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Venezia. A Palazzo Grimani la conferenza “Archeologia in piazza San Marco: le novità degli scavi del 2024” con l’archeologa Sara Bini della soprintendenza

venezia_palazzo-grimani_conferenza-archeologia-in-piazza-san-marco_locandina“Archeologia in piazza San Marco: le novità degli scavi del 2024” è il titolo della conferenza a cura di Sara Bini, promossa dal museo di Palazzo Grimani – musei Archeologici nazionale di Venezia e Laguna in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna. Appuntamento al museo di Palazzo Grimani sabato 12 ottobre alle 16.30. Sara Bini, funzionaria archeologa della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e laguna, presenterà un aggiornamento sugli scavi archeologici in piazza San Marco. Verranno illustrati i dati emersi dagli scavi condotti tra 2023 e il 2024 nei mini cantieri che interessano la piazza per il restauro dei 𝑚𝑎𝑠𝑒𝑔𝑛𝑖 e che hanno portato alla luce una serie di nuovi dati sull’evoluzione della Piazza fin dalle sue origini. Sarà inoltre l’occasione per approfondire la scoperta di quella che probabilmente possiamo identificare come la prima chiesa di San Geminiano. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Al termine della conferenza sarà possibile visitare le sale monumentali del museo di Palazzo Grimani e la mostra attualmente in corso “Rick Lowe. The Arch within the Arc” aperta fino al 24 novembre 2024.

Gela. All’area archeologica di Bosco Littorio visita straordinaria, a cura del Fai e della soprintendenza del Mare, al laboratorio di restauro dei reperti del relitto Gela II in corso di scavo

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Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)

Sabato 12 e domenica 13 ottobre 2024 tornano per la tredicesima edizione le Giornate FAI d’Autunno, uno dei più importanti e amati eventi dedicati al patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Per l’occasione a Gela, sabato 12 ottobre 2024, all’interno dell’area archeologica di Bosco Littorio, Ingresso dal lungomare Federico di Svevia, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), si potrà assistere in anteprima alle attività di primo intervento e restauro del relitto “Gela II”, la nave oneraria utilizzata per il trasporto di merci sulle rotte tra la Sicilia e la Grecia. Le visite di un’ora circa, su richiesta anche in lingua inglese, prevedono un contributo minimo al FAI di 3 euro e sono a cura degli “Apprendisti Ciceroni” e dei Volontari Gruppo FAI Giovani di Caltanissetta.

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Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)

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La nave appoggio per il recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)

L’imbarcazione, che proprio in questi giorni sta emergendo dai fondali del mare di Gela di contrada Bulala con il suo carico di ceramiche e manufatti, è una nave greca del V sec. a.C. lunga 15 metri e larga 5; il relitto è in corso di recupero a cura della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e della ditta Atlantis di Monreale (Pa), in sinergia con la soprintendenza per i Beni culturali di Caltanissetta e il parco archeologico di Gela. Nello stesso sito dove lo scorso anno ha avuto luogo la mostra “Ulisse in Sicilia – I luoghi del mito” sul relitto “Gela I”, è stato allestito il laboratorio di restauro e qui, sabato 12 ottobre, il FAI e la soprintendenza del Mare apriranno le porte a quanti desiderano scoprire i reperti fino ad ora rinvenuti. I visitatori, guidati dagli apprendisti ciceroni e volontari della Delegazione FAI di Caltanissetta, potranno entrare all’interno del laboratorio dove vengono realizzate le attività di primo trattamento conservativo, consolidamento e restauro definitivo. L’area di scavo subacqueo, situata in contrada Bulala a soli 6 metri di profondità, ogni giorno continua a restituire importanti reperti destinati alla futura e definitiva musealizzazione al museo dei Relitti delle navi greche di Gela. La nuova struttura museale, in corso di allestimento nella prossima struttura espositiva di Bosco Littorio, ospiterà i due relitti di navi greche recuperati nei fondali prospicenti il museo stesso.

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Una fase del recupero del relitto Gela II da parte della soprintendenza del Mare con la ditta Atlantid di Palermo (foto salvo emma / sopr. del mare)

Le operazioni di recupero del relitto “Gela II”, individuato nel 1995 nei fondali di contrada Bulala a Gela, sono entrate nel vivo ai primi di ottobre 2024. La soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, grazie un finanziamento del Fondo Sociale di Coesione di oltre 900 mila euro, già nel mese di luglio aveva avviato lo scavo archeologico subacqueo per mettere in luce i legni dell’imbarcazione, oltre che i materiali relativi al carico della nave. Le operazioni sono state realizzate dalla ditta specializzata in lavori subacquei Atlantis Palermo di Monreale, in provincia di Palermo, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza del Mare. Il tempo stimato per l’esecuzione dei lavori di recupero è di 270 giorni. Una volta completato lo smontaggio e il recupero dei legni dell’imbarcazione, inizieranno i lavori di restauro all’interno dei locali di Bosco Littorio, messi a disposizione dalla soprintendenza per i Beni culturali di Caltanissetta, all’interno del Parco archeologico di Gela.

Licodia Eubea (Ct). Terza giornata del XIV Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico: non solo film (undici tra mattina, pomeriggio e sera), ma anche workshop per le scuole, una masterclass di critica cinematografica, e il concerto-proiezione “Cinema in Note” con al pianoforte il maestro Salvino Strano

licodia-eubea_festival-2024_concerto-in-note_locandinaPer venerdì 11 ottobre 2024, terza giornata della XIV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), il cinema si fa note, in un programma sempre molto ricco: undici film (nove prime regionali, una prima nazionale e una prima assoluta), workshop “HeriTales. Raccontare il Patrimonio” (al mattino) per le scuole tenuto dall’archeologa Concetta Caruso sull’acquisizione di consapevolezza del patrimonio culturale locale; masterclass di critica cinematografica “Leggere, interpretare e raccontare l’audiovisivo” (nel pomeriggio) a cura di Fabio Fancello, comunicatore culturale e dottorando dell’università di Catania. Ma l’appuntamento clou è il concerto-proiezione, alle 21.30, all’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara di Licodia Eubea. Dopo il successo della scorsa edizione, torna anche quest’anno il concerto per pianoforte del maestro Salvino Strano, anche autore di colonne sonore originali per opere teatrali e cinematografiche: “Cinema in Note” è un omaggio alla nostra Storia e a quella del nostro cinema, attraverso le colonne sonore dei film che l’hanno raccontata meglio. In programma immagini di alcuni tra i più bei film della nostra storia cinematografica come “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, “Novecento”di Bernardo  Bertolucci, “Amarcord” di Federico Fellini, “La leggenda del Piave” di Riccardo Freda e “Allonsanfan” dei fratelli Taviani.

I FILM DI VENERDÌ 11 OTTOBRE 2024. Alle 9, apre la mattinata il film in prima nazionale di “Rondele. Wielka zagadka sprzed 7000 lat” (Polonia 2021, 54’) di Krzysztof Paluszyn. Questa docufiction è un viaggio attraverso il territorio polacco ed europeo che risale a circa 7000 anni fa. Le scene svolte all’aperto, le accurate inquadrature, l’uso di ricostruzioni, rievocatori e animazioni in 3D faranno rivivere quel mondo lontano. Protagoniste del film sono le rondelle, ancora poco conosciute e studiate, tra i più antichi esempi di architettura monumentale in Europa, risalenti a 7 millenni fa.

Segue il film in prima regionale “The kiss” (Francia 2022, 8′) di Ali Zare Ghanatnowi. Un cortometraggio animato racconta la storia di un amore proibito restituito da un antico bassorilievo. I temi esplorati sono quelli dell’amore, della separazione e dell’incrollabile potere della connessione attraverso il tempo.

Quindi un’altra prima regionale col film “Diving in Aegean History” (Grecia 2023, 12′) di Stelios Apostolopoulos. Il film segue la prima indagine archeologica subacquea sistematica intorno all’Isola di Kasos.  Il luogo ha avuto un’intensa attività marittima dall’età omerica fino al secolo scorso. L’archeologa marittima Xanthie Argiris è alla guida di una squadra di archeologi, scienziati e operatori tecnici che si immergono alla ricerca di antichi relitti. Il gruppo sta completando il quarto anno di ricerca subacquea dell’area: scandagliando 60 km di costa sono stati individuati dieci relitti che abbracciano interi millenni di storia fino ai giorni nostri. In 220 immersioni e 320 ore sott’acqua, è stata recuperata una selezione di 108 reperti archeologici. Lo studio della posizione dei relitti e del materiale aggiunge tessere al grande mosaico della mappa archeologica subacquea del Mar Egeo

Ancora una prima regionale con il film “La donna longobarda” (Italia 2023, 25′) di Sandra Lopez Cabrera e Simone Vrech. Il docufilm analizza la condizione femminile nella società longobarda tra il VI e l’ VIII secolo d.C. attraverso gli occhi di una donna del villaggio di Romans. Grazie agli interventi di storici ed archeologi, e soprattutto grazie al lavoro di ricostruzione dei rievocatori storici di Invicti Lupi, il pubblico avrà la possibilità di approfondire la sua conoscenza riguardo tutte le fasi della vita di queste nostre antenate.
Si gioca in casa con l’altra prima regionale in programma, il film “Psittacus” (Italia 2023, 9′) di Lorenzo Daniele. Un gruppo di cinque ragazzi smarrisce un pappagallo che appartiene ad una di loro. Attraverso la tecnica dello storytelling, i protagonisti raccontano la propria esperienza alla ricerca del volatile, tra ambienti urbani ed extraurbani. Si ritrovano a Brucoli, un borgo marinaro caratterizzato da un fiordo naturale e lì entrano all’interno di una grotta. Quando escono fuori, tutto è cambiato e si trovano immersi nel Medioevo. Il pappagallo, psittacus in latino, continua a lasciare tracce di sé, spingendo i ragazzi in una ricerca dentro il Tempo e la Storia ai limiti dell’onirico.

Chiude la mattinata in prima regionale il film “Odyssea. L’Histoire de notre évolution” (Francia 2024, 28′) di Sébastien Duhem. Un film che racconta la storia della nostra evoluzione, dal Neolitico sino alla fine dell’Impero romano d’Occidente.
Nel pomeriggio, alle 16.30, le proiezioni si aprono col film “Saria. Islands on the Edge” (Grecia, 2022) di Yorgos Savoglou e Dionysia Kopana. Saria è un’isola a nord di Karpathos, cosparsa di rovine e resti di antichi insediamenti. Qui oggi abitano solo capre selvatiche e uccelli rapaci. Nonostante ciò, alcune persone continuano a visitarla. Ogni anno, il 27 luglio, i pellegrini fanno rivivere la festa di San Pantaleone. Minas e Giannis vengono ad aprire le loro case nell’insediamento ormai abbandonato di Argos, dove hanno trascorso la loro infanzia. Yannis e Kostas, falegnami e fratelli di una grande famiglia della città di Olimpo, hanno i loro alveari sull’isola e si spostano in continuazione avanti e indietro in barca da Diafani, il porticciolo dell’Olimpo. Tutti questi personaggi si incontrano insieme ai turisti estivi si incontrano su quest’isola selvaggia e affascinante.

Segue in prima assoluta il film “Viaje a Itaca” (Spagna 2024, 27′) di Juan Prado. Per dare alla sua vita una nuova direzione, un giovane regista decide di unirsi all’ultima spedizione del professor Alejandro Gándara prima della pensione. Da Troia a Itaca, il viaggio li spingerà in un territorio sconosciuto dove i confini tra passato e presente sembrano sfumare. Un film che cerca un dialogo con quanti ci hanno preceduto, vivi o morti, per interrogarli su cosa sia genuinamente umano. E per vedere se, dopo tanto tempo e dopo tanti cambiamenti, c’è qualcosa che potrà continuare a sopravvivere.

Quindi in prima regionale il film “Le cime di Asclepio” (Italia 2024, 18′) di Filippo Ticozzi. Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire?
Ancora una prima regionale con il film “Franco Mezzena. L’Archeologia raccontata con il sorriso” (Italia 2021, 42′) di Nicola Castangia e Andrea Fenu. Dall’incontro tra l’archeologo Franco Mezzena, scopritore dell’area megalitica di Saint Martin de Corleans ad Aosta, con l’archeologo Giorgio Murru, direttore del Menhir Museum di Laconi, nasce questo documentario dove Franco Mezzena racconta la sua scoperta avvenuta nel lontano 1969 e, con il suo sorriso luminoso, ci fa viaggiare tra mito e realtà trascinandoci nel mondo del megalitismo e tra le entusiasmanti avventure degli Argonauti, di Cadmo, di Giasone e della figura di Eracle sollecitando, con maestria e profonde conoscenze, il confronto tra il sito megalitico di Aosta e la Sardegna preistorica.

Chiude il pomeriggio in prima regionale il film “A villa dos centauros” (Portogallo 2023, 25′) di Raul Losada. Ad Alcácer do Sal è stata scavata nel 2023 una lussuosa domus romana. Lontano dal trambusto del porto, era il rifugio ideale per le élite dell’Impero. Nel corso delle indagini è stato scoperto qualcosa di unico per il Portogallo, una rara rappresentazione della centauromachia, molto simile a quello nella Villa di Adriano a Tivoli. Questa scoperta nella lontana Lusitania, a molte miglia da Roma, ci mostra quanto fosse intensamente romanizzato il territorio portoghese, e come fosse in sintonia con l’iconografia dell’intero Impero.

Licodia Eubea (Ct). Al via la XIV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia con 40 film, incontri, tavole rotonde, attività di formazione e intrattenimento che si confrontano sul tema “Un patrimonio da salvare”: ne parlano i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele

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Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici del festival di Licodia Eubea (foto rica)

“Il nostro Patrimonio culturale è in pericolo”, dicono Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (Ct), “chi dovrebbe fruirne lo maltratta e chi dovrebbe valorizzarlo non lo tutela. Noi abbiamo l’obbligo morale di proteggerlo dalla dimenticanza e di consegnarlo alle future generazioni attraverso un linguaggio che valorizzi il lavoro degli archeologi. In questi anni abbiamo potuto constatare che una certa grammatica filmica legata al patrimonio culturale arriva al grande pubblico solo attraverso il giusto linguaggio: stili e registri che è necessario saper maneggiare. È per questo motivo che il nostro festival affianca all’arte del cinema altre attività, come incontri con specialisti del settore, mostre e workshop”. Ecco il leitmotiv, condensato nell’espressione “un patrimonio da salvare”, della XIV edizione del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico, nato dalla sinergia tra le associazioni culturali ArcheoVisiva e Archeoclub di Licodia Eubea “Mario Di Benedetto”, in programma a Licodia Eubea da mercoledì 9 a domenica 13 ottobre 2024 e, per la prima volta, prevede una finestra a Chiaramonte Gulfi (Rg), sabato 19 ottobre 2024, dedicata al cinema documentaristico siciliano. “C’è un filo rosso che si dipana attraverso la kermesse cinematografica, gli incontri e le tavole rotonde, le attività di formazione e di intrattenimento”, continuano Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele. “Ogni segmento del ricco cartellone di questa edizione festivaliera si confronta con la tematica un patrimonio da salvare, tanto urgente quanto complessa, e la comunica secondo un linguaggio rinnovato. Ne sono un esempio i quaranta film selezionati, tra prime assolute, nazionali e regionali: non solo documentari classici, ma anche cortometraggi, docufiction e ibridazioni ispirate al mondo della street art e della fotografia”.

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Il teatro della Legalità a Licodia Eubea, sede delle proiezioni del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico (foto graziano tavan)


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Locandina della mostra fotografica “Nescienza” dell’artista sperimentale Daniele Cascone

Quaranta i film in programma (di cui 4 fuori concorso), provenienti da ogni parte del mondo, saranno proiettati sin dalla prima giornata, il 9 ottobre 2024, subito dopo l’inaugurazione in programma al Teatro della Legalità alle 17, e che vedrà la partecipazione dei direttori artistici insieme a Giacomo Caruso, presidente dell’Archeoclub di Licodia Eubea, le autorità cittadine e Donatella Irene Aprile, soprintendente dei Beni culturali di Catania. Un elmo dorato decorato da foglie scure che richiamano motivi antichi, simboli di vita e di continuità di un’archeologia viva e pulsante, è l’elegante immagine dell’edizione 2024 realizzata dall’illustratore Pierluigi Longo che, sintetizzando il concept della XIV edizione, invita a riflettere sulla relazione tra storia e modernità. A seguire, nei locali dell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Caterina, sarà inaugurata la mostra fotografica “Nescienza” dell’artista sperimentale Daniele Cascone.

Tra i film in cartellone, provenienti da Francia, Italia, Spagna, Portogallo, Polonia, Svizzera, Grecia, Turchia, Bulgaria e persino Cina, 24 saranno proiettati in prima regionale, 6 in prima nazionale e 4 film in prima assoluta. Al termine della cinque giorni il  Festival della Comunicazione e del cinema archeologico assegnerà tre riconoscimenti: il premio “Archeoclub d’Italia” al film più gradito dal pubblico; il premio “ArcheoVisiva” a un film votato dalla giuria internazionale di qualità (composta da Massimo D’Alessandro, autore e regista; Giulia Iannello, project manager di Magma – mostra di cinema breve; Maria Turco, funzionaria archeologa della soprintendenza dei Beni culturali di Catania; e Vasileios Loules, regista greco) e il premio “Antonino Di Vita” (dedicato al famoso archeologo, nume tutelare del festival) assegnato dal comitato scientifico a un professionista che ha speso la propria attività nella promozione e nella valorizzazione della conoscenza del patrimonio culturale.

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Le Grotte di Licodia Eubea (Ct) (foto archeoclub vittoria)

licodia-eubea_festival-2024_incontro-le-grotte-di-licodia-eubea_locandinaIl legame con il territorio è parte integrante di un festival che ambisce a far diventare “centro” una “periferia” come Licodia Eubea, con l’obiettivo di valorizzare un luogo ai margini della provincia catanese ma che può vantare bellezze archeologiche, naturalistiche e paesaggistiche come pochi altri. In un’ottica di scambio, il Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico affianca al premio cinematografico un’attività di promozione del territorio attraverso passeggiate, aperitivi con i prodotti enogastronomici della tradizione locale (in programma tutte le sere per permettere al pubblico anche di incontrare le delegazioni artistiche dei film in concorso), laboratori didattici rivolti alle scolaresche  e masterclass per professionisti della comunicazione ma, soprattutto, il festival quest’anno dedica al territorio l’incontro: “Le grotte di Licodia Eubea. Ricerca, tutela e valorizzazione di un territorio” (giovedì 10 ottobre 2024, alle 18) al quale parteciperanno Maria Turco, funzionaria archeologa della soprintendenza dei Beni culturali di Catania; Orazio Palio, docente di Preistoria e Protostoria all’università di Catania; e Antonio Barone autore ed esperto Pnrr Beni Culturali del comune di Licodia Eubea.

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Lorenzo Daniele e Alessandra Cilio, direttori artistici del Festival della Comunicazione e del Cinema archeologico di Licodia Eubea (foto fcca)

“Il risultato – concludono Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele – è uno sguardo plurale, lontano dai luoghi comuni e dagli stereotipi a cui la società contemporanea si sta lentamente abituando. Di più. È un invito ad essere presenti e partecipi, una call to action rivolta a tutti i membri della nostra società, nessun escluso. Riusciremo così a salvarlo, questo nostro patrimonio? Chissà. Comunque ci avremo provato”.

Rovereto (Tn). I Bronzi di San Casciano protagonisti alla 35.ma edizione del RAM film festival: il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli ha vinto il premio assegnato dal pubblico e quello della giuria tecnica. Ecco tutti gli altri 4 premi e le 7 menzioni

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La regista Brigida Gullo con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024 assegnato dalla giuria tecnica per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

Il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo e Eugenio Farioli Vecchioli fa il pieno di consensi alla 35.ma edizione del RAM film festival conquistando il premio della sezione Cinema Archeologico assegnato dalla giuria tecnica e il premio RAM film festival assegnato dal pubblico. La cerimonia di premiazione domenica 6 ottobre 2024 al teatro Zandonai a conclusione di una cinque giorni intensi con la proiezione di 59 film in concorso, più 5 nella sezione Fulldome, provenienti da 29 Paesi di tutto il mondo, 28 le premiere (10 tra prime assolute e internazionali, 4 prime europee, 14 prime italiane), 2 i film fuori concorso nelle serate speciali.

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Il teatro Zandonai di Rovereto gremito per la serata speciale Egitto con il direttore del museo Egizio Christian Greco (foto graziano tavan)

Ma il RAM film festival 2024 è stato molto altro: incontri, aperitivi con i protagonisti, spettacoli, cinemascuola, visite guidate in città, masterclass. Tutte attività molto partecipate e quasi tutte sold-out. Per la prima volta quest’anno il festival si è arricchito di una sezione Fulldome, la prima (e unica) in un festival italiano dedicato al world heritage. Nel Planetario del museo di Scienze e Archeologia di Rovereto il pubblico ha scoperto i siti antichi immergendosi in un’esperienza a 360°. Le proiezioni scelte sono state tutte prime italiane. Un’altra novità della 35esima edizione è stata RAM-X, uno spazio sperimentale con installazioni di realtà virtuale curato dal videomaker Filippo Maria Pontiggia, esperto di VR, tecnologie immersive e linguaggi innovativi. L’intervento nasce dalla collaborazione con il festival aostano FRONTDOC dedicato al cinema di frontiera.

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La direttrice Alessandra Cattoi con Maurizio Battisti archeologo della Fondazione museo civico di Rovereto al RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

“Il festival, ogni anno, è una scommessa”, commenta la direttrice del RAM film festival Alessandra Cattoi, “ma vedere tante persone in un pomeriggio infrasettimanale al cinema è un segnale incoraggiante per il futuro del settore. Il RAM offre l’opportunità di scoprire produzioni originali, dando al pubblico la possibilità di accedere a contenuti che difficilmente troverebbero altrove e a vivere quindi esperienze uniche. Inoltre, manifestazioni di medie dimensioni come la nostra favoriscono lo sviluppo delle relazioni e parallelamente l’incontro e confronto tra i professionisti di questo ambito”.

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La direttrice Alessandra Cattoi, la direttrice artistica Claudia Beretta e il presidente Giovanni Laezza introducono la cerimonia delle premiazioni (foto graziano tavan)

rovereto_ram-film-festival-2024_manifestoIl titolo del focus scelto per questa edizione è “Sguardi sulle migrazioni” che, analizzando i flussi del passato, propone approfondimenti sulle influenze, le problematiche e le opportunità legate alle migrazioni del presente. Quattro le sezioni principali in cui e articolato il festival: “Cinema archeologico”, giuria presieduta dall’archeologa Barbara Maurina; “L’Italia si racconta”, presieduta dalla scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti; “Sguardi dal mondo”, presidente l’antropologo Duccio Canestrini; “Cultura animata”, presieduta da Andrea Artusi, fumettista e autore. Il festival, che è il più longevo in Italia, è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto e diretto per il settimo anno da Alessandra Cattoi. E allora vediamo meglio i 5 premi, e le 7 menzioni speciali assegnate.

PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2024. Iniziamo subito con il film premiato dal pubblico: come detto, si tratta del film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Il film, in collaborazione con il ministero della Cul­tura, illustra i momenti più emozionanti del ritrova­mento, della pulitura e del restauro di alcune delle 34 statue in bronzo trovate, insieme a migliaia di reperti, al santuario del Bagno Grande a San Ca­sciano dei Bagni, che tra il III secolo a.C. e il V d.C. fu sito di pellegrinaggio dove il contrasto tra etruschi e romani cedeva il passo alla convivenza pacifica.

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Il presidente Giovanni Laezza consegna aalla regista Brigida Gullo il premio Cinema archeologico RAM film festival 2024 per il film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (foto graziano tavan)

rovereto_RAM-film-festival-2024_vincitori_premio-cinema-archeologico_film-come-un-fulmine-nell-acqua_foto-graziano-tavanPREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. Assegnato dalla giuria al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” regia di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023, 57’). Motivazione: un film ben strutturato e di buon ritmo, che ripercorre vividamente la vicenda di un ritrovamento archeologico eccezionale, quello dei bronzi di San Casciano ai Bagni in Toscana, e lo contestualizza mettendolo in relazione con il tessuto storico, geografico e sociale del territorio. La narrazione procede chiara e fluida, comunicando al pubblico con genuina empatia lo stupito entusiasmo di chi, con le mani nel fango, riporta alla luce tesori di inestimabile valore, in grado di raccontare la storia, lunga otto secoli, di un antico santuario, della fede e della spiritualità di chi lo frequentava e di un territorio plasmato dal profondo legame fra il sacro, le acque e la natura.

“È un premio di cui sono orgogliosa”, commenta a caldo la regista Brigida Gullo ad archeologiavocidalpassato.com con il premio Cinema archeologico del RAM film festival 2024, “e che condivido insieme al regista Eugenio Farioli Vecchioli con cui abbiamo portato avanti questo lavoro. È stato un lavoro frutto di una sinergia secondo me anche molto fortunata, al di là dell’incredibile scoperta, perché abbiamo lavorato insieme agli archeologi, insieme a Jacopo Tabolli che è il direttore scientifico dello scavo, insieme alla comunità di San Casciano, alla sindaca Agnese Carletti, ed insieme a Emanuele Mariotti che è il direttore dello scavo. Diciamo che si percepiva veramente un forte entusiasmo per quello che stava succedendo alla vasca e anche la volontà di raccontare i ritrovamenti non in sé e per sé riguardo al valore di ogni singolo bronzo, ma guardando appunto al contesto e a quello che soprattutto i reperti hanno ancora da dirci. È una storia che continuerà, che non finisce qui, perché ci sono ancora in corso gli scavi – sono finiti qualche giorno fa – e quindi diciamo che aspettiamo un nuovo racconto”.

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Frame del film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella

PREMIO L’ITALIA SI RACCONTA. Il Premio della sezione “L’Italia si racconta” è stato assegnato al film “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella (Italia, 2022, 42’). Nel periodo più cruento della seconda guerra mondiale, Pier Paolo Pasolini sfolla da Bologna a Casarsa, nella campagna friulana. Qui scopre una lingua pura per la poesia, il friulano e apre una scuola per i figli dei contadini, diffondendo cultura e speranza. Il film narra la storia di un giovane che seppe risvegliare in sé e negli altri un senso profon­do di identità e appartenenza.

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Antonio Barone, direttore artistico e promotore di rassegne di film d’autore, proclama il film“La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” di Roberta Cortella vincitore del premio “L’Italia si racconta” RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film è ambientato negli anni Quaranta, il giovane Pasolini vive a Casarsa della Delizia (dove oggi è sepolto). È il paese di sua madre, terra di frontiera: lì scoprirà il paesaggio friulano, la “nuova” lingua e le tradizioni dell’universo contadino. Il film restituisce pienamente questa carica emotiva e offre nuovi spunti per rileggere quel periodo alternando curate sequenze dei luoghi a scene di finzione al fine di ricomporre quegli anni così dolorosi a causa della guerra: le partite di pallone, le pagine tra i banchi di scuola scritte in friulano; la creazione di un’originale estetica che contribuirà a influenzare la sua successiva opera.

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Frame del film “Sala 5, il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato

Menzione speciale al film “Sala 5. Il cartone di Raffaello” di Stefano Santamato (Italia, 2023, 15’). Un appassionante viaggio al confine tra passato e presente, tra arte e architettura, un racconto per scoprire il riallestimento di una delle sale più im­portanti della Pinacoteca Ambrosiana, l’imponente Sala 5, la quale ospita uno dei grandi capolavori dell’arte: il “Cartone di Raffaello”, disegno prepa­ratorio de “La scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Motivazione: le immagini accompagnano all’interno della Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana che ospita una delle opere più preziose della collezione, il disegno preparatorio dell’affresco “La scuola di Atene” della Stanza della Segnatura in Vaticano. Il film segue il lungo e importante lavoro di riallestimento della sala, portando alla scoperta delle riflessioni di curatori e progettisti e agli affascinanti interventi di imprese e maestranze. Un emozionante e intelligente racconto di amore e cura del patrimonio artistico, un viaggio emozionante tra arte e architettura.

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Frame del film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha

PREMIO SGUARDI DEL MONDO. Il Premio della sezione “Sguardi dal mondo” è stato assegnato al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Gli antichi popoli brasiliani preservano una tradi­zione artistica che combina funzionalità e bellezza: panche intagliate direttamente dai tronchi d’albero, decorate e ornate, con dimensioni religiose e sim­boliche. Il film rivela anche una sorprendente so­miglianza tra questa tradizione millenaria dei po­poli indigeni dello Xingu in Amazzonia e quella di un’altra cultura antica, quella giapponese.

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Silvia Lelli, antropologa culturale e documentarista, docente all’università di Firenze, proclama il film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” vincitore del premio Sguardi dal mondo RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il film mostra una sorprendente sintonia, artistica e spirituale, tra due popoli geograficamente lontani: i nativi del Giappone e i nativi dell’Amazzonia. Che questa affinità sia frutto di una migrazione preistorica dall’Asia all’America è ipotetico ma possibile, viste le comuni tradizioni animiste e sciamaniche, portatrici anche di un’altra profonda fratellanza, quella con il mondo degli animali. E le sculture in legno che li rappresentano dimostrano l’inesistenza di un confine tra arte indigena e arte contemporanea, vanificando classificazioni riduttive e ogni eventuale senso di una presunta superiorità occidentale. Una produzione affascinante.

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Frame del film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

Menzione speciale al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Le Nonne della Ruta Escondida in Ecuador portano alla luce il loro passato con conoscenze e ricordi magici attraverso i quali fanno rivivere tradizioni che si erano perdute nel tempo, dalle ricette ance­strali agli antichi rimedi per le malattie del corpo e dello spirito. Il film ricorda la saggezza degli an­ziani e l’importanza di preservare le nostre radici. Motivazione: un forte messaggio femminile arriva dalla scelta inconsueta del focus sulle rughe di donne anziane, le Nonne della Strada nascosta, discendenti della cultura Inca. I loro volti antichi racchiudono e diffondono sapienza, resistenza, conoscenza della natura e della fitoterapia. Tra canti e conversazioni con le piante le nonne e le madri curano giovani corpi e insegnano a vivere alle nuove generazioni, trasmettendo una pacata determinazione. Un cortometraggio inaspettato, delicato ma potente che fa bene al cuore. Il ritmo e le animazioni grafiche, semplici e originalissime, ne fanno un gioiello indimenticabile.

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Frame del film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero

PREMIO CULTURA ANIMATA. Il premio della sezione Cultura animata è stato assegnato al film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero (Bolivia/Colombia, 14’). Secondo una credenza delle comunità degli alto­piani andini non bisogna piangere troppo per la morte di una persona cara, perché la si potrebbe far soffrire impedendole di riposare in pace. Come farà allora Candelaria a superare senza piangere la morte improvvisa di Josè, il suo amato?

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Cristiano Carloni, autore di video, installazioni, scenografie elettroniche, film d’animazione e fotografie, proclama il film “Paskay / Districare” di Andrea Estéfany Caballero vincitore del premio Cultura animata RAM film festival (foto graziano tavan)

Motivazione: Andrea Caballero descrive con una raffinata tecnica di stop motion un racconto tradizionale della comunità indigena boliviana Jalq’a. Il tessuto con cui sono realizzati i pupazzi e i fondali utilizzati per l’animazione tesse la trama personale, profonda e commovente, della storia della protagonista. Questa chiave espressiva è ulteriormente arricchita da un uso elegante dell’animazione le cui immagini, ispirate all’iconografia tradizionale della cultura Paracas, si sovrappongono al pattern fisico del corto.

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Frame del film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines

Menzione speciale al film “Meziměsti | Citta di mezzo” di Ilya Kreines (Repubblica Ceca/Israele, 2023, 9’). Un vagabondaggio poetico attraverso la città mit­teleuropea e la sua memoria, attraverso periodi e luoghi diversi, mescolando realtà e finzione. Il film, realizzato con timbri ricavati da gomme da cancel­lare, è costituito da frammenti, storie, immagini e impressioni. In un flusso che plasma la città inesi­stente, si evidenziano le tracce dei mondi comunista ed ebraico che essa conteneva. Motivazione: Ilya Kreines mette in scena una raffinata riflessione per immagini sul tema della città e dei suoi spazi attraverso una tecnica di animazione molto particolare. Una serie di illustrazioni realizzate con lo stile delle Fail Stamp si muove su una colonna sonora fatta di suggestioni sonore a rappresentare il vorticoso evolversi degli spazi urbani. Una visione dal forte carattere poetico che sembra chiedersi quale sia il fine ultimo di tanta frenetica attività umana.

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Frame del film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan

PREMIO NUOVI SGUARDI. Il premio “Nuovi sguardi”, destinato ai film realizzati da registi neo-diplomati dalle scuole di cinematografia di tutto il mondo è stato assegnato al film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan (Regno Unito, 2023, 22’). Con il Museo di Manchester come caso di studio, il film racconta di come la violenza colonialista sia alla base di molte collezioni museali inglesi. L’attua­le dibattito sulla restituzione degli oggetti saccheg­giati viene inquadrato attraverso l’esperienza del conservatore Njabulo Chipangura e di Erinma Bell, attivista pacifista e rappresentante per la contea me­tropolitana della Grande Manchester.

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Virginia Trinco, archeologa ed educatrice museale, proclama il film “Future tense: Conversations at Manchester Museum / Tempo futuro: conversazioni al Manchester Museum” di Ero Sevan vincitore del premio Nuovi sguardi RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

Motivazione: il documentario cattura l’interesse sia per l’importanza ed attualità della tematica, sia per il linguaggio cinematografico: poetico, ben curato, incisivo e coraggioso, capace di considerare lo spettatore come soggetto attivo. Il film, con una posizione autoriale chiara, attraverso gli oggetti e l’amore per essi ci parla di storia, identità, colonialismo, futuro e prassi, chiamando in causa il ruolo stesso di museo, realtà da rendere un “Living space”, in cui poter partecipare per imparare del proprio mondo. Future Tense si colloca perfettamente all’interno del contesto del RAM, un’occasione di scambio e di riflessione, un momento di incontro e dibattito attraverso il cinema e la memoria.

Menzione speciale al film “Phool Dei” di Kartik Mahajan (India, 2023 -2024, 8’). Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto che celebra la cultura dell’Himalaya nello stato di Ut­tarakhand in India, è visto con gli occhi di una ragazzina in un viaggio magico, prima che il suo villaggio diventi un villaggio fantasma. Affrontan­do temi come cambiamento, migrazioni, magia e forze della natura, il corto è un tributo alle tra­dizioni e un commovente commento alle sfide da affrontare.

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Frame del film “Phool Dei” di Kartik Mahajan

Motivazione: con la sua audace fusione tra animazione e musical, l’opera cattura l’essenza vibrante della tradizione Phool Dei, il festival dei fiori e del raccolto dell’Uttarakhand, India. Attraverso una narrazione musicale e visivamente incantevole, il film guida nel viaggio di una giovane protagonista che vive la magia del suo villaggio in un momento di trasformazione. Con la sua atmosfera onirica e il ritmo cadenzato dalle melodie, il corto diventa un inno non solo alla tradizione, ma anche al potere del racconto visivo-musicale per affrontare tematiche profonde come il cambiamento e la resistenza culturale.

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Chiara Simoncelli proclama il film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective vincitore della menzione speciale Fulldome RAM film festival 2024 (foto graziano tavan)

FULLDOME. Menzione speciale Fulldome al film “The earth above. A Deep Time View of Australia’s Epic History / La Terra al di sopra. Una visione profonda della storia epica dell’Australia” di the RUWE Collective. Motivazione: il film rende protagonisti gli aborigeni e la loro visione olistica del processo trasformativo in atto da millenni in Australia. Questo è il suo contributo più prezioso: la proposta di un modello alternativo, che permette di cambiare prospettiva e mettersi nei panni dell’Altro, inteso come un Tutto che rimanda a un ecosistema di interazioni tra scienza, natura, società e persone. Da un punto di vista tecnico è molto ben riuscito e sfrutta la tecnologia fulldome ma senza calcare troppo la mano: lascia come ricordo principale l’importanza del racconto e solo successivamente il ruolo della tecnologia. Un uso sapiente delle nuove tecnologie, infatti, fa sì che la tecnologia stessa “scompaia” agli occhi dell’osservatore, per lasciare il focus sul messaggio

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La menzione speciale CinemA.Mo.Re. RAM film festival 2024 è andata al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon

CINEMAMORE. Menzione speciale Cinemamore al film “Surcos / Solchi” di César Càrdenas Gordon (Ecuador, 2023, 15’). Motivazione: è un film denso di contenuti e dalla narrazione poetica, che trasmette un racconto tutto femminile, sia universale che locale, del ruolo delle nonne della Ruta Escondida in Ecuador. Notevole sotto il profilo filmico, il cortometraggio utilizza un linguaggio innovativo, combinando riprese sul campo e animazione in stop motion dove le memorie, il mito, le usanze e le eredità culturali si fondono nelle voci delle anziane donne, la cui sapienza viene elogiata e tramandata di generazione in generazione.

Menzione al film “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection / Xingu – Tokyo: una connessione ancestrale” di Sylvio Rocha (Brasile, 2023, 45’). Motivazione: il film racconta la prossimità fra due culture, quella giapponese e quella brasiliana, attraverso la differenza tra arte e artigianato, il ruolo di ambiente e cultura antropica, nella continuità e discontinuità di passato e presente, che i legami e le distanze tra civiltà sono in grado di illustrare.

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Frame del film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry

ARCHEOBLOGGER. Menzione speciale Archeoblogger al film “La Grotte Cosquer. Un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer. Un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry (Francia, 2022, 52’). Il film ricostruisce la storia della Grotta Cosquer, uno dei capolavori di pittura rupestre d’Europa. Oltre 35 metri sotto il livello del mare, è oggi minacciata dall’innalzamento delle acque accelerato dal riscal­damento climatico. Per conservarla e renderla ac­cessibile, la Regione francese Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha avviato una ricostruzione a grandezza naturale di questo gioiello nascosto.

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Claudia Beretta proclama il film “La Grotte Cosquer, un chef d’oeuvre en sursis / La grotta Cosquer, un capolavoro in pericolo” di Marie Thiry vincitori della menzione speciale Archeoblogger RAM film festival 2024

Motivazione: un documentario che porta lo spettatore nel cuore di una grotta semi sommersa attraverso immagini di forte impatto cinematografico e poi attraverso l’uso delle più moderne tecnologie e la pratica artistica racconta una storia che è insieme di ricerca e di promozione di un sito dall’equilibrio delicatissimo. Un film che incanta e riesce a far sentire vicini uomini e donne vissuti migliaia di anni fa, che hanno affidato alla roccia di questa grotta il segno del loro passaggio, frutto di una volontà di esprimersi in cui, ancora oggi, ci riconosciamo.

 

Rovereto (Tn). Quinta e ultima giornata al RAM film festival: non solo premiazioni dei film al teatro Zandonai, ma anche incontri con l’antropologo Canestrini sui Neanderthal, e anteprima del documentario “Un, due, tre. Stella!”. Ecco gli ultimi dieci film in cartellone

Il RAM film festival di Rovereto è arrivato alla quinta e ultima giornata, la giornata delle premiazioni. Ma a teatro Zandonai c’è ancora il tempo per seguire (e votare) ben dieci le proiezioni che si susseguiranno nel corso della giornata di domani, al Teatro Zandonai di Rovereto, al termine delle quali si voterà per l’ultima volta, decretando il premio del pubblico di questa edizione 2024: dalla scoperta delle sue origini con l’arte preistorica, passando per il sentiero romanico sulle tracce dell’arte altoatesina, fino ad arrivare alla Sala 5 della Pinacoteca Ambrosiana, sede del “Cartone di Raffaello”, il disegno preparatorio della famosissima “Scuola di Atene” di Raffaello Sanzio. Due anche gli eventi speciali presenti nel palinsesto di oggi: alle 18.30, Duccio Canestrini con il suo spettacolo “Neander Pop” per riscoprire insieme la figura dell’uomo neandertaliano; alle 20.30, “Un, due, tre…stella!”, il documentario, in anteprima assoluta, sulla riscoperta dei movimenti legati all’infanzia. A seguire la proiezione del film vincitore del premio del pubblico. Ecco i film di oggi: “Tarihin Tanığı Gaziantep” (Turchia, 2023, 16’); “Sapiens ou la naissance de l’art” (Francia, 2022, 52’); “Meziměstí” (Repubblica Ceca-Israele, 2023, 9’); “Il sentiero romanico – siti culturali tra Tubre ed Egna” (Italia, 2023, 58’); “Alle origini della Basilica di Aquileia” (Italia, 2023, 8’); “Passos Perdidos” (Portogallo, 2023, 10’); “L’autre monde des Dinosaures” (Francia, 2023, 52’); “Sala 5, il cartone di Raffaello” (Italia, 2023, 15’); “Chunjian huayue ye” (Canada-Cina, 2024, 8’); “Iznik, les mystères de la basilique engloutie” (Francia, 2022, 55’).

rovereto_RAM-film-festival-2024_neander-pop_locandinaNEANDER POP. Conferenza-spettacolo di Duccio Canestrini, antropologo. Tipi tosti i neandertaliani. E ancora non è ben chia­ro perché ci abbiano lasciati soli a spadroneggiare “sapientemente” sul Pianeta. In ogni caso per fortu­na (e per amore) ci siamo mescolati, e il loro lascito è tanta roba. La conferenza di Duccio Canestrini è un mix di ragionamento e divertimento, più spettacolo che paleoantropologia, con musiche, vi­deo, umorismo e animazioni grafiche. Perfino at­tualità, perché gli “altri” – che siano estinti, immagi­nati o presenti tra noi – ci costringono ogni giorno a relativizzare la nostra supremazia. E a considerare la diversità come una ricchezza.

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L’antropologo Duccio Canestrini (foto fmcr)

Duccio Canestrini insegna Sociologia e antropolo­gia del turismo al Campus di Lucca – Università di Pisa. Per dieci anni ha lavorato a Milano da inviato del mensile geografico “Airone”, in tutti i continenti, e come editor per l’antropologia. Da sempre attento all’etica della comunicazione e al linguaggio au­diovisivo, ha diretto alcuni documentari dedicati al rapporto uomo-ambiente in Africa, Centroamerica, Amazzonia e in Alto Adige. Ha al suo attivo alcuni fortunati libri, tra cui Andare a quel paese (Feltrinel­li) e Antropop. La tribù globale (Bollati Boringhieri).

rovereto_RAM-film-festival-2024_un-due-tre-stella_locandinaUN, DUE, TRE… STELLA! Presentazione e anteprima assoluta del documentario frutto di un Community Project di Oriente Occidente, in collaborazione con Fondazione Museo Storico del Trentino e Ram Film Festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto con il sostegno di Fondazione Caritro. Regia di Emanuele Gerosa. Cosa rimane nel nostro corpo di tutto quello che abbiamo vissuto? Alcune persone anziane, gui­date dal coreografo Carlo Massari, si ritrovano a giocare nei giardini e nei cortili di quando erano bambini e bambine. Un viaggio a ritroso nel tem­po per riscoprire i movimenti legati all’infanzia e risvegliare ricordi che sembravano perduti, ma che sono sempre rimasti lì, assopiti e frammentati nelle profondità di sé, come memorie che il corpo non ha mai smesso di conservare.

 

Rovereto (Tn). Per la quarta giornata grandi ospiti al RAM film festival 2024: nel pomeriggio aperitivo con Jacopo Tabolli e i Bronzi di San Casciano, serata speciale Egitto al teatro Zandonai con Christian Greco, direttore del museo Egizio, e il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio”. Ecco tutti i film in cartellone al teatro Zandonai

rovereto_RAM-film-festival-2024_speciale-egitto_locandinaGrandi ospiti sabato 5 ottobre 2024, quarta giornata del RAM film festival 2024, aperto nel pomeriggio, alle 14.30, con la “scoperta” del giardino della Canonica di San Marco; continuato con l’aperitivo d’autore con ospite Jacopo Tabolli alla scoperta del santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni; e chiuso alla sera, al teatro Zandonai, con “Speciale Egitto”, l’evento più atteso dell’edizione 2024. Ospite del RAM film festival il direttore del museo Egizio di Torino, Christian Greco, che introdurrà il film “Uomini e Dei: Le meraviglie del museo egizio” in occasione del bicentenario della sua apertura.

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SPECIALE EGITTO. Alle 20.30, il film “Uomini e Dei. Le meraviglie del museo egizio” di Michele Mally (Italia, 2023, 87’). Il premio Oscar Jeremy Irons accompagna il pub­blico in una narrazione affascinante che vede al centro della scena i tesori esposti nel museo Egi­zio di Torino, il più antico museo sulla civiltà egizia (aperto prima di quello del Cairo), che proprio nel 2024 festeggia il suo bicentenario. Reperti, studi scientifici e il dietro le quinte del museo sono narrati in maniera corale da curatori e restauratori così come da esperti e studiosi di importanti istituzioni museali mondiali. Ma il film non si limita a mostrare le collezioni del museo: intreccia storie, personaggi e contesti storici in diversi filoni narrativi per offri­re una visione completa e affascinante dell’antico Egitto (vedi Nell’anno del bicentenario della sua fondazione (1824-2024), il museo Egizio di Torino approda per la prima volta al cinema con “Uomini e dei. Le meraviglie del museo Egizio”, nelle sale italiane solo per due giorni, il 12 e 13 marzo, con la partecipazione straordinaria del Premio Oscar Jeremy Irons, che guida il pubblico in un viaggio alla scoperta dei tesori di una delle civiltà più affascinanti della storia antica | archeologiavocidalpassato).

rovereto_RAM-film-festival-2024_sguardi-sulla-mobilità_locandinaAPERITIVO AL GIARDINO, alle 18. “Sguardi sulla mobilità antica: genti diverse venute dall’Est al santuario del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni”. Incontro con Jacopo Tabolli, archeologo e docente all’università per Stranieri di Siena. Modera Andreas Steiner, direttore di Archeo. L’ospite racconterà la biografia culturale delle statue in bronzo di età etrusca e romana rinvenute a partire dal 2022 nel santuario termale del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni (III secolo a.C. – V secolo d.C.). Un viaggio attraverso comunità plurilin­gui e multiculturali che fecero di una sorgente termale il loro centro di ritualità permanente. Sono le offerte in bronzo a offrire un quadro complesso di mobilità antica, che lega materie prime, artigiani itineranti, operatori del rito e del culto e la sorgente calda.

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Jacopo Tabolli osserva una statua femminile con dedica in etrusco allo scavo al Bagno Grande del santuario termale etrusco-romano di San Casciano (foto uni-stranieri siena)

Jacopo Tabolli è professore associato di Arche­ologia italica ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e Direttore del Centro di Arche­ologia per le Diversità e le Mobilità preromane. I suoi campi di interesse riguardano la cultura ma­teriale etrusca e preromana, l’ideologia funeraria e i santuari. Ha partecipato a numerosi scavi, at­tualmente in particolare lavora al sito di San Ca­sciano dei Bagni e sull’Isola del Giglio (Seascape project).

Ma vediamo meglio il programma delle proiezioni. Al teatro Zandonai “Grue – Drveni Nosači Za Barke” (Croazia/2023/54’); “Askòs – il canto della Sirena” (Italia/2023/63’); “Calattubo. Memorie da salvare” (Italia/2024/33’); “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” (Italia/2024/10’); “Akragas città della bellezza” (Italia/2020/8’); “La Grotte Cosquer, un chef d’œuvre en sursis” (Francia/2022/52’); “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni” (Italia/2023/57’); “Sui tetti di chi dorme” (Italia/2024/15’); “Il corpo e il nome. Gli ignoti delle Fosse Ardeatine” (Italia/2023/53’); “Rosso, i colori dell’arte” (Italia/2023/52’); “Phool Dei” (India/2023-24/8’).

Rovereto (Tn). Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival 2024, invita gli appassionati e ad archeologiavocidalpassato.com illustra gli eventi e le attività da non perdere. Ecco i film in cartellone nella seconda giornata

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Il RAM film festival al teatro Rosmini di Rovereto (foto fmcr)

Siamo alla seconda giornata del RAM Film festival 2024. E per chi ancora non conosce bene l’offerta culturale di Rovereto nei giorni del festival, ecco l’intervento che Claudia Beretta, direttore artistico del RAM film festival, fa per archeologiavocidalpassato.com illustrando quanto di meglio offre il programma predisposto dalla fondazione Museo Civico di Rovereto.

“Come sempre il RAM film festival raccoglie gli appassionati di archeologia, e non solo, a Rovereto”, ricorad Claudia Beretta. “Quindi con un programma bellissimo vi invito a vedere i film di archeologia, ma anche di animazione, sul patrimonio culturale, sguardi sul mondo – sguardi dal mondo in realtà – e l’Italia si racconta. Quindi quattro le sezioni tradizionali, ma c’è molto altro. Ci sono gli aperitivi al giardino. Quest’anno si scopre il giardino del museo civico di Scienze e Archeologia, ma non solo. Ci sarà anche una serata di cinema all’aperto. Tutte le serate e gli aperitivi sono dedicati al focus di quest’anno Sguardi sulle migrazioni, quindi gli spostamenti dei popoli ieri e oggi. Una delle serate che mi sento di consigliarvi è quella del venerdì sera con Stefano Allievi che parlerà appunto di migrazioni nel tempo e nello spazio, con una riflessione molto ampia, un vero spettacolo con anche un apparato visivo molto bello di Fabrica. Quindi sarà veramente godibile. Non vi sto nemmeno a raccontare la serata di sabato sera con Christian Greco del museo Egizio.

rovereto_RAM-film-festival-2024_un-due-tre-stella_locandina“Abbiamo una chicca anche nella serata della domenica – assicura Beretta – dove presenteremo una specie di community project in collaborazione con Oriente Occidente e la fondazione museo Storico del Trentino, un film bellissimo “Un due tre stella” in cui si parlerà del lavoro di un artista, che è l’artista residente di Oriente Occidente che ha fatto un lavoro sulla memoria del gioco, quindi su come anche il nostro corpo ha una memoria che mantiene delle testimonianze e la testimonianza in questo caso è quella dei giochi da bambino con tutta una serie di riscontri, di relazioni che vedrete saranno molto interessanti.

rovereto_RAM-film-festival-2024_neander-pop_locandina“Un altro appuntamento che vi ricordo e che è interessante, anche questo nel week end – continua Beretta – è “NeanderPop” di Duccio Canestrini che è un antropologo, un’altra conferenza-spettacolo come quella di Allievi, in cui si parla un po’ del nostro progenitore che per un bel po’ di tempo è stato un po’ reietto, e ora invece è diventato un po’ protagonista della scena grazie anche alle analisi del DNA. Infatti uno dei filoni che vi segnalo – cercatelo nei meandri delle nostre pagine – è proprio questo rapporto tra il Sapiens e il Neanderthal e una delle questioni che sorgono è se ha inventato l’arte. Lo scoprirete nei film, o comunque sceglierete una delle vie che vengono proposte nei vari film che abbiamo in programma.

rovereto_RAM-film-festival-2024_anticipazioni_RAM-X_foto-fmcr“L’altro appuntamento interessante che mi piace ricordare, oltre al Fulldome che vi ha già descritto la nostra direttrice Alessandra Cattoi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2024/10/02/rovereto-tn-al-via-il-programma-il-ram-film-festival-2024-il-ricco-programma-presentato-per-archeologiavocidalpassato-com-dalla-direttrice-alessandra-cattoi-ecco-i-film-in-cartellone-nella-prima/), è quello che noi facciamo sempre al museo di Scienze e Archeologia che è curato da noi in collaborazione con il festival FrontDoc che è il festival del cinema di frontiera di Aosta: insieme a un giovane che è Filippo Pontiggia abbiamo creato lo spazio che si chiama RAM X dedicato alla sperimentazione. Quindi nuovi linguaggi nel cinema e anche per la valorizzazione dei beni culturali. Quindi ci sarà uno spazio che racconta con la realtà virtuale tutto quello che si può fare nel cinema, in un cinema immersivo. E in un’altra sala invece raccontiamo e valorizziamo, insieme a un’azienda che si chiama ETT di Genova, con la realtà virtuale, le palafitte dell’Unesco, con un programma girato alle palafitte di Fiavè.

rovereto_RAM-film-festival-2024_tra-le-mura-antiche_locandina“C’è veramente tanto. E anche in giro per la città si possono fare – per esempio – visite guidate al cimitero di Rovereto. E viene spontanea la domanda: ma come? Invece si va col geologo e si scoprono – per esempio – i materiali che venivano usati nell’arte per certi monumenti anche molto preziosi che si trovano lì. Poi scopriamo uno spazio molto interessante che è il giardino dietro la canonica di San Marco, che è uno spazio con una fortificazione e una storia moto particolare, e non è quasi mai aperto al pubblico. E poi scopriremo anche uno dei palazzi storici della città che è il Palazzo Del Bene che è in centro a Rovereto, sede della fondazione Caritro che è uno dei nostri sostenitori. Tutto questo naturalmente a ingresso gratuito, sia le proiezioni sia le attività. E quindi – conclude Beretta – vi aspettiamo per una full immersion nell’archeologia e nei beni culturali che non sono solo il patrimonio materiale ma anche quello immateriale fatto di tradizioni usi e costumi che si possono scoprire a Rovereto”.

E allora vediamo il programma del 3 ottobre 2024, seconda giornata del RAM film festival 2024. Pronti per affrontare un viaggio a bordo di una barca a vela? Nel film “Approdi”, in programma giovedì 3 ottobre, lo scrittore e giornalista Nicolò Carnimeo, a bordo di Camomilla, accompagnerà il pubblico in un’avventura straordinaria lungo le coste pugliesi, dove ogni tappa è un racconto: storie di antichi popoli, ma anche di musica e bellezza… insomma, una dichiarazione d’amore al mare della Puglia. Ecco i film: “Odyssea: L’histoire de notre évolution” (Francia-Belgio/2023-24/28’); “Il cavaliere bianco” (Italia/2023/9’); “No Estàn Solos” (Paraguay/2022/3’); “Lugnano in Teverina: la vita lungo il fiume Tevere 2000 anni fa” (Italia-Stati Uniti/2024/26’); “Xingu – Tokyo: An Ancestral Connection” (Brasile/2023/45’); “Surcos” (Ecuador/2023/15’); “The new city” (Tunisia/2023/5’); “Artémis le temple perdu” (Svizzera/2023/53’); “A jewel on the ground” (Iran/2023/39’); “On the Last Day of Navarathri” (India/2023-24/7’); “Italia viaggio nella bellezza. Diario di uno scavo in Sicilia” (Italia/2023/55’); “Gown” (Regno Unito/2023/8’); “Clarus” (Italia/2023/20’); “Beyond East and West” (Austria-Montenegro/2023/11’); “Approdi” (Italia/2024/45’); “Ingeniería Romana – Puertos” (Spagna/2023/55’); “Néandertal, premier artiste de l’humanité?” (Francia/2023/52’)

 

Rovereto (Tn). Al via il programma il RAM film festival 2024. Il ricco programma presentato per archeologiavocidalpassato.com dalla direttrice Alessandra Cattoi. Ecco i film in cartellone nella prima giornata

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Fondazione museo civico di Rovereto: il presidente Giovanni Laezza e la direttrice Alessandra Cattoi alla presentazione del RAM film festival 2024 (foto fmcr)

RAM Film Festival 2024: ci siamo. Con la proiezione del film “Le mystère des oiseaux géants / Il mistero degli uccelli giganteschi” alle 15 di mercoledì 2 ottobre 2024 al teatro Rosmini di Rovereto, apre ufficialmente il RAM film festival 2024, giunto alla 35ma edizione, che ha avuto un’anteprima musicale la sera martedì 1° ottobre 2024 con il Trio Broz che ha segnato anche la riapertura dello storico teatro alla comunità roveretana dopo qualche annodi chiusura. A introdurci alla cinque giorni di festival, dal 2 al 6 ottobre 2024, con un programma ricco di eventi, è Alessandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto, che organizza il RAM film festival, in un intervento per archeolgoiavocidalpassato.com.

“RAM film festival è ai blocchi di partenza”, esordisce Alessandra Cattoi. “Si parte mercoledì 2 fino a domenica 6 ottobre. Abbiamo 60 documentari in programma, e moltissime le nazioni che sono rappresentate – quasi 30 – nelle quattro sezioni del festival: la sezione del cinema archeologico è la più nutrita, su 60 film ben 28 sono dedicati all’archeologia. E le altre sezioni classiche che riguardano i documentari sul patrimonio culturale italiano, su quello non italiano dal mondo e poi le animazioni. Quest’anno abbiamo in più due novità. Per la prima volta un premio dedicato ai giovani registi delle scuole di cinema, e una delle proiezioni sarà fatta fuori dalle classiche sale cinematografiche e dentro invece il Planetario. Il RAM fil festival è organizzato da un museo – il museo civico di Rovereto – che ha un Planetario e quindi verranno proiettati sulla cupola, quindi su una superficie semisferica, dei documentari realizzati apposta con questa tecnologia totalmente immersivi. Solitamente nei planetari si vedono filmati di astronomia. In questo caso vedremo invece l’archeologia a tutta cupola”.

“Oltre la proiezione dei film”, ricorda Cattoi, “avremo degli eventi e in particolare degli incontri con esperti sia di archeologia ma anche di altre tematiche perché il focus di quest’anno si chiama “Sguardi sulle migrazioni” , e quindi qualche incursione sull’attualità, sulla questione più strettamente cogente è inevitabile, e quindi abbiamo quattro appuntamenti ogni pomeriggio alle 18 con esperti e anche con dei film sul focus delle migrazioni. Venerdì e sabato sera, invece, al teatro Zandonai, eventi-spettacolo. In particolare una conferenza tenuta da Stefano Allievi, che è professore all’università di Padova, un antropologo, ma che ci racconta il mondo come è stato nelle grandi migrazioni del passato, e sabato sera grandi aspettative perché avremo a Rovereto Christian Greco, il direttore del museo Egizio, che ci racconterà il film realizzato quest’anno per i 200 anni della nascita del museo Egizio e tutte le novità che il museo Egizio sta annunciando settimana dopo settimana in questi mesi. Si conclude domenica con un ultimo spettacolo realizzato apposta per il RAM film festival di un antropologo che si chiama Duccio Canestrini, fa parte anche del comitato scientifico del RAM film festival, dal titolo un po’ curioso: si chiama NeanderPop, e racconta un po’ come in ognuno di noi ci sia un po’ di Neanderthal e come questo Neanderthal abbia migrato nei secoli per arrivare fino ad oggi”.

E allora vediamo il programma del 2 ottobre 2024, prima giornata del RAM film festival 2024. Storie di popoli e di tempi lontani, meravigliose scoperte, musica in grado di raccontare un’identità e rugiada in grado di risvegliare un profondo senso di appartenenza, e perché no, anche storie di uccelli giganti. Questo è quello che succede al RAM film festival: si raccontano storie, e nella prima giornata di proiezioni, quelle proposte sono davvero sorprendenti: “Le mystère des oiseaux géants” (Francia/2023/53’); “Cheenee” (Trinidad e Tobago/2023/61’); “Specularia. Des vitres chez les Romains” (Belgio/2023/25’); “Diving in the Aegean History” (Grecia/2023/12’); “Ni por mil puñados de Oro” (Cile/2022/24’); “La notte del Conte Rosso” (Italia/2024/54’); “A Villa dos Centauros” (Portogallo/2023/25’); “Jiroft” (Iran/2024/6’); “Anima Insulae” (Italia/2024/51’); “Mésopotamie, la redécouverte des trésors d’Irak” (Francia/2023/52’); “La rosada e l’ardilut. Nel Friuli del giovane Pasolini” (Italia/2022/42’); “On les appelle: Vikings” (Francia/2023/52’).

Pantelleria. Sull’acropoli di San Marco scoperto un tesoretto di 27 monete di età Repubblicana. L’archeologo Thomas Schäfer (Universität Tübingen): “Qualcuno ha nascosto il gruzzolo all’arrivo delle navi dei pirati, senza riuscire più a recuperarlo”

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Una delle monete d’argento scoperte nel tesoretto sull’acropoli di San Marco a Pantelleria (foto regione siciliana)

Nuovo ritrovamento nell’acropoli di San Marco a Pantelleria: rinvenute 27 monete d’argento di età Repubblicana coniate a Roma tra il 94 e 74 a.C. Una scoperta che offre informazioni preziose per la ricostruzione di accadimenti che hanno segnato la storia della Sicilia in epoca romana, avvenuta in un sito di straordinaria bellezza rimasto fortunatamente ancora intatto.

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Sull’acropoli di San Marco a Pantelleria scoperto un tesoretto di 27 monete d’argento (foto regione siciliana)

Il tesoretto di 27 monete d’argento è stato scoperto nel luogo esatto in cui, nel 2010, erano stati scoperti 107 denari romani d’argento, poco lontano da dove qualche anno prima erano state ritrovate le tre famose teste imperiali di Cesare, Agrippina e Tito. Il gruppo di lavoro guidato dall’archeologo Thomas Schäfer per l’Universität Tübingen ha effettuato il ritrovamento durante una campagna di pulizia, restauro e copertura dei saggi dell’acropoli di Santa Teresa e San Marco, a Pantelleria – parte del parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, diretto da Felice Crescente: si tratta di alcune monete in argento di età Repubblicana coniate a Roma, denari la cui datazione fissata tra il 94 e 74 a.C. è identica a quella del primo ritrovamento. Secondo quanto sostiene l’archeologo, alcune monete sono apparse nella terra smossa dopo le piogge, le altre sono state ritrovate sotto a un masso proseguendo negli scavi e sono già state ripulite e inventariate.

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Una delle monete d’argento scoperte nel tesoretto sull’acropoli di San Marco a Pantelleria (foto regione siciliana)

“Questa scoperta”, afferma l’assessore ai beni Culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, “oltre al valore intrinseco legato ai reperti, offre informazioni preziose per la ricostruzione di accadimenti, contatti commerciali e relazioni politiche che hanno segnato il Mediterraneo in età Repubblicana”. “Scaviamo ormai da venticinque anni a San Marco”, spiega l’archeologo Thomas Schäfer, “è un sito meraviglioso, fortunatamente intatto, non è stato mai toccato nei secoli. È il luogo che ci ha restituito il Comizio dove si incontravano i decurioni: sono soltanto cinque in tutta Italia e questo è quello in condizioni migliori”. Schäfer ipotizza che questo piccolo tesoro sia stato nascosto durante uno dei frequenti attacchi dei pirati del periodo: in quegli anni era infatti in corso nel Mediterraneo la campagna di Gneo Pompeo Magno che, su incarico del Senato romano, combatté e distrusse le imponenti flotte piratesche. C’erano frequenti scorribande contro i villaggi lungo la costa ed è facile immaginare che qualcuno abbia nascosto il gruzzolo all’arrivo delle navi, senza riuscire più a recuperarlo.