Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia presentazione del libro “È Carlo” di Alessandro Egidi (Il formichiere), dedicato al ricordo di Carlo Mosciatti, giovane vittima dell’eccidio delle Fosse Ardeatine
A pochi giorni dalla ricorrenza del centenario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine (24 marzo 1944), il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia vuole accogliere il racconto di una storia personale, quella di Carlo Mosciatti, che diventa memoria collettiva poiché appartiene ad una pagina dolorosa e condivisa della nostra Storia, presentando il libro “È Carlo” di Alessandro Egidi (edito da Il formichiere), dedicato al ricordo di Carlo Mosciatti, giovane vittima di quel tragico avvenimento. Appuntamento giovedì 11 aprile 2024, alle 18, in sala Fortuna. La presentazione, patrocinata dall’assessorato alla Cultura di Roma Capitale, e sostenuta dall’ANFIM (Associazione Nazionale delle Famiglie Italiane Martiri), segue l’incontro “Storia inedita del martire Carlo Mosciatti”, tenutosi il 24 marzo 2022 al museo di Villa Giulia. Dopo i saluti istituzionali di Maria Paola Guidobaldi, conservatrice delle Collezioni Etru, intervengono: Luciano Violante, presidente emerito Camera dei Deputati; Francesco Albertelli, presidente ANFIM; Ruth Dureghello, presidente uscente Comunità Ebraica di Roma; Alessandro Egidi, autore del libro. Il ricavato delle vendite dei libri durante l’evento sarà interamente devoluto a Telethon. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Copertina del libro “È Carlo” di Alessandro Egidi (Il formichiere)
“È Carlo” (Il formichiere). “Il mio nome è Carlo Mosciatti e questa è la storia della mia vita, o meglio, la mia vita nella storia. Una storia lontana nel tempo, ma capace di essere vicina ai cuori di chi legge il mio racconto. E attraverso il mio racconto, il breve e impervio romanzo della mia esistenza terrena, mi rende ancora vivo tra voi. L’amore, la speranza, la paura, il dolore; tutto questo, in un’avvincente narrazione “indirettamente diretta” del mio difficile percorso di vita, rinasce e rivive tra le vostre mani attraverso le pagine di questo libro, con il fine ultimo di far sbocciare nei vostri cuori il delicato e prezioso fiore della Memoria. Una Memoria con la M maiuscola, una Memoria capace di rigenerarsi e di alimentarsi a ogni lettore, a ogni pagina, a ogni parola e di non terminare mai la sua corsa, così come io, con essa, non terminerò mai realmente la mia vita, albergando in voi per sempre”. Carlo Mosciatti (Matelica 1924 – Roma 1944)
Locri (RC). Per la rassegna “Un caffè… storicamente corretto” promosso dal museo nazionale Archeologico di Locri Epizefiri e dal Circolo di Studi Storici Le Calabrie presentazione del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore) a cura di Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri)
Al museo Archeologico nazionale di Locri Epizefiri siamo arrivati all’appuntamento di marzo con “Un caffè…storicamente corretto”, il ciclo del giovedì promosso dal parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri con il Circolo di Studi storici “Le Calabrie” e il patrocinio del Comune di Locri, curato da Elena Trunfio e Marilisa Morrone. Alle 17.30, presentazione del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore) a cura di Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri), che porterà a scoprire uno dei più interessanti periodi della storia calabrese. Ingresso gratuito, senza prenotazione. Dopo i saluti di Giuseppe Monteleone, sindaco di Sant’Ilario dello Ionio, introduce Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi storici “Le Calabrie”. Intervengono le curatrici Francesca Martorano (università Mediterranea di Reggio Calabria) ed Elena Trunfio (direttrice del museo e parco archeologico nazionale di Locri Epizefiri). “Sono emozionata di presentare a Locri Epizefiri questo libro al quale abbiamo dedicato tempo e passione”, scrive Elena Trunfio. “Vi parleremo del Medioevo calabrese e di quei “maledetti Normanni” attraverso le fonti storiche, le testimonianze materiali, con inoltre alcuni spunti per la valorizzazione del patrimonio fortificato. Ringrazio ancora tutti i colleghi che hanno contribuito al volume”.

Copertina del libro “La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna” (Iiriti Editore)
La feudalità in Calabria. Potere e fortificazioni nell’età normanna (Iiriti Editore). “Siamo tornati nel Medioevo!” è un’affermazione che, a più riprese, viene utilizzata dalla società contemporanea come sinonimo di periodo in cui barbarie, rozzezza e arretratezza culturale erano dominanti. In realtà tale epoca è stata ricca di innovazioni tecnologiche e sperimentazioni artistiche, e ha contribuito in maniera determinante alla costruzione della moderna Europa, avviando nuove strutture economiche, sociali e culturali. Per scardinare l’immaginario di un mondo buio e ricollocare questa fase temporale all’interno di precise coordinate storiche, ci sembra necessario promuovere progetti di divulgazione scientifica che, con linguaggi semplici rivolti ad un pubblico non specialistico, possano contrastare idee stereotipate, per raccontare l’evidenza di un mondo che ha ancora delle forti ripercussioni sul nostro modo di vivere.
Rovereto. Al museo di Scienze e Archeologia per “I giovedì dell’archeologia”, Massimo Capulli dell’università di Udine parla di “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica” partendo dalle ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella
I fiumi sono le grandi vie di comunicazione del presente ma ancor più del passato, testimoni del sorgere e del fiorire delle civiltà. Ma anche fili rossi che intrecciano le storie dei popoli, e che ne conservano le tracce. Se ne parla, giovedì 11 aprile 2024, nel primo dei due appuntamenti de “I giovedì dell’archeologia”, i tradizionali incontri con gli esperti per gli appassionati dell’antico, alle 18, a ingresso gratuito al museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Massimo Capulli, dell’università di Udine, intratterrà il pubblico su “Strade d’acqua: navi e navigazione interna in epoca antica”. Il ciclo è organizzato dalla Società Museo Civico di Rovereto, con la Fondazione Museo Civico e la Fondazione Alvise Comel, e con il sostegno del Comune di Rovereto, della Comunità della Vallagarina e della Provincia autonoma di Trento. La partecipazione è libera e gratuita. L’attività è riconosciuta ai fini dell’aggiornamento per gli insegnanti e del credito formativo per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

Massimo Capulli (università di Udine)
La quasi totalità delle grandi civiltà del nostro passato è sorta lungo i fiumi o lungo coste che ben erano interconnesse all’entroterra tramite corsi d’acqua: una su tutte Roma. I fiumi sono il sistema vascolare del nostro pianeta e all’uomo hanno sempre fornito acqua per bere, cucinare o irrigare, quando ne ha avuto la tecnologia, anche energia da sfruttare. Ma i fiumi sono anche strade che non necessitano di disboscamenti e di essere lastricate: come possono quindi non conservare tracce importanti del passato? Oltre 10 anni di ricerche archeologiche subacquee nel fiume Stella, in Friuli, hanno dimostrato come molte pagine di storia possano ancora essere scritte, non solo sulle attività che l’uomo ha promosso lungo i diversi corsi d’acqua, ma soprattutto sui tanti territori che hanno attraversato.
Il secondo appuntamento giovedì 18 aprile 2024 sarà con Paolo Bellintani su “Frattesina e le vie dell’ambra nella Protostoria europea”, sempre alle 18.00, in sala conferenze “Fortunato Zeni” del museo civico di Rovereto. Ingresso libero.
#domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato nella domenica a ingresso gratuito di aprile, seguita dal Colosseo. Il ministro Sangiuliano: “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”

Grande affluenza di visitatori al Colosseo e al Foro romano (foto graziano tavan)
La Reggia di Caserta con 17182 ingressi scalza dallo scalino più basso del podio il Foro romano, mentre Pompei supera il Colosseo per il gradino più alto per il numero di visitatori di domenica 7 aprile 2024, la prima domenica del mese, quindi con ingresso gratuito. “Cittadini e turisti hanno risposto ancora una volta con entusiasmo alla proposta della gratuità nella prima domenica del mese, affollando musei e parchi archeologici statali”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando i primi dati provvisori dell’appuntamento con la #domenicalmuseo di aprile, l’iniziativa del ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. “L’abitudine a frequentare i luoghi della cultura consentita dall’accesso libero che ora abbiamo esteso anche importanti ricorrenze nazionali come il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre, aiuta a riscoprire le proprie radici grazie alla contemplazione del patrimonio culturale ereditato dal passato, contribuendo a consolidare la nostra identità e la nostra appartenenza all’Italia. Ringrazio tutto il personale che ha collaborato a questo nuovo, importante successo della #domenicalmuseo”.
Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici. Area archeologica di Pompei 32.870; Colosseo. Anfiteatro Flavio 26.253; Foro Romano e Palatino 12.086; Pantheon 12.000; Area archeologica di Paestum 6.256; museo Archeologico nazionale di Napoli 5.721; Terme di Caracalla 5.694; Villa Adriana 5.416; Parco archeologico di Ercolano 5.164; museo Archeologico di Venezia 2.110; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 2.032; Grotte di Catullo e Museo Archeologico di Sirmione 1.626; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.566; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 1.533; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.391; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.304; parco archeologico di Cuma 1.294; museo archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 1.240; museo Archeologico nazionale di Taranto – MarTA 1.230; parco archeologico delle Terme di Baia 1.030; Museo delle Civiltà 1.027.
Napoli. Al museo Archeologico nazionale per “Lo scaffale del Mann” presentazione del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” a cura di Alessandra Cirafici e Luigia Melillo
Mercoledì 10 aprile 2024, alle 16.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Napoli nuovo appuntamento della rassegna “Lo scaffale del Mann”: presentazione del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” a cura di Alessandra Cirafici e Luigia Melillo. Con le curatrici interverranno Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Luigi Maffei, già direttore del dipartimento di Architettura e disegno industriale dell’università della Campania “Luigi Vanvitelli”; e Riccardo Lorenzino, direttore editoriale e progetti museali Hapax Editore.

Copertina del libro “I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti” (Hapax Editore)
I saperi di Eumachia al museo Archeologico nazionale di Napoli. Antichi tessuti, nuovi racconti (Hapax Editore). Eumachia era una donna formidabile! Era una sacerdotessa del culto di Venere, ma innanzitutto era una donna intelligente e accorta, che esercitava il suo potere su un gran bel numero di uomini che la rispettava e ne riconosceva le indubbie doti di imprenditrice. Parte metaforicamente da lei e dalla sua esemplare storia di donna il nostro racconto che è un racconto fragile, costruito su brandelli di tessuto, ombre quasi evanescenti di un mondo prezioso di lane, sete, lini e ori intrecciati, che le donne di Pompei, tutte le altre, tessevano con cura e indossavano con eleganza. Un lavoro prezioso fatto da mani esperte e operose i cui esiti sono ancora visibili nei frammenti di tessuto giunti in modo sorprendente sino a noi, in cui a ben guardare ancora si intravedono trame, decori, frange, si intuiscono colori, e in cui con un po’ di immaginazione risuonano ancora fruscii di impalpabili leggerezze e di seducente bellezza. Proprio questo è il senso che ha avuto per noi lavorare sulla vasta collezione di reperti tessili del Mann. Entrare in contatto con un universo impalpabile nelle cui ‘pieghe’ rintracciare gli elementi di una storia particolare. Una storia che parte dalla ricognizione sui luoghi di provenienza e sugli itinerari dell’approvvigionamento delle materie prime, si sofferma poi sulle loro lavorazioni e sulle antiche tecniche di tessitura e filatura per giungere infine all’analisi degli aspetti linguistici di un materiale così intimamente legato all’ambito della moda, del costume, della società pompeana e, più in generale, in alcuni aspetti fortemente identitari della cultura romana, così come si declinava nella ricca ed elegante Pompei del I secolo d.C. Sicché Eumachia e le altre, le donne di Pompei, ci hanno metaforicamente accompagnato in questo viaggio che è stato al tempo stesso un viaggio di ricognizione scientifica, sulla vasta collezione di reperti tessili, tessuti, fibre, provenienti dai siti vesuviani e custodita al museo Archeologico nazionale di Napoli, ed un itinerario di riflessione più ampia che, inserendosi a pieno nel dibattito contemporaneo, si è interrogato sul ‘senso’ del museo e cioè sulle modalità con cui il ‘museo’, nella sua accezione contemporanea, deve porsi nei confronti dei processi di valorizzazione del proprio patrimonio e delle strategie di fruizione cognitiva ed emotiva, oltre che fisica, degli oggetti preziosi che custodisce.
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” visita guidata “letteraria” con Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri
Mercoledì 10 aprile 2024, alle 17, il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia offre “Etruschi moderni. L’antichità etrusca nella letteratura del Novecento” un insolito percorso guidati dalla voce degli scrittori del Novecento, che hanno immortalato nelle loro opere le testimonianze della cultura etrusca. Un viaggio tra la materialità dei reperti antichi e l’immaterialità dei testi moderni che li hanno re-immaginati. Visita guidata “letteraria” a cura di Antonietta Simonelli, Martina Piperno e Chiara Zampieri. Visita compresa nel biglietto d’ingresso al Museo. Posti limitati. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

Antonietta Simonelli (etru)
Antonietta Simonelli è funzionaria archeologa del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, curatrice delle sezioni Umbria, Latium Vetus e Agro Falisco, responsabile dell’Archivio documentale, disegni e fotografico, responsabile della Biblioteca, Ufficio Catalogo e Inventario.

Martina Piperno (uniroma)
Martina Piperno è ricercatrice Rita Levi Montalcini al dipartimento di Studi europei americani e interculturali della Sapienza, università di Roma e membro del Laboratorio Leopardi. Dopo il dottorato conseguito a Warwick (UK) ha svolto progetti di ricerca presso University College Cork (Irlanda) e KU Leuven (Belgio). Si occupa di memoria dell’antico e letteratura italiana moderna e contemporanea. La sua monografia, L’antichità “crudele”: Etruschi e Italici nella letteratura italiana del Novecento, uscita nel 2020 per Carocci editore, è dedicata al “ritorno” degli etruschi e di alcuni popoli italici nella letteratura italiana moderna.

Chiara Zampieri (leuven)
Chiara Zampieri è ricercatrice junior in letterature comparate presso la KU Leuven (Belgio). Le sue ricerche portano sulla ricezione dell’antichità etrusca nella letteratura europea del Novecento e sulle interazioni tra letteratura contemporanea e musei.
Roma. In Curia Iulia la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana, Roma e la Grecia” con Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. In presenza e on line
Martedì 9 aprile 2024, alle 16.30, la Curia Iulia ospita la conferenza “Adriano e l’immagine dell’Egitto tra Villa Adriana Roma e la Grecia” a cura di Zaccaria Mari e Anna Maria Reggiani. Dopo i saluti di Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo, e di Andrea Bruciati, direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, intervengono Zaccaria Mari, già funzionario archeologo SABAP per l’area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti, e Anna Maria Reggiani, direttore emerito per l’Archeologia del ministero della Cultura. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite: https://9aprile_adriano.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo.

L’Antinoeion, il complesso egittizzante a Villa Adriana a Tivoli (foto PArCo)
L’allora soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, al fine di adeguare Villa Adriana ai livelli qualitativi richiesti dall’UNESCO – che nel 1999 aveva incluso il comprensorio nella lista del Patrimonio dell’Umanità-WHL – pianificò un ambizioso programma per offrire un’immagine più adeguata al contesto internazionale. Gli scavi e le ricerche si indirizzarono sui grandi edifici dell’intorno dell’Area archeologica, da sempre i meno noti. Tra i principali risultati si giunse nell’arco di circa un decennio alla scoperta del periplo stradale di accesso al Grande Vestibolo e al vicino complesso egittizzante denominato Antinoeion, all’altro sito “egizio” tradizionalmente noto come Palestra e al c.d. Tempio di Pluto. Oltre alla migliore conoscenza delle strutture architettoniche, insufficientemente rappresentate nelle piante storiche, ai preziosi reperti, soprattutto scultorei, tornati alla luce e alle decorazioni, gli scavi hanno costituito l’occasione per riconsiderare l’intera problematica dei luoghi egittizzanti della Villa, anche con i suoi addentellati a Roma e nel mondo greco, ove un ruolo preminente ebbe senza dubbio la figura di Antinoo.
Bologna. Conferenza delle archeologhe Anna Serra e Silvia Romagnoli su “Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio” proposta da Gruppo Archeologico Bolognese per il ciclo di incontri di primavera in presenza al “Giorgio Costa”. Con una novità: è anche on line
“Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio” è il tema della nuova conferenza proposta dal Gruppo archeologico Bolognese. Col primo trimestre 2024 sono infatti ripresi gli incontri del Gabo con una grande novità: le conferenze non solo saranno in presenza come da tradizione al Centro Sociale Ricreativo Culturale Giorgio Costa, in via Azzo Gardino 48 a Bologna, ma alle 20.30 (l’orario solito è stato anticipato di una mezz’oretta per non finire troppo tardi), ma anche on line. Ci si potrà quindi collegare anche da casa e seguire l’incontro da remoto. Per farlo è facile: basta iscriversi cliccando sul link di ogni conferenza. Il primo incontro era stato martedì 19 marzo 2024 con l’archeologa Erika Vecchietti su “La residenza privata – “specchio” del dominus – in area vesuviana”.

Affreschi all’interno di una tomba tracia a Kazanlak in Bulgaria (foto insolita itinera)
Il secondo incontro, martedì 9 aprile 2024, alle 20.30, sarà con le archeologhe Anna Serra e Silvia Romagnoli appunto su “Bulgaria nelle antiche terre dei Traci. Racconto di viaggio”. Per seguire on line ecco il link: Partecipa online. Il tema proposto è quello del viaggio archeologico proposto da Insolita Itinera alla scoperta del vastissimo patrimonio storico e artistico del fiero popolo degli antichi Traci e dei gloriosi regni slavi sorti nel corso dei secoli in questa stupenda regione dei Balcani. La Tracia𝐚 è una regione storica che in antichità occupava una vasta area nei Balcani orientali, tra il Mar Nero e il Mar Egeo, un vero e proprio crocevia di culture e civiltà, ma anche terra d’origine del fiero popolo dei Traci, che ci ha lasciato manifestazioni artistiche di livello altissimo. La massima espressione dello sviluppo raggiunto dalla cultura tracia è rappresentata negli affreschi e nelle architetture delle tombe dei sovrani, soprattutto di quelle presenti nella valle di Kazanlak. Qui si trovano oltre 1500 tumuli, di cui solo 300 sono stati studiati finora. L’attuale Bulgaria, erede della Bulgaria degli antichi Traci, ha visto regni e imperi sorgere e cadere, lasciando profonde tracce nelle tradizioni religiose locali. La scomparsa dei Traci come popolazione autonoma iniziò quindi proprio con l’invasione da parte di Slavi e Bulgari a partire dal VI secolo. La Tracia divenne un importante distretto agricolo dell’Impero bizantino, prima, e dell’Impero ottomano, poi, fino all’indipendenza del 1877-1878 che permise alla Bulgaria degli antichi Traci di entrare nella scena dei grandi stati nazionali della storia d’Europa.

Panorama del sito dell’antica città romana di Timgad, in Algeria, dominato dall’arco di Traiano (foto insolita itinera)
I prossimi incontri. Martedì 7 maggio 2024, alle 20.30, “Algeria: la grandezza di Roma in Africa. Racconto di viaggio” con Erika Vecchietti e Silvia Romagnoli. Per seguire da casa on line il link Partecipa online. E martedì 28 maggio 2024, alle 20.30, “Le forme di libertà nel mondo antico” con Erika Vecchietti. Per seguire da casa on line il link Partecipa online.
Ostia antica. Al via il ciclo di incontri “A proposito di Ostia…”: sei appuntamenti per presentare le principali novità editoriali su Ostia e il suo territorio. Apre il libro di Daniele Bigi “Il Caseggiato del Serapide” (L’Erma di Bretschneider)
Per presentare al pubblico le principali novità editoriali su Ostia e il suo territorio, il direttore del parco Alessandro D’Alessio e l’Ufficio studi e ricerche propongono ai visitatori al primo ciclo di incontri “A proposito di Ostia…”. Nei sei appuntamenti di questo primo ciclo, introdotti da archeologi e architetti di chiara fama, gli autori esporranno le loro ultime ricerche e sveleranno curiosità e segreti del loro lavoro. Maggiori informazioni verranno fornite a ridosso di ciascun appuntamento. Ingresso libero, senza prenotazione e fino a esaurimento dei posti, con possibilità di acquisto dei volumi di volta in volta presentati.

Copertina del del libro di Daniele Bigi “Il Caseggiato del Serapide” (L’Erma di Bretschneider)
Si inizia domenica 7 aprile 2024, alle 17, con la presentazione del libro di Daniele Bigi “Il Caseggiato del Serapide” (L’Erma di Bretschneider) con gli interventi di Alessandro D’Alessio e Giorgio Ortolani. Il libro offre uno studio dettagliato dell’architettura del Caseggiato del Serapide di Ostia antica e dell’insula III, X, 1-2-3, partendo dall’analisi dell’assetto urbano della colonia ostiense dalla prima metà del II secolo d.C. all’età severiana, quando la città era formata perlopiù da caseggiati in laterizio e presentava un’immagine molto simile a quella di Roma. La descrizione del Caseggiato del Serapide, realizzato durante il regno di Adriano, mette in luce le varie fasi costruttive e delinea il lato compositivo di un intervento che andò progressivamente a riempire l’isolato, partendo da una preesistenza d’età traianea posta al centro del lotto. Sono state esaminate dal punto di vista tecnico varie porzioni dell’edificio, solai e murature, al fine di elaborare ipotesi sulla consistenza dei piani superiori in base alle sollecitazioni cui erano soggetti gli elementi strutturali. Insieme al Caseggiato del Serapide, edificio alquanto singolare per la forma dei pilastri che ne caratterizzano la corte, viene inoltre descritta l’insolita facciata curvilinea che nella fase adrianea avrebbe caratterizzato il prospetto laterale del Caseggiato, di certo l’elemento più interessante del complesso edilizio nel momento iniziale della sua storia.
Il programma. Domenica 5 maggio 2024, alle 17: Alessandro Melega, “I mitrei di Ostia antica”, presenta Massimiliano David; venerdì 24 maggio 2024, alle 17: Paolo Baronio, “Lo spazio monumentale nella città tardoantica”, presenta Monica Livadiotti; venerdì 14 giugno 2024, alle 17: Stefano De Togni, “Archeologia di un suburbio ostiense, il quartiere fuori Porta Marina”, presenta Angelo Pellegrino; venerdì 20 settembre 2024, alle 17: Riccardo Frontoni, “Portus, studio sul cosiddetto Portico di Claudio”, presentano Stefano Borghini e Patrizia Verduchi. Chiude domenica 6 ottobre 2024, alle 16: Marcello Turci, “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia”, presentano Alessandro D’Alessio e Alessandra Ten.
Al via la campagna di manutenzione programmata sui Bronzi di Riace. Nell’ambito di un accordo quadro tra il museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria e l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR), è partita una nuova campagna di verifica e controllo dello stato di conservazione dei Bronzi di Riace e di Porticello. Nel marzo 2023 Museo e ICR hanno condiviso un programma di verifiche, strumentali e visive dello stato di conservazione dei reperti custoditi in Sala Bronzi, con le prime attività di controllo svolte già nel mese di settembre 2023. Le funzionarie del MArRC Barbara Fazzari, responsabile del Laboratorio di Restauro, e Daniela Costanzo, responsabile dell’Ufficio Collezioni, hanno coordinato e curato i rapporti tra il Museo e l’ICR e, insieme al direttore Fabrizio Sudano, seguiranno in prima persona i lavori in sala Bronzi. Il cronoprogramma della prima fase delle attività di verifica e monitoraggio predisposto in accordo con l’Istituto Centrale per il Restauro, prevede, nei mesi tra aprile a settembre 2024, una media di due/tre giorni di attività svolti dal gruppo di esperti che sarà impegnato in indagini autoptiche e diagnostiche sui Bronzi di Riace e di Porticello. Il primo sopralluogo è previsto per il 15 e 16 aprile 2024, seguiranno gli altri incontri fissati dal 27 al 30 maggio 2024, dal 17 al 18 giugno 2024, dal 1 al 3 luglio 2024 e dal 16 al 18 settembre 2024.



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