Cabras (Or). Entra nel vivo la quinta edizione del Festival internazionale dell’Archeologia, dedicato al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama: ecco il ricco programma della tappa al museo “Marongiu”

Dal 24 al 29 giugno 2026 la Fondazione Mont’e Prama accoglie studiosi e appassionati nel segno della ricerca e della partecipazione con la quinta edizione del Festival Internazionale dell’Archeologia, una manifestazione che negli anni si è affermata come uno degli appuntamenti culturali più rilevanti dedicati al racconto dell’archeologia mediterranea, alla ricerca scientifica e al dialogo tra culture, territori e comunità. Il Festival si è aperto mercoledì 24 giugno 2026 a Santu Lussurgiu (Or), nella cornice della Chiesa di San Leonardo de Siete Fuentes, con una serata inaugurale dedicata al rapporto tra storia locale e grande storia mediterranea. Protagonisti studiosi di rilievo internazionale come Giampaolo Mele e Franco Cardini, seguiti dal concerto Amaius, produzione originale che unirà le sonorità di Elena Ledda, Mauro Palmas e altri importanti musicisti sardi. Con il Festival Internazionale dell’Archeologia, la Fondazione Mont’e Prama conferma ancora una volta il proprio impegno nel costruire un modello culturale capace di mettere in relazione ricerca, territorio, comunità locali e grandi reti internazionali, facendo della Sardegna un punto di riferimento nel dibattito contemporaneo sulla valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.
Dal 25 al 28 giugno 2026 il Festival si sposta a Cabras (Or), nel nuovo parco del museo civico “Giovanni Marongiu”, trasformando ancora una volta il Sinis in uno spazio di confronto culturale internazionale. Al centro del programma ci saranno i grandi temi del mare come luogo di connessione tra civiltà, le nuove ricerche archeologiche in corso nel territorio di Mont’e Prama e Cabras, il dialogo tra archeologia, tutela del patrimonio e cooperazione scientifica internazionale. Tra gli ospiti attesi figurano, tra gli altri, e numerosi archeologi, storici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni culturali sarde, italiane ed europee. Una particolare attenzione sarà dedicata anche ai grandi progetti espositivi e scientifici promossi dalla Fondazione Mont’e Prama, al percorso di valorizzazione internazionale della civiltà nuragica e al racconto delle nuove campagne di ricerca che stanno contribuendo a ridefinire la conoscenza del patrimonio archeologico del Sinis.
Gran finale lunedì 29 giugno 2026 nel Teatro di Tharros (Or), con un evento speciale che unirà archeologia, musica e spettacolo: il tributo a Ennio Morricone e Carl Orff, con l’esecuzione dei Carmina Burana da parte dell’Orchestra Roma Sinfonietta e del Coro Polifonico Pierluigi da Palestrina di Cabras, in uno dei luoghi più iconici del patrimonio culturale sardo.

PROGRAMMA DI GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Tra il Sinis e Ustica”: l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Mont’e Prama e la Fondazione Sebastiano Tusa. Linee di studio e di ricerca con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Valeria Li Vigni (presidente della Fondazione Sebastiano Tusa), Ennio Turco (soprintendente del Mare), Roberto La Rocca (archeologo subacqueo della soprintendenza del Mare); “Storie dal Mare” con Attilio Mastino (storico, epigrafista, saggista, già rettore dell’università di Sassari), Ferdinando Maurici (storico, saggista), Pascal Arnaud (professore dell’università di Lione, massimo esperto di navigazione nel Mediterraneo); “Andar per mare. Terre, navi, rotte, uomini e Dei” con Massimo Cultraro (archeologo, egeista, direttore di ricerca CNR), Louis Godart (storico, filologo, accademico dei Lincei), Silvia Romani (storica, professoressa università statale di Milano). Introduzione e Intervallo musicale a cura della cantautrice Chiara Effe

PROGRAMMA DI SABATO 27 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico “G. Marongiu”, presenta e conduce: Ambra Pintore.“Dioniso. Il Dio dei Misteri” di Cristoforo Gorno con Cristoforo Gorno (scrittore, autore e conduttore televisivo), Giorgio Ieranò (professore dell’università di Trento, saggista, traduttore teatrale), Laura Larcan (giornalista de Il Messaggero); “Ricerche archeologiche nel Sinis di Cabras. La prospezione archeologica e geofisica nella Laguna di Cabras. Nuove acquisizioni” con Pier Giorgio Spanu (professore dipartimento Storia Scienze dell’uomo e della Formazione, università di Sassari), Rita Auriemma (professoressa dipartimento di Beni culturali, università del Salento), Maria Mureddu (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice scientifica progetto di ricerca), Paolo Emanuele Orrù (professore dipartimento di Scienze della Terra, università di Cagliari), Filiberto Chiabrando (professore dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino); “Lo scavo archeologico al Nuraghe Cannevadosu” con Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Maura Vargiu (archeologa, funzionaria SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, direttrice di scavo); “L’ipogeo di San Salvatore si racconta” con Paola Derudas (archeologa, università di Lund), Nicoletta Camedda (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’Ipogeo di San Salvatore). Introduzione e intervallo musicale a cura di Federica Urracci Trio: “Un viaggio tra canzone d’autore, atmosfere soul e arrangiamenti eleganti” con Federica Urraci (voce), Alessio Sanna (tastiere) e Guglielmo Moro (percussioni)

PROGRAMMA DI DOMENICA 28 GIUGNO 2026. Alle 20.30, a Cabras, nuovo parco del museo civico G. Marongiu, presenta e conduce: Ambra Pintore. “Archeomafie: l’aggressione criminale e la salvaguardia dell’eredità culturale” con Tsao Cevoli (archeologo e giornalista), Lidia Vignola (archeologa, scrittrice, comunicatrice scientifica), Elena Anna Boldetti (soprintendente SABAP per l’area metropolitana di Cagliari e le provincie di Oristano e Sud Sardegna), Monica Stochino (soprintendente SABAP per le provincie di Sassari e Nuoro); LE MOSTRE DELLA FONDAZIONE: “La riunione del corpus statuario di Mont’e Prama” con Anthony Muroni (presidente della Fondazione Mont’e Prama), Andrea Abis (sindaco di Cabras), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama); “Tyrrhenòs e Sardò. Principi Etruschi e Guerrieri Nuragici: storia di due popoli e del mare che li unisce” con Paolo Giulierini (archeologo, etruscologo, direttore del museo di Cortona, direttore scientifico della mostra), Daniele Maras (archeologo, etruscologo, direttore del MAN di Firenze), Raimondo Zucca (archeologo, epigrafista, già professore università di Sassari), Giorgio Murru (archeologo, storico, Fondazione Mont’e Prama, direttore del Menhir museum di Laconi); “Tharros. Time Upon Time al Museo Diocesano Arborense” con S.E. Mons. Roberto Carboni (arcivescovo della Diocesi di Oristano), Silvia Oppo (architetto, direttrice del museo diocesano Arborense), Luca Cheri (archeologo, direttore scientifico della Fondazione Mont’e Prama, curatore della mostra), Ilaria Orri (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice della mostra); “Sardegna Isola Megalitica – Barcellona. Una straordinaria esperienza” con Viviana Pinna (archeologa, Fondazione Mont’e Prama, curatrice dell’area archeologica di Mont’e Prama), Stefano Giuliani (archeologo, DRM, direttore dell’Antiquarium Turritano), Manuela Puddu (archeologa, responsabile dell’Ufficio Didattica Educazione e Ricerca del MAN di Cagliari), Nicoletta Buffon (amministratore delegato di Villaggio Globale International). Introduzione e Intervallo musicale a cura di Angelica Perra Trio: “Estratti musicali dallo spettacolo Parole di Pietra – omaggio a Maria Lai” con Angelica Perra (flauto e voce), Gianluca Pischedda (violoncello e voce), Massimo Satta (chitarra).
Ragusa. Al Centro Studi “Feliciano Rossitto” presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni (L’Erma di Bretschneider)
Venerdì 20 marzo 2026, alle 18, al Centro Studi “Feliciano Rossitto” in via Majorana 5 a Ragusa, in ricordo di Sebastiano Tusa a sette anni dalla scomparsa, presentazione del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa. Fotografie di Luigi Nifosì. Un viaggio affascinante nella storia della Sicilia, raccontata dall’alto: paesaggi, siti archeologici e tracce del passato che prendono forma in una narrazione visiva potente e immersiva. Dopo i saluti di M. Buggea, A. Catrinoiu, A. Lo Cascio, S. Distefano, E. Piazzese; introduce Giorgio Chessari, presidente del Centro Studi “Feliciano Rossitto”; interviene Valeria Li Vigni; presenta il libro Giovanni Di Stefano.

Copertina del libro “Sicilia Archeologica vista dal cielo. Dalla preistoria all’età romana” di Sebastiano Tusa e Valeria Li Vigni a cura della Fondazione Sebastiano Tusa
Sicilia archeologica vista dal cielo (L’Erma di Bretschneider). Questa guida ci invita a scoprire La Sicilia archeologica vista dal cielo, così come l’ha immaginata Sebastiano Tusa, che aveva ideato il progetto di una narrazione della storia della Sicilia attraverso le immagini aeree, un’idea lungimirante finalizzata alla divulgazione del Patrimonio culturale della Sicilia. La Guida Vuole essere un itinerario che porta il lettore alla scoperta dei siti più noti, ma soprattutto di quelli poco conosciuti, nell’ottica di ampliare sempre più le tessere del mosaico che compongono il grande patrimonio culturale della nostra Sicilia dalla preistoria al periodo romano. Sicilia archeologica vista dal cielo è ricca di immagini aeree, che testimoniano attraverso la visione ‘dal cielo’ l’unicità del nostro territorio offrendoci una visione insolita e inedita. Vuole essere, soprattutto, un suggestivo libro da guardare, da leggere, ma anche da scoprire: nulla c’è di scontato né nel testo né nelle immagini, piuttosto conduce il lettore alla scoperta della Sicilia. Leggere le fasi storiche e le conquiste che si sono succedute, in un itinerario storico geografico ben ci spiega il naturale avvicendarsi di popoli e culture che l’hanno forgiata con caratteri peculiari, delineando una geografia etnopolitica e, una storia dell’ambiente e dei paesaggi creati dall’uomo che hanno dato vita all’attuale panorama dove ormai è difficile distinguere il lavoro della natura dalle trasformazioni umane. La Guida oggi vede la luce grazie al fondamentale sostegno del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno che ha creduto nel progetto della Fondazione Sebastiano Tusa.
Firenze. A tourismA 2026 la Fondazione Sebastiano Tusa ha conferito il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” a Louis Godart, insigne grecista e filologo, che ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B. Ecco la motivazione

Il prof. Louis Godart tra Valeria Li Vigni e Massimo Cultraro, con Piero Pruneti sul palco dell’Auditorium del Palazzo dei Congressi di Firenze per tourismA 2026 (foto graziano tavan)
Il premio “Thalassa – Fondazione Sebastiano Tusa 2026” è andato a Louis Godart ed è stato consegnato domenica 1° marzo 2026 a tourismA 2026 nell’ambito del XXII incontro nazionale di Archeologia Viva, a cura di Piero Pruneti direttore Archeologia Viva, in programma nell’auditorium del Centro congressi di Firenze. Louis Godart, già docente di Filologia micenea all’università “Federico II” di Napoli, introdotto da Massimo Cultraro, docente dell’università di Palermo, all’incontro nazionale di Archeologia Viva, era presente per parlare di “Antichi poteri nel Mediterraneo: regalità minoica, micenea e ittita”.

Il prof. Louis Godart (al centro) con i rappresentati della Fondazione Sebastiano Tusa a tourismA 2026 (foto graziano tavan)
Al termine la consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo con l’intervento di Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha presentato la Rassegna del Mare Sebastiano Tusa – Nel cuore del Mediterraneo fra Pantelleria e Favignana. Quindi Valeria Li Vigni ha proceduto alla lettura della motivazione e alla consegna del premio.

Valeia Li Vigni, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa, consegna il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo al prof. Louis Godart (foto graziano tavan)
“La Fondazione Sebastiano Tusa – recita la motivazione – conferisce il Premio Thalassa 2026 a Louis Godart, insigne studioso delle civiltà egee e tra le più autorevoli voci della cultura europea contemporanea, la cui opera scientifica e attività divulgativa hanno contribuito in modo determinante alla conoscenza delle radici più antiche del Mediterraneo. Grecista di formazione e filologo di straordinario rigore, è stato docente presso l’università di Napoli Federico II e consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica, Louis Godart ha dedicato la propria vita allo studio delle scritture egee e delle tavolette micenee in Lineare B, restituendo voce a un mondo che costituisce il fondamento stesso della civiltà mediterranea. Le sue ricerche, riconosciute a livello internazionale, non solo hanno ampliato in modo significativo il campo degli studi micenologici, ma hanno saputo trasmettere al grande pubblico il senso profondo di una memoria condivisa, patrimonio vivo della nostra identità culturale. Il suo impegno scientifico si inscrive in una visione del Mediterraneo quale spazio di incontro, di scambio e di costruzione di civiltà, una visione che trova profonde consonanze con il pensiero e l’opera di Sebastiano Tusa. Come Sebastiano Tusa, egli ha saputo riconoscere nel “Grande Verde” non un confine, ma un orizzonte comune, teatro di relazioni, conflitti e dialoghi che hanno plasmato la storia dell’uomo. In questa prospettiva, il suo lavoro rappresenta un contributo essenziale alla comprensione di quei processi culturali che ancora oggi definiscono il volto del Mediterraneo. Nel conferire a Louis Godart il Premio Thalassa, la Fondazione intende rendere omaggio non solo all’altissimo valore della sua produzione scientifica, ma anche alla sua costante opera di trasmissione del sapere, svolta con passione, chiarezza e profondo senso delle responsabilità civili della cultura. Il suo percorso testimonia, nel modo più autentico, come la ricerca possa farsi ponte tra passato e presente e come la conoscenza del Mediterraneo continui a rappresentare, nel solco tracciato da Sebastiano Tusa, uno strumento indispensabile di consapevolezza, dialogo e civiltà”.
Palermo. A Palazzo Montalbo proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa
Venerdì 9 gennaio 2026, alle 11, a Palazzo Montalbo di Palermo, nei locali del Centro regionale per la Progettazione e per il Restauro e per le Scienze naturali ed Applicate ai Beni culturali, proiezione pubblica, in prima assoluta, del docufilm “Il canto del mare e della terra” della regista Ludovica Fales sulle figure degli archeologi Vincenzo e Sebastiano Tusa. La proiezione sarà preceduta dai saluti istituzionali delle autorità regionali e dalla presentazione a cura di Francesco C. Colanna, presidente GAL Nebrodi Plus; Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare; Franco Blandi, direttore del festival Nebrodi Cinema Doc; Antonio Matasso, università di Palermo; Valeria Li Vigni Tusa, presidente della Fondazione Sebastiano Tusa; Ludivica Fales, regista.
Ustica (Pa). Il film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane, ha vinto il premio Ustica Archeofilm, a conclusione della seconda edizione della kermesse cinematografica

Valeria Li Vigni, presidente della fondazione Sebastiano Tusa, consegna il premio “Ustica archeofilm” a Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva, per conto dei registi vincitori (foto AV)
La seconda edizione di Ustica Archeofilm, nell’ambito della terza Rassegna del Mare “Sebastiano Tusa”, organizzata dalla Fondazione Sebastiano Tusa con Archeologia Viva/Firenze Archeofilm,si è conclusa con l’assegnazione del premio “Ustica Archeofilm 2025” al film più votato dal pubblico, che è andato al film “Il patrimonio sommerso. Un museo sul fondo del mare” di Eugenio Farioli Vecchioli, Marta Saviane (Italia, 60’). Un viaggio alla scoperta dello straordinario patrimonio sommerso dei nostri mari. Dalle meraviglie della città sommersa di Baia alla storia della nave romana di Albenga. Dal satiro danzante di Mazara del Vallo ai rostri navali della battaglia delle Egadi, nell’isola di Levanzo. Le pagine più importanti dell’archeologia subacquea italiana: dal lavoro pionieristico di Nino Lamboglia a quello dell’archeologo Sebastiano Tusa.
Bosa-Cabras (Or). Al via il Festival dell’Archeologia, quattro giorni di incontri e approfondimenti promossi dalla Fondazione Mont’e Prama. Ecco il programma
La Fondazione Mont’e Prama si prepara a inaugurare il Festival dell’Archeologia, che prende il via martedì 17 giugno 2025 con un calendario fitto di incontri e approfondimenti, tra la Planargia e il Sinis, fino al 20 giugno 2025. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
L’apertura è prevista a Bosa, martedì 17 giugno 2’25, alle 20, nell’ex Convento dei Cappuccini, con una serata dedicata alla storia antica del territorio e all’eredità medievale del castello Malaspina. Dopo i saluti delle autorità, interverranno gli studiosi Attilio Mastino e Antonio Corda su “Bosa e la Planargia in età antica”, seguiti da Franco Giuliano Rolando Campus, con una riflessione sulle fortificazioni medievali sarde “Rocche fortificate medievali della Sardegna e il castello Malaspina di Bosa”. Presenta e conduce Ambra Pintore. La conclusione dell’incontro, alle 22, sarà affidata al Quintetto Atlantico, con Enzo Favata, Daniele di Bonaventura, Marcello Peghin, Salvatore Maltana, U.T. Gandhi.
Da mercoledì 18 giugno 2025, il Festival si trasferisce al museo civico “Giovanni Marongiu” di Cabras per tre serate tematiche. La prima, con inizio alle 20.30, è dedicata alle grandi mostre internazionali della Fondazione Mont’e Prama, con la partecipazione dei curatori di alcuni dei principali musei europei: Carme Rovira Hortalà, curatrice museo Archeologico della Catalunia di Barcellona; Manfred Nawroth, curatore Neues Museum di Berlino; Natalia Demina, curatrice museo Ermitage di San Pietroburgo; Paolo Giulierini, già direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Presenta e coordina Nicoletta Buffon, amministratore delegato di Villaggio Globale International. Verranno inoltre presentate le esposizioni realizzate in Sardegna, tra cui “Il ritorno dei Giganti”, a cura di Anthony Muroni; “Aristocrazie sarde ed etrusche nel mondo mediterraneo”, a cura di Paolo Giulierini; una mostra su Tharros al museo Diocesano Arborense di Oristano, con Silvia Oppo, Luca Cheri, Ilaria Orri, Nicoletta Camedda, Viviana Pinna, Maria Mureddu; “Sulle spalle dei Giganti. La Preistoria moderna di Costantino Nivola”, con Luca Cheri e Giorgio Murru. Presenta e conduce Ambra Pintore. La serata sarà introdotta da un intervento musicale del duo Federica Urracci & Alessio Sanna.
Giovedì 19 giugno 2025, il Festival affronta i temi di identità, narrazione storica e accessibilità. Alle 20.30, lo scrittore Francesco Grasso dialogherà con l’archeologa Maria Emanuela Alberti sull’immaginario mediterraneo nei romanzi storici “Isole nella storia. Le radici della Sicilia nei romanzi storici”. Seguirà “La Carta di Ustica e la collaborazione tra la Fondazione Sebastiano Tusa e la Fondazione Mont’e Prama” con Anthony Muroni, Valeria Li Vigni, Massimo Cultraro e Giorgio Murru; per poi concludere con l’incontro “Non toccarmi. Uso e accessibilità del corpo nelle opere d’arte” a cura di Claudio Pescio e Roberta Scorranese. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Chiara Effe.
Il Festival si chiuderà venerdì 20 giugno 2025 con una serata interamente dedicata all’archeologia sarda e mediterranea. Alle 20.30, “Relazioni tra Sardegna nuragica, Egeo e Mediterraneo orientale” con Massimo Cultraro, Raimondo Zucca, Carlo Tronchetti e Anna Paola Delogu; “Prospezioni archeologiche nella laguna di Cabras” con Rita Auriemma, Piergiorgio Spanu e Maria Mureddu; “Indagini archeologiche nel nuraghe Cannevadosu di Cabras” con Raimondo Zucca, Nicoletta Camedda e Maura Vargiu; “Spazi di lavoro, spazi di preghiera. La vita quotidiana a Tharros attraverso le ricerche dell’Università di Bologna” a cura di Anna Chiara Fariselli; “Città e paesaggio costiero: le ricerche dell’Università di Cagliari” a cura di Carla Del Vais. Presenta e conduce Ambra Pintore. Introduzione e intervallo musicale a cura di Ilaria Porceddu e Emanuele Contis.
Giornata dei Beni culturali siciliani, in memoria di Sebastiano Tusa: al museo Archeologico Salinas di Palermo visita guidata alle collezioni; all’università di Palermo presentazione di “Sicilia archeologica. 115”, e alla fondazione Federico II presentazione di “Sicilia archeologica vista dal cielo”

10 marzo 2025: per la “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”, dedicata alla memoria di Sebastiano Tusa, archeologo e assessore regionale ai Beni Culturali tragicamente scomparso nel disastro aereo del 10 marzo 2019, i parchi archeologici, i musei, le gallerie e le biblioteche della Regione Siciliana aprono gratuitamente le loro porte al pubblico: il museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo apre dalle 9 alle 19 [ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura]. Ingresso gratuito. Per l’occasione, CoopCulture offrirà alle 17 una visita guidata gratuita alle collezioni del “Salinas”. La visita darà inoltre l’opportunità di conoscere meglio la figura di Sebastiano Tusa e il suo importante contributo all’archeologia, ricordando un uomo che ha lasciato un’impronta duratura nella cultura siciliana. Un’opportunità unica per scoprire le collezioni del museo più antico della Sicilia, con un focus speciale sulla figura di Sebastiano Tusa, del quale verrà ripercorsa la sua straordinaria vita e il suo instancabile lavoro di archeologo, fino al tragico incidente che ne ha segnato la scomparsa. Tusa è stato un uomo che ha dedicato con passione e impegno la sua esistenza alla ricerca e allo studio del mondo antico, apportando un contributo fondamentale alla scoperta, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale siciliano.

La Fondazione Sebastiano Tusa, rispettando la “Giornata dei Beni Culturali Siciliani”, l’appuntamento annuale in ricordo della tragica scomparsa dell’illustre archeologo, lo ricorda con due eventi il 10 e 11 marzo 2025. Lunedì 10 marzo, alle 17, nella Sala Magna del Complesso Monumentale dello Steri (piazza Marina, 61 a Palermo) si tiene la presentazione del nuovo volume della rivista “Sicilia Archeologica” (n. 115). Programma. Saluti di Massimo Midiri, rettore dell’università di Palermo; Roberto Lagalla, sindaco di Palermo; Massimo Mariani, prefetto di Palermo; Francesco Paolo Scarpinato, assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Regione Siciliana. Interventi istituzionali: P. Sergio M. Catalano op, priore del convento San Domenica di Palermo; Mario La Rocca, dirigente generale dei Beni culturali e all’identità siciliana, Regione Siciliana. Introduce Valeria Li Vigni Tusa, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, direttrice Sicilia Archeologica. Modera Ludovico Gippetto, giornalista. Intervengono Bruno Corà, presidente Fondazione Burri; Massimo Cultraro, ISPC-CNR, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Luigi Fozzati, Istituto Italiano di Archeologia Subacquea, redazione Sicilia Archeologica; Assia Kysnu Ingoglia, università Tor Vergata, redazione Sicilia Archeologica; Franco Palla, università di Palermo, comitato scientifico Sicilia Archeologica; Roberto Marcucci, editore L’ERMA di Bretschneider.

Copertina del numero 115 di “Sicilia archeologica” (L’Erma di Bretschneider)
Sicilia archeologica 115. In questo numero è particolarmente focalizzato l’aspetto della circolazione di uomini e culture nel Mediterraneo che evidenzia quel modo di sentire comune ai Paesi che vi si affacciano: Un mare di storia, dove i popoli che hanno navigato collegando sponde diverse, oggi, come millenni fa, devono proseguire sulla strada del dialogo e sostenere una collaborazione per la tutela e valorizzazione del Mare Nostrum. Come è prassi anche questo numero si divide in quattro grandi sezioni: scoperte archeologiche più recenti; diagnostica dei beni culturali (archeometria, biotecnologie, …); aggiornamenti dalla preistoria al mondo classico e al mondo sommerso; normativa sui beni culturali (valorizzazione, conservazione, tutela, fruizione).
Martedì 11 marzo 2025, alle 9.30, alla Fondazione Federico II (Oratorio di Sant’Elena e Costantino Piazza della Vittoria, 23 – Palermo) verrà presentato il libro “Sicilia archeologica vista dal cielo: dalla preistoria all’età romana”. Intervengono Gaetano Galvagno, presidente Assemblea regionale siciliana e Fondazione Federico II; Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa; Roberto Marcucci, editore L’Erma di Bretschneider; Giovan Battista Scaduto, fondazione Federico II; Luigi Nifosi, archivio fotografico siciliano; Luigi Fozzati, istituti italiano di Archeologia Subacquea, fondazione Sebastiano Tusa. Modera Ludovico Gippetto, giornalista.
Firenze. A tourismA 2025 la cerimonia del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo, consegnato dalla presidente Valeria Li Vigni al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento

tourismA 2025, cerimonia di consegna del premio “Fondazione Sebastiano Tusa” per le ricerche nel Mediterraneo conferito al prof. Ieranò: da sinistra, Piero Pruneti, Valeria Li Vigni, Giorgio Ieranò (foto graziano tavan)
Il premio “Fondazione Sebastiano Tusa” 2025 per le ricerche nel Mediterraneo è stato conferito al prof. Giorgio Ieranò dell’università di Trento. La cerimonia di consegna sabato 22 febbraio 2025 a tourismA, nell’auditorium del Palazzo dei Congressi con Valeria Li Vigni, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, che ha letto la motivazione.
Motivazione. “Prof. Giorgio Ieranò, esperto di letteratura greca, saggista, giornalista e comunicatore culturale per grandi case editrici, la sua ricerca spazia dal teatro alla mitologia. Con i suoi libri ha raccontato brillantemente il mondo antico con un linguaggio arguto ed efficace, permettendo al grande pubblico di avvicinarsi al mondo greco e magico del mito. In assonanza con le tematiche sviluppate dalla Fondazione Tusa ci accomuna l’amore e la ricerca nel Mediterraneo, tanto caro a Sebastiano, nel quale navigò come un novello Ulisse”.
“Sebastiano Tusa”, commenta il prof. Ieranò appena ricevuto il premio, “è stato promotore organizzatore di cultura, un amministratore che ha anche fatto tanto per diffondere l’idea della tutela e della promozione dei beni culturali e della loro fruizione per un pubblico il più possibile vasto. Amava il Mediterraneo e si rendeva conto della ricchezza dei tesori che c’erano in quel mare, e di come le storie passavano, venendo testimoniate dai reperti archeologici che si inabissavano e raccontavano di queste navigazioni ardite e perigliose attraverso il mare. Quindi per me è davvero un grande onore. Ringrazio moltissimo la Fondazione Sebastiano Tusa, ringrazio Valeria Li Vigni, e naturalmente Piero Pruneti per aver organizzato anche questo contesto meraviglioso”.
Palermo. A Palazzetto Mirto “Soprintendenza del Mare 2004-2024: 20 anni dopo”, una giornata per ripercorrere i primi vent’anni di attività della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Ecco il programma

Una giornata per ripercorrere i primi vent’anni di attività della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana. Appuntamento mercoledì 16 ottobre 2024, Palazzetto Mirto, sede della Soprintendenza del Mare, in via Lungarini 9 a Palermo, con “Soprintendenza del Mare 2004-2024: 20 anni dopo” per una giornata di celebrazioni e studi. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
PROGRAMMA. Alle 9, saluti istituzionali: Francesco Paolo Scarpinato, assessore regionale per i Beni culturali e l’Identità siciliana; Mario La Rocca, dirigente generale del dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana; contrammiraglio (CP) Raffaele Macauda, comandante Direzione marittima della Sicilia Occidentale; colonnello Alessandro Bucci, comandante Reparto operativo Aeronavale (ROAN) Sicilia Guardia di Finanza; tenente colonnello Gianluigi Marmora, comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – Nucleo di Palermo. Quindi gli interventi, presiede Ferdinando Maurici, soprintendente del Mare della Regione Siciliana. Alle 10, Roberto La Rocca, archeologo subacqueo, funzionario soprintendenza del Mare, “Vent’anni di ricerche e scavi nei mari della Sicilia”; 10.20, pausa caffè; 10.40, Salvo Emma, fotografo e operatore subacqueo, Soprintendenza del Mare, “Gli itinerari culturali subacquei”; 11, Fabrizio Sgroi, archeologo, Soprintendenza del Mare, “Le collaborazioni scientifiche con Università e Fondazioni”; 11.20, “L’attività di Catalogazione della Soprintendenza del Mare” a cura del personale di catalogazione della Soprintendenza del Mare; 11.40, Valeria Li Vigni Tusa, presidente Fondazione Sebastiano Tusa, “Ricordo di Sebastiano Tusa”; 12, Salvo Emma, fotografo e operatore subacqueo, Soprintendenza del Mare, “Le missioni all’estero della Soprintendenza del Mare e le produzioni video editoriali”; 12.20, discussione; 13, pausa pranzo, Sessione Pomeridiana: “Uno sguardo sopra e sotto il Mediterraneo”, presiede Roberto la Rocca, Soprintendenza del Mare. Alle 15, Gianni Eugenio Viola, italianista, “Ma il mare bagna la Sicilia?”; 15.20, Francesca Romana Paolillo, soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, “La Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo”; 15.40, Darío Bernal Casasola, niversidad de Cadiz, “Archeologia Marittima nello Stretto di Gibilterra: progetti e sfide”; 16, Tim Gambin, University of Malta, “L’archeologia subacquea a Malta”; 16.20, Mario Arena, The Society for the Documentation of Submerged Sites (SDSS), “L’attività della SDSS in Sicilia”; 16.40, pausa caffè; 17, José António Bettencourt, direttore del Centro Nacional de Arqueologia Náutica e Subaquática, Portugal, “A arqueologia Náutica e Subaquática em Portugal (con traduzione dal Portoghese)”; 17.20, A. Goold, RPM Nautical Fountation (USA), “The RPM in Sicily”; 17.40, discussione; 18.30, Ferdinando Maurici, conclusioni.
Naxos Archeofilm 2024. Al regista Eugenio Farioli Vecchioli il Premio Sebastiano Tusa per l’impegno nella divulgazione scientifica e al film “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, di Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo il Premio Naxos Archeofilm assegnato dal pubblico

Il regista Eugenio Farioli Vecchioli tra Gabriella Tigano (a sinistra) e Valeria Li Vigni con i due premi – Naxos Archeofestival e Sebastiano Tusa – presi al Naxos Archeofestival 2024 (foto naxos archeofestival)
Il regista Eugenio Farioli Vecchioli e il suo film sui bronzi di San Casciano fanno l’asso pigliatutto al Naxos Archeofilm 2024: Premio Naxos Archeofilm come documentario più gradito al pubblico e Premio Sebastiano Tusa al regista e coautore Eugenio Farioli Vecchioli per l’impegno nella divulgazione scientifica. Doppia vittoria dunque a Naxos Archeofilm 2024 per “Come un fulmine nell’acqua. I bronzi di San Casciano dei Bagni”, diretto da Eugenio Farioli Vecchioli e Brigida Gullo. Il docufilm – prodotto dalla Rai e dedicato ai fortunati scavi del santuario etrusco romano in provincia di Siena con il racconto corale e condiviso del team della campagna di scavi e della comunità dei residenti – si aggiudica il Premio Naxos Archeofilm 2024, festival internazionale del cinema archeologico raccogliendo il massimo punteggio del pubblico fra le cinque pellicole in gara al parco archeologico di Naxos dal 12 al 14 luglio 2024. La serata finale del Naxos Archeofilm la direttrice del Parco Naxos Taormina, Gabriella Tigano, ha raccontato le attività in corso nei vari siti anticipando per il pubblico del festival alcune notizie e immagini in anteprima della grande mostra archeologica in corso di allestimento a Palazzo Ciampoli e dedicata alla storia più antica di Taormina.

Premio Sebastiano Tusa 2024: da sinistra, Gabriella Tigano, Eugenio Farioli Vecchioli, Valeria Li Vigni, Piero Pruneti e Giulia Pruneti (foto naxos archeofilm)
Doppia vittoria – si diceva – perché, nel corso della stessa serata conclusiva del festival – prodotto dal parco archeologico Naxos Taormina, diretto da Gabriella Tigano, e organizzato con la Fondazione Sebastiano Tusa, presieduta da Valeria Li Vigni, e Firenze Archeofilm/Archeologia Viva (Giunti Editore) direzione Piero Pruneti e la collaborazione della locale sezione Archeoclub – il regista Farioli Vecchioli aveva appena ricevuto il Premio Sebastiano Tusa 2024, dedicato alla memoria del grande archeologo. Con la seguente motivazione: “Autore e regista di programmi dal forte impatto didattico, ha saputo coinvolgere un vasto pubblico diffondendo la conoscenza, l’esigenza di tutela e l’amore per i beni culturali e ambientali. Ha formato professionalità nell’ambito della comunicazione archeologica e come Sebastiano Tusa ha operato con le comunità locali per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico, archeologico e culturale”.

Frame del film “Au temps des dinosaures / Al tempo dei dinosauri” di Pascal Cuissot
Secondo in classifica “Al tempo dei dinosauri”, produzione franco-nipponica del 2020 che sabato sera aveva catturato e incollato alle sedie il pubblico dei più piccoli affascinato anche dai racconti del paleontologo Dawid Adam Iurino ospite della serata e intervistato da Piero Pruneti; terzo posto per “Mesopotamia, la riscoperta dei tesori dell’Iraq”, (Francia, 2023) dedicato alla faticosa ripresa delle missioni archeologiche in Medioriente dopo decenni di guerra, film che venerdì sera, aveva introdotto l’intervento dell’archeologo Nicola Laneri reduce da un importante ritrovamento in Azerbaijan. La serata, condotta dalla giornalista Giulia Pruneti, si è conclusa con il docufilm omaggio alla Sicilia “La nave romana di Ustica”, diretto da Riccardo Cingillo, sulla scoperta di un relitto romano a 80 metri di profondità rintracciato grazie a una spedizione subacquea nei fondali dell’isola al largo di Palermo.










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