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Bologna. Al via “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico promossa dal Gruppo archeologico bolognese giunta alla 20.ma edizione: due giornate con film introdotti dagli esperti e dai protagonisti, aperto dal film di Alberto Castellani sull’Afghanistan

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L’esterno della Mediateca di San Lazzaro di Savena (Bo) che ospita la rassegna IMAGINES del gruppo archeologico bolognese (foto gabo)

Il Gruppo archeologico bolognese accende la ventesima candelina di “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico, tradizionale appuntamento di fine autunno atteso dagli appassionati, organizzato insieme al museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro, col patrocinio del Comune di Bologna e del Comune di San Lazzaro. IMAGINES è in programma sabato 3 e domenica 4 dicembre 2022 nella sala eventi della Mediateca Comunale di San Lazzaro di Savena (Bo). Un’edizione ancora in forma ridotta, come nel 2021, ma non per questo meno ricca: tre film per giornata introdotti da esperti. L’ingresso è libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili. Non è obbligatorio l’uso della mascherina per tutta la durata della manifestazione. Il suo utilizzo è vivamente consigliato alle persone fragili. Al termine di ogni giornata di IMAGINES sarà estratto fra i presenti un abbonamento annuale alla rivista Archeologia Viva. Inoltre, domenica 4 sarà estratta la partecipazione gratuita ad un viaggio di un giorno organizzato da Insolita Itinera per il Gruppo Archeologico Bolognese.

SABATO 3 DICEMBRE 2022. Alle 15.30, inizio delle proiezioni con il film “Afghanistan, tracce di una cultura sfregiata” (Italia, 2022; 52’) di Alberto Castellani, che dà voce e spazio al dolore, alla sofferenza ma anche alla lotta per resistere e salvare il patrimonio, della nazione e del popolo afghano. L’Afghanistan, il cui patrimonio è sottoposto a sistematico saccheggio, rischia di perdere la propria identità e di svegliarsi dal caos attuale senza la coscienza di possedere una storia. L’Archeologia con le sue capacità di scoprire e ricostruire il passato può fornire un prezioso contributo per la sua rinascita (vedi “Afghanistan: tracce di una cultura sfregiata”: il regista veneziano Alberto Castellani svela in anteprima il suo nuovo film che racconta di un Paese martoriato, un popolo umiliato, una cultura millenaria e un patrimonio archeologico ricchissimo a rischio; con il contributo dei massimi esperti in materia | archeologiavocidalpassato). Il film sarà introdotto dal regista Alberto Castellani. Segue il film “L’antichità svelata” di Claudio Busi (30’), introdotto da Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena (Bo).

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Il tempio di Amnehotep II (Amenofi II) a Tebe Ovest (foto khekeru.ch)

Dopo l’intervallo, proiezione del film “Una stagione di scavo sui resti del tempio di Amenhotep II a Tebe Ovest” di Claudio Busi (30’) introdotto dal regista Claudio Busi, speleologo, viaggiatore e film-maker. Il tempio di Amenhotep II venne sommariamente scavato, insieme ad altre strutture templari, da Sir William Matthew Flinders Petrie, che pubblicò i risultati della sua indagine in Six Temples at Thebes 1896. Nel 1997 il CEFB ha riaperto le ricerche sul sito del tempio funerario di Amenhotep II.

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Le ricche necropoli della città di Spina furono scoperte nel 1922

Comacchio_mostra-spina-100_locandinaDOMENICA 4 DICEMBRE 2022. Le proiezioni iniziano alle 15.30 con il film “Gli architetti del deserto” di Joseph C. Sousa (43’) introdotto da Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer. Seguono due film per ricordare i 100 anni dalla scoperta dell’antica città di Spina: “La scoperta di Spina. I personaggi” di Cesare Bornazzini (33’) e “Le tombe di Spina” di Salvatore Aurigemma (17’) introdotti da Silvia Romagnoli. La necropoli della città greco-etrusca di Spina, nelle Valli di Comacchio fu scoperta il 23 aprile 1922. La scoperta del sito è legata alle opere di bonifica del primo dopoguerra, come ricostruisce Nereo Alfieri in “Spina. Storia di una città tra Greci ed etruschi” (catalogo mostra, 1994). La prima comunicazione, infatti, è dell’ingegner Aldo Mattei, direttore della sezione staccata del Genio civile a Comacchio, con una lettera alla soprintendenza agli Scavi e Monumenti archeologici di Bologna: “Nella valle Trebba (Valli settentrionali di Comacchio), in cui è stata compiuta la bonifica idraulica a cura dello Stato e dove si stanno facendo da Comuni interessati opere di bonifica agraria, è stato scoperto casualmente da un operaio un sepolcreto probabilmente dell’epoca etrusca: così almeno ritengo vai vasi istoriati scoperti”. Le campagne di scavo, condotte fino al 1935 dal neo soprintendente Salvatore Aurigemma nell’area di Valle Trebba portarono alla luce la zona settentrionale della necropoli di Spina con più di 1200 sepolture i cui materiali sono oggi esposti al museo Archeologico nazionale di Ferrara (vedi Comacchio. A Palazzo Bellini apre la mostra “Spina 100. Dal mito alla scoperta” per le celebrazioni nazionali del centenario della scoperta della città etrusca di Spina (1922-2022) | archeologiavocidalpassato). Dopo l’intervallo, la rassegna si conclude con il film “I luoghi del mito. Demetra e Kore” di Gaspare Mannoia (30’) introdotto da Giuseppe Mantovani, Vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore di IMAGINES.

 

Bologna. Per il ciclo “…comunicare l’archeologia…” del gruppo archeologico bolognese conferenza di Marco Peresani (università di Ferrara) su “Come eravamo. L’Italia nel Paleolitico”

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L’antropologo Marco Peresani dell’università di Ferrara

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Copertina del libro “Come eravamo. Viaggio nell’Italia paleolitica”

Chi abitò l’Italia nel Pleistocene? A questa domanda cercherà di rispondere il prof. Marco Peresani, archeologo e antropologo dell’università di Ferrara, martedì 15 novembre 2022, alle 21, al Centro sociale ricreativo culturale “Giorgio Costa”, via Azzo Gardino 48 (BO) nella conferenza “Come eravamo. L’Italia nel Paleolitico”, nuovo appuntamento del ciclo “…comunicare l’archeologia…” del Gruppo archeologico bolognese. Archeologi e antropologi – si legge nella presentazione del libro “Come eravamo. Viaggio nell’Italia paleolitica” di Marco Peresani (Il Mulino edizioni) – hanno esplorato il territorio dalle Alpi alla Sicilia, sulle tracce dei primi ominini che popolarono la nostra penisola. Nella nuova edizione, aggiornata agli ultimi ritrovamenti in Bassa Maremma e nella Grotta della Bàsura a Toirano, Peresani ci guida alla scoperta di focolari, attrezzi e armi in pietra scheggiata, ossa animali, elementi di adorno, sepolture umane. Visita grotte e ripari, sale montagne e si riposa su antiche pianure alluvionali, giunge fino al mare. Peresani raccoglie tutti gli indizi per ricostruire la vita, il rapporto con l’ambiente, la cultura dei cacciatori-raccoglitori che siamo stati, a partire da oltre un milione di anni fa.

Bologna. Al via “…Comunicare l’archeologia…” (quarto trimestre), il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese con focus sulla Grecia macedone, l’uomo del Paleolitico, e il riutilizzo dei materiali romani

gruppo-archeologico-bolognese_gabo_insolita-itinera_logo“…Comunicare l’archeologia…”: al via il ciclo di incontri per il quarto trimestre 2022 proposto dal Gruppo archeologico bolognese al martedì, alle 21, in presenza al Centro Sociale G. Costa in via Azzo Gardino 48 a Bologna. Tuttavia, a causa del permanere del rischio di contagio da sars-cov-2, gli incontri si faranno applicando il criterio di sicurezza fondamentale, e cioè l’uso della mascherina tipo FFP2 per tutta la durata dell’incontro. Il Gabo richiede di non presentarsi alle conferenze con una temperatura corporea superiore a 37.5 gradi e se risultati positivi al tampone anche se asintomatici. Tutto questo salvo imprevedibili maggiori restrizioni richieste da eventuale peggioramento della situazione pandemica.

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Alessandro Magno: dettaglio del grande mosaico della battaglia di Isso, proveniente da Pompei e conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Si inizia martedì 18 ottobre 2022, con la conferenza “Nella Grecia macedone sulle orme di Alessandro Magno. Racconto di viaggio con il Gruppo Archeologico Bolognese” (Prima parte) tenuta dall’archeologa e travel designer Silvia Romagnoli che racconta lo splendido viaggio attraverso una civiltà di grande fascino realizzato da Insolita Itinera e accompagnato dalla stessa Silvia Romagnoli, tenutosi a giugno 2022, in collaborazione con il Gruppo Archeologico Bolognese. La Grecia conobbe in epoca antica momenti di assoluta gloria, dalla fioritura delle arti nel periodo classico al regno di Macedonia, il cui più celebre sovrano, Alessandro Magno, conquistò giovanissimo i territori remoti e inesplorati dell’Asia centrale. Il territorio della Macedonia custodisce i più affascinanti siti archeologici dell’antico Impero macedone, tra cui città fortificate, artefatti d’oro, e tombe monumentali dei sovrani. E poi lo splendore delle chiese bizantine di Salonicco, i cui mosaici, patrimonio dell’umanità UNESCO, sono tra le più alte testimonianze dell’arte cristiana sotto l’Impero Romano d’Oriente. Sopravvivono castelli e fortificazioni sul mare che sono oggi parte integrante del paesaggio e dell’anima dei borghi della Grecia del Nord. La Grecia continentale è anche spiritualità e contemplazione, come mostra il complesso monastico della Meteora, eretto in un paesaggio impervio quanto mozzafiato con inenarrabili sforzi e ora autentico spettacolo di umana tenacia. Denso di sacralità è anche il territorio autonomo di Monte Athos, una montagna sporgente sul mare della Penisola Calcidica. La seconda parte si terrà il 25 ottobre 2022.

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L’ingresso della grotta di Fumane, uno dei massimi siti preistorici in Europa (foto unife)

Martedì 15 novembre 2022, conferenza “Come eravamo. L’Italia nel Paleolitico” con il prof. Marco Peresani dell’università di Ferrara che parlerà della Grotta di Fumane a Verona, uno dei maggiori siti archeologici preistorici d’Europa con ricche testimonianze che rappresentano un eccezionale documento delle frequentazioni dell’Uomo di Neanderthal e dei primi Uomini Moderni.

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Howard Carter e il faraone Tutankhamon “coinvolti” nelle interviste impossibili del Gabo

Martedì 29 novembre 2022, nel centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon da parte di Howard Carter il 29 novembre 1922 il Gruppo Archeologico Bolognese e la compagnia Ten Teatro Costarena presentano: “Intervista impossibile a Tutankhamon” di Giorgio Manganelli, e “Intervista impossibile a Howard Carter” di Giuseppe Mantovani. Introduzione a cura dell’archeologa Daniela Ferrari.

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Un capitello romano riutilizzato a Bologna in epoca medievale (foto gabo)

Martedì 13 dicembre 2022, conferenza ” Spolia bononensia. Il riutilizzo del materiale architettonico di età romana nel centro storico di Bologna” con Claudio Calastri, archeologo, classicista, dirigente di Ante Quem per servizi in campo archeologico e casa editrice dedicata all’archeologia.

Bologna. A “Imagines” in prima internazionale il nuovo film di Alberto Castellani “VERSO CANAAN. Storie di popoli e di una Terra Promessa”: in cento minuti racconta il perché di conflitti epocali: un lungo, affascinante, impegnativo  viaggio nelle terre di Israele, Turchia, Siria,  Creta, Egitto, Arabia Saudita, ma anche tra le sale dei principali musei europei

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Il regista veneziano Alberto Castellani sul set del film “Verso Canaan” (foto castellani)

“Può sembrare effimero proporre in questo tempo di pandemia suoni e immagini di un prodotto che ancora non c’è. Ma a un uomo può essere sottratto tutto, non la speranza. Lo è anche per chi vuole ancora giocare con quei suoni e quelle immagini. Per coltivare la speranza”. Il regista veneziano Alberto Castellani cominciava così, un anno e mezzo fa, quasi una “traslitterazione” letteraria di quel “mola mia” (non mollare) lanciato dagli amici bergamaschi in piena emergenza sanitaria, o quel più banale #andratuttobene scritto ovunque, nel presentare il suo ultimo ambizioso progetto “Verso Canaan”, non ancora film, perché la produzione del film “VERSO CANAAN. Storie di popoli e di una Terra Promessa” prodotto da Media Venice Comunicazione, era stato bloccato dalla pandemia: stop a ogni trasferta per riprese esterne e nei musei di Israele, con sostegno di Israel Ministry of Culture e dell’Ufficio nazionale Israeliano del Turismo. La situazione in questi mesi non è cambiata. Così Castellani ha deciso di portare a termine il progetto con il ricco materiale di cui già disponeva frutto di precedenti missioni in Israele, Turchia, Siria,  Creta, Egitto, Arabia Saudita, e di quanto realizzato nei musei europei prima del marzo 2020. E ora il film “VERSO CANAAN. Storie di popoli e di una Terra Promessa”, in due parti, è in prima internazionale a Bologna il 18 e 19 dicembre 2021 nell’ambito di “Imagines, obiettivo sul passato”, diciannovesima edizione della rassegna del Documentario Archeologico organizzata dal Gruppo archeologico bolognese in collaborazione con il  museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro (vedi Bologna. Dopo l’anno di stop per pandemia, il Gruppo archeologico bolognese ripropone “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunta alla 19.ma edizione: due giornate con film introdotti dagli esperti e dai protagonisti, con il film di Alberto Castellani in prima internazionale | archeologiavocidalpassato).

Il sito archeologico di Sichem, vicino a Nablus, in Israele, citato nella storia di Abramo (foto alberto castellani)
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La statua di Idrimi, trovata ad Alalakh in Turchia e conservata al British Museum: era un re siriano che marciò anche contro Canaan (foto alberto castellani)

“È stata l’occasione per incontrare figure che non appartengono al mondo dorato di faraoni o regine”, sostiene Castellani, “e per  raccontare  vicende di popoli  che vivevano  in città periferiche, lontane dal fasto di monumenti colossali ed enigmatici. Genti che frequentavano un ambiente di frontiera, oggi  in gran parte nascosto tra i  canneti del Nilo o le sabbie dei deserti”.  Con “Verso Canaan” Castellani, veneziano, giornalista pubblicista, autore televisivo, torna ad affrontare  tematiche archeologiche ispirandosi a vicende narrate dalla Bibbia. È una indagine che lo vede, ancora una volta, percorrere i territori del Vicino Oriente alla ricerca di tracce di lontane presenze. Cananei,  Amorrei, Hittiti, Filistei, Fenici, Aramei, Egizi: sono stati questi i popoli idealmente “incontrati” in questo programma che si propone come un lungo, affascinante, impegnativo  viaggio nelle terre di Israele, Turchia, Siria,  Creta, Egitto, Arabia Saudita, ma anche tra le sale dei principali musei europei, custodi di importanti testimonianze del particolare rapporto intercorso in tempi lontani  tra Israele ed altri popoli. Attraverso la loro storia “Verso Canaan: storie di popoli e di una Terra Promessa”  cerca di raccontare, in circa cento minuti suddivisi in due puntate (a Bologna nei pomeriggi di sabato 18 e domenica 19 dicembre 2021), il perché di conflitti epocali, indagando su epopee che hanno visto, soprattutto nella vicenda dell’Esodo, la pagina più celebrata: un evento, tra l’altro che solo la Bibbia sembra ricordare. Sullo sfondo, il mondo mesopotamico e faraonico e l’indagine su  figure  la cui vicenda affonda spesso nel mito: Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe, Mosè.

Il sito archeologico di Madain Saleh, in Arabia Saudita, che fu la città più meridionale del regno dei Nabatei (foto alberto castellani)

“È stato un impegno che ha richiesto un lungo studio preparatorio e che mi ha portato a documentare luoghi  di grande suggestione”, aggiunge il regista che in queste settimane sta curando la versione internazionale multilingue del programma. “Le riprese hanno preso avvio nei primi mesi del 2019 per concludersi ad inizio 2020,  poco prima della esplosione della pandemia. Dalla città fortezza di Megiddo al materiale esposto nelle sale del Rokfeller Museum e del Bible Land Museum  di Gerusalemme o tra i reperti esposti  al Museo del Cairo, dalla documentazione dei principali siti israeliani, tra cui alcuni fondamentali  per l’economia del racconto come  Bet Shemesh, Tel Yarmut, Lachish, o Hebron, alle distese del Neghev o ai deserti della penisola arabica, ho cercato di trasferire in questo mio lavoro lo spirito di una epopea che ha attraversato un tempo lunghissimo, spesso avvolto dalle nebbie di notizie incerte e a volte contraddittore che tavolette o stele sono in grado ancor oggi di chiarire solo in parte”.

Bologna. Dopo l’anno di stop per pandemia, il Gruppo archeologico bolognese ripropone “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunta alla 19.ma edizione: due giornate con film introdotti dagli esperti e dai protagonisti, con il film di Alberto Castellani in prima internazionale

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Il Gruppo archeologico bolognese, dopo un anno di stop forzato, non ha voluto mancare con il tradizionale appuntamento di fine autunno atteso dagli appassionati, nel rispetto della normativa anti Covid-19: parliamo di “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunta alla 19.ma edizione, organizzata insieme al museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro, in programma il 18 e 19 dicembre 2021 nella sala eventi della Mediateca Comunale di San Lazzaro di Savena (Bo). Un’edizione in forma ridotta, ma non per questo meno ricca: tre film per giornata introdotti da esperti, con una premiere internazionale: il film, in due parti, “Verso Canaan” di Alberto Castellani. Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti con una promozione speciale: al termine di ogni giornata di IMAGINES sarà estratto fra i presenti un abbonamento annuale alla rivista Archeologia Viva. Inoltre, domenica 19 sarà estratta la partecipazione gratuita ad un viaggio di un giorno organizzato da Insolita Itinera per il Gruppo Archeologico Bolognese. È obbligatorio il Green Pass che sarà richiesto e controllato all’ingresso della Mediateca. È obbligatorio l’uso della mascherina per tutta la durata della manifestazione.

Frame del film “Verso Canaan” di Alberto Castellani

Il programma di sabato 18 ottobre 2021. Alle 15.30, apre la rassegna il film “ Verso Canaan”, prima parte, di Alberto Castellani (Italia 2021, 50’) introdotto dallo stesso Alberto Castellani, regista e documentarista di film di argomento storico archeologico. Alcune tavolette di argilla, scoperte in Egitto ad Amarna, sono tra i primi documenti, risalenti al XIV secolo a.C., che riportano le parole “Terra di Canaan”. L’espressione richiama la biblica “Terra Promessa”, un luogo a lungo conteso prima della conquista del popolo ebraico iniziata dopo la drammatica esperienza dell’Esodo. Il filmato intende documentare il ruolo dei molti popoli, Cananei, Amorrei, Ittiti, Filistei, Fenici, Aramei, che cercarono di insediarsi in quella regione. Il programma, realizzato tra Israele, Turchia, Siria, Creta, Egitto e Arabia Saudita, e con la partecipazione di numerosi musei europei ed extraeuropei, intende ricostruire questa lunga storia, spesso drammatica, riportata più volte nella Bibbia.

Frame del film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia

Segue il film “Le tre vite di Aquileia” di Giovanni Piscaglia (Italia 2019, 57’) introdotto dall’archeologa e travel designer Erika Vecchietti. I resti di quella che fu al tempo dell’impero romano la quarta città d’Italia, capitale della X Regio augustea, giacciono ai lati della statale 352, che qui prende il nome di via Giulia Augusta e percorre l’antico tracciato del cardine massimo. Fondata dai Romani nel 181 a.C., la sua storia si dipana attraverso tre vite, tre lunghe fasi storiche: l’Aquileia romana, l’Aquileia cristiana e l’Aquileia più recente divenuta Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Dopo l’intervallo, chiude le proiezioni il film “Palikè” di Gaspare Mannoia (Italia, 30’) introdotto da Giuseppe Mantovani, vice-presidente del Gruppo archeologico bolognese. Una Sicilia inedita quella che il regista descrive in questo filmato, poco frequentata dal turismo. Nella piana di Catania sorge un santuario fondato dagli antichi Siculi dedicato ai fratelli Palici, figli di Zeus, nei pressi del quale fu fondata la città di Palikè.

Il Palazzo Cnosso, tra le aree archeologiche più famose di Creta

Il programma di domenica 19 dicembre 2021. Alle 15.30, apre la rassegna il film “Verso Canaan”, seconda parte, di Alberto Castellani (Italia 2021, 50’), introdotto dallo stesso Alberto Castellani, regista e documentarista di film di argomento storico archeologico. Segue il film “Creta e la civiltà minoica. Gli insediamenti costieri” di Claudio Busi e Roberto Sarti (Italia 2020, 60’) introdotto da Claudio Busi, viaggiatore e film-maker. Un viaggio nell’isola di Creta dove nel secondo millennio a.C. è fiorita una straordinaria civiltà che ha lasciato testimonianze di grandiosi palazzi, mirabili affreschi e oggetti di grande pregio artistico. Dopo aver descritto in un precedente filmato i principali centri palaziali, in questo filmato Claudio Busi illustra i principali antichi insediamenti costieri dell’isola.

La Vittoria Alata uno dei tesori conservati al Museo di Santa Giulia a Brescia

Dopo l’intervallo, chiude la rassegna la proiezione del film ”Vittoria alata. Il ritorno di un simbolo” di Davide Rinaldi (Italia 2020, 29’), introdotto da Erika Vecchietti, archeologa e travel designer. Dopo un restauro durato più di due anni presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze la “Vittoria alata”, simbolo della città di Brescia, è tornata nel rinnovato Capitolium. Scoperta nel 1826, la statua, definita dallo scrittore francese Valèry “La più grande e la più bella di tutte la statue in bronzo”, torna a incantare il pubblico nel nuovo allestimento museale.

Bologna. Causa emergenza sanitaria, sospesa la XVIII edizione di “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico del Gruppo archeologico bolognese. Ma il Gabo propone alcuni film on-line. Si inizia con “La pietra e il fuoco nella preistoria”

Sospesa la rassegna “Imagines” in presenza. Ma la tradizionale rassegna del documentario archeologico promossa dal Gruppo archeologico bolognese che quest’anno avrebbe dovuto essere la diciottesima edizione non sarà cancellata: il Gabo ha deciso di regalare agli appassionati alcuni film on-line. “Gentili soci e amici del Gruppo archeologico bolognese, questo è un anno nel quale siamo stati costretti, a causa della pandemia tuttora in corso, a ridurre, modificare o eliminare molte delle attività che avevamo previsto ad inizio anno”, spiega il Gabo in un breve comunicato. È con particolare rincrescimento che abbiamo rinunciato all’organizzazione della diciottesima edizione di “IMAGINES. Obiettivo sul passato”, manifestazione che ha avuto sempre un grande successo e che avrebbe dovuto svolgersi a fine novembre. Il Gruppo archeologico bolognese ha pensato di surrogare questo evento con alcuni filmati che saranno proposti mediante un link di YouTube. Per cominciare, proponiamo “La pietra e il fuoco nella preistoria” un filmato di qualche anno fa realizzato nel museo della Preistoria “L.Donini” di San Lazzaro, nel quale l’archeotecnico Carlo Pagani illustra come nella preistoria venivano realizzati alcuni strumenti e come si otteneva il fuoco”.

Bologna. Il Covid cancella anche il ciclo (ridotto) di “…comunicare l’archeologia…” del Gabo che salva il primo incontro: in videoconferenza Erika Vecchietti su “Villa Giulia e la grande Roma dei Tarquini”

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Doveva essere la prima conferenza di “…comunicare l’archeologia…” il ciclo di conferenze, appuntamento tradizionale dell’autunno e della primavera, promosso dal Gruppo archeologico bolognese. Nonostante le oggettive difficoltà a organizzare un evento in questo anno condizionato dalla pandemia, il Gabo ha lanciato un messaggio di speranza mantenendo – se pur in forma ridotta – gli incontri del martedì al centro sociale “G. Costa” di Bologna. Il primo incontro doveva essere martedì 27 ottobre 2020 con la conferenza “Villa Giulia e la grande Roma dei Tarquini ” dell’archeologa Erika Vecchietti. Ma il Dpcm del 24 ottobre ha cancellato anche il ciclo ridotto di “…comunicare l’archeologia…”.

L’archeologa Erika Vecchietti introduce alla Roma “etrusca”: locandina dell’incontro

Ma il Gabo non si è dato per vinto. Così stasera, 29 ottobre 2020, alle 21, l’incontro con Erika Vecchietti è diventata una videoconferenza dedicata a Villa Giulia e la Grande Roma dei Tarquini, introduttiva al viaggio (in via di conferma) a Roma del 21-22 novembre 2020 con INSOLITA ITINERA che chiude l’attività dell’anno (Scopri il programma di viaggio). La conferenza è aperta a tutti! Per seguirla, basterà collegarsi al link: https://meet.jit.si/lagranderomadeitarquini. Roma ha un’importantissima fase etrusca, legata alla dinastia dei Tarquini, originari del grande centro di Tarquinia. Oltre alle presenze etrusche nei siti archeologici della Roma delle origini il programma prevede la visita dei tra i musei Capitolini, del Vicus Caprarius e dello splendido museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, sede dei più iconici capolavori dell’arte del popolo dei Rasna.

Al via “…comunicare l’archeologia…” il ciclo di incontri del Gruppo archeologico bolognese per il primo semestre: protagonisti gli etruschi sulla scia della grande mostra di Bologna “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” e con viaggi a tema

La locandina della mostra “Etruschi. Viaggio nella terra dei Rasna” al museo Archeologico di Bologna dal 7 dicembre 2019 al 24 maggio 2020

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Gli Etruschi sono i grandi protagonisti di “…comunicare l’archeologia…” il ciclo di conferenze del primo semestre 2020 organizzato dal Gruppo archeologico bolognese tra febbraio e maggio 2020. E il motivo degli approfondimenti è facile: la grande mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” aperta fino al 24 maggio 2020 al museo civico Archeologico di Bologna. Ma negli incontri in calendario sempre il martedì alle 21 al Centro Sociale “G. Costa”, in via Azzo Gardino 48 a Bologna, ci sarà spazio anche per un’altra grande mostra, quella dedicata da Padova a Belzoni, il suo famoso concittadino-egittologo; e poi incursioni nel mondo del pensiero greco o della Beatrice dantesca. E ancora il punto sulla ricerca archeologica nel Bolognese. Il Gruppo archeologico bolognese, prossimo ai trent’anni di attività, aderente al Gruppi archeologici d’Italia, ancora una volta non si smentisce proponendo incontri di approfondimento su temi archeologici e culturali con un occhio attento all’attualità. Anche per questo ciclo di conferenze il Gabo si è avvalso della collaborazione con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto e il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena.

La locandina della mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi” a Padova fino al 28 giugno 2020

Orecchino d’oro dal museo di Vetulonia

Il ciclo inizia martedì 18 febbraio 2020 con l’ archeologa Erika Vecchietti su “Belzoni, il gigante del Nilo”, cui segue la proiezione del filmato “Il grande Belzoni”. Il padovano Giovanni Battista Belzoni (1778-1823) è stato esploratore, attore, ingegnere esperto di idraulica: è difficile racchiudere in una definizione una personalità esuberante che in pochi conoscono ma che ha contribuito in modo significativo a “importare” nel Vecchio Continente le meraviglie della terra dei Faraoni. Come si diceva a Padova è in corso la mostra “L’Egitto di Belzoni. Un gigante nella terra delle piramidi”, fino al 28 giugno 2020 al Centro Culturale Altinate San Gaetano. Si continua martedì 3 marzo 2020 con Silvia Romagnoli, archeologa e travel designer, su “Principi etruschi nell’Etruria Mineraria. Populonia, Vetulonia e Massa Marittima”. L’incontro sarà l’occasione per introdurre il viaggio nell’Etruria Mineraria, promosso dall’agenzia Insolita Itinera – Viaggi nella storia e nel paesaggio, e in calendario per il 21 – 22 marzo 2020. E per ricordare la gita, sempre con Insolita Itinera, il 7 marzo 2020 a Murlo e Buonconvento. Gli altri due incontri di marzo aprono una parentesi. Martedì 17 marzo 2020, “Intervista impossibile a Beatrice” di Umberto Eco con Silvia Romagnoli (Beatrice) e Michele Gambetti (Umberto Eco). Introduzione di Erika Vecchietti. E martedì 24 marzo 2020, “Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna” con Lucio Russo, fisico, filologo e storico della scienza.

La locandina della mostra “Hinthial. L’ombra di san Giminiano”, aperta fino al 31 maggio 2020

Martedì 31 marzo 2020, riecco gli etruschi con Andrea Gaucci, archeologo e ricercatore all’università di Bologna su “Luoghi di culto nei territori di frontiera del modo etrusco”. Relatore: dott. Andrea Gaucci Introduzione al viaggio a San Geminiano del 18 aprile 2020 per la mostra “Hinthial. L’ombra di San Giminiano” che presenta per la prima volta al pubblico un’eccezionale scoperta avvenuta sulle alture della Torraccia di Chiusi nel territorio di San Gimignano, a pochi passi dal corso del torrente Fosci, lungo le propaggini collinari che scendono da San Gimignano verso la Valdelsa. La straordinarietà della scoperta archeologica è soprattutto il ritrovamento dell’Offerente; una meravigliosa statua, del tipo dei bronzetti allungati di età ellenistica, che richiama, visivamente, la celebre Ombra della Sera di Volterra. Dopo la pausa per Pasqua, si riprende martedì 21 aprile 2020 con Valentina Manzelli, ispettore archeologo della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara (SABAP-BO) su “Archeologia a Bologna. Aggiornamento dai cantieri”. E martedì 28 aprile 2020, con l’archeologo Paolo Campagnoli su “Un’altra Emilia. Architettura e paesaggi prima e dopo il sisma”.

Veduta aerea dei tumuli della necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri

Una sala dell’allestimento del Maec di Cortona

Con gli ultimi due incontri, quelli di maggio, si torna agli etruschi. Martedì 5 maggio 2020, ritroviamo Silvia Romagnoli con “Città e necropoli dell’Etruria meridionale”, cui seguirà la proiezione del filmato “La Tuscia racconta”. Durante la serata sarà introdotto il viaggio di Insolita Itinera nella Tuscia e nell’Etruria meridionale del 19 – 24 maggio 2020. Infine martedì 12 maggio 2020, chiude l’archeologo Maria Giovanna Caneschi su “Curtun, la Cortona degli Etruschi”, occasione per introdurre il viaggio con Insolita Itinera a Cortona del 13 giugno 2020. Cortona, tra l’VIII e il VII sec. a.C., è stata importante città etrusca, grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori che facevano parte della lucumonia. E risalgono al IV sec. a.C. le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri, le tombe nobiliari “a melone” sparse nei dintorni della città e il monumentale altare funerario adornato da sfingi, esempio unico in Italia.

Al via la XVII edizione di “Imagines”, rassegna del documentario archeologico del Gruppo archeologico bolognese: sullo schermo dalla Sicilia a Creta, da Marzabotto alla Val Camonica, e l’Iraq prima e dopo l’Isis

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Weekend a Bologna con il film archeologico. Venerdì 29 novembre, sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre 2019, alla sala Eventi della Mediateca comunale di San Lazzaro a San Lazzaro di Savena (Bologna) il Gruppo Archeologico Bolognese e Il museo della Preistoria “Luigi Donini” presentano “Imagines, obiettivo sul passato”, rassegna del documentario archeologico giunto alla diciassettesima edizione, col patrocinio di Comune di Bologna e Comune di San Lazzaro. Nata nel 2003, “Imagines” è una rassegna voluta per creare un’occasione in cui i soci del Gruppo e il pubblico bolognese appassionato di Archeologia e Storia potessero trovarsi per assistere alla proiezione di documentari e filmati di contenuto storico – archeologico introdotti da esperti del settore, autori, registi o archeologi. Decine, finora, sono state le proiezioni effettuate e gli ospiti intervenuti. Quest’anno, al termine di ogni giornata di “Imagines” sarà estratto fra i presenti un abbonamento annuale alla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore). In più, domenica 1° dicembre sarà estratta la partecipazione gratuita a un viaggio di un giorno organizzato da Insolita Itinera per il Gruppo Archeologico Bolognese. Vediamo il programma.

Il film “Sicilia Grand Tour 2.0” per la regia di Giorgio Italia

Prima giornata, venerdì 29 novembre 2019. La rassegna apre alle 15.30 con i saluti di Gabriele Nenzioni, direttore del museo della Preistoria “L. Donini” di San Lazzaro (Bologna) e di Giuseppe Mantovani, vicedirettore del Gruppo Archeologico Bolognese e curatore della rassegna “Imagines”. Il primo film in programma è “Sicilia Grand Tour 2.0”, per la regia di Giorgio Italia (90’). La proiezione sarà introdotta da Lorenzo Daniele, regista e titolare di Fine Art Produzioni. Giorgio è uno studente universitario che trova una serie di vecchi volumi pieni di carte, schizzi e disegni ma anche di storie. Il ragazzo è affascinato dal racconto che il pittore francese Jean Houel tesse della Sicilia, e decide di esplorare l’isola facendo del “Voyage pittoresque des isles de Sicile de Malte et de Lipari” la sua guida. Scoprirà che le parole di Houel, che definiva la Sicilia il luogo più curioso dell’universo, sono ancora oggi veritiere (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/10/05/alla-xxx-rassegna-internazionale-del-cinema-archeologico-di-rovereto-il-film-sicilia-grand-tour-2-0-viaggio-al-ritmo-dei-viaggiatori-del-settecento-alla-scoperta-della-sicilia/). Dopo l’intervallo, proiezione del documentario “La spirale megalitica” di Gaspare Mannoia (16’). Introduce Giuseppe Mantovani. Una Sicilia inedita quella che Gaspare Mannoia descrive in questo filmato, una Sicilia sconosciuta ai turisti che di solito visitano le più conosciute meraviglie dell’isola al centro del Mediterraneo. Mannoia, con questo e con altri filmati, vuole divulgare la bellezza di siti meno noti ma non meno interessanti e suggestivi da un punto di vista archeologico, storico e paesaggistico di questa splendida regione. Segue un buffet offerto dal Gruppo Archeologico Bolognese.

Seconda giornata, sabato 30 novembre 2019. Si inizia, alle 15.30, proiezione della prima delle due parti del documentario “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (47’). Proprio della prima parte “Nascita e sviluppo della cultura urbana” abbiamo appena visto il trailer. Per il Gruppo archeologico bolognese è motivo di orgoglio poter inserire nel palinsesto di “Imagines” l’opera di Castellani, perché se questa prima parte è stata presentata a marzo al Firenze Archeofilm e a ottobre alla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto, la seconda parte, in programma domenica 1° dicembre, sarà una prima assoluta (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2018/09/27/mesopotamia-in-memoriam-appunti-su-un-patrimonio-violato-prime-anticipazioni-della-nuova-produzione-cinematografica-di-alberto-castellani-una-miniserie-televisiva-in-uscita-nel-2/). C’erano una volta il Tigri e l’Eufrate e una terra fertile a forma di mezzaluna dove nacquero civiltà antiche che possiamo definire oggi la tomba della civiltà della Mesopotamia. L’elenco di ciò che l’uomo ha perduto è impossibile: saccheggi operati dall’Isis, ma anche razzie di regimi diversi, con connivenze colpevoli. È questo il tema del documentario, diviso in due parti, ambientato nelle terre martoriate del Vicino Oriente che intende affrontare il dramma della Mesopotamia, in particolare Siria e Iraq.

Il Palazzo Cnosso, tra le aree archeologiche più famose di Creta

Segue il documentario “Creta e la civiltà minoica. Cnossos, Festos e Haghia Triada” di Claudio Busi e Roberto Sarti (60’), introdotto dallo stesso Claudio Busi, speleologo, viaggiatore e film-maker. Un viaggio nell’isola di Creta dove nel secondo millennio a.C. è fiorita una straordinaria civiltà che ha lasciato testimonianze di grandiosi palazzi, mirabili affreschi e oggetti di grande pregio artistico. Il filmato illustra I principali antichi centri dell’area centro-occidentale dell’isola, tra cui Cnossos e Festos, rimandando a un prossimo video la descrizione della parte orientale. Dopo l’intervallo, il documentario “Storie dalla città sepolta. Marzabotto 1889” di Giuseppe Mantovani (45’), introdotto da Davide Giovannini, archeologo e appassionato di teatro. È l’estate del 1889 e da pochi giorni si è conclusa la campagna di scavo sul Pian di Misano, la prima condotta dal direttore delle Antichità professor Edoardo Brizio. Cesare Ruga, reggitore del Museo, apre il sito al pubblico per condurlo in una visita speciale in cui il racconto dei lavori appena conclusi si intreccia con la storia eccezionale del risveglio della città etrusca, ripercorrendo le emozioni delle prime scoperte ed il ricordo dei primi pionieri dell’archeologia bolognese di fine ‘800.

Terza e ultima giornata, domenica 1° dicembre 2019. Si inizia alle 15.30 con la seconda parte del film “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (60’), che sarà presente in sala per illustrare l’intero progetto cinematografico. La seconda parte, ambientata ancora in Iraq, si sofferma su “La stagione dei grandi imperi”. Segue il film “L’arte in guerra” Regia di Massimo Becattini (63’), introdotto dallo stesso Massimo Becattini, regista e documentarista. Il film racconta la storia di quegli italiani che si impegnarono nella salvezza del patrimonio artistico nazionale nel corso della Seconda Guerra Mondiale. È la storia di una vera e propria caccia ai tesori d’arte italiana, sventata dal coraggio di funzionari che, rischiando la vita, li hanno nascosti o recuperati con un avventuroso lavoro di intelligence. Dopo l’intervallo, per ricordare i 40 anni dall’inclusione tra i patrimoni dell’Umanità UNESCO dell’Arte rupestre della Val Camonica (marzo 1979), primo riconoscimento in Italia, proiezione del documentario ”Val Camonica 1957” di Emmanuel Anati (22’), presentato da Daniela Ferrari, archeologa e docente a Univaperta di Imola. Le incisioni rupestri della Val Camonica costituiscono una delle più ampie collezioni di petroglifi preistorici del mondo. Questo documentario, realizzato da Emmanuel Anati, fondatore del Centro Camuno di Studi Preistorici, ripercorre, con filmati dell’epoca, l’inizio degli studi scientifici delle incisioni rupestri a metà degli anni ‘50 del secolo scorso.

Il Mediterraneo Antico e il passato di Bologna agli incontri autunnali del ciclo “…comunicare l’archeologia…” promosso dal Gruppo archeologico bolognese

Il Gruppo archeologico bolognese iscritto ai Gruppi archeologici d’Italia

Il Mediterraneo Antico e il passato di Bologna: cambiare nella tradizione. Potrebbe essere questo il filo conduttore del nuovo ciclo di conferenze “…comunicare l’archeologia…”, organizzato dal Gruppo Archeologico Bolognese (Gabo), affiliato ai Gruppi archeologici d’Italia, con i quali sono promosse – soprattutto d’estate – campagne di ricerca, scavi e ricognizioni d’interesse nazionale, quali è dedicata soprattutto la stagione estiva, in collaborazione con le competenti Soprintendenze Archeologiche. Il Gruppo Archeologico Bolognese collabora con il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto, il museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena e il museo della Civiltà Villanoviana (Muv) di Castenaso. Tutti gli incontri si tengono il martedì alle 21 al Centro Sociale “G.Costa”, in via Azzo Gardino 48, a Bologna. Per il ciclo del quarto trimestre 2019 il Gabo ha scelto di dedicare quattro dei nuovi incontri allo stesso tema, “Il Mediterraneo Antico”, da sviscerare da diversi punti di vista: un ciclo all’interno del ciclo tradizionale.

Il Mediterraneo antico orientale come appare nella Tabula Peuntingeriana

Si inizia martedì 15 ottobre 2019, con la conferenza dell’archeologa e travel designer Silvia Romagnoli “Giochi e passatempi nel mondo antico”. Una settimana dopo, martedì 22 ottobre 2019, prima conferenza del ciclo “Il Mediterraneo Antico”. Maurizio Cattani, docente al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, illustra “Le prime navigazioni nel Mediterraneo”. Martedì 29 ottobre 2019, seconda conferenza del ciclo “Il Mediterraneo Antico”. Francesco Iacono, assegnista di ricerca al dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna, si sofferma su “Popoli, scambi e commerci nel Mediterraneo”. I primi due martedì di novembre completano i focus del ciclo “Mediterraneo Antico”: martedì 5 novembre 2019, Marco Bonino, docente di Architettura navale all’università di Bologna interviene su “Barche e navi di età romana”; e martedì 12 novembre 2019, completa l’approfondimento l’archeologo e esperto di Archeologia subacquea Xabier Muro Gonzales che tirerà le somme parlando di “Archeologia subacquea nel Mediterraneo: scoperte, ricerche, prospettive”.

Gli scavi archeologici al cimitero ebraico medievale di Bologna hanno rinvenuto 408 sepolture (foto Cooperativa Archeologia)

Con martedì 19 novembre 2019, si passa al secondo grande tema di “…comunicare l’archeologia…”, il passato di Bologna. Le funzionarie archeologhe della SABAP-BO Settore Archeologia, Renata Curina e Valentina Di Stefano, intervengono su “Il cimitero ebraico di Via Orfeo a Bologna”. E martedì 26 novembre 2019, Claudio Calastri, archeologo e coordinatore Settore archeologia di Ante Quem srl ciporta sulle “Tracce di una città. Nuove ipotesi sulla Bologna romana e tardoantica”. L’ultima settimana di novembre “…comunicare l’archeologia…” fa una pausa per lasciare spazio all’altro tradizionale appuntamento del Gabo: “Imagines: obiettivo sul passato”, la rassegna del documentario archeologico giunta alla diciassettesima edizione. La sede, come sempre, alla Mediateca del Comune di San Lazzaro di Savena (Bo). Appuntamento il 29, 30 novembre, 1° dicembre 2019. A dicembre, gli ultimi due incontri, sempre sul passato di Bologna e il suo territorio. Martedì 10 dicembre 2019, Valentina Manzelli, funzionaria archeologa della SABAP-BO Settore Archeologia, fa “Nuova luce su Forum Cornelii: considerazioni su Imola a fronte dei recenti scavi archeologici”. Infine martedì 17 dicembre 2019, Giuseppe Rivalta, antropologo, biospeleologo e viaggiatore, spiega “L’acquedotto romano di Bologna riscoperto”.