Aquileia (Ud). Chiusa la campagna di scavo 2024 dell’università di Verona nell’area ex fondo Pasqualis: nuove importanti informazioni sull’area del mercato di Aquileia tardo-antica. Ma non solo: ecco i risultati

Il team dell’università di Verona impegnato nella campagna 2024 nell’area del mercato tardo-antica, ex fondo Pasqualis, ad Aquileia (foto fondazione aquileia)
L’area del mercato di Aquileia tardo-antica rivela ogni anno nuove informazioni importanti per la storia del sito e dell’intera città. Anche la campagna di scavo 2024 nell’area ex fondo Pasqualis, posta all’estremità sud-orientale di Aquileia, dell’équipe dell’università di Verona, dipartimento di Culture e Civiltà, sotto la direzione di Patrizia Basso in collaborazione con Diana Dobreva, conclusasi pochi giorni fa, non ha deluso le aspettative. I lavori sono condotti su concessione ministeriale, in accordo con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia e sulla base dell’accordo di collaborazione scientifica e finanziaria con la Fondazione Aquileia, che fin dal 2018 sostiene generosamente i lavori. Le indagini si sono protratte per tre mesi – tra luglio a ottobre 2024 – e hanno coinvolto una ventina di studenti, dottorandi e giovani dottori di ricerca dell’ateneo veronese, permettendo così di investigare più di 700 mq di terreno mai scavato in precedenza e di ottenere nuovi importanti dati.
Di particolare interesse e novità per la storia degli studi dell’areale è la complessa stratificazione emersa nel terreno con la campagna 2024. Quest’anno lo scavo ha in effetti raggiunto i più antichi livelli pavimentali finora evidenziati nel terreno e in particolare un solido battuto databile al I sec. d.C. e correlabile a poderosi pilastri.

Aquileia, fondo ex Pasqualis: l’allineamento di anfore trovate nell’area del mercato dall’università di Verona (foto fondazione aquileia)
Si tratta di strutture il cui significato funzionale andrà definito con il prosieguo della ricerca, ma che risultano in fase con la prima banchina di sponda settentrionale di un fiume Natissa ben più ampio dell’attuale, messa in luce già in passato nel terreno di indagine. A queste fasi di frequentazione dell’area precedenti al mercato tardoantico, va attribuito anche l’allineamento di anfore poste in posizione verticale e segate all’altezza della spalla che era già cominciato a emergere nel 2023 e che quest’anno è arrivato a contare 23 esemplari.

Aquileia, fondo ex Pasqualis: tratto di strada acciottolata trovata nell’area del mercato dall’università di Verona (foto fondazione aquileia)
Un altro dato di interesse della campagna 2024 relativamente al mercato è la messa in luce di un ulteriore, lungo tratto di strada acciottolata, già individuata nel 2023 fra due dei suoi sei edifici: staccandosi dal decumano posto a nord del complesso, essa permetteva il passaggio dei numerosi avventori che quotidianamente popolavano questi spazi e dei carri per il trasporto delle merci, come confermano anche i solchi lasciati dalle ruote sul suo piano di calpestio.
Gli scavi 2024 hanno, inoltre, evidenziato un settore del crollo del portico occidentale di uno degli edifici del mercato, permettendo il recupero di altre numerose cariossidi di cereali combuste, oltre a quelle già raccolte negli scorsi anni di indagine: si tratta di dati di grande interesse anche per studiare l’alimentazione del tempo. Infine, va citato il rinvenimento di alcune strutture di età altomedievale che attestano la frequentazione dell’area dopo l’abbandono del mercato: si tratta dei resti di due piccole strutture abitative, dotate di focolari, con muri realizzati reimpiegando nelle fondazioni elementi costruttivi del mercato e alzati lignei.
Durante i mesi di lavoro, lo scavo è sempre rimasto aperto al pubblico, che ogni giorno è stato coinvolto in visite guidate da parte degli studenti veronesi. Di particolare interesse fra le attività di comunicazione e racconto dei dati raccolti, vanno menzionati i due open day organizzati il 15 giugno e il 28 settembre 2004 dalla Fondazione Aquileia, in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia-Giulia, il museo Archeologico nazionale di Aquileia e altri enti che lavorano per la valorizzazione della città.
Riserva naturale dell’isola di Vendicari (Sr). Scoperta una quarantina di anfore romane a 70 metri di profondità nella posizione dello stivaggio originale. Scarpinato: “Nuove informazioni sulle antiche rotte commerciali e sui traffici di merci preziose nel Mediterraneo”

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
Una quarantina di anfore antiche risalenti a un’epoca che va dal I secolo a.C. al I secolo d.C., allineate nella posizione di stivaggio originale, sono state ritrovate nel tratto di mare della Riserva naturale di Vendicari, in provincia di Siracusa, grazie a un rilievo fotogrammetrico tridimensionale realizzato dalla Soprintendenza del Mare in collaborazione con il Capo Murro Diving Center di Siracusa.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
Il ritrovamento è avvenuto a circa 3 miglia dalla costa, a una profondità di 70 metri. Le anfore, di tipo “Richborough 527”, una tipologia di contenitore ceramico rinvenuta sia nell’Inghilterra meridionale che nelle Isole Eolie, fanno parte di un importante relitto di una nave da trasporto, individuato nel gennaio del 2022 grazie alla segnalazione di due pescatori di Avola, che non era stato mai indagato nella sua profondità.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
“Si tratta di anfore piuttosto rare”, ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “il cui ritrovamento rappresenta un’opportunità unica per approfondire lo studio sia del carico che del relitto. Questa scoperta ci permetterà di acquisire nuove informazioni sulle antiche rotte commerciali e sui traffici di merci preziose nel Mediterraneo”.

Nei fondali dell’isola di Vendicari (Sr) scoperta una quarantina di anfore romane (foto regione siciliana)
I prossimi studi verificheranno, infatti, se le anfore siano della stessa tipologia di quelle ritrovate negli anni ’90 a Lipari, legate al commercio di allume, un minerale la cui estrazione è documentata nell’antichità. Se questa ipotesi venisse confermata, il ritrovamento arricchirebbe le conoscenze sulle antiche tratte dei commerci nel bacino del Mare Nostrum.
Roma. Al Palazzo delle Esposizioni la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia, storia e mito” con Massimo Cultraro (Cnr-università di Palermo) nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma”
Sold-out in un lampo. È la conferenza “Quello che Omero ha taciuto. Il viaggio dei Troiani verso Occidente tra archeologia storia e mito” con Massimo Cultraro, dirigente di ricerca del CNR e docente di Archeologia egea all’università di Palermo, martedì 29 ottobre 2024, alle 18.30, al Palazzo delle Esposizioni a Roma, nell’ambito della rassegna “Mirabilia Urbis. Racconti d’arte a Roma” a cura di Ivana Della Portella e Irene Berlingò.

Heinrich Schliemann (1822-1890)
Nell’autunno del 1875 Heinrich Schliemann (1822-1890), il celebre scopritore di Troia, in un momento di difficoltà con le autorità ottomane che gli avevano revocato il permesso di scavo ad Hissarlik, si trasferisce a Roma, dando avvio ad un nuovo e ambizioso progetto di ricerca. Nasce l’idea di ricostruire la storia degli esuli troiani in Italia, attraverso una combinazione di indagini archeologiche e la rilettura del celebre mito della fuga di Enea dalla città di Troia. Seguendo il viaggio dei Troiani, Schliemann esplora prima Segesta ed Erice, alla ricerca della tomba di Anchise, per poi spostarsi nel Lazio, dove alcuni saggi di scavo presso Marino rivelano una necropoli ad incinerazione dell’età del Ferro, identificata con la mitica Alba Longa.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale seconda giornata del Rhegion International Film Festival (RIFF), a cura di ArcheoVisiva e del MArRC: protagonisti i bronzi di San Casciano, con conferenza, mostra e film. Ecco il programma della seconda giornata aperta da Archeokids

Il professor Jacopo Tabolli, direttore scientifico dello scavo del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (foto riff)
I bronzi antichi protagonisti sabato 26 ottobre 2024, seconda giornata del Rhegion Film Festival in corso al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Alle 17.30, in Piazza Paolo Orsi, aperta alla vista dei Bronzi di Riace, per la serie “Storie in piazza” si terrà l’incontro “Riti di Bronzi a San Casciano dei Bagni” con Jacopo Tabolli, professore associato di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia presso l’Università per Stranieri di Siena, direttore scientifico dello scavo nel Bagno Grande di San Casciano, e co-curatore della mostra “Gli dei ritornano- I Bronzi di San Casciano, attualmente visitabile proprio al MArRC, che commenterà alcune delle più interessanti scoperte fatte nel corso degli scavi al santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena. Un’occasione importante per riflettere sui riti del passato e del presente, sul legame che si crea tra l’essere umano e la divinità quando il dialogo di fede riguarda la salute. Ingresso libero e gratuito. Quindi, alle 18, proiezione del film “Come un fulmine nell’acqua. I Bronzi di San Casciano dei Bagni” di Brigida Gullo, Eugenio Farioli Vecchioli (Italia, 2023 – 57’). Premiati come la scoperta archeologica dell’anno, gli scavi del santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni sono raccontati in questo documentario. Dal 2020 al 2022, la vasca sacra, cuore del santuario, ha restituito oltre 200 manufatti in bronzo e più di 5000 monete, ma soprattutto ci ha riconsegnato il racconto fedele di un passato non lontano dal nostro presente, che ci parla di salute e di fede.

Archeokids è lo spazio riservato ai bambini e ai ragazzi dal Rhegion Film Festival (foto riff)
La seconda giornata del Rhegion Film festival si è aperta, sempre in Piazza Paolo Orsi, con Archeokids, che ha visto bambini e ragazzi impegnati in laboratori di archeologia e poi spettatori di bellissimi cortometraggi, che hanno affrontato i grandi temi di amore, vita, morte, amicizia, avventura e disabilità. Filmati con giovani attori e con sequenze animate: un modo coinvolgente per appassionarsi di Storia e Archeologia. Eccoli: “In the beginning” di Shaun Clark (Regno Unito, 2021, 11’), una donna, poi dea e poi santa che osserva il mondo…da sotto in su; “Man creates man” di Yiots Vrantzas (Grecia, 2020, 7’), la storia di un insediamento neolitico in Grecia e di un gruppo di statuette di argilla; “Odyssea: the story of our Evolution” di Sebastien Duhem (Belgio, 2023, 27’), dal neolitico alla caduta dell’impero romano; “Storie di ossa” di Gabriele Clementi (Italia, 2023, 8’), il lavoro di Stefano Ricci Cortili, l’uomo che sussurrava alle ossa; “The kiss” di Ali Zare Ghanatnowi (Francia, 2022, 8’), dalle immagini in pietra ai personaggi animati che raccontano di un amore oltre i limiti del tempo e dello spazio; “Psittacus” di Lorenzo Daniele (Italia, 2024, 10’), l’avventura di 5 ragazzi a Brucoli, dentro e fuori il tempo, all’inseguimento di un pappagallo; “Gegone, inside the Museum Kore” di Joan Zhonga (Grecia, 2023, 6’), l’amicizia tra una ragazzina in sedia a rotelle e un’antica ragazza di marmo senza arti.
I film in concorso. Alle 19, il film “Approdi” di Lorenzo Scaraggi (Italia, 2024 – 45’). “Approdi” indaga sull’identità più profonda dei porti pugliesi, è il racconto di una lunga navigazione a vela tra Ionio e Adriatico che prende spunto dalla visione geopoetica del “Breviario Mediterraneo” di Predrag Matvejevic. Ciascuna tappa segna un incontro che approfondisce un tema. Alle 21.30, il film “La cabane” di Patrick Chilloux (Francia, 2023 – 3’). Nel bosco è stata allestita una prima impalcatura. A poco a poco il canto degli uccelli lascia il posto al rumore del cantiere. Alle 21.35, chiude la serata il film “Semidei” di Fabio Mollo (Italia, 2024 – 94’). Semidei è un documentario che ripercorre mezzo secolo di storia raccontando le due statue bronzee meglio conservate al mondo, i due misteriosi guerrieri che riemersero dal mare di Riace nel 1972, dopo duemila anni passati sott’acqua. Interviste e documenti inediti, testimonianze dirette e il racconto di un presente in tumulto sono il cuore di questo viaggio.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale apre la prima edizione del Rhegion International Film Festival (RIFF), a cura di ArcheoVisiva e del MArRC: tre giorni di cinema dedicati al patrimonio culturale e all’archeologia. Ecco il programma della prima giornata
Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria è tuto pronto. Alle 17.30, nel suggestivo spazio di Piazza Paolo Orsi, aperta alla vista dei Bronzi di Riace, apre ufficialmente la prima edizione del Rhegion International Film Festival (RIFF), rassegna cinematografica organizzata dall’associazione culturale Archeovisiva ETS, in partenariato con il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission: dal 25 al 27 ottobre 2024, tre giorni di cinema dedicati al patrimonio culturale e all’archeologia. Ad accogliere i partecipanti saranno i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, cui seguirà l’intervento del direttore del Museo, l’archeologo Fabrizio Sudano. A tenere a battesimo la rassegna sarà quindi un video messaggio di Massimo Osanna, direttore generale Musei del ministero della Cultura. La partecipazione alle proiezioni e agli eventi collaterali è gratuita, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria conferma con il RIFF il proprio impegno nell’ambito di una offerta culturale dinamica e trasversale, frutto di una ricercata attenzione rivolta alla divulgazione dell’Antico, in linea con la visione strategica della sua direzione.
I film proiettati nel corso di venerdì 25 e di sabato 26 ottobre 2024 parteciperanno al premio del pubblico “Città di Reggio Calabria” che verrà attribuito al film più votato; il premio sarà consegnato dal sindaco della città Giuseppe Falcomatà nel corso della cerimonia di premiazione di domenica 27 ottobre. A fare da cornice all’evento diverse attività collaterali ed eventi speciali, come il programma per bambini ArcheoKids di sabato 26 mattina, nel pomeriggio la sezione “Incontri in Piazza” con Jacopo Tabolli, uno degli archeologi protagonista della sensazionale scoperta dei Bronzi di San Casciano dei Bagni, e co-curatore insieme al professore Osanna della mostra esposta al MArRC. E ancora la masterclass del regista Diego D’Innocenzo che si terrà domenica 27 ottobre alle 10.30 nella sala conferenze del Museo e nel pomeriggio la sezione dedicata al cinema calabrese a cura del circolo del cinema Cesare Zavattini, presieduto da Tonino De Pace.

Il film “Askòs – Il canto della Sirena” di Antonio Martino
PROGRAMMA DI VENERDÌ 25 OTTOBRE 2024, prima giornata. Alle 18, apre il film “Sui tetti di chi dorme” di Antonello Pisano Murgia (Italia, 2024 – 15’). Tuvixeddu è la più grande necropoli Punica del mediterraneo. Ciò che rimane della Necropoli è soltanto un frammento di bellezza sopravvissuto ai soprusi del tempo. È un cimitero dove si ha l’impressione che sia notte anche di giorno. Degli eterni fantasmi, come inquilini sfrattati, raccontano questo dramma: sussurri e grida di questa fugacità. Alle 18.15, il film “Askòs. Il canto della sirena” di Antonio Martino (Italia, 2023 – 62’). Dopo aver fatto il giro del mondo l’Askòs delle Murge, un prezioso reperto trafugato nel 1988, torna a casa nel Museo Archeologico di Crotone. Quattro personaggi raccontano le loro vite trascorse insieme all’archeologia e il loro legame con questo difficile recupero. Alle 19.20, il film “The time they spent here” di Edward Owles (Gran Bretagna, 2023 – 10’). Qual è la magia dell’arte rupestre? Due esperti archeologi attivi a Tanum, in Svezia, provano a comprendere quale sia il metodo migliore per catalogare le incisioni svedesi dell’Età del Bronzo ed esaminano le differenze tra documentazione analogica e digitale.
Alle 19.30, inaugurazione mostra d’arte a cura dell’Accademia de belle Arti di Reggio Calabria, che offre una ricca possibilità di scelta tra i vari Indirizzi dei Corsi ordinamentali di primo livello in Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d’Arte, Scenografia, Fumetto ed illustrazione, Progettazione della Moda, Comunicazione e Didattica dell’Arte; lo studio si integra con l’attività pratica di laboratorio e di ricerca avanzata, nell’ottica di garantire importanti momenti di apprendimento, socializzazione e interazione tra le componenti della comunità accademica.

Frame del film “Un paese interiore” di Luigi Calvetta
Alle 21.30, il film “Il paese interiore” di Luca Calvetta (Italia, 2021 – 32’). Cosa facciamo del nostro passato? Quanti volti e quali colori abitano il nostro Paese Interiore? Dove si trova il confine tra l’andarsene e il tornare, tra la bellezza e il dolore? Questo film è un viaggio poetico nell’animo della regione più misteriosa d’Italia. Una Calabria inattesa e metafisica. Un viaggio a ritroso, dalla notte all’alba, da un luogo reale ad uno spazio interiore. Alle 22, chiude la prima giornata il film “A big family” di Vassilis Loules (Grecia, 2022 – 69’). Famiglia e amicizia, campi aperti dove giocano i bambini, innovazione e solidarietà sono la “miscela segreta” che ha portato al successo l’industria delle bevande analcoliche Kliafa, dal 1926 a Trikala. Un piccolo universo di creatività e umanità, costruito attorno alla visione di un uomo “…per rinfrescare e addolcire il mondo!”
Tarquinia (Vt). Al museo Archeologico nazionale “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte, riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”: VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Dal 17 al 19 ottobre 2024 Palazzo Vitelleschi, sede del museo Archeologico nazionale di Tarquinia, ospiterà “Deliciae Fictiles VI. Nuove scoperte riletture critiche e rassegne dei rinvenimenti”, la VI Conferenza Internazionale sulle terrecotte architettoniche e sui sistemi decorativi dei tetti in Italia, promossa dal parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e patrocinata dal ministero della Cultura e dalla direzione generale Musei. Negli anni trascorsi tra l’ultima edizione dei convegni del Parco e la successiva pubblicazione degli atti (2018, 2019), la ricerca archeologica, ordinata o frutto di casuali interventi sul territorio, ha prodotto nuove testimonianze, scoperte minime o significative che hanno ampliato il corpus e le conoscenze sulle terrecotte architettoniche dell’Italia antica. Riprendendo una soluzione consueta per le prime edizioni dei convegni, la nuova edizione è organizzata su base topografica ed integralmente incentrata su scoperte e riletture. L’incontro si svolge in due giorni: alle relazioni oggetto di discussione si accompagna l’edizione di notizie online, suddivise per temi topografici. Il terzo giorno è dedicato, come di consueto, a un sopralluogo al sito archeologico di Gravisca. Durante la giornata, i partecipanti avranno l’opportunità di discutere e analizzare gruppi selezionati di materiali provenienti da Gravisca e dalla Civita, esposti per l’occasione all’interno dei depositi Bruschi. A fine lavori, tutte le comunicazioni saranno pubblicate senza distinzione di spazio editoriale in un volume sottoposto a referaggio che si inserirà nella collana degli Atti.

Operazione Symes: alcuni dei reperti recuoerati dai carabinieri del TPC (foto emanuele antonio minerva / mic)
Si spazia dagli inediti vulcenti, presentati giovedì 17 da Simona Carosi, funzionaria archeologa referente di zona per la soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, e da Carlo Regoli di Fondazione Vulci, databili dall’età etrusca a quella romana; al frammento di acroterio con amazzone a cavallo del tempio di Vigna Marini Vitalini a Cerveteri, di cui nello stesso pomeriggio del 17 parla la funzionaria archeologa territorialmente competente, Rossella Zaccagnini, insieme a Leonardo Bochicchio, già funzionario della Soprintendenza e oggi direttore dei parchi archeologici della Maremma. Zaccagnini e Bochicchio relazioneranno poi anche su altri frammenti di terrecotte architettoniche, parte dei materiali recuperati grazie all’operazione di sequestro del 2026, denominata Symes. Ciò offre spunto anche per ragionare in tema di tutela del patrimonio culturale e archeologico e di contrasto al traffico illecito e di danni al patrimonio stesso ad opera dei cosiddetti tombaroli. Beni trafugati e recuperati, restituiti al luogo di provenienza. E proprio l’operazione Symes ne è un esempio. Prende il nome dal noto trafficante internazionale d’arte Robert Symes e ha permesso di riportare in Italia ben 600 reperti provenienti da furti o prede dei tombaroli e localizzati molti anni dopo in musei, gallerie e collezioni private. E questi reperti sono vere e proprie deliciae: opere d’arte che richiamano tanto il significato intrinseco nella parola latina di vizi, gioie, piaceri. Capolavori per la loro bellezza, anche nel senso del termine di raffinatezze di stile e dei motivi ornamentali e iconografici. Un vocabolo che racchiude in sé la plurima anima di queste terrecotte; per la valenza artistica, architettonica, funzionale, estetica, ma anche storica e archeologica di fonte di memoria e cultura. Da qui il loro fascino.

Antefissa a testa femminile nimbata (fine VI secolo a.C.) dal santuario di Fondo Patturelli di Curti (Ce) (foto mic)
Il convegno tarquiniese, inoltre, è anche l’occasione per Daniele Federico Maras, già funzionario della soprintendenza dell’Etruria meridionale e oggi direttore del museo Archeologico nazionale di Firenze, per presentare nuove riflessioni su un gruppo di lastrine architettoniche dipinte di provenienza ceretana, appartenenti al cospicuo nucleo di materiali recuperati nel 2016 dai Carabinieri TPC e dalla diplomazia culturale, a suo tempo oggetto di una sezione della grande mostra del 2019 alla Centrale Montemartini. L’attività di tutela della Soprintendenza non si esaurisce con la protezione e conservazione, ma continua con studi e approfondimenti e con la diffusione dei risultati della ricerca.
Paestum. Tiziana D’Angelo, direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, annuncia ad archeologiavocidalpassato.com l’avvio della seconda campagna di scavo al tempietto arcaico lungo le mura occidentali

Tiziana D’Angelo, direttrice dei parchi archeologici di Paestum e Velia, sullo scavo del tempietto dorico nel santuario presso le mura di Poseidonia (foto pa-paeve)
La prima campagna di scavo al tempietto arcaico di Paestum era iniziata alla fine del 2022 (vedi Paestum. La direttrice Tiziana D’Angelo riapre lo scavo del tempietto arcaico lungo le mura e decide di raccontarlo in diretta sui canali social | archeologiavocidalpassato) con risultati illustrati nella primavera 2024 (vedi Paestum. “Diari di Archeologia”: nel settimo episodio il direttore del parco archeologico Tiziana D’Angelo ci riporta sullo scavo del tempietto dorico per conoscere gli ultimi ritrovamenti | archeologiavocidalpassato). Ora sta per partire la seconda campagna di scavo, come anticipa ad archeologiavocdalpassato.com il direttore dei parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D’Angelo.
“Abbiamo portato a termine la prima campagna di scavi del santuario greco in prossimità delle mura occidentali della città di Paestum qualche mese fa”, spiega il direttore D’Angelo. “Siamo adesso quasi pronti ad avviare una seconda campagna. Quindi il progetto è pronto. A breve si procederà con le procedure di appalto e poi avvieremo questa seconda fase di indagini con un ampliamento dell’area di scavo e anche con delle importanti indagini di carattere geologico”.
Piadena (Cr). Scoperta un’antica fornace per la produzione dei laterizi di epoca post-medievale durante i lavori di scavo del cantiere del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova

L’antica fornace di epoca post-medievale scoperta durante i lavori di scavo del cantiere del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova (foto sabap-cr-mo-lo)
Scoperta un’antica fornace per la produzione dei laterizi di epoca post-medievale durante i lavori di scavo del cantiere del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova, in un’area alle porte di Piadena, all’intersezione della ferrovia e del canale Dugale. Lo comunica la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Cremona Mantova e Lodi. La struttura è stata individuata dagli archeologi della ditta AR/S Archeosistemi, che è incaricata del controllo archeologico di tutte le operazioni di scavo per il raddoppio. Sotto la direzione della soprintendenza di Cremona Mantova e Lodi, l’impianto è stato pulito, fotografato e rilevato. Il controllo archeologico costante delle opere di rete, come la ferrovia, permette di segnalare tempestivamente ogni rinvenimento ed è un’importantissima fonte di informazioni per ricostruire la storia del territorio.

L’antica fornace di epoca post-medievale scoperta durante i lavori di scavo del cantiere del raddoppio ferroviario Piadena-Mantova (foto sabap-cr-mo-lo)
La fornace è caratterizzata da un vano di combustione, che occupa un’area di sette metri per otto con pareti alte 1,40 metri, dotata di 3 prefurni, condotti lunghi 3 metri e larghi 0,75 dove veniva acceso il fuoco per portare il calore entro la camera di cottura, tramite i canali di irradiazione. L’impianto sfruttava il terreno di quella zona, che ha composizione particolarmente argillosa, per la produzione di mattoni, che sono stati trovati in loco sia interi, della misura di 30×16,30 centimetri, sia a frammenti. Si sono conservate anche tracce di carbone e cenere lungo i prefurni e i canali di irradiazione. Dopo l’esame e la documentazione fotografica, la Soprintendenza ha disposto la completa copertura del sito con geotessuto e terra.
Roma. All’Istituto Archeologico Germanico il progetto di studio delle università di Regensburg e Padova in corso a Bibione sulla Villa romana di Mutteron dei Frati protagonista del convegno “Coastal Villas and Lagoon Landscapes from Roman Times to Late Antiquity” sul paesaggio delle ville costiere e lagunari d’età romana nell’Adriatico settentrionale
Il 17 e 18 ottobre 2024 si tiene a Roma, all’’Istituto Archeologico Germanico, il convegno “Coastal Villas and Lagoon Landscapes from Roman Times to Late Antiquity” che ha come focus il paesaggio delle ville costiere e lagunari d’età romana nell’Adriatico settentrionale. Insieme alle università di Regensburg e Padova, anche la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso vi prenderà parte con un intervento di Alessandro Asta, funzionario archeologo di questa soprintendenza, centrato sulla nascita del progetto di studio attualmente in corso a Bibione sulla Villa romana di Mutteron dei Frati. Il progetto di ricerca, condotto in collaborazione tra le università di Regensburg e Padova, su concessione del ministero della Cultura e supervisione della Soprintendenza competente, è un ideale caso di studio e riflessione sulle prospettive della tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico e del paesaggio nell’ambito costiero nord-adriatico. L’interazione e cooperazione fra enti pubblici, soggetti privati e portatori di interessi della comunità locale, nell’ottica di un serrato confronto fra esigenze e competenze non sempre convergenti, ha condotto questo progetto ben oltre i limiti della comfort-zone degli archeologi, risultando una sfida più ampia e, potenzialmente, un’occasione di formazione per i professionisti della cultura del prossimo decennio.

Foto satellitare da Google Earth con l’ubicazione della villa romana al Mutteron dei Frati (foto catalogo beni culturali / mic)
PROGRAMMA 17 OTTOBRE 2024. Alle 9.15, Words of welcome (prof. dr. Ortwin Dally, director DAI); Dirk Steuernagel, Universität Regensburg); 9.30, Conference Introduction: Alessandro Asta, “La villa romana del Mutteron dei Frati a Bibione (VE). Un progetto culturale tra tutela, ricerca e valorizzazione”; 10, The project “Roman Villa of Bibione and the surrounding area” (part 1): Alessandro Fontana (with Mattia Azzalin, Timme Donders, Wouter Gerats), “Evoluzione geomorfologica del sistema costiero di Bibione e aspetti geoarcheologici del sito del Mutteron dei Frati”; Maria Stella Busana, Alice Vacilotto (with Francesca Pandolfo), “Il territorio circostante la villa romana di Mutteron dei Frati: gli insediamenti nella fascia costiera dell’agro di Iulia Concordia tra dati pregressi e nuove ricerche di superficie”; 11.50, The project “Roman Villa of Bibione and the surrounding area” (part 2): Dirk Steuernagel, Lorenzo Cigaina. Alice Vacilotto, “I nuovi scavi della villa romana di Mutteron dei Frati: primi risultati”; Francesca Pandolfo, “I materiali ceramici dai livelli di costruzione, abbandono e spoliazione della villa romana di Mutteron dei Frati”; Chiara Girotto (with Ekaterina Sokolova, Caterina Previato, Michele Secco, Simone Dilaria, Lara Maritan), “L’analisi archeometrica dei materiali da costruzione della villa romana di Bibione: primi dati”; 14.45, Case Studies of the Adriatic (part 1): Caterina Previato (with Giovanna Falezza, Jacopo Bonetto, Eliana Bridi, Chiara Girotto, Vito Prillo, Stefania Mazzocchin, Jacopo Turchetto), “Vivere sul Delta del Po in età romana: la “villa” di San Basilio tra terra, fiume e mare”; Rita Auriemma (with Paola Maggi, Dario Gaddi), “Alle porte del mare: le ‘ville’ nelle lagune di Grado e Marano”; Paola Maggi (with Tiziana Cividini), “Ville della fascia perilagunare nel territorio sudoccidentale di Aquileia. Aspetti topografici e socio-economici”; Massimo Capulli, “Aquileia Waterscape: ricerche di archeologia subacquea tra Alto Adriatico e laguna di Grado”; Daniela Cottica (with Diego Calaon, Margherita Balan, Andrea Cipolato, Martina Bergamo, Marco Marchesini, Silvia Marvelli, Jacopo Paiano), “Uomo e ambiente lagunare: il caso del sito di Lio Piccolo sul litorale altinate”; 18, Overarching topics (part 1): Annalisa Marzano (with Lee A. Graña Nicolaou), “The Exploitation of Lagoonal Environments in the Roman World”.

Campagna di scavo 2024 nella villa romana del Sale a Lio Piccolo diretta da Diego Calaon di Ca’ Foscari (foto unive)
PROGRAMMA 18 OTTOBRE 2024. 9.30, Overarching topics (part 2): Umberto Vincenti, “Per la composizione dello statuto giuridico delle ville marittime. Indicazioni di metodo”; Robert Matijašić, “Le ville, la costa, l’economia dell’Alto Adriatico in epoca romana”; 11.10, Case Studies of the Adriatic (part 2): Alexandra Bivolaru (with Christophe Morhange, Daniela Cottica, Diego Calaon), “Diachronic perspectives on human-environment interactions in Northern Venice lagoon”; Michele Abballe (with Federica Boschi, Marco Cavalazzi, Paolo Maranzana), “Lagoons, Marshes, and Swamps in the Roman and Late Antique Ravenna Greater Region: Settlement Patterns and Environmental Transformations”; Corinne Rousse (with Gaetano Benčić), “Loron – Santa Marina: una villa costiera e il suo fundus sul territorio settentrionale della colonia di Parentium in Istria – Croazia”; Ana Konestra (with Fabian Welc), “Roman villae in the landscapes of the Kvarner region (NE Adriatic) – insular case studies”; Emmanuel Botte (with Kristina Jelinćič), “Ricerche sulle ville romane di Dalmazia centrale”; 14.45, Case studies in the Tyrrhenian area: Michele Stefanile, “Villae maritimae nel Lazio meridionale. Ricerche tra terra e mare nel sinus Formianus e a Sperlonga”; Peter Attema, “The Roman coastal villae of the Pontine region (South Lazio) in their landscape archaeological context”; 16.10, Overarching topics (part 3): Isabella Baldini, Marina Pizzi, “Ville costiere di età tardoantica in Italia”; Federico Lizzani, “Abitare il confine tra terra e mare. Il riflesso frastagliato delle ville lagunari nelle fonti tardoantiche”

Con la cerimonia del taglio del nastro al Next al via giovedì 31 ottobre 2024 la XXVI edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum fino a domenica 3 novembre 2024. La BMTA è promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum, parchi archeologici di Paestum e Velia in collaborazione con la Camera di Commercio di Salerno, la Provincia di Salerno, il parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. Ideata e organizzata dalla Leader srl. Il Next, ex Tabacchificio Cafasso, sito di archeologia industriale risalente agli anni Venti, quando vi lavoravano 300 tabacchine e in occasione dello sbarco a Paestum del 1943 sede del comando degli Alleati, “simbolo della Piana del Sele” come lo definì il critico d’arte e filosofo Gillo Dorfles. Ingresso gratuito alla BMTA, esteso anche al Parco archeologico e al Museo nazionale, oltre allo sconto del 30% sulle Frecce di Trenitalia per chi raggiunge Napoli o Salerno. Info su bmta.it

IL DIALOGO INTERCULTURALE E IL PREMIO INTITOLATO A Khaled al-Asaad Già dai tempi della distruzione dei Buddha di Bamiyan, poi dei siti e musei archeologici in Afghanistan e in Iraq, la Borsa ha avuto un occhio sempre attento ai Paesi vetrina di guerre o conflitti. Nel 2015, dopo che la BMTA per anni ha sempre eletto un Paese ospite ufficiale, la drammatica distruzione del sito archeologico di Palmira e l’attentato al Museo del Bardo a Tunisi trovarono protagonismo nell’immagine coordinata a ricordo di quanto accaduto, così come fu istituito annualmente un premio dedicato a Khaled al-Asaad, l’International Archaeological Discovery Award, l’archeologo che aveva pagato con la vita per mano dell’Isis e che premia la scoperta archeologica dell’anno a livello internazionale, quale riconoscimento per gli archeologi, protagonisti nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio dell’umanità. La 10ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” è stata vinta dalla scoperta del MOLA Museum of London Archaeology dei resti di un mausoleo romano a Londra nel quartiere di Southwark. Il Premio si inserisce a pieno titolo come buona pratica di dialogo interculturale e della cooperazione tra popoli, tematiche che la BMTA ha portato a Paestum quale luogo di incontro (legittimato dalla partecipazione dei vertici delle Nazioni Unite della Cultura di Parigi, UNESCO, e del Turismo di Madrid, UNWTO, ora UN Tourism) tra accademici, archeologi e operatori turistico culturali, che hanno lavorato a progetti e tavoli comuni, nel solco di una visione culturale, dove non esistono frontiere e ideologie, vedi anche il gemellaggio con Palmira nel 2018 e quest’anno l’incontro “Cultura, archeologia, turismo: identità mediterranee” organizzato dal “Cortile dei Gentili” (Fondazione guidata dal Card. Gianfranco Ravasi per promuovere il dialogo tra credenti e non credenti sulle grandi questioni etiche e culturali del nostro tempo) in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e con la partecipazione dei direttori del Colosseo Alfonsina Russo e di Pompei Gabriel Zuchtriegel.




I PREMI Il premio “Paestum Mario Napoli” a Acropolis Museum, Atene; e Fondazione Mont’e Prama, Sardegna. Il premio internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” alla migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale “Le vie dell’acqua a Mediolanum” al civico museo Archeologico di Milano: la mostra ha documentato per la prima volta lo straordinario lavoro di ingegneria idraulica messo in opera a Mediolanum in epoca romana e in gran parte conservatosi nel sottosuolo urbano. Metodologicamente ha un suo valore didattico e disciplinare per ciò che si intende come archeologia subacquea, ovvero il rapporto tra l’uomo e l’acqua nel tempo, conservatosi sott’acqua o in ambiente umido. Il premio al progetto più innovativo a cura di Istituzioni, Musei e Parchi Archeologici a White Crane Ridge (Baiheliang) Underwater Museum, Cina: il primo museo sottomarino della Cina e “il primo museo sottomarino accessibile senza immersioni al mondo” riconosciuto dall’UNESCO. Il premio al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione a John Pedeferri giornalista Sky TG24, ideatore e curatore del podcast “Trafug’Arte”. Numerose le puntate dedicate all’archeologia subacquea, tra le quali memorabili quelle sui Bronzi di Riace e sull’Atleta di Lisippo rinvenuto nell’Adriatico davanti alla città di Fano. Le sue trasmissioni si distinguono per il coinvolgimento di personaggi del mondo scientifico quanto di persone che vivono nei luoghi vicino al rinvenimento di opere d’arte, poi, in parte o totalmente finite all’estero. Il premio riconoscimento alla carriera a Luis Filipe Monteiro Vieira de Castro: professore di archeologia subacquea alla prestigiosa Università di Coimbra, si è affermato come archeologo subacqueo navale attraverso una lunga carriera maturata in Portogallo, Stati Uniti, Italia. Ha saputo coniugare archeologia subacquea, archeologia navale e storia, antropologia: questa modalità interdisciplinare gli ha permesso di raggiungere risultati importanti per la storia del rapporto tra l’uomo e il mare, non solo nell’antichità. Il premio “Antonella Fiammenghi” conferito agli studenti universitari che hanno svolto la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico.
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