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Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, nuovo appuntamento con il progetto FISH. & C.H.I.P.S. Conferenza on line su “Le vie del commercio marittimo” con Rita Auriemma (università del Salento) e Giacomo Disantarosa (università di Bari)

Quali erano le rotte commerciali, cosa si trasportava e quali erano i collegamenti con le aree del mar Mediterraneo? Sarà ancora il mare il protagonista dell’appuntamento con “I mercoledì del MArTA” previsto nell’ambito del progetto FISH. & C.H.I.P.S. il 14 luglio 2021. La prof.ssa Rita Auriemma dell’università del Salento e il professore Giacomo Disantarosa dell’università “Aldo Moro” di Bari parleranno de “Le vie del commercio marittimo”. La conferenza on line sarà introdotta dalla direttrice del museo Archeologico nazionale di Taranto, Eva Degl’Innocenti. L’appuntamento è alle 18 di mercoledì 14 luglio 2021 in diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA.

Un’anfora conservata al museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa)
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La professoressa Rita Auriemma dell’università del Salento

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Giacomo Disantarosa dell’università “Aldo Moro” di Bari

“Tra le principali funzioni che il porto di Taranto dovette svolgere nel mondo antico vi erano quelle della sosta, del riparo e dello svolgimento del carico/scarico delle merci trasportate all’interno delle imbarcazioni”, dice il prof. Giacomo Disantarosa. “Le anfore erano i contenitori da trasporto per eccellenza e spesso costituivano il carico delle navi che approdavano a Taranto. Rappresentano per questo una delle tracce meglio interrogabili per poter ricostruire la rete delle mobilità e delle connessioni marittime, dei circuiti commerciali e delle esigenze delle comunità locali legate al consumo di derrate alimentari. Da una prima ricostruzione delle attestazioni delle anfore nei contesti di scavo urbano, oltre che dai siti subacquei, è possibile ottenere dettagli della storia economica dell’insediamento urbano di Taranto relativi ad un lungo periodo di ca. 19 secoli, che va dall’età arcaica fino a quella medievale, e che consente di tracciare il mercato del consumo delle derrate alimentari importate e insieme accertare l’attività ricettiva del porto”.

Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Rita Auriemma (Università del Salento) su “Trasporti pesanti. Le vie liquide del marmo e della pietra” introdotta da Eva Degl’Innocenti e Barbara Davidde. Con Italo Spada (Cetma) presentazione dell’app interattiva “Nave delle colonne di Porto Cesareo: il viaggio incompiuto”

Locandina dell’incontro dei “Mercoledì al MArTa” con Rita Auriemma sulle vie liquide del marmo e della pietra

Numerosi relitti sulle coste pugliesi, calabre e siciliane attestano l’esistenza di una “via del marmo” diretta principalmente a Roma, ma anche l’Adriatico restituisce carichi analoghi, destinati ai programmi monumentali, e non solo, delle città prossime alle sue rive. Il 14 aprile 2021 nell’ambito dei “Mercoledì del MArTA”, incontro on line dal museo Archeologico nazionale di Taranto con la professoressa Rita Auriemma (università del Salento) che darà vita a un racconto avvincente “Trasporti pesanti. Le vie liquide del marmo e della pietra”. Introdurranno i lavori la direttrice del museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti, e Barbara Davidde Petriaggi, soprintendente nazionale per il Patrimonio culturale subacqueo. Vi sarà anche la presentazione dell’app immersiva e interattiva sulla “Nave delle colonne di Porto Cesareo: il viaggio incompiuto” a cura di Rita Auriemma e Italo Spada. L’appuntamento è mercoledì 14 aprile 2021, alle 18, in diretta sui canali Facebook e YouTube del MArTA.

La Nave delle Colonne di Porto Cesareo (Lecce) (foto MArTa)
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La professoressa Rita Auriemma dell’università del Salento

Il mare di Puglia conserva evidenze archeologiche sia lungo le sue coste, che sott’acqua. Ne sono validi esempi gli antichi luoghi di culto e le ville che sorgono sui litorali, ma anche i reperti che per secoli sono stati accolti dalle acque cristalline dello Ionio. È il segno di quel ponte, istmo tra Oriente e Occidente, che la regione del tacco d’Italia da sempre rappresenta. “Il relitto di Porto Cesareo racconta la storia di un tragico naufragio a largo delle coste del Salento ionico di una nave proveniente dall’Egeo tra il II e III sec. d.C. e quella di un prosperoso e prezioso commercio di marmi”, spiega Rita Auriemma. “Il mare è la via più adatta ai “trasporti pesanti”, come pietre e marmi per l’edilizia, l’arredo, la statuaria, le sepolture. Sebbene fosse praticato anche in età più antica, il commercio dei marmi, sia grezzi (semplici blocchi di cava), sia semilavorati o ultimati (colonne, capitelli, sarcofagi, lastre di rivestimento, statue, vasche, bacini, ecc.), assume in età romana, soprattutto imperiale, dimensioni considerevoli: fin dal I sec. d.C. si riscontra un’organizzazione statale per la raccolta e l’uso del marmo, che faceva capo all’imperatore. Le imbarcazioni impiegate per questi trasporti speciali (naves lapidariae) raggiungevano portate eccezionali; la nave che aveva trasportato dall’Egitto l’obelisco per il circo Vaticano (alto 26 metri, attualmente a piazza S. Pietro) fu affondata e riempita di calcestruzzo per creare le fondazioni del Faro del porto ostiense di Claudio. Da Assuan, sempre in Egitto, l’imperatore dalmata Diocleziano aveva fatto venire le colonne di granito rosso che decoravano il suo palazzo a Spalato, vanto dell’Adriatico”.

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Italo Spada del consorzio Cetma

Nel corso della conferenza di mercoledì 14 aprile 2021, Rita Auriemma con l’ausilio di Italo Spada (Area Manager per il gruppo di ricerca di Produzioni Virtuali e Design della Comunicazione della Divisione di Disegno Industriale del Consorzio CETMA) presenterà anche l’app interattiva, realizzata per raccontare in maniera immersiva e coinvolgente l’ultimo viaggio delle colonne di Porto Cesareo.