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Cividale. Al via i lavori per la ristrutturazione e il nuovo allestimento del piano terra dal periodo romano a quello patriarcale. Borzacconi: “Cantiere a museo aperto. Lavori ultimati per Natale”

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Al via il cantiere per ristrutturare il piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

Lavori in corso al museo Archeologico nazionale di Cividale. Come comunica la stessa direttrice Angela Borzacconi, “è ufficialmente iniziato un periodo febbrile di lavori che coinvolgeranno il piano terra (con un nuovo allestimento) e i sotterranei, dove abbiamo concluso la prima parte del percorso per concentrarci sull’area archeologica. L’attuale progetto non comprende il piano dei Longobardi perché quell’allestimento – sottolinea la direttrice -, pur realizzato nel 1990, è ancora straordinario dal punto di vista espositivo (recentemente abbiamo aggiornato tutti i testi e le didascalie) e può aspettare un secondo momento”. Tutti i lavori sono finanziati dal ministero della Cultura.

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Restauro di mosaici a museo aperto al piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

Il tutto a museo aperto. “Ci scusiamo fin da ora nel caso ci fosse qualche piccolo disagio (e faremo in modo sia proprio piccolissimo) o qualche leggero disallineamento. Questo vi consentirà di seguirci e di starci vicino in un’impresa grande e straordinaria”. Con un obiettivo: finire tutto per Natale.

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Allestimento della biglietteria provvisoria al piano terra del museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli (foto museo cividale)

“Il piano terra aveva bisogno di essere ripensato”, ammette Borzacconi, “per riuscire a immaginare meglio come quella Forum Iulii di fondazione romana sia divenuta una città così rilevante nei periodi successivi dell’alto medioevo e del periodo patriarcale. Un’avventura impegnativa, ma emozionante che vogliamo condividere con tutti voi, passo dopo passo. Dopo 30 anni era giusto e necessario aggiornare la narrazione museale. Partiremo dall’attuale lapidario che sarà smantellato, non perché sia brutto, ma perché le persone a cui il museo oggi si rivolge sono cambiate e hanno esigenze diverse. Abbiamo ideato una narrazione che vi appassionerà. Vedrete che non vi deluderemo”.

Altino. Nona puntata della rubrica #archeoaltino: focus su un reperto di eccezionale importanza: la stele sepolcrale “di Ostiala”, proveniente dalla necropoli settentrionale di Altino

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Mappa del sito archeologico di Altino: nel cerchietto rosso l’area da cui proviene la stele sepolcrale di Ostiala (foto drm-veneto)

Nona puntata della rubrica #archeoaltino che, il martedì, fa scoprire da dove provengono i reperti visibili al museo Archeologico nazionale di Altino e cosa li lega alle aree archeologiche e al territorio circostante. Oggi focus su un reperto di eccezionale importanza: la stele sepolcrale “di Ostiala”, proveniente dalle sepolture della necropoli settentrionale di Altino.

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La stele sepolcrale di Ostiala proveniente dalla necropoli settentrionale e conservata al museo Archeologico nazionale di Altino (foto drm-veneto)

La zona a Nord dell’antico abitato di Altino, il “sepolcreto settentrionale”, ha restituito molte interessanti testimonianze della fase veneta della città. Tra queste la stele sepolcrale di Ostiala. Si tratta di un monumento funerario in trachite, databile tra la fine del V sec. a.C. e il III sec. a.C.: la stele reca un’iscrizione a spirale che in origine doveva correre lungo tutta la cornice, ma che ci è giunta danneggiata e frammentaria. L’iscrizione era dedicata a due donne: una si chiamava Ostiala, dell’altra non ci è giunto il nome; entrambe, però, avevano come nome anche Fremaist[ : forse un patronimico? Se questa ipotesi fosse vera, le due donne sarebbero sorelle. Un’altra parola molto importante che compare nel testo è “ekvopetars”: in questo caso il termine venetico può significare “oggetto pertinente alla classe dei cavalieri” (pet- = “signore”, ekvo- = “cavallo”; quindi ekvopetars = “cavaliere”). L’epitaffio può essere ricostruito così: “monumento funebre per Ostiala A… e per … …-na, (figlia/e di) Fremaist[ “.

Udine. Per “Incontriamoci in Soprintendenza” webinar “Partecipazione, protagonismo ed empatia. Progetti di educazione al patrimonio culturale tra società e comunità” sulle sperimentazioni avviate negli ultimi anni dalla soprintendenza

udine_sabap_partecipazione-protagonismo-empatia_webinar_locandinaNell’ambito del ciclo Incontriamoci in Soprintendenza, mercoledì 10 maggio 2023, alle 14.30, la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia presenta il contributo “Partecipazione protagonismo ed empatia. Progetti di educazione al patrimonio culturale tra società e comunità”, dedicato ai suoi progetti di Educazione al Patrimonio culturale all’interno del Convegno di studi “Educare al e con il patrimonio culturale digitale”, che si svolge on-line il 10 e 11 maggio 2023. Il convegno, che è parte dell’Ottava edizione della Settimana delle Culture Digitali “Antonio Ruberti”, è organizzato e coordinato dall’associazione internazionale Digital Cultural Heritage Arts and Humanities, con cui la soprintendenza ha da tempo l’onore di collaborare, e ha lo scopo di raccogliere le esperienze nel settore dell’Educazione al e con il Patrimonio e di condividere le politiche messe in atto dalle varie istituzioni partecipanti. Sarà possibile seguire e partecipare al convegno registrandosi e collegandosi on-line sulla piattaforma di #DiCultHer al seguente link: https://www.diculther.it/blog/2023/05/01/webinar-74-10-maggio-2023-dalle-930-alle-1300-convegno-educare-al-e-con-il-patrimonio-culturale-digitale-1-giornata/. Il webinar sarà trasmesso anche in streaming nel Canale DiCultHer di YouTube:
https://www.youtube.com/channel/UCZJvwl_ABCYk59YK1pN0bHw. Programma del Webinar di mercoledì 10 maggio, alle 14.30. Saluti istituzionali: Annamaria Nicastro, SABAP Friuli Venezia Giulia. Introduce, modera e presenta i progetti educativi Morena Maresia, SABAP Friuli Venezia Giulia, con la partecipazione di Manuel Tinon, Comune di Talmassons, con il Gruppo Ragazzi Si Cresce e con l’Associazione La Pannocchia Onlus; Fawad e Raufi, scrittore e poeta nato a Kabul, Afghanistan; Giovanni Baxiu, studente, università di Udine e tirocinante SABAP FVG.

udine_sabap_partecipazione-protagonismo-empatia_webinar_2_locandinaL’incontro del 10 maggio 2023 si propone di approfondire e condividere a livello nazionale le sperimentazioni avviate negli ultimi anni dalla soprintendenza relative alla ricerca nel campo dell’Educazione al patrimonio culturale e di evidenziare le sue ricadute in ambito sociale e come “comunità di eredità”, come descritto nella Convenzione di Faro. Si tratterà nello specifico di due progetti culturali ideati e realizzati partendo da bandi pubblici promossi dalla Soprintendenza: “Proprio lì davanti a me”, proposto in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità nel 2021, e l’iniziativa culturale “… e adesso sono qui”, progettata per le Giornate Europee del Patrimonio 2022. Nell’ambito del progetto “… e adesso sono qui” sarà inoltre presentata la sperimentazione di una galleria virtuale degli elaborati realizzati, proponendo una ulteriore possibilità di comunicazione, di accesso alla cultura e partecipazione digitale al Patrimonio con l’utilizzo delle potenzialità immersive del Metaverso. All’interno di questa iniziativa culturale la soprintendenza presenterà anche gli elaborati realizzati dagli studenti dei licei regionali che hanno aderito ai percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO) e che partecipano alla SFIDA #HackCultura2023 11  “… e adesso sono qui” nella rassegna dei prodotti digitali realizzati dalle scuole (12 e 13 maggio 2023).

Ferrara. Al via in Fiera la 28.ma edizione di “Restauro – Salone Internazionale dei Beni culturali e Ambientali, dei Musei e delle Imprese”: tre intense giornate, punto di riferimento a livello mondiale nell’ambito dei beni culturali e luogo d’incontro di aziende, istituzioni e mondo della ricerca

ferrara_expo_XXVIII-restauro_locandinaTorna “Restauro – Salone Internazionale dei Beni culturali e Ambientali dei Musei e delle Imprese” dal 10 al 12 maggio 2023 a Ferrara Expo: prima e unica in Italia, la manifestazione, quest’anno alla 28esima edizione, è il punto di riferimento a livello mondiale nell’ambito dei beni culturali e luogo d’incontro di aziende, istituzioni e mondo della ricerca che contribuiscono alla tutela della storia e alla valorizzazione della cultura tangibile. Il quartiere fieristico della città estense ospita tre intense giornate di manifestazione che vedono confermata la collaborazione con il ministero degli Affari esteri e la cooperazione internazionale, agenzia ICE grazie alla quale saranno presenti, durante le tre giornate di manifestazione, oltre 50 delegati provenienti da 8 Paesi: Arabia Saudita, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kosovo, Libano, Turchia. Stand espositivi, tecnologie all’avanguardia, imprese d’eccellenza, esempi virtuosi, business meetings, mostre, premi, incontri B2B con operatori italiani e stranieri, momenti convegnistici e molto altro: la XXVIII edizione di Restauro – Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, dei Musei e delle Imprese si preannuncia un appuntamento da non perdere sia per gli addetti ai lavori che per un pubblico più ampio di appassionati e curiosi. Gli incontri saranno trasmessi anche in streaming su https://www.youtube.com/@FieraRestauro

ferrara_Restauro-Salone-Internazionale-dei-Beni-Culturali-e-Ambientali-dei-Musei-e-delle-Imprese_locandinaNumerose sono le presenze istituzionali di prestigio come quella di Assorestauro – associazione italiana per il restauro architettonico, artistico, urbano – partner storico del Salone, che partecipa con le proprie aziende associate tra le quali produttori di materiali, attrezzature e tecnologie e i fornitori di servizi e imprese specializzate. Per la prima volta al Salone internazionale del Restauro di Ferrara partecipa il Consiglio nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) che approfondirà attraverso un convegno l’importanza della valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale per lo sviluppo sostenibile. Presente anche l’ente di formazione Formedil che l’11 maggio si collegherà in diretta con l’area del restauro dei palchi storici del Palio di Siena. Il MiC – Ministero della Cultura è come sempre presente in manifestazione con un’importante area istituzionale che, oltre ad ospitare 40 tra istituti, direzioni generali, segretariati, musei e soprintendenze ospiterà una serie di laboratori didattici che vedranno il coinvolgimento di numerosi studenti liceali e universitari, il nostro futuro prossimo.

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Restauro virtuoso di Palazzo dei Diamanti a Ferrara (foto Marco Cappelletti / courtesy Labics)

Anche la convegnistica è di tutto rispetto, ospitata in una sala appositamente realizzata che vedrà interessanti seminari svolgersi a ciclo continuo durante le tre giornate di manifestazione. Tanti inoltre sono i temi approfonditi grazie al ricco programma convegnistico: dalla digitalizzazione dei beni culturali alla sicurezza sismica degli edifici storici fino ad arrivare alla transizione ecologica e al ruolo strategico del patrimonio culturale. Appuntamento quindi a Ferrara Expo per conoscere le ultime novità del settore con particolare riguardo all’innovazione dei materiali, ai software e alle nuove tecnologie, all’impiantistica, allo sviluppo sostenibile ed ecologico, al restauro architettonico e archeologico. Al Salone saranno inoltre presentati alcuni importanti progetti virtuosi di restauro come quello del Palazzo dei Diamanti di Ferrara o delle opere artistiche del Perugino del Nobile Collegio del Cambio.

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Il Made in Italy alla 28.ma edizione di “Restauro” a Ferrara Expo (foto salone restauro)

L’Advisory Board e il Comitato Tecnico-Scientifico. Grande novità di questa edizione è la costituzione di un prestigioso Advisory Board: un Tavolo Tecnico Operativo composto da realtà e professionisti che sono massima espressione delle attività di tutela, recupero e conservazione dei Beni culturali e ambientali, allo scopo di favorire la condivisione delle opportunità e le interlocuzioni fra tutti gli stakeholders che compongono la filiera. Grazie al loro fattivo supporto la manifestazione sarà luogo di nuovi approfondimenti e potrà contare sulla massima diffusione presso tutte le realtà partecipanti al Tavolo. Una sinergia trasversale e costruttiva, generatrice di contenuti e volano della comunicazione che porterà al Salone grandi novità e interessanti collaborazioni. L’elenco completo dei componenti dell’Advisory Board è disponibile sul sito della manifestazione al link https://www.salonedelrestauro.com/advisory-board/. Si riconferma inoltre il lavoro dell’autorevole Comitato Tecnico-Scientifico del Salone internazionale del Restauro il quale riunisce un team di esperti del settore che indirizzano le attività presenti e future della manifestazione e promuovono l’innovazione nel mondo del restauro artistico e architettonico Made in Italy. “Il lavoro del Comitato parte dalla consapevolezza del primato che il Restauro Made in Italy ha nel mondo grazie alla capacità di unire consapevolezza metodologica, sensibilità interpretativa e innovazione operativa”, commenta il presidente prof. arch. Alessandro Ippoliti.

ferrara_expo_XXVIII-restauro_1_locandinaIl programma convegnistico: alcune anticipazioni. Anche per l’edizione 2023 il Salone internazionale del Restauro presenta un ricco palinsesto convegnistico, dove i contenuti sono espressione delle tematiche e delle tecnologie che costituiscono la vera avanguardia del settore. Saranno approfonditi infatti temi di estrema attualità attraverso la partecipazione di importanti istituzioni e imprese, punti di riferimento del settore: in programma mercoledì 10 maggio 2023 è il convegno organizzato dal Comitato Tecnico Scientifico congiunto di Assorestauro e del Salone sul tema “Restauro e Archeologia”. Il seminario intende presentare le diverse modalità degli interventi di prevenzione, dallo scavo alle operazioni di manutenzione e restauro dei complessi archeologici. Il tema sarà sviluppato attraverso la presentazione di alcuni casi esemplificativi, che focalizzano diversi aspetti quali ad esempio la prevenzione da rischi idro-geologici, la messa in sicurezza di aree a rischio, la mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico, la conservazione preventiva dal cantiere di scavo a quello di restauro.

“Il patrimonio culturale come risorsa strategica per la transizione ecologica” è il titolo del convegno presentato dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) del 12 maggio 2023. La transizione ecologica, resa urgente dal cambiamento climatico, è tra le priorità del PNRR ed il settore della cultura può rappresentare un elemento fondamentale nel raggiungimento di questo importante obiettivo. Il principio dello sviluppo sostenibile è la chiave di lettura per affrontare il rapporto tra la tutela-valorizzazione del patrimonio culturale e gli interessi pubblici.

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San Carlo: terremoto 2012 in Emilia (foto salone restauro)

Confermata la presenza della Regione Emilia-Romagna che al Salone Internazionale del Restauro porterà due importanti convegni in programma l’11 maggio 2023: “La ricostruzione dei beni culturali” organizzato dall’Agenzia per la Ricostruzione Sisma 2012 della Regione Emilia-Romagna; “La strategia regionale per il patrimonio culturale” dedicato alla valorizzazione e conservazione dei paesaggi culturali del territorio regionale.

Sulla digitalizzazione delle lettere di Lucrezia Borgia, una delle nobildonne più famose del Rinascimento italiano, sarà dedicato il convegno in programma il 10 maggio 2023, organizzato da Haltadefinizione in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena e il Centro interdipartimentale di Ricerca sulle Digital Humanities dell’università di Modena e Reggio Emilia (DHMoRe). Il carteggio della duchessa è una fonte di grande importanza per comprendere la quotidianità della sua figura e la digitalizzazione ha permesso di avere una panoramica più completa e dettagliata dello stato conservativo.

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Digitalizzazione dei Beni culturali (foto salone restauro)

Ad arricchire il programma convegnistico saranno inoltre le best practice relative ai progetti afferenti alle opere artistiche del Perugino del Nobile Collegio del Cambio nell’anno delle celebrazioni del cinquecentenario approfondite nel convegno “Digitalizzazione 3D e indagini diagnostiche: il Nobile Collegio del Cambio di Perugia” in programma l’11 maggio 2023, organizzato da Archimede Arte.

Tre infine sono i convegni organizzati grazie alle idee e riflessioni emerse durante le riunioni del nuovo Advisory Board del Salone: mercoledì 10 maggio 2023, il convegno dal titolo “Le Indagini di conoscenza ed il nuovo Codice Appalti – dalla definizione del piano delle indagini alla esplicitazione del quadro economico per indagini, ricerche, prove e controlli: come cambia la disciplina a seguito del dlgs 36/2023” organizzato dall’associazione Codis in collaborazione con ISI Ingegneria Sismica Italiana, IBIMI building SMART Italy e Assorestauro. Giovedì 11 maggio 2023, al mattino, “InFormazione&Restauro” organizzato da IGIIC, dove si affronterà la tematica della formazione nell’ambito del restauro. Giovedì 11 maggio 2023, nel pomeriggio, “La sicurezza sismica del patrimonio edilizio storico italiano dalla conoscenza alla digitalizzazione” organizzato da ISI Ingegneria Sismica Italiana in collaborazione con Associazione Codis e IBIMI building SMART Italy. In questa occasione saranno approfonditi alcuni dei capitoli di spesa previsti dal PNRR, dal recupero del patrimonio all’adeguamento degli edifici con funzione pubblica. Particolare attenzione sarà, infatti, posta all’edilizia storica, con le sue necessità di tutela da un lato e gli alti livelli di rischio e la elevata vulnerabilità dall’altro. La partecipazione alle sessioni convegnistiche è gratuita previa pre-registrazione sul sito www.salonedelrestauro.com.

Roma. Al Collegio Romano, sede del ministero della Cultura, convegno “La Tutela dell’Antichità: il ruolo e l’attività di Felice Barnabei” promosso da Italia Nostra. Prenotazione obbligatoria. Diretta on line

roma_ministero_convegno_la-tutela-dell-antichità-il-ruolo-dell-attività-di-felice-barnabei_locandinaIl Collegio Romano rende omaggio a Felice Barnabei, cioè “a chi lo ha praticamente fondato, divenendo nel 1875 insieme a Giuseppe Fiorelli uno dei primi dipendenti di quella che sarebbe divenuta, cento anni dopo grazie a Spadolini, la sede del ministero della Cultura”, ricorda Valentino Nizzo. Non stupisce quindi che mercoledì 10 maggio 2023, nella sala Spadolini del Collegio Romano, si renda onore al “fondatore”, Felice Barnabei col convegno “La Tutela dell’Antichità: il ruolo e l’attività di Felice Barnabei”, dalle 10 alle 13. Per partecipare è obbligatorio accreditarsi inviando mail a: comunicazione@italianostra.org. Diretta online MiC_Italia – YouTube.

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Il busto di Felice Barnabei posto nel giardino del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru-mic)

Sono trascorsi 100 anni dalla scomparsa di Felice Barnabei. Non è solo il fondatore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e del museo nazionale Romano, ma un pezzo di storia del nostro Paese, testimone e protagonista della piena affermazione dell’archeologia come disciplina storica, un pioniere del concetto di valorizzazione e uno dei più strenui propugnatori e difensori dei principi giuridici che ancora oggi tutelano il patrimonio culturale in Italia e sono diventati un modello a livello internazionale.

roma_villa-giulia_barnabei-day_locandinaDopo il Barnabei Day del 29 ottobre 2022 realizzato al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e dedicato alla sua impresa più ambiziosa, quella di raccogliere in un’unica sede le antichità che venivano alla luce al di fuori delle mura della Capitale e fondare, quindi, nel 1889 a Villa Giulia il museo nazionale Etrusco, con l’incontro del 10 maggio 2023 si vuole ricordare l’impegno profuso personalmente da Barnabei affinché i Musei diventassero non solo custodi della tutela ma anche luoghi di diffusione della conoscenza scientifica del nostro patrimonio culturale nel superiore interesse collettivo.

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Palazzo Fuschi, casa di Felice Bernabei, a Castelli, ai piedi del Gran Sasso d’Italia, in Abruzzo (foto etru)

Italia Nostra, che coordina le celebrazioni in suo onore, presenta una giornata di approfondimento sulla figura del grande studioso, archeologo, direttore generale del ministero, deputato e accademico dei Lincei, con il patrocinio di ministero della Cultura, accademia dei Lincei e Roma Capitale – assessorato alla Cultura, e la partecipazione di museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, istituto centrale per l’Archeologia – ICA DG ABAP, istituto nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte – INASA, associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli, Archivio di Stato di Teramo, Comune di Castelli e università di Teramo.

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Oggetti d’epoca che collegano Felice Barnabei alla regina Margherita di Savoia (foto etru)

PROGRAMMA. Introduce: Antonella Caroli, presidente nazionale di Italia Nostra. Saluti: Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati. Introduzione storica sulla figura di Felice Barnabei: Filippo Delpino, Pontificia Accademia Romana di Archeologia, su “Il lungo peregrinare di Felice Barnabei: dalla natia Castelli all’approdo a Roma”; lectio magistralis: Filippo Coarelli, accademico dei Lincei, su “Felice Barnabei: il caso di Boscoreale”. Interviene: Valentino Nizzo, direttore museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, su “Felice Barnabei e Villa Giulia: l’alba della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale”. Interventi: a cura delle Istituzioni del Comitato per le celebrazioni di Felice Barnabei. In collegamento da Ferrara contributo di Vittorio Sgarbi, sottosegretario di Stato al MiC. Conclusioni: Pietro Graziani, già direttore generale del MiC e professore di Legislazione di Tutela dei BB.CC. alla Sapienza di Roma.

Palermo. Alla Gipsoteca dell’università workshop “Paesaggi, archeologia ed ecologia: metodi e ricerche per lo studio dei territori siciliani nella lunga durata” dalla Preistoria al Medioevo

palermo_università_paesaggi-archeologia-ecologia_workshop_locandinaMartedì 9 maggio 2023, dalle 10, nella Gipsoteca del dipartimento Culture e Società dell’università di Palermo (Ed. 15, Campus di viale delle Scienze) si tiene il workshop “Paesaggi archeologia ed ecologia: metodi e ricerche per lo studio dei territori siciliani nella lunga durata”. L’incontro è organizzato dal prof. Giuseppe Bazan del dipartimento STEBICEF, dal prof. Aurelio Burgio del dipartimento Culture e Società e dal dott. Angelo Castrorao Barba della Polish Academy of Sciences, con l’obiettivo di presentare diversi approcci metodologici per ricostruire e comprendere i paesaggi siciliani nella lunga durata, dalla Preistoria fino al Medioevo. Partecipazione libera e aperta a tutti.

IL PROGRAMMA. Alle 10, introduzione: Chiara Portale, università di Palermo, dipartimento Culture e Società. Interventi: 10.10, Vincenza Forgia, università di Palermo, laboratorio di Topografia antica del dipartimento Culture e Società, su “Paesaggi in movimento: dai territori delle comunità paleolitiche alle origini del paesaggio pastorale”; 10.30, Massimo Cultraro, istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, CNR, su “Paesaggi montani tra grotte e lava: per un’archeologia dei siti ad alta quota nella Sicilia orientale”; 10.50, Aurelio Burgio, università di Palermo, laboratorio di Topografia antica del Dipartimento Culture e Società, su “Paesaggi della romanizzazione nella Sicilia centro-occidentale”; 11.10, discussione. Dopo il coffee break, alle 11.50, Emma Vitale, università di Palermo, dipartimento Culture e Società, su “I paesaggi della cristianizzazione”; 12.10, Daniela Patti, università Kore di Enna, facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione, su “Paesaggi rupestri: temi e prospettive della ricerca archeologica nella Sicilia centrale”; 12.30, Angelo Castrorao Barba, Institute of Archaeology and Ethnology, Polish Academy of Sciences, su “Archeologia dei paesaggi islamici: temi, prospettive e ricerche in corso nella Sicilia occidentale”; 12.50, discussione. Dopo la pausa pranzo, alle 14.30, Rosa Maria Cucco, soprintendenza BB.CC.AA di Palermo, su “Strategie di tutela del patrimonio archeologico nel territorio della provincia di Palermo”; 14.50, Giuseppe Bazan, università di Palermo, laboratorio di Ecologia del Paesaggio ed Archeobotanica del dipartimento STEBICEF, su “La vegetazione come indicatore delle traiettorie storiche dei paesaggi”; 15.10, Roberto Miccichè, università di Palermo, laboratorio di Antropologia “LabHomo” del dipartimento STEBICEF, su “Paesaggi pastorali e interazioni sociali a Selinunte tra il VII e il VI sec. a.C. Una prospettiva archeozoologica”; 15.30, discussione. Alle 16.20, Luca Sineo, università di Palermo, laboratorio di Antropologia “LabHomo” del dipartimento STEBICEF, su “Paleoecologia del sito pleistocenico di San Teodoro”; 16.40, Claudia Speciale, IPHES-CERCA, Catalan Institute of Human Palaeoecology and Social Evolution, su “Il ruolo dell’archeobotanica nella ricostruzione del paesaggio siciliano: passato, presente e futuro”; 17, discussione e chiusura lavori.

Frascati. Al centro ricerche dell’Enea il workshop “Ricerca sviluppo e applicazioni per i Beni Culturali. Dai risultati del progetto VADUS alle future collaborazioni”: due giorni di confronti

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Rilevazioni degli operatori per il progetto VADUS (foto enea)

ENEA-VADUS-logoA chiusura del progetto VADUS per la fruizione virtuale 3D di Beni Culturali non accessibili, ma anche soluzioni innovative come microrganismi per il biorestauro di opere quali la “Madonna del Parto” del Sansovino, dalle 9 del 9 maggio alle 17 del 10 maggio 2023 il laboratorio FSN-TECFIS-DIM organizza al Centro Ricerche ENEA di Frascati “Ricerca, sviluppo e applicazioni per i Beni Culturali. Dai risultati del progetto VADUS alle future collaborazioni”, in cui saranno presentate le attività svolte e i risultati raggiunti nell’ambito del progetto. Il Workshop intende compiere, invitando gli stakeholder del settore, un’operazione di diffusione delle attività che ENEA svolge nel campo dei Beni Culturali, e, allo stesso tempo, offrire l’opportunità di un confronto delle competenze presenti nei vari Dipartimenti/Divisioni ENEA sulla tematica dei Beni Culturali, a favore di un processo di comunicazione e collaborazione interno. Tra le ricadute aspettate c’è quella di avviare un’azione sinergica per la predisposizione di nuove proposte progettuali competitive a livello nazionale ed europeo. Interverranno, tra gli altri, Enrico Ferraris, curatore del museo Egizio di Torino, Valentino Nizzo, direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, insieme ad altri esperti, ricercatori e rappresentanti di musei, soprintendenze, istituzioni culturali e piccole e medie imprese. La partecipazione all’evento è su invito.

Pompei. Al Centro orafo Il Tarì la mostra “Ornamenta: i gioielli della Campania da Pompei alla contemporaneità”, 100 reperti databili fra il I millennio a C. fino al I sec. d.C., nell’ambito del più ampio progetto culturale tra Il Tarì e il parco archeologico

pompei_centro-orafo-il-tari_mostra-ornamenta_locandinaUna mostra e un percorso di formazione ispirato alle antiche tecniche dell’arte orafa. Un eccezionale viaggio nella storia del gioiello. Ecco la mostra “Ornamenta: i gioielli della Campania da Pompei alla contemporaneità”, aperta in occasione della fiera Open, dal 5 al 15 maggio 2023, al Centro orafo Il Tarì, nell’ambito del più ampio progetto culturale frutto della collaborazione fra il parco archeologico di Pompei e il Centro orafo il Tarì. Circa 100 reperti databili fra il I millennio a C. fino al I sec. d.C., costituiti principalmente da gioielli provenienti da Pompei e da altri siti del territorio vesuviano, raccontano come nasce e si sviluppa in antico la tecnica e l’uso degli ornamenta, non solo espressione di bellezza, ma spesso anche di status sociale e segno di contatti e scambi con culture diverse. L’evento è dedicato ai gioiellieri ospiti di Open e, nel weekend del 13 e 14 maggio 2023, dalle 10.30 alle 15.30, anche ai non operatori del settore su invito delle istituzioni di riferimento, quando la fiera apre le porte al pubblico.

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Gioielli esposti alla mostra “Ornamenta: i gioielli della Campania da Pompei alla contemporaneità” al centro orafo Il Tarì (foto il tarì)

Esiste un filo rosso che collega l’antica arte di lavorare i gioielli testimoniata dall’archeologia e l’oreficeria contemporanea? Attraverso quali strumenti si possono oggi recuperare le radici di una tradizione artigiana che può ancora ispirare nuove creazioni? Sono gli interrogativi che hanno ispirato il progetto culturale “Ornamenta: i gioielli della Campania da Pompei alla contemporaneità”, frutto della collaborazione fra il parco archeologico di Pompei e il Centro orafo il Tarì. L’accordo vede da un lato il sostegno del Tarì in attività di valorizzazione, conservazione e indagini gemmologiche su alcuni reperti conservati a Pompei e dall’altro l’impegno scientifico del Parco nella realizzazione di due progetti volti a rinforzare il dialogo tra antico e contemporaneo: una mostra e un percorso formativo dedicato agli allievi della scuola orafa. Con l’occasione è presentato il progetto formativo – in programma da maggio a ottobre – destinato ai giovani allievi della Scuola orafa de Il Tarì. Partendo dagli oggetti in mostra e dal loro contesto storico-culturale, attraverso un ciclo di lezioni a cura del Parco sulle antiche tecniche di lavorazione dei metalli e dei gioielli – con un particolare approfondimento su quelli provenienti da Pompei – gli allievi saranno chiamati ad ideare nuove creazioni ispirate agli antichi monili. I progetti saranno poi affidati a giovani artigiani e i risultati presentati in un’asta pubblica, il cui ricavato potrà contribuire a sostenere attività di ricerca e tutela del patrimonio culturale.

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La mostra “Ornamenta: i gioielli della Campania da Pompei alla contemporaneità” al centro orafo Il Tarì (foto il tarì)

“Il patrimonio archeologico, ma anche quello immateriale di tradizioni e saperi antichi”, interviene Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, “rappresentano un valore che rende Pompei e la Campania uniche nel mondo. Attraverso questo progetto, vogliamo condividere la conoscenza delle antiche tecniche orafe con chi opera in questo settore, affinché le nuove generazioni di orafi e orafe siano consapevoli della ricchezza culturale che questo territorio può esprimere grazie all’archeologia ancora oggi nei settori più variegati, dall’arte all’agricoltura e all’artigianato”. E Vincenzo Giannotti, presidente del Centro orafo e co-promotore del progetto: “Ho pensato per molto tempo che possa esistere un gene, nel Dna dei nostri gioiellieri, che provenga da un passato tanto lontano, e che possa essersi tramandato nei secoli fino alle moderne generazioni, questa occasione offre lo spunto per tracciare un filo di continuità tra passato e presente, e per sottolineare il profondo legame che la straordinaria arte della gioielleria napoletana ha con il territorio altrettanto straordinario che la accoglie. La realizzazione di questo grande desiderio non sarebbe stata possibile senza la piena condivisione del nostro progetto da parte del direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, al quale sono molto grato e che avremo modo di incontrare al Tarì in occasione della inaugurazione della Mostra”.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia al via la rassegna musicale “La Banda al Museo”: cinque concerti della Banda della Marina Militare nelle domeniche a ingresso gratuito

roma_villa-giulia_la-banda-al-museo_locandinaCinque concerti per altrettanti appuntamenti al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia con la rassegna musicale “La Banda al Museo”. Quando? La prima domenica del mese. Con chi? La banda musicale della Marina Militare. Cinque appuntamenti, da maggio a ottobre, che realizzano l’obiettivo di valorizzare l’eccellenza italiana nelle sue varie espressioni e, in particolar modo, una delle più importanti realtà museali italiane, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, e che concretizzano la sinergia nata nel 2014 tra il MIC (ministero della Cultura) e la Marina Militare Italiana. Ingresso gratuito senza obbligo di prenotazione. Domenica 7 maggio 2023 alle 11, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie nei suoi giardini rinascimentali il primo concerto 2023 della Banda Musicale della Marina Militare dal titolo “La Banda in Marcia”: marce militari e d’autore. Evidenziando la Sua polivalenza interpretativa e la varietà del Suo repertorio, la Banda Musicale della Marina Militare, in occasione delle prime domeniche del mese ad ingresso gratuito istituite dal ministero della Cultura, presenterà, mese per mese, dei concerti a tema, con un percorso musicale che spazia dalle marce militari e d’autore alle composizioni originali per banda, dalle colonne sonore da film alle arie e sinfonie d’opera, dal musical al jazz, swing sino al pop & rock. Questi gli altri concerti. Domenica 4 giugno 2023, alle 18, “La Banda in Tricolore”: amarcord italiano; domenica 2 luglio 2023, alle 18, “La Banda a Broadway”: musical; domenica 3 settembre 2023, alle 18, “La Banda in Original”: musica originale per Banda; domenica 1° ottobre, alle 11, “La Banda al Cinema”: colonne sonore.