Rovereto (Tn). Sabato speciale per il RAM film festival 2025 protagonista in TV, con una puntata speciale su Telepace Trento e su YouTube dedicata all’ultima edizione, e al museo di Scienze e Archeologia con “Cinema al Museo”
Sabato 20 dicembre 2025 va in onda una nuova puntata della serie promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, dal titolo “Speciale RAM 2025 – Sguardi sull’acqua” declinata sul RAM film festival nella sua ultima edizione. Per alcuni giorni il festival ha trasformato la città della quercia (e non solo) in un centro di idee e confronti dedicata ai temi della cultura, del patrimonio, dell’archeologia, della storia, con particolare attenzione all’acqua come motore delle comunità umane. Speciale RAM 2025 – Sguardi sull’acqua sarà in onda alle 21 (e in replica alle 22.30) su Telepace Trento, canale 12 del digitale terrestre, nello spazio History Lab Live a cura della Fondazione Museo storico del Trentino e sul canale YouTube della Fondazione Museo storico del Trentino. La trasmissione si conferma così uno spazio di divulgazione culturale capace di intrecciare eventi, territorio e memoria, rendendo accessibili al grande pubblico storie, luoghi e tradizioni che definiscono il nostro patrimonio condiviso.
La puntata, condotta da Sara Zanatta, accompagna il pubblico all’interno dell’universo del RAM, raccontando le principali tendenze cinematografiche legate al racconto del patrimonio culturale, materiale e immateriale e approfondendo diverse tematiche tra passato e attualità. Attraverso interviste e immagini dal festival, Sguardi sull’acqua offre anche un’occasione di riflessione sul ruolo del cinema come strumento di memoria e di narrazione delle identità, delle comunità e delle tradizioni dall’Italia e dal mondo. La nuova puntata valorizza anche il contesto locale, con Rovereto a fare da sfondo e da punto di partenza per uno sguardo più ampio sul patrimonio culturale italiano e internazionale. Registi, curatori e ospiti del festival guidano il racconto, offrendo prospettive e chiavi di lettura sui temi affrontati, quest’anno dedicati all’acqua come motore delle comunità umane.
Sabato 20 dicembre 2025, alle 16, in sala F. Zeni del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto proiezione del film “Diventare Matteotti” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’), premiato per la categoria “Storia e Memoria” al RAM film festival 2025, proiezione gratuita, compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo. Con il supporto di materiale di repertorio da archivi pubblici e privati, il film va alla ricerca del giovane Giacomo Matteotti nativo di Fratta Polesine, dove la piazza ha un lato con i portici, le botteghe – tra cui quella del padre Girolamo – e di fronte il monumento ai patrioti del 1821. Si va all’indietro nel tempo in questo luogo per comprendere il carattere dell’uomo, la genesi dei suoi sentimenti e valori. La piccola città quieta che gli dà i natali è quella dove giovanissimo poté coltivare una solitudine che porterà poi sempre con sé, stando sui libri più che con i compagni di gioco e comprendendo l’urgenza delle questioni sociali che afflissero il Polesine, anche per un dovere verso l’amato fratello Matteo che per primo lo verso gli ideali socialisti. La repentina ascesa di Matteotti viene seguita attraverso il recupero di memorie epistolari, appunti privati, scritti di amici e sodali, contributi giornalistici, da Fratta a Bologna a Messina e ritorno, per rendere conto di un ambito territoriale caratterizzato da amministrazioni, rapporti con le masse contadine, conflitti con la dimensione prefettizia e con quella partitica. Acclamazioni e minacce, sostegni e aggressioni; anche tra queste dinamiche Giacomo Matteotti poté in Polesine forgiarsi e “diventare” Matteotti.
Rovereto (Tn). Per il “Natale al Museo” sabato con il cinema archeologico e domenica con le stelle e le sue meraviglie. Ecco il programma
Per il “Natale al Museo” di Rovereto un weekend dedicato a cinema e stelle. Si comincia sabato 6 dicembre 2025, alle 16, al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto, con un appuntamento davvero imperdibile: la proiezione di “Vitrum, il vetro dei romani”, il film che al RAM Film Festival 2025 ha saputo conquistare pubblico e critica, aggiudicandosi il premio per il Cinema Archeologico e la prestigiosa Menzione speciale Archeoblogger. Un successo raro, che conferma l’eccezionalità di un’opera capace di unire fascino visivo, ritmo da grande cinema e un racconto archeologico che emoziona. Diretto da Marcello Adamo (Italia, 2025 | 52 min), il documentario conduce gli spettatori al largo della Corsica, dove un relitto romano riemerge dopo duemila anni portando con sé un tesoro ineguagliabile: blocchi di vetro grezzo e manufatti straordinari, finemente lavorati. Grazie al lavoro di un’équipe internazionale di ricercatrici, ogni sequenza, anche subacquea, è un invito a scoprire un mondo antico con occhi nuovi, in un’indagine che non smette mai di stupire. La proiezione è gratuita e compresa nel costo del biglietto d’ingresso al Museo.
La domenica 7 dicembre 2025 è invece dedicata al cielo e alle sue meraviglie: al Planetario del Museo Civico prende vita uno spettacolo suggestivo che accompagnerà adulti e bambini in un viaggio dalla Terra attraverso il Sistema Solare. E per rendere l’esperienza ancora più speciale, per il programma delle festività, l’esperienza sarà arricchita dalla partecipazione del sestetto vocale The Sixters, che affiancherà il racconto degli esperti del Museo rendendo l’atmosfera ancora più suggestiva grazie ai loro interventi musicali. Tariffa: 7 euro a persona, con prenotazione obbligatoria entro le 17 del giorno precedente l’attività. Appuntamenti perfetti per vivere il Museo in modo unico, tra scoperte, immagini spettacolari e atmosfere natalizie.
Rovereto (Tn). Con la proclamazione del premio del pubblico e il concerto al teatro Zandonai si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival. In programma ancora 11 film (con prime internazionali, assolute italiane), il programma OFF Fulldome, Vr e Speciale Cinema, e una passeggiata tra le vie di Borgo Sacco

Al teatro Zandonai di Rovereto quinta e ultima giornata del RAM film festival 2025 (foto graziano tavan)
Domenica 28 settembre 2025, alle 18, al teatro Zandonai di Rovereto, con il concerto Nel sonoro flusso, e l’annuncio del vincitore del Premio RAM del pubblico, si chiude la quinta e ultima giornata della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, dedicato a “Sguardi sull’acqua”, tema ripreso anche dal concerto finale di RAM in musica: attraverso famose canzoni italiane e straniere, trenta giovani voci del coro Notemagiovani seguono la narrazione della vita del fiume Adige dal passo Resia al mar Adriatico. Ma prima di giungere al gran finale il RAM film festival offre ancora una giornata ricca di appuntamenti. Al Planetario, nel giardino del museo di Scienze e Archeologia, dalle 16 alle 18, il programma Off Fulldome, e al museo, dalle 10 alle 18, Off Vr e Speciale Cinema. Dalle 14.30 alle 16, per il Festival in Città, passeggiata tra le vie di Borgo Sacco “Il porto di Sacco e la navigazione sul fiume Adige” alla scoperta dello storico legame col fiume Adige. Storie di zattere, barche e traghetti di un piccolo villaggio portuale le cui origini si perdono nell’antichità più remota. E ovviamente i film allo Zandonai: 6 film nella sezione mattutina, dalle 10.30 alle 13, con 1 prima internazionale, 2 prime assolute e 2 prime italiane, e 5 film nell’ultima sezione pomeridiana, dalle 15.30 alle 18.
Film in concorso. Per l’ultimo giorno del RAM film festival, è in programma al Teatro Zandonai di Rovereto (Tn), alle 15, la proiezione di una delle opere più attese, nella sezione riservata al cinema d’animazione, la serie Sapiens? firmata dal maestro Bruno Bozzetto, vincitore del Premio Cultura Animata. Oltre a Sapiens? al Teatro Zandonai è in programma la proiezione dei film Mayoral de acero: destajo, in prima assoluta, girato in Colombia e a Cuba, che affronta la produzione della canna da zucchero e la costruzione delle ferrovie come ingranaggi indispensabili di un sistema di sfruttamento; Roma e il suo fiume, in prima assoluta, sulla capacità della città di trasformarsi e adattarsi, nel corso dei secoli; Tuna Tales I In balance with nature sulle storie dei pescatori di tonno in diverse parti del mondo; Mary Lefkowitz and women in ancient Greece, in prima italiana, che sottolinea il ruolo delle donne nell’antica Grecia ispirandosi al lavoro della filologa; Tracking the footsteps of the archosaurs in Émosson, in prima italiana, sulle impronte fossili scoperte nel Canton Vallese a 2.400 metri di altitudine; Deep roots, dark earth, in prima internazionale, che cattura la tenacia dei “freeminers”, i minatori della foresta di Dean. E ancora Donne di miniera, che narra le vicende poco conosciute delle donne che hanno lavorato nelle miniere del Sulcis in Sardegna; La strada di Podestaria ambientato negli alti pascoli della Lessinia; e Philae, le sanctuaire englouti, una delle più grandi storie di salvataggio di un sito faraonico raccontata con ricostruzioni in 3D e Wind’s Heritage che racconta la storia di Mohammad Vali Gandami che a 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento di Nashtifan in Iran.
Rovereto. Assegnati i premi delle giurie del 36.mo RAM film festival: “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo vince il premio Paolo Orsi e la menzione speciale Archeoblogger; “Sapiens?” di Bruno Bozzetto il Cultura animata; “Continuations / Hiwadabuki” di Satoru Okabe il Tradizioni e Culture; “Apoleon” di Amir Youssef il premio Storia e Memoria; “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro il Nuovi Sguardi; “God Science and our Search for Meaning” il Fulldome; “Wind’s Heritage” di Nasim Soheili la menzione speciale CinemAMoRe

Dal RAM film fetsival applauso per la pace: standing ovation al teatro Zandonai di Rovereto (foto graziano tavan)
Tutti in piedi. Per la pace. Contro i conflitti che uccidono le persone e cancellano il patrimonio culturale, memoria storica dell’uomo. La serata delle premiazioni della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto si è aperta con un fragoroso e partecipato applauso del pubblico del teatro Zandonai che ha prontamente risposto all’appello lanciato Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, nel discorso di introduzione: “Siamo qui insieme perché condividiamo interessi e passioni per l’archeologia, per la storia, per il patrimonio culturale. Un patrimonio che non è solo un’eredità che abbiamo ricevuto, ma è un bene fragile e prezioso da conoscere, tutelare e difendere. Un patrimonio che è sempre minacciato dai conflitti, in passato certo, ma quelli di oggi non sono diversi. E non possiamo dimenticare che dietro a ogni conflitto ci sono prima di tutto le persone, le comunità ferite. Per questo vi chiedo di dare con la nostra presenza un segno, per quanto simbolico, della nostra testimonianza: un applauso forte, fragoroso, del RAM Film Festival contro i conflitti. Un applauso per la pace”.

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)
Sei i premi consegnati, per altrettante sezioni del RAM film festival, e due menzioni speciali: Archeoblogger e CinemAMoRe. Particolare attenzione quest’anno al Cinema archeologico con l’attribuzione del premio Paolo Orsi, un riconoscimento biennale in memoria del grande archeologo roveretano per il quale è nato proprio il festival nel 1990.
Premio Cultura Animata. La giuria composta da Andrea Artusi, Diego Cajelli e Andrea Voglino ha assegnato il premio al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens?
Motivazione: “Solo un maestro del cinema d’animazione riconosciuto a livello internazionale come Bruno Bozzetto poteva riuscire nell’impresa di mettere in scena con tanta ironia e leggerezza, talvolta persino con humor, i dubbi sulla definizione che il genere umano ha dato di sé stesso. Interrogativi che emergono prepotenti di fronte alle laceranti contraddizioni che hanno punteggiato l’evoluzione della specie homo sapiens su temi come la guerra o il rapporto e la violenza contro gli animali e che hanno segnato e segnano la nostra memoria collettiva”.
Menzioni: al film “The Family Portrait – Ritratto di famiglia” di Lea Vidakovic (Croazia/Francia/Serbia 2023, 15’). Mentre l’Impero austro-ungarico vacilla, Andras e sua figlia restano sorpresi dalla visita dell’imprevedibile fratello di Andras, Zoltan, che arriva con la sua grande famiglia. Un’osservazione sociale poetica, cupa e in parte ironica, in cui i legami familiari vengono smontati e analizzati in profondità. E al film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensivo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione, con le sue luci e ombre. Un viaggio nella memoria con un messaggio finale di speranza.

Frame del film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe
Premio Tradizioni e culture. La giuria composta da Duccio Canestrini, Corinna del Bianco (Fondazione Del Bianco) e Massimiliano Mollona, ha assegnato (e consegnato al regista presente in sala) il premio al film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’). Per la prima volta in quarant’anni viene ricostruito il tetto di un santuario con l’antica tecnica dell’Hiwadabuki, che usa corteccia di cipresso sovrapposta a mano. Il film documenta un anno di lavoro artigianale e sostenibile, in armonia con la foresta. Non è solo un racconto tecnico, ma un ritratto dello spirito giapponese fatto di preghiera e rispetto. Un’opera rara che custodisce una tradizione millenaria.

Il regista Satoru Okabe mostra il premio Tradizioni e Culture del RAM film festival (foto graziano tavan)
Motivazione: “Siamo in Giappone dove viene documentata la copertura del tetto di un tempio con strati di corteccia di cipresso, una pratica artigianale millenaria che si rende necessaria ogni 40 anni. Molto originale, ben girato e montato. Il ritmo del processo costruttivo si intreccia con quello della natura e di una sorprendente architettura tradizionale”.
Menzioni: al film “Küttepuude hankimine / Legna da ardere” di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’). Il film segue un gruppo di donne Nenets che raccolgono legna nella tundra innevata. Fa parte di una serie sui Nenets della penisola dello Yamal, che esplora la vita quotidiana del popolo nomade allevatore di renne in Siberia occidentale, durante la stagione del parto delle renne in primavera. Le riprese per la serie sono state realizzate per una ricerca etnografica nel 1999. E al film “Tiwanaku: l’eterna saggezza” di Anaïs Pajot (presente in sala) (Bolivia/Francia 2025, 24’). Nel cuore delle Ande boliviane, a 3800 metri, l’enigmatica civiltà di Tiwanaku riemerge dai silenzi della storia, svelando una visione del mondo spirituale ed ecologica. Il documentario ne esplora i misteri attraverso personalità della ricerca e dell’archeologia, e le voci degli Andini, un invito a ripensare i nostri modelli di civiltà e il nostro rapporto con la natura e gli altri esseri umani.
Premio Storia e Memoria. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Giuseppe Ferrandi e Maurizio Cau ha assegnato il premio al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’). Un gruppo di statuette del Musée de l’Armée (Museo dell’esercito) di Parigi accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Il film affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazione, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali.
Motivazione: “Quando il cinema poggia su un’idea forte, sa stupire anche con poco. È quanto accade in Apoleon, geniale rilettura in chiave postcoloniale della campagna napoleonica in Egitto. Sfidando la convenzionalità del racconto tradizionale e lavorando in chiave ironica sulla connotazione culturale del materiale conservato nei musei europei, il film di Youssef conduce lo spettatore in un viaggio inatteso alla scoperta dell’altra faccia dell’epopea del generale francese. Un’opera matura, dissacrante e radicale, capace di affrontare con leggerezza una pagina complessa del passato, fino a rimetterne in discussione i presupposti. Osservata dal punto di vista delle statuine conservate nelle sale del Musée de l’Armée, la storia prende tutta un’altra forma”.
Menzione: al film “Diventare Matteotti” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’). Attraverso immagini d’archivio e documenti privati, il film ricostruisce la formazione del giovane Giacomo Matteotti a Fratta Polesine. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. Un viaggio tra memorie, lettere e cronache che racconta l’ascesa di Matteotti nel contesto del Polesine, tra tensioni sociali, sfide politiche e ideali profondi.
Premio Nuovi Sguardi. La giuria composta da Valeria Perrone, Elettra Virginia Collini e Matteo Ranzi, ha assegnato il premio al film “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro (Spagna 2024, 20’). Un documentario etnografico sul santuario di O Corpiño, in Galizia, e sul pellegrinaggio annuale al cosiddetto “santuario degli esorcismi”. Attraverso filmati d’archivio e testimonianze colte e popolari, il film esplora storia, tradizione e aspetti laici della festa, evidenziando anche le critiche verso la rappresentazione mediatica sensazionalistica.
Motivazione: “La giuria ha deciso di assegnare il premio al film documentario O Corpiño per la forza del tema affrontato e per la sensibilità con cui le registe hanno saputo raccontarlo. Il documentario si distingue per l’approfondita valorizzazione del materiale d’archivio attraverso un montaggio che restituisce con efficacia l’evoluzione di una tradizione religiosa radicata nel passato e ancora viva nel presente. Le interviste, condotte con rara delicatezza, offrono punti di vista intimi, mentre la narrazione si mantiene priva di giudizio, invitando ciascuno a confrontarsi con la complessità del rito, tra memoria storica e attenzione al presente”.
Menzione: al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’).
Premio Full Dome. La giuria composta da Chiara SImoncelli, Andrea Cuoghi e Filippo Pontiggia ha assegnato il premio al film “God, Science, and our Search for Meaning / Dio, la scienza e la ricerca del senso della vita” di Dani LeBlanc (Stati Uniti 2024, 30’). Lo spettacolo immersivo esplora le grandi domande dell’esistenza umana. Scritto e narrato da Dan Brown, nel film scienza e religione si confrontano come due linguaggi che cercano di raccontare lo stesso mistero.
Motivazione: “Il film esplora le domande più antiche dell’umanità sull’origine dell’universo e il nostro ruolo dentro di esso, esaminando l’interazione tra scienza e religione, non solo nel passato, ma anche con prospettive rivolte al futuro. Lo fa utilizzando pienamente le potenzialità della tecnologia fulldome, con una narrazione coinvolgente e immersiva, che lascia lo spettatore incantato e incuriosito”.
Premio Cinema Archeologico e Premio Paolo Orsi. La giuria composta da Barbara Maurina (assente), Mireille David Elbiali, Valentina Caminneci e Augusto Marsigliante, ha assegnato il premio al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). “Vitrum” racconta il ritrovamento di un relitto romano al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team internazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga su questa scoperta rara per ricostruire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo.
Motivazione: “Un’eccezionale scoperta archeologica dà luogo a un racconto che si dipana dal mare della Corsica fino alle coste siro-palestinesi, toccando il litorale della campania e il porto di Pozzuoli. Un relitto sepolto nelle acque più profonde del Mediterraneo con un prezioso carico, unico nel suo genere. La magia del vetro antico svelati dalle più moderne tecnologie di indagine dei fondali e dalla sinergia scientifica di un team internazionale. Attraverso una vera e propria full immersion nel vivo della ricerca e attraverso la forza di immagini straordinarie, il film sa comunicare al grande pubblico non soltanto il fascino di questo materiale ma anche l’impatto rivoluzionario che ha avuto sulla nostra civiltà”.
Menzione: al film “Secret Sardinia, Mysteries Of The Nuraghi / Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misteriose del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie quasi 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-fortezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Oggi, un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo.

Antonia Falcone, per la giuria della menzione speciale Archeoblogger, legge la motivazione (foto graziano tavan)
Menzione speciale Archeoblogger. La giuria rappresentata da Antonia Falcone ha assegnato il riconoscimento al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’).
Motivazione: “Un documentario che unisce il fascino del ritrovamento archeologico in fondo al mare con il racconto delle tecnologie antiche legate al vetro, in un connubio ideale tra comunicazione accurata di ricerca e narrazione emozionale, cosa che di rado si vede in un film destinato al grande pubblico”.
Menzione CinemAmore. La giuria composta da Eleonora Zen e Michele Bellio ha assegnato il riconoscimento al film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili (Iran 2024, 30). A Nashtifan, nell’Iran orientale, Mohammad Vali Gandami è l’ultimo custode di un sapere antico. A 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento, gli aasbad, costruendoli e riparandoli con tecniche tramandate solo attraverso l’esperienza. Le sue mani mantengono viva una tradizione che rischia di svanire con il vento.
Motivazione: “Il film rappresenta pienamente lo spirito dei tre festival nelle tematiche che propone. Con grande capacità di sintesi e uno splendido lavoro fotografico, unisce concetti fondamentali, quali il rispetto delle tradizioni, il senso di comunità e di identità culturale, la spiritualità che accompagna ogni individuo, sottolineata dalla solennità dei ritmi nella narrazione e nelle immagini, l’urgenza di trasmettere i saperi appresi dai propri antenati alle generazioni future, perché nulla venga perso per sempre”.
Rovereto (Tn). Terza giornata della 36ma edizione del RAM film festival: dal Buongiorno RAM alla serata speciale Pompei, 9 film in programma (con prime europee ed assolute) e l’Aperitivo al Giardino con Vladimiro Andrea Boselli e Andrea Mangano “Gestire le acque: dalle oasi alle città, sfide ecologiche e ingegno umano”. Ecco il programma
Venerdì 26 settembre 2025, alla 36ma edizione del RAM film festival di Rovereto (Tn), il BUONGIORNO lo dà direttamente il RAM alle 9, a ilbardiVerso in corso Bettini 30 a Rovereto, con la “Colazione con ospite” dal titolo “Quando la storia parla al presente” che mostra in anteprima il prossimo numero di History Lab Magazine, rivista online della Fondazione Museo storico del Trentino dedicato all’acqua. Una giornata ricca di appuntamenti con 3 film (una prima assoluta) al teatro Rosmini già al mattino, dalle 10.30 alle 12.30, e 6 nella sezione pomeridiana, dalle 15 alle 19.30, (con una prima europea, due prime assolute e una prima italiana). E si chiude al Teatro Zandonai, dalle 20.30 alle 23, con la prima delle due Serate speciali, dedicata a Pompei il sito archeologico più celebre al mondo, con un evento che intreccia l’attualità della ricerca con il linguaggio del cinema. Senza dimenticare l’Aperitivo in Giardino, alle 18, con Vladimiro Andrea Boselli e Andrea Mangano.
Speciale Pompei. Protagonista il documentario Pompei: le nuove verità, il primo film di una serie che ha seguito dal vivo uno dei più grandi scavi degli ultimi decenni nell’antica città sepolta dal Vesuvio. Le riprese hanno catturato in tempo reale scoperte che hanno fatto il giro del mondo. Tra quelle documentate nell’episodio, l’affresco di 2.000 anni fa sulla parete di un’antica casa, in cui è raffigurata una natura morta con focaccia, frutta e spezie, lontano antenato della pizza moderna, ma anche il rinvenimento dei resti di alcune vittime dell’eruzione, due donne e un bambino. L’intero cantiere di scavo – che ha portato in luce diversi ambienti, tra i quali sale di rappresentanza riccamente decorate e grandi terme private – ha interessato un’area di circa 3.200 metri quadrati, quasi un intero isolato della città sepolta nel 79 d.C. dal Vesuvio e si inserisce in un più ampio approccio, sviluppato durante l’ultimo decennio e teso a rettificare e risolvere i problemi idrogeologici e conservativi dei fronti di scavo, ovvero il confine tra la parte scavata e quella inesplorata della città antica: 22 ettari di isolati e case ancora sepolti sotto lapilli e cenere, quasi un terzo dell’abitato antico. Ospite della serata Anna Onesti, funzionario architetto del Parco Archeologico di Pompei che guiderà gli spettatori dentro le scoperte e le storie del più grande scavo degli ultimi decenni, con l’intervento di Angelo Cimarosti, giornalista e direttore di ArchaeoReporter.
Aperitivo in giardino. Il terzo incontro del RAM film festival è in programma alle 18, al museo di Scienze e Archeologia, in borgo S. Caterina, 41: “Gestire le acque: dalle oasi alle città. Sfide ecologiche e ingegno umano” con VLADIMIRO ANDREA BOSELLI, ingegnere ambientale, e ANDREA MANGANO, ingegnere idraulico. Modera Irene Leonardelli, project manager presso la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua. Evento tradotto nella Lingua dei Segni Italiana, in collaborazione con AbilNova. Le oasi sono straordinari sistemi che coniugano risorse naturali e ingegno umano: luoghi in cui, grazie a tecniche raffinate di gestione idrica, l’acqua rende possibile la vita in territori aridi e ostili. Le oasi hanno garantito per secoli la sopravvivenza delle comunità grazie al principio di mutuo appoggio tra uomo e natura. Oggi, anche alle nostre latitudini, l’acqua è una sfida cruciale: reti idriche che esigono manutenzioni continue e complesse, sovrasfruttamento delle risorse e nuove tecnologie ci chiedono di ripensare il nostro modo di viverla e custodirla.
Vladimiro Andrea Boselli è ingegnere ambientale e idrologo di formazione, con un dottorato in Cooperazione Internazionale e Gestione delle Risorse Idriche. Attualmente è ricercatore presso il CNR-IREA e si occupa di telerilevamento e monitoraggio ambientale. Andrea Mangano è ingegnere idraulico, specializzato in idrologia. Ha curato molti progetti nel campo acquedottistico, dell’irrigazione, della regimazione fluviale e della produzione idroelettrica in Italia, Europa, Africa, America Latina e Medio Oriente. È Vicepresidente della Associazione Idrotecnica Italiana.
Film in concorso: 1536. Il corteo di Carlo V, in prima assoluta, racconta con uno stile che fonde i disegni d’epoca con animazioni digitali, un momento epocale nella storia del Foro Romano. Langobardi – Grimoaldo, il primo re friulano è il docufilm che narra le vicende del primo re longobardo di stirpe friulana. Threads of Heritage – Down the rabbit hole of art crime è il documentario che esplora il fenomeno globale del traffico illecito di beni culturali. Italia viaggio nella bellezza. In carne e bronzo. Il Santuario di San Casciano dei Bagni racconta l’ultima campagna di scavo al sito archeologico del Bagno Grande che ha rivelato scoperte eccezionali. Jondishapour: the lost civilization, in prima europea, segue il viaggio di tre giovani autori di contenuti animati iraniani determinati a riscoprire uno dei capitoli più trascurati della storia dell’Iran: la civiltà di Jondishapour. Humans before Neanderthals, è il film che cambia il punto di vista sugli antichi antenati sottolineandone le sorprendenti capacità cognitive. S. Isepo – Lo Squero, in prima assoluta, parla di uno degli squeri (cantieri per imbarcazioni a remi) più antichi di Venezia. Kofun – Le misteriose tombe giapponesi, in prima assoluta, documenta la prima missione archeologica europea in Giappone per lo studio delle antiche tombe degli imperatori. Kutul Amare. Masaldan Gerçege, in prima italiana, è un’indagine storica sulla più grande capitolazione della storia militare britannica, con la resa a Kut al Amara di oltre 13mila soldati dopo 147 giorni.
Rovereto (Tn). Prima giornata della 36ma edizione del RAM film festival: 14 film in programma (con prime internazionali, europee ed assolute) e l’Aperitivo al Giardino con Giorgio Van Straten “Raccontare una storia, raccontare la Storia”. Ecco il programma
Mercoledì 24 settembre 2025, la prima giornata della 36ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, dal 24 al 28 settembre 2025, quest’anno dal titolo “Sguardi sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, apre alle 15 al teatro Rosmini di Rovereto, dove sono in programma dieci film, dalle 15 alle 19.30, e altri quattro nella sezione serale dalle 20.30 alle 23.
Il primo APERITIVO AL GIARDINO è invece in programma alle 18, al museo di Scienze e Archeologia, in borgo S. Caterina, 41: “Raccontare una storia. Raccontare la Storia” con Giorgio Van Straten, scrittore e presidente della Fondazione Alinari per la Fotografia. Modera Alice Manfredi, Fondazione Museo storico del Trentino. Evento tradotto nella Lingua dei Segni Italiana, in collaborazione con AbilNova. Cosa significa raccontare la vita di chi è realmente esistito e le cui vicende personali hanno interagito fortemente con la Storia del nostro paese, dal fascismo alla Resistenza al dopoguerra? L’autore, a partire dalla vita di Nada Parri, la partigiana “Ribelle” del suo ultimo libro, racconta al pubblico cosa abbia voluto dire, per una donna, trovarsi coinvolta nella Storia d’Italia durante la Seconda guerra mondiale. Partecipazione gratuita su prenotazione dal sito www.ramfilmfestival.it. In caso di maltempo presso la Sala Zeni del Museo. Aperitivo con Orto San Marco Sétap – Mangio Trentino e Cantina Vivallis.
Giorgio Van Straten, nato a Firenze nel 1955, ha pubblicato numerosi romanzi, come “Generazione” (1987), “Ritmi per il nostro ballo” (1992), “Corruzione” (1995), “Il mio nome a memoria” (2000, premio Viareggio). Nel 2016 è uscito “Storie di libri perduti” che è stato tradotto in numerose lingue, nel 2023 “Invasione di campo. Quando la letteratura racconta la storia” e nel 2025 “La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri”. Dal 2015 al 2019 è stato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. Attualmente è presidente della Fondazione Alinari per la Fotografia.
Film del pomeriggio. Si comincia con due film in prima nazionali: “The Revenant Project: Persons, Places, Things / Il “Progetto Ritorno”: persone, luoghi, cose” di Tomislav Zaja (Croazia 2024, 28’) e “Buddhist art / Arte Buddista” di Surapong Wetsuwanmanee (Thailandia 2024, 3’). Quindi una prima internazionale e tre prime assolute: “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro (Spagna 2024, 20’); “The Love Couple from the Sarcophagus / La coppia di amanti del sarcofago” di Milica Popovic (Serbia 2024, 53’); “Le colline moreniche del Garda. Ambiente, paesaggio ed insediamenti umani” di Mario Piavoli (Italia 2025, 34’); “Mysteries of the Andes: Weaving Knowledge / I misteri delle Ande: tessendo conoscenza” di Daniel Cos-Gayón (Spagna 2025, 13’). Chiudono due film: “Ernesto “Tito” Canal, l’uomo che ha riscritto le origini della Laguna di Venezia” Pierandrea Gagliardi e Rossi Marino (Italia 2024, 64’); e “Continuations/Hiwadabuki (Cypress bark roofing) / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’).

Frame del film “Mission: Mediterranean, The Museum Of The Abyss / Missione Mediterraneo: il museo degli abissi” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud
Film della sera. Apre una prima assoluta, “Io non dimentico” di Antonello Murgia (Italia 2025, 13’); segue “Crossing the Divide / Superare ciò che ci divide” di Eva Zanettin e Raghav Pasricha (India 2024, 16’). Quindi una prima europea, una prima internazionale, e una prima assoluta: “Fereydoun’s Sons / I figli di Fereydoun” di Hossein Moradizadeh (Iran 2024, 7’); “Les cités d’Or, le grand malentendu / Le città d’oro, il grande malinteso” di Joséphine Duteuil (Francia 2024, 54’); e “Tiwanaku: sabiduría eterna / Tiwanaku: l’eterna saggezza” di Anaïs Pajot (Bolivia/Francia 2025, 24’). Chiude la serata il film “Mission: Mediterranean, The Museum Of The Abyss / Missione Mediterraneo: il museo degli abissi” di Thomas Marlier e Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 56’).
Rovereto (Tn). Con l’anteprima “Dallo Spino alle fontane” al via ufficialmente la 36.ma edizione del RAM film festival: 70 film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. Alessandra Cattoi e Claudia Beretta ci fanno conoscere il ricco programma dei 5 giorni di Festival

Serata speciale in biblioteca “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città” (foto fmcr)
Con la speciale anteprima, martedì 23 settembre 2025, alle 18, in biblioteca Tartarotti, “Dallo Spino alle Fontane – cronaca di un’impresa che portò l’acqua alla città”, reading teatrale con documenti dagli archivi antichi della Biblioteca, per narrare il legame storico di Rovereto con l’acqua, la città di Rovereto (Tn) entra nell’atmosfera della 36.ma edizione del RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, dal 24 al 28 settembre 2025, quest’anno dal titolo “Sguardi sull’acqua”, organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto. È il 1845, Rovereto compie un’impresa epica: portare l’acqua dalla sorgente dello Spino fino in città. Nasce una canalizzazione ambiziosa, le fontane cominciano a zampillare… e i cittadini cominciano a discutere. Tra discorsi solenni, regole ferree, litigi da lavatoio e vendite delle fontane, questo reading teatrale racconta la cronaca di un’epoca in cui l’acqua diventa finalmente bene comune, non senza qualche inevitabile baruffa. Un racconto vero e sorprendente, dove la Storia scorre… proprio come l’acqua. A cura del Gruppo teatrale “I Sottotesto”, in collaborazione con Biblioteca Civica “G. Tartarotti”. Partecipazione gratuita.
RAM 2025 propone uno sguardo ampio e plurale sul patrimonio culturale in tutte le sue forme: siti, ricerca archeologica, monumenti, paesaggi, tradizioni, popoli, memorie, lingue e culture. Il documentario diventa lo strumento per esplorare la complessità del mondo, mettendo in dialogo passato e presente, locale e globale. Settanta i film in concorso, 41 anteprime, 14 proiezioni off fulldome, Vr e cinema, 2 incontri e 4 aperitivi al giardino del Museo di Scienze e Archeologia. “L’ampio numero di film proposti”, sottolinea il sindaco di Rovereto Giulia Robol, “dimostra quanto il festival sia radicato e riconosciuto come punto di riferimento per l’archeologia, disciplina legata anche a figure storiche che hanno dato molto alla città. Inoltre, la collaborazione con istituzioni culturali come la Biblioteca Civica Tartarotti evidenzia la volontà di coinvolgere e avvicinare la cittadinanza, valorizzando e diffondendo il patrimonio legato all’archeologia”. E l’assessore alla Promozione artistica e culturale e al Turismo Micol Cossali: “Il tema dell’acqua, filo conduttore di questa edizione del Ram Festival, crea un forte legame tra il nostro territorio e il resto del mondo. La storia e l’archeologia hanno sempre generato conoscenza e relazioni, e anche questa manifestazione valorizza un aspetto identitario della città: la capacità di aprirsi al mondo e di connettersi con la sua storia. E questa è una ricchezza che si rinnova nell’edizione di quest’anno dove il tema dell’acqua e la presenza dell’acqua si è intrecciata nello sviluppo della storia del nostro territorio”.
Con due interventi ad archeologiavocidalpassato.com, rispettivamente della direttrice della Fondazione Alessandra Cattoi e della direttrice artistica Claudio Beretta, scopriamo meglio l’articolato e ricco programma del RAM film festival 2025.
“Dal 24 al 28 settembre a Rovereto – spiega Alessandra Cattoi ad archeologiavocidalpassato.com – avremo la 36ma edizione del RAM film festival. In concorso, per questa edizione, abbiamo selezionato 70 film, di cui 40 per la prima volta in Italia o in prima internazionale. Le sezioni del festival sono quelle che da molti anni proseguono nel loro percorso. La prima e la più importante è la sezione Cinema archeologico. Abbiamo quasi 30 film che parlano di archeologia, archeologia da tutto il mondo, e quest’anno anche l’attribuzione del Premio Paolo Orsi, un premio biennale che viene dato al miglior film premiato da una giuria di esperti e che viene consegnato per promuovere la realizzazione di altre opere cinematografiche in ambito archeologico. La novità di quest’anno è che abbiamo introdotto una sezione dedicata alla Storia, oltre che all’Archeologia, proprio perché con il passare degli anni vediamo che molte tematiche storiche vengono proposte al nostro festival e di grandissima qualità. Ci siamo detti “Non è una cosa positiva escluderle”, ma è difficile includerle nel cinema archeologico e quindi abbiamo creato una sezione apposita sul cinema storico. Infine le due sezioni, una sezione dedicata ai temi dell’Antropologia e una alle Animazioni, perché ci piace esplorare tutti i linguaggi del cinema, compreso quello del cinema di animazione.
“A fianco a questo grande programma di proiezioni – continua Cattoi -, abbiamo molti incontri. Ogni giorno vengono degli esperti a parlare con il pubblico in modo più o meno informale per raccontare gli ultimi scavi che hanno seguito oppure il libro che hanno scritto, insomma delle conversazioni, più che degli incontri come conferenze, perché il festival deve favorire il dialogo tra il pubblico e i protagonisti del festival. Quindi avremo aperitivi, colazioni, incontri e due serate speciali. Una serata dedicata a Pompei. Pompei non può mancare come si immagina in un festival di cinema archeologico, e una serata dedicata invece all’acqua. Perché l’acqua? Perché l’acqua è proprio il tema dell’edizione 2025 del RAM film festival. Il titolo è “Sguardi sull’acqua”. E quindi sabato sera avremo una tavola rotonda che parlerà del fiume Adige, un fiume che è sempre stato il centro della vita economica, sociale e commerciale di tutta questa grande area che parte da Resia e arriva fino all’Adriatico, ma che oggi ci siamo dimenticati. Il fiume Adige fa parte di un paesaggio, ma nessuno lo vive. Vogliamo invece raccontare come la storia, antica e più recente di questo fiume, abbia cambiato la propria posizione all’interno del paesaggio e del territorio. A questi appuntamenti si affiancano anche visite nel territorio di Rovereto e nel territorio circostante. E un ultimo appuntamento l’abbiamo voluto dedicare invece alla musica con un concerto che ci sarà la domenica pomeriggio con delle canzoni popolari legate anche queste al tema dell’acqua. Ecco questo, in estrema sintesi – conclude – , un lungo programma di cinque giorni dove l’archeologia ancora una volta sarà la protagonista e dove speriamo che il pubblico possa trovare importanti e anche piacevoli spunti di riflessione e di approfondimento culturale”.
“RAM film festival, 36ma edizione. Quest’anno – ricorda Claudia Beretta – si rinnova il Premio Paolo Orsi, premio dato alla categoria Cinema archeologico, ed è nel nome dell’archeologo per il quale è nato il nostro festival nel 1990. I film sono bellissimi. Quest’anno ne abbiamo molti e sono divisi in quattro categorie, un po’ diverse dall’anno scorso e dagli altri anni, perché abbiamo il Cinema archeologico che la fa da padrone con una serie di film veramente straordinari. Si parte dalla preistoria, addirittura prima dei Neanderthal, ma ancora prima perché abbiamo qualche film proprio sulla mega fauna e sui dinosauri, per arrivare poi invece a Roma, e prima ancora all’Egitto con dei film su Phile e sulla cattedrale sott’acqua. Insomma vedrete. Anche perché il focus di quest’anno è “Sguardi sull’acqua”. Ma per arrivare anche alla Mesopotamia. Insomma c’è veramente di tutto. Per arrivare fino ai film nostri più classici, come le grotte, e tanta archeologia subacquea perché essendo il tema “Sguardi sull’acqua”, c’è stata un’attenzione particolare a selezionare anche questi film. La novità di quest’anno è la sezione Storia, storia e memoria, perché negli ultimi anni abbiamo ricevuto tanti film storici che magari non trovavano spazio all’interno delle categorie, perché avevamo l’Antropologia, l’Archeologica. E invece quest’anno anche grande spazio alla Storia. Anche qui si parte dai Conquistadores per arrivare alla storia delle guerre, delle Grandi guerre, e anche ai personaggi. Quest’anno abbiano un bellissimo film su Matteotti. E tanto lavoro anche sulle ricostruzioni storiche più recenti, che non trovavano spazio nelle nostre sezioni dello scorso anno. Rimangono le Tradizioni e le Culture, che accorpano l’Italia e il resto del mondo. Anche qui c’è veramente tanto da venire a vedere. Basta sfogliare il nostro catalogo on line, potete anche cercare nelle varie categorie per trovare il film che vi piace di più.
“E naturalmente – continua Beretta – non poteva mancare quest’anno la Cultura animata, sezione nella quale c’è una super-chicca: Bruno Bozzetto ci ha dato la possibilità di far vedere il suo nuovo film, la nuova serie che si chiama Sapiens? col punto di domanda, perché sono davvero i Sapiens i nostri antenati, oppure abbiamo lasciato qualche pezzo per strada? Lo scoprirete venendo a vedere questo bellissimo film animato, e tante altre piccole chicche in arrivo dal mondo. Segnalo due serate straordinarie: una su Pompei con un bellissimo film girato sul campo nell’ultimo scavo. E sarà presente anche una funzionaria architetto che ha seguito gli scavi e che ci racconterà un po’ il farsi di questo film. Però la produzione è stata fatta veramente sul campo. Le uniche produzioni cui è stato consentito di seguire uno scavo mentre lo si faceva. Quindi straordinaria serata. E poi la sera del sabato presentiamo in anteprima in Italia, è stato in 20 Paesi del mondo, in prima assoluta in Italia, un film “Our blue world / il nostro mondo blu”, che parla del problema dell’acqua in relazione con i popoli del mondo. Quindi serata straordinaria, prima italiana raccontata dalla voce di Liam Neeson, il famoso attore hollywoodiano.
“Da non dimenticare – anche questa è una piccola chicca che vogliamo mantenere nel tempo – al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto ci sarà la sezione al Planetario riservata ai film full dome. Ci sono quattro bellissimi film immersivi, uno dei quali ve lo segnalo in maniera particolare, viene dal museo di Boston ed è scritto e interpretato da Dan Brown, lo scrittore che non ha bisogno di nessuna presentazione. Non manca uno Speciale cinema con tutti i film sperimentali che non siamo riusciti a mettere nel main program che trovano spazio in questo programma Off al museo che occupa anche un paio di visori con delle sorprese per chi vorrà venire a trovarci. Vi aspettiamo”.
Rovereto (Tn). “Al cinema e oltre”: alla Fondazione Caritro anteprima RAM film festival “Sguardi sull’acqua” con presentazione del programma 2025 e incontro con Behrouz Boochani, giornalista, poeta e documentarista curdo-iraniano, autore di “Libertà. Solo Libertà”
Il RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie si presenta alla città e al pubblico. Venerdì 19 settembre 2025, alle 18.30, in sala Conferenze della Fondazione Caritro, in piazza Rosmini 5 a Rovereto (Tn), “Al cinema e oltre” anteprima dell’edizione 2025 del festival che da 36 anni racconta il patrimonio culturale attraverso il cinema, con presentazione del programma 2025 del festival “Sguardi sull’acqua” e incontro con Behrouz Boochani, giornalista, poeta e documentarista curdo-iraniano, autore di “Libertà, solo Libertà” (add editore, 2024): resistere nell’inferno dei centri di detenzione per migranti, lato oscuro delle democrazie. L’incontro è moderato da Giorgio Gizzi (Libreria Arcadia). Organizzano la serata: RAM film festival (Fondazione Museo Civico) con Tre Volte Lucy – i festival di Lucy e add editore, in collaborazione con Comune di Rovereto e con Biblioteca Civica Tartarotti, Patto per la Lettura – Rovereto, Libreria Arcadia. La partecipazione è gratuita, su prenotazione obbligatoria > www.ticketlandia.com/m/event/19-settembre-cinema-e-oltre.
Fuggito nel 2013 dall’Iran per salvarsi la vita, Behrouz Boochani ha cercato di ottenere lo status di rifugiato in Australia, ma è stato confinato insieme a migliaia di altri richiedenti asilo a Manus, un’isola in mezzo al Pacifico. Una prigionia durissima senza alcuna accusa, né condanna. Da lì, attraverso centinaia di messaggi inviati al cellulare dell’amico Omid Tofighian, Boochani ha composto il suo straordinario memoir “Nessun amico se non le montagne” (add editore, 2019), testimonianza di un vero e proprio atto di resistenza. Nel 2019 Boochani vince il Victorian Prize, il più prestigioso premio letterario australiano. Ancora detenuto a Manus, pronuncia il suo discorso di accettazione. Ora la voce di Behrouz Boochani torna con “Libertà, solo libertà” (add editore, 2024), una raccolta degli articoli giornalistici scritti durante e dopo la prigionia e di testi narrativi inediti. Ne emerge una voce profondamente umana che denuncia l’indegnità della condizione dei richiedenti asilo detenuti in tutto il mondo, la complessità dell’esperienza dei profughi e la natura surreale dell’isola-prigione. La riflessione, arricchita dal contributo di giornalisti, critici culturali e storici che ne hanno sostenuto la vicenda umana e intellettuale, dà vita al resoconto commovente e creativo della lotta di uno scrittore che ha reso pubblici gli effetti delle politiche di confine.


































Commenti recenti