#IoVadoAlMuseo: per tre domeniche nel Maggio dei Monumenti ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Napoli, con possibilità di acquistare l’abbonamento OpenMann a prezzi promo

Il Salone della Meridiana al Mann dove è allestita una sezione della mostra “Canova e l’Antico” (foto Graziano Tavan)

Prendete nota dei seguenti numeri: 12, 19, 26. No, la cabala non c’entra nulla anche se vengono da Napoli. Sono le tre giornate a ingresso gratuito al museo Archeologico nazionale di Napoli. Per la precisione, come si può controllare su #IoVadoAlMuseo, sono domenica 12, 19 e 26 maggio 2019. Cioè le prossime tre domeniche del mese. Durante le quali sarà in programma anche l’OpenMann Fest con abbonamento annuale a prezzi promo e cadeau OpenMANN ogni mille visitatori. In queste tre domeniche sarà possibile visitare le collezioni permanenti e le esposizioni temporanee in programma: innanzitutto, la mostra “Canova e l’antico”, ma anche “Corto Maltese. Un viaggio straordinario”, che nasce dalla sinergia con COMICON, e “Nel Vulcano. Cai Guo-Qiang e Pompei” (la personale dell’artista cinese sarà in calendario sino al 20 maggio 2019). La prima domenica gratuita, 12 maggio 2019, coincide con la Festa della Mamma. Per l’occasione saranno proposti, sui canali social del MANN, contest fotografici per raccontare momenti di allegria, trascorsi in famiglia ed all’insegna dell’arte.

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini (foto Graziano Tavan)

Il manifesto dell’OpenMann Fest del maggio 2019 al museo Archeologico nazionale di Napoli

“Con grande entusiasmo abbiamo scelto di far coincidere tre domeniche gratuite, nell’ambito della campagna ministeriale #IoVadoAlMuseo, con il Maggio dei Monumenti, quest’anno dedicato al tema Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei Lumi”, interviene il direttore Paolo Giulierini. La grande mostra Canova e l’Antico è legata fortemente a questo straordinario percorso di civiltà: solo uno tra i tanti rimandi è il modellino della statua di George Washington che ci ricorda ancora una volta l’influsso dei nostri pensatori, e della nostra cultura, sui padri fondatori americani. Saranno anche tre domeniche OpenMann Fest, con la possibilità di acquistare la card annuale del MANN al prezzo di lancio, e di ricevere altre sorprese. Vogliamo un museo più aperto che mai”. Soltanto presso le biglietterie del MANN (non attraverso i canali di vendita online) e nelle tre domeniche gratuite di maggio, l’abbonamento OpenMANN avrà il prezzo promozionale di 15 euro nell’opzione adulti, 30 euro nella versione Family (due adulti over 25 anni) e 10 euro nella tipologia prevista per pubblico young (giovani tra i 18 ed i 25 anni): la card permetterà, per 365 giorni dalla data di prima attivazione, accessi illimitati al Museo ed alle esposizioni temporanee in calendario. Sempre per l’OpenMANN Fest, durante le giornate gratuite di maggio, ogni mille visitatori sarà regalato un abbonamento annuale al Museo.

Festa della Mamma al museo Egizio di Torino: le mamme entrano gratis, speciale visita guidata su “La mia famiglia egizia”, aperto lo Spazio ZeroSei

“La mia famiglia egizia” visita guidata d’eccezione al museo Egizio di Torino per la Festa della Mamma

Il logo del museo Egizio di Torino

“Costruisci una casa… Non dire: c’è una casa presso nostro padre e nostra madre come casa nostra”; e ancora “Prendi moglie finché sei giovane, che possa partorire per te finché sei vigoroso”: così si esprimeva più di 30 secoli fa (siamo nel Nuovo Regno dell’Antico Egitto) “L’insegnamento di Any” che ribadiva come nella antica società egizia la famiglia rappresentasse un’istituzione fondamentale: realizzata dall’uomo separata da quella dei genitori, composta da marito, moglie e figli non ancora indipendenti e da eventuali parenti rimasti soli, come una madre rimasta vedova, una parente divorziata, una sorella senza marito. Nelle scene di vita familiare rappresentate nelle tombe non mancano poi mai gli animali domestici , come il gatto di casa che dorme o gioca sotto la sedia della padrona, il cane, di regola sotto o accanto alla sedia dell’uomo, o una scimmia o un’oca domestica. Proprio la famiglia nell’Antico Egitto, in occasione della Festa della Mamma, domenica 12 maggio 2019, sarà occasione di approfondimento al museo Egizio di Torino con una serie di iniziative speciali.

Un bell’esemplare dell’antico gioco del senet conservato al museo Egizio di Torino

Per tutta la giornata del 12 maggio 2019 l’ingresso gratuito sarà offerto a tutte le mamme che si presenteranno in biglietteria accompagnate dai propri figli, per i quali sono previste le tariffe abituali. La promozione non è valida per i gruppi e per i visitatori prenotati. E poi il museo Egizio propone inoltre alle 10:40 una visita guidata d’eccezione dal titolo “La mia famiglia egizia” (8 euro oltre al biglietto di ingresso). L’appuntamento, dedicato alle famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni, sarà focalizzato sulle caratteristiche della vita familiare al tempo dei faraoni. La visita guidata – di circa un’ora – sarà seguita da un laboratorio didattico di uguale durata, durante il quale grandi e piccini realizzeranno il proprio albero genealogico da portare a casa, in scrittura geroglifica, su carta di papiro. Per terminare, le famiglie si lanceranno in una sfida all’antico gioco da tavolo della senet, una sorta di dama con una scacchiera suddivisa in trenta caselle (chiamate prw, “case”) disposte in tre file da dieci, di cui proprio il museo Egizio di Torino conserva uno splendido esemplare. La prenotazione è obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. È possibile acquistare i biglietti anche online cliccando sul link seguente: http://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-mia-famiglia-egizia-123

Lo Spazio ZeroSei al museo Egizio di Torino per i bambini in età prescolare

Per le famiglie con bambini in età prescolare, sarà aperto dalle 9.30 alle 17 lo Spazio ZeroSei. Questa area situata nell’atrio di via Accademia delle Scienze 6 comprende una zona di accoglienza ad accesso libero per i più piccoli – con un fasciatoio, una poltrona per allattare in tranquillità e tanti libri da sfogliare – e un grande salone in cui i bambini tra 3 e 6 anni, sotto la guida di due educatori specializzati, possono sperimentare delle attività su misura legate al tema dell’Antico Egitto mentre i genitori visitano il museo. Potranno, per esempio, scavare nella sabbia alla ricerca di amuleti come piccoli archeologi, o cimentarsi nella scrittura geroglifica su frammenti di papiro. L’allestimento della sala riproduce il paesaggio del Nilo, con una giostra di volatili di legno che volteggiano sospesi al soffitto e una tenda di tela che ha la forma di una piramide. L’obiettivo è consentire agli adulti di scoprire con calma la collezione mentre i figli si divertono in uno spazio progettato per loro, avvicinandoli così alla civiltà egizia e suscitando il loro interesse per la cultura attraverso un’esperienza ludica alla loro portata. I bambini tra 3 e 6 anni possono essere lasciati per una durata massima di due ore e il costo è di 5 euro. Per i bambini disabili, l’accesso al servizio è gratuito. Lo spazio è aperto tutti i fine settimana e nei giorni festivi. Per informazioni e prenotazioni: +39 3409684804 spazioegizio@xkeimpresasociale.it

Al parco e museo Archeologico nazionale di Scolacium (Cz) la Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio con un convegno e visite guidate al museo, al parco e al frantoio

Il teatro romano di Scolacium all’interno del parco archeologico

La locandina della giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio a Scolacium

Visita guidata all’area archeologica del parco archeologico nazionale di Scolacium (Roccelletta di Borgia, Cz), al museo e al frantoio; e un convegno sul tema “Il turismo enogastronomico” con esperti del settore: è l’ambizioso programma della Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio, organizzata dall’associazione nazionale sommelier Calabria sabato 11 maggio 2019, ospitata appunto nel museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium, in cui porteranno i saluti Elisa Nisticò, referente museo e parco Archeologico Nazionale di Scolacium; e Maria Rosaria Romano, presidente italiana sommelier Calabria.

Lo statuario romano del museo Archeologico di Scolacium

La basilica normanna conservata all’interno del parco archeologico di Scolacium

Il museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium, che ricade nel Polo museale della Calabria guidato da Antonella Cucciniello, illustra, con dovizia di informazioni e approfondimenti, i vari aspetti che vedono la città romana di Minervia Scolacium svilupparsi tra I secolo a.C. e VII secolo d.C. Rifondata nel corso del I secolo d.C. sotto l’imperatore Nerva col nome di Colonia Minervia Nervia Augusta Scolacium, essa acquisì un ruolo centrale nel panorama della presenza romana in Calabria. Il nome di questa città si legò nel VI secolo d.C. ad una delle figure più significative della tarda romanità, Cassiodoro, che al termine di un’importante carriera politica sotto il governo del re ostrogoto Teodorico il Grande, diede vita nella sua città natale al Vivarium, il primo esempio in Occidente di un complesso nel quale praticare in forma sistematica copiatura, conservazione e studio di testi classici e della patristica occidentale. Dopo di allora, Scolacium fu progressivamente abbandonata a causa delle continue scorrerie da parte degli Arabi nel corso del VII secolo d.C., che costrinsero gli abitanti alla fuga verso l’interno. Il museo Archeologico nazionale di Scolacium descrive tutto questo, presentando ceramiche, vetri e oggetti d’uso comune, ma anche i ricchi apparati decorativi dei principali monumenti pubblici trovati nel corso di più di trent’anni di scavi.

Forlimpopoli (Forlì-Cesena), al museo Archeologico incontro sul cibo dalla preistoria all’età moderna. Tutto il calendario delle “Conversazioni al Maf”. Ultimi giorni della mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”

Al museo Archeologico di Forlimpopoli (Forlì-Cesena) ciclo di incontri sul cibo dalla preistoria all’età moderna

Tutto quello che avreste voluto sapere sul cibo, dalla Preistoria al XIX secolo: dall’archeologia culinaria alla simbologia della preparazione, rituali e curiosità sull’uso e l’evoluzione del cibo, elemento di condivisione per eccellenza. È l’obiettivo del ciclo di incontri “Conversazioni al MAF”, a cura di Silvia Bartoli e Mirko Traversari, dedicati ai temi del cibo e dell’alimentazione nel mondo antico con l’intento di offrire diversi punti di vista e nuovi spunti di riflessione. Primo appuntamento al museo Archeologico “Tobia Aldini” di Forlimpopoli (Forlì-Cesena) venerdì 10 maggio 2019, alle 20.15, con “Il cibo tra necessità, condivisione e ostentazione dalla Preistoria all’età moderna”, promossa dal MAF Museo Archeologico di Forlimpopoli, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, in concomitanza con gli ultimi giorni della mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”, ospitata nelle sale del MAF fino al 19 maggio 2019.

Locandina della mostra “uniCIBO. Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”

La mostra “uniCIBO, Storia di cibo dal Neolitico al Paleolitico”, a cura di Maria Giovanna Belcastro, Silvia Bartoli e Mirko Traversari, è stata promossa nell’ambito dell’Anno del Cibo italiano, sancito dal MIBAC nel 2018. L’esposizione illustra come si può ricostruire la dieta nelle popolazioni del passato attraverso l’esposizione di pezzi originali e di pannelli esplicativi, soffermandosi sui metodi e sui cambiamenti alimentari con particolare attenzione alle fasi di transizione. Quanto esposto è frutto delle attività di ricerca svolte in questo ambito dal Laboratorio di Bioarcheologia e osteologia forense dell’Università degli Studi di Bologna. “Mangiare è vitale, è conviviale, è buono, è bello”, spiegano i curatori. “Dalla necessità alla sublimazione – la storia dell’uomo e della sua alimentazione attraverso una documentazione insolita: ossa, denti, semi e piante. L’uomo circa 10.000 anni fa attua la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Cambia radicalmente il suo rapporto con l’ambiente, con gli animali, con le piante, con i suoi simili, cambia radicalmente la sua visione del mondo. Tutti noi (o quasi) oggi siamo eredi di quei cambiamenti. Da lì siamo partiti per arrivare oggi alle nuove transizioni tecnologiche. Ci sono cibi antichi e cibi moderni, cibi consueti e cibi insoliti, cibi consentiti e cibi proibiti, cibi sani e cibi dannosi alla salute, cibi semplici e cibi trasformati, ma tutti ricavati da piante, semi, radici, tuberi, terra, piccoli e grandi animali, uomini!….anche uomini. L’antropofagia ha attraversato tutta la storia dell’uomo per fame, per odio, per amore, per caso, per celebrare momenti speciali e importanti…”.

L’archeologa Cinzia Cavallari

Venerdì 10 maggio 2019, al Maf, l’archeologa Cinzia Cavallari e la storica dell’arte Anna Stanzani, entrambe funzionarie della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna, propongono un percorso per immagini commentate sul tema dell’alimentazione e della “liturgia” dei pasti. Nel corso della Preistoria, da un’economia basata sulla caccia e la raccolta dei frutti spontanei si passa, a seguito della scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento, a un cambiamento radicale: di fatto il focolare domestico diventa simbolo di famiglia e di comunità. L’alimentazione accompagna la storia dell’uomo in tutte le sue sfaccettature, tra necessità di sostentamento a strumento di ostentazione di stato sociale. Pasti frugali, banchetti sontuosi in età romana e medievale, mutazioni del gusto, mode, sfruttamento delle risorse naturali, cucine, vasellame da mensa e contenitori per la cottura e la conservazione dei cibi costituiranno un’originale chiave di lettura per comprendere l’evoluzione delle società antiche, medievali e post-medievali. Per l’età moderna, si aprirà una finestra particolare: quali sono i cibi e le suppellettili messi in tavola dai pittori? E quali sono le occasioni principali per rappresentare il cibo e i temi conviviali? Banchetti sacri e profani, cucine e osterie, nature morte e mercati saranno il filo conduttore di un viaggio nella civiltà della tavola.

La locandina del ciclo di incontri “Conversazioni al Maf”

Il ciclo “Conversazioni al Maf” continua fino al 24 maggio 2019. Prossimi incontri: venerdì 17 maggio, alle 20.30, con Massimo Montanari, storico, università di Bologna, presidente Comitato scientifico Casa Artusi, su “Crudo, cotto, cucinato. Pratiche alimentari fra natura e cultura”; venerdì 24 maggio, alle 20.30, con Donata Luiselli, antropologa, università di Bologna – Campus di Ravenna, su “Dieta, clima e infezioni nel passato: che eredità nel presente degli Italiani?”. Tutte le conferenze si tengono nella sala delle Anfore del MAF e sono a ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Info 0543 748071 (venerdì 9-13, sabato e domenica 10-13 e 15.30-18.30); info@maforlimpopoli.it – http://www.maforlimpopoli.it

Verona. Week end con Archeonaute alla scoperta della storia e dei segreti del Teatro Romano di Verona, e dei preziosi reperti del museo Archeologico

Il teatro romano di Verona sovrastato dall’ex convento di San Girolamo, sede del museo Archeologico

L’eccezionale panorama sulla città di Verona che si gode dal rinnovato museo Archeologico al Teatro Romano di Verona (foto Graziano Tavan)

L’area del teatro romano di Verona prima dei lavori del Monga

Il teatro romano, costruito verso la fine del I sec. a.C., è uno dei monumenti antichi più famosi di Verona. Collocato sul clivio del colle di San Pietro è meta di migliaia di turisti, attirati dal fascino delle vestigia antiche, dalla ricchezza del rinnovato museo civico Archeologico al Teatro Romano negli spazi del soprastante ex convento quattrocentesco di San Gerolamo, dai panorami mozzafiato sul cuore di Verona e sull’ansa dell’Adige. Un monumento che non ha bisogno di presentazioni: ma – si chiede l’associazione culturale Archeonaute -siamo proprio sicuri di conoscerne bene la storia? Non basta ricordare le note storiche della soprintendenza, come il fatto che l’area del Teatro romano di Verona venne abbandonata in età antica e successivamente occupata da diverse costruzioni civili e religiose. O che la riscoperta dell’edificio avvenne nel XVIII; e che nel XIX secolo vennero condotte le prime ricerche archeologiche ad opera di Andrea Monga, con la demolizione di alcuni degli edifici precedentemente costruiti sul teatro e lo scavo parziale della cavea. Nel 1904 tutta l’area venne acquistata dal Comune di Verona e, fino al 1914, le rimanenti case soprastanti furono demolite, la cavea venne svuotata e si procedette ad un intervento di parziale ricostruzione delle architetture. Interessanti, ma c’è di più. Di qui la proposta di Archeonaute: dedicare il week end proprio alla riscoperta del Teatro Romano di Verona, con visite guidate sabato 11 e domenica 12 maggio 2019, dalle 15 alle 16.30. Insieme a una guida autorizzata, archeologa dell’associazione Archeonaute, si ripercorrerà la storia del monumento, dalle sue fasi di vita all’abbandono, e infine la sua riscoperta con la nascita del museo Archeologico, del quale si conosceranno i reperti più importanti. Costo: 10 euro a persona più biglietti d’ingresso secondo tariffe vigenti. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria. Informazioni e prenotazioni: email archeonaute@gmail.com; sms 3477696088 – 3472213090.

Roma, ecco le 8 giornate del 2019 con ingresso gratuito al Parco archeologico del Colosseo

Una spettacolare immagine dall’alto del Colosso, icona di Roma

Fate attenzione e prendete nota. Se avete in programma una gita a Roma con la visita del Colosseo e del colle Palatino, controllate se coincide con le giornate a ingresso gratuito. Il Parco archeologico del Colosseo ha pubblicato il calendario delle 8 giornate ad ingresso gratuito nel 2019. La prima è prevista per giovedì 9 maggio 2019, la Giornata della memoria per le vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi. Le altre sono: mercoledì 5 giugno 2019, Giornata mondiale dell’ambiente, stabilita da Nazioni Unite; sabato 29 giugno 2019, festività di S. Pietro e Paolo; lunedì 23 settembre 2019, Dies natalis Augusti; venerdì 4 ottobre 2019, Giornata della pace della fraternità e del dialogo tra appartenenti a culture e religioni diverse; lunedì 4 novembre 2019, Festa dell’Unità nazionale; venerdì 22 novembre 2019, Giornata mondiale della filosofia; mercoledì 18 dicembre 2019, Giornata internazionale dei migranti. La direzione ricorda che nei giorni di gratuità i siti compresi all’interno del Percorso SUPER (Museo Palatino, Criptoportico Neroniano, Casa di Augusto, Casa di Livia, Loggia Mattei, Domus Transitoria, Santa Maria Antiqua con Oratorio dei Quaranta Martiri e Rampa Domizianea, Tempio di Romolo), la mostra “Roma Universalis” e l’esposizione permanente “Il Colosseo si racconta” rimarranno chiusi al pubblico.

Gianni Morelli con “Galla Placidia” apre al museo Tamo di Ravenna gli appuntamenti con I MalfAttori: quattro incontri nei quattro mercoledì di maggio

La locandina del ciclo di incontri de I Malfattori al museo Tamo di Ravenna

Gli Amici di RavennAntica tornano in scena. Reduci dal grande successo dell’edizione autunnale, a partire da mercoledì 8 maggio 2019, e per i successivi tre mercoledì, al museo TAMO di Ravenna, negli ormai tradizionali incontri delle 18, torna il ciclo di incontri de I MalfAttori, con nuovi argomenti e nuove storie. Apre il ciclo appunto mercoledì 8 maggio 2019, alle 18, Gianni Morelli con una conversazione dal titolo “Galla Placidia. Una donna da amare”. “Provo un sentimento di ammirazione per quella donna lontana nel tempo, le cui vicende hanno influito non poco sul passaggio d’epoca confuso e crudele dalla storia antica al medioevo” dichiara il professor Morelli. “I mosaici del suo mausoleo mancano ancora di un percorso unitario di lettura. Scopo del mio lavoro è appunto quello di offrirne uno”. Si prosegue mercoledì 15 maggio 2019 con “… era di maggio”, incontro dedicato da Silvia Carrozzino e Fulvia Missiroli alle tante suggestioni poetiche e letterarie ispirate dal mese dell’abbondanza e del risveglio. Il 22 maggio 2019 Anna Firrincieli propone una riflessione sul tema “Frontiere, muri confini… Solo ciò che è umano può essere davvero straniero. Il resto è bosco misto, lavorio di talpa e vento”. Dalla caduta del muro di Berlino, all’attuale dibattito sulle frontiere, il concetto di confine permea la storia dell’umanità, evocando di volta in volta l’idea di difesa o di limite, e stimolando le riflessioni di poeti, scrittori e storici di ogni tempo. La rassegna si conclude mercoledì 29 maggio 2019 con una conversazione a cura di Carlo Pilotti, presidente degli Amici di RavennAntica, dal titolo “In nome di Dio e del guadagno. Storie e curiosità di mutue e comunità”. Dalle prime società mutualistiche alle moderne compagnie assicuratrici, il tema della gestione di risparmi e assicurazioni, spesso ritenuto arido, porta invece con sé risvolti molto umani e ci racconta molto dello spirito di un’epoca. Tutti gli incontri de I MalfAttori si svolgeranno alle 18 al museo TAMO, in via Rondinelli 2 a Ravenna. Ingresso libero. Per informazioni: Associazione Amici di RavennAntica, 0544-473678 int. 2 o infoamici@ravennantica.org

“La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”: due giorni di convegno internazionale all’università Federico II di Napoli sulle politiche organizzative e gestionali dei beni culturali. Il caso Ercolano col direttore del Parco, Sirano

L’università di Napoli “Federico II” sede del convegno internaziomale

“La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto” è il tema quanto mai attualissimo incentrato sulla conservazione del patrimonio culturale del convegno internazionale organizzato mercoledì 8 maggio e giovedì 9 maggio 2019 dall’Associazione Internazionale di Studi Tardoantichi, in collaborazione con l’università di Napoli Federico II; il dottorato in Diritti umani. Teoria, storia e prassi; il dipartimento di Studi umanistici e il Centro interdipartimentale di ricerca del Tardoantico al Moderno dell’università Federico II: due giorni di insigni interventi sulle politiche organizzative e gestionali dei beni culturali, excursus sulla storia della conservazione che abbraccia quindi il passato con il presente, interventi sulla lingua come patrimonio immateriale.

Il prof. Lucio De Giovanni del dipartimento di Giurisprudenza dell’università di Napoli “Federico II”

Nel mondo contemporaneo il tema della salvaguardia dell’ambiente naturale e del patrimonio artistico e architettonico è considerato di particolare importanza per il suo significato anche perché strettamente connesso con molti problemi attuali. Oggetto di un progetto interdipartimentale che ha visto coniugate le forze del dipartimento di Giurisprudenza della “Federico II”, con responsabile scientifico Lucio De Giovanni, e quelle del dipartimento di Studi umanistici, con responsabile scientifico Marisa Squillante, è stata “La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”. L’indagine ha preso l’avvio dall’individuazione delle radici storiche del problema partendo dall’assunto che il passato, anche se non offre soluzioni dirette e non è in modo acritico applicabile alla nostra realtà, tuttavia è in grado di illustrare gli elementi che collegano le dinamiche presenti con quelle passate, per affrontare più consapevolmente il futuro. Focus dell’indagine è stata la complessa relazione tra potere politico e il patrimonio artistico e architettonico appartenenti alla città di Roma, quale sia stata l’attenzione del legislatore alla cura Urbis e i riflessi di questa nei testi letterari. Il periodo oggetto di analisi è stato quello che va dalla fine della Repubblica fino alla tarda antichità, in particolare alla costituzione dell’imperatore Giulio Valerio Maggioriano (457-461).

La locandina del convegno internazionale “La tutela del patrimonio artistico tra passato e presente. Storia Letteratura Diritto”

Appuntamento mercoledì 8 maggio 2019 in aula Pessina, alle 9.30. Dopo i saluti istituzionali di Gaetano Manfredi, rettore dell’università di Napoli Federico II; Sandro Staiano, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza; Edoardo Massimilla, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici e l’introduzione dei due responsabili scientifici Lucio De Giovanni e Marisa Squillante, interverranno – nei due giorni -Pierangelo Buongiorno, Bruno Bureau, Francesco Paolo Casavola, Aurelio Cernigliaro, Nicola De Blasi, Paolo De Paolis, Arturo De Vivo, Lorenzo Franchini, Luigi Garofalo, Bardo Gauly, Paolo Giulierini, Rita Lizzi Testa, Alberto Lucarelli, Lauretta Maganzani, Arnaldo Marcone, Christian Nicolas, Francesca Reduzzi Merola, Daniela Savy, Francesco Sirano, Laura Solidoro, Letizia Vacca, Cristina Vano, Etienne Wolff.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano

Nell’ultima sessione di lavori, quella di giovedì 9 maggio, alle 12, presieduta da Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, incentrata sulle sfide attuali in campo sul tema della valorizzazione, aprirà gli interventi Francesco Sirano, direttore del Parco archeologico di Ercolano, su “Tutela e conservazione in un centro urbano dell’area vesuviana: il caso del Parco Archeologico di Ercolano tra storia e innovazione”. “Raccontare la testimonianza del Parco Archeologico di Ercolano in occasioni tanto prestigiose”, anticipa Sirano, “rappresenta per me una importante occasione per condividere con la comunità scientifica il senso della sfida rappresentata dal parco di Ercolano anche in materia di tutela dei beni culturali e paesaggistici. Il nuovo Parco ha infatti anche il ruolo di una Soprintendenza. Il tema è: come interpretare questa funzione nel 2019? La sfida, per il Parco, è entusiasmante: dialogare con il territorio circostante per favorire lo sviluppo sostenibile della città moderna promuovendone i valori culturali in coerenza con i principi UNESCO e secondo le leggi di tutela, ma senza impedire o bloccare le opere o le attività necessarie alla sua vita quotidiana. Una scommessa che possiamo vincere perché il Parco gestisce un bene eccezionale che rappresenta il futuro per questi luoghi e perché grazie al Parco ogni soluzione è vicina al problema. Da quando sono alla direzione del Parco di Ercolano – conclude – è un piacere vedere come poco a poco vengo considerato come una risorsa e un punto di riferimento. Partecipare a tali incontri è occasione di manifestazione di intenti, scambio di opinioni e strategie e diffusione di passione per il nostro patrimonio culturale”.

Pompei, 8 maggio: festa della Madonna del Rosario, patrona della città. Al Santuario si celebra la Supplica, e agli scavi archeologici ingresso gratuito. Rischio affollamento e chiusura temporanea degli ingressi

Il santuario della Madonna del Rosario di Pompei (foto Graziano Tavan)

8 maggio, festa della Madonna del Rosario, patrona della città di Pompei, che è pronta a vivere la Supplica alla Madonna del Rosario, in programma mercoledì 8 maggio 2019 (la messa, alle 10.30, e la supplica, alle 12), presieduta dall’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato. Come ad ogni appuntamento con la recita della preghiera composta dal beato Bartolo Longo nel 1883, sono tantissimi i fedeli attesi da ogni parte d’Italia e del mondo. In particolare saranno numerosi i pellegrini che giungeranno dalla Polonia e dall’Argentina. Molti, poi, i fedeli che affronteranno il cammino a piedi per partecipare alla Supplica.

Mercoledì 8 maggio 2019 a ingresso gratuito: si teme l’assalto alle entrate degli Scavi di Pompei

Ma l’8 maggio 2019 è anche il giorno di ingresso gratuito agli scavi di Pompei. Per questo la Direzione del Parco archeologico di Pompei informa che, in occasione della giornata gratuita prevista per il giorno 8 maggio – in coincidenza con la celebrazione della Santa Patrona della città – al fine di evitare un eccessivo sovraffollamento degli scavi di Pompei, si riserverà di chiudere l’accesso al sito, al raggiungimento dei 15mila ingressi entro le 12, e di riaprire dopo circa due ore, per consentire un adeguato deflusso dei visitatori presenti all’interno dell’area archeologica. La Direzione invita a usufruire degli accessi di Piazza Esedra e Porta Marina e ad evitare l’ingresso da Piazza Anfiteatro che potrebbe essere particolarmente congestionato per la contestuale presenza dei pellegrini al Santuario, in occasione della giornata di supplica. Si sconsiglia, inoltre, l’utilizzo dell’auto per raggiungere il Parco archeologico e si invita a utilizzare i mezzi pubblici, in particolare la circumvesuviana Linea Napoli – Sorrento, con fermata a Pompei Villa dei Misteri.

“Roma e Cartagine: due civiltà a confronto”: al Muciv-Pigorini di Roma-Eur presentazione del libro che descrive due mondi mediterranei distanti e tuttavia vicini. Ricordo di Sebastiano Tusa, uno degli autori

L’immagine sulla copertina del libro “Roma e Cartagine: due civiltà a confronto”

Filippo Maria Gambari, direttore del museo delle Civiltà, che accorpa il museo Pigorini, il museo Tucci, il museo dell’Alto Medioevo e il museo delle Arti e tradizioni popolari

Roma e Cartagine: due mondi mediterranei distanti e tuttavia vicini. Due realtà che emergono dal fondo della storia perché destinate entrambe a diventare grandi potenze del Mediterraneo. Su questa linea muove il libro “Roma e Cartagine: due civiltà a confronto” (Edizioni di storia e studi sociali) con testi di Maurizio Massimo Bianco, Pino Blasone, Alfredo Casemento, Massimo Cultraro, Rossana De Simone, Massimo Frasca, Francesca Oliveri, Carlo Ruta, Francesco Tiboni, Sebastiano Tusa, libro che verrà presentato al Muciv di Roma-Eur martedì 7 maggio 2019, alle 17:30, nella sala conferenze del museo nazionale Preistorico etnografico “Luigi Pigorini”. Presenta l’opera Filippo Maria Gambari, direttore del Museo delle Civiltà. Intervengono: Pino Blasone, scrittore e studioso del mondo orientale; Massimo Cultraro, primo ricercatore IBAM CNR e docente universitario; Massimo Frasca, docente di Archeologia classica, università di Catania; Maria Costanza Lentini, archeologa, già direttore Polo siti culturali Catania; Francesca Oliveri, archeologa, soprintendenza del Mare, Sicilia; Carlo Ruta, saggista e storico del mondo mediterraneo. Coordina: Elisabetta Mangani, archeologa, già funzionaria del museo “L. Pigorini”. Mario Mineo, archeologo del museo “L. Pigorini”, ricorderà la figura di Sebastiano Tusa, già funzionario del museo.

Area della battaglia delle isole Egadi tra romani e cartaginesi

L’archeologo Sebastiano Tusa

Presentazione del libro. Nella prima fase Roma e Cartagine trattano, si accordano sui commerci, cercano di stabilire una convivenza con reciprochi vantaggi. Questo fino al quarto secolo, quando Roma ancora non si sente pronta per sostenere uno scontro con la potenza “frontaliera”. Poi si dipana una lunga vicenda di conflitti che alla fine vede Roma vincitrice e Cartagine umiliata fino alla estrema distruzione. Essa risorgerà dalle proprie rovine a partire dal periodo di Augusto, che apre a Roma l’età del principato. Essa conserva ancora tradizioni fenicio-puniche, ma diventa una Cartagine romana, Sarà quindi un’altra storia. Due civiltà allora che s’incontrano e si scontrano, che non mancano comunque di similitudini, a partire dal sacro e dalle arti, che vedono ambedue fare i conti con la grecità. Entrambe si lasciano contaminare da miti e stili artistici ellenici, senza comunque rinunciare a tradizioni proprie. Entrambe coltivano un ethos patriottico, fatto di eroismi civili e militari, di impulsi predatori e ragione. E danno una propria impronta alla storia antica. Cartagine proietta i propri commerci oltre i confini delle Colonne d’Ercole. Tenta il periplo dell’Africa e punta, dall’Atlantico, verso le coste della Bretagna. Roma conquista i popoli italici ma non li umilia, tesse la propria tela del diritto, cerca di fare un uso razionale della forza che si esprime anzitutto attraverso le sue legioni. Alla fine conquista l’intero Mediterraneo.