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Bologna. Il museo civico Archeologico riapre il 21 maggio, ma per la mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” si attende ancora la data. Nuovi orari e disposizioni di sicurezza per visitatori e personale. Niente audioguide e guardaroba, biglietti on line

La sala storica del museo civico Archeologico di Bologna (foto Roberto Serra / Iguana)

Una sala del museo civico Medievale di Bologna (foto di Roberto Serra / Iguana)

Una sala della mostra “Etruschi – Viaggio nelle Terre dei Rasna” organizzata da Electa al Museo di Civico Archeologico di Bologna (foto Roberto Serra / Iguana / Electa)

Il museo civico Archeologico di Bologna è pronto a riaprire. L’Istituzione Bologna Musei ha programmato una graduale riapertura delle proprie sedi espositive a partire da martedì 19 maggio 2020, secondo un calendario progressivo e scaglionato nell’arco della prima settimana, con nuove modalità organizzative per consentire al pubblico di svolgere le visite in sicurezza e garantire la tutela del personale coinvolto in mansioni di front-office. La graduale ripresa della riapertura dei musei civici prevede che mercoledì 20 maggio tocca al museo civico Archeologico, solo per quanto riguarda le collezioni, e giovedì 21 maggio al museo civico Medievale. Da martedì 19 maggio 2020 entrano in vigore nuovi orari di apertura con il mantenimento di un’ampia offerta oraria nei giorni di sabato e domenica e una rimodulazione degli orari nei giorni feriali della settimana. La nuova articolazione prevede complessivamente oltre 200 ore di apertura settimanale, secondo un modello di differenziazione “a scacchiera” tra i diversi musei, per evitare assembramenti e garantire una frequente sanificazione degli spazi: il museo civico Archeologico (apertura dal 20 maggio 2020) lunedì, mercoledì dalle 10 alle 14, martedì chiuso, giovedì dalle 15 alle 19, venerdì dalle 18 alle 22, sabato dalle 14 alle 20, domenica dalle 10 alle 16; il museo civico Medievale (apertura dal 21 maggio 2020) lunedì, mercoledì, venerdì chiuso, martedì, giovedì, sabato, domenica dalle 10 alle 18.30. Con la riapertura fisica delle porte dei musei, oltre alla fruizione delle collezioni permanenti riprende la programmazione espositiva interrotta dall’emergenza, per riannodare il dialogo con il pubblico che durante le settimane di chiusura è stato rafforzato sul piano virtuale con molteplici iniziative sul web e sui social network. In dettaglio, “Imago splendida. Capolavori di scultura lignea dal Romanico al Duecento”, a cura di Massimo Medica e Luca Mor, al museo civico Medievale, fino al 6 settembre 2020. A breve si auspica di poter ufficializzare anche la notizia della riapertura, con proroga fino a dicembre 2020, dell’imponente progetto espositivo “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”, promosso e progettato dal museo civico Archeologico, in collaborazione con la Cattedra di Etruscologia e Archeologia Italica di Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e realizzato da Electa, per il cui allestimento sono stati riuniti oltre 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali.

Nuove disposizioni per la visita dei musei civici di Bologna in tempi di coronavirus

Per quanto riguarda l’accesso e la permanenza nei musei, il piano di accoglienza interviene con le seguenti disposizioni: previsione dell’utilizzo del servizio di prevendita online del biglietto di ingresso sul sito https://midaticket.it/musei-civici-di-bologna (il biglietto prenotato deve essere annullato alla biglietteria del museo, prima dell’ingresso alla collezione); obbligo di mantenere la distanza di sicurezza interpersonale; obbligo di indossare la mascherina durante la visita; contingentamento in slot per l’ingresso frazionato dei visitatori, calcolati in base alle peculiari capienze delle sedi e sale espositive; adozione di accorgimenti logistici e istruzioni per il personale in servizio per garantire il rispetto del distanziamento interpersonale; esposizione di cartelli informativi e segnaletica per il rispetto delle norme di sicurezza; predisposizione di percorsi distinti in entrata e in uscita; dotazione di gel igienizzanti a disposizione dei visitatori. Non è disponibile l’utilizzo dei seguenti servizi: audioguide, schermi touch screen, altri ausili che prevedono contatti, guardaroba (i visitatori sono pregati di presentarsi con il minimo di accessori personali, evitando bagagli, nonché borse e zaini voluminosi). Per il pubblico dei più piccoli, all’ingresso di ogni museo è prevista la distribuzione di un vademecum disegnato con le istruzioni sui comportamenti da tenere durante la visita. L’ideazione e la realizzazione grafica sono a cura di Maria Elena Canè, restauratrice del museo civico Archeologico. Per ulteriori informazioni sulle modalità di accesso e visita, si invita a consultare il sito dell’Istituzione Bologna Musei http://www.museibologna.it. Nelle prime settimane della delicata “Fase 2” di riapertura, l’Istituzione Bologna Musei attiverà un costante monitoraggio sull’andamento del flusso di visitatori e sull’efficacia delle misure organizzative assunte.

Al via “…comunicare l’archeologia…” il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese per il primo semestre: protagonisti gli etruschi sulla scia della grande mostra di Bologna “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” e con viaggi a tema

La locandina della mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” al museo Archeologico di Bologna dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Gli Etruschi sono i grandi protagonisti di “…comunicare l’archeologia…” il ciclo di conferenze del primo semestre 2020 organizzato dal Gruppo archeologico bolognese tra febbraio e maggio 2020. E il motivo degli approfondimenti è facile: la grande mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” aperta fino al 24 maggio 2020 al museo civico Archeologico di Bologna. Ma negli incontri in calendario sempre il martedì alle 21 al Centro Sociale “G. Costa”, in via Azzo Gardino 48 a Bologna, ci sarà spazio anche per un’altra grande mostra, quella dedicata da Padova a Belzoni, il suo famoso concittadino-egittologo; e poi incursioni nel mondo del pensiero greco o della Beatrice dantesca. E ancora il punto sulla ricerca archeologica nel Bolognese. Il Gruppo archeologico bolognese, prossimo ai trent’anni di attività, aderente al Gruppi archeologici d’Italia, ancora una volta non si smentisce proponendo incontri di approfondimento su temi archeologici e culturali con un occhio attento all’attualità. Anche per questo ciclo di conferenze il Gabo si è avvalso della collaborazione con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena.

La locandina della mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi” a Padova fino al 28 giugno 2020

Orecchino d’oro dal museo di Vetulonia

Il ciclo inizia martedì 18 febbraio 2020 con l’ archeologa Erika Vecchietti su “Belzoni, il gigante del Nilo”, cui segue la proiezione del filmato “Il grande Belzoni”. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. Come si diceva a Padova è in corso la mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi”, fino al 28 giugno 2020 al Centro Culturale Altinate San Gaetano. Si continua martedì 3 marzo 2020 con Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer, su “Principi etruschi nell’Etruria Mineraria. Populonia, Vetulonia e Massa Marittima”. L’incontro sarà l’occasione per introdurre il viaggio nell’Etruria Mineraria, promosso dall’agenzia Insolita Itinera – Viaggi nella storia e nel paesaggio, e in calendario per il 21 – 22 marzo 2020. E per ricordare la gita, sempre con Insolita Itinera, il 7 marzo 2020 a Murlo e Buonconvento. Gli altri due incontri di marzo aprono una parentesi. Martedì 17 marzo 2020, “Intervista impossibile a Beatrice” di Umberto Eco con Silvia Romagnoli (Beatrice) e Michele Gambetti (Umberto Eco). Introduzione di Erika Vecchietti. E martedì 24 marzo 2020, “Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna” con Lucio Russo, fisico, filologo e storico della scienza.

La locandina della mostra “Hinthial. L’ombra di san Giminiano”, aperta fino al 31 maggio 2020

Martedì 31 marzo 2020, riecco gli etruschi con Andrea Gaucci, archeologo e ricercatore all’università di Bologna su “Luoghi di culto nei territori di frontiera del modo etrusco”. Relatore: dott. Andrea Gaucci Introduzione al viaggio a San Geminiano del 18 aprile 2020 per la mostra “Hinthial. L’ombra di San Giminiano” che presenta per la prima volta al pubblico un’eccezionale scoperta avvenuta sulle alture della Torraccia di Chiusi nel territorio di San Gimignano, a pochi passi dal corso del torrente Fosci, lungo le propaggini collinari che scendono da San Gimignano verso la Valdelsa. La straordinarietà della scoperta archeologica è soprattutto il ritrovamento dell’Offerente; una meravigliosa statua, del tipo dei bronzetti allungati di età ellenistica, che richiama, visivamente, la celebre Ombra della Sera di Volterra. Dopo la pausa per Pasqua, si riprende martedì 21 aprile 2020 con Valentina Manzelli, ispettore archeologo della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (SABAP-BO) su “Archeologia a Bologna. Aggiornamento dai cantieri”. E martedì 28 aprile 2020, con l’archeologo Paolo Campagnoli su “Un’altra Emilia. Architettura e paesaggi prima e dopo il sisma”.

Veduta aerea dei tumuli della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri

Una sala dell’allestimento del Maec di Cortona

Con gli ultimi due incontri, quelli di maggio, si torna agli etruschi. Martedì 5 maggio 2020, ritroviamo Silvia Romagnoli con “Città e necropoli dell’Etruria meridionale”, cui seguirà la proiezione del filmato “La Tuscia racconta”. Durante la serata sarà introdotto il viaggio di Insolita Itinera nella Tuscia e nell’Etruria meridionale del 19 – 24 maggio 2020. Infine martedì 12 maggio 2020, chiude l’archeologo Maria Giovanna Caneschi su “Curtun, la Cortona degli Etruschi”, occasione per introdurre il viaggio con Insolita Itinera a Cortona del 13 giugno 2020. Cortona, tra l’VIII e il VII sec. a.C., è stata importante città etrusca, grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori che facevano parte della lucumonia. E risalgono al IV sec. a.C. le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri, le tombe nobiliari “a melone” sparse nei dintorni della città e il monumentale altare funerario adornato da sfingi, esempio unico in Italia.

Firenze. Al via il ciclo “Incontri al Museo” archeologico nazionale: otto appuntamenti in sei mesi. Si inizia con un approfondimento di Luigi Donati sul simposio etrusco e greco

Alcune kylix conservate al museo Archeologico nazionale di Firenze con scene di simposio (foto Maf)

L’invito per l’incontro al Maf con Luigi Donati dell’Accademia Etrusca di Cortona sul simposio tra gli etruschi e i greci

Otto incontri distribuiti in sei mesi, da gennaio a giugno 2020: il nuovo ciclo di “Incontri al Museo”, proposto dal museo Archeologico nazionale di Firenze, che attraverserà un’intera stagione e si concluderà a giugno 2020. Anche quest’anno studiosi e appassionati di archeologia e storia dell’arte condivideranno con il pubblico la comune passione per le antiche civiltà nelle conferenze in programma, come di consueto il giovedì alle 17, al piano terra del museo Archeologico di Firenze, nel mediceo Palazzo della Crocetta. Tutti gli incontri sono a ingresso libero fino a esaurimento posti. Per informazioni: tel. 055.2357717, 2357744, 2357768, 2357704. Si inizia giovedì 16 gennaio 2020, alle 17, con la conferenza “Nunc est bibendum! Simposi etruschi e greci: analogie e differenze nell’uso del vino” di Luigi Donati dell’Accademia Etrusca di Cortona. Gli altri appuntamenti in calendario: giovedì 13 febbraio 2020, Stefania Berutti (archeologa) su “Un “addio al nubilato” su una hydria del Museo Archeologico di Firenze”; giovedì 12 marzo 2020, Anna Revedin (Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria) su “Legno, farina… tracce inaspettate del più antico popolamento della Toscana”; Giovedì 2 aprile 2020, Paolo Persano (Scuola Normale Superiore, Pisa) su “Antiope perde la testa! Nuove ricerche sulle sculture frontonali del tempio di Apollo Daphnephoros a Eretria”; Giovedì 30 aprile 2020, Graziella Becatti (Université Catholique de Louvain, Belgio) su “Hypnos-Somnus: il dio del sonno, un demone custode”; Giovedì 14 maggio 2020, Alessandro Diana (Scuola Normale Superiore, Pisa) su “Atene e Firenze fra Medioevo e Rinascimento: il ducato degli Acciaiuoli”; giovedì 28 maggio 2020, Anna Maria D’Onofrio (Università “L’Orientale”, Napoli) su “I kouroi e i canoni della perfezione maschile nella Grecia arcaica”. Il ciclo chiude giovedì 4 giugno 2020 con Vincenzo Baldoni (Università di Bologna) su “Nuove scoperte a Numana e nel Piceno preromano”.

“Etruschi- Viaggio nelle terre dei Rasna”: apre a Bologna la grande mostra che con 1400 oggetti conduce i visitatori alla scoperta degli etruschi in un vasto territorio compreso tra le nebbiose pianure del Po fino all’aspro Vesuvio: insediamenti, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti con una sola cultura, quella etrusca

La locandina della mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” al museo Archeologico di Bologna dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020

Siete pronti per partire per un viaggio nello spazio e nel tempo alla scoperta degli Etruschi? Bene, allora ci siamo. A Bologna sabato 7 dicembre 2019, al museo civico Archeologico, apre la mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” (fino al 24 maggio 2020), promossa e progettata da Istituzione Bologna Musei – Museo Civico Archeologico, in collaborazione con la Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’università di Bologna, e realizzata da Electa. Il progetto scientifico è a cura di Laura Bentini, Anna Dore, Paola Giovetti, Federica Guidi, Marinella Marchesi, Laura Minarini (Istituzione Bologna Musei, Museo Civico Archeologico) e Elisabetta Govi, Giuseppe Sassatelli (Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’università di Bologna). Il progetto di allestimento è a cura di PANSTUDIO. Il catalogo della mostra è a cura di Electa.

La sezione Etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto Matteo Monti / musei civici Bologna)

Non c’è migliore metafora di quella del viaggio per spaziare in un vasto territorio compreso tra le nebbiose pianure del Po fino all’aspro Vesuvio, attraverso paesaggi appenninici e marini, lungo strade e corsi fluviali. A distanza di 20 anni dalle grandi mostre di Bologna e Venezia, il museo civico Archeologico di Bologna presenta “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna”: un ambizioso progetto espositivo dedicato alla civiltà etrusca, in cui saranno riuniti circa 1400 oggetti provenienti da 60 musei ed enti italiani e internazionali in dialogo con la ricchissima collezione etrusca del museo stesso. L’esposizione condurrà i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi e mostrerà come non esista una sola Etruria, ma molteplici territori che hanno dato esiti di insediamento, urbanizzazione, gestione e modello economico differenti nello spazio e nel tempo, tutti però sotto l’egida di una sola cultura, quella etrusca.

Vaso biconico della seconda metà dell’VIII sec. a.C. dalla Tomba 74 di Monte Vetrano, conservato nel museo Archeologico nazionale di Pontecagnano (foto Sabap-Sa)

La prima parte del percorso offre un momento di preparazione al viaggio: saranno le semplici forme dei vasi biconici degli albori della storia etrusca a dare il via al racconto, a cui si affiancheranno le tombe con i primi segni di differenziazione sociale e le prime importazioni dal bacino del mediterraneo, indice della creazione di una solida rete di scambi.

Il corredo della tomba delle hydriae di Meidias della pPrima metà V sec. a.C., conservata al museo Archeologico nazionale di Firenze (foto Polo Museale della Toscana)

La mostra prosegue introducendo il tempo delle aristocrazie potenti, ricche e guerriere. Si assisterà poi alla nascita delle città, esemplificate dai templi e dalle loro decorazioni architettoniche, contemplando il fiorire di una ideologia funeraria che guarda al mondo greco e si avvale di oggetti di straordinaria bellezza, come quelli provenienti dalla tomba delle hydriae di Meidias. Vedremo sorgere a nuova grandezza le aree periferiche poste ai margini del cuore etrusco d’Italia, per poi assistere al lento e inevitabile declino di un popolo nel confronto con Celti, Sanniti e Romani. L’ultima e più consistente parte della mostra è affidata alla volontà di mettersi in viaggio del visitatore, attraverso paesaggi sempre diversi che incorniciano la nascita delle principali realtà etrusche.

Lo scarabeo dorato (VII sec. a.C.) dalla Tomba dello Scarabeo a Vulci (foto Sabap-Etruria Meridionale)

L’Etruria meridionale. Tarquinia, Veio, Cerveteri, Pyrgi e Vulci, ovvero le città messe in luce per esemplificare i nuovi rinvenimenti archeologici, come la tomba della sacerdotessa di Tarquinia, i materiali votivi dal santuario- emporio di Pyrgi, la tomba dello scarabeo dorato da Vulci.

Antefissa policroma a volto gorgonico della fine del VI secolo a.C., proveniente da Capua, Fondo Patturelli, e conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

L’Etruria campana. Tra i centri in esame per questo territorio dove i popoli si incontrano e le culture si mescolano, accanto a Pontecagnano, Capua, Nola, anche Pompei con le sue coloratissime decorazioni templari, che rivendica in mostra le sue origini preromane.

Lo scavo della Tomba ! (II-I sec. a.C.) in località Elce a Perugia (foto Sabap)

L’Etruria interna: quella attraversata dal Tevere, quella di Orvieto, Perugia, Chiusi e Cortona. Ed è dalla città di Volsinii, come gli Etruschi chiamavano Orvieto, che arriva in mostra una delle scoperte archeologiche più importanti degli ultimi anni: il fanum Voltumnae, santuario federale di tutti gli Etruschi ricordato dalle fonti letterarie, è oggi una realtà anche archeologica.

Stele di Avile Tite con iscrizione) (560-550 a.C.) da Volterra, conservata al museo Etrusco Guarnacci (fotro Sabap-Pi-Li)

L’Etruria settentrionale. Da Populonia provengono alcune delle novità più interessanti della mostra, come l’importante sepoltura bisoma di bambini in pithos, databile al IX secolo, o il deposito delle armi rinvenuto sulla spiaggia di Baratti (V-IV sec. a.C.), mentre icentri disposti dalla costa tirrenica fino alla dorsale appenninica si rivelano attraverso importanti monumenti in pietra come la stele di Avile Tite.

Scavo della tomba 142 (VII sec. a.C.) nella necropoli scoperta in via Belle Arti a Bologna (foto Sabap-Bo)

L’Etruria padana. Un ampio territorio che a partire dalla appenninica Verucchio, terra dei signori dell’ambra, e dalla “nuova città” di Marzabotto giunge fino al mare adriatico (Spina e Adria) e alle realtà della pianura occidentale (Emilia Occidentale e Mantova) , passando per Felsina, la Bologna etrusca che le fonti antiche chiamano Princeps Etruriae, per sottolinearne l’importanza e la nascita antichissima. È da Bologna che vengono i rinvenimenti eccezionali della tomba 142 della necropoli di via Belle Arti con un corredo di suppellettili in legno la cui conservazione rappresenta una novità e una eccezionale rarità per il panorama archeologico bolognese.

Il Mediterraneo Antico e il passato di Bologna agli incontri autunnali del ciclo “…comunicare l’archeologia…” promosso dal Gruppo archeologico bolognese

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Il Mediterraneo Antico e il passato di Bologna: cambiare nella tradizione. Potrebbe essere questo il filo conduttore del nuovo ciclo di conferenze “…comunicare l’archeologia…”, organizzato dal Gruppo Archeologico Bolognese (Gabo), affiliato ai Gruppi archeologici d’Italia, con i quali sono promosse – soprattutto d’estate – campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, quali è dedicata soprattutto la stagione estiva, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche. Il Gruppo Archeologico Bolognese collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso. Tutti gli incontri si tengono il martedì alle 21 al Centro Sociale “G.Costa”, in via Azzo Gardino 48, a Bologna. Per il ciclo del quarto trimestre 2019 il Gabo ha scelto di dedicare quattro dei nuovi incontri allo stesso tema, “Il Mediterraneo Antico”, da sviscerare da diversi punti di vista: un ciclo all’interno del ciclo tradizionale.

Il Mediterraneo antico orientale come appare nella Tabula Peuntingeriana

Si inizia martedì 15 ottobre 2019, con la conferenza dell’archeologa e travel designer Silvia Romagnoli “Giochi e passatempi nel mondo antico”. Una settimana dopo, martedì 22 ottobre 2019, prima conferenza del ciclo “Il Mediterraneo Antico”. Maurizio Cattani, docente al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, illustra “Le prime navigazioni nel Mediterraneo”. Martedì 29 ottobre 2019, seconda conferenza del ciclo “Il Mediterraneo Antico”. Francesco Iacono, assegnista di ricerca al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, si sofferma su “Popoli, scambi e commerci nel Mediterraneo”. I primi due martedì di novembre completano i focus del ciclo “Mediterraneo Antico”: martedì 5 novembre 2019, Marco Bonino, docente di Architettura navale all’università di Bologna interviene su “Barche e navi di età romana”; e martedì 12 novembre 2019, completa l’approfondimento l’archeologo e esperto di Archeologia subacquea Xabier Muro Gonzales che tirerà le somme parlando di “Archeologia subacquea nel Mediterraneo: scoperte, ricerche, prospettive”.

Gli scavi archeologici al cimitero ebraico medievale di Bologna hanno rinvenuto 408 sepolture (foto Cooperativa Archeologia)

Con martedì 19 novembre 2019, si passa al secondo grande tema di “…comunicare l’archeologia…”, il passato di Bologna. Le funzionarie archeologhe della SABAP-BO Settore Archeologia, Renata Curina e Valentina Di Stefano, intervengono su “Il cimitero ebraico di Via Orfeo a Bologna”. E martedì 26 novembre 2019, Claudio Calastri, archeologo e coordinatore Settore archeologia di Ante Quem srl ciporta sulle “Tracce di una città. Nuove ipotesi sulla Bologna romana e tardoantica”. L’ultima settimana di novembre “…comunicare l’archeologia…” fa una pausa per lasciare spazio all’altro tradizionale appuntamento del Gabo: “Imagines: obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico giunta alla diciassettesima edizione. La sede, come sempre, alla Mediateca del Comune di San Lazzaro di Savena (Bo). Appuntamento il 29, 30 novembre, 1° dicembre 2019. A dicembre, gli ultimi due incontri, sempre sul passato di Bologna e il suo territorio. Martedì 10 dicembre 2019, Valentina Manzelli, funzionaria archeologa della SABAP-BO Settore Archeologia, fa “Nuova luce su Forum Cornelii: considerazioni su Imola a fronte dei recenti scavi archeologici”. Infine martedì 17 dicembre 2019, Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, spiega “L’acquedotto romano di Bologna riscoperto”.

Roma. “Madri mogli e cittadine esemplari” con Francesca Cenerini e Simonetta Soldani apre il nuovo ciclo de “I Giovedì del PArCo” alla Curia Iulia, sette incontri dedicati a “Radici classiche: alle origini del femminile”

La Curio Iulia nel foro romano sede degli incontri de “I Giovedì del PArCo”

Invito al ciclo “Radici classiche: alle origini del femminile” per “I Giovedì del PArCo”

Sette incontri per scoprire “Radici classiche: alle origini del femminile”, pensati per mettere a confronto rappresentazione e vita delle donne della società romana con quelle delle epoche successive. È il nuovo ciclo di conferenze per gli incontri “I giovedì del PArCo” alla Curia Iulia nel Foro romano a cura di Marina D’Amelia, Ines Arletti e Alessandro D’Alessio, promosso dal Parco archeologico del Colosseo con il proficuo contributo della Società Italiana delle Storiche, e realizzata in collaborazione con Electa. Si svolgeranno il giovedì pomeriggio alle 16.30 dal 12 settembre al 31 ottobre 2019. Il Senato della Roma antica apre dunque nuovamente le sue porte al pubblico. All’interno del suggestivo spazio della Curia Iulia gli appuntamenti, sotto forma di dialogo tra due specialisti, propongono di riflettere insieme sulla storia delle donne romane e su quegli aspetti che ancora guidano la lettura e l’interpretazione dell’esistenza femminile nella vita domestica, pubblica e politica anche nei secoli a venire. L’obiettivo è rendere partecipe un pubblico sempre più vasto delle ricerche condotte negli ultimi trent’anni che hanno arricchito la conoscenza sul ruolo delle donne e sulle relazioni tra i sessi nel periodo antico, messo a confronto in ogni incontro con quello moderno e contemporaneo. La partecipazione è libera fino ad esaurimento posti (max 100 seduti e 30 in piedi) previa esibizione del programma e/o dell’invito all’ingresso.

La locandina del ciclo “Radici classiche: alle origini del femminile” alla Curio Iulia nel Foro romano

Il ciclo “Radici classiche: alle origini del femminile” inizia giovedì 12 settembre 2019 con Francesca Cenerini e Simonetta Soldani che si confrontano su “Madri mogli e cittadine esemplari”. Giovedì 19 settembre sarà la volta di Alessandro D’Alessio ed Elisa Novi Chavarria su “L’onore della città: vestali, religiose e monasteri”. Quindi si passa a giovedì 3 ottobre 2019 quando Alessandro Pagliara e Marina D’Amelia dialogheranno su “L’esercizio del potere”. Giovedì 10 ottobre toccherà a Paola Quaranta e Barbara Curli confrontarsi su “Artigiane liberte e imprenditrici”. Giovedì 17 ottobre interverranno Rja Berg e Renata Ago su “Patronage e prestigio familiare”. Penultimo incontro giovedì 24 ottobre con Salvatore Monda e Carlotta Sorba su “Donne in scena”. Chiude il ciclo giovedì 31 ottobre il colloquio tra Elisa Celli e Giulia Calvi su “Insignia delle donne e il lusso”. Il ciclo “Radici classiche: alle origini del femminile” di conferenze sarà introdotto il 12 settembre 2019 alle 16.30 dallo storico Andrea Giardina e dal direttore del Parco archeologico del Colosseo Alfonsina Russo; nel corso di ogni incontro archeologi del Parco e studiosi di università italiane e straniere approfondiranno la realtà delle donne a partire da alcuni contesti tematici privilegiati per dimostrare come non ci sia sempre stata esclusione delle donne dalla vita pubblica e dalla politica. Al contrario hanno esercitato un’influenza nelle strategie politiche della famiglia, iniziative e interventi di mediazione e di supplenza in momenti eccezionali e in tempo di guerra civile.

Francesca Cenerini insegna “Epigrafia e istituzioni romane e Storia sociale del mondo antico” all’università di Bologna

“La donna romana” di Francesca Cenerini

“Dive e donne” di Francesca Cenerini

Il primo incontro è dunque “Madri mogli e cittadine esemplari” giovedì 12 settembre 2019 con Francesca Cenerini e Simonetta Soldani. Francesca Cenerini insegna “Epigrafia e istituzioni romane e Storia sociale del mondo antico” all’università di Bologna. Tra le sue pubblicazioni si può ricordare il libro “La donna romana. Modelli e realtà” (Il Mulino, 2013). La donna romana rappresentata dagli scrittori antichi o negli elogi funebri appare una figura ideale, matrona integerrima, sottratta al contatto con gli estranei. Viceversa, le donne «facili», quelle di condizione sociale ed economica inferiore, e le schiave, sono prive di qualsiasi statuto. Utilizzando diversi tipi di fonti, dalla letteratura alle epigrafi, il volume traccia il profilo della donna romana considerandola da tutti i punti di vista: il diritto e la famiglia, il matrimonio, l’educazione, il quotidiano (dall’abbigliamento all’acconciatura), i costumi sessuali, la religione e il lavoro. Ne emerge non un unico modello, ma tanti modi diversi di essere donna nella società dell’antica Roma. Al 2009 risale invece il libro “Dive e donne. Mogli, madri, figlie e sorelle degli imperatori romani da Augusto a Commodo” (Angelini Photo Editore). Quanto contano la ricchezza femminile, la fertilità, il carattere e la psicologia personale delle donne imperiali romane? Ogni epoca, dall’antichità ai giorni nostri, ridisegna l’immagine di queste grandi figure femminili. Di loro, già Tacito e Svetonio ci descrivono immagini e non realtà. Oggi, comunque, noi dobbiamo fare i conti con la longevità di queste immagini e di questi stereotipi. Escluse dalla vita politica e dai luoghi della politica, alle donne romane il diritto concede la possibilità di diventare molto ricche, soprattutto attraverso l’eredità dei patrimoni familiari e, quindi, di rivendicare un ruolo essenziale nella società e nell’economia dell’epoca. Soprattutto con la loro “sessualità”, però, le donne di potere di Roma imperiale assumono una funzione importantissima: quella di assicurare un erede alla dinastia. Il libro ci porta a scoprire il troppo spesso dimenticato mondo delle grandi donne imperiali romane tra I secolo a.C. e II d.C. Leggendo di Livia e Messalina, Poppea e Agrippina, scopriamo quanto e come sia cambiato il ruolo della donna nel corso dei secoli.

La professoressa Simonetta Soldani

Con Cenerini dialoga Simonetta Soldani, storica contemporaneista. Fino al 2016 è stata professoressa ordinaria di Storia contemporanea e Storia politica e sociale dell’età contemporanea all’università di Firenze. Fa parte della direzione della rivista di storia contemporanea “Passato e Presente” ed è stata tra le fondatrici della Società italiana delle storiche (SIS). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo “L’onore e le donne” (Liberodiscrivere, 2008); “Cittadine uguali e distinte. Donne, diritti e professioni nell’Italia liberale (1865-1919)”, in Alessandra Martinelli e Laura Savelli (a cura di), Percorsi di lavoro e progetti di vita femminili, (Felici Editore, Pisa 2010); “L’Italia al femminile”, in Giuseppe Sabbatucci, Vittorio Vidotto (a cura di), L’unificazione italiana (Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 2011); “Donne e giornalismo. Percorsi e presenze di una storia di genere” (Franco Angeli, 2015).

“Pareti dipinte. Dallo scavo alla valorizzazione”: per una settimana Napoli ed Ercolano protagonisti del XIV Colloquio Aipma (Association Internationale pour la Peinture Murale Antique)

locandina del XIV Colloquio Aipma (Association Internationale pour la Peinture Murale Antique) a Napoli-Ercolano

Archeologi e restauratori alla villa romana di Positano, sede del museo Archeologico Romano

250 relatori provenienti da tutto il mondo, 53 interventi e 57 posters, cinque giorni di confronto in quattro sedi, fra il museo Archeologico nazionale di Napoli (lunedì 9 settembre 2019, per l’avvio dei lavori) ed il parco Archeologico di Ercolano (venerdì 13 settembre 2019), con tappe al Centre Jean Bérard (10 settembre 2019), all’Accademia di Belle Arti di Napoli (11-12 settembre 2019) e al museo Archeologico Virtuale di Ercolano (13 settembre 2019): questi i dati e i numeri del XIV Colloquio Aipma (Association Internationale pour la Peinture Murale Antique), organizzato dal Mann e da Alma Mater- Università di Bologna e dedicato alle “Pareti dipinte. Dallo scavo alla valorizzazione”. Dopo i Colloqui di Bologna (1995) e Napoli (2007), il territorio vesuviano diviene lo scenario ideale per una settimana di lavoro sul laboratorio creativo che caratterizzava la pittura antica, soprattutto parietale, ma non solo: il Convegno Internazionale, progettato, nel 2016, dal Mann e da Alma Mater- Università di Bologna, ha previsto, da subito, il coinvolgimento di alcune importanti istituzioni campane, dal parco Archeologico di Ercolano al museo Archeologico Virtuale- MAV, dal Centre Jean Bérard all’Accademia di Belle Arti di Napoli, dalla soprintendenza di Salerno e Avellino al Comune di Positano. Il colloquio internazionale dell’Aipma racconterà, così, l’iter suggestivo che si dipana tra lo scavo, la ricerca in biblioteche ed in archivi, il restauro (anche virtuale) e l’esposizione dell’opera: un percorso articolato in cui le nuove tecnologie e l’approccio multidisciplinare hanno rinnovato la professione dell’archeologo alle soglie del terzo millennio. I lavori saranno aperti a tutti, nel limite dei posti disponibili: consigliata la preiscrizione (AIPMA2019@gmail.com). Sabato 14 settembre 2019 sarà in programma un’escursione a Positano, alla scoperta del Museo Archeologico Romano inaugurato nel 2018 (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2018/08/01/il-nuovo-museo-archeologico-romano-mar-positano-e-una-realta-aperta-al-pubblico-la-villa-romana-del-i-sec-a-c-con-gli-straordinari-affreschi-del-triclinium-scoperti-a-11-metri-di-profondita-sotto/).