Rovereto. Al via i “Venerdì dell’archeologia” con tre archeologi Daniele Morandi Bonacossi, Franco Marzatico e Pierfrancesco Callieri sull’archeologia a rischio. Si inizia con il Kurdistan iracheno
Al via a Rovereto “I venerdì dell’archeologia 2016” promossi dalla Fondazione museo civico di Rovereto, Società museo civico Rovereto, Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Tre appuntamenti con tre protagonisti dell’archeologia: Daniele Morandi Bonacossi, Franco Marzatico, Pierfrancesco Callieri. “Un modo per allargare lo spazio della rassegna di ottobre durante tutto l’anno”, spiega il direttore Dario Diblasi che, insieme a Barbara Maurina, conservatore archeologo del museo civico roveretano, ha organizzato questi incontri. “Non dimentichiamo che ottobre è uno dei mesi più gettonati per le missioni archeologiche, specie in Vicino Oriente, e quindi non è sempre possibile avere presente i protagonisti di queste ricerche. Ciò che invece si può fare a maggio con meno problemi logistici”. Il filone seguito anche quest’anno è quello dell’archeologia a rischio, con particolare attenzione agli scavi in zone di guerra o in Paesi dove non è sempre facile muoversi o avere informazioni. “Il nostro obiettivo è fare conoscere al grande pubblico eccellenze nella ricerca archeologica, di cui da noi non si parla molto”. Tutti gli incontri si tengono nella sede della fondazione Museo Civico di Rovereto, in borgo Santa Caterina, sala convegni “Fortunato Zeni”, con inizio alle 20.30. Ingresso libero.
Si inizia mercoledì 13 maggio 2016 con Daniele Morandi Bonacossi, docente dell’università di Udine, direttore negli anni della missione archeologica italiana in Assiria e del progetto archeologico regionale Terra di Ninive (Iraq settentrionale), la missione archeologica dell’università di Udine a Mishrifeh/Qatna (Siria) ed è co-direttore della missione italo-siriana di ricognizione archeologica di superficie nel deserto della Palmirena Occidentale (Siria). Oggi è operativo in Kurdistan con la “Terre di Ninive” dove mette a frutto la sua attività di ricerca che s’incentra prevalentemente sullo studio dell’interazione fra uomo, ambiente, risorse e strategie di sussistenza (Archeologia dei Paesaggi) e della cultura materiale e dell’organizzazione delle società complesse fra il Tardo Calcolitico e l’età del Ferro soprattutto in Siria e nel Levante settentrionale, in Anatolia sud-orientale e Iraq settentrionale. A Rovereto porterà tutta la sua esperienza di archeologo e di testimone del dramma che sta vivendo il Vicino Oriente, tra Siria e Iraq, devastati da guerre civili e terrorismo. Emblematico il titolo scelto per la serata “Archeologia in frantumi? ricerche nel Kurdistan”. L’obiettivo della missione e del progetto è “ricostruire la formazione ed evoluzione del paesaggio culturale e naturale di una regione strategica della Mewsopotamia settentrionale, a cavallo tra le province di Ninive (la moderna Mosul) e Dohuk dal Paleolitico all’età islamica, e a garantirne valorizazzioen e tutela in forme innovative”. Ma di questi tempi non è facile operare. “Ci troviamo a operare in una zona molto ampia”, ha spiegato l’archeologo in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Corriere del Trentino, “i cui confini meridionali si trovano a una decina di chilometri dal fronte in cui combattono Peshmerga e Isis. Noi ci troviamo ovviamente in una zona controllata dai primi”. Morandi Bonacossi mette in guardia però dal giungere a facili conclusioni vedendo le immagini drammatiche che ogni giorno si riversano sull’Occidente: “Le devastazioni dell’Isis possono apparire dissennate ai nostri occhi, ma hanno cause e ragioni profonde” che saranno ben illustrate nell’incontro di Rovereto.
Secondo appuntamento con “I venerdì dell’archeologia” sarà il 20 maggio con Franco Marzatico, soprintendente dei Beni culturali della Provincia di Trento, già direttore del castello del Buon Consiglio, e un passato sul campo nelle ricerche archeologiche. Marzatico parlerà di “Agitare prima dell’uso? Nuovi orizzonti del museo”. Si torna in Vicino Oriente con il terzo appuntamento, venerdì 27 maggio, quando interverrà il prof. Pierfrancesco Callieri, docente dell’università di Bologna, grande esperienza in missioni archeologiche tra Pakistan e Iran, e dal 2005 co-direttore della missione archeologica dell’università di Bologna in Iran (Iranian-Italian Joint Archaeological Mission in Fars). Proprio da questa ricerca e dalla sua recente scoperta a Tol-e Ajori, a un passo da Persepoli, prenderà le mosse la serata su “Mostri mesopotamici e iconoclastia: la porta di Ishtar a Persepoli”.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)




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