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Firenze. A TourismA il ministero della Cultura presenta la candidatura dell’Appia Antica, la Regina Viarum, per l’iscrizione a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Con i suoi oltre mille chilometri di percorso l’antica strada coinvolge 74 comuni di quattro diverse regioni: Campania, Lazio, Puglia e Basilicata. E oggi è l’Appia Day

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandinaIl ministero della Cultura guidato da Dario Franceschini ha avviato l’iter di candidatura della Via Appia Antica per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. La presentazione della candidatura sabato 1° ottobre 2022 in diretta da Firenze nell’ambito di TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale, con la presentazione a cura di Angela Maria Ferroni e Laura Acampora. La Via Appia Antica è il primo luogo proposto direttamente dal ministero della Cultura: la Regina Viarum come “sito seriale” di eccezionale valore universale. Con i suoi oltre mille chilometri di percorso l’antica strada coinvolge 74 comuni di quattro diverse regioni: Campania, Lazio, Puglia e Basilicata. L’Appia Antica collegava Roma a Brindisi, uno dei porti più importanti dell’antichità, da dove partivano le rotte commerciali per la Grecia. I Romani la chiamavano la Regina viarum, regina delle strade non soltanto per la sua importanza economica e sociale, ma anche perché si tratta di una delle opere ingegneristiche più strategiche e all’avanguardia del mondo antico.

Per tutelare, valorizzare e promuovere la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” si sono uniti 28 uffici del ministero, 4 regioni, 13 città metropolitane e province, 74 comuni, 14 parchi, 25 università, oltre a numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali. Il percorso integrale parte da Roma per arrivare a Brindisi, più la variante traianea che invece collega tra loro la città di Brindisi con quella di Benevento. L’antico asse di comunicazione, il primo concepito come via publica, fu il prototipo dell’intero sistema viario romano che, con i suoi 120mila km di lunghezza, costituisce ancora oggi il nerbo dell’articolata viabilità del bacino del Mediterraneo. Le ben conservate testimonianze infrastrutturali, archeologiche, architettoniche, funerarie e civili della via Appia, distribuite lungo l’intero tracciato, rappresentano un patrimonio culturale di eccezionale valore che è necessario tutelare e valorizzare.

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Angela Maria Ferroni del ministero della Cultura – Ufficio Unesco nel suo intervento a TourismA 2022 (foto AV)

“C’è un senso di appartenenza molto forte legato all’Appia”, ha dichiarato, nel convegno a tourismA, Angela Maria Ferroni del ministero della Cultura – Ufficio Unesco. “Il processo di candidatura è stato avviato da settembre 2020 con i sopralluoghi sono stati individuati e perimetrati i 22 tratti dell’antica strada, con le varianti e le diramazioni, che saranno presentati quali componenti del “sito seriale” che si vuole iscrivere nella Lista, in quanto ritenuti maggiormente rappresentativi dell’eccezionale valore universale del bene e rispondenti ai requisiti definiti dall’UNESCO. Dall’inizio del 2022 si sta lavorando per predisporre la documentazione necessaria, dapprima con i soli istituti proprietari e gestori dei beni poi con gli Enti territoriali e, infine, anche con le comunità che, negli obiettivi del Piano di gestione, beneficeranno degli impatti positivi dell’iscrizione. È la prima candidatura promossa e finanziata dal ministero della Cultura, che sta investendo anche ingenti risorse per il restauro e la valorizzazione di alcune testimonianze monumentali presenti lungo il percorso. La candidatura sarà presentata entro il 1° febbraio 2023 e, dopo il complesso e lungo iter di valutazione da parte dell’ICOMOS (l’organismo consultivo del Comitato del patrimonio mondiale), si auspica che l’Appia sarà riconosciuta nella famosa lista durante la Sessione estiva del 2024 (giugno-luglio)”. Ha concluso la Ferroni: “Le comunità che oggi sorgono lungo il suo tracciato sentono ancora un forte senso di appartenenza.  Facendo i sopralluoghi ci siamo accorti che l’Appia è ancora un brand. Tanti prodotti, tanti negozi, portano ancora oggi il nome di Appia.  I punti di forza di questa candidatura non sono solo legati all’archeologia, ma anche alle numerose testimonianze che arrivano fino ai giorni nostri. Il post candidatura potrebbe avere positive ricadute sociali ed economiche per molte realtà territoriali”.

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Un tratto ben conservato della Via Appia Antica, la Regina Viarum (foto mic)

Monumento gigantesco dell’ingegneria stradale, la via Appia esibisce ancora in molti tratti la perfezione tecnica delle pavimentazioni, la grandiosità dei ponti, delle sostruzioni, delle tagliate e delle innumerevoli altre opere infrastrutturali e di bonifica idraulica. Il significato storico e culturale della via Appia e dei suoi monumenti ha fatto sì che la via sia diventata un simbolo carico di valore che studiosi e artisti, con le loro opere, hanno contributo a mantenere vivo e accrescere fin dal Rinascimento. La via Appia fu fatta realizzare dal censore Appio Claudio nel 312 a.C. fino a Capua (oggi Santa Maria Capua Vetere), città che costituiva allora il più rilevante nodo per le comunicazioni verso il sud Italia. Con la conquista delle regioni meridionali la strada venne prolungata fino a Benevento, dopo la sconfitta di Pirro e la fondazione di quella colonia nel 268 a.C. Subito dopo venne raggiunta Venosa, già colonia romana dal 291 a.C., e poi Taranto, in seguito alla sua definitiva disfatta nel 272 a.C. Infine, dopo la conquista dei territori dei Salentini e dei Messapi, la via fu portata a Brindisi, che dal 240 a.C. divenne la tappa finale dell’intero percorso, raggiungendo una lunghezza di 365 miglia (un miglio romano è pari a 1.480 metri), che potevano essere ricoperti da un viaggiatore comune in quattordici giorni. Tracciata per esigenze militari, l’Appia divenne subito strada di grande comunicazione commerciale e di primarie trasmissioni culturali; l’appellativo di “regina viarum” che il poeta Stazio le dedicò testimonia tutte le valenze politiche, propagandistiche, economiche e sociali che le valsero la sua millenaria fortuna. Si deve all’imperatore Traiano l’ambizioso progetto di collegare con un percorso più agevole – anche se più lungo – Benevento con Brindisi, in alternativa a quello più interno. Questo intervento si colloca come momento fondamentale di un imponente disegno politico e strategico che si concretizzò nel 109 d.C. con l’apertura di una nuova grande strada, l’Appia Traiana, che presenta un tracciato completamente diverso rispetto a quello della regina viarum, con la quale aveva in comune soltanto i capita viarum: la via, infatti, partiva sempre da Benevento, ma valicava gli Appennini al confine tra Hirpinia e Daunia e da qui, passando per Aecae (l’attuale Troia), Herdonia, Canosa, Bari ed Egnatia, arrivava a Brindisi, terminale della strada e principale porto per l’Oriente.

appia-day_2022_locandinaE domenica 2 ottobre 2022 è l’Appia Day: la Regina Viarum come non l’avete mai vista: da Roma a Brindisi monumenti statali e comunali aperti, visite guidate, trekking, camminate, ciclotour, musica, mostre, spettacoli, rievocazioni storiche, attività per bambini, laboratori didattici, incontri itineranti. L’Appia Day è un’occasione per celebrare il fascino e l’incanto dell’Appia Antica unendo idealmente tante città e comunità locali.

Venezia. Lo scavo archeologico della villa marittima di Lio Piccolo apre le porte al pubblico con gli Aperitivi Archeologici. Incontri con gli archeologi e visite guidate

venezia_lio-piccolo_scavo-villa-marittima_locandinaDal 1° ottobre 2022 lo scavo archeologico di Lio Piccolo apre ufficialmente le porte al pubblico: proiezioni cinematografiche, visite guidate e conversazioni archeologiche animeranno Lio Piccolo, Ca’ Savio e l’area di cantiere dello scavo. Tutte le attività saranno accessibili tramite prenotazione (vivereacqua@unive.it e whatsapp 3516900300). L’indagine archeologica come lo scorso anno è diretta dal prof. Diego Calaon e dalla prof.ssa Daniela Cottica dell’università di Ca’ Foscari Venezia e vede la collaborazione e il finanziamento del Comune di Cavallino-Treporti, sotto l’alta sorveglianza della soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, ministero della Cultura. Le attività di archeologia pubblica sono organizzate in collaborazione con la Direzione Regionale Musei, Veneto. “L’apertura al pubblico e la condivisione dei risultati è per noi archeologi un’azione fondamentale per un progetto partecipato e condiviso”, spiegano Diego Calaon e Daniela Cottica. “Condividere il percorso stratigrafico e, soprattutto, interpretativo ci ha permesso lo scorso anno di recuperare preziosissime informazioni dalla comunità: in un’indagine affascinante, talvolta complessa, che mira a comprendere il legame tra uomo e ambiente nell’antichità, per capire le modalità di sfruttamento degli spazi costieri antichi, abbiamo bisogno di condividere le informazioni con chi, “vive d’acqua”, proprio come il nome del nostro progetto”. L’apertura delle aree archeologiche mentre il lavoro è in corso, permette al pubblico di esser parte integrante di questo processo: non solo visitatori dunque, ma protagonisti del processo cognitivo e interpretativo. Che aspetto aveva la costa di fronte ad Altino presso Lio Piccolo in epoca romana? È questa la domanda e la sfida posta dallo scavo. L’amministrazione di Cavallino-Treporti ha inoltre promosso un percorso didattico finalizzato alla conoscenza del luogo per le scuole del territorio che hanno colto l’opportunità e che in questi giorni porteranno i ragazzi delle classi primarie e secondarie a visitare le aree archeologiche.

venezia_lio-piccolo_aperitivi-archeologici_1-ottobre_locandinaSabato 1° ottobre 2022, alle 16, Aperitivo Archeologico con Diego Calaon, Daniela Cottica e il team di scavo. Ospite Marianna Bressan, direttrice del museo nazionale e area archeologica di Altino. Segue la visita guidata agli scavi. Gli eventi sono gratuiti. È necessaria la prenotazione a: vivereacqua@unive.it, la prenotazione dal diritto pass per il passaggio nella ZTL di Lio Piccolo. L’accesso allo scavo avviene attraverso il piazzale dell’agriturismo Alle Saline (Via della Sparesera 4 – Lio Piccolo). Lio Piccolo è Zona a Tutela Rilevanza Urbanistica, per questa ragione l’amministrazione comunale ha anche messo a disposizione il trenino gommato con partenza dal cimitero di Treporti e arrivo al Borgo di Lio Piccolo (info orari e costi www.ctservizi.eu/it). Info: vivereacqua@unive.it, WhatsApp: +39 351 690 0300.

Rovereto. Serata speciale per la terza giornata del RAM film festival: al teatro Zandonai il film fuori concorso “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

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L’attore Edoardo Leo protagonista del film “Power of Rome” (foto fmcr)

Serata speciale per la terza giornata del RAM film festival di Rovereto al Teatro Zandonai, venerdì 30 settembre alle 20.30, con la proiezione del film fuori concorso “Power of Rome” (Italia, 2022; 83’) con Edoardo Leo, straordinariamente sul grande schermo roveretano. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. A presentare il film saranno presenti gli autori Donato Dallavalle e Luca Lancise. Il film è diretto da Giovanni Troilo, prodotto da Italian International Film e Vision Distribution con Sky, con il contributo del ministero della Cultura. Si tratta di una grande produzione, ideata per il compleanno di Roma del 2022 e interpretata da Edoardo Leo, in cui si intrecciano fiction e documentario. film_power-of-rome_locandinaIl film inizia con un attore, Leo, che impersona Giulio Cesare, che abbandona all’improvviso il set e inizia a girovagare alla scoperta di luoghi e segreti della Città Eterna. La docufiction segue le tracce della nascita dell’Impero Romano, dalla creazione imperiale di Augusto ai meandri della reggia, e della follia, di Nerone; dagli spalti caotici del Colosseo alle armonie architettoniche della Villa di Adriano; dal sogno di Costantino che genera l’impero del Cristianesimo, all’angoscia di Marco Aurelio che intuisce il crollo di una civiltà. Edoardo Leo esplora la sua stessa città con occhi nuovi tra incontri divertenti, fughe, svolte sorprendenti e momenti onirici nei quali si lascerà catturare dai volti e dalle voci degli “Dei di Roma”. L’attore scopre, e fa scoprire, come questa città ha rischiato ogni volta di morire ed è stata, ogni volta, rifondata in modo che da Roma si rigenerasse Roma e dall’eredità del suo Impero, l’Occidente.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale giornata di studi “Multisensorialità e tecnologia per l’accessibilità e l’inclusione: esperienze a confronto” in presenza all’auditorium e in streaming

napoli_mann_giornata.studi_multisensorialità-e-tecnologia_locandinaInsieme per l’accessibilità: mercoledì 28 settembre 2022, dalle 9.30, all’auditorium del museo Archeologico nazionale di Napoli giornata di studi “Multisensorialità e tecnologia per l’accessibilità e l’inclusione: esperienze a confronto”, in diretta Facebook sulla pagina istituzionale del Mann, interpretariato in LIS. Ecco il programma della mattinata. Alle 9.30, registrazione partecipanti; 9.45, introduzione e saluti di Paolo Giulierini, direttore del Mann. Esperienze a confronto: Tiziana D’Angelo, parco archeologico di Paestum; Eva Degl’Innocenti, MArTA-museo Archeologico nazionale di Taranto; Filippo Demma, parco archeologico di Sibari; Antonio Ernesto Denunzio, Gallerie d’Italia; Carmelo Malacrino e Claudia Ventura, MArRC -museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Annamaria Mauro, museo nazionale di Matera; Fabio Pagano, parco archeologico dei Campi Flegrei; Paolo Giulierini e Annamaria Di Noia, museo Archeologico nazionale di Napoli. Il racconto di un progetto: Stefania Mancuso, Omniarch sas; Elena Console, TEA srl: Luciana Loprete, IRIFOR Catanzaro. Conclusioni: Aldo Grassini, museo Tattile statale Omero di Ancona; Elisabetta Borgia, Ministero della Cultura – Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali.

Rovereto. Conto alla rovescia per la 33.ma edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie con un focus trasversale su “Sguardi al femminile”. Ecco una sintesi del ricco programma con 62 film in concorso, incontri con i protagonisti, mostre, visite guidate

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Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)

rovereto_rassegna-RAM_locandina-2022Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. Con la presentazione nel giardino di Palazzo Balista a Rovereto della 33.ma edizione il RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie, in programma dal 28 settembre al 2 ottobre 2022 al teatro Zandonai, è entrato nel vivo. Cinque giorni di eventi tutti a ingresso gratuito, e solo gli incontri sono a numero limitato su prenotazione. Con un focus particolare trasversale all’intenso e articolato programma: “Sguardi al femminile”. Ancora una volta saranno l’archeologia e il patrimonio culturale i protagonisti sul grande schermo. Come da tradizione il RAM sposta l’archeologia e la cultura dalle sale dei musei, dalle università, dalle accademie e accende i proiettori del cinema, per un’esperienza emotiva e collettiva molto diversa dalla fruizione più distratta della tv o del pc. Si parla di patrimonio culturale, di siti archeologici, di scoperte, con linguaggi che arrivano a tutti. In particolare attraverso il documentario, che sta vivendo un momento di grande vitalità: non è un caso la vittoria proprio di un documentario, alla mostra del Cinema di Venezia appena conclusa.  Tutti concetti ribaditi bene alla presentazione a Palazzo Balista, nuova sede di Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto, da quest’anno nuovo main sponsor dell’iniziativa. Il festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto con il Comune di Rovereto e la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino Alto Adige, la Comunità della Vallagarina, con il patrocinio del ministero della Cultura e del ministero degli Affari esteri. Media partner la rivista Archeo. Con il sostegno di Fondazione Caritro e Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto. In collaborazione con Apt di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Fondazione Museo Storico del Trentino, Museo Storico Italiano della Guerra, Touring Club Italiano, Cartoon Club di Rimini, e ancora Alfio Ghezzi Bistrot, Circolo Operaio Santa Maria, Exquisita e Cantina Vivallis.

Il festival in cifre. 62 i film in concorso e 20 i paesi rappresentati, da tutti i continenti, selezionati da oltre 1350 iscrizioni. Spiccano le grandi produzioni internazionali, come Gedeòn Programmes, Bonne Piòche, ZDF e Rai Cultura, ma anche numerose produzioni indipendenti, giovani registe e registi. I film sono suddivisi in quattro sezioni: “Cinema Archeologico”, dedicata ai siti, ai reperti e alle ricerche archeologiche più importanti e attuali, “L’Italia si racconta”, sulle tradizioni e il patrimonio storico artistico italiano, “Sguardi dal Mondo”, su popoli e culture dal resto del mondo, e “Cultura animata”, una sezione speciale riservata ai corti d’animazione. Ogni sezione ha un premio assegnato da una giuria qualificata, formata da archeologi, scrittori, storici, registi e videomaker, coordinati dal comitato scientifico del festival formato dalla scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti, l’archeologa Barbara Maurina, l’antropologo Duccio Canestrini, il disegnatore e autore Andrea Artusi e il regista Emanuele Gerosa. Oltre ai film, 4 aperitivi, gli incontri al Bistrot e al Circolo, e 2 speciali presentazioni, i nuovissimi Archeobook brunch nella sala bar del teatro dove, oltre agli appuntamenti programmati, il pubblico potrà incontrare in modo informale registi e protagonisti del festival davanti a una tazza di caffè. Al Museo della Città inoltre, una mostra su Archeologia e fumetto in collaborazione con l’associazione Ora pro Comics di Piacenza, Festival del Fumetto Piacenza, l’associazione Archeologica Pandora e MAVT, il Museo archeologico della Val Tidone, e la Fumetteria di Rovereto.

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Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il linguaggio dell’immagine è sempre stato il più immediato e il più efficace per parlare alle persone. Lo sapevano bene gli antichi, che eressero statue e innalzarono monumenti per raccontare il proprio potere e prestigio ai loro contemporanei e per tramandarlo ai posteri”, interviene Micol Cossali, assessore alla Cultura, Creatività giovanile e Innovazione del Comune di Rovereto. “Un linguaggio che nel tempo si è evoluto e che ha fatto un balzo con l’invenzione del cinema un po’ più di un secolo fa, ma che mantiene inalterata la sua potenza simbolica e la sua immediatezza espressiva. Il festival RAM ha il merito di creare un dialogo fertile tra presente e passato, raccontando l’antico con i mezzi più moderni e indagando, con lo sguardo del presente, temi che appartengono alle società sin dalle loro prime forme di organizzazione. Il focus di quest’anno, Sguardi al femminile, riafferma, ancora una volta, la ricchezza di questo inesauribile confronto con il passato, specchio delle mutate sensibilità del presente. Un focus che propone da una parte la riscoperta del ruolo delle donne nella storia e di come le diverse culture abbiano interpretato i rapporti tra i generi, dall’altra la valorizzazione del lavoro di registe, archeologhe, scrittrici attraverso una selezione delle loro opere”.

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Giovanni Laezza, presidente della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

“Il RAM, Rovereto Archeologia Memorie, giunge alla trentatreesima edizione, in realtà la seconda nella nuova veste di vero e proprio festival. Cosa vuole essere per noi il format festival? Non più solo una pur preziosa rassegna di documentari, ma uno spazio di coinvolgimento attivo della nostra comunità, dove si approfondiscono interessi ma si innescano anche relazioni, dove fioriscono progetti”, sottolinea Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Anche quest’anno, nella nostra città abbiamo l’orgoglio di riuscire a portare a inizio autunno un palinsesto ricco di documentari e documenti eccezionali, da ogni continente, da ben 20 nazioni diverse, opere nuovissime, spesso inedite con la loro “prima” a Rovereto, ma non solo. In programma vi sono anche incontri, aperitivi, visite e presentazioni con personalità di spicco della cultura e della scena italiana e internazionale. Tutte occasioni per scoprire popoli e culture diverse, ma anche il lavoro di chi, con passione e spesso grandi difficoltà dovute a situazioni storiche e politiche, tutela e valorizza il patrimonio culturale mondiale, quello che crea la nostra identità di esseri umani. Il festival regala momenti di emozione, di condivisione, crea legami sia in modo verticale, tra il nostro passato e il nostro presente, che riusciamo a meglio comprendere, che orizzontale, nel nostro tempo, tra persone e istituzioni che ne vengono coinvolti, registi, produttori, autori, archeologi e storici, che lavorano insieme per divulgare la cultura”.

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Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, alla presentazione della 33.ma edizione del RAM film festival (foto fmcr)

Sguardi al femminile è il focus scelto dal RAM film festival edizione 2022. Un tema di attualità e di grande rilevanza non solo in ambito sociale ma anche nel cinema, nella ricerca storica, nell’archeologia”, ribadisce Alessandra Cattoi, direttrice del RAM film festival e della Fondazione Museo Civico di Rovereto. “Che esista effettivamente uno sguardo al femminile nell’approccio al documentario, per esempio, con la scelta di storie e di un registro visivo con caratteristiche proprie, è un pensiero condiviso ma non unanime. Che il punto di vista sul mondo da parte delle donne sia stato per secoli ignorato, nascosto e avversato è invece un fatto certo. Proprio per questo pensiamo valga la pena riflettere su questi sguardi, così particolari, se essi siano il frutto di un’attitudine, di un modo del tutto peculiare di osservare il mondo e di raccontarlo, oppure se siano sguardi influenzati dalla volontà, che sovente si fa necessità, di colmare le assenze, di ridare voce a chi non l’ha avuta, di restituire un ruolo sovente sottratto. Al festival di Rovereto se ne parlerà assieme a registe, archeologhe, storiche e scrittrici anche di paesi del mondo dove per una donna è ancora molto difficile, se non impossibile, fare sentire la propria voce. I punti di partenza sono sempre il cinema e l’archeologia, pilastri fondanti del festival, che hanno ispirato la nostra riflessione sulle donne nell’antichità, fin dalla preistoria, su quanto le ricostruzioni storiche e archeologiche, fortemente influenzate dalla cultura moderna, abbiano interpretato la presenza femminile secondo schemi e ruoli che oggi vengono messi in discussione. Lontano dall’idea di voler creare nuove certezze, siamo contenti di proporre anche quest’anno suggestioni e stimoli, con il desiderio di condividere con il pubblico e con la città cinque giornate di proiezioni, di incontri, di visite e dare tutti insieme un contributo di pensiero e di partecipazione attiva alla vita culturale del nostro tempo”.

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La regista afgana Sahraa Karini ospite del RAM film festival (foto fmcr)

Un focus tutto “al femminile”. Il RAM ha scelto per il 2022 un focus dal titolo Sguardi al femminile. Ci saranno esempi di studiose che hanno lasciato un segno importante nelle discipline scientifiche, quando hanno avuto la possibilità di affermarsi. Storie di donne che si adoperano per il benessere della comunità in cui vivono, cercando nel contempo di salvaguardare la propria identità. E ci sarà la possibilità di dialogare con ospiti femminili, che racconteranno di persona le proprie esperienze umane e professionali. Nella consapevolezza che aprire uno “sguardo al femminile” sul mondo possa essere un passo verso l’inclusività a tutti i livelli. Diversi i film del focus in programma: “Lady sapiens” documentario francese del 2021 è uno di questi, insieme a un film tedesco “L’enigma delle ossa: rivoluzione di genere”. In entrambi le più recenti scoperte dimostrano come la donna preistorica fosse anche cacciatrice e guerriera. Di Rai Storia due produzioni dedicate rispettivamente alle “Donne di Augusto” e a

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Il busto di Nefertiti conservato a Berlino: frame del film di RAI Storia “Cronache di donne leggendarie: Nefertiti”

“Hatshepsut e Nefertiti: l’Egitto delle regine”. Sempre sul tema, alcuni film che mostrano aspetti poco conosciuti di un panorama al femminile come l’indiano “The knitting circle”, Il circolo del lavoro a maglia, che ha saputo trasformare una abilità tradizionale in attività imprenditoriale, ma anche molti film scelti tra gli altri per lo sguardo particolare di giovani registe. Oltre ai film poi, saranno dedicati al focus due spazi di approfondimento. Il primo venerdì 30 settembre 2022, alle 17.30, dal titolo “Donne che minacciano il potere” con Mariarosaria Barbera, notissima archeologa e scrittrice, e il secondo il sabato 1° ottobre 2022 con Sahraa Karimi, regista afghana, che parlerà della sua esperienza di documentarista e di donna in una terra martoriata dai cambiamenti e dalla guerra. Sempre al focus è dedicata la serata di sabato 1° ottobre 2022, con Serena Dandini, che racconterà le storie di “Donne Valorose” che hanno cambiato la storia, la scienza, la filosofia ma sono rimaste sempre nell’ombra, protagoniste straordinarie per forza e valore eppure invisibili ai più. Domenica 2 ottobre 2022, Archeobook brunch dal titolo “L’uomo primitivo era anche una donna” con l’archeologa Enza Elena Spinapolice.

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Frame del film “Power of Rome” di Giovanni Troilo con Edoardo Leo

Tra storia e fiction. Venerdì 30 settembre 2022, alla sera, in esclusiva sul grande schermo, “Power of Rome”, una grande produzione ideata per il compleanno di Roma nel 2022 e interpretata da Edoardo Leo, in cui si intrecciano fiction e documentario. A presentare il film il regista Giovanni Troilo e gli autori Luca Lancise e Donato Dallavalle.

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Maurizio Zulian e Graziano Tavan alla presentazione del loro libro nella sala conferenze della Cantina Vivallis di Nogaredo (Tn)

Incontri e visite guidate. Oltre al film e ai numerosi incontri, il RAM film Festival propone una serie di visite e appuntamenti originali, uno fra tutti la rievocazione storica tra Goti e Longobardi il sabato 1° ottobre 2022, alle 14, all’Isola di Sant’Andrea a Loppio. Domenica 2 ottobre 2022, al pomeriggio, presentazione del volume di Maurizio Zulian e Graziano Tavan “Nella terra di Pakhet, Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni” (Marsilio 2022), alla scoperta di un Egitto lontano dai percorsi turistici.

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Frame del film “Time of the giants” di Pascal Cuissot

Spazio al cinema. Oltre al focus “Sguardi l femminile”, tra i filoni dei film dell’edizione 2022, alcuni spettacolari film a carattere paleontologico e geologico, come il francese “The time of the giants” (L’era dei giganti), che combinando le immagini 3D con le evidenze paleontologiche più recenti, mostra con immagini inedite strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri. Altrettanto spettacolare il film “Gift of the glaciers”, il dono dei ghiacciai, documentario tedesco che mostra come l’Europa sia stata letteralmente forgiata dallo scioglimento dei ghiacciai. Il breve documentario “Fossils in London” invece, racconta come anche in una città come Londra, ci si possa imbattere anche oggi in un numero sorprendente di ritrovamenti fossili. Uno degli altri filoni classici del festival è quello della tutela e della conservazione del patrimonio, che taglia un po’ trasversalmente tutti i documentari. Molto interessante il recentissimo (2022) “Jurassic Cash”, che racconta delle grandi aste dedicate ai reperti paleontologici come Big John, lo scheletro di triceratopo più grande del mondo, venduto a un privato nell’ottobre 2021 per 5,5 milioni di euro. Un’acquisizione impossibile per un ente culturale pubblico, e che solleva quesiti morali se sia o meno lecita una tale spoliazione del patrimonio universale, sottratto di fatto alla scienza e alla fruizione pubblica.

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Frame del film “The survivor Hagia Sofia” di Tevfik Hos

Di grande interesse anche il turco “The survivor Hagia Sofia” (Santa Sofia, la sopravvissuta), sulla storica Moschea di Santa Sofia, che è riuscita a sopravvivere nonostante molti grandi terremoti nel corso della sua esistenza, rivelando informazioni e segreti interessanti sull’architettura e la costruzione dell’edificio. Non mancano le produzioni trentine o dedicate al patrimonio trentino. “La frequentazione dell’orso” di Federico Betta affronta il rapporto uomo/orso, tema di grande attualità che coinvolge tutta la comunità trentina, attraverso un’apprezzabile varietà di punti di vista, attraverso i quali si approfondisce la relazione tra uomo-natura, e non soltanto le vicende di cronaca legate alla presenza del grande plantigrado sul territorio. Ogni filmato è una piccola e nuovissima chicca scelta tra centinaia di proposte, che presenta al pubblico un aspetto particolare di popoli, culture, tradizioni diverse, come “The Fall of the Maya Kings”, la caduta dei re Maya, film canadese del 2022 con le più recenti ipotesi sulle ragioni del collasso del grande impero del sudamerica, o “Mamody, the last baobab digger” (2022), Mamody, l’ultimo intagliatore di baobab di Cyrille Cornu, sugli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka nel Madagascar e la loro soluzione per immagazzinare l’acqua, oppure l’iraniano “Saffron Base Lifestyle”, Una vita basata sullo zafferano, di Parisa Bajelan, che tra l’altro è parte attiva di un progetto transnazionale Trentino: la Comunità Slow food dei produttori e co-produttori dello zafferano di Qa’en, o ancora “Felting” (2022), la lavorazione del feltro, sempre dall’Iran che illustra con splendide immagini l’arte dell’infeltrimento tradizionale della lana che sta gradualmente svanendo. Ogni documentario rivela un mondo tutto da scoprire.

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Il regista Alberto Castellani al Museo Guimet di Parigi per le riprese del film “Afghanistan” (foto media venice)

In conclusione del festival un film in anteprima assoluta, fuori concorso, di Alberto Castellani, girato non senza difficoltà dato il momento storico, dal titolo “Afghanistan: tracce di un cultura sfregiata”.

rovereto_rassegna-RAM_aperitico-al-circolo_la-legge-della-spada_locandina_foto-fmcrTutti gli incontri. Il RAM film festival 2022 ha in programma una serie di incontri speciali. Quattro sono gli aperitivi con i protagonisti, tre Incontri al Bistrot di Alfio Ghezzi e uno al Circolo operaio di Santa Maria, uno dei più antichi quartieri cittadini. Al Bistrot dello Chef stellato, oltre agli incontri con Sahraa Karimi e Mariarosaria Barbera legati al tema del focus “Sguardi al femminile”, il 28 settembre 2022 l’aperitivo sarà dedicato al “Patrimonio in ostaggio”, cioè al tema del furto e del mercato nero di opere d’arte e beni culturali, il terzo in termini di volume d’affari dopo armi e droga, in compagnia di Giuseppe Guastella, cronista di cronaca giudiziaria del Corriere della Sera, e il maggiore Lorenzo Pella, comandante del nucleo dei carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Udine, che ha condotto negli ultimi anni numerose indagini che hanno portato al recupero di moltissimi beni storico-artistici. Giovedì 29 settembre 2022, il quartiere di Santa Maria ospiterà nel suo circolo operaio un “Aperitivo al Circolo” dal titolo “La legge della spada” con Andrea Rossini, esperto di scherma storica che ha aperto la prima sala in cui praticare la disciplina e in particolare la tradizione italiana medievale e rinascimentale, alla scoperta di un’epoca, il Medioevo, in cui la giustizia e l’onore si difendevano con la spada piuttosto che in tribunale.

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Frame del film “Nobody/Nessuno” di Mia Incantalupo

La cultura animata. Capitolo a parte del festival, le animazioni. Ogni anno sorprende la qualità della proposta e la creatività da parte delle animatrici e degli animatori. Sono una ventina le opere selezionate, tutte con spunti interessanti che riescono spesso a intrecciare i temi culturali con quelli sociali, come lo statunitense “Nobody” (Nessuno), di Mia Incantalupo, del 2022, una rivisitazione dell’Odissea dal punto di vista del Ciclope, che fa riflettere su diversità e discriminazione, o come anche l’indiano “Dyia” che parte da un festival tradizionale indiano per parlare di inclusione, o ancora il brevissimo “Humanity”, un’ironica sintesi sulla natura, non proprio amabile, dell’essere umano.

rovereto_rassegna-RAM_masterclass-per-insegnanti_locandinaLa formazione e il festival diffuso. Al festival non mancano momenti dedicati all’educazione, sia rispetto ai temi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale sia della cultura all’immagine, che valorizza il cinema stesso come prezioso documento e patrimonio. Tre sono le mattine dedicate alle scuole con un programma apposito, che vedranno i ragazzi protagonisti anche grazie al risultato di progetti educational in collaborazione con il Festival. Mercoledì 28 settembre 2022 si terrà un corso di formazione per giornalisti in collaborazione con l’Ordine del Trentino Alto Adige con il giornalista Giuseppe Guastella e il maggiore Lorenzo Pella sul Patrimonio in ostaggio, e giovedì 29 settembre 2022 un corso di formazione per insegnanti dal titolo “Appunti di storia e analisi del cinema documentario – Incontro di introduzione al linguaggio dell’audiovisivo” con Emanuele Vernillo, tutor didattico della ZeLIG – Scuola di documentario di Bolzano, oltre a un corso organizzato dalla Trentino Film Commission e riservato ai videomaker. Sul territorio saranno inoltre disponibili attività e visite guidate a siti come il castrum dell’Isola di Sant’Andrea sul Lago di Loppio, e tante iniziative in collaborazione con APT.

Pompei: il Comitato di gestione aggiorna il Piano Strategico all’unanimità e approva nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro

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Presentazione dei risultati dell’incontro del comitato gestione per il Piano strategico: da sinistra, Francesco Sirano, Gabriel Zuchtriegel, e il gen. B. Giovanni Di Blasio (foto parco archeologico di pompei)

Il Comitato gestione di Pompei aggiorna all’unanimità il Piano Strategico con nuovi progetti dal valore di 900 milioni di euro. È stato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, a presiedere il Comitato di gestione del Piano strategico per lo sviluppo socio economico delle aree comprese nel Piano di gestione del sito Unesco “Aree archeologiche di Pompei Ercolano e Torre Annunziata”. Il Piano ha la finalità di rilancio e riqualificazione ambientale e urbanistica dei nove comuni interessati e il potenziamento della loro attrattività turistica. Nel corso della riunione convocata dal direttore generale di progetto, il Gen. B. Giovanni Di Blasio ha illustrato ai membri del comitato di gestione gli argomenti in trattazione all’ordine del giorno, in particolare: la presentazione e approvazione dell’aggiornamento del Piano strategico; l’avvio del Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli” e i suoi effetti sul Piano strategico; l’aggiornamento sull’impiego dei fondi CIPE deliberati il 28 febbraio 2018; gli esiti dell’avviso pubblico finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse per l’inserimento nel Piano strategico di nuovi progetti. Argomento centrale della discussione è stato l’aggiornamento del Piano elaborato dall’Unità Grande Pompei che il comitato ha approvato all’unanimità in piena condivisione con gli Enti locali interessati, con una variazione in termini di risorse pari a oltre 900 milioni di euro, di cui 594 milioni di euro per interventi già finanziati e 337 milioni di euro per interventi da finanziare.

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L’ingresso dell’ex Real Fabbrica d’Armi di Torre Annunziata (foto grande pompei – mic)

Questi gli aggiornamenti più significativi, riguardanti diverse linee di finanziamento statali e regionali: realizzazione dell’hub ferroviario a Pompei (30,6 milioni di euro); riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata – Castellammare di Stabia – Gragnano in tram leggero (33 milioni di euro); riqualificazione del complesso di Villa Favorita con molo borbonico a Ercolano (49 milioni di euro); valorizzazione della ex Real Fabbrica d’Armi “Spolettificio dell’Esercito” di Torre Annunziata; definizione del Sistema di interventi per il completamento degli schemi fognari e di collettamento dei comuni dell’area interessata dal Piano di gestione del sito Unesco (113 milioni di euro); realizzazione di interventi sul patrimonio culturale individuati nell’ambito del Piano strategico (10 milioni di euro); compatibilizzazione urbana ferrovia EAV Pompei Santuario con un nuovo tracciato per la connessione (67 milioni di euro); rimodulazione del Grande Progetto “Completamento della riqualificazione del fiume Sarno (da 217 a 402 milioni di euro).

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L’articolato complesso della reggia di Portici (foto mic)

Nel corso del comitato sono anche state presentate nuove proposte pervenute dal territorio, tra le quali: la Cabinovia del Vesuvio (53 milioni di euro) – Comune di Ercolano; il completamento del programma generale di valorizzazione del sito reale di Portici (71 milioni di euro) – Città Metropolitana di Napoli. Infine, il comitato ha discusso della realizzazione degli interventi proposti dal territorio nei due ambiti programmatici: riqualificazione ambientale-paesaggistica ed opere di difesa della fascia costiera e rigenerazione urbana-ambientale del waterfront (20 interventi per circa 275 mln di euro); riqualificazione e rigenerazione del tessuto edilizio degradato (25 interventi per circa 158 mln di euro). Infine, il comitato è stato aggiornato rispetto a quanto finanziato dal Contratto Istituzionale di Sviluppo “Vesuvio-Pompei-Napoli”, che individua il direttore generale di progetto dell’Unità Grande Progetto Pompei quale referente unico del ministero della Cultura per il monitoraggio, valutazione e controllo degli interventi del Piano strategico finanziati dal CIS e per l’attuazione dei 14 progetti finanziati direttamente dal MiC per circa 73 milioni di euro confluiti nel CIS.

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Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei (foto parco archeologico Pompei)

“Con il progetto “Sogno di volare”, avviato quest’anno e che continuerà nei prossimi anni”, dichiara Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “siamo entrati in una fase concreta di attuazione e implementazione del piano strategico, attraverso il coinvolgimento diretto di giovani del territorio in attività del Parco. 80 studenti delle scuole locali sono stati impegnati nella prima produzione teatrale del Parco portando sulle scene del teatro grande di Pompei una commedia di Aristofane, acquisendo e contribuendo alla diffusione di una consapevolezza del patrimonio culturale al loro immediato circondario. Una azione di sensibilizzazione e promozione diretta e senza mediazioni dei luoghi della cultura e del proprio territorio. Allo   stesso modo la valorizzazione delle aree verdi dei siti del Parco, attraverso il progetto di Azienda Agricola Pompei vedrà un rafforzarsi di sinergie con diversi attori per prima locali, con un importante ricaduta a livello economico”.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Il parco archeologico di Ercolano ha avuto grande vantaggio dai fondi Cipe e Cis”, interviene Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, “ed è grazie al Piano strategico che si sono potute potenziare azioni di tutela del sito Patrimonio dell’UNESCO ma anche ampliare l’offerta culturale per i visitatori. Sulla base dei primi progetti conclusi abbiamo già raccolto i primi risultati in termini di ricaduta occupazionale e di maggiore permanenza sul territorio dei turisti. Bisogna continuare ad orientarsi verso l’impegno nella valorizzazione dei territori, perché i siti culturali non rimangano isolati ma rappresentino sempre di più un vero volano di sviluppo e crescita”.

Calabria. Il quinto e ultimo appuntamento di “Fuori Campo. Il cinema abbraccia la storia” fa tappa a Monasterace (Rc) al parco e museo archeologico dell’Antica Kaulon e al Castello con “Kaulon, la casa del Drago. Devozione e Culto” nella Giornata della Cultura ebraica

calabria_rassegna-fuori-campo_parco-kaulon-monasterace_locandinaUna giornata ricca di appuntamenti, tra il museo e parco archeologico dell’Antica Kaulon – Direzione regionale musei Calabria e il Castello Medievale di Monasterace (Rc), per continuare ad indagare il patrimonio storico-culturale calabrese attraverso l’occhio della settima arte, con un focus sulle tracce della cultura ebraica in Calabria. Si conclude così Fuori Campo, la rassegna cinematografica itinerante di Rete Cinema Calabria, che sabato 17 settembre 2022 fa tappa a Monasterace per il quinto e ultimo appuntamento della terza edizione. L’evento di sabato, in presenza e in streaming, organizzato con il supporto del Comune di Monasterace, è finanziato dal MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e dalla Fondazione Calabria Film Commission attraverso l’Avviso pubblico per il sostegno alla realizzazione di festival e rassegne cinematografiche e audiovisive in Calabria 2022, ed è realizzato grazie alla collaborazione del ministero della Cultura – Direzione regionale Musei Calabria, RAM Film Festival, Calabria Movie International Short Film Festival e le Direzioni dei Musei e Parchi coinvolti.

calabria_rassegna-fuori-campo_parco-kaulon-monasterace_locandina-ridottaL’ultima tappa di Fuori Campo 2022, dal titolo “Kaulon. La casa del Drago. Devozione e Culto”, moderato e presentato da Ernesto Orrico, si aprirà alle 16.30 al parco archeologico dell’Antica Kaulon con “Draghi Delfini Ippocampi. Il mare il viaggio l’altrove”, a cura di Francesco A. Cuteri, archeologo e professore di Beni culturali ambientali all’Accademia Belle arti di Catanzaro, dove insegna anche Storia dell’Arte medievale. È autore di circa 200 saggi su temi archeologici, minerari, d’architettura e di ceramica e di alcune guide sulla Calabria antica e medievale. Ha condotto molte ricerche in Toscana, Calabria e Grecia, in Attica. A Monasterace è stato artefice nel 2012 della scoperta di un mosaico di età ellenistica considerato al momento il più grande e articolato della Magna Grecia, ricevendo la cittadinanza onoraria. Alle 17.45 appuntamento con la visita della biblioteca Agafray, a cura dell’associazione Agafray. Una piccola realtà nata con l’obiettivo di non disperdere il patrimonio di libri e documenti sulla storia della Calabria e dell’ebraismo in questa regione raccolto nel corso della sua vita da Agazio Flaiano Fraietta.

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Il castello di Monasterace ospita alcuni eventi della rassegna Fuori Campo

Al Castello di Monasterace, alle 18.15, verrà proiettato il video-racconto sul Parco di Kaulon di Luigi Simone Veneziano di Rete Cinema Calabria, a cui seguiranno i saluti del sindaco di Monasterace Cesare De Leo e della direttrice del Parco Simona Bruni. Alle 18.45, in collaborazione con il Calabria Movie Short Film Festival, verrà proiettato alla presenza del regista “U figghiu” (2020), il cortometraggio di Saverio Tavano, vincitore di vari premi nazionali tra cui Corto Dorico premio Acec, miglior corto al Pop Corn Film Festival, miglior corto nazionale al Fernando di Leo Film Festival miglior corto Calabria al Calabria Movie e allo Stretto Film Festival. Tavano è inoltre sceneggiatore e regista nel docufilm “Donne di Calabria, Giuditta Levato” prodotto da RAI STORIA, Anele e Calabria Film Commission. Il corto è ambientato nel giorno di Pasqua, in un piccolo paese del Sud Italia dove viene rubata la corona di spine dalla statua di Cristo. È stato Saro (Francesco Gallelli), il figlio schizofrenico di Nino e Concetta – rispettivamente interpretati da due grandi attori, Fabrizio Ferracane e Anna Maria De Luca –, convinto di essere la reincarnazione divina. Il gioco tra realtà e follia, tra quotidianità e ritualità, si intreccia nel rapporto familiare dei tre protagonisti.

calabria_rassegna-fuori-campo_parco-kaulon-monasterace_film-ennio_locandinaA seguire, ci sarà la lectio “La Calabria ebraica. Appunti sulle testimonianze archeologiche”, a cura di Francesco A. Cuteri, mentre alle 19.45 verrà proiettato il documentario di Elliot Maintigneux “Archeologia del giudaismo” (Francia, 2021; 51’), a cura del RAM Film Festival di Rovereto. La terza edizione si chiuderà alle 21 con uno dei lavori più belli ed emozionanti proposti nella passata stagione cinematografica: “Ennio” (2021, 156’), il documentario biografico di Giuseppe Tornatore, incentrato sulla figura del grande maestro Ennio Morricone, il compositore italiano, scomparso il 6 luglio 2020. Un film documentario che racconta un’eccellenza italiana, onorato nel 2007 dall’Academy con un Oscar alla carriera. Un racconto intimo e forse inaspettato di Morricone, che si svela allo sguardo della camera di Tornatore, con il quale ha avuto intense collaborazioni e un rapporto consolidato di amicizia. Un ritratto di un grande Maestro e al tempo stesso uno spaccato sul cinema e la cultura musicale attraverso il racconto dei grandi registi e musicisti del nostro secolo.

Roma. Dal Getty Museum di Los Angeles arriva al museo dell’Arte Salvata il gruppo di Orfeo e le Sirene: il ministero della Cultura e il Comando carabinieri TPC oggi presentano gli aspetti del rientro in Italia

roma_museo-arte-salvata_Il ritorno di Orfeo in patria_locandinaL’annuncio poco più di un mese fa: il gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene” (IV secolo a.C.) conservato al Getty Museum di Los Angeles sta per essere recuperato al patrimonio nazionale e a settembre 2022 dovrebbe essere restituito all’Italia, dove in un primo tempo verranno esposte nel museo dell’Arte Salvata di Roma, per poi tornare definitivamente a casa, al museo Archeologico nazionale di Taranto (vedi Mercato illegale. Il Getty Museum di Los Angeles sarebbe pronto a restituire a settembre l’eccezionale gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene”, di provenienza tarantina, richiesto da oltre vent’anni. E il museo Archeologico nazionale di Taranto è pronto ad accoglierle | archeologiavocidalpassato). Stavolta ci siamo. E sabato 17 settembre 2022, alle 11, il ministro della Cultura Dario Franceschini presenta tutti gli aspetti del rientro in Italia del prezioso gruppo scultoreo “Orfeo e le Sirene” in un incontro nell’Aula Ottagona alle Terme di Diocleziano, sede del nuovo museo dell’Arte Salvata, istituito per accogliere le opere di ritorno nel territorio nazionale. Interverranno il ministro della Cultura, Dario Franceschini; il Comandante del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, Roberto Riccardi, il direttore del museo nazionale Romano, Stéphane Verger; il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, Eugenia Pontassuglia; un rappresentante dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma, un rappresentante della Procura distrettuale di New York e un rappresentate delle forze di polizia federali statunitensi che hanno collaborato al rientro dell’opera.

roma_museo-arte-salvata_logoIl museo dell’Arte Salvata è stato inaugurato il 15 giugno 2022 nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, come parte del museo nazionale Romano, arricchendo il percorso museale delle Terme di Diocleziano e delle altre tre sedi di Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Il museo dell’Arte Salvata vuole raccontare in modo permanente la storia delle operazioni di salvataggio attraverso allestimenti temporanei delle opere trafugate, disperse, vendute o esportate illegalmente, ma anche recuperate da aree colpite da sismi e calamità naturali. Dopo ogni esposizione, le opere torneranno nel territorio di provenienza. In questa prima fase, fino al 15 ottobre 2022, sono esposti i recenti ritrovamenti del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC): numerosi pezzi di archeologia di varie civiltà rientrati dagli Stati Uniti in un arco temporale compreso fra il dicembre 2021 e il giugno 2022. E ora arriva il gruppo di Orfeo e le Sirene da Los Angeles.

Domenica al museo. Successo pieno della prima domenica gratuita di settembre 2022: nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici

roma_ministero-cultura_bilancio-domenica-al-museo_settembre-2022_classifica_foto-micSuccesso pieno di Domenica al Museo di settembre 2022 nei musei e nei parchi archeologici statali, introdotta nel 2014 dal ministro Dario Franceschini con l’ingresso libero nei luoghi della cultura del MiC ogni prima domenica del mese. “Ancora file davanti ai musei”, ha commentato il ministro della Cultura, Dario Franceschini, “con una grande festa popolare attorno alla cultura. È bellissimo vedere non solo i turisti ma soprattutto le famiglie e i cittadini andare visitare e riscoprire i musei delle loro città”. Nei primi venti posti ci sono ben 10 tra musei e parchi archeologici: sul gradino più alto ci sono le Gallerie degli Uffizi (26.262). Poi il podio è completato dal parco archeologico del Colosseo (23.765) e dal parco archeologico di Pompei (20.622). Più sotto, all’8° posto Villa Adriana e Villa d’Este (5.204), 9° il Pantheon (5.021), 10° il museo Archeologico nazionale di Napoli, che per un refuso non è stato inserito nella classifica-top15 ufficiale del Mic (4.863). Seguono all’11° posto il parco archeologico di Paestum e Velia (4.268), 15° le Grotte di Catullo di Sirmione (3.389), 16° il parco archeologico di Ercolano (3.325), 17° il museo nazionale Romano (3.162), 18° il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (3.005).

Cortona (Ar). “A 30 anni dagli scavi di Ossaia”: MAEC-Parco ricordano con un evento il ritrovamento, gli studi e i restauri dei reperti della villa romana di età tardo repubblicana-imperiale in località Ossaia. Visita agli scavi, incontro-dibattito e mostra fotografica sui reperti 

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Visita guidata alla villa romana di Ossaia (Cortona) (foto maec)

cortona_a-30-anni-dagli-scavi-di-ossaia_locandinaIn località Ossaia – La Tufa, nei pressi di Cortona in provincia di Arezzo, è stato messo in luce un’interessante villa romana di età tardo repubblicana-imperiale per un’area complessiva di circa 1000 mq in tre aree separate da un terrazzo intermedio. Questo complesso è stato interessato da tre diverse fasi abitative. La prima è databile tra il 50 a.C. e la metà del I sec. d.C. La seconda dall’80-100 d.C. al III sec. d.C. La terza fase documenta una ripresa fra l’età della Tetrarchia e quella costantiniana fino alla metà del V sec. d.C. I reperti più importanti della villa, che fa parte del Sistema MAEC-Parco, e una sua ricostruzione sono stati collocati nelle sale del museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC), a illustrare la fase romana della storia della città. Sabato 3 settembre 2022, alle 17.30, in località Ossaia di Cortona MAEC-Parco propone l’evento “A 30 anni dagli scavi di Ossaia” patrocinato dal ministero della Cultura, Comune di Cortona, Accademia Etrusca, Rotary Club Valdichiana Cortona, Gruppo sportivo Ossaia, Circolo Arci di Ossaia e Fotoclub Etruria. Ritrovo al parcheggio del Ristorante Tufa, visita agli scavi della Villa romana. Successivamente, al Circolo Arci di Ossaia, incontro-dibattito e piccolo buffet: saranno illustrate le fasi principali dei lavori e delle iniziative prese per la salvaguardia e la valorizzazione del sito. Coordinerà l’incontro l’architetto Silvia Neri, interverranno i professori Maurizio Gualtieri e Helena Fracchia, il sindaco di Cortona Luciano Meoni, l’assessore alla Cultura del Comune Francesco Attesti e il vice lucumone dell’Accademia Etrusca, Paolo Bruschetti. Parteciperà anche il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini. Quindi sarà aperta la mostra fotografica a cura del Fotoclub Etruria dedicata ai ritrovamenti archeologici.

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Mosaico policromo proveniente dalla villa romana di Ossaia, conservato al museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (foto maec)

Gli scavi archeologici sono effettuati appunto a partire dal 1992, su concessione ministeriale, con la supervisione scientifica dell’allora soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, condotti dall’università di Alberta (Canada) e di Perugia, sotto la direzione dei professori Helena Fracchia e Maurizio Gualtieri. L’università di Alberta ha effettuato la ricerca attraverso scavi e studi di materiali e strutture, con studenti universitari canadesi, dottorandi in archeologia, nell’ambito di un semestre accademico in Italia che ha permesso di individuare i resti di una villa imperiale romana, con una estensione complessiva di circa 1000 mq lungo un fronte di oltre 200 metri, impostata su un santuario etrusco del VI sec. a.C., che certamente era proprietà di personaggi di altissimo livello nella società cortonese di allora. La continuità abitativa del sito documenta varie trasformazioni sociali fino al VI sec. d.C. che illumina anche sullo sviluppo urbano e diacronico della città di Cortona. Il luogo dove sorgeva l’insediamento dominava su un’ampia estensione di terreni che raggiungevano anche il lago Trasimeno e che era collocato a ridosso dell’importante percorso stradale di collegamento fra le maggiori località dell’Etruria romana.