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Taranto. Al museo Archeologico nazionale in occasione del 25 Aprile la visita guidata “Un patrimonio in fuga. La storia del salvataggio degli ori di Taranto”

In occasione del 25 aprile 2026, il museo Archeologico nazionale di Taranto propone un approfondimento al primo piano, sale XI e XII, con la visita guidata “Un patrimonio in fuga. La storia del salvataggio degli ori di Taranto”, un appuntamento alle 16.30 dedicato alla memoria e alla tutela del patrimonio culturale. Un racconto che attraversa uno dei momenti più delicati della storia del Museo: dall’armistizio alla Liberazione, ripercorrendo le vicende e il coraggio di chi contribuì al salvataggio degli ori di Taranto. Un’occasione per riscoprire il valore della cultura come bene da proteggere, anche nei tempi più difficili. Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al numero 099 4532112, indicando nome e cognome, email, telefono e numero di partecipanti.

25 Aprile, ingresso gratuito ai parchi archeologici di Paestum e Velia (Sa) con un ricco programma per una giornata all’aria aperta, tra storia, natura e luce

Primavera al parco archeologico di Paestum (foto pa-paeve)

Questo 25 Aprile 2026 ci si può concedere una pausa diversa dal solito. In occasione della Festa della Liberazione, i Parchi archeologici di Paestum e Velia aprono le loro porte gratuitamente (dalle 8.30 alle 19.30, ultimo ingresso 18.30), per vivere una giornata all’aria aperta, tra storia, natura e luce. “Lasciati avvolgere dal sole che illumina i templi di Paestum, cammina tra gli spazi senza tempo di Velia e riscopri il piacere delle cose semplici: un passo lento, uno sguardo curioso, il silenzio che racconta. È il momento perfetto per fermarsi, respirare e condividere. Porta con te chi ami e regalati qualche ora di bellezza, libertà e leggerezza”. Per la giornata, i parchi archeologici di Paestum e Velia propongono un programma di iniziative pensato per accompagnare il pubblico in un’esperienza di scoperta e partecipazione. A Paestum, visite ai depositi del Museo (alle 10, 12, 15 e 17) e percorsi guidati al Santuario e al giardino di Hera (alle 11); a Velia, itinerari tematici (alle 12 e alle 17), passeggiata al Crinale degli Dei (alle 10) e tour immersivo (dalle 9.30 alle 13.30) con la possibilità di spostarsi tra i due siti grazie al servizio di navetta gratuita, pensato per favorire una mobilità sostenibile e una fruizione integrata dei due siti.

25 aprile: ingresso gratuito a musei e parchi archeologici statali

In occasione dell’ottantunesimo anniversario della Liberazione, sabato 25 aprile 2026 i musei e i parchi archeologici statali saranno aperti gratuitamente.

Pozzuoli (Na). A Palazzo Toledo “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway: per due giorni Pozzuoli diventa un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Ecco il programma

Il Mediterraneo non è solo un mare: è una trama viva di rotte, incontri e tensioni che ha modellato culture, economie e paesaggi. In questa ambivalenza tra connessione e conflitto prende forma “Dalle Antiche Rotte al Turismo Culturale”, incontro di studi, mostra e visite guidate in ricordo di Robert Ross Holloway. L’iniziativa che il 22 e 23 aprile 2026 trasforma Pozzuoli in un osservatorio privilegiato sul dialogo tra archeologia e contemporaneità. Promossa dall’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterrano nell’età Bronzo” è realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana (assessorato regionale dei Beni culturali e I.S.), Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Quarto, Città Metropolitana di Napoli, università Suor Orsola Benincasa, e con il sostegno del parco archeologico di Himera Solunto e Iato, accademia dei Campi Flegrei, gruppo archeologico Kyme e Villaggio Letterario.

Annullo filatelico dell’itinerario culturale “Le Rotte del Mediterraneo nell’età Bronzo” (foto le rotte del bronzo)

L’appuntamento si apre giovedì 22 aprile 2026, alle 10, a Palazzo Toledo con un incontro di studi introdotto da Maria Luisa Tardugno, Anne Studholme Holloway, Margherita di Niola e con i saluti istituzionali dei rappresentanti di Pozzuoli, Bacoli e Quarto. Moderano Gianni Ambrosino, Marco Martone e Gea Palumbo. La giornata propone interventi di alto profilo scientifico, tra gli altri Domenico Targia, Massimiliano Marazzi, Federica Bertino, Carla Pepe, Maria Clara Martinelli, Pierfrancesco Talamo e Teodoro Scarano, che ricostruiranno le reti di scambio del Mediterraneo antico e il loro valore come anticipazione di dinamiche globali. Il pomeriggio vede contributi di Anna Russolillo, Maurizio Cattani, Franco Foresta Martin, Sandro de Vita, Anna Abbate e Massimo Cultraro, con riflessioni su vulnerabilità ambientali, trasformazioni climatiche e nuove sfide metodologiche per l’archeologia. La manifestazione, ideata da Anna Russolillo e curata insieme ad Anna Abbate e Annapia Ferrara è dedicata a Robert Ross Holloway per il suo fondamentale contributo allo studio del Mediterraneo antico. Il progetto, nato in Sicilia e trasferitosi in Campania, non si limita alla ricostruzione storica ma apre una riflessione critica e progettuale sul Mediterraneo contemporaneo e sulle opportunità di valorizzazione culturale e turistica. Alle 17 il vernissage di “Visions of Bronze” una mostra di arte contemporanea e fotografie inedite dagli archivi e dai depositi museali: opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio e Vittorio Sciosia offriranno un percorso visivo che dialoga con i temi dell’iniziativa.

Panoramica del Castello di Baia, sede del museo Archeologico nazionale dei Campi Flegrei (foto pa-fleg)

Venerdì 23 aprile 2026 l’attenzione si concentra sulle prospettive operative con una tavola rotonda sui percorsi turistici culturali e sulla certificazione del Consiglio d’Europa, introdotta dalle istituzioni con interventi di Annapia Ferrara, Francesca Gentile, Saverio Giulio Malatesta, Anna Ruggiero, Francesca Diana e Vittorio Palumbo, proporrà scenari concreti per la promozione del patrimonio mediterraneo. La due giorni si chiude con una visita guidata al museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Katalin Visky (foto le rotte del bronzo)

PROGRAMMA 22 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, incontro di studi, modera Gianni Ambrosino, giornalista. Saluti: Luigi Manzoni, sindaco di Pozzuoli; Lucio d’Alessandro, rettore dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Maria Luisa Tardugno, soprintendenza ABAP Area Metropolitana di Napoli; Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania; Vincenzo Cirillo, consigliere Città Metropolitana di Napoli; Josi Della Ragione, sindaco di Bacoli; Antonio Sabino, sindaco di Quarto; Nicola Scotto di Carlo, direttore museo “Tusa” di Procida; Mariasole La Rana, assessore alla cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla cultura di Procida; Mauro Cucco, assessore alla Cultura di Bacoli; Raffaella De Vivo, assessore alla Cultura di Quarto. Conclude Anne Holloway, avvocato figlia dell’archeologo R.R. Holloway; 11.10, pausa caffè. SESSIONE I: 11.30, Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana, “Il ruolo degli itinerari culturali Europei nell’attualità svolta per lo sviluppo economico dei territori”; 11.50, Massimiliano Marazzi, università Suor Orsola Benincasa di Napoli (online), “Le rotte del Mediterraneo. Introduzione”; 12.10, Federica Bertino, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Il nuovo catalogo delle ceramiche egee da Vivara”; 12.20, Carla Pepe, università Suor Orsola Benincasa di Napoli, “Procida – Vivara nell’età del Bronzo”. SESSIONE II: modera Marco Martone, giornalista; 12.40, Maria Clara Martinelli, parco archeologico delle Isole Eolie, “Segni, contrassegni e simboli sulla ceramica di capo graziano (Isole Eolie)”; 13, Pierfrancesco Talamo, archeologo, “L’età del Bronzo in Campania tra aree interne e costiere”; 13.20, Teodoro Scarano, università del Salento, “Roca Vecchia e la Puglia meridionale nell’età del Bronzo”; 13.40, pranzo a buffet. SESSIONE III: modera Gea Palumbo, università Roma Tre; 15, Anna Russolillo, parco archeologico di Himera Solunto e Iato, “Il villaggio fortificato dei Faraglioni (Ustica), recenti ricerche”; 15.20, Maurizio Cattani, università di Bologna, “L’abitato dell’età del Bronzo di Mursia (Pantelleria) nelle reti di connessione del Mediterraneo”; 15.40, Franco Foresta Martin, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Palermo, “Il clima e il collasso dell’età del Bronzo. Un caso studio: l’abbandono del villaggio di Ustica”; 16, Sandro de Vita, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Sez. Napoli, “Il caso della statuina di divinità femminile rinvenuta da R.R. Holloway nel villaggio preistorico di Ustica: possono i moderni strumenti analitici aiutare ad accertare l’autenticità del reperto?”; 16.20, Anna Abbate, gruppo archeologico Kyme, “L’insediamento fortificato sulla collina del Castiglione (Casamicciola)”; 16.40, Massimo Cultraro, CNR – università di Palermo (online), “I primi contatti elladico-micenei nel Mediterraneo centrale: Sicilia e isole flegree a confronto”. MOSTRA: alle 17, inaugurazione mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”. Opere di Pina Testa, Katalin Visky, Ciro D’Alessio. Fotografie di Vittorio Sciosia, Archivi Missioni Archeologiche e Museali. Esposizione dal 22 aprile al 30 aprile 2026.

Mostra “Visions of Bronze: Contemporary Art and Photography Exhibition”: opera di Pina Testa, “Mondo di Bronzo” (foto le rotte del bronzo)

PROGRAMMA 23 APRILE 2026 – Pozzuoli. Alle 10, tavola rotonda “Percorsi turistici culturali e Certificazione europea”. Saluti: Mariasole La Rana, assessore alla Cultura di Pozzuoli; Michele Assante del Leccese, delegato alla Cultura di Procida; Domenico Targia, direttore parco archeologico di Himera Solunto e Iato – Regione Siciliana. Introducono Annapia Ferrara, università di Pisa; Francesca Gentile, direttore tecnico Agenzia di Viaggi; Saverio Giulio Malatesta, cultural project manager responsabile Archeo&Arte3D DigiLab università La Sapienza; Anna Ruggiero, consulente Crowdinvesting; Vittorio Palumbo, presidente Aliseo. Intervengono i membri del Cts delle Rotte del Bronzo; 12, museo Archeologico dei Campi Flegrei. Visita guidata.

 

 

Cortona (Ar). Al centro convegni Sant’Agostino “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe: occasione per riscoprire il mito di Dardano con Virgilio e riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana

Lo sapevate che il viaggio di Enea è anche un ritorno a Cortona? Giovedì 23 aprile 2026, alle 10, al centro convegni Sant’Agostino in via Guelfa 40 a Cortona, “Enea a Cortona”: giornata di incontri, racconti, immagini e performance, nell’ambito della Cultural Route of the Council of Europe, organizzata dal Comune di Cortona e dall’associazione la Rotta di Enea: occasione per approfondire i valori contenuti nell’opera di Virgilio, poeta europeo per eccellenza, per valorizzare il patrimonio culturale condiviso, per riflettere sul mito e la storia degli Etruschi e il rapporto con la tradizione troiana.

Il logo dell’associazione Rotta di Enea

La giornata dedicata ad Enea non solo ospita interventi di archeologi, storici, esperti, ma anche momenti di spettacolo, fotografie e documentari, grazie ai contributi del curatore artistico Andrea Cocchi, con la partecipazione degli studenti di Cortona impegnati nella riscoperta del mito di Dardano. “Con Enea a Cortona”, dichiara il presidente della Rotta di Enea Giovnni Cafiero, “si celebra un aspetto importante del patrimonio culturale europeo, che affonda le sue radici nel Mediterraneo Antico. Enea ritorna là dove era partito Dardano in un percorso circolare che restituisce con il mito il concreto avanzare della civiltà europea attraverso l’incontro, lo scambio, la mescolanza; ed è importantissimo che tutto questo avvenga con il coinvolgimento delle istituzioni, delle comunità e dei giovani europei”. La Rotta di Enea è itinerario culturale europeo dal 2021. Il “gemellaggio” Cortona- Enea è legato a Dardano. Virgilio narra infatti che Dardano, figlio di Zeus e della Pleiade Elettra. era nato nella etrusca città di Corythum, individuata come Cortona, e da qui emigrò in Samotracia e poi nella Troade, dove i suoi discendenti fondarono Troia. Secondo Virgilio Enea dovrà cercare l’Antica Madre, percorrendo a ritroso la rotta dell’antenato Dardano. La struttura dell’Eneide si fonda su una certezza: Enea ripercorre a ritroso, da Troia all’Italia, il viaggio compiuto dall’avo Dardano. Il viaggio di Enea è un ritorno, un nòstos simbolico dell’eroe nella terra degli antenati, guidato dai sacri Penati.

La giornata dedicata a Enea a Cortona si apre alle 10 con i saluti del sindaco Luciano Meoni e altri interventi istituzionali. Intervengono tra gli altri Giovanni Cafiero presidente dell’Associazione Rotta di Enea, gli archeologi Filippo Coarelli su Il Mito di Enea a Roma e Sandra Gatti su Etruschi e Troiani. La manifestazione è arricchita dal reading teatrale a cura del Liceo artistico Luca Signorelli, da un documentario su Dardano e un video su Enea ritratto da Pietro da Cortona negli affreschi di Palazzo Pamphili a Roma. Le conclusioni sono affidate a Paolo Giulierini, dirigente area amministrativa e cultura del Comune di Cortona, già direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “L‘adesione alla rotta di Enea da parte del Comune di Cortona”, secondo Paolo Giulierini, “è un naturale ritorno all’idea della città come crocevia delle rotte di personaggi mitici come lo stesso Enea, Ulisse, il re pelasgo Nanas”. Nel pomeriggio la visita alla mostra fotografica di Mattia Crocetti “Diario di Enea” e un casting su “Volti Eterni” per cercare volti antichi tra i contemporanei.

 

 

Trento. Allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas il terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. I colori del passato”

Terzo e ultimo appuntamento della rassegna “ArcheoCinema a Tridentum. l colori del passato”, a cura dell’Ufficio beni archeologici in collaborazione con RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie) della Fondazione Museo Civico di Rovereto nell’ambito della mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”. Appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18, allo Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas, in piazza Cesare Battisti a Trento, con il film “Auf den Spuren verlorenen Farbe – Bunter Marmor im antiken Griechenland / Sulle tracce dei colori scomparsi – Marmi colorati dell’antica Grecia” di Elli Kriesch (Germania 2000, 46′). Ingresso gratuito. Quanto fosse magnificamente colorata un tempo l’architettura greca, lo testimonia già Platone. Anche le iscrizioni documentano che la pittura colorata era preziosa come il lavoro dello scultore. Tuttavia i colori non sono sopravvissuti ai millenni, solo delle tracce si sono conservate nei pori del marmo. Il film ci conduce ai famosi siti storici della Grecia: dall’isola di Samos, al famoso cimitero di Atene, all’Acropoli, a Delfi, a Egina. Le analisi dei resti di colore contribuiscono, oltre che alla ricostruzione della colorazione antica, anche a farci conoscere l’antico significato di straordinarie opere d’arte.

Bari. Alla Libreria Laterza presentazione del nuovo libro di Giuliano Volpe “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone”. Intervengono Francesca Romana Paolillo e Alessandro Laterza

A pochi giorni dall’uscita in libreria, appuntamento mercoledì 22 aprile 2026, alle 18.30, alla Libreria Laterza in via Dante a Bari, presentazione del nuovo libro di Giuliano Volpe “Archeologia. Storia e metodi, paesaggi e persone” (Laterza), in collaborazione con il Centro studi normanno svevi. Dialogheranno con il prof. Volpe Francesca Romana Paolillo, soprintendente Archeologia Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bari, e Alessandro Laterza, amministratore delegato di Editori Laterza. Il libro: nell’ultimo mezzo secolo l’archeologia ha molto modificato e arricchito il proprio bagaglio metodologico e ampliato i propri campi d’azione a livello temporale, spaziale e tematico. Questo libro offre un punto di vista aggiornato sull’evoluzione della disciplina, valorizzandone le molteplici opportunità.

Napoli. A Palazzo Corigliano (università di Napoli L’Orientale), in presenza e su Zoom, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore

Martedì 21 aprile 2026, alle 10.30, al Salone delle Conferenze (II Piano) di Palazzo Corigliano, università di Napoli L’Orientale in piazza San Domenico Maggiore 12 di Napoli, il seminario “Siracusa: l’alba di una città greca Prime evidenze e spazi del sacro” tenuto da Giulio Amara della Scuola Normale Superiore: approfondimento sulle origini della città di Siracusa, con particolare attenzione alle prime testimonianze archeologiche e agli spazi sacri che hanno caratterizzato la sua nascita e sviluppo. Sarà possibile seguire il seminario anche in remoto, tramite piattaforma Zoom, chiedendo il link al responsabile della segreteria dell’evento: nitti_francesco993@libero.it.

 

Verona. A Vinitaly 2026 presentata la terza edizione di Vinitaly and The City al parco archeologico di Sibari e la novità sul lungomare di Reggio Calabria: archeologia, paesaggio e cultura enogastronomica si incontrano e diventano racconto. Gli interventi di Filippo Demma, Gianpaolo Giacobini e Gianluca Gallo

Vinitaly 2026: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti al padiglione della Regione Calabria (foto drm-cal)

“Calabria. Dove tutto è cominciato” è il claim che campeggia nell’area espositiva della regione calabra a Vinitaly 2026, a Verona dal 12 al 15 aprile 2025. Ed è proprio dal padiglione della Regione Calabria che viene annunciata, dal sindaco di Cassano all’Ionio (Cs) Gianpaolo Giacobini e dal direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari Filippo Demma, la terza edizione di Vinitaly and The City in Calabria, al parco archeologico di Sibari (Cs) dal 17 al 19 luglio 2026, ricca di straordinarie iniziative, dove archeologia, paesaggio e cultura enogastronomica si incontrano e diventano racconto. Ma quest’anno, come spiega ad archeologiavocidalpassato.com l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, la Regione Calabria raddoppia gli appuntamenti di Vinitaly and The City, dando appuntamento in agosto 2026, il 1° e il 2, sul lungomare di Reggio Calabria.

“Oggi abbiamo un annuncio da dare perché adesso è anche ufficiale”, esordisce Gianpaolo Giacobini, sindaco di Cassano all’Ionio: “dal 17 al 19 luglio 2026 saremo di nuovo a Sibari, al parco archeologico, per la terza edizione del Vinitaly, un’edizione che tornerà naturalmente una volta ancora all’interno di quella che è la casa della grande Sibari magno-greca. E da qui i ringraziamenti a chi ci permette di vivere questa esperienza, Filippo Demma”.

Vinitaly 2026: “Dove tutto è cominciato”, claim della Regione Calabria (foto drm-cal)

“No, io non permetto assolutamente niente”, precisa Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari. “Torna a casa lo dici tu, sindaco. Perché quella è casa, perché quella è esattamente la casa dei sibariti, la casa dei cassanesi, la casa dei calabresi del Nord-Est, e quindi Sibari Vinitaly and the City torna a casa. Del resto è lì dove tutto è cominciato, come dice il claim di questa bella iniziativa, di questa bella edizione di Vinitaly and the City. Come mi diceva: Direttore, sarà l’edizione più bella di sempre. E io rispondevo: Sarà l’edizione più bella finora”. Riprende Giacobini: “Ci ritroveremo una volta ancora a luglio. Quest’anno dal 17 al 19 per un evento che sta diventando anche un motivo di orgoglio. Un grazie alla Regione Calabria che ha scelto di investire, a tuti quanti stanno già lavorando perché questa iniziativa possa riuscire nel modo migliore. Per Sibari è un motivo in più per mostrarsi al mondo, farsi conoscere e apprezzare, ma soprattutto anche un motivo d’orgoglio dopo tempi difficili per i quali questo appuntamento rappresenta adesso sicuramente un motivo di riscatto simbolico”. E Demma: “Orgoglio. Sicuramente orgoglio identitario; ed è sicuramente la nostra parte migliore, quella di cui siamo più contenti. Certo siamo stati in ginocchio, certo la comunità ha sofferto, continua a soffrire, ma ci si è mossi in tempo, ci si è mossi bene, e noi non vogliamo che questo sia un punto di riflessione, vogliano che sia semplicemente un punto da tenere presente, ma alla fine siamo in piedi e vi aspettiamo di nuovo a Vinitaly”. Chiude Giacobini: “Bene, tanto abbiamo detto. Null’altro resta da aggiungere, se non ricordare che dal 17 al 19 luglio ci si rivede a Sibari per il Vinitaly and the City”.

Vinitaly 2026: ingresso padiglione Calabria (foto graziano tavan)

“Fu un’idea apparentemente pazzesca quella di portare una manifestazione come il Vinitaly, un brand come quello di Verona Fiere, in un parco archeologico, al parco archeologico di Sibari”, ricorda ad archeologiavocidalpassato.com Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura: “ne parlai col direttore Demma. Il direttore Demma fu immediatamente d’accordo perché è da lì che tutto è cominciato: la leggenda narra che tremila anni fa gli antichi sibariti consumassero il vino che veniva prodotto nelle colline circostanti da quella straordinaria civiltà. Però oggi quell’idea è stata attualizzata. L’abbiamo preparata in pochi mesi. Abbiamo svolto la prima edizione nel luglio 2024. E nel luglio 2026 saremo alla terza edizione che terremo sempre nel parco archeologico ma con tante evoluzioni. Lo scorso anno c’è stata la presenza del ministro Lollobrigida. Sono convinto che quest’anno avremo la presenza di altri ministri che potranno accompagnarci in questo percorso di attenzione verso una regione che attraverso il sistema vitivinicolo, quello agroalimentare, quello gastronomico, può riuscire anche a promuovere il prodotto territorio, e il rapporto forte tra vino, tra prodotti enogastronomici e la cultura e l’archeologia, credo sia un’idea forte”.

Copie di coppe da vino da Broglio di Trebisacce (1200 a.C.) conservate al museo Archeologico nazionale della Sibaritide (foto graziano tavan)

La vinificazione e il consumo di vino nel Mediterraneo occidentale, provenendo da Oriente, nella tarda età del Bronzo (3400 anni fa). Sono probabilmente i Greci e i Fenici a portare sulle proprie navi il nettare degli dei, come testimoniano un serie di reperti tra cui le anfore di tipo miceneo rinvenute in buon numero nell’alto Jonio cosentino. Importate dalla Grecia o prodotte localmente da artigiani emigrati, sono associate al vino e costituiscono le più antiche testimonianze del suo consumo nella penisola italica. L’esemplare esposto in copia negli stand della Calabria a Vinitaly 2026 proviene proprio dalla regione di Sibari, dove furono rinvenute in antiche capanne anche diverse serie di vasi per contenere, versare e bere vino, come le coppe in argilla grigiastra sempre esposte a Vinitaly che si datano a oltre 3200 anni fa.

Copia di anfora da trasporto di tipo miceneo (1350 a.C.) da Broglio di Trebisacce (foto graziano tavan)

Ma il fortissimo legame tra il vino e la terra che oggi chiamiamo Calabria, è testimoniato dal nome stesso che gli antichi Greci avevano attribuito a gran parte di questa regione: Enotria dal greco oinos, che significa appunto vino, e da oinotron, che è il palo di sostegno della vite e dei tralci. Dopo la fase pionieristica dell’età del Bronzo, furono ancora i Greci a diffondere capillarmente la produzione, il consumo e la cultura del vino in Italia. Nelle colonie greche come Sibari e Crotone, fondate nell’ultimo quarto dell’VIII sec. a.C., o Thurii, che visse a partire al 444 a.C., il vino era prodotto, consumato ma anche importato, come testimoniano migliaia di anfore da trasporto provenienti dal Mediterraneo orientale, come quella corinzia esposta a Vinitaly 2026 in copia. Particolarmente famoso il vino di Sibari, dove la produzione era così abbondante che, pare, a un certo punto il vino prodotto in vigna venisse trasportato in città e al porto direttamente tramite condutture in terracotta. Dei veri e propri “enodotti”.

“Non ci bastava una sola manifestazione”, spiega ad archeologiavocidalpassato.com Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura: “la terza edizione non ci bastava, la terza edizione di Vinitaly and the City presso il parco archeologico di Sibari per avere questo connubio tra storia, archeologia e prodotti agroalimentari.

Vinitaly 2026, padiglione Calabria: vetrina con copie di reperti dall’area magno-greca della Sibaritide (foto graziano tavan)

Abbiamo voluto rilanciare, e il 1° e 2 agosto saremo sul chilometro più bello d’Italia, quello che così veniva descritto dal grande Gabriele D’Annunzio, il lungomare di Reggio Calabria, il nostro ordinario affaccio sulla Sicilia e sullo stretto di Messina dove valorizzeremo i vitigni di quell’area, i vini di quel territorio, ma dove valorizzeremo ancora una volta il connubio tra una civiltà, quella magno-greca, e l’archeologia – Reggio è la città dei Bronzi di Riace – e tutto si svolgerà a pochi passi dal museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. E valorizzeremo insieme a tutto questo vino e prodotti identitari”.

Copia di cratere a campana a figure rosse con decorazione sovradipinta (350-300 a.C.) (foto graziano tavan)

Copia di coppa da vino (kylix) del gruppo del Cigno rosso (350-300 a.C.) (foto graziano tavan)

Una delle occasioni più tipiche che prevedeva il consumo di vino è il simposio (dal greco syn – pinein: bere insieme). Un momento conviviale e un’occasione di aggregazione per i membri dell’aristocrazia cittadina; qui il vino, cui erano riservati ricchi servizi da tavola – con alcuni pezzi di grande valore importati dalla Grecia – accompagnava le discussioni politiche, etiche e sociali, lo svolgimento di conversazioni colte, esibizioni sonore e poetiche che, talvolta, si trasformavano in situazioni di eccesso e sregolatezza. I commensali, indossando corone di edera e mirto, si distendevano sui letti disposti lungo le pareti della stanza e davano inizio al rituale conviviale: si purificavano le mani con acqua intiepidita e profumata, per poi cospargersi di unguenti. Si eleggeva quindi il simposiarca, colui che stabiliva le percentuali dell’acqua per la diluizione del vino e fissava le regole del convito, quali il numero dei brindisi, le modalità e le quantità delle bevute e il loro alternarsi ai canti e ai giochi. Al centro della sala veniva posizionato un grande contenitore, il cratere o lo stamnos, in cui Dioniso idealmente miscela il vino puro con l’acqua e altre sostanze (miele, spezie, essenze) e lo rende bevibile agli uomini. La copia di un cratere decorato a figure rosse e di una raffinata coppa di vino (kylix) sono esposte a Vinitaly 2026.

Ischia (Na). Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola, a Forio al via l’edizione 2026 “Progetto Kepos. Incontri di archeologia e paesaggio”: la quinta stagione è dedicata al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella

Con la conferenza “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” di Paola Viola apre ufficialmente il programma del Progetto KEPOS 2026 – Incontri di Archeologia e Paesaggio, ciclo di conferenze annuale promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale storico, archeologico, architettonico e paesaggistico italiano e internazionale a cura di Mariangela Catuogno, è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella, attraverso una particolare attenzione al tema del giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Nel 2026 ricorre infatti il centenario della nascita di Lady Susana Walton, carismatica anima creativa e custode di uno dei luoghi più incantati del Mediterraneo: i Giardini La Mortella di Forio d’Ischia. Per celebrare questa importante ricorrenza, la Fondazione Walton ha promosso un ampio progetto commemorativo che accompagnerà l’intero anno con eventi, concerti e appuntamenti culturali in Italia e in Inghilterra, dedicati alla memoria, all’arte e all’eredità culturale di una donna che ha lasciato un segno profondo sia nel mondo della natura sia in quello della musica.

Questo spirito celebrativo accompagnerà tutte le attività della Fondazione nel corso dell’anno. Anche il Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio, la serie di conferenze storico-paesaggistiche a cura della dott.ssa Mariangela Catuogno, sarà dunque dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton. Il ciclo di incontri assumerà una particolare impostazione tematica, valorizzando il giardino nella sua evoluzione storica e nel rapporto con le committenze italiane e straniere che nel tempo ne hanno promosso la realizzazione. Accanto a questo filo conduttore non mancheranno, tuttavia, i consueti temi di interesse archeologico, nel rispetto della vocazione divulgativa che caratterizza da sempre il Progetto Kepos. Ad inaugurare il ciclo di conferenze, il 16 aprile 2026, è un appuntamento dedicato al particolare rapporto tra committenza ed esecutori nella realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Il tema del dialogo tra artista e committenza tornerà anche nell’incontro conclusivo, previsto nel mese di ottobre, dedicato a Raffaello e alla sua attività a Villa Farnesina a Roma. L’evoluzione storica dei giardini sarà approfondita in tre interventi che offriranno un ampio excursus attraverso le diverse tipologie di giardino: dalle prime esperienze documentate nell’epoca dei faraoni fino al Settecento dei Lumi, per arrivare infine a esempi più recenti nel territorio pugliese. Anche la musica, sostenuta con grande impegno da Lady Walton attraverso la promozione di giovani talenti in ricordo dell’amato marito William Walton, troverà spazio nel programma di quest’anno, con un focus dedicato alla musica nel teatro greco. Chiuderanno il ciclo alcuni approfondimenti di carattere archeologico dedicati al rapporto tra le comunità dell’isola d’Ischia e quelle cumane, sia nella fase preellenica sia in quella coloniale, nonché al dialogo tra il mondo levantino e quello attestato a Pithekoussai, offrendo uno sguardo sulle dinamiche culturali e commerciali che hanno segnato la storia più antica dell’isola.

Giovedì 16 aprile 2026, alle 19, nella sala Recytal Hall dei Giardini La Mortella, primo appuntamento del Progetto KEPOS 2026, “Innovazione e diplomazia nel regno di Napoli. Emma e Carolina, musa e regina dell’english gardening a Caserta” con Paola Viola, conservatore del Paesaggio presso Servizio salvaguardia e valorizzazione del Parco della Reggia di Caserta. Ingresso libero dalle 18.30. Dopo i saluti della presidente della Fondazione William Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà Paola Viola che presenta due figure femminili, Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli, che hanno contribuito con la loro personalità e carisma alla realizzazione del Giardino all’Inglese della Reggia di Caserta. Modera l’incontro Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Lady Emma Hamilton e Maria Carolina d’Asburgo Lorena Regina di Napoli furono due donne molto diverse tra loro per estrazione sociale, educazione, cultura ma accomunate dall’intelligenza, dalla scaltrezza, dall’ambizione e dalla ricerca dell’auto determinazione in un contesto sociale e politico poco incline a riconoscere alle donne un ruolo che non fosse solo quello di moglie-fattrice e nutrice o anche concubina. Entrambe seppero imporsi sulla scena politica del Regno di Napoli. Quale poteva essere il luogo prediletto per l’incontro di queste due anime se non il Giardino inglese della Reggia di Caserta? Quel Giardino “diverso”, pervaso dallo stesso spirito di innovazione e dallo stesso fascino che ebbero le sue due artefici.