Archivio | novembre 2021

Paestum. Parte dalla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico la proposta di un Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo nell’ambito della prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo. All’archeologa Lina G. Mendoni, ministro greco della Cultura, il premio “Paestum Mario Napoli”

Rilievi subacquei del porto sui fondali di Lipari (foto salvo emma)

paestum_XXIII_BMTA_2021Parte dalla XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), che si terrà a Paestum dal 25 al 28 novembre 2021, la proposta di un Itinerario Europeo del Patrimonio Culturale Subacqueo del Mediterraneo, che coinvolgerà quattro regioni italiane e altrettanti Paesi che si affacciano sul Mare Nostrum. Nel corso della prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo (venerdì 26 novembre 2021 al Tabacchificio Cafasso) sarà presentata ufficialmente la candidatura di certificazione dell’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage”, che coinvolgerà Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Grecia, Egitto, Israele e Turchia. In particolare, i siti archeologici subacquei di Baia Sommersa nei Campi Flegrei e Parco Sommerso di Gaiola (Campania); Isole Egadi, Pantelleria, Plemmirio e Ustica (Sicilia); Egnazia, Isole Tremiti, San Pietro in Bevagna (Puglia); Capo Rizzuto (Calabria); Pavlopetri e Peristera (Grecia); Alessandria d’Egitto (Egitto); Cesarea Marittima (Israele); Kizlan (Turchia). L’Itinerario rappresenta una risorsa chiave per il turismo responsabile e sostenibile, rispondendo ai requisiti richiesti dal Consiglio d’Europa e con la considerazione che ci sono ancora pochi siti attrezzati e fruibili al pubblico, sia in Italia che nel resto del Mediterraneo. La richiesta di certificazione al Consiglio d’Europa ha, dunque, l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità del turismo archeologico subacqueo, che può offrire al viaggiatore un’esperienza inedita nel segno dell’archeologia.

Le strutture del Porto Giulio sommerse nelle acque di Baia (foto Teichos su concessione del parco archeologico dei Campi Flegrei)
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Ugo Picarelli, direttore della Bmta

La candidatura nasce da un’intuizione di Ugo Picarelli, direttore e fondatore della BMTA: “L’itinerario va a colmare un vuoto, dal momento che tra i 45 itinerari attualmente certificati non ce n’è uno dedicato all’archeologia”, ha spiegato Picarelli. “Grazie all’archeologo Sebastiano Tusa, che nel 2004 ha istituito la Soprintendenza del Mare in Sicilia, ho compreso le grandi potenzialità di sviluppo turistico ed economico offerte dal patrimonio sommerso. La Sicilia vanta 23 itinerari in 16 località, frutto del grande lavoro di Sebastiano, ma è manchevole sul fronte dello sviluppo dei servizi turistici integrati nelle località di interesse per cui, almeno per adesso, non può offrire un vero prodotto turistico”. Picarelli ha, poi, posto l’accento sulle opportunità offerte “da Baia Sommersa nei Campi Flegrei e dal Parco di Gaiola, a Napoli” che, con la mediazione di Fabio Pagano, direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico di Napoli (Mann), potranno innescare “un processo di sviluppo dei territori costieri campani noti per il patrimonio sommerso”.

Grecia: il Relitto di Peristera, nelle Sporadi, che vanta il primo museo sottomarino della Grecia, inaugurato nell’agosto 2020 (foto bmta)
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Louis Godart, accademico dei Lincei e componente del consiglio scientifico della “Maison de l’histoire européenne” al Parlamento Europeo

Sulla valenza culturale di questo Itinerario si è soffermato Louis Godart, accademico dei Lincei e componente del consiglio scientifico della “Maison de l’histoire européenne” al Parlamento Europeo. “L’Itinerario Culturale Europeo “Mediterranean Underwater Cultural Heritage” insiste su un aspetto fondamentale legato alla riscoperta dell’immenso patrimonio archeologico e storico legato al Mare Nostrum”, ha sottolineato Godart. “È essenziale far conoscere la ricchezza rappresentata dai reperti, che da millenni giacciono sui fondali del Mediterraneo e che gli scavi subacquei condotti ovunque, e in particolare nelle acque dell’Italia e della Grecia, hanno riportato e stanno riportando alla luce”. Godart si è impegnato, in qualità di esperto, designato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo per contribuire alla grande Conferenza sul Futuro dell’Europa, a “sostenere la candidatura di questa iniziativa di fronte alle istanze europee”. “La ricerca archeologica subacquea è una disciplina relativamente giovane, ma è già riuscita a riportare alla luce testimonianze di straordinario valore, che cambiano radicalmente le nostre conoscenze sul passato del Mediterraneo”, ha precisato Godart. “Il ritrovamento dei Bronzi di Riace, per esempio, ha rivoluzionato le nostre conoscenze sulla statuaria greca e anche sui rapporti tra Grecia e Magna Grecia. La scoperta del relitto di Ulu Burun, databile al II millennio a.C. lungo le coste della Turchia, permette oramai di illustrare in modo concreto non solo l’intensità dei rapporti tra il Vicino Oriente e l’Egeo, ma anche la diffusione della scrittura in ambito non palaziale. Lo scavo del compianto Sebastiano Tusa ha riportato alla luce le straordinarie testimonianze della battaglia delle Egadi del 10 marzo 241 a.C. e aperto una nuova pagina nel grande libro della storia”.

Il Relitto Panarea I ripreso dal sommergibile UBoat Worx (foto Salvo Emma)
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L’archeologo subacqueo Luigi Fozzati, coordinatore scientifico della Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo

Luigi Fozzati, coordinatore scientifico della Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo, ha invece posto l’accento sull’importanza di preservare i siti di archeologia subacquea, disciplinando anche il flusso turistico. “I siti sommersi sono meta internazionale di un numero sempre maggiore di turisti subacquei”, ha spiegato Fozzati. “Sono circa 30milioni i subacquei certificati a livello mondiale e circa 6milioni quelli che si sono tuffati almeno una volta senza certificazione. La crescita esponenziale di questa attrazione pone già alcuni problemi o esigenze primarie: tutela, conservazione, manutenzione e ricerca scientifica devono avere la precedenza assoluta. Il turismo archeologico, per svolgere appieno le proprie potenzialità, esige un sistema turistico locale integrato ed efficiente, nel quale attori diversi accettino e sappiano interagire nell’ambito di un’équipe interdisciplinare che comunque preveda sempre la presenza di restauratori e manutentori professionali”. Fozzati ha, poi, precisato che “non va trascurato l’elemento tecnologia: il turismo archeologico subacqueo è da subito anche una pratica tecnologica, in quanto necessita di una serie di apparecchiature”.

Strutture sommerse nel sito preistorico di Pavlopetri, al largo della costa della Laconia meridionale (Grecia) (foto bmta)
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L’archeologa Lina G. Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia

Sulla valorizzazione dei siti di archeologia sommersa punta anche l’archeologa Lina G. Mendoni, ministro della Cultura e dello Sport della Grecia, che alla prima Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo riceverà il premio “Paestum Mario Napoli”. In particolare il ministro greco focalizza l’attenzione su Pavlopetri, al largo della costa della Laconia meridionale, e Peristera, nelle Sporadi, che vanta il primo museo sottomarino della Grecia, inaugurato nell’agosto 2020. “Il patrimonio archeologico subacqueo in Grecia è enorme e valorizzarlo è uno degli obiettivi principali del Ministero della Cultura e dello Sport greco che negli ultimi anni, in collaborazione con gli enti locali, ha avviato una campagna di valorizzazione e riqualificazione dei siti archeologici subacquei in varie zone del Paese, nel pieno rispetto della normativa nazionale ed internazionale. Lo scopo principale di questa campagna è quello di rendere i siti sottomarini, sia vicino alla costa che in mare aperto, accessibili e attraenti non solo per la comunità subacquea ma anche per il grande pubblico. Pavlopetri e Peristera sono due siti in cui sono già state realizzate le necessarie opere infrastrutturali, nell’ambito di progetti pilota volti a rendere accessibile a tutti i due siti, anche attraverso sistemi di imaging digitale”. Il ministro ellenico ha, poi, sottolineato: “Sostenibilità, sviluppo controllato e distribuzione uniforme dei flussi turistici durante tutto l’anno, e non su base stagionale, sono i principi chiave delle politiche attuate dal ministero della Cultura e dello Sport ellenico. Questo è particolarmente vero per i siti costieri e sottomarini che sono per natura più vulnerabili e sono sempre più minacciati dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “La terza scansione radar KV62 e la mappatura geofisica della Valle dei Re” con il prof. Francesco Porcelli, archeo-fisico del Politecnico di Torino. Ecco come seguirlo

Le ricerche con il radar fatte dal Politecnico di Torino nella Valle dei Re e nella Tomba di Tutankhamon sono al centro della conferenza on line del 16 novembre 2021 col prof. Francesco Porcelli archeo-fisico del Politecnico di Torino, promossa dal Centro Archeologico Italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata d’Italia al Cairo: il webinar “La terza scansione radar KV62 e la mappatura geofisica della Valle dei Re”, alle 18 ora locale (le 17 ora italiana), si può seguire al seguente link Partecipa alla conversazione (microsoft.com).

Un tecnico in azione col radar nella tomba di Tutankhamon nella valle dei Re in Egitto
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Il prof. Francesco Porcelli del Politecnico di Torino

L’esistenza di camere nascoste e corridoi adiacenti alla tomba di Tutankhamon (nome in codice KV62) è stata a lungo dibattuta. Nel 2015 è stato suggerito che queste camere potrebbero ospitare la sepoltura non ancora scoperta di Nefertiti. Per testare questa ipotesi, sono state effettuate due indagini Ground Penetrating Radar (GPR), condotte nel 2015 e nel 2016 dall’interno di KV62, ma hanno dato risultati contraddittori. Per risolvere queste incertezze e ottenere una risposta più sicura e conclusiva, nel febbraio 2018 il nostro team ha condotto un terzo sondaggio GPR. I risultati di questa terza scansione radar sono riportati in questo articolo. Sono stati adottati tre sistemi GPR con più bande di frequenza (da 150 MHz a 3000 MHz) e campionamento spaziale molto denso. Dopo un’attenta elaborazione dei dati, nei radargrammi non sono state riscontrate marcate discontinuità dovute al passaggio da roccia naturale a pareti di blocco artificiali. Si conclude quindi che non ci sono camere nascoste immediatamente adiacenti alla tomba di Tutankhamon (vedi anche Dai segreti della Grande Piramide a quelli della Tomba di Tutankhamon: la 29.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto apre nel segno dell’Antico Egitto | archeologiavocidalpassato).

Taranto. Al museo Archeologico nazionale con l’Orchestra della Magna Grecia la terza edizione “InCanto al MArTA!”, la rassegna musicale che introduce alle feste natalizie: doppio concerto il 12 novembre e il 14 dicembre

Al museo Archeologico nazionale di Taranto la terza rassegna di “InCanto al MArTA!” (foto MArTa)

“InCanto al MArTA!”: torna la terza edizione della rassegna musicale che introduce alle feste natalizie con due concerti, il 14 novembre e 12 dicembre 2021, organizzati dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’Orchestra della Magna Grecia. Saranno matinée musicali di circa 50 minuti che faranno vivere il clima della festa tra musica e archeologia. Il concerto è incluso nel costo del biglietto del museo. Per poter assistere al concerto è necessario prenotarsi all’evento, cliccando sul link, ed acquistare il biglietto di ingresso al Museo. Successivamente all’acquisto, l’utente riceverà tramite email all’indirizzo indicato il codice coupon tramite il quale potrà prenotare la visita al museo da domenica 14 novembre sino a domenica 21 novembre 2021. Per prenotare la visita è sempre necessario andare sul sito www.shopmuseomarta.it selezionare il giorno e l’orario in cui si desidera visitare il museo e inserire il codice coupon ricevuto tramite email nella sezione “codice promozionale”.

Locandina del concerto “In Salterio Alleluja” al museo Archeologico nazionale di Taranto

Si parte il 14 novembre 2021 con 16 coristi e un direttore impegnati in uno dei programmi più classici della liturgia cristiana ovvero il “In Salterio Alleluja”. Il 12 dicembre 2021 invece il programma diventa internazionale con “Spirit of Gospel”: un concerto con coristi, pianoforte e chitarra. I concerti saranno ospitati nell’area antistante la sala multimediale al terzo piano del Museo e avranno capienza di 90 posti per ogni singolo evento. Il ticket di ingresso dei singoli concerti è incluso nel costo del biglietto del museo.

Per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio appuntamento tra archeologia e sperimentazione sonora: alla Reggia di Caserta “Paesaggi Sonori. Musica & Mito nelle sculture a soggetto musicale del Parco della Reggia di Caserta” con Francesco Landucci; al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) performance di tecnologia creativa / electronics – lab con un omaggio a Beethoven di Stefano Busiello

“Autunno musicale” tra archeologia e sperimentazione sonora: è la nuova proposta per domenica 14 novembre 2021, alle 11.15 nella Sala degli Incontri d’Arte degli Appartamenti reali della Reggia di Caserta, con la performance di Francesco Landucci “Archeologia Sonora Sperimentale”; e alle 18, al museo Archeologico di Calatia (Maddaloni) con Stefano Busiello in “Tecnologia Creativa / Omaggio a Beethoven”. La rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, è realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania ai sensi del DM 27 Luglio 2017 e della ex LR 6/2007, fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

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Strumentario antico usato da Francesco Landucci per la sua Archeologia sonora sperimentale (foto autunno musicale)

Domenica 14 novembre 2021, alle 11.15, nella Sala degli Incontri d’arte, “Paesaggi Sonori. Musica & Mito nelle sculture a soggetto musicale del Parco della Reggia di Caserta” a cura di Archeologia Sonora Sperimentale di Francesco Landucci propone una performance con l’utilizzo di strumenti musicali del periodo ellenico – romano, ricostruiti sulla base dell’iconografia dell’epoca, tra cui anche le statue a soggetto mitologico musicale del Complesso vanvitelliano. L’iniziativa è stata selezionata nell’ambito del bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta. Un’azione artistica carica di pathos, dal sapore antico la cui caratteristica unica è l’utilizzo dell’elettronica. I suoni e le melodie vengono prodotti singolarmente in tempo reale per poi essere registrati e rimandati in contemporanea in loop, come se a comporre fosse un insieme di musicisti a ricreare dei suggestivi paesaggi sonori. Le suggestioni di questa innovativa e singolare esibizione nascono dalle statue che, in più punti, costellano il Parco Reale. Il Complesso vanvitelliano è uno scrigno d’arte, in tutte le sue espressioni. La musica, nelle sue differenti forme, è parte dell’esperienza di visita e di conoscenza della Reggia di Caserta. La partecipazione rientra nel costo ordinario del titolo di accesso al Complesso vanvitelliano, acquistabile su TicketOne e alla biglietteria in piazza Carlo di Borbone. 

FRANCESCO LANDUCCI 1

Francesco Landucci, ricercatore musicale, sound designer, musicista (foto autunno musicale)

Francesco Landucci è un ricercatore musicale, sound designer, musicista, specializzato in sperimentazione e ricerca sonora di cui si occupa professionalmente da oltre venti anni. Dà vita al Progetto Archeologia Sonora Sperimentale collaborando con archeologi specialisti del settore. Ha collaborato con numerosi musei archeologici nazionali per la realizzazione di laboratori sulla costruzione degli strumenti antichi, nonché installazioni di immersione sonora, conferenze, performance live e mostre. Ricostruisce strumenti musicali di varie epoche, tra cui molti ispirati al mondo etrusco e romano.

Un soffitto dipinto della sede che ospita il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Ce) (foto drm-campania)

Sempre domenica 14 novembre 2021, alle 18, nell’ambito della rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, sarà invece proposta una performance di tecnologia creativa / electronics – lab con un omaggio a Beethoven. La performance musicale è a cura di Stefano Busiello, con realizzazioni audio – video di Stefano Busiello, Giuseppe Cerbone, Valerio Lucca. Costo di 1 euro – Gratuito per gli abbonati dell’Autunno musicale.

STEFANO BUSIELLO

Stefano Busiello, compositore e informatico musicale (foto autunno musicale)

Stefano Busiello si è diplomato in Composizione al conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli con Enrico Renna e in Musica Elettronica al conservatorio S. Cecilia di Roma con Giorgio Nottoli. Si è laureato in Matematica all’università Federico II di Napoli con Giuseppe Di Maio e la sua tesi Teoria geometrica dei frattali e sue applicazioni alla musica ha ottenuto il premio Philipp Morris per la ricerca scientifica e tecnologica. Sempre nella stessa università ha conseguito il dottorato di ricerca in Matematica applicata e Informatica con la tesi un Algoritmo per l’approssimazione di curve frastagliate con curve frattali e sue applicazioni alla compressione di immagini e di file audio e alla sintesi additiva dei segnali sonori ed ha ottenuto un assegno triennale per attività di ricerca sulle applicazioni alla musica della teoria dei frattali. Autore di pubblicazioni scientifiche, è stato docente di Informatica musicale, Elementi di Matematica e Informatica per la Musica ai conservatori di Bari e Napoli. La sua pubblicazione “Frattali e Musica” (Aracne editore) è stata premiata con un assegno di studio dal Banco di Napoli. Svolge attività compositiva sia come autore di musica elettronica e di opere audiovisive che per strumenti acustici.

Roma. Il parco archeologico del Colosseo lancia il reportage “Depositi inVisibili” in quattro puntate, al sabato sui canali social del PArCo, dedicato al racconto delle collezioni conservate negli oltre cento magazzini e depositi distribuiti tra Domus Aurea, Palatino e Colosseo

Il parco archeologico del Colosseo lancia il reportage “Depositi inVisibili” dedicato al racconto delle collezioni conservate negli oltre cento magazzini e depositi distribuiti tra Domus Aurea, Palatino e Colosseo. Un immenso patrimonio di reperti che diventa oggi, a partire dall’idea e dalla curatela delle archeologhe Federica Rinaldi e Roberta Alteri, un lungo racconto sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del PArCo: 4 puntate per altrettanti sabati, alle 21, in cui archeologi, architetti e restauratori danno voce ai reperti mobili svelando le storie celate dietro di essi e rendendoli finalmente visibili e accessibili a tutti.

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Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo (foto PArCo)

“Il documentario corredato di immagini e interviste si inserisce all’interno del più ampio progetto di tutela e valorizzazione delle collezioni custodite nei magazzini e depositi dei musei italiani, fortemente voluto dal ministero della Cultura e dal direttore generale Musei Massimo Osanna sin dal momento di avvio della sua direzione”, commenta Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Il lavoro scrupoloso e appassionato, che il servizio Catalogo e il personale del PArCo conducono quotidianamente, viene svelato al pubblico, reale e digitale, in un lungo racconto in quattro puntate che rende accessibile a tutti il processo di conservazione, schedatura, studio, restauro e musealizzazione dei beni mobili. Il reportage, che ha impegnato per tutto il 2021 i funzionari, gli assistenti tecnici e il personale di custodia del PArCo – prosegue il direttore – aspira a rafforzare il legame del pubblico con il patrimonio culturale dei siti del PArCo, in attesa che i reperti normalmente non visibili, perché custoditi nei magazzini, prendano nuova vita nei futuri allestimenti in progetto, nell’ottica del programma del Museo Diffuso e come già fatto la scorsa estate con i materiali restituiti al contesto della Casa delle Vestali”, conclude il direttore.

Aperti nella Domus Aurea nuovi ambienti con il posizionamento di sculture dai depositi (foto PArCo)

La prima puntata – in onda sabato 13 novembre 2021 – è dedicata alla Domus Aurea e ai reperti restaurati ed esposti nel nuovo percorso aperto al pubblico lo scorso giugno 2021. Amazzoni, Muse e capitelli trovano una nuova vita nelle sale del palazzo neroniano, animati da luci che esaltano i recenti interventi di restauro.

L’archeologo Giacomo Boni dal Palatino mostra il Foro romano alle autorità

Il secondo appuntamento della rassegna – in programma per sabato 27 novembre 2021 – è dedicato ai materiali provenienti dagli scavi “storici” condotti sul Palatino e realizzati a partire dall’Ottocento da figure di spicco dell’archeologia romana e italiana quali Pietro Rosa, Rodolfo Lanciani, Giacomo Boni, Alfonso Bartoli: un percorso attraverso i depositi della Casa di Augusto e non solo che conservano i reperti provenienti dagli scavi dei palazzi imperiali del Palatino.

La domus Tiberiana domina il colle Palatino a Roma (foto PArCo)

Con il terzo appuntamento – che sarà disponibile sabato 4 dicembre 2021 – si approfondiscono alcuni contesti di interesse eccezionale, esito di recenti indagini archeologiche sul Palatino: lo scavo delle pendici nord-orientali del Palatino, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma sotto la direzione della prof. Clementina Panella, con gli straordinari ritratti riutilizzati nelle fondazioni di strutture tardoantiche nelle cd. terme di Elagabalo, e lo scavo in corso della Domus Tiberiana, condotto dal PArCo contestualmente agli interventi di restauro che interessano il monumento.

L’interno del Colosseo dove si vede il breve tratto di cavea ricostruita negli anni Trenta del Novecento (foto PArCo)

Il quarto episodio – che conclude il reportage sabato 18 dicembre 2021 – conduce infine nel cuore dell’Anfiteatro Flavio per conoscere lo straordinario patrimonio di reperti mobili custodito nei magazzini e nei depositi diffusi lungo il percorso di visita, fotografia della storia bi-millenaria del monumento – dai fasti degli spettacoli gladiatori, alla rovina nei secoli bui del Medioevo, alla riscoperta archeologica degli ultimi due secoli, fino alle attuali attività di ricerca, catalogazione, conservazione e manutenzione.

Vicenza. Alle Gallerie d’Italia-Palazzo Montanari presentato al ministro Erika Stefani il progetto scientifico e didattico “Argilla. Storie di vasi”, percorso espositivo triennale per la valorizzazione della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, concepito per eliminare le barriere nella fruizione dei luoghi e degli oggetti con l’inclusione delle persone con disabilità

“Argilla. Storie di vasi”, il percorso espositivo scientifico e didattico alle Gallerie d’Italia di Palazzo Montanari a Vicenza (foto sofia sandri / gallerie d’italia)

“Argilla. Storie di vasi” a cura di Monica Salvadori, Monica Baggio e Luca Zamparo, con il contributo di Federica Giacobello, è il nuovo percorso scientifico e didattico di Intesa Sanpaolo, concepito per eliminare le barriere nella fruizione dei luoghi e degli oggetti, che nasce dalla collaborazione con il dipartimento dei Beni culturali dell’università di Padova in seno alle ricerche sviluppate dal progetto “MemO. La memoria degli oggetti. Un approccio multidisciplinare per lo studio, la digitalizzazione e la valorizzazione della ceramica greca e magnogreca in Veneto”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e si inserisce nell’ambito delle attività dedicate alla valorizzazione della collezione di ceramiche attiche e magnogreche di Intesa Sanpaolo, costituita da oltre cinquecento reperti prodotti tra il VI e il III sec. a.C.,  prodotti tra VI e III secolo a.C. in Puglia e in Lucania o importate da Atene, e tutti provenienti da un’unica necropoli di Ruvo di Puglia, che forniscono una significativa testimonianza della cultura e dell’arte della Grecia d’Occidente. Erano beni di prestigio scelti per ricchi corredi, collocati nelle sepolture dell’aristocrazia apula. Sono per lo più contenitori per cibi, liquidi, unguenti che, all’utilità pratica, uniscono un alto valore artistico, dato dalle scene pittoriche a figure rosse o nere dipinte sui manufatti. Capolavoro della collezione è la kalpis attica del Pittore di Leningrado (V secolo a.C.), sul cui fregio è rappresentata un’officina ceramica, con artigiani e una giovane donna intenti nella decorazione di vasi.

Il ministro per le Disabilità Erika Stefani con Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo, nell’incontro a Palazzo Montanari a Vicenza (foto sofia sandri / gallerie d’italia)

Il progetto espositivo, che avrà un’articolazione triennale, si situa nel solco dell’impegno di Intesa Sanpaolo per l’inclusione delle persone con disabilità. In particolare, le Gallerie d’Italia offrono percorsi didattici e di visita dedicati realizzati su misura in collaborazione con le associazioni del territorio a Milano, Napoli e Vicenza. Lunedì 8 novembre 2021 oggi alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, museo di Intesa Sanpaolo a Vicenza, il percorso scientifico e didattico “Argilla. Storie di vasi” è stato visitato dal ministro per le Disabilità Erika Stefani. La visita istituzionale si è svolta alla presenza di Michele Coppola, executive director Arte, Cultura e Beni storici Intesa Sanpaolo, e della rettrice dell’università di Padova Daniela Mapelli, di Monica Salvadori, prorettrice al Patrimonio artistico storico culturale dell’università di Padova, di Vincenzo Tinè, soprintendente Archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, del vice presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Donato Nitti e degli assessori del Comune di Vicenza Simona Siotto (Cultura) e Matteo Tosetto (Politiche Sociali).

“Argilla. Storie di vasi” indaga le modalità tecniche di realizzazione dei manufatti ceramici nel mondo greco antico, partendo dalla fase di estrazione dell’argilla per giungere al vaso finito, attraverso un percorso che ambisce a svelare alcuni segreti di questa produzione artistica e artigianale millenaria. Il progetto allestitivo intende anche approfondire il rapporto fra la società attuale e il patrimonio archeologico con l’obiettivo di diffondere una cultura della legalità.

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Un supporto tattile del progetto “Argilla. Storie di vasi” a Palazzo Montanari – Gallerie d’Italia (foto sofia sandri / gallerie d’italia)

L’itinerario narrativo, caratterizzato da una precisa/decisa/chiara finalità didattica e da una particolare attenzione ai diversi pubblici, specialmente quelli di età scolare, si contraddistingue per un linguaggio semplice ma allo stesso tempo specifico, che intende fornire le basi di un lessico per la conoscenza della produzione ceramica greca e magnogreca, attraverso un’esperienza educativa che dal mondo antico giunge al contemporaneo. L’esposizione è dotata di supporti audio, video e tattili per essere ampiamente inclusiva e accessibile, con l’obiettivo di ridurre, per quanto possibile, le barriere culturali, motorie e sensoriali al fine di creare uno spazio condiviso. Il progetto presenta un gruppo di ceramiche greche e magnogreche della collezione Intesa Sanpaolo accanto ad alcuni reperti gentilmente concessi in prestito dal museo regionale della Ceramica di Caltagirone (parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Anci), dal museo civico di Bassano del Grappa, dal museo Archeologico nazionale di Ferrara e dal Centro d’Ateneo per i Musei dell’università di Padova.

La pelike apula a figure rosse n. 39 della Collezione Merlin conservata al museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’università di Padova (foto msa / unipd)

Modello 3D della pelike apula a figure rosse n. 39 della Collezione Merlin (Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, Università di Padova) realizzato mediante scansione laser a luce strutturata (elab. Emanuela Faresin, dipartimento dei Beni Culturali, Università di Padova). Il modello permette una visione a 360° di un oggetto archeologico solitamente inaccessibile (ossia conservato all’interno di apposita teca museale) con un grado di precisione dei dettagli infinitesimale, emblema del connubio fra la ricerca umanistica e le più aggiornate soluzioni tecnologiche.

Nella prima sala, chiamata dell’Antico Testamento, si racconta come gli antichi realizzavano i vasi, con particolare attenzione al mondo greco e magnogreco. Gli esemplari, di cui noi ammiriamo le forme, la fattura, il rivestimento e le raffigurazioni, sono il risultato di un lungo e complesso processo scandito da diverse e precise fasi di lavorazione che richiedeva di possedere la tecne, la perizia che nasce dall’esperienza. Ad aiutarci a ricostruire le fasi produttive sono le scene raffigurate sui vasi e le immagini dipinte su alcune tavolette d’argilla ritrovate a Penteskouphia nei pressi di Corinto che in questa sala sono state riprodotte graficamente. Nelle vetrine si possono ammirare esemplari prodotti con tecniche figurative differenti insieme a vasi che, a causa di errori nella delicata fase di cottura nelle fornaci, appaiono difettosi.

La vicina sala dell’Antica Roma ci guida all’interno della bottega di un antico vasaio greco attraverso le immagini dipinte e la selezione delle forme vascolari. Le forme ceramiche attestate nel mondo greco antico sono poche, standardizzate e riconducibili a precise funzioni: trasportare l’olio, versare l’acqua, contenere il vino oppure gli unguenti profumati. Queste azioni appartengono sia ai differenti momenti della vita quotidiana sia alle azioni rituali. Le immagini dipinte si ispirano al mito, all’epica, alla vita quotidiana e talvolta, in un gioco di specchi, anche al lavoro del ceramista e del ceramografo. Esse non hanno solo un valore estetico ma i segni che le compongono, fatti di oggetti e gesti, rimandano al pensiero e all’ideologia delle società che le ha prodotte.

Nella terza sala, chiamata dei Quattro Continenti, il pubblico è sfidato a mettere alla prova le proprie capacità di analisi dei manufatti, per individuare alcuni oggetti che imitano le produzioni antiche. Questo ambiente, infatti, narra le storie di oggetti e di persone che producono, collezionano e conservano. Allo stesso tempo, questo spazio vuole parlare di quanto oggetti estremamente umili, provenienti dalla terra, possano suscitare interessi economici e sociali. Ci parla, infine, della ricerca archeologica e storico-artistica, ricerca attenta alla società e rivolta alla tutela del patrimonio culturale che accomuna la storia di tutti noi.

Roma. Per il ciclo “Dialoghi in Curia” del parco archeologico del Colosseo, presentazione in presenza e on line dei risultati delle recenti indagini archeologiche condotte nell’angolo nord-occidentale del Palatino all’interno del complesso degli Horrea Agrippiana

Le indagini archeologiche agli Horrea Agrippiana nell’angolo nord-occidentale del Palatino (foto PArCo)

roma_Dialoghi-in-Curia_Horrea-Agrippiana_locandinaGiovedì 11 novembre 2021, alle 16.30, saranno presentati nella Curia Iulia i risultati delle recenti indagini archeologiche condotte nell’angolo nord-occidentale del Palatino all’interno del complesso degli Horrea Agrippiana e nei settori circostanti. Per questo ulteriore appuntamento del ciclo “Dialoghi in Curia” sono previsti gli interventi di Alessio De Cristofaro (funzionario archeologo della soprintendenza speciale Roma), Luca Masciale (Sapienza università Roma), Dora Cirone (ISAR). Il programma degli interventi: Alessio De Cristofaro su “Gli Horrea Agrippiana nell’ambito dei programmi edilizi dell’età augustea: novità dalle recenti indagini”; Luca Masciale su “Una nuova domus tardo repubblicana alle pendici nord occidentali del Palatino”; Dora Cirone su “Antico e tardo antico all’angolo nord occidentale del Palatino: continuità e discontinuità”. Introduce e modera Alfonsina Russo (direttore del parco archeologico del Colosseo). Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su eventbrite (https://www.eventbrite.it/e/204381429357). Ingresso da largo della Salara Vecchia, 5. All’ingresso del PArCo sarà richiesto di esibire, oltre all’invito, il certificato verde e di indossare la mascherina. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalla Curia Iulia sulla pagina Facebook del PArCo.

Milano. Alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano il convegno “Libri, lettori, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia” organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby. Si entra col Green Pass

Giovedì 11 novembre 2021, alle 14.30, alla Biblioteca Nazionale Braidense di Milano si svolge il convegno “Libri, lettori, ladri. La protezione del patrimonio librario in Italia” organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby insieme alla Biblioteca Nazionale Braidense e all’associazione Cento Amici del Libro APS. Per partecipare al convegno è necessario prenotare chiamando il numero 02.38036625 o scrivendo all’indirizzo  info@fondazionehruby.org. L’ingresso è consentito previa esibizione del Green Pass. L’occasione sarà preziosa per affrontare un tema tanto attuale e importante come quello legato all’inestimabile e altrettanto fragile patrimonio librario del nostro Paese, fare un punto sulla situazione della sua tutela e valorizzazione, portare esempi concreti e tracciare una rotta per gli anni a venire.

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Carlo Hruby, vice presidente della Fondazione Enzo Hruby

“I libri”, dichiara Carlo Hruby, vice presidente della Fondazione Enzo Hruby, “sono da sempre prede ambite dai ladri, in ogni epoca e parte del mondo, e nell’ambito dei beni culturali sono tra gli oggetti più difficili da proteggere e anche tra i più rubati. Da sempre la nostra Fondazione dispiega un grande impegno per contrastare questo fenomeno, diffondendo la cultura della sicurezza del patrimonio librario attraverso convegni e sostenendo la protezione di alcuni tra i più importanti luoghi del sapere attraverso le più moderne e avanzate tecnologie. Un evento in particolare è entrato nella storia della Fondazione Enzo Hruby e della tutela del patrimonio librario: il convegno “Libri, lettori, ladri”, che si è svolto nel 2011 a Firenze nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Nel decennale di questo evento così significativo siamo orgogliosi di dar vita insieme alla Biblioteca Nazionale Braidense e all’associazione Cento Amici del Libro APS ad una nuova e importante occasione di dialogo e di confronto che non a caso porta lo stesso titolo di allora, per fare un punto oggi su questo tema così attuale e tracciare una strada per il futuro”.

Il monumentale interno della Biblioteca nazionale Braidense a Milano (foto fondazione Hruby)

Il convegno sarà aperto dai saluti istituzionali del direttore della Pinacoteca e della Biblioteca di Brera James Bradburne. A seguire porteranno i loro contributi autorevoli esponenti del mondo dei beni culturali che affronteranno varie tematiche legate alla protezione del patrimonio librario in Italia, come si può evincere dai titoli degli interventi in programma: Fabiola Giancotti, studiosa d’arte ed editore (Il libro: la scrittura della memoria); Luca Nannipieri, critico d’arte e giornalista (La memoria è il futuro del libro); Maria Goffredo, già direttore della Biblioteca Nazionale Braidense (La conservazione del patrimonio librario in Braidense); Claudio Sanzò, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza (Le attività di tutela del patrimonio librario); Laura Nicora, CTU presso il Tribunale di Milano e Cultore Ricerca Bibliografica – Università di Pavia (Come difendersi dai falsi); Carlo Hruby, vice presidente Fondazione Enzo Hruby (Le tecnologie di sicurezza per la protezione del patrimonio librario). Modera il convegno Laura Tirelli, presidente dell’associazione Cento Amici del Libro APS. Nel corso dell’evento si svolgerà la cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio H d’oro 2021, il concorso organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby e giunto alla sua quindicesima edizione che valorizza le migliori realizzazioni di sicurezza e con esse diffonde la conoscenza delle straordinarie possibilità offerte dalle attuali tecnologie in tutti contesti e con una particolare attenzione rivolta all’ambito dei beni culturali, ancora oggi troppo spesso esposti a furti, sottrazioni, atti di vandalismo e danneggiamenti.

Bologna. Presentazione del libro “La Tana della Mussina di Borzano. Dallo scavo pioneristico dell’Ottocento agli studi scientifici del Ventunesimo secolo”, nuova tappa fondamentale per gli studi di preistoria in Emilia-Romagna

Pubblicato a quasi 150 anni dalla scoperta del sito, avvenuta nel 1871, il libro “La Tana della Mussina di Borzano. Dallo scavo pioneristico dell’Ottocento agli studi scientifici del Ventunesimo secolo” a cura di Iames Tirabassi, William Formella, Mauro Cremaschi, nuova tappa fondamentale per gli studi di preistoria in Emilia-Romagna, sarà presentato venerdì 12 novembre 2021, alle 16, a Palazzo dall’Armi Marescalchi (sede della Soprintendenza), in via IV Novembre 5 a Bologna. Ingresso con obbligo di Green Pass. Prenotazione consigliata: lara.sabbionesi@beniculturali.it. Interverranno: Maria Luisa Laddago, funzionario architetto Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Annalisa Capurso, funzionario archeologo Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Massimo Ercolani, presidente Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia Romagna; Monica Miari, funzionario archeologo responsabile area patrimonio archeologico Sabap Bo-Mo-Re-Fe; Iames Tirabassi, curatore del volume; Mauro Cremaschi, curatore del volume. In occasione della presentazione saranno distribuite gratuitamente alcune copie di volumi curati dalla Soprintendenza e non più in commercio.

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Copertina del libro “La Tana della Mussina di Borzano”

“La Tana della Mussina di Borzano“. Il libro si compone di due parti, complementari l’una all’altra: nella prima i curatori presentano, con approccio multidisciplinare, i risultati delle recenti ricerche scientifiche relative alla frequentazione antropica della grotta situata in provincia di Reggio Emilia e al paleo-ambiente ipogeo. La seconda parte propone una completa raccolta dei manoscritti del fondo Chierici riguardanti gli scavi condotti alla Tana della Mussina e le pubblicazioni edite tra il 1871 e il 1873. Il volume traccia la storia di questo ben noto sito, spaziando tra temi ambientali, archeologici e paleontologici dando così continuità a un progetto di studi sulla frequentazione antropica delle grotte emiliano-romagnole frutto di una lunga e consolidata collaborazione tra la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna e le Soprintendenze ABAP della Regione.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA” appuntamento on line con Simona Rafanelli (museo di Vetulonia) e Lorenzo Mancini (Marta) su “Taras e Vatl. Dialogo a due voci al centro del Mediterraneo”, introdotto da Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale, e Francesca Poretti, presidente Aicc-Ta

Locandina dell’incontro on line “Taras e Vatl. Dialogo a due voci al centro del Mediterraneo”

Due protagonisti dell’antico Mediterraneo, la colonia spartana di Taras-Taranto e Vatl-Vetulonia, la potente città della Dodecapoli etrusca, uniti nel segno del mare: nell’orizzonte mitico dei racconti di fondazione, incentrati su eroi o semidei legati all’elemento acquatico, come sul piano dei rapporti culturali, economici e materiali che li pongono al centro di un network esteso da una sponda all’altra del Mar Mediterraneo.

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Simona Rafanelli, direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, ed Eva Degl’Innocenti, direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, all’inaugurazione della mostra “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” (foto MArTa)

Di “Taras e Vatl. Dialogo a due voci al centro del Mediterraneo” ne parlano mercoledì 10 novembre 2021, alle 18, unicamente on-line, in diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA, la direttrice del museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia Simona Rafanelli, curatrice del progetto insieme alla direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti, e il funzionario archeologo del MArTA Lorenzo Mancini, nel segno di due mostre intitolate a Taras e Vatl (“Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” al MArTA di Taranto e “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città. Archeologia di Taranto a Vetulonia” al Museo Falchi di Vetulonia) e a pochi giorni da un importante Convegno Internazionale dedicato ai rapporti fra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana (17-19 novembre 2021). La conferenza sarà introdotta dalla direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti e dalla presidente dell’associazione italiana di Cultura classica AICC – delegazione di Taranto prof.ssa Francesca Poretti. L’appuntamento che si realizzerà nell’ambito dei tradizionali “Mercoledì del MArTA”, è organizzato dal museo Archeologico nazionale di Taranto e dall’associazione italiana di Cultura classica AICC – delegazione di Taranto.