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Padova. A Palazzo Bo giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità. Risultati in progress dei progetti Prima Europa e San Basilio”, con la presentazione delle ricerche a Frattesina, Villamarzana e San Basilio

padova_palazzo-bo_giornata-di-studi-archeologia-in-polesine-tra-protostoria-e-romanità_locandinaAppuntamento mercoledì 17 aprile 2024, dalle 10 alle 17.30, in aula Nievo, Palazzo Bo, a Padova, con la giornata di studio “Archeologia in Polesine tra protostoria e romanità. Risultati in progress dei progetti Prima Europa e San Basilio”, nella quale saranno presentati i nuovi dati delle ricerche nei siti di Frattesina di Fratta Polesine (Sapienza università di Roma e CPSSAE di Rovigo), Villamarzana (università di Padova), San Basilio di Ariano nel Polesine (università di Padova e università Ca’ Foscari di Venezia), progetti finanziati da Cariparo e realizzati in collaborazione con la soprintendenza ABAP per le province di Verona Rovigo e Vicenza e con la direzione regionale Musei Veneto.

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L’estensione del villaggio protostorico di Frattesina sorto lungo il Po di Adria tremila anni fa (foto uniroma/cpssae)

IL PROGRAMMA. Alle 10, saluti istituzionali e introduzione alla giornata: M. Salvadori, prorettrice con delega al Patrimonio artistico, storico e culturale e al Sistema bibliotecario di Ateneo, università di Padova; G. Muraro, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo; F. Magani, soprintendente ABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; D. Ferrara, direttore regionale Musei Veneto; G. Valenzano, direttrice del dipartimento dei Beni culturali, università di Padova; M. Cupitò, J. Bonetto, dipartimento dei Beni culturali, università di Padova. I SESSIONE – Il Progetto “Prima Europa. La protostoria del Polesine”, chairman: V. Tiné, soprintendente ABAP per le Province di Belluno Padova e Treviso. Alle 10.30, “Frattesina: le nuove ricerche 2021-2023. Conferme e novità dal grande emporio e centro artigianale internazionale del Bronzo finale”: A. Cardarelli, dip. di Scienze dell’Antichità, Sapienza università di Roma; P. Bellintani, CPSSAE, Rovigo; P. Salzani, SABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; I. Angelini, dip. dei Beni culturali, università di Padova; M. Baldo, CPSSAE, Rovigo; N. Cappellozza, SAP, Società Archeologica srl; W. de Neef, Archaeology Department, Bamberg University; C. Nicosia, dip. di Geoscienze, università di Padova. Alle 11.15, pausa caffè. Alle 11.35, “Villamarzana 2022-2023. Nuovi dati per una lettura aggiornata del sistema Medio Polesine alla fine dell’età del bronzo”: M. Cupitò, D. Vicenzutto, C. Ambrosioni, I. Angelini, V. Baratella, V. Gallo, N. Noio, V.G. Prillo, S. Tinazzo, M. Vidale, dip. dei Beni culturali, università di Padova; P. Salzani, SABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; C. Bovolato, C. Balista, Geoarcheologi Associati sas; M.S. Manfrin, dip. di Beni culturali e ambientali, università di Milano; W. de Neef, Archaeology Department, Bamberg University; C. Nicosia, M. Dal Corso, E. Zaffaina, dip. di Geoscienze, università di Padova. Alle 12.20, “Raccontare la protostoria del Medio Polesine. Attività di comunicazione e valorizzazione 2023 a Frattesina e Villamarzana”: M.L. Pulcini, A. Gardina, direzione regionale Musei Veneto, museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine; P. Bellintani, CPSSAE, Rovigo; A. Cardarelli, dip. di Scienze dell’Antichità, Sapienza università di Roma; M. Cupitò, dip. dei Beni culturali, università di Padova; P. Salzani, SABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza. Alle 12.45, pausa pranzo.

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Una fase dello scavo archeologico a San Basilio (Ariano nel Polesine, Ro) curato dall’università d Padova (foto unipd)

II SESSIONE – Il Progetto “San Basilio di Ariano nel Polesine”, chairman: R. Peretto, CPSSAE, Rovigo. Alle 14, “Le indagini di Ca’ Foscari a San Basilio tra strutture, infrastrutture e cultura materiale”: S. Bonomi, già soprintendente ABAP del Friuli Venezia Giulia; F. Bortolami, G. Gambacurta, L. Lazzarini, G. Meneghetti, C. Moscardo, università Ca’ Foscari Venezia; N. Pollon, dip. di Storia culture civiltà, Alma Mater Studiorum università di Bologna. Alle 14.45, “San Basilio fra Etruschi, Greci e Veneti. Nuovi dati dalle indagini dell’università di Padova nell’insediamento preromano”: S. Paltineri, M. Secco, A. Giunto, G. Iadicicco, V.G. Prillo, F. Wiel-Marin, dip. dei Beni culturali, università di Padova; G. Garatti, dip. di Studi umanistici, università di Pavia. Alle 15.30, pausa caffè. Alle 15.50, “San Basilio in età romana: nuove ricerche multidisciplinari”: J. Bonetto, C. Previato, J. Turchetto, E. Bridi, C. Girotto, M. Asolati, S. Mazzocchin, A. Stella, V.G. Prillo, dip. dei Beni culturali, università di Padova; G. Falezza, SABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza; W. de Neef, Archaeology Department, Bamberg University. Alle 16.35, “Progetti di valorizzazione a San Basilio: il rinnovamento del Centro Turistico Culturale e dell’area archeologica”: A. Facchi, direzione regionale Musei Veneto, museo Archeologico nazionale di Adria; G. Falezza, SABAP per le Province di Verona Rovigo e Vicenza. Alle 17, conclusioni: M. Harari, dip. di Studi umanistici, università di Pavia; M. Pacciarelli, dip. di Studi umanistici, università di Napoli “Federico II”.

Agrigento. A Casa Sanfilippo, sede del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, presentazione del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, a cura di Domenica Gullì

agrigento_casa-sanfilippo_libro-tra-terra-e-acqua-antiquarium-del-mare_presentazione_locandinaA Casa Sanfilippo, sede del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, martedì 16 aprile 2024, alle 10, presentazione del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, a cura di Domenica Gullì, promossa dalla soprintendenza ai Beni culturali di Agrigento e dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, sotto il patrocinio della Soprintendenza del Mare. Alla presentazione, interverranno Roberto Sciarratta, direttore del parco Valle dei Templi; Vincenzo Rinaldi, soprintendente di Agrigento; e Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare. Uno dei momenti clou della manifestazione sarà la lectio magistralis di Stefano Medas, docente all’università di Bologna, che parlerà di “La navigazione antica. Elementi storici, archeologici ed eredità nella tradizione nautica”. La presentazione del volume sarà curata da Maria Concetta Parello, archeologa del parco Valle dei Templi. L’evento è aperto a tutti.

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Copertina del libro “Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti (Regione Siciliana, 2021)

“Tra Terra e Acqua: Antiquarium del Mare” in memoria di Daniele Valenti (Regione Siciliana, 2021). “Con questa pubblicazione”, scrive Michele Benfari, allora soprintendente, nella presentazione del libro, “si inaugura un nuovo progetto editoriale, una Collana di studi, che ha lo scopo di offrire un’ampia panoramica dell’attività scientifica della Soprintendenza: il titolo, Corpora, ne annuncia la struttura, studi monografici con un focus sulla ricerca scientifica, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, precipui compiti istituzionali delle soprintendenze. La Collana sarà uno spazio riservato non solo ai tecnici interni, ma aperto anche a studiosi professionisti, istituti universitari, che a vario titolo, anche grazie a formali convenzioni, collaborano con la soprintendenza. Un largo spazio sarà dato anche ai numerosi studenti che presso la Soprintendenza completano il loro curriculum di studio con i tirocini, sulla base di convenzioni che la Soprintendenza ha sottoscritto con Università, italiane e straniere. La Collana, pensata e diretta da Domenica Gullì, funzionario archeologo, vuole essere uno strumento di divulgazione di conoscenze e di studio, e per questo, al fine di garantire la massima diffusione possibile dei contenuti, avrà una doppia versione, cartacea e digitale, ad accesso aperto.

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Antiquarium del Mare “Daniele Valenti” al parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi ad Agrigento (foto musei italiani)

“Il primo volume della Collana – continua Benfari – è dedicato all’Antiquarium del Mare in memoria di Daniele Valenti, funzionario della soprintendenza e tecnico subacqueo, prematuramente scomparso, la cui attività è legata alle maggiori e importanti scoperte effettuate nel mare agrigentino. Inaugurato nel luglio del 2019, l’antiquarium è ubicato nel cuore della Valle dei Templi, all’interno di un piccolo edificio della prima metà del Novecento, a poca distanza dal tempio dei Dioscuri, oggi amministrato dall’ente parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. L’istituzione dell’antiquarium è stata possibile grazie alla collaborazione fra la soprintendenza di Agrigento, che ha curato il progetto scientifico e selezionato i materiali, la soprintendenza del Mare e il parco archeologico di Agrigento, che ha finanziato il progetto di allestimento, curato da Carmelo Bennardo. Per me, l’allestimento di un museo del mare, ha anche avuto un coinvolgimento emotivo fortissimo, perché parlare di patrimonio culturale sommerso, significa parlare di Sebastiano Tusa, titanica figura di impareggiabile studioso, uno fra i pochi che con lo stesso acume, profondità, correttezza scientifica e morale, ha esplorato i più disparati ambiti del mondo antico. E con Lui ho vissuto, appena qualche anno prima, l’esperienza dell’allestimento del museo del mare di Sciacca, che ho personalmente curato, accompagnato dal Suo occhio attento, dalla Sua straordinaria capacità di guidare, senza mai essere invadente. L’antiquarium del mare di Agrigento è stato un atto d’amore dei tanti colleghi e amici che hanno condiviso con Daniele Valenti le emozioni del mare, emozioni che la tragica scomparsa di Sebastiano Tusa, appena qualche mese prima, ha reso indelebili nell’animo di tutti”.

Pompei. Aprono le prevendite dei biglietti per la settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi: quattro titoli in scena al Teatro grande dal 13 giugno al 13 luglio 2024

pompei_theatrum-mundi_2024_locandinaDa lunedì 15 aprile 2024 sarà possibile acquistare la Theatrum Card e gli spettacoli in programma della settima edizione del Pompeii Theatrum Mundi 2024 un progetto del Teatro di Napoli – Teatro Nazionale e del parco archeologico di Pompei dal 13 giugno al 13 luglio 2024 al Teatro Grande del sito di Pompei. Dalla “Odissea cancellata” di Emilio Isgrò con la regia di Giorgio Sangati su installazione scenica in situ di Emilio Isgrò al “De rerum natura” di Fabio Pisano con la regia di Davide Iodice a “Edipo re” di Sofocle con la regia di Andrea De Rosa a “Fedra. Ippolito portatore di corona” di Euripide con la regia Paul Curran il prestigioso programma di testi classici verrà presentato al pubblico in 12 sere d’estate in uno dei luoghi più belli al mondo. La Theatrum Card permette di assistere singolarmente a 4 spettacoli oppure in coppia a 2 spettacoli. In promozione a 50 euro fino al 15 maggio 2024. Inoltre per i possessori della Theatrum Card sarà possibile acquistare fino a un massimo di 2 biglietti al prezzo ridotto di 15 euro ciascuno. Con i suoi quattro titoli in programma la rassegna estiva del Teatro Nazionale di Napoli conferma la sua natura di vetrina di inedite riletture o rivisitazioni di testi e opere della classicità.

pompei_theatrum-mundi_2024_isgrò-pisano_locandina“Dunque – scrive il direttore Roberto Andò – la cancellatura di Isgrò come scrittura paradossale e filosofica, una scrittura che impedendoci di vedere eccita il fantasma di un’immagine che non possiamo più abitare, di una parola che non possiamo più leggere; la cecità di Edipo come abissale e tragica impossibilità della verità; la poesia di Lucrezio come ferita e rivelazione di ciò che è accaduto e potrebbe ancora accadere; la Fedra come tragedia della malattia mentale. Pompeii Theatrum Mundi continua a offrire visioni che nel nome del teatro sappiano declinare le tensioni del tempo in cui viviamo, e uno sguardo che sappia ricongiungere il passato al presente e al futuro”. pompei_theatrum-mundi_2024_de-rosa-curran_locandinaPer il direttore generale del parco archeologico Gabriel Zuchtriegel: “Questa settima edizione di Theatrum Mundi, così come la terza di Sogno di Volare (lo spettacolo degli attori adolescenti del territorio che andrà in scena il 25 e il 26 maggio) e il secondo anno in cui il Ministero della Cultura promuove insieme al Comune di Pompei una rassegna di grandi concerti, tutto ciò dimostra che gli Scavi di Pompei sono un luogo contemporaneo”. Il presidente del Teatro Nazionale Luciano Cannito oltre a ringraziare il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano “per l’attenzione speciale che continua a riservare al Festival Pompeii Theatrum Mundi e a questo luogo ricco di storia e di bellezza”, e i Soci fondatori del Teatro Nazionale – il Comune di Napoli, la Regione Campania e la Città Metropolitana di Napoli – “per aver restituito anni fa al Teatro Mercadante quella centralità storica di luogo di produzione, formazione e distribuzione del teatro di eccellenza italiano ed internazionale”, sottolinea come “il direttore Roberto Andò abbia saputo immaginare un cartellone che ancora una volta coniuga la potenza del linguaggio classico che da queste pietre sacre giunge intatta fino a noi, con il sentimento della modernità che del classico si fa interprete e testimone fedele”.

Roma. Dopo 1800 anni l’acqua è tornata alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua inaugurato con la prima di “Rhapsody in blue” di Gershwin con Ccn AterBalletto. Il direttore Mirella Serlorenzi: “Il progetto vuole restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori”

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Riflessi nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Lo Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla by night a Roma (foto ssabap-roma)

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AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Dopo oltre mille anni l’acqua, elemento fondativo e vitale di tutti gli impianti termali, torna alle Terme di Caracalla con lo Specchio d’acqua: un intervento di architettura contemporanea promosso dalla Soprintendenza Speciale di Roma, diretta da Daniela Porro. Il progetto nato dalla collaborazione di Mirella Serlorenzi, direttore del sito, con l’architetto Hannes Peer, rende le suggestioni degli ambienti termali con nebulizzazioni, zampilli e giochi di luce che avranno la funzione di evocare le antiche Terme. Lo specchio è stato realizzato dall’impresa Angeloni Angelo, con Daniele Romani e Alessandro Maiocchetti. Cui si aggiunge l’elemento del riflesso delle architetture archeologiche nello Specchio d’acqua. La Soprintendenza Speciale di Roma, sabato 13 aprile 2024, ha voluto festeggiare con la Capitale il ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane regalando ai cittadini un pomeriggio di spettacolo, cultura e bellezza con Aterballetto che ha portato in scena per la prima volta a Roma “Rhapsody in Blue”, una nuova coreografia creata da Iratxe Ansa e Igor Bacovich per il centenario della più famosa partitura di George Gershwin composta nel 1924.

Danzare su uno specchio d’acqua tra le maestose architetture delle Terme di Caracalla sulle musiche di “Rhapsody in blue” di George Gershwin. “Rhapsody in blue”, spiegano I coreografi Iratxe Ansa e Igor Bacovich, “è di per sé un giocattolo fantastico per un coreografo, per un creativo. Essendo così potente, così allegra, così frizzante, è percorsa da varianti di forma costanti, e sembra di attraversare una foresta incantata: nel giro di pochi passi, di pochi minuti, incontri un essere magico, un cielo irreale che cambia di colore sopra di te… ci si muove in questo mondo fantastico, dove la rapsodia regala uno spazio sonoro dove tutto è possibile, dove da ogni angolo fanno capolino elementi sempre nuovi e tu sei continuamente sorpreso. I corpi reagiscono ad input concitati e sempre diversi. Abbiamo giocato con tutto questo, chiudendo gli occhi e sognando nuovi mondi ogni volta che entravamo in contatto con un nuovo tema”.

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“Rhapsody in blue” con AterBalletto alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Zampilli nello Specchio d’acqua alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

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Giochi d’acqua nello Specchio alle Terme di Caracalla a Roma (foto ssabap-roma)

Anelli di una storia comune che si riallacciano l’uno all’altro creando una partitura di meraviglia. Le Terme di Caracalla tornano a essere il fulcro di un progetto culturale di ampio respiro che è iniziato sulle note di “Rhapsody in Blue” di George Gershwin. Una magia a passo di danza che si riflette nello Specchio. Lo Specchio è solo l’inizio di una rivoluzione alle Terme di Caracalla che ha l’ambizione di diventare un sito archeologico riprogettato in chiave contemporanea, all’insegna delle migliori pratiche di conservazione, restauro e valorizzazione per rendere il complesso monumentale all’avanguardia nella fruizione culturale della Capitale. Il Soprintendente Daniela Porro ha presentato il progetto insieme al direttore del monumento Mirella Serlorenzi in uno scenario di emozioni evocate dal ritorno dell’acqua alle Terme Antoniniane. Come ha spiegato Serlorenzi il progetto nasce da “un principio inderogabile: restituire la percezione, la comprensione, la fruizione del monumento come era in antico ponendo al centro i bisogni di arricchimento culturale dei visitatori, da qualsiasi parte del mondo essi provengano”. Sulle note di “Rhapsody in blue” diventata geniale coreografia ad opera di Iratxe Ansa e Igor Bacovich e interpretata da Ccn Aterballetto lo Specchio alle Terme di Caracalla svela, come ha aggiunto Serlorenzi: “Una visione ampia e generale che superi il concetto romantico della rovina per restituire agli imponenti resti archeologici il potenziale storico di cui sono portatori mettendo a punto progetti di studio e ricerca di ampio respiro e soprattutto la riconnessione urbanistica con la città”. L’opera è frutto di connessioni e collaborazioni uniche, a cominciare da Cristiano Leone, curatore artistico, Hannes Peer, architetto dello Specchio, Maurizio Pinotti, responsabile tecnico delle Terme, gli architetti Paolo Bornello, Andrea Grandi e Carmelo Garazzo, al paesaggista Beppe Provasi, il tutto con la collaborazione dello staff di Caracalla con Leandro Lentini, Barbara Ciarrocchi e Alba Casaramona e con il contributo di Electa, Rosanna Cappelli, Anna Grandi, Gabriella Gatto, di Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera, Stefano Rossi per l’aiuto nell’allestimento del palco e a Francesco Arena del Teatro dell’Opera per i consigli pratici, dell’Ufficio amministrativo della Soprintendenza con Ebe Pulcini, Daphne Iacopetti e Veronica Pepe, Luca Del Fra e Valentina Catalucci dell’Ufficio stampa e Silvia Agostinetto e Paola Caramadre dell’Ufficio comunicazione.

Ferrara. Al museo Archeologico nazionale si replica “Thesaurus Musicae”: visita guidata nella sala del Tesoro e concerto di musica rinascimentale

ferrara_archeologico_thesaurus-musicae_aprile-2024_locandinaAl museo Archeologico nazionale di Ferrara si replica “Thesaurus Musicae”. Appuntamento domenica 14 aprile 2024 nella sala del Tesoro alle 14.30 e alle 15.30. Verranno organizzati, su prenotazione, due piccoli gruppi da 15 persone, che assisteranno ad una spiegazione, a cura dell’università di Ferrara, delle opere presenti nella sala del Tesoro e a seguire un concerto di musica rinascimentale dal vivo a cura degli studenti dell’area antica del Conservatorio G. Frescobaldi. Musiche di John Dowland (1563- 1626) con Maryfe Singy, soprano, e Alessio Zaccaria, liuto. Ingresso con biglietto del museo. Prenotazione obbligatoria al numero 0532 66299 o per mail: drm-ero.archeologico-fe@cultura.gov.it.

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”

vetulonia_archeologico_simposio-etrusco-ellenico_locandinaDomenica 14 aprile 2024 il museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr) ospita, nella sala espositiva, alle 11, la presentazione dell’evento “Simposio etrusco-ellenico”, un incontro tra due civiltà nel segno del turismo, della cultura e dell’enogastronomia. L’iniziativa, fa parte di un ciclo di incontri e di scambi che Regione Toscana, attraverso l’agenzia Toscana Promozione Turistica, ha avviato da tempo con alcuni territori della Grecia con l’obiettivo di costruire una rete promozionale congiunta fondata sugli elementi comuni che caratterizzano i territori. Intervengono Leonardo Marras, assessore Turismo Regione Toscana; Elena Nappi, sindaco di Castiglione della Pescaia; Ai katerini Zografou, governatrice Halkidiki; Francesco Tapinassi, direttore Toscana Promozione Turistica; Grigoris Tasios, presidente Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Giorgio Broutzas, direttore Ente di Promozione Turistica Regionale Halkidiki; Simona Rafanelli, direttrice del MuVet; George Skiadaresi, archeologo; Kostas Papastathis, archeologo; Eleni Sarikosta, rappresentante per l’Italia di Halkidiki. Modera Clara Svanera, referente relazioni internazionali Toscana Promozione Turistica.

Acerra (Na). Al castello conferenza di Valentino Nizzo (L’Orientale) su “La scoperta degli Etruschi in Campania: intuizioni, fraintendimenti, trafugamenti” per il ciclo “Paesaggi culturali. Storia e storie tra spazio e tempo” ideato dalla sezione di Acerra dell’Archeoclub d’Italia

acerra_castello_conferenza-la-scoperta-degli-etruschi-in-campania_valentino-nizzo_locandinaPomeriggio con gli Etruschi ad Acerra (Na). Sabato 13 aprile 2024, alle 18.30, al Castello dei Conti di Acerra, nel primo appuntamento dell’anno del ciclo “Paesaggi culturali. Storia e storie tra spazio e tempo” ideato dalla sezione di Acerra dell’Archeoclub d’Italia, presieduta da Rosa Anatriello, con il patrocinio del Comune di Acerra, guidato dal sindaco Tito D’Errico, conferenza del prof. Valentino Nizzo, ordinario di Etruscologia all’università di Napoli “L”Orientale” e già direttore del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, su “La scoperta degli Etruschi in Campania: intuizioni, fraintendimenti, trafugamenti”. “Faremo un lungo viaggio attraverso il tempo alla scoperta degli Etruschi della Campania”, anticipa Valentino Nizzo. “Il luogo ha un valore simbolico molto particolare dato il contributo centrale dato da Marcello Spinelli alla conoscenza del patrimonio archeologico della sua terra. Una occasione persa, purtroppo, come molte altre a causa del clima del tempo che favorì la dispersione all’estero di molti inestimabili capolavori. Eppure la Campania si era mostrata precocemente attenta al suo passato più remoto, magnificato da Vico e da Cuoco nel solco dell’idea di una originaria sapienza degli Etruschi e degli Italici precocemente trasmessa ai Greci. Anche le tecniche di scavo e interpretazione degli archeologi napoletani mostravano tutti i segni di una inaspettata precocità, destinata purtroppo a svanire per l’incapacità delle istituzioni di tesaurizzare e trasmettere un inestimabile patrimonio di conoscenze. Per questo e altri motivi molti siti e necropoli come Capua, Pontecagnano e Sala Consilina avrebbero potuto essere scoperti con un secolo di anticipo rispetto all’avvio dei primi scavi regolari nella seconda metà del ‘900. Intuizioni, occasioni perse e trafugamenti più o meno leciti saranno protagonisti, dunque, del nostro racconto”.

Vetulonia (Gr). Fine settimana speciale al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” con due visite guidate alla mostra “Quadri etruschi raccontano. Il mito e il rito da Caere a Vetulonia. Un nuovo straordinario recupero della Guardia di Finanza”

vetulonia_archeologico_mostra-quadri-etruschi-raccontano-il-mito-e-il-rito-da-caere-a-vetulonia_locandinaFine settimana speciale al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia (Gr): sono previste due visite guidate alla mostra “Quadri etruschi raccontano. Il mito e il rito da Caere a Vetulonia. Un nuovo straordinario recupero della Guardia di Finanza”. La prima sabato 13 aprile 2024, alle 15.30; la seconda, domenica 14 aprile 2024, alle 15.30. Visita guidata gratuita alla mostra a cura dello staff del museo; ingresso a pagamento. Prenotazione gradita. Per informazioni e prenotazioni: tel.0564 948058, email: museo.vetulonia@comune.castiglionedellapescaia.gr.it. Limite massimo 30 persone. Protagoniste esclusive dell’allestimento sono quattro lastre etrusche in terracotta dipinta provenienti da scavi clandestini presso Cerveteri, l’etrusca Caere, salvate dal mercato illegale grazie all’insostituibile attività di vigilanza, tutela, conservazione e valorizzazione che la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale svolge da sempre in piena e fruttuosa collaborazione con le forze dell’ordine e in particolare con la Sezione Tutela Beni Demaniali e di Interesse Pubblico della Guardia di Finanza di Roma. Le lastre sono dei veri “quadri” su cui i colori vivaci e le originali iconografie etrusche immortalano magistralmente personaggi e episodi nodali del mito greco, raccontandoli con potenza ed evocando da un singolo “fotogramma” storie antiche che intrecciano vicende umane, eroiche e divine.

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Lastra dipinta etrusca da Cerveteri con il duello mortale tra Achille e Pentesilea (foto muvet)

Per saperne di più, in attesa delle visite guidate. “Quadri etruschi raccontano, 1”. “Dipingendo il mortale duello tra Achille e Pentesilea l’artefice di questa meravigliosa opera”, spiegano le archeologhe del MuVet, “ci trasporta sotto le mura di Troia, come spettatori del mitico scontro tra il più celebre dei guerrieri achei e la più temibile delle amazzoni, stirpe di intrepide donne guerriere. L’anonimo artista etrusco che ha dipinto la lastra ci restituisce una versione dell’episodio straordinaria e originale: la regina guerriera nel pieno del proprio eroismo, indomita e a testa alta, nella sua carica vittoriosa in cui ha rinunciato perfino alla protezione dello scudo per scagliarsi contro il nemico senza badare alla propria incolumità. Nelle rappresentazioni antiche di questo famoso mito questo punto di vista è del tutto innovativo e rivoluzionario, frutto di una cultura, quella etrusca, dove la donna ha un ruolo pari a quello dell’uomo. L’artista così, invece di esaltare la forza di Achille come avviene nel mondo greco, celebra con forza la bellezza della regina delle Amazzoni e la sua spavalderia, conseguente alla corsa vittoriosa che l’ha condotta attraverso le schiere nemiche sino ad affrontare finalmente il proprio tragico destino. Una scelta originale, che spinge lo spettatore a parteggiare per l’eroina tragica nell’ultimo momento di gloria prima della fine, ben sapendo che di lì a pochi istanti il più forte guerriero degli achei – ora quasi timoroso al riparo della sua armatura – la trapasserà spietatamente ponendo fine alle sue gesta. Secondo il racconto del poema perduto “Etiopide” di Arctino di Mileto, Achille trafisse l’indomita guerriera, ma se ne innamorò perdutamente nel momento stesso in cui lei perdeva la vita”.

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Lastra dipinta etrusca da Cerveteri a soggetto incerto: Artemide con Apollo, o Atalanta con Melanione (foto muvet)

Per saperne di più, in attesa delle visite guidate. “Quadri etruschi raccontano, 2”. “Una scena di corsa, e forse anche d’inganno, è protagonista di questa lastra”, spiegano le archeologhe del MuVet: “è difficile riconoscerne con certezza i personaggi che l’artista ci vuole raccontare, in mancanza di un contesto che forse continuava sulle lastre adiacenti purtroppo mancanti, ma possiamo fare insieme due supposizioni. L’arco impugnato nella mano sinistra dalla figura femminile ci aiuta in questo senso che, una volta esclusa l’ipotesi di un’amazzone in assenza di armatura e di altre caratteristiche guerresche, potrebbe trovare l’apice della sua abilità nelle mani della dea della caccia Artemide (in etrusco Artumes) o della mitica cacciatrice mortale Atalanta (in etrusco Atalanta). Nel primo caso, si potrebbe immaginare che la dea si affretti verso una delle sue imprese mitiche volgendosi per chiedere assistenza al suo gemello, Apollo, che accorre in suo aiuto. Se invece la giovane donna armata di arco fosse da identificare come la cacciatrice Atalanta, è senz’altro suggestivo ricordare che l’eroina, forte delle sue guadagnate abilità, usasse sfidare alla corsa tutti i suoi pretendenti i quali, una volta sconfitti nella gara, venivano regolarmente uccisi. Fino a quando Afrodite, offesa dall’evidente rifiuto dell’amore da parte dell’eroina, consegnò tre mele d’oro, irresistibili per odore e sapore a qualsiasi donna, all’ultimo degli spasimanti, il cui nome era Melanione. Costui, lasciando cadere in terra le mele una alla volta, rallentò la corsa di Atalanta, che non poteva far a meno di fermarsi a raccoglierle, e vinse la gara: il giovane pretendente sarebbe quindi raffigurato nel momento in cui sta raggiungendo e superando la sua avversaria, che si volge all’indietro distratta dalle mele d’oro lasciate cadere a terra”.

Gambolò (Pv). Al via la seconda edizione di “Ciak: si scava! 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia: tre giorni con i migliori film del RAM film festival. E una novità: “Ciak: si scava! For kids”, una sezione dedicata ai più piccoli

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Il castello Beccaria Litta a Gambolò (Pv) che ospita “Ciak si scava!” (foto comune di gambolò)

Al via la seconda edizione del festival del cinema archeologico di Gambolò “Ciak, si scava, 2024”, Festival internazionale del Cinema di Archeologia organizzato dal museo Archeologico Lomellino e il Comune di Gambolò in collaborazione con la Fondazione Museo Civico di Rovereto e del RAM Film Festival e con la rivista Archeo. Appuntamento venerdì 12, sabato 13 e domenica 14 aprile 2024 nel Salone Litta, la prestigiosa sala del castello di Gambolò (Pv). Tre giorni con le migliori e più recenti produzioni internazionali di cinema archeologico tratte dall’edizione 2023 del RAM film festival. Il Festival prevede l’assegnazione di due premi: Città di Gambolò, al film più votato dal pubblico; e Museo Archeologico Lomellino, a quello scelto dalla giuria di esperti. Ci sarà inoltre una novità per i più piccoli: “CIAK: SI SCAVA! FOR KIDS”. Si tratta di un momento dedicato ai più piccoli, che si tiene sabato 13 aprile 2024, dalle 10.30 alle 12, sempre in Salone Litta, con la proiezione di una selezione dedicata. La manifestazione di Gambolò è un’ulteriore occasione di apprezzare film e documentari di grande valore culturale, che non si trovano nella distribuzione cinematografica ordinaria e nelle piattaforme digitali.

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Frame del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello

PROGRAMMA DI VENERDÌ 12 APRILE 2024. Alle 21, apertura della manifestazione e presentazione RAM film festival. Quindi proiezione del film “Panorami Sommersi. Le Origini di Venezia” di Samuele Gottardello, (Italia, 52’, 2023). Un viaggio nella Laguna di Venezia, alla ricerca delle radici romane della città insieme a pescatori, archeologi, artisti, subacquei e a una ragazza non vedente. Nel film, racconto archeologico e antropologico si intrecciano in una narrazione non lineare come i canali della Laguna. Mentre le mani degli archeologi affondano nel fango e riscrivono la storia delle origini di Venezia, nell’acqua torbida si scorgono le vestigia di una civiltà scomparsa ma che si può ancora intravedere nei racconti dei protagonisti.

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Frame del film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet

Segue il film “Memorie di un mondo sommerso” di Philippe Nicolet (Svizzera, 58’, 2021). Il documentario mostra la vita quotidiana dei contadini del Neolitico e dell’età del Bronzo nel territorio alpino, che dovettero già adattarsi stabilmente ai cambiamenti climatici del loro ambiente. In questi villaggi sommersi, ciò che è eccezionale è l’enorme conservazione delle vestigia, come oggetti domestici o i resti delle loro abitazioni, databili e ricostruibili con grande precisione. Nel 2011, 111 di questi paesi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nei sei Stati dell’arco alpino.

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Frame del film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward

PROGRAMMA SABATO 13 APRILE 2024, pomeriggio. Alle 16, apre il film “Durango 550 – il sentiero dei Pueblo ancestrali / Durango 550 – Path of the Ancestral Puebloans” di Nathan Ward (Stati Uniti, 27’, 2022). Il Dipartimento dei Trasporti del Colorado, gli archeologi e le tribù nativo americane locali, gli Ute meridionali, gli Hopi e i Pueblo della tribù Laguna, lavorano ufficialmente insieme per scoprire gli antichi insediamenti intorno a Durango. Una collaborazione unica, un nuovo approccio che unisce scienza e credenze culturali tradizionali. Segue il film “La vera storia dei pirati / The True Story of Pirates” di Stéphane Begoin (Francia, 52’, 2022). Come vivevano i pirati e chi si nasconde dietro la leggenda? Il film cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria seguendo due indagini archeologiche: la prima nell’Oceano Indiano alla ricerca della famosa nave pirata Speaker che affondò nel 1702, la seconda a Sainte-Marie Island, dove i pirati si nascondevano e vivevano. Dopo l’intervallo, il festival continua con il film “Dreamland – Terra dei sogni” di Lucas Dye (Stati Uniti, 7’, 2023). Il documentario segue le vicende del collettivo Tuumben K’ooben, con sede nello stato messicano del Quintana Roo, mentre inventa nuovi modi per preservare l’ambiente naturale e l’identità maya locale. Con lo sviluppo delle tecnologie, cresce anche la loro ambizione: decidono di creare un centro agroecologico e di conservazione su un terreno chiamato “Dreamland”, terra dei sogni.

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Frame del film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste

Chiude il pomeriggio il film “Dame e principi della preistoria / Dames et princes de la préhistoire” di Pauline Coste (Francia, 52’, 2021). Le eccezionali sepolture del Paleolitico sono ancora poco conosciute dal grande pubblico. Risalenti a 25.000 anni fa, il loro studio rivela un ornamento inatteso e di grande bellezza, e pone una domanda essenziale: chi erano questi individui sepolti con tanta cura? Attraverso diverse sepolture in Francia, nella Repubblica Ceca, in Italia e in Russia, si cercherà di comprendere meglio la Donna del Caviglione, ritrovata nel Nord Italia, che ci servirà da filo conduttore lungo tutta questa ricerca.

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Frame del film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy

PROGRAMMA DI SABATO 13 APRILE 2024, sera. Alle 21, apre il film “Neanderthal, sulle tracce di un’altra umanità / Neanderthal in the Footsteps of Another Humanity” di David Geoffroy (Francia, 2022, 52’). Minacciato dall’erosione del mare e dal riscaldamento globale, il sito di Le Rozel ha restituito rare testimonianze della vita quotidiana di una comunità di Neanderthal sulla costa della Normandia circa ottantamila anni fa. Qui gli archeologi hanno riportato alla luce tremila impronte umane, che costituiscono finora il maggior ritrovamento al mondo di quel tipo per l’epoca preistorica. Le indagini proseguono portandoci indietro nel tempo, seguendo le tracce di un’umanità ormai estinta. film-Expédition-Pétra-sur-la-piste-des-Nabatéens_di-Nathalie-Laville-e-Agnès-MoliaSegue il film “Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei / Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia, 2022, 52’). Da una ventina d’anni, gli archeologi cercano di trovare tracce dei Nabatei, un antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra. Laïla Nehmé si è posta una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei.

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Frame del film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant

PROGRAMMA DI DOMENICA 14 APRILE 2024. Alle 15, apre il film “I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion / Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 52’, 2022). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta gli i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi nella storia dell’umanità. Quello che si sa poco è che dietro a questo genio si cela un uomo nell’ombra: Jacques-Joseph, il fratello maggiore della famiglia Champollion. Uno studio recente degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura intellettuale. Segue il film “Alla ricerca della musica dell’antichità / A la recherche de la musique de l’antiquité” di Bernard George (Francia, 53’, 2020-2021). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, una disciplina in rapida crescita, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà. Dopo l’iIntervallo, il Festival riprende con il film “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari (Italia, 52’, 2022). L’isola di Pantelleria, sinonimo di vacanze, passito e capperi, ospita una delle aree archeologiche più importanti del Mediterraneo. Da anni, ogni estate, più di 50 tra archeologi e studenti provenienti da tutto il mondo si recano sull’isola e riaprono gli scavi interrotti l’anno precedente. Ad accompagnare le loro attività il racconto di Sebastiano Tusa, archeologo siciliano di fama internazionale, soprintendente del Mare e assessore dei Beni culturali della Regione Siciliana, prematuramente scomparso.

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Frame del film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz

Chiude l’edizione 2024 del festival il film “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia, 18’, 2022). L’arte accompagna l’umanità fin dagli albori della sua esistenza. È un tentativo primordiale di interpretazione dell’ambiente naturale? Forse qualcosa di più. Dall’Uomo di Neanderthal ai cacciatori Sapiens dell’epoca glaciale, questo documentario traccia una linea che, dalle principali testimonianze di arte paleolitica dell’Italia nord-orientale, come le pietre dipinte del Riparo Dalmeri, sfocia nella più attuale e drammatica riflessione sul rapporto fra l’umanità e l’ambiente naturale.

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Frame del film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot

CIAK SI SCAVA! FOR KIDS! Sabato 13 aprile 2024. Alle 10.30, apre il film “L’era dei giganti / The Time of the Giants” di Pascal Cuissot (Francia, 52’, 2020). Negli ultimi vent’anni, il numero delle nuove specie di dinosauri scoperte si è moltiplicato. Combinando le immagini 3D altamente realistiche di NHK con le evidenze paleontologiche più recenti, questo ambizioso e spettacolare documentario mostra le strategie di crescita e sopravvivenza dei dinosauri al largo delle coste del Giappone. Seguono i film “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 5’, 2021); “Il bambino che sarà cavaliere” di Gianmarco D’Agostino (Italia, 7’, 2020); “Il discorso di Txai Surui / The Speech of Txai Surui” di Studenti del Multimedia Project of Escola Parque (Brasile, 4’, 2022).

Pompei. Dai nuovi scavi nell’Insula 10 della Regio IX emerge un salone da banchetto dalle eleganti pareti nere decorato con soggetti ispirati alla guerra di Troia: Elena e Paride, e Apollo e Cassandra. Zuchtriegel: “Le coppie mitiche erano spunti per parlare del passato e della vita, dell’amore, ma anche del rapporto tra individuo e destino”. Sangiuliano: “Crediamo in Pompei, un unicum mondiale, e abbiamo finanziato nuovi scavi”

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La scena con Elena e Paride al centro della parete nord del salone nero, da banchetto, scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Un imponente salone da banchetto (oecus tricliniare), dalle eleganti pareti nere, decorate con soggetti mitologici ispirati alla guerra di Troia, è uno degli ambienti recentemente portati alla luce durante le attività di scavo in corso nell’insula 10 della Regio IX di Pompei e oggi completamente visibile in tutta la sua maestosità. Un ambiente raffinato nel quale intrattenersi in momenti conviviali, tra banchetti e conversazioni, in cui si respirava l’alto tenore di vita testimoniato dall’ampiezza dello spazio, dalla presenza di affreschi e mosaici databili al III stile, dalla qualità artistica delle pitture e dalla scelta dei soggetti. “Lo scavo archeologico avviato nel 2023 nell’insula 10 della Regio IX a Pompei, necessario per la sistemazione dei fronti e per il miglioramento dell’assetto idrogeologico del pianoro, ha finora restituito due abitazioni, collegate tra di loro, che si affacciavano su via di Nola, le cui facciate furono già portate alla luce alla fine del ‘800. Si cominciano ora a intravedere le strutture poste alle spalle delle due case, che sembrano essere il risultato di divisioni delle unità proprietarie originarie, come quella che si legge nel tablino della casa con il panificio di Aulo Rustio Vero (IX, 10, 1)”: comincia così Gabriel Zuchtriegel l’articolo scientifico “Quando la Guerra di Troia non era ancora decisa. Il salone nero con affreschi di III stile nella Regio IX, insula 10 di Pompei”, pubblicato sul numero 4 dell’E-Journal degli scavi di Pompei (dell’11 aprile 2024). Il tema dominante di questo “salone nero” sembra essere quello dell’eroismo, per le raffigurazioni di coppie di eroi e divinità della guerra di Troia, ma anche del fato e al tempo stesso della possibilità, sovente non afferrata, che l’uomo ha di poter cambiare il proprio destino.

“Pompei è davvero uno scrigno di tesori che non finisce mai di sorprenderci e di destare stupore”, commenta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, “perché ogni volta che scaviamo troviamo qualcosa di bello e di significativo. Noi crediamo in questo unicum mondiale che rappresenta Pompei e per questo in legge di bilancio abbiamo finanziato nuovi scavi. Bisogna andare avanti nella tutela di questo importante sito ma anche nella sua valorizzazione”.

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Il salone da banchetto (oecus tricliniare), dalle eleganti pareti nere, scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

È il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, a entrare nel merito della scoperta: “Le pareti erano nere per evitare che si vedesse il fumo delle lucerne sui muri. Qui ci si riuniva per banchettare dopo il tramonto, la luce tremolante delle lucerne faceva sì che le immagini sembrassero muoversi, specie dopo qualche bicchiere di buon vino campano. Le coppie mitiche erano spunti per parlare del passato e della vita, solo apparentemente di carattere meramente amoroso. In realtà, parlano del rapporto tra individuo e destino: Cassandra che può vedere il futuro ma nessuno le crede, Apollo che si schiera con i troiani contro gli invasori greci, ma pur essendo un Dio non riesce ad assicurare la vittoria, Elena e Paride che con il loro amore politicamente scorretto sono la causa della guerra, o forse solo un pretesto, chi sa. Oggi, Elena e Paride siamo tutti noi: ogni giorno possiamo scegliere se curarci solo della nostra vita intima o di indagare come questa nostra vita si intrecci con la grande storia, pensando per esempio, oltre a guerre e politica, all’ambiente, ma anche al clima umano che stiamo creando nella nostra società, comunicando con gli altri dal vivo e sui social”.

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Regio IX, Insula 10, salone nero: due coppie di gladiatori disegnate a carboncino sull’intonaco grezzo delle arcate del grande scalone (foto parco archeologico pompei)

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Planimetria dell’insula 10 della Regio IX con evidenziato l’ambiente 24, il salone da banchetto (salone nero) a T (foto parco archeologico pompei)

Il salone misura circa 15 metri di lunghezza per 6 di larghezza e si apre in un cortile che sembra essere un disimpegno di servizio, a cielo aperto, con una lunga scala che porta al primo piano, priva di decorazione. Sotto gli archi della scala è stato riscontrato un enorme cumulo di materiale di cantiere accantonato. Qualcuno aveva disegnato a carboncino sull’intonaco grezzo delle arcate del grande scalone, due coppie di gladiatori e quello che sembra un enorme fallo stilizzato. L’attività di scavo nell’insula 10 della Regio IX è parte di un più ampio progetto di messa in sicurezza del fronte perimetrale tra l’area scavata e non, di miglioramento dell’assetto idrogeologico, finalizzato a rendere la tutela del vasto patrimonio pompeiano (più di 13mila ambienti in 1070 unità abitative, oltre agli spazi pubblici e sacri) più efficace e sostenibile.

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Regio IX, Insula 10, salone nero: organizzazione della decorazione pittorica (foto parco archeologico pompei)

“La decorazione pittorica del salone da banchetto può essere assegnata, nel suo insieme, al terzo stile maturo”, spiega Domenico Esposito. “La forma a T del salone ne ha condizionato anche l’applicazione del sistema decorativo, che rispetta comunque la suddivisione canonica in anticamera e sala. Su tutte le pareti lo schema prevede un alto plinto rosso, concluso superiormente da un listello bianco. Lo zoccolo, a fondo nero, come tutto il resto della parete, presenta una serie di figure di Satiri e Menadi con strumenti musicali, quali tamburelli, cembali e flauti di Pan. La fascia che separa lo zoccolo dalla zona mediana è molto ricca: su una fascia azzurra si imposta una cornice gialla, con le zone d’ombra delineate in marrone; su di essa corre un listello verde, reso con due diverse tonalità dello stesso colore; segue una modanatura campita in bianco crema, lilla e viola, sulla quale si imposta una seconda cornice bianca, con listello centrale verde chiaro. La zona mediana è immaginata come una parete chiusa, seminascosta da pilastri, che ne inquadrano il pannello centrale e candelabri metallici, che separano le coppie di pannelli laterali. I pannelli della zona mediana sono a fondo monocromo nero e sono racchiusi da doppi listelli, resi in bianco-rosso e azzurro-bianco. La decorazione del salone prevedeva, infine, un soffitto a cassettoni a fondo nero, con una serie di riquadri geometrici, racchiusi da listelli bianchi e gialli e decorati da motivi floreali stilizzati, o da vignette con animali”.

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La scena con Elena e Paride al centro della parete nord del salone nero, da banchetto, scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

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Pompei, Regio IX, Insula 10, salone nero: didascalia in greco vergata in bianco al centro della scena: ΑΛΕΞΑΝΔΡΟΣ ΕΛΕΝΗ (foto parco archeologico pompei)

“Al centro di ciascuna parete – continua – è presente una scena figurata, concepita come una grande vignetta, piuttosto che come un vero e proprio quadro. Le vignette rappresentano delle coppie di figure del mito. Sulla parete nord è raffigurato l’incontro tra Elena e Paride, chiaramente indicati da una didascalia in greco vergata in bianco al centro della scena: ΑΛΕΞΑΝΔΡΟΣ ΕΛΕΝΗ.

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Pompei, Regio IX. Insula 10, salone nero: dettaglio della parete nord con Elena e l’ancella (foto parco archeologico pompei)

Elena incede da sinistra verso destra, la gamba sinistra puntata a terra, quella destra scartata indietro; il braccio destro abbassato e lievemente teso in avanti, quello sinistro piegato sotto il petto e sorretto dalla mano di un’ancella; il capo lievemente chinato in avanti, ma lo sguardo diretto a incrociare quello di Paride, che le sta di fronte. Veste un chitone celeste ornato da bottoni d’oro sul braccio destro. La trasparenza della stoffa, ne lascia intravvedere il candore della pelle e le forme delicate e sensuali. Il chitone è in parte coperto da un himation di colore grigio-verde, che avvolge i fianchi e le gambe e lascia scoperto il busto. Ai piedi dei calzati di colore rosso. Elena reca un anello all’anulare sinistro, un’armilla all’avambraccio destro, un elaborato collier al collo ed orecchini con pendenti; i capelli, di colore rosso, sono ornati da un copricapo, o da una retina azzurra. Elena è scortata da una giovane ancella, vista frontalmente, col capo lievemente rivolto verso sinistra ad osservare Elena. La fanciulla veste un chitone verde-azzurro, avvolto in un mantello di colore viola-marrone; ha i capelli fulvi e ricci, il collo ornato da una collana, nella sinistra regge un flabello.

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Pompei, Regio IX. Insula 10, salone nero: dettaglio della parete nord con Paride (foto parco archeologico pompei)

Paride è rappresentato stante sulla gamba destra, la sinistra lievemente scartata al lato, il braccio destro proteso in avanti, come a prendere per mano la giovane Elena. Al gesto istintivo del giovane principe troiano fa riscontro il rossore del viso e lo sguardo intenso che ricambia quello di Elena. Il braccio sinistro di Paride regge un pedum, il bastone da pastore; accucciato a suoi piedi un grosso cane, probabilmente un molosso. Entrambi gli attributi ricordano l’infanzia di Paride, cresciuto come pastore; proprio come pastore egli avrebbe espresso il proprio giudizio sulla più bella tra le tre dee: Era, Atena ed Afrodite. Il giovane principe veste sontuosi abiti orientali; la tunica di colore azzurro con maniche lunghe a fasce gialle, fissata in vita da una cintura, è ornata da una fila di riquadri gialli e rossi su fondo bianco crema inquadrati da due sottili fasce rosse. I pantaloni anassaridi, dal tono verde-giallognolo, sono ornati da linee orizzontali rosse e azzurre. Un ampio mantello verde, poggiato sulla spalla sinistra, copre in parte le gambe. Il capo del giovane è coperto da un berretto frigio con bande laterali che ricadono sulle spalle. La scena dunque narra dell’incontro, fatale, tra il giovane Paride e la bella Elena, moglie del re di Sparta Menelao, che egli rapirà e porterà con sé a Troia, causando la famigerata ventennale guerra tra gli Achei e i Troiani”.

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La scena con Apollo e Cassandra al centro della parete sud del salone nero, da banchetto, scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

“Al centro della parete sud – riprende la descrizione Domenico Esposito – è rappresentata una seconda coppia, priva di didascalia in greco, ma identificabile, con tutta probabilità, con Apollo e Cassandra.

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Pompei, Regio IX. Insula 10, salone nero: dettaglio della parete sud con Apollo (foto parco archeologico pompei)

Il dio è rappresentato nudo, con un ampio mantello azzurro bordato d’oro poggiato sulla spalla sinistra e una cintura verde, che ricade dalla spalla destra sul torso. Il dio resta sulla gamba destra tesa, la sinistra incrociata davanti alla destra; il braccio e la mano destra sono portati dietro la schiena, la mano sinistra è poggiata su una cetra. Il capo, dai lunghi capelli, è cinto da un serto di alloro. Il dio guarda con intensità la giovane donna che gli siede di fronte su di un omphalos verde, racchiuso da una rete d’oro, poggiante su di un podio di due gradini.

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Pompei, Regio IX. Insula 10, salone nero: dettaglio della parete sud con Cassandra (foto parco archeologico pompei)

La figura femminile indossa un chitone marrone, che ne lascia scoperta la spalla sinistra. Un ampio mantello beige, fissato dietro la schiena e, con prospettiva probabilmente errata, sotto il braccio destro, ricopre le gambe con morbide pieghe. La fanciulla poggia il piede destro su un sasso, quello sinistro direttamente a terra; reca delle armille ai polsi; il capo, dai lunghi capelli sciolti che ricadono sulle tempie, sul collo e sulle spalle, è ornato di alloro. Il braccio sinistro è poggiato sulla gamba sinistra, e regge con la mano un ramo di alloro. Il braccio destro sembrerebbe poggiato su un sostegno, non più visibile, mentre la mano è portata alla fronte, in un gesto che sembra esprimere una grande disperazione, sottolineata anche dallo sguardo triste e dalle labbra serrate. La posa, i gesti, l’espressione del viso della fanciulla, l’essere ella seduta su di un omphalos, simbolo dei vaticini apollinei, permettono di identificarla con Cassandra, la giovane figlia di Priamo, sventurata vate, condannata dal dio Apollo a non esser creduta per averne respinto l’amore. Le due vignette delle pareti lunghe del triclinio narrano dunque vicende amorose cariche di presagi nefasti, che hanno portato alla guerra e alla caduta di Troia”.