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Torino. Il museo Egizio fa il bilancio di un anno difficile: dal numero dei visitatori ai progetti espositivi, dagli incontri alle attività social

Sono stati 398336 i visitatori del museo Egizio di Torino nel 2021, a fronte di 274 giorni di apertura. Nel 2020 si erano registrati 241139 visitatori, in 185 giorni di apertura. In ottemperanza alle disposizioni governative per contrastare l’epidemia di Covid-19, il Museo nel 2021 è rimasto chiuso al pubblico 96 giorni, a fronte di 181 giorni nel 2020. I mesi in cui l’Egizio ha registrato più visitatori sono stati agosto, con 53433 visitatori, ottobre con 58271 visitatori, malgrado la capienza nei musei sia tornata al 100 per cento a metà mese, e novembre con 60473 persone. L’entrata in vigore del Green pass dal 6 agosto non ha quindi inciso negativamente sugli ingressi al museo. Per quanto riguarda le festività natalizie, tra il 26 e il 31 dicembre hanno visitato l’Egizio 16315 persone.

La copertina del progetto espositivo “Nel laboratorio dello studioso” del museo Egizio di Torino

L’Egizio ha affrontato l’incertezza, legata all’evoluzione della pandemia, puntando su progetti espositivi e sul rinnovamento dell’esposizione permanente.  Lo scorso aprile ha preso il via un ciclo di mostre temporanee, dal titolo “Il laboratorio dello studioso”, un viaggio a puntate dietro le quinte del museo, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca dell’Egizio.

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Sala “Alla ricerca della vita” nel museo Egizio di Torino: una delle sei mummie scelte e studiate per presentare le varie fasi della vita nell’Antico Egitto (foto museo egizio)

A giugno, grazie al contributo della Consulta per i beni artistici e culturali, il Museo si è arricchito di una nuova sala, chiamata “Alla ricerca della vita”: attraverso lo studio di sei mummie di età diverse, dall’infanzia alla terza età, si dipana il racconto della vita nell’antico Egitto. Focus della nuova sala è anche il tema dell’esposizione dei resti umani e delle implicazioni etiche che ne derivano, sulla scorta di un confronto con la comunità scientifica internazionale e con il pubblico del museo. Da ottobre sono tornate in presenza le conferenze di approfondimento sulla collezione e gli scavi archeologici, con protagonisti accademici internazionali e curatori dell’ente. Il Museo ha lanciato due cicli di incontri, che proseguiranno nel 2022 in presenza e on line, con l’intento di mantenere vivo il dialogo con la comunità scientifica internazionale e divulgare le ricerche e gli studi, condotti in ambito accademico e dai curatori del museo Egizio, non solo sui reperti conservati a Torino, ma anche su scavi archeologici e archivi.  

Sul sito del museo Egizio di Torino è possibile fare un “virtual tour” della mostra “Archeologia invisibile”

È proseguito nel 2021 inoltre l’impegno del Museo sul digitale. In crescita i follower su tutti i social network: su Facebook sono 244197 (erano 236028 nel 2020), su Instagram 90200 (nel 2020 76306) su Linkedin 15mila (nel 2020 10446) su Twitter 32.336 (30889 nel 2020) e infine sono 16200 gli iscritti al canale YouTube del Museo (erano 13293 l’anno scorso).  In primavera è stato lanciato il Virtual Tour che permette di visitare da remoto le sale che costituiscono il cuore della collezione torinese, quelle dedicate al villaggio di Deir el-Medina e alla tomba di Kha. Si tratta di un tour virtuale che propone una serie di modelli 3D dei reperti, che possono quindi essere visualizzati da molto vicino, con un livello di dettaglio inedito e ben 18 video di approfondimento sulla collezione. E infine a dicembre ha debuttato on line una parte dell’Archivio storico fotografico del Museo. Egittologi o semplici appassionati in pochi click possono ora visionare e utilizzare gratuitamente materiale inedito del Museo. Si tratta di lastre fotografiche di inizio Novecento, catalogate e digitalizzate, che documentano il momento esatto in cui i reperti archeologici conservati a Torino sono stati ritrovati in Egitto. Gli scatti in bianco e nero sono stati realizzati nel corso delle Missioni archeologiche italiane, in 14 località in Egitto dal 1903 al 1937, missioni che portarono a Torino oltre 30mila reperti. Tre anni di lavoro hanno consentito di digitalizzare e sistematizzare un primo nucleo di 1500 fotografie, su un patrimonio di 45mila documenti.

Cividale del Friuli. Al museo Archeologico nazionale incontro di archeologia sperimentale: l’associazione La Fara presenta la ricostruzione di una capanna longobarda. Obbligatorio il Green Pass

Al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli appuntamento venerdì 26 novembre 2021 con l’archeologia sperimentale: “Ricostruzione di una capanna longobarda”. Alle 17.30, i ricercatori dell’associazione La Fara racconteranno il loro nuovo progetto: la ricostruzione di una capanna longobarda, tra gli studiosi nota come Grubenhaus (casa affossata), una tipologia abitativa utilizzata dalla popolazione longobarda al suo arrivo in Italia. Ingresso libero. Si accede al museo con mascherina indossata e Green Pass.

Archeologia sperimentale: ricostruzione di una capanna longobarda a cura dell’associazione La Fara (foto la fara)

Si tratta di una struttura seminterrata, di dimensioni contenute, dotata di una struttura e di una copertura in materiali deperibili realizzata nell’ambito di un progetto sperimentale/ricostruttivo a lungo termine, ovvero pensato per testarne le modalità realizzative, ma anche l’uso effettivo, nonché la riparazione e il disuso/abbandono. La capanna è rigorosamente realizzata con le sole tecniche tradizionali e con le materie prime fornite da un terreno incolto, a simulare la disponibilità delle risorse in un contesto di età altomedievale.

Fiscaglia (Fe). “La Massa di Fiscaglia: la storia, il territorio, nuove prospettive di ricerca”: giornata di studi in occasione degli 800 anni dalla concessione degli Statuti Comunali. Ingresso a teatro con Green Pass

“La Massa di Fiscaglia: la storia il territorio nuove prospettive di ricerca”: giornata di studi in occasione degli 800 anni dalla concessione degli Statuti Comunali. Appuntamento venerdì 26 novembre 2021 al teatro Vittoria in via Castello 16, località Massa Fiscaglia, Comune di Fiscaglia (Fe). L’ingresso sarà soggetto al controllo del Green Pass. La registrazione della giornata di studi sarà visibile sulla pagina Facebook dell’associazione Culturale “L. Franzon”. Info: associazione Culturale “L. Franzon” (ass.culturale.lorenzofranzon@gmail.com), tel. 3711380343. Sarà un’occasione per riscoprire le origini della comunità di Fiscaglia dall’antichità alle soglie dell’epoca moderna. È una data importante che merita di essere ricordata e celebrata, soprattutto quale occasione per riscoprire una storia antica e poco conosciuta, quella delle origini di una comunità definita dalle fonti antiche come “massa” e “arimannia”, di un territorio direttamente dipendente dal Papa, ma conteso tra Ravenna, Pomposa e Ferrara, che oggi coincide a grandi linee con il Comune di Fiscaglia, a sua volta frutto della fusione di Massa Fiscaglia, Migliaro e Migliarino. Programma. Allo 9.30, saluti istituzionali. Seguono gli interventi di Rolando Dondarini (Motivazioni e significati degli Statuti); Patrizia Luciani (Le fonti documentali dell’antica Massa di Fiscaglia e della Diocesi di Cervia in Massafiscaglia); Alberto Andreoli (Toponomastica e topografia storica fiscagliese e massese). Pausa: 12 – 13.30. Nel pomeriggio, interventi di Claudio Balista (L’aspetto geomorfologico del territorio di Fiscaglia); Chiara Guarnieri (Inquadramento archeologico del territorio); Giovanna Bucci (Nuovi studi per la ricostruzione della storia della chiesa di San Pietro a Massafiscaglia); Cornelius Mayr (Le prospezioni magnetometriche: metodologia); Marco Bruni (Nuove ricerche nel territorio di Fiscaglia: S. Lorenzo e tracce del popolamento in età romana); Flavia Amato (Il territorio di Fiscaglia tra Medioevo e Rinascimento: i casi di S. Vitale, Corba e Torre Thieni). Conclusioni.

Verona. La Sabap organizza “Archaiologika Erga 2021”, il primo convegno dedicato alla presentazione degli oltre 20 progetti di ricerca e scavo condotti nel Veneto occidentale nell’anno 2021: in presenza e in streaming

Riprendendo una classica tradizione delle Scuole archeologiche di Atene, e con l’auspicio che sia il primo appuntamento di una serie con cadenza annuale, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza ha programmato “Archaiologika Erga 2021”, un convegno dedicato alla presentazione degli oltre 20 progetti di ricerca e scavo condotti nel Veneto occidentale nell’anno 2021: appuntamento venerdì 26 novembre 2021, dalle 9.30 alle 17.30, nella sala multimediale di Corte Dogana 4 a Verona. Con l’occasione sarà presentato da Andrea Cardarelli il volume di Luciano Salzani sulla necropoli dell’età del Bronzo di Scalvinetto di Legnago. Ingresso in presenza consentito solo con Green Pass. Si potrà assistere all’evento anche in live streaming sulla Evento Facebook della SABAP-VR all’indirizzo: https://www.facebook.com/events/312881620348219.

Ricerche nel sito archeologico di Colombare di Negrar di Valpolicella (foto PrEcLab)

Programma del mattino. Alle 9.30-9.45, Vincenzo Tiné (SABAP Verona) “Introduzione ai lavori”; 9.45-10, Roberto Zorzin (Museo di storia naturale di Verona) “Monte Postale (VI), Bolca (VR), Roncà – Valle della Chiesa (VR)”; 10-10.15, Elena Ghezzo (Università di Ferrara) “Ponte di Veja (VR)”; 10.15-10.30, Marco Paresani (Università di Ferrara) “Grotta di Fumane (VR) e Grotta Ghiacciaia (VR)”; 10.30.10.45, Marco Paresani (Università di Ferrara) “Grotta Cuoleto de Nadale di Zovencedo (VI)”; 10.45-11, Michele Cupitò (Università di Padova) “Fondo Paviani (VR)”; 11-11.15, Matteo Romandini (Università di Bologna e Ferrara) “Longare – Riparo del Broion (VI)”; 11.15-11.30, Umberto Tecchiati (Università di Milano) e Cristiano Putzolu (Università di Milano) “Negrar di Valpolicella – Colombare (VR)”; 11.30-11.45, pausa. Alle 11.45-12, Paolo Bellintani (Sopr. BB.CC. Trento), Andrea Cardarelli (Università di Roma “La Sapienza”), Wieke de Neef (Università di Ghent) e Vincenzo Tiné (SABAP Verona) “Frattesina (RO)”; 12-12.15, Claudia Cenci (SABAP Verona), Paola Salzani (SABAP Verona), Paolo Michelini (PETRA) “Vicenza – Parco della Pace”; 12.15-12.30, Luigi Magnini (Università di Sassari), Cinzia Bettineschi (Università di Augsburg) e Armando De Guio) (Università di Padova) “Bostel di Rotzo (VI)”; 12.30-12.45, Mara Migliavacca (Università di Verona) “Recoaro Terme (VI)”; 12.45-13, presentazione del volume di Luciano Salzani “La necropoli dell’età del bronzo di Scalvinetto di Legnago” a cura di Andrea Cardarelli; 13-14.15, pausa.

Interrato ex cinema Astra a Verona: ritrovate strutture di II sec. d.C. con pareti affrescate e tracce di incendio (foto sabap-vr)

Programma del pomeriggio. Alle 14.15-14.30, Giovanna Gambacurta (Università di Venezia) e Silvia Paltineri (Università di Padova) “San Basilio di Ariano Polesine (RO)”; 14.30-14.45, Gianni de Zuccato (SABAP Verona), Irene Dori (SABAP Verona), Patrizia Basso (Università di Verona), Alberto Manicardi (SAP) “Negrar di Valpolicella – Villa dei Mosaici (VR)”; 14.45-15, Paola Salzani (SABAP Verona), Ilaria de Aloe (SABAP Verona) e Alberto Manicardi (SAP) “Romano d’Ezzellino (VI)”; 15-15.15, Claudia Cenci (SABAP Verona) e Paolo Michelini (PETRA) “Monticello di Fara – Sarego (VI)”; 15.15-15.30, Luciano Pugliese (SABAP Verona) e Giovanna Falezza (SABAP Verona) “Rocca di Garda (VR)”; 15.30-15.45, Massimo Capulli (Università di Udine) “Lago di Garda – Progetto BENACUS”; 15.45-16, pausa. Alle 16-16.15, Giovanna Falezza (SABAP Verona), Irene Dori (SABAP Verona) e Martina Benati (Archeologa) “San Zeno di Montagna (VR)”; 16.15-16.30, Brunella Bruno (SABAP Verona) e Simon Thompson (Società Simon Thompson) “Verona – Borgo Venezia”; 16.30-16.45, Brunella Bruno (SABAP Verona) e Mattia Berton (Coop. Archeologia Firenze) “Verona – Cinema Astra”; 16.45-17, Brunella Bruno (SABAP Verona), Irene Dori (SABAP Verona) e Ilenia Gennuso (LARES) “Verona – Anfiteatro Arena”; 17-17.15, discussione.

Bologna. In soprintendenza presentazione del libro di Luigi Malnati “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai giorni nostri” (La nave di Teseo). Green pass obbligatorio

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Luigi Malnati, già soprintendente archeologo (foto Mibact)

L’archeologia è fango, polvere, cemento, baracche prefabbricate in lamiera, bagni mobili, panini consumati in fretta. E l’emozione della scoperta. Lo descrive molto bene l’archeologo, già soprintendente, Luigi Malnati nel suo libro “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai giorni nostri” (La nave di Teseo) che l’arch. Maria Luisa Laddago presenterà mercoledì 17 novembre 2021, alle 11, a Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede della soprintendenza, in via IV Novembre 5 a Bologna. Ne discuteranno con l’autore Marco Cammelli (professore emerito di Diritto amministrativo – Università di Bologna) e Giuseppe Sassatelli (professore emerito di Etruscologia e Archeologia Italica – Università di Bologna). Ingresso libero con obbligo di Green Pass. Prenotazione consigliata: lara.sabbionesi@beniculturali.it. Per acquistare il volume rivolgersi a Libreria Pavoniana in via Collegio di Spagna 5 a Bologna (tel. 051.234112).

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La copertina del libro “La passione e la polvere” di Luigi Malnati (edizioni La Nave di Teseo)

La passione e la polvere. Avventurosa e carica di mistero: da sempre, è così che immaginiamo l’archeologia. Spesso legata a paesi lontani, esotici e favolosi, o a scoperte di tesori e reperti straordinari come le tombe etrusche, gli affreschi di Pompei, le sculture classiche. Non è più così da molto tempo, da quando nell’Ottocento l’archeologia ha iniziato a distinguersi dalla storia dell’arte antica ed è diventata una scienza intimamente connessa alla storia dell’uomo, contribuendo, insieme alle fonti scritte, a scoprire e raccontare la vita nelle diverse civiltà. Da allora si sono moltiplicati gli scavi, condotti con metodi rigorosi, specie nelle città che conservano sotto l’aspetto attuale le tracce delle epoche e delle culture precedenti. In Italia la professione di archeologo è nata formalmente negli anni ottanta del Novecento e richiama giovani spinti da una grande passione, che lavorano duramente, a fianco delle soprintendenze, il più delle volte lontani dalla ribalta. Perché non esistono solo Pompei e il Colosseo: il patrimonio archeologico è diffuso e la battaglia per salvaguardarlo non è ancora perduta. Arricchito da un inserto di immagini che ripercorrono momenti e figure decisive e illustrano le tecniche dell’archeologia, La passione e la polvere racconta un mondo tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto, nelle parole di un testimone diretto.

Bologna. Presentazione del libro “La Tana della Mussina di Borzano. Dallo scavo pioneristico dell’Ottocento agli studi scientifici del Ventunesimo secolo”, nuova tappa fondamentale per gli studi di preistoria in Emilia-Romagna

Pubblicato a quasi 150 anni dalla scoperta del sito, avvenuta nel 1871, il libro “La Tana della Mussina di Borzano. Dallo scavo pioneristico dell’Ottocento agli studi scientifici del Ventunesimo secolo” a cura di Iames Tirabassi, William Formella, Mauro Cremaschi, nuova tappa fondamentale per gli studi di preistoria in Emilia-Romagna, sarà presentato venerdì 12 novembre 2021, alle 16, a Palazzo dall’Armi Marescalchi (sede della Soprintendenza), in via IV Novembre 5 a Bologna. Ingresso con obbligo di Green Pass. Prenotazione consigliata: lara.sabbionesi@beniculturali.it. Interverranno: Maria Luisa Laddago, funzionario architetto Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Annalisa Capurso, funzionario archeologo Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Massimo Ercolani, presidente Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna; Monica Miari, funzionario archeologo responsabile area patrimonio archeologico Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Iames Tirabassi, curatore del volume; Mauro Cremaschi, curatore del volume. In occasione della presentazione saranno distribuite gratuitamente alcune copie di volumi curati dalla Soprintendenza e non più in commercio.

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Copertina del libro “La Tana della Mussina di Borzano”

“La Tana della Mussina di Borzano“. Il libro si compone di due parti, complementari l’una all’altra: nella prima i curatori presentano, con approccio multidisciplinare, i risultati delle recenti ricerche scientifiche relative alla frequentazione antropica della grotta situata in provincia di Reggio Emilia e al paleo-ambiente ipogeo. La seconda parte propone una completa raccolta dei manoscritti del fondo Chierici riguardanti gli scavi condotti alla Tana della Mussina e le pubblicazioni edite tra il 1871 e il 1873. Il volume traccia la storia di questo ben noto sito, spaziando tra temi ambientali, archeologici e paleontologici dando così continuità a un progetto di studi sulla frequentazione antropica delle grotte emiliano-romagnole frutto di una lunga e consolidata collaborazione tra la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna e le Soprintendenze ABAP della Regione.

Roma. La presentazione del libro di Luigi Malnati “La passione e la polvere” apre il ciclo di conferenze “The Clash. Libri e discussioni sul Patrimonio Culturale” dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (INASA) in presenza con Green Pass e on line su Zoom

È stato intitolato “The Clash. Libri e discussioni sul Patrimonio Culturale”, è il nuovo ciclo di conferenze proposto dall’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte (INASA) a Roma, fondato da Corrado Ricci insieme a Benedetto Croce, che opera dal 1918 per il progresso degli studi nel campo dell’archeologia e della storia dell’arte e per la promozione della tutela del patrimonio storico e artistico. Il primo incontro è in programma martedì 9 novembre 2021, alle 16.30, in presenza (con Green Pass e mascherina obbligatoria) nella sede di piazza San Marco 49 (II piano, Sala Conferenze) a Roma, oppure on line sulla piattaforma Zoom (https://us02web.zoom.us/j/87886004049?pwd=eWRXNDEzdll5MnFhd2tBQXRDVWdmQT09 ID riunione: 878 8600 4049, Passcode: 294424). Protagonista è l’archeologo Luigi Malnati che presenta il suo libro “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai giorni nostri” (La Nave di Teseo). Intervengono l’archeologa Stefania Quilici Gigli, già dirigente di ricerca del Cnr; l’archeologo Pietro Giovanni Guzzo accademico dei Lincei; il giornalista Fabio Isman, esperto in beni culturali; la scrittrice Angela Vecchione, finalista al premio Strega. Moderano l’archeologo Alessio De Cristofaro della soprintendenza speciale di Roma e l’archeologo Massimo Pomponi di Inasa.

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La copertina del libro “La passione e la polvere” di Luigi Malnati (edizioni La Nave di Teseo)

La passione e la polvere. L’archeologia è fango, polvere, cemento, baracche prefabbricate in lamiera, bagni mobili, panini consumati in fretta. E l’emozione della scoperta. In una parola: l’archeologia. Declinata attraverso il suo sviluppo e la sua evoluzione in 250 anni di scavi in Italia, e l’esperienza personale di 40 anni di attività in prima linea dell’archeologo Luigi Malnati, autore di “La passione e la polvere. Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni”, edito da La Nave di Teseo, con l’introduzione di Vittorio Sgarbi (vedi Storia dell’archeologia italiana da Pompei ai nostri giorni” di Luigi Malnati, per 40 anni in prima linea come archeologo e soprintendente: è il racconto di un mondo tanto affascinante quanto ancora poco conosciuto, con le parole di un testimone diretto | archeologiavocidalpassato).

Al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio appuntamento nel week end con il Trio Rigamonti

È un doppio appuntamento con la Musica da Camera, eseguita dal Trio Rigamonti, quello in programma sabato 6 e domenica 7 novembre 2021 al museo Archeologico di Calatia di Maddaloni, per la rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”. Si parte sabato 6 novembre 2021, alle 18.30, quando il Trio formato da Mariella Rigamonti al violino, Emanuele Rigamonti al violoncello e Miriam Rigamonti al pianoforte eseguirà brani di Franz Schubert. Domenica 7 novembre 2021, alle 11.30, invece, la stessa formazione cameristica eseguirà musiche di Robert Schumann, Aaron Copland  e Joaquín Turina. I concerti al Museo Archeologico di Maddaloni prevedono l’obbligo di Green Pass e mascherina. Il costo dei biglietti è di 6 euro intero; 3 euro ridotto (per giovani fino a 30 anni). I concerti rientrano nella rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio.

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Il Trio Rigamonti

Costituitosi al Conservatorio “G. Verdi”  di Como, nella classe di Federica Valli e Paolo Beschi, il Trio Rigamonti si è formato con il Trio di Parma all’International Chamber Music Academy di Duino e con l’Atos Trio di Vienna all’Accademia Perosi di Biella. Nel 2020 viene ammesso allo Stauffer Center for Strings nella classe del Quartetto di Cremona e prende parte alla rete de “Le Dimore del Quartetto”. Vincitore di premi in concorsi internazionali, tra cui il “Vienna Grand Prize Virtuoso” e il “Luigi Nono” di Venaria Reale, svolge attività concertistica in Italia e all’estero, ospite di prestigiosi festival ed enti.

Palermo. Convegno internazionale di studi “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale. Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”: tre giorni di approfondimento sull’attività e sulla figura del grande archeologo promosso dalla Fondazione Buttitta al museo Archeologico “Salinas”. Tutto il programma. Prenotazione obbligatoria

L’archeologo Sebastiano Tusa (foto fondazione buttitta)

A due anni dalla tragica scomparsa del grande archeologo Sebastiano Tusa, è arrivato il momento per una riflessione di tipo storiografico sulla sua personalità di studioso, attivo nella ricerca e nella tutela dei beni culturali siciliani, e sul suo contributo alla loro conoscenza. Partendo da questa esigenza, la Fondazione Ignazio Buttitta ha organizzato il convegno internazionale di studi “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale. Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”, dedicandolo alla figura dell’intellettuale, ai molteplici aspetti della sua ricerca (decine di scavi, interventi di tutela, ricognizioni) e confluita poi, oltre che nella sua duplice attività di funzionario degli enti di tutela e di docente universitario, in una sterminata bibliografia ricca di centinaia di titoli. Da giovedì 4 a sabato 6 novembre 2021, al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, si svolgerà dunque “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale Sebastiano Tusa in memoriam (1952-2019)”, l’atteso convegno internazionale di archeologia che la Fondazione Ignazio Buttitta dedica alla figura di Sebastiano Tusa con il sostegno del  BCIF, in collaborazione con il dipartimento Culture e Società dell’università di Palermo e il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” e con il patrocinio della Presidenza della Regione Siciliana. Il programma si presenta eterogeneo per tipologia di appuntamenti, con intellettuali, figure di spicco della scena internazionale che brillano per competenza e profondità di conoscenza dell’archeologia e della storia. Per informazioni, rivolgersi alla Fondazione Ignazio Buttitta ai numeri 0917026433 / 3391852655 / 3332188325. Prenotazione obbligatoria al numero 3285678119. Green Pass obbligatorio.

Locandina del convegno internazionale “Percorsi di archeologia nella Sicilia occidentale”

Il convegno si articolerà in una serie di percorsi tematici: la Sicilia occidentale prima degli Elimi; l’Archeologia subacquea; Selinunte; mondo elimo e Sicilia occidentale; la Sicilia centro-occidentale; musei, museo diffuso e comunicazione; Pantelleria. Ciascuno di essi è collegato alle attività di Sebastiano Tusa e si incentra nel territorio in cui lo studioso si trovò ad operare, ossia la Sicilia occidentale (in particolare le province di Palermo e Trapani). Le relazioni sono affidate a studiosi di rilevanza internazionale, chiamati ad esaminare il contributo e a illustrare il legato e gli sviluppi della ricerca iniziata da Tusa. Porteranno la loro testimonianza i familiari dello studioso scomparso e le autorità regionali e accademiche. Il convegno si conclude il 6 novembre 2021 con la proiezione del documentario “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari (Italia 2021) e l’assegnazione delle borse di studio “Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica”. Le conclusioni sono affidate a Oscar Belvedere.

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L’antropologo Andrea Tusa, figlio di Sebastiano (foto da http://www.pantelleria.com)

“Le attività dedicate a mio padre Sebastiano Tusa sono il frutto della collaborazione tra i suoi figli e la Fondazione Ignazio Buttitta”, spiega Andrea Tusa. “In questa fase si tratta di un importante convegno e dell’assegnazione di tre borse di studio che rientrano in un progetto molto più ampio e articolato che si sviluppa nell’arco di due anni. Queste attività comprendono la sistemazione e l’inventario della biblioteca di mio padre, l’organizzazione e la realizzazione di un altro convegno a lui dedicato, le borse di studio, e lo svolgimento di indagini archeologiche in Sicilia. Spero vivamente – conclude Tusa – che questo progetto, sostenuto dal BCIF, possa costituire un punto di partenza per l’avvio di una serie di attività che possano contribuire seriamente a tenere viva la memoria di mio padre, dei suoi insegnamenti, e di tutto ciò che è riuscito a realizzare per la tutela, lo studio e la valorizzazione del nostro patrimonio archeologico e culturale, e più in generale per la crescita culturale della nostra Sicilia”.

Alcune anfore del carico del relitto romano di Ustica a 80 metri di profondità (foto soprintendenza del mare)

Programma di giovedì 4 novembre 2021. Alle 9.30, saluti inaugurali. Alle 11.30, prolusione di Dario Palermo, Massimo Cultraro, Aurelio Burgio “Ricordo di Sebastiano Tusa”. Alle 15, sezione “La Sicilia occidentale prima degli Elimi”: Fabio Martini (università di Firenze) su “Arte rupestre tra Paleolitico e Mesolitico”; Marcello Piperno, Carmine Collina (museo civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone) su “La Grotta dell’Uzzo (San Vito lo Capo, Trapani) nel contesto del Mediterraneo occidentale: storia delle ricerche e sistemi tecnici tra Mesolitico e Neolitico”; Rafael M. Martínez Sánchez, José C. Martín de la Cruz (universidad de Córdoba, Spagna) su “Bridging trenches. The Italian-Spanish collaboration in Contrada Stretto (2003-2006)”. Dopo la pausa caffè, alle 17, sezione “L’Archeologia subacquea”, introduce Valeria Li Vigni (soprintendenza del Mare) su “Ultimi ritrovamenti subacquei della Sicilia occidentale”; William M. Murray (university of South Florida, USA) su “Sebastiano Tusa e la Storiografia della Battaglia delle Isole Egadi (intervento online)”; Timmy Gambin (University of Malta) su “I relitti profondi di Ustica e delle Egadi: la documentazione tridimensionale e il Museo Virtuale”; Peter Campbell (Cranfield University, UK) su “La sfida nel tracciare e mappare il luogo della Battaglia delle Egadi”; Jonathan Prag (University of Oxford, UK) su “Le iscrizioni sui rostri delle Egadi (intervento on line)”. Alle 19, discussione e interventi a cura dei funzionari e tecnici della Soprintendenza del Mare.

L’ammasso di rocchi di colonne effetto del crollo del tempio G di Selinunte

Programma di venerdì 5 novembre 2021. Alle 9, sezione “Selinunte”: Clemente Marconi (New York University, Milano) su “Sebastiano Tusa e Selinunte: un progetto di archeologia totale (intervento on line)”; Dieter Mertens, già direttore Istituto Archeologico Germanico di Roma, su “Le ricerche coordinate dall’Istituto Archeologico Germanico a Selinunte”; Caterina Greco (museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”), Valeria Tardo (università di Palermo) su “Ceramiche d’importazione dal santuario della Malophoros di Selinunte. Un aggiornamento”; Claudio Parisi Presicce (Musei Capitolini, Roma) su “Il santuario della Malophoros e le aree sacre limitrofe (intervento on line)”. Dopo la pausa caffè, alle 11.30, sezione “Mondo elimo e Sicilia occidentale”: Francesca Spatafora, archeologa, su “Gli Elimi tra storiografia e archeologia”; Rossella Giglio (parco Archeologico di Segesta) su “Segesta: nuove attività del Parco”; Salvatore De Vincenzo (università della Tuscia), Chiara Blasetti Fantauzzi (Freie Universität Berlin / Einstein Center) su “Erice elima, punica e romana alla luce dei nuovi scavi”. Alle 15, sezione “La Sicilia centro-occidentale”: Assia Kysnu Ingoglia (università di Trento), Massimo Cultraro (Cnr-Ispc, università di Palermo) su “Da Roccazzo a Mokarta: modelli insediativi e dinamiche culturali tra Eneolitico e Bronzo Recente nella Sicilia occidentale”; Stefano Vassallo, archeologo, su “Il territorio dei Monti Sicani”; Aurelio Burgio (università di Palermo) su “Dinamiche territoriali nella Sicilia occidentale: uno sguardo nella lunga durata”. Dopo la pausa caffè, alle 17, sezione “Musei, museo diffuso e comunicazione”: Rosalba Panvini (università di Catania) su “Dallo scavo alla valorizzazione. L’attività di Sebastiano Tusa nel campo della museografia”; Enrico Giannitrapani (cooperativa Arkeos, Enna) su “Lo sguardo oltre il mare. La preistoria della Sicilia centrale tra ricerca sul campo e archeologia pubblica (intervento on line)”. Alle 18, discussione.

Frame del film “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari

Programma di sabato 6 novembre 2021. Alle 9, sezione “Pantelleria”: Maurizio Cattani (università di Bologna) su “Pantelleria e gli studi sulla preistoria siciliana di Sebastiano Tusa”; Thomas Schaefer (Eberhard KarlsUniversität Tübingen) su “Pantelleria in età romana: i risultati delle recenti campagne esplorative (intervento on line)”; TomooMukai (Centre Camille Jullian, Université d’Aix-Marseille / CNRS, France) su “L’île de Pantelleria entre la Sicile et l’Afrique, vu par la céramique (intervento on line)”; alle 10.30, sezione “Memoria e ricordo di Sebastiano Tusa”: proiezione del documentario “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari (Italia 2021, 25’). Il breve filmato raccoglie i ricordi e le testimonianze dei colleghi e dei collaboratori del professor Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente il 10 marzo 2019. Un’occasione per ricordare il suo amore e impegno per l’archeologia, la ricerca e il mare. Alle 11, assegnazione delle borse di Studio “Sebastiano Tusa per la ricerca archeologica”; alle 11.30, conclusioni a cura di Oscar Belvedere.

Al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio concerto per il Ponte di Ognissanti: domenica con Olaf John Laneri al piano e lunedì ancora con Laneri e Laura Marzadori al violino

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Un soffitto dipinto della sede che ospita il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Ce) (foto drm-campania)

Il lungo weekend di Ognissanti al museo Archeologico di Calatia di Maddaloni (Caserta) sarà scandito dalle note del pianoforte e dalla musica da camera. Per la rassegna “Autunno Musicale – Suoni & luoghi d’arte”, infatti, il museo ospiterà un doppio appuntamento. Domenica 31 ottobre 2021 alle 18, Olaf John Laneri, per la sezione Pianofestival, eseguirà al pianoforte musiche di Scarlatti, Beethoven, Schumann e Chopin. La giornata festiva di lunedì 1° novembre 2021 alle 18, inoltre, vedrà ancora Laneri al pianoforte, accompagnato da Laura Marzadori al violino, interpretare musiche di Grieg, Schubert e Beethoven per la sezione Musica da Camera. I concerti rientrano nella rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio. I concerti al museo Archeologico di Calatia di Maddaloni prevedono l’obbligo di Green Pass e mascherina. Il costo dei biglietti è di 6 euro Intero; 3 euro ridotto (per giovani fino a 30 anni).

Olaf John Laneri

Il pianista Olaf John Laneri

Nato a Catania da padre siciliano e madre svedese, Olaf John Laneri ha terminato brillantemente gli studi a Verona e si è perfezionato in Italia e all’estero, conseguendo la qualifica di Master all’Accademia Pianistica di Imola. Dopo diverse vittorie in competizioni nazionali, si è laureato ai concorsi internazionali di Monza, Tokyo e Hamamatsu e nel 1998 ha vinto la cinquantesima edizione del Concorso Busoni di Bolzano. Per la Universal ha inciso un cd con le Ballate op. 10, le Variazioni sopra un Tema di Paganini op. 35 e i Klavierstücke op. 76 di Brahms. Suona in Duo con la violinista Laura Marzadori e nel Trio Gustav con il violinista Francesco Comisso e il violoncellista Dario Destefano. È docente di pianoforte al Conservatorio di Venezia.

LAURA MARZADORI

La violinista Laura Marzadori

Bolognese, classe 1989, Laura Marzadori a 25 anni vince il concorso internazionale per ricoprire il ruolo di primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con la quale ha collaborato con i più grandi direttori, tra cui Daniel Barenboim, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Daniel Harding, Antonio Pappano, Zubin Mehta e Myung-Whun Chung. Oltre all’impegno alla Scala prosegue nell’attività solistica con concerti in tutto il mondo, suonando nelle più prestigiose sale. Insieme alle sorelle Sara e Irene ha costituito il Trio Marzadori con cui propone anche brani meno eseguiti. Si è imposta giovanissima all’attenzione del pubblico e della critica vincendo a soli 16 anni il Premio Città di Vittorio Veneto, il più importante concorso violinistico nazionale, e aggiudicandosi riconoscimenti in concorsi internazionali. Nel 2013, col Trio Amar, assieme a Leonora e Ludovico Armellini, ha ricevuto il Premio Farulli nell’ambito della 32esima edizione del Premio Abbiati della critica musicale italiana. Suona un violino Giorgio Serafino del 1748 di proprietà della Fondazione Pro Canale.