Firenze. A Spazio Libri di TourismA 2024 presentato il numero 114 della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa

Fabio Martini, Valeria Li Vigni Tusa, Massimo Cultraro e Assia Kysnu Ingoglia alla presentazione della rivista Sicilia Archeologica a Spazio Libri di TourismA 2024 (foto graziano tavan)
A TourismA 2024, nell’ambito della sezione Spazio Libri a cura di Massimo Cultraro, domenica 25 febbraio 2024, è stato presento in anteprima il numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica” edito da L’Erma di Bretschneider. Ne hanno discusso con Massimo Cultraro (ISPC CNR Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale): Valeria Li Vigni Tusa (direttrice della rivista – fondazione Sebastiano Tusa), Fabio Martini (Comitato Scientifico della Rivista) e Assia Kysnu Ingoglia (Redazione Sicilia Archeologica).
Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, per archeologiavocidalpassato.com fa una breve presentazione del numero 114 della rivista. “Il volume, pubblicato dalla Fondazione Sebastiano Tusa”, spiega Li Vigni, “fa parte di una collana che nasce con Vicenzo Tusa, quindi una rivista che nasce negli anni Sessanta del Novecento, che prosegue con Sebastiano Tusa, e che poi è stato nostro impegno rimettere in piedi e pubblicare. E la pubblichiamo sempre con lo stesso entusiasmo, la stessa passione e scientificità che applicava Sebastiano. Non soltanto archeologia ma multidisciplinarietà. Infatti nella rivista sono presenti articoli di biologi, di archeologi, di storici dell’arte, perché è fondamentale dare spazio al patrimonio culturale in tutte le sue articolazioni. Una parte è dedicata alla normativa sui beni culturali, che di volta in volta viene curata da un giurista: nel caso specifico, su questo numero il contributo è curato dal comandante Gianluigi Marmora del nucleo tutela patrimonio dei beni culturali, quindi dall’Arma dei Carabinieri”.

Copertina del numero 114 (2023) della rivista “Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa
“Sicilia Archeologica”, edito da l’Erma di Bretschneider e diretto dalla Fondazione Sebastiano Tusa, prosegue sulla direzione indicata da Sebastiano Tusa “𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑒𝑟𝑣𝑖𝑧𝑖𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒𝑑 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑎 𝑐ℎ𝑖 ℎ𝑎 𝑎 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑜 𝐵𝑒𝑙 𝑃𝑎𝑒𝑠𝑒” (Sebastiano Tusa). Anche il numero 114 è diviso in 4 sezioni: 1. Le scoperte archeologiche più recenti, 2. La diagnostica dei beni culturali, 3. Gli aggiornamenti dalla preistoria, al mondo classico e al mondo sommerso, 4. Le normative ai beni culturali (valorizzazione – conservazione – tutela – fruizione). Apre la prima sezione il saggio di Luca Restelli, Clemente Marconi, Andrew Farinholt Ward, Linda Adorno e Francesca Paleari, 𝐿𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑣𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑖𝑙 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝐴 𝑒 𝑖𝑙 𝑇𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑂 𝑠𝑢𝑙𝑙’𝑎𝑐𝑟𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑖 𝑆𝑒𝑙𝑖𝑛𝑢𝑛𝑡𝑒 (𝑆𝐴𝑆 𝑇𝐴𝑂-𝐴, 2023). 𝑅𝑎𝑝𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑙𝑖𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑒. Secondo saggio è quello di Thea Sommerschield e Stefano Vassallo “𝐿𝑒 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝐸𝑟𝑎𝑐𝑙𝑒 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑎 𝑇𝑒𝑟𝑟𝑎𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑢𝑡𝑖: 𝑢𝑛 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑙𝑜𝑢𝑡𝑒𝑟𝑖𝑜𝑛 𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜” che analizza la decorazione a rilievo con Eracle, centauri, arpie, Atena armata e iscrizione del nome di uno dei due centauri nel frammento di louterion rinvenuto nell’area dell’abitato di Terravecchia di Cuti, un sito indigeno della Sicilia centrale. La sezione dedicata alla Diagnostica viene aperta dal contributo di Katia D’Ignoti, “𝐿𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑎𝑚𝑖𝑐𝑎 𝑒𝑜𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎 𝑡𝑎𝑟𝑑𝑜-𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑖𝑐𝑎-𝑒𝑙𝑙𝑒𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑠𝑜𝑣𝑟𝑎𝑑𝑑𝑖𝑝𝑖𝑛𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑟𝑒𝑑𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑐𝑛𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑖𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝐿𝑖𝑝𝑎𝑟𝑖”, uno studio dettagliato sulla ceramica sovra dipinta tardo classica-ellenistica prodotta a Lipari, che mette in discussione e riformula molti aspetti di questa classe di manufatti. Segue il saggio di Francesca Meli, Francesco Savarino, Arianna Romano, Gabriele Lauria, Maria Grazia Griffo e Luca Sineo, 𝐵𝑖𝑜-𝑎𝑟𝑐ℎ𝑎𝑒𝑜𝑙𝑜𝑔𝑖𝑐𝑎𝑙 𝑁𝑜𝑡𝑒𝑠 𝑜𝑛 𝑡ℎ𝑒 𝑃𝑢𝑛𝑖𝑐 𝐿𝑖𝑙𝑦𝑏𝑎𝑒𝑢𝑚: 𝑇ℎ𝑒 190 𝐻𝑦𝑝𝑜𝑔𝑒𝑢𝑚, che fornisce importanti e innovative analisi bioarcheologiche e ricostruzioni 3D. La terza sezione dedicata agli Aggiornamenti viene aperta dal saggio di Fabio Martini, 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑛𝑒𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎: 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖, 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑖, restituisce un’attenta analisi sulla Sicilia in particolare sulle due tematiche principali: le identità plurali degli ultimi cacciatori-raccoglitori mesolitici e le variabili culturali e sulla capacità in periodi preneolitici di seguire rotte marittime. Segue il contributo di Maurizio Cattani, 𝐿𝑎 𝑓𝑎𝑐𝑖𝑒𝑠 𝑑𝑖 𝑀𝑢𝑟𝑠𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑒𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙 𝐵𝑟𝑜𝑛𝑧𝑜. Il saggio propone una reinterpretazione dei dati archeologici in considerazione della ricorrenza dei processi storico culturali presenti in diverse aree della Sicilia e delle isole minori. Massimo Cultraro nel suo interessante saggio 𝐸𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑛𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑟𝑜𝑡𝑜𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒 evidenzia come le fasi avanzate e finali dell’età del Bronzo nella Sicilia occidentale siano state implementate negli ultimi anni mantenendo come punto di riferimento il sito di Mokarta (Salemi TP). Giovanni Di Stefano, 𝐴𝑟𝑚𝑖 𝑒 𝑜𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑎𝑛𝑡𝑢𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑔𝑒𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑠𝑡𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐ℎ𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝐶𝑎𝑚𝑎𝑟𝑖𝑛𝑎, offre un interessante indagine sugli aspetti rituali intorno al Santuario di Castiglione. Chiude la terza sezione Gianfranco Purpura, 𝐿𝑎 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑝𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑟𝑖𝑡𝑡𝑖𝑚𝑜 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑒 𝑖 𝑟𝑖𝑛𝑣𝑒𝑛𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑠𝑢𝑏𝑎𝑐𝑞𝑢𝑒𝑖, l’approccio interdisciplinare del saggio offre un’analisi esaustiva e illuminante con una chiave di lettura che si avvale di interpretazioni di archeologia subacquea e di diritto commerciale romano che forniscono fondamentali arricchimenti a entrambi i settori disciplinari. L’ultima sezione dedicata alla legislazione contiene il contributo del comandante Gianluigi Marmora, 𝐼𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑎𝑛𝑑𝑜 𝐶𝑎𝑟𝑎𝑏𝑖𝑛𝑖𝑒𝑟𝑖 𝑇𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑡𝑟𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜 𝐶𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎𝑙𝑒, che testimonia l’attività di conoscenza che svolge il Nucleo TPC attraverso l’uso della banca dati.
Firenze. A TourismA 2024 Valeria Li Vigni, presidente della fondazione “Sebastiano Tusa”, ha consegnato a Mario Tozzi il premio “Thalassa – fondazione Sebastiano Tusa” per aver coniugato al meglio la ricerca scientifica finalizzata alla salvaguardia del Patrimonio Culturale e Ambientale

Vittorio Sgarbi commemora la figura di Sebastiano Tusa davanti alla platea di TourismA 2020 (foto Graziano Tavan)

L’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo nel marzo 2018
L’emozione era palpabile, sabato 24 febbraio 2024, in auditorium al centro congressi di Firenze, sul palco e tra il pubblico, mentre sul grande schermo scorrevano le immagini di Sebastiano Tusa e la voce narrante ne ripercorreva la sua vita intensa di archeologo e amministratore pubblico dei beni culturali della sua Sicilia. Alle 15, nell’intenso di tourismA 2024 era in programma “L’UOMO E IL MARE”, con l’assegnazione della prima edizione del premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa” per la ricerca scientifica nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, istituita per portare avanti la mission del marito. Il breve filmato ricorda le scoperte dei rostri, poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo, che lo convinsero che quello specchio di mare doveva essere proprio il teatro dello storico scontro navale delle Egadi tra la flotta cartaginese e quella romana che nel 241 a.C. segnò la fine alla prima guerra punica (vedi Recuperato nel mare di Levanzo il dodicesimo rostro che conferma l’ubicazione della battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra romani e cartaginesi, che pose fine alla prima guerra punica a favore dei romani | archeologiavocidalpassato); e poi si sofferma sulla creazione della soprintendenza del Mare che ha fatto della Sicilia all’avanguardia nella protezione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio subacqueo. E si chiude con il ricordo doloroso della sua tragica morte, avvenuta il 10 marzo 2019, nel disastro aereo del Boing 737 dell’Ethiopian Air Lines per Nairobi (Kenia), con tutti gli altri 156 passeggeri, tra cui 7 italiani, precipitato a Bishoftu (Etiopia) sei minuti dopo il decollo dall’aeroporto della capitale Addis Abeba (vedi Archeologia in lutto. Nel disastro aereo del Boing 737 precipitato in Etiopia è morto l’archeologo Sebastiano Tusa: siciliano doc, docente di paletnologia e archeologia marina, ha creato la soprintendenza del Mare. A Malindi con l’Unesco doveva promuovere ricerche subacquee nell’oceano Indiano | archeologiavocidalpassato).

TourismA 2024: consegna del premio “Thalassa – fondazione Sebastiano Tusa”: da sinistra, Piero Pruneti, Valeria Li Vigni e Mario Tozzi (foto graziano tavan)
Sul palco, accanto a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e di TourismA, Valeria Li Vigni, la vedova di Sebastiano Tusa, e presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, che con voce rotta dalla commozione ha spiegato l’istituzione del premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa” per ricordare la figura del grande archeologo nelle scelte di quanti amano il mare e la sua salvaguardia come patrimonio culturale e ambientale. La prima edizione del premio Thalassa – fondazione Sebastiano Tusa (un “rostro”, a ricordare la scoperta più famosa fatta da Tusa) è stata assegnata а Mario Tozzi “per aver coniugato al meglio – si legge nella motivazione – la ricerca scientifica finalizzata alla salvaguardia del Patrimonio Culturale e Ambientale e la conoscenza con una sapiente e avvincente narrazione chiara e capillare stimolando la sensibilità delle giovani generazioni. Per aver contribuito a evidenziare la necessità di un intervento globale per la salvaguardia del pianeta con particolare riguardo al fragile equilibrio del Mediterraneo. Per aver contribuito in maniera fondamentale alla divulgazione del Nostro Patrimonio Culturale e Ambientale come autore e conduttore di numerosi programmi televisivi, radiofonici e in numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo”.
Firenze. Al Palazzo dei Congressi al via la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale: decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane. Pruneti: “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”
Tutto pronto per la X edizione di tourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale organizzato al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 23 al 25 febbraio 2024 da Archeologia Viva (Giunti Editore). Decine di incontri, centinaia di relatori, stand, laboratori didattici, lezioni di geroglifico, mostre, cinema, premi internazionali, installazioni multimediali, virtual tour, archeodegustazioni di pietanze etrusco-romane. E il gran finale con Alberto Angela, padrino della kermesse fin dalla prima edizione. Tutto a ingresso libero e gratuito.

Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, a TourismA (foto AV)
“Sono trascorsi dieci anni da quando tourismA si è affacciato al panorama fieristico europeo con il prestigio della rivista da cui proviene, la forza comunicazionale dei suoi collaboratori, la capacità di coinvolgere, l’idea di un turismo culturale rispettoso e formativo”, scrive Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, nella presentazione. “Siamo passati indenni attraverso il dramma del Covid senza mollare un anno, tornando ora ai livelli iniziali di partecipazione. Molto faticoso, ma ce l’abbiamo fatta. In tanti anni di paziente lavoro siamo riusciti a portare all’attenzione degli appassionati, esperti, operatori del settore un grande evento nato spontaneo, senza protezioni, libero e quindi rispondente solo alle scelte di chi lo organizza e di chi vi partecipa. La nostra forza sono l’indipendenza e il sostegno convinto di quanti ci seguono”.

Alberto Angela in un auditorium gremito protagonista in una edizione di TourismA (foto AV)
Sarà una festa in grande quella per il decennale di tourismA. Tre giornate a ingresso libero e gratuito per parlare di archeologia, ambiente e turismo culturale con particolare attenzione a un modo di viaggiare consapevole e sostenibile. La kermesse, punto di riferimento per tutti gli appassionati del mondo antico e operatori del settore, offre anche quest’anno un programma ricchissimo con decine di incontri e centinaia di relatori di primo piano richiamando a Firenze appassionati, viaggiatori e addetti ai lavori. “Il programma di questa decima edizione è particolarmente ricco ed elaborato”, continua Pruneti, “con la nutrita presenza di istituzioni e personalità di primo piano sotto il profilo scientifico e mediatico, ma anche per l’adesione di tante piccole realtà “minori”, preziose nel rappresentare il grande mosaico di storia, tradizioni e popolazioni del Mediterraneo: un immenso patrimonio di diversità che abbiamo il dovere di scoprire e difendere partendo dalla conoscenza. Sempre più “tourismA” si distingue come spazio pubblico senza censure, per avere assunto i connotati di un’affollata ed emozionante agorà”.

Il giornalista Aldo Cazzullo tra gli ospiti di TourismA 2024 (foto AV)
Grandi nomi. Oltre 200 i relatori nei convegni previsti negli spazi del Palacongressi. Tra i big in programma quest’anno il giornalista Aldo Cazzullo, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, il filologo Luciano Canfora, il geologo Mario Tozzi, il medievista Franco Cardini, il cantautore Francesco Guccini, il paleoantropologo Giorgio Manzi, l’archeologo classico Andrea Carandini, lo storico Aldo Schiavone… e l’attesissimo Alberto Angela (presenza in sala fino a esaurimento posti; non è possibile prenotare; diretta su pagina facebook di tourismA). Il giornalista Massimo Polidoro interverrà per presentare il libro/intervista Piero Angela. La meraviglia del tutto, appena uscito per Mondadori.

Paolo Giulierini, già direttore del Mann, e Simona Rafanelli, direttore del Muvet, a TourismA 2023 (foto graziano tavan)
Venerdì 23 febbraio 2024. In auditorium, c’è la prima giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA, con la presentazione – tra l’altro – di tre libri: “I custodi della memoria: nel mondo degli scribi” di Louis Godart, “Com’eravamo… L’Italia prima dei Romani” di Paolo Giulierini, e “Maledette! Quando il mito è contro le donne” di Francesca Ghedini. E, dopo la pausa pranzo, la consegna del premio “R. Francovich” COMUNICARE IL MEDIOEVO al museo Archeologico delle Grandi Opere di Pagazzano (Bg) per la valorizzazione del patrimonio medievale, e a Francesco Guccini per aver cantato il mondo medievale accompagnandoci dall’antica Bisanzio fino ai mistici orizzonti di Marco Polo e Cristoforo Colombo. In sala Onice, al mattino, l’edizione 2024 di ITER Archeologia Patrimonio e Ricerca italiana all’estero – L’Archeologia italiana per lo studio, la protezione e la trasmissione del patrimonio culturale dell’umanità a cura di Luca Peyronel dell’università di Milano con focus su alcune missioni archeologiche italiane all’estero. In sala 100, nel pomeriggio, 10 ANNI DI TOURISMA 70 DI IIPP “La Preistoria nella società che cambia”: Workshop a cura di IIPP – Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria col coordinamento Monica Miari, Silvia Florindi.

Vittorio Sgarbi a TourismA 2020 ricorda Sebastiano Tusa (foto Graziano Tavan)
Sabato 24 febbraio 2024. In auditorium la seconda giornata del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA è al pomeriggio: in programma, tra l’altro, L’UOMO E IL MARE: assegnazione del premio “Fondazione Sebastiano Tusa – Thalassa” per la ricerca scientifica nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni presidente Fondazione Sebastiano Tusa; MONT’E PRAMA (1974-2024) – CABRAS / SARDEGNA: focus nel cinquantesimo della scoperta che ha riscritto la storia della Sardegna. In sala Verde STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Prima parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 100, tutto il giorno, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc con presentazione della produzione più recente di pubblicazioni a soggetto archeologico. In sala Limonaia, al mattino, VIAGGI DI CULTURA E ARCHEOLOGIA: rassegna di itinerari turistico-culturali a cura di Mark PR di Nadia Pasqual – Comunicazione per il turismo. In sala 9, tutto il giorno, CULTURA COLTURA CULTO: patrimonio italiano e turismo culturale a cura di Agostino De Angelis attore e regista.

Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, nel Tempio di Nettuno a Paestum (foto pa-paeve)
Domenica 25 febbraio 2024. In Auditorium, tutto il giorno, giornata conclusiva del XX INCONTRO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA VIVA con molti interventi aperti da Tiziana D’Angelo, direttore del parco archeologico di Paestum e Velia, e chiusi da Alberto Angela intervistato da Piero Pruneti. In sala Onice, al mattino, CORSICA ETRUSCA: progetto scientifico – Itinerario culturale – Nuovo museo interpretativo del territorio a cura di Jean Castela (università di Corsica, presidente INEACEM – Istituto di Studi applicati sulle Civiltà e gli Spazi del Mediterraneo), e Simona Rafanelli (direttore museo civico Archeologico “I. Falchi” di Vetulonia). In sala Onice, al pomeriggio, ARCHEOLOGIA… CHE PASSIONE! Mille uno modi per “raccogliere l’Antico” a cura di Simona Rafanelli MuVet – museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. In sala 100, al mattino, SPAZIO LIBRI a cura di Massimo Cultraro dirigente di ricerca Cnr-Ispc. In sala 100, al mattino, Esplorazione, scavo e studio di antiche aree sotterranee artificiali, a cura di Ente del Terzo Settore A.S.S.O. – Archeologia Subacquea Speleologia e Organizzazione. In sala Limonia, al mattino, STATI GENERALI DELL’ARCHEOLOGIA ITALIANA: archeologia oggi tra nodi aperti e sfide future. Seconda parte. A cura di ANA – Associazione Nazionale Archeologi, FCdA – Federazione Consulte universitarie di Archeologia, Archeoimprese, API – Archeologi del Pubblico Impiego, Assotecnici. In sala 9, al mattino, LA ROTTA DEI FENICI: Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa tra innovazione e valorizzazione, a cura di The Phoenicians’ Route – Cultural Route of the Council of Europe.
Palermo. L’archeologo Ferdinando Maurici è il nuovo soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Succede a Valeria Li Vigni, andata in pensione


Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare (foto soprintendenza del mare)
“Ferdinando Maurici, 62 anni, è il nuovo soprintendente del Mare della Regione Siciliana. La designazione, che compete al dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali Franco Fazio, è avvenuta oggi, 4 febbraio 2022. Succede nel ruolo a Valeria Li Vigni, andata in pensione lo scorso 1° febbraio”: lo annuncia sul suo profilo social Alberto Samonà, assessore regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Ferdinando Maurici, attualmente dirigente per i Beni archeologici nella stessa soprintendenza del Mare, è stato direttore del parco archeologico di Monte Iato, del museo Interdisciplinare di Terrasini, della Fototeca del Centro Regionale Inventario e Catalogazione e delle sezioni archivistica e bibliografica della soprintendenza di Trapani. Specializzato in Archeologia Cristiana e Medievale, ha al suo attivo oltre trecento pubblicazioni e diverse docenze universitarie, dottorati di ricerca, oltre a diverse attività di coordinamento e ricerca per conto della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. In particolare, come dirigente per i Beni archeologici della soprintendenza del Mare – nata nel 2004 dall’intuizione e dalla volontà di Sebastiano Tusa – ha seguito le prospezioni in alto fondale nell’isola di Ustica con la scoperta di un relitto di epoca romana; le indagini di archeologia subacquea in alto fondale nel mare delle Isole Egadi a bordo della nave oceanografica Hercules della RPM Nautical Foundation, che hanno portato lo scorso anno alla scoperta di due nuovi rostri e di un relitto tardoantico-bizantino. Sempre per la soprintendenza del Mare, ha collaborato all’individuazione di un nuovo possibile itinerario sommerso a Marettimo. E ancora, ha collaborato nell’estate del 2021 con i subacquei altofondalisti della SDSS nel recupero di altri rostri nello specchio di mare della battaglia delle Egadi del 241 a.C.; ha coordinato le attività svolte in collaborazione con la Bayerische Gesellschaft für Unterwassearchäologie (Società Bavarese per l’Archeologia Subacquea) a Mozia e Eraclea Minoa. È co-progettista dei lavori di scavo e indagine preliminare del relitto della nave romana denominata “Marausa 2”.
Nel mare di Levanzo, a 80 metri di profondità, individuato il 24.mo rostro di una nave romana impegnata nella “Battaglia delle Egadi” dalla missione americana della RPM Nautical Foudation, con la supervisione della soprintendenza del Mare e il contributo dell’università di Malta. La soprintendente Li Vigni: “Contiamo di recuperarlo in un prossimo futuro”

Nel mare di Levanzo individuato un nuovo rostro di una nave impegnata nella “Battaglia delle Egadi”. È il 24.mo relativo alla famosa battaglia del 241 a.C. che pose fine alla prima guerra punica. Anche questo rostro, come la maggior parte di quelli rinvenuti finora, sembra appartenere a una nave romana riportando le lettere L F Q P in caratteri latini. Le indagini sul sito della battaglia delle Egadi, individuato dal compianto archeologo Sebastiano Tusa, morto nel disastro aereo in Etiopia del 2018 (vedi Archeologia in lutto. Nel disastro aereo del Boing 737 precipitato in Etiopia è morto l’archeologo Sebastiano Tusa: siciliano doc, docente di paletnologia e archeologia marina, ha creato la soprintendenza del Mare. A Malindi con l’Unesco doveva promuovere ricerche subacquee nell’oceano Indiano | archeologiavocidalpassato) proseguono sotto la direzione della soprintendenza del Mare guidata da Valeria Patrizia Li Vigni. Rimane il grande quesito di come si continui a ritrovare rostri di nave romane se a essere sconfitta fu la flotta cartaginese. Probabilmente i rostri, posizionati sulle prue con la funzione di incastrarsi nelle fiancate delle navi nemiche sfondandole, erano fissati con un sistema che ne facilitava lo sganciamento.


L’archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso in un incidente aereo nel marzo 2019
Sono passati 17 anni dalla “scoperta” del primo rostro delle Egadi: era il 2004. “Dapprima vi fu la consegna spontanea da parte di un pescatore”, ricordava Tusa, “di un elmo in bronzo del tipo Montefortino in uso proprio in quella battaglia da parte dei militi romani. Egli affermò di averlo trovato nello spazio di mare a poche miglia a Nord-Ovest di Levanzo. Poi venne l’elemento decisivo per darci la convinzione che la nostra ipotesi era esatta e che, pertanto, avrebbe avuto ottime possibilità di essere provata da auspicate ricerche. La “scoperta” del primo rostro delle Egadi nello studio di un dentista trapanese ad opera del nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. Chi lo deteneva ed era in procinto (su sua dichiarazione) di consegnarlo agli organi di tutela, ci diede la conferma che il luogo di rinvenimento era a poche miglia a Nord-Ovest del Capo Grosso di Levanzo. Fu una “scoperta” eccezionale poiché oltre al valore storico-topografico legato all’evento bellico, il primo rostro delle Egadi era il secondo in assoluto rinvenuto fino ad allora seguendo quello di Athlit rinvenuto nelle acque israeliane qualche decennio prima” (vedi Recuperato nel mare di Levanzo il dodicesimo rostro che conferma l’ubicazione della battaglia delle Egadi del 241 a.C. tra romani e cartaginesi, che pose fine alla prima guerra punica a favore dei romani | archeologiavocidalpassato).


Valeria Li Vigni, soprintendente del Mare (foto soprintendenza del mare)
Il nuovo rostro è stato individuato nei fondali di Levanzo, isola dell’arcipelago delle Egadi, dagli esperti della missione americana della RPM Nautical Foudation, con la supervisione della soprintendenza del Mare della Regione Siciliana diretta da Valeria Li Vigni e rappresentata a bordo della nave oceanografica Hercules da Ferdinando Maurici, e in collaborazione con l’università di Malta. Alcune lettere visibili grazie al robot sottomarino fanno pensare che il rostro sia romano: giace a 80 metri e la soprintendenza del Mare progetta di recuperarlo in un prossimo futuro. “È stato individuato il ventiquattresimo rostro nel mare delle Egadi in questa fortunata campagna del 2021. Che la campagna di ritrovamento fosse così ricca”, evidenzia la soprintendente del Mare Valeria Li Vigni. “Lo avevamo preannunciato a fine 2020 a seguito dei 40 target registrati, ma le aspettative sono state superate con il ritrovamento, nell’arco di pochi giorni, di un relitto di nave romana con il suo carico di anfore e di questo rostro, sul quale sono state identificate le lettere L F Q P e che appare in buone condizioni”.
Sabato 4 novembre 2023, nell’ambito della XXV Borsa mediterranea del Turismo archeologico, a Paestum dal 2 al 5 novembre 2023, sarà conferito il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, nato nel 2019 per onorare la memoria di Sebastiano Tusa, grande archeologo, studioso, amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Nel 2019 il premio fu consegnato alla consorte Valeria Li Vigni, alla quale fu proposto di inserire annualmente all’interno del programma della Borsa, una iniziativa di carattere internazionale, volta a ricordare l’impegno e le progettualità di Sebastiano Tusa e di condividerne contenuti e propositi con Luigi Fozzati, quale coordinatore scientifico, non solo per carisma e competenza, ma anche quale comune amico di Sebastiano e della Borsa. “Il Premio istituito dalla BMTA”, dichiara Valeria Li Vigni, presidente della Fondazione Tusa, “testimonia l’infaticabile lavoro di Sebastiano Tusa, che ha saputo trasmettere il metodo scientifico di ricerca, tutela e valorizzazione, dando professionalità alla figura dell’archeologo subacqueo, grazie alla sua lungimirante prospettiva di applicare la tutela e la valorizzazione al patrimonio sommerso in situ e alla creazione della prima Soprintendenza del Mare interdisciplinare. Il Premio intende riconoscere le eccellenze in quei campi che Sebastiano Tusa ha saputo valorizzare. Un particolare ringraziamento va a Luigi Fozzati con il quale abbiamo da subito condiviso il Premio e a Ugo Picarelli, che con la sua Borsa dà voce alle importanti realtà che divulgano il nostro patrimonio archeologico e le nostre eccellenze”.
Il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” per la migliore mostra dalla valenza scientifica internazionale andrà a Romy Wyche, direttore museo dipartimentale dell’Antica Arles per la mostra “Trésors du fond des mers. Un patrimoine archéologique en danger” (22 ottobre 2022 – 20 febbraio 2023). Motivazione: “La mostra ha il merito importante di avere affiancato l’esposizione di reperti di straordinaria fattura artistica con la manifestazione esplicita e senza mezzi termini del problema irrisolto della tutela del patrimonio archeologico sommerso del Mediterraneo. Piacere e dolore affiancati nella stessa mostra, che evidenzia l’importanza di quello che il Mediterraneo ha conservato e nello stesso tempo ha perso, perde e rischia ancora di perdere in futuro. Non basta aprire gli occhi sulla bellezza, occorre anche sapere che questa bellezza è minacciata da pericoli vecchi e nuovi: dal furto al danneggiamento irreparabile dovuto all’intensificarsi dello sfruttamento dei fondali del Mediterraneo”.
Il 3° Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” al miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione andrà ad Alberto Angela divulgatore scientifico. Motivazione: “Per il suo contributo straordinario alla conoscenza del patrimonio culturale sommerso e in particolare ai beni archeologici subacquei. L’archeologia subacquea del Mediterraneo, di laghi, fiumi e lagune, in particolare la Laguna di Venezia, devono ad Alberto Angela la corretta informazione su dove e come opera l’archeologo subacqueo, senza cedere al solo lato spettacolare e sensazionalistico. L’esauriente informazione, accompagnata da immagini, che oggi vanno ad arricchire la documentazione della storia dell’archeologia subacquea italiana, possono a buon diritto costituire un manuale di come rendere noto al grande pubblico cosa sia il patrimonio culturale italiano”.
Dinosauri, faraoni, il racconto del leggendario ingresso del cavallo di Troia e una inedita ricostruzione di Stromboli preistorica. Il meglio del grande cinema di documentazione è di scena in Sicilia per la prima edizione del “Taormina – Naxos Archeofilm”, il festival di archeologia, arte e ambiente in programma a Taormina (Teatro Antico, 14 e 16 luglio 2023) e Giardini Naxos (Parco archeologico – Teatro della Nike, 15 e 17 luglio 2023). Unica tappa in Sicilia, il “Taormina Naxos Archeofilm” s’inserisce nel quadro delle iniziative di Firenze Archeofilm, casa madre del grande “festival diffuso” organizzato dalla rivista “Archeologia Viva” (Giunti editore) che da anni, dopo l’ampia selezione internazionale fiorentina, trova ospitalità in varie prestigiose località italiane ed estere. Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito, sia al Teatro Antico di Taormina che al Teatro della Nike al Parco di Naxos, e iniziano alle 21.15. “Manifestazioni come l’Archeofilm”, dice l’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “hanno una grande valenza socio-culturale. Da un lato avvicinano le famiglie e i visitatori ai temi dell’archeologia, della tutela dei beni culturali e delle grandi scoperte degli studiosi che, dal mito di Troia ai dinosauri fino alle più recenti missioni di scavo nei mari siciliani, affascinano da sempre grandi e piccini, dall’altro sono un’occasione imperdibile per vivere la natura autentica dei monumenti di Taormina e Naxos e la loro storia”.
“Taormina – Naxos Archeofilm” è un progetto di grande respiro culturale – pensato per le famiglie, i ragazzini e per gli appassionati del mondo antico – prodotto e organizzato dal Parco archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, e dalla Fondazione Tusa, presieduta da Valeria Li Vigni, in collaborazione con Firenze Archeofilm/Archeologia Viva, diretta da Piero Pruneti – che, nell’arco di quattro giorni, proporrà al pubblico proiezioni di film-capolavoro selezionati a livello mondiale, incontri con i protagonisti della comunicazione, dibattiti e confronti sulle grandi civiltà del passato. Due i premi che saranno consegnati; il “Taormina – Naxos Archeofilm 2023” attribuito dal pubblico al film più gradito e il “Premio Sebastiano Tusa” assegnato alla personalità che si è distinta nella comunicazione dei beni culturali. Tra un film e l’altro – in gara produzioni da Francia, Germania, Regno Unito e Italia – il pubblico avrà la possibilità di assistere alle interviste con grandi personaggi della divulgazione culturale tra cui Donatella Bianchi popolarissimo volto della trasmissione “Linea Blu” su Rai1 (Taormina, venerdì 14/7), Emilio Casalini, conduttore del programma “Generazione Bellezza” su Rai3 (Giardini Naxos, sabato 15/7) e lo storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi (Taormina, domenica 16/7). Si chiude nel segno della musica con l’evento “fuorifestival” a Naxos (lunedì 17/7) con una serata che prevede prima un cortometraggio francese dedicato al rinvenimento di impressionanti “vasi acustici” impiegati nell’antichità per amplificare l’acustica nelle chiese e a seguire il concerto dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in collaborazione con il Conservatorio di musica Alessandro Scarlatti di Palermo. A giudicare i cortometraggi in gara sarà il pubblico che, in qualità di giuria popolare, potrà esprimere il proprio voto sui film in concorso per l’attribuzione del “Premio Taormina – Naxos Archeofilm 2023”. Partner tecnologico e main sponsor della manifestazione è Videobank. Partecipano al progetto l’università di Catania (dipartimento di Scienze politiche e sociali) e Universi Teatrali (Centro studi dell’università di Messina) con gli studenti tirocinanti e l’Archeoclub Giardini Naxos, Taormina e Valle Alcantara.
VENERDÌ 14 LUGLIO 2023. A Taormina, Teatro Antico, ore 21.15. Apre il film “Jurassic Cash” di Xavier Lefebvre (Francia, 52’). Segue l’incontro con Donatella Bianchi, giornalista e conduttrice tv. Chiude la serata il film “L’antica nave del vino” di Riccardo Cingillo (Italia, 28’).
SABATO 15 LUGLIO 2023. A Giardini Naxos, Teatro della Nike, ore 21.15. Apre il film “Tutankhamon, i segreti del faraone: un re guerriero” di Stephen Mizelas (Regno Unito, 50’). Segue l’incontro con Emilio Casalini, giornalista e conduttore tv. Chiude la serata il film “Stromboli: a provocative island” di Pascal Guérin (Francia, 11’).
DOMENICA 16 LUGLIO 2023. A Taormina, Teatro Antico, ore 21.15. Apre il film “Il mistero del Cavallo di Troia. Sulle tracce di un mito” di Roland May, Christian Twente (Germania, 52’). Segue l’incontro con l’on. Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura. Quindi cerimonia di premiazione con assegnazione del Premio “Sebastiano Tusa” attribuito dalla Fondazione Sebastiano Tusa, e del Premio “Taormina-Naxos Archeofilm” al film più gradito al pubblico. Chiude la serata il film “Sulle orme di Sebastiano” di Nicola Ferrari (Italia, 25’).
LUNEDÌ 17 LUGLIO 2023. A Giardini Naxos, Teatro della Nike: FUORI FESTIVAL / ARCHEOLOGIA E MUSICA, ore 21.15. Apre il film “Vasi acustici” di Claude Delhaye (Francia, 8’). Segue il concerto dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori in collaborazione con il Conservatorio di musica Alessandro Scarlatti – Palermo.
A giugno 2023 sarà possibile visitare l’itinerario sommerso del Relitto del Lombardo appartenuto e utilizzato da Garibaldi durante lo sbarco dei Mille e poi dopo qualche anno naufragato al largo delle Isole Tremiti in Puglia: lo ha annunciato alla XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico Barbara Davidde soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo nel corso della 2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo archeologico subacqueo. “La soprintendenza nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo del MiC”, racconta Barbara Davidde, “sta portando avanti il percorso di realizzazione del progetto Amphitrite volto a creare itinerari subacquei all’interno di cinque Aree Marine Protette italiane: quella delle Isole Tremiti in Puglia, le Cinque Terre e Portofino in Liguria, Baia in Campania, Crotone in Calabria, Capo Testa – Punta Falcone in Sardegna. Alcuni di questi itinerari saranno dotati di una rete di nodi sensori che, grazie all’internet underwater things, permetterà la visita dei siti con dei tablet che hanno al loro interno la realtà aumentata e la ricostruzione di come doveva essere in antico il sito sommerso. Questo tipo di visita esiste già nel Parco di Baia e sarà realizzato nelle Isole Tremiti sicuramente sul relitto del Lombardo e forse anche sul Relitto delle Tre Senghe per il quale stiamo terminando gli studi propedeutici”.





International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (venerdì 28 ottobre, 18-19.30. Diretta on line). La BMTA in collaborazione con Archeo, il primo mensile archeologico in Italia, dal 2015 premia le scoperte archeologiche votate dalle principali testate archeologiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il Premio, alla 8ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato alle scoperte archeologiche e ai suoi archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. Partecipano alla Cerimonia di consegna Fayrouz Asaad figlia archeologa di Khaled, Stefano Ravagnan inviato speciale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la crisi in Siria e Mohamad Saleh ultimo direttore del Turismo di Palmira. Il Premio 2021 sarà conferito per la scoperta della “città d’oro” fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor in Egitto, a Zahi Hawass già ministro delle Antichità e direttore della Missione archeologica. Presentazione di “e-Archeo” (sabato 29 ottobre, 9-30-13.30. Diretta on line), grande progetto nazionale per la valorizzazione multimediale e tecnologica di 8 siti archeologici. Commissionato ad ALES spa dal ministero della Cultura, il progetto e-Archeo è stato realizzato in collaborazione con diverse università italiane e con il CNR ISPC, con l’intento di offrire una modalità di lettura e fruizione di alcuni siti archeologici con un notevole potenziale narrativo ancora non pienamente espresso. Sono stati scelti 8 siti del Patrimonio Culturale di fondazione etrusca, greca, fenicio-punica, indigena e romana: Egnazia (Puglia), Sibari (Calabria), Velia (Campania), Nora (Sardegna), Alba Fucens (Abruzzo), Cerveteri (Lazio), Marzabotto (Emilia Romagna) e le Ville di Sirmione e Desenzano (Lombardia). Per questi otto siti e-Archeo costituisce un progetto di valorizzazione multimediale integrato e multicanale con soluzioni trasversali, da cui si attivano singole applicazioni per vari usi e tipologie di pubblico, promuovendo questo patrimonio in modalità sia scientifica che narrativa ed emozionale.







Il Turismo Archeologico Subacqueo al centro del dibattito della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum (25-28 novembre 2021) con la Prima Conferenza Mediterranea, introdotta dal direttore della BMTA Ugo Picarelli, che si è soffermato sull’idea di approfondire, nel corso della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, anche il tema dei reperti archeologici sepolti in fondo al mare e renderlo centrale con un progetto che ha mosso i primi passi nella collaborazione col compianto archeologo e primo soprintendente del Mare della Regione Siciliana Sebastiano Tusa. Dopo il saluto di Gianfranco Gazzetti, direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, ha coordinato la conferenza l’archeologo Luigi Fozzati.




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