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Al via la prima edizione di Perugia Archeofilm: tre serate di proiezioni e conversazioni. Tre premi in concorso: del pubblico, dell’università e della grafica

Perugia_archeofilm_2022_locandinaSono passate sono alcune ore dall’archiviazione del Maremma Archeofilm che il festival diffuso del Firenze Archeofilm propone un nuovo appuntamento. Martedì 21 giugno 2022 a Perugia, nei Giardini del Frontone, alle 21.15, prende il via la prima edizione del Perugia Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia di Perugia a ingresso libero organizzato da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con Comune di Perugia, museo Archeologico nazionale dell’Umbria, università di Perugia. Tre sere di proiezioni e conversazioni: i primi due, 21 – 22 giugno 2022, alle 21.15, a Perugia nei Giardini del Frontone (Borgo XX Giugno snc), il terzo, 23 giugno 2022, alle 21, a Perugia nel museo Archeologico nazionale dell’Umbria (piazza Giordano Bruno 10). In caso di maltempo il festival si svolgerà presso il museo Archeologico nazionale dell’Umbria. Ogni sera due film e un incontro. Martedì 21 giugno 2022, i film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52′) e “Il regno del sale. I 7000 anni di Hallstatt / The kingdom of salt. 7000 years of Hallstatt” di Domingo Rodes (Spagna, 23′) inframezzati dalla conversazione con Maria Angela Turchetti, direttore museo Archeologico nazionale dell’Umbria. Mercoledì 22 giugno 2022, i film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′) e “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona / Le buste de Néfertiti, naissance d’une icône” di Jean-Dominique Ferrucci (Francia, 17′) inframezzati dalla conversazione con il regista Nicolò Bongiorno. Giovedì 23 giugno 2022, il film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia, 53’) seguito dalla conversazione con Gian Luca Grassigli, ordinario Archeologia classica all’università di Perugia. Quindi cerimonia di premiazione con consegna del Premio del pubblico “Città di Perugia – Archeologia Viva”, del Premio della giuria scientifica “Università degli Studi di Perugia”, e del Premio speciale “Carlo Lorenzini” per la grafica del poster di “Perugia Archeofilm 2022” realizzato in concorso dagli studenti del “Laboratorio di Architettura e Composizione 1” attivato nel dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’università di Perugia in collaborazione con Fondazione “Carlo Lorenzini”. Chiude la rassegna perugina il film fuori concorso “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’).

Grosseto. Il film “Al tempo dei dinosauri” si è aggiudicato il premio del pubblico al Maremma Archeofilm 2022

grosseto_maremma-archeo-film_locandina-ridottaI dinosauri hanno conquistato il pubblico di Grosseto. Dopo tre giorni di programmazione nel Giardino dell’Archeologia, il pubblico ha decretato il film vincitore del Maremma Archeofilm 2022, organizzato da Comune di Grosseto, Regione Toscana, associazione M.arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm. Il premio “Maremma Archeofilm” è stato infatti al film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia-Giappone, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park.

Cividale. Al museo Archeologico nazionale aperta la mostra fotografica “L’Isola dei Giganti e i tesori del Sinis” a cura della Fondazione Mont’e Prama

La locandina della mostra fotografica “L’isola dei Giganti e i tesori del Sinis” al museo Archeologico nazionale di Cividale fino al 3 luglio 2022

Due settimane per visitare la mostra fotografica “L’Isola dei Giganti e i tesori del Sinis” a cura della Fondazione Mont’e Prama aperta al museo Archeologico nazionale di Cividale venerdì 17 giugno 2022 in occasione delle Giornate europee dell’archeologia, importante appuntamento annuale in cui tutti gli attori del mondo dell’archeologia si mettono all’opera per far scoprire al pubblico i tesori del patrimonio culturale. Il progetto è frutto di un accordo siglato tra la Fondazione de Claricini Dornpacher e la Fondazione Mont’e Prama. I Giganti di Mont’e Prama sono antiche sculture risalenti alla Civiltà nuragica ritrovate casualmente negli anni ’70 in località Mont’e Prama nel Sinis di Cabras, nella Sardegna centro-occidentale. “Con lo spirito di condivisione, confronto e collaborazione verso le variegate e ricche realtà archeologiche del nostro Paese, siamo lieti di ospitare questa importante occasione di reciproca conoscenza. La mostra, allestita all’interno dello spazio espositivo del Museo e inclusa nel biglietto di ingresso, rimarrà aperta fino al 3 luglio 2022”, spiegano al museo di Cividale.

Grosseto. Al via Maremma Archeofilm: tre sere a ingresso gratuito con il meglio della cinematografia sulle civiltà del passato. Primo appuntamento della grande stagione 2022 dei Festival organizzati con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm

Si viaggia nel tempo e nello spazio con i film proposti da “Archeologia Viva/Firenze Archeofilm” e Associazione M.Arte al “Maremma Archeofilm”, il festival di archeologia arte e ambiente che sbarca a Grosseto dal 17 al 19 giugno, alle 21.15, nel Giardino dell’Archeologia: tre sere – tutte a ingresso gratuito – con il meglio della cinematografia sulle civiltà che hanno fatto la storia del nostro passato. L’evento è sostenuto da Comune di Grosseto, Regione Toscana, con il contributo Fondazione CR Firenze e Cesvot. Sponsor: Conad, Banca Tema, Cesvot. Informazioni: 0564. 488752 (museo Archeologico di Grosseto). In caso di maltempo il festival si svolgerà presso il museo di Storia naturale (str. Corsini 5, Grosseto).

La fortuna e la memoria del popolo degli Etruschi tra passato presente e futuro, ma anche la spettacolare scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini che ha cambiato il panorama paleontologico. E poi l’Egitto al femminile attraverso la storia del Busto di Nefertiti scoperto nel 1912 nella terra dei faraoni, ma tuttora conservato a Berlino, la preistoria con il rinvenimento del primo essere umano in Sud Africa, il film animato su Seleuco fondatore della potente dinastia dei Selucidi nonché successore di Alessandro Magno nel settore orientale dello sterminato impero ellenistico. Infine le ultimissime scoperte sugli Incas costruttori del più grande impero precolombiano che l’America abbia conosciuto.

Ogni sera in programma oltre ai film, una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore Area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Il pubblico, in qualità di giuria popolare, potrà esprimere il proprio giudizio sui film in concorso contribuendo all’attribuzione del Premio “Maremma Archeofilm” alla pellicola più gradita. “Torna l’appuntamento con “Maremma Archeofilm”, la kermesse che coniuga l’arte, la cultura e la storia”, dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla Cultura, Luca Agresti. “A partire dalle radici etrusche del nostro territorio si potranno scoprire mondi antichi e volare sulle ali della fantasia, grazie alla splendida selezione cinematografica che sarà proposta nella stupenda cornice del Giardino dell’archeologia. L’amministrazione è felice di sostenere questo progetto, che mira alla riscoperta, alla valorizzazione e alla condivisione di un inestimabile patrimonio comune”.

Con “Maremma Archeofilm” inizia la grande stagione 2022 dei Festival del cinema di Archeologia Arte Ambiente organizzati con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm, sempre a ingresso libero e gratuito. Dopo Grosseto, sarà la volta di Perugia, con “Perugia Archeofilm” ai Giardini del Frontone (21 – 22 giugno) e al museo Archeologico nazionale dell’Umbria (23 giugno), alle 21.15. Programma: www.firenzearcheofilm.it/perugia/ . Chiude il mese di giugno con “Vieste Archeofilm” al Castello di Vieste (29 giugno – 1° luglio), alle 21.15. Programma: www.firenzearcheofilm.it/vieste-fg/. All’inizio di luglio tocca a Centuripe (En) con “Centuripe Archeofilm” in piazza Duomo (8 – 11 luglio), alle 21.30. Programma: www.firenzearcheofilm.it/centuripe-en/. E a fine mese si torna ad Aquileia con “Aquileia Film Festival” in piazza Capitolo (26 luglio – 2 agosto), alle 21. Programma: www.firenzearcheofilm.it/aquileia/. La programmazione riprende a settembre a Varese con “Varese Archeofilm” ai Giardini Estensi (1° – 4 settembre), alle 20.30. Programma: www.firenzearcheofilm.it/varese/. Il mese successivo si chiude a Napoli con “Archeocinemann” al museo Archeologico nazionale (20 – 22 ottobre). Qui il programma è da definire.

Rovereto. La Fondazione museo Civico dedica un episodio della rubrica “Science Break” al ritrovamento della spada di bronzo di Avio a cura dell’archeologo Maurizio Battisti

Era intervenuto nell’incontro a più voci ad Avio per illustrare la grande scoperta archeologica: la spada di bronzo (vedi Avio, “La preistoria e la montagna”. La soprintendenza presenta all’auditorium la spada dell’età del Bronzo rinvenuta casualmente nel 2021 sul monte Baldo a circa 1360 metri di altitudine da un escursionista veronese. Il prezioso e raro reperto andrà ad arricchire la collezione permanente dell’Antiquarium al Palazzo del Vicariato | archeologiavocidalpassato). A distanza di poche settimane, Maurizio Battisti, archeologo della Fondazione museo civico di Rovereto, torna sull’argomento dedicando al ritrovamento eccezionale di un’antica spada dell’età del Bronzo nel territorio di Avio un appuntamento con “Science Break”, la rubrica promossa dalla Fondazione che si legge il tempo di un caffè ristretto, tre minuti.

Il centro di Avio (Tn) nel cui comune, a 1360 metri di quota, è stata trovata una spada dell’Età del Bronzo (foto fmcr)

“Come Andúril, la leggendaria spada di Aragorn nel Signore degli Anelli, anche l’antica spada in bronzo rinvenuta nel comune di Avio fu spezzata e poi ricostruita”, spiega Battisti: “spezzata oltre 3000 anni fa, forse durante un rituale, e ricomposta al giorno d’oggi dai restauratori della Soprintendenza di Trento. Rinvenuta a circa 1360 m di quota sulle alture sopra l’abitato di Avio, la spada è stata in principio affidata per errore alla Soprintendenza di Verona, che poi la riconsegnò alla Provincia di Trento, poiché da lì di fatto risultò provenire, anche se solo per pochi metri. Si tratta di un manufatto in buono stato di conservazione attribuibile alla tipologia delle spade a lingua da presa e databile fra il XIV e l’XI secolo a.C., alla fine dell’età del Bronzo. Non è l’unico reperto trovato in regione che testimonia la nascita del ruolo di un’élite guerriera e la sua importanza all’interno della società del tempo”.

La spada di bronzo di 3mila anni fa ritrovata nel territorio di Avio (foto fmcr)

“Difficile stabilire – continua – se l’arma fu spezzata durante l’uso oppure all’interno di un rituale propiziatorio. Esistono infatti numerose prove che rivelano come fosse diffusa l’usanza di “defunzionalizzare” manufatti di prestigio a scopo cultuale forse all’interno di cerimonie funebri. Non è ancora ben chiaro infatti se questi venissero rotti per accompagnare nell’aldilà i cari estinti oppure se il tutto si svolgesse all’interno di un rituale votivo dedicato a una divinità”.

Il coltello di bronzo con manico a giorno, coevo della spada di Avio, ritrovato sempre sul monte Baldo e conservato nel museo di Rovereto (foto fmcr)

“Dalle pendici del Monte Baldo, a poca distanza dalla spada, provengono altri due manufatti in bronzo databili alla stessa fase: si tratta di un coltello con manico a giorno e di una punta di lancia con immanicatura a cannone, entrambi in custodia al museo civico di Rovereto. Entrambi i reperti potrebbero essere legati al nuovo ritrovamento: la punta di lancia in quanto riferibile ad attività belliche o comunque alla “panoplia” di un guerriero; il coltello in quanto piegato e “defunzionalizzato” nello stesso punto della spada, ossia tra l’immanicatura e la lama”. E conclude: “La spada, che sarà poi esposta nell’Antiquarium di Avio, verrà ora analizzata minuziosamente per comprendere diversi aspetti funzionali e inerenti alla sua fabbricazione. Altre ricerche saranno invece condotte attorno al luogo del ritrovamento”.

Giornata dei Sentieri e dell’Archeologia: per la prima volta si aprono al pubblico le prime tre tombe della necropoli di Sa Pala Larga (Bonorva, Ss) del Neolitico recente (quasi 6mila anni fa) con introduzione dell’archeologa Nadia Canu, direttrice dello scavo

Veduta dall’alto della necropoli neoltica di Sa Pala Larga nel Comune di Bonorva (Sassari) (foto maurizio cossu per archeologia viva)

Domenica 12 giugno 2022 speciale per il Comune di Bonorva (Ss): per la prima volta saranno aperte al pubblico le prime tre tombe della necropoli di Sa Pala Larga, un sito individuato nel 2002, databile al Neolitico recente e riferibile alla cultura di San Michele di Ozieri (3800 a.C. – 2900 a.C.). L’introduzione sarà a cura della direttrice scientifica dello scavo, l’archeologa Nadia Canu della Sabap di Sassari e Nuoro. Succede in occasione della Giornata dei Sentieri e dell’Archeologia che il Comune di Bonorva organizza in collaborazione con la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’agenzia Forestas e numerose associazioni del territorio. Attenzione. Per arrivare alla necropoli occorre percorrere un sentiero di circa 3 km in salita; l’accesso alle tombe sarà consentito solo con la mascherina e nel rispetto di tutte le indicazioni che verranno impartite.

Poiché per motivi di tutela non è possibile organizzare visite nella Tomba VII, per l’occasione sarà diffuso il video con la visita virtuale del monumento realizzato da Teravista per la Soprintendenza. Alle 16.30, nella Tenuta Mariani, la Consulta Giovanile esporrà il progetto di promozione e valorizzazione del territorio “Ambassadors 4 culture”. Sarà possibile pranzare in loco e il pomeriggio sarà animato a cura delle associazioni locali. La vicina necropoli di Sant’Andrea Priu sarà regolarmente aperta e visitabile. Informazioni sulla manifestazione al numero 3485642611.

Il magnifico pilastro scolpito con la testa di toro all’interno della Tomba III della necropoli di Sa Pala Larga (Sassari) (foto nicola castangia per archeologia viva)

Cosa si potrà visitare? La Tomba III, dove si trova il magnifico pilastro scolpito con una testa di toro molto naturalistica e decorato da spirali concatenate, che può essere considerata una delle più antiche opere di grande scultura finora rinvenute in Sardegna.

Tomba I della necropoli di Sa Pala Larga (Bonorva, Sassari): l’interno riproduce scolpita nella roccia un’abitazione con il tetto a doppio spiovente, un focolare e un letto funerario (foto nicola castangia per archeologia viva)

E la Tomba I, scavata nel 2021, che riproduce scolpita nella roccia un’abitazione con il tetto a doppio spiovente, un focolare e un letto funerario; questa tomba ha rivelato ben 13 pareti decorate da motivi scolpiti, dipinti e incisi, con una grande varietà di simboli testimonianza della religiosità delle popolazioni preistoriche che abitavano la Sardegna circa 6000 anni fa. I visitatori saranno accompagnati dai volontari della Protezione Civile con partenza dalla chiesa di San Giuseppe a Mariani e potranno entrare nell’area di Sa Pala Larga a gruppi di 30 persone.

Santadi (Sud Sardegna). Dopo un’intesa campagna di scavo e valorizzazione si inaugura l’acropoli di Pani Loriga, complesso monumentale con fasi dall’VIII al III sec. a.C.

santadì_area-archeologica-pani-loriga_inaugurazione-acropoli_locandinaMai indagata in modo sistematico dopo le prime ricerche effettuate da Ferruccio Barreca alla fine degli anni 60’ del Novecento, nel 2020-2021 l’Acropoli di Pani Loriga, nel Comune di Santadi (Sud Sardegna), è stata oggetto di una intensa campagna di scavo e valorizzazione, finanziata dal ministero della Cultura nel progetto ‘Sistema museale delle aree archeologiche della Sardegna centro-meridionale’ predisposto dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana e Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna. Venerdì 10 giugno 2022, alle 10, cerimonia di inaugurazione e prima visita guidata dell’Acropoli. Lo scavo ha interessato un’area di circa 300 mq vicina al nuraghe Diana e messo in luce un complesso monumentale, con più fasi d’uso e di ristrutturazione tra l’VIII e il III secolo a.C. I risultati delle indagini sono di straordinaria novità per la storia di Pani Loriga e non meno importante è il compimento del processo completo – dalla scavo alla valorizzazione – con il restauro delle strutture messe in luce, la sistemazione di piani e camminamenti e la documentazione e il restauro dei reperti rinvenuti. Ciò ha reso possibile ampliare all’Acropoli il percorso di visita dell’area archeologica, arricchito di nuova conoscenza. L’intervento rientra nel quadro dei finanziamenti gestiti dal Segretariato Regionale del ministero della Cultura per la Sardegna quale stazione appaltante; RUP arch. Patrizia Tomassetti; coordinatore della sicurezza ing. L. Cannas. L’esecuzione è stata curata dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana e Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, con la direzione scientifica di Giovanna Pietra e con l’arch. Elena Romoli (direzione Lavori), il geom. Claudio Pisu (direttore operativo), Pietro Matta e Andrea Agus (ispettori di cantiere), coadiuvata da Vincenzo Nubile (responsabile dell’attività di scavo e della documentazione scientifica) e da: Renato di Giandomenico, Francesco Cini, Giulio Alberto Arca, Tiziana Matta, Roberta Pinna, Valentina Puddu, Ludovico Giannini, Lorenzo Cecchini, Andrea Violetti per le imprese EdilCostruzioni Goup srl e Società Cooperativa Ichnos. Con la collaborazione di Sabrina Cisci (funzionario archeologo responsabile del sito per la Soprintendenza), i lavori si sono avvalsi del supporto del Comune di Santadi, della Società Cooperativa Semata – Sistema Museale di Santadi, della RTI Coopservice Società Coop. p. A./Tepor S.p.A.

Ischia. “Pithecusa: vecchi scavi, nuove scoperte”: prima conferenza all’Archeologico di Lacco Ameno del progetto “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” promosso dalla Fondazione Walton per valorizzare il patrimonio archeologico, culturale e naturalistico dell’isola

lacco-ameno_archeologico_progetto-kepos_logoNasce a Ischia “Kepos 2022 paesaggi e archeologia”, progetto di divulgazione scientifica promosso dalla Fondazione Walton per valorizzare il patrimonio archeologico, culturale e naturalistico dell’isola d’Ischia. Responsabile Scientifico del progetto, l’archeologa Mariangela Catuogno. “Kepos 2022 paesaggi e archeologia” è un articolato progetto di conferenze e convegni, che mira a riflettere sul patrimonio archeologico, culturale e naturalistico dell’isola d’Ischia e del mondo mediterraneo, attraverso una divulgazione scientifica chiara ed efficace, con un focus sulle nuove forme di gestione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici presentate da specialisti del settore. Sette gli incontri in calendario ai quali interverranno studiosi, manager dei beni culturali ed esperti di divulgazione, per un approccio multidisciplinare al tema.

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La Baia di Sammontano negli anni ’50 (foto progetto kepos)

Primo appuntamento venerdì 10 giugno 2022, alle 11, a Villa Arbusto di Lacco Ameno, sede del museo Archeologico di Pithecusae. La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro e Maria Luisa Tardugno, funzionario archeologo responsabile per il territorio di Ischia, parleranno di “Pithecusa: vecchi scavi nuove scoperte”, illustrando le attività di tutela, fruizione e valorizzazione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio dell’Area Metropolitana di Napoli sul territorio ischitano. L’incontro del 10 giugno 2022, che darà il via al ciclo di conferenze Kepos, preceduto da una breve presentazione del progetto, permetterà dunque di fare il punto sulla situazione isolana, tra lo splendore del passato, i piani per il futuro e le problematiche del presente, puntando a stimolare nella comunità ischitana il sentimento di identità e di partecipazione al patrimonio storico ed ambientale dell’isola e offrendo ai turisti la possibilità di conoscere lo straordinario patrimonio artistico ischitano.

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Il logo di “Kepos 2022 Paesaggi e Archeologia”

Il logo di “Kepos 2022 Paesaggi e Archeologia” è l’immagine stilizzata dell’albero della vita che si trova sul fregio della Coppa di Nestore, prodotta a Rodi, tra il motivo a losanga e quello a meandro tratteggiato spezzato. Secondo alcuni l’elemento decorativo stilizzato compare anche nella produzione vascolare pithecusana locale: ad esempio è dipinto sul fondo di una lekythos e sulla vasca di numerosi crateri di produzione locale rinvenuti nell’abitato dell’antica Pithekoussai, diventando così la “firma” dell’artigiano. L’albero della vita fin dall’antichità fu simbolo di rinascita e di vitalità; nella produzione artistica pithecusana si configura come elemento mutuato dal mondo orientale, testimonianza dei precocissimi contatti commerciali con Al Minà, alla foce dell’Oronte, con Rodi e col Delta del Nilo. Kepos è un progetto culturale della Fondazione Walton – Giardini La Mortella, che nella sua mission propone un nuovo approccio alla gestione dei Beni Culturali alimentando il senso di partecipazione e rinascita collettiva: l’albero della vita di Kepos è paradigma della volontà, che anima questo progetto, costruttrice di una identità culturale consapevole, attenta alle innovazioni, dinamica e comunicativa nel suo proporsi.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale è giunto il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, simbolo della mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” che apre al Mann (arricchita) dopo il successo delle tappe di Berlino, San Pietroburgo e Salonicco. L’assessore regionale Chessa: “Il turismo archeologico volano per creare nuovi posti di lavoro in Sardegna”

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, assiste all’apertura della cassa con il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, giunta al museo (foto valentina cosentino)
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La squadra del Mann impegnata nella mostra “Sardegna isola megalitica” davanti alla cassa con il Pugilatore di Mont’e Prama (foto valentina cosentino)

Il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, è giunto a Napoli, simbolo della mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” che si apre al museo Archeologico nazionale venerdì 10 giugno 2022, alle 17. Autentico ambasciatore di un messaggio di continuità tra le antichissime culture mediterranee, il Pugilatore chiude nel golfo partenopeo un lungo viaggio che lo ha portato a uscire per la prima volta dal museo Archeologico nazionale di Cagliari seguendo le tappe della grande mostra archeologica promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il museo Archeologico nazionale di Cagliari e la Direzione Regionale Musei della Sardegna. Prima al museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino (dal 1° luglio 2021 all’11 settembre 2022), quindi al museo statale Ermitage di San Pietroburgo (dal 26 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022), poi al Museo Archeologico di Salonicco (dall’11 febbraio al 15 maggio 2022) contribuendo ad accendere i riflettori sulle ricchezze archeologiche della Sardegna.

La Sardegna ha attirato l’attenzione e l’interesse del grande pubblico in tutte e tre le tappe europee. Un successo decretato dai grandi numeri di visitatori registrati: 96mila al Neues Museum di Berlino, 117.400 al museo statale Ermitage di San Pietroburgo. E al museo Archeologico nazionale di Salonicco, per il quale non ci sono ancora i dati finali, hanno addirittura allungato la mostra di una settimana, dal 15 al 22 maggio 2022. E ora siamo all’unica tappa italiana, a Napoli, per la quale la mostra ha ottenuto il Patrocinio del MAECI e del MIC e si avvale della collaborazione della Fondazione di Sardegna e del coordinamento generale di Villaggio Globale International. La tappa napoletana di “Sardegna Isola Megalitica” è organizzata in collaborazione con Regione Campania e Comune di Napoli. Intesa Sanpaolo è partner della mostra promossa al Mann.

Questo successo conferma quanto sostenuto da Giovanni Chessa, assessore per il Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, che in un’intervista rilasciata ad archeologiavocidalpassato.com a Firenze, in occasione di Tourisma 2021, dove la Regione Sardegna aveva uno spazio prestigioso per promuovere la Sardegna archeologica, spiega le azioni della sua politica che punta a far tornare sull’isola i giovani che sono andati lontano a studiare e a prepararsi: “Il turismo culturale in generale e archeologico in particolare deve diventare volano per creare nuovi posti di lavoro. La Sardegna non è solo mare. E la mostra Sardegna isola megalitica è lì a dimostrarlo. E con la cultura l’isola può essere attrattiva tutti i mesi dell’anno”.

Lo staff del Mann accolti dagli addetti di Nuragica, un ambiente immersivo che consente di viaggiare alla scoperta delle antiche culture isolane (foto mann)

In calendario nel Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli dal 10 giugno all’11 settembre 2022, la mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” rivela al pubblico storie suggestive, testimonianze materiali, civiltà affascinanti, per molti versi ancora tutte da scoprire. L’allestimento partenopeo si arricchisce, su iniziativa del Mann, di approfondimenti ed eventi collaterali, che aprono, come nella linea del Museo, all’incrocio dei linguaggi: previsto non solo un parallelismo con la Sezione Preistoria e Protostoria dell’Archeologico, ma anche un ambiente immersivo, “NURAGICA”, che consente di viaggiare alla scoperta delle antiche culture isolane.

Verona. Al museo di Storia naturale quarto appuntamento on line in preparazione dell’XI Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione”: intervento di Kewin Pêche-Quilichini (Musée de l’Alta Rocca, Levie) su “I Stantari di u Frati è a Sora (Sartene, Corsica)

Giovedì 26 maggio 2022, alle 18, quarto appuntamento online sul canale YouTube de I Musei di Verona (I MUV) e sulla piattaforma Zoom con le conferenze preparatorie all’XI Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria “Spazi domestici nell’età del bronzo. Dall’individuazione alla restituzione”. L’XI Incontro Annuale di Preistoria e Protostoria – in programma il 6 e 7 ottobre 2022 nella “Sala Ruffo” del museo civico di Storia naturale di Verona e organizzato in collaborazione con l’IIPP – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, affronterà infatti gli aspetti legati al tema “casa” emersi da scavi recenti, in corso e/o inediti in contesti dell’età del Bronzo. In programma l’intervento di Kewin Pêche-Quilichini (Musée de l’Alta Rocca, Levie) su “I Stantari di u Frati è a Sora (Sartene in Corsica): strutture domestiche del Bronzo antico e medio”. A introdurre il relatore sarà Massimo Saracino del museo di Storia naturale di Verona; l’evento online sarà moderato da Laura Pau (archeologa, membro del Comitato scientifico) e vedrà la partecipazione di Monica Miari dell’IIPP – Istituto italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze, e Paola Bianchi, coordinatrice degli eventi. Per partecipare all’incontro: link YouTube http://bit.ly/YouTubeIMUV.