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Firenze Archeofilm 2021. Proclamati i film vincitori: il premio del pubblico ai segreti di Nazca; il premio dell’università di Firenze ai templi salvati dell’Egitto; il premio del museo fiorentino di Preistoria ai misteri di Cabeço da Mina; menzione al film iraniano sui Bakhtiari

Firenze Archeofilm 2021: la cerimonia di premiazione. Da sinistra, Fabio Martini, Stefania Ippoliti, Alessandra Petrucci, Giulia Pruneti, Piero Pruneti, Dario Di Blasi (foto Firenze Archeofilm)

Archiviata la terza edizione di Firenze Archeofilm. In cinque giorni al Cinema La Compagnia di Firenze per l’edizione 2021 dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), è stata proiettata una sessantina di film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (60 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali) che hanno concorso per i 3 premi in palio. E domenica 12 settembre 2021 il momento clou con la proclamazione dei film che si sono aggiudicati il Premio “Firenze Archeofilm”, il Premio “Università di Firenze”, e il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”, alla presenza di Fabio Martini, professore emerito Archeologia preistorica; Stefania Ippoliti, responsabile cinema Sistema Toscana; Alessandra Petrucci, rettrice dell’università di Firenze; Giulia Pruneti, responsabile comunicazione FA/AV; Piero Pruneti, direttore AV; Dario Di Blasi, direttore artistico FA.

Frame del film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca

Premio “Firenze Archeofilm” del pubblico al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018; 52’). Nel sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Premio “Università di Firenze” al film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lamaitre (Francia, 2018; 53’). Nel 1954 la costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari: alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o New York. Nel film, ricco di animazioni 3D, vengono presentanti anche i documenti di archivio che illustrano gli ingegnosi piani di salvataggio e le estenuanti operazioni di lavoro degli operai del cantiere. Questa la motivazione della giuria: “Il premio viene assegnato per il sapiente uso dei filmati e dei documenti d’archivio, grazie ai quali il documentario illustra gli sforzi e le energie politiche, imprenditoriali e scientifiche messe in campo per salvare le preziose vestigia archeologiche ed architettoniche dell’Antico Egitto, un patrimonio messo al sicuro dalla risalita delle acque del Nilo e tramandato così alle generazioni future. A questo si aggiunge la capacità di costruire un dialogo con la realtà del ‘900 e per aver raccontato, con competenza ed equilibrio tra ricerca e divulgazione, una storia esemplare che rappresenta uno stimolo per chi crede nella necessità e nel dovere di conservare la memoria delle antiche civiltà passato”.

frame del film “I misteri di Cabeço da Mina / Os Enigmas do Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy

Premio “Museo Fiorentino di Preistoria” al film “I misteri di Cabeço da Mina / Os Enigmas do Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 2019; 27’). Il film descrive un enigmatico sito archeologico dove è stata scoperta una rara serie di statue-menhir con fattezze antropomorfe. Il documentario collega la realtà geografica e quella storica della regione circostante ad alcune affascinanti scoperte effettuate nella bellissima Vale da Vilariça, nella regione settentrionale del paese. Questa la motivazione della giuria: “Il film si è distinto per il rigore scientifico nella illustrazione del contesto monumentale, per il linguaggio accessibile che facilita la comprensione di quanto è emerso dal sito archeologico, per il valore tecnico. Importante è il collegamento con la realtà ambientale e sociale, indicativo di una visione ampia dell’archeologia come strumento di conoscenza e di identità civica”.

firenze_archeofilm_2021_locandinaMenzione speciale dell’università di Firenze al film “Bakhtiari sulle pendici di Oshtrankuh / Bakhtirihaey Damaneh Oshtrankuh” di Mohammadreza Hafezi (Iran, 2019; 40’). Film etnografico di forte impatto naturalistico e umano che va alla scoperta di una remota realtà. Penetrando del cuore di un Iran poco conosciuto, documenta le tra[1]dizioni e le usanze della piccola tribù dei Bakhtiari. Questa la motivazione della giuria: “Oltre all’interessante ed originale contenuto, il film si distingue per la tensione del racconto, il rigore formale, l’uso sorvegliato dei suoni e della musica, l’ottimo coordinamento tra voce narrante e inquadrature”.

Al via la quarta edizione di Varese Archeofilm festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente etnologia: quattro giornate nei Giardini Estensi con due film a serata e un incontro con un ospite sui temi presentati dai documentari

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I Giardini Estensi a Varese sede del Varese Archeofilm (foto Archeologia Viva)

Il docufilm “Libri di sabbia”, regia di Maurizio Fantoni Minnella, giovedì 2 settembre 2021 apre la quarta edizione di Varese Archeofilm Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente Etnologia, Premio “A. Castiglioni”, allestito da giovedì 2 a domenica 5 settembre 2021, alle 20.30, negli splendidi Giardini Estensi di Varese, ingresso gratuito. Organizzazione generale: Marco Castiglioni; selezione filmati: Dario Di Blasi, Marco Castiglioni; direzione editoriale: Giuditta Pruneti; conduzione delle serate: Giulia Pruneti. Evento organizzato da: Comune di Varese, Museo Castiglioni, Archeologia Viva – Giunti Editore, Firenze Archeofilm, Ce.R.D.O., Associazione Conoscere Varese. Archivio cinematografico: Firenze Archeofilm

Frame del film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella
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Il regista Maurizio Fantoni Minnella (foto varesepolis.it)

Il programma, giovedì 2 settembre 2021. Si inizia alle 20.30, come detto, con il film “Libri di sabbia” di Maurizio Fantoni Minnella (Italia, 52’). A Chinguetti e Ouadane, due delle quattro antiche città carovaniere del deserto della Mauritania, si conservano gelosamente antichi volumi e manoscritti che testimoniano l’elevato grado di civiltà raggiunto durante i secoli dalla cultura sahariana. Questo film ne ripercorre la suggestiva e misteriosa bellezza attraverso il racconto che di essa fanno i bibliotecari, custodi di un patrimonio inestimabile e raro. Il deserto è cultura, fascino e sopravvivenza. Per questo ci appare sempre più vicino. Ospite: Maurizio Fantoni Minnella scrittore, saggista, documentarista, critico cinematografico, pubblicista, fotografo. Segue il film “L’Era glaciale. Ritorno al futuro / Ice Age. Back to the future” di Anna Afanasyeva (Russia, 43’). Russia, il nord estremo, al confine tra la Chukotka e la Yakutia. In questi spettacolari paesaggi, lo scienziato russo Sergei Zimov, uno dei massimi esperti al mondo dello studio del permafrost, ha condotto un esperimento climatico unico dal cui risultato dipende il futuro della specie umana.

Frame del film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman
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L’egittologa Donatella Avanzo all’interno della tomba di Tutankhamon ricostruita a Jesolo (foto Graziano Tavan)

Seconda giornata, venerdì 3 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “70 milioni di mummie animali: il segreto oscuro dell’Egitto / 70 million animal mummies: Egypt’s dark secret” di Jon Eastman (Regno Unito, 60’). Grazie alla moderna tecnologia medica applicata alle mummie animali egizie dei musei di tutto il mondo, gli esperti stanno scoprendo la verità sullo strano ruolo degli animali nelle antiche credenze egizie. Nel film incontriamo scienziati che lavorano in Egitto e che stanno esplorando le antiche catacombe, dove erano state originariamente sepolte le mummie, per scoprire perché gli antichi Egizi mummificarono milioni e milioni di animali. Ospite: Donatella Avanzo egittologa. Segue il film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 52’). Nel Sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Frame del film film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno

nicolò-bongiornoTerza giornata, sabato 4 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “Songs of the Water Spirits” di Nicolò Bongiorno (Italia, 100′). Il Ladakh è una regione dell’India in profonda trasformazione che sta affrontando un percorso di rigenerazione culturale costantemente in bilico tra il richiamo di una tradizione arcana e uno sviluppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura i suoi abitanti. Menti coraggiose vogliono superare questo dualismo proponendo una mediazione virtuosa per restare se stessi senza chiudersi al mondo, valorizzando gli stimoli di una modernità che non implichi una mutazione antropologica. Possiamo, come Occidentali, imparare da questo laboratorio sociale, economico e culturale che è oggi il Ladakh? Ospite: Nicolò Bongiorno regista, produttore cinematografico, produttore televisivo. Segue il film “Mare Nostrum: storie dal mare di Roma” di Guido Fuganti (Italia, 21’). Docu-film dedicato al commercio trans-marino verso Roma all’inizio del II secolo d.C., durante l’impero di Traiano. Tre personaggi, un Armatore, un Capitano di naviglio fluviale (navis caducaria) e un Addetto del Corpus dei Mensores di Ostia, discutono di un carico di frumento e di altre merci che devono raggiungere Roma attraverso il Tevere.

Frame del film “L’Eldorado dei faraoni” di Pippo Cappellano (foto Archeologia Viva)
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L’archeologa Serena Massa e l’esploratore e cineasta Angelo Castiglione (foto ARONAnelWEB.it)

Quarta giornata, domenica 5 settembre 2021. Apre, alle 20.30, il film “L’Eldorado dei faraoni” di Pippo Cappellano (Italia, 50’). Da dove proveniva l’immensa quantità d’oro che, per secoli, rese enorme il potere dei Faraoni? Un viaggio alla ricerca delle antiche miniere della Nubia e delle rovine della mitica Berenice Pancrisia, centro vitale di una regione così ricca di prezioso metallo da essere considerata per secoli l’Eldorado dei Faraoni. Ospiti: Angelo Castiglioni archeologo, etnologo, antropologo, scrittore, cineasta e documentarista; Serena Massa archeologa, docente all’università Cattolica, responsabile scavi archeologici di Adulis in Eritrea. Segue il film “Pagine di preistoria” di Angelo e Alfredo Castiglioni (Italia, 24′). L’Antropologia studia l’uomo. Cosa c’è di più entusiasmante che immergersi nel passato e ritrovarlo nelle popolazioni “primitive”, specchio delle nostre lontane origini? Fu questo il motivo che spinse nel 1974 i fratelli Castiglioni a raggiungere gli Indios Mahekototeri del gruppo Yanoama, navigando con un “bonghito”, una piccola imbarcazione, l’Alto Rio Orinoco in Venezuela. Restarono con i Mahekototeri a lungo scoprendo, giorno dopo giorno, le incredibili pagine della loro vita. Il soggiorno non fu né facile né senza pericoli. Anche le difficili condizioni ambientali crearono un’infinità di problemi ai due ricercatori e al delicato materiale cinematografico. Riuscirono tuttavia a raccogliere immagini di straordinarie situazioni, alcune fino ad allora mai documentate: la caccia in foresta, l’inalazione della polvere allucinogena, l’endocannibalismo, la consumazione della polvere delle ossa dei defunti, le controversie sociali risolte a colpi di bastone.

Alla prima edizione di Centuripe Archeofilm vincono gli Incas: il Premio Augusto al film francese “Choquequirao” di Agnes Molia e Nathalie Laville in una serata magica segnata dall’eruzione dell’Etna

Piero Pruneti, Giulia Pruneti, Salvatore La Spina e Antonio Natali alla consegna del Premio Augusto del Centuripe Archeofilm 2021 (foto Archeologia Viva)
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Piazza Duomo di Centuripe (En) gremita di pubblico durante le proiezioni (foto Archeologia Viva)

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Frame del film “Choquequirao” di Agnes Molia e Nathalie Laville

Ci voleva anche un’improvvisa eruzione dell’Etna durante l’ultima sera del Centuripe Archeofilm durante la consegna del Premio Augusto per rendere ancora più emozionante il momento ai numerosi spettatori presenti nella spettacolare cornice di piazza Duomo, il “balcone” di Centuripe (En) sul vulcano. Il “Premio Augusto” di Centuripe Archeofilm 2021 è andato al film francese “Choquequirao” di Agnes Molia e Nathalie Laville (Francia, 26’; consulenza scientifica: Thibault Saintenoy – Produzione: Christie Molia). Gli Incas, gli ultimi arrivati sulla scena andina, nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Senza conoscere né la scrittura né la ruota si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. A ritirare simbolicamente il premio da Giulia Pruneti che ha condotto le tre serate e Piero Pruneti direttore di Archeologia Viva che ha curato le conversazioni, il sindaco di Centuripe Salvatore La Spina e l’ex direttore degli Uffizi Antonio Natali.

Firenze Archeofilm 2021: finalmente c’è una data sicura per la terza edizione dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva: in programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound

Il manifesto dell’edizione 2021 di Firenze Archeofilm
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Il cinema La Compagnia di Firenze sede delle proiezioni di Firenze Archeofilm (foto AV)

Di rinvio in rinvio: da marzo a giugno e poi a settembre 2020, e poi ancora alla primavera 2021. Ma stavolta sembra la data definitiva: la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021 al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). In programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (70 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria online sul sito firenzearcheofilm.it. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.

Centuripe (En). Al via la prima edizione del Festival internazionale del cinema archeologico “Premio Augusto”, in onore del più bel ritratto dell’imperatore Cesare Augusto ritrovato in Sicilia che il 28 agosto rientra a Centuripe dopo 83 anni. Ecco il programma del festival

La piazza del Duomo di Centuripe (Enna) sede della prima edizione del Centuripe Archeofilm (foto AV)

centuripe_archeofilm_logoDal 27 al 30 agosto 2021, alle 21, la splendida piazza Duomo di Centuripe (En) si trasforma nel palcoscenico più prestigioso di Sicilia ospitando il I Festival Internazionale del cinema Archeologico “Premio Augusto”, organizzato da Comune di Centuripe, Regione Siciliana – Assessorato turismo sport e spettacolo, con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm. Ingresso gratuito. Info: 0935.919480, ufficioturistico@comune.centuripe.en.it. Il ricco programma prevede una carrellata di film e documentari di produzione internazionale che trovano a Centuripe la location perfetta (la città ha un patrimonio archeologico tra i più importanti dell’Isola).

Il ritratto dell’imperatore Augusto trovato a Centuripe (En) (foto AV)

Il titolo del “Premio Augusto” non è casuale, ma coincide con un altro importante evento che si svolgerà il 28 agosto 2021, data in cui è previsto il rientro a Centuripe, dopo 83 anni, del più bel ritratto dell’imperatore Cesare Augusto ritrovato in Sicilia, il 30 aprile 1938, da uno degli operai intenti a scavare il cavo di fondazione di uno dei quattro piloni che sorreggevano un tratto di strada. Il ritratto di Augusto rientrerà a Centuripe grazie alla collaborazione tra l’assessorato per i Beni culturali e l’Identità siciliana, il parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci assieme all’intera collezione “centuripina”, custodita per quasi un secolo nel museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Le opere saranno trasferite nel museo Archeologico regionale di Centuripe per cinque anni. La collezione comprende anche due straordinari ritratti, quelli di Germanico e Druso Minore, oltre a importanti vasi centuripini e diverse opere in terracotta.

Il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas

Il programma, venerdì 27 agosto 2021. Le quattro giornate di “Centuripe Archeofilm” si aprono con “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Tutankhamon è uno degli ultimi faraoni della XVIII dinastia. Il suo favoloso tesoro, scoperto intatto quasi un secolo fa, ne ha fatto il faraone più famoso e studiato della storia. Il corredo della sua tomba è una fonte infinita di informazioni sull’antico Egitto, ma anche su questo giovane re, il cui regno è ancora un mistero. Chi era veramente? Un fragile re-bambino o un signore della guerra? Morì di malattia o ucciso in battaglia? Tre oggetti con cui il faraone riposa aiutano gli archeologi a rivelare il suo vero volto… Segue il film “Pompei 3D, una storia sepolta” di Maria Chiffi (Italia, 26’). Pompei, sepolta nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, rivive attraverso questo film-documentario capace di ricreare in 3D, luoghi, ambienti e situazioni esattamente come erano in origine, allo scopo di condurre i visitatori/spettatori in una sorta di “viaggio nel tempo” e poter rivivere virtualmente uno dei siti archeologici più importanti della storia.

“Le mystérieux volcan du Moyen-Âge / Il misterioso vulcano del Medioevio” di Pascal Guérin

Il programma, sabato 28 agosto 2021. Apre alle 21 il film “Il misterioso vulcano del Medioevo / Le mystérieux volcan du Moyen-Âge” di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il minuzioso lavoro di ricerca e studio degli scienziati per comprendere come la più terrificante eruzione vulcanica a memoria d’uomo avvenuta in Indonesia nel XIII secolo abbia trasformato il clima di tutto il pianeta e gli ecosistemi determinando fame ed epidemie. Segue il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas / Choquequirao, la géographie sacrée des Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville (Francia, 26’). Gli Incas, gli ultimi arrivati sulla scena andina, nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Senza conoscere né la scrittura né la ruota si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura.

Una scena del film “Gladiatori, il ritorno” di Emmanuel Besnard e Gilles Rof

Il programma, domenica 29 agosto 2021. Apre alle 21 il film “Gladiatori, il ritorno / Gladiateurs, le retour” di Emmanuel Besnard, Gilles Rof (Francia, 26’). Oltre quindici secoli dopo la loro scomparsa, i gladiatori sono tornati nell’anfiteatro di Arles in Francia, con combattimenti e corsi di formazione. Promotore di questo ritorno è un esperto di arti marziali che da vent’anni dedica la sua vita a ricostruire meticolosamente le regole e il contesto di queste antiche battaglie. Lontana dalle fantasiose versioni hollywoodiane, il film propone una nuova visione di quello che è stato il primo grande spettacolo nella storia dell’umanità. Segue la cerimonia di premiazione-assegnazione del “Premio Augusto” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata il film “Stonehenge – Bringing back the dead” di Nick Gillam-Smith (Austria, 50’). Stonehenge, il più celebre sito preistorico della Gran Bretagna, è rimasto un enigma per secoli. Adesso un team guidato da rinomato archeologo Mike Parker Person ha fatto alcune straordinarie scoperte in grado di rispondere a molte domande. Si scoprirà ad esempio che le prime pietre posate sul sito erano in realtà segnacoli di antiche tombe… Stonehenge era dunque originariamente un grande cimitero preistorico circolare, completamente diverso da quello che appare oggi.

Il film “Sicilia Grand Tour 2.0” per la regia di Giorgio Italia

Lunedì 30 agosto 2021, serata con il film fuori concorso “Sicilia Grand Tour 2.0” di Giorgio Italia (Italia, 90’). Giorgio, giovane studente universitario, trova in biblioteca dei vecchi volumi: sono pieni di carte, schizzi, disegni, storie. Il ragazzo è talmente affascinato dal racconto che Jean Houel, architetto francese del XVIII secolo, riesce a tessere della Sicilia, che decide di esplorare quest’isola. Scoprirà così che le parole di Houel, che definiva la Sicilia “il luogo più curioso dell’universo”, sono ancora oggi veritiere.

Premio Francovich 2021. La commissione ha scelto i sei musei-siti da votare. Ecco l’elenco e le modalità di voto

A Tourisma 2020 la delegazione di Sant’Eulalia e la commissione Sami del premio Francovich (foto Graziano Tavan)
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Riccardo Francovich, l’iniziatore dell’archeologia medievale in Italia: a lui è dedicato il premio Sami

Sono aperte le votazioni per il Premio Francovich 2021. La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ha bandito la IX edizione del premio intitolato alla memoria dell’archeologo medievista Riccardo Francovich (1946 – 2007), conferito al museo o parco archeologico italiano che, a giudizio dei partecipanti alla votazione, rappresenta la migliore sintesi fra rigore dei contenuti ed efficacia nella comunicazione. La Commissione Giudicatrice, presieduta da Paul Arthur (presidente SAMI, professore di Archeologia medievale, università del Salento), composta da Eva Degl’Innocenti (direttrice museo Archeologico nazionale di Taranto – MArTA), Francesca Morandini (musei Civici d’Arte e Storia di Brescia – Fondazione Brescia Musei), Fabio Pagano (direttore parco archeologico dei Campi Flegrei – MIC), Piero Pruneti (direttore Archeologia Viva), Giuliano Volpe (professore di Metodologia della ricerca archeologica, università di Bari), Anna Maria Visser (professore di Museologia, università di Ferrara). La Commissione ha selezionato i seguenti sei musei-siti: chiesa inferiore di San Sepolcro a Milano; Castel Lagopesole, Potenza; museo di Classe a Ravenna; parco rupestre “Lama D’Antico” – Fasano (Br); museo dell’Opera del Duomo di Pisa; museo medievale di Montalbano Elicona, Messina. È possibile votare una sola volta (fornendo un massimo di 2 preferenze). Votazioni aperte sino al 12 settembre 2021. La premiazione avverrà durante il prossimo “tourismA” (17-19 dicembre 2021): la foto del post si riferisce alla passata edizione. Leggi e vota: http://archeologiamedievale.unisi.it/…/premio-riccardo… 

A San Chirico Nuovo (Potenza) giornata di studi “La riscoperta di un sito” (in diretta Fb), per offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. E apertura al pubblico della capanna arcaica (VI sec. a.C.) di Serra di Cugno Notaro, esempio di archeologia preventiva

Il sito di Serra di Cugno Notaro, a San Chirico Nuovo, nel cuore della provincia di Potenza, è l’area in cui sono state ritrovate le tracce di un’antica capanna arcaica. I resti della dimora, datati alla fine del VI secolo a.C., raccontano molto della vita della comunità che popolava quest’area della Basilicata in tempi lontanissimi. La popolazione che abitava sulla collina di San Chirico Nuovo aveva organizzato la propria società in gruppi familiari, detti “clan”. Le famiglie vivevano in capanne circolari e si dedicavano all’agricoltura e all’allevamento. In questo luogo strategico, al centro di importanti rotte di scambio, la cultura e l’arte giungevano anche attraverso di oggetti e gli scambi commerciali. Il 17 agosto 2021, alle 18, in piazza Roma a San Chirico Nuovo, nell’ambito della giornata di studi organizzata dall’amministrazione comunale con la collaborazione della SABAP Basilicata e dell’associazione culturale “Telai e Pithoi”, verrà aperta al pubblico la struttura di tutela della capanna arcaica risalente al VI sec a.C. Alla giornata di studi parteciperanno oltre alle istituzioni locali anche l’università Panthéon Sorbonne di Parigi e l’università Humboldt di Berlino.

Frame del video sulla capanna arcaica (VI sec. a.C.) di San Chirico Nuovo (Pz) (foto effenove)

Le ultime indagini effettuate in località Serra di Cugno Notaro hanno fornito ulteriori elementi cronologici del popolamento dell’area, proponendo anche per San Chirico quello che era il modello insediativo di età arcaica (VI-V secolo a.C.) del comprensorio nord-lucano, ovvero la presenza di gruppi demici ristretti che vivevano all’interno di capanne, che avevano nelle immediate vicinanze i loro spazi funerari. Sono stati così investigati sia lo spazio dei vivi che quello dei morti, riportando alla luce una necropoli di 23 tombe e resti di varie strutture abitative. Tra queste, si è deciso di valorizzare la base di una capanna circolare della metà del VI secolo a.C., tipica abitazione in ambito indigeno dell’Italia Meridionale, che presentava un discreto stato di conservazione, rispetto al resto del sito, già pesantemente deteriorato per cause naturali (risalite della falda acquifera e conseguenti smottamenti già in antico) ed antropiche (danneggiamenti dovuti ai lavori agricoli). Dopo l’indagine sul campo, il reperto recuperato è stato musealizzato entro una struttura coperta, appositamente realizzata nella periferia est del centro storico, in un suggestivo scenario panoramico.

Locandina della giornata di studi “La riscoperta di un sito” a San Chirico Nuovo (Pz)

Giornata di studi “La riscoperta di un sito”, martedì 17 agosto 2021, alle 18: evento organizzato e sponsorizzato dall’associazione “Telai e Pithoi” di San Chirico Nuovo (che lo trasmetterà in diretta sulla propria pagina Facebook) e vede tra i partner la soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio della Basilicata e il Comune di San Chirico Nuovo, che ne hanno favorito la realizzazione, col contributo scientifico della Sabap e del mondo accademico, rappresentato in modo prestigioso da docenti universitari provenienti da diversi Istituti universitari europei – Parigi, Berlino e Roma- che, a vario titolo, si sono occupati di questo territorio. L’obiettivo è quello di offrire una ricostruzione storica su basi scientifiche per ricostruire un quadro coerente del popolamento di questo territorio nella diacronia. I dati delle ultime ricerche verranno letti alla luce delle “vecchie” scoperte, tra le quali si ricorda il famoso tesoretto di 146 monete recuperato negli scavi del 1986. Ai partecipanti sarà disponibile in anteprima il bimestrale di settembre-ottobre della rivista specializzata “Archeologia Viva”, dove un lungo articolo è dedicato proprio a questo sforzo di ricostruzione territoriale. Vediamo il programma: saluti di Rossella Baldassarre e Francesco Canestrini, modera Marinella Sarangelo. Interventi di: Elisabetta Setari (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 1981 e il 1986”), Mara Romaniello (“Il santuario lucano di località Pila”), Lucia Colangelo (“Le indagini archeologiche di località Serra di Cugno Notaro tra il 2011 e il 2018”), Paolo Poccetti (“Il bollo su tegola di Trebis Arronties”), Olivier de Cazanove (“Il rapporto di San Chirico con Civita di Tricarico e le indagini nel territorio tra il 2013 e il 2015”), Agnes Hennig (“Le trasformazioni dei siti di altura lucani. Panoramica da monte Coccia a monte Torretta di Pietragalla”), Sabrina Mutino (“Dall’archeologia preventiva allo scavo stratigrafico. Una tutela possibile”), Michele Scioscia (“Hold the Hut”. Progetto di musealizzazione della capanna arcaica”).

Frame del videogioco “Hold the Hut” sul sito archeologico di Serra di Cugno Notaro a San Chirico Nuovo (Pz)

Il progetto di “Tutela e Valorizzazione dei resti di una antica capanna” (VI secolo a.C.) ha prodotto come risultato, tra gli altri, il videogame scaricabile al link https://www.holdthehut.it. Si tratta di un reperto dallo straordinario valore archeologico, implementato dal suggestivo contesto paesaggistico. Scoperta durante i lavori di costruzione di un impianto eolico, la capanna è stata trasportata nel Belvedere del paese, per proteggerla e renderla fruibile ai visitatori, dal vivo oltre che in remoto. Il videogioco “Hold the Hut”, applicativo scaricabile su smartphone, prendendo spunto dai ritrovamenti archeologici fatti sul sito, permette di compiere un percorso di esplorazione e scoperta, attraverso quiz, puzzle e brevi video animati. Non solo è possibile smontare e ricostruire la struttura nelle parti che la compongono, ma anche osservare uno spaccato di vita della famiglia che la abitava nel VI secolo a.C. ed uno scorcio del villaggio di capanne, che costellavano questo territorio. La stratificazione di queste presenze, sebbene non più visibili, ha modellato e definito il paesaggio attuale.

L’Aquileia Film Festival entra nel vivo con le tre serate dell’archeologia: cinque film e tre conversazioni con Francesco Tiboni, Cristiano Tiussi e Alberto Angela. Tutto il programma

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)

aquileia_film-festival-2021_locandinaL’Aquileia Film Festival con le serate dell’archeologia, dal 28 al 30 luglio 2021, entra nel vivo. La formula è quella ormai rodata: cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco di piazza Capitolo e trasmessi in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. Infatti, per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone, il festival si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo) Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista) Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Frame del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (foto foto gruppe 5 _Scope VFX)

Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (Germania 2021, 52’). La storia del cavallo di Troia è probabilmente una delle storie più famose mai raccontate. Ma se il mito del cavallo non fosse vero? Nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. Il cavallo di Troia probabilmente non era affatto un cavallo. Ma allora come fecero i greci a superare in astuzia i loro nemici? E quale storia troveremo in futuro sui libri di storia? Dopo la proiezione, prima conversazione, con Francsco Tiboni, archeologo navale.

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L’archeologo navale Francesco Tiboni

“L’archeologia navale”, spiega Francesco Tiboni, “è una disciplina molto particolare che, purtroppo, in Italia, a discapito della nostra tradizione marittima e non solo, è poco sviluppata e studiata. Questo è legato a una serie di cause che affondano le radici nel secolo scorso. Innanzitutto, all’idea che l’archeologia navale sia soltanto una parte dell’archeologia subacquea, peraltro la meno fortunata, perché studia, come si dice in gergo, il legno. E purtroppo, il legno, elemento deperibile, raramente si conserva. Poi, ma dovremmo forse dire di conseguenza, nel corso soprattutto degli ultimi anni, con il fiorire dei social network e di una comunicazione che possiamo definire istantanea, sembra ormai affermata l’idea che l’archeologia navale altro non sia che una caccia al tesoro, giocata con mezzi sempre più tecnologici e costosi, e quindi aperta a pochi. Raramente agli scienziati. Ecco, in questi anni, anche grazie alla visibilità che mi ha dato la mia ricerca sul Cavallo di Troia e alla collaborazione con testate, come ad esempio “Archeologia Viva”, sto cercando di veicolare, e non sono il solo, l’idea che l’archeologia navale in Italia debba e possa affermarsi come merita, branca essenziale per la conoscenza del nostro passato.  Non posso comunque negare – continua – che la componente della ricerca a mare, sott’acqua, sia la più affascinante di questa disciplina. Immergersi, magari come da alcuni anni faccio con la mia squadra, a profondità a volte molto impegnative, con sistemi innovativi come i rebreathers, crea un grande interesse non solo intorno ai nostri risultati, ma anche intorno ad operazioni che appaiono sempre più complesse e scenografiche. Tuttavia, spesso non si considera che dietro queste che sembrano ‘avventure’ ci sono professionisti che dedicano anni della loro vita a studi approfonditi su documenti, testi, reperti e che quella dell’operazione, a mare o su terra, è solo la punta dell’iceberg. Del resto, il mare rappresenta da sempre un confine fisico, una barriera, ma è anche un importantissimo mezzo attraverso il quale si è compiuta l’unione di popoli, sono nate e si sono diffuse le più importanti scoperte tecnologiche. Sul mare – conclude – sono state combattute alcune delle battaglie più importanti della storia e nel mare degli antichi sono nati tanti di quei miti che ancora oggi permeano la nostra cultura, dalle sirene ai mostri marini, da Poseidone a Ulisse. E tutto questo ha lasciato tracce che sta a noi ritrovare e capire. Per questo, mi piace dire che confrontarsi col mare e con la storia che il mare nasconde è come fare un viaggio verso l’ignoto, un viaggio da cui si torna sempre arricchiti”.

Frame del film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia e Nathalie Laville

Chiude la serata di mercoledì 28 il film “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia e Nathalie Laville (Francia 2017, 26’). Ultimi arrivati sulla scena andina, nel XV secolo gli Incas costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane

La seconda serata, giovedì 29 luglio 2021, si apre con il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” (Italia viaggio nella bellezza) di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane (Italia 2020, 60’). Un viaggio alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Le pagine più importanti dell’archeologia subacquea italiana: dal lavoro pionieristico di Nino Lamboglia a quello dell’archeologo Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente nel marzo del 2019. Alla fine della proiezione la seconda conversazione: con Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia.

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L’archeologo Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

Aquileia e il suo porto fluviale, strategico per la storia della città saranno al centro della conversazione. Oggi chi visita le rovine, ancora ben conservate, della sponda e delle banchine di carico e scarico, dei piani inclinati e delle rampe di raccordo con le vie urbane fatica a immaginare che sotto la passeggiata della cosiddetta “via Sacra” si aprisse un bacino fluviale largo quasi cinquanta metri, nel quale approdavano imbarcazioni di diversa stazza, provenienti da tutto il Mediterraneo; oppure, che alle spalle della banchina si sviluppasse un lunghissimo edificio, con tre soli accessi collegati ai piani inclinati.

Frame del film “Elarmekora” di Clément Champiat

Chiude la serata di giovedì 28 luglio, il film “Elarmekora” di Clément Champiat (Francia 2019, 19’). Una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo, cerca di datare gli strumenti in pietra rinvenuti a Elarmekora nel cuore della foresta pluviale. Il film illustra i passaggi necessari per la datazione della presenza umana nella foresta dell’Africa centrale: una ricerca in grado di scardinare i modelli della storia delle nostre origini.

Frame del film “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu, Frédéric Lossignol

La terza serata, venerdì 30 luglio 2021, alle 21, si apre col film “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu, Frédéric Lossignol (Francia 2017, 26’). Nell’aprile del 2016, al largo delle coste di Tolone, in Francia, una squadra di archeologi sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One” sviluppato dai ricercatori californiani e francesi per sostituire l’essere umano nelle immersioni a grandi profondità. Sarà in grado, il robot, di eseguire la campionatura in autonomia, raggiungendo il relitto alla profondità di 90 metri? Alla fine della proiezione, la terza conversazione, questa volta in streaming, con Alberto Angela, che presenterà i primi due volumi della Trilogia di Nerone.

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Alberto Angela, giornalista, scrittore e divulgatore scientifico

Il primo volume è “L’ultimo giorno di Roma” in cui si svelano le ultime ore della città prima del grande incendio: sabato 18 luglio 64 d.C. è una calda notte estiva, la città sta per svegliarsi con le sue strade brulicanti di attività e di persone, ed è del tutto ignara di quello che accadrà dopo poche ore… Saranno Vindex e Saturninus, due vigiles di turno quel giorno, a guidarci per le strade alla scoperta della vita quotidiana di uno dei più grandi centri abitati dell’epoca. Nel secondo volume “L’inferno su Roma” è il fuoco il protagonista indiscusso di questo libro e artefice del colossale incendio che cambia per sempre la città eterna. Nell’arco di nove lunghissimi giorni, avanza per le strade, si infila in ogni vicolo, distrugge case, edifici e botteghe, ferisce e uccide moltissime persone.

Al via la XII edizione di Aquileia Film Festival con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto. E la conversazione con Paolo Mieli che presenta il libro “La terapia dell’oblio”

Con una serata-evento dedicata al centenario del Milite Ignoto il 27 luglio 2021 prende il via la dodicesima edizione dell’Aquileia Film Festival, la rassegna di cinema arte e archeologia, organizzata dalla Fondazione Aquileia in collaborazione con Archeologia Viva, Firenze Archeofilm e con Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del Fvg, PromoTurismoFvg, Regione FVG, Fondazione So.Co.Ba. e il prezioso sostegno di Solaris Yachts (vedi XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato | archeologiavocidalpassato). “Evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. L’evento per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia. La prenotazione è obbligatoria su www.fondazioneaquileia.it.

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” ( Italia 1921, durata 77’. Federazione Cinematografica Italiana e Unione Fototecnici: formato originale 35mm (4/3), lunghezza 1680 m.; lingua: muto) in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli nel 2006-2007 a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il film sarà accompagnato dal vivo dalle note di Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, madre di un fante italiano disperso sul fronte della prima guerra mondiale, sceglie tra undici bare con le salme di soldati non identificati quella del Milite Ignoto, in una cerimonia che si tiene all’interno della Basilica di Aquileia. Il feretro, caricato su un convoglio speciale, parte alla volta di Roma, dove viene tumulato il 4 novembre al Vittoriano. Riprese effettuate dal 28 ottobre al 4 novembre 1921 a Trieste, Aquileia, Grado, Udine, Codroipo, Pordenone, Sacile, Conegliano, Venezia, Mestre, Montegrotto, Pontelagoscuro, Ferrara, Firenze, Arezzo, Orvieto, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bergamo, Catania, Messina, Torino.

Copertina del libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” di Paolo Mieli
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Paolo Mieli, giornalista e storico

La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli intervistato da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva. Si partirà dai temi del film, dal Milite Ignoto, e poi si parlerà del suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli. I percorsi storici, le vie della storia sono costellate di manipolazioni e dimenticanze, talvolta casuali, ma più spesso determinate dalla volontà di legittimare ideologie e giustificare regimi. Talvolta prevale il bisogno di dimenticare perché il ricordo è insopportabile: sono i meccanismi psicologici di difesa che ognuno porta dentro di sé e che ci aiutano a liberarci di un passato troppo invadente che non ci consente di vivere annullando i vincoli costrittivi. C’è poi un contrasto insanabile fra storia e memoria, ovvero fra il ricordo personale dei fatti e una ricostruzione più oggettiva e riflessa. Della “terapia dell’oblio” fanno parte delle curiose amnesie, come quella della Rivoluzione napoletana del 1799 che la restaurazione della monarchia borbonica condannò alla distruzione di tutti i documenti, in modo da non lasciarne traccia. In questo caso, come in tanti altri, si trattò di una “terapia dell’oblio” utile alla conservazione di un potere che si autolegittima. La “terapia dell’oblio” indispensabile nelle persone, pericolosa quando viene esercitata dalle istituzioni, e comunque utile contro gli “eccessi della memoria” che possono rovinare le vite personali come quelle dei popoli. Oggi sembra necessaria una somministrazione sapiente di dimenticanza anche in ambito storico e politico. Alla fine del Purgatorio di Dante, le anime dirette in Paradiso lavano i propri peccati nel fiume Lete per rimuovere le cose cattive del passato. Ma attenzione: riconoscono prima i loro peccati. 

XII Aquileia Film Festival: sette serate da martedì 27 luglio a martedì 3 agosto. Cinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici: dalla serata-evento sul centenario del Milite Ignoto alle serate dell’archeologia nelle piazze Capitolo e Patriarcato e in diretta streaming, al concerto sulla mostra “Da Aquileia a Betlemme”, alle serate fuori concorso sul Patriarcato

L’Aquileia Film Festival dall’alto con le due piazze, Capitolo e Patriarcato, riservate al pubblico (foto fondazione aquileia)

aquileia_film-festival-2021_locandinaCinema, archeologia e grandi divulgatori scientifici si alterneranno sul palco per sette serate da martedì 27 luglio a martedì  3 agosto 2021 nella XII edizione dell’Aquileia Film Festival, organizzata dalla Fondazione Aquileia con Archeologia Viva e Firenze Archeofilm, in collaborazione con Comune di Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio del FVG, fondazione So.Co.Ba. e PromoTurismoFvg con il sostegno di Solaris Yachts. Per garantire la fruizione in piena sicurezza e consentire la presenza di 1000 persone l’evento si svolgerà in contemporanea sulle due piazze – piazza Capitolo e piazza Patriarcato – che circondano la Basilica di Aquileia: le conversazioni con l’ospite della serata curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva si svolgeranno sul palco di piazza Capitolo e verranno trasmesse in diretta sullo schermo – largo dieci metri e alto otto – di piazza Patriarcato. È obbligatoria la prenotazione on-line per partecipare alle serate: la procedura è molto semplice, è sufficiente cliccare sul sito www.fondazioneaquileia.it, compilare il form con nome, cognome, mail e telefono, selezionare la serata e inviare. In risposta si riceverà una mail con il biglietto d’ingresso e il posto assegnato da esibire anche su smartphone ai varchi d’ingresso. I posti verranno assegnati in ordine cronologico di arrivo delle prenotazioni. Tutte le serate, tranne sabato 31 luglio, saranno trasmesse anche in streaming sul sito www.fondazioneaquileia.it. La giuria dei film in concorso alle serate dell’archeologia è composta da Dario Di Blasi (direttore di Firenze ArcheoFilm), Luca Villa (archeologo), Simonetta Di Zabutto (travel blogger e giornalista), Lorenza Cesaratto (Fvg Social Ambassador).

Frame del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” (foto fondazione aquileia)

Serata-evento. “Il Festival si apre martedì 27 luglio 2021 con una serata-evento di cinema muto e musica dal vivo dedicata al centenario del Milite Ignoto”, annuncia Emanuele Zorino, sindaco e presidente della Fondazione Aquileia, “che abbiamo fortemente voluto per sottolineare l’importanza della ricorrenza della traslazione della salma del Milite Ignoto nel 1921 da Aquileia a Roma e per aprire le celebrazioni che vedranno Aquileia protagonista tutto l’anno”. Sarà una prima assoluta la proiezione del film “Gloria. Apoteosi del soldato ignoto” in una versione restaurata digitalmente dalla Cineteca del Friuli a partire dai materiali in 35mm conservati nella Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Dal vivo suoneranno Valter Poles (compositore e live electronics), Martina Pietrafesa al corno e pianoforte e Diego Cal alla tromba e strumenti virtuali che eseguiranno la nuova colonna sonora del film sostenuta dalla Fondazione Aquileia, ed effettuata nel 2021 da Aquileia Digital Arts (progetto a cura di Pasqualino Suppa) a partire dai file conservati presso l’Archivio Cinema della Cineteca del Friuli. La serata proseguirà con la conversazione sui temi del film con il giornalista e storico Paolo Mieli che presenterà anche il suo ultimo libro “La terapia dell’oblio. Contro gli eccessi della memoria” edito da Rizzoli.

Frame del film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane (foto fondazione aquileia)
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L’archeologo navale Francesco Tiboni

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Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia

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Star di Aquileia Film Festival sarà anche quest’anno Alberto Angela che chiuderà la kermesse intervistato da Piero Pruneti (foto Massimo Goina)

Le serate dell’archeologia. Ospiti delle serate dell’archeologia nei giorni successivi e protagonisti delle conversazioni curate da Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, saranno Francesco Tiboni, archeologo navale (28 luglio), Cristiano Tiussi, archeologo e direttore della Fondazione Aquileia (29 luglio), Alberto Angela in diretta streaming (30 luglio). Si inizia mercoledì 28 luglio 2021, alle 21, con la proiezione del film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May e Christian Twente, dove per la prima volta nuove rivoluzionarie scoperte dimostrano che una delle storie più famose di tutti i tempi dovrà forse essere riscritta. A seguire la conversazione-intervista con Francesco Tiboni, archeologo navale e in chiusura il cortometraggio “Choquequirao, la geografia sacra degli Incas” di Agnès Molia, Nathalie Laville sugli Incas, che nel XV secolo costruirono il più grande impero che l’America avesse mai visto. Sebbene non conoscessero né la scrittura né la ruota, gli Incas si rivelarono geniali architetti, costruendo enormi edifici in pietra e terrazze a più livelli per l’agricoltura. Giovedì 29 luglio 2021, alle 21, il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” prodotto da Rai Cultura con la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e Marta Saviane ci porterà alla scoperta del patrimonio sommerso nei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Ospite della serata Cristiano Tiussi, archeologo, che approfondirà l’importanza strategica del porto fluviale di Aquileia per la storia della città. In chiusura grazie al cortometraggio “Elarmekora” di Clément Champiat seguiremo una spedizione archeologica nel cuore del Gabon, sulle tracce dei primi uomini lungo il fiume Congo. Venerdì 30 luglio 2021, alle 21, la serata si apre con il cortometraggio “Indagini in profondità. Il robot degli abissi” di Guilain Depardieu e Frédéric Lossignol che segue una squadra di archeologi al largo delle coste di Tolone, in Francia, che sta per inviare su di un relitto un robot umanoide chiamato “Ocean One”. Protagonista della serata Alberto Angela in diretta streaming con la presentazione dei suoi due ultimi libri della trilogia di Nerone “L’ultimo giorno di Roma” e “L’inferno su Roma” editi da Harper Collins.

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Il gruppo Maram Oriental Ensemble

Il concerto. Sabato 31 luglio 2021, alle 21, la musica di MARAM Oriental Ensemble ci porterà lungo la sponda orientale del Mediterraneo, partendo dal Marocco percorrendo tutto il Nord Africa, passando per l’Egitto, fermandosi in Palestina, Libano, Siria, Iraq e arrivando fino alla Turchia. L’evento è abbinato alla mostra “Da Aquileia a Betlemme: un mosaico di fede e bellezza” e alterna musica, lettura scenica e proiezioni.

Frame del film “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” (foto fondazione aquileia)

Fuori concorso – Il Patriarcato di Aquileia e Le città ideali. Lunedì 2 e martedì 3 agosto 2021 sono in programma due serate fuori-concorso moderate dalla scrittrice e giornalista Elena Commessatti: lunedì 2 agosto ci sarà la proiezione in prima assoluta del documentario “Patriae. Viaggio nel patriarcato di Aquileia” di Marco D’Agostini, prodotto da All e Arlef. “Patriae” è il viaggio di Carolina, una ragazza di 14 anni che svolge una ricerca sul Patriarcato di Aquileia e raccoglie sul territorio i passaggi più significativi di oltre tre secoli di storia (1077-1420). Il film è in lingua friulana sottotitolato in italiano. A seguire la conversazione con il regista D’Agostini e con Angelo Floramo. Martedì 3 agosto, sempre alle 21, proiezione del docu-film prodotto da RTV Slovenija che racconta “Le città ideali” con la regia di Amir Muratović: nella pianura friulana e lungo il confine sloveno, infatti, in un raggio di quaranta chilometri troviamo Aquileia, Gradisca d’Isonzo, Palmanova, Torviscosa e Nova Gorica, città create a partire da un progetto unitario.