considerazione geografie più ampie, informali e non ufficiali, procedendo da Marsiglia a Barcellona, da Napoli e Pompei a Palermo, da Belgrado a Brindisi, da Il Cairo, il Canale di Suez e la Nubia al Lago Vittoria, includendo le rotte migratorie che storicamente mettono in relazione la sponda africana, asiatica ed europea del Mediterraneo. La piattaforma blackmed.invernomuto.info (progettata per essere accessibile sia online – a partire dal 28 ottobre 2021 – che offline, in formato di installazione sonora) ha raccolto, allo stato attuale della ricerca, oltre 30 ore di contenuti e contributi musicali selezionati da Invernomuto e da una serie di partecipanti fra cui Paul Gilroy, Rabih Beaini, Donato Epiro, Kareem Lotfy, Ma’an Abu Taleb e altri musicisti e ricercatori a cui gli artisti hanno chiesto di proporre una selezione musicale che rispondesse alla ricerca di Black Med.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTa” al museo Archeologico nazionale si inaugura il Festival di Storia tarantina. Primo appuntamento: giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling”

Ritaglio di giornale con la notizia di “Importanti scoperte presso l’Arsenale” di Taranto antica (foto MArTa)

taranto_festival-storia-tarantina_logo“Mercoledì” speciale quello del 29 settembre 2021 al museo Archeologico nazionale di Taranto. Alle 9 si inaugura il primo Festival di Storia tarantina. Ingresso gratuito e fino ad esaurimento posti (come da normativa anti-Covid) con prenotazione obbligatoria su https://museotaranto.beniculturali.it/…/festival-di…/. Dopo i saluti istituzionali  si entrerà nel vivo, alle 9.30, con la giornata di studio dal titolo “Dalla ricerca storica all’History Telling”. “Si tratta di una idea interessante sviluppata da Mina Chirico, presidente dell’associazione Orizzonte Cultura 2.0”, spiega la direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti, “che ci consente di riannodare la trama di racconti che sono la base culturale, ma anche socio-politica ed economica, di una città da sempre attraversata da grandi e importanti cambiamenti. Anche il MArTA partecipa a questo progetto sulla public history, insieme ad altre importanti istituzioni culturali del territorio”.

Locandina della giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling” al museo Archeologico nazionale di Taranto

Ecco il programma degli eventi ospitati e promossi all’interno del museo Archeologico nazionale di Taranto. Alle 9, nella sala incontri del MArTa, inaugurazione del Festival di Storia tarantina. Saluti istituzionali: Fabiano Marti, assessore alla Cultura Comune di Taranto; Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto; Barbara Davidde, soprintendente della soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo; Mina Chirico, presidente dell’associazione Orizzonte Cultura 2.0. Alle 9.30, giornata di studio “Dalla ricerca storica all’History Telling” a cura di Orizzonte Cultura 2.0: raccontare la Storia oggi, riflettendo sul suo insegnamento e sulla conservazione nella memoria collettiva di un tempo, come il nostro, in cui tutto sta cambiando troppo velocemente. Buone pratiche, nuove visioni e prospettive future. Intervengono: Simonetta Buttò, direttrice dell’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche del ministero della Cultura, su “Mostre virtuali: uno strumento per raccontare la storia”; Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, su “Il museo: memoria, identità e innovazione”; Valentina Esposto, direttrice dell’Archivio di Stato di Taranto , su “Gli Archivi (si) raccontano in tempo di pandemia”; Annalisa Rossi, soprintendente della soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, su “La trama d’archivio e la sua comunicazione : la tutela come dispositivo di valorizzazione”; Claudia Villani, università di Bari, su “Ricerca storica e pratiche della memoria nella nuova global public sphere. Problemi e prospettive”. Alle 13, nel chiostro del museo Archeologico nazionale di Taranto: degustazione di antiche ricette a cura dell’Istituto Alberghiero “Mediterraneo”. Percorso di approfondimento assaporando sapori antichi legati alla tradizione gastronomica marinara, attraverso lo studio e la riproposizione di antiche ricette locali.

Roma. Al museo nazionale Etrusco per le GEP 2021 nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”: momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate

I Principi di Palestrina fanno ritorno a Villa Giulia per “Festa Etrusca!”. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal ministero della Cultura il 25 e 26 settembre 2021, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma fine settimana all’insegna della cultura con momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate per conoscere usi e costumi degli Etruschi e delle genti che hanno popolato il Lazio antico. Punti di forza del ricco programma sono il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”. Orari: 25 settembre 2021, 9 – 23 (ultimo ingresso alle 22.30); 26 settembre 2021, 9 – 19 (ultimo ingresso alle 18.30). Ingresso compreso nel biglietto del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU). Info e prenotazioni: le visite guidate, i laboratori didattici (i laboratori didattici all’esterno e le visite guidate al museo prevedono un massimo di 15 partecipanti, mentre i laboratori didattici all’interno del museo un numero massimo di 8) e la presenza alle tavole rotonde potranno essere prenotati all’indirizzo info@festaetrusca.info e, durante la manifestazione, direttamente al Museo presso la segreteria organizzativa di Festa Etrusca (fino a esaurimento posti).

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Federico Rubini / associazione SUODALES

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” è una manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. Il progetto è prodotto e finanziato interamente da Entertainment Game Apps, Ltd., con il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales.

Il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina a villa Poniatowski (foto etru)

FESTA ETRUSCA! è l’occasione per svelare al pubblico il nuovo allestimento permanente delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina conservate a Villa Poniatowski, scoperte nell’800 ed entrate nelle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia sin dai primi del ‘900. Si tratta senza dubbio di due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante, risalenti all’inizio del VII secolo a.C. Ciascun corredo è composto da decine di oggetti di inestimabile valore e da alcuni capolavori assoluti dell’oreficeria, della bronzistica e della scultura in avorio di questo periodo. Materiali provenienti dal vicino oriente e dall’Egitto figuravano insieme a gioielli e vasellame di produzione etrusca, rendendo i “principi” che li indossavano e li utilizzavano simili ai monarchi più influenti del mediterraneo orientale. Questa è una peculiarità del periodo Orientalizzante ed è manifestata ad altissimo livello dalle due sepolture prenestine che, pur provenendo da un’area culturale di influenza latina, beneficiavano del controllo delle vie di transito e delle risorse ad esse connesse per rappresentarsi al massimo livello di sfarzo possibile come e anche in modo più esuberante dei loro vicini Etruschi sull’opposta sponda del fiume Tevere.

Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrine esposti a villa Poniatowski (foto etru)

I due corredi sono esposti dal 2012 nelle dieci sale di Villa Poniatowski, incluse nel percorso espositivo di Villa Giulia ma, dal 2013, in seguito al furto di una parte degli ori Castellani, per motivi di sicurezza gli oggetti più preziosi sono stati prelevati dalle vetrine, privando il pubblico di una visione di insieme dei due importanti contesti. Grazie a una proficua collaborazione con il parco archeologico di Pompei (e dell’allora direttore Massimo Osanna) e con il museo Archeologico nazionale di Napoli (e del direttore Paolo Giulierini) e al prestito dei corredi per due importanti mostre dedicate agli Etruschi nel 2018 e nel 2020/21, il museo di Villa Giulia ha potuto contare sul supporto dei partner nella realizzazione di due nuove vetrine con le quali è stato possibile migliorare la sicurezza e la qualità dell’esposizione. I due corredi torneranno così, per la prima volta dopo oltre 8 anni, ad essere ammirati dal pubblico nella sala a loro dedicata a Villa Poniatowski che sarà eccezionalmente aperta al pubblico e il ritorno dei “Principi” di Palestrina costituirà una ulteriore occasione per festeggiare le iniziative intraprese negli ultimi anni dal Museo al fine di arricchire e migliorare l’esperienza dei visitatori, nello spirito del tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”.

La copertina della Guida archeologica del Parco di Veio

Il festival archeostorico FESTA ETRUSCA! propone un ricco programma di eventi, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore e il pubblico dei visitatori. Gli editori (Arbor Sapientiae, MMC Edizioni, Campi di carta, D’Abruzzo Edizioni Menabò, Valtrend Editore, Tored, L’Erma di Bretschneider, Archeoares, Edizioni Efesto, Gangemi Editore e Castelvecchi editore) presenteranno le proprie novità e i libri di maggior successo. La manifestazione si apre, infatti, con l’attesissima presentazione della Guida archeologica del Parco di Veio. roma_villa-giulia_concerti-di-musicainsieme_locandinaQuattro focus didattici indagheranno la ceramica, la pittura, la tessitura e la musica nel mondo antico; e quattro tavole rotonde, ispirandosi alle Giornate Europee del Patrimonio 2021, offriranno spunti di riflessione su vari temi: gli Etruschi patrimonio dell’Umanità; il racconto dei musei del Lazio, della Toscana e dell’Umbria; i videogames per la cultura (con tutti i giochi di EGA) e la rievocazione nei musei. Per allietare il pubblico dopo una intensa prima giornata di festa, l’associazione Musicaimmagine, in occasione dell’apertura serale del Museo a 1 euro, darà vita a La Vigna di Papa Giulio e il Palestrina, concerto-conversazione sui madrigali di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)
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Home page di un videogame della Entertainment Game Apps Ltd

Non mancheranno laboratori dedicati ai bambini! Cinque le divertenti e interessanti tipologie proposte da associazione culturale ChissàDove, associazione culturale Suodales, Valter Fattorini: Caro Larth ti scrivo: la scrittura degli Etruschi; Etrusca disciplina: la scuola degli aruspicini; Kottabos che passione! Giochiamo come gli antichi Etruschi; Il Mestiere del Restauratore; Gli ori etruschi. Il pubblico, inoltre, potrà prendere parte a visite guidate (a cura del Museo) e assistere a rievocazioni storiche (organizzate dall’associazione culturale Suodales e dall’associazione culturale Herentas – I passi del tempo).

Musei e parchi archeologici della Lombardia: ecco alcuni appuntamenti per le Giornate europee del Patrimonio 2021

Tornano sabato 25 e domenica 26 settembre le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa. L’edizione del 2021 è incentrata sul tema “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”: una riflessione sulla partecipazione estesa a tutti i cittadini, includendo ogni fascia d’età, gruppi etnici, minoranze presenti sul territorio e persone con disabilità. Lo slogan adottato dal ministero della Cultura è la traduzione di “Heritage: All inclusive”, scelto dal Consiglio d’Europa e condiviso dai Paesi aderenti alla manifestazione. La Direzione regionale Musei Lombardia aderisce all’iniziativa con un ricco ventaglio di proposte: visite guidate, incontri, esposizioni, aperture straordinarie ed anche aperture straordinarie serali con ingresso al costo simbolico di 1 euro. Nel rispetto della normativa vigente, ricordiamo che per partecipare a tutte le iniziative è necessario esibire il Green Pass e indossare la mascherina.

Il castello scaligero di Sirmione (Bs) (foto

Castello Scaligero a Sirmione (Bs). Un fine settimana particolarmente ricco per celebrare le Giornate Europee del Patrimonio al Castello Scaligero, con aperture straordinarie e iniziative speciali alla darsena. Aperture straordinarie: sabato 25, ore 19-22 e domenica 26, ore 13-16. Il Castello sarà eccezionalmente aperto la sera di sabato 25 dalle 19 alle 22, con turni di visita per 35 persone ciascuno (ore 19.10, 19.30, 19.50, 20.10, 20.30, 20.50, 21.10), e il pomeriggio di domenica 26 dalle 13 alle 16 (con turni di visita alle 13.10, 13.30, 13.50, 14.10, 14.30, 14.50, 15.10). Prenotazione obbligatoria all’indirizzo www.midaticket.it/garda. Apertura straordinaria e visite accompagnate alla darsena: sabato 25, ore 9-13 e 14-18, domenica 26, ore 9-13. Quest’anno le Giornate Europee del Patrimonio e le Giornate Nazionali dei Castelli cadono nelle stesse date: per celebrare la doppia ricorrenza, nonché i restauri dei prospetti esterni in corso, la Direzione regionale Musei Lombardia – in collaborazione con la sezione lombarda dell’Istituto Nazionale dei Castelli – ha deciso di riaprire temporaneamente al pubblico la darsena, chiusa dall’inizio della pandemia. I visitatori, in gruppi di massimo 12 persone ogni 30’, saranno accompagnati alla scoperta della darsena dai funzionari del Ministero; le visite della domenica mattina sono specificamente pensate per gli aderenti all’associazione, con un focus più tecnico sugli interventi di restauro. Nel corso del fine settimana verranno anche pubblicati on line alcuni video sul cantiere di restauro in corso. È eccezionalmente possibile visitare soltanto la darsena (e non l’intero Castello) al costo di 2 euro, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo www.midaticket.it/garda. Nel caso si volesse visitare anche il Castello, dovrà essere fatta a parte la prenotazione del relativo turno d’ingresso e pagato in cassa il biglietto scelto.

La darsena del castello scaligero di Sirmione (Bs) (foto drm-lombardia)

Dante in darsena. Domenica 26, ore 16-17.30. In collaborazione con l’associazione culturale IX Deae, Il Castello Scaligero celebra i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con una lettura dantesca in darsena a cura di Mirco Cittadini, attore e regista scaligero, autore del Libro “Paradiso – Lezioncine Dantesche”. La darsena sarà aperta per la prima volta con ingresso dall’acqua (dal cancello a lago) e il pubblico potrà assistere all’evento in canoa. Per la prenotazione e il noleggio delle canoe, rivolgersi all’associazione culturale IX Deae: bit.ly/dantedarsena o dante@ixdeae.it. In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

Una visione aerea della villa romana di Sirmione, nota come Grotte di Catullo

Grotte di Catullo a Sirmione (Bs). “Le palafitte a Sirmione. Dieci anni dal riconoscimento UNESCO”. Sabato 25, ore 14-18 e domenica 26, ore 10-14. Le Grotte di Catullo vogliono celebrare l’anniversario dei dieci anni dall’iscrizione nella Lista Unesco Patrimonio dell’Umanità dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, poiché nell’Antiquarium, chiuso a causa delle restrizioni legate alla pandemia, sono conservati reperti provenienti da alcuni siti gardesani. A questo tema sono dedicati alcuni pannelli di approfondimento e sono previste visite guidate (durata: 45’ circa) per piccoli gruppi (massimo 20 persone) nell’arco delle due giornate, con questi orari: sabato 25 settembre: ore 14.30, 15.30, 16.30; domenica 26 settembre: ore 10.30, 11.30, 12.30. Coloro che parteciperanno alle visite guidate avranno modo di osservare alcuni reperti provenienti dai siti palafitticoli in un allestimento temporaneo che li valorizza. Per le visite guidate, gratuite previo pagamento del biglietto d’ingresso, la prenotazione è obbligatoria all’indirizzo drm-lom.didattica@beniculturali.it entro venerdì 24 settembre alle 17. Per il solo ingresso alle Grotte di Catullo, senza visita guidata, occorre prenotare al link https://www.midaticket.it/eventi/garda.

Percorso in sicurezza sui mosaici della villa Romana di Desenzano del Garda (Bs) (foto drm-lombardia)

Villa Romana di Desenzano del Garda (Bs). “La scoperta, il museo”. Sabato 25, ore 9-13 e 20-23, e domenica 26, ore 9-13. La Villa Romana di Desenzano del Garda vuole celebrare i 100 anni dai primi scavi effettuati nell’area archeologica (1921) e i 50 anni dalla creazione dell’Antiquarium (1971), vicende ripercorse in pannelli che faranno parte dell’allestimento permanente del sito. Saranno condotte, a cura del personale della Direzione regionale Musei Lombardia, visite guidate a tema nei seguenti orari: sabato 25 settembre, ore 9.30, 10.45 e 12; domenica 26 settembre: ore 9.30, 10.45 e 12. Visite guidate sull’argomento saranno realizzate anche nel corso dell’apertura straordinaria serale di sabato 25, dalle 20 alle ore 23. Per le visite guidate (gruppi di massimo 20 persone) è obbligatoria la prenotazione telefonando al numero 030 9143547, ore 9-19.30. Le visite sono gratuite previo pagamento del biglietto di ingresso alla Villa, da prenotare su www.midaticket.it/eventi/garda.

Roccia 35 verso Concarena nel parco nazionale delle Incisioni rupestri di Naquane in Valcamonica (foto drm-lombardia)

Parco nazionale delle Incisioni Rupestri a Naquane (Bs). Visita straordinaria al percorso del Coren del Valento. Sabato 25, ore 14.30-18.30. Il Parco di Naquane aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio proponendo l’apertura straordinaria con visita guidata al percorso del Coren del Valento. L’area nel 2020 è stata oggetto di un intervento di ripristino del sentiero e di restauro della Roccia 60, che tra le numerose incisioni presenta anche l’immagine della Rosa Camuna, adottata da Regione Lombardia come simbolo dal 1975. La sistemazione del percorso, chiuso da oltre 10 anni, si inserisce nell’ambito dell’Accordo di Valorizzazione siglato nel 2019 tra Ministero, Regione Lombardia e Comunità Montana di Valle Camonica. L’iniziativa è gratuita, previo pagamento del biglietto d’ingresso. È necessaria la prenotazione all’indirizzo drm-lom.didattica@beniculturali.it entro venerdì 24 settembre alle 17. I gruppi, di 15 persone al massimo, partiranno dall’ingresso del Parco alle 14.30, 15.30, 16.30, 17.30.

Il parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo (Capo di Ponte, Bs)

Parco archeologico nazionale dei Massi di Cemmo (Bs). Apertura straordinaria serale: Sabato 25, ore 20-23. Il Parco prolungherà l’orario di apertura al pubblico di sabato sera per permettere di osservare sotto una luce diversa i monumenti che hanno dato il via alla scoperta dell’arte rupestre della Valle Camonica nel 1909. Sarà l’ultima occasione dell’anno per ammirare le incisioni realizzate oltre 5000 anni fa. Ingresso libero.

La Minerva domina una delle sale del nuovo museo Archeologico nazionale della Valle Camonica a Cividate Camuno (foto drm-lombardia)

Museo Archeologico nazionale della Valle Camonica (Bs). Apertura straordinaria serale: sabato 25, ore 20-23. Apertura serale straordinaria anche per il museo Archeologico nazionale della Valle Camonica, riaperto al pubblico lo scorso giugno con un allestimento completamente rivisto e un ampliamento delle collezioni esposte. Il nuovo museo, collocato nel centro storico di Cividate Camuno, racconta l’incontro tra la cultura camuna e quella romana: un percorso alla scoperta di come si viveva nella Civitas Camunnorum tra ricche domus con pareti affrescate ed edifici pubblici come il foro, il teatro, l’anfiteatro e le terme. Ingresso libero.

Il museo Archeologico nazionale della Lomellina nel castello di Vigevano (foto drm-lombardia)

Museo Archeologico nazionale della Lomellina (Pv). Aperture straordinarie: sabato 25, ore 14-18 e domenica 26, ore 10-14. Il museo Archeologico nazionale della Lomellina sarà aperto in via straordinaria nella giornata di sabato 25 settembre nel pomeriggio dalle 14 alle 18 e domenica 26 settembre mattina dalle 10 alle 14. Ingresso libero.

Cividale. Per il 700mo di Dante e il 50mo della Fondazione de Claricini Dornpacher apre al museo Archeologico nazionale la mostra “Tutte quelle vive luci. Codici miniati della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823)”, con i sei codici miniati, editi e presenti in Friuli, esposti in prima assoluta

Locandina della mostra “Tutte quelle vive luci. Codici miniati della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823)” al museo Archeologico nazionale di Cividale dal 19 settembre al 7 novembre 2021

università-di-udine_logofondazione-de-claricini-dornpacher_logoNel 2021 ricorrono i 50 anni della Fondazione de Claricini Dornpacher di Bottenicco di Moimacco (Ud), istituita con lascito dalla contessa Giuditta de Claricini Dornpacher nel 1971, e i 700 anni della morte di Dante. Per il cinquantennale la Fondazione ha avviato assieme all’università di Udine un percorso progettuale celebrativo intitolato “Dante 700 – Tutte quelle vive luci”. Il progetto ha ottenuto il patrocinio, l’uso del logo e il supporto del ministero dei Beni Culturali (Mic) nell’ambito delle celebrazioni dantesche nazionali che si sono svolte durante tutto il 2021. Tra queste, di particolare importanza la mostra “Tutte quelle vive luci. Codici miniati della Commedia. Un itinerario dantesco da Nicolò Claricini (1466) a Quirico Viviani (1823)”, con i sei codici miniati, editi e presenti in Friuli che saranno esposti, in prima assoluta, dal 19 settembre al 7 novembre 2021 al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli.

Veduta aerea di Villa de Claricini Dornpacher in Bottenicco di Moimacco (Ud) (foto fondazione de Claricini Dornpacher)

Il motivo principale che ha indotto la Fondazione ad elaborare tale progetto è dovuto al ruolo che la famiglia de Claricini Dornpacher ha svolto nei secoli per lo sviluppo degli studi danteschi, tant’è che nel 1466 il conte Nicolò de Claricini esemplò la Commedia editandola in Cividale del Friuli. Oltre al codice miniato denominato “de Claricini” la nobile famiglia ha costituito una imponente biblioteca dantesca con oltre 5000 volumi ora donata alla biblioteca storica del Comune di Padova, dove la famiglia aveva anche una residenza, e altrettanti volumi presenti presso la biblioteca di Villa de Claricini Dornpacher in Bottenicco di Moimacco. E fino al 7 novembre 2021 è istituito un servizio di bus navetta gratuito da Cividale a villa de Claricini Dornpacher con partenza da Cividale alle 9.30, 10.30, 11.30, 14, 16, 18; e da villa de Claricini Dornpacher alle 9.45, 10.45, 11.45, 14.15, 16.15, 18.15.

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Foglio incipitale del Codice de Claricini (foto fondazione de Claricini Dornpacher)

La mostra riunisce per la prima volta in un medesimo spazio espositivo alcuni codici della Commedia: quello un tempo proprietà della famiglia de Claricini, unico provatamente copiato in Friuli e altri quattro codici pervenuti in Friuli in varie epoche, attualmente custoditi in collezioni librarie pubbliche o private. Al nucleo dei codici danteschi, sono affiancati alcuni manoscritti copiati in Friuli e connessi variamente con il poema dantesco, i quali anch’essi, pur indirettamente, ne testimoniano la diffusione e la lettura. Obiettivo principale è di documentare e far conoscere al vasto pubblico la fortuna e l’incidenza che l’opera di Dante ebbe nella cultura friulana tardo medievale, moderna e contemporanea.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia viene presentato il progetto Musitaly per il rilancio e l’internazionalizzazione dello spettacolo dal vivo e del turismo italiani. E avvio degli “Incontri con la Musica”: accesso col Green Pass

Il giardino centrale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto etru)

“Musitaly”, ovvero come rilanciare e internazionalizzare lo spettacolo dal vivo e il turismo del nostro Paese. Mercoledì 15 settembre 2021, alle 18, nel giardino centrale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, presentazione del progetto “Musitaly”, iniziativa patrocinata dal Parlamento Europeo, dal ministero della Cultura e dall’associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, che si propone di attuare dei piani concreti per il rilancio del settore dello spettacolo dal vivo italiano (in particolare quello musicale) a livello nazionale e internazionale, attraverso una sinergica collaborazione con enti di produzione artistica e di promozione turistica in Italia e soprattutto all’estero. L’obiettivo è quello di esportare i prodotti e gli spettacoli musicali che rappresentano un’eccellenza del “Made in Italy” nel mondo, attraverso attività di internazionalizzazione, digitalizzazione e marketing. Un nuovo approccio alla promozione e alla distribuzione dei contenuti artistici del nostro Paese con una visione internazionale. All’incontro parteciperanno Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia; Alessandro Muller ed Enrico Loprevite, fondatori di Promu – All For Music; Michele De Gasperis, presidente dell’istituto italiano Obor e altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo. Tra le attività previste nel progetto “Musitaly” ci sono la realizzazione di eventi musicali ideati appositamente per la valorizzazione del territorio: lo spettacolo inteso come offerta turistica per la creazione e il rilancio di nuove e tradizionali destinazioni turistiche; la creazione di un portale on-line per la promozione e la vendita dei migliori spettacoli italiani su circuiti internazionali; l’organizzazione di tavoli di lavoro con stakeholders stranieri operanti nei settori di promozione turistica e culturale, marketing e comunicazione, al fine di ideare prodotti ed iniziative artistiche esportabili all’estero.

musitaly_logo“Musitaly” è stato ideato da Promu – All For Music, una factory di giovani professionisti attivi nella produzione e promozione di prodotti ed eventi musicali classici, jazz e contemporanei, con l’obiettivo di superare i tradizionali, talvolta anacronistici, schemi e contesti di marketing e distribuzione del circuito della musica “colta”. Promu nei suoi anni di attività ha lavorato con artisti del calibro di Ennio Morricone, Nicola Piovani, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi, Rita Marcotulli, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto, Gabriele Geminiani, Carlo Boccadoro e l’ensemble Sentieri Selvaggi, l’Orchestra d’Archi de I Solisti Aquilani e molti altri. I principali clienti e collaboratori sono la galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea, il museo Maxxi, il comitato per l’apprendimento pratico della musica nelle scuole (Miur), associazione Teatrale tra i Comuni del Lazio (Atcl).  Hanno collaborato con il Parlamento Europeo di Bruxelles e con la Camera dei Deputati di Roma per la presentazione del progetto “Una Nuova Stagione”, un’interpretazione in chiave ambientalista de “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi a cura di Daniele Orlando e de I Solisti Aquilani. Sono organizzatori, direttori artistici e direttori tecnici di numerosi festival musicali diffusi sul territorio della Regione Lazio, tra cui l’Appia Antica Chamber Music Festival (Roma) e l’Etruria Jazz Festival (Cerveteri).

istituto-italiano-obor_logoPartner principale del progetto è l’Istituto Italiano OBOR, il network più competitivo per la creazione di sbocchi commerciali sul mercato della Nuova Via della Seta, nonché il partner di riferimento per istituzioni e imprese italiane intenzionate ad aprirsi a questo nuovo mercato. L’Istituto ha un’organizzazione diffusa in Cina e in Italia, ma anche in Europa, Emirati Arabi Uniti e Marocco, con 33 organizzazioni partner in Italia e 17 in Cina. Dispone inoltre di una rete di 47 advisor in Italia e 65 in Cina. Grazie all’esperienza dell’Istituto Italiano OBOR e del suo network locale, il progetto avrà pieno riscontro sul mercato cinese, uno dei più grandi al Mondo e in costante crescita. L’istituto, infatti, si occuperà di promuovere l’iniziativa presso i principali canali istituzionali in Italia e in Cina, e di elaborare un piano di promozione del progetto, indirizzandolo verso gli stakeholder cinesi.

La locandina della rassegna “Incontri con la musica” nel giardino centrale del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma

La rassegna “Incontri con la Musica” fino al 19 settembre 2021 ospiterà nel giardino centrale del museo di Villa Giulia i grandi nomi della musica classica a livello internazionale. La rassegna è stata realizzata grazie al contributo della Regione Lazio. I concerti sono compresi nel biglietto di ingresso al Museo, al costo eccezionale di 3 euro. Il primo concerto il 15 settembre 2021, alle 20.15: inaugura la rassegna il prestigioso trio composto dalle prime parti dei Solisti di Pavia Sergio Lamberto (violino), Riccardo Savinelli (viola) e Jacopo Di Tonno (violoncello), che eseguirà le “Variazioni Goldberg, BWV 988” di J.S. Bach, nell’elaborazione per trio d’archi di Bruno Giuranna. Il 16 settembre 2021 sarà la volta del violinista Rocco Roggia e del pianista Riccardo Natale, che presenteranno un programma composto dalle opere dei più grandi compositori napoletani dell’800 come: G. Martucci, A. D’ Ambrosio, A. Curci e L. De Felice. Si proseguirà il 17 settembre 2021 con un evento speciale dedicato al Maestro Ezio Bosso. Il TTR_Piano Trio composto dal pianista Mario Montore, dal violinista David Romano e dal violoncellista Diego Romano eseguirà le composizioni del Maestro Bosso in occasione dell’anniversario della sua nascita (13 settembre 1971). TTR è l’acronimo di Things That Remain, frase iconica del Maestro che intitolerà anche il docu-film a lui dedicato, che verrà presentato in anteprima nella prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il 18 settembre 2021 si esibiranno il Primo Violoncello dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Gabriele Geminiani, e il pianista Monaldo Braconi con un concerto dedicato a S. Prokofiev e D. Shostakovich. A chiudere la rassegna, il 19 settembre 2021, il pianista Enrico Zanisi che si esibirà in un recital di piano solo nel quale proporrà alcune delle sue composizioni tratte dal suo ultimo progetto “Piano Tales” che spaziano da uno stile classico contemporaneo al jazz.