Vetulonia. Al museo Archeologico presentazione della guida “Toscana Etrusca” di Clara Svanera e visita guidata alla mostra “A tempo di danza”
Il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia) ospita venerdì 21 ottobre 2022, alle 18, la presentazione della guida “Toscana Etrusca. Un viaggio contemporaneo in una terra millenaria” a cura di Clara Svanera. Prefazione di Eugenio Giani. Realizzata per conto di Toscana Promozione Turistica la guida propone un viaggio moderno attraverso la Dodecapoli, sulle tracce di una civiltà che ancora continua a rivelarsi attraverso luoghi dal fascino unico e incantato. Chiusi, Cortona, Populonia, Roselle, Volterra, Fiesole, Arezzo e Vetulonia sono visibili e attuali testimonianze del tempo che fu e delle antiche origini di un popolo, quello etrusco, magistralmente raccontato negli itinerari della guida. Evento gratuito. Prenotazione gradita: 0564927241 oppure 0564948058, museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it.

“Venere Italica”, gesso di Antonio Canova in mostra al museo Archeologico di Vetulonia (foto graziano tavan)
Per l’occasione, un’ora prima, alle 17, visita guidata alla mostra “A TEMPO DI DANZA. In Armonia Grazie Bellezza. Dalle meraviglie del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alle opere di Canova figlie del cuore”. A pochi giorni dal 200esimo anniversario della morte del maestro del Neoclassicismo italiano Antonio Canova, avvenuta a Venezia il 13 ottobre 1822, è l’occasione per ammirare le opere di Antonio Canova, presenti nella nostra mostra temporanea: gli originali canoviani in gesso della “Danzatrice con le mani sui fianchi” e della “Venere italica”.

La copertina del libro “Toscana Etrusca. Un viaggio contemporaneo in una terra millenaria” a cura di Clara Svanera
Toscana Etrusca. La guida ci accompagna alla scoperta degli Etruschi, popolo antico e misterioso, attraverso siti archeologici, musei e antiche lucumonie, le città-stato della dodecapoli. Il percorso si dipana tra queste ultime e le città politicamente e culturalmente preminenti, che ricadono nell’attuale territorio toscano: Arezzo, Chiusi, Cortona, Populonia, Roselle, Vetulonia, Volterra e Fiesole. Gli Etruschi diventano così accompagnatori d’eccezione in un viaggio contemporaneo in quella che è stata la loro Terra, punteggiata di preziose testimonianze anche di epoche successive: pievi, piazze, cattedrali, fortezze e rocche, che spaziano dallo stile gotico al romanico fino al rinascimentale seguendo itinerari suggestivi che attraversano colline verde smeraldo, degradano verso il mare turchese, toccano fonti termali, esplorano le enigmatiche Vie Cave, ci portano a passeggiare lungo le coste o ci conducono tra uliveti e vigneti.
Canino (Vt). Al museo della Ricerca archeologica conferenza del direttore degli scavi Marco Pacciarelli (università Federico II di Napoli) su “SCAVI 2020-2022 nella necropoli di Ponte Rotto. Nuove conoscenze sulle origini e la società di Vulci”: riconosciuta per la prima volta un’organizzazione topografica per gruppi familiari
In occasione della conclusione della campagna di scavo 2022 presso la Necropoli di Ponte Rotto a Vulci, il prof. Marco Pacciarelli presenta al pubblico i risultati. Appuntamento venerdì 21 ottobre 2022, alle 17.30, al museo della Ricerca archeologica di Canino (Vt), nel Complesso del San Francesco, con la conferenza “SCAVI 2020-2022 nella necropoli di Ponte Rotto. Nuove conoscenze sulle origini e la società di Vulci”. Con il relatore prof. Marco Pacciarelli dell’università “Federico II” di Napoli interverranno Simona Carosi della soprintendenza dell’Etruria meridionale e Carlo Casi direttore del Parco di Vulci. Ingresso libero.

Veduta da drone della necropoli di Ponte Rotto a Vulci (foto sabap-etru-mer)
Il programma di scavo archeologico condotto tra 2020 e 2022 dal dipartimento di Studi umanistici dell’università di Napoli Federico II (direttore del Dipartimento: Andrea Mazzucchi; direttore dello scavo: Marco Pacciarelli), in collaborazione con la competente Soprintendenza (SABAP per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale) e con la Fondazione Vulci (nelle persone rispettivamente di Simona Carosi e Carlo Casi) è ricco di novità. Le oltre cento tombe indagate a Ponte Rotto dal 2020 offrono infatti una grande quantità di nuove conoscenze, sia quantitative che relativamente ai rituali funerari. Lo scavo ha permesso di esplorare scientificamente un ampio settore della necropoli di Ponte Rotto, celebre per eccezionali sepolture come la tomba François e il tumulo della Cuccumella. Per la prima volta è stato possibile riconoscere un’organizzazione topografica per gruppi familiari, che si formano nella fase primigenia detta villanoviana (IX e VIII secolo) e continuano a svilupparsi nella fase orientalizzante (fine VIII e VII secolo a.C.). Questi gruppi utilizzano con sorprendente continuità gli stessi appezzamenti per due-tre secoli, dunque per non meno di dieci generazioni. Nella fase villanoviana i resti ossei cremati dei defunti, prelevati dalla pira, erano deposti entro urne cinerarie coperte da una scodella e sepolte verticalmente in pozzetti cilindrici. Si è scoperto che per alcuni bambini le urne, piuttosto piccole, erano invece sistemate in posizione orizzontale.

Lo scavo di una sepoltura a inumazione nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci (foto sabap-etru-mer)
La comunità sepolta a Ponte Rotto mantiene un tenace attaccamento al rito della cremazione ancora fino alla fase orientalizzante, quando appaiono nuovi tipi tombali tra cui quello a cassetta di lastre litiche. Lo scavo ha permesso però di scoprire anche un significativo numero di sepolture a inumazione entro fossa, relative a individui che non seguono il rito tradizionale della cremazione e che perlopiù non sono accompagnati da manufatti di particolare pregio. Lo studio dei resti scheletrici, molto ben conservati, offrirà prospettive di conoscenza del tutto nuove. La studiosa Carmen Esposito, che si è laureata alla “Federico II” e ha conseguito il dottorato all’università di Belfast, condurrà analisi volte a ricavare il DNA antico, che permetterà di accertare il sesso e i rapporti di parentela, e anche di indagare il profilo genetico di questa comunità. Da altre analisi (anche sui resti cremati) si otterranno gli isotopi dello stronzio, considerati affidabili indicatori dell’area di nascita e dunque anche della mobilità degli individui. Da tutto ciò si potranno finalmente ricavare solidi elementi scientifici sulle origini e sulla composizione della prima società etrusca.
Pompei. All’anfiteatro degli Scavi, concerto di Max Gazzè, tributo alla band inglese, nel 50mo del film-concerto “Pink Floyd: Live at Pompeii”: gli spettatori in presenza e in streaming (visione gratuita sulla piattaforma ITsART) vivranno un’esperienza immersiva unica grazie a soluzioni digitali innovative basate sulla tecnologia 5G a onde millimetriche

Un frame del video “Pink Floyd. Live at Pompeii” girato nell’anfiteatro nel 1971

Il cantante Max Gazzè agli Scavi di Pompei (foto parco archeologico di pompei)
Cinquant’anni. Tanti ne sono passati da quel memorabile concerto a porte chiuse nell’anfiteatro di Pompei che vide esibirsi nel 1971 la storica band inglese per il film-concerto ‘Pink Floyd: Live at Pompeii’ diretto da Adrian Maben. Un evento irripetibile, certo. Ma in qualche modo evocabile. È quanto si propone Max Gazzè col concerto-evento immersivo tributo ai Pink Floyd. Venerdì 21 ottobre 2022, alle 20.30, l’Anfiteatro degli scavi di Pompei sarà infatti lo scenario di un concerto-evento capace di far vivere agli spettatori un’esperienza immersiva unica, generando suggestive interazioni tra la performance musicale, la scenografia e l’atmosfera magica del luogo grazie alle più avanzate tecnologie digitali. Protagonisti di questo spettacolo coinvolgente saranno Max Gazzè, che con un gruppo di eccezionali musicisti e voci si esibirà in un tributo ai Pink Floyd per rendere omaggio al film-concerto girato a Pompei nel 1971, e TIM che in collaborazione con Qualcomm metterà a disposizione del pubblico avanzate tecniche di Extended Reality e soluzioni digitali innovative basate sulla tecnologia 5G a onde millimetriche (mmWave). Il risultato di questo mix tra musica, luci e immagini speciali, sarà un concerto-evento che nell’atmosfera magica dell’Anfiteatro proietterà il passato nel futuro grazie alle più moderne tecnologie, realizzando un connubio tra reale e virtuale e arricchendo in questo modo lo spettacolo di forme e contenuti inediti. L’evento sarà fruibile sia in presenza, con prenotazione obbligatoria su piattaforma http://www.ticketone.it, sia in live streaming gratuito su ITsART, la piattaforma streaming dedicata all’arte e alla cultura italiana promossa dal ministero della Cultura, disponibile su Smart TV, PC, Smartphone e Tablet.
L’evento, di cui Magister Art ha curato la produzione artistica ed esecutiva, OTR Live quella artistica del concerto e GSNet la direzione tecnica dell’esperienza live, e del quale il Gruppo TIM è sponsor unico e partner tecnologico, si inserisce all’interno di ‘Pompeii Echoes’. Un format prodotto da Magister Art con la curatela di Ernesto Assante e nato per celebrare i 50 anni del film-concerto ‘Pink Floyd: Live at Pompeii’ diretto da Adrian Maben. Con questa iniziativa il parco archeologico di Pompei e il Gruppo TIM – in virtù di un accordo di partenariato pubblico privato – intendono proporre forme innovative di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso nuovi modelli di fruizione basati su applicazioni immersive in grado di offrire agli spettatori esperienze culturali e di intrattenimento dal vivo maggiormente coinvolgenti, con servizi di realtà aumentata e virtuale che sfruttano le potenzialità del 5G mmWave.
Il concerto-evento sarà la ricostruzione di un viaggio onirico sulle note dei 14 brani reinterpretati dai musicisti; al contempo 14 spazi virtuali in realtà aumentata, basati su simboli e architetture tra le più iconiche di Pompei, diventeranno parte attiva della scenografia e faranno da cornice al palco, restituendo una dimensione inedita del contesto storico e culturale dell’Anfiteatro. Grazie alla tecnologia TIM, gli spettatori presenti potranno ascoltare i brani musicali arricchiti di contenuti digitali 3D in realtà aumentata semplicemente inquadrando il palco con il proprio smartphone, fruendo di un’esperienza non godibile ad occhio nudo. Inoltre, da un’area dedicata e attraverso la tecnologia 5G mmWave, si potrà godere lo spettacolo con performance e qualità ancora migliori. Il 5G a onde millimetriche, infatti, grazie alla bassa latenza e ad un’elevata capacità di banda, consente di realizzare esperienze immersive uniche anche durante eventi con alta concentrazione di partecipanti. Anche coloro che guarderanno il concerto da casa in live streaming dalla piattaforma ITsART assisteranno ad uno spettacolo speciale: durante la visione, infatti, una telecamera dotata di specifici sensori per la realtà aumentata permetterà di creare una correlazione tra contenuti digitali ed elementi reali.
“Pompei chiude con quest’evento la serie di iniziative che sono state dedicate per tutto l’anno alla celebrazione dei 50 anni del concerto a porte chiuse dei Pink Floyd all’Anfiteatro”, spiega il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel. “È stata un’occasione per ricordare che i luoghi di Pompei vivono in ogni tempo, attraverso il contemporaneo e varie forme d’arte, tra cui la musica. Ma soprattutto ci sta permettendo di sperimentare modalità differenti di fruizione, tecnologiche e immersive allo scopo di amplificare l’esperienza culturale e raggiungere un pubblico variegato”.
“Questo evento rappresenta un altro grande traguardo per TIM e ci consente di rafforzare la nostra leadership nelle soluzioni di nuova generazione per le Smart City, facendo vivere ai cittadini esperienze immersive in occasione di eventi culturali e di intrattenimento dal vivo”, interviene Claudio Pellegrini, responsabile Sales Local Government, Health & Education di TIM. “Siamo i primi sul mercato nazionale ed europeo a ideare e realizzare un concerto aperto al pubblico in cui il 5G ad onde millimetriche è l’abilitatore per esperienze uniche ed immersive. La forza delle connessioni di TIM trasformerà l’anfiteatro del parco archeologico di Pompei in un luogo unico dove la forma, le immagini evocative e i colori si integreranno con la musica per far vivere agli spettatori un’esperienza indimenticabile. Il nostro impegno è mettere a servizio le competenze di Gruppo per la valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale e artistico italiano attraverso tecnologie digitali. Vogliamo sempre di più consolidare la nostra presenza nel settore e diventare l’operatore di riferimento per accompagnare le organizzazioni pubbliche e private in questa direzione”. E Fabio Iaione, senior director, business development, Qualcomm Europe Inc., afferma: “Il concerto di Pompei Echoes sarà una straordinaria vetrina per dimostrare le capacità del 5G mmWave e i partecipanti potranno vivere un evento come mai prima d’ora che aggiungerà una nuova dimensione all’esperienza di andare al concerto. È un progetto entusiasmante e siamo orgogliosi di farne parte, non vediamo l’ora di vedere i risultati”.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli” di Hans Christian Andersen, a cura di Bruno Berni
Per il ciclo “Lo scaffale del Mann”, appuntamento giovedì 20 ottobre 2022, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli, per la presentazione del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli” di Hans Christian Andersen. Il volume, a cura di Bruno Berni, primo ricercatore all’istituto italiano di Studi germanici a Roma, sarà introdotto dal direttore del Mann Paolo Giulierini e da Giulia Longo borsista all’accademia di Danimarca a Roma.

La copertina del libro “Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli”
Un mondo diverso. Diari di viaggio da Napoli. Hans Christian Andersen (1805-1875) fu uno dei più grandi viaggiatori della sua epoca. Contrariamente all’uso tradizionale dell’unico Grand Tour nel corso della vita, lo scrittore danese affrontò circa trenta viaggi in Europa e fu più volte in Italia. A Napoli soggiornò nel 1834, poi di nuovo nel 1841 – quando poi si imbarcò per un lungo viaggio in Grecia e Turchia – e infine nel 1846, quando rimase in città per quasi due mesi. Dei suoi lunghi soggiorni rimangono queste pagine di diario che descrivono le sue giornate in una città paragonata a «un paradiso», dove le sue visite a musei e teatri, le escursioni a Pompei, Sorrento, Capri, le ascensioni al Vesuvio e una frenetica vita sociale lo portano però a concludere che «Napoli è più pericolosa di Parigi, perché lì fa freddo, ma qui il sangue brucia». Il volume è accompagnato da circa cinquanta riproduzioni dei disegni che lo scrittore elaborò durante il suo primo soggiorno in città nel 1834.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale al via gli incontri autunnali. Primo incontro sui Bronzi di Riace a cura dell’associazione “Gli amici del Museo”
Giovedì 20 ottobre 2022 al via la programmazione autunnale del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Dopo il successo della programmazione estiva per le “Notti d’estate al MArRC”, in occasione delle celebrazioni per i 50 anni dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, parte un nuovo e suggestivo ciclo di incontro e conferenze, in veste autunnale. “Ancora un’opportunità per promuovere la cultura sul territorio”, afferma il direttore del museo, Carmelo Malacrino, “con eventi dedicati alla storia, alla letteratura e alle arti, all’astronomia. Senza trascurare gli incontro con l’autore che tanto hanno conquistato il pubblico, nei mesi estivi, sulla Terrazza del MArRC. Il nostro è un museo dinamico che persegue l’obiettivo dell’inclusione, coinvolgendo un largo pubblico: dagli esperti agli appassionati, sino ai più piccoli, verso i quali abbiamo da sempre una grande attenzione, con l’obiettivo di aprirci sempre di più alla vita della città. Siamo soddisfatti di questa ripresa, finalmente al chiuso, resa possibile dall’allentamento delle misure di prevenzione della pandemia che ci ha costretti a due anni di stop”.

I Bronzi di Riace esposti nel museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)
Giovedì 20 ottobre 2022, alle 17.30, in sala conferenze del MArRC, il primo appuntamento sarà a cura dell’associazione Amici del Museo di Reggio Calabria, dal titolo “La storia ragionevole dei Bronzi di Riace”. Dopo i saluti del direttore Malacrino, intervengono Francesco Arillotta, presidente dell’associazione Amici del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, e il vicepresidente Fulvio Rizzo. “La conferenza vuole essere un momento di studio di una tra le più importanti scoperte archeologiche del XX secolo e si inserisce a pieno titolo nel contesto del 50º dal ritrovamento dei Bronzi di Riace”, dichiara Arillotta. “Nel corso dell’evento condotto assieme al vicepresidente dell’associazione, Fulvio Rizzo, ci sarà modo di promuovere, naturalmente, anche tutto il patrimonio archeologico conservato al Museo”. L’ingresso all’evento è gratuito, con accesso massimo consentito a 56 posti, per disposizioni di sicurezza.
Milano. Al via l’VIII edizione delle Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente promosse da Fondazione Terra Santa e Commissariato di Terra Santa del Nord Italia. Tre giorni di lavori in presenza e on line
Dal 20 al 22 ottobre 2022, a Milano, all’auditorium del museo dei Cappuccini in via Antonio Kramer 5 e in streaming, appuntamento con le Giornate di Archeologia Arte e Storia del Vicino e Medio Oriente, giunte all’VIII edizione, promosse da Fondazione Terra Santa e Commissariato di Terra Santa del Nord Italia. L’iscrizione per la partecipazione in presenza è gratuita previa iscrizione che dovrà essere effettuata registrandosi sulla piattaforma Eventbrite o via email all’indirizzo iscrizioni@fondazioneterrasanta.it indicando il proprio nominativo, quello di eventuali accompagnatori e le sessioni alle quali si desidera partecipare. Iscrizioni diretta streaming: l’iscrizione per la partecipazione alla diretta streaming prevede un piccolo contributo che andrà a sostenere i costi del servizio, da devolvere esclusivamente tramite carta di credito all’atto della registrazione su piattaforma Eventbrite. Offerta consigliata per singola sessione: 5 euro. Offerta consigliata per la partecipazione a tutte le sessioni: 15 euro. Per iscriversi a tutte le sessioni streaming del programma cliccare qui.
Giovedì 20 ottobre 2022, dalle 15 alle 17.30: “Cinema. Sguardi di Celluloide sulla Terra Santa”. Relazione introduttiva di Elena Mosconi, professoressa di Storia del Cinema all’università di Pavia. Selezione di filmati tratti da una quarantina di documentari storici realizzati tra gli anni Quaranta e Ottanta dalla Custodia di Terra Santa, restaurati e digitalizzati a cura del museo del Cinema di Milano. Iscriviti qui
Venerdì 21 ottobre 2022, dalle 9 alle 13: “Crisi ambientali e guerre dell’acqua in Medio Oriente”. Intervengono: Cristina Cattaneo, responsabile di ricerca sulle migrazioni all’European Institute on Economics and the Environment (Eiee), su “Cambiamenti climatici e migrazioni nel Mediterraneo, un quadro”; Mauro Primavera, ricercatore dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano / Fondazione Oasis, su “La dimensione ambientale della guerra in Siria”; Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, Fondazione Pime, su “Crisi climatica, conflitti e migrazioni nel Sahel”; Manuela Borraccino, giornalista, esperta di Medio Oriente, su “Prospettive di genere sul contrasto alla crisi climatica in Medio Oriente”; Giuseppe Caffulli, giornalista, direttore della rivista Terrasanta, su “Il caso Mar Morto”. Sessione accreditata per la formazione permanente dell’Ordine dei Giornalisti. Per chi svolge la professione iscriversi dal portale formazionegiornalisti.it. Iscriviti qui.
Venerdì 21 ottobre 2022, dalle 14.30 alle 17: “Anniversari 2023-2025 – Verso gli 800 anni di Francesco d’Assisi”. Intervengono: fra Giuseppe Buffon, professore di Storia della Chiesa alla Pontificia Università Antonianum di Roma, su “1223-2023 | Carisma e Istituzione, otto secoli della Regola bollata”; Antonio Musarra, professore di Storia Medievale alla Sapienza Università di Roma, su “1223-2023 l Presepe di Greccio: una translatio francescana dei Luoghi Santi?”; Rosa Giorgi, storica dell’arte, direttrice del museo dei Cappuccini di Milano, su “1224-2024 | Le Stimmate di Francesco, un percorso iconografico”; fra Stefano Luca, professore di Islamistica allo Studio Teologico Laurentianum di Venezia, esperto del dialogo cattolico-islamico, su “1225-2025 | l Cantico delle creature, una lettura missiologica”. Iscriviti qui.
Sabato 22 ottobre 2022, dalle 10 alle 13: “Archeologia: dal Nilo alla Via della Seta”. Intervengono: Alberto Elli, orientalista, docente di Lingue dell’Antico Egitto, su “I geroglifici, Champollion e la Stele di Rosetta a 200 anni dalla decifrazione”; Maria Giovanna Biga, già docente di Storia del Vicino Oriente antico alla Sapienza Università di Roma, su “Il velo nelle religioni e culture dell’antico Medio Oriente”; Massimo Vidale, archeologo, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova, su “Hatra, rinascita di una città in Iraq”; Sergio Ferdinandi, vice-presidente ISMEO – Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente di Roma, su “Armenia medievale: sistemi di difesa e di incastellamento della Via della Seta”; fra Amedeo Ricco, archeologo, Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, su “I resti architettonici della Rotonda del Santo Sepolcro a Gerusalemme: riscoperta e valorizzazione”. Iscriviti qui.
Viterbo. Visita guidata al museo nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo ed escursione al vicino sito archeologico di Acquarossa con l’archeologo Alessandro Lamperti: occasione per visitare i luoghi e vedere le dimore in cui sono vissuti gli Etruschi
Visita guidata domenica 23 ottobre 2022, alle 10.30, al museo nazionale Etrusco Rocca Albornoz di Viterbo ed escursione al vicino sito archeologico di Acquarossa. L’iniziativa rientra nel programma “Storia e archeologia”, programma di conferenze e visite guidate a cura dell’archeologo Alessandro Lamperti, promosse dall’università popolare del lago di Bracciano. Domenica 23 ottobre 2022 sarà una grande occasione per visitare i luoghi e vedere le dimore in cui sono vissuti gli Etruschi. La visita sarà interamente guidata dall’archeologo Alessandro Lamperti. Contributo partecipazione 18 euro, ridotto 9 euro per bambini tra 6 e 12 anni. Prenotazioni entro il 20 ottobre 2022. Trasferimenti non compresi. Previsto pranzo al sacco. Informazioni e prenotazioni: 3318159933.

La monumentale fortezza Albornoz che ospita il museo nazionale Etrusco di Viterbo (foto mic)
Ospitato nella monumentale Rocca Albornoz, il museo nazionale Etrusco propone un panorama sulle diverse realtà dell’Etruria meridionale interna. Particolare attenzione è rivolta alla ricostruzione della vita quotidiana degli Etruschi con la ricostruzione di edifici a grandezza naturale. Al piano terra sono esposti i risultati degli scavi dell’Istituto Svedese nei siti di San Giovenale e di Acquarossa, vere pietre miliari per la conoscenza degli abitati etruschi di VII- VI sec. a.C. Il primo piano accoglie due sezioni dedicate al centro etrusco-romano di Ferento nei pressi di Viterbo, con la ricostruzione della scena del teatro decorata dalle statue delle Muse, e la presentazione del sito di Musarna, anch’esso vicino a Viterbo, che grazie agli scavi della Scuola Francese ha permesso di gettare nuova luce su di un centro etrusco dell’interno nel periodo della romanizzazione: a tale proposito si segnala l’eccezionale mosaico con iscrizione etrusca ivi rinvenuto. All’ultimo piano trovano spazio i corredi funerari dei più importanti centri dell’Etruria meridionale interna ed infine, attraversando il loggiato di Paolo III Farnese, si raggiunge la stanza che custodisce la prestigiosa tomba della biga etrusca trovata ad Ischia di Castro.

Veduta aerea dell’area archeologica di Acquarossa vicino a Viterbo (foto mic)
Acquarossa è il nome odierno, derivato dalla vicina sorgente di acqua ferruginosa, attribuito dagli archeologi a un abitato etrusco risalente alla metà del VII secolo a.C. e distrutto, da un terremoto o da città nemiche, intorno al 550-500 a.C. e di cui è ignoto il nome originario. L’area era già abitata da millenni: sono stati fatti ritrovamenti sporadici del neolitico, eneolitico e della cultura appenninica, con un villaggio di capanne precedente agli etruschi. La caratteristica più importante dell’insediamento è tuttavia costituita dalle numerose case etrusche, di forma prevalentemente quadrangolare.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale si presenta il catalogo della mostra “Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto a cura di Melania Rossi con un confronto tra la sensibilità contemporanea e gli antichi reperti
“Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto è stata una delle mostre dell’estate 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli. Giovedì 20 ottobre 2022, alle 12, nella sala conferenze del Mann, si presenta il catalogo della mostra di Maurizio Finotto a cura di Melania Rossi. Il volume (Edizioni Quodlibet) ripercorre il viaggio creativo di Finotto, che ha raccolto e reso installazioni artistiche alcuni oggetti di plastica abbandonati sui litorali nazionali. Intervengono Paolo Giulierini, direttore del Mann; Maurizio Finotto, artista; Melania Rossi, curatrice; Ermanno Cavazzoni, scrittore.

L’artista Maurizio Finotto davanti ad alcune sue opere in mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Abbandonati e trascinati dalla risacca per trovare nuova vita: sono gli oggetti di plastica che l’artista Maurizio Finotto (Venezia, 1968) ha raccolto durante dieci anni di ricerca fra i litorali del Bel Paese. Uno scavo particolarissimo, che ha trovato valore creativo nella mostra “Archeologia da spiaggia”: nell’esposizione, curata da Melania Rossi, Finotto “assembla” e ripensa oggetti dimenticati nel tentativo di ricostruirne un’ipotetica funzione, proiettandoci con sottile ironia in un futuro che ha ormai perso memoria degli usi costumi della nostra epoca. In allestimento tredici opere (sculture, diorami, calchi, video-installazioni e video-animazioni) a confronto con una decina di reperti che provengono dai depositi del Museo. Tra questi i vasi canopi in plastica, per rappresentare nuove divinità tutte legate alla società dei consumi: ecco SVITOL, probabile protettore delle Porte della Luce (“LUX”), serrature dell’aldilà, con elementi plastici a forma di greche; ASTRO ROBOT, effige di sacerdote o dio del Sole (“SOL”); NELSEN, testa a guisa di pipa di origine misteriosa, forse identificabile con una divinità. Reminiscenze dei calchi vesuviani si ritrovano, ancora, nel Bambino Pompeiano, scultura in gesso e plastica grazie a cui l’artista crea un parallelismo fra le eruzioni del vulcano e le catastrofi determinate dall’inquinamento ambientale, mentre il diorama “Spiaggia” raccoglie, in un’unica e multiforme prospettiva, un campionario di oggetti ritrovati sugli arenili.

I vasi canopi in plastica realizzati da Maurizio Finotto in mostra al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)
Il progetto creativo è quasi sovrapponibile alla ricerca archeologica: esplorazione, ritrovamento, conservazione, interpretazione, nuova esposizione del manufatto sono i passaggi seguiti dall’artista. Con un significativo e ulteriore trait d’union: l’opera è adesso, come l’ha resa il tempo e, nel caso delle plastiche di Finotto, il mare. In esposizione, spicca il confronto tra la sensibilità contemporanea e gli antichi reperti: il canopo di Ka-uab in alabastro (riferibile tra la XXII e XXVI dinastia), insieme a un frammento di idolo egizio, una mano in terracotta, ex voto proveniente dall’area sacra santuario di Ponte delle Monache nel territorio di Calvi Risorta (Caserta), e altri oggetti di vita quotidiana dalle città vesuviane (bicchieri, tazze e coppe in vetro, coppette in terra sigillata italica), databili tra la fine del I secolo a.C. e la conclusione del secolo successivo.

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, alla mostra “Archeologia da spiaggia” (foto mann)
“Non c’è nulla di casuale nell’incontro tra il MANN, che negli ultimi anni ha dedicato molta attenzione ai temi ambientali legati al mare, e la ricerca dell’artista Maurizio Finotto”, interviene Giulierini. “Proprio come un archeologo, andando oltre l’accezione negativa della plastica rispetto all’ecosistema marino (tutti sappiamo che purtroppo un’enorme isola si è formata nell’Oceano ed è grande più di due volte la Francia), Finotto legge questo materiale di scarto anche in chiave di memoria, come reperto della quotidianità. E ci ricorda le urgenze dei nostri tempi: se non ci fermiamo, infatti, l’elemento che daterà la nostra epoca rischia di essere la plastica, a differenza della ceramica per il mondo antico”. E lo scrittore Ermanno Cavazzoni: “Nell’anno corrente 2799, a mille anni dal ritrovamento della Stele di Rosetta, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli arricchisce la sua collezione permanente con nuovi reperti, costituiti da oggetti di materie plastiche ritrovati sui litorali italici”.


Vanoli, scrittore di lungo corso, ha una predilezione da sempre per le storie di mare e dunque concentrerà la sua attenzione sugli oggetti di legno tipici delle civiltà che sul mare affacciano, crescono e prosperano: “Il racconto di questi oggetti sarà l’occasione per indagare il Mediterraneo inteso come mondo di scambi e di culture. Attraverso la storia del legno è possibile capire come e quanto queste civiltà si siano mescolate. Ercolano con i suoi oggetti di legno è poi un unicum nel mondo antico. La lava lì ha funzionato come la sabbia a Pisa o certe torbiere del Nord, operando per noi uomini del futuro un vero miracolo”. E se Vanoli approfondirà l’oggetto legno legato al mare, per Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, si tratterà di raccontare non solo alcuni oggetti simbolo del Parco ma più in generale il rapporto che con le cose si instaura, oggi come ieri: “Anche per gli antichi lo stato di un oggetto dipendeva largamente dalla materia nella quale ara stato realizzato che per gli oggetti di lusso implicava ricerca, importazione e grande sapienza artigianale e dunque anche una storia complessa. Gli oggetti poi non sono tutti a sé stanti, ma sono connessi all’esperienza umana, e così il loro significato cambia a seconda non dell’uso che ne facciamo ma di quel che rappresentano. Per noi, quelle cose sono – non si limitano a documentare – la nostra storia, la sua sintesi più compiuta ed eloquente. Per un archeologo rivenire oggetti non ha solo il sapore della scoperta ma apre le porte alla suggestione perché ci si chiede chi lo ha usato e quando e che cosa significava per chi lo ha posseduto. Un po’ come il cratere che Menelao dona a Telemaco nell’Odissea che non è ovviamente solo una coppa preziosa ma un oggetto con una storia importante e infatti gli dice: Voglio un cratere donarti di bella fattura. D’argento/è tutto quanto; ma sono temprate nell’oro le labbra:/opra d’Efèsto. A me lo diede Fedimo, l’eroe/re dei Sidoni, quando, tornando da Troia, io li giunsi,/e la sua casa ospizio mi diede: a te voglio or donarlo. In questo modo anche la storia di questo oggetto avrà un tassello in più, come un viaggio per mare che si arricchisce di nuove esperienze”.
Il suo volto dallo sguardo magnetico è tra i più famosi tra quelli giunti dall’antichità. Ha più di tremila anni, ma riesce ancora a trasmettere la forza carismatica della regina e grande sposa del faraone eretico Akhenaten: parliamo di Nefertiti, “la bella è venuta”, il cui famosissimo busto è conservato a Berlino. Lo troviamo pubblicato sui libri di scuola, sulle riviste specializzate, su molti gadget. Quel busto proviene da Amarna, un sito archeologico tra le sabbie dell’Egitto centrale, che conserva le vestigia della grande capitale Akhetaten. Proprio di “Nefertiti: vita privata e momenti pubblici della regina e sposa reale di Akhenaten” parleranno Maurizio Zulian e Graziano Tavan mercoledì 26 ottobre 2022, alle 20.30, all’auditorium di Villafranca di Verona (accanto al castello, ingresso libero) nell’approfondimento in esclusiva per il pubblico in sala in occasione della presentazione – la prima in Veneto – del libro “Nella terra di Pakhet. Carnet de voyage nelle province centrali dell’Alto Egitto. Appunti di trent’anni di esplorazioni”, prefazione di Edda Bresciani (Marsilio Arte). È un’iniziativa dell’assessore alla Cultura del Comune di Villafranca, Claudia Barbera, e del presidente della Biblioteca comunale, Renzo Campo Dell’Orto. I due autori lo avevano promesso. E hanno scelto un tema trasversale, non incentrato sull’illustrazione di un sito specifico, ma ricostruendo la figura di questa grande e famosa regina attraverso quanto il sito di Amarna ci ha restituito, un sito complesso e articolato cui Zulian e Tavan dedicano quasi cento pagine delle poco meno di seicento dell’intero libro. Nel corso della presentazione la figura di Nefertiti prenderà forma, seguendola da quando la sua vita è cambiata sposando il faraone Amenofi IV e diventando quindi grande sposa reale. Il faraone avvia una rivoluzione religiosa sostituendo alle divinità del pantheon egizio il Disco Solare, Aten: così cambia nome e diventa Akhenaten, e sposta la capitale da Tebe a quello che oggi è il sito di Amarna. Nefertiti è sempre al fianco del faraone: la vediamo nei momenti intimi della vita privata, e in quelli ufficiali. Rimane aperto solo l’ultimo capitolo della sua vita: la sua scomparsa. Non sappiamo ancora né quando è morta, né dove è sepolta. Ma la ricerca archeologica continua.
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