Ferrara. Al museo Archeologico nazionale “Respiro d’Anime”, con il Teatro di Voci per ensemble vocale femminile, concerto che invita all’ascolto, alla memoria e alla riflessione. Ecco il programma

Domenica 28 giugno 2026, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Ferrara il concerto “Respiro d’Anime”, con il Teatro di Voci per ensemble vocale femminile, concerto che invita all’ascolto, alla memoria e alla riflessione, attraverso la forza evocativa della voce umana. Per l’occasione il museo resterà aperto straordinariamente fino alle 21 (ultimo ingresso alle 20.30). Per il pubblico che desidera partecipare esclusivamente al concerto, senza accedere al percorso museale, è previsto un biglietto di ingresso ridotto al costo simbolico di 1 euro. Ossa che ritornano alla loro casa, spiriti che placano rabbia e tristezza, civiltà che attraversano i secoli nel ricordo, negli oggetti e nella lingua. Da questa suggestione nasce un intenso programma musicale che unisce repertorio contemporaneo e riflessione storica, dando voce a una delle pagine più dolorose della storia dei popoli originari della Terra del Fuoco. Il fulcro del concerto, diretto da Jacopo Facchini, è “Aswalaq. Zoos Humanos” del compositore cileno Manuel Contreras Vàzquez, un teatro di voci ispirato alla tragica vicenda degli indigeni Kawésqar, Selk’nam, Tehuelche e Mapuche, deportati in Europa tra il 1879 e il 1889 per essere esibiti nei cosiddetti “zoo umani”. Molti di loro morirono lontano dalla propria terra; solo nel 2010 i resti di alcuni furono restituiti ai loro discendenti, dopo oltre un secolo. In lingua kawésqar Aswalaq significa “il giorno che non è oggi”, racchiudendo insieme il senso di “ieri” e di “domani”. L’opera intreccia il dolore delle vittime con la dignità della restituzione, trasformando il canto in memoria, rito e riconciliazione. Il programma comprende inoltre: Giampiero Castagna, “La balada del agua del mar” (2024), a 4 voci femminili su testo di Federico García Lorca; Paolo Martello, “Mottetto Primo” a 8 voci femminili; Zoltán Kodály, “Mountain Nughts”, a 6 voci pari.
Commenti recenti