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Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico al film “Trame di patrimonio” e della giuria al film “Il mondo perduto dei giardini pensili”

Festival del cinema archeologico di Agrigento: serata finale con Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto; Maurizio Dapor, presidente della fondazione Museo civico Rovereto; e Maria Cncetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, e responsabile scirentifica del Festival (foto regione siciliana)

Dopo tre giorni di proiezioni e incontri, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, venerdì 17 luglio 2026, si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico e della giuria. Dopo Palermo Licata Realmonte, il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, ad Agrigento la quarta e ultima tappa. Davanti ad un numeroso pubblico si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad un uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è un grande viaggio – sia fisico che mentale – tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

Il premio della giuria è andato al film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

Menzione speciale al film “Le città d’oro: il grande malinteso / Les cités d’Or: le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Premio del pubblico al film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine.

Agrigento. Quarta e ultima tappa del Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto: tre serate per un viaggio tra civiltà e memoria con molti film e un archeotalk. E assegnazione del premio dl pubblico e della giuria. Ecco il programma

Dopo Palermo, Licata, Realmonte il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, chiude il suo viaggio con Agrigento: da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, tre serate nel chiostro del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento: un viaggio tra civiltà e memoria con molti film in programma. E l’assegnazione, venerdì 17 luglio 2026, del Premio del pubblico e di quello della giuria di esperti ed esperte. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Chiude il film “File, il santuario sommerso / Philae, le sanctuaire englouti” di Olivier Lemaitre e Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 54′). La straordinaria operazione internazionale che negli anni Settanta salvò il Tempio di File dalla piena del Nilo, raccontata con ricostruzioni 3D e dai maggiori egittologi. Oggi nuove tecnologie digitali permettono di continuare a studiarne i resti e ricostruire questo antico labirinto sul Nilo.

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani. Chiude il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Arianna Traviglia, direttrice Centre for Cultural Heritage Technology – IIT (foto iit)

PROGRAMMA DEL 17 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 19.30, aperitivo di benvenuto con Pratica Società Cooperativa – Scaro. Alle 20.30, l’ARCHEOTALK “Salvare il passato con il futuro” con Arianna Traviglia, coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e consulente scientifica del film “Threads of Heritage”, che racconterà come le tecnologie digitali stiano trasformando il modo in cui studiamo, proteggiamo e tramandiamo il patrimonio culturale: dal rilevamento remoto all’intelligenza artificiale, strumenti un tempo impensabili stanno diventando alleati indispensabili dell’archeologia contemporanea. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Alle 21, aprono le proiezioni con il film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine. Seguono, fuori concorso, le proiezioni del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens? E quindi del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.

Alle 23, chiudono la serata e il festival del cinema archeologico 2026 le PREMIAZIONI con l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.

Realmonte (Ag). Alla villa romana di Durrueli la terza tappa del Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni

Dopo le tappe di Palermo e Licata, il Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto, raggiungere la suggestiva Villa Romana di Realmonte (Ag) lunedì 13 e martedì 14 luglio 2026. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

REALMONTE, 13 luglio 2026, Villa Romana. Alle 21, iniziano le proiezioni con il film “Gargano sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28′). Il cammino di Lorenzo Scaraggi attraverso il promontorio del Gargano: 120 km a piedi tra boschi, eremi e abbazie millenarie. Un percorso che intreccia natura, spiritualità e storia, invitando a riscoprire la lentezza, il silenzio e il significato profondo del viaggio. Segue il film “Sardegna segreta – I misteri dei Nuraghi / Secret Sardinia, Mysteries of the Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53′). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misteriose del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie quasi 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-fortezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo. Chiude la serata il film “Diari di scavo – San Cassiano | Frattesina” di Camilla Ferrari e Alberto Gambato (Italia 2025, 14′). Episodio 1. Tra il 1994 e il 2004 riaffiora un insediamento rurale con una residenza aristocratica a San Cassiano, cuore dell’entroterra produttivo di Adria, la grande città portuale che tra il VI e il IV secolo a.C. dominava i commerci della Pianura Padana. Episodio 2. Frattesina, villaggio protostorico sulle rive del Po di Adria, fu un importante crocevia dell’età del Bronzo: qui l’ambra baltica arrivava da lontano e veniva trasformata in preziosi manufatti.

Frame del film “Mary Lefkowitz & Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas

REALMONTE, 14 luglio 2026, Villa Romana. Alle 19.30, Aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola. Alle 20.30, Archeotalk “Il paesaggio perduto” con Carmelo Di Nicuolo: il ricercatore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, guiderà il pubblico alla scoperta di un paesaggio scomparso: quello di corsi e specchi d’acqua, fiumi e paludi che un tempo modellavano la geografia di Atene e del Pireo. Attraverso le sue ricerche sull’area costiera ateniese, Di Nicuolo aprirà una riflessione su come l’acqua abbia plasmato e a volte cancellato la storia delle grandi città del Mediterraneo antico. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI. Alle 21.30, inizio proiezioni col film “Mary Lefkowitz e le donne nell’antica Grecia / Mary Lefkowitz and Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas (Grecia/Stati Uniti 2024, 13′). Un breve documentario ispirato al lavoro della filologa Mary Lefkowitz che, insieme alle evidenze archeologiche, ha contribuito a una migliore comprensione dei ruoli complessi e spesso sorprendenti delle donne nella società dell’antica Grecia. Segue il film “Roma e il suo fiume” di Mattia Ippoliti (Italia 2024-2025, 52′). I fiumi hanno favorito la nascita delle città europee, ma anche portato rischi come le esondazioni. Il film racconta come Roma, nei secoli, si sia continuamente adattata per affrontare le sfide ambientali e urbane, e come continui a farlo. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI REALMONTE.

Licata (Ag). La due giorni del Festival del Cinema archeologico si è chiusa con la premiazione del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (più gradito dal pubblico) e del film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud

Tanto pubblico a Castel Sant’Angelo di Licata (Ag) per la seconda giornata del Festival del Cinema archeologico (foto ram film festival)
Alessandra Cattoi (fondazione museo civico rovereto) ed Eleonora Tomasini (Ram film festival) a Licata (foto ram film festival)

Grande partecipazione di pubblico a Licata (Ag), il 9 e il 10 luglio 2026, per la seconda tappa del Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto che ha animato per due serate il Museo Archeologico Regionale della Badia e Castel Sant’Angelo. La serata a Castel Sant’Angelo, aperta dall’aperitivo di benvenuto e continuata con l’Archeotalk sul tema dell’Isolitudine a cui hanno partecipato la critica d’arte e manager culturale Alessandra Klimciuk e l’archeologa del Parco della Valle dei Templi Maria Concetta Parello, si è chiusa con le premiazioni al film più gradito dal pubblico e dalla giuria. Il festival prosegue a Realmonte, il 13 e 14 luglio 2026, nella Villa Romana di Durrueli, per un nuovo capitolo di questo viaggio tra cinema e patrimonio.

Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′) si è aggiudicato il premio del pubblico licatese. Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti. 

La giuria di qualità ha scelto il film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi / Mission Méditerranée, treasures of the deep” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56′). Per la prima volta, un team specializzato in archeologia subacquea con membri provenienti da otto Paesi del Mediterraneo studia i relitti sul Banc des Esquerquis (piattaforma continentale tunisina), seguendo le orme delle spedizioni Ballard-McCann nel Canale di Sicilia.

Licata (Ag). Seconda tappa della 22ma edizione del Festival del Cinema Archeologico, “festival diffuso” promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni tra museo Archeologico regionale della Badia e Castel S. Angelo

Il 9 e il 10 luglio 2026, a Licata (Ag), seconda tappa siciliana del Festival del Cinema Archeologico 2026, in due luoghi eccezionali della città, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Due giorni di programmazione tutta dedicata alla dimensione marittima.

Giovedì 9 luglio 2026, al museo Archeologico regionale della Badia a Licata (Ag), il chiostro di uno dei musei archeologici più significativi della Sicilia ospita, a partire dalle 21, un doppio viaggio subacqueo. Si inizia con il film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi / Mission Méditerranée, treasures of the deep” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56′). Per la prima volta, un team specializzato in archeologia subacquea con membri provenienti da otto Paesi del Mediterraneo studia i relitti sul Banc des Esquerquis (piattaforma continentale tunisina), seguendo le orme delle spedizioni Ballard-McCann nel Canale di Sicilia. Segue il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’). Il film racconta la vita ed alcune delle scoperte archeologiche più importanti fatte da Ernesto “Tito” Canal nell’arco della sua vita (1924-2018), anche attraverso l’inedita testimonianza video raccolta da Pierandrea Gagliardi nel 2012. Un racconto coinvolgente per vivere da vicino le emozioni di un vero esploratore delle acque lagunari, delle sue scoperte e dei suoi sogni.

Venerdì 10 luglio 2026, a Castel Sant’Angelo. Le mura della fortezza che domina Licata fanno da scenario alla seconda serata. Si parte alle 19.30 con un aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola, per poi entrare nel vivo, alle 20.30, con l’Archeotalk “Insulae Aqua: isola isolamento e isolitudine”: incontro con Alessandra Klimciuk, critica d’arte e manager culturale, curatrice di Insulae Aqua, progetto fotografico sull’isola di Linosa, che parlerà in maniera più ampia dell’isola come dimensione fondante del nostro stare al mondo, metafora del vivere contemporaneo. Cosa significa vivere su un’isola? E cosa significa essere un’isola? Il mare non separa soltanto: radicalizza. E quella separazione genera una condizione così unica da aver bisogno di una parola nuova, l’isolitudine, che non descrive solo l’isolamento, ma il senso di appartenenza profonda di chi su un’isola è nato e cresciuto. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI

Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 21.30, la proiezione del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′). Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI LICATA. Le proiezioni sono ad accesso libero e gratuito. Gli Archeotalk sono a partecipazione gratuita, su prenotazione da effettuarsi online > PRENOTA QUI

Parte da Palermo la 22ma edizione del Festival del Cinema Archeologico, un “festival diffuso” che poi tocca Licata, Realmonte e Agrigento, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma al museo “Antonino Salinas”

Con la tappa dell’8 luglio 2026 al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” al via la ventiduesima edizione del Festival del Cinema Archeologico, uno degli appuntamenti di riferimento per la divulgazione del patrimonio storico e archeologico del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, realizzato in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Dall’8 al 17 luglio 2026 il cinema e l’archeologia si incontrano ancora una volta nei luoghi più suggestivi della Sicilia. Fedele alla formula del “festival diffuso”, un percorso di confronto e dialogo con le comunità locali, il Festival prende il via l’8 luglio 2026 a Palermo, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, la più antica istituzione museale della Sicilia. Farà poi tappa a Licata con appuntamenti al museo della Badia e a Castel Sant’Angelo, sulla sommità del monte che conserva i resti dell’antica Finziade, per proseguire a Realmonte alla Villa romana, splendido esempio di villa marittima integrata nel paesaggio circostante. Il percorso si concluderà nel cuore della Valle dei Templi ad Agrigento, dove il chiostro medievale del museo Archeologico “Pietro Griffo” ospiterà gli ultimi appuntamenti. Un festival che continua a crescere, con al centro il tema della condivisione del patrimonio culturale: uno sguardo capace di andare oltre il locale, arricchendosi attraverso le storie e le testimonianze raccontate dal cinema.

PALERMO, 8 luglio 2026, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”. Alle 19, ARCHEOTALK “Un museo sotto il mare” con Fabio Pagano, archeologo e direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, racconterà al pubblico come si affronta la sfida di rendere accessibile e fruibile un sito sottomarino unico al mondo, tra le complessità della ricerca scientifica e le esigenze della divulgazione. Alle 20, a seguire aperitivo a cura di Società Cooperativa Culture. Partecipazione gratuita su prenotazione, valida anche per le proiezioni a seguire | PRENOTA QUI.  Alle 21, inizio proiezioni col film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza. Segue il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Quindi il film “Diari di scavo – San Cassiano | Frattesina” di Camilla Ferrari e Alberto Gambato (Italia 2025, 14′). Episodio 1. Tra il 1994 e il 2004 riaffiora un insediamento rurale con una residenza aristocratica a San Cassiano, cuore dell’entroterra produttivo di Adria, la grande città portuale che tra il VI e il IV secolo a.C. dominava i commerci della Pianura Padana. Episodio 2. Frattesina, villaggio protostorico sulle rive del Po di Adria, fu un importante crocevia dell’età del Bronzo: qui l’ambra baltica arrivava da lontano e veniva trasformata in preziosi manufatti. Chiude il film “L’inespugnabile “fortezza delle donne” / Gynaikokastro Kilkis, A fort impenetrable” di Yiotis Vrantzas (Grecia 2023, 10’). Gynaikokastro, la “fortezza delle donne”, era così solida che persino le donne potevano difenderla, secondo l’imperatore bizantino Kantakouzenos. Serviva a proteggere Tessalonica (l’odierna Salonicco) e la regione circostante. Ma quando fu costruita, e da chi? Ancora oggi, le sue rovine evocano storia, leggende e misteri.

Cultura in lutto. Si è spento a 69 anni Michele Lanzinger, geologo e antropologo, protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore e direttore del MUSE, e presidente di ICOM Italia. Unanime il cordoglio non solo da enti e istituzioni trentine, ma anche da musei, istituzioni e colleghi da tutta Italia

Michele Lanzinger, ideatore e direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto muse)

Cultura in lutto. Sabato 30 maggio 2026 si è spento a 69 anni, per una malattia incurabile, a Trento, dove era nato l’11 febbraio 1957, Michele Lanzinger, protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore del MUSE. Geologo e antropologo, è stato fondatore e direttore dal 2013 al 2024 del MUSE di Trento dopo essere stato dal 1992 direttore del museo tridentino di Scienze naturali. Dal 4 dicembre 2022 è stato presidente di ICOM Italia. Lascia la moglie Giuliana, e i figli Sofia e Leonardo. Unanime il cordoglio non solo da enti e istituzioni trentine, ma anche da musei, istituzioni e colleghi da tutta Italia.

Michele Lanzinger, ideatore e direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto muse)

MUSE – MUSEO DELLE SCIENZE. Il MUSE piange la scomparsa di Michele Lanzinger: protagonista della cultura scientifica italiana e visionario ideatore del MUSE. Il Presidente e tutto il Consiglio di Amministrazione, la Direzione e la grande comunità del MUSE – Museo delle Scienze di Trento si stringono alla moglie Giuliana, ai figli Sofia e Leonardo e a tutta la famiglia nel dolore per la scomparsa di Michele Lanzinger, storico direttore del Museo, nonché figura di assoluto rilievo nel panorama culturale e museale italiano e internazionale. Michele Lanzinger non è stato semplicemente un direttore: è stato il motore di una profonda metamorfosi culturale della nostra istituzione museale. Sotto la sua guida lungimirante e visionaria, il Museo Tridentino di Scienze Naturali si è trasformato nel MUSE, un’eccellenza capace di coniugare rigore scientifico, partecipazione, architettura d’avanguardia e un dialogo costante con il territorio, le istituzioni e la società. Grazie alla sua visione, il MUSE è diventato un punto di riferimento internazionale, un successo testimoniato anche dai suoi prestigiosi ruoli pubblici tra cui la presidenza di ICOM Italia, ANMS – Associazione nazionale Musei scientifici, e la partecipazione ai comitati direttivi di Ecsite, European network science centres & museum e International Council Museum – ICOM. La sua inesauribile curiosità intellettuale e la sua profonda cultura hanno ispirato generazioni di museologi, studiosi, ricercatori e divulgatori. Oggi tutto lo staff del museo piange un leader autorevole, sempre disponibile all’ascolto e al dialogo, una guida e un’instancabile fucina di idee, con una passione contagiosa per la conoscenza. Grazie Michele da tutte e tutti noi.

Michele Lanzinger con l’attuale direttore del MUSE Massimo Bernardi (foto muse)

Massimo Bernardi, direttore del MUSE. “Sulle competenze di Michele, la sua fine arte oratoria, la logica ferrea e la capacità di visione, le mie parole non potranno aggiungere molto a quanto già in queste ore è stato scritto nel ricordarlo. Dal web alla carta stampata, alle centinaia di messaggi giunti al museo, emerge coralmente l’immagine di un pensatore che ha segnato la storia culturale in Trentino, in Italia e oltre i confini nazionali. Un pensatore e, al contempo, un uomo del fare, e i musei sono proprio questo: luoghi in cui le idee si concretizzano in spazi, oggetti, allestimenti, attività. Michele era un maestro di quest’arte che chiamiamo mediazione museale, arte che ha studiato e sviluppato, dai viaggi nei musei di mezzo mondo alle notti trascorse a leggere e scrivere. “Ieri sera ho buttato giù due pensieri”, ci diceva al mattino in museo, e solitamente di trattava di articolate formulazioni di visioni lontane, spesso stupefacenti, che si facevano prossime, traducendo temi complessi in allestimenti, proposte educative, eventi.

“Michele ha sempre visto oltre, ha sempre guardato nel futuro e non di rado ci siamo sentiti piccoli di fronte a un cervello che, con tutta evidenza, lavorava più rapidamente e con maggiore ampiezza del nostro. Michele aveva una conoscenza profonda dei suoi temi cari, paleoantropologia e museologia in primis, ma ancora più spiccatamente, nelle riunioni e nei confronti cui ci invitava, emergeva quella sua mirabile capacità di connettere elementi apparentemente distanti. E quando quegli elementi erano dinamici, in movimento, in fuga verso il futuro, ecco che Michele diventava impareggiabile. Quella straordinaria capacità di cogliere i mutamenti, di individuare i processi in corso, di cogliere dinamiche evolutive anche distanti – come un marinaio sulla prua di una nave – era un tratto distintivo della sua poliedrica mente. Una testa in grado di dissezionare, organizzare e ricomporre il sapere in movimento, una “testa ben fatta”, come avrebbe detto un altro grande pensatore del quale abbiamo spesso parlato, Edgar Morin, scomparso solo poche ore prima di Michele.

“Ma da qui, dalla sua scrivania, dal “suo” museo che anche oggi riecheggia di voci gioiose, di sguardi meravigliati e di menti curiose, più di tutto risuonano – un concerto per viola, come quella che suonava e sovente rendeva parte di metafore e paragoni – le sue esortazioni a sperimentare, quel suo costante invito a provare, lavorando con le briglie della creatività sciolte, pronto a cogliere i segnali – spesso malfermi, in movimento – di quelle idee che avrebbero potuto diventare progetti innovativi per il nostro museo. Nei formali consessi internazionali, nelle riunioni del lunedì mattina, tanto quanto nelle nostre sale espositive o nelle passeggiate in montagna, Michele ci ha insegnato a dare del tu alla cultura, promuovendo quella confidenza verso la conoscenza che, prima di essere formulata in strumenti di divulgazione scientifica, doveva essere nostra vicina, confidente, amica. E quel dare del “tu”, quel modo competente ma leggero di fare, è diventato modus operandi e tono di voce di un’intera istituzione, radicata nella ricerca e orientata alle persone alle quali, anche domani, daremo, con un sorriso, del tu, come ci hai insegnato. Grazie, Michele”.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto vadalà/muse)

COMUNE DI TRENTO. Addio a Michele Lanzinger, il cordoglio del sindaco e di tutta la città. È un lutto grande quello che oggi è calato sulla città di Trento. Se ne è andato Michele Lanzinger, geologo, antropologo, soprattutto direttore e fondatore del Muse, l’istituzione che più di ogni altra ha democratizzato la scienza senza mai banalizzarla, incantando bambini, adulti, anziani con le meraviglie della natura e degli astri. Dai laboratori alle nanne al museo alle grandi mostre, Lanzinger ha fatto sì che il Muse non fosse una vetrina di oggetti più o meno rari, ma una macchina culturale potente, in grado di sensibilizzare la cittadinanza su temi importanti come la sostenibilità e il cambiamento climatico. Così lo ricorda il sindaco Franco Ianeselli: “Michele è stato non solo un direttore di museo, ma un punto di riferimento per la città, uno scienziato gentile e preparatissimo, un divulgatore affascinante, uno studioso rigoroso. Da sindaco c’è una sua esortazione che porto con me: ogni progetto, ogni azione per la città, pensateli in nome di chi deve ancora nascere. Cercheremo di tenere a mente le tue parole, Michele. E grazie di tutto”.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto prov-aut-tn)

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, l’assessore provinciale alla cultura, Francesca Gerosa, esprimono a nome dell’intera Giunta, della dirigenza, della Provincia e dei musei provinciali il più profondo cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo e figura di assoluto rilievo nel panorama culturale e scientifico nazionale e internazionale. “Con Michele Lanzinger il Trentino perde non solo uno scienziato di straordinario valore, ma un visionario capace di trasformare radicalmente il modo di fare divulgazione nel nostro Paese – dichiara il presidente Fugatti – il suo nome resterà indissolubilmente legato alla storia del MUSE, che ha guidato con lungimiranza dal 1992 al 2024. È stato lui il motore che ha traghettato l’istituzione verso la nuova, iconica sede progettata da Renzo Piano nel 2013, posizionando il museo ai vertici d’Europa per innovazione e visitatori”. “Con la sua competenza e la sua totale dedizione al bene pubblico, Lanzinger ha segnato in modo indelebile il nostro territorio, rendendo le istituzioni culturali luoghi aperti e capaci di dialogare con la società contemporanea – aggiunge l’assessore Gerosa – la sua autorevolezza professionale, unita a una rara capacità di costruire relazioni e progettualità condivise, lo hanno reso un interlocutore prezioso. Per queste ragioni, di recente, avevamo voluto affidargli con entusiasmo la presidenza del Conservatorio ‘F.A. Bonporti’ di Trento e Riva del Garda, certi che la sua sensibilità potesse accompagnare questa eccellenza in una nuova fase di sviluppo”.

FONDAZIONE MUSEO CIVICO DI ROVERETO. Ci ha lasciato Michele Lanzinger. Una persona rara, in cui convivevano la visione e il pragmatismo: capace di immaginare il futuro e, allo stesso tempo, di costruirlo. Ha contribuito a rendere il MUSE il museo scientifico più innovativo d’Italia, guardando sempre oltre, a ripensare il ruolo dei musei nella società contemporanea. Come presidente di ICOM Italia ha portato avanti un’idea di musei come luoghi di partecipazione, di domande, di responsabilità verso il presente e il futuro. La sua non era solo la visione di un direttore illuminato, ma una convinzione profonda sul mondo dei musei, che ci ha trasmesso, e che non tornerà indietro. Chi lo ascoltava capiva che la scienza e la natura per lui non erano un mestiere. Erano una necessità. Con lo sguardo sempre proiettato in avanti: a progettare, a insistere su idee nuove, a spingere verso ciò che ancora non c’era. Ci mancherà come guida, come riferimento, come voce autorevole e appassionata di un mondo museale che ha contribuito a trasformare. Un pensiero e le nostre più sentite condoglianze vanno alla famiglia. I colleghi e le colleghe del Museo Civico di Rovereto

SAT SOCIETÀ ALPINISTI TRIDENTINI. Grazie Michele Lanzinger, protagonista della cultura scientifica trentina e instancabile promotore della conoscenza, della sostenibilità e della tutela dell’ambiente. Nei valori che hai saputo trasmettere attraverso il MUSE ritroviamo molti dei principi che guidano da sempre il nostro impegno per la montagna. La tua eredità continuerà a indicare la strada a chi guarda al futuro con responsabilità e rispetto per il territorio.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto trento film festival)

TRENTO FILM FESTIVAL. Il Trento Film Festival si unisce al cordoglio della famiglia, di colleghe e colleghi e di tutta la comunità del MUSE per la scomparsa di Michele Lanzinger. Per il nostro Festival Michele è stato molto più di un interlocutore autorevole: è stato un compagno di strada. Insieme abbiamo condiviso progetti, idee e riflessioni che hanno fatto dialogare scienza, ambiente, montagna e società, con uno sguardo sempre aperto al mondo e profondamente radicato nel nostro territorio. Ci mancheranno la sua curiosità, la sua capacità di creare connessioni e la generosità con cui ha sostenuto il confronto culturale. Grazie, Michele, per il cammino condiviso.

Alberto Pattini, Trento. Abbiamo giocato insieme da bambini. Abbiamo fatto l’università a Ferrara insieme. Sotto la tua regia abbiamo realizzato con grande successo la mia mostra fotografica e poetica “Fiume che cammina” al Muse nel 2017. Ci siamo incontrati insieme nella malattia. Buon viaggio caro Michele Lanzinger, per tanti sei stato un grande direttore del Muse. Condoglianze alla famiglia.

Marco Albino Ferrari, giornalista e scrittore. Una brutta notizia serpeggia in queste ore tra chi si occupa di scienza e cultura, di musei e di formazione. Ci ha lasciato Michele Lanzinger, geologo, paleoantropologo, fondatore e ideatore nel 2013 – insieme a Renzo Piano – del MUSE (Museo delle Scienze di Trento). Aveva 69 anni e da tempo lo funestava una malattia incurabile. Ci sono persone che pur rifuggendo con elegante discrezione dai riflettori riescono a lasciare un’impronta sulla vita culturale di un’intera comunità. Persone che ci sono, anche se non le vedi. Lanzinger era uno di questi. La sua vita è stata una continua ricerca del senso da dare a quell’oggetto un po’ austero e autoreferenziale che chiamiamo museo: non più scatola per conservare sottovuoto e in bell’ordine le collezioni, ma luogo vivo, pulsante di energia, dove fuori dalla porta si allungano code di ragazzi assetati di sapere. Lanzinger ha sviluppato, fino ai limiti, quella tendenza della museografia scientifica già in atto dagli anni Ottanta, che prevede il museo come macchina complessa, aperta a sedi esterne, promotrice di ricerca, di tutela, pungolo alla politica.

Vuoi saperne di più sulle ultime novità nel rapporto tra uomo e orso? Vai al MUSE. Vuoi capire il fenomeno delle stelle cadenti? Vai al distaccamento del MUSE alle Viote, dove si trova la Terrazza delle stelle. Un MUSEO scientifico, secondo Lanzinger, deve assumere il passo dei nostri nonni illuministi, che osservavano senza barriere disciplinari, senza costrizioni prospettiche. Sempre alla ricerca di uno sguardo onnivedente. Come quando, lui appassionato violista, ha sostenuto il progetto Anima, la realizzazione del quartetto d’archi con il legno dell’Avez del Prinzep, l’abete bianco più alto d’Europa schiantato durante una tempesta di vento. Sotto la sua guida, il MUSE di Trento è diventato il capofila di questa idea di divulgazione, in compagnia per esempio del Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, e il Museo Galileo di Firenze. Ciao caro Michele, grazie per quanto hai fatto.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto ICOM)

ICOM. Ci ha lasciati Michele Lanzinger, presidente di ICOM Italia dal 2023 al 2025. Oltre che indimenticato direttore del Muse di Trento, Michele ha ricoperto molti ruoli di prestigio in Comitati nazionali e internazionali e i suoi ultimi interessi riguardavano i musei del futuro. Futuro che per lui è stato interrotto troppo presto, lasciando nella comunità di ICOM un grande vuoto. Abbiamo perso un amico e un punto di riferimento. Le nostre più sentite condoglianze alla moglie Giuliana e ai figli Sofia e Leonardo.

Alberta Campitelli, storica dell’arte. Il coordinamento Icom Lazio si unisce alla grande famiglia nella tristezza per la perdita di Michele Lanzinger, grande amico, non solo eccellente studioso, direttore del MUSE e già presidente di ICOM Italia…ciao Michele, abbiamo fatto tanta strada insieme e continueremo anche per te ovunque tu sia…un abbraccio alla famiglia…

Giuliana Ericani, archeologa. Una grande perdita per tutti noi di ICOM, per la sua visione e per la consuetudine di affetto che ci legava. Ciao Michele! Ci siamo conosciuti che stavi progettando il MUSE ed io ero appena arrivata a Bassano, a Firenze alla mia prima Assemblea di ICOM. Mi sentivo, allora, come per molti anni a venire, come una scolaretta che dalle tue parole, vedeva nei musei un mondo nuovo…La nostra lunga chiacchierata la scorsa estate, quando pensavi di prendere il posto di membro italiano in ICOM Europe è stata una lunga condivisione del ruolo di ICOM Europa nella cultura europea. Tanti anni di lavoro comune a distanza…finito per te troppo presto…ci mancheranno le tue lunghe relazioni che ci aprivano panorami e relazioni diverse… ma sono sicura che continuerai a seguirci…

Michele Rota, architetto. Ci ha lasciato Michele Lanzinger, e quanto abbia toccato la vita professionale e personale di moltissimi lo leggiamo in post, articoli e centinaia di messaggi, che attraversano l’Italia e l’Europa. Ho sempre pensato che appartenesse a quella categoria di persone che piegano la realtà per realizzare cose ben fatte, con la forza della visione, del credere e del fare. L’ho conosciuto durante il riallestimento del Lotto XIV al MRSN di Torino (grazie a Luca Dal Pozzolo), nel periodo in cui stava per aprire quella meraviglia straordinaria che è il MUSE e dopo qualche anno ha scritto una generosa prefazione a un mio libro, che valeva in contenuti più del libro stesso. Da lì sono partite tante idee e progetti con al centro la sostenibilità e l’ecologia. Mi ha coinvolto nel Gruppo di Lavoro di ICOM Int. per la sostenibilità, e su quella base ne ha voluto creare uno anche in ICOM Italia, che facesse da ponte per il dialogo e lo scambio delle iniziative. Attorno a questi progetti ci sono tantissime persone e istituzioni che si impegnano verso quegli obiettivi. Non ultimo il progetto in cui credeva tantissimo per ragionare sui musei dei futuri, sulla loro responsabilità verso il mondo, con Ecosistema Futuro, ASviS – Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile e ICOM Italia, che voleva traghettare in Europa. Teneva insieme idee e persone e desiderava allargare la scala dei progetti in una cassa armonica di reti di collaborazione. Nel mio personale ricordo ci sono innumerevoli messaggi, anche solo di pochi giorni fa, risposte, idee che diventavano domande, che a sua volta diventavano progetti. Sempre con entusiasmo. Così funzionava, e così lo ricordo, in quel filo continuo di scambi in cui la conversazione era costruzione. Sapeva ascoltare davvero, credo una capacità dei musicisti, e prendeva le tue idee sul serio e le restitutive arricchite. Ti sono grata di tutto questo, per la fiducia, l’incoraggiamento e l’invito alla calma. Nelle riunioni, come sempre dopo qualche battuta iniziale, poi diceva… dai dai mettiamoci al lavoro. Ci lasci un compito non facile di tenere sempre lo sguardo alto e gentile, tu continua ad ispirarci. Ne abbiamo bisogno. Mancherà tantissimo. Riposa in pace caro Michele. Un caro pensiero alla moglie Giuliana e alla sua famiglia.

I-MUV VERONA. Con profondo cordoglio apprendiamo della scomparsa di Michele Lanzinger, con cui abbiamo avuto il privilegio di collaborare in diverse occasioni. Rimarranno comunque per sempre il valore della sua visione, il suo impegno e il ricordo umano e professionale che lascia alla comunità, dei musei e della cultura. Ci uniamo al dolore della famiglia e di chi gli ha voluto bene.

Matteo Rapanà (MAG museo dell’alto Garda). Il mondo museale italiano e la comunità trentina perdono un gigante, un grande visionario che ha avvicinato il Museo alla gente, senza mai banalizzare i contenuti scientifici e culturali. Ricordo Michele con grande stima nella mia prima esperienza nel mondo nella cultura nel 2006, quando ero operatore in quello che era il Museo Tridentino di Scienze Naturali, e soprattutto in questi anni al MAG in cui, come guida e collega, ha sempre dimostrato grande sensibilità e attenzione sulle problematiche dei piccoli musei (anche se questa definizione proprio non gli piaceva). Ci mancherai caro Michele.

MUSEO EGIZIO TORINO. Il Museo Egizio si stringe alla famiglia nel ricordo di Michele Lanzinger, grande studioso e direttore visionario, punto di riferimento per la cultura italiana e internazionale.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto opd)

OPIFICIO DELLE PIETRE DURE. La soprintendente Emanuela Daffra e il personale dell’Opificio delle Pietre Dure si uniscono al cordoglio della famiglia e dei colleghi per la prematura scomparsa di Michele Lanzinger, storico ideatore e direttore del MUSE di Trento, nonché presidente di ICOM e figura di assoluto rilievo nel panorama culturale italiano e internazionale. Lo ricordiamo tutti con affetto e con profonda stima per il suo operato.

Diego Galizzi, direttore Imola Musei. Sentiremo molto la mancanza di Michele Lanzinger, persona di rara competenza, visione e umanità. Quasi vent’anni fa in una cena insieme mi fece innamorare del “suo” progetto del Muse di Trento, ma più in generale mi ha fatto capire che lavorare nei musei vuol dire passione. Grazie di tutto Michele.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto lubec)

LUBEC LUCCA BENI CULTURALI. Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger, figura di riferimento per la cultura scientifica, la museologia e l’innovazione dei musei in Italia. Nel corso degli anni ha portato il suo contributo anche a LUBEC Lucca Beni Culturali, in particolare nei confronti dedicati al futuro dei musei, all’esperienza culturale, al digitale e alle nuove responsabilità delle istituzioni culturali. Lanzinger ha sempre sostenuto l’idea che l’innovazione dovesse essere uno strumento per rafforzare la capacità dei musei di produrre conoscenza, consapevolezza e cittadinanza. La sua presenza è stata quella di un interlocutore autorevole, capace di tenere insieme visione scientifica, attenzione pubblica e consapevolezza del ruolo sociale delle istituzioni culturali. Lo ricordiamo con gratitudine per il valore del suo pensiero e per il contributo dato al dibattito nazionale sulla cultura come spazio di conoscenza, accessibilità e innovazione. Lo ricordiamo e lo ricorderemo sempre per la sua umanità, il suo sguardo sorridente e la sua sensibile intelligenza, un uomo che sapeva guardare avanti portandoti con sé.

Giulia Dionisio, museo Archeologico nazionale di Firenze. Una triste notizia…

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto m-n-umbri))

GALLERIA NAZIONALE DELL’UMBRIA. I Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria si uniscono al cordoglio per la perdita di Michele Lanzinger, che ha contribuito in modo profondo al rinnovamento del sistema museale italiano con intelligenza e straordinaria capacità di visione.

MUSEO NAZIONALE ROMANO. Il Museo Nazionale Romano si unisce con profondo cordoglio al dolore per la prematura scomparsa di Michele Lanzinger. In questo momento di grande tristezza, la Direzione e tutto il personale del Museo esprimono la più sentita vicinanza e il proprio affetto alla moglie, ai figli e alla famiglia.

Chiara Valdambrini con Michele Lanzinger (foto da profilo FB valdambrini)

Chiara Valdambrini, archeologa. Apprendo con grande dispiacere della scomparsa di Michele Lanzinger. L’ho conosciuto tramite Maurizio Vanni, attraverso “Museologia del presente”, un libro che ci ha uniti nel dibattito e nella riflessione. Qui siamo a Bari, durante una delle tappe del tour di presentazione, dove ho poi avuto l’opportunità di apprezzare la persona, la grande persona che era: generosa, disponibile e profondamente appassionata. Il suo ricordo e il suo contributo umano e culturale resteranno vivi in quanti hanno avuto il privilegio di incontrarlo. Con sincera partecipazione al dolore dei suoi cari. Ciao Michele.

Gianfranco Calandra, Muciv. È stato un onore lavorare con lui.

PARCHI ARCHEOLOGICI DI CROTONE E SIBARI. Esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di Michele Lanzinger. Già direttore del MUSE, presidente di ICOM Italia e dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici, Lanzinger ha contribuito a rinnovare profondamente il mondo dei musei, promuovendo una visione aperta, partecipata e contemporanea delle istituzioni culturali. Alla sua famiglia va il nostro pensiero e le nostre più sentite condoglianze.

FONDAZIONE IDIS – CITTÀ DELLA SCIENZA. Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Michele Lanzinger, figura di straordinario rilievo nel panorama museale e scientifico italiano. La Fondazione IDIS – Città della Scienza e tutta la sua comunità esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi, agli amici e a quanti hanno condiviso con lui percorsi di ricerca, innovazione culturale e impegno civile. Michele Lanzinger ha contribuito in modo decisivo a ridefinire il ruolo dei musei scientifici contemporanei, interpretandoli non soltanto come luoghi di conservazione e divulgazione del sapere, ma come spazi di partecipazione, educazione e costruzione di una più ampia consapevolezza collettiva. Geologo e paleoantropologo di formazione, ha guidato per oltre trent’anni il Museo Tridentino di Scienze Naturali e ha ideato e accompagnato la nascita del MUSE – Museo delle Scienze, uno dei più significativi progetti museali europei dedicati al dialogo tra scienza, ambiente e società. Nel corso della sua attività professionale ha promosso una visione del museo come attore attivo dello sviluppo culturale e sociale, impegnandosi per l’accessibilità, la sostenibilità e la valorizzazione della conoscenza scientifica come strumento di cittadinanza. Alla guida di ICOM Italia ha sostenuto con autorevolezza e lungimiranza il ruolo dei musei nelle trasformazioni del nostro tempo, favorendo il confronto tra professionisti, istituzioni e comunità. La sua eredità culturale continuerà a vivere nelle istituzioni che ha contribuito a costruire, nelle reti professionali che ha rafforzato e nelle generazioni di operatori museali che hanno trovato nella sua esperienza, nella sua competenza e nella sua visione un riferimento prezioso. Città della Scienza lo ricorda con gratitudine e rispetto, consapevole che il suo contributo ha lasciato un segno profondo e duraturo nel mondo della cultura, della scienza e dei musei, e che il suo esempio continuerà a ispirare quanti credono nel valore della conoscenza come bene comune e strumento di crescita della società.

Antonella Carlo, comunicazione, Mann. Ricordo una bellissima lezione di Michele Lanzinger a Città della Scienza, poco più di un anno fa: parole illuminanti, chiare, piene di intelligenza e passione. Con il profilo di Bagnoli sullo sfondo, ho vissuto una mattinata indimenticabile: ancora una volta, in quell’occasione, ho pensato che nel mondo dei beni culturali è fondamentale la sintonia tra ciò che si è come persone e ciò che si fa come professionisti.

Michele Lanzinger, direttore del MUSE dal 2013 al 2024 (foto dbc-unipd)

DIPARTIMENTO BENI CULTURALI UNIPD. L’uomo che ha fatto nascere il MUSE, uno dei musei scientifici più audaci e amati del nostro paese, è morto il 30 maggio 2026i. Il nostro ricordo e la nostra personale visita tra gli spazi museali a Trento raccontata nel libro La scienza nascosta nei luoghi d’Italia.

“Come sentirete anche dal mio linguaggio, sono una specie piuttosto alpina, e quindi meno consueto agli ambienti acquatici, se non per quelle poche specie conosciute che solitamente vediamo sotto plastica nei supermercati, alludo alla trota o al salmerino. Ma poi noi abbiamo anche pesci abbastanza scorbutici, con nomi poco proponibili come lo scazzone. Ecco, io non saprei esattamente, in quest’ambito faunistico e acquatico alpino, come collocarmi tra queste due specie. Mi piacerebbe però rimanere, come sono, indisciplinato, e per questo segnalo da sempre il mio otto in condotta”. Così Michele Lanzinger, antropologo e geologo, morto ieri nella sua Trento, nel corso di un’intervista di Elisabetta Tola per il podcast “Ambiente, partecipazione e futuri del museo” (BoLive, https://ilbolive.unipd.it/…/michele-lanzinger…, organizzato dal dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova e realizzato con la collaborazione del gruppo di lavoro Musei, legalità e territorio di ICOM Italia, il principale network italiano di musei e professionisti museali, di cui lo stesso Lanzinger è stato presidente negli ultimi anni. 

Giacomo Montanari, università di Genova. È SCOMPARSO UN GIGANTE. Un onore aver conosciuto visione e competenza di un grande della museologia contemporanea come Michele Lanziger. Mancherà a tutti noi e a tutti I nostri Musei.

Patrizia Dragoni, università di Macerata. Che dispiacere, solo pochi mesi fa ci aveva inviato un bellissimo messaggio in apertura di un convegno sui musei universitari.

Michele Lanzinger con Ludovico Solima (foto da profilo FB solima)

Ludovico Solima, università della Campania. L’ultima volta ci siamo visti a fine aprile a Trento, nel “suo” MUSE, in occasione della presentazione del Piano Strategico del museo. Per oltre vent’anni ho avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne non solo le straordinarie qualità professionali, ma anche l’umanità, l’intelligenza, il garbo e la sua inarrestabile capacità di guardare sempre avanti. Michele è stato uno dei protagonisti più autorevoli e innovativi della museologia italiana, ma per chi lo ha conosciuto da vicino resterà soprattutto una persona generosa, curiosa e profondamente appassionata. Ciao Michele. Ci mancherai.

Rovereto (Tn). Al museo di Scienze e Archeologia la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron (università di Torino), terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”

Giovedì 30 aprile 2026, alle 18, nella sala convegni “Fortunato Zeni” del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto (Tn), la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron, università di Torino – dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”. Partecipazione libera e gratuita. Samuele Voyron ed Erica Lumini analizzano campioni di suolo provenienti da siti archeologici per recuperare tracce di DNA lasciate dagli organismi presenti oggi o vissuti in passato. Questo approccio permette di leggere nel suolo una vera e propria “memoria biologica”, utile per comprendere gli ecosistemi attuali e ricostruire quelli antichi. L’integrazione tra comunità batteriche, fungine e componente vegetale è particolarmente potente: consente di ricostruire la vegetazione del passato, riconoscere le attività umane e individuare le trasformazioni ambientali avvenute nel tempo, offrendo nuove prospettive per l’interpretazione archeologica.

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”

Terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. l colori del passato”, a cura dell’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, con il film “Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland / Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Ingresso gratuito. Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma

Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.

Frame del film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli

Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.

Frame del film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici” di Alexis de Favitski

Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.

La regista Elli Kriesch

Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.