Cabras (Or). Pasqua tra i Giganti: al museo “Marongiu” per la prima volta riuniti in un’unica esposizione le 25 statue scoperte a Mont’e Prama insieme a 15 modelli di nuraghe e un betile. Muroni: “Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”. Le anticipazioni (riunione Giganti e mostra Etruschi e Nuragici, due civiltà in dialogo/confronto) ad “archeologiavocidalpassato.com” del presidente Fondazione Mont’e Prama

I Giuganti di Mont’e Prama riuniti nel percorso provvisorio al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
Pasqua tra i Giganti a Cabras. Per la comunità scientifica e per tutti i residenti, che hanno avuto la possibilità di vederli in anteprima il 3 e 4 aprile 2026: per la prima volta tutti i Giganti di Mont’e Prama riuniti in un’unica esposizione al museo civico Archeologico “Giovanni Marongiu” di Cabras (Or): l’intero complesso scultoreo dei Giganti di Mont’e Prama, precedentemente diviso tra laboratori di restauro e il museo Archeologico nazionale di Cagliari. il percorso espositivo è stato ufficialmente aperto al pubblico domenica 5 aprile 2026. Venticinque le statue, a cui si aggiungono quindici modelli di nuraghe e un betile, per un totale di quaranta reperti. Un evento atteso, reso possibile grazie alla collaborazione tra diverse Istituzioni. E da maggio i Giganti di Mont’e Prama saranno in dialogo con i principi etruschi in una grande mostra.

tourismA 2026: da sinistra, Piero Pruneti, Anthony Muroni, Paolo Giulierini, Ilaria Portas, Giorgio Murru, Nicola Castangia (foto graziano tavan)
È stato proprio il presidente della Fondazione Mont’e Prama, incontrato a Firenze, in occasione di tourismA 2026, dove è intervenuto su “Ricerca e valorizzazione nel Parco archeologico naturale del Sinis (Cabras – Or)” con Paolo Giulierini archeologo, Giorgio Murru archeologo, il fotografo Nicola Castangia e l’assessore regionale ai Beni culturali della Regione Sardegna Ilaria Portas, ad anticipare ad archeologiavocidalpassato.com le novità che avrebbero interessato il museo di Cabras nella primavera 2026.
“Nell’ultimo anno – spiega Muroni ad archeologiavocidalpassato.com – il museo di Cabras è passato da 500 mq dedicato alle esposizioni a 1500 mq. Dunque triplicati gli spazi. Questo ci consente di fare tutta una serie di attività nuove. La prima, riunire finalmente il complesso statuario monumentale di Mont’e Prama a Cabras. Era una promessa che il ministero aveva fatto nel 2021 con l’istituzione della Fondazione Mont’e Prama. Va riconosciuto al ministero, alla soprintendenza, al museo Archeologico nazionale di Cagliari di aver mantenuto l’impegno assunto. E in queste ore le statue sono già tutte a casa. Ora si deve studiare un allestimento temporaneo che sarà pronto nei giorni precedenti la Pasqua e avremo finalmente questa novità. L’avere così tanti spazi ci consente anche di fare mostre temporanee. La prima tra queste, un bellissimo dialogo tra i principi etruschi e nuragici. Un dialogo tra due civiltà che sono state unite più che divise dal mar Mediterraneo. Ci sono stati tanti scambi, tanti spazi che hanno condiviso, e nella mostra che sarà curata dal direttore scientifico Paolo Giulierini e ospitata a Cabras dal mese di maggio al mese di ottobre, avremo veramente la possibilità su un’esposizione di 500 mq di scoprire davvero tante analogie, tange possibilità di studio e di dialogo”.
Scoperti per caso nel 1974 a Mont’e Prama, i Giganti rappresentano la più imponente testimonianza della statuaria antropomorfa del Mediterraneo antico che, grazie ad un lavoro certosino di restauro, si presenta al pubblico nella forma di pugilatori, arcieri e guerrieri. Colossi di pietra, alti oltre due metri, che hanno riscritto la protostoria della Sardegna e del Mediterraneo, portando la civiltà nuragica al centro del dibattito archeologico globale. Oggi, queste figure monumentali non sono solo reperti, ma simboli identitari della Sardegna nel mondo. Questa nuova esposizione traccia un percorso inedito, ripensato da zero, che offrirà ai visitatori una esperienza di visita nuova. I Giganti si potranno ammirare temporaneamente nell’attuale Sala del Paesaggio, tra giochi di luci e ombre sorteggiate da albe e tramonti, in attesa di essere trasferiti definitivamente, nel corso del prossimo anno, nell’ala del Museo progettata appositamente per accoglierli.

Anthony Muroni al centro del gruppo della Fondazione Mont’e Prama davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)

Pasqua 2026: tutti in fila per ammirare i Giganti riuniti al museo di Cabras (foto fond. mont’e prama)
“Oggi Cabras riabbraccia la sua storia”, afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama. “Per la prima volta, i Giganti di Mont’e Prama sono esposti tutti insieme in un unico, suggestivo spazio espositivo. Si tratta di una veste temporanea, senza apparato iconografico, in attesa che la mostra, nella sua versione definitiva, prenda casa nella Sala dei Giganti, il prossimo anno La nuova Sala del Paesaggio, fresca di un intervento infrastrutturale che ne ha permesso il raddoppio in tempi record, si affaccia sulla laguna che porta sulla collina di Mont’e Prama. Una scelta voluta e dovuta alla volontà di mantenere saldo il legame tra il complesso monumentale e il luogo in cui tutto ebbe inizio, con la scoperta del 1974. La riunificazione è il frutto di una sinergia istituzionale senza precedenti che ha visto collaborare il ministero della Cultura, la Regione Sardegna, la soprintendenza, il Comune di Cabras e i musei nazionali di Cagliari. Questa operazione non è solo un atto museale, ma la restituzione di un’identità collettiva ad un territorio che vede, nei suoi Giganti, gli ambasciatori della cultura nel mondo”.

Museo civico di Cabras: la luce del tramonto accarezza i Giganti di Mont’e Prama riuniti (foto nicola castangia / fond. mont’e prama)
“La riunificazione di tutti i Giganti di Mont’e Prama al museo di Cabras”, sostiene Andrea Abis, sindaco di Cabras, “è il compimento di un percorso lungo e complesso di rivendicazione culturale, legittimità scientifica e attenzione all’interesse economico territoriale Sono stati anni difficili, carichi di momenti in cui questo traguardo appariva lontano, complicato, persino irraggiungibile, eppure oggi possiamo dire tutti insieme di avercela finalmente fatta. Restituiamo al suo luogo di origine, Cabras e il Sinis, ma in fondo a tutta la Sardegna, un patrimonio identitario unico, simbolo di un’eredità che ci appartiene e che abbiamo il dovere di custodire”.

L’assessore regionale Ilaria Portas davanti ai Giganti riuniti al museo di Cabras (foto da FB – profilo ilaria portas)
“Oggi è una giornata che resterà scolpita nella storia della nostra Isola”, commenta Ilaria Portas, assessore regionale ai Beni culturali. “Per la prima volta dal loro ritrovamento nel 1974, i Giganti di Mont’e Prama sono finalmente riuniti tutti insieme, in un’unica sala, nel cuore del Museo Giovanni Marongiu di Cabras. Vedere queste 25 statue monumentali, accompagnate dai modelli di nuraghe e un betile, occupare finalmente lo stesso spazio è un’emozione che tocca nel profondo la nostra identità. Non è solo un’esposizione archeologica, è il ritorno a casa di un popolo. Come assessora, voglio sottolineare con forza che questo risultato straordinario è il frutto di cooperazione. Se oggi possiamo ammirare questo complesso scultoreo unico nel Mediterraneo tutto insieme, è merito di una sinergia senza precedenti tra la Regione autonoma della Sardegna, il ministero della Cultura, il Comune di Cabras, la Fondazione Mont’e Prama, la Soprintendenza e i Musei Nazionali di Cagliari museo Archeologico nazionale di Cagliari. Ognuno ha contribuito in modo giusto e generoso, dimostrando che quando le istituzioni remano nella stessa direzione, la Sardegna vince. Questo è il segnale chiaro di come vogliamo continuare a investire: con una visione che mette al centro il nostro inestimabile patrimonio archeologico come motore di sviluppo e di orgoglio per tutto il territorio. I Giganti, le statue più antiche d’Europa e del Mediterraneo occidentale – conclude -, tornano a guardarsi negli occhi e a dialogare con noi, e come ha affermato oggi Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama Oggi Cabras riabbraccia la sua storia“.
Pasqua e Pasquetta all’insegna dell’arte e della cultura: il 5 aprile, “#domenicalmuseo”, ingresso gratuito; il Lunedì dell’Angelo apertura straordinaria
Pasqua e Pasquetta all’insegna dell’arte e della cultura. Nei giorni delle festività, infatti, musei, gallerie, aree e parchi archeologici, ville, giardini, abbazie e complessi monumentali statali resteranno aperti per consentire a tutti di godere delle bellezze artistiche, paesaggistiche e culturali italiane. Il 5 aprile 2026, giorno di Pasqua, coincide quest’anno con l’iniziativa “#domenicalmuseo”. Musei, gallerie, aree e parchi archeologici statali saranno aperti al pubblico gratuitamente. Un’opportunità unica per scoprire o riscoprire le meraviglie artistiche e culturali del nostro Paese. La precedente edizione di #domenicalmuseo del 1° marzo 2026 ha registrato 280.724 ingressi.
Il 6 aprile 2026, giorno di Pasquetta, molti musei in tutta Italia posticipano la consueta chiusura del lunedì per garantire l’apertura straordinaria. Le visite si svolgeranno secondo le modalità previste dai singoli istituti, con accesso su prenotazione ove richiesto. Si consiglia di pianificare la visita consultando i siti ufficiali dei musei oppure l’app “Musei Italiani”, che consente anche l’acquisto dei biglietti.
Verona. A Quinzano la conferenza “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della soprintendenza Archeologica” con Paola Salzani (Sabap-Vr), terzo del ciclo di quattro incontri “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche”
Martedì 31 marzo 2026, alle 20, nella Sala “Garonzi” del Centro Polifunzionale della 2ª Circoscrizione, in via Quinzano 24/D a Verona, la conferenza “Alle origini di Quinzano: nuovi dati dagli scavi della soprintendenza Archeologica” con Paola Salzani della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, terzo del ciclo di quattro incontri “Quinzano, il primo insediamento di Verona: storie di uomini, ossa e ceramiche” organizzato dalla 2ª Circoscrizione del Comune di Verona in collaborazione con i Musei civici di Verona e la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza, per offrire al pubblico un quadro aggiornato e approfondito delle ricerche del passato, in corso e future sulla preistoria dell’area quinzanese, uno dei contesti più significativi per la ricostruzione delle prime fasi di antropizzazione del territorio comunale di Verona. “È un’occasione estremamente importante – sottolinea il soprintendente Andrea Rosignoli –, un momento di restituzione alla cittadinanza e, in particolare, alle comunità locali, perché Quinzano è una delle zone più interessanti dal punto di vista delle ricerche archeologiche paleontologiche. Le ex cave hanno restituito ormai decenni fa dei reperti di notevole interesse, ma anche in tempi molto più recenti, a partire dal 2023, attraverso uno scavo della soprintendenza, sono emersi nuovi resti ancora in fase di studio. Questo ciclo di quattro conferenze, quindi, presenta le anteprime e i primi risultati. L’aspetto veramente suggestivo è che sembrano essere i resti del primo insediamento stabile del territorio veronese, quindi le origini della città risalenti a circa 7000 anni fa”.
Fiavè (Tn). Al museo delle Palafitte e al parco Archeo Natura al via la rassegna “Primavera in palafitta”: tra marzo e maggio visite partecipate, attività laboratoriali e una caccia al tesoro per tutta la famiglia. Ecco il programma
Un motivo in più per visitare le palafitte di Fiavé (Tn) è la rassegna “Primavera in palafitta”: dal 29 marzo al 24 maggio 2026 i visitatori di ogni età potranno sperimentare la preistoria grazie a visite partecipate, attività laboratoriali e una caccia al tesoro per tutta la famiglia. Un’occasione per scoprire assieme agli esperti la vita quotidiana degli abitanti del villaggio che sorgeva sulle sponde dell’antico lago Carera oltre 3.500 anni fa. Il Parco e il Museo sono visitabili nei giorni di sabato, domenica e festivi dalle 13 alle 18 fino al 17 maggio e tutti i giorni a partire dal 23 maggio 2026.
Si inizia domenica 29 marzo 2026, alle 14.30, al museo delle Palafitte, “Dal filo alla trama: filati e tessuti nella preistoria”: laboratorio per famiglie sulla lavorazione delle fibre tessili per il confezionamento di stoffe e indumenti, attestati nelle palafitte. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.
Sabato 4 e domenica 5 aprile 2026, alle 13-18, al parco Archeo Natura (che riapre al pubblico proprio il 4 aprile), “Caccia alle uova tra le palafitte del Parco Archeo Natura”: laboratorio per famiglie in autonomia con caccia all’indizio, alla scoperta della vita quotidiana in palafitta. Attività gratuita. Al termine del percorso ogni partecipante riceverà un piccolo omaggio. Info e modalità di partecipazione presso la biglietteria.
Lunedì 6 aprile 2026, alle 14.30, al parco Archeo Natura, “Un giorno in palafitta”: visita guidata per tutti, alla scoperta della vita quotidiana del villaggio palafitticolo di Fiavé di 3500 anni fa; alle 16.30, al museo delle Palafitte di Fiavé, “Avete detto palafitte?”: visita partecipata al museo, sulle tracce degli antichi abitanti delle palafitte di Fiavé. Partecipazione alle singole attività 3 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 30 persone.
Domenica 12 aprile 2026, alle 14.30, al museo delle Palafitte, “La produzione ceramica nei villaggi palafitticoli”: laboratorio per famiglie sulla produzione ceramica nei villaggi preistorici di Fiavé. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso al museo. Minimo 5 massimo 20 persone.
Domenica 19 aprile 2026, alle 14.30, al parco Archeo Natura, “L’orto preistorico”: laboratorio per famiglie sulla produzione e consumo di cereali, ortaggi e frutti, attestati nelle palafitte di Fiavé. Partecipazione 4 euro 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
Domenica 3 maggio 2026, alle 14.30, al museo delle Palafitte, “Dolce come il miele”: attività per famiglie, per riscoprire e sperimentare antiche ricette e sapori palafitticoli. Partecipazione 4 euro previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
Sabato 9 maggio 2026, alle 14.30, parco Archeo Natura, Kid Pass Days, “Schegge di pietra. Un pomeriggio preistorico”: laboratorio per famiglie per scoprire e sperimentare l’uso e la lavorazione della selce nelle comunità preistoriche di Fiavé e realizzare un piccolo manufatto in legno e selce. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
Domenica 24 maggio 2026, alle 14.30, al museo delle Palafitte, “(S)punti di vista sul passato”: attività per giovani e adulti in collaborazione con il Distretto Famiglia delle Giudicarie Esteriori nell’ambito del progetto “Tutto nella Norma”. Cosa raccontano i reperti palafitticoli, come sono stati interpretati dagli archeologi negli ultimi due secoli e cosa ancora ci possono svelare? Attraverso l’osservazione di alcuni manufatti e la lettura di testi lungo il percorso espositivo, i partecipanti potranno mettersi in gioco formulando e verificando ipotesi per riflettere su stereotipi e preconcetti che hanno accompagnato la ricerca nella ricostruzione delle culture del passato. L’attività termina con un momento di lavorazione dell’argilla. Partecipazione gratuita previa prenotazione online www.cultura.trentino.it/Appuntamenti oppure tel. 0465 735019 (in orario di apertura) entro le ore 12 del giorno dell’iniziativa. La quota non comprende l’ingresso. Minimo 5 massimo 20 persone.
Parma. All’auditorium dei Voltoni la conferenza “L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens” con Davide Delpiano (UniFe), quarto appuntamento con le conferenze di Arkheoparma
Giovedì 26 marzo 2026, alle 17, all’Auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta a Parma, la conferenza “L’Uomo di Neanderthal e la transizione a Homo Sapiens” con il paleontologo Davide Delpiano dell’università di Ferrara, quarto appuntamento con le conferenze di Arkheoparma dedicate ai molteplici temi dell’archeologia. Un viaggio tra passato e ricerca contemporanea, tenuto da studiosi ed esperti del settore, pensato per avvicinare tutta la cittadinanza alla conoscenza del patrimonio archeologico in modo chiaro, accessibile e coinvolgente. Ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti (100 persone).
Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Conversazioni sul Mediterraneo: da Cipro al Polesine” con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, per il ciclo “Un Tè al Museo”
Domenica 22 marzo 2026, alle 15.30, al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine (Ro) l’incontro “Conversazioni sul Mediterraneo: da Cipro al Polesine” con la direttrice del museo, Maria Letizia Pulcini, nuovo appuntamento del ciclo di incontri “Un Tè al Museo”, che unisce il piacere di un momento conviviale all’approfondimento di temi legati all’archeologia e alla storia antica.
L’appuntamento di marzo è dedicato al Mediterraneo come spazio di incontro e di scambio tra culture, in occasione della mostra “Cipro e Italia. Identità culturali condivise all’alba della storia”, ospitata a Castel Sant’Angelo a Roma e visitabile fino al 30 giugno. La mostra, organizzata dal ministero della Cultura in collaborazione con il ministero della Cultura cipriota nell’ambito del Programma Culturale della Presidenza Cipriota del Consiglio dell’Unione Europea 2026, espone anche alcuni reperti provenienti dal villaggio dell’Età del Bronzo di Frattesina di Fratta Polesine, prova concreta di relazioni e contatti che attraversavano il mare già nelle fasi più antiche della storia europea.

Un pettine d’avorio da Frettesina esposto alla mostra “Cipro e Italia” a Castel S. Angelo a Roma (foto drm-veneto)
Durante l’incontro, Maria Letizia Pulcini guiderà il pubblico alla scoperta dei legami che mettevano in relazione le comunità dell’Italia protostorica con il più ampio mondo mediterraneo e, in particolare, con l’isola di Cipro. Sarà l’occasione per raccontare il Mediterraneo non come un confine, ma come uno spazio di incontro e di connessioni: uno spazio attraversato da rotte lungo le quali circolavano persone, oggetti, saperi e idee, contribuendo già nell’antichità alla costruzione di un orizzonte culturale condiviso. Come di consueto, “Un Tè al Museo” si svolgerà in un clima informale e accogliente: una tazza di tè accompagnerà il dialogo tra la direttrice e il pubblico, favorendo la condivisione e il confronto su temi che mettono in relazione il passato con il presente. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tel: 0425/668523; drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza.
Bologna. Al museo civico Archeologico presentazione della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi, che apre “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri sulle ultime pubblicazioni del museo

Copertina della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi
Il museo civico Archeologico di Bologna inaugura “Visto, si stampi!”, un ciclo di quattro incontri a ingresso libero che presenta al pubblico le ultime pubblicazioni del museo, con “Dalle pagine alle sale”, l’appuntamento dedicato alla nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi ed edita da Franco Cosimo Panini Editore, in programma sabato 21 marzo 2026, alle 17, nella sala conferenze del museo (via dell’Archiginnasio 2). A introdurre l’incontro sarà Daniele Del Pozzo, assessore alla Cultura del Comune di Bologna, a presentare il volume Tiziano Trocchi, direttore del museo Archeologico nazionale di Ferrara. A seguire, le curatrici delle diverse sezioni del museo saranno a disposizione del pubblico per una passeggiata nelle sale. “Visto, si stampi!”, il ciclo di quattro appuntamenti dedicato alle presentazioni delle ultime novità editoriali relative al museo civico Archeologico, caratterizzate da linguaggi e approcci differenti verso pubblici in continua evoluzione, rientra nel programma della XXII edizione della Festa internazionale della Storia, manifestazione organizzata dal Centro internazionale di Didattica della Storia e del Patrimonio (DiPaSt) del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin”, dal Laboratorio Multidisciplinare di Ricerca Storica (LMRS), in collaborazione con l’università di Bologna, associazioni, scuole e istituzioni.

Copertina dell’edizione inglese della nuova “Guida Museo Civico Archeologico di Bologna”, curata da Paola Giovetti e Marinella Marchesi
Sono passati diciassette anni dalla pubblicazione della precedente “Guida al Museo Civico Archeologico” (Editrice Compositori, 2009) e i tempi erano ormai maturi per la realizzazione di un nuovo volume che raccontasse i cambiamenti intercorsi in questo lasso temporale: alcuni allestimenti sono stati rinnovati, oggetti un tempo conservati nei depositi sono ora in esposizione, nuove conoscenze hanno dato linfa vitale agli studi, permettendo di narrare al pubblico con differenti chiavi di lettura il patrimonio custodito nel museo. Tra i diversi mutamenti da annoverare, vi è quello che riguarda i pubblici che ogni giorno frequentano il museo: bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle scuole del territorio, e non solo, continuano incessantemente a popolare gli spazi museali portando nuove visioni e nuovi linguaggi, mentre il turismo, attore sempre più centrale nella vita culturale cittadina, sta producendo un incremento di pubblico in tutti i Musei Civici bolognesi e in particolare al museo civico Archeologico che, tra questi, risulta il più visitato, con 173.100 presenze rilevate nel 2025. La nuova guida si fa, dunque, portavoce dei mutamenti intercorsi negli ultimi anni, incluso quello di aver adottato un approccio divulgativo che coniuga il linguaggio tecnico con quello maggiormente accessibile a un pubblico non strettamente specialistico, proponendo un’edizione italiana e una inglese con testi agili da consultare, schede che accompagnano il lettore in una narrazione arricchita da immagini e un nuovo formato che possa agevolare la consultazione anche durante la visita in loco.
Ragusa. Al Centro Studi “Feliciano Rossitto” presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni (L’Erma di Bretschneider)
Venerdì 20 marzo 2026, alle 18, al Centro Studi “Feliciano Rossitto” in via Majorana 5 a Ragusa, in ricordo di Sebastiano Tusa a sette anni dalla scomparsa, presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa. Fotografie di Luigi Nifosì. Un viaggio affascinante nella storia della Sicilia, raccontata dall’alto: paesaggi, siti archeologici e tracce del passato che prendono forma in una narrazione visiva potente e immersiva. Dopo i saluti di M. Buggea, A. Catrinoiu, A. Lo Cascio, S. Distefano, E. Piazzese; introduce Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”; interviene Valeria Li Vigni; presenta il libro Giovanni Di Stefano.

Copertina del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa
Sicilia archeologica vista dal cielo (L’Erma di Bretschneider). Questa guida ci invita a scoprire La Sicilia archeologica vista dal cielo, così come l’ha immaginata Sebastiano Tusa, che aveva ideato il progetto di una narrazione della storia della Sicilia attraverso le immagini aeree, un’idea lungimirante finalizzata alla divulgazione del Patrimonio culturale della Sicilia. La Guida Vuole essere un itinerario che porta il lettore alla scoperta dei siti più noti, ma soprattutto di quelli poco conosciuti, nell’ottica di ampliare sempre più le tessere del mosaico che compongono il grande patrimonio culturale della nostra Sicilia dalla preistoria al periodo romano. Sicilia archeologica vista dal cielo è ricca di immagini aeree, che testimoniano attraverso la visione ‘dal cielo’ l’unicità del nostro territorio offrendoci una visione insolita e inedita. Vuole essere, soprattutto, un suggestivo libro da guardare, da leggere, ma anche da scoprire: nulla c’è di scontato né nel testo né nelle immagini, piuttosto conduce il lettore alla scoperta della Sicilia. Leggere le fasi storiche e le conquiste che si sono succedute, in un itinerario storico geografico ben ci spiega il naturale avvicendarsi di popoli e culture che l’hanno forgiata con caratteri peculiari, delineando una geografia etnopolitica e, una storia dell’ambiente e dei paesaggi creati dall’uomo che hanno dato vita all’attuale panorama dove ormai è difficile distinguere il lavoro della natura dalle trasformazioni umane. La Guida oggi vede la luce grazie al fondamentale sostegno del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno che ha creduto nel progetto della Fondazione Sebastiano Tusa.
Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova su “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 19 marzo 2026, alle 17, la conferenza “La fine di un mondo: gli ultimi neandertaliani di Liguria” con Fabio Negrino, docente di Preistoria e Protostoria al dipartimento di Antichità Filosofia Storia dell’università di Genova. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. I recenti scavi condotti presso l’Arma delle Manie (Finale Ligure, Savona) offrono nuovi e rilevanti dati sulla fase finale della presenza neandertaliana in Liguria. Il sito, collocato in una posizione strategica tra il litorale tirrenico e l’entroterra alpino-appenninico, documenta occupazioni musteriane attribuibili agli ultimi gruppi di Homo neanderthalensis dell’Italia nord-occidentale. L’analisi stratigrafica e dell’industria litica evidenzia strategie tecnologiche consolidate, un forte radicamento territoriale e un approvvigionamento prevalentemente locale delle materie prime, suggerendo comunque una mobilità non limitata e ben definita. I dati dell’Arma delle Manie si inseriscono nel più ampio quadro della transizione tra Paleolitico medio e superiore, contribuendo al dibattito sulla persistenza, l’adattamento e la scomparsa delle popolazioni neandertaliane in un’area di cerniera ecologica e culturale, poco prima dell’arrivo stabile di Homo sapiens nella regione.
Roma-Eur. Al Muciv la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, e il convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”. Ecco il programma.
Centocinquant’anni fa, nel 1876, inaugurava a Roma il museo Preistorico ed Etnografico fondato dall’archeologo Luigi Pigorini. Oggi il MUCIV-Museo delle Civiltà, che dal 2016 ne è l’erede, torna a quel momento fondativo non solo per celebrarne l’origine, ma per condividere con il pubblico le prospettive aperte dalla storia stratificata dell’istituzione: una vicenda che intreccia la storia culturale dell’Italia, le relazioni internazionali e l’evoluzione disciplinare, etica e formativa dei musei. Giovedì 19 marzo 2026, alle 19, al Muciv di Roma-EUR, inaugurazione della mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)” a cura di Paolo Boccuccia e Camilla Fratini con Myriam Pierri, in collaborazione con le funzionarie e i funzionari del museo e con la supervisione generale di Andrea Viliani. Dal 20 marzo al 28 giugno 2026, la mostra “ORIGINE e PROSPETTIVE. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876–2026)”, a ingresso libero, proporrà quindi un doppio itinerario: da un lato la ricostruzione del museo del 1876 e del progetto museografico pigoriniano; dall’altro la presentazione del museo di oggi, con due percorsi distinti tra archeologia preistorica ed etnografia e due installazioni dedicate ai processi di aggiornamento, all’incremento dell’accessibilità fisica e cognitiva e alle pratiche di compartecipazione attivate dentro e fuori il museo. Attraverso documenti, reperti, arredi e dispositivi espositivi d’epoca, il percorso espositivo ricostruisce la genesi in Italia dell’archeologia preistorica e dell’etnografia, ripercorrendo le trasformazioni che hanno condotto all’attuale configurazione e missione del museo.
La mostra è accompagnata da un convegno scientifico internazionale “150_100. Giornate di studio dedicate al centocinquantesimo anniversario dell’istituzione del Museo Preistorico ed Etnografico di Roma e al centenario della morte di Luigi Pigorini, suo ideatore e fondatore”, dal 19 al 21 marzo 2026, che vuole celebrare il primo secolo e mezzo dell’istituzione non come semplice ricorrenza, ma come occasione di riflessione critica. Ricordare il ruolo fondativo di Luigi Pigorini significa così guardare al passato per comprendere il presente e assumere, con responsabilità, il compito di connettere le proprie origini storiche alle prospettive in divenire. Un museo nato nel XIX secolo si configura oggi come un’istituzione che agisce nel presente e si proietta verso il futuro, con le sue molteplici storie ancora in corso.
PROGRAMMA: I SESSIONE Luigi Pigorini e il suo tempo (1860-1925) – Giovedì 19 marzo 2026. Alle 14.30, saluti istituzionali; 15, relazioni introduttive: Massimo Tarantini, Michele Cupitò, Claudio Mancuso; 15.30, Angela Mutti, Maria Grazia Rossi, “Corso libero di paleoetnologia per servire ai profani. Luigi Pigorini e la divulgazione della novella scienza”; 15.45, Massimo Cultraro, “Vorrei servire il Regno d’Italia: Heinrich Schliemann e Luigi Pigorini”; 16, Maria Gloria Roselli, “Polemiche fiorentine dopo la fondazione del Museo Preistorico Etnografico a Roma”; 16.15, Coffee break; 16.30, Roberto Macellari, Giada Pellegrini, “Gaetano Chierici e Luigi Pigorini. Un difficile equilibrio nella dialettica degli scambi. Il contributo del Museo di Reggio Emilia alla formazione del Museo Preistorico Etnografico di Roma”; 16.45, Nicoletta Martinelli, Massimo Saracino, Alberta Facchi, “Lontano da Roma l’Esposizione Preistorica Veronese del 1876 e la costruzione della cultura scientifica nella provincia post-unitaria”; 17, Elisabetta Mangani, Filippo Comisi, “I materiali del Museo Kircheriano conservati nel museo fondato da Luigi Pigorini”; 17.15, Anna Depalmas, Noemi Fadda, “Luigi Pigorini e la Sardegna. Scoperte, ipotesi archeologiche e politiche culturali”; 17.30, discussione; 18.30, inaugurazione della mostra “Origine e Prospettive. Dal Museo Preistorico ed Etnografico di Luigi Pigorini al Museo delle Civiltà: storia di un museo (1876-2026)”.
Venerdì 20 marzo 2026. Alla 9.30, Sara Faralli, Andrea Gaucci, Silvia Paltineri, “La politica archeologica nell’Italia post-unitaria alla luce del carteggio tra Luigi Pigorini e Gian Francesco Gamurrini”; 9.45, Fabiana Dimpflmeier, Myriam Pilutti Namer, “Luigi Pigorini, Giacomo Boni e Lamberto Loria. L’impatto del modello dell’archeologia preistorica sull’etnografia italiana”; 10, Pierfrancesco Fedi, “Dalla Cina e dal Giappone: le variegate modalità di acquisizione dei pezzi cinesi e giapponesi del Museo Nazionale Preistorico Etnografico sotto la direzione di Luigi Pigorini”; 10.15, Massimo Casagrande, “Luigi Pigorini, i Taramelli e la Sardegna: mezzo secolo di collaborazioni”; 10.30, Mario Mineo, “La “Capanna Pigorini” e la problematica dei falsi nella costruzione dell’identità nazionale”; 10.45, Gloria Manenti, Marco Foravalle, “La Real Casa nelle collezioni del Museo di Pigorini. Legami e scambi di collezioni extra-europee (1878-1919)”; 11, Stefania Quilici Gigli, “Luigi Pigorini e il valore culturale del progetto di scavo a Norba”; 11.15, Coffee break; 11.30, Paola Poli, Elena Rodriguez, Alessandra Serges, “Una collezione da Verucchio nel Museo preistorico etnografico di Roma”; 11.45, Francesco Rubat Borel, “Un atlante del Bullettino di Paletnologia Italiana degli anni di Luigi Pigorini”; 12, Paolo Boccuccia, Francesca Candilio, Myriam Pierri, “Carissimo amico… i contatti internazionali di Luigi Pigorini attraverso i libri della sua biblioteca”; 12.15, Francesco di Gennaro, “Le antichità di Tolfa e Allumiere nella visione di G.A. Colini”; 12.30, discussione; 13, Pausa pranzo.
II SESSIONE L’eredità di Pigorini dalla crisi alla rinascita (1925-1992). Alle 14.15, relazioni introduttive: Alessandro Guidi, Vito Lattanzi; 14.45, Stefano Pintor, Vincenza Scala, “Dalla gestione museale al recupero delle Navi di Nemi. L’attività scientifica di Ugo Antonielli”; 15, Myriam Pierri, Alessandro Quercia, Francesco Rubat Borel, “Il museo pigoriniano dal 1934 al 1954 tra regime, guerra, dopoguerra. Gli anni di Pietro Barocelli”; 15.15, Antonella Romani, “La tardiva ricezione della Preistoria nella manualistica scolastica. Una revisione critica dei programmi ministeriali e di un campione significativo di libri di testo dall’Unità d’Italia al secondo dopoguerra”; 15.30, Giulia Pessina, Francesca Manuela Anzelmo, Beatrice Falcucci, Silvia Florindi, Myriam Pierri, “La spedizione archeologica italiana in Perù (1959-1962) negli archivi del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’IIPP”; 15.45 Coffee break; 16, Anna De Santis, “Il Museo Nazionale Preistorico-Etnografico “Luigi Pigorini” e le ricerche di protostoria. La necropoli di Osteria dell’Osa”; 16.15, Giulia Recchia, Alberto Cazzella, “Salvatore Maria Puglisi e l’eredità di Luigi Pigorini nel secondo dopoguerra”; 16.30, Elisa Dalla Longa, Alberta Arena, Irene Baroni, Paolo Boccuccia, Diana Dobreva, Ivan Drnić, Michele Pacioni, “Collezioni museali, archivi e storia delle ricerche. I materiali Radmilli dalla Grotta del Gambero (Isola di Lastovo, Dalmazia) tra il MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma e il MNU di Padova”; 16.45, Claudio Giardino, “Analisi archeometallurgiche su reperti del Museo Nazionale Preistorico-Etnografico Luigi Pigorini”; 16.45, discussione.

Preistoria, storia dell’antropocene: il nuovo allestimento al Muciv – Palazzo delle scienze (foto giorgio benni)
III SESSIONE Dalla Soprintendenza Speciale al MUCIV-Museo delle Civiltà: musei, saperi disciplinari e politiche della cultura – Sabato 21 marzo 2026. Alle 9, relazioni introduttive: Andrea Cardarelli, Berardino Palumbo, Andrea Viliani; 9.45, Leandro Ventura, Francesco Rubat Borel, “2015-2017, dal Polo Museale al MUCIV-Museo delle Civiltà. Travagli e resilienza di un museo in una età di riforme”; 10, Giulia Cervi, Serena Francone, Alessandra Montedoro, Laura Tocci, “Tra passato e presente. La conservazione del materiale polimaterico dal Regio Museo Preistorico Etnografico al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.15, Michela Grimaldi, Myriam Pierri, Antonio Borrani, “Il metodo scientifico per Luigi Pigorini e la sua eredità nel MUCIV-Museo delle Civiltà”; 10.30, Rosa Anna Di Lella, “Rifondare un museo, riallestire una collezione. Per una storia critica del ri-allestimento del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini dagli Anni Sessanta a oggi”; 10.45, Coffee break; 11, Davide Domenici, “Storie di cose. La cultura materiale come terreno di dialogo interdisciplinare al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 11.15, Francesca Alhaique, Luca Bondioli, Antonio Tagliacozzo, Alessandra Sperduti, “Il Servizio di Bioarcheologia. Esperienze di laboratorio condiviso al MUCIV- Museo delle Civiltà”; 11.30, Lucia Borrelli, “Valorizzazione e reinterpretazione delle storiche collezioni del Museo di Antropologia dell’Università di Napoli Federico II”; 11.45, Francesca Manuela Anzelmo, “Archivi fotografici e diritto alla memoria. Rilettura storica e pratiche collaborative su alcune fotografie del Fondo Giglioli presso il MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12, Gaia Delpino, Amarachi Cynthia Aniagu, Paolo Ricci, Ferdinando Spanò, Adriana Firrincieli, Alessandra Sperduti, “Restituire voci agli oggetti. Un olifante dell’antico regno di Dahomey come caso di studio multidisciplinare”; 12.15, Elisa Dalla Longa, Katalin Jankovits, Paolo Boccuccia, Myriam Pierri, Daniele Rossetti, Francesca Alhaique, “Luigi Pigorini e i reperti pre-protostorici da Ungheria, Serbia e Slovacchia al MUCIV-Museo delle Civiltà. Uno studio di archeologia interdisciplinare, storia degli studi e biografia delle collezioni”; 12.30, Camilla Fratini, Giulia Cantisani, Valeria Bellomia, “Tra archeologia ed etnografia. Nuove acquisizioni e pratiche collaborative per il riallestimento della collezione mesoamericana del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 12.45 Pausa pranzo; 14, Laura Giuliano, “L’Asia a Roma. Fusione, dialogo e trasformazione delle collezioni orientali riunite al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 14.15, Fabiola Tambone, “Dal collezionismo privato al patrimonio pubblico. La collezione africana di Eugène Berman al museo pigoriniano”; 14.30, Ludovica Piazzi, Sara Visco, “Felice chi gli tocca. La rappresentazione del corpo femminile nelle insegne dei cocomerai delle collezioni di Arti e Tradizioni Popolari del MUCIV-Museo delle Civiltà. Problematiche e prospettive di allestimento”; 14.45, Chiara Cecalupo, “La collezione archeologica e etnografica del Museo della catacomba di Sant’Agata (Malta)”; 15, Marco Izzolino, “Verso un “museo liquido”. L’apporto del visitatore estraneo al contesto territoriale nella conoscenza, la valorizzazione e la gestione del patrimonio culturale”; 15.15, Matteo Lucchetti, “Metodologia contemporanea per le collezioni nazionali del MUCIV-Museo delle Civiltà. Nuovi linguaggi e prospettive per riscrivere storie e creare nuove relazioni”; 15.30, Coffee break; 15.45, Cinzia Lamolinara, “Rendere visibile l’invisibile. Depositi museali etnografici e pratiche etiche di custodia condivisa 16.00 Emanuela Rossi – Indigenità contemporanea e patrimonio culturale. Il caso canadese 16.15 Alessandro Lupo – Le comunità indigene messicane e i musei. Luci e ombre di un secolare rapporto 16.30 Alessandra Sperduti, Luca Bondioli, Giusy Capasso, Claudio Cavazzuti, Viola Cecconi, Carmen Esposito, Luciano Fattore, Ivana Fiore, Melania Gigante, Eveline Guidi, Naomi Imposimato, Federica Iovino, Jessica Melchiorre, Alessia Nava, Serena Vaccaro, Francesca Alhaique – “Quel popolo ebbe il costume di bruciare i propri morti” (L. Pigorini). Conservare, analizzare e valorizzare le sepolture a cremazione al MUCIV-Museo delle Civiltà”; 16.45, Eleonora D’agostino, “Folklore “non conforme” e collezionismo in Italia oggi”; 17, Francesca Coletti, Alessandro Ciccola, Ilaria Serafini, Michela Grimaldi, “Dalla vocazione di Luigi Pigorini al futuro della ricerca museale. Indagini archeometriche sui tessuti copti del MUCIV-Museo delle Civiltà”; 17.15, discussione.













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