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Ercolano. Partita la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole” dedicata a “Il materiale della vita / La vita materiale” promossa dal parco archeologico: sei appuntamenti a cadenza mensile che parlano di legno e materia. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda

ercolano_parco_ozi-di-ercole_seconda-stagione_locandina-27-5_foto-paercoCon “Sopra il mare canuto. Epica e filosofia della navigazione” con Roberto Casati, Matteo Nucci e Massimo Popolizio, venerdì 27 maggio 2022 si è ufficialmente aperta la seconda stagione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale”, kermesse fortemente voluta dal Direttore Francesco Sirano e curata da Gennaro Carillo. “Di cosa è fatta la vita? Qual è la materia della vita?”: sono queste le domande che si porranno i protagonisti della rassegna, nel contesto dell’antica Ercolano, luogo unico al mondo dove la materialità assume un valore caratterizzante, soprattutto nelle forme del legno carbonizzato e degli altri materiali organici, conservatisi come in nessun altro sito archeologico di età romana. Sei gli incontri di questa edizione, da maggio a dicembre (i prossimi 17 giugno, 16 settembre, 21 ottobre, 18 novembre, 2 dicembre 2022), ospitati nella cornice delle Terme Maschili del Parco Archeologico e del Salone delle feste della Villa Campolieto, resi possibili anche grazie al contributo della Regione Campania, nell’ambito del Piano Strategico per la Cultura e i Beni Culturali. Progetto cofinanziato dall’Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell’ambito del POR Campania FESR 2014-2020 (POC Campania 2014-2020, Linea di azione 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”). Ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Per info e prenotazione: www.gliozidiercole.it – tel 3929851289 – e-mail: gliozidiercole@gmail.com. Possibilità di parcheggio presso la Scuola Rodinò (Via IV Novembre) e la Scuola Iovino Scotellaro (Traversa Via IV Novembre) fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, presenta la seconda edizione de “Gli Ozi di Ercole. Il materiale della vita / La vita materiale” (foto paerco)

“Proponiamo per la seconda stagione Gli ozi di Ercole dopo gli incontri partecipati al punto da registrare continui sold out della precedente”, dichiara il direttore del Parco, Francesco Sirano, “che quest’anno sarà incentrata sul tema del legno. Parlare di legno e materia assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – nel senso antico e intellettualmente produttivo del termine– è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito, da intendersi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Anche per gli antichi lo statuto di un oggetto dipendeva largamente dalla materia nella quale ara stato realizzato che per gli oggetti di lusso implicava ricerca, importazione e grande sapienza artigianale. Materia in latino significa non solo il materiale di cui una cosa è fatta, ma anche sostanza alimentare, una provvista o riserva, un argomento di studio o di un discorso, persino spirito, indole e razza o specie negli animali. Materia in latino è anche il legno non lavorato. La materia è connessa all’esperienza umana, l’accompagna in tutte le sue fasi e nei momenti di vita aggregativa, ma è anche complementare allo spirito, la forza psichica e vitale la cui consapevolezza distingue gli umani da tutti gli altri esseri senzienti. Un rapporto, materia e spirito, che è stato affrontato, sognato, cantato, pensato, esorcizzato, affermato e negato, filosofeggiato in mille differenti modi ma che ci pervade tutti e da sempre. Se la materia costituisce forma e sostanza anche degli spazi nei quali agiamo, il contesto, quale luogo migliore di un sito archeologico come Ercolano si presta a fermarsi per trascorrere insieme e condividere pensieri, studi, riflessioni, immagini? Gli Ozi di Ercole 2022 sono questo – continua Sirano -. Scrittori, studiosi, filosofi, naturalisti, botanici, giornalisti accompagnati da attori fanno da guida per un piccolo viaggio di esplorazione del mondo che ci circonda e rende ciascuno di noi insieme ascoltatore, protagonista e disseminatore degli infiniti valori culturali della materia. L’antica Ercolano doveva essere nelle preoccupazioni di Amedeo Maiuri una rovina viva, l’esperimento di città museo, con la ricollocazione proprio nel luogo di ritrovamento di quasi 2000 oggetti, voleva creare le condizioni per evocare nella mente del visitatore la vita che l’eruzione del Vesuvio aveva drammaticamente interrotto. In molti luoghi del sito le ricostruzioni sembrano evocare altri attimi drammatici, come terremoti e guerre, che lasciano la traccia del loro accadimento profondamente incisa proprio nella materia che, ironia della sorte, accoglie su di sé e proietta verso il futuro contenuti immateriali che potrebbero andare dispersi in un attimo, in una scintilla di fuoco, nella rinunzia alla memoria. Forse l’archeologia è proprio questo – conclude il direttore del Parco -: strappare dall’oblio quei valori e quei disvalori che ci rendono umani attraverso uno sguardo sensibile alla materia”.

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La locandina dell’edizione 2022 de “Gli Ozi di Ercole” al parco archeologico di Ercolano

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Gennaro Carillo, curatore della rassegna “Gli ozi di Ercole”

“Il secondo ciclo degli Ozi approfondisce la ricerca avviata lo scorso anno sul rapporto fra immaginario e vita materiale, nel segno di un andirivieni, anche vertiginoso, tra antico e moderno”, interviene il direttore artistico Gennaro Carillo. “Richiamerei l’attenzione su un dato importante: gli Ozi non recepiscono lavori concepiti per altri contesti ma propongono vere e proprie produzioni inedite, frutto di sollecitazioni partite proprio dal Parco e dalla direzione artistica. Gli Ozi presuppongono dunque un lavoro creativo e di ricerca profondamente radicato a Ercolano e strettamente connesso ai tratti distintivi più caratterizzanti di questa vitalissima città morta. L’eruzione di un vulcano, una pandemia, una guerra seminano distruzione. Evocano la fine del mondo, la fine del tempo, l’apocalisse. Ma la parola apocalisse non designa solo gli ultimi giorni dell’umanità. In greco, il suo senso originario è rivelazione. C’è dunque un paradosso nella distruzione: oltre a rendere manifesta la caducità di tutte le cose, il disastro porta alla luce un retroscena che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Crolli e squarci equivalgono a un’apertura di sipario. Il sipario di un teatro anatomico: le rovine di una città esibiscono lo scheletro degli edifici, metto[1]no a nudo la materia di cui sono fatti, il sistema venoso delle tubazioni che li percorrono, le imbastiture un tempo dissimulate dietro la forma ancora integra. A distanza di secoli o millenni, conservano impressa una traccia, una memoria, della vita che è stata. Delle funzioni che hanno assolto e delle passioni che hanno acceso. Del valore, del significato assunto per qualcuno che non c’è più. Quel valore, quella singolarità che trasforma una cosa in un bene. Il legno è la materia primigenia, la materia per eccellenza – continua Carillo -. Siamo stati animali arboricoli, prima che terrestri. Prima che Prometeo donasse il fuoco ai mortali ed Ercole bruciasse la selva Nemea, per ridurre la natura «a coltura» e fare spazio al mondo civile, secondo il mito di fondazione narra[1]to sempre da Vico. È dunque dagli alberi che la storia degli uomini discende, letteralmente, con un salto intenzionale o una caduta casuale. Lo si evince dai miti di metamorfosi: trasformandosi in animale o in pianta, l’uomo torna a essere parte di una sostanza unica o grande ibrido che precede qualunque distinzione e gerarchia all’interno del vivente, qualunque incendio della selva, uccisione di mostri o dualismo ontologico. A queste stesse favole antiche si ispireranno le etiche e le estetiche del post-umano, integrando nella sostanza unica anche l’artefatto, la macchina, la protesi. Parlare di legno e materia – conclude il direttore artistico – assume un senso del tutto peculiare nella città che ha proprio in Ercole il suo eroe eponimo, ai cui ozi – e negozi – è dedicato questo ciclo, a mezzo tra scienza e mito. Al di là delle differenze, scienza e mito vanno intesi entrambi come chiavi di accesso alla realtà, come atti conoscitivi che traggono impulso dall’immaginazione, per poi, a loro volta, alimentarla. Il tema della seconda edizione, Il materiale della vita / La vita materiale, spazia dalla storia delle nostre interazioni con l’ambiente, sia esso terrestre o marino, a quella delle cose che nel corso del tempo abbiamo consumato, incorporato o anche soltanto fantasticato”.

Al parco archeologico di Ercolano parte la rivoluzione digitale: il sapere per tutti e a portata di tutti. Stipulato il contratto di servizi per le attività del MuDE (Museo Digitale di Ercolano) progettato dal Packard Humanities Institute

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Schema della distribuzione dei livelli di azione del museo Digitale di Ercolano (foto PHI)

Al parco archeologico di Ercolano parte la rivoluzione digitale. È stato infatti stipulato in questi giorni il contratto di servizi che dà l’avvio alle attività del MuDE (Museo Digitale di Ercolano), la cui progettazione è stata realizzata dal Packard Humanities Institute grazie alla virtuosa collaborazione con il Parco di Ercolano a fronte di un finanziamento europeo per la digitalizzazione da parte del ministero della Cultura. Il parco archeologico di Ercolano è al lavoro per la realizzazione del Museo Digitale (MuDE): un vero e proprio ecosistema digitale del patrimonio culturale, con un marcato accento sull’integrazione tra reale e virtuale per catturare l’interesse di nuovi pubblici e rendere ancora più avvincente l’esperienza della visita anche per chi è già appassionato di storia e archeologia. Una banca dati “aperta” della conoscenza del patrimonio Ercolanese, sia a livello scientifico sia per un pubblico di non addetti ai lavori. L’intento è quello di ampliare in modo sostanziale l’offerta culturale del Parco e nel contempo rendere accessibili una pluralità di dati strutturati, planimetrie, modelli 3D, ricostruzioni virtuali, fotografie ad alta risoluzione, documentazione di archivio e contenuti scientifici. Gli utenti avranno la possibilità di accedere in maniera dinamica a tutte le informazioni disponibili su un determinato argomento, reperto o contesto archeologico collegando agilmente le informazioni di proprio interesse. La piattaforma MuDE consentirà infatti a ciascun utente di costruire il proprio itinerario tematico virtuale o reale all’interno dell’area archeologica. Tecnologia, interoperabilità dei dati e più in generale della conoscenza, valorizzazione del territorio, servizi per i cittadini, prospettive occupazionali per gli operatori del settore, sviluppo sostenibile e inclusivo sono gli obiettivi a cui mira l’intero progetto.

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La copertina della brochure sulla programmazione pluriennale “Il Mito con il Futuro Intorno” del parco archeologico di Ercolano

“Diamo avvio ad un altro progetto frutto della preziosa collaborazione con il Packard Humanities Institute”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “Il mito con il futuro intorno. Questo è il claim del Parco che accoglie tutti quelli che entrano nell’area archeologica. Il MuDE è un decisivo passo in avanti in questa direzione. Vogliamo  proiettare il patrimonio di Ercolano nella rete secondo principi di fruizione non alternativi, ma convergenti. Il MuDE prevede la  digitalizzazione non solo delle collezioni di reperti provenienti da Ercolano all’interno di un comune spazio virtuale, ma anche (per quanto possibile) dei contesti nei quali sono stati ritrovati durante la storia plurisecolare delle esplorazioni dal XVIII al XXI secolo. Uno spazio entro cui conservare, gestire, promuovere ma soprattutto esplorare la conoscenza del sito archeologico con modalità innovative e personalizzate. Sono anni che Ercolano è impegnata in un approccio “open” e il MuDE rappresenta un decisivo passo in avanti , dove attraverso il lavoro scientifico di digitalizzazione (con tutta la sua filiera, dalla pianificazione, alla tutela, alla conservazione) si dà spazio all’interazione. Il MuDE sarà anche questo: rivoluzionare il ruolo della comunità che non sarà trattata come “utenza” ma come protagonista dell’esperienza di conoscenza”.

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Schema della fruizione on site del museo Digitale di Ercolano per trasformare la città antica in una “Città intelligente” (foto PHI)

Il MuDE rappresenta infatti un avanzamento decisivo di un percorso rivolto alla creazione di un ecosistema digitale per la cultura che il Parco persegue da anni sia con iniziative proprie condivise con lo staff HCP (Herculaneum 3D Scan, le serie social Lapilli e Magma) sia nell’ambito di progetti di scala come Move to Cloud, finanziato dalla Regione Campania. “La digitalizzazione di tutto il patrimonio ercolanese”, dichiara Ascanio D’Andrea, data manager dell’Herculaneum Conservation Project, “rappresenta sicuramente un’enorme sfida tecnologica ma ancor più una grandissima opportunità di conoscenza che mette a frutto l’enorme lavoro di gestione dei dati portato avanti in tutti questi anni dal partenariato pubblico-privato. Oltre 6500 reperti verranno catalogati secondo le normative MIC e riversati in rete in modalità open data secondo i più elevati standard di interoperabilità, 3500 saranno digitalizzati con scansioni 3D ad altissima risoluzione, una serie di studi e ricerche sono mirati a ricostruire integralmente e virtualmente la consistenza del patrimonio archeologico emerso dagli scavi e conservato anche presso altri musei ed Istituti internazionali, una completa mappatura fotografica insieme ad un tour virtuale dell’intera città sarà reso disponibile per tutti coloro che vorranno fruire il sito archeologico anche da remoto. Grande enfasi in fase di progettazione è stata rivolta anche agli aspetti comunicativi e di fruizione: ricostruzioni virtuali 3D fotorealistiche, video, animazioni e un’app “intelligente” collegata ad una rete di sensori bluetooth nel sito archeologico sono solo alcuni dei risultati che consentiranno ai visitatori di godere, a 360 gradi, delle bellezze ercolanesi e di questo inestimabile patrimonio mondiale”.

Alla Bit di Milano presentata la XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, a Paestum dal 27 al 30 ottobre. Prime anticipazioni

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Presentazione della BMTA 2022 alla Bit di Milano: da sinistra, Rosanna Romano, Felice Casucci, Alessandro Ferrara e Ugo Picarelli (foto bmta)

paestum_bmta-2022_locandinaLa Borsa Mediterranea del Turismo archeologico di Paestum, a sei mesi dall’apertura della XXIV edizione, in programma al Tabacchificio Cafasso da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022, ha deciso di presentarsi al grande pubblico degli operatori. E per farlo non poteva scegliere vetrina migliore: la Bit di Milano. La XXIV Bmta è stata infatti presentata dall’assessore del Comune di Capaccio Paestum Ettore Bellelli, in rappresentanza del sindaco Franco Alfieri, e dal fondatore e direttore della BMTA Ugo Picarelli, alla Borsa internazionale del Turismo in occasione della conferenza stampa della Regione Campania con Felice Casucci assessore alla Semplificazione amministrativa e al Turismo e Rosanna Romano direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo. Presenti in occasione Vincenzo Napoli sindaco di Salerno, Alessandro Ferrara assessore al Turismo del Comune di Salerno, Alfonso Andria consigliere di amministrazione parco archeologico di Paestum e Velia. E Ugo Picarelli ha colto l’occasione per augurare al neo direttore del parco archeologico di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo, nel giorno del suo insediamento ufficiale, un percorso professionale gratificante e straordinario, certo che le sue prestigiose competenze ed esperienze internazionali saranno un importante valore aggiunto per le prossime edizioni della BMTA.

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Ugo Picarelli, fondatore e direttore della Borsa mediterranea del turismo archeologico (foto bmta)

Ugo Picarelli ha sottolineato la grande attenzione che sta suscitando la prossima edizione, dopo il successo del novembre scorso, a seguito degli incontri avuti in Bit con gli assessori regionali al Turismo di Calabria, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e con i direttori delle agenzie regionali del Turismo di Basilicata, Friuli e Toscana, che hanno assicurato la loro partecipazione nel Salone Espositivo. Inoltre, dai colloqui con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia (intervenuto con un saluto alla conferenza stampa presso lo Stand Campania) e con il direttore Regione Europa dell’Unwto, l’Onu del turismo con sede a Madrid, Alessandra Priante, è emerso il loro impegno ad essere presenti alla BMTA 2022, mentre l’Enit grazie al presidente Giorgio Palmucci, all’amministratore delegato Roberta Garibaldi e al consigliere di amministrazione Sandro Pappalardo sta già lavorando con le proprie delegazioni estere per assicurare i 40 buyer europei che svolgeranno il Workshop con gli operatori turistici dell’offerta sabato 29 ottobre 2022.

XXIV Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum: le date (27-30 ottobre 2022) e prime anticipazioni

Il grande salone espositivo della Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto bmta)
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La locandina della Borsa mediterranea del Turismo archeologico 2022 di Paestum

Mancano ancora otto mesi, ma si può già fissare la data sull’agenda. La XXIV Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si terrà da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022 a Paestum al Tabacchificio Cafasso. La Regione Campania, la Città di Capaccio Paestum e il parco archeologico di Paestum e Velia annunciano infatti che promuovono la XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si svolgerà al Tabacchificio Cafasso, all’area archeologica e al museo nazionale, alla Basilica da giovedì 27 a domenica 30 ottobre 2022. La manifestazione, unico appuntamento al mondo del suo genere, è un format di successo testimoniato da 7mila visitatori, 150 espositori tra cui 20 Paesi esteri, 100 tra conferenze e incontri con 550 tra moderatori e relatori in 5 sale in contemporanea, 30 buyer tra europei e nazionali, 140 operatori dell’offerta, 120 giornalisti. Obiettivo dell’iniziativa è promuovere le destinazioni turistico-archeologiche, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione e incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali. La Borsa è l’unico appuntamento al mondo che consente l’incontro delle Organizzazioni Governative, delle Istituzioni e degli Enti Locali con il business professionale, gli addetti ai lavori, i viaggiatori, gli appassionati, il mondo scolastico e universitario, i media.

Un momento del workshop alla Borsa mediterranea del Turismo archeologico di Paestum (foto bmta)

La Bmta si conferma un rilevante momento di approfondimento e divulgazione di temi inerenti il turismo culturale e la fruizione, gestione e valorizzazione dei beni culturali, un grande contenitore con 12 sezioni: ArcheoExperience, i Laboratori di Archeologia Sperimentale con le tecniche utilizzate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano; ArcheoIncoming, spazio espositivo e Workshop in qualità di Buyer dei tour operator specialisti del turismo archeologico per l’incoming verso le destinazioni italiane; ArcheoIncontri per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro, orientamento post diploma e post laurea a cura delle Università; ArcheoStartup, presentazione di neo imprese per l’innovazione nel turismo culturale e nella valorizzazione dei beni culturali in collaborazione con Associazione Startup Turismo; ArcheoVirtual, Workshop e Mostra multimediale sulle applicazioni digitali e sui progetti di archeologia virtuale in collaborazione con ISPC Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale del CNR; conferenze in cui si confrontano organizzazioni governative e di categoria, istituzioni ed enti locali, associazioni culturali e professionali; incontri con i protagonisti, il grande pubblico con i più noti divulgatori culturali, archeologi, direttori di musei, accademici, giornalisti; International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il premio alla scoperta archeologica dell’anno intitolato all’archeologo di Palmira; premi “Antonella Fiammenghi”, “Paestum Mario Napoli”, “Sebastiano Tusa” alle personalità impegnate a favore dell’archeologia, del dialogo interculturale, del patrimonio sommerso e ai laureati con tesi sul turismo archeologico e sull’archeologia subacquea; salone espositivo, unico al mondo delle destinazioni turistico-archeologiche, su 4mila mq; workshop con i buyer europei selezionati dall’ENIT e i buyer nazionali di ArcheoIncoming e l’offerta del turismo culturale e archeologico.

La locandina della sesta edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”

Nel sottolineare l’importanza che il patrimonio culturale riveste come fattore di dialogo interculturale, d’integrazione sociale e di sviluppo economico, la Borsa promuove la cooperazione tra i popoli attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze: Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Francia, Algeria, Grecia, Libia, Perù, Portogallo, Cambogia, Turchia, Armenia, Venezuela, Azerbaigian, India sono stati negli anni i Paesi Ospiti e dal 2015 l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio intitolato al Direttore del sito archeologico di Palmira: la Borsa e Archeo in collaborazione con le riviste media partner internazionali Antike Welt (Germania), AiD Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia) selezionano e premiano la scoperta archeologica dell’anno. Dal 2021 il Premio Internazionale “Sebastiano Tusa” alla scoperta archeologica subacquea, alla carriera, alla mostra dalla valenza scientifica internazionale, al progetto più innovativo, al contributo giornalistico in termini di divulgazione.

Pompei. Ultimi giorni per i visitatori del parco archeologico per usufruire del servizio “Pompeii ArteBus”, che permette di raggiungere agevolmente in bus navetta i siti archeologici del parco, da Boscoreale a Oplontis, dalle ville stabiane al museo “Libero D’Orsi”

Il servizio navetta “Pompeii ArteBus” da Pompei ai siti archeologici del parco (foto parco archeologico pompei)

Ancora due giorni, fino a lunedì 17 gennaio 2022, per usufruire del servizio “Pompeii ArteBus”, il nuovo minibus per raggiungere agevolmente i vari siti del parco archeologico di Pompei: da Pompei alla villa rustica di Boscoreale, Villa Regina, alle ville nobiliari di Oplontis, Villa di Poppea e Stabia, Villa Arianna e Villa San Marco, al Museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi presso la Reggia di Quisisana. L’iniziativa ​è nata dalla collaborazione tra il parco archeologico di Pompei, la Regione Campania attraverso la Scabec e il progetto Campania>Artecard, l’EAV. Il servizio, che in questa prima fase è gratuito, è realizzato su iniziativa della direzione generale del parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di Campania>Artecard e può essere utilizzato da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii Card o di un pass Campania>Artecard. Il servizio poi riprenderà dal 1° aprile e fino al 4 luglio 2022.

Il servizio “Pompeii ArteBus” è valido anche con l’abbonamento MyPompeii Card o il pass Campania>Artecard (foto parco archeologico pompei)

Due minibus per 25 persone, partono da piazza Esedra a Pompei, con due diversi percorsi. Il primo accompagna i visitatori a Villa Regina a Boscoreale e alla Villa di Poppea nel sito di Oplontis a Torre Annunziata, con 7 corse giornaliere a partire dalle 9.30. Il secondo bus sempre con partenza alle 9.30, ha come destinazione Villa San Marco e Villa Arianna e la Reggia di Quisisana con 5 partenze scaglionate. Nel periodo estivo, a partire dal 1° aprile, le corse saranno incrementate e passeranno a 9 per il percorso verso Oplontis e a 6 corse per i siti stabiani. I bus sono facilmente riconoscibili per la loro veste grafica che richiama le iniziative Artecard.

Doppio appuntamento per il gran finale della rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”: protagonista il violinista Erzhan Kulibaev al mattino nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, e al pomeriggio al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta)

Doppio appuntamento, domenica 12 dicembre 2021, con il violinista Erzhan Kulibaev, premio Manhattan International Music Competition, per la chiusura di “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 11.15 il violinista Erzhan Kulibaev  (che sostituisce il violinista Kevin Zhu, trattenuto da sopravvenuti motivi di salute), accompagnato dall’Orchestra da Camera di Caserta diretta dal maestro Antonino Cascio, si esibirà nella Cappella Palatina della Reggia di Caserta, eseguendo musiche di Mozart e Schubert. Alle 18, invece, l’appuntamento è al museo Archeologico di Maddaloni con la sezione A-Solo della rassegna, in cui Kulibaev eseguirà al violino musiche di Nicolò Paganini. I concerti al museo Archeologico di Maddaloni prevedono l’obbligo di Green Pass e mascherina. Il costo dei biglietti è di 6 euro Intero; 3 euro ridotto (per giovani fino a 30 anni).

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Il violinista Erzhan Kulibaev (foto autunno musicale)

Il violinista Erzhan Kulibaev si è diplomato al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca e si è perfezionato alla Scuola Superiore di Musica Reina Sofia di Madrid e al Mozarteum di Salisburgo. Premiato in diversi concorsi, nel 2016 ottiene il Primo Premio con particolare distinzione alla Manhattan International Music Competition di New York e la Golden Medal alla Berliner International Music Competition. Ha tenuto concerti in diversi Paesi ed è stato ospite di importanti sale e festival tra cui Carnegie Hall di New York, Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, St. James Church Piccadilly di Londra. Ha suonato da solista con rinomate orchestre e ha inciso un cd con musiche da camera di  Józef Krogulski e Józef Nowakowski per l’Istituto Chopin di Varsavia. Attualmente è docente presso la Scuola Superiore di Musica Katarina Gurska di Madrid.

Penultimo appuntamento con la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”: al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col pianista Davide Cabassi

Penultimo appuntamento, domenica 5 dicembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 18, nel museo Archeologico di Calatia di Maddaloni, nell’ambito della sezione Pianofestival della rassegna, l’artista Davide Cabassi eseguirà al pianoforte brani di Beethoven e di Schumann. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Davide Cabassi

Il pianista Davide Cabassi (foto autunno musicale)

Cabassi è top-prize winner al Van Cliburn International Piano Competition 2005. Dopo il debutto con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Milano, all’età di 13 anni, ha intrapreso una brillante carriera esibendosi con le maggiori orchestre europee ed americane, collaborando con vari direttori di fama internazionale. Ha tenuto recital in Europa, Stati Uniti, Argentina, Cina e Giappone, ospite di importanti sale. Ha registrato per Radio Tre, Radio Popolare, Radio Svizzera Italiana, Radio France, Rai Uno, Rai Tre e Classica Sky ed è uno dei protagonisti del film In the heart of Music, realizzato in occasione del Concorso van Cliburn 2005, trasmesso negli Stati Uniti e in Europa. Ha registrato vari cd con musiche, tra gli altri, di Debussy, Schumann, Bach, Beethoven, Brahms, Cervantes, Clementi, Cherubini, Respighi, Martucci, Mozart, Rossini, per varie etichette, ottenendo anche il Premio della Critica della Rivista Classic Voice. Si è diplomato al Conservatorio di Milano e si è perfezionato alla International Piano Foundation di Cadenabbia. Insegna nei conservatori italiani dal 2003 e i suoi studenti sono vincitori di importanti concorsi nazionali ed internazionali. È spesso invitato nelle giurie di concorsi internazionali, nonché a tenere masterclass in tutto il mondo. È artist in residence del Tiroler Festspiele Erl e membro del Comitato Artistico del Concorso Internazionale Ferruccio Busoni.

Si chiama Pompeii Artebus. È il nuovo servizio di navetta per i visitatori del parco archeologico di Pompei che collega Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana

Da Pompei alle ville romane di Boscoreale, Oplontis, Stabia e al museo archeologico di Stabia Libero D’Orsi – Reggia di Quisisana: si chiama POMPEII ARTEBUS, il nuovo minibus per tutti i visitatori del parco archeologico di Pompei che dal 4 dicembre 2021 consentirà di rendere agevole il collegamento tra i vari siti archeologici del Parco. L’iniziativa è realizzata dal parco archeologico di Pompei in collaborazione con la Regione Campania attraverso la Scabec con il progetto Campania>Artecard e l’EAV. Dal 4 dicembre 2021 al 17 gennaio 2022 e dal 1° aprile 2022 al 4 luglio 2022 sei giorni a settimana due minibus partiranno da piazza Esedra a Pompei, con due diverse destinazioni per collegare il sito archeologico di Pompei con i siti e le ville romane di Boscoreale, Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. 

La navetta del nuovo servizio Pompeii Artebus in partenza da Pompei (foto parco archeologico di pompei)

Il servizio, che in questa prima fase è gratuito, è realizzato su iniziativa della Direzione generale del parco archeologico di Pompei attraverso i fondi di compensazione di Campania>artecard e potrà essere utilizzato da chiunque sia in possesso del biglietto di ingresso ai siti del circuito di Pompei, incluso l’abbonamento MyPompeii card o di un pass Campania>artecard. “Era di fondamentale importanza realizzare un adeguato collegamento tra Pompei e gli altri siti del Parco, per agevolare la fruizione degli stessi, che fanno parte di un territorio archeologico che ha bisogno di essere visitato nella sua interezza, affinché se ne possano comprendere le connessioni storiche, oltre che ammirarne la bellezza”, dichiara il direttore generale, Gabriel Zuchtriegel. “Ci auguriamo che questa iniziativa, possibile grazie alla collaborazione con la Regione Campania – Scabec, e l’EAV, porti tanti visitatori a scoprire la straordinarietà di questi luoghi e contribuisca ad una adeguata promozione di questi siti, che proprio per le difficoltà di raggiungimento, non hanno mai avuto la visibilità che meritano”.

Per la rassegna di musica da camera “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte” doppio appuntamento: alla Reggia di Caserta “Paesaggi Sonori. Musica & Mito nelle sculture a soggetto musicale del Parco della Reggia di Caserta” con l’Orchestra da Camera di Caserta; al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Caserta) col clarinettista Han Kim

Doppio appuntamento, domenica 21 novembre 2021, con “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, la rassegna organizzata dall’associazione “Anna Jervolino” e dall’Orchestra da Camera di Caserta, sotto la direzione artistica di Antonino Cascio, e realizzata con il contributo del Mic – direzione generale Spettacolo e dalla Regione Campania. Alle 11.15, alla Reggia di Caserta, Matinée musicale all’insegna del Classicismo Viennese; alle 18, al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, A-Solo con il clarinettista Han Kim. La rassegna fa parte del network culturale nazionale e regionale di Aiam e Med; e si avvale della collaborazione della direzione regionale Musei Campania e del museo Archeologico di Calatia di Maddaloni. Prevendita al museo Archeologico di Calatia (in concomitanza con i concerti).

Matinée alla Reggia di Caserta all’insegna del Classicismo Viennese e delle sue forme simbolo, il Concerto e la Sinfonia. Domenica 21 novembre, alle 11.15, la Cappella Palatina, negli Appartamenti Reali del complesso vanvitelliano, ospiterà il concerto dell’Orchestra da Camera di Caserta diretta da Antonino Cascio, accompagnata dal clarinetto di Han Kim, Premio Internationaler Musikwettbewerb del Ard 2019. Il programma si aprirà con il concerto per clarinetto e orchestra di Mozart, l’ultima composizione dell’autore, scritta due mesi prima della morte. Seguirà la Sinfonia Roxelane di Haydn, il cui titolo deriva dal secondo movimento, originariamente parte delle musiche di scena per il lavoro teatrale di Charles Simon Favart Soliman der Zweite (o Les Trois Sultanes), rappresentato nel 1777 presso la corte degli Esterhazy: la sinfonia è ispirata al personaggio di Roxelane, moglie del sultano Solimano il Magnifico. La conclusione sarà invece affidata alla Sinfonia in Fa maggiore di Vanhal,  autore boemo e all’epoca tra i più noti compositori operanti a Vienna, ricordato anche per i memorabili concerti tenuti con Mozart, Haydn e Dittersdorf. L’iniziativa è stata selezionata nell’ambito del Bando di valorizzazione partecipata della Reggia di Caserta. La partecipazione rientra nel costo ordinario del titolo di accesso alla Reggia, acquistabile su TicketOne e presso la biglietteria in piazza Carlo di Borbone.

L’orchestra da camera di Caserta diretta dal maestro Antonino Cascio (foto autunno musicale)

Fondatore e direttore dell’Orchestra da Camera di Caserta è il maestro Antonino Cascio. Con l’Orchestra, con cui svolge prevalentemente l’attività concertistica, ha collaborato con solisti noti, ha partecipato ad importanti festival e stagioni concertistiche in Italia ed all’estero ed ha proposto programmi collegati alla sua attività di ricerca. È direttore artistico dell’Autunno Musicale di Caserta e docente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli.  

Un soffitto dipinto della sede che ospita il museo Archeologico di Calatia a Maddaloni (Ce) (foto drm-campania)

Sempre domenica 21 novembre 2021, ma alle 18 al museo Archeologico di Calatia a Maddaloni, nell’ambito della rassegna “Autunno Musicale – Suoni & Luoghi d’arte”, per il ciclo A-Solo, è in programma il concerto solista del clarinettista Han Kim, che eseguirà brani di Igor Stravinsky, Bela Kovacs, Bruno Mantovani, Isang Yun e Jörg Widmann. Ingresso: Intero 6 euro; Ridotto 3 euro (per giovani fino a 30 anni).

Il clarinettista Han Kim (foto autunno musicale)

Ventiduenne di origine coreana, Han Kim ha iniziato lo studio del clarinetto all’età di dieci anni e, sin dal suo primo recital, il cui videoclip ha ottenuto 5 milioni di visualizzazioni, è unanimemente riconosciuto come un “prodigio del clarinetto”. Si è laureato all’Eton College e alla Guildhall School of Music and Drama di Londra e attualmente si perfeziona alla Musikhochschule di Lubecca. Nel 2019 vince la 68.ma edizione del concorso internazionale di Musica Ard di Monaco di Baviera, ottenendo anche il premio speciale Henle-Urtext e quello del Pubblico per la migliore esecuzione del Concerto di Elliott Carter con la Münchner Rundfunkorchester. Precedentemente si era già affermato in altre importanti competizioni internazionali. Ha tenuto concerti per importanti festival, ha suonato da solista con varie orchestre ed ha partecipato a programmi di musica da camera. Clarinetto solista dell’Orchestra Sinfonica della Radio Finlandese, è spesso invitato a ricoprire tale ruolo in altre importanti orchestre come la London Symphony Orchestra e l’Orchestre National de France.

All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza presenta il nuovo brand editoriale iMediterranei: un magazine, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. E alla XXIII Borsa di Paestum iMediterranei protagonisti alla conferenza sul Turismo subacqueo

All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologia di Licodia Eubea l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza dialoga con Alessandra Cilio, direttore artistico (foto graziano tavan)

Nasce iMediterranei, perché il Mare Nostrum è uno e molte cose allo stesso tempo: scoperte, viaggi, storia, letteratura, geografia, religione, archeologia, scienza, ricerca, clima, natura, cosmopolitismo. All’XI Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica di Licodia Eubea (Ct) il nuovo brand editoriale iMediterranei è stato presentato dal suo ideatore e promotore, l’archeologo subacqueo Salvatore Agizza, amministratore di Teichos Servizi e Tecnologie per l’Archeologia. Il progetto prevede un magazine diretto dalla giornalista Matilde Andolfo e distribuito da Guida Editori, una trasmissione televisiva in onda su Canale 21, un sito web (www.imediterranei.it) sempre aggiornato e tre canali social per la condivisione dei contenuti multimediali. “Il nostro sarà un viaggio nell’archeologia tra scoperte, mostre, eventi, lavoro, manager e comunità legate al mare. Di sotto e di sopra. Il Mediterraneo, testimone del nostro passato, può rappresentare oggi il motore per lo sviluppo dell’economia dei nostri territori”, scrive nell’editoriale all’interno del primo numero della rivista Salvatore Agizza. Esposizioni museali, forum, la tv e la Rete, con il magazine trimestrale saranno occasione per attivare interessi economici e culturali, partendo da Napoli, capitale del Mediterraneo.

“Il Mediterraneo è un crocevia antichissimo”, scrive Agizza. “Da millenni tutto vi confluisce, complicandone ed arricchendone la storia: bestie da soma, vetture, merci, navi, idee, religioni, modi di vivere. E anche le piante. Un crocevia, un mondo. Geografia umana, storia, antropologia. Con una Terra di sotto, il mare. E una Terra di sopra, le coste, le città, gli uomini. Ecco, noi vogliamo raccontare la Terra del mare e la Terra degli uomini. Nasce un brand editoriale, magazine, web, tv. Il nostro sarà un viaggio del mondo sotterraneo, tra città sommerse, reperti archeologici, antiche civiltà, affascinanti silenzi. E un viaggio al centro di un mondo esterno, fatto di comunità, lavoratori, offerte culturali, musei, competenze, futuro. Nasce iMediterranei, il racconto di mari, popoli, comunità. Nasce nella notte del mondo alle prese con la drammatica Pandemia. Nasce per esorcizzare angosce ed esaltare speranze. Nasce perché recuperare la memoria storica, proprio laggiù nel cuore del Mediterraneo sommerso, con la stratificazione di epoche, guerre, commerci, tragedie, vittorie, misteri, uomini e donne, dominatori e dominati, forse, può aiutarci a costruire un futuro diverso”.

La copertina del primo numero della rivista iMediterranei

“Parlano tutti, oggi, di un Mediterraneo di sangue con i migranti nuove vittime”, continua Agizza. “Ma il Mediterraneo, attraversato, sfruttato, raccontato, non è solo teatro di eventi negativi. È un mare che ha unito, è la grande autostrada dell’antichità, è il mare di Napoli, Istanbul, Alessandria d’Egitto, il Cairo, Gerusalemme, Tunisi, Barcellona, Atene, Venezia, Genova. Insomma, il mare che ha unito grandi città e grandi popoli. È il mare di ebrei, cristiani e mussulmani, caleidoscopio delle diversità che riesce a diventare unità originale. IMediterranei sarà tutto questo ed altro. Racconteremo il mare fra le Terre ma anche gli uomini che in quelle terre lavorano e si confrontano guardando al futuro. Daremo voce ad istituzioni, network culturali, associazioni, territori, competenze, ed innanzitutto giovani”.

È ufficiale: iMediterranei saranno media partner della I Conferenza mediterranea sul Turismo Archeologico Subacqueo in programma venerdì 26 novembre 2021 dalle 14 alle 18 a Paestum (Salerno), al Tabacchificio Cafasso, nell’ambito della XXIII BMTA, Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ideata e diretta da Ugo Picarelli e promossa insieme a Regione Campania, Città di Capaccio Paestum e al Parco Archeologico di Paestum & Velia. E in quell’occasione sarà presentato il secondo numero della rivista iMediterranei.

Il giorno dopo, nella giornata di sabato 27 novembre 2021, dalle 10 alle 12, si terrà anche la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della prima edizione del Premio Internazionale di Archeologia Subacquea “Sebastiano Tusa”, a cui sarà presente l’editore Salvatore Agizza con un estratto del documentario “Thalassa, il racconto”, nato dall’omonima esposizione sul Mediterraneo tenutasi al Mann (museo Archeologico nazionale di Napoli) tra il 2019 e il 2020. In quella stessa occasione sarà anche assegnata la targa in memoria di Claudio Mocchegiani Carpano alla migliore tesi di laurea sull’archeologia subacquea.