Sicilia. Al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento assegnati i riconoscimenti della XX edizione del Festival (diffuso) del Cinema archeologico: ecco i film premiati dalla giuria tecnica, dal pubblico e dal RAM film festival

Un momento delle premiazioni della XX edizione del Festival del cinema archeologico al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento (foto regione siciliana)
Gli etruschi, i geroglifici e la musica antica ammaliano giurie e pubblico della XX edizione del festival (diffuso) del cinema archeologico promosso dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento con il RAM film festival di Rovereto. Nella splendida sede del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, l’ultima delle tre serate della tappa agrigentina del Festival del Cinema Archeologico, si è chiusa con la premiazione di quei film che, più di tutti, sono stati capaci di raccontare, far conoscere, immaginare e vivere il patrimonio culturale. Il festival riprende martedì 23 luglio 2024 con la prima serata della tappa di Palermo al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”.

Frame del film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski
Il Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato assegnato da una giuria tecnica composta da Antonio Barone, Valentina Caminneci e Anna Maria Ravagnan al film “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia, 2022, 52’). Aperta sul Mar Tirreno, l’Etruria, grosso modo l’attuale Toscana, risplendeva nel Mediterraneo tra il IX e il I secolo a.C. Ma chi erano gli Etruschi e come si spiega l’ascesa di questa civiltà, ma anche il suo declino e poi la sua scomparsa?

Frame del film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant
Il pubblico di Agrigento ha decretato vincitore il film “Le secret des hieroglyphes. Les freres Champollion / I segreti dei geroglifici. I fratelli Champollion” di Jacques Plaisant (Francia, 2022, 52’). Duecento anni fa, Jean-François Champollion decifrò per la prima volta i geroglifici egizi, risolvendo così uno dei più grandi enigmi della Storia. Poco invece si sa di Jacques-Joseph, il fratello maggiore rimasto nell’ombra. Uno studio degli archivi familiari getta nuova luce sulla loro avventura.

Frame del film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George
Nella stessa serata è stato assegnato anche lo speciale premio RAM film festival da Giovanni Laezza e Alessandra Cattoi, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Museo Civico di Rovereto, al film “A la recherche de la musique de l’antiquité / Alla ricerca della musica dell’antichità” di Bernard George (Francia, 2020-2021, 53’). Da trent’anni, grazie al contributo delle tecnologie digitali, l’archeologia musicale, riporta in vita musiche perdute, sacre o profane, che scandivano la vita delle antiche civiltà.
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Tag:Alessandra Cattoi, Anna Maria Ravagnan, Antonio Barone, festival del cinema archeologico di Agrigento, Giovanni Laezza, museo Archeologico regionale "Pietro Griffo" di Agrigento, Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi (Agrigento), Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi, premio RAM film festival, RAM film festival di Rovereto, Valentina Caminneci
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
sono felice che la manifestazione si affermi sempre di più e che il pubblico sia sempre più numeroso e affezionato. Spiace che nessuno abbia ricordato l’inizio di questa manifestazione con il sottoscritto , più di 20 anni fa . Non per mia ambizione ma per lo spirito di cui hanno bisogno questi eventi . Spirito che ho sempre cercato di diffondere . Giovanni Semerano lo ha bene espresso : Solo i popoli che acquistano chiara coscienza del proprio passato sono in grado di costruire un avvenire commisurato alle propria istanze, perché liberi da errori che gravarono sull’antico cammino. Gli altri impigliati nei congegni di un mondo senz’anima, mimano ogni giorno una vita non alimentata da segrete salutari radici. “
Da l’Introduzione de “Le origini della cultura europea” , Giovanni Semerano, Leo S. Olschki Editore-Firenze