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Rovereto. Nella terza giornata del RAM film festival protagonista è Venezia: talk con Gian Antonio Stella e Francesco Trovò, e film in prima nazionale “Saving Venice”. Per gli Aperitivi, sold out, Parello e Coccoluto su “Scavi turismo e sostenibilità: le sfide dei parchi archeologici

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Frame del film “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling

Venezia protagonista della terza giornata del RAM film festival di Rovereto organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso dal Comune di Rovereto, dal ministero della Cultura, dalla Provincia Autonoma di Trento e dall’APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda Rovereto. La rivista ARCHEO è il media partner del festival. rovereto_rassegna-RAM-2023_talk-6-ottobre_locandinaVenerdì 6 ottobre 2023, al Teatro Zandonai, è in programma infatti una serata speciale a ingresso gratuito dedicata a VENEZIA con Gian Antonio Stella e Francesco Trovò e il film in prima nazionale “Saving Venice”. L’acqua alta a Venezia non è una novità. Ma in tutto il ventesimo secolo ci sono state solo 9 alluvioni estreme.  Mentre solo nei primi due decenni del ventunesimo secolo, sono state ben 16. Venezia sta affrontando la realtà del cambiamento climatico. Un serio avvertimento di ciò che potrebbe accadere ad altre città costiere: oltre un centinaio delle più grandi città è costruito sulle coste e ci vive il 40% della popolazione mondiale, e il 30% della popolazione italiana. Quindi Venezia fa suonare un campanello di allarme. Il nuovo sistema di barriere contro le alluvioni, il Mose, è un test che può valere per altre parti del mondo. A introdurre la serata, il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella, da sempre attento ai temi del patrimonio culturale, e Francesco Trovò, ricercatore all’università Iuav di Venezia, esperto di edilizia storica di Venezia, di Beni Culturali e cambiamenti climatici. A moderare, la giornalista Martina Dei Cas. A seguire, il film britannico in prima nazionale “Saving Venice / Salvare Venezia” di Duncan Bulling (Regno Unito 2022, 52’). Venezia ha un equilibrio particolarmente fragile. Riusciranno gli scienziati e gli ingegneri a proteggere la città con le barriere anti-inondazione prima che sia troppo tardi, e sarà sufficiente questa misura?

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Frame del film “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia

GLI ALTRI FILM. Nel pomeriggio, dalle 15 alle 18 al Teatro Zandonai, proseguono le proiezioni dei film in concorso. Da segnalare due produzioni francesi: “Montaigne and the Mysterious Tomb / Montaigne e la tomba misteriosa” di Pauline Coste (Francia 2021, 52’), che cerca di svelare il mistero di una sepoltura risalente a più di 500 anni fa, rinvenuta nei sotterranei dell’attuale Museo d’Aquitania, e il film in prima italiana “Expédition Pétra, sur la piste des Nabatéens / Spedizione Petra, sulle tracce dei Nabatei” di Nathalie Laville e Agnès Molia (Francia 2022, 52’), che si propone in una sfida audace: tracciare, grazie a una spedizione senza precedenti, la mitica via dell’incenso percorsa per tre secoli dai carovanieri nabatei, l’antico popolo arabo di mercanti, la cui storia è andata perduta. Di loro rimangono monumentali tombe scavate nella roccia, a Petra nell’attuale Giordania e nel cuore del deserto dell’Arabia Saudita, nella segreta città di Hegra.

rovereto_rassegna-RAM-2023_aperitivo-6-ottobre_locandinaINCONTRI. Nel pomeriggio, l’approfondimento al Giardino di Palazzo Fedrigotti in corso Bettini, sold out, è dedicato ai parchi archeologici e alla sfida quotidiana per coniugare la ricerca, gli scavi e la conservazione dei beni rinvenuti con la fruibilità di un pubblico anche molto numeroso. Due le testimonianze al RAM, da Agrigento e dalla Toscana, con le ospiti Maria Concetta Parello, funzionario archeologo del parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, e Marta Coccoluto, responsabile del parco archeologico di Baratti e Populonia, del museo Archeologico di Piombino (LI) e dei musei di Suvereto (LI) per Parchi Val di Cornia SpA.

Rovereto. Nella seconda giornata del RAM film festival tra la storia dei Pirati e la Task Force della Cultura. Con Tecchiati approfondimento su “Preistoria e cambiamenti climatici”

Giovedì 5 ottobre 2023, seconda giornata del RAM film festival – Rovereto, Archeologia, Memorie, inizia con la partecipazione delle scuole, con i più giovani delle primarie e secondarie di primo grado che saranno intrattenuti dal RimAttore, con giochi di parole e rime, tra un film e l’altro.

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Frame del film “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud

A partire dalle 15 e fino alle 19.30 sono 10 i film proiettati al Teatro Zandonai, che si trasforma in sala cinematografica per l’occasione. Numerosi i film di carattere prettamente archeologico, così come alcuni documentari che raccontano sfumature diverse del focus di quest’anno, ovvero gli sguardi sul clima e sulle sfide del patrimonio culturale: “Arte paleolitica: la nostra storia” di Elisabetta Flor e Luca Scoz (Italia 2022, 18’); “La terracotta preistorica” di Saverio Caracciolo (Italia 2023, 28’); “Les étrusques, une civilisation mystérieuse de la Méditerranée / Gli Etruschi, una misteriosa civiltà del Mediterraneo” di Alexis de Favitski (Francia 2022, 52’); “Ocean One K: L’archéologue des abysses / Ocean One K: l’archeologo degli abissi” di Mathieu Pradinaud (Francia 2023, 52’); “Looking into Helenistic Pergamon / Uno sguardo sulla Pergamo ellenistica” di Serdar Yilmaz (Turchia 2021, 5’).

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La Unite4Heritage è una task force composta da 60 unità pronte a intervenire su chiamata degli Stati

Tra questi un film di RAI Cultura “Custodi della memoria. La via italiana alla tutela del patrimonio” di Linda Tugnoli (Italia 2021, 49’). A partire dai Caschi Blu della Cultura, la prima Task force al mondo che vede lavorare fianco a fianco i carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale insieme a storici dell’arte e restauratori del MIC, il nostro paese ha acquisito una vasta esperienza. Oggi l’approccio italiano al restauro è riconosciuto in tutto il mondo.

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Film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin

La serata di giovedì ci porta invece in mare aperto con il film “The True Story of Pirates / La vera storia dei pirati” di Stéphane Begoin (Francia 2022, 52’) che cerca di ricostruire la storia poco conosciuta della pirateria, seguendo due diverse indagini archeologiche, provando a capire chi si nasconde dietro la leggenda. La serata prosegue con un cortometraggio dal Kazakistan dedicato alla figura mitica di Madre Umay “A Child in the House is Happiness / Un bambino fa la felicità della casa” di Marzhan Zhubanysh (Kazakistan 2022, 7’), e poi con un film italiano “The Black Italian Renaissance / Il Rinascimento italiano nero” di Cristian Di Mattia (Italia 2023, 90’) che esplora il Rinascimento del nostro paese seguendo le vite di personaggi afro-discendenti, legati tra loro dalla diffusione delle esplorazioni geografiche di quei secoli.

rovereto_rassegna-RAM-2023_aperitivo-5-ottobre_locandina“Preistoria e cambiamenti climatici”: grande successo per gli approfondimenti proposti dall’Aperitivo in Giardino. Sold out l’appuntamento con Umberto Tecchiati, archeologo preistorico, specializzato in archeologia alpina. La crisi climatica e ambientale attuale presenta aspetti particolari riconducibili in gran parte a un non più sostenibile impatto antropico, come riconosciuto dalla stragrande maggioranza degli studiosi. Con Umberto Tecchiati andremo a vedere come crisi simili caratterizzarono anche la preistoria e la protostoria, come dimostra il caso del crollo quasi improvviso del sistema insediativo padano alla fine del Bronzo Recente (XII secolo a.C.).

Umberto Tecchiati dal 2018 insegna Preistoria ed Ecologia preistorica al dipartimento di Beni culturali e ambientali dell’università di Milano. Nei 23 anni precedenti ha ricoperto funzioni di conservatore di museo e di funzionario archeologo presso la soprintendenza ai Beni culturali di Bolzano, dove è stato direttore d’ufficio sostituto. Archeologo della Preistoria, specialista di archeologia Alpina, archeozoologo, è presidente dell’associazione italiana di archeozoologia (Aiaz). Dirige le missioni di scavo nell’insediamento preistorico e protostorico delle Colombare di Villa nel comune di Negrar di Valpolicella (Vr) e nella riserva delle grotte preistoriche di Aisone, provincia di Cuneo, nella Valle Stura di Demonte. La sua produzione scientifica è incentrata sullo studio dei fondamenti ideologici, spirituali, economici e ambientali delle società preistoriche e protostoriche dell’Italia settentrionale, con particolare riferimento all’area prealpina e alpina.

 

Rovereto. Presentata la 34.ma edizione del RAM film festival: 62 film in concorso, 31 première, 29 documentari ed eventi sul focus “Sguardi sul clima”. Gli interventi esclusivi della direttrice Cattoi e della coordinatrice Beretta

rovereto_rassegna-RAM-2023_locandinaIl conto alla rovescia è cominciato. Mancano poco più di due settimane all’apertura della 34.ma edizione del RAM film festival di Rovereto, in programma dal 4 all’8 ottobre 2023. Con un nuovo focus di grande attualità “Sguardi sul clima”: nelle cinque giornate il festival darà spazio dedicherà spazio con alcuni dei film in concorso e importanti momenti di approfondimento proprio al tema sempre più urgente dell’emergenza climatica. I siti archeologici a rischio, le aree costiere che non potranno rimanere indenni all’innalzamento dei mari, monumenti e città, come la stessa Venezia, sul cui futuro va posta la giusta e urgente attenzione. Prima che sia troppo tardi. Si parlerà di tutto questo a Rovereto con incontri dedicati, momenti di approfondimento, presentazioni di libri, ma soprattutto attraverso i film. E i numeri sono significativi: 62 documentari in concorso suddivisi in quattro sezioni, Cinema Archeologico, l’Italia si racconta, Sguardi dal mondo e Cultura Animata, con giurie suddivise per ogni sezione; 23 nazioni, 31 première, 29 documentari e/o eventi sul Focus “Sguardi sul clima”, 4 Aperitivi al Giardino nascosto, 1 Colazione climatica, 2 Eventi speciali a teatro, 3 Mattine per le scuole. In più quest’anno verrà attribuito il Premio Paolo Orsi, dedicato al famoso archeologo di origini roveretane in onore del quale nel 1990 nacque il Festival. Il premio sarà attribuito da una giuria internazionale al miglior film di ambito archeologico, e sono proprio i film di questa sezione a rappresentare il corpo più numeroso del RAM Film Festival 2023, complessivamente ventitré titoli, molte le produzioni francesi, Paese che come ogni anno si impone per qualità e varietà dei temi documentati. Il RAM film festival è organizzato dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, promosso da Comune di Rovereto, ministero della Cultura, Provincia Autonoma di Trento, APT Rovereto Vallagarina Monte Baldo, con il sostegno della Fondazione Caritro e della Cassa Rurale Alto Garda – Rovereto
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Presentazione del RAM film festival 2023: da sinistra, la coordinatrice Claudia Beretta, la direttrice Alessandra Cattoi; poi tre membri del comitato scientifico: l’antropologo Duccio canestrini, l’archeologa Barbara Maurina, e la giornalista scrittrice Isabella Bossi Fedrigotti; chiude il presidente Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

L’edizione 2023 del RAM film festival è stato presentato ufficialmente al museo della Città di Rovereto presenti il presidente della Fondazione Museo Civico di Rovereto, Giovanni Laezza; la direttrice, Alessandra Cattoi; l’assessore alla Cultura del Comune di Rovereto, Mikol Cossali; Isabella Bossi Fedrigotti, giornalista e scrittrice, presidente del comitato scientifico del RAM film festival, e presidente della giuria per il premio “L’Italia si racconta”; e Claudia Beretta, responsabile del coordinamento festival e ufficio stampa. “Il Museo Civico di Rovereto”, ha ricordato Cossali, “ha saputo, nel tempo, farsi interprete della contemporaneità e della tra­sformazione del ruolo del museo stesso, non un luo­go dove si conserva solo la memoria del passato e dove si racconta il presente attraverso l’oggetto o l’immagine, ma un centro di diffusione del sapere, luogo di ricerca e di conoscenza, capace di guar­dare alle sfide del futuro. E anche in questa occasione, con l’edizione 2023 del RAM film festival, si fa portavoce di una delle tematiche più importanti per la nostra generazione, affrontando temi di grande attualità attraverso la contaminazione tra le diverse scienze, dall’archeo­logia alla climatologia, con il linguaggio immediato del cinema e il racconto di esperti che sanno coin­volgere il pubblico e portare alla riflessione. La lotta al cambiamento climatico è una sfida che dobbia­mo vincere tutti insieme”. E il presidente Laezza: “Il RAM film festival, Rovereto archeologia memo­rie, arriva alla sua trentaquattresima edizione, un traguardo ragguardevole. È una manifestazione ormai storica per il nostro territorio, che raccoglie le più importanti produzioni cinematografiche per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale mondiale. Ma negli anni il festival è diventato molto di più. Ha saputo rinnovarsi e reinventarsi, affrontando tema­tiche attuali. E si è rinnovato proponendo anche un festival diffuso, valorizzando le realtà territoriali, promuovendo al suo interno spettacoli, incontri con gli esperti in lo­cation informali, visite guidate alle ricchezze storico artistiche, anche poco conosciute, della nostra terra, coinvolgendo in modo massiccio il pubblico scola­stico, le realtà commerciali ed economiche”.

È la direttrice Alessandra Cattoi a introdurre al festival. “Dal 4 all’8 ottobre la 34.ma edizione del RAM film festival a Rovereto: cinque giornate dove avremo moltissimi film, 62 film in concorso, e una serie di eventi collegati alle tematiche di quest’anno. Quest’anno abbiamo voluto concentrare il tema sul titolo Sguardi sul clima. Perché? Perché il clima non è soltanto una questione generale, ma una questione che riguarda molto da vicino l’archeologia e molto da vicino la tutela del nostro patrimonio. Lo vedremo questa necessità di tutela sia attraverso i documentari in concorso sia attraverso incontri con molti esperti e anche con attività di formazione rivolte agli insegnanti, ai giornalisti, a gruppi insomma che sono sensibili a queste tematiche”.

La coordinatrice del festival Claudia Beretta entra nel merito dei film: “Anche quest’anno RAM film festival si presenta con uno sguardo speciale che è lo sguardo del cinema. E quest’anno è uno sguardo sul clima. Quindi i nostri film avranno un focus in particolare che si occupa di valutare tutte le sfide che il patrimonio culturale deve affrontare. Sfide che riguardano non solo il cambiamento climatico, ma anche le zone di guerra o anche semplicemente l’erosione delle rocce… quindi abbiamo tutta una serie di film molto belli. Abbiamo 62 film provenienti da 23 Paesi che è quasi un record per il nostro festival; 31 première; 29 film o eventi che riguardano il focus Sguardi sul clima. Fortissima quest’anno, e siamo contenti perché recuperiamo un po’ della nostra tradizione, la sezione dedicata al cinema archeologico che poi è anche quella che vedrà la premiazione attribuita in memoria di Paolo Orsi. Ma anche le altre tre sezioni sono veramente interessanti. E sono Sguardi dal mondo, tutto ciò che non è strettamente archeologico e che riguarda le tradizioni in giro per il mondo. E poi L’Italia si racconta. E, infine, una bellissima, piccola, una chicca, la sezione Cultura animata, con animazioni che fanno veramente riflettere anche questo e molto spesso in tema. Quindi con pochi minuti riescono a farci riflettere molto su quello che sarà il futuro del nostro passato”.

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Tanto pubblico in platea al teatro Zandonai di Rovereto per le proiezioni del RAM film festival (foto fmcr)

E allora vediamo un po’ meglio i film in concorso e i contenuti proposti. Tanti i popoli e le culture antiche esplorate dai documentari in concorso, espressione sia di grandi produzioni che di autori indipendenti. Tutti però sono accomunati dallo scopo di approfondire aspetti del patrimonio mondiale, di farne scoprire piccole e grandi storie in una narrazione che permetterà al pubblico di godere di straordinarie immagini nell’atmosfera unica del Teatro Zandonai che in occasione del RAM diventa eccezionalmente sala di proiezioni, nella dimensione collettiva del cinema e con la possibilità del dibattito e del confronto. In programma le più recenti produzioni che spaziano dai Tesori dei faraoni, alla Preistoria, agli Etruschi, dall’archeologia subacquea a Petra, alla Grecia e ai banchetti nella Roma antica, alla musica nell’antichità, alle nuove tecnologie e alla robotica applicate alla ricerca, a Venezia, ai nativi americani, al ruolo delle donne nel passato remoto, alla speciale task force italiana dedicata alla tutela del patrimonio. Ma anche documentari su epoche più recenti o grandi personaggi, come quello dedicato alla vera storia dei pirati, o alla straordinaria figura dell’archeologo Champollion e al meno noto sia pur geniale fratello. Importante l’apporto delle altre sezioni, “Sguardi dal Mondo” e “L’Italia si racconta”, dedicate a film che narrano di un patrimonio fatto di antiche tradizioni e stili di vita, che creano l’identità dei popoli. Particolarissima anche la sezione dedicata alle animazioni, che sorprendono per la capacità di stimolare la riflessione con corti di grande impatto.

Non solo film. Ma anche eventi. Ce ne parla la direttrice Alessandra Cattoi. “Due serate speciali sono dedicate proprio al focus di quest’anno. Una in particolare a Venezia attraverso uno straordinario documentario inglese dal titolo Saving Venice accompagnato da un racconto delle problematiche attuali di Venezia con due protagonisti: Gian Antonio Stella, il giornalista che tutti conosciamo, e il professor Francesco Trovò dell’università di Venezia che da molti anni approfondisce queste tematiche con molti dati che ci aiuteranno a comprendere davvero qual è il pericolo che corre questa straordinaria città. Il secondo evento lo avremo domenica sera, che è l’ultima sera del festival, in cui ci saranno anche le premiazioni dei film in concorso, avremo come compagno di questa serata Neri Marcorè che ci racconterà anche lui una straordinaria esperienza di tutela del patrimonio nel suo territorio, quello delle Marche, dopo la catastrofe del terremoto del 2016. A questi si aggiungono una serie di altri momenti di approfondimento che vi invito a vedere sul nostro sito www.ramfilmfestival.it”.

Momento peculiare e caratterizzante del RAM film festival sono gli Aperitivi, incontri informali tanto graditi al pubblico del festival dove si possono incontrare archeologi, scrittori, giornalisti, e porre domande, esprimere curiosità e discutere con gli specialisti del settore. Ce ne parla Claudia Beretta. “Un’altra iniziativa che è ormai una tradizione ormai consolidata nel nostro festival è quello di scendere in città e cercare di creare dei momenti di aggregazione e di incontro tra gli addetti ai lavori e il pubblico: i nostri Aperitivi. E quest’anno l’Aperitivo non sarà nei soliti bar, nei luoghi dedicati, ma andiamo a scoprire un luogo che è veramente magico che è il giardino Fedrigotti. I nostri Aperitivi si svolgeranno lì e sarà anche un modo per conoscere un luogo bellissimo della nostra città che di solito è chiuso. Infatti li chiamiamo quest’anno gli Aperitivi nel giardino nascosto. E qui avremo modo di incontrare veramente diverse personalità del mondo dell’Archeologia ma non solo e parlare dei temi di interesse. Non soltanto quindi dei cambiamenti climatici ma anche proprio della tutela del patrimonio. Basta guardare sul nostro sito www.ramfestival.it per scoprire tutti gli appuntamenti”.

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L’archeologo Umberto Tecchiati sarà uno dei protagonisti dell’Aperitivo al Ram film festival 2023

Anche gli Aperitivi con gli esperti saranno dunque dedicati alle sfide che il patrimonio culturale e chi lo tutela devono affrontare guardando al futuro che cambia, ma anche sul lavoro degli archeologi. Gli incontri saranno ospitati al Giardino Fedrigotti, in Corso Bettini, un luogo speciale che si apre alla città per l’occasione. L’archeologo Umberto Tecchiati, docente dell’università di Milano, parlerà dei cambiamenti climatici nella preistoria, giovedì 5 ottobre 2023; lo scrittore e giornalista Giuseppe Caporale tratterà i temi del suo ultimo libro “Ecoshock. Come cambiare il destino dell’Italia al centro della crisi climatica”, sabato 7 ottobre 2023; le archeologhe Maria Concetta Parello, del parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e Marta Coccoluto, del parco archeologico di Baratti e Populonia, racconteranno delle ultime scoperte e della vita dei parchi archeologici, venerdì 6 ottobre 2023; Barbara Caranza, restauratrice e presidente della onlus CHIEFS (Cultural Heritage International Emergency) parlerà con il pubblico della tutela dei beni culturali in aree di crisi, mercoledì 4 ottobre 2023. Questo e molto altro ancora, tra aperitivi al Giardino, colazioni al Bar Diverso, (s)conferenze climatiche con Sara Segantin, scrittrice e divulgatrice scientifica. Non mancherà la possibilità di fare nuove “scoperte” a Rovereto, con l’apertura di spazi originali con patrimoni inediti, come il book corner in collaborazione con Aboca Edizioni e le rievocazioni storiche al Giardino di Palazzo Fedrigotti, o la visita guidata con il geologo per conoscere i monumenti funebri del cimitero cittadino.

Fiavè (Tn). Al museo delle Palafitte quarta tappa di CinemAMoRe con il focus “Donne tra preistoria e arrampicata”: tre film, un talk e degustazione di prodotti tipici

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Al museo delle Palafitte di Fiavè (Tn) esposti gli straordinari oggetti, rinvenuti dagli archeologi nel corso delle ricerche (foto soprintendenza trento)

CinemAmoRe fa tappa il 25 agosto 2023 al museo delle Palafitte di Fiavè (Tn). E saranno il ruolo delle donne nel passato remoto, l’arrampicata sportiva declinata al femminile, e la capacità di decidere del proprio destino i temi che accompagneranno gli spettatori a partire dalle 20.30. La serata è in collaborazione con il museo delle Palafitte Fiavé – Ufficio beni archeologici UMSt Soprintendenza per i beni e le attività culturali.

CinemAMoRe porta il meglio dei tre film festival del Trentino in tutto il territorio. In programma i documentari più belli raccolti negli archivi del RAM film festival (Rovereto Archeologia Memorie), del Trento Film Festival e del Religion Today Film Festival, presentati in affascinanti location trentine. L’iniziativa è promossa dall’assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento, a cura dello staff delle tre rassegne cinematografiche trentine. Dieci location diverse, tra queste appunto Fiavè, talvolta sorprendenti e tutte da scoprire, da nord a sud del Trentino: oltre al cinema la manifestazione celebra infatti la bellezza del nostro territorio e le sue molteplici sfaccettature culturali.

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La scrittrice Giusi Marchetta ospite a Fiavè di CinemAMoRe (foto fmcr)

Venerdì 25 agosto 2023, con il focus “Donne tra preistoria e arrampicata” è dunque il museo delle Palafitte di Fiavè (Tn) a ospitare la quarta tappa di CinemAMoRe. La serata prevede proiezioni, ma anche un talk e una degustazione di prodotti tipici. Ingresso libero. Prima delle proiezioni Sara Zanatta dialogherà con gli ospiti: Giusi Marchetta, scrittrice e autrice di “Principesse. Eroine del passato, femministe di oggi” (add editore), e Maurizio Battisti, archeologo preistorico della Fondazione Museo Civico di Rovereto. A seguire degustazioni di prodotti locali a cura del Gruppo Giovani Fiavé. Seguono le proiezioni: il primo film dall’archivio del RAM film festival; il secondo dal Trento film festival; il terzo dal Religion Today film festival.

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Frame del film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau

Apre il film “Lady Sapiens” di Thomas Cirotteau (Francia 2021, 52’). Chi erano le donne preistoriche, che ruoli avevano e come si svolgeva la loro vita quotidiana? Una nuova generazione di ricercatori sta rivoluzionando i luoghi comuni.

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Frame del film “Journey to Jagdula” di Jordan Carroll

Segue il film “Journey to Jagdula” di Jordan Carroll (Regno Unito-Nepal-India 2021, 14’). Il successo di un gruppo di donne che, negli anni ’60, fu il primo a scalare e mappare una remota regione montuosa del Nepal.

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Frame del film “In heaven” di Manuel Gomar

Chiude il film “In heaven” di Manuel Gomar (Spagna 2022, 13’). Per anni Julia non è stata felice. Per questo ha preso un’importante decisione per cambiare la sua vita.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Ecco tutti i film premiati al Festival del Cinema Archeologico 2023 nelle tre tappe di Licata, Agrigento e Sambuca

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Serata finale del Festival del cinema archeologico di Agrigento al museo Archeologico di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia (foto parco valle dei templi)

Con il film “Il respiro del tempo. Il Gigante di Palermo” di Lorenzo Mercurio proiettato al museo Archeologico di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia si è chiusa la prima edizione di festival diffuso del Festival del Cinema archeologico di Agrigento 2023 che, come ricordano gli organizzatori – il parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi e il RAM film festival di Rovereto – “è stato un viaggio intenso che ci ha portato a riscoprire luoghi della cultura a noi vicini, grazie alle tre splendide location di Licata, Agrigento e Sambuca, ma anche paesi, siti archeologici, città e culture lontane grazie a tutte quelle pellicole che, giorno dopo giorno, ci hanno raccontato in maniera straordinaria il patrimonio culturale, materiale e immateriale mondiale”. Ecco i film premiati.

licata-agrigento-sambuca_festival-cinema-archeologico_locandinaIl Premio Città di Licata è stato assegnato da una giuria di esperti, composta da Maurizio Battisti, Salvo D’Addeo e Rosario Merro, al film “Il Giovane Principe delle Arene Candide” di Alessandro Beltrame e Andrea Walts (Italia, 2021); mentre il voto del pubblico in sala è andato al film “Terra X. Mächtige Männer Ohnmächtige Frauen? / Terra X. Uomini potenti donne impotenti? L’enigma delle ossa. Rivoluzione di genere” di Birgit Tanner e Carsten Gutschmidt (Germania, 2020).

Il Premio Parco Archeologico della Valle dei Templi è stato assegnato da una giuria tecnica che ha visionato i film dell’intera manifestazione ed è composta da Chiara Atalanta Ridolfi, Giuseppe Lepore e Antonio Barone, al film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra, 2021). Il pubblico di Agrigento ha decretato vincitore il film “The Radkan Tower / La Torre Radkan” di Ehsan Mollazadeh e Hojjat Heidari (Iran, 2019). Nella stessa serata è stato assegnato da Claudia Beretta e Alessandra Cattoi anche lo speciale premio RAM film festival al film “Fall of the Maya Kings / La caduta dei re Maya” di Leif Kaldor (Canada, 2022).

Infine il Premio Città di Sambuca è stato conferito da Antonella di Giovanna, Clarissa Ferina e Ludovica Pendola al film “Medina Azahara: the Lost Pearl of Al-Andalus | Medina Azahara: la perla perduta di Al-Andalus” di Stéphane Bégoin e Thomas Marlier (Francia, 2021). Il gusto del pubblico ha incontrato quello della giuria premiando lo stesso film.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Terza tappa al museo Archeologico di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia

sambuca_archeofilm_2023_locandinaTerza tappa del Festival del Cinema Archeologico di Agrigento 2023 promosso dal parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi con RAM film festival di Rovereto, terza punta di diamante tra i luoghi della cultura affidati al Parco (vedi Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Seconda tappa al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento | archeologiavocidalpassato). Dopo Licata e la Valle dei Templi, il festival diffuso raggiunge l’estremo ovest della provincia di Agrigento: il museo Archeologico di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia. Sullo sfondo di uno dei borghi più belli d’Italia, il 21 e 22 luglio 2023 verranno proiettati, in collaborazione con il RAM film festival, cinque film: si partirà dai segreti delle donne romane per poi spostarsi nelle antiche città di Palmira e Medina Azahara e tornare, infine, in Sicilia, sul Monte Cuccio, meglio noto come “Il Gigante di Palermo”.

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Frame del film “Les visages oubliés de Palmyre. I volti dimenticati di Palmira” di Meyar Al-Roumi

PROGRAMMA DEL 21 LUGLIO 2023. Al museo Archeologico di Palazzo Panitteri, alle 21: apre il film “Les visages oubliés de Palmyre / I volti dimenticati di Palmira” di Meyar AL-Roumi (Francia 2020, 83’). Gli archeologi vanno alla ricerca dei ritratti funerari di Palmira sparsi per il mondo, con l’obiettivo di raccontare la storia di questa antica città attraverso i volti dei suoi abitanti. Segue il film “A misura di bambino. Crescere nell’antica Roma” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 5’). La vita dei bambini nell’Antica Roma, raccontata dalle opere d’arte, dalle immagini e dai suoni ad essa ispirati. Chiude la serata il film “Portraits and Secrets of Roman Women / Volti e segreti delle donne romane” di Gianmarco D’Agostino (Italia 2021, 4’). Attraverso la riproposizione di acconciature e abiti, le donne romane sono protagoniste di storie emozionanti, che ci ispirano ancora oggi.

film_Medina Azahara the Lost Pearl of Al-Andalus_Medina Azahara la perla perduta di Al-Andalus

Locandina del film “Medina Azahara, the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara, la perla perduta di Al-Andalus”

PROGRAMMA DEL 22 LUGLIO 2023. Al museo Archeologico di Palazzo Panitteri, alle 21: apre il film “Medina Azahara: the Lost Pearl of Al-Andalus / Medina Azahara: la perla perduta di Al-Andalus” di Stéphane Bégoin e Thomas Marlier (Francia 2021, 52’). Soprannominata la “Versailles di Al-Andalus”, Medina Azahara è considerata uno dei più importanti siti archeologici islamici del mondo. Negli ultimi cinque anni, su questo sito, patrimonio dell’umanità, è stata condotta una campagna di scavi guidata da un team di archeologi europei. Segue il film “Il respiro del tempo. Il Gigante di Palermo” di Lorenzo Mercurio (Italia 2021, 34’). Palermo ha il suo gigante di pietra, il Monte Cuccio, di cui i palermitani si accorgono per lo più quando la sua vegetazione è illuminata dalla luce sinistra di un incendio doloso. Chiude la serata e il festival l’annuncio del vincitore del premio Città di Sambuca di Sicilia assegnato dalla giuria Antonella Di Giovanna, Clarissa Ferina, Ludovica Pendola.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Seconda tappa al museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento

agrigento_festival-cinema-archeologico_locandinaSeconda tappa del Festival del Cinema Archeologico di Agrigento 2023 promosso dal parco archeologico e naturalistico della Valle dei Templi con RAM film festival di Rovereto (vedi Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Prima tappa al museo Archeologico regionale della Badia di Licata | archeologiavocidalpassato). Dopo Licata il viaggio del festival diffuso tra i luoghi della cultura siciliana porta gli appassionati al centro della Valle dei Templi, là dove è custodito un immenso patrimonio che illustra la storia della ricerca di buona parte della Sicilia centro meridionale. Stiamo parlando del museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento. Appuntamento il 18, 19 e 20 luglio 2023. I film proiettati saranno cinque e tratteranno le tematiche archeologiche più disparate: dalla Radkan Tower iraniana agli antichi Maya, dalla città millenaria di Isatis, agli scavi archeologici condotti sul vulcano Stromboli, fino alla lotta di un piccolo gruppo di archeologi per preservare il patrimonio del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Ma non ci saranno solo film. Mercoledì 19 luglio 2023, alle 20: “Un viaggio nel tempo: La casa III M racconta”. Giuseppe Lepore, archeologo e docente dell’università di Bologna, terrà un talk sugli scavi, da lui diretti, della Casa III M, un’abitazione dalle caratteristiche uniche scoperta nel 2017 nel Quartiere ellenistico-romano del Parco. Giovedì 20 luglio, alle 20: Talk e degustazione. Serata Archeo Food “La storia nel piatto”. L’archeologo Paolo Braconi e il gastronomo Marino Marini, ideatori del progetto Archeo Food, proporranno una serata speciale, in cui le antiche ricette prenderanno vita con i sapori e le tradizioni culinarie di civiltà secolari.

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Frame del film “Isatis” di Alireza Dehghan

PROGRAMMA 18 LUGLIO 2023. Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, alle 21. Apre il film “Isatis” di Alireza Dehghan (Iran 2021, 75’). Acqua, vento, terra e fuoco raccontano la storia di questa città millenaria: Isatis fu la prima città al mondo ad essere costruita in mattoni, nel cuore del deserto. Il documentario è una narrazione di antichi riti e aneddoti storici; una dimostrazione di convivenza pacifica tra religioni; la rivelazione del patrimonio materiale e immateriale di un’antica cultura. Segue il film “Stromboli: a Provocative Island / Stromboli: la sfida di un’isola” di Pascal Guérin (Francia 2020, 11’). Un cortometraggio sugli scavi archeologici diretti da Sara Levi e David Yoon, in stretta interazione con il vulcanologo italiano Mauro Rosi, su un vulcano iconico e molto attivo situato nel mezzo del Mar Mediterraneo: Stromboli. Il film documenta la ricerca fatta su una piccola chiesa crollata con diverse sepolture che mostra un’occupazione tardo medievale nel XIV secolo.

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Locandina del film “Il giuramento di Ciriaco / The oath of Cyriac” di Olivier Bourgeois

PROGRAMMA 19 LUGLIO 2023. Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, alle 20. Si inizia col talk “Un viaggio nel tempo: la Casa III M racconta”, con Giuseppe Lepore, archeologo, docente dell’università di Bologna e direttore degli scavi della Casa III M, un’abitazione dalle caratteristiche uniche scoperta nel 2017 nel Quartiere ellenistico-romano del Parco archeologico di Agrigento. Alle 21, le proiezioni iniziano col film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra 2021, 72’). Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata? Chiude la serata il film “The Radkan Tower / La Torre Radkan” di Ehsan Mollazadeh e Hojjat Heidari (Iran 2019, 30’). La Radkan Tower in Iran, torre conica in mattoni di 25 metri, ha attratto i visitatori per secoli. Si tratta di uno strumento astronomico molto avanzato, costruito quasi 800 anni fa sotto la supervisione di Khawaja Nasir al-Din al-Tusi, che ha la capacità di determinare il momento esatto del cambio di ogni stagione, portando la lieta novella dell’arrivo della primavera.

agrigento_festival-cinema-archeologico_serata-archeo-food_locandinaPROGRAMMA 20 LUGLIO 2023. Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” di Agrigento, alle 20. Si inizia col talk e degustazione: serata Archeo Food “La storia nel piatto”. Un viaggio gustoso nel passato nato dall’incontro di due studiosi, un archeologo e un gastronomo, ideatori del progetto Archeo Food. Il Festival Cinema Archeologico propone una serata speciale, in cui le antiche ricette prendono vita con i sapori e le tradizioni culinarie di civiltà secolari. Un’esperienza unica, dove cibo, cultura e storia si fondono rievocando epoche lontane. Paolo Braconi ha insegnato Antichità romane e Storia dell’Agricoltura e dell’Alimentazione all’università di Perugia. Ha diretto numerosi scavi e progetti di valorizzazione del patrimonio culturale, in Italia e all’estero. Marino Marini, laureato in Scienze umane e sociali, è docente di Storia e Cultura dell’Alimentazione e gastronomo. Si occupa dei progetti di Educazione e dei Presidi di Slow Food. Partecipazione gratuita, posti limitati. Prenotazione del posto online al link PRENOTAZIONE ARCHEO FOOD Per informazioni scrivere a segreteria@ramfilmfestival.it. Alle 22 proiezione del film “Fall of the Maya Kings / La caduta dei re Maya” di Leif Kaldor (Canada 2022, 52’). Come gli antichi Maya abbiano costruito una società incredibile per poi scomparire rimane uno dei grandi misteri della storia. Una nuova straordinaria scoperta – il vaso KomKom – è un resoconto scritto dai Maya stessi e dettagliato, unico nel suo genere, degli eventi al momento del collasso di una civiltà ormai sopraffatta da lotte per il potere, sacrifici umani e cambiamento climatico. Alle 23, premiazioni: assegnazione del premio Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle Dei Templi dalla giuria composta da Antonio Barone, Giuseppe Lepore, Chiara Atalanta Ridolfi; e annuncio del vincitore del premio RAM film festival.

Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi con RAM film festival. Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Prima tappa al museo Archeologico regionale della Badia di Licata

Il Festival del Cinema Archeologico 2023 si fa in tre e diventa Festival diffuso: Licata, Agrigento, Sambuca. Un viaggio da Est a Ovest, seguendo un percorso che va a toccare tre dei più importanti luoghi della cultura siciliana, affidati al parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi. Quattordici film per sette serate, tre location differenti, due appuntamenti speciali con talk e una degustazione. Il Festival del Cinema Archeologico 2023, organizzato dal parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, in collaborazione con il RAM film festival Rovereto Archeologia Memorie, aspetta dunque gli appassionati a Licata (13-14 luglio 2023), Agrigento (18-19-20 luglio 2023) e Sambuca di Sicilia (21-22 luglio 2023). Coordinamento scientifico Valentina Caminneci e Maria Concetta Parello; Giuseppe Avenia, responsabile museo Archeologico di Agrigento; Rosario Maniscalco, responsabile UO 02. Documentari, programma e coordinamento a cura di RAM film festival – Fondazione Museo Civico di Rovereto.

licata-agrigento-sambuca_festival-cinema-archeologico_locandina“Il Festival del Cinema Archeologico, nato quasi con il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento”, spiegano alla direzione del Parco, “rappresenta una delle attività di divulgazione più radicate e identitarie dell’ente. Per questo, dopo molte edizioni di successo, è parsa doverosa una riflessione sulle possibilità di coinvolgimento delle nuove realtà archeologiche affidate alla gestione del Parco nei progetti di politica culturale volti alla disseminazione delle conoscenze e al protagonismo delle comunità locali. Da qui la volontà di sperimentare, per l’edizione 2023, una nuova formula, quella del Festival diffuso, mettendo in rete tre Musei, punte di diamante tra i luoghi della cultura affidati al Parco: il museo Pietro Griffo, al centro della Valle dei Templi, custode di un immenso patrimonio che illustra la storia della ricerca di una buona parte della Sicilia centro meridionale, e i due musei liminari della provincia di Agrigento, il museo della Badia di Licata, a Est, contenitore antico di reperti millenari e il museo di Palazzo Panitteri di Sambuca di Sicilia, scrigno di straordinari tesori recuperati negli anni dalle ricerche nell’imponente sito di Monte Adranone. Il Festival dunque, quest’anno – concludono – viaggerà da Est a Ovest, incontrando e dialogando con le comunità e le amministrazioni locali, che si ringraziano, e con le quali il Parco si augura di avviare un nuovo percorso del Festival che le renda protagonisti e partecipi della nostra idea di condivisione del patrimonio”.

licata_festival-cinema-archeologico_locandinaPrima tappa il 13 e 14 luglio 2023, al museo Archeologico regionale della Badia di Licata. Proprio in questo antico contenitore di reperti millenari verranno proiettati quattro film a tema preistorico, che passano dalla vita della donna nel Paleolitico a quella dell’uomo nel Neolitico, spaziando tra stereotipi di genere e antiche sepolture.

film_Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire_di-Thomas Cirotteau

Frame del film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau

13 LUGLIO 2023, inizio proiezioni alle 21: apre il film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau (Francia, 2021, 52’). Chi erano le donne preistoriche e che aspetto avevano? Come si svolgeva la loro vita quotidiana? Qual era la divisione del lavoro tra uomini e donne? Arte rupestre e caccia per gli uomini, raccolta e lavori domestici per le donne? Segue il film “Il Giovane Principe delle Arene Candide” di Alessandro Beltrame e Andrea Walts (Italia, 2021, 14’). Il primo maggio 1942 gli archeologi Luigi Cardini e Virginia Chiappella, nella Caverna delle Arene Candide a Finale Ligure, vengono chiamati da operai-militari perché dal terreno sta riemergendo un’antica sepoltura. Un salto nel tempo ci riporta a 28mila anni fa.

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Frame del ilm “Terra X. Mächtige Männer Ohnmächtige Frauen? / Terra X. Uomini potenti donne impotenti?” di Birgit Tanner e Carsten Gutschmidt

14 LUGLIO 2023, inizio proiezioni alle 21: apre il film “Terra X. Mächtige Männer Ohnmächtige Frauen? / Terra X. Uomini potenti donne impotenti?” di Birgit Tanner e Carsten Gutschmidt (Germania, 2020, 52’). L’enigma delle ossa. Rivoluzione di genere. Si dice che l’uomo, come cacciatore e capofamiglia, sia stato al vertice della società sin dall’inizio della storia umana. Niente di più sbagliato. Molti ricercatori stanno acquisendo nuove conoscenze volte a stravolgere le ipotesi sui ruoli di genere e la concezione della preistoria avuta fino a oggi. Segue il film “Man Creates Man / L’uomo crea l’uomo” di Yiotis Vrantzas (Grecia, 2020, 7’). Suolo e acqua: i materiali della vita. I materiali della creazione nelle mani di un uomo neolitico. Perché l’uomo crea l’uomo? Chiude il festival a Licata l’annuncio del vincitore del PREMIO CITTÀ DI LICATA, assegnato dalla giuria composta da Maurizio Battisti, Salvo D’Addeo, Rosaria Merro.

Belgrado. Alla XXIII Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, Paese ospite la Grecia, l’Italia è presente con quattro film portati dall’IIC di Belgrado grazie alla collaborazione del RAM film festival

belgrado_istituto-italiano-cultura_XXIII-rassegna-cinema-archeologico_locandinaDal 22 al 27 maggio 2022, il museo nazionale di Belgrado ospita nell’atrio la XXII Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Belgrado, organizzata dal museo nazionale di Belgrado in collaborazione con principali istituzioni culturali serbe e internazionali attive nella capitale serba. La Rassegna offre agli esperti del settore e al vasto pubblico di appassionati la possibilità di conoscere le produzioni più recenti nel settore dell’archeologia e delle discipline affini. L’ospite d’onore della rassegna di quest’anno è la Repubblica di Grecia – la Fondazione ellenica per la cultura, i cui film “Il ritorno dei perduti” e “Dodici decenni di scoperte” aprono la rassegna di quest’anno. Il coro della Fondazione ellenica per la cultura “Helenofonia”, diretto da Nefeli Papoutsaki, si esibirà alla cerimonia di apertura della fiera. Il programma di quest’anno comprende 22 film provenienti da 6 Paesi: Grecia (2), Italia (4), Spagna (3), Russia (2), Iran (2) e Serbia (9). L’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, uno dei principali promotori della Rassegna fin dalla prima edizione, presenta quattro documentari italiani, messi a disposizione dell’IIC Belgrado dai loro autori grazie alla preziosa collaborazione del RAM film festival della Fondazione Museo Civico di Rovereto: “L’oro di Venezia” (Italia, 2022), regia di Nicola Pittarello; “La frequentazione dell’orso” (Italia, 2022), regia di Federico Betta; “Il sapore della terra” (Italia, 2022), regia di Giulio Filippo Giunti; “Antica trasversale sicula. Il cammino della dea madre” (Italia, 2021), regia di Francesco Bocchieri.

Il primo film italiano in concorso a Belgrado è “L’oro di Venezia” (Italia 2022, 52’) di Nicola Pittarello, lunedì 22 maggio 2023. Il film-documentario, prodotto da SD Cinematografica, racconta il rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti. È soprattutto la necessità di rifornirsi di legname a spingere la Serenissima, nel Cinquecento e nel Seicento, ad espandersi nell’entroterra. Ed è la grande sfida con l’Impero Ottomano per la supremazia sul Mediterraneo ad alimentare questa necessità. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia poteva infatti trovare il legno migliore, la materia prima essenziale per costruire le navi da guerra di cui aveva bisogno in vista di uno scontro decisivo con i Turchi, che avverrà nel 1571 nella famosissima Battaglia di Lepanto. Per preservare i suoi preziosi boschi, Venezia mette in atto una serie di pratiche di buona gestione del territorio, dando anche il via ad un profondo cambiamento di mentalità. La salvaguardia del territorio diventa una vera parola d’ordine, con un approccio che sembra avvicinarsi alla nostra attuale sensibilità ambientalista. “L’oro di Venezia” è la storia di quest’avventura e di come quelle pratiche e quella mentalità siano arrivate fino ad oggi.

Il secondo film italiano in concorso, mercoledì 24 maggio 2023, è “La frequentazione dell’orso” (Italia 2022, 60’) di Federico Betta, un viaggio nella storia del rapporto tra esseri umani e orsi in Trentino, la regione più settentrionale d’Italia. Personaggi diversi creano un puzzle di visioni che attraversa la preistoria, la storia, la lotta per la salvezza, il grande progetto di ripopolamento e il presente. Il documentario ci lascia con molte domande, senza ignorare la realtà: la convivenza di orsi e umani crea conflitti che non possono essere eliminati e richiede un forte impegno da parte di tutti. Uno sforzo condiviso per garantire la permanenza dei grandi carnivori sul nostro territorio a lungo termine.

Il terzo film italiano in concorso, venerdì 26 maggio 2023, è “Il sapore della terra” (Italia 2021, 60’) di Giulio Filippo Giunti. Nel 1577 Giacomo Boncompagni, nuovo Signore del Marchesato di Vignola, invia un proprio emissario alla scoperta del feudo che ha ricevuto in dono dal papa Gregorio XIII. Il Visitatore attraversa il territorio in lungo e in largo e nella relazione che scrive al termine del suo lungo viaggio parla di queste terre come di un luogo abitato da gente ingegnosa vasto e variegato, che si estende dalla pianura ai crinali degli Appennini, un luogo punteggiato di castelli che ha il suo fulcro nel fiorente mercato della Città di Vignola, la capitale. Oggi queste terre sono ancora abitate da uomini ingegnosi, che fanno tesoro di tradizioni secolari per realizzare prodotti gastronomici unici e speciali e guardano fiduciosi al futuro del proprio territorio. Un mosaico di voci, luoghi e foto d’epoca per comporre un racconto che restituisce il ritmo lento del lavoro della terra nel corso delle stagioni e il fascino discreto e profondo dell’unione tra un paesaggio e una cultura secolare custodita all’ombra dei castelli.

Quarto e ultimo film italiano in concorso, sabato 27 maggio 2023, è “Antica trasversale sicula. Il cammino della dea madre” (Italia 2021, 80’) di Francesco Bocchieri. Un viaggio attraverso la Sicilia, seguendo il percorso dell’Antica Trasversale Sicula, uno dei cammini più antichi d’Italia. Da Mozia a Camarina, 650 km di strade riscoperte da un gruppo di appassionati ispirati dalle ricerche dell’archeologo Biagio Pace, immerse nella natura, nel paesaggio e nella Storia. Un viaggio di luoghi, persone, incontri e di forti emozioni, un atto di amore per la propria terra.

Lavis (Tn). Al via la quinta edizione di Cinema Archeologico: tre martedì con tre corti e tre film scelti dall’archivio del RAM film festival di Rovereto

lavis_cinema-archeologico_rassegna-2023_locandinaAl via martedì 14 marzo 2023, al Teatro Auditorium Comunale di Lavis (Tn), la quinta edizione di Cinema Archeologico, la rassegna di film che racconta il patrimonio culturale con il linguaggio evocativo e coinvolgente del cinema, organizzata in collaborazione con il RAM film festival di Rovereto, al cui archivio appartengono i film proiettati. Un viaggio attraverso periodi storici, culture, punti di vista diversi, per accrescere la propria conoscenza del mondo. In programma tre documentari e docufiction provenienti da diversi Paesi europei. Le tematiche spaziano dal ruolo della donna nelle varie epoche, alla tutela del patrimonio culturale in momenti difficili, come i periodi di guerra. Si parlerà del dialogo costante fra il mondo moderno e la propria storia e del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, fondamentale oggi come nel passato. Ogni serata sarà introdotta da un corto d’animazione, un particolare mezzo di espressione che racconta storie e paesaggi in modo creativo. Ogni film sarà preceduto anche da un piccolo corto di animazione sempre proveniente dagli archivi della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Tutti i film sono doppiati in lingua italiana tranne quello proposto martedì 21 marzo 2023 che darà in lingua originale con i sottotitoli in italiano. Ecco il programma.

film_Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire_di-Thomas Cirotteau

Frame del film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau

Martedì 14 marzo 2023, alle 21, il corto “Treasure / Il tesoro” di Samantha Moore (Regno Unito 2021, 8’), produzione: Abigail Addison. Nel 2018 la scoperta del pendente solare dello Shropshire, antico di 3000 anni, è stata di enorme importanza per gli archeologi. La sua squisita lavorazione, che evoca i raggi del sole, mette in discussione quel che si sa della comunità che l’ha creato. Treasure è il racconto di due storie intrecciate: quella di un cacciatore di antichi tesori e quella di un’antica comunità. Segue il film “Lady Sapiens à la recherche de la préhistoire / Lady Sapiens alla ricerca della preistoria” di Thomas Cirotteau (Francia 2021, 52’), produzione: Sophie Parrault (Little Big Story); Ubisoft; Ideacom International; NHK; France Télévisions, Planète, Radio Canada, TVO. Consulenza scientifica: Sophie Archambault de Beaune. Chi erano le donne preistoriche e che aspetto avevano? Come si svolgeva la loro vita quotidiana? Qual era la divisione del lavoro tra uomini e donne? Arte rupestre e caccia per gli uomini, raccolta e lavori domestici per le donne? E se la realtà fosse più complessa? Oggi una nuova generazione di ricercatori sta rivoluzionando i luoghi comuni.

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Frame del film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois

Martedì 21 marzo 2023, alle 21, il corto “Mary” di Kinga Anna Garncarz (Polonia 2022, 6’), produzione: Kinga Anna Garncarz. Il cortometraggio racconta la storia di Mary Anning, la madre della paleontologia, che, nonostante le avversità, ha raggiunto risultati eccezionali in termini di scoperte scientifiche. Di bassa estrazione sociale e autodidatta, Mary scopre scheletri di Ittiosauro, Pterosauro e Plesiosauro. Il suo nome, dimenticato per anni, riacquista l’importanza che merita quando le vengono restituiti i crediti per il lavoro svolto. Segue il film “The Oath of Cyriac / Il giuramento di Ciriaco” di Olivier Bourgeois (Andorra 2021, 72’), produzione: La Caixa de la Llum Produccions. Consulenza scientifica: Dr Houmam Saad, Dr Maamoun Abdulkarim (UNESCO), Dr Yasmine Mahmoud. Film in lingua originale con sottotitoli in italiano. Un piccolo gruppo di archeologi e curatori museali lotta per preservare il patrimonio di reperti archeologici del museo nazionale di Aleppo durante il conflitto siriano. Come mettere in salvo 50mila manufatti in una città assediata? In questa corsa contro il tempo nulla è garantito ma una cosa è certa: se le collezioni del Museo andranno perse, una parte della storia dell’umanità scomparirà con esse.

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Frame del film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello

Martedì 28 marzo 2023, alle 21, il corto “Terra di incontri” di Aurora Martina Meneo (Italia 2019, 11’), produzione: Artsmedia. Un nonno e sua nipote intraprendono un magico viaggio attraverso i paesaggi pugliesi. Segue il film “L’oro di Venezia” di Nicola Pittarello (Italia 2022, 55’), produzione: Roberto Dall’Angelo. Pochi conoscono il rapporto tra la Repubblica di Venezia e i suoi possedimenti terrieri. Nei boschi veneti, friulani e istriani, Venezia trovava il legno indispensabile per costruire le navi da guerra. Per preservare tali materiali, la Serenissima attuò una serie di buone pratiche volte a salvaguardare il territorio, dando luogo anche a un profondo cambiamento di mentalità.