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Rovereto. Il 37mo RAM film festival chiude con oltre 3.300 presenze complessive tra proiezioni, incontri ed eventi diffusi (+ 8% rispetto all’anno precedente): i numeri confermano la soddisfazione espressa “a caldo” dalla direttrice Alessandra Cattoi ad “archeologiavocidalpassato.com”. Appuntamento all’autunno 2027

Il grande manifesto del RAM film festival lungo corso Bettini a Rovereto (foto fmcr)

La soddisfazione espressa “a caldo” da Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico di Rovereto, per il successo della 37ma edizione del RAM film festival dedicata al tema “Sguardi sulla città” (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2026/10/12/rovereto-la-direttrice-alessandra-cattoi-fa-un-bilancio-del-37mo-ram-film-festival-ed-ecco-tutti-i-film-premiati-nelledizione-2026/) è ora confermato dai numeri: il RAM film festival 2026 va in archivio con un bilancio decisamente positivo e in netta crescita. La 37ª edizione ha fatto segnare oltre 3.300 presenze complessive tra proiezioni, incontri ed eventi diffusi, registrando un incremento superiore all’8% rispetto all’anno precedente, a dimostrazione che la riflessione sulla “comunità urbana” attraverso il cinema e l’archeologia hanno saputo parlare al presente. Dal 7 all’11 ottobre, Rovereto è diventata il crocevia del cinema dedicato al patrimonio culturale con particolare attenzione alle città, tra passato e futuro: 90 film provenienti da 35 Paesi, di cui ben 42 anteprime nazionali o internazionali e 18 opere dedicate al tema delle città. A completare la manifestazione si sono aggiunti 6 incontri di approfondimento, 3 matinée per le scuole, 2 eventi speciali con ospiti d’eccezione, 2 masterclass, 8 proposte tra musei e territorio e 17 ospiti internazionali. Il RAM film festival dà l’appuntamento al pubblico per la 38ª edizione, in programma nell’autunno 2027.

Teatro Zandonai gremito per la quarta serata del 37mo RAM film festival (foto graziano tavan)

Un po’ di numeri. Oltre alla partecipazione nutrita nelle sale e nella programmazione cinematografica Fulldome, RAM X e Officina RAM, la risposta del pubblico ha premiato l’intera offerta del palinsesto. Teatri pieni per le serate evento: Il Teatro Zandonai ha registrato quasi 900 presenze per i tre grandi appuntamenti serali (la fiction Lady Nazca, lo spettacolo Di isole e di città con Giuseppe Cederna e il tributo a Valentino Braitenberg). Il cinema al centro: 42 le anteprime portate al festival, con la partecipazione diretta di 27 tra registi e produttori. Scuole e territorio: il programma CINEMaSCUOLA ha coinvolto 882 tra studenti e insegnanti, mentre le uscite di “Festival in città” hanno registrato 132 partecipanti. Incontri informali: 350 presenze per gli Aperitivi al Bistrot e le colazioni di Buongiorno RAM.

Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026

Con la proclamazione del film vincitore del Premio RAM film festival 2026 assegnato dal pubblico al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas si è ufficialmente conclusa la cinque giorni del 37.mo RAM film festival, organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita. È quindi tempo di bilanci. Lo fa, per archeologiavocidalpassato.com Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico Rovereto e del RAM film festival.

“Siamo alla fine di questo RAM film festival 2026 e sinceramente posso dire che è stata una bellissima edizione”, assicura Alessandra Cattoi. “Abbiamo avuto la partecipazione di tantissimi registi presenti qui al RAM per presentare il loro film e per parlare con il pubblico. Abbiamo avuto anche tanti appuntamenti molto partecipati e coinvolgenti di esperti che sono venuti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia, per parlare delle città, che è il focus del RAM di quest’anno. E abbiamo visto veramente tanto interesse. Ecco questo ci ha fatto capire che il lavoro che facciamo va un po’ al di là della sala cinematografica e può servire a riflettere sull’oggi.

“E un’ultima cosa: – è una novità di quest’anno del RAM – è il dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta l’Intelligenza Artificiale è entrata al RAM, soprattutto in alcune parti che riguardava la lavorazione dei film nel doppiaggio e nella traduzione. Ma questo è un vero tema significativo per il futuro del cinema sicuramente, ma anche dei documentari. Ecco quindi un festival che ragiona sul passato e ragiona anche sul presente non può non occuparsi di un tema così urgente, così cruciale anche per il futuro della produzione cinematografica documentale.

“Complessivamente – conclude Cattoi – anche una bella festa con tante persone che dopotutto si sono divertite e sono state insieme positivamente. E quindi anche a livello personale io non posso che essere molto soddisfatta”.

PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. La giuria composta da Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Barbara Maurina e Valentino Nizzo ha assegnato il premio 2026 al film “Athènes, aux origines de la démocratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/Grecia 2026, 53’). Produzione: Yuzu Productions, Merit Motion Pictures, Anemon Productions. Tra scoperte archeologiche e ricostruzioni, si racconta come nell’antica Atene la popolazione comune sfidò re e tiranni inventando la democrazia. Un viaggio nella nascita di un’idea fragile e radicale che ha cambiato per sempre la storia umana.

Proclamazione PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: da sinistra, Valentino Nizzo. Antonia Falcone, Angelo Cimarosti, Barbara Maurina (che legge), Claudia Beretta e Alessandra Cattoi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un film di alto valore educativo e di grande attualità, che con soluzioni filmiche e grafiche accattivanti, dalle rovine dell’Agorà di Atene ci conduce, attraverso le più recenti indagini sul campo e i metodi dell’archeologia sperimentale, alle radici della democrazia e alla scoperta degli antichi sistemi di voto e di sorteggio, mettendo in luce anche i limiti e le contraddizioni dell’esperienza democratica ateniese. Un documentario che a riflettere sul valore imperituro di questa straordinaria conquista che la civiltà greca ci ha trasmesso e che oggi è minacciata e sottoposta a sempre nuove sfide”.

CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: Valentino Nizzo legge la menzione (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato anche una menzione al film “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’). Produzione: Antonio Malfitano, Compagnia delle stringhe. Originale videoclip per la didattica storico-archeologica sull’età del Bronzo. “Una creazione musicale a finalità didattica dedicata all’età del Bronzo, propone uno strumento inedito e originale per veicolare la conoscenza e l’insegnamento della storia antica”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria composta da Andrea Artusi, Manuela Fiori e Andrea Pau Melis, ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione PREMIO CULTYURA ANIMATA 2026: da sinistra, Andrea Pau Melis (che legge), Manuela Fiori e Andrea Artusi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Perizia tecnica e abilità narrativa sono al servizio di un racconto duro eppure ricco di poesia: la ricchezza di trovate, il ritmo e un character design sintetico ed espressivo ci trascinano nella vita vera di Yeh Sheng-Chih, nei paesi dove ha vissuto, tra le persone che l’hanno amato, tra quelli che l’hanno odiato. Nasce così un racconto in cui idealismo, desiderio di giustizia ed esigenza di libertà si mischiano per farsi monito universale contro i soprusi dell’essere umano sull’essere umano”.

MENZIONI. La giuria ha deciso di assegnare anche 2 menzioni: la prima al film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’). Produzione: Atom Art, Maur Film. Attraverso l’animazione con la sabbia, Kafka. Innamorato racconta l’amore tra Franz e Milena, tra distanza, lettere, speranza e le paure più profonde di Kafka. “Menzione speciale per la sintesi tra le parole del poeta e l’animazione giocata su luci e ombre, in cui l’assenza di colore diventa forma, movimento, incanto”.

Simone Pratola premiato con una Menzione nella sezione Cultura Animata (foto graziano tavan)

La seconda al film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’). Produzione: Simone Pratola – Noctu Animation Collective. Tra il fruscio della pineta prendono forma le vite e i destini di chi ha scritto la storia antica d’Italia. “Menzione speciale per la ricerca di una narrazione visiva così stratificata ed elegante da rendere originale il grande classico della storia sospesa tra presente e passato”.

PREMIO TRADIZIONI E CULTURE. La giuria composta da Armando Tomasi, Elisa Cont e Giovanni Laezza ha assegnato il premio 2026 al film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Produzione: Omero su Marte. Metabolé, in greco antico “trasformazione”. Una regista percorre le coste della Puglia seguendo le tracce che il mare conserva, trasforma e restituisce. Il paesaggio rivela memorie e stratificazioni profonde.

Proclamazione PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026: da sinistra, Elisa Cont (che legge) e Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Metabolè è un’opera che, in maniera straordinaria, racconta il ruolo del mar Mediterraneo lungo le coste pugliesi in epoche passate e nella contemporaneità. È un viaggio “per mare” in cui si viene guidati tra reperti archeologici e paesaggi marittimi, incrociando armoniosamente storie del passato e del presente. Il documentario si distingue per l’effetto della sua struttura narrativa: il racconto è caratterizzato da uno stile poetico e nostalgico che si snoda attraverso un ritmo fluente, capace di catturare e mantenere costante l’interesse dello spettatore. Nell’opera emergono l’accuratezza delle fonti, frutto di una ricerca archeologica, storiografica ed etnografica meticolosa, in cui le spiegazioni di una variegata rete di esperti si intrecciano ai racconti ed alle testimonianze degli abitanti di quei luoghi. Testimonianze di esperienze fortemente condivise, che restituiscono la memoria viva di quelle comunità. Dal punto di vista realizzativo, il documentario eccelle per la qualità tecnica delle riprese e dei suoni: fotografia, musiche e sound design ricreano ed enfatizzano paesaggi e narrazioni. Il documentario non si limita a mostrare, ma riesce ad emozionare, a trasmettere il valore inestimabile del mar Mediterraneo, custode del passato e del presente, luogo d’incontro e di costante trasformazione culturale”.

Lorenzo Scaraggi riceve il PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026 per il film “Metabolè” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’). Produzione: ETHNO. Tra le nebbie delle montagne del nord del Portogallo affiorano la storia della terra e la memoria degli uomini. Qui risuonano ancora le preghiere e i canti dei pastori che, sulle orme dei monaci, hanno tracciato i sentieri delle alte quote. “Filhos do vosso amor ci accompagna in un territorio montano in via di abbandono, nel quale i resilienti costituiscono testimonianza vivente di pratiche agricole secolari, ridotte quasi a “fossile etnografico”, e di un approccio quasi intimistico con i saperi tradizionali. Una struttura narrativa convincente e fluida consente di entrare in sintonia con i significati profondi che l’opera intende trasmettere. Tecnicamente molto solido, il lavoro è capace di evocare sentimenti ed emozioni, pur rimanendo nell’alveo di una struttura narrativa tutto sommato tradizionale”.

PREMIO STORIA E MEMORIA. La giuria composta da Daniela Cecchin, Matteo Gentilini e Alessandro Anderloni ha assegnato il premio 2026 al film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’). Produzione: ETHNOS. Geologia, memoria e poesia si intrecciano per raccontare, con i testi del geopoeta Davide Sapienza, la storia della cava di pomice di Lipari e della sua comunità, tra sfruttamento, identità e la sfida di una possibile rinascita sostenibile.

Proclamazione del PREMIKO STORIA E MEMORIA 2026: da sinistra, Daniela Cecchin (che legge), Alessandro Anderloni e Matteo Gentilini (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un’opera che restituisce l’impressionante paesaggio naturale e umano della cava di pomice di Lipari attraverso una raffinata fotografia, una accurata colonna sonora e i puntuali testi di Davide Sapienza che si sposano in armonia con le immagini d’archivio. Il racconto accosta il passato e il presente, la storia e l’attualità attraverso il confronto tra personaggi e fatti con il malinconico fascino che erompe dall’abbandono dei luoghi e delle attrezzature. Un film che induce a riflettere sulla possibile valorizzazione di questo sito di archeologia industriale, in memoria del passato e verso interventi sostenibili, nel rispetto dell’isola e dei suoi abitanti”.

Marco Mensa ed Elisa Mereghetti ricevono il premio Storia e Memoria 2026 per il film “La cava bianca” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Tunnel” di Chih Hao Shen “Taiwan 2026, 15’). Produzione: H2 Films. Distruggiamo, elaboriamo il lutto, ricostruiamo, e poi distruggiamo di nuovo. La Storia non passa mai davvero: rimane in agguato, nascosta nell’ombra del futuro. “Per l’abile intreccio narrativo tra le accattivanti immagini in bianco e nero e la coinvolgente e a tratti inquietante colonna sonora che porta lo spettatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal passato”.

PREMIO NUOVI SGUARDI. La giuria composta da Valeria Perrone, Matteo Crosina e Matteo Ranzi ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione del PREMIO NUOVI SGUARDI: da sinistra, Matteo Crosina e Valeria Perrone (che legge) (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “La giuria premia Il cuore rischiarato dal cielo di Szu-Teh Li per aver scelto la complessa vicenda umana di Yeh Sheng-Chih, documentata dai suoi diari e culminata nei tragici eventi del 1950, come emblema di una comunità profondamente segnata dalle divisioni sociali e dai conflitti dell’epoca. Attraverso figure stilizzate, fondi pittorici materici e un intreccio di fotografie, filmati e manoscritti, il film trascende la biografia individuale, trasformando la memoria storica in ricerca visiva e restituendo a una memoria taciuta un volto e una voce”.

PREMIO FULLDOME. La giuria composta da Chiara Simoncelli, Luca Ferrario e Andrea Cuoghi ha assegnato il premio 2026 al film “Soul Symphony – The Art of Alex Janvier / Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” di Bernard Duguay, Janvier Gallery (Canada 2026, 23’). Produzione: Janvier Gallery (Janvier Mural and Fine Arts Ltd.), Lucion Media. Un’esperienza immersiva che celebra l’universo creativo di Alex Janvier, pluripremiato maestro dell’arte indigena contemporanea e voce dei popoli originari del Canada.

Chiara Simoncelli proclama il vincitore del PREMIO FULLDOME 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Soul Symphony: The Art of Alex Janvier è un’opera immersiva di grande intensità artistica ed emotiva, che trasforma la cupola in uno spazio aperto, in cui arte, natura e memoria si incontrano e avvolgono lo spettatore. Le opere del pittore indigeno canadese Alex Janvier prendono vita in un’esperienza dove colori, forme astratte e paesaggi si fondono in un linguaggio poetico e universale, che richiama la bellezza e la profondità del cielo stellato. La voce dell’artista guida lo spettatore in una riflessione sulla creatività, sull’identità culturale e sulle ferite del colonialismo. L’originale dialogo tra immagini e suoni tradizionali esalta le potenzialità espressive del cinema fulldome, dando vita a un’esperienza coinvolgente”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Stefania Berutti, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra ha assegnato il premio 2026 al film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International. La costruzione della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma in un viaggio archeologico che riporta alla luce straordinarie vestigia della città antica, intrecciando ingegneria, storia e ricerca.

Proclamazione della MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER: da sinistra, Antonio Falcone (che legge) ed Eleonora Tomasini (foto graziano tavan)
Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” riceve la menzione speciale Archeoblogger (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Ritmo narrativo, scoperte, temi sociali e d’interesse pubblico, riflessioni sul senso dell’archeologia urbana e sulle sfide connesse: da Roma Sotterranea emergono il rilevo e la straordinarietà della realizzazione della linea Metro C della Capitale. Un progetto complesso sotto i profili tecnico, ingegneristico, logistico e soprattutto archeologico, che dimostra quanto l’archeologia preventiva sia strategica per la pianificazione urbanistica. Come giuria Archeoblogger ci auguriamo che il film da noi premiato non resti nel perimetro dei Festival, ma arrivi alla collettività, così da squarciare il velo di diffidenza che troppo spesso circonda il binomio archeologia-lavori pubblici”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Chiara Sandonà per Religion Today Film Festival, Chiara Bruseghini per Trento Film Festival, Eleonora Zen per RAM film festival ha assegnato il premio 2026 al film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’). Produzione: RIFF VIDEO. Il film racconta oltre 30 anni di writing e street art a Bolzano, tra creatività, conflitti e trasformazioni urbane: dalle pratiche nate ai margini, alle tracce che oggi raccontano identità e memoria della città.

Eleonora Zen annuncia il vincitore della menzione speciale CINEMA.MOR.RE 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Film innovativo che, attraverso la storia del writing e della street art a Bolzano, riflette sul rapporto tra arte, spazio urbano e identità, in un territorio di confine dalla forte dimensione multiculturale. La corrente da manifestazione di dissenso è cresciuta fino a diventare linguaggio identitario, declinato nei suoi molteplici aspetti di street art, arredo urbano, opera d’arte. Particolarmente efficaci il montaggio e la tecnica narrativa, che alternando testimonianze, immagini d’archivio, passato e presente, colore e bianco e nero, restituiscono la complessità di un fenomeno in continua trasformazione”.

Claudia Beretta annuncia il vincitore del PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2026 assegnato dal pubblico in sala (foto graziano tavan)

PREMIO RAM FILM FESTIVAL. Il pubblico in sala ha assegnato il premio 2026 al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’). L’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre, pressoché dimenticato dalla Storia, riportò alla luce con determinazione Pompei ed Ercolano, dando il via all’archeologia moderna.

Rovereto (Tn). Dopo i film premiati dalle giurie tematiche, la quinta giornata del 37mo RAM film festival, ancora con un programma ricco, farà conoscere il film più gradito al pubblico. Ultimi 12 film al Teatro Zandonai chiuso dall’evento speciale: proiezione del documentario “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini, presente in sala

Teatro Zandonai gremito per la quarta serata del 37mo RAM film festival (foto graziano tavan)

Le premiazioni dei film segnalati dalle giurie delle sezioni tematiche (il film “Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran per il Cinema Archeologico; il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li per la Cultura Animata; il film “La cava bianca” di Marco Mensa ed Elisa Mereghetti per Storia e Memoria; il film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi per Tradizioni e Culture; il film “Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” per Fulldome; il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” per la menzione speciale Archeoblogger; il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” per la menzione speciale CinemAMoRe) nella serata della quarta giornata non hanno chiuso il 37mo RAM film festival che ha ancora una quinta giornata con un ultimo ricco programma che porterà anche il titolo del film premiato dal pubblico. Al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. E alle 18, al Teatro Zandonai proiezione del documentario “Valentino Braitenberg”.

Frame del film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra cui 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 2 prime europee, 1 prima italiana. Dalle 10-13, il film “ArheoKuhinja. Za trpezom Kneza Velimira / Archeocucina: alla tavola del principe Velimir” di Milica Popović (Serbia 2026, 54’); il film “La Colonna” di Antonio Cofano (Italia 2025, 15’); il film “Pardos” di Ivana Bourquin (Argentina 2025, 2’); il film “Rubico Flumen – Il mistero del Rubicone” di Alessandro Bricchi (Italia 2025, 34’); il film “Lubanja C – svjetska paleoantropološka baština / Cranio C – patrimonio paleoantropologico mondiale” di Laura Sinovčić (Croazia 2025, 12’); il film “Fievre / Febbre” di Emmanuel Plasseraud (Francia 2026, 43’); il film “Tainos” di Eduardo Schuldt (Repubblica Dominicana/Perù 2025, 7’).

Frame del film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi

Dalle 15 alle 18, il film “Mauro Cutrona – Immaginare la Preistoria” di Stefano Zampini, Nicolò Scialpi (Italia 2025, 19’); il film “Angkor: Hidden Jungle Empire / Angkor: l’impero nascosto della giungla” di Leif Kaldor (Canada 2026, 52’); il film “Ahşabın Cazibesi / Il fascino del legno” di Ersoy Soydan (Turchia 2026, 31’); il film “Avevo due paure” di Theo Putzu, Paolo Cagnacci (Italia 2026, 53’); il film “Strawman / Il fantoccio” di Jeet Kamal Das (India 2025, 12’).

EVENTO SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 18, il film “Valentino Braitenberg” di Stefan Nicolini (Italia 2026): proiezione del documentario alla presenza del regista. Valentino Braitenberg (Bolzano, 1926 – Tubinga, 2011) è stato uno dei pionieri dell’intelligenza artificiale. Voleva capire come funziona il cervello umano e come vengono elaborate le informazioni al suo interno. Nei suoi libri descrive il funzionamento dei neuroni nel cervello umano e li paragona a un computer. In occasione del centenario della sua nascita, il documentario presenta il suo percorso scientifico e biografico, che lo ha portato da Innsbruck a Roma, da New Haven (USA) a Napoli e Tubinga. Anche a Rovereto ha lasciato il segno: dal 1998 al 2001 ha diretto il Laboratorio di Scienze Cognitive dell’Università di Trento ed è stato nominato cittadino onorario della città. Familiari, compagni di viaggio ed ex studenti tracciano un ritratto sfaccettato di questo personaggio poliedrico, che ancora oggi affascina il mondo scientifico e le cui idee sono ancora attuali.

Rovereto (Tn). Quarta giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con Giuseppe Cederna e Giorgio Ieranò, dopo le premiazioni dei film votati dalle giurie; sempre allo Zandonai 12 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il terzo Aperitivo su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto, con Anita Crispino e Reine-Marie Berard. Ecco il programma

L’attore Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò protagonisti al RAM film festival nella serata evento al teatro Zandonai (foto fmcr)

Sabato 10 ottobre 2026, quarta giornata del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, è il giorno dei verdetti: al Teatro Zandonai, alle 21, prima della serata evento con l’attore premio Oscar Giuseppe Cederna e il grecista Giorgio Ieranò, che chiuderà una giornata ricca di appuntamenti, occhi puntati sui film in concorso: le giurie di ogni sezione decreteranno le proiezioni vincitrici. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: “Sguardi fuori campo. Fotografia femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra” con Romina Zanon, fotografa. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giorno, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 15 alle 18, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot su Siracusa e Megara Hyblaea, due colonie greche a confronto.

Frame del film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili

FILM. Le proiezioni sono al Teatro Zandonai con 12 film in programma, tra i quali 3 prime assolute, 1 prima europea, 2 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “Ecocide / Ecocidio” di Aldana Loiseau (Argentina 2025, 8’); il film “Argonavtebis, kolkhebis da okros satsmisis namdvil ambavi / La vera storia degli Argonauti, della Colchide e del Vello d’Oro” di Toma Chagelishvili (Georgia 2025, 48’); il film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’); il film “Il grande sogno. Monreale e il suo tesoro” di Lorenzo Mercurio (Italia 2025, 20’); il film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’); il film “Cine Dore” di Guillermo Logar (Spagna 2026, 24’).

Dalle 15 alle 19, il film “Toba, le volcan qui a failli tuer l’humanite / Toba, il vulcano che per poco non ha sterminato l’umanità” di Franck Cuveillier, Eric Ellena (Francia 2025, 52’); il film “La prima volta” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 10’); il film “Lo stallo” di Andrea Andreotti (Italia 2026, 9’); il film “Le Grand Puzzle de Pompei / Il grande puzzle di Pompei” di Martin Blanchard, Paolo Santoni (Francia 2026, 52’); il film “Topeng – The faces of the gods / Topeng – il volto degli dei” di Massimo Brega (Indonesia 2025, 22’); il film “Metabole” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il terzo talk con i protagonisti del festival: “SIRACUSA E MEGARA HYBLAEA, DUE COLONIE GRECHE A CONFRONTO” con Anita Crispino, archeologa del parco archeologico di Siracusa, Eloro, villa del Tellaro e Akrai, e Reine-Marie Berard, ricercatrice del Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica. Le città greche di Corinto e Megara fondarono in Sicilia due colonie a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra: Siracusa e Megara Hyblaea. Da un lato Siracusa, potente città-stato capace di eguagliare e spesso superare la madrepatria per ricchezza e forza militare, la cui continuità abitativa giunge ininterrotta fino ai nostri giorni; dall’altro Megara Hyblaea, colonia fiorente nel VII secolo a.C. ma andata incontro a una tragica fine durante la seconda guerra punica. Al centro della riflessione, una sfida cruciale del nostro tempo: la complessa convivenza tra lo sviluppo urbano moderno e la valorizzazione delle rovine antiche riportate alla luce.

SERATA SPECIALE. Al Teatro Zandonai, alle 21, protagonista Giuseppe Cederna. L’attore, noto al grande pubblico per il ruolo da protagonista nel film premio oscar Mediterraneo, e oggi apprezzato interprete teatrale, porta in scena “Di isole e di città”: un viaggio sentimentale e letterario nella Grecia di ieri e di oggi sul filo tra passato e presente, leggenda e realtà, memorie personali e fantasie poetiche, in dialogo con il grecista Giorgio Ieranò, autore della drammaturgia. Dalle rive dell’Egeo all’Acropoli, dalle tombe dei re di Micene all’oracolo di Delfi fino all’isola della giovinezza e dell’oblio, le voci degli scrittori antichi si intrecciano a quelle dei viaggiatori moderni, accompagnate dalle musiche dal vivo di Edmondo Romano, per la regia di Sergio Maifredi (produzione Teatro Pubblico Ligure). Un itinerario tra parole e musica per decifrare il fascino di un luogo che da sempre ispira la nostra cultura, i nostri pensieri, le nostre fantasie, i nostri sogni. E che a volte sembra ancora racchiudere verità arcane e nascoste. Come se ci fosse un enigma annidato tra le onde e nel cielo dell’Egeo, che allude a cose lontane e misteriose ma che al tempo stesso ci riguarda da vicino. Perché un viaggio in Grecia, alla fine, è sempre un viaggio alla scoperta di noi stessi. Partecipazione gratuita, su prenotazione.

Rovereto (Tn). Terza giornata del 37mo RAM film festival aperta da BUONGIORNO RAM: serata evento al teatro Zandonai con “Lady Nazca”, la prima fiction al RAM, e il regista; al teatro Rosmini 13 film, Docu Fulldome al Planetario, RAM X, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: La necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento” con Elisabetta Mottes. Ecco il programma

Frame del film “Lady Nazca” di Damien Dorsaz

Sarà la proiezione al teatro Zandonai del film “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico, e introdurrà per la prima volta a Rovereto il film di fiction, il momento clou venerdì 9 ottobre 2026, terza giornata del 37mo RAM film festival, promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto, comunque ricca di appuntamenti. Al museo di Scienze e Archeologia è stata aperta, dalle 9 alle 10, con BUONGIORNO RAM: incontro con Lorenzo Giovannini, università di Trento, su “Green Polis: tra natura e citta”. E sempre al museo di Scienze e Archeologia per tutto il giornop, dalle 10 alle 18, continua RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario. Senza dimenticare l’Aperitivo al Mon Bistrot sulla necropoli dell’età del Ferro scoperta a Trento.

Frame del film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano

FILM. Le proiezioni sono ancora al Teatro Rosmini con 13 film in programma, tra i quali 3 prime italiane. Dalle 10 alle 13, il film “La tomba Lattanzi di Norchia” di Pietro Galifi (Italia 2025, 8’); il film “The San Bartolo Murals / Le pitture murali di San Bartolo” di Riley Mallory, Heather Hurst (USA/Guatemala 2025, 12’); il film “Les secrets des fresques d’Amazonie / I segreti delle pitture rupestri dell’Amazzonia” di Juan José Lozano (Francia 2025, 55’); il film “Pirlerin Duğunu / Le nozze dei Pir” di Yalçın Çiftçi (Turchia 2025, 20’); il film “Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’); il film “Vulci – Cuore del mistero etrusco” di Mirko Melchiorre (Italia 2025, 46’).

Frame del film film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti

Dalle 15 alle 19.30, il film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’); il film “Chiacchieria” di Andrea La Puca (Italia 2025, 20’); il film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’); il film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’); il film “Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 – Italia. Viaggio nella bellezza” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2025, 59’); il film “Tunnel” di Chih Hao Shen (Taiwan 2026, 15’); il film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquin de Alcubierre / Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredita di Roque Joaquin de Alcubierre” di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’).

Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il secondo talk con i protagonisti del festival: “TRENTO: LA NECROPOLI DELL’ETA DEL FERRO RISCRIVE LA STORIA DELLA CITTA” con Elisabetta Mottes, archeologa dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento. Una straordinaria scoperta archeologica riscrive le origini di Trento: la necropoli monumentale preromana di via Santa Croce, emersa durante lavori di riqualificazione urbana, restituisce una testimonianza unica della prima età del Ferro (IX-VI secolo a.C.). Oltre 360 tombe con ricchi corredi, stele funerarie e tracce di complessi rituali raccontano una comunità alpina evoluta, con scambi culturali e commerciali con il mondo italico (vedi Trento. In via S. Croce, nel cuore della città, a 8 metri di profondità scoperta una necropoli monumentale preromana (prima Età del Ferro, IX-VI a.C.): 200 tombe a incinerazione, con ricchi corredi, segnate da stele funerarie. Parlano i protagonisti di questo intervento di archeologia preventiva – archeologiavocidalpassato).

“LADY NAZCA”, LA PRIMA FICTION DEL FESTIVAL Alle 20.30 il Teatro Zandonai ospita il grande appuntamento della terza giornata del RAM film festival: “Lady Nazca”, lo straordinario lungometraggio del regista svizzero Damien Dorsaz, che sarà presente in sala per incontrare il pubblico. Presentato nelle sale cinematografiche per un periodo limitato, il film racconta la straordinaria vicenda di Maria Reiche, la giovane matematica tedesca che nel 1936 giunge in Perù e lega il proprio destino alle enigmatiche linee di Nazca, dedicando la vita allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di uno dei più affascinanti patrimoni archeologici del mondo. L’esordio nel lungometraggio di fiction del regista svizzero Damien Dorsaz è una coproduzione internazionale che unisce rigore scientifico, determinazione e una profonda ricerca di identità. Un’opportunità speciale per vedere sul grande schermo un’opera che ha avuto una distribuzione cinematografica selezionata e che trova al RAM una cornice ideale di approfondimento e confronto, grazie anche alla presenza del regista. L’ingresso è gratuito la prenotazione consigliata.

Rovereto (Tn). Seconda giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 19 film (con CINEMaSCUOLA), Docu Fulldome al Planetario, RAM X al museo civico, e al Mon Bistrot il secondo “Aperitivo: Roma: la sfida della Metro C al Colosseo” con Simone Quilici ed Elisa Cella. Ecco il programma

RAM film festival: al Planetario la sezione dei Docu Fulldome (foto fmcr)

Non solo film in concorso per la seconda giornata, giovedì 8 ottobre 2026, del RAM film festival promosso dalla Fondazione museo civico di Rovereto: oltre ai 19 film in proiezione (alcuni nell’ambito di CINEMaSCUOLA), sempre al Teatro Rosmini tra mattina, pomeriggio e sera, il programma prevede al museo di Scienze e Archeologia in Borgo S. Caterina, dalle 10 alle 13, una masterclass per giornalisti “Le citta fragili. Giornalismo d’inchiesta, data journalism e civic journalism nei territori contaminati” con Rosy Battaglia e Alessandra Cattoi; dalle 10 alle 18, RAM X: VR, film sperimentali, giovani o innovativi, sguardi diversi per parlare di storia e storie, memoria, siti e patrimonio culturale; e al Planetario, nel Giardino del museo, dalle 16 alle 17.30, Docu Fulldome, dedicata ai filmati immersivi proiettati a 360 gradi sulla cupola del Planetario: “I don’t understand” (13’), “Punta del Arco” (7’), “Ich bin Weigel” (18’), “From Granite to Galaxies” (20’), “The Silk Road” (8’), “Wilfred Buck’s Star Stories” (21’). Senza dimenticare l’aperitvo al Mon Bistrot sulla Metro C al Colosseo.

Frame del film “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal

FILM. Dei 19 film in programma al Teatro Rosmini, ci sono 2 prime internazionali, 2 prime europee, 2 prime italiane. Dalle 9 alle 11.30, i corti “Diari di Scavo – Campestrin”, “Diari di Scavo – Chiunsano” e “Diari di Scavo – SS. Trinita”, tutti di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 5’); “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’); “Hypatie D’Alexandrie – L’Abeille Solitaire / Ipazia di Alessandria – l’ape solitaria” di Erwan Le Gal (Francia 2026, 13’); “The Silk Road / La via della seta” di Hannes Rall (Singapore 2019, 8’); “Sognando Lo Rio” di Fabio Punis (Italia 2025, 29’).

Dalle 15 alle 19, in programma il film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’); il film “Il relitto Portofino 3” di Marcello Adamo (Italia 2025, 13’); il film “Bahia 1625, historia sobre lienzo / Bahia 1625, storia su tela” di Antonio Pérez Molero (Spagna 2025, 65’); il film “Nerazkazani istorii za razkopki i kosti / Storie mai raccontate su scavi e ossa” di Ralitza Dimitrova (Bulgaria 2026, 15’); film “Navis Romana ep. I” di Pere Salom, Antoni M. Thomas (Spagna 2025, 51’); il film “Inanna” di Dragos Badita (Romania 2025, 16’); il film “Cravariola: l’Alpe della Dote” di Marzio Bartolucci (Italia 2025, 30’); il film “Τόπος Σωτηρίας / Luogo di salvezza” di Ifigenia Dimitriou (Grecia 2026, 18’); film “Ferma nel tempo” di Andrea Marsico (Italia 2024, 8’).

Frame del film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran

Dalle 20.30 alle 23, in programma il film “Athenes, aux origines de la democratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/ Grecia 2026, 53’); il film “L’Ospite” di Alberto De Grandis (Italia 2025, 20’); il film “Delphe, le nombril du monde / Delfi, l’ombelico del mondo” di Thibaud Marchan (Francia 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al MON BISTROT in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “ROMA: LA SFIDA DELLA METRO C AL COLOSSEO” con Simone Quilici, direttore del parco archeologico del Colosseo, e Elisa Cella, archeologa del parco archeologico del Colosseo. La nuova stazione Colosseo della Metro C di Roma racconta un’esperienza unica: la convivenza tra un’opera di mobilità moderna e un luogo di tutela archeologica. L’incontro offrirà l’occasione per conoscere il percorso che ha portato alla nascita dell’archeo-stazione, le sfide tecniche e conservative, ma anche le prospettive di valorizzazione culturale e di fruizione pubblica di un luogo unico, dove passato e futuro convivono.

Rovereto (Tn). Prima giornata del 37mo RAM film festival: al teatro Rosmini 13 film e al Mon Bistrot il primo “Aperitivo: Città Ferite” con Rosy Battaglia e Tommaso Giagni. Ecco il programma

Il teatro Rosmini di Rovereto ospita le prime giornate del RAM film festival (foto fmcr)

Al teatro Rosmini di Rovereto (Tn) mercoledì 7 ottobre 2026, alle 15, si alza il sipario sulla 37.ma edizione del RAM film festival, che si è aperta alla mattina con CINEMaSCUOLA al liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda (Tn).

Frame del film “Kushta Mayn. La mia Costantinopoli” di Nicolò Folin
Frame del film “Il Respiro della Preistoria – Viaggio nel mondo dell’Uomo del Similaun” di Roberto Condotta

Tra pomeriggio e sera nella prima giornata sono in programma 13 film con 1 prima mondiale, 2 prime internazionali, 5 prime italiane. Dalle 15 alle 19.30, al Teatro Rosmini, si proietta il film “Kushta Mayn. La mia Costantinopoli” di Nicolò Folin (Italia 2025, 19’); il film “Il domani era venuto. Ricordare e non dimenticare” di Vincenzo Agosto (Italia 2024, 60’); il film “Man’yōshū. Neve, luna e fioriture” di Chi-Toa So, Haruko Kuramochi (Giappone /Canada 2025, 3’); il film “Im maander des Kephissos / Nei meandri del Cefiso” di Nikos Chrisikakis (Grecia 2025, 13’); il film “Sulawesi, l’ile des premieres images / Sulawesi, l’isola delle prime immagini” di Denis Van Waerebeke, Pascal Goblot (Francia 2025, 55’); il film “Il Respiro della Preistoria – Viaggio nel mondo dell’Uomo del Similaun” di Roberto Condotta (Italia 2025, 36’); il film “Cal Dede” di Elçin AS (Turchia 2025, 10’); il film “A Mamoa de Lamas, um segredo ancestral / La Mamoa di Lamas, un segreto ancestrale” di Raul Losada (Portogallo 2025, 25’); il film “Nabt El Ard. Il germoglio della terra” di Mohamed Hamed Salama (Egitto 2025, 12’); il film “Ghughuti Ki Maala / La collana di ghughuti” di Ketan Pal (India 2025, 10’).

Dalle 20.30 alle 23, sempre al Teatro Rosmini, in programma il film “Sotto l’occhio del tempo” di Stefano Giacomuzzi (Italia 2025, 30’); il film “Premieres notes / Le prime note” di Liza Fanjeaux (Francia 2026, 52’); il film “L’adieu a la viande, la grande histoire des vegetariens / L’addio alla carne, la grande storia dei vegetariani” di Martin Blanchard (Francia 2025, 52’).

APERITIVO. Alle 18, al Mon Bistrot in corso Bettini 43 a Rovereto, il primo talk con i protagonisti del festival: “CITTÀ FERITE” con Rosy Battaglia, giornalista, e Tommaso Giagni, scrittore. Cosa accade quando una città incrocia le conseguenze dell’industrializzazione, dell’inquinamento e delle crisi ambientali? Un viaggio tra territori contaminati e comunità esposte a ferite profonde, dove le emergenze ambientali si intrecciano con quelle sanitarie e sociali. Un incontro per conoscere storie di resistenza, memoria e trasformazione, e per interrogarsi sul futuro dei luoghi che chiedono cura, attenzione e giustizia.

Due anteprime annunciano la 37ma edizione del RAM film festival 2026: a Rovereto lo spettacolo “La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti” e a Trento il film “Fiume o morte!”

Il programma cartaceo del RAM film festival 2026 (foto fmcr)

Con le due anteprime, martedì 6 ottobre 2026, la prima alla biblioteca civica Tartarotti di Rovereto alle 18, con lo spettacolo di EvoèTeatro “La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti”, e la seconda a Trento (HarpoLab, ore 20.45) con il pluripremiato documentario “Fiume o morte!” di Igor Bezinović, Rovereto annuncia l’avvio della 37ma edizione del RAM film festival, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e dedicato al cinema su archeologia, storia, tradizioni e patrimonio culturale, con FOCUS 2026: “Sguardi sulle città”.

La città biblioteca. Un viaggio nel labirinto dei racconti. Tra i libri della “Tartarotti”, quattro perso­naggi attraversano la storia di Rovereto ripercorrendo luoghi e momenti simbolici. La storia reale si intreccia con racconti, immaginazione e memorie custodite nei libri, realtà e finzione si confondono, trasformando la biblioteca in un labirinto di storie e la città in un gran­de racconto condiviso. Uno spettacolo di EvoèTeatro. Scritto e diretto da Maura Pettorruso.

FIUME O MORTE! “SGUARDI SUL REALE”. Serata con proiezione e dialogo con Erica Barbiani, produttrice del film, autrice e story editor: film “Fiume o morte!” di Igor Bezinović (Croazia/Italia/Slovenia 2025, 112’). Nel 1919 il poeta italiano, dandy e predicatore di guerra Gabriele D’Annunzio occupa la città di Fiume/Rijeka. Oggi i suoi abitanti raccontano, ricostruiscono e reinterpretano la singolare storia dei sedici mesi di occupazione della loro città in un viaggio cinematografico pieno di energia e fieramente punk. Un documentario che rilegge con ironia e spirito critico uno degli episodi più eccentrici del primo dopoguerra. L’appuntamento è parte dell’iniziativa “Sguardi sul reale” – Proiezione e dialogo con gli autori dei documentari premiati al Doc/it Professional Award, a cura di Trentino Film Com­mission, in collaborazione con Doc/it e HarpoLab.

Dal 7 all’11 ottobre 2026, Rovereto (Tn) torna capitale del cinema dedicato al patrimonio culturale: per cinque giornate la città trentina diventa un punto di incontro privilegiato per il mondo del cinema e dell’archeologia, e per un pubblico di ogni età, con un ricco palinsesto di proiezioni sul grande schermo, anteprime, spettacoli dal vivo, momenti di confronto informale ed esperienze fulldome. 80 i film in concorso da 35 Paesi, record di tutte le edizioni: una maratona visiva che conferma come il RAM rappresenti oggi un presidio culturale unico e un punto di riferimento per la cinematografia documentaristica dedicata all’archeologia, alla storia, all’antropologia e alla memoria collettiva, con tanti registi e produttori che hanno già confermato la loro presenza a Rovereto.

Rovereto (Tn). Presentata la 37.ma edizione del RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie): l’intervento del sindaco Giulia Robol, della direttrice Alessandra Cattoi, della direttrice artistica Claudia Beretta, del presidente Maurizio Dapor. “Questa è l’edizione dei record”

Presentazione in municipio della 37ma edizione del RAM film festival 2026: da sinistra. Claudia Beretta, Alessandra Cattoi, Maurizio Dapor, Giulia Robol e Micol Cossali (foto graziano tavan)

Due settimane. Tante ne mancano al via della 37.ma edizione del RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) a Rovereto (Tn) dal 7 all’11 ottobre 2026, dedicato al cinema su archeologia, storia, tradizioni e patrimonio culturale, con focus “Sguardi sulle città”. E già si annuncia come un’edizione da record, come sottolineato il 17 settembre 2026 alla presentazione con Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Maurizio Dapor, presidente della Fondazione Museo Civico; e Alessandra Cattoi, direttora della Fondazione e del RAM film festival. Un’edizione da record a cominciare dai numeri: 5 giornate, 80 film in concorso da 35 Paesi, 42 prime nazionali o internazionali, 18 film in focus, per la prima volta una fiction, 3 matinée per le scuole, 2 eventi speciali con grandi ospiti, 6 incontri, 2 masterclass, 8 proposte per vivere il territorio e i musei, 2 anteprime. Proprio gli 80 i film in concorso da 35 Paesi rappresentano il record di tutte le edizioni, una maratona visiva che conferma come il RAM rappresenti oggi un presidio culturale unico e un punto di riferimento per la cinematografia documentaristica dedicata all’archeologia, alla storia, all’antropologia e alla memoria collettiva, con tanti registi e produttori che hanno già confermato la loro presenza a Rovereto. Il festival è un evento capace di rendere accessibili temi complessi e di coinvolgere pubblici molto diversi per età, interessi e formazione, non solo con il cinema ma anche con incontri ed eventi sul territorio. Location per le proiezioni il Teatro Rosmini, il Teatro Zandonai e il Planetario del Museo di Scienze e Archeologia. Tutte le proiezioni e gli incontri del RAM sono a ingresso gratuito. RAM film festival 2026 è organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita.

È Giulia Robol, sindaco di Rovereto, a presentare il RAM film festival 2026 per archeologiavocidalpassato.com: “Apre dal 7 all’11 ottobre 2026 la 37ma edizione di RAM film festival nella città di Rovereto”, esordisce. “Un’occasione imperdibile di un festival che è cresciuto particolarmente nella visione di progetti archeologici molto importanti che vengono da tutto il mondo. Un’occasione per vivere la città, di relazioni culturali con il Mart e con le altre attrattive culturali di Rovereto. Un’occasione per avere uno sguardo sulla tradizione, l’identità della nostra città, ma una relazione fondamentale sul mondo attraverso lo spunto del linguaggio dei film, della cinematografia, dei documentari che interessano non solo gli esperti ma certamente anche chi ha voglia in qualche modo di viaggiare con l’interesse storico e capirne anche la sua contemporaneità”.

Con Alessandra Cattoi, direttore del RAM film festival, si entra nel vivo della manifestazione. “Appuntamento a Rovereto, come ogni anno per il RAM film festival”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com: “Quest’anno dal 7 all’11 ottobre 2026. Abbiamo 80 film in concorso nelle sezioni che riguardano l’archeologia, la storia, l’antropologia e le animazioni, e una sezione speciale cinema full dome, cioè di film proiettati nella cupola del planetario che diventano sempre più numerosi a testimonianza che la tecnologia e il cinema fanno dei grandi progressi.

Frame del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes

“Il tema di quest’anno sono le città. Abbiamo pensato che è proprio la città il luogo d’eccellenza dove gli strati dell’archeologia si vedono. Non serve scavare se pensiamo a città come Atene, come Roma, come Pompei, come Delphi. Sono tutti luoghi dove il susseguirsi delle civiltà hanno animato momenti di conflitti, momenti di pace, di crescita. Ecco questi sono luoghi visibili ancora oggi. Abbiamo poi importanti appuntamenti oltre al cinema. A cominciare dai quattro Aperitivi, come li chiamiamo noi, dove attorno a un tavolo parliamo con gli esperti che affronteranno ad esempio il tema Roma. Roma è chiaramente un luogo eccezionale dal punto di vista archeologico. Ma Roma di recente ha dovuto fare i conti con la metropolitana, la nuova metropolitana C con una fermata al Colosseo. Immaginate cosa significhi fare convivere il luogo archeologico del Colosseo con una metropolitana dove viaggiano milioni di persone. Ecco che allora raccontare che cosa significa far convivere la città antica e la città contemporanea è davvero un momento di riflessione importante.

Frame del film “Lady Nazca” di Damien Dorsaz

“E poi abbiamo per la prima volta al RAM una fiction, un film che racconta delle linee di Nazca in Perù. Vogliamo provare a spingere anche su territori che riguardano un po’ un pubblico più ampio di quello che è l’amante dell’archeologia perché la fiction ovviamente è più semplice e più adatta al grande pubblico. E quindi il RAM si spinge per la prima volta anche su questo terreno. Vedremo come andrà.

“Infine tre mattine dedicate alle scuole. Ci rendiamo conto ogni anno che l’approccio al patrimonio culturale, all’archeologia, deve partire dalla scuola e lo strumento del cinema e delle animazioni è uno strumento incredibile in cui anche i bambini più piccoli trovano quella curiosità, trovano quell’idea per potersi appassionare, approfondire. Quindi – conclude Cattoi – al di là del film in sé il Cinema Scuola, come noi lo chiamiamo, è un modo per avvicinare i più piccoli alla tecnica del cinema e al mondo della cultura”.

Qualche dettaglio in più sui film in concorso ci viene da Claudia Beretta, che cura la direzione artistica del RAM film festival: “Siamo qui anche quest’anno a presentare il RAM film festival”, sottolinea ad archeologiavoicidalpassato.com. “Il programma dei film è veramente ricchissimo. Quest’anno abbiamo un record sia nella partecipazione dei film, che sono oltre 90, di cui 80 in selezione per il concorso. Ma addirittura abbiamo 42 anteprime, che vuol dire che i registi hanno voglia di venire da noi a presentare per la prima volta il loro film, e abbiamo anche molto forte la sezione Full dome che noi ospitiamo al planetario del museo civico.

Frame del film “Silkroad” di Hannes Rall

“I film, come dicevo, sono 90 divisi in quattro sezioni principali più la Full dome: sono il cinema archeologico, che è il nostro punto di forza, e anche la sezione con più film; ma anche Storia e memoria, con la storia più recente; Tradizioni e culture, con tutta una serie di chicche interessanti sulle tradizioni che arrivano non solo dall’Italia ma dal mondo; e Cultura animata, la sezione che abbiamo da qualche anno: la storia e le tradizioni dei vari popoli attraverso il cinema animato. E tanti sono i film nella sezione Full dome. E poi c’è una sezione che chiamiamo Ram-X, all’interno sempre del museo di Scienze e archeologia, dedicata ai film sperimentali. Quindi tantissime produzioni, alcune sono inserite nel focus che quest’anno è Sguardi sulle città. La città che però non è vista come la città antica, ma un organismo vivo che racconta di come le comunità si sono organizzate e di come la memoria può aiutare a costruire città più resistenti rispetto anche a tante sfide, e comunità più solide dal punto di vista sociale.

“Non tutti i film sono in focus ovviamente perché rimangono i temi tradizionali del festival. Tra i tanti film dedicati alle città, ci sono due film su Pompei. E ancora Delfi, Atene, dove nasce la democrazia, ma anche piccole chicche nelle altre sezioni, come il film sul quartiere Sanità di Napoli e gli spiriti che aleggiano in quei vicoli.

“Tante sono le iniziative, però veramente il programma dei film – conclude Beretta – è tutto da scoprire. Lo trovate sul sito www.ramfilfestival.it dove ogni film ha una scheda dedicata con più di quello che trovate sul libretto cartaceo, con più informazioni, la promozione fatta dai registi, dove c’è anche un trailer per decidere dove venire”.

Chiudiamo con l’intervento che Maurizio Dapor, presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, ha fatto alla presentazione di RAM film festival 2026. “Per chi rappresenta la Fondazione museo civico di Rovereto – spiega Dapor – il RAM è l’occasione perfetta per ribadire un concetto fondamentale. Un museo non deve essere un deposito di oggetti ma piuttosto un laboratorio di relazioni. Un museo non si limita o, a mio giudizio, non deve limitarsi a conservare il passato ma piuttosto a metterlo in dialogo con il presente, con la ricerca, con le persone e con il territorio. Il RAM fa esattamente questo. Usa il cinema non come semplice intrattenimento, ma come uno strumento di indagine, un modo per guardare, per conoscere, soprattutto per interrogare il mondo. Il tema di quest’anno, Sguardi sulla città, è particolarmente significativo. Per definizione la città è il luogo dove il passato e il presente si scontrano e si fondono. È fatta di pietre, monumenti, strade, edifici, certo. Ma è fatta soprattutto di memorie vive, di trasformazione, di scelte. Guardare una città significa guardare la sua storia. Ma significa anche chiedersi: quale città vogliamo costruire per il futuro? Il nostro obiettivo non è guardare il passato con nostalgia, ma usarlo come bussola per immaginare il domani. È questo l’equilibrio che la nostra fondazione cerca di mantenere ogni giorno tra conservazione e trasformazione, tra patrimonio e contemporaneità.

“Il programma parla chiaro – continua Dapor -. Oltre 90 film, da 35 Paesi; sezioni in concorso, full dome. In generale una fortissima proiezione verso il territorio. Il RAM infatti non è un festival che si svolge a Rovereto, è un festival che vive a Rovereto, portando la cultura fuori dalle sale per renderla parte del tessuto urbano. Vorrei infine sottolineare un aspetto, secondo me, importantissimo, cioè quello del rapporto con le giovani generazioni. I programmi per le scuole, l’attenzione ai nuovi linguaggi, non sono accessori, sono la nostra missione, perché conservare la memoria ha senso solo se la rendiamo viva, se permettiamo ai giovani di discuterla, di abitarla, di reinterpretarla.

“Ovviamente devo ringraziare la direzione, Alessandra Cattoi, la nostra Claudia Beretta, insomma tutto lo staff della Fondazione, i curatori, i collaboratori, i volontari. E le istituzioni. Grazie ai partner che sostengono questa visione. Ne elenco qualcuno: sicuramente dobbiamo ringraziare gli enti che ci finanziano, in particolare il Comune di Rovereto, ben rappresentato dal sindaco e dall’assessore alla Cultura; ma anche la Provincia autonoma di Trento, la Regione Trentino-Alto Adige, il ministero della Cultura, la Cassa rurale Alto Garda-Rovereto, la Fondazione Caritro. E poi i partner: la Fondazione Museo Storico del Trentino, principale partner del RAM per il secondo anno; la rivista mensile Archeo. E varie collaborazioni: la biblioteca Tartarotti, il MART che garantisce l’ingresso ridotto a chi partecipa al RAM, ospita l’evento su invito per i registi e, in quell’occasione, offre una visita guidata alla mostra Di quadro in quadro. L’arte della citazione con la direttrice Micol Forti. Poi abbiamo avuto molti altri contributi a cominciare dalla Trentino Film Commission.

Il comitato di indirizzo del RAM film festival: da sinistra, Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Luca Ferrario, Matteo Gentilini, Giovanni Laezza (foto fmcr)

“Poi i ringraziamenti vanno alle giurie: 16 persone che sono coinvolte nelle diverse sezioni in concorso. E infine voglio menzionare il Comitato di indirizzo: il nostro amico Angelo Cimarosti, giornalista e archeologo, che collabora con noi da tempo; l’archeologa Antonia Falcone, Luca Ferrario della Trentino Film Commission, Matteo Gentilini della Fondazione Museo Storico, e Giovanni Laezza che è stato il precedente presidente della Fondazione Museo Civico e che è nel comitato di indirizzo in qualità di esperto di grandi eventi.

“Perché questo lungo elenco di persone, enti che collaborano alla realizzazione del nostro festival? Perché una iniziativa così complessa non appartiene a chi la organizza. Noi vogliamo fare rete a Rovereto. E quindi appartiene – se volete – alla città. E il RAM – conclude Dapor – ha un doppio compito, che è anche il mio desiderio più grande, portare il mondo a Rovereto e nello stesso tempo aiutare Rovereto a guardare il mondo con gli occhi rivolti al passato, ma con lo sguardo puntato al futuro. Grazie e buon RAM a tutti”.

Rovereto (Tn). Ecco il tema e le date del RAM film festival 2026: “Sguardi sulle città”, un invito a imparare dalle città che siamo stati, per immaginare città più consapevoli, resistenti e sostenibili, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi

La Fondazione museo civico di Rovereto scopre le carte: ecco le date e il tema del RAM film festival 2026: la trentasettesima edizione avrà un focus sulle città. Dal 7 alkl’11 ottobre 2026, il RAM film festival torna con i migliori film e documentari per raccontare attraverso il cinema il nostro patrimonio, le tradizioni, la memoria, con uno sguardo quest’anno sulle città, tra sfide e meraviglie. Le città sono archivi in continua trasformazione, fatti di storie, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.  Attraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità, questa edizione del RAM vuole riflettere sulle città di ieri, di oggi e di domani, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici, culturali e ambientali. “Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati, per immaginare città più consapevoli, resistenti e sostenibili, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi.