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Archeologia in lutto. Si è spento, stroncato da un male incurabile a 60 anni, l’archeologo Clemente Marconi, tra i maggiori esperti di archeologia del Mediterraneo antico e del mondo greco d’Occidente, il cui nome è legato a filo doppio con Selinunte. Ecco il ricordo di enti culturali e colleghi

Il prof. Clemente Marconi, il grande archeologo di Selinunte, morto a 60 anni (foto museiitaliani)

Archeologia in lutto. Il 23 luglio 2026, si è spento a New York, dove era docente alla New York University, stroncato da un male incurabile, l’archeologo Clemente Marconi, tra i maggiori esperti di archeologia del Mediterraneo antico e del mondo greco d’Occidente, il cui nome è legato a filo doppio con Selinunte, in Sicilia. Aveva 60 anni- Era nato a Rona il 12 gennaio 1966. Lascia la moglie Rosalia Pumo e due figli. La triste notizia è rimbalzata da una sponda all’altra dell’oceano Atlantico fino alla Sicilia, dove le attestazioni di cordoglio sono venute da enti culturali e colleghi archeologi. A dare la triste notizia è stata proprio la moglie Rosalia Pumo, a sua volta archeologa, conosciuta al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, che ha informato innanzitutto il direttore del Parco archeologico di Selinunte Felice Crescente. “Il 22 luglio mio fratello Clemente si è addormentato per sempre”, scrive la sorella Carolina Marconi. “Per metà della sua vita è stato tormentato da problemi di salute. Ma ha sempre lottato come un leone, e la vita gli ha dato una moglie e due figli stupendi. Gli ha dato un lavoro che adorava, sempre in movimento fra New York, Roma, Milano e l’amata Selinunte. Ora è in pace, insieme a papà e a tutti gli altri cari che non ci sono più”. Ha ricoperto incarichi accademici sia negli Stati Uniti che in Italia, ricoprendo il ruolo di James R. McCredie Professor of Greek Art and Archaeology, professore universitario all’Institute of Fine Arts della New York University e professore ordinario di Archeologia classica al dipartimento di Patrimonio culturale e ambientale dell’università di Milano. Marconi diresse anche gli scavi dell’Istituto di Belle Arti della New York University e dell’università di Milano sull’acropoli di Selinunte. E la Scuola Archeologica Italiana di Atene: “Con lui l’archeologia classica perde uno dei suoi maggiori protagonisti. Ricercatore di eccezionale valore, maestro autorevole e innovatore, Clemente ha saputo congiungere come pochi il rigore del metodo, la conoscenza dell’arte greca e l’esperienza concreta dello scavo. Per noi, tuttavia, non era soltanto una figura eminente dell’archeologia. Era un amico generoso, affettuoso e leale, capace di entusiasmo, ironia e rara umanità. La sua assenza apre un vuoto che nessuna formula di circostanza può colmare. La Scuola si stringe con commozione alla famiglia, agli allievi, ai colleghi e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Caro Clemente, ci mancheranno la tua lucidità, il tuo sorriso e la gioia con cui sapevi fare dell’archeologia una passione condivisa”.

Marconi ha conseguito la laurea in Lettere Classiche e Arti e Archeologia Greca e Romana all’università di Roma la Sapienza nel 1990. Nel 1997 ha conseguito il dottorato in Arte Classica e Archeologia alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove è stato formato da Salvatore Settis. La sua formazione accademica ha enfatizzato un approccio interdisciplinare al mondo antico, fondendo metodologie storiche, filologiche, archeologiche e di storia dell’arte. Dopo aver conseguito il dottorato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, Marconi ha insegnato, dal 1999 al 2006, Arte e Archeologia Greca nel dipartimento di Storia dell’Arte e Archeologia della Columbia University. Nel 2006 ha lasciato la Columbia University per entrare all’Institute of Fine Arts della New York University, dove ha insegnato Arte Greca e Archeologia. Nel 2010–2011 Marconi è stato Elizabeth A. Whitehead Professor all’American School of Classical Studies di Atene. Dal 2017 ha anche insegnato Archeologia Classica all’università di Milano. Nel 2019 è stato professore ospite all’Australian Archaeological Institute ad Atene. A partire dal 2006, Marconi ha diretto gli scavi dell’Institute of Fine Arts—New York University a Selinunte. Oltre all’insegnamento e al lavoro sul campo, Marconi ha avviato il Seminario di Arte Antica e Archeologia presso l’Institute of Fine Arts della New York University nel 2012. Il seminario mira a esplorare criticamente nuove metodologie e approcci teorici nello studio dell’arte e dell’architettura antica. Nel 2021 è diventato membro dell’Accademia nazionale dei Lincei e dell’Academia Europaes.

A partire dal 2006, Marconi ha diretto gli scavi dell’Institute of Fine Arts–New York University sull’acropoli di Selinunte, uno dei siti più significativi per l’archeologia greca e punica in Italia. Il suo lavoro a Selinunte, in collaborazione con il parco archeologico di Selinunte, e, a partire dal 2017, con l’università di Milano, ha visto la collaborazione di un numero considerevole di specialisti affiliati a numerose istituzioni accademiche e di ricerca europee e americane. Il suo lavoro portò a importanti scoperte riguardanti il principale santuario urbano del sito, lo sviluppo storico e l’archeologia della religione greca nei periodi Arcaico e Classico. I ritrovamenti del Tempio R, uno dei primi edifici monumentali di culto del sito, completamente sigillato nei suoi livelli arcaico e classico, contribuirono in modo significativo all’apertura, nel 2017, del museo locale nel Baglio Florio. Analogamente, la ricerca di Marconi sulle metope di Selinunte e il lavoro del progetto Selinunte sul Tempio B nel principale santuario urbano hanno portato a una nuova esposizione dei reperti provenienti da Selinunte al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, dove è stato nominato consulente per la ristrutturazione del museo tra il 2009 e il 2015.

Felice Crescente con Clemente Marconi (foto regione siciliana)

PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE, CAVE DI CUSA E PANTELLERIA. Quando il professor Clemente Marconi parlava di Selinunte, aveva gli occhi che brillavano, come un ragazzino al primo amore. Perché l’archeologo romano conosceva sul serio ogni pietra, restava sotto il sole asfissiante dell’estate se aveva anche lontanamente l’impressione che qualcosa di nuovo stava saltando fuori. E questa terra lo ha ricompensato, regalandogli i suoi segreti, la sua storia frastagliata che si leggeva in controluce, di reperto in reperto. Marconi amava Selinunte e Selinunte amava Marconi; era un rapporto esclusivo, non ammetteva terze parti. E questo suo amore spassionato lo ha trasferito alle decine di studenti provenienti da tutto il mondo, che ogni anno accorrevano a Selinunte. “Clemente Marconi ha veramente amato Selinunte, le ha dedicato decenni di ricerca, passione e rigore scientifico”, afferma, molto addolorato, Felice Crescente, direttore del parco archeologico di Selinunte, “con un trasporto straordinario che andava ben oltre il lavoro da archeologo. Ogni sua campagna di scavo ci regalava un nuovo tassello della storia complessa e stratificata di questo sito che ha anche tanto da raccontarci. Ci mancherà moltissimo Clemente Marconi. Dalla mia finestra lo vedevo sugli scavi, sempre con un abito di lino bianco e il cappello, pareva una nuvola: ci mancheranno le sue discussioni dotte, la cura e la delicatezza che metteva in ogni studio o attività. Ma la sua eredità continuerà a vivere negli studi, nelle scoperte e nella memoria di Selinunte”.

MUSEI ITALIANI. I museiitaliani ricordano il prof. Clemente Marconi, archeologo classico di fama internazionale, che ha legato il suo nome agli scavi e alle ricerche archeologiche di Selinunte, a partire dai celebri studi sulle metope. Accademico dei Lincei e membro di numerose istituzioni scientifiche e accademie, si è contraddistinto per il rigore scientifico e metodologico e per la generosità nei confronti di colleghi e allievi. Negli ultimi mesi stava collaborando con la Direzione generale Musei al progetto di riallestimento del Museo archeologico nazionale di Metaponto: il prof. Massimo Osanna lo aveva chiamato a far parte del gruppo di lavoro, insieme al prof. Carlo Rescigno, per l’elaborazione del nuovo progetto espositivo del Museo, proprio in ragione della sua autorevole competenza sul mondo greco d’Occidente. Tutta la comunità scientifica del Ministero della Cultura si unisce nel ricordo dell’illustre studioso, e dell’esempio della sua straordinaria figura umana e professionale.

L’archeologo Clemente Marconi al museo Archeologico di Metaponto (foto drm-basilicata)

DIREZIONE REGIONALE MUSEI NAZIONALI BASILICATA. I Musei nazionali di Matera – Direzione Regionale Musei nazionali della Basilicata esprimono il più profondo cordoglio per la scomparsa del prof. Clemente Marconi, eminente archeologo, professore all’Università di Milano e all’Institute of Fine Arts di New York, Accademico dei Lincei, direttore della missione di scavo a Selinunte. Componente del comitato scientifico del museo Archeologico nazionale di Metaponto, aveva appena terminato la sistemazione della sezione scultorea del nuovo allestimento. Di lui ricordiamo, oltre alla profonda competenza scientifica, la straordinaria umanità, la simpatia, la cordialità e la contagiosa allegria. Raccogliamo con profonda gratitudine la preziosa eredità della sua esperienza metapontina, che sarà per sempre custodita nelle soluzioni espositive da lui ideate.

L’archeologo Clemente Marconi (foto drm-calabria)

PARCHI ARCHEOLOGICI DI CROTONE E SIBARI. I parchi archeologici di Crotone e Sibari e il direttore Filippo Demma salutano il professor Clemente Marconi: amico e maestro.

Rossella Giglio con Clemente Marconi (foto profilo FB rossella giglio)

Rossella Giglio, archeologa, Regione Siciliana. “Partecipo una tristissima notizia, la scomparsa a New York di Clemente Marconi, un collega, illustre studioso. Le nostre strade professionali per lungo tempo si sono incontrate proficuamente. Un abbraccio alla moglie Rosalia Pumi e a tutta la famiglia”.

Serena Raffiotta, archeologa. “Una brutta notizia per l’archeologia internazionale. Una grandissima perdita per la Sicilia. Clemente Marconi era amico di tutti. Un Genio nel campo della scultura e dell’architettura greca di Sicilia. È stato tra i primi a pubblicare studi scientifici di elevato rigore scientifico sugli acroliti e la Dea di Morgantina, esaminando i reperti negli Stati Uniti prima ancora del loro rimpatrio. Mancherà a tutti noi. Oggi è un giorno tristissimo. Condoglianze di vero cuore alla sua famiglia”.

Massimo Cultraro, archeologo. “In una torrida estate infuocata anche dalle sterili polemiche sul film di Nolan, oggi Clemente Marconi (1966-2026), archeologo e studioso visionario, termina la sua Odissea. Perdiamo un valido ricercatore e formatore di una vera scuola, a me viene sottratto un vecchio e speciale amico. Buona navigazione Clemente…verso le isole dei Beati dove un giorno ci riabbracceremo. Mi stringo a Rosalia e ai suoi ragazzi”.

PARCO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA. “Il parco archeologico di Ostia antica si unisce al cordoglio della comunità scientifica internazionale per la scomparsa di Clemente Marconi, archeologo di straordinario prestigio, studioso dell’arte e dell’architettura del mondo greco e protagonista di alcune tra le più importanti ricerche archeologiche degli ultimi decenni. Con il suo rigore scientifico, la passione per la ricerca e la generosità con cui ha condiviso il sapere con colleghi e allievi, Clemente Marconi ha lasciato un segno profondo negli studi sull’antichità, contribuendo in modo determinante alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio archeologico del Mediterraneo. La sua opera continuerà a vivere nelle sue pubblicazioni, nelle scoperte che ha consegnato alla comunità scientifica e nelle tante persone che ha formato e ispirato. Alla famiglia, ai colleghi, agli allievi e a tutti coloro che ne hanno condiviso il percorso umano e scientifico il Parco archeologico di Ostia antica esprime le più sentite condoglianze”.

Giuseppe Castellana, archeologo. “Ho appreso la notizia dolorosa della morte di Clemente Marconi che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare per le sue straordinarie doti di studioso quando lo ebbi come collaboratore borsista al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento. Furono anni di intenso lavoro e Clemente schedò centinaia di manufatti del Museo di seconda scelta e di magazzino con profonda conoscenza. Fu un rapporto di amicizia sincera e al museo di Agrigento conobbe Rosalia Pumo con cui si fidanzò e che poi sposò. Siamo stati in certo senso complici di quel matrimonio che si tenne poi a Salemi. Quando partì per gli Stati Uniti perdemmo un grande collaboratore ma negli Stati Uniti si fece conoscere prima alla Columbia University e poi alla New York University come docente molto seguito ed apprezzato. Tutti i colleghi conoscono la sua rapida carriera di grande studioso della scultura greca e soprattutto di quella siceliota e selinuntina. Lo ricordo con grande affetto. Non ci siamo rivisti negli ultimi anni specie da quando sono andato in pensione. Ricordo un incontro che ebbi con Clemente a New York presso Central Park dove discutemmo di un progetto per una Mostra da realizzare proprio a New York sulle necropoli siceliote. Eravamo amareggiati per i tanti magnifici pezzi archeologici del Metropolitan Museum provenienti anche dalla Sicilia ma che non recavano mai la provenienza. Erano gli anni del ritorno in Sicilia della Dea di Aidone dal Paul Getty Museum di Los Angeles Malibu e delle accese polemiche che culminarono anche in una visita di Soprintendenti italiani organizzata dalla Ambasciata Americana in Italia sulla restituzione di opere provenienti dall’Italia in esposizione nei Musei Americani. A quella visita fui invitato assieme alla collega Ciiurcina allora direttrice del museo “Paolo Orsi” di Siracusa. Clemente fu uno degli archeologi che si batté per la restituzione di opere illegalmente trafugate. Clemente sei stato un grande studioso non solo ma sei stato un Uomo di grandi valori umani ed hai lasciato un patrimonio aere perennius. La Terra non ti sia grave. Riposa in pace. Alla moglie Rosalia e ai figli le più sentite condoglianze”.

Angela Bellia con Clemente Marconi (foto profilo FB bellia)

Angela Bellia, archeologa. “Oggi è un giorno di grandissima tristezza e di profonda inquietudine, di quelli in cui ci si interroga sul senso della vita e della morte, che ha portato via una persona buona, interamente dedita all’avanzamento della conoscenza. È venuto a mancare un caro amico e uno studioso straordinario, Clemente Marconi. È stato il supervisor della mia prima fellowship Marie Curie alla New York University dove mi ha accolta, e da lì il nostro lavoro è proseguito negli anni, condividendo la pubblicazione di volumi e la partecipazione a numerose conferenze. In tutto questo tempo, non mi ha mai fatto mancare il suo incoraggiamento e i suoi consigli preziosi. Clemente è stato un grande archeologo e storico dell’arte a cui va il merito indiscusso di aver aperto nuove strade nella ricerca e di aver proposto letture inedite. Ma al di là della sua immensa caratura accademica, era di una generosità rara. Lo è stato con me come lo era con tutti, dimostrando un’attenzione speciale e un grande supporto specialmente verso i ricercatori e le ricercatrici più giovani. Con il cuore a pezzi, mando il mio abbraccio più grande a sua moglie Rosalia Pumo, cara amica, e ai loro due ragazzi. Grazie di tutto, Clemente”.

Laura Volpe con Clemente Marconi (foto profilo FB volpe)

Laura Volpe, archeologa. “Ci sono persone che, forse senza rendersene conto, cambiano il corso della vita degli altri. Undici anni fa il professor Clemente Marconi mi diede un’opportunità e scelse di credere in me quando ero solo all’inizio del mio percorso. Oggi, se sono coordinatrice del Conservation Lab sullo scavo archeologico di Selinunte e se sono la professionista che sto diventando, è anche grazie alla fiducia che ripose in me. Porterò sempre con me gli insegnamenti ricevuti, il rigore, la passione e l’amore per questo straordinario lavoro che è l’archeologia. Nonché i suoi indimenticabili “Evviva!!!!”. Grazie Clemente per aver creduto in me e in tanti altri giovani. Il suo esempio continuerà a vivere nel nostro lavoro, ogni giorno. Che la terra di Selinunte Le sia lieve”.

Maria Cecilia Parra, archeologa. “Volevo rispettare il silenzio richiestomi sulla scomparsa di Clemente, ma vedo un pullulare di post e non posso non aggiungere il mio. Ma nel dolore, mi limito a ricordare Clemente nei suoi anni pisani e poi a Entella, con me sullo scavo di una cava di gesso nell’area del complesso monumentale del vallone orientale , e poi ancora in un sopralluogo, io e lui soli, in una cava di Menfi, lui con tutti i suoi strumenti per la lavorazione dei materiali lapidei … era il momento del suo studio sulle metope del tempio E di Selinunte … gli strumenti non piacquero ai Carabinieri che ci fermarono per strada ma … È superfluo parlare dello studioso valente che in tanti stanno ricordando, in questo momento ricordo soltanto l’amico. Ciao Clemente”.

Giuliano Volpe, archeologo. “Apprendo con profondo dispiacere della scomparsa di una grande studioso, un grande archeologo, Clemente Marconi, un esponente di punta della moderna archeologia classica”.

Agrigento. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico al film “Trame di patrimonio” e della giuria al film “Il mondo perduto dei giardini pensili”

Festival del cinema archeologico di Agrigento: serata finale con Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto; Maurizio Dapor, presidente della fondazione Museo civico Rovereto; e Maria Cncetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, e responsabile scirentifica del Festival (foto regione siciliana)

Dopo tre giorni di proiezioni e incontri, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, venerdì 17 luglio 2026, si è chiusa l’edizione 2026 del Festival del Cinema Archeologico con l’assegnazione dei premi del pubblico e della giuria. Dopo Palermo Licata Realmonte, il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, ad Agrigento la quarta e ultima tappa. Davanti ad un numeroso pubblico si è ripetuta la magia di questa manifestazione: portare, grazie ad un uno schermo, la ricerca storica e archeologica del mondo tra la pietra antica dei beni culturali siciliani. Dal Medio Oriente al Sudamerica, il Festival è un grande viaggio – sia fisico che mentale – tra secoli di storia. Una formula che continua ad appassionare e ad avvicinare sempre maggiore pubblico.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

Il premio della giuria è andato al film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

Menzione speciale al film “Le città d’oro: il grande malinteso / Les cités d’Or: le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Premio del pubblico al film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine.

Agrigento. Quarta e ultima tappa del Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto: tre serate per un viaggio tra civiltà e memoria con molti film e un archeotalk. E assegnazione del premio dl pubblico e della giuria. Ecco il programma

Dopo Palermo, Licata, Realmonte il Festival del Cinema Archeologico, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival e Fondazione museo civico di Rovereto, chiude il suo viaggio con Agrigento: da mercoledì 15 a venerdì 17 luglio 2026, tre serate nel chiostro del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento: un viaggio tra civiltà e memoria con molti film in programma. E l’assegnazione, venerdì 17 luglio 2026, del Premio del pubblico e di quello della giuria di esperti ed esperte. Proiezioni libere e gratuite. Archeotalk a partecipazione gratuita, su prenotazione.

Frame del film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo

PROGRAMMA DEL 15 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52′). Il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga questa scoperta per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo. Chiude il film “File, il santuario sommerso / Philae, le sanctuaire englouti” di Olivier Lemaitre e Claudine Le Tourneur d’Ison (Germania 2023, 54′). La straordinaria operazione internazionale che negli anni Settanta salvò il Tempio di File dalla piena del Nilo, raccontata con ricostruzioni 3D e dai maggiori egittologi. Oggi nuove tecnologie digitali permettono di continuare a studiarne i resti e ricostruire questo antico labirinto sul Nilo.

Frame del film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil

PROGRAMMA DEL 16 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 21, apre le proiezioni il film “Le città d’oro, il grande malinteso / Les cités d’Or, le grand malentendu” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’). Cinque secoli dopo la conquista delle Americhe, il documentario illustra la ricerca ossessiva dell’oro come motore della colonizzazione, e mette a confronto la visione sacra dell’oro delle culture indigene con l’avidità dei conquistadores, svelandone le conseguenze: violenza, distruzione e cancellazione di intere civiltà. Un viaggio tra Colombia, Perù e Bolivia che riscrive la storia e ridà voce ai popoli precolombiani. Chiude il film “Il mondo perduto dei giardini pensili / The Lost World of the Hanging Gardens” di Duncan George Bulling (Regno Unito 2024, 55′). Per tre anni Mosul è stata devastata dallo Stato Islamico, che ha distrutto tesori archeologici inestimabili. Ma la rinascita potrebbe nascondersi nel suo passato glorioso, quando era Ninive, la capitale assira. Gli scavi e gli studi stanno riportando alla luce questa grande civiltà: è forse stata questa la sede dei leggendari Giardini Pensili di Babilonia?

Arianna Traviglia, direttrice Centre for Cultural Heritage Technology – IIT (foto iit)

PROGRAMMA DEL 17 LUGLIO 2026. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”, alle 19.30, aperitivo di benvenuto con Pratica Società Cooperativa – Scaro. Alle 20.30, l’ARCHEOTALK “Salvare il passato con il futuro” con Arianna Traviglia, coordinatrice del Centre for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e consulente scientifica del film “Threads of Heritage”, che racconterà come le tecnologie digitali stiano trasformando il modo in cui studiamo, proteggiamo e tramandiamo il patrimonio culturale: dal rilevamento remoto all’intelligenza artificiale, strumenti un tempo impensabili stanno diventando alleati indispensabili dell’archeologia contemporanea. Partecipazione gratuita, con prenotazione obbligatoria | PRENOTA QUI.

Frame del film “Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime”

Alle 21, aprono le proiezioni con il film “Trame di patrimonio – Nella tana del crimine d’arte / Threads of Heritage – Down the Rabbit Hole of Art Crime” di Brian Parodi (Italia 2025, 45′). Il film indaga il traffico illecito di beni culturali su scala globale. Attraverso casi giudiziari, testimonianze e documenti esclusivi, racconta il ruolo di trafficanti, musei e case d’asta, evidenziando il lavoro delle forze dell’ordine e l’uso della tecnologia – inclusa l’AI – per combattere il crimine. Seguono, fuori concorso, le proiezioni del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens? E quindi del film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6′). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.

Alle 23, chiudono la serata e il festival del cinema archeologico 2026 le PREMIAZIONI con l’annuncio dei film premiati dalle giurie e del vincitore del premio del pubblico.

Agrigento. Week end speciale al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”: per San Valentino visita guidata “L’amore al tempo degli dei”, per carnevale il laboratorio “Gli dei in maschera”

Un weekend speciale al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento per celebrare l’amore e la creatività. Il 14 febbraio 2026, alle 16, appuntamento con “L’amore al tempo degli dei”, un affascinante viaggio guidato dagli archeologi di CoopCulture tra i reperti di Akràgas e Agrigentum per scoprire come si viveva e si narrava il sentimento oltre 2500 anni fa. Si può prenotare il posto al link https://ticketing.coopculture.it/…/0D1D0D38-235F-5304…

L’appuntamento raddoppia domenica 15 febbraio 2026, alle 16, con “Gli dei in maschera”, un pomeriggio dedicato ai più piccoli tra miti e fantasia. I bambini potranno divertirsi con colla e tempere per creare maschere ispirate agli eroi dell’antichità e portare a casa il proprio capolavoro. Le prenotazioni per il laboratorio creativo sono disponibili a questo link: https://www.coopculture.it/…/gli-dei-in-maschera-al…/

Agrigento. Ultimi giorni per visitare al museo “Griffo” la mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri”, a cura dell’archeologa Maria Concetta Parello, con il rientro in città (in prestito temporaneo dal museo di Monaco di Baviera) di 10 dei 47 vasi del VI e V sec. a.C., mirabile esempio di pittura vascolare greca

Grazie alla proroga, c’è tempo fino al prossimo 18 ottobre 2025 per visitare la mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri”, a cura dell’archeologa Maria Concetta Parello, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, dove è stata aperta il 18 dicembre 2024, con il rientro in città (in prestito temporaneo dal museo di Monaco di Baviera) di 10 dei 47 vasi del VI e V sec. a.C., mirabile esempio di pittura vascolare greca, venduti nel 1824 al Principe Ludwig I di Monaco dall’alto prelato della chiesa di Girgenti che li aveva trovati in terreni di sua proprietà. La mostra, organizzata dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi della Regione Siciliana con la collaborazione della soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Agrigento, è sostenuta dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana ed è stata inserita tra gli eventi per la promozione e l’organizzazione delle iniziative collegate ad “Agrigento capitale italiana della cultura 2025”. Il progetto espositivo, che vede la curatela scientifica di Maria Concetta Parello, archeologa del Parco, è realizzato con Giuseppe Avenia (dirigente responsabile del museo Griffo) e con l’archeologa del Parco Donatella Mangione. L’allestimento della mostra, che riqualifica gli spazi dell’Auditorium Lizzi abbattendo le barriere architettoniche dello storico edificio annesso alla Chiesa di San Nicola, è realizzato dal general contractor Floridia Allestimenti Museali srl su progetto di Diego Cavallaro, Giacomo Floridia e Giuseppe Floridia.

Mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento”: l’archeologa Maria Concetta Parello del parco archeologico della Valle dei Templi, con l’archeologo Jorg Gebauer, conservatore dello Staatliche Antikensammlungen (foto angelo pitrone)

La storia. Quella dei vasi Panitteri è una storia assai curiosa, che lega la Sicilia del primo Ottocento agli ambienti della casa reale di Monaco di Baviera e aggiunge un episodio poco conosciuto ai racconti della grande epopea del Grand Tour nell’isola. I 47 vasi, infatti, appartenevano a monsignor Giuseppe Panitteri (1776-1828), studioso di archeologia e belle arti e uomo di chiesa: era infatti il “ciantro” della Cattedrale di Girgenti, massimo titolo assegnato al capitolo della Cattedrale. Fu lui, nel 1824, a vendere l’intera sua collezione al principe Ludwig I (1786-1868) erede al trono di Baviera. A fare da tramite e a sollecitare l’operazione fu Leo von Klenze (1784-1864), architetto di corte a Monaco e pittore paesaggista innamorato della Sicilia e delle sue antichità, apprezzate durante i continui viaggi in Italia e raccontate in Germania attraverso numerosi disegni, vedute e studi di dettagli architettonici dei monumenti di Agrigento (esposti in formato digitale alla mostra) che fanno di Klenze, come di tutti gli artisti e gli intellettuali del Grand Tour, dei “travel influencer” ante litteram.

Allestimento della mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri” al museo “Griffo” di Agrigento (foto angelo pitrone)

Per convincere il principe Ludwig di Monaco, Klenze magnificò la raccolta scrivendo che “rappresenta tra i vasi quello che tra le sculture rappresentano le statue di Egina”. Riferimento non casuale, visto che il futuro re di Baviera, qualche anno prima, in Grecia, si era aggiudicato l’acquisto dello spettacolare complesso statuario del frontone del tempio di Aphaia ad Egina nonostante le critiche del padre, il re Max di Baviera, totalmente disinteressato alle antichità e assai critico nei confronti del figlio ed erede, considerato uno spendaccione che acquistava “robaccia vecchia”. Da allora, e al termine di lunghe trattative e riflessioni – documentate da numerose lettere fra Klenze e Ludwig che affrontano non solo le questioni logistiche del trasporto dei reperti ma svelano anche gustosi retroscena sulla meticolosa negoziazione del prezzo da parte del monarca, assai parsimonioso in fatto di tasse di dogana e spese di trasporto – i 47 vasi, pagati 1400 once siciliane (7000 fiorini, moneta della casa reale di Monaco), fanno parte della ricchissima collezione di Ludwig I. A mediare tutta l’operazione fu anche Raffaele Politi (1783-1870), artista e intellettuale di origine siracusana al quale si deve probabilmente la passione del ciantro per le antichità e la realizzazione di una serie di pitture e decori nella Wunderkammer di Villa Panitteri, storica dimora settecentesca adiacente alla chiesa di San Nicola, passata al demanio dagli anni Sessanta del secolo scorso e poi inglobata nel museo Griffo.

Divenuto re di Baviera (1825-1848) Ludwig è passato alla storia come mecenate delle arti e appassionato del mondo greco: conquistato dalla bellezza dei pezzi di Panitteri, continuò in seguito ad acquistare vasi antichi soprattutto nell’Italia meridionale – territori amatissimi, soprattutto per il clima mite tipico delle regioni del sud, esaltato nelle numerose lettere custodite a Monaco – realizzando una ricchissima collezione vascolare successivamente confluita nel Museo Statale delle Antichità di Monaco (Staatliche Antikensammlungen). È da qui, dove i vasi del ciantro Panitteri sono arrivati nel 1824, che dopo duecento anni che dieci di questi preziosissimi pezzi ritornano in Sicilia per essere finalmente ammirati dal grande pubblico in visita ad Agrigento, Capitale della Cultura 2025.

A far visita in questi mesi alla mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”, alla presenza della curatrice, l’archeologa Maria Concetta Parello, è stato Florian Knauss, direttore delle Staatliche Antikensammlungen di Monaco di Baviera, che ha autorizzato il prolungamento del prestito dei reperti, attualmente di proprietà della fondazione di diritto pubblico Wittelsbacher Ausgleichsfonds. Knauss ha espresso il suo personale apprezzamento per il progetto espositivo e per “il meraviglioso” allestimento sottolineando “l’importanza degli scambi di reperti fra le istituzioni museali”.

Allestimento della mostra “Da Girgenti a Monaco, Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei Vasi del Ciantro Panitteri” al museo “Griffo” di Agrigento (foto angelo pitrone)

 

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con Odisseo e il caprone di Polifemo (foto angelo pitrone)

Il percorso espositivo della mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri” è stato diviso in quattro momenti che integrano contributi documentali e video per accompagnare il visitatore alla scoperta dei vasi attraversando tutte le fasi che, nel 1824, portarono alla vendita della meravigliosa collezione di vasi greci trovati ad Agrigento al principe tedesco Ludwig I di Monaco di Baviera. “A fianco del singolo vaso, insieme alla didascalia tradizionale, sui pannelli abbiamo voluto raccontare le storie rappresentate sui vasi”, spiega Maria Concetta Parello. “Storie connesse ai miti della tradizione greca e ad alcuni aspetti della vita quotidiana partendo quasi sempre dalle fonti letterarie.  Sui vasi sono rappresentate storie molto note, come quella di Odisseo che esce dall’antro di Polifemo legato al caprone o quella di Aiace che porta sulle spalle il corpo di Achille, ucciso da Paride durante la guerra di Troia. Su uno dei vasi più iconici della ceramografia attica sono rappresentati Alceo e Saffo, grandissimi poeti della lirica greca, che cantano e recitano versi. Infine sullo psìkter (un vaso utilizzato per raffreddare il vino) viene narrato un mito non molto frequentato nel mondo greco, quello di Ida, Apollo e Marpessa. Secondo questo mito il dio Apollo cerca di conquistare la mano di Marpessa (già sposata a Ida) ma questa volta deve soccombere di fronte all’intelligenza di una donna che preferisce invecchiare accanto al marito piuttosto che assistere inerme alla deplorevole condizione di invecchiare da sola accanto a un Dio, immortale, che non avrebbe mai conosciuto la vecchiaia”.

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con i poeti Alceo e Saffo (foto angelo pitrone)

Mostra “Da Girgenti a Monaco. Da Monaco ad Agrigento. Il ritorno dei vasi del ciantro Panitteri”: vaso con amazzone (foto angelo pitrone)

Quattro le fasi della narrazione. La prima sezione: VILLA PANITTERI: il racconto dei luoghi con la Villa Panitteri, storica dimora nel cuore della Valle dei Templi che dagli anni Sessanta è passata al demanio e poi è stata inglobata nel museo Archeologico “Pietro Griffo”. Ricorda De Forbin in “Souvenirs de la Sicilie” (Parigi, 1823): “…D’altra parte, sono stato accolto con gentilezza da monsignor Ciantro Panitteri; questo studioso ecclesiastico ha una collezione di vasi greci. Mi mostrò il busto di una statua in marmo pentelico, della più mirabile fattura: potrebbe essere opera dello stesso scalpello della nostra Venere di Milo; stessa nobiltà, stessa verità. Ne riportai un calco in gesso, che devo all’attenta cortesia del mio signor Panitteri”. La seconda sezione: I PROTAGONISTI: il Principe Ludwig I della casa reale di Monaco di Baviera, Don Giuseppe Panitteri ciantro della Cattedrale di Agrigento, l’archeologo di corte Leo von Klenze e il pittore e intellettuale siracusano Raffaello Politi, mediatore di tutta l’operazione. La terza: CONTRIBUTI DIGITALI. CORTOMETRAGGIO: un docufilm che ripercorre la storia dei vasi, la loro vendita da parte del ciantro Panitteri e il progetto della mostra. TOUCH SCREEN: per approfondire la conoscenza dell’episodio e dei suoi protagonisti, è consultabili una ricca raccolta costituita da documenti relativi ai luoghi (Villa Panitteri, Chiesa San Nicola) riprodotti in disegni e chine d’epoca, disegni architettonici e schizzi realizzati da von Klenze nei suoi numerosi viaggi in Sicilia e in particolare ad Agrigento. La quarta sezione: SALA VASI. Nell’ultima sala – che è poi il coro dell’antica chiesa di San Nicola (XI-XII sec.) – è allestita la mostra dei dieci vasi ex Panitteri. Qui prende forma l’originale concept espositivo immaginato dalla curatrice, l’archeologa Maria Concetta Parello, che ha attinto alle fonti letterarie (citando Iliade, Odissea, Argonautiche, le Baccanti di Euripide, le Metamorfosi di Ovidio, e lo storico Diodoro Siculo) per una narrazione che intreccia il linguaggio della pittura vascolare con quello della letteratura classica occidentale.

Licata-Realmonte-Agrigento-Palermo. Ecco tutti i film premiati (dal pubblico o con menzione) nella XXI edizione del Festival del Cinema Archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi, realizzato in collaborazione di RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto

A qualche giorno dalla chiusura della XXI edizione del Festival del Cinema Archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto, è proprio il parco archeologico della Valle dei Templi a fare il punto di una settimana ricchissima di incontri, eventi, opportunità di confronto e approfondimento sul valore della ricerca, della divulgazione e della tutela del patrimonio storico e archeologico affidato all’umanità come eredità da parte delle precedenti generazioni. Un viaggio tra Licata, Realmonte, Agrigento e Palermo che ha coinvolto un pubblico numeroso e variegato.

Frame del “Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide” di Sébastien Reichenbach

Della tappa al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (15-17 luglio 2025) archeologiavicidalpassato.com ha già dato resoconto dei film premiati: “Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide”, regia di Sébastien Reichenbach (premio del pubblico) e “Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa”, regia di Pascal Guérin (premio della giuria) (vedi Modifica articolo “Agrigento. “Il tempio perduto di Artemide” in Grecia e “I misteri della basilica sommersa di Iznic” in Turchia conquistano pubblico e giuria del Festival del Cinema archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi realizzato in collaborazione con il RAM film festival” ‹ archeologiavocidalpassato — WordPress).

Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

Nella tappa di apertura a Licata (10-11 luglio 2025) il premio del pubblico e anche la menzione della Città di Licata sono andati al film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo”, regia di Marie Thiry, (Francia 2022, 52’). Il film ricostruisce la storia della Grotta Cosquer, uno dei capolavori di pittura rupestre d’Europa. Oltre 35 metri sotto il livello del mare, è oggi minacciata dall’innalzamento delle acque accelerato dal riscaldamento climatico. Per conservarla e renderla accessibile, la Regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha avviato una ricostruzione a grandezza naturale di questo gioiello nascosto.

Menzione speciale della Città di Licata al film “Ingeniería Romana – Puertos / Ingegneria romana – i porti”, regia di José Antonio Muñiz (Spagna 2023, 55’). Isaac Moreno, ingegnere, geografo e storico, accompagna il pubblico in un appassionante viaggio alla scoperta dei porti romani, capolavori d’ingegneria antica in gran parte distrutti a causa degli elementi naturali o dell’uomo. Studi recenti ne rivelano le straordinarie progettazioni e funzionalità.

Il film “Anima insulae” di Lorenzo Daniele

Nella tappa di Realmonte (12-13 luglio 2025) il premio del pubblico e anche la menzione della Città di Realmonte sono andati al film “Anima Insulae”, regia di Lorenzo Daniele (Italia 2024, 51’). Una storia senza fine né inizio. Una storia ambientata in Sicilia, che scorre lungo un fiume, là dove la pietra ha il colore dell’Etna, l’acqua emette responsi e le grotte sono ventri divini. Dove si è pregato e cercato protezione. Dove si è lottato per la libertà. Dove si vive e si scava. Dove si può percepire l’essenza di quest’Isola, la sua Anima. È la storia di Palikè, la terra dei Siculi.

Il film “Ingeniería Romana – Puertos | Ingegneria romana – i porti” di José Antonio Muñiz

Nella tappa finale di Palermo (19-20 luglio 2025) il premio del pubblico è andato al film “Ingeniería Romana – Puertos | Ingegneria romana – i porti“, regia e produzione di José Antonio Muñiz (Spagna 2023, 55’). Isaac Moreno, ingegnere, geografo e storico, accompagna il pubblico in un appassionante viaggio alla scoperta dei porti romani, capolavori d’ingegneria antica in gran parte distrutti a causa degli elementi naturali o dell’uomo. Studi recenti ne rivelano le straordinarie progettazioni e funzionalità.

Infine menzione della Città di Palermo al film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis | La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo”, regia di Marie Thiry, (Francia 2022, 52’). Il film ricostruisce la storia della Grotta Cosquer, uno dei capolavori di pittura rupestre d’Europa. Oltre 35 metri sotto il livello del mare, è oggi minacciata dall’innalzamento delle acque accelerato dal riscaldamento climatico. Per conservarla e renderla accessibile, la Regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha avviato una ricostruzione a grandezza naturale di questo gioiello nascosto.

Al via dal museo Archeologico della Badia il 21mo Festival del Cinema archeologico: nove serate in quattro città della Sicilia – Licata, Realmonte, Agrigento e Palermo -, 21 film, 4 Archeotalk, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Ecco il programma

Nove serate in quattro città della Sicilia – Licata, Realmonte, Agrigento e Palermo -, 21 film, 4 Archeotalk, per l’edizione 2025 del Festival del Cinema archeologico del parco archeologico della Valle dei Templi, giunto alla 21esima edizione, realizzato in collaborazione tra il parco archeologico della Valle dei Templi, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo e il RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto. Un evento che si conferma una delle attività di divulgazione più radicate e seguite in Sicilia. La prima tappa è la città di Licata con due serate il 10 e l’11 luglio 2025, e poi a seguire le altre location. La partecipazione agli appuntamenti è libera, e, come già avvenuto in passato, durante le serate agli spettatori sarà distribuita una scheda per votare i film, che saranno poi premiati durante la kermesse. Anche gli Archeotalk con aperitivo sono sempre gratuiti ma su prenotazione sul sito on line www.ramfilmfestival.it. A Palermo invece anche le proiezioni richiedono la prenotazione. “Il Festival del Cinema archeologico è ormai un’istituzione consolidata che sosteniamo perché rappresenta un momento di divulgazione del patrimonio culturale estremamente importante ed efficace”, commenta il direttore del Parco Roberto Sciarratta, “e si sposa con gli obiettivi della nostra istituzione. Non solo: la sua formula itinerante permette di valorizzare quel patrimonio ingiustamente ritenuto ‘minore” su cui in questi anni stiamo investendo convintamente sia in termini di ricerca archeologica che di promozione affinché sempre più visitatori possano conoscere luoghi di grande bellezza come Villa Romana o i resti di Finziade”.

Dopo il successo delle scorse edizioni viene mantenuta la stessa formula del Festival diffuso per mantenere un dialogo con le comunità locali: si partirà anche quest’anno da Licata (10 e 11 luglio 2025), dove le proiezioni saranno ospitate al Museo della Badia e a Castel Sant’Angelo, sulla sommità del Monte su cui si trovano i resti dell’antica città di Finziade. Si prosegue alla Villa romana di Realmonte, un magnifico esempio di villa marittima perfettamente integrata nel paesaggio che la circonda (12 e 13 luglio 2025), e si concluderà nel suggestivo chiostro medievale del Museo archeologico “Pietro Griffo”, situato nel cuore della Valle dei Templi (15,16, 17 luglio 2025). Anche quest’anno il Festival si sposterà in un luogo di straordinaria importanza per la storia dell’archeologia siciliana, il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, la più antica istituzione museale della Sicilia (19 e 20 luglio 2025). Ad arricchire l’edizione 2025 sarà poi un approfondimento dedicato alla realtà aumentata come strumento di conoscenza del patrimonio storico e archeologico da parte della società ETT che darà la possibilità di provare le proprie produzioni. Il 16 luglio 2025, alle 21, al museo “Pietro Griffo” sarà possibile rivivere il matrimonio di Luchina Chiaromonte e Enrico Rosso, mentre il 20 luglio 2025, alle 21, al “Salinas” grazie ai visori in realtà aumentata sarà possibile rivivere la Battaglia delle Egadi.

Ecco il programma completo

LICATA, 10 luglio – Museo Archeologico Regionale della Badia: alle 21, apre il film “Uomini e Dei, il mare e il sacro”, regia di Massimo D’Alessandro; segue il film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in Pericolo”, regia di Marie Thiry.

11 luglio – Castel Sant’Angelo: alle 19.30: Archeotalk “Neanderthal. L’altra umanità” con Franco Capone, tra i più noti giornalisti scientifici italiani. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Casa Vinicola Quignones. Alle 21, apre il film “Néandertal, premier artiste de l’humanité? / Neandertal, primo artista dell’umanità?” di Thibaud Marchand; segue il film “Ingeniería Romana – Puertos / Ingegneria romana – i porti” di José Antonio Muñiz.

REALMONTE, 12 luglio – Villa Romana di Durrueli: alle 21, apre il film “A Villa dos Centauros / La Villa dei Centauri” di Raul Losada”; segue il film “On les appelle: Vikings / Li chiamiamo Vichinghi” di Laureline Amanieux.

13 luglio – Villa Romana di Durrueli: alle 19.30, Archeotalk “L’archeologia va in onda: oltre l’obiettivo” con Eugenio Farioli Vecchioli, autore, regista e filmmaker di Rai Cultura, capo-progetto della serie “Italia. Viaggio nella bellezza”. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Casa Vinicola Quignones. Alle 21, apre il film “Anima Insulae” di Lorenzo Daniele; segue il film “Specularia. Des vitres chez les Romains / Specularia. I vetri delle finestre ai tempi dei romani” di Philippe Axell.

AGRIGENTO, 15 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 21, apre il film “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak / Mesopotamia, la riscoperta dei tesori iracheni” di Olivier Julien; segue il film “Rosso, i colori dell’arte” di Linda Tugnoli.

16 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 21, apre il film “Sapiens ou la naissance de l’art / Sapiens o la nascita dell’arte” di Pascal Goblot; segue il film “Artémis le temple perdu / ll tempio perduto di Artemide” di Sébastien Reichenbach.

17 luglio – Museo Archeologico Regionale “Pietro Griffo”: alle 19.30, Archeotalk “L’archeologia raccontata tra fatti e fake news” con Angelo Cimarosti, direttore del portale Archaeoreporter.  Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione Scaro. Alle 21.30, apre il film “Jiroft” di Marjan Keshani; segue il film “Odyssea: L’histoire de notre évolution / Odissea: La storia della nostra evoluzione” di Sébastien Duhem; chiude il film “Iznik, les mystères de la basilique engloutie / Iznik, i misteri della basilica sommersa” di Pascal Guérin.

PALERMO, 19 luglio – Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas”: alle 19, Archeotalk “Le storie dell’antico parlano al presente” con John Pedeferri, giornalista Sky Tg24 e autore del podcast trafug’Arte, e Flavia Frisone, storica del mondo greco e divulgatrice. Partecipazione gratuita con prenotazione online sul sito www.ramfilmfestival.it. Aperitivo in collaborazione con Coopculture. Alle 21, apre il film “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry; segue il film “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento Italia” di Lorenzo Mercurio.

20 luglio – Museo Archeologico Regionale “Antonino Salinas”: alle 21, apre il film “Thalassa”, regia di Gianfrancesco Iacono; segue il film “Jiroft” di Marjan Keshani; segue il film “Odyssea: L’histoire de notre évolution / Odissea: La storia della nostra evoluzione” di Sébastien Duhem; chiude il film “Ingeniería Romana – Puertos / Ingegneria romana – i porti” di José Antonio Muñiz

 

Notte europea dei Musei 2025. Qualche idea da Cividale ad Agrigento, da Verona a Taranto, da Roma a Sibari

ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI CIVIDALE (Ud). Dovrebbe entrare nella nostra abitudine passare un po’ di tempo nei musei, magari approfittando di aperture particolari. Perché il museo non è un luogo dove andare una volta sola, ci sono mille cose da scoprire e ad ogni nostro passaggio scopriamo cose nuove, diverse. Quindi, cosa fate sabato sera? Si va al museo Archeologico di Cividale con apertura straordinaria dalle 19 alle 22 sabato 17 maggio 2025, per la Notte dei Musei.

MUSEI DI STORIA NATURALE E DI CASTELVECCHIO A VERONA. Sabato 17 maggio 2025 torna la Notte Europea dei Musei: in programma l’apertura straordinaria con ingresso gratuito dalle 20 alle 23 del museo di Castelvecchio e del museo di Storia Naturale, oltre a visite guidate gratuite su prenotazione. Visite al Museo di Castelvecchio: ore 20.15 – ore 21.30, “La grazia antica di Pisanello: una Madonna e i volti del potere”: uno sguardo alle medaglie esposte nella Reggia grazie alla collaborazione con la Galleria Nazionale dell’Umbria; ore 20.15 – ore 21 – ore 22, visite alla mostra “Fascismo Resistenza Libertà. Verona 1943-1945”. Visite al Museo di Storia Naturale: ore 20.15 – ore 21.30, visite alla collezione permanente. I ragazzi e le ragazze del Servizio Civile Universale saranno presenti per offrire supporto, orientamento e assistenza.

MUSEO ARCHEOLOGICO DI ISOLA DELLA SCALA (Vr). In occasione della Notte europea dei Musei sabato 17 maggio 2025 apertura dalle 19.30 alle 23 del museo Archeologico di Isola della Scala (Vr). Alle 21 il convegno “Una notte con Catullo: non solo baci” con l’archeologa e scrittrice veronese Giuliana Borghesani, autrice del libro “Catullo. Una storia nel mondo romano repubblicano”. Alle 20 e alle 22, visite guidate.

PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO (Roma) In occasione della Notte Europea dei Musei il parco archeologico del Colosseo propone un’apertura straordinaria serale del piano dell’arena del Colosseo. Sarà possibile prenotare il biglietto al costo simbolico di 1 euro sul sito ufficiale del parco archeologico del Colosseo dalle 10 di venerdì 16 Maggio: https://ticketing.colosseo.it/…/notte-europea-dei-musei/ L’ingresso avverrà da piazza del Colosseo a partire dalle 20 con ultimo accesso alle 22.40. Durante la serata è previsto, a partire dalle 20.30, l’intervento musicale “Musica Pacis” di Rocco de Rosa (piano solo) e Pasquale Laino (special guest, sax tenore). Sono previsti 3 interventi musicali della durata di 30 minuti ciascuno, con inizio alle 20.30, 21.30 e 22.30. NOTA BENE Per il concomitante Giubileo delle Confraternite, Roma Capitale ha disposto la chiusura AGLI AUTOVEICOLI delle seguenti strade DALLE 14 ALLE 20 DI SABATO 17 MAGGIO 2025: via di San Gregorio, via Claudia, via Celio Vibenna, via Dei Cerchi, via Del Circo Massimo, via Dell’ara Massima Di Ercole

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA A ROMA. In occasione della Notte Europea dei Musei, il museo ETRU sarà aperto al pubblico dalle 20 alle 23 con ingresso a 1 euro (orari biglietteria 19.30/22, chiusura sale 22.30). A grande richiesta, all’interno della Festa della lettura, organizzata da Il talento di Roma e sostenuta dal Municipio II, alle 20.30, nel piazzale di Villa Giulia, c’è il genio artistico di Giuseppe Cederna con lo spettacolo “Il Canto dell’Acqua” (evento sold out).  Posti a sedere limitati e non numerati. Sarà possibile seguire lo spettacolo anche seduti sul prato.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO. Sabato 17 maggio 2025, alle 20, nel chiostro del museo Archeologico nazionale di Taranto, in occasione dell’apertura straordinaria serale, c’è “Il canto del metallo: dalla terra alla spada”, imperdibile esperienza di archeologia sperimentale: la creazione dal vivo di una spada dell’Età del Bronzo. Un laboratorio spettacolare in cui antiche tecniche di fusione e forgiatura prenderanno vita sotto i vostri occhi, nella cornice suggestiva del chiostro del MArTA. Un racconto pratico e coinvolgente sulla nascita della metallurgia e su come il lavoro dei primi fabbri abbia cambiato per sempre il corso della storia umana. Attività inclusa nel biglietto di ingresso, al costo simbolico di 1 euro (salvo gratuità previste per legge) dalle 19.30 sino alle 22.30 con ultimo ingresso alle 22. Non è richiesta prenotazione.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA SIBARITIDE (Cs). Il 17 maggio 2025 esperienza unica al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, in occasione della Notte Europea dei Musei. Per l’occasione, dalle 19 alle 22 l’ingresso sarà a soli 1 euro. Una notte di archeologia, cultura e scoperte, con un appuntamento imperdibile: l’inaugurazione del nuovo allestimento della sezione “Archeologia Salvata”. La mostra esplora il tema della Monetazione Antica e della Numismatica, con un focus su monete antiche recuperate grazie al lavoro delle forze dell’ordine. Potrai scoprire l’evoluzione della moneta, dal periodo della Magna Grecia fino al Medioevo, attraverso reperti straordinari. Un viaggio nel tempo che ti porterà a esplorare le dinamiche economiche del passato, attraverso i simboli e le storie che si celano in ogni moneta. Extra Speciale: Una lettura animata dall’Aulularia di Plauto, un’opera comica che ci parla di un vecchio avaro e della sua ossessione per il denaro.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE “PIETRO GRIFFO” DI AGRIGENTO. C’è anche il museo Archeologico “Pietro Griffo” tra i luoghi della cultura che saranno accessibili il 17 maggio 2025 in orario serale nel contesto della Notte europea dei musei. L’ingresso sarà consentito dalle 20 alle 22.30 con chiusura del sito alle 23 al costo simbolico di un euro. Durante la serata CoopCulture garantirà delle visite guidate a tema “Alla ricerca di Demetra ad Akragas”: filo conduttore sarà appunto il culto della divinità di raccolti. Tra ex voto, terrecotte architettoniche e gronde leonine, gli archeologi condurranno gli ospiti alla scoperta di culti e credenze incentrati su Demetra e la figlia Kore. Le visite didattiche si terranno alle 20.30 e alle 21.30 e avranno un costo aggiuntivo di 5 euro (ridotto 4 euro).

Agrigento-Licata-Lampedusa. Al via ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”. Ecco il programma della prima giornata ad Agrigento e a Licata: talk e proiezioni

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaAl via lunedì 16 dicembre 2024 ad Agrigento e a Licata la prima giornata di ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, organizzato da RAM film festival di Rovereto e promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento e dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento per Agrigento capitale italiana della Cultura 2025. L’ALL festival nasce come un viaggio attra verso cinema documentario, patrimonio culturale e dialogo, abbracciando i temi delle migrazioni, dei paesaggi e delle vi sioni che definiscono i popoli in cammino, di ieri e di oggi.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-invasioni-di-ieri-e-di-oggi_locandinaAGRIGENTO, museo Archeologico regionale “Pietro Griffo”. Alle 17.30, il talk “Invasioni: di ieri, di oggi”: incontro con Riccardo Ginevra, esperto di lingue antiche, e Luca Misculin, giornalista del Post, autori del podcast “L’invasione”. Quali sono i punti di contatto tra le gran di migrazioni del passato e quelle più recenti? Un confronto tra ieri e oggi, partendo dall’esperienza del podcast “L’invasione”, che ha come protagonista la lingua protoindoeuropea e le persone che arrivarono in Europa 5.000 anni fa, portandosi dietro l’antenata delle lingue che parliamo oggi, ma non solo.

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Frame del film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi

Alle 20.30, apre il film “Un seme in città” di Francesco Bocchieri (Italia, 2024, 55’). Il racconto dell’esperienza di urbanistica partecipata dall’associazione “Insieme in città” intrapresa per arginare lo spopola mento del centro storico di Ragusa superiore. Un percorso di consapevolezza, che passa dall’analisi di diversi aspetti tecnici, sociali e artistici, per arrivare alla creazione di una mappa di comunità. Un’esperienza civica confluita ora nell’istituzione dell’Ecomuseo Carat. Segue il film “Future Tense / Tempo futuro. Conversazioni al Museo di Manchester” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali. Il dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheggiati e decontestualizzati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, pacifista e rappresentante per la comunità nigeriana nella contea metropolitana della Grande Manchester. Quindi il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 2024, 45’). Approdi è un viaggio geopoetico tra tempi e luoghi. Ispirato da “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejević, lo scrittore Nicolò Carnimeo intraprende un viaggio lungo le coste pugliesi con la sua barca a vela insieme a scrittori, giornalisti e intellettuali, narrando di popoli, navigatori e migranti, da Platone a oggi, raccontando gli approdi che non ci sono più e descrivendo la vita di musicisti nomadi, il rapporto col mare e l’importanza del porto e dei fari per i naviganti. Chiude la serata il film “Gown / Abito” di Hyunji Park (Regno Unito, 2023, 8’). Kirushthiga, membro della comunità Tamil, fuggita alla guerra civile in Sri Lanka, de scrive con passione il significato degli abi ti tradizionali tamil, intesi come un potente mezzo per mantenere il suo legame cultura le e la sua identità anche vivendo a Londra.

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_talk-l-altra-faccia-dell-immigrazione_locandinaLICATA, museo della Badia. Alle 17.30, il talk “L’altra faccia dell’immigrazione”: incontro con i registi Alessandro Rocca e Davide Demichelis e il protagonista del film Vito Fiorino. Come rappresentano le migrazioni i media e come realmente riescono a raccontare tutta la complessità e la varietà di esperienze legate a questo fenomeno globale? Se ne parla insieme al protagonista e agli autori del film “A nord di Lampedusa” in programma al Festival. In questo contesto, si cercherà di stimolare una riflessione su come i film e le storie raccontate attraverso il cinema possano offrire una visione più umana e completa delle migrazioni rispetto a quella proposta dai tradizionali canali mediatici.

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Frame del film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca

Alle 20.30, al teatro Re Grillo, apre il film “Àwòrán. A Yoruba Heritage Mural / Àwòrán. Un film sul murale del patrimonio Yoruba” di Bayo Akanbi (Regno Unito, 2024, 22’). Il film Àwòrán, “rappresentazione visiva” nella lingua yoruba, documenta il proget to “Yoruba Heritage Mural” di CultureTree a Londra, e segue la realizzazione dello splendido murale che visualizza la storia e la cultura degli immigrati Yoruba. Esplora i temi di identità e appartenenza, evidenziando il processo artistico e il coinvolgi mento della comunità. Sottolinea l’importanza culturale e comunitaria dietro questa notevole opera d’arte. Segue e chiude la serata il film “A nord di Lampedusa” di Davide Demichelis e Alessandro Rocca (Italia, 2024, 85’). “Quelle urla che salivano dall’acqua mi sembravano versi di gabbiani, invece era no uomini”. Sono le parole di Vito Fiorino che il 3 ottobre del 2013, in rada, in attesa dell’alba per uscire a pesca con un gruppo di amici, si è accorto di essere circondato da naufraghi che chiedevano disperatamente aiuto. Dieci anni dopo, partendo da Lampedusa, l’isola che è diventata la seconda casa di Vito, intraprendiamo un viaggio alla ricerca di alcune di quelle persone a cui ha regalato una seconda vita. Con lui viaggia l’amico Davide Demichelis (che per RAI3 ha realizzato e condotto Radici, Timbuctu e altri programmi di viaggio). Nasce così un road movie attraverso l’Europa, che dall’Italia arriva in Norvegia, passando per i Paesi Bassi e la Svezia.

 

Agrigento Licata Lampedusa: al via l’ALL festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, quattro giornate di cinema archeologico, talk e performance sul tema delle migrazioni, organizzato dal RAM film festival e promosso dal parco della Valle dei Templi e dalla soprintendenza di Agrigento in occasione di Agrigento Capitale della Cultura

agrigento-licata-lampedusa_all-festival-2024_locandinaL’annuncio era stato dato Maria Concetta Parello, archeologa del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, all’ultima edizione del RAM film festival 2024 “Gli sguardi sulle migrazioni”, accompagnato dalla soddisfazione del presidente della Fondazione Museo civico di Rovereto Giovanni Laezza (vedi Agrigento capitale della Cultura 2025. Maria Concetto Parello anticipa ad “archeologiavocidalpassato.com” le iniziative del parco della Valle dei Templi, a cominciare dall’edizione speciale di RAM film festival a dicembre e della mostra “Da Girgenti a Monaco, da Monaco ad Agrigento” sulla collezione Panitteri | archeologiavocidalpassato): dal 16 al 19 dicembre 2024, in occasione di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, il RAM Film Festival approda in Sicilia per ALL Festival “Paesaggi, visioni e popoli in cammino”, l’evento di avvicinamento promosso dalla Soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.  È un festival che ha, come il festival di quest’anno a Rovereto, il tema delle migrazioni. Tre le città che ospiteranno gli eventi del festival: Agrigento, Licata e Lampedusa. Il gruppo di lavoro del RAM film festival del museo civico di Rovereto è in partenza per la Sicilia per l’ALL Festival (Agrigento Licata Lampedusa). La collaborazione nasce per il rapporto di fiducia instaurato con il parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con il quale la Fondazione Museo Civico di Rovereto è partner da 20 anni per l’organizzazione nella città siciliana di un festival del cinema archeologico estivo. ALL festival presenta alcuni dei più bei documentari dell’ultima edizione del RAM, con talk con ospiti e performance dedicate alle migrazioni del passato e del presente, ed è promosso dalla soprintendenza beni culturali e ambientali di Agrigento e dal parco della Valle dei Templi. Tra memoria, patrimonio e attualità, il cinema è al centro della manifestazione con lo sguardo rivolto alle migrazioni dettate dalle economie, dalle guerre, dai cambiamenti climatici e ambientali e dai popoli in movimento che, ieri come oggi, hanno cambiato, influenzato o miscelato culture, tradizioni, architetture, espressioni artistiche.

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RAM film festival: da sinistra, Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo del Comune di Rovereto; Giulia Robol, sindaco di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della Fondazione Museo CIvico di Rovereto e del RAM; Giovanni Laezza, presidente della Fondazione Museo CIvico di Rovereto (foto fmcr)

“Siamo fieri che il parco archeologico e la soprintendenza abbiano richiesto al RAM Film Festival di organizzare ALL festival”, commenta Giovanni Laezza, che fa parte della delegazione. “Lo sforzo per realizzare questa iniziativa è stato notevole, e siamo felici di portare un po’ di Rovereto in Sicilia con un nutrito staff, dislocato su tre sedi: Agrigento, Licata e Lampedusa. L’evento sarà incentrato su un tema di grande rilevanza e attualità: un focus sulle migrazioni in tutte le loro declinazioni. A Lampedusa, avremo anche l’opportunità di ascoltare il nostro ricercatore Gionata Stancher, biologo evoluzionista e responsabile della sezione zoologia del Museo, che parlerà di migranti naturali e isole evolutive. Siamo convinti che questo evento contribuirà a rafforzare la cultura della memoria e della comprensione reciproca, in una terra che è da sempre crocevia di popoli e culture”. “Questa partecipazione del Ram Film Festival all’apertura del programma di iniziative di Agrigento capitale italiana della cultura 2025”, aggiunge Micol Cossali, assessore alla Promozione artistica e culturale di Rovereto, “è un riconoscimento della grande qualità del festival, che è diventato un punto di riferimento del cinema archeologico. Un festival nato per valorizzare e far conoscere l’importante figura di Paolo Orsi che ha aperto le strade all’archeologia del Mediterraneo e che ha creato un collegamento fra Rovereto e la Sicilia. Rapporti fra luoghi legati all’archeologia e che sono stati coltivati in questi anni dal Museo con Siracusa e il Museo archeologico della Sicilia, e che rappresentano per Rovereto e il Festival un punto di riferimento nazionale e non solo”. “L’invito rivolto al Ram Film Festival da parte città di Agrigento, nominata Capitale italiana della Cultura 2025, come sindaca di Rovereto non può che rendermi orgogliosa”, ribadisce il sindaco Giulia Robol. “Che la Fondazione Museo Civico sia stata chiamata a presentare in tre diversi luoghi della Sicilia, Agrigento, Licata e Lampedusa, una scelta dei film proposti nello scorso festival significa innanzitutto l’eccellenza e l’assoluto valore storico e culturale della produzione roveretana. Ma questa non è certo una sorpresa dal momento che fin dal principio la rassegna si è subito imposta a livello nazionale e internazionale come un punto di riferimento per gli addetti ai lavori ma capace di attirare l’interesse anche di un pubblico non specialista. Questo invito lo vedo poi come un rapporto importante tra il Trentino e la Sicilia che rinforza i legami tra i due territori, in una sorta di riproposizione di quel percorso che più di cento anni or sono compì il nostro illustre concittadino, Paolo Orsi, che operò proprio come archeologo in quella terra così ricca di fascino, di storia e di cultura che è la Sicilia”.

IL PROGRAMMA. Dieci film, due talk (Riccardo Ginevra e Luca Misculin; e Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis), e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi ad Agrigento, al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con annuncio, nella serata finale, del film vincitore del premio del pubblico; a Licata, sempre il 16, 17 e 18 dicembre 2024, con talk al museo della Badia (Vito Fiorino, Alessandro Rocca e Davide Demichelis; e Riccardo Ginevra), dieci proiezioni e una conferenza-spettacolo con Stefano Allievi al teatro Re Grillo; a Lampedusa, il 17, 18 e 19 dicembre 2024, nell’aula magna dell’istituto di istruzione superiore “E. Majorana”: sempre con due talk (Gionata Stancher, e Marco Aime), dieci film, un’anteprima assoluta di un corto di animazione, una performance di Pino Ninfa, e annuncio nella serata finale del film vincitore del premio del pubblico.