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Al via la XII edizione di Aquileia Film Festival con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto. E la conversazione con Paolo Mieli che presenta il libro “La terapia dell’oblio”

Con una serata-evento dedicata al centenario del Milite Ignoto il 27 luglio 2021 prende il via la dodicesima edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Regione FVG, Fondazione So.Co.Ba. e il prezioso sostegno di Solaris Yachts (vedi XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato | archeologiavocidalpassato). “Evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. L’evento per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it.

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” ( Italia 1921, durata 77’. Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fototecnici: formato originale 35mm (4/3), lunghezza 1680 m.; lingua: muto) in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli nel 2006-2007 a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il film sarà accompagnato dal vivo dalle note di Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso sul fronte della prima guerra mondiale, sceglie tra undici bare con le salme di soldati non identificati quella del Milite Ignoto, in una cerimonia che si tiene all’interno della Basilica di Aquileia. Il feretro, caricato su un convoglio speciale, parte alla volta di Roma, dove viene tumulato il 4 novembre al Vittoriano. Riprese effettuate dal 28 ottobre al 4 novembre 1921 a Trieste, Aquileia, Grado, Udine, Codroipo, Pordenone, Sacile, Conegliano, Venezia, Mestre, Montegrotto, Pontelagoscuro, Ferrara, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bergamo, Catania, Messina, Torino.

Copertina del libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” di Paolo Mieli
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Paolo Mieli, giornalista e storico

La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si partirà dai temi del film, dal Milite Ignoto, e poi si parlerà del suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli. I percorsi storici, le vie della storia sono costellate di manipolazioni e dimenticanze, talvolta casuali, ma più spesso determinate dalla volontà di legittimare ideologie e giustificare regimi. Talvolta prevale il bisogno di dimenticare perché il ricordo è insopportabile: sono i meccanismi psicologici di difesa che ognuno porta dentro di sé e che ci aiutano a liberarci di un passato troppo invadente che non ci consente di vivere annullando i vincoli costrittivi. C’è poi un contrasto insanabile fra storia e memoria, ovvero fra il ricordo personale dei fatti e una ricostruzione più oggettiva e riflessa. Della “terapia dell’oblio” fanno parte delle curiose amnesie, come quella della Rivoluzione napoletana del 1799 che la restaurazione della monarchia borbonica condannò alla distruzione di tutti i documenti, in modo da non lasciarne traccia. In questo caso, come in tanti altri, si trattò di una “terapia dell’oblio” utile alla conservazione di un potere che si autolegittima. La “terapia dell’oblio” indispensabile nelle persone, pericolosa quando viene esercitata dalle istituzioni, e comunque utile contro gli “eccessi della memoria” che possono rovinare le vite personali come quelle dei popoli. Oggi sembra necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico. Alla fine del Purgatorio di Dante, le anime dirette in Paradiso lavano i propri peccati nel fiume Lete per rimuovere le cose cattive del passato. Ma attenzione: riconoscono prima i loro peccati. 

XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)

aquileia_film-festival-2021_locandinaCinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì  3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane (foto fondazione aquileia)
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L’archeologo navale Francesco Tiboni

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Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

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Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)

Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

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Il gruppo Maram Oriental Ensemble

Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Frame del film “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” (foto fondazione aquileia)

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.

Il film di Alberto Castellani “Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” vince la terza edizione di “Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti”

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Roselle Archeofilm: le proiezioni nell’area archeologica di Roselle (foto archeologia viva)

“Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato” del regista veneziano Alberto Castellani ha vinto la terza edizione di “Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti”. Al centro della pellicola l’affascinante “terra tra i due fiumi” dalla nascita della cultura urbana fino ai devastanti saccheggi e alle distruzioni operati dall’Isis e non solo. Si è chiusa domenica 18 luglio 2021 la terza edizione di “Roselle Archeofilm Premio “O. Fioravanti”. La manifestazione è stata organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con Direzione Regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si è svolto con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, Fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema.

Una scena del film “Mesopotamia. In memoriam” di Alberto Castellani

Il pubblico, in qualità di giuria popolare, non ha avuto incertezze e ha decretato vincitore, con un notevole distacco di voti, il film tutto italiano di Alberto Castellani che indaga sulla storia della Mesopotamia e in particolare sulla grande stagione della nascita e sviluppo della cultura urbana in Iraq fino alle devastanti distruzioni del suo patrimonio archeologico. La serata si è conclusa con la proiezione di un corto animato “The Sound of that Beat”, prodotto dall’università di Bologna, che racconta “in presa diretta” la prima volta di un bambino iracheno all’interno del Museo di Baghdad dove sono custodite le testimonianze della nascita del suo territorio. 

Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico di Vetulonia, intervistata da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva (foto archeologia viva)

Ospite della serata conclusiva Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia, che, intervistata da Piero Pruneti, direttore di “Archeologia Viva” (Giunti Editore), ha parlato dei rapporti tra Vetulonia e Taranto ovvero tra la Maremma etrusca e la Magna Grecia anche alla luce della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città” in corso al museo di Vetulonia.

Al via il 3° Roselle Archeofilm con proiezioni serali nell’area archeologica, e pomeridiane a Grosseto nel Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. In programma otto film e tre conversazioni con protagonisti dell’archeologia

Tre serate sotto le stelle per viaggiare nel tempo e nello spazio restando comodamente seduti in poltrona. Dopo il successo delle scorse edizioni, dal 16 al 18 luglio 2021, “va in scena” il terzo appuntamento con Roselle ArcheoFilm – Premio “O. Fioravanti”, ingresso gratuito, prenotazione consigliata. Ricco e coinvolgente il programma di questa edizione che attraverso sapienti regie e grandi produzioni internazionali permette al pubblico di entrare in contatto con storie, uomini e civiltà che hanno fatto la storia o meglio le storie. Tra i temi del Festival le ultime scoperte sulla piramide di Cheope, le più antiche tracce dei Celti, la nascita delle città in Mesopotamia e la ri-nascita del museo di Baghdad, il rinvenimento di alcune sulle vette dell’Himalaya, la ricostruzione in 3D della straordinaria Selinunte “Ripartire dalla cultura”. Soddisfazione da parte del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che commenta: “Anche quest’anno il Comune promuove e contribuisce alla realizzazione di Roselle Archeofilm – Premio O. Fioravanti. Un appuntamento che s’inserisce perfettamente tra le nostre iniziative per incoraggiare la cultura in questa importante stagione di ripartenza”.

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

E Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm: “Anche in questa edizione di Roselle Archeofilm – Premio “O. Fioravanti abbiamo proposto opere cinematografiche provenienti da tutto il mondo, ma soprattutto rappresentative di realtà storico-archeologiche diversissime. Gran parte di questi film sono stati premiati in festival internazionali. Tra questi è recentissima la menzione speciale al film Il popolo delle dune, del regista David Geoffroy, al TAC International Film Festival in Oregon (Usa) per la sensibilità verso i mutamenti climatici (a Roselle il film è in programma sabato 17 luglio 2021, alle 21.15). Proponiamo queste opere non solo per aggiungere virtute e canoscenza a favore di un pubblico sempre più numeroso, ma per aumentare la sensibilità verso il territorio, il paesaggio storico e il patrimonio archeologico, quest’ultimo troppo spesso interessato da trafugamenti che alimentano il mercato clandestino. E la Toscana ne ha subito purtroppo le conseguenze per secoli, impreziosendo i grandi musei, non ultimo il Louvre”.

L’area archeologica di Roselle in una panoramica dall’alto (foto archelogia viva)
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Roselle Archeofilm nell’area archeologica (foto roselle archeofilm)

In programma tre serate (alle 21.15) nell’area archeologica di Roselle e due proiezioni pomeridiane (alle 18.15) a Grosseto, negli spazi del Polo culturale Le Clarisse e al museo di Storia Naturale. La manifestazione è organizzata da Archeologia Viva/Firenze Archeofilm con direzione regionale Musei della Toscana / Area archeologica nazionale di Roselle e Associazione M.Arte. Il Festival, sostenuto da Santina Grotto, si svolge con il patrocinio di Comune di Grosseto in collaborazione con museo Archeologico e d’Arte della Maremma, fondazione Grosseto Cultura; con il contributo di fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e la partecipazione di Conad e Banca Tema. Ogni sera in programma oltre ai film, anche una conversazione con i protagonisti dell’archeologia tra cui Susanna Sarti, direttore area archeologica nazionale di Roselle; Chiara Valdambrini, direttore museo Archeologico e d’Arte della Maremma; Eva Degl’Innocenti, direttore museo Archeologico nazionale di Taranto; Simona Rafanelli, direttore museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia. Informazioni: 0564.402403 (area Archeologica nazionale di Roselle), 0564.488752 (museo Archeologico e d’Arte della Maremma).

Frame del film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran
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Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle (foto mibact)

Programma serale. Venerdì 16 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’).  La piramide di Cheope. La grandiosità dell’edificio affascina ma suscita anche le teorie più irrazionali, basate sulla negazione di due secoli di ricerca. È il momento di raccontare i fatti scientifici, mostrarli, fornire le chiavi di lettura che permettano di coinvolgere, allo stesso tempo, la passione e lo spirito critico degli spettatori. Segue il film “Selinunte, città tra due fiumi” di Antonino Pirrotta, Alessandra Ragusa (Italia, 22’). Com’era Selinunte nel periodo del suo massimo splendore? Le ricostruzioni 3D dell’acropoli che si alternano alle riprese dal vero, danno un’idea di come doveva apparire prima della sua distruzione. Un racconto ricco di storia dove si intrecciano arte, cultura, mitologia e culti arcaici e nel quale Selinunte, anche se virtualmente, ritrova il suo antico splendore. Conversazione con Susanna Sarti, direttore dell’area archeologica nazionale di Roselle.

Il film “Il popolo delle dune” di David Geoffroy ha vinto tra l’altro il XIV premio “Paolo Orsi” alla XXX rassegna internazionale del cinema archeologico
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Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma (foto maam)

Programma serale. Sabato 17 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “I popoli delle dune” di David Geoffroy (Francia, 52’). Su una spiaggia normanna, alcune scoperte archeologiche senza precedenti guidano una squadra di archeologi sulle orme di un popolo celtico la cui cultura sembra differire da quella dei loro vicini del resto della Gallia. Ma non c’è tempo da perdere: l’erosione del mare rischia di distruggere per sempre le ultime tracce della vita degli uomini e delle donne che vissero qui tra II e I secolo a.C. Segue il film “La memoria di un filo” di Franco Zaffanella (Italia, 30’). Il film nasce dalla curiosità atavica di ripercorrere un percorso sperimentale di vita primitiva, consapevoli che la sperimentazione diretta è la chiave necessaria per capire la cultura di un popolo. L’obiettivo prefissato è la realizzazione di un indumento, partendo dalla semina di piantine di lino. Conversazione con Chiara Valdambrini, direttore del museo Archeologico e d’Arte della Maremma.

Una scena del film “Mesopotamia. In memoriam” di Alberto Castellani
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Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

Programma serale. Domenica 18 luglio 2021, alle 21.15. Apre il film “Mesopotamia in memoria. Appunti su un patrimonio violato” di Alberto Castellani (Italia, 50’). Il film è un’indagine sul “passato” e sul “presente” della Mesopotamia e sulla stagione della nascita della cultura urbana in Iraq. Grazie al secolare apporto della ricerca archeologica emerge una lunga storia fatta di insediamenti e di figure entrate nel mito. Segue l’assegnazione del premio “Olivo Fioravanti” 2021. Segue il corto “The Sound of that Beat Nazione” di Mirko Furlanetto (Italia, 5”). Una madre accompagna per la prima volta il figlio a visitare il Museo Nazionale di Baghdad, con lo scopo di spiegargli l’importanza di questo luogo. In un territorio in “ripartenza”, la valorizzazione e la conservazione del patrimonio archeologico e artistico rappresentano il “battito” di una Nazione. Conversazione con Eva Degl’Innocenti, direttore del museo Archeologico nazionale di Taranto, e Simona Rafanelli, direttore del museo Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia.

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Il regista Olivier Vandersleyen

Programma pomeridiano. Proiezioni fuori concorso in collaborazione con il museo Archeologico e d’Arte della Maremma. Venerdì 16 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, museo di Storia naturale della Maremma (str. Corsini 5). Film “I primi uomini dell’Himalaya” di Clark Liesl (Regno Unito, 50’). In Nepal migliaia di grotte ospitano tombe con mummie estremamente ben conservate, oltre a manoscritti, ceramiche e gioielli. Ma la scoperta più incredibile si trova nel DNA rinvenuto che spiega come questi homo sapiens sapiens siano riusciti ad adattarsi e sopravvivere a un clima estremo e a tale altitudine. Sabato 17 luglio 2021, alle 18.15: Grosseto, Polo culturale Le Clarisse (via Vinzaglio 27). Il film “La Stele della Tempesta” di Olivier Vandersleyen (Belgio, 64’). Cinquant’anni fa l’egittologo Vandersleyen tradusse una stele rinvenuta in Egitto poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. La stele descrive la terribile tempesta che invita chiaramente a badare alle Piaghe d’Egitto, come descritto nel libro dell’Esodo…

Napoli. Il museo Archeologico nazionale riapre il 28 aprile: si potrà finalmente visitare la grande mostra “Gladiatori”. Il direttore Giulierini: “Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte”

Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, presenta la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre al pubblico da mercoledì 28 aprile 2021. “La zona gialla consente al  museo Archeologico nazionale di Napoli  di riaprire e accogliere nei grandi spazi delle sue collezioni e nei giardini,  in assoluta sicurezza,  i visitatori e, tra questi, ci auguriamo tanti ragazzi con le loro famiglie”, interviene Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Lo facciamo con l’imperdibile mostra Gladiatori,  che avevamo presentato per ora solo virtualmente, e con un messaggio che unisce quella storia e quei miti  a un presente, ancora complicato, ma pieno di speranze. Solo uniti vinceremo, perché solo mostrando tutti insieme responsabilità nei comportamenti, compattezza, solidarietà, con forza e onore risolleveremo la testa. Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte che restituirà la sua linfa al territorio e riporterà presto il mondo a godere della bellezza italiana. Vi aspettiamo”.

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La rivista “Archeologia Viva” di maggio-giugno in omaggio ai primi 50 visitatori del 28 aprile

Da mercoledì 28 aprile 2021 si potrà visitare il museo nelle modalità abituali (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30; martedì riposo settimanale); sabato, domenica e festivi, l’accesso sarà consentito esclusivamente con la prenotazione, tramite i siti web coopculture.it, museoarcheologiconapoli.it e con l’app dedicata di Coopculture. I primi cinquanta visitatori, che saranno al Museo mercoledì 28, riceveranno in dono il numero di maggio/giugno 2021 della rivista “Archeologia Viva”, che dedica un ampio ed interessante approfondimento alla mostra “Gladiatori”. Il biglietto intero di ingresso al Mann costerà 10 euro (ridotto: 8 euro; giovani tra i 18 ed i 25 anni non compiuti: 2 euro); la card Openmann, che consente ingressi illimitati al Museo per 365 giorni dalla data di prima attivazione, avrà il prezzo di 15 euro per adulto, 30 per coppie (due adulti over 25 anni), 5 per Academy (studenti ed iscritti alle scuole di specializzazione senza limiti di età). I titolari di abbonamento in corso di validità recupereranno i mesi non fruiti a causa della chiusura del Museo.

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)
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La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Attesa novità della riapertura è la grande esposizione “Gladiatori”, allestita e presentata in streaming durante il lockdown; cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.  Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra. L’esposizione “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania ed avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania  (https://cultura.regione.campania.it ); partner della mostra  è Intesa Sanpaolo. Durante i mesi di chiusura si è lavorato all’allestimento della personale di Danilo Ambrosino, con un’incursione nell’arte contemporanea che si lega simbolicamente al tema dei Gladiatori: nel percorso “Leib_il corpo vivente” (in calendario sino al 30 settembre), curato da Olga Scotto di Vettimo, sono presentati venti dipinti realizzati con smalto e foglia oro su dibond. Nell’analisi creativa sul corpo, svelato nelle diverse posizioni degli arti e nel contrasto tra gli scuri ed i bagliori aurei, possibile individuare un parallelismo ideale con le figure, gli allenamenti e la preparazione atletica degli antichi combattenti nelle arene.

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Al Mann la mostra a fumetti “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore (foto Mann)

Per chi non avesse ancora avuto modo di visitarla, da non perdere la mostra “Lucy. Sogno di un’evoluzione” del “Michelangelo del Fumetto”, Tanino Liberatore: l’allestimento, promosso in rete con COMICON nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of Boundaries Viral Art Dissemination, è realizzato nella Sezione Preistoria e Protostoria del Mann per raccontare, con disegni e schizzi, le lontanissime (e sempre vive) radici dell’umanità. 

ArcheocineMANN 2020. Dopo il Premio Mann (andato a “Gli ultimi segreti di Nazca”), assegnato il Premio Scuole: gli studenti votano “Mostri e Miti”

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Al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca il premio MANN 2020

Con l’assegnazione del secondo dei due premi previsti, quello assegnato dalle Scuole, si è chiusa definitivamente la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema archeologico organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm (Giunti Editore).  Dal primo riconoscimento, il “Premio MANN”, conferito dalla giuria di esperti, e comunicato dal direttore artistico Dario Di Blasi già nella diretta streaming del 5 dicembre 2020, archeologiavocidalpassato ne ha dato tempestivamente conto (vedi La seconda edizione di archeocineMANN vinta dal film “Gli ultimi segreti di Nazca” sugli enigmatici geoglifi di Nasca e la piramide di Cahuachi. Ora per cinque giorni i film della rassegna sono on demand | archeologiavocidalpassato). Per la cronaca, lo ricordiamo, il premio è andato al film “Gli ultimi segreti di Nazca” di Jean Baptiste Erreca (Francia): analizzando una campagna di scavo dopo l’altra, il documentario ricostruisce l’origine, nel deserto di Nazca (sud del Perù), dell’immenso complesso che, con le linee geometriche e i misteriosi geoglifi visibili solo dal cielo, ancora oggi desta meraviglia e curiosità. 

Al film “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania) il premio Scuole di archeocineMANN
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Frame del film “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania)

E ora ecco il “Premio Scuole”. È stato assegnato da circa 750 studenti degli istituti superiori napoletani con un team di 24 docenti: la partecipazione degli allievi è stata promossa grazie alla collaborazione dei Servizi Educativi del MANN con l’associazione Moby Dick. Il riconoscimento è stato conferito a “Mostri e Miti” di Carsten Gutschmidt (Germania): non è un caso, forse, che i giovanissimi esaminatori abbiano selezionato un’opera in grado di mescolare sapientemente strumenti tecnologici e rigore scientifico, raccontando l’evoluzione del concetto di Medioevo, tra folclore e cultura; nel documentario, draghi, animali fantastici e creature mitiche permettono di ripercorre l’origine di figure alla base dell’immaginario collettivo. Gli istituti che hanno partecipato alla giuria sono stati: liceo scientifico-linguistico “Elio Vittorini” (13 classi), ITC Caruso (10 classi), liceo classico “Vittorio Emanuele II- Garibaldi” (4 classi), liceo “Genovesi- Campanella” (3 classi), liceo scientifico “Renato Caccioppoli” (3 classi), liceo scientifico “Cuoco- Campanella” (1 classe). L’edizione di quest’anno – necessariamente online a causa delle normative Covid – ha permesso un “porta a porta” (gratuito) nelle case e nelle scuole, garantendo, con ottimi risultati in termini di accessi, la fruizione  del meglio del cinema internazionale di Archeologia, Arte e Ambiente.

ArcheocineMANN 2020 in streaming e on demand. Di Blasi: “Da un’esperienza emergenziale a un’esperienza di cui far tesoro per il futuro”

Dario Di Blasi e Giulia Pruneti davanti al grande mosaico di Alessandro Magno e Dario III alla battaglia di Isso durante la diretta streaming di archeocineMANN (foto Mann)

napoli_mann_archeocinemann_locandina_on-demandArcheocineMANN 2020 in streaming e on demand: da un’esperienza emergenziale a un’esperienza di cui far tesoro per il futuro. Ne è convinto il direttore artistico Dario Di Blasi che, a conclusione della seconda edizione del  festival internazionale del cinema archeologico di Napoli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in rete con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. “Questa esperienza dell’archeocineMANN nata nella emergenza di una epidemia per salvare i Musei, il Cinema e l’Archeologia si sta trasformando in un modo nuovo e originale per raggiungere un grande pubblico senza limiti di spazio e di tempo con una tecnologia semplice e accessibile a chiunque”, afferma Di Blasi. “Permette a gran parte dei reperti conservati nei musei di essere vissuti nei loro contesti di appartenenza e rinvenimento. Permette a uomini, donne e bambini di avvicinare i luoghi e gli oggetti dell’archeologia attraverso il racconto del cinema che li rende vitali e non più lontani e muti nel loro silenzio millenario”. E continua: “Ogni innovazione presenta luci e ombre ma questo è ormai un sentiero tracciato per diffondere sempre più e articolatamente conoscenza in particolare per tutte quelle istituzioni che si occupano di formazione. Dobbiamo abituarci al fatto che ogni innovazione comporta risorse investimenti, sacrifici. Dietro ogni innovazione c’è ricerca, lavoro, impegno infinito. Non è vero che con la cultura non si mangia. Investire nei beni culturali, nel cinema, nel teatro, nella musica porta finalmente l’Italia ad avere un ruolo degno della sua storia. Ringrazio sinceramente la grande disponibilità del Mann a sperimentare questo nuovo linguaggio, la solida esperienza della rivista Archeologia Viva e la verve innovativa di FineArt Produzioni per la diffusione in streaming”. Questo il link da cui visualizzare le puntate vimeo.com/user/125980273/folder/3051708.

La seconda edizione di archeocineMANN vinta dal film “Gli ultimi segreti di Nazca” sugli enigmatici geoglifi di Nasca e la piramide di Cahuachi. Ora per cinque giorni i film della rassegna sono on demand

Quattro giorni di diretta in streaming sulla piattaforma www.streamcult.it e ora cinque giorni, dal 6 al 10 dicembre 2020, on demand con la possibilità di vedere o rivedere i film in programma nella seconda edizione di archeocineMANN, festival internazionale del cinema archeologico di Napoli, organizzato dal museo Archeologico nazionale di Napoli in rete con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. Quest’anno, in mancanza di pubblico in presenza, il premio Mann è stato assegnato da una giuria tecnica, composta dal direttore del Mann, Paolo Giulierini; dal direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti; e dal direttore artistico di archeocineMANN, Dario Di Blasi.

Al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca il premio MANN 2020

È toccato proprio a Dario Di Blasi l’onore di proclamare il vincitore del premio Mann: “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi della catena montuosa delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati… Questa la motivazione della giuria tecnica: “Dei geoglifi di Nasca e della piramide di Cahuachi molto si è parlato in questi anni. Molti film sono stati fatti, ma finalmente in quest’opera cinematografica, “Gli ultimi segreti di Nazca”, molte ipotesi sono state raffinate e sono diventate più plausibili e convincenti. La più che quarantennale ricerca di Giuseppe Orefici e la realizzazione del museo Antonini ricevono gratificazione da queste immagini. Un mondo così lontano nello spazio e nel tempo ci viene restituito con splendide immagini e particolareggiata ricerca. È con grande piacere che attribuiamo il premio Mann a quest’opera con la non troppo nascosta intenzione di premiare l’opera faticosa, difficile e puntigliosa di Giuseppe Orefici nel Progetto Nasca e del suo collaboratore Antonini prematuramente scomparso a cui è stato intitolato il museo di Nasca”.

ArcheocineMANN: al via la seconda edizione, tutta on line, tutta gratuita, con dieci film in concorso e quattro prime nazionali. Ecco il programma

Siete pronti? Tutti all’archeocineMANN con…un semplice click! Dieci film in concorso per il Premio Mann con quattro prime nazionali. E poi film, fuori concorso, della produzione del museo Archeologico nazionale di Napoli. Una serata speciale. E incontri con i protagonisti. Tutto on line. Tutto gratuito per la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti  solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). E dal 6 al 10 dicembre 2020 on demand. Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni. Ricco il programma, come ricorda il direttore Paolo Giulierini: “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori”. Vediamo il programma.

Si inizia mercoledì 2 dicembre 2020, alle 10, con due film che concorrono per il Premio Mann: “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre (Francia, 52’), e “Apud Cannas”, regia e supervisione 3D di Francesco Gabellone (Italia, 16’). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, altri due film per il Premio Mann: “Gladiatori, il ritorno” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia, 26’) e in prima nazionale “Il mondo di Cheope” di Florence Tran (Francia, 52’). Tra i due film, l’incontro / intervista con Patrizia Piacentini, ordinario di Egittologia dell’università Statale di Milano.

Seconda giornata, giovedì 3 dicembre 2020. Alle 10, per il Premio Mann, il film “Mesopotamia in memoriam: appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi Imperi” di Alberto Castellani (Italia, 60’). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, per il Premio Mann, due film in prima nazionale: “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith (Austria, 50’) e “Gli ultimi segreti di Nazca” di Jean Baptiste Erreca (Francia,  52’). Tra i due film, l’incontro / intervista con Giuliano Volpe, archeologo e scrittore, dell’università di Bari.

Giovedì 3 dicembre 2020, serata speciale “Giovedì sera al Mann”. Alle 20.45, il film “La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo” di Marco Melluso, Diego Schiavo (Italia, 50’). Interviene Syusy Blady (Maurizia Giusti) autrice conduttrice televisiva e “turista per caso”, protagonista del film nei panni di Matilde di Canossa.

Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Terza giornata, venerdì 4 dicembre 2020. Alle 10, per il Premio Mann, il film “Mostri e miti” di Carsten Gutschmidt (Germania, 52’). ). Alle 15, per la sezione “Mann fuori concorso”, “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie” di Damiano Falanga Alcubierre. Produzione: MANN. Realizzazione: Fondazione Il Cartastorie. Quattro episodi: “Scavando tra le carte”, “Il passeggero artista”, “Il tempo dell’Impero Venuti”, “Le stanze vuote”. Segue un’altra produzione MANN: trailer di “Thalassa. Il Racconto”, di Antonio Longo. Testi Antonio Longo e Salvatore Agizza. Alle 16, per il Premio Mann, in prima nazionale il film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine (Francia, 90’).

Ultima giornata, sabato 5 dicembre 2020. Alle 11, attenzione: solo diretta streaming, il film “Agalma”, vita al museo Archeologico nazionale di Napoli,  film documentario scritto e diretto da Doriana Monaco con le voci di Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, selezionato alla 17.ma edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77. Il film è  frutto  di tre anni di lavoro sulla quotidianità  di uno dei più importanti musei del mondo, che ha aperto le porte alla giovane regista allieva di FilmaP – Atelier di cinema del reale di Ponticelli.  “Agalma” è anche un omaggio al classico  “Viaggio in Italia” di  Roberto Rossellini, oggi più che mai significativo: al centro del racconto c’è  il rapporto segreto e sempre nuovo che nasce tra i visitatori e le meraviglie dell’antichità greco-romana, ma anche il respiro appassionato di chi pianifica ogni giorno la vita del museo. Tutto fa emergere il Mann come un grande organismo produttivo, che rivela la sua natura di cantiere materiale e intellettuale. In squadra con la regista, i fonici Filippo Puglia e Rosalia Cecere, il compositore Adriano Tenore, gli aiuti regia Marie Audiffren ed Ennio Donato e per la post produzione la montatrice Enrica Gatto e la colorist Simona Infante. Il film ha ricevuto la menzione speciale al Perso Lab 2019.

Il film “Enquêtes archéologiques. Persépolis, le paradis perse / Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro

Alle 16, per il Premio Mann, il film “Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro (Francia, 26’). Segue l’incontro / intervista con Pierfrancesco Callieri, ordinario di Archeologia dell’Iran preislamico all’università di Bologna – ISMEO. Quindi si procede alla cerimonia di consegna del Premio Mann seconda edizione. Chiude archeocineMANN il film fuori concorso “Scritto sulla pietra” di Farhad Pakdel (Iran, 17’).  

Il museo Archeologico nazionale di Napoli lancia la seconda edizione di archeocineMANN in streaming gratuito dal 2 al 5 dicembre, e on demand dal 6 al 10. Film e interviste per capire tutto sul nostro passato più antico. Al termine il “Premio MANN” e il “Premio Scuole”

L’emergenza sanitaria non ferma la seconda edizione di archeocineMANN, il festival internazionale del cinema di Archeologia, Arte e Ambiente, organizzato da museo Archeologico nazionale di Napoli in collaborazione con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. L’appuntamento si rinnova online, per non perdere la preziosa occasione di far dialogare arti solo apparentemente diverse: da mercoledì 2 a domenica 5 dicembre 2020 archeocineMANN arriva in streaming (con accesso gratuito). Con un semplice click (necessario registrarsi sul portale www.streamcult.it) si potrà assistere, senza barriere spazio-temporali, al meglio della produzione cinematografica dedicata a momenti e civiltà del passato che hanno fatto la storia. La definizione del programma di archeocineMANN, così come l’organizzazione dell’infrastruttura informatica e delle riprese, sono a cura dei Servizi Educativi del Museo (Lucia Emilio, responsabile, con Elisa Napolitano ed Antonio Sacco) insieme ad Archeologia Viva, Firenze Archeofilm. Il supporto tecnico è di Fine Art Produzioni.

Dietro le quinte: le riprese per il docu-film “Agalma” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mann)

“Il Mann come un portale dell’archeologia internazionale”, commenta il direttore dell’Archeologico, Paolo Giulierini. “Da Olimpia a Canne, dall’Egitto delle Piramidi alla Arles dei  Gladiatori, da Stonehenge al Perù, dai draghi del Medioevo alle ultime ore di Pompei: il museo Archeologico di Napoli vi invita a un viaggio nel tempo e nello spazio partendo dai nostri capolavori. Avevamo immaginato la seconda edizione di archeocineMANN come una festa nel nuovo auditorium. Abbiamo deciso di confermare le date annunciate e diffondere il grande cinema archeologico internazionale in streaming gratuito, perché crediamo nell’importante valenza culturale di questo appuntamento organizzato con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm. E lo facciamo anche con un particolare impegno per la didattica a distanza, offrendo materiali di altissima qualità che possono essere di supporto agli insegnanti e sicuramente affascineranno spettatori di ogni età. Tra il Mann e il cinema, come è noto, il rapporto è strettissimo: nelle nostre sale sono stati girati film celebri (da ‘Cadaveri eccellenti’ a ‘Napoli velata’), videoclip d’autore, documentari, ma non solo. Il Museo è anche produttore di audiovisivi per il web, a partire dal progetto Obvia e dall’incontro con il mondo dell’animazione napoletana, fino a opere per il grande schermo, dai corti ‘Antico Presente’  ad ‘Agalma’, che ci ha portato all’ultimo Festival di Venezia. La nostra proposta è, quindi, quella di scoprire sempre più il cinema archeologico, che affida la divulgazione scientifica alla forza dell’immagine e alla suggestione del racconto. Vi aspettiamo numerosi nella nostra sala virtuale”.

“Al Mann presentiamo le migliori opere cinematografiche prodotte di recente a livello mondiale e ancora mai proposte al grande pubblico”, dice Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. “Sono opere che documentano le ricerche più aggiornate sul rapporto fra l’uomo e il pianeta dalle origini della specie fino alle civiltà storiche. Si tratta di un rapporto molto controverso, soprattutto quando si parla di coabitazione e condivisone delle risorse, che dobbiamo tenere ben presente, perché può insegnarci tante cose utili in questa fase critica per tutta l’umanità, apparentemente disorientata riguardo a un futuro che si annuncia preoccupante. Ancora una volta non possiamo capire dove vogliamo andare se non sappiamo chi siamo e da dove veniamo”.

Frame del film “Olimpia, alle origini dei Giochi” di Olivier Lemaitre
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Frame del film “Mesopotamia in memoria” di Alberto Castellani

Tante le anteprime che accompagneranno il pubblico a spasso nel tempo, viaggiando alla volta dei luoghi più remoti del pianeta: si potrà entrare, così, nei cunicoli della Piramide di Cheope, dove una missione internazionale condurrà gli spettatori alla scoperta di una nuova misteriosa cavità; ancora, nel documentario ‘Apud Cannas’, in animazione su base 3D, saranno svelati gli aspetti inediti della celebre Battaglia di Canne. La storia millenaria della città di Olimpia starà tutta nel film girato laddove nacquero i più prestigiosi giochi dell’antichità, che ancora portano il nome di quel luogo famoso: le Olimpiadi, appunto. È invece di un italiano, Alberto Castellani, ‘Mesopotamia in memoriam. Appunti su un patrimonio violato. La stagione dei grandi imperi’: nel documentario, l’indagine archeologica si accompagnerà all’analisi dell’attuale stato dei siti iracheni, dopo i danni operati dall’Isis (e non solo).

Frame del film “Stonehenge. Un grande cimitero” di Nick Gillam-Smith
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Frame del film “Le ultime ore di Pompei” di Pierre Stine

Spazio, poi, al Medioevo, “rivisto e corretto” con grande ironia, nel film che vede nei panni di Matilde di Canossa l’ex “turista per caso” Syusy Blady (alias Maurizia Giusti). E ancora, lontano dalle fantasiose narrazioni hollywoodiane, ecco il (vero) mondo dei gladiatori, in un’anticipazione ideale della grande mostra che il Mann ospiterà nel marzo 2021. Non mancheranno novità sul sito megalitico più famoso di tutti i tempi, Stonehenge, identificato dal team dell’archeologo Mike Parker Pearson con un grande cimitero, così come un focus sulle ultime ore di Pompei, attraverso le scoperte recenti di un’equipe di studiosi francesi. Per gli appassionati di folclore e tradizioni millenarie, spazio di approfondimento su draghi e mostri nell’immaginario dei popoli del passato; da non perdere, infine, il film capolavoro dedicato alla grande capitale achemenide Persepoli.

La locandina del film documentario “Agalma” di Doriana Monaco

Arricchiranno il programma le più apprezzate produzioni cinematografiche del Mann: sarà possibile vedere il documentario ‘Agalma’ della giovane regista Doriana Monaco, che racconta, con le voci di Fabrizio Gifuni e Sonia Bergamasco, la vita “dietro le quinte” del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il film, selezionato per la 17esima edizione delle Giornate degli Autori di Venezia 77, è stato prodotto da Antonella Di Nocera (Parallelo 41 produzioni) e Lorenzo Cioffi (Ladoc) con il Mann. Ancora, in streaming, saranno presentati i cortometraggi de “La genesi del MANN. Un viaggio con il Cartastorie in quattro video” e il trailer del documentario “Thalassa. Il racconto”.

Pierfrancesco Callieri co-direttore a Tol-e Ajori (Persepoli, Iran) con Alireza Askari Chaverdi

Non solo film, ma anche racconti ed esperienze vissute: gli spettatori virtuali avranno l’opportunità di conoscere da vicino i grandi nomi della ricerca e divulgazione archeologica con interviste a Patrizia Piacentini (egittologa, direttrice della Missione di scavo ad Assuan), Pierfrancesco Callieri (direttore degli scavi italiani a Persepoli), Giuliano Volpe (archeologo e scrittore), Syusy Blady (attrice e conduttrice televisiva).

Frame del film “Apud Cannas” di Francesco Gabellone

Dopo la conclusione dello streaming e l’assegnazione del “Premio MANN” al film scelto dalla giuria di esperti della rassegna, archeocineMANN continuerà on demand dal 6 al 10 dicembre 2020: un’occasione importante, rivolta anche a professori e studenti per intrecciare contenuti e temi, tra archeologia, arte e cinema. Il Festival si proporrà, così, come una vera e propria “piattaforma” di approfondimento per le scuole superiori: il MANN metterà a disposizione gratuitamente  i film, tra cui quattro anteprime nazionali, corti, interviste e contenuti extra. Anche quest’anno, in collaborazione con l’Associazione Moby Dick, sarà assegnato il “Premio Scuole” al miglior film, selezionato da una giuria composta da oltre 200 allievi degli istituti superiori napoletani.​