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Al via la IV edizione di Firenze Archeofilm: 60 film in concorso in cinque intense giornate con proiezioni mattutine, pomeridiane e serali. Ecco i film da non perdere. Ingresso gratuito con Super Green Pass e FFP2

Ci siamo. Mercoledì 2 marzo 2022 apre al Cinema La Compagnia di Firenze la IV edizione di “Firenze Archeofilm”, il festival internazionale organizzato dalla rivista Archeologia Viva (Giunti Editore) fino al 6 marzo 2022: 60 film in concorso per il Premio Firenze Archeofilm assegnato dal pubblico, anteprime nazionali, proiezioni non stop, dalla mattina alla seconda serata; ospiti internazionali e incontri con i registi; grandi scoperte, scenari mozzafiato, immagini inedite. Cinque intense giornate con proiezioni mattutine, pomeridiane e serali, tutte a ingresso gratuito (obbligatorio green pass rafforzato e mascherine FFP2), che permetteranno al pubblico di viaggiare in universi lontani, nel tempo e nello spazio, soffermandosi anche su tematiche di grande attualità, come il cambiamento climatico e le imminenti minacce per il pianeta (per l’intero programma vedi Firenze. Tre settimane al via del quarto Firenze Archeofilm, Festival Internazionale Cinema di Archeologia Arte Ambiente: cinque giorni con oltre 60 film provenienti da 14 nazioni diverse, 11 prime nazionali. Ecco il programma | archeologiavocidalpassato).

Film “Signore e Principi preistorici / Prehistoric Ladies and Princes” di Pauline Coste

Tra i film da non perdere “L’Enigma delle ossa ovvero la rivoluzione di genere nella preistoria” (mercoledì 2 marzo, nel pomeriggio). L’opera per la prima volta affronta la questione del rapporto maschile femminile nella preistoria, ribaltando il cliché, prove archeologiche alla mano, per cui il “capofamiglia” dovesse essere sicuramente un maschio. Restando ai primordi dell’umanità, la grande produzione francese “Stonehenge, le origini svelate” (giovedì 3 marzo, ore 16) squarcia finalmente il velo sugli ultimi misteri del circolo megalitico più conosciuto al mondo. Se mai, infine, ci fossimo fatti un’idea di un abbigliamento “selvatico” per gli uomini e le donne della preistoria il film “Signore e Principi preistorici” (giovedì 3 marzo) è pronto a smentire ogni convinzione di questo tipo, come dimostrano le sepolture di grande “sfarzo” e bellezza, con abbigliamenti e ornamenti inimmaginabili.

Il film “La prossima Pompei / The next Pompeii” di Duncan Bulling apre il Firenze Archeofilm 2022

Con il documentario “Città del Vaticano alla ricerca dell’eternità” (giovedì 3 marzo, ore 22) per la prima volta al cinema si indaga sulla storia architettonica, lunga duemila anni, del Vaticano; e ancora, “D’Artagnan e i tre moschettieri: la storia vera” (sabato 6 marzo mattina), racconta sul grande schermo la vera storia di D’Artagnan e porta sulle tracce dell’iconico dramma storico, romantico, di Alexandre Dumas (padre); “La flotta delle Indie” (venerdì 4 marzo) documenta di fatto le prime prove di globalizzazione, con la scoperta dell’America; la minaccia di una nuova Pompei alle pendici del Vesuvio e il grande tema della possibile previsione di nuove eruzioni vulcaniche è infine al centro del film “La prossima Pompei” in programma mercoledì 2 marzo. E non manca l’Antico Egitto: in programma al festival i documentari “Il mondo di Cheope” (giovedì 3 marzo), “70 milioni di mummie animali” (venerdì 4 marzo), “Il busto di Nefertiti: nascita di un’icona” (sabato 5 marzo).

Fasi del restauro all’università di Firenze di una statua proveniente dal museo Archeologico di Aleppo gravemente danneggiato durante la guerra del 2011 (foto AV / giunti)

L’incredibile storia degli “Angeli dell’arte” ad Aleppo: arrivano in Italia per la prima volta le immagini del salvataggio del museo della città siriana, da parte di una squadra di archeologi e volontari impegnati in una corsa contro il tempo. S’intitola “Il testamento di Ciriaco” (venerdì 4 marzo) il film di Olivier Bourgeois, interamente girato dentro al museo Archeologico di Aleppo durante la guerra civile in Siria del 2011, che ripercorre la corsa contro il tempo di archeologi e custodi per mettere in salvo oltre ventimila opere (una di queste restaurata in loco dall’università di Firenze).

Frame del film in 3D “Noto. Il giorno della paura (1693)” di Sebastiano Deva

L’archeologia in 3D, come non si era mai vista: nei giorni 4 e 5 marzo ci si potrà immergere in un’esperienza multimediale con “Noto. Il giorno della paura (1693)”. Grazie ad un apposito visore si rivive lo spaventoso terremoto che l’11 gennaio del 1693 sconvolse in Sicilia la Val di Noto. Ogni personaggio in 3D ha una controparte nella vita reale che ha prestato le fattezze al proprio omologo digitale. In questo processo, gli autori hanno voluto valorizzare con tratti di persone reali (anziché generate proceduralmente al computer) i protagonisti storici dell’epoca del sisma. La premessa narrativa ha quindi posto le basi per una fase di selezione via casting dei protagonisti, conclusasi con la scelta dei 20 attori per le 20 figure da replicare digitalmente.

In programma poi il suggestivo “Al tempo dei dinosauri” (sabato 5 marzo, ore 16), che narra l’incredibile scoperta di nuove specie di dinosauri negli ultimi vent’anni, combinata con le ricostruzioni in 3D, altamente realistiche, che assicurano spettacolarità al documentario presentato in anteprima nazionale.

Frame del film “Guerra all’Amazzonia” di Marcello Brecciaroli

Altro tema centrale di Firenze Archeofilm, l’Ambiente: l’Amazzonia e la regione indiana del Ladakh chiudono il festival. Il film tutto italiano “Guerra all’Amazzonia” (domenica 6 marzo, mattina) documenta un viaggio attraverso il Brasile per raccontare come gli incendi e il disboscamento illegale stiano vincendo la partita contro l’Amazzonia. E alla fine della giornata – e in chiusura del festival – presentato dal regista Nicolò Bongiorno, ci sarà il film “Songs of the Water Spirits” (domenica 6 marzo, pomeriggio): la descrizione di una profonda trasformazione sociale nel territorio indiano del Ladakh, ai piedi dell’Himalaya, connotato da antiche tradizioni che rischiano di essere cancellate da uno sviluppo troppo rampante, che mette a rischio l’ambiente e snatura la cultura locale.

Il Cinema La Compagnia ospita il Firenze Archeofilm (foto AV / giunti)
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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Premi e giurie. Al termine della manifestazione saranno assegnati i seguenti riconoscimenti: il premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico; il premio “Università di Firenze”; il premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi” al miglior film di archeologia preistorica e il premio “Archeologia Viva” per la comunicazione del patrimonio ambientale. “Il cinema”, dichiara il direttore artistico di Firenze Archeofilm Dario Di Blasi, “è uno strumento formidabile per raccontare la storia in modo approfondito e coinvolgente. Trasmette conoscenza, cultura, sapere scientifico. Il mondo antico aspetta di essere raccontato, non solo descritto”.

Firenze Archeofilm 2021. Proclamati i film vincitori: il premio del pubblico ai segreti di Nazca; il premio dell’università di Firenze ai templi salvati dell’Egitto; il premio del museo fiorentino di Preistoria ai misteri di Cabeço da Mina; menzione al film iraniano sui Bakhtiari

Firenze Archeofilm 2021: la cerimonia di premiazione. Da sinistra, Fabio Martini, Stefania Ippoliti, Alessandra Petrucci, Giulia Pruneti, Piero Pruneti, Dario Di Blasi (foto Firenze Archeofilm)

Archiviata la terza edizione di Firenze Archeofilm. In cinque giorni al Cinema La Compagnia di Firenze per l’edizione 2021 dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), è stata proiettata una sessantina di film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (60 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali) che hanno concorso per i 3 premi in palio. E domenica 12 settembre 2021 il momento clou con la proclamazione dei film che si sono aggiudicati il Premio “Firenze Archeofilm”, il Premio “Università di Firenze”, e il Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”, alla presenza di Fabio Martini, professore emerito Archeologia preistorica; Stefania Ippoliti, responsabile cinema Sistema Toscana; Alessandra Petrucci, rettrice dell’università di Firenze; Giulia Pruneti, responsabile comunicazione FA/AV; Piero Pruneti, direttore AV; Dario Di Blasi, direttore artistico FA.

Frame del film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca

Premio “Firenze Archeofilm” del pubblico al film “Gli ultimi segreti di Nazca / The last secrets of Nasca” di Jean Baptiste Erreca (Francia, 2018; 52’). Nel sud del Perù, ai piedi delle Ande, i Nazca costruirono città e disegnarono un’immensa rete di linee geometriche e geoglifi. Chi rappresentavano queste figure enigmatiche visibili solo dal cielo e qual era il loro significato? Un team di archeologi di tutto il mondo sta sfruttando le ultime tecnologie per scoprire uno dei più grandi segreti dell’umanità. Le loro ultime campagne di scavo hanno portato alla luce nuove mummie, tessuti favolosi, ceramiche e misteriosi teschi allungati…

Frame del film “Egitto: i templi salvati” di Olivier Lamaitre

Premio “Università di Firenze” al film “Egitto: i templi salvati / Egypt: saving temples” di Olivier Lamaitre (Francia, 2018; 53’). Nel 1954 la costruzione di una nuova diga minacciava l’intera Nubia e oltre venti antichi santuari: alcuni templi furono smantellati in fretta e trasferiti su isole artificiali, altri furono spediti all’estero in città come Madrid, Torino o New York. Nel film, ricco di animazioni 3D, vengono presentanti anche i documenti di archivio che illustrano gli ingegnosi piani di salvataggio e le estenuanti operazioni di lavoro degli operai del cantiere. Questa la motivazione della giuria: “Il premio viene assegnato per il sapiente uso dei filmati e dei documenti d’archivio, grazie ai quali il documentario illustra gli sforzi e le energie politiche, imprenditoriali e scientifiche messe in campo per salvare le preziose vestigia archeologiche ed architettoniche dell’Antico Egitto, un patrimonio messo al sicuro dalla risalita delle acque del Nilo e tramandato così alle generazioni future. A questo si aggiunge la capacità di costruire un dialogo con la realtà del ‘900 e per aver raccontato, con competenza ed equilibrio tra ricerca e divulgazione, una storia esemplare che rappresenta uno stimolo per chi crede nella necessità e nel dovere di conservare la memoria delle antiche civiltà passato”.

frame del film “I misteri di Cabeço da Mina / Os Enigmas do Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy

Premio “Museo Fiorentino di Preistoria” al film “I misteri di Cabeço da Mina / Os Enigmas do Cabeço da Mina” di Rui Pedro Lamy (Portogallo, 2019; 27’). Il film descrive un enigmatico sito archeologico dove è stata scoperta una rara serie di statue-menhir con fattezze antropomorfe. Il documentario collega la realtà geografica e quella storica della regione circostante ad alcune affascinanti scoperte effettuate nella bellissima Vale da Vilariça, nella regione settentrionale del paese. Questa la motivazione della giuria: “Il film si è distinto per il rigore scientifico nella illustrazione del contesto monumentale, per il linguaggio accessibile che facilita la comprensione di quanto è emerso dal sito archeologico, per il valore tecnico. Importante è il collegamento con la realtà ambientale e sociale, indicativo di una visione ampia dell’archeologia come strumento di conoscenza e di identità civica”.

firenze_archeofilm_2021_locandinaMenzione speciale dell’università di Firenze al film “Bakhtiari sulle pendici di Oshtrankuh / Bakhtirihaey Damaneh Oshtrankuh” di Mohammadreza Hafezi (Iran, 2019; 40’). Film etnografico di forte impatto naturalistico e umano che va alla scoperta di una remota realtà. Penetrando del cuore di un Iran poco conosciuto, documenta le tra[1]dizioni e le usanze della piccola tribù dei Bakhtiari. Questa la motivazione della giuria: “Oltre all’interessante ed originale contenuto, il film si distingue per la tensione del racconto, il rigore formale, l’uso sorvegliato dei suoni e della musica, l’ottimo coordinamento tra voce narrante e inquadrature”.

Firenze Archeofilm 2021: finalmente c’è una data sicura per la terza edizione dell’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva: in programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound

Il manifesto dell’edizione 2021 di Firenze Archeofilm
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Il cinema La Compagnia di Firenze sede delle proiezioni di Firenze Archeofilm (foto AV)

Di rinvio in rinvio: da marzo a giugno e poi a settembre 2020, e poi ancora alla primavera 2021. Ma stavolta sembra la data definitiva: la terza edizione di Firenze Archeofilm 2021, l’evento più atteso del grande Cinema di Archeologia Arte Ambiente, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore), con Dario Di Blasi direttore artistico e Giuditta Pruneti direttore editoriale, si terrà da mercoledì 8 a domenica 12 settembre 2021 al cinema La Compagnia di Firenze (via Cavour 50r). In programma 80 film selezionati a livello mondiale tradotti e doppiati in italiano e in original sound (70 film in concorso, 10 film “original sound”, 20 prime visioni nazionali, 3 premi in palio: Premio “Firenze Archeofilm”, Premio “Università di Firenze”, Premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria Paolo Graziosi”), con proiezioni al mattino dalle 9.30 alle 13, al pomeriggio dalle 16 alle 19, e la sera dalle 21 alle 22.45. L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria online sul sito firenzearcheofilm.it. Il festival ha il patrocinio dell’università di Firenze, con la partecipazione di Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, in collaborazione con Cinema La Compagnia. Info: www.firenzearcheofilm.it, tel. 055.5062303.

Quinto appuntamento con “Storie di vita”: la rubrica prodotta da Streamcult, in streaming e on demand, condotta da Dario Di Blasi che stavolta incontra il regista Nicolò Bongiorno, che ha vinto l’ultima edizione di Firenze Archeofilm col film “I Leoni di Lissa”

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Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Il regista Nicolò Bongiorno è il protagonista del quinto appuntamento con la rubrica “Storie di vita” da seguire on line in streaming e on demand giovedì 15 aprile 2021. La rubrica si basa sulle relazioni e i rapporti di conoscenza acquisiti nel mondo dell’archeologia e del cinema da Dario Di Blasi, direttore del Firenze Archeofilm, curatore per più di 30 anni di manifestazioni cinematografiche dedicate all’archeologia, all’etnografia e all’antropologia culturale. Prodotta da StreamCult in collaborazione con la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea, “Storie di vita” è un format di approfondimento culturale che vede importanti personalità del campo dell’archeologia, della cinematografia e della cultura raccontarci le loro esperienze, le loro passioni e il loro lavoro.

Nicolò Bongiorno ha prodotto, scritto, diretto e interpretato numerosi film documentari per la televisione, come “Viaggio verso casa” (1998), “Esodo” (2007), “Rol – Un mondo dietro al mondo” (2007), “Cervino” (2015). Ha inoltre esordito come scrittore con la biografia del padre “La versione di Mike”. È socio fondatore e presidente della Fondazione Mike Bongiorno per la quale realizza e supervisiona i progetti editoriali, multimediali e benefici a impatto sociale. “Ho visto due film di Nicolò Bongiorno”, interviene Di Blasi: “I Leoni di Lissa e Songs of the Water Spirits. Sono rimasto colpito dalla grande curiosità, attenzione e rispetto che Nicolò ha verso le culture che incontra e dalla sua necessità di descrivere e documentare la dignità di uomini e donne che vivono con soddisfazione e felicità, vite difficili e precarie”.

“Dedico questo premio a tutti gli amanti del mare”, ha commentato commosso il regista presente alla premiazione. “Molto devo a mio papà, Mike; che per primo mi ha trasmesso la passione per il mare. Quest’opera è stata per me un viaggio anche interiore nello spazio e nel tempo. Dedico questa mia vittoria al grande archeologo subacqueo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso”. È uno dei passaggi dell’intervista (che qui proponiamo) realizzata a Nicolò Bongiorno subito dopo la consegna del premio “Firenze Archeofilm” 2019 da parte del direttore di Archeologia Viva, Piero Pruneti. “I Leoni di Lissa” (Italia, 2019; 76’) è uno splendido documentario realizzato da Allegria Films per la regia di Nicolò Bongiorno che ripercorre, esplora e cerca di ricostruire, attraverso una coraggiosa discesa negli abissi, le vicende della battaglia di Lissa. Saliamo così a bordo di una sorta di astronave-sarcofago che conserva al suo interno una memoria che non si è mai spenta. Come colonna sonora del documentario è stato scelto un lavoro di Matteo Milani, Lis02er, che fa parte di una raccolta più completa. Un viaggio narrativo all’interno del suono, dove ognuno dei dieci frammenti rappresenta un momento emotivo, cristallizzato emotivamente, ciascuno diverso, ma parte di un tutto.