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Torino. Il museo Egizio apre al pubblico nuovi spazi dedicati al racconto della propria storia: allestite cinque nuove sale, fra cui quella dedicata alla fedele ricostruzione di un ambiente museale dell’800

Al museo Egizio di Torino inedito percorso biografico nell’allestimento di cinque nuove sale, fra cui quella dedicata alla fedele ricostruzione di un ambiente museale dell’800. La costante opera di ricerca e di indagine che caratterizza l’attività scientifica dell’equipe del museo Egizio di Torino, negli ultimi anni ha intensamente coinvolto anche l’ambito archivistico, offrendo, fra gli altri, elementi utili a meglio tratteggiare le vicende storiche dell’istituzione culturale torinese, nonché a rileggere pagine dell’egittologia che l’hanno vista al centro della scena fin dall’800. Nasce da qui il bisogno di dare un’altra forma e, soprattutto, maggiore sostanza a queste sale, fornendo una esaustiva e articolata risposta al quesito che inevitabilmente ci si pone varcando la soglia dell’edificio al numero 6 di via Accademia delle Scienze: perché il museo Egizio è a Torino?

Il nuovo allestimento delle sale storiche del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

A meno di cinque anni dall’aprile del 2015, quando fu svelata al pubblico la nuova configurazione del museo Egizio, frutto dell’imponente opera di rifunzionalizzazione che ne aveva trasformato gli spazi e ripensato la disposizione della collezione, le superfici all’interno dell’ex Collegio dei Nobili si arricchiscono ora di un ulteriore e significativo ampliamento del percorso espositivo. “Si tratta di un importante intervento strutturale”, spiegano all’Egizio, “realizzato nel corso dell’autunno, che ha per protagoniste le cosiddette “sale storiche” con cui i visitatori iniziano il percorso al piano ipogeo, laddove l’itinerario alla scoperta dell’antico Egitto è introdotto da un racconto sulle origini del museo stesso. Una narrazione proposta ora in una modalità rinnovata, approfondita e interattiva, grazie al completo riallestimento che ha articolato tale area in cinque inediti ambienti, uno dei quali destinato ad ospitare la fedele ricostruzione di una sala così come si presentava nell’800”.

Bernardino Drovetti, al centro, tra le rovine di Tebe nel 1818 (foto museo egizio)

“Dopo quasi 200 anni di storia il museo Egizio continua a caratterizzarsi come un’istituzione dinamica e in continuo fermento”, interviene Evelina Christillin, presidente del museo Egizio. “Il riallestimento delle sale che introducono la visita con il racconto delle origini di questa collezione, costituisce un’occasione preziosa per riscoprire e approfondire le profonde connessioni tra la storia di questo luogo e quella del territorio che lo ospita, nonché a collocarla all’interno del più generale contesto socio-culturale nazionale e internazionale. Un progetto particolarmente significativo lungo il percorso di avvicinamento al bicentenario del Museo Egizio che celebreremo nel 2024 e per il quale siamo già all’opera per sviluppare un’opportuna concertazione con il Mibact, la Soprintendenza, gli enti del territorio e gli altri soggetti coinvolti”. E il direttore Christian Greco: “L’esigenza di intervenire sull’assetto espositivo a meno di cinque anni dal riallestimento della collezione pone le sue basi nella natura stessa di un museo e dell’Egizio in particolare: questo è un luogo vivo, in continuo divenire, che muta e si evolve in virtù dei risultati della ricerca e del suo essere parte attiva della comunità. Cambiare e adeguare se stessi è quindi una naturale vocazione per un’istituzione come la nostra. Per questo importante progetto la ricerca rappresenta ancora una volta il punto di partenza per la nostra attività espositiva. Grazie al lavoro svolto dai nostri curatori sugli archivi, infatti, il nuovo percorso espositivo sviluppa ed espande la narrazione sulla storia del Museo, con elementi utili a rappresentare il contesto culturale al cui interno si è sviluppata. Tale scelta ha permesso di affiancare alla narrazione principale altre storie, che finora non erano state approfondite all’interno dell’esposizione, che, tra l’altro, contribuiscono a inserire la vicenda torinese nel quadro più complesso della realtà egiziana ed europea”.

Il nuovo allestimento della sala con Iside al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Descrivere la storia del museo Egizio di Torino significa ripercorrere un cammino che muove i suoi passi iniziali circa 400 anni fa, quando le prime antichità egizie approdano a Torino per volere dei sovrani di Casa Savoia, alla ricerca di ciò che oggi definiremmo uno “storytelling”, radicato nel mito, che ne legittimasse il potere. Un ruolo, quello della monarchia sabauda, che sarà poi determinante nel 1824, con la decisione del re Carlo Felice di acquistare la collezione Drovetti, facendone il nucleo fondante del museo, che nasce così in quello stesso anno.

Il museo Egizio nel 1941-1942 con i reperti imballati (foto museo egizio)

Il nuovo percorso storico è stato modellato attorno agli studi condotti all’interno del museo Egizio dal curatore Beppe Moiso e dall’archivista Tommaso Montonati ed è impreziosito e reso di agevole fruizione da un raffinato progetto di comunicazione visiva, realizzato dagli uffici del Museo in collaborazione di Nationhood per i prodotti multimediale, con il ricorso a immagini d’archivio – antiche litografie, stampe e fotografie d’epoca – nonché a una serie di video e supporti digitali che si incontrano esplorando le cinque sale.

La Mensa Isiaca nella prima sala del museo (foto museo egizio)

Alla prima di esse spetta il compito di illustrare la fase in cui tutto ebbe inizio, a partire dalle ragioni del rapporto tra Torino e l’antico Egitto. Un’introduzione affidata ai depositari di questa vera e propria epopea, ossia quei reperti giunti da antesignani sulle rive del Po: ad accogliere il visitatore nella nuova area è l’imponente statua di Ramses II, dopo la quale si svelano la Mensa Isiaca, pregevole tavola metallica di provenienza romanica, e via via gli altri reperti che testimoniano la genesi della collezione, fra cui la riproduzione della testa con segni cabalistici, visualizzata in 3D su un apposito schermo, conservata ai musei Reali, presso il museo di Antichità di Torino.

La nuova sala dedicata alle spedizioni napoleoniche e a Champollion (foto museo egizio)

Il cammino prosegue poi, dopo aver approfondito il fondamentale contributo delle figure chiave di Vitaliano Donati e Bernardino Drovetti, tratteggiando lo sviluppo della “Egittomania” in epoca Napoleonica, nata sull’onda della spedizione lungo il Nilo delle truppe francesi, che lo stesso Bonaparte aveva voluto fossero affiancate da oltre 150 Savants, studiosi di varie discipline provenienti dalle Università francesi, con una decina di disegnatori. Proprio il lavoro di questi ultimi, confluito negli undici volumi della famosa Description de l’Ègypte, viene qui messo a disposizione del pubblico in formato digitale, per mezzo di un monitor touchscreen che consente di scorrerne le pagine della seconda edizione, stampata tra il 1821 e il 1829.
Sulla parete opposta allo schermo si estende il suggestivo e scenografico riallestimento del libro dei morti di Iuefankh, papiro la cui lunghezza sfiora i 19 metri, esposto corredato da un apparato infografico che ne percorre e descrive minuziosamente l’intero sviluppo, sulla base degli studi compiuti dalla curatrice e filologa del Museo, Susanne Töpfer, consentendo al visitatore di osservare da vicino e comprendere i disegni e le formule che compongono questo straordinario reperto.

Gli scavi nell’area del tempio di Eliopoli della Missione Archeologica Italiana tra il 1903 al 1905 (foto museo egizio)

Nella prosecuzione del percorso espositivo numerosi sono gli elementi che restituiscono il clima del tempo, e il fervore sviluppatosi attorno all’antico Egitto e ai suoi reperti in quegli anni pionieristici per l’egittologia: in tal senso, di particolare interesse appare l’inedita sezione dedicata al contesto europeo ed egiziano, che permette di comprendere in che modo la collezione torinese si inscriva entro un quadro più generale di grande interesse per la nascente disciplina. Ma altrettanto fondamentale per comprendere il museo Egizio di Torino risulta essere la conoscenza di fasi storiche dense di entusiasmo, come accade con il racconto della M.A.I. – Missione Archeologica Italiana in Egitto e della direzione di Ernesto Schiaparelli, oppure il ricordo di momenti cupi quali gli anni del Fascismo e l’impatto sul museo della Seconda Guerra Mondiale.

Le due tele di Lorenzo Delleani del 1871 con il museo Egizio e il museo di Scienze naturali (foto museo egizio)

Entrare in una sala del museo Egizio dell’800. Uno degli aspetti che si è inteso approfondire, nell’ottica di offrire al pubblico un’esperienza immersiva reale, è quello relativo alla storia delle modalità espositive della collezione egittologica torinese, della loro evoluzione nel tempo: per introdurre il visitatore nell’autentica atmosfera ottocentesca e far meglio comprendere l’aspetto del museo di allora, è stata realizzata una sala che riproduce puntualmente l’allestimento di quegli anni, che rende più che mai evidenti il gusto e i canoni museali dell’epoca. In quel periodo le antichità in pietra e le statue erano collocate al piano terreno dell’edificio, come documentato da un acquerello di Marco Nicolosino, mentre il resto stava ai piani superiori, come invece illustrano le due tele di Lorenzo Delleani, rispettivamente del 1871 e 1881, che immortalano due momenti allestitivi distinti con vetrine di tipo diverso.

La ricostruzione di una sala del museo con l’allestimento come era nell’800 (foto museo egizio)

La ricostruzione storica ha pertanto preso a modello proprio la testimonianza pittorica del 1871: al piacevole disordine che caratterizza l’ambiente, ancora inteso quale luogo di studio più che sala museale, con reperti sparsi sul pavimento, si contrappongono severe vetrine a parete ingentilite da una delicata colorazione pastello; in alcuni casi sono esposte le medesime antichità, nel tentativo di trasmettere al visitatore il fascino di vivere la stessa esperienza di chi lo ha preceduto di 150 anni. Gli oggetti sono sistemati all’interno di alcune vetrine ottocentesche e, come allora, sono privi di didascalie, segno di una fruizione ancora riservata a pochi. Il centro della sala ospita una vetrina storica con all’interno il Canone Regio, un preziosissimo papiro che ha contribuito alla ricostruzione della cronologia egiziana antica. A fianco una mummia ancora completamente bendata all’interno del suo sarcofago. Tutto intorno altre teche, appartenenti al primo allestimento, contengono oggetti di culto e di uso quotidiano. Una parete intera è dedicata all’esposizione delle stele funerarie, in pietra e in legno. È infine possibile vedere – grazie al prestito dei musei Reali di Torino – una selezione delle oltre 3000 medaglie e monete di epoca tolemaica e romana che fanno parte della collezione riunita da Bernardino Drovetti.

Festività natalizie al museo Egizio di Torino: aperture straordinarie e attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti

La Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino quasi alla fine del percorso espositivo

Dal 23 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020, in occasione delle festività natalizie il museo Egizio di Torino accoglie i visitatori con un ricco programma di aperture straordinarie e di attività speciali, tra visite guidate interattive e laboratori per famiglie e per adulti. In particolare, da giovedì 26 a lunedì 30 dicembre 2019, e poi a ridosso dell’Epifania, da sabato 4 a lunedì 6 gennaio 2020, il museo osserverà un orario di apertura straordinario, dalle 9 alle 21, con ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. Il museo rimarrà invece chiuso il giorno di Natale e il 1° gennaio. Per la vigilia di Natale, martedì 24 dicembre, il museo sarà inoltre aperto fino alle 16. Ricco il calendario di laboratori e visite speciali per il periodo natalizio.

Lunedì 23, martedì 24 e giovedì 26 dicembre 2019, alle 10.10, visita guidata per famiglie: Chi vuol essere faraone? L’antico Egitto in pillole”. Percorso condotto in forma di quiz: l’egittologo sottopone ai partecipanti una serie di domande e alla luce delle risposte ricevute ha l’opportunità di svelare “in pillole” le curiosità e gli aspetti più affascinanti della cultura faraonica. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-chi-vuol-essere-faraone-124

Giovedì 26, sabato 28 e lunedì 30 dicembre 2019, sabato 4 gennaio 2020, alle 19, visita guidata per adulti al “Museo Egizio nascosto”. Il percorso mette in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il museo custodisce. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-nascosto-132

Giovedì 26 dicembre 2019 e lunedì 6 gennaio 2020, alle 15, attività per famiglie “Seshen: luce di vita eterna”. “Seshen” è il nome che gli egizi davano al loto, la cui vita dipende fortemente dalla luce del sole. Miti, divinità, raffigurazioni: nell’antico Egitto, sono molti i richiami a questa pianta. Dopo la visita ai reperti della collezione legati al tema, in laboratorio i ragazzi, aiutati dai genitori, saranno invitati a costruire una semplice lanterna a forma di loto. L’iniziativa è indicata per le famiglie con bambini di età dai 6 ai 10 anni. Durata: 120 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Da venerdì 27 a lunedì 30 dicembre 2019, attività per famiglie “Lo chiamavano But”. Lo scriba Butehamon e la cantatrice di Amon Tabekenkhonsu, in persona, guideranno i visitatori lungo un percorso museale ricco di sorprese. Un viaggio nel passato per rivivere le loro storie: la vita quotidiana nel villaggio di Deir el-Medina, la loro infanzia, le difficoltà della formazione da scriba e cantatrice, le amicizie e gli amori. Per approfondire il discorso sull’affascinante mondo delle divinità egizie e sui loro poteri, nella Galleria dei Re, Butehamon presenterà la dea Sekhmet e inviterà i partecipanti, tramite un rituale, a placare il cattivo umore della dea, nota per essere estremamente pericolosa. Infine, i visitatori potranno cimentarsi in una prova di disegno: da bravo maestro scriba, Butehamon sarà attento e disponibile a correggere le proporzioni, i dettagli e gli errori più comuni, ricordando con nostalgia le sue prime lezioni da apprendista. Infine, spiegherà ai giovani allievi come scrivere il loro nome in geroglifico, preceduto dal titolo onorifico di “sesh qedut” (“Scriba dei contorni”) direttamente su un frammento di carta di papiro. Ogni partecipante porterà a casa il foglio con il proprio disegno, a cui aggiungere il frammento di papiro personalizzato. Orari: 10.30 / 11.30 / 14 / 15. Durata: 90 minuti. Costo: 9 euro (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13.

Venerdì 27, domenica 29 dicembre 2019 e domenica 5 gennaio 2020, alle 19, laboratorio didattico “Sulle tracce del passato: speciale adulti”. I visitatori potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Orario: 19 (per tutte le date indicate). Durata: 90 minuti. Costo: 8 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/sulle-tracce-adulti

Lunedì 30 e martedì 31 dicembre 2019, alle 10.10, attività per famiglie “Egitto essenziale”: percorso per famiglie dedicato all’olfatto e agli aspetti più curiosi della cosmesi egizia. Gli antichi egizi si prendevano cura del proprio corpo, per esaltarne la bellezza e ottenere benessere. Da subito impararono a sfruttare le proprietà delle piante e dei minerali, alla ricerca di rimedi naturali, talvolta anche molto fantasiosi (ma poco efficaci). Unguenti, oli profumati, spezie e legni erano considerati preziosi, così come le resine profumate, bruciate durante le cerimonie religiose e funerarie. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-essenziale-29

Da martedì 31 dicembre 2019 a giovedì 2 gennaio 2020, alle 15.10, attività per famiglie “Sulle tracce del passato”. I piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all’interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire le famiglie, fornite di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere. Le scoperte effettuate in museo saranno annotate sul proprio quaderno che ciascuno potrà personalizzare segretamente mediante una penna magica. Grazie a tale dotazione piccoli e grandi detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo! Durata: 120 minuti. Costo: 12 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-sulle-tracce-del-passato

Mercoledì 1° e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “A casa di Kha”. Un percorso dedicato alla vita quotidiana dell’antico Egitto, che per molti aspetti rispecchia le difficoltà che ancora oggi l’uomo affronta giorno per giorno, dividendosi tra il lavoro e la vita privata. Le attività lavorative erano frenetiche, ma non mancava il tempo da condividere in famiglia, ciascuno con il proprio ruolo. Il percorso propone di osservare gli oggetti più adatti a ricostruire uno spaccato di vita, particolarmente dettagliato nel caso del corredo funerario di Kha e Merit: dai mobili ai vestiti persino agli strumenti di lavoro, il pubblico potrà stupirsi di fronte alla straordinaria attualità di oggetti appartenuti ad un architetto e scriba reale vissuto circa 3400 anni fa. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-a-casa-di-kha

Giovedì 2 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Geroglifici: che emozione!”. La visita guidata si focalizza sul fascino dell’antica scrittura geroglifica! Grazie all’aiuto di un egittologo, i giovani visitatori e i loro accompagnatori indagano il funzionamento dei segni geroglifici, provando a individuare e riconoscere i nomi, le formule e le espressioni più curiose che, con il loro significato nascosto, rendono ancora più affascinanti i reperti esposti. Un percorso coinvolgente invita alla riscoperta di quanto gli egizi hanno scritto di proprio pugno e hanno saputo tramandare fino ai giorni nostri! Durata: 90 min. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-geroglifici-che-emozione

Venerdì 3 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito”. Al museo Egizio potrete scoprire le principali strategie di sopravvivenza adottate dagli antichi abitanti della Valle del Nilo mediante la coltivazione della terra e le attività di caccia, pesca e allevamento. Le esigenze nutrite nel corso della vita quotidiana per gli Egizi avrebbero dovuto essere soddisfatte anche dopo la morte, in un Aldilà popolato dalle anime dei defunti e dalle divinità. Con l’aiuto della guida, osservando curiosi reperti, cibo e ingredienti da cucina perfettamente conservati e alcune raffigurazioni sulle pareti delle tombe, si andrà alla scoperta delle abitudini alimentari degli egizi, imparando a distinguere gli “ingredienti” comuni dai prodotti più pregiati riservati alla “tavola” del faraone e degli dei. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-fame-da-oltretomba

Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, alle 10.10, attività per famiglie “Il potere magico degli amuleti egizi”. Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti. Venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 gennaio 2020, ore 10:10 Attività per famiglie Il potere magico degli amuleti egizi Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell’antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell’Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alle segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà. Durata: 120 minuti Costo: 10 euro per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso) Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-potere-magico-amuleti-egizi

Sabato 4 gennaio 2020, alle 10.10, visita per famiglie “L’antico sapere dei faraoni”. Dove inizia e finisce una parola? Come si riconosce una formula magica? Quale significato nascondono i geroglifici? All’epoca dei faraoni il sapere veniva trasmesso mediante formule e testi presenti nei papiri oppure presenti su statue, sarcofagi o stele. L’uso della scrittura geroglifica era rivelato a pochi eletti, grazie ad un lungo e difficile insegnamento. Il percorso guidato si concentra sul fascino delle antiche iscrizioni geroglifiche e, attraverso la descrizione dei reperti esposti, farà luce sul sapere dei faraoni, sulle paure e sui loro desideri. Durata: 90 minuti. Costo: 5 euro (biglietto d’ingresso escluso). Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: info@museitorino.it. L’Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19; il sabato, dalle 9 alle 13. È possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/egizio-antico-sapere-dei-faraoni

La regina Nefertari arriva a Kansas City (Missouri). Al Nelson-Atkins Museum of Art ha aperto “Queen Nefertari: eternal Egypt”, con 250 reperti del museo Egizio di Torino

La locandina della mostra “Queen Nefertari: eternal Egypt” al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City

La regina Nefertari conquista Kansas City, nel Missouri. Prosegue con una nuova tappa il tour nordamericano dei reperti del Museo Egizio, protagonisti della mostra itinerante “Regine del Nilo” che, reduce dal successo di Washington, è approdata con un nuovo allestimento al Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City, dove potrà essere visitata dal pubblico statunitense fino al 29 marzo 2020.

Una sala espositiva della mostra “Queen Nefertari: eternal Egypt”

L’esposizione, che sta raccogliendo grande apprezzamento a livello internazionale, si presenta nella nuova sede col titolo “Queen Nefertari: eternal Egypt” proponendo un focus dedicato proprio alla regina moglie del faraone Ramesse II (1279 – 1213 a. C.). Un percorso espositivo che si snoda attraverso circa 250 reperti del Museo che comprendono, insieme a statue e oggetti di vita quotidiana, il corredo funerario e il coperchio del sarcofago di Nefertari, portati alla luce dalla Missione Archeologica Italiana guidata da Ernesto Schiaparelli e al lavoro nella Valle delle Regine tra il 1903 e il 1905.

La mummia di Nefertari è stata sottoposta a Tac all’ospedale di Kansas City

Ma prima di approdare nelle sale espositive del Nelson-Atkins, alcuni di questi reperti hanno soggiornato alcuni giorni, nelle scorse settimane, in un altro edificio della cittadina del Missouri: il Saint Luke’s Hospital, dove alcune indagini diagnostiche ne hanno certificato lo stato di conservazione ottimale.

Il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City

L’esposizione racconterà inoltre ai visitatori la storia delle mogli dei faraoni durante il Nuovo Regno nel periodo che va dal 1500 al 1000 a.C., quando regine come Ahmose Nefertari, Hatshepsut, Tiye, Nefertiti, e in particolare Nefertari, erano donne influenti che non ricoprivano soltanto il ruolo di mogli ma gestivano anche il palazzo del faraone esercitando un potere politico significativo.

Al museo Egizio di Torino il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo, medico legale nel cui laboratorio analizza i corpi delle vittime di delitti, disastri, incidenti, ma anche reperti archeologici di età antica

Cristina Cattaneo, professore di Medicina legale all’università di Milano

La locandina dell’incontro di Cristina Cattaneo al museo Egizio di Torino

Il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo

Il corpo di un ragazzo con in tasca un sacchetto di terra del suo paese, l’Eritrea; quello di un altro, proveniente dal Ghana, con addosso una tessera della biblioteca; i resti di un bambino che veste ancora un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e in francese. Sono i corpi delle vittime del Mediterraneo, morti nel tentativo di arrivare nel nostro paese su barconi fatiscenti, che raccontano di come si può “morire di speranza”. A molte di queste vittime è stata negata anche l’identità. L’emergenza umanitaria di migranti che attraversano il Mediterraneo ha restituito alle spiagge europee decine di migliaia di cadaveri, oltre la metà dei quali non sono mai stati identificati. Il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” di Cristina Cattaneo racconta, attraverso il vissuto di un medico legale (l’autore), il tentativo di un Paese di dare un nome a queste vittime dimenticate da tutti, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione del nostro tempo. Martedì 10 dicembre 2019, alle 17.30, il libro “Naufraghi senza volto. Dare un nome alle vittime del Mediterraneo” (Raffaello Cortina Editore) di Cristina Cattaneo, medico legale, antropologa e direttore del Labanof, Laboratorio di antropologia e odontologia forense di Milano sarà presentato nella sala conferenze del museo Egizio di Torino. Cristina Cattaneo è professore ordinario di Medicina legale all’università di Milano e direttore del LABANOF, Laboratorio di antropologia e odontologia forense. È attualmente coinvolta con l’Ufficio del Commissario straordinario per le persone scomparse nell’identificazione dei migranti morti in mare, in particolare per i naufragi di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e del 18 aprile 2015. Il Laboratorio analizza i corpi delle vittime di delitti, disastri, incidenti, ma anche reperti archeologici di età antica. Più recente è l’incontro con i naufragi nel Mediterraneo: il libro racconta, dal punto di vista personale di un medico legale, il tentativo di dare un nome a queste vittime dimenticate, e come questi corpi, più eloquenti dei vivi, testimonino la violenza e la disperazione che hanno vissuto. Durante la presentazione del libro dialogherà con l’autrice Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino. La presentazione del libro sarà in lingua italiana. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, streaming sulla pagina Facebook del museo Egizio. Cristina Cattaneo è stata ospite in museo in occasione del convegno “Human Remains. Ethics, Conservation, Display” (30 settembre e 1° ottobre 2019), durante il quale è stato affrontato il tema dell’esposizione dei resti umani con l’intento di dare voce all’ampia gamma di approcci a un tema così delicato, coinvolgendo esperti di diverse discipline come antropologi, biologi, biologi, restauratori, sociologi, curatori e operatori museali, medici legali e paleopatologi (vedi https://archeologiavocidalpassato.com/2019/09/29/dai-calchi-di-pompei-alle-mummie-egizie-al-museo-egizio-di-torino-dopo-napoli-pompei-secondo-atto-della-conferenza-internazionale-human-remains-ethics-conservation-display-ant/).

“Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia”: al museo Egizio di Torino incontro con Luigi Prada sul Papiro Satirico-erotico conservato all’Egizio

La locandina della conferenza del prof. Luigi Prada al museo Egizio di Torino

L’amore che gli antichi Egizi nutrivano per la vita e i suoi piaceri è evidente in innumerevoli testimonianze della loro cultura. Si pensi, per esempio, alle poesie d’amore giunteci dall’Età Ramesside o alle scene di banchetti nelle tombe di Nuovo Regno, piene di riferimenti diretti o metaforici al mondo della sensualità e dell’erotismo. Meno conosciuto, invece, è l’aspetto più prosaico e diretto – e non, a volte, pienamente crasso – che la celebrazione del sesso ha pure conosciuto lungo le rive del Nilo. Un esempio illustre ne è il Papiro Satirico-erotico conservato nel museo Egizio stesso, un manoscritto che può essere considerato uno dei primi esempi di pornografia nella storia umana. Martedì 3 dicembre 2019, alle 18, il museo Egizio di Torino in collaborazione con ACME (Associazione Amici e collaboratori del Museo Egizio) ospiterà la conferenza “Sensualità, sesso e oscenità fra Egitto antico e moderna Egittologia” tenuta da Luigi Prada. La conferenza sarà introdotta da Christian Greco e si terrà in italiano. La conferenza sarà inoltre trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del Museo. Ingresso gratuito alla sala conferenze in base alla disponibilità.

L’egittologo Luigi Prada

Luigi Prada è membro del dipartimento di Egittologia dell’università di Oxford e ricercatore per l’Accademia Britannica di Londra. Già ricercatore in Egittologia alle università di Oxford, Heidelberg, e professore invitato all’università di Copenaghen, è specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano. Al momento, sta preparando per la pubblicazione una monografia sulla divinazione e l’oniromanzia (interpretazione dei sogni) nell’Egitto antico. Altri suoi interessi includono l’epigrafia egiziana dal Nuovo Regno al Periodo Greco-Romano e Tardo Antico, e la questione dell’alfabetizzazione e scolarizzazione nell’Egitto dinastico e post-faraonico. È vice-direttore della missione di Oxford ad Elkab, nell’Alto Egitto, e partecipa anche a missioni nel deserto sudanese. Luigi Prada è anche il presidente dell’associazione ACME.

Particolare del Papiro Satirico-erotico conservato al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Sesso ed oscenità nell’antico Egitto sono argomenti poco conosciuti al pubblico anche a causa della storia della moderna Egittologia, e, in particolare, della censura applicata a testi ed artefatti antichi da generazioni di egittologi, sino ancora ad anni recenti. Questa conferenza intende presentare una storia alternativa dell’erotismo antico-egizio, dal periodo faraonico a quello greco-romano, illustrandola con esempi celebri e testimonianze meno note, se non ancora inedite, da un Egitto antico “a luci rosse”. Il Papiro satirico-erotico è tra i più famosi reperti del museo Egizio di Torino, scritto e illustrato da un pittore del villaggio di Deir el Medina all’epoca della XX dinastia. Il papiro si compone di due parti: la prima più satirica, con animali umanizzati; la seconda decisamente erotica, con una commistione di immagini e testo. Protagonista un uomo barbuto, con il corto gonnellino dei campagnoli, durante l’incontro con una cortigiana che viene descritto con dovizia di dettagli e un sorprendente senso dell’humor.

“Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato”: a Torino giornata studi sulla collaborazione tra museo Egizio e Archivio di Stato per riunire il proprio patrimonio archivistico

La locandina della giornata di studi “Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato” al museo Egizio e all’Archivio di Stato di Torino

Il museo Egizio e l’Archivio di Stato di Torino insieme in una nuova iniziativa che racconta la loro proficua collaborazione volta a riunire il proprio patrimonio archivistico, all’interno di una giornata di studi dal titolo “Carte d’Egitto. Sulle tracce del passato” in programma mercoledì 27 novembre 2019. L’intento è quello di proporre una riflessione sul ruolo degli Archivi e dei Musei quali luoghi di condivisione, comunicazione e conoscenza del patrimonio e sulla possibilità – agevolata anche dalle tecnologie digitali – di mettere in relazione frammenti di archivi per renderli nuovamente fruibili nella loro omogeneità. Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria su Eventbrite entro il 25 novembre, alle 13. Il simposio si svolgerà nelle sedi delle due Istituzioni (mattina all’Archivio di Stato, pomeriggio al museo Egizio) e la partecipazione prevede l’adesione a tutta la giornata. Ecco il programma.

La sede dell’Archivio di Stato di Torino

ARCHIVIO DI STATO DI TORINO, in sala Conferenze: piazzetta Mollino, 1. Alle 9, registrazione; 9.20, saluti istituzionali: Elisabetta Reale (Archivio di Stato di Torino), Luisa Papotti (soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino); Anna Maria Buzzi (direzione generale Archivi). SESSIONE 1: “Archivi e musei: patrimoni per la collettività”, presidente Christian Greco (museo Egizio): 9.40, introduzione ai lavori, Christian Greco in “Storia e prospettive di un progetto”; 10, Roberto Balzani (università di Bologna) in “Il racconto degli oggetti”; 10.20, Stefano Benedetto (Area Cultura e Archivio Storico della Città di Torino) in “Dialogo tra diverse realtà. Archivi, musei e biblioteche per la città”. Dopo il coffee break, SESSIONE 2: “Dallo scavo all’ archivio”, presidente Marco Carassi (Amici Archivio di Stato di Torino): 11, Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia) in “La preziosità degli archivi e della documentazione archeologica: la conservazione digitale e il geoportale nazionale per l’archeologia”; 11.20, Egle Micheletto (già soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le provincie di Alessandria, Asti, Cuneo) in “Archivi della soprintendenza, archivi dei musei: relazioni istituzionali e reti virtuali per un patrimonio documentario da condividere”; 11.40, Maria Gattullo (Archivio di Stato di Torino) in “Coltivare la memoria in una casa comune: il museo Egizio nell’Archivio di corte”; 12, visita ai depositi juvarriani (per partecipare è necessario prenotarsi in loco al momento della registrazione). Dalle 12.30 alle 14, pausa pranzo.

L’ingresso del museo Egizio di Torino

MUSEO EGIZIO, in sala Conferenze: via Accademia delle Scienze, 6. SESSIONE 3: “Conoscere per conservare. Gli archivi raccontano”, presidente Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia): 14, Marilina Betrò (università di Pisa) in “Introduzione ai lavori. Progetto Archivio Rosellini: valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio”; 14.20, Beppe Moiso (museo Egizio) in “Carte a confronto: Gebelein 1911, un difficile scavo della Missione Archeologica Italiana in Egitto”; 14.40, Tommaso Montonati (museo Egizio) in “Le carte di Qau el-Kebir, indagini per la ricostruzione dell’area archeologica”; 15, Paolo Del Vesco (museo Egizio) in “E cantano, cantano tutto il giorno…: canzoni di lavoro degli operai della Missione Archeologica Italiana in Egitto nel 1909”; 15.20, Federica Ugliano (università di Pisa) in “Ernesto Schiaparelli e la Missione Archeologica Italiana a Eliopoli (1903 – 1906): un dialogo tra archivi del passato e scavi del presente”. Dopo il Coffee break, SESSIONE 4: “Un’eredità per il futuro”, presidente Elisabetta Reale (Archivio di Stato di Torino): 16, Edoardo Garis (Archivio di Stato di Torino) in “Archivi e carte d’Egitto: strategie per la conoscenza e la divulgazione del patrimonio dell’Archivio di Stato di Torino mediante il suo sito web”; 16.20, Sara Rivoira (Archivio Tavola Valdese) in “Comunicare carte e oggetti: la “rete” del patrimonio culturale valdese”; 16.40, dibattito; 17, visita alla fototeca storica del museo Egizio (per partecipare è necessario prenotarsi in loco al momento della registrazione).

Christian Greco, direttore del museo Egizio, a Vicenza e Torino per parlare de “La biografia dell’oggetto”. E nella città berica curerà la grande mostra “Tebe nel Nuovo Regno”

Ciascun oggetto, antico o contemporaneo, possiede una propria biografia, unica ed irripetibile, che non termina insieme all’epoca o alla civiltà dalle quali ha avuto origine, ma continua a registrare silenziosamente frammenti di nuove memorie, via via che l’oggetto attraversa il tempo e i mutamenti della storia. Proprio “La biografia dell’oggetto” è il tema della conferenza che tiene Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, con un doppio appuntamento: domenica 24 novembre 2019, alle 17.30, sarà a Vicenza nel salone d’onore di Palazzo Chiericati. L’incontro è a cura del Gruppo Archeologico C.R.T. in collaborazione con l’assessorato alla cultura e i Musei civici di Vicenza, che registra già il tutto esaurito. Martedì 26 novembre 2019, alle 18, giocherà “in casa”, al museo Egizio, in collaborazione con ACME (Associazione Amici e collaboratori del Museo Egizio). La conferenza sarà in lingua italiana e verrà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del museo Egizio. Ingresso gratuito alla sala conferenze in base alla disponibilità.

Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino (foto Graziano Tavan)

Christian Greco è direttore del museo Egizio dal 2014. Ha guidato e diretto il progetto di ri-funzionalizzazione, il rinnovo dell’allestimento e del percorso espositivo, concluso il 31 Marzo 2015, che ha portato alla trasformazione dell’Egizio, da museo antiquario a museo archeologico. Formatosi principalmente in Olanda, è un egittologo con una grande esperienza in ambito museale. Alla direzione del museo Egizio ha sviluppato importanti collaborazioni internazionali con musei, università ed istituti di ricerca di tutto il mondo. Il lavoro sul campo archeologico è particolarmente importante: è stato membro dell’Epigraphic Survey of the Oriental Institute of the University of Chicago a Luxor e, dal 2011, è co-direttore della missione archeologica italo-olandese a Saqqara. Al suo attivo ha molteplici pubblicazioni divulgative e scientifiche in diverse lingue e numerose partecipazioni a convegni internazionali di egittologia e di museologia come keynote speaker.

Un poster della mostra “Archeologia Invisibile” al museo Egizio di Torino che spiega quante informazioni si possono ricavare da una mummia (foto Graziano Tavan)

Raccontando come sono stati usati, trasformati, abbandonati, dimenticati, riscoperti e poi tramandati magari per sottrarli ad un nuovo oblio, gli oggetti si oppongono perciò al tempo come testimoni della nostra esistenza e di quelle che ci hanno preceduto. Siano essi artistici o di uso quotidiano, reperti antichissimi o oggetti della nostra infanzia, gli oggetti agiscono come un ponte che mette in contatto chi li ha prodotti allora con chi oggi li osserva e li interroga. Nel tentativo di rendere sempre più nitido il mondo e le persone che hanno creato quegli oggetti, un Museo assolve così al fondamentale compito di raffinare continuamente quel contatto tra uomini ed esperienze di ogni tempo. Per cogliere negli oggetti i frammenti biografici che essi custodiscono nei materiali e nelle tecniche usati per produrli, nei danni, nelle riparazioni e nelle alterazioni a cui sono andati incontro con il tempo, un Museo ricorre alla sua più profonda e raffinata forma di ascolto: la Ricerca.

Il sarcofago intermedio di Merit al museo Egizio di Torino (foro museo Egizio)

Pendua e Nefertari, calcare da Deir el Medina, oggi al museo Egizio di Torino (foto museo Egizio)

Christian Greco sarà a Vicenza anche per annunciare la terza grande mostra in Basilica palladiana. Sarà proprio Christian Greco a curare la mostra “Tebe nel Nuovo Regno” (dall’11 dicembre 2021 al 18 aprile 2022) che chiuderà il ciclo dei tre eventi culturali che si aprirà il 6 dicembre con “Ritratto di donna. Il sogno degli anni Venti e lo sguardo di Ubaldo Oppi” (fino al 13 aprile 2020) curata da Stefania Portinari e che proseguirà con “Rinascimento privato” (dal 5 dicembre 2020 al 5 aprile 2021) per la curatela di Guido Beltramini, Davide Gasparotto e Mattia Vinco. “È un piacere ospitare a Vicenza Christian Greco con cui collaboreremo per la terza grande mostra in Basilica palladiana che sarà dedicata a “Tebe nel Nuovo Regno” e che aprirà nel 2021”, dichiara l’assessore Simona Siotto che sarà presente alla conferenza e porterà i saluti dell’amministrazione. “È per noi un grande onore collaborare con un direttore esperto e capace, apprezzato per avere trasformato il museo Egizio di Torino in un museo efficiente e attrattivo. La conferenza in programma domenica a Palazzo Chiericati registra già il tutto esaurito, un significativo segnale di quanto Greco si apprezzato e stimato”. E il direttore Greco: “Il museo Egizio, e anch’io a titolo personale, siamo davvero lieti di essere a fianco della città di Vicenza in questa nuova programmazione culturale. Da molti anni ho messo al centro della mia attività e dell’istituzione che ho l’onore e l’onere di dirigere quello della ricerca, la ricerca del passato. Del passato di una terra vicina all’Italia, l’Egitto, per studiarne la cultura materiale, per capirne gli sviluppi sociali, per comprenderne la concezione del mondo soprannaturale, della vita e della caducità dell’esistenza. Approfondire queste tematiche ci permette di capire chi siamo noi oggi. Ecco perché sono davvero felice di poter partecipare a questa nuova impresa culturale e di poter condividere con la mia città di origine, alla quale devo così tanto (in primis per la mia formazione), la ricerca che stiamo portando avanti al museo Egizio. Una ricerca a 360 gradi, che permetterà al pubblico non solo di vedere alcuni dei nostri magnifici reperti ma anche di conoscerne la loro biografia, di scoprire come grazie alle nuove metodologie d’indagine siamo riusciti a portare alla luce segreti che finora erano rimasti nascosti. Al contempo, per noi che siamo un museo archeologico è centrale l’attività sul campo: ecco quindi che l’artefatto esposto non è solo un oggetto d’arte, ma è restituito nel suo contesto, è letto come un documento storico, come la pagina di un libro aperto su un paesaggio in cui ha operato l’elemento antropico. Per questo ribadisco sempre l’importanza della ricerca, dell’archeologia di base, la sola che può farci scoprire nuovi segreti permettendoci di riconnettere un popolo e una società all’importantissimo patrimonio culturale che abbiamo; perché – lo ricordo – il museo Egizio è la seconda collezione egittologica al mondo e la più importante dopo quella conservata al Cairo”.