Vieste (Fg). Al Castello Svevo sesta edizione di Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente: tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film: al più votato dal pubblico il premio “Venere Sosandra”

Dal 28 al 30 giugno 2026, al Castello svevo di Vieste (Fg), torna Vieste Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte e ambiente, che assegna il premio “Venere Sosandra” al film più votato dal pubblico, giunto alla VI edizione. Evento organizzato da Città di Vieste, Polo Culturale Vieste, ArcheoLogica srl, Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Tre serate di grande cinema per raccontare l’archeologia, l’arte e l’ambiente, con sei film (inizio proiezioni sempre alle 21.15, ingresso libero e gratuito, informazioni: tel. 0884.712240), e ospiti speciali tra cui Gianfranco Viesti (ordinario di Economia – università di Bari); Mario Tozzi (geologo Cnr e divulgatore scientifico); Giuliano Volpe (ordinario di Archeologia – università di Bari).

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 21.15, apre il film “Vitrum. Il vetro dei Romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). Nel cuore del Mar Mediterraneo, tra le acque profonde al largo della Corsica, un misterioso relitto romano riemerge dall’oblio dopo duemila anni. A bordo, un carico straordinario: blocchi di vetro grezzo e oggetti di vetro finemente lavorati. Il film segue un’indagine archeologica senza precedenti condotta da un team internazionale di ricercatrici a bordo dell’Alfred Merlin, nave oceanografica d’eccellenza, per far luce su una scoperta rara e preziosa.
Quindi incontro con l’ospite Giuliano Volpe, ordinario di Archeologia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Il toro e la Madonna” di Claudio Sagliocco, Gianni Nunno (Italia 2025, 30’). A Bacugno, un paese di meno di cento abitanti nel centro Italia, sopravvive una festa di origini pagane. Ogni anno, si ripetono antichi riti precristiani che culminano in un momento solenne: un toro scende dalla montagna per inginocchiarsi davanti alla Vergine Maria. Il toro è stato donato a Bacugno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Nessuno sa da quanto tempo esista questa tradizione. Questo è il primo e unico film a raccontarne l’intera storia.

PROGRAMMA DI LUNEDÌ 29 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Metabolé” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Attraverso incontri con archeologi, paesaggi mutevoli e riflessioni personali, il film si dipana come una narrazione stratificata in cui il tempo non scorre in avanti, ma si ripiega su se stesso. Le storie si ripetono, si trasformano e persistono. Dalle torri costiere di Vieste ai fondali di Leuca, dal sito archeologico di Siponto alle Isole Tremiti, il mare emerge come un archivio vivente. Sotto la sua superficie giacciono relitti, anfore, frammenti: tracce di viaggi interrotti che non sono mai veramente scomparsi.
Quindi incontro con l’ospite Gianfranco Viesti ordinario di Economia, università di Bari, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Chiude la serata il film “Faragola. Un mondo ritrovato” di Nicolangelo De Bellis (Italia 2025, 28’). Il filmato conduce lo spettatore nella storia millenaria della villa di Faragola tra splendore e trasformazione. Nel suo massimo fulgore romano, tra III e IV secolo d.C., un ospite racconta ambienti sontuosi, il complesso termale e la cenatio con stibadium. Secoli dopo, tra le rovine, un giovane monaco ripercorre la memoria della villa guidato da un anziano confratello, riscoprendone le tracce nei libri e accompagnando il racconto fino all’età medievale e al suo declino.

PROGRAMMA DI MARTEDÌ 30 GIUGNO 2026. Alle 21.15 apre il film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica fanno da sfondo a tre cortometraggi dedicati all’uomo e al suo comportamento nei riguardi della natura e della società. Temi diversi con un comune denominatore: l’amore per la violenza e la non accettazione del diverso. Un’idea originale di Bruno Bozzetto che vuole invitare a riflettere sull’aggettivo “sapiens” associato a quell’essere umano che ama la violenza, non accetta il diverso, danneggia la natura, gli animali e la società.
Quindi incontro con l’ospite Mario Tozzi, geologo Cnr e divulgatore scientifico, intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Segue il film “Grotta Chauvet: sulle orme degli artisti preistorici / Grotte Chauvet: dans les pas des artistes de la Prehistoire” di Alexis de Favitski (Francia 2024, 52’). Le Gole dell’Ardèche, dicembre 1994: tre speleologi scoprono la Grotta Chauvet la più importante e antica d’Europa. Decorata con innumerevoli figure animali mozzafiato risalenti a 36.000 anni fa. Ventimila anni prima di Lascaux, Homo Sapiens aveva già dimostrato una sorprendente maestria artistica. Per motivi di conservazione, la grotta Chauvet non è mai stata accessibile al pubblico. Solo un team di ricercatori è autorizzato a scendere nella grotta e studiarla per un mese all’anno. La troupe cinematografica avrà il privilegio di accompagnarli e accompagnarci in una delle loro missioni. Chiude l’edizione del Festival la cerimonia di premiazione con l’assegnazione del premio del pubblico “Premio Venere Sosandra – Vieste 2026”.



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