Archivio tag | Regione Campania

Paestum. Tutto pronto per la XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico: ecco alcuni dei principali appuntamenti nei quattro giorni di kermesse a ingresso gratuito. Oltre 100 conferenze, incontri con i protagonisti, premi internazionali, workshop, salone espositivo, archeovirtual e tanto altro

paestum_Santuario Meridionale_veduta-aerea_foto-pa-paeve

Veduta aerea del Santuario Meridionale a Paestum con il tempio di Nettuno e la Basilica (foto pa-paeve)

paestum_bmta_Ugo Picarelli copia_foto-bmta

Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa mediterranea del Turismo archeologico a Paestum (foto bmta)

paestum_BMTA22-XXIV-edizione_logoConto alla rovescia per la XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si svolgerà a Paestum al Tabacchificio Cafasso (sito di archeologia industriale “simbolo della Piana del Sele”, così definito da Gillo Dorfles), l’area archeologica e il museo nazionale, la Basilica da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022. La BMTA è promossa da Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e parco archeologico di Paestum e Velia ed è ideata e organizzata dalla Leader srl, fondatore e direttore Ugo Picarelli. L’ingresso alla BMTA è gratuito, con la registrazione online consigliata per evitare file. Inoltre, i visitatori accreditati, grazie alla preziosa collaborazione del parco archeologico di Paestum e Velia e della Direzione regionale Musei della Campania, usufruiscono dell’ingresso gratuito alle aree archeologiche di Paestum e Velia e ai musei nazionali di Paestum, Capua, Eboli, Padula e Pontecagnano. Previste anche, su prenotazione, visite guidate gratuite a Paestum e Velia venerdì 28 e sabato 29 ottobre. Frecciarossa Treno Ufficiale della BMTA: per chi partecipa all’evento e raggiunge Napoli o Salerno con Le Frecce, sconto del 30% sul prezzo Base del biglietto del treno.

paestum_bmta_sala BMTA 2021_foto-bmta

Una conferenza alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico 2021 a Paestum (foto bmta)

In questa edizione 100 conferenze (di cui 50 tra incontri e laboratori a cura del ministero della Cultura) si svolgeranno in 5 sale in contemporanea con 500 relatori tutti in presenza. Tra le principali iniziative in programma ricordiamo la Conferenza con i Direttori dei Parchi e Musei Statali Autonomi (giovedì 27 ottobre, 12-16.30. Diretta on line). A seguito della Riforma del ministro Franceschini del 2014, che ha dato da allora l’autonomia a circa 40 tra Parchi e Musei, è consuetudine della Borsa inaugurare la prima giornata con i Direttori dei Parchi e Musei Statali Autonomi per un confronto sulle tematiche più attuali in termini di gestione, valorizzazione e innovazione. La prima sessione Il sostegno del PNRR alle destinazioni, ai parchi e musei archeologici per la valorizzazione dei territori, dei siti e per la promozione del turismo culturale si svolge in collaborazione con l’Ufficio Italia del Parlamento Europeo con la partecipazione dei vertici del Parlamento Europeo e dei ministeri del Turismo e della Cultura, dei presidenti delle Organizzazioni datoriali (Marina Lalli per Federturismo Confindustria e Vittorio Messina per Assoturismo Confesercenti). Nella seconda sessione Parchi e Musei Archeologici a confronto partecipano due prestigiosi musei esteri con Ahmed Farouk Ghoneim Direttore Museo Nazionale della Civiltà Egiziana e Fatma Naït Yghil direttore museo del Bardo di Tunisi e i fondatori del turismo archeologico organizzato Willy Fassio per Il Tucano Viaggi Ricerca e Piergianni Addis per I Viaggi di Maurizio Levi e Kel12. Presentazione dei volumi: “Campania – Regno dell’archeologia” de Le Guide di Repubblica; “Toscana Etrusca. Un viaggio contemporaneo in una terra millenaria” – Cairo Ed. realizzata per conto di Toscana Promozione Turistica.

paestum_bmta_siracusa_catacombe_foto-bmta

Le Catacombe di Siracusa protagoniste alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico 2022 (foto bmta)

Conferenza sull’Archeologia Sotterranea in Italia (sabato 28 ottobre, 10-13. Diretta on line) intende dare risalto ai tanti luoghi sotto le nostre città realizzati dall’uomo, quali caverne, cripte, catacombe, gallerie, labirinti, al fine di individuare contenuti e strumenti per promuovere una offerta contrassegnata da bellezza, unicità, percorsi emozionali, sostenibilità, dove città e territori sono protagonisti. La partecipazione della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra con il segretario generale mons. Iacobone, dell’ENIT con il Consigliere Pappalardo, del Touring Club Italiano con il presidente Iseppi con Comuni e Regioni ha l’obiettivo di lanciare un progetto interregionale dei territori protagonisti. Presentazione del progetto co-finanziato dal programma COSME dell’Unione Europea “EU DigiTOUR”, dedicato a PMI e startup del settore turismo per accedere a un programma di supporto tecnico e finanziario. Una opportunità per un pubblico business (in particolare PMI turistiche, policy maker, incubatori, acceleratori con programmi dedicati a startup del turismo) di conoscere dati, trend e progettualità sul tema della Digital Transformation e la sua rilevanza per il settore turistico; l’evento presenta il progetto EU DigiTOUR, co-finanziato dal programma COSME della Unione Europea e le opportunità di supporto tecnico e finanziario dedicate alle PMI del turismo. La seconda sessione verte sul tema della formazione in campo digitale ad alto tasso di interazione per un pubblico business e per studenti che vogliono incrementare le proprie competenze e sperimentarle sul campo. Saranno approfondite le tecnologie digitali più rilevanti per il turismo: Artificial Intelligence (AI), Internet of Things (IoT), Augmented Reality e Virtual Reality (AR; VR) e big data; inoltre, Mentoring, workshop e un mini-hackathon guideranno i partecipanti nell’adozione e uso di queste tecnologie. Il mini-hackathon aperto a studenti (diplomandi e laureandi) e professionisti, imprese turistiche e startup utilizzerà la metodologia CO*STAR (customer opportunity solution team advantages result), ideata appositamente per lo sviluppo creativo di progetti innovativi.

paestum_bmta_Award Khaled al-Asaad-2022_locandinaInternational Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” (venerdì 28 ottobre, 18-19.30. Diretta on line). La BMTA in collaborazione con Archeo, il primo mensile archeologico in Italia, dal 2015 premia le scoperte archeologiche votate dalle principali testate archeologiche internazionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia). Il Premio, alla 8ª edizione e intitolato all’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale, è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato alle scoperte archeologiche e ai suoi archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. Partecipano alla Cerimonia di consegna Fayrouz Asaad figlia archeologa di Khaled, Stefano Ravagnan inviato speciale del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la crisi in Siria e Mohamad Saleh ultimo direttore del Turismo di Palmira. Il Premio 2021 sarà conferito per la scoperta della “città d’oro” fondata da Amenhotep III, riaffiorata dal deserto nei pressi di Luxor in Egitto, a Zahi Hawass già ministro delle Antichità e direttore della Missione archeologica. Presentazione di “e-Archeo” (sabato 29 ottobre, 9-30-13.30. Diretta on line), grande progetto nazionale per la valorizzazione multimediale e tecnologica di 8 siti archeologici. Commissionato ad ALES spa dal ministero della Cultura, il progetto e-Archeo è stato realizzato in collaborazione con diverse università italiane e con il CNR ISPC, con l’intento di offrire una modalità di lettura e fruizione di alcuni siti archeologici con un notevole potenziale narrativo ancora non pienamente espresso. Sono stati scelti 8 siti del Patrimonio Culturale di fondazione etrusca, greca, fenicio-punica, indigena e romana: Egnazia (Puglia), Sibari (Calabria), Velia (Campania), Nora (Sardegna), Alba Fucens (Abruzzo), Cerveteri (Lazio), Marzabotto (Emilia Romagna) e le Ville di Sirmione e Desenzano (Lombardia). Per questi otto siti e-Archeo costituisce un progetto di valorizzazione multimediale integrato e multicanale con soluzioni trasversali, da cui si attivano singole applicazioni per vari usi e tipologie di pubblico, promuovendo questo patrimonio in modalità sia scientifica che narrativa ed emozionale.

paestum_bmta-2021_Premiazione-Donatella-Bianchi_foto-bmta

La giornalista Donatella Bianchi riceve il premio Tusa 2021 da Patrizia Li Vigni e Dalila Nesci, presente Ugo Picarelli (foto bmta)

2ª Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo e Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa” (sabato 29 ottobre, 14.30-17. Diretta on line). In occasione dell’edizione 2019 la BMTA assegnò postumo il Premio “Paestum Mario Napoli” a Sebastiano Tusa, per onorare la memoria del grande archeologo, dello studioso, dell’amico della Borsa, ma soprattutto dell’uomo del Sud, che ha vissuto la sua vita al servizio delle istituzioni per contribuire allo sviluppo locale e alla tutela del Mare Nostrum. Proprio nel ricordo dell’archeologo siciliano dal 2021 la Borsa organizza la Conferenza Mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo per promuoverne le destinazioni mediterranee e il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”. Grazie al coordinamento scientifico di Luigi Fozzati, intervengono alla Conferenza Barbara Davidde soprintendente nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, Ulrike Guérin programme specialist 2001 Convention on the Protection of the Underwater Cultural Heritage UNESCO Culture Sector, Valeria Patrizia Li Vigni presidente fondazione Sebastiano Tusa, Ferdinando Maurici soprintendente del Mare della Regione Siciliana, Fabio Pagano direttore parco archeologico dei Campi Flegrei, Cristiano Tiussi direttore fondazione Aquileia, mentre ricevono il Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”: per il riconoscimento alla carriera Eric Rieth direttore emerito del CNRS Centre National de la Recherche Scientifique di Francia per conto dell’università Paris 1 Panthéon-Sorbonne-CNRS e responsabile del dipartimento di Archeologia navale al museo nazionale della Marina di Parigi; per il progetto più innovativo a cura di istituzioni, musei e parchi archeologici Andrea Camilli direttore del museo delle Navi Antiche di Pisa; per il progetto “Grande Tirreno” per il miglior contributo giornalistico in termini di divulgazione Pippo Cappellano giornalista, regista, foto cineoperatore subacqueo e autore di documentari.

paestum_bmta-egitto_zahi-hawass

L’incontro con Zahi Hawass alla Borsa Mediterranea del Turismo archeologico nel 2016 (foto bmta)

Incontri con i protagonisti (sabato 29 ottobre. Diretta on line). Il grande pubblico con i più noti divulgatori culturali, archeologi, direttori di musei, accademici, giornalisti: alle 17, Syusy Blady che interviene su “Ingegneri del Cosmo”, un sorprendente viaggio cosmico; alle 18.30, Zahi Hawass archeologo, già ministro egiziano delle Antichità e direttore degli scavi a Giza, Saqqara e Valle dei Re; alle 17.45, Barbara Jatta direttore musei Vaticani; Fatma Naït Yghil direttore museo del Bardo di Tunisi; Alfonsina Russo direttore generale parco archeologico del Colosseo. AIGU Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO: il progetto ECO ricongiunge l’uomo alla sua biosfera. In continuità con la tematica trattata alla BMTA 2021, le azioni suggerite dal Manifesto di AIGU Next Generation You trovano la giusta collocazione nell’ambito di una visione strategica condotta sul territorio nazionale, che ha portato a trattare i contenuti sul Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO allo scorso Italian Youth Forum di Cagliari 2022 e che continuerà a interessare il tema del Living Heritage al prossimo Italian Youth Forum di Torino 2023, dedicato alle Città creative UNESCO. AIGU rivolge la propria attenzione all’uomo e al suo ecosistema allo scopo di ricongiungerlo intimamente alla natura dei luoghi che abita e promuovere una più profonda consapevolezza nei confronti delle sue origini e della sua storia, che ancora oggi ne influenzano le tradizioni.

paestum_bmta_BMTA 2021 Tabacchificio Cafasso SALONE_foto-bmta

Il salone espositivo all’ex Tabacchificio Galasso di Paestum (foto bmta)

SALONE ESPOSITIVO. 150 espositori (ben 17 territori regionali rappresentati, 12 Regioni, Roma Capitale con il Municipio X e il Ministero della Cultura con 500 mq dedicati ai Parchi e Musei autonomi, dal Colosseo a Paestum e Velia, da Sibari ai Campi Flegrei, dal MANN di Napoli al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e ancora Europa Creativa, Ales, Parco di Gaiola), di cui 20 Paesi Esteri (per la prima volta Arabia Saudita, Libano, Palestina, la Macedonia greca e il ritorno di Cina, Cipro, Spagna). Il ministero della Cultura nel proprio spazio presenterà la candidatura della Via Appia Antica, nel percorso integrale da Roma a Brindisi e comprensivo della variante traianea, per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO (4 Regioni, 74 Comuni, 14 Parchi, 13 tra Città Metropolitane e Province, 14 Parchi, 25 Università, 28 uffici dello stesso Ministero, oltre a numerose comunità territoriali si sono uniti per tutelare, valorizzare e promuovere la candidatura di questo percorso, che si sviluppa quasi per intero nel Mezzogiorno d’Italia). L’antico asse di comunicazione, il primo concepito come via publica, fu il prototipo dell’intero sistema viario romano con i suoi 120.000 km di lunghezza complessiva.

paestum_bmta_Workshop_foto-bmta

Alla borsa mediterranea del turismo archeologico workshop con i buyer europei selezionati da Enit (foto bmta)

WORKSHOP CON I BUYER EUROPEI SELEZIONATI DA ENIT. 30 buyer tra tour operator europei selezionati dall’ENIT (provenienti da Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna) e nazionali di ArcheoIncoming presenti al Workshop di sabato 29 ottobre ore 10-18, che intende sviluppare la domanda turistica di prossimità europea e nazionale da parte dei tour operator specialisti, da sempre vocati all’outgoing, ma dalla pandemia in poi proiettati anche sul nostro Bel Paese. Negli ultimi anni la BMTA è orientata nella scelta dei buyer al solo mercato europeo per dare una opportunità agli operatori turistici dell’offerta di recuperare quote della domanda estera di prossimità, che negli ultimi decenni a scapito del Sud Italia ha preferito i paesi viciniori competitori. Saranno presenti i migliori tour operator interessati al segmento archeologico del turismo culturale, che non hanno mai partecipato negli anni al Workshop di Paestum.

paestum_bmta_ArcheoIncoming_foto-bmta

Archeoincoming è la nuova sezione della Borsa mediterranea del Turismo archeologico (foto bmta)

ARCHEOINCOMING (giovedì 27 ottobre, 16.30-19.30. Diretta on line). La BMTA dal 2019 si è impegnata sulla domanda di prossimità europea e nazionale, presentando la neo sezione ArcheoIncoming, dove sono protagonisti i tour operator specialisti, da sempre vocati all’outgoing. Come nel 2021 numerosi i tour operator presenti quest’anno nel Salone Espositivo (Carrani Tours, Cosertour, Il Tucano Viaggio Ricerca, Jockey Viaggi, Key to Italy, Mondo Emozioni, Viaggi dell’Elefante, Yanez Viaggi), che in qualità di buyer rafforzano anche il Workshop rappresentando la domanda nazionale nell’incontro con gli operatori turistici dell’offerta. Grazie alla BMTA nel confronto messo in atto con gli imprenditori del turismo archeologico precursori del viaggio esperienziale è stato dagli stessi richiesto un coordinamento tecnico all’ENIT, necessario a seguito della riprogrammazione dei cataloghi imposti dalla pandemia, consapevoli di promuovere sempre più le destinazioni archeologiche nazionali, in particolare del Centro Sud.

paestum_Picarelli consegna Premio Paestum postumo a Sebastiano Tusa alla consorte Valeria Li Vigni BMTA19_foto-bmta

Il segretario della Bmta Ugo Picarelli consegna alla vedova Valeria Li Vigni l premio “Paestum Mario Napoli” 2019 assegnato postumo a Sebastiano Tusa durante la XXII Bmta (foto bmta)

PREMIO “PAESTUM MARIO NAPOLI”. Istituito nel 2005 nel nome di “Paestum” e intitolato dal 2018, in occasione del 50° anniversario della scoperta della Tomba del Tuffatore, a Mario Napoli, archeologo e studioso della Magna Grecia, Soprintendente Archeologico di Sa, Av, Bn nel 1964, quando vennero alla luce a Velia la Porta Rosa (singolare complesso costruttivo del II-III sec. a.C.) e nel 1968 a 1,5 km a sud di Paestum nella necropoli di Tempa del Prete, la Tomba del Tuffatore (unica testimonianza in ambito greco di pittura non vascolare, datata al 480 a.C. circa) è assegnato a personalità e organismi, che contribuiscono al dialogo interculturale, alla valorizzazione del patrimonio culturale, alla promozione del turismo archeologico. Ricevono il Premio per il 2022: Associazione della Stampa Estera in Italia, Musei Vaticani, Museo Archeologico di Reggio Calabria, Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Touring Club Italiano.

ARCHEOVIRTUAL. In collaborazione con l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR, ArcheoVirtual da 15 edizioni è il fiore all’occhiello della BMTA con in mostra le produzioni più significative nel panorama internazionale delle tecnologie digitali al servizio del patrimonio. L’edizione 2022 dal tema “Verso il Metaverso” vuole introdurre il pubblico alle prospettive, che si delineano nel campo dei nuovi mondi virtuali. Il patrimonio culturale si avvia verso la sfida dei nuovi ambienti immersivi e dei mondi artificiali. L’annunciato avvento del Metaverso, pur non rappresentando una novità assoluta (i primi ambienti di metaverso dedicati ai beni culturali risalgono a circa quindici anni fa), fa intravedere rilevanti trasformazioni nelle modalità di comunicazione, intrattenimento, commercio, che toccheranno tutti gli ambiti della vita sociale. Che ruolo avranno la cultura e il patrimonio archeologico in questo contesto? Ad oggi le caratteristiche del fenomeno non sono ancora ben delineate, ma idealmente ogni rilievo o modellazione ricostruttiva può divenire, in un prossimo futuro, un ambiente immersivo in cui muoversi, incontrare altri utenti, apprendere informazioni e intrecciare relazioni. Le produzioni presenti: Arzachena Civiltà Millenaria CNR ISPC – Comune di Arzachena, e-Archeo HI Cerveteri BlueCinemaTV, Due passi al Louvre con il tuo avatar! No Real Interactive, MAPOD4D ArcheOs Tec, Progettosl Rete di imprese – Leicon, Realverso Lucanum iInformatica, MetaHeritage. Metaverso per l’archeologa 7eMezzo.biz – MetaHeritage, ATON per il Metaverso CNR ISPC. Inoltre, il pubblico avrà come guida d’eccezione Lucrezia, l’archeologa virtuale che dialogherà con i visitatori di ArcheoVirtual tramite i loro cellulari. Alla Mostra si affianca un Workshop tematico sull’evoluzione delle applicazioni digitali nei beni culturali, sulle relative professionalità e sulle forme e le tecniche di narrazione del passato, quest’anno sulle trasformazioni in atto, legate all’avvento di questo mondo virtuale e della blockchain, che muteranno drasticamente le prospettive emotive ed economiche della fruizione del patrimonio culturale. Intervengono Augusto Palombini CNR ISPC, Coordinatore Scientifico di ArcheoVirtual, Costanza Miliani Direttore CNR ISPC, Daniele Bursich Imprenditore digitale 7eMezzo-biz, Ciro Cacciola Direttore MAV Museo Archeologico Virtuale di Ercolano, Antonella Negri Funzionario Istituto Centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale Ministero della Cultura, George Partskhaladze Research Council Member Georgian National Museum, Antonella Pellettieri Dirigente di ricerca CNR ISPC, Luciano Ragazzi Direttore esecuzione MTC SIC Ecosistema digitale per la cultura – Regione Campania. Ancora,

paestum_bmta_ArcheoExperience_foto-bmta

Alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico ArcheoExperience con i Laboratori di Archeologia Sperimentale (foto bmta)

ArcheoExperience con i Laboratori di Archeologia Sperimentale per la divulgazione delle tecniche utilizzate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano, ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea a cura delle Università (oltre 2.000 studenti da 35 scuole provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Puglia) e ArcheoStartup per la presentazione delle imprese giovanili del turismo culturale, in collaborazione con l’Associazione Startup Turismo, mentre la community di IgersItalia si ritroverà a Paestum con uno stand e la riunione del consiglio direttivo.

Pompei. Per il quinto appuntamento della rassegna “Palestra Culturale” lezione concerto su “La lira di Orfeo, i miti classici nella musica occidentale” con Giovanni Bietti

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_orfeo-bietti_locandinaUna lezione concerto dedicata a “La lira di Orfeo. I miti classici nella musica occidentale” per il quinto appuntamento della rassegna “Palestra culturale” agli scavi di Pompei il 29 settembre 2022, alle 19, nella suggestiva location della Palestra Grande. L’evento si svolgerà al coperto sotto il portico nord della palestra. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Questo nuovo incontro rientra nella sezione “Il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” a cura di Gennaro Carillo e vede protagonista Giovanni Bietti, compositore, pianista, musicologo, considerato tra i maggiori divulgatori musicali italiani.

pompei_palestra-grande_mostra-Arte-e-Sensualità_gruppo scultoreo ermafrodito e satiro_da-Villa A di Oplontis_foto-parco-archeologico-pompei

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno di uno dei portici della Palestra Grande, curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 €, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

Carillo-Gennaro

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli ozi di Ercole”

“Il mito classico è un repertorio pressoché inesauribile cui attinge a piene mani il nostro immaginario. Letterario ma non solo. Si pensi alle arti figurative, al cinema, al teatro. Se dunque Eschilo campava di rendita con le briciole del banchetto di Omero, noi – più o meno consapevolmente – facciamo altrettanto. Con Omero e con tutti coloro che sono venuti dopo di lui. La musica non fa eccezione. Qualche nome a caso? Monteverdi, Händel, Cherubini, Strauss, Stravinskij. Alla lezione/concerto di Giovanni Bietti il compito di accompagnarci in un viaggio musicale nella tradizione classica”. Così il curatore della rassegna Gennaro Carillo, professore ordinario di Storia del pensiero politico nel Dipartimento di Scienze umanistiche dell’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove insegna anche Storia della filosofia e Filosofia teoretica. Al Dipartimento di Architettura della Federico II insegna Filosofie della polis. Ha scritto su Vico, i tragici e i comici greci, la storiografia antica, Antifonte, Platone, Balzac, Simone Weil, oltre a occuparsi da tempo delle riscritture moderne e contemporanee del mito di Diana e Atteone. Condirettore artistico di Salerno Letteratura, è il curatore de Gli Ozi di Ercole al parco archeologico di Ercolano e di Fuoriclassico. La contemporaneità ambigua dell’antico al Mann di Napoli.

Pompei. Per il quarto appuntamento della rassegna “Palestra Culturale” Silvia Romani presenta il suo libro “Saffo, la ragazza di Lesbo” 

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_saffo_silvia-romani_locandinaQuarto appuntamento della rassegna “Palestra culturale” agli scavi di Pompei il 23 settembre 2022, alle 19, nella suggestiva location della Palestra Grande. L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Questo nuovo incontro dedicato a “Il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” a cura di Gennaro Carillo vede protagonista Silvia Romani, docente di mitologia, religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico, con un suo intervento su “Saffo, la ragazza di Lesbo”. Silvia Romani insegna Mitologia, Religioni del mondo classico e Antropologia del mondo classico all’università Statale di Milano. “Saffo, la ragazza di Lesbo” (Einaudi) è il suo ultimo libro.

libro_saffo-la-ragazza-di-lesbo_di-silvia-romani_copertina

Copertina del libro “Saffo. La ragazza di Lesbo” di Silvia Romani (Einaudi)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno di uno dei portici della Palestra Grande, curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. “Se in ogni eroe o eroina c’è un Achille, nella poesia d’amore di ogni tempo c’è Saffo, riscritta all’infinito. Silvia Romani ci conduce nel mistero della ragazza di Lesbo vissuta in un’epoca – e su un’isola – nella quale la memoria degli eroi omerici era ancora fresca, al punto da farne figure non tanto del mito quanto della storia”, sottolinea Gennaro Carillo. “Ma parlare di Saffo significa anche misurarsi con il debito contratto con lei dal nostro immaginario, in un andirivieni vertiginoso da Catullo a Leopardi, da Shakespeare ad Anna Maria Ortese, da Rilke a María Zambrano, passando – fra le altre stazioni del viaggio – per Rodin, Salinger e Picnic a Hanging Rock”.

Parco archeologico di Pompei e Campania By Night: aperture serali straordinarie nelle aree archeologiche di Oplonti, Stabia e Boscoreale con un programma speciale di tour gratuiti e visite teatralizzate

campania-by-night_locandinaL’edizione 2022 di Campania By Night fa il suo ingresso nei siti culturali periferici del parco archeologico di Pompei. A partire dall’11 settembre 2022 e per tutto il mese di ottobre, i luoghi della cultura più suggestivi di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia e Boscoreale ospiteranno il programma di visite guidate, passeggiate notturne, aperture straordinarie ed eventi all’aperto. La rassegna – programmata e finanziata dalla Regione Campania (Poc 2014-2020) e organizzata e promossa dalla Scabec, Società Campana Beni Culturali – presenta un fitto calendario di eventi totalmente gratuiti che si terranno a Oplontis – Villa di Poppea, museo Archeologico Libero D’Orsi, Villa San Marco, Villa Arianna e Villa Regina. Per info e prenotazioni: www.campaniabynight.it

Oplontis di Notte_villa-di-poppea_foto-parco-archeologico-pompei

La Villa di Poppea a Oplontis illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Si parte dal sito archeologico di Oplontis – Villa di Poppea con lo spettacolo “Memorie di Oplontis” a cura dell’associazione ShowLab che andrà in scena l’11, il 18 e il 25 settembre 2022. Durante tre turni di visita che partiranno alle 20, 21 e 22 sarà possibile conoscere tutta la bellezza senza tempo dell’antica villa grazie a un affascinante percorso teatrale messo in atto da musicisti e attori. Affidandosi a una guida esperta e a un’App per smartphone che fungerà da mappa, infatti, sarà possibile conoscere la storia che si cela dietro l’immensa e labirintica struttura tramite le performance di artisti che potranno essere ammirate all’interno di alcune sale come il Tablinium, la Piscina e il Viridarium.

boscoreale_Villa Regina_magazzino_di-notte_foto Cesare Abbate

Suggestiva immagine notturna dei silos della Villa Regina di Boscoreale (foto

L’appuntamento successivo è per martedì 20 settembre 2022 a Villa Regina di Boscoreale con una mostra di maschere e con lo spettacolo “Oscae Personae” a cura di La Mansarda – Teatro dell’Orco. Durante due turni di visita che partiranno alle 20 e 21.30 sarà possibile assistere alla rivisitazione della Fabula Atellana, ovvero un’antica forma di teatro in maschera che verrà rielaborata in chiave contemporanea durante uno spettacolo dall’alto tasso di coinvolgimento. Contestualmente alla performance verrà allestita una mostra di Maschere del teatro classico che sarà accompagnata dalla riproduzione di un teatro fliacico, forma d’arte sviluppatasi nelle colonie doriche della Magna Grecia in età ellenistica tra il IV e il III secolo a.C.

Reggia di Quisisana

Le sale del museo Archeologico “Libero D’Orsi” nella Reggia Quisisana di Castellammare di Stabia (foto francesco squeglia)

A ottobre si riparte dal museo Archeologico Libero D’Orsi di Castellammare di Stabia con la visita teatralizzata “Dov’è Stabia? Viaggio onirico nelle stanze del Museo Libero D’Orsi” a cura di Collettivo LaCorsa, evento che si terrà l’8 e il 9 ottobre 2022 e al quale si potrà partecipare durante i turni da visita delle 19 e 20. La visita teatralizzata avrà una durata di un’ora ed è rivolta alle famiglie e ai ragazzi di età compresa tra i 7 e i 13 anni. Un’iniziativa volta alla scoperta della figura di Libero D’Orsi, archeologo stabiese al quale si deve il ritrovamento dei reperti che possono essere ammirati all’interno dell’omonimo museo. Uno spettacolo interpretato in chiave onirica che condurrà lo spettatore in un luogo senza tempo nel quale il Narciso degli stucchi prenderà vita e corpo per potersi finalmente raccontare con la sua voce. Una fiaba che consente di potersi perdere, ricercare e infine ritrovarsi.

stabia_villa-san-marco-di-notte (2)_foto-parco-archeologico-pompei

Luci e ombre a Villa San Marco a Stabia illuminata per le visite serali (foto parco archeologico di pompei)

Il percorso di Campania By Night nei siti culturali del parco archeologico di Pompei si concluderà con la visita teatralizzata “Stabias renatas” con la regia di Gabriele Saurio a cura della Fondazione dei Monti Lattari che si terrà a Villa San Marco di Castellammare di Stabia il 22 e il 23 ottobre 2022 e a Villa Arianna il 29 e il 30 ottobre 2022. Durante due turni di visita che partiranno alle 19 e 20.30 da entrambi i siti archeologici, i partecipanti potranno compiere un viaggio tra i reperti delle due ville romane durante una performance artistica fatta di musica e recitazione, un esperimento artistico volto a creare un’interazione tra luogo d’arte e linguaggio teatrale. A Villa San Marco è previsto tra gli altri il monologo dell’attore Mariano Rigillo che, interpretando Plinio il Giovane, narrerà sulla base della lettera a Tacito la morte dello zio Plinio il Vecchio avvenuta proprio a Castellammare di Stabia nella tragica eruzione del 79 d.C., oltre ad altri personaggi legati alla storia di Stabia.  Durante la visita a Villa Arianna, invece, gli spettatori incontreranno in alcuni ambienti della villa, personaggi ispirati al mondo antico. Tra questi anche una “giovane pittrice” che, tradita dal suo compagno, decide di riprodurre il meraviglioso affresco presente, narrando così durante la creazione la storia del mito di Teseo e Arianna.

Pompei. Per la “Palestra Culturale” Massimo Fusillo presenta “La Grecia secondo Pasolini” primo appuntamento della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica” 

pompei_scavi_Palestra Grande_foto-parco-archeologico-pompei

Il giardino della Palestra grande di Pompei dove si tengono gli appuntamenti della rassegna “Palestra culturale” (foto parco archeologico di pompei)

pompei_parco_CS Palestra Culturale_grecia-secondo-pasolini_fusillo_locandinaNuovo appuntamento agli Scavi di Pompei con la “Palestra culturale” al giardino della Palestra Grande. Dopo il successo della presentazione del libro “La Fortuna” della scrittrice Valeria Parella tenutosi lo scorso luglio, si prosegue con la sezione della rassegna “il Fantasma dell’antico. Dialoghi sulla tradizione classica”, progetto, cura e testi di Gennaro Carillo, con 4 appuntamenti nel mese di settembre. Il primo incontro è in programma l’8 settembre 2022, alle 19, con Massimo Fusillo che presenta “La Grecia secondo Pasolini”.  L’iniziativa fa parte del programma Campania by Night, rassegna di eventi culturali e di spettacolo promossa dalla Regione Campania attraverso la Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei, ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti.  “La Grecia di Pasolini sarebbe impensabile senza Burckhardt e Nietzsche”, sottolinea il curatore della rassegna Gennaro Carillo. “Senza il rovesciamento di quell’immagine dell’antico idealizzata, marmorea, accreditata dal classicismo, che fa di Canova, a giudizio di Roberto Longhi (amatissimo da PPP), uno scultore nato morto. È la caldaia di Medea, per dirla con Manganelli, che invece attrae Pasolini, una Grecia barbarica, ferina, arcaica, in cui il selvaggio – l’agrammaticale – incombe e alla fine predomina sulla compiutezza apollinea delle forme. Massimo Fusillo insegna Letterature comparate e Teoria della letteratura all’Università degli Studi dell’Aquila, dove è anche coordinatore del dottorato di ricerca in Letterature, arti, media. La Grecia secondo Pasolini. Mito e cinema è uscito quest’anno in una nuova edizione per Carocci”.

pompei_palestra-grande_mostra-Arte-e-Sensualità_gruppo scultoreo ermafrodito e satiro_da-Villa A di Oplontis_foto-parco-archeologico-pompei

Il gruppo scultoreo dell’ermafrodito dalla Villa A di Oplontis al centro della mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” (foto parco archeologico di pompei)

Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare una visita guidata alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, allestita all’interno del percorso della Palestra Grande e curata dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dall’archeologa Maria Luisa Catoni, professoressa all’IMT Alti Studi Lucca, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica.  L’ingresso all’evento e la visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” sono gratuiti, fino ad esaurimento posti. Prenotazione consigliata su http://www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

Napoli. Al via il Festival delle Ville Vesuviane “Progetto Settecento”: teatro, danza e musica. Venti appuntamenti con quattro prime assolute nazionali

napoli_extramann_festival-ville-vesuviane_locandinaVenti appuntamenti all’insegna del teatro, della danza, della musica: torna il Festival delle Ville Vesuviane che sarà in programma dal 2 al 25 settembre 2022 nelle splendide Ville Vesuviane del XVIII secolo. Il Festival, giunto alla sua trentatreesima edizione, è promosso dalla Fondazione Ente Ville Vesuviane, presieduta da Gianluca Del Mastro, con il contributo della Regione Campania e del ministero della Cultura. Direttore artistico: Giuseppe Dipasquale, regista e commediografo italiano e già direttore artistico del Must Musco Teatro di Catania e del teatro Stabile di Catania e attualmente direttore artistico del BarbablùFest, Morgantina. Anche quest’anno il tema sarà “Progetto Settecento”, un format ripristinato dal direttore artistico della scorsa edizione, Luca De Fusco, che ha ripreso un filo conduttore che caratterizzò il Festival dalla metà degli anni ’80, per valorizzare il patrimonio architettonico delle ville del Miglio d’Oro: Villa Campolieto e Villa delle Ginestre. Quattro saranno le prime assolute nazionali che debutteranno durante la kermesse: “La vita è un sogno” di Pedro Calderon de la Barca, con Mariano Rigillo per la regia di Giuseppe Dipasquale; Raffaello Converso in “L’Opera da marciapiede tra Kurt Viviani e Raffaele Weill” con elaborazioni ed orchestrazioni di Roberto De Simone; “Così è (se vi pare)” di Luigi Pirandello con Eros Pagni e regia di Luca De Fusco; “Caro Pier Paolo” di Dacia Maraini con Anna Teresa Rossini. Per acquistare il tuo biglietto vai su https://www.villevesuviane.net/festival-2022/.

giuseppe-dipasquale

Giuseppe Dipasquale, direttore artistico del Festival delle Ville Vesuviane

“Il tema di quest’anno del Festival, che si innesta sul solco lasciato dal suo fondatore Luca De Fusco, si può riassumere nel sintagma del sogno delle diversità”, scrive il direttore artistico Giuseppe Dipasquale. “Fare Teatro significa consegnare allo spettatore una visione. Una visione del mondo, una visione della vita, una visione della realtà, ovvero, in uno, una visione della Natura. Poiché l’arte del teatro, se arte è, è disperatamente umana. Essa viaggia attraverso il corpo e la voce dell’attore, che sono strumenti dell’anima. L’anima è la spugna del disagio, come il pozzo della gioia e del dolore. Il nostro compito è al servizio degli uomini. Siamo impegnati, come fossimo, per dirla con Lear, le spie di Dio, a mostrare agli altri come si può gioire e impazzire di dolore in un dato momento, in una data occasione, ma anche come l’inganno, frutto della coscienza applicata ad una azione perversa, può generare ragione e luce per risvegliare dal sonno oscuro delle umane mostruosità. Degli uomini contemporanei e viventi, gli attori, sono costretti a vestire i panni di personaggi immaginati o addirittura scritti in un’epoca differente. Cosa è possibile
raccontare di loro? Come un uomo del ‘700 è narrabile in teatro attraverso il gesto contemporaneo di un attore? E cosa imitiamo col teatro? Una realtà siffatta in quanto modello di vita o la sua azione? Di un’epoca da rappresentare ci basta ispirarci e imitare l’arte figurativa del periodo in questione per avere un risultato credibile, o ricercare nel contemporaneo anche un processo eterno che si replica di secolo in secolo? L’affermazione di Amleto che l’arte è lo specchio della natura ha del vero. Tuttavia credo che lo specchio non riflette, o non assume in sé l’immagine pedissequa della realtà di fronte alla quale si pone, poiché esso è strumento per nulla catalogabile all’interno delle cosiddette scienze esatte. Il teatro non può determinare una riproduzione perfetta della realtà, anzi semmai prende le distanze dalla realtà che vuole che sia guardata, in un certo senso difformandola. Il teatro mette in moto un processo che si pone in contraddizione con l’azione reale per esaltarne l’ineludibile imprendibilità. La società verso cui si rivolge oggi l’azione teatrale è una società che si può definire anaffettiva, e noi ne siamo parte. Per far questo oggi è necessario assumere un paradosso come azione trasversale di fruizione teatrale: destare l’attenzione sulla vita attraverso l’uso strumentale del sogno, della visione. Il confine tra vita e teatro è tanto labile come il confine tra il sogno e la realtà. Dove l’una entra nell’altro in un continuo travaso interpretativo. La vita entra nel sogno per riformularsi simbolicamente in immagini che servono alla vita. Ecco perché rischia di essere improprio considerare oggi il teatro solo come specchio della natura se non lo si intende come un edificio magico capace di costruire di sogni. In questo senso la scelta di autori e artisti musicali e di danza contemporanea come Calderon de La Barca, e Pirandello, Maraini, Pasolini, Buttafuoco, De Simone, Di Sivo, Di Capua, Noone, Bigonzetti, Merola ci aiuteranno a raccontare il senso di un contemporaneo che interroga il sogno e la visione. Poiché nonostante tutto sembri sulla scena sogno, anzi, proprio per questa ragione, solo la coerente responsabilità umana nelle azioni della vita può dare un significato non effimero all’esistenza”.

Pompei. Alla Palestra Grande anteprima della rassegna “Palestra Culturale” con la presentazione del libro di Valeria Parrella “La Fortuna”. Visite libere o guidate alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, e intitolazione ad Annamaria Ciarallo il Laboratorio di ricerche applicate del Parco

pompei_campania-by-night_palestra-grande_palestra-culturale_locandinaTorna Campania by Night. Si parte mercoledì 27 luglio 2022, alle 19, dalla Palestra Grande di Pompei con “Palestra Culturale”, l’anteprima della rassegna del parco archeologico con la presentazione del libro “La Fortuna” edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore di Valeria Parrella. “Palestra culturale” è la rassegna di eventi culturali e di spettacolo programmata e finanziata dalla Regione Campania (Poc 2014-2020), prodotta e promossa dalla Scabec, società regionale di valorizzazione dei beni culturali. Una vera e propria palestra culturale dove allenare la mente e lo spirito attraverso la bellezza e la storia di Pompei ma anche attraverso incontri speciali con scrittori e artisti. Il programma, che si concentrerà nel mese di settembre (8, 15, 23, 29) e venerdì 7 ottobre, prevede un evento speciale nel giardino della Palestra grande di Pompei, luogo di esercitazione della gioventù pompeiana, dalle 19 alle 20.30 e, a seguire, la possibilità di una visita libera o guidata su richiesta alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei”, che spiega l’onnipresenza di immagini sensuali nella vita quotidiana della città antica. La rassegna sarà annunciata in anteprima appunto mercoledì 27 luglio alle 19, con la presentazione del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella, Feltrinelli Editore. A intervenire in dialogo con la scrittrice, il direttore generale dei Musei, Massimo Osanna, e il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Con l’occasione sarà intitolato ad Annamaria Ciarallo, madre della scrittrice, il Laboratorio di ricerche applicate del Parco di cui è stata istitutrice e per anni responsabile, dando un importante impulso alla ricerca, soprattutto nel campo della conservazione dei reperti organici e degli studi di botanica applicata all’archeologia. Interverrà l’Amministratore Unico di Scabec, Pantaleone Annunziata, per dare il via ufficiale a Campania by Night, che quest’anno prevede 40 appuntamenti in 12 luoghi della cultura campani. L’ingresso alla presentazione del libro e visita alla mostra “Arte e sensualità nelle case di Pompei” è gratuito, fino ad esaurimento posti (max 250). L’ingresso è da Piazza Anfiteatro, a partire dalle 18.30. Prenotazione consigliata su www.ticketone.it (costo prenotazione 1,50 euro, effettuando l’acquisto di un biglietto gratuito).

libro_la-fortuna_di-valeria-parrella_copertina

Copertina del libro “La Fortuna” di Valeria Parrella

Valeria-Parrella

La scrittrice Valeria Parrella

La Fortuna” di Valeria Parrella. Lucio ha un desiderio e ha un rango che non gli permette di credere fino in fondo a quel desiderio. In La Fortuna (Feltrinelli), Lucio racconta in prima persona la sua storia, misurando costantemente la capacità di fare qualcosa rispetto alla possibilità di arrivare a un obiettivo per la sua vita. Questo rapporto affronta dei livelli obbligati: la parziale cecità, l’aspettativa familiare nei suoi confronti, la visione paterna in cui deve trovare spazio il compromesso tra ciò che manca – il desiderio appunto di governare una nave – e ciò che quasi certamente avrà – una carriera politica. Ciò che muove Lucio fin dal principio di questo romanzo è poter avere un’opportunità, una sola occasione per dimostrare a suo padre e a sé stesso di essere capace, di raccogliere dunque un destino. Narra la sua storia in prima persona e lo fa portandoci dentro un mondo molto lontano di cui ci sono arrivati echi e rimbombi e documenti ufficiali ma che lui sa proporci togliendo loro il velo della Storia. Quasi sussurra Lucio quando dice: “Caduto il mantello, lasciato il cavallo, dimenticato Cesare, nessun ragazzo addestrato alla spada sognava il senato. I soldi del senato sì, i suoi matrimoni, le sue case, la sua gloria. Ma dentro i muscoli che si formavano, in quella smania che ci prendeva alle prime ore della mattina, e ogni volta che ungevamo di olio, in ogni posto del nostro corpo, muti, in silenzio, senza poterlo dire neppure a quei padri che forse avevano percorso anni addietro i nostri stessi sogni: noi tutti eravamo solo marinai o gladiatori”. Valeria Parrella scrive un romanzo storico, affondando la trama dal 62 al 79, in diciassette anni che hanno cambiato la vita e morfologia della zona attorno al Vesuvio e questo periodo corrisponde alla vita di Lucio, un ragazzo esemplare della Pompei che fu, dove cresce prima di essere costretto a studiare a Roma, alla scuola di retorica di Quintiliano. Lucio ha amici, coltiva la fascinazione del mare, delle navi, e la sua esistenza ruota attorno alla natura – ancora più di prima quando arriva a Roma – perché non riesce a liberarsi dall’urgenza del desiderio che lo accompagna. La natura è quella che lo priva di un occhio, che lo fa nascere mentre trema la terra, che gli concede un’inclinazione naturale verso il mare; la natura che quasi lo guida di nascosto tra le tavole della scuola e nella relazione con Aulo.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale è giunto il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, simbolo della mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” che apre al Mann (arricchita) dopo il successo delle tappe di Berlino, San Pietroburgo e Salonicco. L’assessore regionale Chessa: “Il turismo archeologico volano per creare nuovi posti di lavoro in Sardegna”

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, assiste all’apertura della cassa con il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, giunta al museo (foto valentina cosentino)
napoli_mann_mostra-sardegna-isola-megalitica_apertura cassa pugilatore_squadra mann_foto-valentina-cosentino

La squadra del Mann impegnata nella mostra “Sardegna isola megalitica” davanti alla cassa con il Pugilatore di Mont’e Prama (foto valentina cosentino)

Il Pugilatore, uno dei Giganti di Mont’e Prama, è giunto a Napoli, simbolo della mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” che si apre al museo Archeologico nazionale venerdì 10 giugno 2022, alle 17. Autentico ambasciatore di un messaggio di continuità tra le antichissime culture mediterranee, il Pugilatore chiude nel golfo partenopeo un lungo viaggio che lo ha portato a uscire per la prima volta dal museo Archeologico nazionale di Cagliari seguendo le tappe della grande mostra archeologica promossa dalla Regione Autonoma della Sardegna-Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con il museo Archeologico nazionale di Cagliari e la Direzione Regionale Musei della Sardegna. Prima al museo nazionale per la Preistoria e Protostoria di Berlino (dal 1° luglio 2021 all’11 settembre 2022), quindi al museo statale Ermitage di San Pietroburgo (dal 26 ottobre 2021 al 16 gennaio 2022), poi al Museo Archeologico di Salonicco (dall’11 febbraio al 15 maggio 2022) contribuendo ad accendere i riflettori sulle ricchezze archeologiche della Sardegna.

La Sardegna ha attirato l’attenzione e l’interesse del grande pubblico in tutte e tre le tappe europee. Un successo decretato dai grandi numeri di visitatori registrati: 96mila al Neues Museum di Berlino, 117.400 al museo statale Ermitage di San Pietroburgo. E al museo Archeologico nazionale di Salonicco, per il quale non ci sono ancora i dati finali, hanno addirittura allungato la mostra di una settimana, dal 15 al 22 maggio 2022. E ora siamo all’unica tappa italiana, a Napoli, per la quale la mostra ha ottenuto il Patrocinio del MAECI e del MIC e si avvale della collaborazione della Fondazione di Sardegna e del coordinamento generale di Villaggio Globale International. La tappa napoletana di “Sardegna Isola Megalitica” è organizzata in collaborazione con Regione Campania e Comune di Napoli. Intesa Sanpaolo è partner della mostra promossa al Mann.

Questo successo conferma quanto sostenuto da Giovanni Chessa, assessore per il Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, che in un’intervista rilasciata ad archeologiavocidalpassato.com a Firenze, in occasione di Tourisma 2021, dove la Regione Sardegna aveva uno spazio prestigioso per promuovere la Sardegna archeologica, spiega le azioni della sua politica che punta a far tornare sull’isola i giovani che sono andati lontano a studiare e a prepararsi: “Il turismo culturale in generale e archeologico in particolare deve diventare volano per creare nuovi posti di lavoro. La Sardegna non è solo mare. E la mostra Sardegna isola megalitica è lì a dimostrarlo. E con la cultura l’isola può essere attrattiva tutti i mesi dell’anno”.

Lo staff del Mann accolti dagli addetti di Nuragica, un ambiente immersivo che consente di viaggiare alla scoperta delle antiche culture isolane (foto mann)

In calendario nel Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli dal 10 giugno all’11 settembre 2022, la mostra “Sardegna isola megalitica. Dai menhir ai nuraghi: storia di pietra nel cuore del Mediterraneo” rivela al pubblico storie suggestive, testimonianze materiali, civiltà affascinanti, per molti versi ancora tutte da scoprire. L’allestimento partenopeo si arricchisce, su iniziativa del Mann, di approfondimenti ed eventi collaterali, che aprono, come nella linea del Museo, all’incrocio dei linguaggi: previsto non solo un parallelismo con la Sezione Preistoria e Protostoria dell’Archeologico, ma anche un ambiente immersivo, “NURAGICA”, che consente di viaggiare alla scoperta delle antiche culture isolane.

Ercolano. Partita la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole” dedicata a “Il materiale della vita / La vita materiale” promossa dal parco archeologico: sei appuntamenti a cadenza mensile che parlano di legno e materia. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda

ercolano_parco_ozi-di-ercole_seconda-stagione_locandina-27-5_foto-paercoCon “Sopra il mare canuto. Epica e filosofia della navigazione” con Roberto Casati, Matteo Nucci e Massimo Popolizio, venerdì 27 maggio 2022 si è ufficialmente aperta la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale”, kermesse fortemente voluta dal Direttore Francesco Sirano e curata da Gennaro Carillo. “Di cosa è fatta la vita? Qual è la materia della vita?”: sono queste le domande che si porranno i protagonisti della rassegna, nel contesto dell’antica Ercolano, luogo unico al mondo dove la materialità assume un valore caratterizzante, soprattutto nelle forme del legno carbonizzato e degli altri materiali organici, conservatisi come in nessun altro sito archeologico di età romana. Sei gli incontri di questa edizione, da maggio a dicembre (i prossimi 17 giugno, 16 settembre, 21 ottobre, 18 novembre, 2 dicembre 2022), ospitati nella cornice delle Terme Maschili del Parco Archeologico e del Salone delle feste della Villa Campolieto, resi possibili anche grazie al contributo della Regione Campania, nell’ambito del Piano Strategico per la Cultura e i Beni Culturali. Progetto cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del POR Campania FESR 2014-2020 (POC Campania 2014-2020, Linea di azione 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”). Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazione: www.gliozidiercole.it – tel 3929851289 – e-mail: gliozidiercole@gmail.com. Possibilità di parcheggio presso la Scuola Rodinò (Via IV Novembre) e la Scuola Iovino Scotellaro (Traversa Via IV Novembre) fino ad esaurimento dei posti disponibili.

ercolano_parco_ozi-di-ercole_seconda-stagione_direttore sirano_foto-paerco

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, presenta la seconda edizione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale” (foto paerco)

“Proponiamo per la seconda stagione Gli ozi di Ercole dopo gli incontri partecipati al punto da registrare continui sold out della precedente”, dichiara il direttore del Parco, Francesco Sirano, “che quest’anno sarà incentrata sul tema del legno. Parlare di legno e materia assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – nel senso antico e intellettualmente produttivo del termine– è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito, da intendersi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Anche per gli antichi lo statuto di un oggetto dipendeva largamente dalla materia nella quale ara stato realizzato che per gli oggetti di lusso implicava ricerca, importazione e grande sapienza artigianale. Materia in latino significa non solo il materiale di cui una cosa è fatta, ma anche sostanza alimentare, una provvista o riserva, un argomento di studio o di un discorso, persino spirito, indole e razza o specie negli animali. Materia in latino è anche il legno non lavorato. La materia è connessa all’esperienza umana, l’accompagna in tutte le sue fasi e nei momenti di vita aggregativa, ma è anche complementare allo spirito, la forza psichica e vitale la cui consapevolezza distingue gli umani da tutti gli altri esseri senzienti. Un rapporto, materia e spirito, che è stato affrontato, sognato, cantato, pensato, esorcizzato, affermato e negato, filosofeggiato in mille differenti modi ma che ci pervade tutti e da sempre. Se la materia costituisce forma e sostanza anche degli spazi nei quali agiamo, il contesto, quale luogo migliore di un sito archeologico come Ercolano si presta a fermarsi per trascorrere insieme e condividere pensieri, studi, riflessioni, immagini? Gli Ozi di Ercole 2022 sono questo – continua Sirano -. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda e rende ciascuno di noi insieme ascoltatore, protagonista e disseminatore degli infiniti valori culturali della materia. L’antica Ercolano doveva essere nelle preoccupazioni di Amedeo Maiuri una rovina viva, l’esperimento di città museo, con la ricollocazione proprio nel luogo di ritrovamento di quasi 2000 oggetti, voleva creare le condizioni per evocare nella mente del visitatore la vita che l’eruzione del Vesuvio aveva drammaticamente interrotto. In molti luoghi del sito le ricostruzioni sembrano evocare altri attimi drammatici, come terremoti e guerre, che lasciano la traccia del loro accadimento profondamente incisa proprio nella materia che, ironia della sorte, accoglie su di sé e proietta verso il futuro contenuti immateriali che potrebbero andare dispersi in un attimo, in una scintilla di fuoco, nella rinunzia alla memoria. Forse l’archeologia è proprio questo – conclude il direttore del Parco -: strappare dall’oblio quei valori e quei disvalori che ci rendono umani attraverso uno sguardo sensibile alla materia”.

ercolano_parco_ozi-di-ercole_seconda-stagione_locandina

La locandina dell’edizione 2022 de “Gli Ozi di Ercole” al parco archeologico di Ercolano

Carillo-Gennaro

Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli ozi di Ercole”

“Il secondo ciclo degli Ozi approfondisce la ricerca avviata lo scorso anno sul rapporto fra immaginario e vita materiale, nel segno di un andirivieni, anche vertiginoso, tra antico e moderno”, interviene il direttore artistico Gennaro Carillo. “Richiamerei l’attenzione su un dato importante: gli Ozi non recepiscono lavori concepiti per altri contesti ma propongono vere e proprie produzioni inedite, frutto di sollecitazioni partite proprio dal Parco e dalla direzione artistica. Gli Ozi presuppongono dunque un lavoro creativo e di ricerca profondamente radicato a Ercolano e strettamente connesso ai tratti distintivi più caratterizzanti di questa vitalissima città morta. L’eruzione di un vulcano, una pandemia, una guerra seminano distruzione. Evocano la fine del mondo, la fine del tempo, l’apocalisse. Ma la parola apocalisse non designa solo gli ultimi giorni dell’umanità. In greco, il suo senso originario è rivelazione. C’è dunque un paradosso nella distruzione: oltre a rendere manifesta la caducità di tutte le cose, il disastro porta alla luce un retroscena che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Crolli e squarci equivalgono a un’apertura di sipario. Il sipario di un teatro anatomico: le rovine di una città esibiscono lo scheletro degli edifici, metto[1]no a nudo la materia di cui sono fatti, il sistema venoso delle tubazioni che li percorrono, le imbastiture un tempo dissimulate dietro la forma ancora integra. A distanza di secoli o millenni, conservano impressa una traccia, una memoria, della vita che è stata. Delle funzioni che hanno assolto e delle passioni che hanno acceso. Del valore, del significato assunto per qualcuno che non c’è più. Quel valore, quella singolarità che trasforma una cosa in un bene. Il legno è la materia primigenia, la materia per eccellenza – continua Carillo -. Siamo stati animali arboricoli, prima che terrestri. Prima che Prometeo donasse il fuoco ai mortali ed Ercole bruciasse la selva Nemea, per ridurre la natura «a coltura» e fare spazio al mondo civile, secondo il mito di fondazione narra[1]to sempre da Vico. È dunque dagli alberi che la storia degli uomini discende, letteralmente, con un salto intenzionale o una caduta casuale. Lo si evince dai miti di metamorfosi: trasformandosi in animale o in pianta, l’uomo torna a essere parte di una sostanza unica o grande ibrido che precede qualunque distinzione e gerarchia all’interno del vivente, qualunque incendio della selva, uccisione di mostri o dualismo ontologico. A queste stesse favole antiche si ispireranno le etiche e le estetiche del post-umano, integrando nella sostanza unica anche l’artefatto, la macchina, la protesi. Parlare di legno e materia – conclude il direttore artistico – assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – e negozi – è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito. Al di là delle differenze, scienza e mito vanno intesi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Il tema della seconda edizione, Il materiale della vita / La vita materiale, spazia dalla storia delle nostre interazioni con l’ambiente, sia esso terrestre o marino, a quella delle cose che nel corso del tempo abbiamo consumato, incorporato o anche soltanto fantasticato”.

Al parco archeologico di Ercolano parte la rivoluzione digitale: il sapere per tutti e a portata di tutti. Stipulato il contratto di servizi per le attività del MuDE (Museo Digitale di Ercolano) progettato dal Packard Humanities Institute

ercolano_museo-digitale_ppt_distribuzione-livellid-azione_foto-PHI

Schema della distribuzione dei livelli di azione del museo Digitale di Ercolano (foto PHI)

Al parco archeologico di Ercolano parte la rivoluzione digitale. È stato infatti stipulato in questi giorni il contratto di servizi che dà l’avvio alle attività del MuDE (Museo Digitale di Ercolano), la cui progettazione è stata realizzata dal Packard Humanities Institute grazie alla virtuosa collaborazione con il Parco di Ercolano a fronte di un finanziamento europeo per la digitalizzazione da parte del ministero della Cultura. Il parco archeologico di Ercolano è al lavoro per la realizzazione del Museo Digitale (MuDE): un vero e proprio ecosistema digitale del patrimonio culturale, con un marcato accento sull’integrazione tra reale e virtuale per catturare l’interesse di nuovi pubblici e rendere ancora più avvincente l’esperienza della visita anche per chi è già appassionato di storia e archeologia. Una banca dati “aperta” della conoscenza del patrimonio Ercolanese, sia a livello scientifico sia per un pubblico di non addetti ai lavori. L’intento è quello di ampliare in modo sostanziale l’offerta culturale del Parco e nel contempo rendere accessibili una pluralità di dati strutturati, planimetrie, modelli 3D, ricostruzioni virtuali, fotografie ad alta risoluzione, documentazione di archivio e contenuti scientifici. Gli utenti avranno la possibilità di accedere in maniera dinamica a tutte le informazioni disponibili su un determinato argomento, reperto o contesto archeologico collegando agilmente le informazioni di proprio interesse. La piattaforma MuDE consentirà infatti a ciascun utente di costruire il proprio itinerario tematico virtuale o reale all’interno dell’area archeologica. Tecnologia, interoperabilità dei dati e più in generale della conoscenza, valorizzazione del territorio, servizi per i cittadini, prospettive occupazionali per gli operatori del settore, sviluppo sostenibile e inclusivo sono gli obiettivi a cui mira l’intero progetto.

ercolano_programma-pluriennale_copertina_foto-paerco

La copertina della brochure sulla programmazione pluriennale “Il Mito con il Futuro Intorno” del parco archeologico di Ercolano

“Diamo avvio ad un altro progetto frutto della preziosa collaborazione con il Packard Humanities Institute”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Il mito con il futuro intorno. Questo è il claim del Parco che accoglie tutti quelli che entrano nell’area archeologica. Il MuDE è un decisivo passo in avanti in questa direzione. Vogliamo  proiettare il patrimonio di Ercolano nella rete secondo principi di fruizione non alternativi, ma convergenti. Il MuDE prevede la  digitalizzazione non solo delle collezioni di reperti provenienti da Ercolano all’interno di un comune spazio virtuale, ma anche (per quanto possibile) dei contesti nei quali sono stati ritrovati durante la storia plurisecolare delle esplorazioni dal XVIII al XXI secolo. Uno spazio entro cui conservare, gestire, promuovere ma soprattutto esplorare la conoscenza del sito archeologico con modalità innovative e personalizzate. Sono anni che Ercolano è impegnata in un approccio “open” e il MuDE rappresenta un decisivo passo in avanti , dove attraverso il lavoro scientifico di digitalizzazione (con tutta la sua filiera, dalla pianificazione, alla tutela, alla conservazione) si dà spazio all’interazione. Il MuDE sarà anche questo: rivoluzionare il ruolo della comunità che non sarà trattata come “utenza” ma come protagonista dell’esperienza di conoscenza”.

ercolano_museo-digitale_ppt_fruizione-on-site_foto-PHI

Schema della fruizione on site del museo Digitale di Ercolano per trasformare la città antica in una “Città intelligente” (foto PHI)

Il MuDE rappresenta infatti un avanzamento decisivo di un percorso rivolto alla creazione di un ecosistema digitale per la cultura che il Parco persegue da anni sia con iniziative proprie condivise con lo staff HCP (Herculaneum 3D Scan, le serie social Lapilli e Magma) sia nell’ambito di progetti di scala come Move to Cloud, finanziato dalla Regione Campania. “La digitalizzazione di tutto il patrimonio ercolanese”, dichiara Ascanio D’Andrea, data manager dell’Herculaneum Conservation Project, “rappresenta sicuramente un’enorme sfida tecnologica ma ancor più una grandissima opportunità di conoscenza che mette a frutto l’enorme lavoro di gestione dei dati portato avanti in tutti questi anni dal partenariato pubblico-privato. Oltre 6500 reperti verranno catalogati secondo le normative MIC e riversati in rete in modalità open data secondo i più elevati standard di interoperabilità, 3500 saranno digitalizzati con scansioni 3D ad altissima risoluzione, una serie di studi e ricerche sono mirati a ricostruire integralmente e virtualmente la consistenza del patrimonio archeologico emerso dagli scavi e conservato anche presso altri musei ed Istituti internazionali, una completa mappatura fotografica insieme ad un tour virtuale dell’intera città sarà reso disponibile per tutti coloro che vorranno fruire il sito archeologico anche da remoto. Grande enfasi in fase di progettazione è stata rivolta anche agli aspetti comunicativi e di fruizione: ricostruzioni virtuali 3D fotorealistiche, video, animazioni e un’app “intelligente” collegata ad una rete di sensori bluetooth nel sito archeologico sono solo alcuni dei risultati che consentiranno ai visitatori di godere, a 360 gradi, delle bellezze ercolanesi e di questo inestimabile patrimonio mondiale”.