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Rovereto. La direttrice Alessandra Cattoi fa un bilancio del 37mo RAM film festival. Ed ecco tutti i film premiati nell’edizione 2026

Con la proclamazione del film vincitore del Premio RAM film festival 2026 assegnato dal pubblico al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas si è ufficialmente conclusa la cinque giorni del 37.mo RAM film festival, organizzato da Fondazione Museo Civico di Rovereto, partner la Fondazione Museo storico del Trentino, con il sostegno di Comune di Rovereto, Provincia autonoma di Trento, Ministero della Cultura, Regione Trentino Alto Adige, ApT di Rovereto Vallagarina Monte Baldo, Cassa Rurale AltoGarda Rovereto. Con il contributo di Fondazione Caritro. Media partner la rivista ARCHEO. Il RAM è un ECO-EVENTO del Trentino. In collaborazione con Trentino Film Commission, Biblioteca Civica “Tartarotti” di Rovereto, MITAG, Mart, La Foresta – Accademia di comunità, Euritmus, Libreria piccoloblu, Exquisita. È quindi tempo di bilanci. Lo fa, per archeologiavocidalpassato.com Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione Museo Civico Rovereto e del RAM film festival.

“Siamo alla fine di questo RAM film festival 2026 e sinceramente posso dire che è stata una bellissima edizione”, assicura Alessandra Cattoi. “Abbiamo avuto la partecipazione di tantissimi registi presenti qui al RAM per presentare il loro film e per parlare con il pubblico. Abbiamo avuto anche tanti appuntamenti molto partecipati e coinvolgenti di esperti che sono venuti da varie parti d’Italia, dalla Sicilia, per parlare delle città, che è il focus del RAM di quest’anno. E abbiamo visto veramente tanto interesse. Ecco questo ci ha fatto capire che il lavoro che facciamo va un po’ al di là della sala cinematografica e può servire a riflettere sull’oggi.

“E un’ultima cosa: – è una novità di quest’anno del RAM – è il dibattito sull’Intelligenza Artificiale. Per la prima volta l’Intelligenza Artificiale è entrata al RAM, soprattutto in alcune parti che riguardava la lavorazione dei film nel doppiaggio e nella traduzione. Ma questo è un vero tema significativo per il futuro del cinema sicuramente, ma anche dei documentari. Ecco quindi un festival che ragiona sul passato e ragiona anche sul presente non può non occuparsi di un tema così urgente, così cruciale anche per il futuro della produzione cinematografica documentale.

“Complessivamente – conclude Cattoi – anche una bella festa con tante persone che dopotutto si sono divertite e sono state insieme positivamente. E quindi anche a livello personale io non posso che essere molto soddisfatta”.

PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO. La giuria composta da Angelo Cimarosti, Antonia Falcone, Barbara Maurina e Valentino Nizzo ha assegnato il premio 2026 al film “Athènes, aux origines de la démocratie / Atene, all’origine della democrazia” di Florence Tran (Francia/Canada/Grecia 2026, 53’). Produzione: Yuzu Productions, Merit Motion Pictures, Anemon Productions. Tra scoperte archeologiche e ricostruzioni, si racconta come nell’antica Atene la popolazione comune sfidò re e tiranni inventando la democrazia. Un viaggio nella nascita di un’idea fragile e radicale che ha cambiato per sempre la storia umana.

Proclamazione PREMIO CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: da sinistra, Valentino Nizzo. Antonia Falcone, Angelo Cimarosti, Barbara Maurina (che legge), Claudia Beretta e Alessandra Cattoi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un film di alto valore educativo e di grande attualità, che con soluzioni filmiche e grafiche accattivanti, dalle rovine dell’Agorà di Atene ci conduce, attraverso le più recenti indagini sul campo e i metodi dell’archeologia sperimentale, alle radici della democrazia e alla scoperta degli antichi sistemi di voto e di sorteggio, mettendo in luce anche i limiti e le contraddizioni dell’esperienza democratica ateniese. Un documentario che a riflettere sul valore imperituro di questa straordinaria conquista che la civiltà greca ci ha trasmesso e che oggi è minacciata e sottoposta a sempre nuove sfide”.

CINEMA ARCHEOLOGICO 2026: Valentino Nizzo legge la menzione (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato anche una menzione al film “L’età del Bronzo” di Antonio Malfitano (Italia 2022, 5’). Produzione: Antonio Malfitano, Compagnia delle stringhe. Originale videoclip per la didattica storico-archeologica sull’età del Bronzo. “Una creazione musicale a finalità didattica dedicata all’età del Bronzo, propone uno strumento inedito e originale per veicolare la conoscenza e l’insegnamento della storia antica”.

PREMIO CULTURA ANIMATA. La giuria composta da Andrea Artusi, Manuela Fiori e Andrea Pau Melis, ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione PREMIO CULTYURA ANIMATA 2026: da sinistra, Andrea Pau Melis (che legge), Manuela Fiori e Andrea Artusi (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Perizia tecnica e abilità narrativa sono al servizio di un racconto duro eppure ricco di poesia: la ricchezza di trovate, il ritmo e un character design sintetico ed espressivo ci trascinano nella vita vera di Yeh Sheng-Chih, nei paesi dove ha vissuto, tra le persone che l’hanno amato, tra quelli che l’hanno odiato. Nasce così un racconto in cui idealismo, desiderio di giustizia ed esigenza di libertà si mischiano per farsi monito universale contro i soprusi dell’essere umano sull’essere umano”.

MENZIONI. La giuria ha deciso di assegnare anche 2 menzioni: la prima al film “Kafka. Iemīlējies / Kafka. Innamorato” di Zane Oborenko (Repubblica Ceca/Lettonia 2024, 10’). Produzione: Atom Art, Maur Film. Attraverso l’animazione con la sabbia, Kafka. Innamorato racconta l’amore tra Franz e Milena, tra distanza, lettere, speranza e le paure più profonde di Kafka. “Menzione speciale per la sintesi tra le parole del poeta e l’animazione giocata su luci e ombre, in cui l’assenza di colore diventa forma, movimento, incanto”.

Simone Pratola premiato con una Menzione nella sezione Cultura Animata (foto graziano tavan)

La seconda al film “Sotto i pini” di Simone Pratola (Italia 2026, 3’). Produzione: Simone Pratola – Noctu Animation Collective. Tra il fruscio della pineta prendono forma le vite e i destini di chi ha scritto la storia antica d’Italia. “Menzione speciale per la ricerca di una narrazione visiva così stratificata ed elegante da rendere originale il grande classico della storia sospesa tra presente e passato”.

PREMIO TRADIZIONI E CULTURE. La giuria composta da Armando Tomasi, Elisa Cont e Giovanni Laezza ha assegnato il premio 2026 al film “Metabolè” di Lorenzo Scaraggi (Italia 2026, 65’). Produzione: Omero su Marte. Metabolé, in greco antico “trasformazione”. Una regista percorre le coste della Puglia seguendo le tracce che il mare conserva, trasforma e restituisce. Il paesaggio rivela memorie e stratificazioni profonde.

Proclamazione PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026: da sinistra, Elisa Cont (che legge) e Giovanni Laezza (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Metabolè è un’opera che, in maniera straordinaria, racconta il ruolo del mar Mediterraneo lungo le coste pugliesi in epoche passate e nella contemporaneità. È un viaggio “per mare” in cui si viene guidati tra reperti archeologici e paesaggi marittimi, incrociando armoniosamente storie del passato e del presente. Il documentario si distingue per l’effetto della sua struttura narrativa: il racconto è caratterizzato da uno stile poetico e nostalgico che si snoda attraverso un ritmo fluente, capace di catturare e mantenere costante l’interesse dello spettatore. Nell’opera emergono l’accuratezza delle fonti, frutto di una ricerca archeologica, storiografica ed etnografica meticolosa, in cui le spiegazioni di una variegata rete di esperti si intrecciano ai racconti ed alle testimonianze degli abitanti di quei luoghi. Testimonianze di esperienze fortemente condivise, che restituiscono la memoria viva di quelle comunità. Dal punto di vista realizzativo, il documentario eccelle per la qualità tecnica delle riprese e dei suoni: fotografia, musiche e sound design ricreano ed enfatizzano paesaggi e narrazioni. Il documentario non si limita a mostrare, ma riesce ad emozionare, a trasmettere il valore inestimabile del mar Mediterraneo, custode del passato e del presente, luogo d’incontro e di costante trasformazione culturale”.

Lorenzo Scaraggi riceve il PREMIO TRADIZIONI E CULTURE 2026 per il film “Metabolè” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Filhos do vosso amor / Figli del vostro amore” di Rui Pedro Lamy (Portogallo 2025, 43’). Produzione: ETHNO. Tra le nebbie delle montagne del nord del Portogallo affiorano la storia della terra e la memoria degli uomini. Qui risuonano ancora le preghiere e i canti dei pastori che, sulle orme dei monaci, hanno tracciato i sentieri delle alte quote. “Filhos do vosso amor ci accompagna in un territorio montano in via di abbandono, nel quale i resilienti costituiscono testimonianza vivente di pratiche agricole secolari, ridotte quasi a “fossile etnografico”, e di un approccio quasi intimistico con i saperi tradizionali. Una struttura narrativa convincente e fluida consente di entrare in sintonia con i significati profondi che l’opera intende trasmettere. Tecnicamente molto solido, il lavoro è capace di evocare sentimenti ed emozioni, pur rimanendo nell’alveo di una struttura narrativa tutto sommato tradizionale”.

PREMIO STORIA E MEMORIA. La giuria composta da Daniela Cecchin, Matteo Gentilini e Alessandro Anderloni ha assegnato il premio 2026 al film “La cava bianca” di Marco Mensa, Elisa Mereghetti (Italia 2025, 52’). Produzione: ETHNOS. Geologia, memoria e poesia si intrecciano per raccontare, con i testi del geopoeta Davide Sapienza, la storia della cava di pomice di Lipari e della sua comunità, tra sfruttamento, identità e la sfida di una possibile rinascita sostenibile.

Proclamazione del PREMIKO STORIA E MEMORIA 2026: da sinistra, Daniela Cecchin (che legge), Alessandro Anderloni e Matteo Gentilini (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Un’opera che restituisce l’impressionante paesaggio naturale e umano della cava di pomice di Lipari attraverso una raffinata fotografia, una accurata colonna sonora e i puntuali testi di Davide Sapienza che si sposano in armonia con le immagini d’archivio. Il racconto accosta il passato e il presente, la storia e l’attualità attraverso il confronto tra personaggi e fatti con il malinconico fascino che erompe dall’abbandono dei luoghi e delle attrezzature. Un film che induce a riflettere sulla possibile valorizzazione di questo sito di archeologia industriale, in memoria del passato e verso interventi sostenibili, nel rispetto dell’isola e dei suoi abitanti”.

Marco Mensa ed Elisa Mereghetti ricevono il premio Storia e Memoria 2026 per il film “La cava bianca” (foto graziano tavan)

MENZIONE. La giuria ha assegnato una menzione al film “Tunnel” di Chih Hao Shen “Taiwan 2026, 15’). Produzione: H2 Films. Distruggiamo, elaboriamo il lutto, ricostruiamo, e poi distruggiamo di nuovo. La Storia non passa mai davvero: rimane in agguato, nascosta nell’ombra del futuro. “Per l’abile intreccio narrativo tra le accattivanti immagini in bianco e nero e la coinvolgente e a tratti inquietante colonna sonora che porta lo spettatore a interrogarsi sul proprio futuro partendo dal passato”.

PREMIO NUOVI SGUARDI. La giuria composta da Valeria Perrone, Matteo Crosina e Matteo Ranzi ha assegnato il premio 2026 al film “天空照亮的心 / Il cuore rischiarato dal cielo” di Szu-Teh Li (Cina 2025, 14’). Produzione: Szu-Teh Li. Giustiziato a Taipei nel 1950 come membro clandestino del Partito Comunista Cinese, Yeh Sheng-Chih intraprende un viaggio dell’anima alla ricerca della propria identità e della patria.

Proclamazione del PREMIO NUOVI SGUARDI: da sinistra, Matteo Crosina e Valeria Perrone (che legge) (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “La giuria premia Il cuore rischiarato dal cielo di Szu-Teh Li per aver scelto la complessa vicenda umana di Yeh Sheng-Chih, documentata dai suoi diari e culminata nei tragici eventi del 1950, come emblema di una comunità profondamente segnata dalle divisioni sociali e dai conflitti dell’epoca. Attraverso figure stilizzate, fondi pittorici materici e un intreccio di fotografie, filmati e manoscritti, il film trascende la biografia individuale, trasformando la memoria storica in ricerca visiva e restituendo a una memoria taciuta un volto e una voce”.

PREMIO FULLDOME. La giuria composta da Chiara Simoncelli, Luca Ferrario e Andrea Cuoghi ha assegnato il premio 2026 al film “Soul Symphony – The Art of Alex Janvier / Sinfonia dell’anima. L’arte di Alex Janvier” di Bernard Duguay, Janvier Gallery (Canada 2026, 23’). Produzione: Janvier Gallery (Janvier Mural and Fine Arts Ltd.), Lucion Media. Un’esperienza immersiva che celebra l’universo creativo di Alex Janvier, pluripremiato maestro dell’arte indigena contemporanea e voce dei popoli originari del Canada.

Chiara Simoncelli proclama il vincitore del PREMIO FULLDOME 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Soul Symphony: The Art of Alex Janvier è un’opera immersiva di grande intensità artistica ed emotiva, che trasforma la cupola in uno spazio aperto, in cui arte, natura e memoria si incontrano e avvolgono lo spettatore. Le opere del pittore indigeno canadese Alex Janvier prendono vita in un’esperienza dove colori, forme astratte e paesaggi si fondono in un linguaggio poetico e universale, che richiama la bellezza e la profondità del cielo stellato. La voce dell’artista guida lo spettatore in una riflessione sulla creatività, sull’identità culturale e sulle ferite del colonialismo. L’originale dialogo tra immagini e suoni tradizionali esalta le potenzialità espressive del cinema fulldome, dando vita a un’esperienza coinvolgente”.

MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER. La giuria composta da Stefania Berutti, Marta Coccoluto, Antonia Falcone, Marina Lo Blundo, Mattia Mancini, Domenica Pate, Michele Stefanile, Alessandro Tagliapietra ha assegnato il premio 2026 al film “Roma sotterranea – una metro nella storia” di Laurent Portes (Italia 2025, 52’). Produzione: MyMax Edutainment, Artline Films, Idéacom International. La costruzione della Linea C della metropolitana di Roma si trasforma in un viaggio archeologico che riporta alla luce straordinarie vestigia della città antica, intrecciando ingegneria, storia e ricerca.

Proclamazione della MENZIONE SPECIALE ARCHEOBLOGGER: da sinistra, Antonio Falcone (che legge) ed Eleonora Tomasini (foto graziano tavan)
Massimo My, produttore del film “Roma sotterranea – una metro nella storia” riceve la menzione speciale Archeoblogger (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Ritmo narrativo, scoperte, temi sociali e d’interesse pubblico, riflessioni sul senso dell’archeologia urbana e sulle sfide connesse: da Roma Sotterranea emergono il rilevo e la straordinarietà della realizzazione della linea Metro C della Capitale. Un progetto complesso sotto i profili tecnico, ingegneristico, logistico e soprattutto archeologico, che dimostra quanto l’archeologia preventiva sia strategica per la pianificazione urbanistica. Come giuria Archeoblogger ci auguriamo che il film da noi premiato non resti nel perimetro dei Festival, ma arrivi alla collettività, così da squarciare il velo di diffidenza che troppo spesso circonda il binomio archeologia-lavori pubblici”.

MENZIONE SPECIALE CINEMAMORE. La giuria composta da Chiara Sandonà per Religion Today Film Festival, Chiara Bruseghini per Trento Film Festival, Eleonora Zen per RAM film festival ha assegnato il premio 2026 al film “Tracce urbane. Permission denied. Expression unleashed” di Armin Ferrari (Italia 2026, 57’). Produzione: RIFF VIDEO. Il film racconta oltre 30 anni di writing e street art a Bolzano, tra creatività, conflitti e trasformazioni urbane: dalle pratiche nate ai margini, alle tracce che oggi raccontano identità e memoria della città.

Eleonora Zen annuncia il vincitore della menzione speciale CINEMA.MOR.RE 2026 (foto graziano tavan)

MOTIVAZIONE: “Film innovativo che, attraverso la storia del writing e della street art a Bolzano, riflette sul rapporto tra arte, spazio urbano e identità, in un territorio di confine dalla forte dimensione multiculturale. La corrente da manifestazione di dissenso è cresciuta fino a diventare linguaggio identitario, declinato nei suoi molteplici aspetti di street art, arredo urbano, opera d’arte. Particolarmente efficaci il montaggio e la tecnica narrativa, che alternando testimonianze, immagini d’archivio, passato e presente, colore e bianco e nero, restituiscono la complessità di un fenomeno in continua trasformazione”.

Claudia Beretta annuncia il vincitore del PREMIO RAM FILM FESTIVAL 2026 assegnato dal pubblico in sala (foto graziano tavan)

PREMIO RAM FILM FESTIVAL. Il pubblico in sala ha assegnato il premio 2026 al film “Descubriendo Pompeya y Herculano. El Legado de Roque Joaquín de Alcubierre – Scoprendo Pompei ed Ercolano. L’eredità di Roque Joaquín de Alcubierre”, regia di Silvia Pradas (Spagna 2025, 52’). L’ingegnere spagnolo Roque Joaquín de Alcubierre, pressoché dimenticato dalla Storia, riportò alla luce con determinazione Pompei ed Ercolano, dando il via all’archeologia moderna.

Rovereto. Assegnati i premi delle giurie del 36.mo RAM film festival: “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo vince il premio Paolo Orsi e la menzione speciale Archeoblogger; “Sapiens?” di Bruno Bozzetto il Cultura animata; “Continuations / Hiwadabuki” di Satoru Okabe il Tradizioni e Culture; “Apoleon” di Amir Youssef il premio Storia e Memoria; “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro il Nuovi Sguardi; “God Science and our Search for Meaning” il Fulldome; “Wind’s Heritage” di Nasim Soheili la menzione speciale CinemAMoRe

Dal RAM film fetsival applauso per la pace: standing ovation al teatro Zandonai di Rovereto (foto graziano tavan)

Tutti in piedi. Per la pace. Contro i conflitti che uccidono le persone e cancellano il patrimonio culturale, memoria storica dell’uomo. La serata delle premiazioni della 36.ma edizione del RAM film festival di Rovereto si è aperta con un fragoroso e partecipato applauso del pubblico del teatro Zandonai che ha prontamente risposto all’appello lanciato Alessandra Cattoi, direttrice della Fondazione museo civico di Rovereto, nel discorso di introduzione: “Siamo qui insieme perché condividiamo interessi e passioni per l’archeologia, per la storia, per il patrimonio culturale. Un patrimonio che non è solo un’eredità che abbiamo ricevuto, ma è un bene fragile e prezioso da conoscere, tutelare e difendere. Un patrimonio che è sempre minacciato dai conflitti, in passato certo, ma quelli di oggi non sono diversi. E non possiamo dimenticare che dietro a ogni conflitto ci sono prima di tutto le persone, le comunità ferite. Per questo vi chiedo di dare con la nostra presenza un segno, per quanto simbolico, della nostra testimonianza: un applauso forte, fragoroso, del RAM Film Festival contro i conflitti. Un applauso per la pace”.

Claudia Beretta e Alessandra Cattoi alla serata delle premiazioni del RAM film festival (foto graziano tavan)

Sei i premi consegnati, per altrettante sezioni del RAM film festival, e due menzioni speciali: Archeoblogger e CinemAMoRe. Particolare attenzione quest’anno al Cinema archeologico con l’attribuzione del premio Paolo Orsi, un riconoscimento biennale in memoria del grande archeologo roveretano per il quale è nato proprio il festival nel 1990.

Frame del film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto

Premio Cultura Animata. La giuria composta da Andrea Artusi, Diego Cajelli e Andrea Voglino ha assegnato il premio al film “Sapiens?” di Bruno Bozzetto (Italia 2023, 22’). Le sinfonie di diversi autori di musica classica, Verdi, Chopin e Beethoven, fanno da sfondo a tre cortometraggi usciti dalla matita senza eguali di Bruno Bozzetto, dedicati all’essere umano e al suo comportamento nei riguardi della natura e della so­cietà. La soluzione, per l’ambiente e per tutti gli altri animali, potrebbe essere un mondo senza Homo Sapiens?

La giuria dl premio Cultura animata legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Solo un maestro del cinema d’animazione riconosciuto a livello internazionale come Bruno Bozzetto poteva riuscire nell’impresa di mettere in scena con tanta ironia e leggerezza, talvolta persino con humor, i dubbi sulla definizione che il genere umano ha dato di sé stesso. Interrogativi che emergono prepotenti di fronte alle laceranti contraddizioni che hanno punteggiato l’evoluzione della specie homo sapiens su temi come la guerra o il rapporto e la violenza contro gli animali e che hanno segnato e segnano la nostra memoria collettiva”.

Menzioni: al film “The Family Portrait – Ritratto di famiglia” di Lea Vidakovic (Croazia/Francia/Serbia 2023, 15’). Mentre l’Impero austro-ungarico vacilla, Andras e sua figlia restano sorpresi dalla visita dell’impreve­dibile fratello di Andras, Zoltan, che arriva con la sua grande famiglia. Un’osservazione sociale poe­tica, cupa e in parte ironica, in cui i legami familiari vengono smontati e analizzati in profondità. E al film “Il fiume e Nina” di Lorenzo Daniele (Italia 2025, 6’). Attraverso la tecnica dello stop motion, i bambini della Scuola dell’Infanzia del IV Istituto Comprensi­vo “D. Costa” raccontano la storia del territorio di Augusta, in Sicilia orientale: dai primi insediamenti preistorici, all’estrazione del sale, passando per le Guerre Mondiali e l’industrializzazione, con le sue luci e ombre. Un viaggio nella memoria con un mes­saggio finale di speranza.

Frame del film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe

Premio Tradizioni e culture. La giuria composta da Duccio Canestrini, Corinna del Bianco (Fondazione Del Bianco) e Massimiliano Mollona, ha assegnato (e consegnato al regista presente in sala) il premio al film “Continuations. Hiwadabuki / Continuità. Tetto in corteccia di cipresso” di Satoru Okabe (Giappone 2024, 17’). Per la prima volta in quarant’anni viene ricostruito il tetto di un santuario con l’antica tecnica dell’Hiwa­dabuki, che usa corteccia di cipresso sovrapposta a mano. Il film documenta un anno di lavoro artigia­nale e sostenibile, in armonia con la foresta. Non è solo un racconto tecnico, ma un ritratto dello spirito giapponese fatto di preghiera e rispetto. Un’opera rara che custodisce una tradizione millenaria.

Il regista Satoru Okabe mostra il premio Tradizioni e Culture del RAM film festival (foto graziano tavan)

Motivazione: “Siamo in Giappone dove viene documentata la copertura del tetto di un tempio con strati di corteccia di cipresso, una pratica artigianale millenaria che si rende necessaria ogni 40 anni. Molto originale, ben girato e montato. Il ritmo del processo costruttivo si intreccia con quello della natura e di una sorprendente architettura tradizionale”.

Menzioni: al film “Küttepuude hankimine / Legna da ardere” di Liivo Niglas (Estonia 2024, 30’). Il film segue un gruppo di donne Nenets che rac­colgono legna nella tundra innevata. Fa parte di una serie sui Nenets della penisola dello Yamal, che esplora la vita quotidiana del popolo nomade allevatore di renne in Siberia occidentale, durante la stagione del parto delle renne in primavera. Le riprese per la serie sono state realizzate per una ricerca etnografica nel 1999. E al film “Tiwanaku: l’eterna saggezza” di Anaïs Pajot (presente in sala) (Bolivia/Francia 2025, 24’). Nel cuore delle Ande boliviane, a 3800 metri, l’e­nigmatica civiltà di Tiwanaku riemerge dai silenzi della storia, svelando una visione del mondo spi­rituale ed ecologica. Il documentario ne esplora i misteri attraverso personalità della ricerca e dell’ar­cheologia, e le voci degli Andini, un invito a ripen­sare i nostri modelli di civiltà e il nostro rapporto con la natura e gli altri esseri umani.

Premio Storia e Memoria. La giuria composta da Isabella Bossi Fedrigotti, Giuseppe Ferrandi e Maurizio Cau ha assegnato il premio al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’). Un gruppo di statuette del Musée de l’Armée (Mu­seo dell’esercito) di Parigi accompagna Napoleone durante la sua spedizione in Egitto. Il film affronta temi politici legati al militarismo e alla colonizzazio­ne, mettendo in discussione le narrazioni storiche tradizionali.

La giuria del premio Storia e Memoria legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Quando il cinema poggia su un’idea forte, sa stupire anche con poco. È quanto accade in Apoleon, geniale rilettura in chiave postcoloniale della campagna napoleonica in Egitto. Sfidando la convenzionalità del racconto tradizionale e lavorando in chiave ironica sulla connotazione culturale del materiale conservato nei musei europei, il film di Youssef conduce lo spettatore in un viaggio inatteso alla scoperta dell’altra faccia dell’epopea del generale francese. Un’opera matura, dissacrante e radicale, capace di affrontare con leggerezza una pagina complessa del passato, fino a rimetterne in discussione i presupposti. Osservata dal punto di vista delle statuine conservate nelle sale del Musée de l’Armée, la storia prende tutta un’altra forma”.

Menzione: al film “Diventare Matteotti” di Camilla Ferrari, Alberto Gambato (Italia 2025, 44’). Attraverso immagini d’archivio e documenti pri­vati, il film ricostruisce la formazione del giovane Giacomo Matteotti a Fratta Polesine. Tra solitudine, impegno sociale e passione per lo studio, emergono le radici del suo pensiero politico. Un viaggio tra memorie, lettere e cronache che racconta l’ascesa di Matteotti nel contesto del Polesine, tra tensioni so­ciali, sfide politiche e ideali profondi.

Premio Nuovi Sguardi. La giuria composta da Valeria Perrone, Elettra Virginia Collini e Matteo Ranzi, ha assegnato il premio al film “O Corpiño” di Blanca Navarrete, Antía Rodeiro (Spagna 2024, 20’). Un documentario etnografico sul santuario di O Corpiño, in Galizia, e sul pellegrinaggio annuale al cosiddetto “santuario degli esorcismi”. Attraverso filmati d’archivio e testimonianze colte e popolari, il film esplora storia, tradizione e aspetti laici della festa, evidenziando anche le critiche verso la rap­presentazione mediatica sensazionalistica.

La giuria del premio Nuovi Sguardi legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “La giuria ha deciso di assegnare il premio al film documentario O Corpiño per la forza del tema affrontato e per la sensibilità con cui le registe hanno saputo raccontarlo. Il documentario si distingue per l’approfondita valorizzazione del materiale d’archivio attraverso un montaggio che restituisce con efficacia l’evoluzione di una tradizione religiosa radicata nel passato e ancora viva nel presente. Le interviste, condotte con rara delicatezza, offrono punti di vista intimi, mentre la narrazione si mantiene priva di giudizio, invitando ciascuno a confrontarsi con la complessità del rito, tra memoria storica e attenzione al presente”.

Menzione: al film “Apoleon” di Amir Youssef (Francia/Egitto 2024, 15’).

Premio Full Dome. La giuria composta da Chiara SImoncelli, Andrea Cuoghi e Filippo Pontiggia ha assegnato il premio al film “God, Science, and our Search for Meaning / Dio, la scienza e la ricerca del senso della vita” di Dani LeBlanc (Stati Uniti 2024, 30’). Lo spettacolo immersivo esplora le grandi doman­de dell’esistenza umana. Scritto e narrato da Dan Brown, nel film scienza e religione si confrontano come due linguaggi che cercano di raccontare lo stesso mistero.

Chiara Simoncelli, per la giuria del premio Fulldome, legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Il film esplora le domande più antiche dell’umanità sull’origine dell’universo e il nostro ruolo dentro di esso, esaminando l’interazione tra scienza e religione, non solo nel passato, ma anche con prospettive rivolte al futuro. Lo fa utilizzando pienamente le potenzialità della tecnologia fulldome, con una narrazione coinvolgente e immersiva, che lascia lo spettatore incantato e incuriosito”.

Premio Cinema Archeologico e Premio Paolo Orsi. La giuria composta da Barbara Maurina (assente), Mireille David Elbiali, Valentina Caminneci e Augusto Marsigliante, ha assegnato il premio al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’). “Vitrum” racconta il ritrovamento di un relitto roma­no al largo della Corsica, con un carico eccezionale di vetro grezzo e manufatti raffinati. Un team inter­nazionale di ricercatrici, a bordo della nave Alfred Merlin, indaga su questa scoperta rara per rico­struire il ruolo rivoluzionario del vetro nell’Impero romano e nelle rotte commerciali del Mediterraneo.

La giuria del premio Paolo Orsi legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Un’eccezionale scoperta archeologica dà luogo a un racconto che si dipana dal mare della Corsica fino alle coste siro-palestinesi, toccando il litorale della campania e il porto di Pozzuoli. Un relitto sepolto nelle acque più profonde del Mediterraneo con un prezioso carico, unico nel suo genere. La magia del vetro antico svelati dalle più moderne tecnologie di indagine dei fondali e dalla sinergia scientifica di un team internazionale. Attraverso una vera e propria full immersion nel vivo della ricerca e attraverso la forza di immagini straordinarie, il film sa comunicare al grande pubblico non soltanto il fascino di questo materiale ma anche l’impatto rivoluzionario che ha avuto sulla nostra civiltà”.

Menzione: al film “Secret Sardinia, Mysteries Of The Nuraghi / Sardegna segreta, i misteri dei Nuraghi” di Thomas Marlier (Francia 2024, 53’). In Sardegna, una delle civiltà più antiche e misterio­se del Mediterraneo lasciò tracce straordinarie qua­si 4.000 anni fa: i Nuragici, costruttori di torri-for­tezza, santuari e tombe dalla forma geometrica. Oggi, un’équipe di ricerca internazionale indaga questi resti con metodi innovativi, gettando nuova luce su una cultura affascinante dell’Età del Bronzo.

Antonia Falcone, per la giuria della menzione speciale Archeoblogger, legge la motivazione (foto graziano tavan)

Menzione speciale Archeoblogger. La giuria rappresentata da Antonia Falcone ha assegnato il riconoscimento al film “Vitrum – il vetro dei romani” di Marcello Adamo (Italia 2025, 52’).

Motivazione: “Un documentario che unisce il fascino del ritrovamento archeologico in fondo al mare con il racconto delle tecnologie antiche legate al vetro, in un connubio ideale tra comunicazione accurata di ricerca e narrazione emozionale, cosa che di rado si vede in un film destinato al grande pubblico”.

Frame del film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili

Menzione CinemAmore. La giuria composta da Eleonora Zen e Michele Bellio ha assegnato il riconoscimento al film “Wind’s Heritage / L’eredità del vento” di Nasim Soheili (Iran 2024, 30). A Nashtifan, nell’Iran orientale, Mohammad Vali Gandami è l’ultimo custode di un sapere antico. A 75 anni si prende ancora cura degli storici mulini a vento, gli aasbad, costruendoli e riparandoli con tecniche tramandate solo attraverso l’esperienza. Le sue mani mantengono viva una tradizione che rischia di svanire con il vento.

La giuria della menzione speciale CinemAMoRe legge la motivazione (foto graziano tavan)

Motivazione: “Il film rappresenta pienamente lo spirito dei tre festival nelle tematiche che propone. Con grande capacità di sintesi e uno splendido lavoro fotografico, unisce concetti fondamentali, quali il rispetto delle tradizioni, il senso di comunità e di identità culturale, la spiritualità che accompagna ogni individuo, sottolineata dalla solennità dei ritmi nella narrazione e nelle immagini, l’urgenza di trasmettere i saperi appresi dai propri antenati alle generazioni future, perché nulla venga perso per sempre”.