#domenicalmuseo: il 3 agosto ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali
Il 3 agosto 2025 si rinnova l’appuntamento con la #domenicalmuseo, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura. Accesso con prenotazione consigliata, obbligatoria dove richiesto. La scorsa #domenicalmuseo, il 6 luglio 2025, ha registrato 195.350 ingressi.
Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale per “Museo in Fest” la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora” con Paola Radici Colace
Sabato 2 agosto 2025, alle 21, sulla terrazza del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, la conferenza “Dalla Tebe di Sofocle alla Montréal di oggi. Antigone parla ancora”, promossa dal Centro internazionale Scrittori della Calabria, nuovo appuntamento per Museo in Fest. La prof.ssa Paola Radici Colace accompagnerà il pubblico in un viaggio tra mito, teatro antico e società contemporanea, con il supporto di videoproiezioni. Il Museo resterà aperto in via straordinaria dalle 20 alle 23.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la visita guidata al Ninfeo e la sala dello Zodiaco dal titolo “Acqua passata e presente: il Ninfeo di Villa Giulia” con Simone Lucciola, primo appuntamento del ciclo “Il trionfo dell’acqua: il Ninfeo di Villa Giulia”
La visita guidata al Ninfeo e la sala dello Zodiaco dal titolo “Acqua passata e presente: il Ninfeo di Villa Giulia” con Simone Lucciola, sabato 2 aprile 2025, alle 11, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, è il primo appuntamento del ciclo “Il trionfo dell’acqua: il Ninfeo di Villa Giulia”. Il percorso proposto da Simone Lucciola ci offrirà uno sguardo panoramico sui tre livelli del magnifico “Teatro delle Acque” realizzato da Bartolomeo Ammannati e fornirà alcuni cenni storici sulla nascita e sull’evoluzione dell’Acqua Virgo. Non perdete l’occasione di ammirare il mosaico romano e le statue rinascimentali appena restaurate. La visita guidata è compresa nel biglietto d’ingresso al Museo. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la visita guidata “I riti funerari presso gli Etruschi” con Valentina Billante apre il ciclo “Agosto all’ETRU”
Venerdì 1° agosto 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, la visita guidata “I riti funerari presso gli Etruschi” con Valentina Billante apre il ciclo “Agosto all’ETRU”. Il popolo etrusco ci ha lasciato innumerevoli attestazioni funerarie che testimoniano e raccontano il concetto di vita oltre la morte. La ritualità funeraria è anche specchio della civiltà, dell’organizzazione sociale: ci illustra la vita dei vivi attraverso i morti. Il percorso guidato proposto da Valentina Billante avrà questo scopo: un viaggio attraverso gli oggetti custoditi nel Museo per conoscere usi, costumi, credenze, ma anche speranze e paure vissute e percepite dalle popolazioni etrusche. La visita guidata è compresa nel costo del biglietto. Per partecipare è necessario prenotarsi all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità.
Ercolano. Al parco archeologico ultimi due appuntamenti con “I Venerdì di Ercolano”, viaggio immersivo tra arte, mito e archeologia. Sirano: “È più di un percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione”
Straordinario successo per l’ottava edizione de “I Venerdì di Ercolano” promossi dal parco archeologico di Ercolano. In sole quattro serate, il numero complessivo di visitatori ha già eguagliato l’intera affluenza registrata durante l’edizione 2024, confermando il crescente interesse del pubblico per l’iniziativa serale del Parco Archeologico di Ercolano. Un risultato che premia la nuova formula introdotta per l’edizione 2025, che prevede una visita serale autonoma e libera del sito archeologico, con un percorso illuminato, arricchito da contenuti digitali e performance artistiche pensate appositamente per l’esperienza notturna. “Una notte al Parco Archeologico di Ercolano è più di un percorso serale: è un’esperienza di bellezza, storia e immaginazione”, dichiara Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del Parco. “Una città antica, raccontata con i linguaggi del presente, rivive in un viaggio emozionale tra corpo e mito dove protagonista è il visitatore”.
C’è ancora tempo per partecipare a questo viaggio immersivo tra arte, mito e archeologia: venerdì 1 e 8 agosto 2025 andranno in scena gli ultimi due appuntamenti della rassegna. Si rinnova quindi l’invito a tutti a non perdere questa occasione unica per vivere l’antica Herculaneum sotto le stelle. Ingressi: corso Resina 187, via dei Papiri Ercolanesi 19. Orario di apertura al pubblico: dalle 20 alle 24. Primo turno: 20-21.30, secondo turno: 22-23.30. Biglietti disponibili online ai link: www.ercolano.cultura.gov; www.coopculture.it, e presso la biglietteria del Parco fino alle 18 del giorno dell’evento.
Performance artistiche de “I venerdì di Ercolano” 2025

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cercamond in “Tantalo” al Giardino della Casa Albergo (foto paerco)
1, Giardino Casa dell’Albergo – Teatro: “Tantalo” con la Compagnia Cercamond, testo e regia di Andrea Cioffi, attore Dario Rea (cover Ettore Nigro). Il mito di Tantalo, già caro a Ovidio, rivive in un flusso epico e anarchico che infrange la quarta parete. Tantalo, re di Licia e prediletto dagli dèi, osa sfidare la loro onniscienza compiendo un crimine indicibile: cucina suo figlio Pelope e lo serve agli dèi su piatti dorati. Un monologo intenso restituisce tutta la brutalità e la tragicità di questa leggenda antica.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Offerta” al Thermopolium del Terzo cardo (foto paerco)
2, Thermopolium Terzo Cardo – Danza: “Offerta” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori: Manuela Facelgi. All’interno del thermopolium, luogo di convivialità e nutrimento, una danzatrice compie un rito simbolico intrecciando il proprio corpo al vino: lo versa, lo unge, lo lascia scorrere sulla pelle, ne indaga il colore e la densità. Il gesto si fa invocazione, sacrificio, abbandono. Movenze lente e sacrali trasformano il corpo in un tramite tra umano e divino, mentre il vino, simbolo di Dioniso, diventa veicolo sacro tra mondi. Un’esperienza sensoriale che evoca un’offerta arcaica, senza tempo.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Intimità” nel Giardino delle Terme centrali di Ercolano (foto paerco)
3, Giardino Terme centrali – Danza: “Intimità” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Arianna Montella, Leopoldo Guadagno (sostituzione Antonio Tello).
In uno spazio silenzioso e aperto, due danzatori dialogano con i corpi in un gioco di riflessi e ascolto reciproco. Il giardino, luogo di passaggio e respiro, diventa un paesaggio mentale condiviso: movimenti minimi, organici, raccontano una conversazione silenziosa fatta di pieghe, contatto e vulnerabilità. Negli spogliatoi adiacenti, un video proietta a ciclo continuo dettagli di corpi nudi — mani, schiene, piedi, scapole — alternando forza e fragilità. La nudità si offre come rito primordiale, restituendo il bagno come spazio mitico di purificazione e preparazione.
4, Botteghe Decumano Massimo – Teatro: “Pane, Bacco e Amore” con Compagnia Cercamond, testo e regia Andrea Cioffi, attori Andrea Cioffi (cover Gianluigi Montagnaro), Sara Guardascione (cover Clara Bocchino). Una coppia si punzecchia e discute sull’organizzazione di un banchetto, portando in scena costumi dell’epoca sorprendentemente vicini al nostro quotidiano. Tra giochi di parole e ritmi serrati che richiamano lo stile plautino, marito e moglie si confrontano su usi, spese e piccole astuzie, regalando un divertente spaccato di vita antica.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Rimembranze” nella Bottega Casa di Nettuno e Anfitrite di Ercolano (foto paerco)
5, Bottega Casa di Nettuno e Anfitrite – Danza: “Rimembranze” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Immacolata Friscuolo. Un corpo solo attraversa la bottega come un campo da arare. I gesti evocano spighe, mani che impastano, suoni che ricordano pane che si spezza, fuoco che crepita, fame che incombe. La danza diventa memoria viva del nutrimento, rito ancestrale che celebra materia e trasformazione.

“I Venerdì di Ercolano”: “Radici sonore – il Respiro profondo del Mare” musica con l’associazione Pagus alla Casa del Gran Portale di Ercolano (foto paerco)
6, Casa del Gran Portale – Musica: “Radici Sonore – Il Respiro profondo del Mare” con Associazione PAGUS, musiche di Bach – Suite n. 1 in sol maggiore per violoncello solo, Catello Tucci – violoncello (sostituzione Elisa Cimmelli – violino). Il visitatore giunge all’interno della casa del Gran Portale guidato dalle note del Preludio della Suite n. 1 di Bach. Entra nell’abitazione quasi di nascosto, in punta di piedi, alla luce delle candele, il suono intimo che lo cattura entra anche nel profondo della sua anima, l’avvolge, la culla dolcemente.

“I Venerdì di Ercolano”: la Compagnia Cornelia in “Intimità” nel Giardino delle Terme centrali di Ercolano (foto paerco)
7, Palestra – Danza: “Allenamento” con Cornelia Dance Company, coreografia Niko Piscopo, styling Francesco Russo, danzatori Marta Ledeman, Nicolas Grimaldi Capitello, Marco Munno (sostituzione Francesco Russo). Un trio di danzatori esplora la verticalità e la potenza fisica sfruttando i diversi livelli della palestra, creando un dialogo continuo tra altezza e radicamento. Acrobazie, sollevamenti, esercizi di resistenza richiamano le pratiche ginniche dell’epoca romana. Il corpo viene celebrato, spinto al limite, ma il gesto atletico diventa anche rito sacro: disciplina che prepara all’incontro con il mito. Nell’eco di passi, salti e respiri affannati si compone un rituale muscolare che restituisce l’immagine dell’eroe, dell’uomo “allenato a essere dio”.
8, Antica Spiaggia – Musica: “Radici Sonore – Il Respiro della Terra” con Associazione PAGUS, Canti della tradizione popolare campana: Vesuvio, Canto del Pescatore, Canto antico di Vincenzo Romano, Vincenzo Romano – voce e tamburi a cornice, Laura Paolillo – voce e percussioni, Leo Coppola – chitarra. Un’esperienza sonora immersiva che intreccia rito e paesaggio, guidata dal battito pulsante della terra vulcanica. La musica diventa elemento vivo, ritmo arcaico e memoria collettiva, trasportando il pubblico in un rituale contemporaneo che racconta ciò che siamo stati e ciò che ancora respiriamo, nel canto invisibile della Terra.
Roma. Il museo nazionale di Villa Giulia propone per agosto 2025 un ricco programma di visite guidate gratuite: il venerdì pomeriggio si conosce il passato attraverso le collezioni, il sabato mattina si va alla scoperta del Ninfeo, il luogo più delicato della villa
Con la visita guidata “I riti funerari presso gli etruschi” il 1° agosto 2025 a cura di Valentina Billante il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia apre l’offerta per il mese di agosto di visite guidate gratuite comprese nel biglietto del Museo. Il venerdì pomeriggio, alle 17, c’è AGOSTO ALL’ETRU, il ciclo di approfondimenti tematici e di curiosità sugli usi e i rituali attestati presso le civiltà del passato per conoscere, attraverso gli oggetti delle collezioni del museo, la storia che ci lega al mondo antico. Per partecipare alle visite guidate occorre prenotarsi all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il giorno e il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità. Si inizia il 1° agosto 2025, con “I riti funerari presso gli Etruschi”, visita guidata a cura di Valentina Billante; 8 agosto 2025, “Altorilievo di Pyrgi: dialogo tra arte e scienza”, a cura di Roberta Mingione; 22 agosto 2025, “Alla scoperta dell’agro Falisco e Capenate”, a cura di Valeria de Scarpis; 29 agosto 2025, “Prima degli Etruschi: focus sull’arte villanoviana”, a cura di Alessandra Leonardi.
Mentre il sabato mattina, alle 11, c’è IL TRIONFO DELL’ACQUA: IL NINFEO DI VILLA GIULIA, il programma di itinerari pensati per scoprire il luogo più delicato della villa, a pochi mesi dal suo incredibile restauro. Dalla monumentalità delle statue al significato più profondo dell’acqua, passando per la ricchezza degli affreschi della sala dello Zodiaco, in un percorso di stupore e meraviglia. Per partecipare alle visite guidate occorre prenotarsi all’indirizzo mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it indicando il giorno e il numero di partecipanti. Sarà possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo, salvo disponibilità. Si inizia il 2 agosto 2025, “Acqua passata e presente: il Ninfeo di Villa Giulia”, a cura di Simone Lucciola; 9 agosto 2025, “Il Ninfeo e il grottino del Ninfeo: architettura e astrologia a Villa Giulia”, a cura di Mafalda Risoluti; 23 agosto 2025, “Il trionfo dell’acqua: il Ninfeo di Villa Giulia”, a cura di Luigi Corbelli; 30 agosto 2025, “Sotto il cielo di Villa Giulia: giochi di acque e di stelle”, a cura di Mariacristina Masci.
Esclusivo. Con la prof.ssa Caterina Previato (UniPd) primo bilancio della campagna 2025 nel sito romano di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro): tra le scoperte, la banchina di una darsena per raggiungere la villa romana via acqua; e la planimetria dell’edificio di grandi dimensioni che poggiava su pali di legno. Tra i reperti un orecchino d’oro e due lucerne integre

La prof.ssa Caterina Previato (UniPd) sullo scavo della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto graziano tavan)

Una lucerna, rinvenuta integra, nello scavo della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)
Definito il limite settentrionale della villa romana di San Basilio, uno spazio scoperto, probabilmente una banchina, legato a una darsena o comunque a un bacino d’acqua che permetteva di raggiungere la villa tramite vie d’acqua. Dalle terme della villa recuperato un altro orecchino d’oro. E del grande edificio, sicuramente di carattere pubblico, la cui planimetria oggi è più chiara, si è scoperta che poggiava su pali di legno per una maggior tenuta delle strutture soprastanti. Sono i risultati più eclatanti da un primo bilancio provvisorio della campagna di scavo 2025, condotto dalla prof. Caterina Previato col prof. Jacopo Bonetto, del dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova, in collaborazione con la soprintendenza ABAP di Verona Rovigo e Vicenza (dott.ssa Giovanna Falezza), nell’ambito del progetto “San Basilio” finanziato dalla fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Tra impegno, curiosità e prospettive future, ecco il resoconto di Caterina Previato in esclusiva per archeologiavocidalpassato.com.

Il gruppo di studenti del primo turno allo scavo di San Basilio romana dell’università di Padova (foto unipd)

Il gruppo di studenti del secondo turno allo scavo di San Basilio romana dell’università di Padova (foto unipd)
LA CAMPAGNA 2025. La campagna di scavo del 2025 relativa all’abitato romano di San Basilio aveva come obiettivo quello di continuare ad indagare la cosiddetta villa, già individuata negli anni ’70 del secolo scorso e ormai in corso di scavo dal 2022, e parallelamente di procedere con lo scavo di un nuovo grande edificio individuato due anni fa grazie alle prospezioni geofisiche. Nello specifico la campagna di scavo si è svolta dal 12 maggio al 13 giugno 2025, per un totale di 5 settimane, e ha visto il coinvolgimento di numerosi studenti dell’università di Padova di diverso livello, con gruppi di 15 ragazzi che si sono alternati nel corso delle settimane. Le attività sul campo sono state coordinate da me, Caterina Previato, ma il progetto vede la co-direzione anche di Jacopo Bonetto dell’università di Padova e di Giovanna Falezza della soprintendenza Abap di Verona Rovigo e Vicenza.

Una lucerna, rinvenuta integra, nello scavo della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)

Grande edificio romano a San Basilio: sistema di fondazione con pali lignei alla base del muro perimetrale (foto unipd)
TRE SAGGI DI SCAVO NEL 2025. Le indagini hanno interessato tre diversi settori di scavo: due relativi alla villa, già aperti negli scorsi anni, e uno relativo al nuovo edificio. Nei due saggi relativi alla villa ci siamo posti obiettivi diversi e di conseguenza anche le attività sono procedute in maniera diversa. Nel cosiddetto saggio 1, già aperto nel 2022, abbiamo deciso di approfondirci al fine di indagare le fasi più antiche dell’edificio, e soprattutto di definire la cronologia di costruzione della villa, e degli interventi di ristrutturazione che ha subito nel corso del tempo. Per quanto riguarda invece il saggio 2, sempre relativo alla villa, ci siamo posti un obiettivo di carattere planimetrico. In particolare abbiamo cercato di definire il limite settentrionale dell’edificio e il suo rapporto con l’ambiente circostante. Ed effettivamente siamo riusciti a individuare una struttura muraria che separava il complesso da uno spazio scoperto, probabilmente adibito a banchina, legato a una darsena o comunque a un bacino d’acqua che permetteva di raggiungere la villa tramite vie d’acqua. Per quanto riguarda invece il terzo saggio di scavo relativo al nuovo edificio, ci siamo dati un obiettivo ancora diverso, ovvero quello di definirne la planimetria dell’edificio, l’assetto architettonico e le caratteristiche costruttive. Di particolare interesse in questo settore è stata l’individuazione, grazie a un sondaggio di approfondimento in prossimità di un muro perimetrale, del sistema di fondazione che caratterizza questa struttura, che prevede il posizionamento alla base del muro di pali lignei funzionali ad asciugare il terreno e a permettere una maggior tenuta delle strutture soprastanti. Questo dato, oltre a essere interessante dal punto di vista tecnico-costruttivo, è per noi molto importante perché proprio attraverso l’analisi dei legni sarà possibile definire la cronologia d’impianto di questo edificio.

Orecchino d’oro dal settore termale della villa romana di San Basilio ad Ariano nel Polesine (Ro) (foto unipd)
CURIOSITÀ. Le attività di scavo di quest’anno, oltre a darci nuove preziose informazioni sulle caratteristiche planimetrico-architettoniche e sulla cronologia degli edifici, ci hanno restituito – come negli anni scorsi – anche molti interessanti reperti. Numerose sono state anche quest’anno le monete ritrovate in tutti i saggi di scavo che ci permettono di confermare l’importanza di snodo commerciale del sito di San Basilio in età romana. Tra gli altri reperti particolarmente interessanti si segnalano inoltre due lucerne integre, numerosi strumenti legati al mondo della pesca, e inoltre un orecchino d’oro dal settore termale della villa, che va a sommarsi a quello che avevamo già ritrovato due anni fa nello stesso settore.
PROSPETTVE FUTURE. I risultati di questa campagna di scavo, uniti anche agli eccezionali risultati degli anni precedenti di questo importante progetto che ha avuto il sostegno della Fondazione Cariparo, dimostrano chiaramente l’importanza del sito di San Basilio in età romana, e stimolano l’interesse a proseguire le indagini, per indagarne la storia, l’evoluzione nel corso del tempo, e anche il rapporto con l’ambiente circostante, in quanto i risultati che abbiamo ottenuto dimostrano come gli edifici fossero strettamente integrati con tutto il sistema di vie d’acqua che doveva caratterizzare questo territorio. Ci auguriamo quindi di poter proseguire le nostre ricerche il prossimo anno e anche negli anni a venire. L’attenzione sarà rivolta ancora alla villa che, benché nota dagli anni ’70 del secolo scorso, riserva ancora numerosissime sorprese, ma anche al nuovo grande edificio posto poco più ad ovest, che è sicuramente un unicum per le sue caratteristiche architettoniche e dimensionali, e su cui sarà importante approfondire le indagini per definirne la funzione. Si tratta infatti sicuramente un edificio di carattere pubblico, viste le sue dimensioni e la sua imponenza, ma la sua funzione resta ancora tutta da chiarire, così come la sua cronologia.
Archeologia in lutto. A 67 anni è morto l’archeologo Mario Pagano, figura di rilievo nel panorama dell’archeologia campana. Uniti nel profondo cordoglio il parco archeologico di Ercolano e il museo Archeologico nazionale di Napoli. Sirano: “Perdiamo un professionista coinvolto e appassionato, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio archeologico”
L’ultimo saluto martedì 29 luglio 2025 nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli a Napoli. Archeologia in lutto per la morte dell’archeologo Mario Pagano, figura di rilievo nel panorama dell’archeologia campana, già soprintendente – tra il 2011 e il 2019 – dell’Umbria, delle Marche e delle province di Cosenza Catanzaro e Crotone e docente universitario all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha lasciato un segno profondo nel panorama culturale nazionale con oltre 400 pubblicazioni, tra libri e saggi, e un’intensa attività di scavo e valorizzazione dei siti archeologici. Pagano aveva 67 anni da poco compiuti: era infatti nato il 29 giugno 1958. Laureatosi in Lettere classiche nel 1979 all’università Federico II, frequentò nel 1980 la Scuola Archeologica Italiana di Atene, per poi ritornare a Napoli e conseguire nel 1987 il dottorato di ricerca in Archeologia. È stato per molti anni direttore degli Scavi di Ercolano, dove gli è universalmente riconosciuto il notevole incremento della conoscenza e del restauro, grazie anche a sponsorizzazioni. Ha progettato e diretto importanti interventi di restauro, come lo straordinario recupero, scavo, restauro e calco di più di 100 scheletri rinvenuti nei fornici di Ercolano.
Uniti nel profondo cordoglio, il parco archeologico di Ercolano e il museo Archeologico nazionale di Napoli, assieme a tutto lo staff, esprimono la propria vicinanza alla famiglia per la scomparsa dell’archeologo Mario Pagano. “Con Mario Pagano perdiamo un professionista coinvolto e appassionato, che ha dedicato la sua vita allo studio e alla salvaguardia del nostro immenso patrimonio archeologico”, dichiara Francesco Sirano, funzionario delegato alla direzione del parco archeologico di Ercolano. “La sua attitudine verso la missione di archeologo è emersa con chiarezza anche durante gli anni di direzione dell’Ufficio archeologico di Ercolano sempre con un rapporto diretto tra attività amministrativa e pubblicazioni scientifiche. Ricordo, come molti, i tanti suoi interventi anche nell’area campana da Cuma a Teano, all’ager Falernus. E conservo una copia del catalogo della mostra sugli Antichi ercolanesi che lui mi donò con una dedica molto affettuosa durante una visita che facemmo insieme a Teano. Conoscendone la capacità di lavoro e la prolificità scientifica sono sicuro che ci ha anche lasciato tanti lavori inediti e spero che la sua famiglia valuti la possibilità di affidare proprio al Parco di Ercolano e al Mann parte o tutto il suo sterminato archivio in modo da preservarne la memoria per le future generazioni”. Massimo Osanna, direttore generale Musei. “La direzione generale Musei si unisce al cordoglio per la scomparsa di Mario Pagano. La sua lunga attività in ambito archeologico ha offerto un contributo rilevante alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale campano. Alla sua famiglia e ai suoi cari va la nostra più sentita vicinanza”.
Aquileia (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’incontro presentazione del libro “Anche le statue parlano di Edoardo de Angelis, la cronaca di un’avventura iniziata per caso, che prosegue con crescente successo nelle sale di molti straordinari musei, ultimo appuntamento delle “Suggestioni archeologiche” 2025, dedicate quest’anno alla divulgazione archeologica: “Pagine di archeologia. Comunicare il passato tra narrativa, scoperte d’archivio e di cantiere”. Brindisi finale coi vini di Ca’ Tullio
Se la mima Bassilla, Diomede delle Grandi Terme o Agrippina, lassù, al secondo piano del museo, non riuscissero più a trattenersi dalla voglia di dirci qualcosa, stanchi di starsene ingessati, immobili nel percorso espositivo, lusingati dagli occhi meravigliati di bambini e non più bambini o risentiti dagli sguardi assenti di chi passa oltre senza dar loro attenzione? Se fuori dal museo Archeologico nazionale di Aquileia, in un qualsiasi altro dei fantastici musei italiani accadesse lo stesso? Se la Stele di Meru del museo Egizio di Torino iniziasse a parlare? O se a parlare tra loro fossero gli sposi del sarcofago del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma? Quali storie ci racconterebbero? Le “Suggestioni archeologiche” 2025 del Mn Aquileia sono giunte al loro ultimo appuntamento. Le “Pagine di Archeologia” chiudono con una presentazione davvero speciale: il libro “Anche le statue parlano” di Edoardo De Angelis. L’appuntamento è al museo Archeologico nazionale di Aquileia mercoledì 30 luglio 2025, alle 17.15. Dialoga con l’autore Edoardo De Angelis, la presidente della A.C. CulturArti Roswitha Del Fabbro e l’attore Alessandro Maione, l’archeologa Annalisa De Franzoni, con la partecipazione dell’assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil. Al termine dell’appuntamento si brinda con i vini di Ca’ Tullio di Aquileia. È raccomandata la prenotazione a museoaquileiaeventi@cultura.gov.it / 0431 91016.
Fresco di stampa, “Anche le Statue Parlano” di Edoardo De Angelis è l’ultima novità a scaffale della così variegata biblioteca archeologica che MAN Aquileia e associazione nazionale per Aquileia hanno pensato per la vostra estate. Il libro è la cronaca di un’avventura iniziata per caso, che prosegue con crescente successo nelle sale di molti straordinari musei, tra impalcature di Fantasia, pagine di Storia, elementi di Cultura, slanci d’Amore, frammenti di Bellezza, respiri d’Arte e una piccola quota di sorriso. Dopo tre anni di successo nei principali musei e siti di interesse storico-archeologico italiani, quei tipi pazzeschi dell’associazione culturale A.C.CulturArti sono passati alla carta stampata e hanno messo nero su bianco il loro viaggio per l’Italia, tra statue, reperti e oggetti pronti a parlare a orecchie attente e impazienti cuori in ascolto.
“Anche le statue parlano” nasce da un’idea piuttosto semplice: i musei non vanno solo visti, ma vanno anche ascoltati. Ogni oggetto conservato in un museo, dal più semplice al più complesso, dal più anonimo al più conosciuto, dal più comune al più prezioso, ha una storia da raccontare. Le opere esposte in un museo ci colpiscono inizialmente per il loro aspetto estetico, ma in realtà sono lì per raccontarci una storia: la loro storia che è anche la “nostra” storia. Questi oggetti collegano tempi differenti, disegnando la traiettoria della bellezza. “Anche le statue parlano” nasce con l’intento di collegare passato e presente, archeologia e storia contemporanea. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’indietro nel tempo. Il progetto si è sviluppato intorno all’idea di dare voce a queste opere con una serie di visite teatralizzate, realizzate grazie ai testi originali scritti da Edoardo De Angelis, uno dei nomi più significativi della canzone d’autore italiana. Regìa e “messa in scena” sono state affidate a due giovani attori, Caterina Bernardi e Alessandro Maione, che hanno prestato le loro voci, i loro corpi e il loro sentimento alle opere prescelte. Nel corso delle visite guidate teatralizzate gli artisti – grazie alle suggestioni della musica e dei testi scritti per l’occasione – creano un dialogo tra i dati scientifici e le memorie dei personaggi storici e mitologici: ci raccontano storie di divinità e di semidèi, sovrani e regine, miti e leggende, e storie di uomini comuni vissuti nei millenni che ci hanno preceduto.
“Anche le statue parlano” è un appello alla necessità di tutelare, conservare, promuovere e valorizzare il ricco patrimonio culturale regionale, nazionale e internazionale. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Fondazione Friuli. “Anche le statue parlano” è prodotto e organizzato dall’associazione culturale CulturArti (A.C.CulturArti), in partenariato con la direzione regionale Musei del Friuli Venezia Giulia, la soprintendenza Archeologia Belle arti E Paesaggio – Friuli Venezia Giulia, e gli organi direttivi di tutti i distretti museali fin qui visitati: museo nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma; museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud); civico museo d’Antichità “J.J. Winckelmann” – Trieste; museo Archeologico nazionale Cividale (Ud); museo Archeologico – Civici Musei Udine; museo Egizio di Monaco di Baviera; museo della Grande Guerra – Gorizia; Lapidario Tergestino – Castello di S. Giusto – Trieste; museo Paleocristiano – Aquileia (Ud); museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” – Palermo; museo Archeologico del Friuli Occidentale – Castello di Torre – Pordenone; Castello di Gorizia; Casa Cavazzini – Civici Musei – Udine; museo Etnografico del Friuli – Civici Musei – Udine; Miramare museo Storico e il parco del Castello – Trieste; Antiquarium di Lucrezia Romana – parco archeologico dell’Appia Antica – Roma; museo Egizio, Torino; Castello Aragonese di Baia – parco archeologico Campi Flegrei (Na).
Il libro “Anche le statue parlano” – edito da Readaction – contiene all’interno i QR Code che permettono ai lettori di “entrare” nelle sale dei Musei e guardare le opere rappresentate dai testi. Nella prefazione, il vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil scrive: “Avrete anche voi sentito qualcuno sussurrare frasi del tipo: “quante ne hanno viste queste pareti, ah, se potessero parlare…”. Immaginate, allora, quante storie hanno visto le statue antiche, e che bello sarebbe se potessero raccontarcele. A tal proposito se qualcuno volesse oltrepassare il confine tra immaginazione e realtà, e farsi narrare storie dalle statue, basterebbe che leggesse con attenzione questo bel libro. Esso raccoglie i cento testi più rappresentativi del lavoro fin qui svolto dall’ A.C.CulturArti. Si tratta di viaggio affascinante, iniziato quattro anni fa, consistente in una serie di visite teatralizzate nei principali distretti museali regionali e nazionali. È un progetto che merita il plauso ufficiale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. La cultura non può essere solo un insieme di nozioni acquisite asetticamente, la cultura di ciascuno piuttosto è costituita da personali e soggettive rielaborazioni di esperienze vissute. E queste esperienze possono essere divertenti, suggestive e affascinanti come in questo fortunato caso, perfettamente in linea con la visione futura della cultura per la nostra Regione”.
Roma. In Curia Iulia, in presenza e on line, presentazione del libro “La luce oltre la siepe” di Oney Tapia e Maurizio Boldrini, con la partecipazione dell’atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024. Segue passeggiata serale lungo la Via Sacra
Mercoledì 30 luglio 2025, alle 19.30, il parco archeologico del Colosseo propone una serata speciale con la partecipazione di Oney Tapia, atleta paralimpico Medaglia d’Oro a Parigi 2024, che presenterà in Curia Iulia, a Roma, il suo libro “La luce oltre la siepe” (edito dall’Opera di Religione della Diocesi di Ravenna). Ingresso da largo della Salara Vecchia (angolo via dei Fori Imperiali). Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria qui https://docs.google.com/…/1FAIpQLSfCAHn5AAs…/viewform…. Programma dell’incontro. Introduce Andrea Schiappelli, funzionario del parco archeologico del Colosseo responsabile programma #SalusperArtem del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Andrea Romagnoli, direttore Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; suor Veronica Donatello, responsabile del servizio nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità – CEI; Dino Angelaccio, coadiutore gruppo accessibilità dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità – Presidenza del Consiglio dei Ministri; Edoardo Schina, presidente Ancos Roma. Presentazione del libro “La luce oltre la siepe”: Rachele Bombace, giornalista dell’Agenzia Dire e Magazine Superabile, dialoga con gli autori Oney Tapia, campione paralimpico Medaglia d’Oro Parigi 2024, e Maurizio Boldrini, giornalista e docente di Giornalismo università di Siena. A seguire, dalle 21.30 alle 22, catering a cura de La Locanda dei Girasoli. Dalle 22 alle 22.30, passeggiata lungo la Via Sacra. Diretta streaming sul profilo Facebook del parco archeologico del Colosseo.
Libro “La luce oltre la siepe”. Trovarsi improvvisamente a essere un uomo cieco, dopo un incidente sul lavoro e riuscire – con una forza di volontà inaudita – a trasformare quella che poteva essere una siepe e una barriera che lo avrebbe per sempre separato dalla vita, in un’occasione di una nuova esperienza. Oney Tapia, medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Parigi 2024, si racconta in questo suo nuovo libro. Rispondendo alle cento domande di Maurizio Boldrini, giornalista e docente, ricostruisce non solo gli attimi di quel terribile incidente. Il racconto muove dalla spensieratezza dell’adolescenza nella sua Cuba per poi descrivere il suo mutato rapporto con i sensi. Tante parole per dire delle sue molteplici attività sportive che lo hanno portato a essere protagonista sulla scena nazionale e internazionale fino al passaggio dal buio alle luci della notorietà mediatica che si accendono vincendo “Ballando con le stelle”. Un filo lega la dura riconquista dei gesti nel vivere quotidiano e la vitalità del suo essere testimone e campione di inclusione. Si legge d’un fiato come un romanzo, scandito con il ritmo di un documentario su questo personaggio.



















Commenti recenti