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Licodia Eubea (Ct). Alessandra Cilio, direttore artistico, traccia un bilancio della XII edizione del Festival della Comunicazione e del Documentario archeologico e dà qualche anticipazione dell’edizione 2023. Ecco a chi sono stati assegnati i tre premi in palio

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Alessandra Cilio accompagna gli ospiti nella visita del museo Archeologico “Antonino Di Vita” di Licodia (foto rica)

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Alessandra Cilio, archeologa

Sono passate tre settimane dalla chiusura della XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia. È tempo di bilanci. E non solo. La macchina organizzativa capitanata dai vulcanici direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele è già al lavoro per la prossima edizione, calendarizzata per il periodo compreso tra l’11 e il 15 ottobre 2023. “In cantiere abbiamo già messo la seconda giornata di studi Dialoghi in Badia”, anticipa Alessandra Cilio, “e si sta lavorando alla stipula di protocolli di intesa con Università e Centri di Studio italiani e stranieri, volti a una maggiore promozione dell’evento all’interno degli ambienti accademici e a una effettiva collaborazione tra il festival e queste realtà. Stiamo inoltre pensando all’attivazione di un workshop di produzione audiovisiva con professionisti del settore da riservare ad una selezione di partecipanti”. Ma non solo: “Stiamo anche pensando a un modo per coinvolgere in modo più attivo la comunità licodiana e le sue realtà locali (associazioni culturali, imprese e società), così da rendere ancora più chiaro e trasparente l’intento di questa manifestazione: la promozione della cultura audiovisiva archeologica ed antropologica, ma anche la valorizzazione intelligente dei luoghi, della gente e delle tradizioni che fanno di Licodia Eubea splendida e necessaria alla buona riuscita di questo evento, che è bello perché non vuole essere di nessuno in particolare, ma di tutti”.

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Gli “aperitivi” del Festival di Licodia sono stati garantiti dagli studenti dell’istituto Alberghiero di Modica e Chiaramonte Gulfi (foto rica)

Come è andata l’edizione 2022? “È stata un’annata difficile, questa”, cerca di sintetizzare Alessandra Cilio. “Difficile nel senso che per la prima volta abbiamo fissato, anche in fase di programmazione, l’idea di un festival diffuso, capace di portare il pubblico ad approfondire la conoscenza del paese che ospita la manifestazione, Licodia Eubea, attraverso la dislocazione di alcuni eventi collaterali in punti nevralgici come il museo “Antonino Di Vita” (proiezione del film “Noto, 1693. Il giorno della paura” in VR con visori ad hoc), la Badia (aperitivi, lunch ed esposizione permanente del progetto sonoro di Enzo Cimino “Armonizzazione Universale”), l’ex chiesa di Santa Chiara e San Benedetto (mostra “Didascalico!” di Pierluigi Longo), gli spazi esterni del teatro della legalità (mostra di fotografia “Gli Italiani” di Vittorio Daniele), le rovine del Castello Santa Pau e il borgo medievale (visite guidate e performance di Margherita Peluso e Meline Saoirse)”.

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Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio sul palco del teatro della Legalità una delle sedi del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia (Ct) (foto rica)

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Santo Randone, sindaco di Licodia Eubea (foto rica)

I film in concorso. “I veri protagonisti del festival sono stati, ancora una volta, i film in concorso”, continua Cilio. “Quest’anno si è deciso di aumentare il numero delle proiezioni, raddoppiandolo. Questo è stato possibile sia per via delle numerosissime richieste pervenute (oltre 400) da tutto il mondo, ma anche per la possibilità di adoperare una vera sala cinematografica messa a disposizione dal Comune di Licodia Eubea. Il Teatro della Legalità è stato inaugurato dalla XII edizione del nostro festival e di questo siamo felici. Felici anche di aver riscontrato, da parte della nuova Amministrazione del sindaco Santo Randone, un forte interesse nei confronti di questa manifestazione che, in cinque giorni, riesce a rivitalizzare l’indotto del paese e a promuoverlo dal punto di vista turistico a livello internazionale. La promozione di un territorio attraverso un evento è tanto più forte quanto più “internazionale” è la gente che vi prende parte. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di ospitare non solo 42 film provenienti da Paesi come l’Italia, la Francia, il Belgio, l’Inghilterra, la Serbia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, la Polonia, la Turchia, l’Iran, l’India, la Malesia, l’Indonesia, l’Egitto, gli Stati Uniti, l’Argentina e il Brasile, ma anche di accogliere un cospicuo numero di rappresentanti delle delegazioni artistiche delle opere in concorso (oltre una trentina), riunitesi a Licodia Eubea da luoghi come Istanbul, Atene, Palermo, Pisa, Barcellona, Pune, Brighton, Parigi e Pančevo, e che a Licodia Eubea, tra un film, un aperitivo e un’escursione, hanno stretto contatti e creato legami, tra di loro ma anche con i partecipanti all’evento”.

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Frame del film “Pérou, sacrifices au Royaume de Chimor” del regista francese Jerôme Semla

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Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio consegnano il premio Archeovisiva al regista Jerôme Semla (foto rica)

I film premiati. Il Premio ArcheoVisiva, assegnato al miglior film secondo la giuria di qualità, composta dai registi Jean Marc Cazenave e Stavros Papageorghiou, dal presidente del Cineclub di Roma Angelo Tantaro e da Fulvia Toscano, già membro della Sicilia Film Commission, è andato al film “Pérou, sacrifices au Royaume de Chimor” (Francia, 2022; 90’) del regista francese Jerôme Semla, tra gli ospiti presenti a Licodia. Una scoperta archeologica senza precedenti di diverse centinaia di bambini e lama sacrificati ha portato alla luce il Regno di Chimor, situato nell’attuale Perù settentrionale. Come e perché sono stati compiuti questi sacrifici? Raccontata come un “cold case”, questa indagine archeologica internazionale è destinata a rivelare i misteri della più potente civiltà andina prima degli Incas, che prosperò per oltre cinque secoli. Questa la motivazione: “Si tratta di un film particolare, perché osa affrontare un argomento difficile come il rituale dei sacrifici umani, facendolo con abilità, seguendo indagini rigorosamente scientifiche, e mostrando rispetto ed empatia nei confronti delle vittime. È stato commovente anche perché ci sentiamo vicini agli scienziati, il cui destino è quello di indagare e studiare quell’enorme scena del crimine. Abbiamo apprezzato la sensibilità della sceneggiatura, la fotografia accurata e la regia elegante. La promessa di raccontare una grande storia in 90 minuti è stata mantenuta”.

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Frame del film “Mamody, the last baobab digger” di Cyrille Cornu,

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La cerimonia di consegna del Premio Archeoclub d’Italia con Mariada Pansera, presidente Archeoclub d’Italia di Augusta, al film più votato dal pubblico in sala alla XII edizione del Festival di Licodia (foto rica)

Il Premio Archeoclub d’Italia, per il film più apprezzato dal pubblico che ha partecipato alle proiezioni in sala, è stato assegnato al film “Mamody, the last baobab digger” (Francia, 2022; 48’), di Cyrille Cornu,. A consegnare il premio, Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub d’Italia di Augusta. Nel sud-ovest del Madagascar, l’altopiano di Mahafaly è una terra estremamente arida. Qui le piogge cadono solo poche volte all’anno. In queste condizioni di vita molto difficili, gli abitanti del piccolo villaggio di Ampotaka hanno trovato una soluzione unica per immagazzinare acqua.

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Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e antichità all’università di Macerata e vedova del noto archeologo, consegna il premio Antonino Di Vita a Eugenio Farioli Vecchioli, autore e regista televisivo (foto rica)

Premio Antonino Di Vita. È andato a Eugenio Farioli Vecchioli, autore e regista televisivo, il Premio Antonino Di Vita dell’XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea, assegnato a una personalità distintasi per particolari meriti nella valorizzazione e promozione del patrimonio artistico e culturale. A consegnarlo è stata Maria Antonietta Rizzo Di Vita, docente di Etruscologia e antichità all’università di Macerata e vedova del noto archeologo, con queste motivazioni: “Regista e sceneggiatore di documentari, è autore di programmi televisivi dedicati al patrimonio culturale nazionale e internazionale. Il suo lavoro si distingue per la scelta di promuovere una comunicazione archeologica di alto livello, capace di coniugare il rigore scientifico alla grammatica filmica, raggiungendo il grande pubblico attraverso un medium di massa come la tv senza mai scivolare nell’omologazione. Per aver dato voce a quel vasto patrimonio diffuso minore che fatica a emergere oltre i confini locali, ma anche alle “minoranze” della Grande Storia; per l’azione consapevolizzante del valore sociale delle professionalità legate al patrimonio culturale, ma anche per la trasversalità dei temi trattati, capaci di suggerire sempre una rilettura dell’Antico alla luce del nostro tempo; per la capacità di rendere l’Uomo, quello di ieri così come quello di oggi, protagonista del suo racconto”.

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L’apertura in Badia della Prima Giornata di Studi dedicata alla comunicazione del patrimonio culturale (foto rica)

Non solo film. “Abbiamo cercato di diversificare l’offerta culturale, declinandola in tutte le sue possibili accezioni”, riprende Alessandra Cilio. “Per cominciare, il 12 ottobre abbiamo inaugurato la Prima Giornata di Studi dedicata alla comunicazione del patrimonio culturale. Si è deciso di strutturarla in tre sessioni principali (editoria, audiovisivo e accessibilità/inclusività), dando parola a 12 specialisti del settore che portassero sul banco i risultati delle loro personali esperienze e dessero vita, assieme ai partecipanti (studenti universitari, operatori museali, professionisti e semplici appassionati) ad un dibattito costruttivo, ad un dialogo (come recita il titolo dell’evento: “Dialoghi in Badia”) finalizzato ad un’analisi basata su fatti concreti di temi spesso affrontati in maniera astratta all’interno di università e luoghi di lavoro. La qualità dei relatori e la partecipazione attiva del pubblico ci ha fatto comprendere quanto sia importante, all’interno del nostro festival, stabilire simili momenti di riflessione, e ci ha portato a decidere di pubblicare, nei prossimi mesi, gli Atti ufficiali della giornata, in attesa di una seconda e altrettanto ricca edizione”.

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Margherita Peluso nella performance Armonizzazione Universale alla XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico (foto rica)

Arti visive. “Come sempre, abbiamo mantenuto l’appuntamento con gli amanti della fotografia e delle arti visive, ospitando due preziose mostre in prima assoluta: una di fotografia, Gli Italiani di Vittorio Daniele, ed una di grafica, Didascalico! di Pierluigi Longo. I locali della Badia sono stati inoltre lo spazio scelto dal sound artist Enzo Cimino per le sue istallazioni, che hanno messo insieme il potere evocativo della natura con quello delle sonorità generate dalle stesse piante attraverso un complesso sistema di mixer e sintetizzatori. Il centro storico, invece, si è trasformato in teatro all’aperto, grazie alle esibizioni di Meline Saoirse e Margherita Peluso, che ancora una volta ha sottolineato l’importanza del legame tra gli uomini ma anche tra l’essere umano, la Terra e la Memoria”.

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Incontro con Carmelo Siciliano alla XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia (foto rica)

Incontri. “Non abbiamo trascurato neanche la musica, invitando Carmelo Siciliano a parlare del suo ultimo libro Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni, una vera e propria guida di viaggio che illustra le peculiarità delle regioni della Grecia e delle sue isole attraverso le danze e le sonorità. Sonorità che sono state regalate anche al pubblico licodiano la sera del 15 ottobre attraverso una serie di suggestivi brani suonati dall’autore, affermato musicista, con bouzouki e oud. E l’antropologo Dario Piombino Mascali, studioso di chiara fama e al tempo stesso uomo dalla spiccata sensibilità, ha trattato un tema toccante, quello del complesso rapporto tra morte e infanzia, collegandosi ad alcune delle opere in concorso nella giornata del 14 ottobre, come Ninos de los Andes di Aldana Loiseau (Argentina)  e Pérou, sacrifices ou Royaume de Chimor di Jerome Scemla (Francia)”.

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La proiezione del film in Virtual Reality “Noto (1693). Il giorno della paura” al museo civico “Antonino Di Vita” (foto rica)

Le proiezioni del film in Virtual Reality “Noto (1693). Il giorno della paura” sono avvenute all’interno del museo civico “Antonino Di Vita”. “Per gentile concessione del Comune di Noto è stato possibile offrire un’esperienza immersiva a quanti facessero richiesta, adoperando gli speciali visori che rendono la proiezione del film estremamente affascinante. L’idea di dislocare la VR experience in un luogo relativamente “decentrato” dalla sala proiezioni si è rivelata vincente proprio per il cospicuo numero di presenze registrate che, nell’attesa del proprio turno, hanno potuto visitare gli spazi espositivi del museo archeologico, incrementando così la propria conoscenza del sito che ospita il festival e delle sue più rilevanti testimonianze materiali”.

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Il desk e il bookshop del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia (foto rica)

Qualche considerazione finale. “Se il “confine” (parola che suona come il leit motiv di questa annata) può essere declinato tanto dal punto di vista geografico che culturale, funziona anche quando si parla di cinema: di chi, cioè, lo fa e di chi lo fruisce. Un festival è questo: una festa, nella quale ci si riunisce. E in cui simili barriere, eccezionalmente, cadono, rivelando la profonda umanità che sta dietro proprio chi fa il cinema e chi lo guarda. Il collante? Sempre lui: l’Uomo. Di oggi, di ieri, di domani. Con le sue credenze, le sue fragilità, le sue convinzioni. Con la sua Arte, anche”, commenta Alessandra Cilio, che conclude: “Sono contenta della varietà data al cartellone di quest’anno. Io e Lorenzo siamo riusciti a mettere insieme diverse premiere e film di recente produzione interessanti, piacevoli. La programmazione ha cercato di tener conto del tema sviluppato nell’opera, ma anche della provenienza, del genere (documentario classico, docu-drama, docu-fiction, cortometraggio, corto animato) e della durata, così da soddisfare diversi target di pubblico. Siamo soddisfatti anche dei risultati relativi al Premio Internazionale della Giuria di Qualità “Archeovisiva” e al Premio “Archeoclub d’Italia”; quest’ultimo, decretato dal pubblico, permette di avere una interessante restituzione del gradimento delle opere in concorso durante le cinque giornate”.

Licodia Eubea (Ct). Al via la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: 35 film in concorso (con 11 prime internazionali), tre premi, e un intero paese coinvolto. Il tema di quest’anno è “Confini”: linee di demarcazione ma anche punti di contatto

licodia-eubea_festival-comunicazione-e-cinema-archeologico_2022_locandinaCento pagine. Per un saggio di archeologia? Per un romanzo a soggetto storico-archeologico? Niente di tutto questo. Quelle cento pagine sono servite ai ragazzi di Archeovisiva, l’associazione culturale promotrice dell’evento insieme all’Archeoclub d‘Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”, per realizzare il catalogo che descrive i film, gli eventi e lo spirito che animeranno, dal 12 al 16 ottobre 2022, il Comune di Licodia Eubea per la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico.

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Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, tra i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto RDCA)

Filo rosso di questa edizione è l’idea di CONFINE: che sia tangibile o meno, fisico o culturale, da percorrere o superare, il confine rappresenta il collante tra film, incontri, mostre ed eventi collaterali. “I confini costituiscono dei limiti condivisi con altri, delle linee di demarcazione tra realtà fisiche, sociali, culturali”, scrivono nell’introduzione del catalogo i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. “Al tempo stesso, rappresentano dei punti di contatto, in grado di incidere nelle relazioni e nei rapporti, disegnando ponti o marcando fratture tra individui, popoli e società. È proprio la trasversalità interpretativa di questo termine, assieme alla sua grande attualità, a farne il fil rouge ideale per la XII edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico, un filo che si dipana all’interno dell’intero programma, dalla sezione cinematografica a quella degli eventi collaterali, e che coinvolge gli spazi stessi della manifestazione, non più limitati a una sala proiezioni ma diffusi in tutto il territorio licodiano: il nuovo Teatro della Legalità, l’ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, il Museo civico “Antonino Di Vita” e i suggestivi scorci del suo centro storico, dal Castello Santa Pau a piazza Stefania Noce”.

Qualche numero della dodicesima edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico. Sono 35 i film in concorso, in visione al Teatro della Legalità da mercoledì 12 a domenica 16 ottobre 2022, per la sezione Cinema e Archeologia, con 11 prime internazionali, 4 nazionali e 18 regionali, che provengono da 14 Paesi (Andorra, Argentina, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Grecia, India, Indonesia, Iran, Italia, Portogallo, Serbia, Spagna, Turchia). Tre i premi che verranno assegnati: Premio Archeoclub d’Italia al film più votato dal pubblico presente in sala; Premio ArcheoVisiva al film migliore selezionato dalla giuria internazionale di qualità. Premio Antonino Di Vita: assegnato a chi spende la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico. E poi, sempre al Teatro della Legalità, venerdì 14 e sabato 15 ottobre, ci sono sei film in concorso per la sezione Ragazzi e Archeologia, con 2 prime internazionali, 1 nazionale e 3 regionali, insieme ad attività didattiche per le scuole. E domenica, ancora al Teatro della Legalità, si apre la Finestra sul Documentario siciliano. “Le tante opere in concorso quest’anno provengono dal mondo intero, ed affrontano in modo più o meno diretto la tematica del CONFINE”, scrivono ancora Cilio e Daniele. “Lo fanno con grande originalità e sensibilità, adottando tecniche narrative e stilistiche spesso inedite. Il confine si pone tra cielo e terra, fra terra e abissi, tra vita e morte. Ma è anche lo spazio di un palcoscenico, quello su cui una storia va in scena: linea di separazione tra realtà e finzione o passaggio attraverso cui la vita può “sconfinare” nel sogno? O ancora, uno scavo archeologico, confine tangibile e intangibile al tempo stesso: un’interfaccia tra il mondo di oggi e di chi lo vive nella sua contemporaneità, e il mondo come è stato e chi lo ha abitato prima di noi. È il varco, il limen – non più il limes – a quanto spesso ci appare inaccessibile, indefinibile, sfuggente. Un varco aperto, che aspetta solo di essere oltrepassato”. Completano e arricchiscono il programma del Festival al Teatro della Legalità gli “Incontri con l’Autore”. Venerdì 14, con l’antropologo e paleopatologo Dario Piombino-Mascali su “Bioarcheologia dell’infanzia”. Sabato 15, con Carmelo Siciliano, presidente dell’associazione culturale Filellenica con il libro “Sentire la Grecia. In viaggio fra musiche e tradizioni”. Domenica 16, con Mariada Pansera, presidente Archeoclub d’Italia di Augusta (Sr) per il ciclo “L’Archeoclub d’Italia si racconta”.

Licodia Eubea (Ct). La XII edizione del festival della comunicazione e del cinema archeologico apre con una novità: la giornata di studi “Dialoghi in Badia. Strategie e best practices nella comunicazione del patrimonio culturale”, occasione di dialogo tra professionisti della comunicazione del patrimonio materiale e immateriale. Ecco tutto il programma. Evento gratuito, iscrizione obbligatoria

licodia_festival-2022_giornata-di-studi_mosaicoManca pochissimo all’apertura ufficiale della dodicesima edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico a Licodia Eubea (Ct), in programma dal 12 al 16 ottobre 2022. E la prima domanda che ti viene spontanea è: perché cinque giorni di eventi anziché i canonici quattro di proiezioni? E la risposta sono gli stessi organizzatori a darla dando la misura della continua crescita della manifestazione licodiese. “L’edizione 2022 del Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea si apre con una giornata dedicata ai progetti editoriali e alle diverse forme di comunicazione audiovisiva dei Beni Culturali”, spiegano le curatrici Alessandra Cilio e Stefania Berutti, rispettivamente co-direttore artistico del festival e archeologa. “Articolata in tre sessioni, questa occasione di dialogo tra professionisti della comunicazione del patrimonio materiale e immateriale vuole offrire esempi di interdisciplinarietà, spesso elaborati nell’ambito di allestimenti museali o di mostre tematiche. Le esperienze presentate testimoniano la necessità di un approccio complesso per abbattere barriere e aprire alla fruizione completa del nostro patrimonio culturale”. La Giornata di Studi “Dialoghi in Badia. Strategie e best practices nella comunicazione del patrimonio culturale” si svolgerà nel corso della mattina e del primo pomeriggio di mercoledì 12 ottobre 2022 (dalle 9 alle 16) all’interno della ex Chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, già sede delle proiezioni del Festival e delle iniziative culturali a esso correlate.

licodia-eubea_festival-comunicazione-e-cinema-archeologico_2022_locandinaLa giornata di studi è stata fortemente voluta dagli organizzatori del Festival, i quali hanno in tal modo voluto completarne la vocazione, creando un’occasione di incontro tra le diverse figure che animano la manifestazione: gli operatori dei Beni Culturali, i protagonisti della comunicazione audiovisiva del patrimonio storico-artistico italiano e internazionale, le figure istituzionali che agiscono sul territorio siciliano promuovendone la storia e le arti, i soggetti privati che operano nelle strutture di accoglienza e intrattenimento di Licodia Eubea e dei comuni limitrofi, le istituzioni scolastiche che partecipano alle iniziative di laboratorio didattico organizzate a latere delle proiezioni, gli studiosi ed esperti che, costituiti in comitato scientifico, visionano e valutano i film e documentari in concorso, il pubblico che segue le proiezioni e viene direttamente coinvolto come giuria popolare nell’assegnazione di uno dei premi.

licodia_festival-2022_giornata-di-studi_locandina“Dialogare e far dialogare fra loro tutte queste realtà”, spiegano ancora Cilio e Berutti, “è lo scopo principale di chi, da anni, si impegna per portare a Licodia Eubea un’occasione di crescita sociale e un’opportunità per far conoscere un’identità culturale tra le più composite. Il paese di Licodia Eubea ha infatti una lunga tradizione di centro di studi e scavi archeologici, sito in un’area di densa abitazione che, senza soluzione di continuità, abbraccia una serie di epoche comprese tra la Preistoria e l’Età moderna, come testimonia la ricchezza di reperti ed emergenze architettoniche. La stessa sede delle proiezioni del Festival, nella quale si avvicenderanno i relatori della Giornata di studi, è una chiesa sconsacrata che, restaurata dalla Soprintendenza catanese, ha conosciuto diverse destinazioni d’uso e ora, grazie anche alla cura dell’Archeoclub di Licodia Eubea è sede di mostre temporanee di respiro internazionale, e dunque punto di aggregazione della vita culturale locale, ma anche di quella extra-territoriale che sposa le suddette manifestazioni”. Tre le sessioni in programma: 9-9.30, registrazione dei partecipanti; 9.30-11, Editoria; 11.30-13, Comunicazione audiovisiva; 14-15.30, Comunicazione “oltre i confini”.  I protagonisti della giornata di studi presenteranno uno speech di 15 minuti, avvicendandosi sul palco della ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara. Al termine di ogni sessione, i relatori saranno riuniti sul palco e, prendendo spunto dai reciproci interventi e dalle domande del pubblico, alimenteranno un dialogo destinato a offrire nuovi spunti di riflessione in merito alle tematiche trattate. A conclusione dell’evento, sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La partecipazione all’evento è gratuita, ma l’iscrizione è obbligatoria al seguente link https://bit.ly/3ygYSz3.

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Alessandra Cilio, archeologa

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Stefania Berutti, archeologa

“L’iniziativa del 12 ottobre è un’occasione per aprire al pubblico del “Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico” di Licodia Eubea una finestra sul mondo dei professionisti della comunicazione culturale”, sottolineano Cilio e Berutti, “presentando le sfide e i successi, la passione e il rigore, la continua ricerca per trovare nuovi modi, ed efficaci, per comunicare a un pubblico sempre più vasto l’importanza della storia e l’entusiasmo della scoperta. La giornata di studi si rivolge, innanzitutto a chi opera o mira a operare nel settore dei beni storico-artistici e archeologici e vuole ampliare il proprio orizzonte culturale: operatori museali, professionisti dell’audiovisivo, archeologi, ma anche studenti universitari delle Facoltà di ambito umanistico e formativo. La giornata di studi – concludono – programmata in occasione dell’apertura del festival si presenta, dunque, come occasione di incontro, di promozione di cultura e di educazione alla comprensione della storia e delle sue testimonianze materiali, presupposto imprescindibile per meglio comprendere gli eventi contemporanei. La cornice che ospiterà tale incontro è già di per sé un esempio virtuoso di accoglienza, che da più di dieci anni ospita esperienze internazionali e ne promuove il dialogo con il patrimonio culturale siciliano”.

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I quattro relatori: Giulia Pruneti, Giusi Norcia, Nicola Barile e Cinzia Rosati

1^ sessione: Editoria. La sessione è dedicata ai prodotti editoriali della divulgazione scientifica e storico-archeologica: dalle pubblicazioni rivolte a bambini e adolescenti fino a quelle destinate al pubblico adulto, di narrativa storica. Intervengono: Giulia Pruneti (Archeologia Viva) “Dallo scavo alla pagina: 40 anni di Archeologia Viva”; Giusi Norcia (scrittrice, grecista e divulgatrice culturale) “Vivere il Mito”; Nicola Barile (Tilapia Edizioni) “Un libro genera mondi!”; Cinzia Rosati (Dielle Editore) “Progettare la divulgazione culturale nell’editoria italiana”.

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I sei relatori: Massimo D’Alessandro, Marie-Anne Sorba, Paola Tricomi, Andrea Orlando, Sebastiano Deva ed Elisa Bonacini

2^ sessione: Comunicazione audiovisiva. Il focus di questa sessione riguarda la produzione, la distribuzione e la fruizione delle opere audiovisive attraverso vari canali, da quelli tradizionali (cinema, festival, tv) a quelli che caratterizzano il mondo di oggi (la rete, ed in primis i social media). Intervengono: Massimo D’Alessandro (A.S.S.O.) “Coloro che fecero l’impresa: raccontare l’archeologia in tempo reale”; Marie -Anne Sorba (Fred Hilgemann Films) “Seen from France: producing documentaries about archaeology for TV and the largest audience – a balance between Science and dream”; Paola Tricomi (Scuola Normale Superiore di Pisa) e Andrea Orlando (Istituto di Archeoastronomia Siciliana) “Per comunicare non basta desiderare”; Sebastiano Deva (Apptripper) ed Elisa Bonacini (University of South Florida) “Esperienze immersive e digital heritage communities: la best practice di NOTO VR 1693 e l’upgrade ‘digitale’ della Convenzione di Faro”.

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I nove relatori: Michele Stefanile, Daniele Malfitana, Antonino Mazzaglia, Fabiana Cerasa, Mario Indelicato, Lucrezia Longhitano, Tatiana Lo Iacono, Rosanna Pesce, Marina Lo Blundo

3^ sessione: Comunicazione “oltre i confini”. Si tratta di una sessione peculiare, il cui comune denominatore consiste nello sviluppo di tecnologie e metodi diversi dal solito, volti ad una comunicazione del patrimonio culturale capace di superare confini, abbattere barriere: da quelle generazionali o sociali, a quelle legate a forme di disabilità che spesso rendono inaccessibile non solo la fruizione ma anche l’esperienza dei luoghi culturali, in termini di comprensione e partecipazione emotiva. Da qui l’idea di mettere insieme serious game, virtual reality e inclusività, attraverso la testimonianza di realtà direttamente coinvolte in queste sperimentazioni. Intervengono: Michele Stefanile (Scuola Superiore Meridionale di Napoli) “Il patrimonio sull’iPhone: riflessioni sull’uso di reels, shorts e app per la comunicazione dell’archeologia”; Daniele Malfitana (Università di Catania), Antonino Mazzaglia (CNR-ISPC), Fabiana Cerasa (Università di Catania), Mario Indelicato (Università di Catania), Lucrezia Longhitano (Università di Catania) “Comunicare e valorizzare il patrimonio culturale siciliano (video)giocando. Risultati, esperienze e best practices del progetto AUGUSTUS”; Tatiana Lo Iacono (SudTitles srl) “Una App per Tutti”; Rosanna Pesce (digi.Art, servizi digitali per l’Arte) “La fruizione accessibile: dall’idea alla realizzazione di buone pratiche. I Serious games e la VideoguidaLIS”; Marina Lo Blundo (Parco Archeologico di Ostia antica) “Ascoltare: podcast e archeologia in Italia”.

X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica: vincono Vanessa Tubiana-Brun e Francesco Di Martino, mentre il Premio “Antonino Di Vita” assegnato a Carmelo Malacrino. Il bilancio positivo di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele: bene in presenza e in streaming

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Il pubblico nel rispetto delle norme anti-Covid alla X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica (foto rassegna)


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La locandina della X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologia a Licodia Eubea dal 15 al 18 ottobre 2020

Sono mancati solo gli abbracci. Simpatia, calore, professionalità, amicizia sono stati quelli di sempre a Licodia Eubea (Ct) e se quest’anno quella della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica (15-18 ottobre 2020) doveva essere l’edizione speciale del decennale, causa Covid-19 è diventata l’edizione del coraggio e della sperimentazione: perché alle proiezioni in presenza (pur nel necessario contingentamento con prenotazione del posto) è stata affiancata la presentazione in streaming. Esperimento riuscito e rassegna promossa: parola di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, che in chiusura della quarta giornata di rassegna, e dopo le premiazioni, danno già appuntamento alla terza settimana di ottobre 2021 per l’XI edizione, che sarà in presenza e in streaming. “Mai come quest’anno”, raccontano, “abbiamo vissuto il peso dell’organizzare e svolgere un festival. Il motivo è chiaro: le misure di contenimento giustamente imposte dal Governo per contenere la diffusione del Covid-19 hanno dato all’evento una rigidità a cui non eravamo abituati. Sono mancati gli abbracci con chi ogni anno torna a Licodia Eubea per stare con noi ma anche per vivere quattro giorni in una dimensione serena e fuori dal tempo che solo questo piccolo paese ibleo sa offrire, gli “assembramenti” fuori dall’ex chiesa dove si svolgono le proiezioni per commentare i film in concorso e gli allegri aperitivi al museo. La partecipazione dal vivo è stata calmierata dall’introduzione di un biglietto su prenotazione tramite il portale Eventbrite, mentre chi non ha potuto essere fisicamente con noi ha potuto usufruire del sito www.streamcult.it per assistere allo streaming. La creazione e l’uso di una piattaforma dedicata allo streaming è stata un esperimento che, pare, abbia funzionato. Stiamo pensando seriamente di organizzare la diretta streaming anche il prossimo anno, assieme all’evento dal vivo, che rimane comunque insostituibile”.

La regista siciliana Alessia Scarso (a destra) intervistata da Alessandra Cilio (foto rassegna)

Domenica 18 ottobre 2020 giornata clou, come si diceva, con la consegna dei premi ai film più graditi al pubblico e alla giuria tecnica. Ma prima c’è stato ancora spazio per un appuntamento ormai divenuto un “must” della Rassegna iblea: la “Finestra sul documentario siciliano”, che quest’anno ha visto protagonista la regista Alessia Scarso con “Tra tradizione e sperimentazione. Il cinema di Alessia Scarso” intervistata da Alessandra Cilio. Alessia Scarso, siciliana doc, nata a Modica nel 1979 dove oggi vive quando non è a Roma, montatrice e coordinatrice postproduzione con diversi giornalisti, produttori e registi, debutta come regista nel 2011. Della regista siciliana alla Rassegna viene presentato il corto “Vasa Vasa” (12’, 2017). A Modica, in Sicilia, la Pasqua viene celebrata sotto il segno della Madonna, che ha vissuto inerme la Passione del Figlio. Il buio di una chiesa, dove il rito, inaccessibile, della vestizione della Madonna ha il senso definitivo del lutto. Un mantello nero, aprendosi, racconta l’emozione della vita, che dalla morte rinasce nel bacio di Maria al Figlio Risorto. Dodici, intensi, minuti di dolore, canto, devozione. Dodici, come l’ora dodicesima, quella in cui la Madonna vede Gesù trionfare sulle tenebre.

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L’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà (foto rassegna)

Molti gli ospiti (ma gli organizzatori preferiscono chiamarli amici) che si sono avvicendati nel corso dei quattro giorni di proiezioni: dal sindaco di Licodia Eubea Giovanni Verga, all’assessore comunale ai Beni culturali Santo Cummaudo, dal presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea Giacomo Caruso (che “gioca in casa”, essendo co-organizzatore della Rassegna), al presidente dell’Archeoclub di Lentini Giuseppe Cosentino, all’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Alberto Samonà, che ha detto parole molto belle e appassionate nei confronti della manifestazione, impegnandosi per un suo ulteriore sviluppo già a partire dal prossimo anno. E finalmente le premiazioni: Vanessa Tubiana-Brun e Francesco Di Martino vincono la X Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica; mentre il Premio “Antonino Di Vita” assegnato a Carmelo Malacrino.

Il regista siciliano Francesco Di Martino riceve il Premio “Archeoclub d’Italia” dal presidente dell’Archeoclub di Lentini, Giuseppe Cosentino (foto rassegna)

Premio “Archeoclub d’Italia”. È il regista netino Francesco Di Martino a vincere il Premio “Archeoclub d’Italia”, consegnato dal presidente dell’Archeoclub di Lentini, Giuseppe Cosentino, per il film “Prima che arrivi l’estate” (78’, 2019). L’opera è incentrata sulla figura di Italo, ex militante politico, ritiratosi a vivere quasi in solitudine a Saviore dell’Adamello, in Valcamonica. La sua vita è cambiata dopo l’incontro con alcuni gruppi di indigeni d’America, che ha avuto modo di ospitare: giunti da lontano, lungo strade differenti ma profondamente legate, i loro sguardi si riuniranno in un nuovo viaggio spirituale. L’attesa di questo incontro rende lo scorrere del tempo un viaggio in cui Italo vive lentamente le stagioni che si susseguono, assapora ogni attimo del freddo inverno, attende l’arrivo dell’estate e di un capo indiano. Al secondo posto il film cipriota “Cinira. Il sacerdote amato da Afrodite” di Stavros Papageorghiou (90’, 2019): la personalità di Cinira, sacerdote amato da Afrodite, è delineata attraverso riferimenti a fonti antiche e interviste con studiosi e artigiani. I miti che circondano Cinira sono rappresentati anche attraverso l’animazione. Il documentario è un’elegia del personaggio mitico più importante della storia antica di Cipro, Cinira. Sebbene la memoria del suo nome sia conservata fino ad oggi, i Ciprioti sanno poco di lui. Sul gradino più basso del podio, al terzo posto, il film iraniano “Alone among the rocks” di Arman Gholipour Dashtaki (21’, 2020): Baliti (Oak-man), che ora ha 70 anni, è una guardia fedele che ha imparato il cuneiforme dei rilievi rupestri di Kul-e Farah dall’archeologo francese Ghirshman. Per molti anni solo lui ha salvaguardato i monumenti. “Il film “Prima che arrivi l’estate” era inserito nella sezione “Cinema e Antropologia”, che abbiamo consolidato molto, riservandole lo spazio serale”, sottolinea Alessandra Cilio. “Una scelta che, abbiamo constatato, il pubblico mostra di apprezzare sempre molto. Non è un caso quindi che sia stato assegnato il primo premio proprio a uno dei film ospitati all’interno di questo spazio. Insomma, la lezione di vita che gli indiani Lakota e i loro “fratelli” della Val Camonica possono dare ha fatto presa più degli ultimi scavi a Pompei o dell’architettura nilotica!”.

La regista francese Vanessa Tubiana-Brun vincitrice del Premio “Archeovisiva” (foto rassegna)

Premio “Archeovisiva”. Il Premio “ArcheoVisiva”, assegnato dalla giuria di qualità, è stato conferito alla regista francese Vanessa Tubiana-Brun, per il suo film “Così parla Tāram-Kūbi. Corrispondenze assire” (46’, 2020). Il documentario è dedicato alla riscoperta, in Anatolia centrale, delle tavolette di argilla che documentano la corrispondenza di una donna assira, Tāram-Kūbi, con il fratello e il marito, offrendo uno spaccato della storia dell’insediamento commerciale dell’antica città di Kaneš. Circa 4000 anni fa, i mercanti assiri stabilirono infatti un insediamento commerciale nell’antica città di Kaneš, nell‘Anatolia centrale. Provenivano da Aššur, nel nord della Mesopotamia. Le tavolette d‘argilla, che hanno resistito al tempo, ci hanno fatto conoscere la loro storia. A consegnare il premio è stato l’assessore ai Beni culturali del Comune di Licodia Eubea, Santo Cummaudo.

Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, con il premio “Antonino Di Vita” , insieme a Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio (foto rassegna)

Premio “Antonino Di Vita”. Durante la serata è stato attribuito anche il Premio “Antonino Di Vita”, consegnato a Carmelo Malacrino, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. “Il suo arrivo”, si legge nella motivazione, “ha dato un impulso decisivo alla rinascita di un museo troppo a lungo chiuso e dimenticato. In meno di un anno, il MARRC è stato riconsegnato alla società profondamente rinnovato; nella voce, nell’immagine, nella credibilità, nella sua comunicazione mediatica. Grazie al suo intervento, i numerosi reperti custoditi in questo luogo, frutto di quasi due secoli di ricerca archeologica, sono divenuti protagonisti di narrazioni espositive di grande efficacia, e sono stati resi accessibili ad ogni tipo di utenza grazie all’uso delle più avanzate tecnologie digitali. In appena cinque anni ha saputo trasformare un luogo di conservazione in un vero e proprio hub culturale, contribuendo inoltre ad una riaffermazione del senso di appartenenza di una comunità, quella reggina, al suo territorio e alla sua storia”.

Visite guidate organizzate nell’ambito della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica (foto rassegna)

Il grazie di Alessandra e Lorenzo. “Quest’anno è stato più difficile del solito. Eppure, mai come quest’anno abbiamo potuto contare su uno staff attivo e motivato, che è stato determinante per la buona riuscita dell’edizione. Domenico Raina, nostro web specialist, è stato fantastico; Roberto Greco si è occupato della fotografia e dei video; Lorena Leonardi ha curato, egregiamente come sempre, il desk assieme al giovane Ortis Ternova, alla giovanissima Ludovica Gandolfo e all’immancabile Gaetano Interligi; Veronica Martini ha curato l’ospitalità; la logistica è stata gestita da Guido Sterlini; la comunicazione social e stampa da Fabio Fancello. Concetta Caruso si è occupata della didattica e delle visite guidate con grande professionalità e competenza, mentre Vinca Palmieri si è cimentato nella traduzione di buona parte delle opere in concorso. Sono ragazzi che ci conoscono da tempo, alcuni sono nostri amici, altri stanno adoperando la Rassegna come “palestra” per esercitare le loro competenze organizzative e importare il nostro modello nei loro paesi d’origine. Mi piace questa cosa. Ci piace l’idea che il festival dopo dieci anni sia diventato un punto di riferimento, non solo in ambito cinematografico, ma soprattutto dal punto di vista umano e sociale. E questo forse è il traguardo più bello che potevamo tagliare dopo un decennio di esperienza. Più bello di quanto non sarebbe stato, che ne so, avere Alberto Angela in sala. Ma arriveremo anche a questo, prima o poi: lo abbiamo promesso al nostro pubblico più affezionato!”.

L’emergenza sanitaria non ferma la Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct): la decima edizione in presenza e in streaming. Trentadue pellicole in programma, tra documentari, docu-fiction, film di animazione e cortometraggi

La locandina della X edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) dal 15 al 18 ottobre 2020

Il castello di Santapau domina il centro abitato di Licodia Eubea (foto Graziano Tavan)

Dieci anni e non sentirli. La Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica non solo non ha perso lo smalto e l’entusiasmo, ma è cresciuta di anno in anno affermandosi come uno dei più importanti festival cinematografici italiani (l’unico nel Sud Italia) dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive. E così eccoci alla decima edizione del festival internazionale, nonostante l’emergenza Covid-19 che ha compromesso la maggior parte degli eventi: appuntamento dal 15 al 18 ottobre 2020 a Licodia Eubea, il pittoresco borgo adagiato sul versante nord-occidentale dei monti Iblei in provincia di Catania. E anche in streaming. Il festival sarà infatti interamente trasmesso in streaming sulla piattaforma www.streamcult.it: basterà registrarsi gratuitamente e accedere ai contenuti comodamente da casa. Per essere presenti in sala, invece, sarà necessario prenotare il proprio posto gratuitamente sul sito www.rassegnalicodia.it, dove sarà possibile scaricare il programma completo delle proiezioni e degli eventi.  “Non è stato semplice decidere di confermare l’edizione del festival in una situazione così critica, generata dall’emergenza sanitaria, che ha messo in ginocchio il settore degli eventi dal vivo”, assicura  Lorenzo Daniele, co-direttore artistico. “Ma ci è sembrato doveroso nei confronti di registi, produttori e ricercatori organizzare un festival che ha come suo obiettivo quello di adoperare la pervasività del cinema per avvicinare gli spettatori alla conoscenza del patrimonio culturale, della Storia e dell’Archeologia. Lo faremo nel pieno rispetto delle normative Anti-Covid che prevedono, tra l’altro, un pubblico contingentato. Anche per questo ci apriremo al web, con un’edizione che sarà trasmessa interamente in streaming. Una novità, questa, introdotta in via sperimentale ma che potrebbe permanere anche in futuro, quando la situazione tornerà alla normalità”.

Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio direttori artistici della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

Pubblico nella chiesa sconsacrata di San Benedetto e Santa Chiara sede della rassegna di Licodia Eubea: per la X edizione ingressi contingentati

Trentadue pellicole in programma, tra documentari, docu-fiction, film di animazione e cortometraggi; otto film stranieri, sette prime nazionali, oltre quattordici ore di proiezioni, un ricco calendario di eventi collaterali e tante novità. Sono i numeri della X edizione del Festival, organizzato negli spazi polifunzionali dell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con la sezione locale dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”, con il sostegno della Regione Siciliana (Assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo – Sicilia Film Commission, nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei) e del Comune di Licodia Eubea. “Quest’anno il palinsesto dei film in concorso è particolarmente ricco e vario”, aggiunge Alessandra Cilio, co-direttore artistico. “I documentari selezionati spaziano dall’antropologia culturale all’archeologia, coprono un arco temporale di oltre seimila anni, comprendendo Paesi come Italia, Serbia, Ungheria, Spagna, Grecia, l’isola di Cipro e ancora Iran, Iraq ed Egitto. Editi tutti tra il 2019 e il 2020, vengono presentati al pubblico italiano per la prima volta. Il denominatore comune sarà il concetto di skills. Si tratta delle abilità sviluppate dall’uomo nel corso dei secoli per insediarsi in un ambiente e sfruttarne le risorse, migliorando il proprio stile di vita. Ma sono anche quei saperi quasi dimenticati, immortalati dalla pellicola perché possano sopravvivere nel tempo: canti, gesti, incastri perfetti di pietre, risultato di secoli di sperimentazioni, tentativi ed errori. Abilità necessarie, oggi più che mai, per adattarsi all’imprevedibilità dei tempi. Dove anche un limite può trasformarsi in opportunità”.

L’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara sede della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct)

La consegna del premio “Antonino Di Vita”: da sinistra, i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, e Francesca Spatafora con Maria Antonietta Rizzo

Assieme alla sezione “Cinema e Archeologia”, ci saranno le sezioni “Ragazzi e Archeologia”, “Cinema ed Antropologia”, e ancora la “Finestra sul Documentario siciliano”, inaugurata da Sebastiano Gesù nel 2014 con l’intento di favorire la conoscenza dei documentari prodotti da siciliani e sulla Sicilia nell’arco di oltre un secolo. Tra gli eventi collaterali, spicca la mostra fotografica “Le pietre raccontano”, a cura del circolo APF associato alla FIAF. Previsti anche incontri con specialisti di vario genere nel campo dell’archeologia e della comunicazione. Come ogni anno, saranno tre i premi conferiti nella serata conclusiva: il premio “Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico; il premio “ArcheoVisiva” assegnato al miglior film da una giuria internazionale di qualità; il premio “Antonino Di Vita” conferito dal comitato scientifico a una personalità che si è distinta nella divulgazione dell’Antico. 

Al via a Licodia Eubea (Ct) la IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica: 18 film in concorso, incontri di archeologia, workshop sulla comunicazione dell’Antico, laboratori per le scuole, mostre e visite guidate

Diciotto le opere in concorso, tra documentari, docu-fiction e film di animazione, di cui 7 straniere; 4 anteprime nazionali, oltre 13 ore di proiezioni e un ricco calendario di eventi collaterali. Sono i numeri (grandi numeri!) della IX edizione della prestigiosa Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct), uno dei più importanti festival cinematografici italiani (l’unico nel Sud Italia) dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive. L’appuntamento dal 17 al 20 ottobre 2019 negli spazi polifunzionali dell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara per la IX Rassegna promossa dall’associazione culturale ArcheoVisiva in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “M. Di Benedetto” e con il sostegno della Sicilia Film Commission (programma Sensi Contemporanei).

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della Rassegna del Documentario e e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct)

“L’uomo di oggi non è altro che la conseguenza di ciò che è stato ieri”, scrivono Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della rassegna cinematografica. “Mai come in questi ultimi anni la riflessione su quelle che potremmo definire le conseguenze dell’Antico è stata così intensa e densa di stimoli, come dimostra il florilegio di manifestazioni, diffuse in Italia e all’estero, volte a sottolineare l’attualità del passato e le sue ripercussioni sul mondo moderno. È proprio la relazione tra Antico e Contemporaneo a costituire il trait d’union della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica, ché in fondo interpretare il passato non è che un modo per interpretare noi stessi, scoprendoci a tratti simili, a tratti profondamente differenti rispetto ai nostri antenati”. Seguendo questo filo rosso, sono stati selezionati – come si diceva – diciotto film: “Li abbiamo scelti per la qualità dei contenuti, ma anche per il taglio fresco e originale con cui portano le loro storie sullo schermo. Sebbene anche quest’anno non manchino le produzioni straniere, è l’Italia il Paese maggiormente rappresentato, descritto dalle opere in concorso in tutta la sua varietà, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige”.

La locandina della IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea (Ct)

“Quest’anno – continuano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele – il palinsesto dei film in concorso al festival è particolarmente ricco e vario. Andremo alla ricerca dei Neanderthal per comprendere i loro spostamenti e i loro usi e costumi, con le ricostruzioni in 3D calpesteremo il terreno in cui si svolse la battaglia di Canne, ci sposteremo in Giordania per rivivere la battaglia di Jerash, cercheremo di comprendere il significato enigmatico delle stele di Cabeço da Mina in Portogallo, attraverseremo la penisola italiana per raccontare l’esperienza eremitica, e ancora ci inoltreremo sulla riva destra del fiume Danubio alla comprensione della cultura di Vučedol risalente al tardo terzo millennio a.C., ci inabisseremo nei fondali dell’Adriatico per rivivere un capitolo dimenticato dell’Unità d’Italia, la battaglia di Lissa. Questo e molto altro in un festival che consente agli spettatori di viaggiare, conoscere il mondo e scoprire l’Antico attraverso il cinema”. E allora vediamo meglio il programma nel dettaglio.

Il film “Sicilia Grand Tour 2.0” per la regia di Giorgio Italia

Giovedì 17 ottobre 2019, prima giornata. Alle 17, apertura della rassegna con gli interventi delle autorità (sindaco Giovanni Verga, soprintendente Rosalba Panvini, direttore scuola specializzazione Beni archeologici Dario Palermo) introdotti dal presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea Giacomo Caruso e dai direttori artistici Cilio e Daniele. Alle 17.30, la sezione Cinema e archeologia apre con il film “A la rencontre de Neandertal / Incontrando i Neanderthal” di Rob Hope e Pascal Cuissot (Francia, 2019; 52’). Memorie dal passato” di Giovanni Giordano (Italia, 2018; 30’). La sezione riprende alle 21, con il film fuori concorso “Sicilia. Grand Tour 2.0” di Giorgio Italia (Italia, 2019; 90’) (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/10/05/alla-xxx-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-il-film-sicilia-grand-tour-2-0-viaggio-al-ritmo-dei-viaggiatori-del-settecento-alla-scoperta-della-sicilia/).

“La battaglia di Gerasa” di Carlos Cabrera

Venerdì 18 ottobre 2019, seconda giornata. La sezione di Cinema e Archeologia apre alle 17 con il film “The battle of Jerash / La battaglia di Gerasa” di Carlos Cabrera (Giordania, 2017; 26’). Seguono “La signora Matilde. Gossip dal Medioevo” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia, 2017; 75’) e “Os enigmas do Cobeço da Mina / I misteri di Cobeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 2019; 27’). La sezione si chiude alle 21 con il film “Voci dal silenzio” di Joshua Wahlen, Alessandro Seidita (Italia, 2019; 52’).

Il regista Lucio Rosa, “Il ragazzo con la Nikon”, fa capolino dietro la sua macchina fotografica

Sabato 19 ottobre 2019, terza giornata. La sezione di Cinema e Archeologia apre alle 17 con il film “The prehistoric night of Mars and Venus / La notte preistorica di Marte e Venere” di Darko Puharic (Croazia, 2018; 33’). Seguono i film “Pecunia non olet. L’odore dei soldi nell’antica Pompei” di Nicola Barile (Italia/Francia, 2018; 40’), “Ragusa terra iblea” di Francesco Bocchieri (Italia, 2019; 41’) e “Il ragazzo con la Nikon” di Lucio Rosa (Italia, 2019; 31’) (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/01/23/il-regista-lucio-rosa-regala-un-messaggio-di-speranza-al-2019-con-il-nuovo-film-il-ragazzo-con-la-nikon-realizzato-assemblando-migliaia-di-foto-di-antichi-villaggi-antiche-dimore/). Alle 21 per la sezione Cinema e Storia il film “Il Conte magico” di Marco Melluso e Diego Schiavo (Italia, 2019; 80’).

La consegna del premio Antonino Di Vita 2018: da sinistra, Alessandra Cilio, Fabio Isman, Maria Antonietta Rizzo Di Vita, Santo Paolo Guccione, Lorenzo Daniele, Giacomo Caruso (foto Graziano Tavan)

Domenica 20 ottobre 2019, giornata finale. Alle 17, ultima sezione di film in concorso. Apre “#inminimimaxima” di Pierre Gaignard e Laura Haby (Francia, 2018; 52’). Seguono i film “Adolf Vallazza, sciamano del legno antico” di Lucio Rosa (Italia, 2019; 40’) e “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno (Italia/Croazia, 2019; 76’). La giornata si chiude con la cerimonia di premiazioni, alle 20.30. Tre i premi che saranno conferiti: il premio “Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico, consegnato da Enzo Piazzese, presidente dell’Archeoclub di Ragusa; il premio “ArcheoVisiva” assegnato al miglior film da una giuria di qualità, consegnato da Laura Maniscalco, dirigente archeologa della soprintendenza di Catania; il premio “Antonino Di Vita” conferito dal comitato scientifico a una personalità che si è distinta nella divulgazione dell’Antico, consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita, dell’università di Macerata.

Tanti alunni e studenti coinvolti a Licodia Eubea nella sezione “Ragazzi e archeologia”

Cinema a tema archeologico, dunque, ma non solo: il calendario della manifestazione prevede anche incontri di archeologia, workshop sulla comunicazione dell’Antico attraverso i nuovi media, laboratori didattici per le Scuole, una mostra fotografica (in collaborazione con il gruppo fotografico “Obiettivo Grammichele”), una esposizione di costumi teatrali (con Ariana Talio), visite guidate al Museo etno-antropologico, degustazioni enogastronomiche, escursioni sul territorio e tanto altro. “È un anno di consolidamento, questo, in cui proviamo a irrobustire collaborazioni e attività che funzionano”, concludono Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, “nell’attesa di giungere a tagliare il traguardo dell’edizione numero dieci, il prossimo 2020, di un festival nato da un sogno e che solo in un luogo onirico come il borgo di Licodia Eubea può esistere”.

Licodia Eubea (Catania): chiude la mostra fotografica “Con l’Africa nel cuore” del regista veneziano Lucio Rosa. Bilancio positivo della rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica. Premio “Antonino Di Vita” a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva

Lo staff organizzativo insieme agli ospiti della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Catania)

Lo staff organizzativo insieme agli ospiti della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Catania)

Il regista Lucio Rosa e il direttore artistico Lorenzo Daniele

Il regista Lucio Rosa e il direttore artistico Lorenzo Daniele

C’è ancora un altro week end per visitare a Licodia Eubea, nel Catanese, la mostra fotografica “Con l’Africa nel cuore” del regista, fotografo e produttore veneziano Lucio Rosa, inaugurata lo scorso 28 ottobre contestualmente all’apertura della VI edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea in Sicilia (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/10/25/a-licopedia-eubea-ct-al-via-la-vi-rassegna-del-documentario-e-della-comunicazione-archeologica-12-filmati-3-incontri-2-premi-visite-guidate-degustazioni-e-la-mostra-fotografica-con-l/). “Si tratta – ricordano i promotori – della prima nazionale di una personale straordinaria, che raccoglie scatti inediti di etnie e popoli eredi di storie millenarie e di una cultura che li rende unici al mondo”: la mostra si potrà ancora visitare sabato 26 e domenica 27 novembre 2016, dalle 17 alle 21. Lucio Rosa, regista di oltre 200 documentari a tema archeologico ed etnoantropologico, si avvicina all’Africa negli anni ‘80 quando, su incarico delle Agenzie delle Nazioni Unite, visita spesso il Sud del mondo per realizzare reportage cinematografici e fotografici. L’Africa diventa un luogo dell’anima per l’autore, che adopera il suo obiettivo per raccontarne il presente e il passato, ma anche per descrivere i colori dei suoi paesaggi e delle sue genti, eredi di culture uniche, oggi in rischio di estinzione. Attraverso la personale fotografica “Con l’Africa nel cuore” Lucio Rosa immortala, in ventisei scatti selezionati, gruppi etnici come i Babinga, i Pokot, gli Hamer e i Dassenech che, sempre più radi, occupano il Congo, il Kenia e l’Etiopia, dove hanno costruito nei secoli un rapporto di simbiosi con la natura speciale, irripetibile. Etnie raffinate e fragili, che l’Autore osserva con l’occhio del documentarista, adoperando l’immagine fissa come il frame del racconto di una vita.

La consegna del premio "Antonino Di Vita" a Piero Pruneti, direttore della rivista "Archeologia Viva"

La consegna del premio “Antonino Di Vita” a Piero Pruneti, direttore della rivista “Archeologia Viva”

Il manifesto della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Il manifesto della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Con la chiusura della mostra di Lucio Rosa si archivia definitivamente la sesta edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, l’appuntamento con l’Antico attraverso le arti visive di Licodia Eubea che, per la bellezza dei suoi luoghi e della sua gente, costituisce la cornice ideale della manifestazione. Un ulteriore legame tra il piccolo borgo ibleo e la rassegna è costituito dalla figura di Antonino Di Vita, archeologo siciliano di fama internazionale scomparso nel 2011, che in Licodia Eubea ha sempre visto il suo “luogo dell’anima”. Alla memoria dell’illustre studioso, accademico dei Lincei e autore di importanti ricerche archeologiche in Italia e all’estero, il paese ha intitolato il proprio museo civico, ed è sempre a lui che la Rassegna dedica un premio speciale, conferito a chi abbia speso la propria professione nel diffondere la conoscenza del patrimonio culturale attraverso i media, dal cinema al web, dalla televisione alle riviste cartacee. Ed è stato proprio in occasione della serata finale dell’evento, nella suggestiva atmosfera dell’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, che il riconoscimento è stato attribuito al giornalista toscano Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, rivista che da 35 anni comunica con il grande pubblico, offrendo notiziari, reportage sulle principali scoperte archeologiche, interviste con i protagonisti, mostre e rubriche tecniche, stimolando i lettori a ricercare nel passato le ragioni del presente. “Il bilancio di questa edizione”, dichiarano i direttori artistici Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, “è più che positivo. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’affluenza del pubblico, numeroso ed eterogeneo, che ha preso parte alla manifestazione. Molta gente si è lasciata coinvolgere dalle conversazioni con i nostri ospiti, dalle visite guidate all’interno del museo civico in occasione dei riuscitissimi “aperitivi al museo” serali e, naturalmente, dalle opere cinematografiche in concorso. Vuol dire che gli ingredienti adoperati nell’organizzazione del festival sono giusti, e che l’impegno profuso nel portare avanti questo ambizioso progetto qui in Sicilia sta dando i suoi frutti, il che rappresenta uno sprone ad andare avanti nel nostro lavoro di divulgazione del mondo antico e delle sue infinite storie”.

A Licodia Eubea (Ct) al via la VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica: 12 filmati, 3 incontri, 2 premi; visite guidate, degustazioni e la mostra fotografica “Con l’Africa nel cuore” del regista veneziano Lucio Rosa

Il manifesto della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Il manifesto della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Dodici filmati in programma, tre incontri con ospiti d’eccezione, due premi, escursioni e visite guidate alla scoperta del territorio, degustazioni, mostre fotografiche e una sezione dedicata ai ragazzi. Questi gli ingredienti principali della VI Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, in provincia di Catania (28-30 ottobre 2016), organizzata da Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e da Fine Art Produzioni srl insieme alla Scuola di specializzazione in Beni archeologici dell’università di Catania, con il sostengo della Direzione generale Cinema del Mibact e del Comune di Licodia Eubea, e il patrocinio della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Può una manifestazione culturale valorizzare un luogo, la sua storia, i suoi paesaggi ma soprattutto la sua identità più autentica?, si sono chiesti Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della rassegna. “Noi – assicurano – ci abbiamo creduto e continuiamo a farlo con passione e ostinazione, anche per questa nuova edizione, la sesta che organizziamo a Licodia Eubea. Viviamo tempi critici, in cui sembra quasi che il mondo abbia perso le proprie coordinate, dilaniato da guerre, attentati e indifferenza diffusa. Mai come oggi, dunque, è necessario rivolgersi al nostro patrimonio culturale e ai messaggi che esso ci può tramandare per ritrovare noi stessi, per recuperare, in un passato condiviso, la nostra identità di uomini e donne”. E i segnali ci sono: “Abbiamo constatato con piacere che sempre più registi decidono di dedicarsi alla documentaristica archeologica, adottando approcci creativi e linguaggi contemporanei, e di questo abbiamo voluto tener conto nella selezione dei film, privilegiando le piccole produzioni capaci di dar vita a lavori originali, che tuttavia rimangono troppo spesso relegati all’ambito locale. Immancabili poi, come ogni anno, gli incontri con ricercatori, registi e critici cinematografici, ma anche le attività ludico-didattiche dedicate alle scuole e l’organizzazione di visite guidate nel territorio per locali, turisti ed escursionisti. E poi la mostra fotografica che quest’anno avrà come tema l’Africa vista con gli occhi del regista Lucio Rosa. Novità della VI Rassegna, infine, le visite guidate in notturna al museo civico “Antonino Di Vita”, che ogni sera diventerà la location d’eccellenza di suggestivi aperitivi culturali. Gli ingredienti ci sono, dunque, tutti perché anche questa edizione della Rassegna possa essere un punto di riferimento per la riscoperta dell’archeologia attraverso i media”.

Il regista veneziano Lucio Rosa premiato a Licodia Eubea: sua la mostra fotografica "Con l'Africa nel cuore"

Il regista veneziano Lucio Rosa premiato a Licodia Eubea: sua la mostra fotografica “Con l’Africa nel cuore” alla VI Rassegna

I documentari selezionati per Licodia Eubea offrono al pubblico una panoramica di luoghi affascinanti sparsi nel mondo, in cui la mano dell’uomo e quella della natura si stringono in rapporti unici e irripetibili, come nelle siciliane terre di Ispica, Lipari, Selinunte e Catania, Cirene e Bilad Chinquit in Africa, o in luoghi carichi di mistero come il sito pakistano di Mohenjo-daro o l’etrusca Vetulonia. Anche quest’anno, la location d’eccellenza sarà l’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara, situata in piazza Stefania Noce, nel cuore del borgo licodiano. Si inizia dunque venerdì 28 ottobre 2016. L’apertura ufficiale della rassegna alle 17.30 con gli interventi di Giacomo Caruso, presidente Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea; Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della rassegna; Giovanni Verga, sindaco di Licodia Eubea; Maria Grazia Patanè, soprintendente Beni culturali e artistici di Catania; Laura Maniscalco, dirigente Sezione Archeologica della soprintendenza di Catania. A seguire, verrà inaugurata la mostra fotografica del regista, fotografo e produttore veneziano Lucio Rosa dal titolo “Con l’Africa nel cuore”. Si tratta della prima nazionale di una personale straordinaria, che raccoglie scatti inediti di etnie quali i Dassenech, gli Ari, i Mursi, i Karo e gli Afar in Etiopia, i Pokot in Kenia e i Babinga in Congo: popoli illustri, eredi di storie millenarie e di una cultura che li rende unici al mondo. Con la proiezione del film “Cirene, Atene d’Africa” (Italia), di Giuseppe Dromedari, apre alle 18 la sezione Cinema e Archeologia. Segue il film “Eis pegàs. Alle sorgenti” (Italia) di Andrea Giannone. E alle 20, il regista Lucio Rosa inaugura gli Incontri di Archeologia, occasione per presentare la mostra fotografica “Con l’Africa nel cuore”.  E alle 20.30, Aperitivo al museo: visita guidata al museo civico “Antonino Di Vita” con degustazione di prodotti enogastronomici.

"La musica perduta degli Etruschi": particolare della tomba dei Leopardi a Tarquinia

“La musica perduta degli Etruschi”: particolare della tomba dei Leopardi a Tarquinia

Sabato 29 ottobre 2016. La mattinata del secondo giorno di Rassegna è pensata per i ragazzi. “A Licodia Eubea tradizione vuole che anche i più piccoli abbiano uno spazio speciale”, spiega Alessandra Cilio. “Così l’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara e l’antistante piazza verranno letteralmente invasi dagli alunni delle scuole primarie del comprensorio ibleo, che assisteranno alla proiezione di speciali docu-cartoon e parteciperanno a “Giocare nel mondo antico. Storie di sfide e passatempi per grandi e piccini”, laboratorio di archeologia sperimentale sul gioco nel mondo antico, interamente gestito dall’archeologa Elena Piccolo”. Le proiezioni della sezione Ragazzi e Archeologia dedicata a film d’animazione e docu-fiction iniziano alle 10.30 con il corto “Valios e il tesoro di Griko” (Grecia) di Luis Santos, seguito da “Greektoys. La trottola” (Grecia) di  Luis Santos . Chiude “Selinunte, città tra due fiumi” (Italia) di Alessandra Ragusa e Antonino Pirrotta. La sezione Cinema e Archeologia inizia nel pomeriggio alle 17.30  con due corti di Francesco Gabellone: “Il teatro romano di Catania” (Italia) e “L’anfiteatro romano di Catania” (Italia). Segue “Il Carnevale eoliano.  L’Isola delle Maschere” (Italia) di Francesco Cannavà. Alle 19, per Incontri di Archeologia “Fra la scena e la tomba: conversazione sulla maschera greca” interviene Fabio Caruso ricercatore IBAM CNR di Catania.  L’incontro con il ricercatore consentirà di esplorare i molteplici significati simbolici della maschera nel mondo greco, legati tanto alla vita che alla morte. Alle 19.30, riprende la sezione Cinema e Archeologia con il film “Sulle note del mistero. La musica perduta degli Etruschi” (Italia) di Riccardo Bicicchi. Chiude la giornata, alle 20, Aperitivo al Museo con visita guidata del museo civico “Antonino Di Vita” e degustazione di prodotti enogastronomici.

Alessandra Cilio, direttore artistico della Rassegna di Licodia Eubea

Alessandra Cilio, direttore artistico della Rassegna di Licodia Eubea

E così si arriva a domenica 30 ottobre 2016. Al mattino, alle 10.30, possibilità di visite guidate al centro storico di Licodia Eubea e ai suoi principali luoghi di interesse con i volontari dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”. Le proiezioni della sezione Cinema e Archeologia iniziano alle 17 con il film “Mohenjo Daro. Le guerre degli Dei” (Italia) di Diego D’Innocenzo, cui segue il film “Bilad Chinquit. Il paese di Chinquetti” di Lucio Rosa. Alle 18.30 chiude gli Incontri di Archeologia “Una finestra sul documentario siciliano” con il regista Antonio Bellia e il direttore della “Rassegna Itinerante del Cinema d’Autore” Beppe Manno che si presteranno a un dibattito sulla storia e lo sviluppo di questo genere cinematografico. La VI Rassegna del Documentario e Comunicazione archeologica chiude, alle 20, con la cerimonia di premiazione. Verrà assegnato il premio “Archeoclub d’Italia” al film che, nel corso della manifestazione,  avrà ottenuto maggiori consensi dal pubblico della Rassegna, invitato ad una partecipazione attiva attraverso la compilazione di apposite schede di gradimento. A consegnare il premio sarò Antonella Stellino , presidente dell’Archeoclub d’Italia di Alcamo. Quindi gran finale con l’assegnazione del premio “Antonino Di Vita”, istituito in onore dell’illustre professore, archeologo di fama internazionale e appassionato comunicatore, fortemente legato al piccolo borgo licodiano. Il premio viene annualmente riconosciuto a quanti abbiano speso la propria vita professionale nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale attraverso l’uso di media quali il cinema, la stampa e il web. Il premio sarà consegnato da Maria Antonietta Rizzo Di Vita, professore di Etruscologia e Antichità italiche all’università di Macerata. “Un palinsesto ricchissimo”, conclude Alessandra Cilio, “in una cornice – quella licodiana – caratterizzata da un invidiabile patrimonio storico-artistico, paesaggi incontaminati, una tradizione enogastronomica dalle origini remote e da una popolazione cordiale ed ospitale. Tutte valide ragioni per non perdersi la sesta edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica”.

A Licodia Eubea, in Sicilia, la quinta Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica con focus sulla musica nel mondo antico: 18 film, 4 incontri, due premi, laboratori, visite guidate

Il manifesto della quinta rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Catania)

Il manifesto della quinta rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Catania)

La musica nel mondo antico è il tema della V rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea, in provincia di Catania, dal 22 al 25 ottobre 2015, importante punto di riferimento nel territorio, per gli operatori del settore come documentaristi, case di produzione, studiosi e archeologi, e per il grande pubblico, contribuendo a “comunicare” l’archeologia ed a rendere attraente e “vicino” il lavoro dell’archeologo. “La musica nel mondo antico è un tema tanto complesso quanto affascinante, dal momento che la vita stessa dell’uomo è sempre stata scandita da suoni e vibrazioni musicali, e lo è ancora oggi”, spiegano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici della rassegna. “Difficile immaginare un passato muto:  sarebbe come immaginare il mondo antico in bianco e nero, quando lo sappiamo denso di colori e sfumature. Simona Rafanelli, direttrice del museo Archeologico Isidoro Falchi di Vetulonia, e Giuseppe Severini, liutaio esperto in storia della musica, ci offriranno una sintesi dei numerosi progressi compiuti dagli studi sulla comprensione e ricostruzione della musica antica negli ultimi anni, incantandoci con il fascino di suoni che credevamo persi negli eoni del tempo”.

L’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara sede della rassegna di Licodia Eubea

L’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara sede della rassegna di Licodia Eubea

Il programma della V rassegna di Licodia Eubea si preannuncia molto ricco: diciotto filmati, quattro incontri di archeologia con ospiti d’eccezione (tra cui la regista e conduttrice televisiva Syusy Blady, il direttore della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto Dario di Blasi, la regista Giovanna Bongiorno e lo storico del cinema Sebastiano Gesù) tutti coordinati dal direttore artistico Alessandra Cilio, due premi, laboratori, visite guidate alla scoperta del territorio ed ancora una mostra fotografica ed una sezione dedicata ai ragazzi. La rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica è organizzata nell’ex chiesa di S. Benedetto e S. Chiara, suggestivo edificio storico nel cuore del paese, da Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto” e da Fine Art Produzioni insieme alla Scuola di Specializzazione in Beni archeologici di Catania con il patrocinio del Mibact, della soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Catania e della Rassegna del Cinema Archeologico di Rovereto. Ma alla rassegna si parlerà anche dei nuovi linguaggi adottati nella comunicazione archeologica e del ruolo del volontariato nell’ambito dei beni culturali, “argomenti solo apparentemente distanti – interviene Cilio – giacché entrambi perseguono un obiettivo comune: un sempre più diretto coinvolgimento della società nella conoscenza della nostra memoria storica”. Davide Tanasi, professore di Studi classici e Archeologia all’Arcadia University di Siracusa, parlerà di computer grafica e digital storytelling e ancora si parlerà del ruolo del volontariato nella valorizzazione e tutela del patrimonio culturale insieme ad Alessandra Mirabella, presidentessa dell’Archeoclub d’Italia di Aidone.

Il logo della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

Il logo della Rassegna del Documentario e della Comunicazione archeologica di Licodia Eubea

“Il programma di quest’anno”, spiegano ancora Cilio e Daniele, “prevede una prevalenza di film italiani: questo ci fa particolarmente piacere, non per spirito di campanilismo ma perché nel Bel Paese qualcosa finalmente si muove sul fronte della produzione audiovisiva archeologica”. Per esempio, giovedì 22 ottobre 2015 il palinsesto propone “Pompei. Una storia sepolta” di Maria Chiffi; venerdì 23 ottobre, “La città di Posidonia, Paestum” di Franco Viviani; sabato 24 ottobre, “L’alba degli etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana” di Corrado Re, e “The lost sound. Il suono perduto” di Elena Alessia Negriolli. Anche stavolta ci sarà una finestra sulla documentaristica siciliana in memoria di Francesco Alliata, uno dei grandi pionieri di questo settore a livello internazionale: “Agrigentum. Storia e archeologia della città romana” di Corrieri e Sanfilippo (23 ottobre); “Storie sepolte. Riti, culti e vita quotidiana all’alba del IV millennio a.C.” di Nicolangelo De Bellis (24 ottobre); “Le acque segrete di Palermo” di Stefania Casini (25 ottobre). Nello Correale, regista e direttore del Festival Internazionale Cinema di Frontiera aprirà una “finestra” sul documentario siciliano e presenterà “La voce di Rosa”, proiezione fuori concorso dedicata alla figura della celebre cantante siciliana Rosa Balistreri.  Fuori concorso sarà anche il docufilm  “Un giorno la storia passò dal Parco dell’Etna”, e “Tà gynaikeia. Cose di donne”, appena insignito della menzione speciale Archeoblogger 2015 alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/10/15/ta-gynaikeia-cose-di-donne-di-alessandra-cilio-vince-il-premio-archeoblogger-vera-novita-della-xxvi-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-incarna-il/).

Il regista Lucio Rosa premiato alla carriera nel 2014 alla rassegna di Licodia Eubea

Il regista Lucio Rosa premiato alla carriera nel 2014 alla rassegna di Licodia Eubea

Ritorna anche quest’anno il premio “Antonino Di Vita”, istituito in onore dell’illustre professore, archeologo di fama internazionale e appassionato comunicatore fortemente legato al piccolo borgo licodiano. Il premio viene annualmente riconosciuto a quanti abbiano speso la propria vita professionale nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, in particolare attraverso l’uso del mezzo cinematografico. Durante la serata finale verrà inoltre assegnato il premio “Archeoclub D’Italia”  al film che avrà ottenuto maggiori consensi dal pubblico della Rassegna. Per tutta la durata della manifestazione sarà possibile visitare la mostra fotografica “La pittura romana a Sabratha (Libia)” a cura dell’università di Macerata.