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Marzabotto (Bo). Primo bilancio della XXXVIII campagna di scavo dell’università di Bologna, diretta da Elisabetta Govi, nell’antica Kainua: “Va ripensato il ruolo di Marzabotto in età romana”

Nuove evidenze sono emerse dall’area dei templi urbani dell’area archeologica dell’antica Kainua a Marzabotto (Bo) nella campagna 2025, la XXXVIII dell’università di Bologna, diretta da Elisabetta Govi, professoressa ordinaria della Cattedra di Etruscologia e Antichità Italiche dell’ateneo bolognese. Durante la campagna di scavo 2025 a Kainua-Marzabotto, è proseguita l’indagine di una fornace romana di grandi dimensioni, rinvenuta nel piazzale del tempio di Uni, edificio tuscanico dedicato alla somma dea etrusca. La collocazione di un impianto artigianale in un’area precedentemente sacra suggerisce che il tempio fosse ormai fuori uso e che la sua funzione cultuale fosse cessata, permettendo un riutilizzo pratico dello spazio.

Questa scoperta si aggiunge ad altri indizi già noti di una frequentazione romana del sito: dalla villa rustica con fornaci nell’area nord-orientale, alla grande canaletta romana che attraversa il piazzale del tempio di Uni, fino alle monete imperiali rinvenute nei pressi del tempio di Tinia e ai numerosi segni di riuso delle strutture etrusche. Tuttavia, la fornace recentemente indagata presenta caratteristiche che la distinguono: le sue dimensioni e la sua complessità lasciano ipotizzare un’attività produttiva strutturata, che implicava l’approvvigionamento di materie prime, la presenza di maestranze specializzate, reti di trasporto e una committenza organizzata.

Questa evidenza impone un ripensamento del ruolo di Marzabotto in epoca romana. Finora si riteneva che la fase romana fosse limitata a una presenza sporadica e rurale; ora emergono indizi di una realtà più articolata, con un impianto artigianale stabile, inserito in un contesto territoriale probabilmente più attivo e connesso di quanto si fosse immaginato.

Anche l’interpretazione dell’area dei templi risulta trasformata: non più spazio abbandonato, ma ambito riutilizzato, reinserito in dinamiche economiche e insediative nuove. La fornace di Marzabotto apre quindi una prospettiva inedita sulla fase post-etrusca della città, contribuendo a scrivere un ulteriore capitolo della lunga storia di Kainua.

Anche l’interpretazione dell’area dei templi risulta trasformata: non più spazio abbandonato, ma ambito riutilizzato, reinserito in dinamiche economiche e insediative nuove. La fornace di Marzabotto apre quindi una prospettiva inedita sulla fase post-etrusca della città, contribuendo a scrivere un ulteriore capitolo della lunga storia di Kainua.

Aquileia (Ud). Al via la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm: sei serate con cinema, archeologia, esperti. Ecco il ricco programma. Tutti i film sottotitolati per le persone sorde e audiodescritti per ciechi e ipovedenti

Con la proiezione del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli martedì 29 luglio 2025, alle 21, in piazza Capitolo ad Aquileia (Ud), apre la XVI edizione dell’Aquileia Film Festival: cinema, archeologia, esperti si alterneranno per sei serate (29-30-31 luglio e 1-4-5 agosto 2025). Il tema scelto per quest’anno è “Strati di memoria”, un fil rouge che attraversa il Festival esplorando il patrimonio culturale e archeologico attraverso lo sguardo di autori, studiosi e testimoni che ne restituiscono la ricchezza e la fragilità. La rassegna internazionale di cinema archeologico è organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm; in collaborazione con ministero della Cultura, Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Basilica di Aquileia; con il sostegno di PromoTurismoFVG e Cassa Rurale FVG. L’ingresso è gratuito su prenotazione obbligatoria al link Eventi di Fondazione Aquileia – 6 attività e biglietti futuri | Eventbrite. Come di consueto, il pubblico sarà chiamato a votare il vincitore del Premio Aquileia, un mosaico realizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli che verrà consegnato la sera di venerdì 1° agosto 2025: i film in concorso sono scelti tra il meglio della produzione cinematografica internazionale.

“Ogni civiltà lascia dietro di sé tracce, impronte sedimentate nel tempo, capaci di raccontare ciò che siamo stati e, in parte, ciò che siamo. In ogni film riaffiora un patrimonio che appartiene a tutti noi, e che abbiamo il dovere di proteggere, condividere e tramandare”, sottolinea il presidente della Fondazione Aquileia Roberto Corciulo. “È fondamentale che questa memoria, custodita nei luoghi e nei reperti del passato, sia restituita in forme comprensibili, inclusive e partecipate. Rendere la cultura accessibile a tutti significa aprire spazi di conoscenza condivisa, in cui ogni persona può riconoscersi e trovare strumenti per comprendere il presente attraverso il passato. Per questo motivo – annuncia Corciulo – l’Aquileia Film Festival da quest’anno sarà interamente accessibile grazie alla collaborazione con Sub-T”. Spiega Federico Spoletti, ceo di Sub-Ti Access “tutti i film in programma saranno sottotitolati per le persone sorde e ipoacusiche e audiodescritti per le persone cieche e ipovedenti, mentre le conversazioni con gli ospiti avranno la trascrizione in tempo per renderle fruibili anche dalle persone con disabilità uditive. L’Aquileia Film Festival si conferma quest’anno un esempio autentico di inclusione. Sono davvero felice che l’edizione 2025 sia accessibile anche alle persone con disabilità sensoriale – continua Spoletti – È uno dei primi festival cinematografici al mondo a rendere l’intero programma accessibile a tutti. La Fondazione Aquileia dà così un segnale concreto e importante di apertura e partecipazione culturale”. Aggiunge Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva: “L’Aquileia Film Festival, dopo ben sedici anni ininterrotti di programmazione, si conferma un fiore all’occhiello del Friuli Venezia Giulia e come uno degli eventi culturali più importanti e partecipati d’Italia. Credo che tutto questo si debba alla capacità degli organizzatori di attualizzare le trascorse vicende dell’umanità facendone uno strumento di dibattito per la comprensione della realtà storica che stiamo vivendo. Anche quest’anno lo dimostrano i film in calendario e gli ospiti di assoluto rilievo che interverranno ogni sera”. “Come ogni anno, la rassegna rappresenta inoltre”, aggiunge il direttore della Fondazione Aquileia Cristiano Tiussi, “un’utilissima occasione di confronto, anche dietro le quinte, con gli ospiti, rappresentanti di prestigiosi enti e istituzioni italiane e non, con i quali di discute sulle prospettive di valorizzazione e i sistemi di gestione dei siti archeologici”.

Frame del film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 29 LUGLIO 2025. Serata di apertura. Alle 21, apre il film “Sulle Tracce del Patrimonio. Le Ragioni dell’Archeologia” di Eugenio Farioli Vecchioli (Italia 2021, 60’). Archeologia, industria, agricoltura, lottizzazione edilizia. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso le ragioni del patrimonio archeologico sono spesso entrate in conflitto con quelle dello sviluppo industriale, agricolo e urbanistico del nostro Paese. Dalle aree archeologiche della Basilicata allo scavo dell’antica città di Sibari. Dai templi di Paestum alla straordinaria scoperta del santuario-emporio di Gravisca. Il film ripercorre le storie esemplari dei conflitti, delle scoperte, e della salvaguardia del nostro patrimonio archeologico.

Francesca Cenerini dell’università di Bologna (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Francesca Cenerini, professoressa ordinaria di Storia romana all’università di Bologna. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Luigi de Gregori. Salvare la creatura / Luigi De Gregori. Save the creature” di Tommaso Sestito, Lorenzo Chechi (Italia 2024, 18’). Roma, 1936. La Seconda Guerra Mondiale è all’orizzonte. Il governo italiano decide di attuare un piano di protezione antiaerea per salvaguardare il patrimonio artistico e culturale nazionale. La difesa dei materiali librari più preziosi della Capitale è affidata a Luigi De Gregori, bibliotecario di fama internazionale e punto di riferimento per i direttori di biblioteche di tutta Italia. Inizia così la ricerca di nascondigli sicuri.

Frame del film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling

PROGRAMMA DI MERCOLEDÌ 30 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “Il mondo perduto dei Giardini Pensili / Lost world of the Hanging Gardens” di Duncan Bulling (Regno Unito 2024, 54’). Per tre anni lo Stato islamico ha terrorizzato Mosul, l’antica capitale degli Assiri, Ninive, e distrutto inestimabili reperti. Ora gli archeologi stanno portando alla luce nuove testimonianze, risolvendo alcuni enigmi di questa civiltà: come è stato forgiato il primo impero dell’umanità? Quali progressi hanno permesso loro di costruire una città di oltre 100.000 abitanti? Ninive potrebbe essere la sede di una delle sette meraviglie del mondo ovvero i Giardini Pensili di Babilonia?

Luca Peyronel dell’università di Milano (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Luca Peyronel, professore ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico all’università di Milano “La Statale”. È direttore della Missione Archeologica Italiana nella Piana di Erbil (Kurdistan iracheno) e del Progetto Archeologico Italiano a Kültepe, Turchia. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Libano segreto: i tesori di Byblos / Secret Lebanon: the treasures of Byblos” di Philippe Aractingi (Francia 2024, 52’). Sulla costa del Libano si trova una delle città più antiche del mondo: Byblos. Durante l’antichità, fu un importante centro di scambi commerciali e culturali con Egitto e Mesopotamia. Si credeva che le ricerche archeologiche, andate avanti per oltre un secolo, avessero rivelato tutti i suoi segreti… Ora, recenti scoperte svelano inediti e sorprendenti aspetti dell’antica Byblos.

San Casciano dei Bagni, scavi 2024: vasca sacra, recupero del serpente agatodemone in bronzo (foto ludovico salerno / SABAP-SI – Comune San Casciano – Unistrasi)

PROGRAMMA di GIOVEDÌ 31 LUGLIO 2025. Alle 21, apre il film “In carne e bronzo. Il santuario di San Casciano dei Bagni” di Eugenio Farioli Vecchioli, Brigida Gullo (Italia 2024, 56’). Il documentario racconta l’ultima campagna di scavo presso il sito archeologico del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni (Si), terminata a ottobre 2024, che ha rivelato scoperte eccezionali. L’aspirazione più alta per uno studioso quella di produrre conoscenza: ovvero interrogare i reperti e restituire al pubblico la loro storia.

Jacopo Tabolli dell’università per Stranieri di Siena (foto fondazione aquileia)

Segue la conversazione con Jacopo Tabolli, docente di Civiltà dell’Italia Preromana ed Etruscologia all’università per Stranieri di Siena e direttore scientifico dello scavo di San Casciano dei Bagni. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude il film “Il volto di Alessandro. Il restauro del Mosaico di Alessandro e Dario” di Vanni Gandolfo (Italia 2025, 52’). Un affascinante viaggio che svela i segreti e le sfide dietro il restauro di uno dei più straordinari tesori dell’arte antica: il leggendario mosaico di Alessandro e Dario raffigurante il volto di Alessandro Magno custodito al MANN. Il capolavoro, il mosaico più importante mai ritrovato a Pompei, costituisce una delle fonti più anomale, ma anche attendibili, per immaginare le vere sembianze del grande condottiero macedone. L’intervento di restauro, che combina tecnologie diagnostiche all’avanguardia e metodologie innovative, ha lo scopo di preservare un’opera importantissima, essenziale per la comprensione della cultura ellenistica. Parallelamente, il documentario dedica spazio significativo alla ricerca del volto “umano” di Alessandro mediante l’intelligenza artificiale.

Il giornalista Corrado Augias (foto fondazione aquileia)

PROGRAMMA DI VENERDÌ 1° AGOSTO 2025. Alle 21, apre il film fuori concorso “Regina Viarum. Via Appia nella storia” di Agostino Pozzi (Italia 2023, 47’). Uno speciale realizzato da Rai Cultura, in collaborazione con il Ministero della Cultura, racconta la storia della più antica via pubblica del nostro Paese, inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2024. Segue la conversazione con Corrado Augias, giornalista, scrittore e conduttore televisivo. A cura di Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata e il festival l’attribuzione del “Premio Aquileia” 2025 al film più votato dal pubblico.

Frame del film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro

Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF; Claudio Zorzenon, di Arte Video; Marco Fabbro, regista (foto fondazione aquileia)

FUORI FESTIVAL. LUNEDÌ 4 AGOSTO.  Alle 21, il film “Marcho. L’ultima bandiera” di Marco Fabbro (Italia 2024, 60’). Il film documentario ricostruisce le vicende del nobile Marcho, signore di Moruzzo, l’ultimo alfiere del Patriarcato di Aquileia che si oppone alla Repubblica di Venezia. La storia si snoda tra il 1335 quando il patriarca Bertrando consegna il vessillo del Patriarcato a Federico, nonno di Marcho e il 1421 quando il doge di Venezia fa assediare il castello di Moruzzo, e in poco tempo sconfigge gli assediati e fa arrestare Marcho. Prima di essere catturato Marcho riesce a far fuggire il figlio Pileo che porta con sé il vessillo del Patriarcato. Di lui non si saprà più nulla e il vessillo non sarà mai ritrovato. Segue la conversazione con Eros Cisilino e William Cisilino, presidente e direttore dell’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana; Claudio Zorzenon, di Arte Video srl; Marco Fabbro, regista. A cura di Alessandra Salvatori, direttrice di Telefriuli.

FUORI FESTIVAL. MARTEDÌ 5 AGOSTO 2025.  Alle 21, “Omaggio ad Altan”, in occasione dei 50 anni della Pimpa. Conversazione con Francesco Tullio Altan, fumettista, vignettista e autore satirico, e Paolo Rumiz, giornalista, scrittore, viaggiatore. A cura di Elena Commessatti, giornalista e scrittrice. Segue il film “Mi chiamo Altan e faccio vignette” di Stefano Consiglio (Italia 2019, 75’). Un film sul grande disegnatore Francesco Tullio Altan. Un racconto sulla sua vita e sulla sua carriera attraverso i suoi personaggi, fra tutti Pimpa e Cipputi, e con l’aiuto dei suoi amici e colleghi, come per esempio Paolo Rumiz, Michele Serra, Vauro, Sergio Staino e Zerocalcare. Partendo da Aquileia, dove vive e lavora, si giunge nella «sua» Torino, dove c’è la fabbrica per antonomasia: la Fiat di Cipputi. Un documentario con Altan e sul Paese che ha raccontato e che sta continuando a raccontare da oltre quarant’anni, con tutte le sue aspirazioni, le sue evoluzioni e involuzioni.

Cavriana (Mn). Il premio del pubblico della prima rassegna internazionale del cinema archeologico va al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro. Momenti di commozione in apertura con la curatrice Petra Paola Lucini che ha dedicato la Rassegna all’archeologo Giuseppe Orefici a un mese dalla scomparsa

Il regista Massimo D’Alessandro premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Nel palmares del regista romano Massimo D’Alessandro c’è un nuovo premio, quello assegnato al film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” dal pubblico della prima edizione della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Cavriana (Mn) ideata e curata da Petra Paola Lucini, riparte da Cavriana (Mn) per iniziativa del museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana e della cremonese PetraFILM con nove proiezioni, sei nella sezione pomeridiana e tre seguiranno in quella serale, presentate dagli stesi registi all’inizio di ogni sezione, moderati dalla giornalista Adele Oriana Orlando.

Registi alla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana: da sinistra, Stefano Zampini, Filippo Ticozzi, Massimo D’Alessandro, Marco Castiglioni. e Nicolò Bongiorno (foto graziano tavan)

Il momento della proclamazione dei film votati dal pubblico è stata preceduta da una simpatica chiacchierata informale dei registi col pubblico, molto apprezzata. Un’idea da tenere presente per altre manifestazioni.

Momenti di commozione c’erano stati in apertura di rassegna nella sala civica di Cavriana quando Petra Paola Lucini ha voluto dedicare all’archeologo Giuseppe Orefici, a un mese dalla sua scomparsa (vedi Archeologia in lutto. Si è spento a 79 anni Giuseppe Orefici, uno dei massimi esperti della cultura Nazca, e più in generale delle civiltà precolombiane dell’America Latina. Le sue ricerche da Nazca a Cahuachi, da Tiwanaku a Rapa Nui. Una vita dedicata anche alla divulgazione scientifica | archeologiavocidalpassato), e col quale era particolarmente legata avendo vissuto direttamente in Perù le emozioni di una campagna di scavo e l’umanità dell’archeologo bresciano raccontate dalla stesas Petra Paola Lucini nel film “Cahuachi. Labirinti nella sabbia”.

E proprio dal suo film è stato presentato un breve estratto a memoria e in omaggio a Giuseppe Orefici.

Ecco i primi tre film classificati: al primo posto, come si diceva, il film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’) con il 37,53% dei voti. Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico.

Il regista Nicolò Bongiorno premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al secondo posto il film “I leoni di Lissa” di Niccolò Bongiorno (Italia 2018, 76’) con il 34,80% dei voti. Il film evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Il racconto si sviluppa tra le acque di Lissa, lungo i sentieri della memoria, nel cuore di quel mare Adriatico che è luogo di nascita degli eroi e ponte tra le culture del mediterraneo. Una moderna fiaba visiva raccontata in prima persona da grandi pionieri delle immersioni profonde e da maestri dell’archeologia subacquea, che vivono l’esplorazione come un concetto mentale, e conducono lo spettatore, attraverso “l’epica della subacquea”, dentro un affascinante mosaico di suggestioni visive e storiche, alla ricerca del relitto più nascosto e dimenticato, nel grembo profondo dell’Unità d’Italia.

Il regista Filippo Ticozzi premiato da Petra Paola Lucini, curatrice della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Cavriana (foto graziano tavan)

Al terzo posto il film “Le cime di Asclepio”, di Filippo Ticozzi (Italia 2024, 17’) con il 27,77%. Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire? Il film racconta il trasloco di un museo archeologico cercando di assumere il punto di vista dei protagonisti inanimati: oggetti antichi e immortali, ora senz’aura, costretti a confrontarsi con la corruttibilità terrena.

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco con gli archeologi dell’università di Bologna

Domenica 27 luglio 2025, alle 18, a Marzabotto, per “Sere d’estate al parco archeologico dell’antica Kainua” passeggiata archeologica al tramonto per la città di Kainua e il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” di Marzabotto con gli archeologi del dipartimento Storia Culture Civiltà dell’università di Bologna. La visita, promossa dal Mnema, comprende tutta l’area dell’antica città etrusca, compresa la Necropoli Nord solitamente non accessibile, e il museo nazionale Etrusco. Proposta a numero chiuso, è necessaria la prenotazione al 353 4412879 oppure mn-bo.prenotazionikainua@cultura.gov.it. La visita inizia alle 18, è consigliato arrivare prima per completare i pagamenti. E dura circa 2 ore. Il costo di partecipazione è 10 euro a persona (sono previste agevolazioni) + il biglietto di ingresso a Museo e area archeologica di 3 euro.

Rotzo (Vi). Al Bostel di Castelletto la due giorni di Raetica 2025, il Festival dell’Archeologia: un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale. Ecco il ricco programma

Il 26 e 27 luglio 2025 al Bostel di Castelletto di Rotzo (Vi) sull’altopiano dei Sette Comuni, torna Raetica, l’atteso Festival dell’Archeologia appuntamento ormai fisso per immergersi in un viaggio nel tempo con esperienze di realtà immersiva e aumentata, spettacoli di ricostruzione storica e laboratori di archeologia sperimentale.

PROGRAMMA DI SABATO 26 LUGLIO. Alle 10, apertura del museo Archeologico Sette Comuni; alle 12, apertura del Parco Archeologico, del Villaggio, dei Campi Storici, della Taverna, de Chioschi e del Mercatino; dalle 14 alle 18, Didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici)

Visite guidate all’area archeologica a cura degli archeologi delle università Ca’ Foscari Venezia, Progetto Stempa, Università Pegaso e Nea Archeologia. Partenza dall’info-point ogni 30 minuti, sabato dalle 14 alle 18, domenica dalle 10 alle 11 e dalle 14 alle 18, previo acquisto di un braccialetto valido entrambi i giorni, presso l’info point.

Alle 15, saluti delle autorità e presentazione ufficiale di Raetica 2025.

Alle 17, nell’area conferenze, la conferenza “L’arte delle Situle attraverso l’Archeologia Sperimentale” a cura di Stefano Buson, restauratore per i musei nazionali del Veneto. L’arte delle situle, con le sue scene figurate incise su bronzo, può essere meglio compresa attraverso l’archeologia sperimentale. Questa disciplina, che si occupa di riprodurre antichi manufatti per studiarne le tecniche di fabbricazione, permette di analizzare i processi di progettazione, costruzione e narrazione che stanno dietro alla creazione di questi reperti. Attraverso la riproduzione sperimentale, è possibile comprendere come venivano realizzati i disegni, come veniva inciso il metallo e come venivano ottenuti gli effetti decorativi. L’archeologia sperimentale non solo aiuta a capire il “come” dei manufatti, ma anche il “perché”. Ad esempio, lo studio delle tecniche di incisione può rivelare informazioni sulla complessità del lavoro artigianale e sull’abilità degli artigiani. Le ricostruzioni di situle, come quelle presentate nell’evento al Bostel di Rotzo, permettono di toccare con mano la maestria degli antichi e di apprezzare l’arte delle situle da una prospettiva più concreta, immergendosi nelle tecniche e nei processi che hanno portato alla loro creazione. Al termine della conferenza verrà proiettato un filmato che illustrerà le varie fasi di fabbricazione di una situla.

Alle 18.30, in area palco, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche; e alle 19.30, Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti bardici: momenti di grandi emozioni tra Danze Antiche ricostruite, epiche leggende celtiche e racconti bardici mentre assaporate i cibi e le bevande della Taverna Retica. A cura di Teuta Nertobacos.

In area palco, IRON AGE FASHION SHOW: durante l’orario cena del sabato si potrà assistere ad una vera e propria “sfilata di moda dell’Età del Ferro” dove i ricostruttori storici sfoggeranno i loro abiti migliori, i gioielli più belli e le armi più peculiari in base alla cultura e l’epoca storica rappresentata.

Alle 21.30, SITULAE: dai campi della luce alla riva delle tenebre, il grande spettacolo di ricostruzione storica. Come ogni anno, il Bostel diviene lo scenario per la rappresentazione di uno spettacolo emozionante, veicolo della divulgazione storica e scientifica attraverso le emozioni di narrazioni, musiche e rievocatori. Il palcoscenico del Bostel vede sabato sera la rappresentazione di una “situla vivente” che narra i fasti di una vita e la gloria dopo la morte, per terminare con il fuoco sempre caro a tutti noi. Uno spettacolo storico, un teatro, un film… frutto di studio, ricerca e ipotesi. Ma che sa portare indietro nel tempo, emozionare, coinvolgere e ricordare ancora una volta le genti di un passato lontano. A seguire festa, musica e taverna aperta fino a mezzanotte.

PROGRAMMA DI DOMENICA 27 LUGLIO. Alle 10, apertura del parco archeologico, del museo, del villaggio, dei campi storici, dei chioschi e del mercatino; dalle 10 alle 12, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università che coordinano gli scavi (partenza area info point ogni 30 min.); alle 11, Gesti di Antica Memoria: spettacolo di Danze Antiche (area palco), a seguire Mitici Animali e Uomini Divini: epiche leggende e racconti mitici (area palco); alle 12, apertura della Taverna; dalle 14 alle 18, didattiche, vita quotidiana, artigianato e laboratori a rotazione (al Villaggio e ai Campi Storici); visite guidate all’area archeologica con gli archeologi delle università e di NEA Archeologia (partenza area info point ogni 30 min).

Alle 15, in area conferenze, la conferenza “Simbolismo folk e pratiche del passato nelle comunità contemporanee” a cura di Elena De Dominicis, antropologa e giornalista. Il Bostel nel modello nordico dei musei all’aria aperta. L’ambiente nelle rappresentazioni storiche partecipate dal vivo e online. Dalle pratiche folk alla musica: Heilung, Wardruna, folk metal, modern vikings nelle tradizioni e nel problema dell’autenticità. Rune, navi, tamburi, archetipi. Lo studio è vincitore del premio nazionale Goi Comunità Bresciana dell’università di Brescia 2024 ed è stato presentato a Marsiglia alla conferenza internazionale di Netnografia Netnocon2025.

Alle 16, in area spettacoli, il Pugilato delle Situle: il bronzo delle Situle ci racconta di competizioni sportive di Pugilato con i manubri, di campioni, di trofei e di astanti. Siete pronti a scegliere il vostro campione e a fare il tifo per lui? A cura di Insubria Gaesata.

Alle 17, al villaggio, apertura della fornace ceramica; alle 18, apertura della Taverna. A seguire chiusura della manifestazione ed arrivederci a RAETICA 2026.

Augusta (Sr). Al Nuovo circolo Tennis “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, promosso dall’Archeoclub di Augusta

Sabato 26 luglio 2025, alle 19.30, al Nuovo circolo Tennis di Augusta (Sr), in contrada Balate, “Baia. Il parco sommerso”, terzo e ultimo incontro del ciclo “Parole e pietre. Rassegna di libri e cultura classica”, giunta alla IV edizione, quest’anno dedicato a “Parchi archeologici di terra e di mare poco conosciuti o poco raccontati”, promosso dall’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Questa volta riflettori puntati su una delle cinque meraviglie sommerse in Italia, il Parco sommerso di Baia, Campi Flegrei, Napoli. Antiche rovine sommerse; “immergersi” e visitare un museo straordinario dove la vita marina e i resti storici si fondono in un’esperienza totalmente differente da uno spazio espositivo a terra. Introduce Mariada Pansera, presidente dell’Archeoclub d’Italia sede di Augusta. Intervengono Fabio Pagano, direttore del parco archeologico dei Campi Flegrei, e Massimo Cultraro, archeologo del Cnr-Ispc di Catania.

Altino (Ve). Al parco archeologico per “Altino Aperta – Scavi Aperti” visita guidata allo scavo nei pressi della Porta-Approdo a cura degli archeologi dell’università di Padova

Andrea Stella e Guido Furlan dell’università di Padova sullo scavo archeologico presso Porta-Approdo al parco archeologico di Altino (foto unipd)

A luglio 2025 sono cominciate le attività di scavo nel parco archeologico di Altino, che fa parte dei musei archeologici nazionali di Venezia e della laguna, a cura dell’università di Padova, nella cui area venerdì 25 luglio 2025, dalle 16.30, è prevista l’iniziativa “Altino Aperta – Scavi Aperti”. Si tratta di un nuovo scavo archeologico nei pressi della Porta-Approdo e indaga un tratto del canale antistante la struttura, il cui alveo era utilizzato come un vero e proprio immondezzaio. Gli obiettivi della ricerca sono: cominciare a ricostruire l’economia della città romana su basi nuove, approfondire la conoscenza delle strategie di gestione dei rifiuti adottate dalla comunità altinate e, infine, analizzare le pratiche di economia circolare messe in atto. Hanno partecipato all’avvio delle ricerche: Guido Furlan e Andrea Stella, dipartimento dei Beni culturali UniPd, e Michele Monego, del laboratorio di Rilevamento e Geomatica del dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale UniPd. La visita è su prenotazione (info.parcoaltino@cultura.gov.it; 0422789443); è gratuita per gli abbonati e inclusa nel biglietto d’ingresso per gli altri. Si consiglia di indossare abiti comodi, scarpe chiuse antiscivolo e di portare cappello, crema solare e antizanzare.

Cavriana (Mn). Al via la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico, Ideata e curata da Petra Paola Lucini per iniziativa del museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana e della cremonese PetraFILM: 9 film e incontri con i registi

La Rassegna internazionale del Cinema Archeologico 2025, ideata e curata da Petra Paola Lucini, riparte da Cavriana (Mn) per iniziativa del museo Archeologico dell’Alto Mantovano di Cavriana e della cremonese PetraFILM. Appuntamento sabato 26 luglio 2025 in sala civica a Cavriana: in programma nove proiezioni, sei nella sezione pomeridiana a partire dalle 16, e tre seguiranno la sera a partire dalle 20.30. Lo spettatore avrà l’opportunità di viaggiare nel tempo, visitare terre lontane, scoprire tesori nascosti in pozzi dimenticati, rivivere battaglie storiche su navi che hanno fatto la storia, vivere la vita in palafitta, dopo aver assistito a una ricostruzione con tecniche preistoriche, e aver scoperto 111 insediamenti nell’arco alpino. Poi immergersi nell’antico Egitto alla ricerca delle miniere dei Faraoni, assistere al trasloco di un museo, confrontarsi con i misteri sciamanici, e cacciare nei boschi della Preistoria, percependo l’aria umida sulla pelle, mista a odori e profumi di una natura persa nel tempo. Nell’intervallo sarà allestito un assaggio di prodotti tipici locali. Alle 23 ci sarà lo stimolante faccia a faccia con i registi, Federico Basso, Niccolò Bongiorno, Massimo D’Alessandro, Mario Piavoli, Filippo Ticozzi, Stefano Zampini, che si concluderà con la premiazione del film scelto dal pubblico.

La Rassegna segue infatti la data zero dello scorso anno quando la rassegna fu definita appunto “evento zero” con due location: il teatro Filo di Cremona (3 luglio 2024) e il museo Archeologico dell’Alto Mantovano a Cavriana (5 luglio 2024): Petra Paola Lucini aveva detto, in quell’occasione, che voleva partire in punta di piedi, ma la Rassegna internazionale del Cinema Archeologico aveva già tutte le carte in regola per una manifestazione di qualità (vedi Al via l’evento zero della Rassegna internazionale del Cinema Archeologico organizzato da Petrafilm. Prima tappa al teatro Filo di Cremona, seconda al museo Archeologico Alto Mantovano di Cavriana (Mn): otto film in cartellone con una prima mondiale | archeologiavocidalpassato).

IL PROGRAMMA DEI FILM DEL POMERIGGIO. Alle 16, apre il film “L’uomo di Val Rosna”, di Stefano Zampini (Italia 2024, 19’). Docu-drama che mostra alcuni momenti della vita dell’Uomo di Val Rosna, un cacciatore vissuto 14.000 anni fa nell’attuale territorio del Comune di Sovramonte (Belluno). La sepoltura di questo cacciatore è stata scoperta negli anni ’80 da Aldo Villabruna e studiata dal professor Alberto Broglio dell’Università degli Studi di Ferrara. Caccia, vita di comunità, cure dentali e un rito funebre sono i momenti di vita messi in scena. Segue il film “Au Chevet des palafittes”, di Christophe Goumand (Svizzera 2023, 9’30”). I laghi alpini hanno ricoperto le vestigia di villaggi preistorici costruiti tra il 5000 e l’850 a.C. Questa conservazione in un contesto umido ha permesso di proteggere gran parte degli elementi organici e oggi fornisce preziosi elementi alla comprensione della preistoria europea. Per questo motivo, nel 2011, l’UNESCO ha incluso 111 villaggi palafitticoli sparsi in sei paesi dell’arco alpino nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Si procede con il film “Carpentieri e falegnami nell’età del bronzo” di Mario Piavoli (Italia 2015, 24’). Sulla base di quanto rinvenuto e documentato nel corso degli scavi condotti sulla palafitta di Bande di Cavriana e nell’abitato peri-lacustre di Castellaro Lagusello (di recente inseriti nel patrimonio Unesco), il film vuole illustrare le fasi di lavoro, le tecniche costruttive e la fedele ricostruzione di alcuni elementi delle strutture abitative di una popolazione vissuta nell’entroterra sud-gardesano migliaia di anni fa. Quindi il film “Antiche tracce. La vita in palafitta” di Federico Basso (6’). In Realtà Virtuale racconta la vita e la quotidianità delle comunità preistoriche che hanno vissuto presso i siti palafitticoli dell’Italia settentrionale attraverso uno storytelling immersivo. Ambientato nel parco Archeo Natura del sito Unesco di Fiavè (Tn), restituisce con rigore scientifico-archeologico come si svolgevamo le attività di pesca, caccia, artigianato e costruzione delle palafitte. A seguire il film “Sciamani: comunicare con l’invisibile. Dialoghi con l’antropologo Sergio Poggianella” di Niccolò Bongiorno (Italia 2023, 22’). Chi è lo sciamano e come nasce una collezione di oggetti sciamanici? Sono solo alcuni dei quesiti posti dal regista Nicolò Bongiorno a Sergio Poggianella, antropologo ed ideatore della mostra “Sciamani. Comunicare con l’Invisibile”. Ripercorrendo in un’intervista le tappe principali della sua ricerca, il collezionista tesse una narrazione intima del suo rapporto con questa imperscrutabile figura, mostrandone sia la poetica sociale sia il valore artistico alla base dell’esposizione. Chiude il pomeriggio il film “L’Eldorado dei Faraoni” di Pippo Cappellano (52’). Il film è la cronaca di tre anni di missioni archeologiche (1990 – 1991 – 1993) nel deserto nubiano sudanese: dalla scoperta di Berenice Pancrisia, effettuata dai fratelli Castiglioni e da Giancarlo Negro nel febbraio 1989 (la mitica “città tutta d’oro” ” citata da Plinio il Vecchio nella sua “Naturalis Historiae” e di cui si era persa ogni traccia), ai primi scavi di alcune imponenti tombe, trovate nella vasta regione aurifera che gravita intorno a Berenice. Il film sottolinea le difficoltà incontrate dalla missione archeologica, isolata per due mesi nel cuore del deserto; la durezza di un percorso attraverso montagne e sabbie cedevoli; i sistemi usati per orientarsi nel dedalo degli “wadi”, ed infine le scoperte: semplici ornamenti, ma anche preziosi monili d’oro che confermano l’abbondanza di questo metallo che ha avvalso alla regione il nome di Eldorado africano.

PROGRAMMA DEI FILM DELLA SERA. Alle 20.30, apre il film “Le cime di Asclepio”, di Filippo Ticozzi (Italia 2024, 17’). Un museo si sta svuotando. Ciò che normalmente lo abita cambia posizione e prospettiva. Possono oggetti, statue, cimeli morire? Il film racconta il trasloco di un museo archeologico cercando di assumere il punto di vista dei protagonisti inanimati: oggetti antichi e immortali, ora senz’aura, costretti a confrontarsi con la corruttibilità terrena. Segue il film “Campo della fiera e il pozzo del tempo” di Massimo D’Alessandro (Italia 2024, 52’). Nel cuore dell’Italia centrale, ai piedi della rupe di Orvieto, si trova Campo della Fiera, un luogo straordinario in cui sacralità e storia si intrecciano da oltre duemila anni. Identificato come la sede del leggendario Fanum Voltumnae, santuario federale degli Etruschi. Il sito ha poi visto passare le diverse epoche diventando un centro spirituale e amministrativo dei Romani e successivamente un insediamento francescano. Le indagini archeologiche condotte negli ultimi vent’anni hanno portato alla luce manufatti di inestimabile valore: antichi templi, mosaici, ceramiche pregiate e un profondo pozzo mai esplorato, custode di tesori dimenticati. Attraverso ricostruzioni storiche, interviste esclusive e riprese spettacolari, “Campo della Fiera e il pozzo del tempo” accompagna il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della vita, del declino e della rinascita di questo sito unico. Uno dei reperti rinvenuti nel pozzo, inoltre, apre uno squarcio nel velo di mistero che avvolge i Templari e un possibile intrigo storico. Chiude il film “I leoni di Lissa” di Niccolò Bongiorno (Italia 2018, 76’). Il film evoca la storia della leggendaria battaglia navale di Lissa (1866), scontro simbolo e icona della marineria moderna. Il racconto si sviluppa tra le acque di Lissa, lungo i sentieri della memoria, nel cuore di quel mare Adriatico che è luogo di nascita degli eroi e ponte tra le culture del mediterraneo. Una moderna fiaba visiva raccontata in prima persona da grandi pionieri delle immersioni profonde e da maestri dell’archeologia subacquea, che vivono l’esplorazione come un concetto mentale, e conducono lo spettatore, attraverso “l’epica della subacquea”, dentro un affascinante mosaico di suggestioni visive e storiche, alla ricerca del relitto più nascosto e dimenticato, nel grembo profondo dell’Unità d’Italia.

 

Marzabotto (Bo). Per “Sere d’Estate” nell’area archeologica dell’antica Kainua “L’inesauribile segreto. Le rovine”: serata di poesie con accompagnamento musicale. E poi un pic-nic

Giovedì 24 luglio 2025, alle 18.30, al parco archeologico dell’antica Kainua in via Porretana Sud 13 a Marzabotto (Bo), per “Sere d’Estate” in cartellone “L’inesauribile segreto. Le rovine”, serata di performance con le poesie vincitrici del concorso “L’inesauribile segreto” (edizione 2025) con accompagnamento musicale a cura di Luca Signorelli e Peppe Aiello. La Poesia, voce e canto dell’anima, fa risuonare corde profonde e porta alla luce la verità che c’è in ciascun essere umano. Camminando nell’area archeologica, si ascolteranno le parole di autori che si sono lasciati guidare dal tema di quest’anno: “Sulle rovine di fraseggi passati e presenti, inciampiamo in un Noi”. Evento gratuito. Si paga solo l’accesso all’area archeologica: 3 euro; gratuito per residenti a Marzabotto e gratuità di legge. Alle 19.30, possibilità di cenare prenotando un cestino picnic gratuito per 2 persone, comprensivo di acqua, vino, prodotti delle aziende del territorio. Info e prenotazione  a iat@comune.marzabotto.bo.it.

Aquileia. A Casa Bertoli la presentazione del libro “Il carteggio tra Giusto Fontanini e Gian Domenico Bertoli (1718-1736)” di Roberto Feruglio e Alberto Vidon che dialogano con Paolo Pastres e Luca Villa, quarto appuntamento delle “Suggestioni archeologiche” 2025, dedicate quest’anno alla divulgazione archeologica: “Pagine di archeologia. Comunicare il passato tra narrativa, scoperte d’archivio e di cantiere”. Brindisi finale col vino della Ritter de Zàhoni

Giovedì 24 luglio 2025, alle 17.15, ad Aquileia quarto appuntamento con le “Suggestioni archeologiche 2025: pagine di archeologia, comunicare il passato tra narrativa, scoperte di archivio e di cantiere”, promosse dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e dall’associazione nazionale per Aquileia. La formula è la stessa, l’orario non cambia, ma questo giovedì l’appuntamento è a Casa Bertoli, nella storica e bellissima sede dell’associazione nazionale per Aquileia. Perché? Perché il protagonista di questo appuntamento sarà proprio Giandomenico Bertoli, quindi quale migliore sfondo poteva esserci se non quello del suo salotto privato? Viene infatti presentato il libro “Il carteggio tra Giusto Fontanini e Gian Domenico Bertoli (1718-1736)” a cura di Roberto Feruglio e Alberto Vidon (Forum editrice). Dialogano con i curatori Roberto Feruglio e Alberto Vidon i ricercatori Paolo Pastres e Luca Villa. A seguire brindisi a cura dell’azienda vinicola Ritter de Zàhoni. La partecipazione è gratuita. Prenotazione raccomandata a assaquileia@libero.it.

Copertina del libro “Il carteggio tra Giusto Fontanini e Gian Domenico Bertoli (1718-1736)” di Roberto Feruglio e Alberto Vidon

Il carteggio tra Giusto Fontanini e Gian Domenico Bertoli (1718-1736) (Forum editrice). Il carteggio tra l’erudito Giusto Fontanini (1666-1736) e il canonico Gian Domenico Bertoli (1676-1763) conta 241 lettere che vertono sui ritrovamenti archeologici del periodo antico e sulle testimonianze dell’epoca patriarcale nel territorio di Aquileia. Le lettere, corredate da un essenziale apparato di note filologiche, esegetiche e bibliografiche, sono precedute da un’introduzione che, oltre a presentare le fonti e i criteri di edizione, analizza criticamente il carteggio gettando nuova luce sulla figura dei due corrispondenti. L’edizione si completa con gli indici delle lettere, dei nomi di persona e delle opere e con la tavola sinottica delle iscrizioni e dei disegni allegati alle missive di Bertoli.

Roberto Feruglio, docente di lettere, ha insegnato in Argentina, Polonia, Spagna e Canada e ha concluso la sua carriera al liceo Marinelli di Udine. Dopo aver conseguito il dottorato in Scienze linguistiche e letterarie all’università di Udine, ha concentrato la sua attività di ricerca sulla storiografia erudita della prima metà del Settecento, dedicandosi in particolar modo alla figura di Giusto Fontanini, sul quale ha pubblicato diversi studi.

Alberto Vidon è docente di lettere all’ISIS Magrini Marchetti di Gemona del Friuli; laureato in Storia moderna all’università di Trieste e diplomato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato di Trieste, ha condotto attività di ricerca e di divulgazione su aspetti della storia del Friuli; ha firmato, assieme a Flavia Valerio, Giulio Savorgnan. Il gentiluomo del Rinascimento e le fortezze della Serenissima.