Adria (Ro). Seconda giornata adriese di Adrikà: mattino con le scuole e visite guidate, pomeriggio con l’antico Egitto e il miele tra miti e reperti. E gran finale alla sera con lo spettacolo “AquaDueO” con la Banda Osiris e Telmo Pievani

Seconda giornata adriese, sabato 12 settembre 2026, di Adrikà – rassegna internazionale del cinema archeologico Adria Delta del Po quasi interamente al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro). La mattina inizia con “Etruscreen: cinema, scuola e patrimonio culturale” e la proiezione di tre film: “S’ozzastru” di Carolina Melis (Italia 2023, 8’), “L’uomo di Val Rosna” di Stefano Zampini (Italia 2024, 19’), “Il segreto della Dea” di Lorenzo Antonioni (Italia 2019, 26’). A seguire per INCONTRI CON L’ANTICO “Dalla scuola al cinema: giovani registi per la narrazione dell’Antico”. Intervengono: Stefano Zampini, regista; Lorenzo Antonioni, regista.

Quindi per SCUOLA ATTIVA proiezione del video realizzato dagli studenti del Liceo Bocchi Galilei nell’ambito del progetto “La ceramica prende vita” a cura di Sandra Bedetti. DAL MUSEO ALLA TAVOLA presentazione del percorso formativo sui piatti della cucina greca a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria.
VISITE GUIDATE. Museo archeologico nazionale di Adria: 9.30 -12.30, visite guidate all’interno delle sale espositive; 15-16, visita guidata alla sezione della barca “cucita” con animazione del Gruppo Danza antica di Villadose. Museo Diocesano della Cattedrale di Adria: 9.30-12.30 e 15-16, visite guidate all’interno delle sale espositive.

Al pomeriggio, sempre al museo Archeologico nazionale di Adria, alle 16, INCONTRI CON L’ANTICO: “L’Accademia delle Scienze di Torino e la formazione del Museo Egizio più antico del mondo”. Intervengono: Silvia-Rosa Brusin, giornalista, già caporedattrice di TG Leonardo; Chiara Mancinelli, cancelliera-direttrice dell’Accademia delle Scienze di Torino. Proiezione dei film “Ernesto Schiaparelli, l’Egittologo fotografo” di Silvia Rosa-Brusin, regia e montaggio di Giulio Cavallini (Italia 2024, 19’) e “Silvio Curto e il Tempio salvato” di Silvia Rosa-Brusin, regia di Giulio Cavallini (Italia 2024, 17’) (film fuori concorso).

Alle 17, per INCONTRI CON L’ANTICO: “Il miele nel tempo: un viaggio dolce tra api, miti e reperti”. Interviene: Raffaella Bortolin, archeologa. A seguire esplorazione sensoriale del miele locale a cura dell’Azienda Agricola “La Bocalina” di Silvia Bertazzo: situata all’interno del Parco del Delta del Po, più precisamente ad Adria, in Località Ca’ Garzoni, è una piccola realtà contraddistinta da: produzione di miele, coltivazione e macinazione di cereali antichi e moderni, rispetto per l’ambiente grazie anche all’uso del metodo biologico ed impegno socio-culturale come fattoria didattica.
Quindi, alle 18.30, ci si sposta all’Auditorium Pertini per la proiezione del film “Anguane, le voci dell’acqua” di Giovanni Pellegrini (Italia 2026, 70’).
Alle 20, alla Fondazione Franceschetti e Di Cola, apericena a cura dell’IPSEOA “Giuseppe Cipriani” di Adria

Alle 21, al Teatro Politeama, EVENTO SPECIALE: lo spettacolo “AquaDueO, un pianeta molto liquido” con la Banda Osiris e Telmo Pievani, filosofo della Scienza ed evoluzionista. Come fare a creare uno spettacolo che parli di acqua con musica, ironia e scienza, lasciando il pubblico senza fiato? 5 scienziati sono i luminari che promuovono il XX simposio “L’acqua sul nostro pianeta, quale domani?”. Si interrogano in un laboratorio con tavolo di esperimenti, una lavagna gigante ed interattiva, un’infinità di cartelli esplicativi e tante bocce d’acqua che riescono anche a suonare. “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla guida la narrazione come leit-motiv dello spettacolo. In un palco pieno di plastica, fa eco la canzone della Banda “Oleodotto” in cui si descrivono gli scempi contro il mare. Quando agli inizi la terra era un inferno inospitale, la prima goccia di pioggia fu un vero miracolo. I professori si ritrovano così in un fortunale tra citazioni di D’Annunzio e Jovanotti. L’acqua è anche musica e si può suonare, una versione della “Barcarola” di Offenbach suonata con l’acqua riporta lo stupore e il giusto atteggiamento. Ma per il futuro avremo come prospettiva un disastro fino ad arrivare all’acqua che brucia. E si scatena una versione ustionante di “Smoke on the water” in quartetto di fiati. Attraverso un improbabile documentario in perfetto stile anni ’60, viene svelata la vita subacquea dei pesci, rappresentati con gli strumenti musicali. La loro vita sessuale viene raccontata in perfetto stile gozzaniano attraverso una poesia degna della miglior tradizione teatrale. Quello che ci aspetta sarà la desertificazione futura. Intere popolazioni saranno costrette a migrare, saremo obbligati ad assistere a spostamenti di intere popolazioni. A questo proposito “Onda su onda” cantata dal punto di vista di un migrante ne ribalterà il significato. Come ogni vero convegno, lo spettacolo si chiude con la stesura di un documento finale: inventiamoci una nuova resistenza altamente creativa. La risposta musicale non può essere che una versione forte e toccante di “Bella Ciao”: una canzone-simbolo nata dalle acque delle mondine. La Banda Osiris si cimenta in uno spettacolo radicalmente nuovo, con la totalità di brani inediti, e riscopre la vena onirica e surreale degli esordi. La complicità del prof. Pievani sposta il dibattito su temi importanti ed indispensabili trattati con leggerezza e semplicità.
Adrikà inizia dal mare: parte da Porto Viro (Ro) la seconda edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po: conferenza di Giovanna Gambacurta (UniVe) dedicata all’eroe greco Eracle, documentario sul Rubicone e reading teatrale di Antonino Varvarà su Eracle nel teatro

Adrikà, ci siamo. La rassegna internazionale del cinema archeologico Adria – Delta Po inizia dal mare: mercoledì 9 settembre 2026, Porto Viro (Ro) ospita l’anteprima della seconda edizione di Adrikà dando ufficialmente il via a cinque giorni dedicati al dialogo tra cinema, archeologia e divulgazione scientifica. Ad accompagnare la kermesse un Tritone con due code: una in bronzo antico, consumata dalla salsedine; l’altra in pellicola cinematografica. L’immagine di Adrikà 2026 nasce da un reperto reale del museo Archeologico nazionale di Adria. L’Agenzia Vassalli Associati, che cura la comunicazione visiva del festival, ha scelto di non nascondere il segno del tempo sul reperto, ma di trasformarlo: la coda deteriorata è diventata una bobina di film. Un oggetto impossibile, che non è mai esistito. Ma che a prima vista potrebbe sembrare autentico. È lì, in quello spazio sospeso tra antico e contemporaneo, che vive Adrikà. Come il Delta del Po: né terra né mare, ma qualcosa di unico nell’incontro tra entrambi. Promossa dal Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” e dal museo Archeologico nazionale di Adria da un’idea di Emanuela Finesso, presidente del Circolo del Cinema, Adrikà è diretta artisticamente da Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. La manifestazione gode del patrocinio della Regione Veneto, della provincia di Rovigo e di Veneto Film Commission, nonché del sostegno del Comune di Adria, dell’Ente Parco Naturale Regionale Veneto del Delta del Po, della Fondazione CARIPARO, di Banca Adria Colli Euganei, della Fondazione Franceschetti e Di Cola, del Rotary Club di Adria, del CADA di Adria, della Fondazione Carlo Bocchi e dello Studio Vassalli Associati. È realizzata inoltre con la collaborazione dei Comuni di Porto Viro e Loreo, del Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine, del Conservatorio “Buzzolla”, del CPSSAE, della Pro Loco di Adria, dell’Associazione Archeovisiva, del Festival della comunicazione del Cinema archeologico, del Foto Club di Adria, della Croce Verde di Adria, di Arteven, di Aboca, della Rivista REM.
ADRIKÀ INIZIA DAL MARE. Appuntamento dunque il 9 settembre 2026, alle 20.30, in Sala Eracle a Porto Viro (Ro): presenta il direttore artistico Lorenzo Daniele, alla presenza della direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria Alberta Facchi, della presidente del Circolo del Cinema “Carlo Mazzacurati” Emanuela Finesso, del sindaco di Porto Viro Mario Mantovan e dell’assessora alla Cultura Marialaura Tessarin, che porteranno il saluto delle istituzioni. Alle 21, si entra nel vivo della serata con il primo appuntamento della sezione “Incontri con l’Antico”, dedicato a “Eracle… un eroe viaggiatore”. La docente di Civiltà dell’Italia preromana ed etruscologia dell’università Ca’ Foscari di Venezia Giovanna Gambacurta accompagnerà il pubblico alla scoperta della figura dell’eroe greco e del suo significato nella cultura del Mediterraneo antico. Alle 21.30 sarà invece il cinema a diventare protagonista con la proiezione del documentario “Rubico Flumen. Il mistero del Rubicone”, diretto da Alessandro Bricchi, un viaggio tra storia, archeologia e ricerca dedicato a uno dei luoghi più emblematici della storia romana, il cui esatto percorso continua ancora oggi ad alimentare il dibattito tra studiosi. La serata si concluderà con un momento originale che unirà teatro e archeologia: il reading “Eracle nel Teatro: uomo o semidio?”, interpretato da Antonino Varvarà, offrirà una rilettura scenica del mito, dimostrando come i grandi personaggi dell’antichità continuino ancora oggi a parlare al pubblico contemporaneo.
A settembre l’archeologia torna protagonista in Polesine (Ro). Al via tre missioni archeologiche (Villamarzana, Frattesina e San Basilio) e la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po. Ecco il programma

Polesine, l’archeologia torna protagonista a settembre 2026: archeologia come ricerca, scavo, divulgazione; ma anche come comunicazione dell’Antico attraverso incontri e film. Al via infatti tre missioni archeologiche, una dell’università di Padova, una dell’università Ca’ Foscari di Venezia e una di Sapienza università Roma. Ed è al via la seconda edizione di Adrikà, la rassegna internazionale di cinema archeologico Adria Delta del Po.

VILLAMARZANA (Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 2 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo al sito protostorico di Villamarzana diretta dal prof. Michele Cupitò del dipartimento Beni culturali dell’università di Padova. E sono già state fissate le giornate SCAVI APERTI: saranno il 17 e 24 settembre 2026. Lo scavo rientra nel progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine” finanziato dalla Fondazione Cariparo e coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Verona Rovigo e Vicenza in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Villamarzana

FRATTTESINA (Fratta Polesine, Ro, medio Polesine). Dopo un anno di stop, dal 7 settembre al 9 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel villaggio protostorico di Frattesina diretta dal prof. Andrea Cardarelli del dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza università di Roma e co-diretto da Paolo Bellintani, presidente del Cpssae di Rovigo, nell’ambito del progetto “Prima Europa. La protostoria del Medio Polesine”, coordinato dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, e finanziato dalla fondazione Cariparo in sinergia con il museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine. In programma, oltre alle giornate SCAVI APERTI, per fine settembre una giornata di presentazione al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine dei nuovi video sul villaggio protostorico di Frattesina.

SAN BASIILIO (Ariano nel Polesine, Ro, basso Polesine). Dal 7 settembre al 3 ottobre 2026, la nuova campagna di scavo nel sito etrusco-preromano di San Basilio diretto dalla prof.ssa Giovanna Gambacurta del dipartimento di Studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia, in convenzione con la soprintendenza ABAP di Verona, Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. In programma gli Incontri di Archeologia e le giornate SCAVI APERTI.

ADRIA-LOREO-PORTOVIRO (Ro, basso Polesine). Tra Adria, Loreo e Porto Viro seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po, dal 9 al 13 settembre 2026, promossa dal Circolo del cinema “Carlo Mazzacurati” diretto da Emanuela Finesso e dal museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) con la direzione artistica di Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele (Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea, Ct) e con la direzione scientifica di Alberta Facchi e Sandra Bedetti. Sempre a ingresso gratuito eccetto lo spettacolo “AquaDueO” con biglietto a 20 euro. (vedi Adria (Ro). Presentata la seconda edizione di Adrikà – rassegna internazionale di cinema archeologico Adria e Delta del Po: oltre quaranta appuntamenti tra Adria, Porto Viro e Loreo. Film da tutto il mondo, incontri con archeologi e registi, spettacoli, mostre, visite guidate e una masterclass valida per la formazione continua dei giornalisti | archeologiavocidalpassato). Un tema: l’acqua; e un protagonista: la barca cucita di Corte Cavanella di Loreo, new entry al MAN Adria; 19 film in concorso (da Italia, Egitto, Francia, Grecia, Perù); “Incontri con l’Antico” che portano ad Adria studiosi, archeologi, esperti: Giovanna Gambacurta, Stefano Medas, Raffaella Bortolin, Angela Ruta, Silvia Rosa Brusin, Chiara Mancinelli; e un’escursione alla scoperta del sito di Frattesina con visita allo scavo del sito protostorico e del museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro).
Licodia Eubea (Ct). Ultima giornata del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico: protagonisti l’antropologo Maurizio Bettini (Incontro con l’Antico) e il regista Giuseppe Carleo (Finestre sul Cinema siciliano). Gran finale con la consegna dei premi
Domenica 7 dicembre 2025 ultimo atto del XV Festival della Comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), organizzato tra Catania e Licodia Eubea da Archeovisiva con il sostegno di Sicilia Film Commission e del Comune di Licodia Eubea, il patrocinio del Comune di Catania e la collaborazione dell’università di Catania. E anche questa sesta giornata di festival si preannuncia ricca di eventi prima della cerimonia di premiazione che chiuderà il festival: protagonisti l’’antropologo Maurizio Bettini e il regista Giuseppe Carleo.
La mattinata è dedicata a una passeggiata curata dell’associazione Albacas che conduce i visitatori alla scoperta di Licodia Eubea, lungo il suo ricco centro storico e i principali luoghi d’interesse. La mattinata si chiude, alle 12, con il secondo “Laboratorio del gusto” (ingresso a pagamento, ticket su https://www.rassegnalicodia.it/shop/) che unisce alla convivialità del pranzo il racconto delle eccellenze gastronomiche del territorio.
Il festival entra nel vivo alle 17, al Polo culturale della Badia, con il secondo “Incontro con l’Antico” dal titolo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” con Maurizio Bettini, classicista e scrittore, curatore della serie “Mythologica” per Einaudi e della collana “Antropologia del Mondo Antico” per Il Mulino. Il professore emerito di Filologia classica all’università di Siena, dove ha co-fondato e dirige il centro “Antropologia e mondo antico”, nonché stimato latinista e antropologo, presenta il suo “Arrogante umanità. Miti classici e riscaldamento globale” (Giulio Einaudi editore, 2025). Nei suoi numerosi lavori Maurizio Bettini ha studiato la letteratura latina e la cultura romana privilegiando tematiche antropologiche quali le figure dello straniero, le forme della comunicazione e della traduzione, la costruzione della tradizione, i legami di parentela, le mitologie della nascita, la profezia, le sfere sonore.
In quest’ultimo lavoro affronta il mito di Fetonte: la storia di un ragazzo arrogante che, per dimostrare di essere figlio del Sole, ottiene dal padre un diritto che non gli spetta, quello di guidare il suo carro fiammeggiante. Incapace di reggerlo, brucia la Terra e viene punito con la morte. “Questo mito parla di noi, racconta la nostra superbia antropocentrica – scrive Bettini – e la cecità di fronte al riscaldamento globale e alla distruzione dell’ambiente. Fetonte rivela l’hybris dell’uomo moderno che si crede figlio di dio, arrogandosi il diritto di spingersi sempre più avanti, certo della propria superiorità. Il mito antico rivela la sua straordinaria capacità di mettersi subito “in contesto”, di connettere i gangli narrativi a temi e problemi che sono propri dell’oggi, prefigurandoli nelle sue fascinose vicende”.
Alle 18, per la “Finestra sul Cinema Siciliano”, al Polo culturale della Badia il regista palermitano Giuseppe Carleo – che ha studiato recitazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e regia documentaria al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo – presenterà il suo primo lungometraggio di finzione “La bocca dell’anima” (Italia 2024, 109’). Il film, ambientato dopo la Seconda guerra mondiale, racconta del ritorno di Giovanni Velasques nel suo paese natale, incastonato tra le maestose montagne della Sicilia. Segnato dai traumi del conflitto, il suo spirito inquieto trova conforto nella saggezza di un’anziana donna, che gli rivela un dono straordinario: la capacità di accogliere lo spirito di un’anima defunta e guarire i tormentati. Tra i lavori più importanti di Giuseppe Carleo il pluripremiato cortometraggio “Parru ppi tia” (2018), “Officium” (2014), il documentario “Picchì chi è?” (2013), il cortometraggio “Lady Marella” (2012) e il documentario “Un giardino che rideva” (2010).

XIV festival della comunicazione e del cinema archeologico di Licodia Eubea: Massimo Frasca consegna il premio Antonino Di Vita a Tzao Cevoli (foto fcca)
A seguire la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio “Città di Licodia Eubea” al film più votato dal pubblico; del premio “Studenti UniCt” al miglior cortometraggio votato dalla giuria composta da soli studenti dell’università di Catania; del premio “Antonino Di Vita” a una personalità che si è impegnato nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale, attraverso la ricerca sul campo, il cinema o la letteratura. La giuria internazionale di qualità – quest’anno composta da Lada Laura (Croazia) direttrice del Festival internazionale del Cinema archeologico di Spalato; la production manager Rachel Manoukian (Grecia): Stefania Rimini (Italia): direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Catania e l’archeologa Alice Nozza (Italia) – assegnerà il premio “ArcheoVisiva” (quest’anno per la prima volta del valore di mille euro) all’opera che meglio coniuga rigore scientifico e valore cinematografico.





























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