Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico al film “Trame di patrimonio” e della giuria al film “Il mondo perduto dei giardini pensili”

Dopo tre giorni di proiezioni e incontri, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, venerdì 17 luglio 2026, si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico e della giuria. Dopo Palermo Licata Realmonte, il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, ad Agrigento la quarta e ultima tappa. Davanti ad un numeroso pubblico si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad un uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è un grande viaggio – sia fisico che mentale – tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.

Il premio della giuria è andato al film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Menzione speciale al film “Le città d’oro: il grande malinteso / Les cités d’Or: le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani.

Premio del pubblico al film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine.
Agrigento. Quarta e ultima tappa del Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto: tre serate per un viaggio tra civiltà e memoria con molti film e un archeotalk. E assegnazione del premio dl pubblico e della giuria. Ecco il programma

Dopo Palermo, Licata, Realmonte il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, chiude il suo viaggio con Agrigento: da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, tre serate nel chiostro del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento: un viaggio tra civiltà e memoria con molti film in programma. E l’assegnazione, venerdì 17 luglio 2026, del Premio del pubblico e di quello della giuria di esperti ed esperte. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Chiude il film “File, il santuario sommerso / Philae, le sanctuaire englouti” di Olivier Lemaitre e Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 54′). La straordinaria operazione internazionale che negli anni Settanta salvò il Tempio di File dalla piena del Nilo, raccontata con ricostruzioni 3D e dai maggiori egittologi. Oggi nuove tecnologie digitali permettono di continuare a studiarne i resti e ricostruire questo antico labirinto sul Nilo.

PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani. Chiude il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?
PROGRAMMA DEL 17 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 19.30, aperitivo di benvenuto con Pratica Società Cooperativa – Scaro. Alle 20.30, l’ARCHEOTALK “Salvare il passato con il futuro” con Arianna Traviglia, coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e consulente scientifica del film “Threads of Heritage”, che racconterà come le tecnologie digitali stiano trasformando il modo in cui studiamo, proteggiamo e tramandiamo il patrimonio culturale: dal rilevamento remoto all’intelligenza artificiale, strumenti un tempo impensabili stanno diventando alleati indispensabili dell’archeologia contemporanea. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI.

Alle 21, aprono le proiezioni con il film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine. Seguono, fuori concorso, le proiezioni del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens? E quindi del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.
Alle 23, chiudono la serata e il festival del cinema archeologico 2026 le PREMIAZIONI con l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.
Realmonte (Ag). Alla villa romana di Durrueli la terza tappa del Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni

Dopo le tappe di Palermo e Licata, il Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto, raggiungere la suggestiva Villa Romana di Realmonte (Ag) lunedì 13 e martedì 14 luglio 2026. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

REALMONTE, 13 luglio 2026, Villa Romana. Alle 21, iniziano le proiezioni con il film “Gargano sacro” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2025, 28′). Il cammino di Lorenzo Scaraggi attraverso il promontorio del Gargano: 120 km a piedi tra boschi, eremi e abbazie millenarie. Un percorso che intreccia natura, spiritualità e storia, invitando a riscoprire la lentezza, il silenzio e il significato profondo del viaggio. Segue il film “Sardegna segreta – I misteri dei Nuraghi / Secret Sardinia, Mysteries of the Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53′). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misteriose del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie quasi 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-fortezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo. Chiude la serata il film “Diari di scavo – San Cassiano | Frattesina” di Camilla Ferrari e Alberto Gambato (Italia 2025, 14′). Episodio 1. Tra il 1994 e il 2004 riaffiora un insediamento rurale con una residenza aristocratica a San Cassiano, cuore dell’entroterra produttivo di Adria, la grande città portuale che tra il VI e il IV secolo a.C. dominava i commerci della Pianura Padana. Episodio 2. Frattesina, villaggio protostorico sulle rive del Po di Adria, fu un importante crocevia dell’età del Bronzo: qui l’ambra baltica arrivava da lontano e veniva trasformata in preziosi manufatti.

REALMONTE, 14 luglio 2026, Villa Romana. Alle 19.30, Aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola. Alle 20.30, Archeotalk “Il paesaggio perduto” con Carmelo Di Nicuolo: il ricercatore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, guiderà il pubblico alla scoperta di un paesaggio scomparso: quello di corsi e specchi d’acqua, fiumi e paludi che un tempo modellavano la geografia di Atene e del Pireo. Attraverso le sue ricerche sull’area costiera ateniese, Di Nicuolo aprirà una riflessione su come l’acqua abbia plasmato e a volte cancellato la storia delle grandi città del Mediterraneo antico. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI. Alle 21.30, inizio proiezioni col film “Mary Lefkowitz e le donne nell’antica Grecia / Mary Lefkowitz and Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas (Grecia/Stati Uniti 2024, 13′). Un breve documentario ispirato al lavoro della filologa Mary Lefkowitz che, insieme alle evidenze archeologiche, ha contribuito a una migliore comprensione dei ruoli complessi e spesso sorprendenti delle donne nella società dell’antica Grecia. Segue il film “Roma e il suo fiume” di Mattia Ippoliti (Italia 2024-2025, 52′). I fiumi hanno favorito la nascita delle città europee, ma anche portato rischi come le esondazioni. Il film racconta come Roma, nei secoli, si sia continuamente adattata per affrontare le sfide ambientali e urbane, e come continui a farlo. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI REALMONTE.
Licata (Ag). La due giorni del Festival del Cinema archeologico si è chiusa con la premiazione del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (più gradito dal pubblico) e del film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud


Grande partecipazione di pubblico a Licata (Ag), il 9 e il 10 luglio 2026, per la seconda tappa del Festival del Cinema Archeologico 2026, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto che ha animato per due serate il Museo Archeologico Regionale della Badia e Castel Sant’Angelo. La serata a Castel Sant’Angelo, aperta dall’aperitivo di benvenuto e continuata con l’Archeotalk sul tema dell’Isolitudine a cui hanno partecipato la critica d’arte e manager culturale Alessandra Klimciuk e l’archeologa del Parco della Valle dei Templi Maria Concetta Parello, si è chiusa con le premiazioni al film più gradito dal pubblico e dalla giuria. Il festival prosegue a Realmonte, il 13 e 14 luglio 2026, nella Villa Romana di Durrueli, per un nuovo capitolo di questo viaggio tra cinema e patrimonio.

Il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′) si è aggiudicato il premio del pubblico licatese. Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti.
La giuria di qualità ha scelto il film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi / Mission Méditerranée, treasures of the deep” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56′). Per la prima volta, un team specializzato in archeologia subacquea con membri provenienti da otto Paesi del Mediterraneo studia i relitti sul Banc des Esquerquis (piattaforma continentale tunisina), seguendo le orme delle spedizioni Ballard-McCann nel Canale di Sicilia.
Licata (Ag). Seconda tappa della 22ma edizione del Festival del Cinema Archeologico, “festival diffuso” promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma della due giorni tra museo Archeologico regionale della Badia e Castel S. Angelo

Il 9 e il 10 luglio 2026, a Licata (Ag), seconda tappa siciliana del Festival del Cinema Archeologico 2026, in due luoghi eccezionali della città, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Due giorni di programmazione tutta dedicata alla dimensione marittima.
Giovedì 9 luglio 2026, al museo Archeologico regionale della Badia a Licata (Ag), il chiostro di uno dei musei archeologici più significativi della Sicilia ospita, a partire dalle 21, un doppio viaggio subacqueo. Si inizia con il film “Missione Mediterraneo – Il museo degli abissi / Mission Méditerranée, treasures of the deep” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56′). Per la prima volta, un team specializzato in archeologia subacquea con membri provenienti da otto Paesi del Mediterraneo studia i relitti sul Banc des Esquerquis (piattaforma continentale tunisina), seguendo le orme delle spedizioni Ballard-McCann nel Canale di Sicilia. Segue il film “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” di Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’). Il film racconta la vita ed alcune delle scoperte archeologiche più importanti fatte da Ernesto “Tito” Canal nell’arco della sua vita (1924-2018), anche attraverso l’inedita testimonianza video raccolta da Pierandrea Gagliardi nel 2012. Un racconto coinvolgente per vivere da vicino le emozioni di un vero esploratore delle acque lagunari, delle sue scoperte e dei suoi sogni.
Venerdì 10 luglio 2026, a Castel Sant’Angelo. Le mura della fortezza che domina Licata fanno da scenario alla seconda serata. Si parte alle 19.30 con un aperitivo di benvenuto con Quignones Casa Vinicola, per poi entrare nel vivo, alle 20.30, con l’Archeotalk “Insulae Aqua: isola isolamento e isolitudine”: incontro con Alessandra Klimciuk, critica d’arte e manager culturale, curatrice di Insulae Aqua, progetto fotografico sull’isola di Linosa, che parlerà in maniera più ampia dell’isola come dimensione fondante del nostro stare al mondo, metafora del vivere contemporaneo. Cosa significa vivere su un’isola? E cosa significa essere un’isola? Il mare non separa soltanto: radicalizza. E quella separazione genera una condizione così unica da aver bisogno di una parola nuova, l’isolitudine, che non descrive solo l’isolamento, ma il senso di appartenenza profonda di chi su un’isola è nato e cresciuto. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI

Alle 21.30, la proiezione del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2024, 45′). Approdi è un viaggio tra tempi e luoghi. Nicolò Carnimeo, giornalista e scrittore, intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi a bordo della sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone ai giorni nostri, raccontando gli approdi che non ci sono più, descrivendo il rapporto col mare e l’importanza strategica del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata l’annuncio del vincitore della MENZIONE CITTÀ DI LICATA. Le proiezioni sono ad accesso libero e gratuito. Gli Archeotalk sono a partecipazione gratuita, su prenotazione da effettuarsi online > PRENOTA QUI
Parte da Palermo la 22ma edizione del Festival del Cinema Archeologico, un “festival diffuso” che poi tocca Licata, Realmonte e Agrigento, promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival. Ecco il programma al museo “Antonino Salinas”

Con la tappa dell’8 luglio 2026 al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” al via la ventiduesima edizione del Festival del Cinema Archeologico, uno degli appuntamenti di riferimento per la divulgazione del patrimonio storico e archeologico del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, realizzato in collaborazione con il RAM film festival e la Fondazione Museo Civico di Rovereto. Dall’8 al 17 luglio 2026 il cinema e l’archeologia si incontrano ancora una volta nei luoghi più suggestivi della Sicilia. Fedele alla formula del “festival diffuso”, un percorso di confronto e dialogo con le comunità locali, il Festival prende il via l’8 luglio 2026 a Palermo, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, la più antica istituzione museale della Sicilia. Farà poi tappa a Licata con appuntamenti al museo della Badia e a Castel Sant’Angelo, sulla sommità del monte che conserva i resti dell’antica Finziade, per proseguire a Realmonte alla Villa romana, splendido esempio di villa marittima integrata nel paesaggio circostante. Il percorso si concluderà nel cuore della Valle dei Templi ad Agrigento, dove il chiostro medievale del museo Archeologico “Pietro Griffo” ospiterà gli ultimi appuntamenti. Un festival che continua a crescere, con al centro il tema della condivisione del patrimonio culturale: uno sguardo capace di andare oltre il locale, arricchendosi attraverso le storie e le testimonianze raccontate dal cinema.

PALERMO, 8 luglio 2026, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”. Alle 19, ARCHEOTALK “Un museo sotto il mare” con Fabio Pagano, archeologo e direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, racconterà al pubblico come si affronta la sfida di rendere accessibile e fruibile un sito sottomarino unico al mondo, tra le complessità della ricerca scientifica e le esigenze della divulgazione. Alle 20, a seguire aperitivo a cura di Società Cooperativa Culture. Partecipazione gratuita su prenotazione, valida anche per le proiezioni a seguire | PRENOTA QUI. Alle 21, inizio proiezioni col film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza. Segue il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Quindi il film “Diari di scavo – San Cassiano | Frattesina” di Camilla Ferrari e Alberto Gambato (Italia 2025, 14′). Episodio 1. Tra il 1994 e il 2004 riaffiora un insediamento rurale con una residenza aristocratica a San Cassiano, cuore dell’entroterra produttivo di Adria, la grande città portuale che tra il VI e il IV secolo a.C. dominava i commerci della Pianura Padana. Episodio 2. Frattesina, villaggio protostorico sulle rive del Po di Adria, fu un importante crocevia dell’età del Bronzo: qui l’ambra baltica arrivava da lontano e veniva trasformata in preziosi manufatti. Chiude il film “L’inespugnabile “fortezza delle donne” / Gynaikokastro Kilkis, A fort impenetrable” di Yiotis Vrantzas (Grecia 2023, 10’). Gynaikokastro, la “fortezza delle donne”, era così solida che persino le donne potevano difenderla, secondo l’imperatore bizantino Kantakouzenos. Serviva a proteggere Tessalonica (l’odierna Salonicco) e la regione circostante. Ma quando fu costruita, e da chi? Ancora oggi, le sue rovine evocano storia, leggende e misteri.
Rovereto (Tn). Al museo di Scienze e Archeologia la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron (università di Torino), terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”
Giovedì 30 aprile 2026, alle 18, nella sala convegni “Fortunato Zeni” del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto (Tn), la conferenza “Ecologia microbica e archeologia: cosa ci raccontano i microbi sul passato” con Samuele Voyron, università di Torino – dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, terzo e ultimo appuntamento con “I giovedì dell’archeologia 2026”. Partecipazione libera e gratuita. Samuele Voyron ed Erica Lumini analizzano campioni di suolo provenienti da siti archeologici per recuperare tracce di DNA lasciate dagli organismi presenti oggi o vissuti in passato. Questo approccio permette di leggere nel suolo una vera e propria “memoria biologica”, utile per comprendere gli ecosistemi attuali e ricostruire quelli antichi. L’integrazione tra comunità batteriche, fungine e componente vegetale è particolarmente potente: consente di ricostruire la vegetazione del passato, riconoscere le attività umane e individuare le trasformazioni ambientali avvenute nel tempo, offrendo nuove prospettive per l’interpretazione archeologica.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”
Terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. l colori del passato”, a cura dell’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, con il film “Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland / Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Ingresso gratuito. Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.
Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas al via “Archeocinema a Tridentum”: tre film per tre mercoledì sul tema “l colori del passato” in collaborazione con RAM film festival. Ecco il programma
Con il tema “l colori del passato” torna allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, a Trento, in piazza Cesare Battisti, “Archeocinema a Tridentum”, la rassegna proposta dall’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Tre gli appuntamenti in programma, l’8, 15 e 22 aprile 2026, alle 18, con altrettanti film provenienti dall’archivio della rassegna di Rovereto che ha curato le edizioni italiane delle opere straniere. Gli incontri, che intendono restituire la policromia e la vivacità di colori del mondo antico, saranno introdotti dagli esperti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e dell’Ufficio beni archeologici. La partecipazione è libera e gratuita.
Mercoledì 8 aprile 2026, alle 18, il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli (Italia 2023, 52′). L’avventura del rosso è l’avventura dell’umanità, simbolo di sangue e fuoco, del sacro e della vita. L’esperto Michel Pastoureau afferma che ogni colore contiene una storia, e non solo artistica. Dall’ocra delle pitture rupestri ai pigmenti degli egizi, dalla porpora degli imperatori romani al cinabro, i grandi artisti hanno creato colori iconici come il rosso Tiziano e i rossi di Caravaggio.
Mercoledì 15 aprile 2026, alle 18, il film “La Grotta Chauvet. Sulle tracce degli artisti preistorici / Grotte Chauvet. Dans les pas des artistes de la Préhistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52′). Trent’anni dopo la scoperta della grotta Chauvet, nel dipartimento francese dell’Ardèche, le sue straordinarie pitture rupestri, tra le più antiche al mondo, realizzate 20.000 anni prima di quelle di Lascaux, continuano a porre domande su chi fossero i loro autori e sul significato spirituale delle opere. Un’équipe scientifica indaga oggi i misteri ancora irrisolti di questo straordinario sito preistorico.
Mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, il film “Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia / Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.
























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