Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, la conferenza “Cibele, la magia nera e le cistae mysticae” a cura del professor Attilio Mastrocinque (università di Verona) per “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo

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Per “Dialoghi in Curia” promossi dal parco archeologico del Colosseo giovedì 27 febbraio 2025, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Cibele, la magia nera e le cistae mysticae” a cura del professor Attilio Mastrocinque dell’università di Verona. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. ingresso da largo della Salara Vecchia. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento su https://mastrocinque2025.eventbrite.it. Diretta streaming su facebook.com/parcocolosseo. Alcune lamine in piombo trovate in Germania e in Spagna invocano Cibele e Attis per maledire delle persone. Questo ruolo delle due divinità è noto da poco e i testi menzionano dei particolari in modo inequivocabile e diretto che permettono qualche considerazione sul culto in generale. Sono nominate le cistae conservate nei penetrali del tempio, probabilmente connesse con il matrimonio e non con l’evirazione, come si è creduto. Le nuove scoperte suggeriscono interpretazioni nuove sull’evirazione stessa e il ruolo della dea nel controllo delle facoltà mentali e sui locali sotterranei dei templi della Magna Mater.

Verona. Al museo di Storia naturale presentazione del libro “Food and wine in ancient Verona / Cibo e vino nella Verona antica – Vol. II – Mangiare e bere nella Preistoria e Protostoria” secondo volume del progetto dell’università di Verona “In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”

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Giovedì 27 febbraio 2025, alle 16.30, nella sala conferenze “Sandro Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona è in programma la presentazione del libro “Food and wine in ancient Verona / Cibo e vino nella Verona antica – Vol. II – Mangiare e bere nella Preistoria e Protostoria” a cura di Mara Migliavacca, Nicoletta Martinelli, Paola Salzani, Massimo Saracino (Edizioni Quasar, Roma), secondo volume del progetto dell’università di Verona “In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”, finanziato da Fondazione Cariverona. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Il programma prevede i saluti di benvenuto di Marta Ugolini, assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Verona; Paolo De Paolis, direttore dipartimento Culture e Civiltà dell’università di Verona; Andrea Rosignoli, soprintendente ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza; e Francesca Rossi, direttrice dei musei civici di Verona. Sono previsti inoltre gli interventi di Flavia Guzzo, docente di Botanica dell’università di Verona, e Maurizio Cattani, docente di Preistoria e Protostoria dell’università di Bologna, che sono impegnati da anni nello studio delle tematiche delle fonti e delle diete alimentari del presente e del passato, il cui diverso approccio scientifico permetterà di avere una miglior comprensione delle tradizioni culinarie che ancora oggi caratterizzano Verona e non solo.

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“In Veronensium mensa. Food and Wine in ancient Verona”, progetto di ricerca dell’università di Verona

La presentazione segue a breve distanza quella del primo volume, svoltasi nel dicembre 2024 nella sede dell’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere. Questa seconda pubblicazione contiene una serie di contributi che, rispetto al primo volume, si concentra sulla preistoria e protostoria veronese, aggiungendo un importante tassello al progetto complessivo. In questa occasione alcuni risultati del progetto Food and wine in ancient Verona sono stati integrati con una ricca serie di importanti dati scaturiti da altre indagini in corso da parte di enti di ricerca da anni impegnati sul territorio, il cui tratto comune risiede nell’inter- e multidisciplinarietà e nell’impiego di metodologie scientifiche complesse e diversificate. Il dipartimento di Culture e Civiltà dell’università di Verona, coordinatore del progetto, il museo civico di Storia naturale di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio, in tale progetto si sono fatti promotori della convergenza di enti e competenze per una ricerca in grado di ricostruire, da più punti di vista, le modalità dell’alimentazione in un arco temporale molto vasto, che si allargherà più avanti con gli ulteriori sviluppi previsti dal progetto.

Venezia. A Palazzo Malcanton Marcorà presentazione del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari) con: Patrizia Piacentini (università di Milano) e Lucio Milano (università Ca’ Foscari)

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Francesca Iannarilli (Ca’ Foscari)

Mercoledì 26 febbraio 2025, alle 10, in aula Geymonat di Palazzo Malcanton Marcorà a Venezia, presentazione del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari Venezia), Edizioni Ca’ Foscari 2024. Discutono con l’autrice: Patrizia Piacentini, università di Milano La Statale; Lucio Milano, università Ca’ Foscari Venezia, direttore della collana Antichistica. Modera Emanuele M. Ciampini, università Ca’ Foscari Venezia.

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Copertina del libro “Il corpo spezzato. Costruire e decostruire la figura umana nella tradizione funeraria egiziana” di Francesca Iannarilli (università Ca’ Foscari)

Il corpo spezzato. Questo libro si concentra sul tema antropologicamente e storicamente complesso del corpo nell’antico Egitto, con particolare attenzione alla cosiddetta “letteratura funeraria” e, più specificatamente, al corpus dei Testi delle Piramidi e ai suoi determinativi antropomorfi “mutilati”. In questa prospettiva, era necessario stabilire un quadro per la percezione e l’elaborazione formale del corpo sociale, politico, vivo e morto nelle fonti iconografiche e testuali, al fine di fornire una base emica da cui partire. Particolare attenzione è stata riservata al “corpo spezzato”, inteso non solo come corpo fisico ma anche come sua rappresentazione iconografica o materiale, talvolta mutilato, decapitato, trattato e manipolato in modi e contesti diversi. Si è quindi svolto un processo deduttivo, partendo dal generale e arrivando al particolare, per proporre alcune suggestioni su un fenomeno a lungo dibattuto ma ancora irrisolto. Si arriva così alla pratica della mutilazione, o parzializzazione del corpo, ancora scarsa nei contesti archeologici, ma più abbondante nell’iconografia e nei geroglifici, come opera deliberata, ragionata e motivata di costruzione e decostruzione del corpo umano e della sua rappresentazione. L’opera avrà servito al suo scopo se riuscirà a stimolare nuove riflessioni e studi più approfonditi sull’argomento, o almeno a gettare uno spiraglio di luce sulle ombre che il pensiero egiziano ancora “getta sulle pareti della grotta”.

Padova. Al museo Eremitani apre il ciclo di incontri “Sì, viaggiare… Identità e mobilità culturale in Etruria padana e in Italia settentrionale”: presentazione del libro “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli che dialoga con Giovanna Gambacurta (università Ca’ Foscari)

 

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Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici (foto ravennantica)

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La prof.ssa Giovanna Gmbacurta (università Ca’ Foscari) (foto unive)

Al via a Padova “Sì, viaggiare… Identità e mobilità culturale in Etruria padana e in Italia settentrionale”, la rassegna organizzata da una collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e i Musei Civici di Padova. Per ogni appuntamento il confronto tra due studiosi su argomenti riconducibili al tema dell’identità nell’Italia antica, in una sorta di “botta e risposta” tra Etruschi di area padana e popolazioni delle regioni settentrionali. Il primo incontro è mercoledì 26 febbraio 2025, alle 17, in sala Romanino del museo Eremitani a Padova, con la presentazione del libro di Giuseppe Sassatelli, presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, “Bologna etrusca. La città invisibile”. Introduce Francesca Veronese, musei civici di Padova; dialoga con l’autore Giovanna Gambacurta, università Ca’ Foscari, Venezia. Ingresso libero.

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Copertina del libro “Bologna etrusca. La città invisibile” di Giuseppe Sassatelli (Editore Bologna University Press)

Bologna etrusca. La città invisibile. Al contrario delle “città invisibili” di Italo Calvino che vivono solo nella fantasia di Marco Polo e nella credulità del Kublai Khan, la Bologna etrusca non si vede, ma è reale e concreta. Nel suo abitato di straordinaria estensione, nei suoi luoghi di sepoltura, specchio fedele della società e dei cittadini, nella sua economia agricola e nel controllo della fertile pianura padana, nella sua dimensione produttiva, nel suo ruolo di snodo commerciale tra il Mediterraneo e l’Europa. Per la prima e unica volta nella sua storia, con gli Etruschi, Bologna è stata una grande capitale. Il libro intende raccontare il lungo e complesso periodo storico che va dal X al IV secolo a.C., sulla base delle tracce archeologiche dell’abitato etrusco e delle necropoli recuperate dal sottosuolo della città, delle sue vie, delle sue piazze e delle sue case, tracce non più visibili, ma bene individuate dalla ricerca archeologica che dura da tanti anni. Manca comunque uno strumento conoscitivo che metta insieme tutti i dati disponibili fornendo un quadro complessivo dell’estensione della città, della sua struttura, della sua importanza territoriale e del suo ruolo economico. Questo si propone il libro “Bologna etrusca. La città invisibile”. L’esigenza di una sintesi su una lunga e importante fase della storia più antica è particolarmente sentita in ragione dei molti scavi, fatti in particole negli ultimi decenni in occasione di diversi interventi urbani, dai quali è emerso un quadro completamente nuovo della città etrusca e del suo ruolo storico. Un ricco apparato di figure e fotografie accompagna il lettore in questa narrazione. Il volume è completato dai testi delle principali fonti scritte greche e latine sulla città e da una bibliografia di approfondimento.

Webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con il prof. Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR) promosso da AeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory)

webinar_gis-strategies-for-archaeological-surveys_farinetti_locandinaAeGIS Athena (The Archaeological GIS Laboratory) promuove il webinar “Strategie GIS per le indagini archeologiche” con la professoressa Emeri Farinetti (università Roma Tre – Scuola Archeologica Italiana ad Atene – CAA-GR). La lezione si svolgerà il 26 febbraio 2025 alle 18.30 (alle 17.30, ora italiana). Per partecipare è possibile registrarsi tramite il link presente nel sito web: https://aegis.athenarc.gr/?page_id=760.

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La prof.ssa Emeri Farinetti (uniRoma Tre)

I sistemi di informazione geografica (GIS) sono diventati strumenti essenziali nelle moderne indagini archeologiche, offrendo strategie innovative per indagare, modellare e analizzare la complessità dei paesaggi del passato. L’intervento esaminerà lo stato dell’arte delle applicazioni GIS per i rilievi archeologici delle superfici, sottolineando il loro impatto trasformativo sulle metodologie di rilievo nell’ambito della modellazione GIS del paesaggio regionale. Viene inoltre evidenziato il ruolo dei GIS nella visualizzazione dei dati e nelle analisi avanzate, in particolare se integrati con dati ambientali e paesaggistici. Particolare attenzione è data all’incorporazione dei dati legacy, consentendo la reinterpretazione dei set di dati più vecchi in un quadro digitale. L’avvento dei GIS mobili ha ulteriormente rivoluzionato le indagini sul campo, fornendo raccolta dati in tempo reale e analisi geospaziali, oltre a migliorare il lavoro di squadra e le pratiche riflessive. Infine, vengono discusse le sfide e le opportunità poste dai big data e dai grandi archivi nella ricerca archeologica, compreso il potenziale per studi di indagini comparative su scala globale. Sintetizzando questi progressi, il discorso sottolinea la versatilità e il potenziale futuro delle tecnologie GIS nel migliorare la comprensione archeologica.

Cassano all’Ionio (Cs). Il Comune conferisce la cittadinanza onoraria al cantautore Dario Brunori e al direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma “ambasciatori della bellezza e della storia della Calabria e di Cassano Sibari”

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Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, con Giovanni Papasso sindaco di Cassano all’Ionio (Cs) (foto comune cassano)

L’amministrazione comunale della Città di Cassano All’Ionio, guidata dal sindaco Giovanni Papasso, conferirà la cittadinanza onoraria al cantautore Dario Brunori e al direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma. Lo farà nel consiglio comunale del 25 febbraio 2025 alle 19, in prima convocazione, e per il giorno 26 febbraio 2025 alle 19, in seconda convocazione. “Assegnare il massimo riconoscimento simbolico che una città o una comunità possa conferire”, spiegato il primo cittadino, “a due persone del calibro di Brunori e del direttore Demma era ormai necessario e non più procrastinabile.  Parliamo di due persone hanno contribuito e stanno contribuendo in modo significativo al bene della Calabria e di Cassano Sibari in primis. Con Dario Brunori e la sua Brunori Sas condividiamo il fatto che, soprattutto a Sanremo, ha propagandato la Calabria bella, quella delle meraviglie che molti debbono assolutamente conoscere. Tutta la Calabria è orgogliosa di Brunori Sas, un cantautore straordinario che con la sua poesia L’albero delle noci ha incantato il Festival di Sanremo e l’Italia. La stessa operazione che noi stiamo portando avanti con Cassano Sibari per parlare delle nostre meraviglie e di quanto di bello c’è sul nostro territorio. Motivo per cui non potevamo non pensare anche al direttore dei parchi di Crotone e Sibari Filippo Demma per il grande impegno che ha mostrato in questi anni per il riuscito rilancio del Parco di Sibari e del museo Archeologico nazionale della Sibaritide oltre che per l’attività interistituzionale che si è venuta a creare tra l’amministrazione comunale e lo stesso istituto autonomo del ministero della Cultura. Brunori e Demma si sposano perfettamente con la nostra idea che abbiamo di valorizzazione del territorio. Entrambi, con il loro operato, sono diventati ambasciatori della bellezza e della storia della Calabria e di Cassano Sibari. È con immensa gratitudine che li accoglieremo come cittadini onorari, in segno di riconoscimento per il loro instancabile lavoro a favore della nostra meravigliosa terra”.

Firenze. A tourismA 2025 la cerimonia del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo, consegnato dalla presidente Valeria Li Vigni al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento

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tourismA 2025, cerimonia di consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo conferito al prof. Ieranò: da sinistra, Piero Pruneti, Valeria Li Vigni, Giorgio Ieranò (foto graziano tavan)

Il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” 2025 per le ricerche nel Mediterraneo è stato conferito al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento. La cerimonia di consegna sabato 22 febbraio 2025 a tourismA, nell’auditorium del Palazzo dei Congressi con Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha letto la motivazione.

Motivazione. “Prof. Giorgio Ieranò, esperto di letteratura greca, saggista, giornalista e comunicatore culturale per grandi case editrici, la sua ricerca spazia dal teatro alla mitologia. Con i suoi libri ha raccontato brillantemente il mondo antico con un linguaggio arguto ed efficace, permettendo al grande pubblico di avvicinarsi al mondo greco e magico del mito. In assonanza con le tematiche sviluppate dalla Fondazione Tusa ci accomuna l’amore e la ricerca nel Mediterraneo, tanto caro a Sebastiano, nel quale navigò come un novello Ulisse”.

“Sebastiano Tusa”, commenta il prof. Ieranò appena ricevuto il premio, “è stato promotore organizzatore di cultura, un amministratore che ha anche fatto tanto per diffondere l’idea della tutela e della promozione dei beni culturali e della loro fruizione per un pubblico il più possibile vasto. Amava il Mediterraneo e si rendeva conto della ricchezza dei tesori che c’erano in quel mare, e di come le storie passavano, venendo testimoniate dai reperti archeologici che si inabissavano e raccontavano di queste navigazioni ardite e perigliose attraverso il mare. Quindi per me è davvero un grande onore. Ringrazio moltissimo la Fondazione Sebastiano Tusa, ringrazio Valeria Li Vigni, e naturalmente Piero Pruneti per aver organizzato anche questo contesto meraviglioso”.

Firenze. A tourismA 2025 la consegna del XII premio “Riccardo Francovich” a Cimitile – Città delle Basiliche paleocristiane (Na) “sintesi esemplare tra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione”. Il commento del prof. Carlo Ebanista ad archeologiavocidalpassato.com

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Cimitile (Na): l’interno della basilica paleocristiana di San Felice (foto sami)

“Cimitile (Città delle Basiliche Paleocristiane) rappresenta una sintesi esemplare tra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione degli stessi verso il pubblico di non specialisti, con la partecipazione del Comune di Cimitile (Na), la parrocchia di San Felice e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana fi Napoli”: con questa motivazione della La Commissione Giudicatrice della SAMi – Società degli Archeologi Medievisti Italiani, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), e composta da Angela Borzacconi (direttore museo Archeologico nazionale, Cividale), Giovanni Floris (giornalista e conduttore televisivo), Gabriella Picinni (professore di Storia medievale, università di Siena), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Marco Valenti (professore di Archeologia medievale, università di Siena) ha assegnato a Cimitile (Na), il premio “Riccardo Francovich”, XII edizione, anno 2024, per il miglior museo e parco archeologico italiano a tema medievale.

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Consegna XII premio “Riccardo Francovich” a tourismA 2025: da sinistra, il parroco don Giovanni de Riggi, il sindaco Filomena Balletta, il prof. Carlo Ebanista, e il prof. Paul Arthur presidente SAMI (foto graziano tavan)

La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 21 febbraio 2025, a tourismA 2025 nell’auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze. A ricevere il premio 2024 dalle mani del presidente SAMI Paul Arthur, premio che celebra l’importanza delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile e il loro straordinario valore storico e archeologico, è stata il sindaco Filomena Balletta, accompagnata da Carlo Ebanista, professore di Archeologia cristiana e medievale all’università del Molise, e da don Giovanni de Riggi, parroco di San Felice. “Come assessore alla Cultura”, commenta Balletta, “non posso che essere orgogliosa di questo traguardo, che premia la nostra identità e il lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale di Cimitile. Questo premio non è solo un riconoscimento al passato, ma uno stimolo per il futuro, per continuare a promuovere la nostra storia e renderla sempre più accessibile e conosciuta. Un ringraziamento a chi ha reso possibile questo successo e a tutta la comunità che ogni giorno sostiene e ama il nostro patrimonio. Cimitile è storia, arte e cultura e oggi lo confermiamo con orgoglio”.

“Il premio Riccardo Francovich”, sottolinea il prof. Ebanista ad archeologiavocidalpassato.com, “rappresenta per Cimitile, il complesso basilicale paleocristiano, un momento importante nella tappa dello sviluppo di questo sito straordinario che nasce nel I secolo e che si sviluppa grazie alla figura di Paolino da Nola. Cimitile non è altro che la trasformazione del termine cimitero. Nasce come cimitero, dove viene sepolti un prete martire cristiano. Intorno a questa tomba si sviluppa un complesso basilicale e poi l’abitato che tuttora si chiama Cimitile. L’opportunità che ci ha offerto la SAMI, a cui siamo particolarmente grati, è quella di rendere un grande servigio a questo complesso, al piccolo paese nel quale si trova che è in provincia di Napoli, per rendere fruibile questo luogo noto al grande pubblico. In realtà Cimitile è un complesso noto agli studiosi perlopiù di Archeologia cristiana. Adesso grazie al premio acquisisce una grande visibilità e ci auguriamo che tutti i turisti che vogliono visitarlo raggiungano il nostro paese, vengano a vedere: troveranno un complesso straordinario immerso nel verde con diverse basiliche di età paleocristiana e medievale, con affreschi mosaici sculture, un antiquarium e un museo costituendo sul pellegrinaggio e la devozione. Insomma, un bel luogo da visitare”.

 

Roma. Al museo delle Civiltà la conferenza di Francesca Alhaique “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo”

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La ziqqurath di Ur in Iraq (foto muciv)

Domenica 23 febbraio 2025, alle 17, al museo delle Civiltà – Palazzo delle Scienze, a Roma-Eur, la conferenza “Storie di persone, animali e ambienti nella Mesopotamia meridionale del terzo millennio a.C.”: incontro a cura di Francesca Alhaique, parte del programma “Viaggi intorno al mondo e nel tempo: i giovedì e le domeniche al museo delle Civiltà”. Partecipazione gratuita. Ingresso al museo con Biglietto Amico 5 euro. Sulla base dei risultati degli scavi della missione italo-irachena a Sumer, coordinata dalla Sapienza Università di Roma, esploreremo un ambiente molto diverso da quello dell’attuale Iraq meridionale, in cui esseri umani e animali si trovavano ad interagire non solo nel quotidiano, ma anche in ambito rituale e religioso.

Paestum. Al museo Archeologico nazionale al via con “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele” la rassegna teatrale “Donne di Hera”, diretta da Sarah Falanga. Gli altri spettacoli in aprile

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I parchi archeologici di Paestum e Velia, in collaborazione con l’Accademia Magna Graecia, diretta da Sarah Falanga, organizzano “Donne di Hera”, rassegna di teatro nel museo Archeologico nazionale di Paestum, che inizia domenica 23 febbraio 2025 con “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele”. Il titolo della rassegna evoca la straordinaria forza delle donne, poste sotto la protezione della dea Hera. Gli spettacoli che vanno in scena sono stati scritti o riadattati da Sarah Falanga e prodotti unicamente per Paestum e hanno come soggetto i “Miti Moderni”, appartenenti già all’immaginario collettivo e descritti da una drammaturgia nuova e sorprendente. Per questa stagione, anche in occasione di alcuni importanti anniversari, ad accomodarsi nel nostro “salotto teatrale”, vi saranno preziosissimi amici: Pino Daniele, Anna Magnani e le tre donne del Mito per eccellenza (Antigone, Elettra, Medea). Programma degli spettacoli: 23 febbraio 2025, “PINUCCIA – Un omaggio a Pino Daniele”; 6 aprile 2025, “Io Anna Magnani? – l’essenza e la poesia di un mito”; 26 aprile 2025, “TRILOGIA – Antigone, Elettra, Medea: l’intimo dissenso della modernità”. L’ingresso agli spettacoli è incluso nel biglietto dei Parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia.

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A museo Archeologico nazionale di Paestum lo spettacolo “PINUCCIA. Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, omaggio in prosa e musica a Pino Daniele (foto pa-paeve)

“PINUCCIA. Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja”, 23 febbraio 2025, alle 17: un omaggio in prosa e musica a Pino Daniele (a dieci anni dalla sua scomparsa). L’ironica storia di Pinuccia, nata il 19 marzo “miezz’ o puort ‘e Napule” mentre la nonna faceva il contrabbando. Nasce il giorno di San Giuseppe e, perciò, viene chiamata Pinuccia, per “devozione”. paestum_archeologico_rassegna-teatrale-donne-di-hera_23-febbraio_locandinaDurante il parto, che avvenne in uno dei magazzini del porto, si sentiva di sottofondo la canzone “Napul è”, da poco pubblicata, mentre il padre veniva arrestato per un reato non commesso. Tutta la vita di Pinuccia sarà accompagnata e scandita, negli eventi salienti, dalle canzoni di Pino Daniele, del quale diventa fan appassionata. Lo spettacolo, tra prosa e musica, è una confessione divertente, dal sapore ironico e amaro, che trova il suo fulcro nel paradosso.