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La secolare storia dei trabucchi, protagonisti del film “I giganti del mare” di Daniele Di Domenico, vince il premio del pubblico Venere Sosandra della seconda edizione del Vieste Archeofilm

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I trabucchi, dal film “I giganti del mare” di Daniele Di Domenico

vieste_archeofilm_2022_locandinaLa secolare storia dei trabucchi e delle generazioni che ne tramandano l’eredità al centro della pellicola che ha vinto la seconda edizione di “Vieste Archeofilm”, il festival internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente organizzato, nella splendida cornice del Castello Svevo Aragonese (che ha registrato il tutto esaurito), dalla Città di Vieste – Assessorato alla Cultura – in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm e con il patrocinio di Apulia Film Commission. I film proposti al “Vieste Archeofilm” sono stati il risultato di una selezione delle opere presentate in anteprima al “Firenze Archeofilm 2022”, il festival – casa madre organizzato nel capoluogo toscano e che raccoglie ogni anno le più importanti novità mondiali del cinema di archeologia arte e ambiente. “Il grande successo di questa iniziativa”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Vieste, Graziamaria Starace, “ci rende molto soddisfatti. Il pubblico, numerosissimo ogni sera, ha premiato l’alta qualità degli ospiti e dei contenuti dei film proposti. Per le prossime edizioni proporremo un ventaglio più ampio di location per questa importante e ormai affermata manifestazione”.

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Frame del film “I giganti del mare” di Daniele Di Domenico

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Al Castello Aragonese di Vieste platea gremita per il Vieste Archeofilm (foto archeologia viva)

Dei film in concorso presentati nelle tre sere (dal 29 giugno al 1° luglio 2022) a fare il pieno di voti, espressi dal pubblico nella veste di giuria popolare, è stato il film “I giganti del mare” (Italia, 52’) per la regia di Daniele Di Domenico, direttore della fotografia e co-autore il viestano Fabio Abatantuono che ha ricevuto il Premio Venere Sosandra direttamente dal noto storico e giornalista Paolo Mieli, ospite d’onore della serata. La pellicola vincitrice conduce il pubblico in un viaggio in barca a vela lungo le coste di Abruzzo, Molise e Puglia alla scoperta dei trabucchi, grandi macchine da pesca che ricordano mostri colossali. Una storia che ci porta indietro di oltre 300 anni, quando un naufragio diede inizio all’epopea dei “giganti del mare”, testimoni silenziosi di una civiltà marinara unica al mondo, ma ancora poco conosciuta. Grazie ai suoni del mare e del vento che ci accompagnano, ci si immerge in un racconto senza tempo.

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Lo storico Paolo Mieli (a destra) intervistato al Vieste Archeofilm da Piero Pruneti, al centro, e Giuliano Volpe (foto archeologia viva)

Grande apprezzamento per l’intervista a Paolo Mieli, condotta da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, e Giuliano Volpe, archeologo dell’università di Bari, che ha preso le mosse dall’ultimo libro del giornalista e scrittore “Il tribunale della storia. Processo alle falsificazioni” per spaziare poi sui temi più cari al noto personaggio fino alla più scottante attualità.  Da Fidel Castro a Mussolini, passando per Vittorio Emanuele III, Filippo V e perfino Gesù di Nazareth, Mieli ha ricostruito con la brillantezza del grande divulgatore e lo sguardo vigile sui nostri giorni, in cosa consista l’applicazione di un metodo “giudiziario” per una rivisitazione dei fatti e delle figure della storia. Senza tralasciare cosa sia il tribunale della storia oggi nell’epoca dell’informazione diffusa.

Perugia Archeofilm. Per la prima edizione, il pubblico premia il Ladakh di Nicolò Bongiorno e la giuria scientifica il salvataggio dei templi nubiani dalle acque del Nilo di Olivier Lemaitre

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Tanto pubblico ai Giardini del Fronte per la prima edizione del Perugia Archeofilm (foto archeologia viva)

Perugia_archeofilm_2022_locandinaAl pubblico piace il fascino selvaggio del Ladakh mentre lo storico salvataggio dei templi salvati dalle acque del Nilo in Egitto convince la giuria di esperti. Si è chiusa con questi verdetti la prima edizione del Perugia Archeofilm – la manifestazione del cinema storico-archeologico-ambientale – tenutasi dal 21 al 23 giugno 2022 nel capoluogo umbro tra i Giardini del Frontone e il museo Archeologico nazionale dell’Umbria. L’evento è stato organizzato da Città di Perugia con “Archeologia Viva/Firenze Archeofilm” in collaborazione con Direzione regionale musei Umbria – Museo Archeologico nazionale dell’Umbria e Università degli Studi di Perugia. In collaborazione con Fondazione Carlo Lorenzini, Umbria Film Commission e Cinegatti.

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Frame del film film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno

Il pubblico, in qualità di giuria popolare, ha decretato vincitore del Premio “Città di Perugia- Archeologia Viva” il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100’). Il film è interamente girato in Ladakh, una regione dell’India in profonda trasformazione, che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica.

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Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lemaitre

Il Premio della giuria scientifica “Università degli Studi di Perugia” è stato invece assegnato a “Egitto: i templi salvati” del regista francese Olivier Lemaitre (Francia, 53’). Il film ripercorre lo storico salvataggio, negli anni Cinquanta del secolo scorso, di oltre venti templi nubiani destinati a sparire sotto le acque del Nilo a seguito della costruzione della nuova diga di Assuan. “L’opera – si legge nella motivazione – ha scelto di valorizzare una realtà archeologica particolarmente importante per la storia della civiltà egizia, nota al grande pubblico ma non nelle sue vicende più recenti, facendolo con un’informazione scientifica di grande ricchezza e qualità. Gli interventi di alta ingegneria, progettati e messi in opera per la salvaguardia dell’ingente patrimonio a rischio distruzione, sono narrati con grande chiarezza e notevole efficacia, suscitando perciò interesse e partecipazione emotiva. Le immagini suggestive, la rilevanza dei monumenti mostrati, il ricorso a una formula troppo spesso considerata desueta, come gli ottimi disegni, il diario di scavo e i documenti di archivio, il ritmo scorrevole ma non esasperato impresso al racconto, non in tendenza con mode più diffuse, suscitano il piacere della narrazione svolta nel tempo, e pertanto essa stessa capace di evocare il senso più profondo dell’antico”. Per la grafica del poster di “Perugia Archeofilm 2022” realizzato in concorso dagli studenti di Ingegneria Civile e Ambientale dell’università di Perugia è stato infine assegnato il Premio speciale “Carlo Lorenzini”.

Al via la prima edizione di Perugia Archeofilm: tre serate di proiezioni e conversazioni. Tre premi in concorso: del pubblico, dell’università e della grafica

Perugia_archeofilm_2022_locandinaSono passate sono alcune ore dall’archiviazione del Maremma Archeofilm che il festival diffuso del Firenze Archeofilm propone un nuovo appuntamento. Martedì 21 giugno 2022 a Perugia, nei Giardini del Frontone, alle 21.15, prende il via la prima edizione del Perugia Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia di Perugia a ingresso libero organizzato da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con Comune di Perugia, museo Archeologico nazionale dell’Umbria, università di Perugia. Tre sere di proiezioni e conversazioni: i primi due, 21 – 22 giugno 2022, alle 21.15, a Perugia nei Giardini del Frontone (Borgo XX Giugno snc), il terzo, 23 giugno 2022, alle 21, a Perugia nel museo Archeologico nazionale dell’Umbria (piazza Giordano Bruno 10). In caso di maltempo il festival si svolgerà presso il museo Archeologico nazionale dell’Umbria. Ogni sera due film e un incontro. Martedì 21 giugno 2022, i film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52′) e “Il regno del sale. I 7000 anni di Hallstatt / The kingdom of salt. 7000 years of Hallstatt” di Domingo Rodes (Spagna, 23′) inframezzati dalla conversazione con Maria Angela Turchetti, direttore museo Archeologico nazionale dell’Umbria. Mercoledì 22 giugno 2022, i film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′) e “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona / Le buste de Néfertiti, naissance d’une icône” di Jean-Dominique Ferrucci (Francia, 17′) inframezzati dalla conversazione con il regista Nicolò Bongiorno. Giovedì 23 giugno 2022, il film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lemaitre (Francia, 53’) seguito dalla conversazione con Gian Luca Grassigli, ordinario Archeologia classica all’università di Perugia. Quindi cerimonia di premiazione con consegna del Premio del pubblico “Città di Perugia – Archeologia Viva”, del Premio della giuria scientifica “Università degli Studi di Perugia”, e del Premio speciale “Carlo Lorenzini” per la grafica del poster di “Perugia Archeofilm 2022” realizzato in concorso dagli studenti del “Laboratorio di Architettura e Composizione 1” attivato nel dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’università di Perugia in collaborazione con Fondazione “Carlo Lorenzini”. Chiude la rassegna perugina il film fuori concorso “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’).

Grosseto. Il film “Al tempo dei dinosauri” si è aggiudicato il premio del pubblico al Maremma Archeofilm 2022

grosseto_maremma-archeo-film_locandina-ridottaI dinosauri hanno conquistato il pubblico di Grosseto. Dopo tre giorni di programmazione nel Giardino dell’Archeologia, il pubblico ha decretato il film vincitore del Maremma Archeofilm 2022, organizzato da Comune di Grosseto, Regione Toscana, associazione M.arte, museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm. Il premio “Maremma Archeofilm” è stato infatti al film “Al tempo dei dinosauri / Au temps des dinosaures” di Pascal Cuissot (Francia-Giappone, 52’). Negli ultimi vent’anni, la scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini ha cambiato il panorama paleontologico. In un viaggio attraverso il pianeta, il pubblico imparerà a conoscere comportamenti e caratteristiche precedentemente inaspettati: come questi giganti cacciavano, si riproducevano e si prendevano cura della prole. Questa prova esclusiva è combinata con immagini 3D altamente realistiche in un documentario ambizioso e spettacolare. Una visione elettrizzante ben lontana tuttavia dal mondo di Jurassic Park.

Grosseto. Al via Maremma Archeofilm: tre sere a ingresso gratuito con il meglio della cinematografia sulle civiltà del passato. Primo appuntamento della grande stagione 2022 dei Festival organizzati con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm

Si viaggia nel tempo e nello spazio con i film proposti da “Archeologia Viva/Firenze Archeofilm” e Associazione M.Arte al “Maremma Archeofilm”, il festival di archeologia arte e ambiente che sbarca a Grosseto dal 17 al 19 giugno, alle 21.15, nel Giardino dell’Archeologia: tre sere – tutte a ingresso gratuito – con il meglio della cinematografia sulle civiltà che hanno fatto la storia del nostro passato. L’evento è sostenuto da Comune di Grosseto, Regione Toscana, con il contributo Fondazione CR Firenze e Cesvot. Sponsor: Conad, Banca Tema, Cesvot. Informazioni: 0564. 488752 (museo Archeologico di Grosseto). In caso di maltempo il festival si svolgerà presso il museo di Storia naturale (str. Corsini 5, Grosseto).

La fortuna e la memoria del popolo degli Etruschi tra passato presente e futuro, ma anche la spettacolare scoperta di nuove specie di dinosauri e mostri marini che ha cambiato il panorama paleontologico. E poi l’Egitto al femminile attraverso la storia del Busto di Nefertiti scoperto nel 1912 nella terra dei faraoni, ma tuttora conservato a Berlino, la preistoria con il rinvenimento del primo essere umano in Sud Africa, il film animato su Seleuco fondatore della potente dinastia dei Selucidi nonché successore di Alessandro Magno nel settore orientale dello sterminato impero ellenistico. Infine le ultimissime scoperte sugli Incas costruttori del più grande impero precolombiano che l’America abbia conosciuto.

Ogni sera in programma oltre ai film, una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore Area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Il pubblico, in qualità di giuria popolare, potrà esprimere il proprio giudizio sui film in concorso contribuendo all’attribuzione del Premio “Maremma Archeofilm” alla pellicola più gradita. “Torna l’appuntamento con “Maremma Archeofilm”, la kermesse che coniuga l’arte, la cultura e la storia”, dichiarano il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore alla Cultura, Luca Agresti. “A partire dalle radici etrusche del nostro territorio si potranno scoprire mondi antichi e volare sulle ali della fantasia, grazie alla splendida selezione cinematografica che sarà proposta nella stupenda cornice del Giardino dell’archeologia. L’amministrazione è felice di sostenere questo progetto, che mira alla riscoperta, alla valorizzazione e alla condivisione di un inestimabile patrimonio comune”.

Con “Maremma Archeofilm” inizia la grande stagione 2022 dei Festival del cinema di Archeologia Arte Ambiente organizzati con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm, sempre a ingresso libero e gratuito. Dopo Grosseto, sarà la volta di Perugia, con “Perugia Archeofilm” ai Giardini del Frontone (21 – 22 giugno) e al museo Archeologico nazionale dell’Umbria (23 giugno), alle 21.15. Programma: www.firenzearcheofilm.it/perugia/ . Chiude il mese di giugno con “Vieste Archeofilm” al Castello di Vieste (29 giugno – 1° luglio), alle 21.15. Programma: www.firenzearcheofilm.it/vieste-fg/. All’inizio di luglio tocca a Centuripe (En) con “Centuripe Archeofilm” in piazza Duomo (8 – 11 luglio), alle 21.30. Programma: www.firenzearcheofilm.it/centuripe-en/. E a fine mese si torna ad Aquileia con “Aquileia Film Festival” in piazza Capitolo (26 luglio – 2 agosto), alle 21. Programma: www.firenzearcheofilm.it/aquileia/. La programmazione riprende a settembre a Varese con “Varese Archeofilm” ai Giardini Estensi (1° – 4 settembre), alle 20.30. Programma: www.firenzearcheofilm.it/varese/. Il mese successivo si chiude a Napoli con “Archeocinemann” al museo Archeologico nazionale (20 – 22 ottobre). Qui il programma è da definire.

A Firenze il convegno “Le immagini del patrimonio culturale: un’eredità condivisa?”: il tema sarà affrontato dal punto di vista della ricerca, dell’economia, del diritto e dell’associazionismo. In presenza all’auditorium di Santa Apollonia e on line

Ha senso oggi porre limiti alla diffusione del patrimonio culturale pubblico? La riproduzione delle sue immagini è un diritto collettivo che appartiene a tutti? Se la risposta è sì, perché a tutt’oggi non viene concessa a tutti? È infatti interdetta per le finalità commerciali, e quindi per le più variegate forme nelle quali si manifesta la creatività sociale. Sulla concessione della riproduzione delle immagini si misura la “temperatura” del dialogo tra istituzioni pubbliche e cittadini sul patrimonio culturale. Cerca di rispondere a questi scottanti e attualissimi interrogativi il convegno “Le immagini del patrimonio culturale: un’eredità condivisa?” organizzato dalla Fondazione Aglaia, d’intesa con la Regione Toscana, e in collaborazione con Archeologia Viva, Past Experience, ArchaeoReporter, in programma sabato 11 giugno 2022 a Firenze, all’auditorium di Santa Apollonia (via San Gallo 25a). L’incontro avrà inizio alle ore 10.30 e potrà essere seguito anche in diretta streaming sul canale YouTube di ArchaeoReporter. Informazioni: 339.7544894 / 0565.1766345 info@pastexperience.it.

“Selfie art” (foto archeologia viva)

Il tema, ricco di sfaccettature, sarà affrontato dal punto di vista della ricerca, dell’economia, del diritto e dell’associazionismo e sarà arricchito dall’illustrazione di alcune esperienze in atto facendo riferimento in modo particolare – ma non esclusivo – al territorio della Toscana. Nell’ambito del convegno si confrontano dunque diverse competenze, e in particolare è lasciato ampio spazio al mondo degli esperti di patrimonio culturale, diritto, economia e pubblica amministrazione, senza trascurare i punti di vista dell’associazionismo culturale. Conclude l’incontro una tavola rotonda che darà voce ai potenziali utilizzatori delle immagini, e quindi alle diverse professioni legate al patrimonio culturale, all’editoria e all’industria creativa.

Delta Archeo Festival a Comacchio. Convegno in presenza e on line “Turismo culturale: il potere dell’archeologia. Identità dei territori e storie di buone pratiche” con Roberto Cantagalli, Paolo Giulierini, Marxiano Melotti, Francesca Morandini, in collaborazione con Archeologia Viva

“Turismo culturale: il potere dell’archeologia. Identità dei territori e storie di buone pratiche”: è il titolo del convegno, in presenza e on line, in programma domenica 29 maggio 2022 a Comacchio nell’ambito del Delta Archeo Festival, in collaborazione con Archeologia Viva. Appuntamento alle 10 nella sala polivalente di Palazzo Bellini a Comacchio. E on line sulla piattaforma Zoom: il link https://us02web.zoom.us/j/82672241161… (ID riunione: 826 7224 1161 Passcode: 598443). Intervengono Roberto Cantagalli, Paolo Giulierini, Marxiano Melotti, Francesca Morandini. Introduce e modera Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Ingresso libero. Dopo i saluti di Pierluigi Negri, sindaco di Comacchio; Lorenzo Marchesini, presidente Gal Delta 2000; Aida Morelli, presidente Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Delta del Po; Moreno Gasparini, presidente Ente Parco Regionale Veneto Delta del Po; intervengono Roberto Cantagalli, dirigente Cultura e Turismo – Comune di Comacchio, project manager progetto Value; Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli; Marxiano Melotti, docente Sociologia del Turismo del Patrimonio culturale – università “Niccolò Cusano”; Francesca Morandini, conservatrice collezioni e aree archeologiche Comune di Brescia – Fondazione Brescia Musei. In collaborazione con “Firenze Archeofilm”: Promozione attraverso il cinema: esempi di best practice. Il film “Antico presente. Del desiderio. Della paura”, regia Lucio Fiorentino, progetto scientifico di Ludovico Solima, produzione Mann, 10’; il film “Viarium. Paesaggi culturali dell’Ager Bantinus”, regia Francesco Gabellone, consulenza scientifica Sabrina Mutino, produzione Pinacoteca Camillo d’Errico, 12’. Programma pomeridiano dalle 14 alle 16. Le esperienze dei partner del Progetto VALUE. Intervengono Andrea Gaucci, Alma Mater Studiorum – università di Bologna; Alessandro Rucco, università Ca’ Foscari di Venezia; Ursula Thun, università di Ferrara; Sara Campagnari, SABAP-BO. Le azioni pilota del progetto VALUE. Intervengono Rahela Veskovic, Town of Cres (HR); Antonio Gottarelli, Alma Mater Studiorum – università di Bologna; Alberta Facchi, direttrice museo Archeologico nazionale di Adria.

Firenze. Alla Mediateca Toscana Firenze Archeofilm presenta gli highlights dell’edizione 2022 (e il film pluripremiato “Il busto di Nefertiti”) e gli appuntamenti del tour estivo

Frame del film “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona” di Jean-Dominique Ferrucci

Firenze Archeofilm presenta il tour estivo 2022, il cosiddetto festival diffuso, nel nuovo evento “Incontro con Firenze Archeofilm” promosso lunedì 2 maggio 2022, alle 16.45, alla Mediateca Toscana, in via San Gallo 25 a Firenze, nell’ambito del ciclo “la valigia dei sogni” che vuole promuovere e diffondere la cultura cinematografica, nei suoi più diversi aspetti, valorizzando l’ingente patrimonio filmico e documentale dell’istituzione culturale che afferisce a Fondazione Sistema Toscana.  Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti. Consigliata la prenotazione a: segreteria@fst.it. Info: www.mediatecatoscana.it. Ai partecipanti all’incontro sarà data in omaggio una copia della rivista “Archeologia Viva”. Apre l’incontro la proiezione del corto pluripremiato “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona” di Jean-Dominique Ferrucci (17′, lingua: italiano).

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La locandina della quarta edizione di Firenze Archeofilm 2022

Firenze Archeofilm, il festival di Archeologia Arte Ambiente, presenta gli highlights dell’edizione 2022 – la IV edizione si è tenuta al cinema La Compagnia dal 2 al 6 marzo scorsi – e il tour estivo. Da giugno a ottobre il meglio di Firenze Archeofilm “scende” infatti nelle principali piazze d’Italia. Una grande occasione per il pubblico appassionato di storia antica e recente per poter rivedere una selezione dei titoli più acclamati (e premiati) nel festival fiorentino. Quest’anno si parte a giugno dalla Maremma, per la precisione da Grosseto (Giardini dell’archeologia, 17-19 giugno 2022), per fare tappa successivamente a Perugia (Giardini del Frontone, 22 – 23 giugno 2022; museo Archeologico nazionale dell’Umbria, 24 giugno 2022), Vieste (Centro storico, 29 giugno – 1° luglio 2022), Centuripe (Piazza Duomo, 8 – 11 luglio 2022), Aquileia (Piazza Capitolo, 26 – 29 luglio 2022), Varese (Giardini Estensi, 1° – 4 settembre 2022), Napoli (museo Archeologico nazionale, 20 – 22 ottobre 2022), Lugano – Massagno (Cinema LUX art house, 28-29 ottobre 2021). Da Nord a Sud ogni Festival avrà una programmazione ad hoc così come variano gli ospiti che intrattengono il pubblico tra una proiezione e l’altra (tra questi Paolo Mieli e Alberto Angela).

Archeologia in lutto. È morto a 60 anni Marcello barbanera, professore di Archeologia e storia dell’arte greca e romana alla Sapienza di Roma. Si è interessato di storia dell’archeologia, scultura greca, metodologia della storia dell’arte, storia del collezionismo, archeologia della Magna Grecia, museografia. Il ricordo di colleghi, allievi e appassionati

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Il prof. Marcello Barbanera. Era professore di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana all’università La Sapienza di Roma

Archeologia in lutto. L’università La Sapienza di Roma è in lutto. È morto il 10 aprile 2022, a Roma, a sessant’anni, Marcello Barbanera, professore di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza Università di Roma e presidente del Polo museale dell’ateneo. Molto noto anche tra gli appassionati per il suo “Storia dell’archeologia classica in Italia” (Laterza, 2015), un libro fondamentale per inquadrare lo sviluppo della disciplina in Italia.

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Il prof. Marcello barbanera dal 2016 era direttore del museo dell’Arte classica di Roma La Sapienza

Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità esprime la commozione e il cordoglio di tutti i suoi membri per la prematura e tragica scomparsa di Marcello Barbanera, professore di Archeologia classica e Direttore del Museo di Arte Classica. Marcello Barbanera ha insegnato dal 2005 Archeologia e Storia dell’arte greca e romana presso il Dipartimento, dove, nel 1991, era diventato conservatore della Gipsoteca’ archeologica, curandone il progetto di restauro e divenendo poi Direttore del Museo dellArte Classica dal 2016 che oggi, 11 aprile 2022, interrompe le sue attività in segno di lutto. Dal 2019 ha diretto lo scavo archeologico di Elaioussa Sebaste (Turchia) e ha assunto le funzioni di Presidente del Polo Museale. In plurime occasioni ha ricoperto il ruolo di coordinatore scientifico di rilevanti progetti nazionali e internazionali, tra gli altri le celebrazioni del bimillenario per la morte di Cesare Germanico e la trasformazione in museo della villa dei mosaici di Spello. “Con la sua scomparsa viene meno non solo un collega, ma anche una figura di riferimento primaria – non solo in Sapienza – per la storia dell’arte e dell’archeologia, per lo studio dell’antico e della sua ricezione, un dotto studioso distintosi per la vasta e raffinata cultura, la cui eredità scientifica non mancherà di suscitare nuove indagini e approfondimenti nei settori esplorati durante la sua lunga e poliedrica carriera.

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La copertina del libro “Storia dell’archeologia classica in Italia” di Marcello Barbanera

Marcello Barbanera si era specializzato a Roma in Storia dell’arte antica. Ha trascorso soggiorni di studio a Parigi con Alain Schnapp (La Sorbonne 1997), è stato borsista a Berlino con Adolf H. Borbein (Alexander von Humboldt Stiftung, Freie Universität 1998 e 2005) e a New York (The Italian Academy, Columbia University 1999). Visiting professor a Parigi (Ecole des Hautes Etudes 1997 e Institut d’Histoire de l’Art 2006), è stato nel 2008 Kress Lecturer per l’Archaeological Institute of America, di cui era membro. Era socio corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico. Fellow del Morphomata Kolleg di Colonia (2012-13). La sua attività di ricerca è stata orientata verso la storia dell’archeologia, la scultura greca, la metodologia della storia dell’arte, la storia del collezionismo, l’archeologia della Magna Grecia, la museografia, la ricezione dell’antico e la definizione di arte nella società greca. Tra le sue pubblicazioni: “Il Guerriero di Agrigento” (1995), “Il Museo dell’Arte classica” (1995); “L’Archeologia degli Italiani” (1998); “Ranuccio Bianchi Bandinelli. Biografia ed epistolario di un grande archeologo” (2003); “Original und Kopie” (2006); “Collezione di antichità di Palazzo Lancellotti ai Coronari. Archeologia, Architettura, Restauro” (2008); “Relitti riletti. Trasformazione delle rovine e identità culturale” (2009); “Memoria. Cultura e Costruzione del ricordo nelle società del Mediterraneo e del Vicino oriente antico” (2010); “Originale e copia nell’arte antica” (2011); “Il Museo impossibile. Storie archeologiche: istituzioni, uomini, idee”, Roma 2012; “The Envy of Daedalus. Essay on the artist as murderer”, Köln (2013); “La forza delle rovine” (2015); “L’archeologia come strumento di coscienza civica. Paolo Orsi e Armando Lucifero pionieri della ricerca archeologica in Calabria” (2015); “Figure del corpo nell’arte antica” (2016); “Figure del corpo nel mondo antico” (2018); “Il classico si fa pop di scavi, copie e altri pasticci. Catalogo della mostra (Roma, 13 dicembre 2018-7 aprile 2019)” (2019); “Germanico Cesare a un passo dall’Impero” (2021). E naturalmente, come si diceva, “Storia dell’archeologia classica in Italia” (2015).

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Il prof. Marcello Barbanera è morto a 60 anni

Unanime il cordoglio espresso dal mondo accademico, da molti allievi e da quanti hanno avuto modo di conoscere il prof. Marcello Barbanera in frequenti conferenze e incontri pubblici. “Oggi per me è un giorno triste – scrive un suo ex allievo Igor Baglioni – per tanti motivi, non da ultimo per la scomparsa di una persona speciale che è stata tra quelli che in passato mi hanno indicato la strada che, da spaesata matricola che si aggirava smarrita per i corridoi del Museo dei Gessi, in Sapienza, mi ha portato ad essere lo studioso che sono oggi. Le brutte notizie non giungono mai sole. Addio Marcello Barbanera. Che la terra ti sia lieve”. Gli fanno eco la professoressa Tiziana Pascucci: “Oggi è un giorno triste per Sapienza Università di Roma e per chi ha avuto la fortuna di conoscere Marcello Barbanera. Riposa in pace”. L’archeologo Andrea Camilli: “Un pensiero a Marcello Barbanera e ai pomeriggi di oltre trenta anni fa, passati in biblioteca di archeologia alla Sapienza a parlare (di archeologia, ma soprattutto di cani)… sit tibi terra levis”. Il professor Giuliano Volpe: “Che notizia tragica! una tristezza infinita, un dolore enorme, un caro amico da tantissimi anni, un collega coltissimo e sensibile”. Il professor Massimiliano Valenti: “Un signore, conosciuto quando facevamo l’università (ha un paio d’anni più me), in contatto nel corso degli anni per alcune notizie reciproche e, più recentemente, per il prestito di alcuni reperti per la mostra di Brescia sulla Vittoria. E quest’estate per una sua conferenza a Otricoli. Una triste tragedia”. Anche il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini e lo staff del Mann esprimono cordoglio per la scomparsa di Marcello Barbanera, insigne studioso e sapiente divulgatore, che lascerà un grande vuoto nel mondo dell’archeologia e non solo. E il direttore del parco archeologico di Ostia antica, Alessandro D’Alessio, nell’apprendere con infinita tristezza e sgomento della scomparsa di Marcello Barbanera, scrive: “Ciao Marcello, vola altissimo il tuo pensiero cristallino sopra le nostre misere vicende”. Mentre la direzione del parco archeologico del Colosseo ricorda il professore della sapienza ripubblicando un suo intervento nell’ambito dei Dialoghi in Curia (vedi Facebook). Infine noi lo vogliamo ricordare riproponendo una bella intervista che Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, ha fatto al prof. Marcello Barbanera nell’estate 2019 ad Aquileia, nell’ambito dell’Aquileia Film Festival 2019, organizzato dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze ArcheoFilm.

Firenze Archeofilm 2022 dedicato all’Ucraina lancia il messaggio “La cultura contro la guerra”: il film di Olivier Bourgeois “Il giuramento di Ciriaco” si aggiudica il “Premio Firenze Archeofilm”, assegnato dal pubblico, e il Premio Università di Firenze. Il Premio del Museo Fiorentino di Preistoria al film “Homo sapiens, le nuove origini” di Olivier Julien. Il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno vince il “Premio Archeologia Viva per la comunicazione dell’ambiente”

Olivier Bourgeois, regista del film “Il giuramento di Ciriaco”, con il “Premio Firenze Archeofilm” (foto Beppe Cabras / AV)
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La locandina della quarta edizione di Firenze Archeofilm 2022

“La cultura contro la guerra”: è il messaggio forte e chiaro che è stato lanciato dal pubblico e dalle giurie della quarta edizione di Firenze Archeofilm che si è chiuso domenica pomeriggio, 6 marzo 2022, al cinema La Compagnia di Firenze. Il film del regista Olivier Bourgeois “The oath of Cyriac  / Il giuramento di Ciriaco” (Andorra, 2021; 73’) si è aggiudicato ben due premi: il “Premio Firenze Archeofilm”, assegnato dal pubblico, e il Premio Università di Firenze (vedi A Firenze Archeofilm anteprima nazionale del film “Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois: la storia vera di archeologi, operai e custodi che nel 2011 hanno portato in salvo 24mila reperti sotto i bombardamenti e il tiro dei cecchini, consentendo la rinascita del Museo di Aleppo. Una statua restaurata dall’università di Firenze | archeologiavocidalpassato). E il regista Olivier Bourgeois ha ritirato di persona i due prestigiosi riconoscimenti. Un messaggio non casuale quello di Firenze Archeofilm 2022, organizzato da Archeologia Viva (Giunti editore), e dedicato all’Ucraina, per ribadire che la cultura (anche attraverso il cinema) ripudia la cultura della guerra. La pellicola, presentata al “Firenze Archeofilm” in anteprima nazionale, nonostante il tragico momento in cui è stata girata (durante la guerra civile siriana nel 2012) vuol infatti lanciare un messaggio di speranza e di possibile riscatto da ogni conflitto. Perché la cultura, intesa come conoscenza dell’altro, può e deve essere un’alternativa ai conflitti che continuano a coinvolgere l’umanità.

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

“Le ragioni per diffondere il cinema per raccontare il mondo antico”, interviene il direttore artistico Dario Di Blasi, “sono sempre state strettamente legate a diffondere conoscenza e consapevolezza di voler costruire un presente il più possibile privo di errori commessi nel passato come violenza, sopraffazioni e guerre. La quarta edizione del Firenze Archeofilm non poteva non avere questa urgenza nel proporre i propri film. Il pubblico e le giurie di esperti hanno riconosciuto questa necessità. Il pubblico con la scelta dei film migliori e, insieme,  le giurie di esperti hanno riconosciuto la necessità di salvare non solo le vite umane ma anche la cultura e il metodo scientifico. È stato sottolineato come il cinema debba ritornare nelle sale  per incontrare di nuovo il pubblico. È fondamentale il confronto diretto tra autore e spettatore per suscitare emozione e coinvolgimento”.

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Il regista Olivier Bourgeois al Firenze Archeofilm 2022 riceve il Premio dell’Università di Firenze dalla rettrice Alessandra Petrucci (foto Beppe Cabras / AV)

Il Premio Università di Firenze è andato dunque a “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois, con la seguente motivazione: “Perché la testimonianza diventi un deterrente contro ogni tentativo di distruzione delle culture, delle identità e della storia. Il giuramento di Ciriaco mette al centro il valore della testimonianza: quella che racconta il museo archeologico di Aleppo attraverso le proprie opere; quella che i dipendenti del museo hanno voluto tramandare al futuro salvando le opere dalla devastazione della guerra siriana e, in ultimo, un’ulteriore testimonianza che vede il team museale sul set di un film per ricordare ancora che salvare il patrimonio artistico e storico di un popolo significa salvarne le radici profonde dalla volontà, umana e cieca, di distruzione”.

La giuria del Premio Università di Firenze ha fatto anche una menzione di merito al film “Yuyos” di Michał Krawczyk e Giulia Lepori (Italia 2018, 70’), proiettato nella sezione “Original sound” con sottotitoli in italiano: “I Yuyos sono tutte le piante spontanee che pos[1]sono essere medicinali o semplici erbe. Ci sono yuyos tossici e altri benefici per la salute”. Il film – scrive la giuria – offre “un contributo che testimonia la cura, la conservazione, la valorizzazione di un patrimonio culturale attraverso una narrazione ecologica, un discorso (λόγος) sull’oikos, sulla casa, sullo spazio abitato, sull’ambiente. Yuyos, le piante spontanee che curano, rappresentano per la comunità contadina del Paraguay un sapere antico da difendere e da comunicare. Il documentario, dallo stile essenziale e molto ben costruito, ci guida, attraverso la sincerità delle immagini e dei racconti, ad abbracciare lo stile di vita dei due protagonisti e a condividere la difesa e la tutela di un territorio e di conoscenze che costituiscono il collante della loro stessa identità”.

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Il professore Fabio Martini e il direttore artistico di “Firenze Archeofilm” Dario Di Blasi (foto Beppe Cabras / AV)

Il terzo riconoscimento, il Premio del Museo Fiorentino di Preistoria, è andato invece al film “Homo sapiens, les nouvelles origines / Homo sapiens, le nuove origini” di Olivier Julien (Francia-Marocco, 2020; 52’) che documenta l’eccezionale rinvenimento in una grotta del Marocco: l’uomo di Jebel Irhoud, un nuovo tassello nella storia dell’umanità. La sua scoperta è infatti una svolta e la sua datazione di 300mila anni è stata uno shock, il risultato di una stupefacente indagine archeologica le cui conclusioni riscrivono la storia della nostra specie. Questa la motivazione della giuria: “Il film si caratterizza per l’alta qualità tecnica, il ritmo compatto della narrazione e per il rigore scientifico con cui viene presentato in forma divulgativa un tema specialistico. Motivo di apprezzamento è anche aver mostrato al largo pubblico che la ricerca archeologica -soprattutto quella relativa alla Preistoria che non possiede fonti scritte- deve avvalersi di contributi pluridisciplinari che, ben concertati, portano ad una documentazione attendibile, garanzia del percorso storico-scientifico”. E il professor Fabio Martini, presidente della giuria di preistoria: “Molti sono i temi emersi dai film proposti in questa quarta edizione. Temi stimolanti che riguardano l’archeologia, l’ambiente, l’arte e che fondono riflessioni, domande, dubbi, paure e speranze. Lo sguardo è rivolto verso il nostro futuro, nel tentativo di immaginarlo con gli occhi rivolti al passato, cercando nelle antiche civiltà, sino dalle origini, spunti per capire da quali premesse l’Uomo può oggi partire per costruire il futuro delle prossime generazioni”.

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Firenze Archeofilm 2022: Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, consegna al regista Nicolò Bongiorno il “Premio Archeologia Viva per la comunicazione dell’ambiente” (foto Beppe Cabras / AV)

Infine il film “Songs of the Water Spirits” (Italia, 2020; 100’) del regista Nicolò Bongiorno ha vinto il “Premio Archeologia Viva per la comunicazione dell’ambiente”. La pellicola è interamente girata in Ladakh, una regione dell’Himalaya in profonda trasformazione, dove un cambiamento climatico accelerato e uno sviluppo rampante stanno mettendo a rischio l’ambiente e la stessa identità dei suoi abitanti. Nicolò Bongiorno, intervistato dal direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti, ha rivelato di avere ereditato dal padre Mike la grande passione per la montagna, che ora lo ha portato a soggiornare in Ladakh per questo film dedicato al futuro del pianeta.